Versione per la stampa http://www.consregsardegna.it/wp-content/plugins/print-o-matic/css/print-icon-small-black.png

Resoconto della seduta n. 143 del 13/05/2021

CXLIII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì 13 maggio 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 01.

PRESIDENTE. È aperta la seduta. La seduta è rinviata alle ore 10 e 30 per la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 01, viene ripresa alle ore 12 e 21.)

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 4 maggio 2021 (136), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelo Cocciu, Eugenio Lai e Aldo Salaris hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 13 maggio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 164, 247, 248, 250, 251, 646 (risposte scritte pervenute in data 12 maggio 2021).

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Scusate, possiamo prendere posto? Grazie.

Prima di iniziare i lavori dell'Aula vorrei riferire anche il motivo del ritardo dell'inizio dei lavori stessi che è stato determinato da una Conferenza di Capigruppo nella quale si è avuto modo di discutere di quanto è avvenuto ieri in Aula e fuori dall'Aula. Dico subito che, se errori ci sono stati, ci sono stati da parte di tutti, me compreso, me per primo perché sono naturalmente il primo responsabile nel bene e nel male di quello che avviene nell'Aula, e quindi sono il primo che fa ammenda e autocritica rispetto all'immagine che di quest'Aula abbiamo e ho contribuito a dare all'interno e all'esterno della stessa. Capiscoche la divisività e in qualche maniera la particolarità del provvedimento in discussione crea delle divisioni rispetto allo stesso che porta legittimamente l'opposizione a ritardare il più possibile l'approvazione del documento, è stato anche dichiarato, così come la volontà della maggioranza di approvarlo, però questo deve avvenire secondo quelle che sono le regole del dibattito democratico delle istituzioni pubbliche - scusate, capisco che può anche non interessare l'argomento, onorevole De Giorgi - deve avvenire secondo le regole del confronto corretto, educato e rispettoso dei ruoli di ciascuno di noi. A me il compito di mandare avanti i lavori dell'Aula avendo naturalmente come faro da cui non ho voluto, non voglio e non vorrò mai distaccarmi, il Regolamento interno del Consiglio regionale che è una legge. Da questo punto di vista, lo dico già che, se errori ci sono stati, agli errori verrà messo rimedio. Dico solo che il Regolamento, come sapete, è nelle mani dell'interprete che può valutare diversamente la stessa formulazione, ma mai può discostarsene per in qualche maniera annullare il senso e la filosofia dello stesso. Non è mai stata mia intenzione comprimere le prerogative e i diritti del Consiglio regionale e di ciascun consigliere regionale, tanto è vero che gli interventi che ciascun consigliere regionale fa sono i più ampi possibili, molte volte uscendo anche da quello che è l'ordine del giorno di cui stiamo trattando. Detto questo, l'appello che io che faccio prima di tutto a me stesso è appunto quello di riacquisire questo tipo di serenità che ci consenta di esplicare nel miglior modo possibile il nostro ruolo secondo le nostre posizioni, cercando al contempo di non trascendere mai rispetto a comportamenti che devono avere rispetto dei ruoli che ciascuno di noi esercita e delle singole persone. Per questa ragione io comunque, così come ho detto in conferenza di Capigruppo, verificherò il più o meno corretto andamento dei lavori di ieri e voglio dire che nessuno deve avere il dubbio circa la mia intenzione di non superare mai il Regolamento. E questo lo faccio non perché me lo chiede l'opposizione, non perché me lo chiede la maggioranza, ma perché me lo richiede la mia etica per rispetto di me stesso, dell'Aula e di tutti voi.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. In primo luogo per annunciare l'opposizione all'approvazione del verbale della seduta di ieri, andrà in Aula all'inizio probabilmente della prossima seduta o delle prossime sedute, preannuncio un'opposizione a quanto contenuto in quel verbale. Delle sue parole ho condiviso alcuni punti, non condivido sicuramente il fatto che l'interpretazione data ieri dal Regolamento fosse effettivamente un'interpretazione. Ieri è stato fatto un atto contrario al Regolamento perché, Presidente, lei ha la facoltà, ai sensi dell'articolo 85, comma 7, del Regolamento che ha utilizzato ampiamente negli scorsi giorni, di modificare l'ordine di votazione degli emendamenti, non ha la possibilità di considerare decaduti tacitamente degli emendamenti che erano in discussione, che sarebbero dovuti essere in discussione prima della discussione dell'articolo 7. Io vi chiederei di esaminare i resoconti, vi chiedo di esaminare i resoconti, e voglio esaminarli anch'io, della seduta di ieri, che stata sarebbe stato necessario far cessare per tumulti ai sensi sempre del Regolamento, e che invece la sua discrezione ha preferito continuare, esaminare i resoconti per capire se ieri sia stato rispettato il Regolamento. Vi ricordo poi che i verbali sono siglati dal Presidente del Consiglio e da un Segretario e che un verbale falso siglato è un falso. Ciò detto, in questo caso si sta andando molto oltre le semplici differenze di idee rispetto a un disegno di legge, la pensiamo in maniera opposta e contraria, non si può però utilizzare il Regolamento consiliare per forzare le prerogative che ciascuno di noi ha come consiglieri regionali e come cittadini. In primo luogo c'è il rispetto della Costituzione, dello Statuto, del Regolamento di quest'Aula e delle istituzioni, credo che si sia travalicato il segno. Vi invito quindi a verificare se la seduta di ieri sia avvenuta nel rispetto delle regole e tornare indietro sui vostri passi.

PRESIDENTE. Sì, solo per sottolineare che è il senso del mio intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Stara. Ne ha facoltà.

STARA FRANCESCO (UDC Cambiamo). Grazie Presidente. Non vorrei entrare in polemica, però la inviterei comunque, se aveva intenzione di fare Capigruppo, di avvisare almeno i consiglieri, perché siamo qui dalle 10 e non mi sembra una cosa corretta per il clima di serenità che vogliamo creare. Poi un'altra cosa volevo aggiungere, sempre per non entrare in polemica, io rispetto a questa legge sono uno di quelli che ha sempre detto che era inopportuna in questo momento, però lo dico in quest'Aula, non lo dico né nelle televisioni né nei giornali. A me è stata spiegata in un certo modo, quindi io pensavo magari che ieri il Governatore la spiegasse nell'altro modo, perché si parla sempre di 6 milioni di euro, a me hanno detto che non sono 6 milioni di euro, che i costi sono quasi saldo a zero, che le figure sono in un certo modo. Bene, io finché non avrò chiarezza di tutto ciò, io da questo momento come Italia Viva, e invito anche il Gruppo UDC Cambiamo a non votare nessun emendamento in attesa di avere delle spiegazioni, perché cambiali in bianco io sinceramente non ne voto. Perché, ripeto, io le dico qua in questa sede, non vado a spifferarle in televisione o nei giornali, quindi o c'è chiarezza anche tra di noi perché le cose fatte in cinque minuti, spostamenti, riunioni, queste cose qui non vanno più bene, Presidente, se si vuole creare un clima di serenità, di lavoro… fammi parlare, per cortesia, perché non vi ho mai interrotto né prima né adesso, non iniziamo, perché già ieri è stata data una scena a livello a livello nazionale come Consiglio regionale che neanche nei peggiori bar di Caracas dicevano, vergognoso, quindi per favore un po' di rispetto come io lo do. Quindi, Presidente, io la invito veramente a fermarci cinque minuti, cinque minuti, non dico giorni, ore e mesi, perché le leggi giustamente possono essere condivise, devono andare avanti, perché le riforme debbono andare avanti, io sono per quello, le riforme devono andare avanti in maniera trasparente però, perché se dobbiamo anche tra di noi vedere un pochino che ci sono cose che non vanno bene così non funziona. Veramente, a questo punto dobbiamo parlare di altro, dobbiamo andare avanti perché abbiamo le persone del Porto Canale, domani avremo Air Italy, dopodomani avremo ENI, dopodomani avremo tutte queste persone, dobbiamo iniziare a programmare il dopo pandemia, perché forse nessuno di noi sa cosa sarà il dopo pandemia a livello economico, se non riusciamo comunque a gestirci neanche quelle piccole cose tra di noi, giustamente l'opposizione fa la sua parte, perché è giusto che sia così, ma all'interno della maggioranza, comunque, che si faccia opposizione all'opposizione per ottenere determinate cose, non funziona così, veramente, è vergognoso! E lo dico io a titolo personale e a titolo del Partito Italia viva, non sto mettendo neanche il Gruppo, non so come la pensano perché non mi sono neanche riunito, però, sinceramente, quello che voglio dire è che ci deve essere trasparenza e correttezza tra di noi, questo è importante, perché se non c'è tutto ciò a questo punto ognuno veramente fa quello che vuole qua dentro, e diventa ingovernabile la situazione. Veramente, io penso che siamo ancora in tempo per fermarci su determinate cose, chiarire, iniziare a programmare perché gli artigiani, i commercianti, gli imprenditori non possono più aspettare, l'ho detto mesi fa. Noi viviamo in un mondo, secondo il mio punto di vista, ovattato, forse non ci rendiamo conto, qualcheduno si sente, fa e disfa, però la realtà bisogna toccarla con mano, e molti sinceramente ancora non l'hanno toccata con mano, Presidente. Io la invito a fermarci cinque minuti, non dico giorni, mesi o anni; chiariamo determinate cose, perché bisogna essere trasparenti, bisogna spiegarle le cose, non è che si mandi la gente alla mercé: "arrangiati, questo è", poi magari dicono "no, ma non è così"; allora bisogna avere la faccia e il coraggio di spiegare le cose in maniera trasparente e anche bene poi, per non avere dei dubbi. Quindi io vi invito, anche a voi Consiglieri di maggioranza, a riflettere su questa cosa; fermiamoci un attimo, chiariamo le idee, effettivamente diciamo come è questo 107, quanto costa, se è vero che è ha saldo zero, se è vero che alla fine si riduce con sette persone, poi il discorso che ci devono essere i ruoli, che devono essere pagati, su quello qualsiasi azienda, giustamente chi ha responsabilità deve essere anche retribuito. Ho finito, Presidente, io comunque invito anche la maggioranza e il mio Gruppo in questa fase a non votare in attesa di avere chiarezza su determinati punti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie, Presidente. Spero che questo diritto di parola che mi concede non venga poi scambiato, come lei spesso interpreta, come un atto di maleducazione nei suoi confronti e di offesa. Io ho ascoltato molto bene quello che lei poco fa ha detto, credo che, come ha poi menzionato il mio collega Agus, a volte lei sì ripara un po' sotto questa volontà di dichiarare, ogni volta che non applica esattamente quello che è il Regolamento, la sua facoltà di interpretare il Regolamento. È vero, ci sono alcuni punti che si prestano ad un'interpretazione e altri, come quello di ieri, Presidente, che non aveva nessun margine per essere interpretato. Lei non lo ha rispettato, non è che lo ha interpretato, lei semplicemente, Presidente, non lo ha rispettato. Io le chiedo, come diverse volte ho fatto, di ricordarle sempre e di ricordarsi sempre che lei è il Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, la seconda carica più importante di tutta la Regione, e la invito Presidente non solo ad ascoltare, come ho già fatto ieri prima che succedesse quello che è successo, ad ascoltare nello stesso modo e a rispettare nello stesso modo le prerogative di tutti i consiglieri, che siano essi di maggioranza, di opposizione, di centro, di destra o di sinistra; lei spesso non lo fa, e non lo fa anche lasciandosi andare in commenti che tutti noi ascoltiamo, che non sono tipici e non dovrebbero essere, non dovrebbero appartenere alla seconda carica più importante di tutta la Regione Sardegna. Detto questo, Presidente, io non me la sento, in qualità di consigliere regionale di questa Regione, in qualità di rappresentante del popolo voluto dal popolo, di far finta di niente, non possiamo far finta che ieri non sia successo niente, non possiamo far finta che lei, a prescindere da tutto, abbia continuato imperterrito, senza ascoltare nessun consigliere regionale, a portare avanti quello che era una sua, a suo dire, prerogativa, che non lo era, Presidente, perché lei non stava rispettando il Regolamento, ma semplicemente stava seguendo quelli che erano gli ordini di scuderia. Detto questo, Presidente, non voglio e non posso far finta di niente, per questo le chiedo cinque minuti di sospensione per una riunione di minoranza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie, Presidente. Non voglio interrompere prima della sospensione, e per completezza e anche adottando il tono correttamente grave del collega Agus nello stigmatizzare quanto è avvenuto ieri e quanto confido non debba avvenire in futuro, è corretto che sia posta grande attenzione anche alle prerogative nell'esercizio del ruolo di Presidente del Consiglio che ammette o non ammette un emendamento e che ieri, in effetti, opportunamente segnalato dal collega Zedda, non è stato più dichiarato inammissibile ma collocato in discussione a un articolo successivo, di conseguenza la discussione su ciò che era corretto fare su quegli emendamenti è di fatto avvenuta, e ve ne è traccia, ed è corretto che i comportamenti da stigmatizzare siano non soltanto segnalati, ma anche opportunamente puniti, e per quanto abbia cercato stanotte nel Regolamento io non ho trovato tra le prerogative del consigliere regionale quella che rappresenta il diritto di interrompere i lavori con tumulti, quindi correttamente andrà identificato nel processo verbale, che poi successivamente voteremo, spero tutti quanti assieme, chi si è astenuto dalle prerogative del consigliere regionale attuando comportamenti indescrivibili all'interno di questa Assemblea, e una volta identificato, opportunamente stigmatizzato e sanzionato, perché tra tutto quello che è avvenuto ciò che non è assolutamente irripetibile è il comportamento indegno di chi ha cercato, con l'uso della forza, di interrompere il diritto all'esercizio democratico, e questo è sancito dalla Costituzione, per chi ha studiato la Costituzione! E qua non si fa processare nessuno, così è chiaro da oggi, perché quello che è avvenuto ieri non ha, se non da parte vostra, precedente in questa Assemblea, e quando avete finito, vergognatevi!

PRESIDENTE. Allora, se per riacquisire, perché mi sembra che gli animi siano, insomma… se per riacquisire serenità conviene sospendere, sospendiamo. Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 46, viene ripresa alle ore 13 e 30.)

Prego i colleghi Consiglieri di riprendere posto, riprendiamo i lavori dell'Aula. Alla luce delle considerazioni che sono state fatte, anche per fare una verifica ulteriore rispetto a quello che è stato fatto ieri, quello che è avvenuto ieri, penso che sia opportuna la convocazione di un Ufficio di Presidenza ora, quindi la necessità di sospendere il Consiglio e riaggiornarlo alle ore 16 e 30, nel frattempo, a fine di questa sessione mattutina, è convocato l'Ufficio di Presidenza nella stanza della biblioteca. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 31.

Aumenta dimensioni caratteri
Alto contrasto