Nota stampa della seduta n. 135

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 135

Variazione di bilancio, prosegue la discussione generale.

 Cagliari 30 luglio 2026 – La seduta del Consiglio regionale è stata aperta dal presidente Piero Comandini, che, dopo le formalità di rito, ha annunciato una sospensione dei lavori e la ripresa alle 11.15.

Alla ripresa è intervenuto Antonello Floris (FdI), che ha criticato il ritardo con cui l’Aula procede all’esame della variazione di bilancio. Secondo Floris, i Comuni rischiano di perdere le risorse e il provvedimento non sembra porre rimedio alla direzione, definita confusa, della Giunta né ai principali problemi della Sardegna.

Il consigliere ha accusato la maggioranza di governare male, richiamando il numero di leggi impugnate, tra cui quelle sulle rinnovabili, il recepimento del decreto “salva casa” e lo spoil system in sanità. Sulla sanità, Floris ha contestato la nomina dei direttori generali delle Asl e il successivo reintegro dei precedenti vertici, sostenendo che, dopo due anni, l’unico atto concreto sia stato il ritiro della delega all’assessore per attribuirla alla presidente, mentre i servizi restano in difficoltà.

Floris ha poi respinto le accuse rivolte al Governo Meloni, osservando che la Giunta tace quando lo stesso Governo trasferisce alla Regione una mole importante di risorse. Sugli enti locali e sul piano paesaggistico, ha sostenuto che le intenzioni dell’esecutivo regionale emergono solo dai comunicati stampa e ha criticato l’ipotesi di intervenire sul Ppr senza una vera pianificazione del territorio.

In materia di lavori pubblici, Floris ha richiamato l’urgenza dell’intervento sulla strada statale 554 per l’eliminazione delle intersezioni a raso, già finanziato ma mai avviato. Secondo il consigliere, l’opera è fondamentale per l’area metropolitana di Cagliari, interessata da un traffico di circa 200 mila auto, e occorre far partire l’intervento senza limitarsi al confronto con pochi sindaci. Sul fronte dei trasporti, ha annunciato emendamenti per sostenere famiglie e imprese davanti all’aumento del costo del carburante.

È quindi intervenuta Cristina Usai (FdI), secondo cui la variazione di bilancio non può essere considerata un semplice provvedimento tecnico, ma una manovra ampia che tocca i principali settori dell’amministrazione regionale. Per questo, ha detto, è legittimo chiedersi quale sia la visione politica che tiene insieme le misure proposte.

Usai ha riconosciuto la presenza di interventi su alcune urgenze, ma ha sostenuto che non basta intervenire su singole situazioni senza una strategia complessiva. In sanità ha giudicato positivamente le risorse destinate alle case di comunità, alle strutture sociosanitarie e alle persone fragili, ma ha posto il tema della loro efficacia rispetto ai problemi del sistema sanitario sardo: liste d’attesa, pronto soccorso in difficoltà e diseguaglianze territoriali. Le case di comunità, ha osservato, rischiano di restare contenitori finanziati ma privi di personale.

La consigliera ha poi richiamato il ruolo dei Comuni come primo presidio davanti alle fragilità, denunciando la carenza di risorse, personale e strumenti. A suo giudizio servono interventi strutturali che mettano gli enti locali nelle condizioni di garantire servizi, insieme a una vera politica di riequilibrio territoriale.

Usai ha definito la manovra difensiva anche sul fronte dei lavori pubblici, dove si finanziano manutenzioni ma mancherebbe una visione più ampia. Sui trasporti, ha rilevato l’assenza di un’idea di mobilità regionale. In agricoltura, ha criticato una logica di compensazione ed emergenza priva di una strategia produttiva forte. Quanto a innovazione ed energia, ha chiesto quali benefici concreti potranno derivare dalla società energetica regionale per cittadini e imprese.

La consigliera ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare prevenzione e pronto intervento nella protezione civile, in particolare davanti a incendi, siccità e cambiamenti climatici. Sul turismo ha richiamato destagionalizzazione e accessibilità come condizioni per trasformarlo in sviluppo diffuso e non in semplice vetrina. In materia di lavoro, ha affermato che la formazione da sola non crea occupazione, se non è collegata alle imprese e a salari dignitosi. Per Usai, la manovra contiene alcune risposte, ma non un progetto politico né un cambio di passo; per questo il giudizio del gruppo è negativo.

Ha preso poi la parola Gianfranco Satta (UpT), che ha definito la variazione un passaggio importante in una fase particolare, caratterizzata dalla disponibilità di risorse straordinarie per circa 2 miliardi di euro. Per Satta si tratta di una grande opportunità, ma il punto decisivo è capire come queste risorse verranno spese e quale Sardegna si intenda costruire.

Il consigliere ha chiesto più coraggio nell’affrontare i problemi strutturali dell’isola, a partire dall’insularità e dai trasporti, con particolare riferimento alla competitività delle imprese. Ha annunciato proposte di sostegno alle aziende anche alla luce dell’aumento del costo del carburante.

Satta ha richiamato la necessità di risorse per agricoltura e pesca. Nel 2025, ha ricordato, sono stati assegnati 106 milioni di euro per il gasolio agricolo agevolato, mentre il prezzo medio è passato da 1,01 a 1,23 euro, con un impatto diretto sui costi di produzione e di vendita. Per questo ha proposto di utilizzare, dal 1° marzo al 31 dicembre 2026, il quadro di aiuti comunitario per intervenire su un problema concreto.

Un’altra emergenza indicata da Satta è lo spopolamento. A suo giudizio serve una strategia regionale capace di rendere attrattivi i territori e superare la logica dei bonus, che non ha invertito la tendenza. La strategia dovrebbe tenere insieme incentivi, banca dati sugli immobili inutilizzati, recupero degli immobili, lavoro da remoto e telemedicina, affinché restare nei paesi sia una scelta possibile e tornare diventi conveniente.

Satta ha infine richiamato il tema delle infrastrutture, chiedendo interventi perché i paesi non restino isolati. In particolare, ha proposto 6,5 milioni di euro per il rifacimento della strada dell’Anglona, definita asse viario strategico per un territorio di circa 20 mila abitanti e a rischio chiusura. Ha inoltre sollecitato risorse per evitare la chiusura dell’ippodromo di Sassari e del galoppatoio di Nuoro.

È quindi intervenuto Corrado Meloni (FdI), secondo cui la variazione di bilancio racconta lo stato di salute della Sardegna dopo due anni e mezzo di governo del campo largo. A suo giudizio emerge una Regione che continua a rincorrere le emergenze, senza visione strategica e senza affrontare i problemi strutturali dell’isola.

Meloni ha parlato di ritardi e improvvisazione, denunciando il mancato riconoscimento di diritti fondamentali, a partire da quello alla salute. Secondo il consigliere, il fallimento della sanità sarebbe certificato dalla stessa variazione: la Giunta proverebbe a curare i sintomi, ma non le cause. Ha contestato lo stanziamento di risorse a favore delle Asl che registrano squilibri oltre le previsioni, ricordando che i direttori generali sono stati nominati dalla Giunta, e ha sostenuto che il problema non sia la mancanza di risorse, ma la cattiva gestione.

Meloni ha criticato la riforma sanitaria della maggioranza e il successivo affidamento della delega alla presidente della Regione, affermando che i sardi pagano il prezzo della cattiva gestione. Ha chiesto inoltre di chiarire chi lavorerà nelle case di comunità, in un contesto segnato dalla carenza di medici e personale, sostenendo che senza professionisti si rischia di inaugurare edifici vuoti.

Per il consigliere, la priorità è rendere attrattivo il servizio sanitario regionale attraverso il reclutamento del personale, la valorizzazione delle professionalità e il miglioramento delle retribuzioni. Ha definito debole la manovra anche sul piano dello sviluppo economico, perché non indicherebbe una via di crescita per l’isola. Ha ricordato, a questo proposito, la presentazione di controproposte per 400 milioni di euro, con l’obiettivo di costruire una Sardegna che non viva solo di trasferimenti pubblici e turismo, ma che produca lavoro stabile senza assistenzialismo.

Meloni ha infine richiamato il tema della sicurezza nelle città sarde, con particolare riferimento al decoro urbano e al contrasto alla mala movida, soprattutto a Cagliari. A suo giudizio, la variazione avrebbe potuto rappresentare una svolta, mentre certifica una Regione impegnata a mettere toppe, coprire disavanzi e inseguire emergenze. Ha auspicato che la politica torni protagonista e che siano accolte le proposte migliorative della minoranza. (A.M.)

Gianni Chessa (FI) ha criticato l’assenza della Presidente della Regione e la decisione di destinare 30 milioni al sistema aeroportuale gestito da privati. “Diciamo no alle richieste dei territori della Sardegna – ha detto citando il collega Satta – per dare soldi ai privati”. Chessa ha evidenziato la mancanza di una visione della Sardegna sul fondamentale tema dei trasporti e dei trasporti interni. Quella in esame, secondo il consigliere, è una Variazione di bilancio da oltre un milione di euro che non esprime tutte le necessità. Chessa ha quindi sottolineato l’importanza di porre attenzione alla lotta agli incendi e a una regolamentazione urbanistica che aiuti il turismo e consenta alle strutture di adeguarsi agli standard richiesti dal settore. Per l’esponente della minoranza non c’è un’idea di sviluppo e ha aggiunto che serve investire sul lavoro stabile e sulla velocizzazione della spesa. Chessa ha poi fatto un passaggio sul tema delle consulenze, evidenziando il grande utilizzo di queste figure fatto dall’attuale Giunta.

Per Giuseppe Dessena (Avs) questa Variazione mette in evidenza un metodo e un suo ordine. Il consigliere di maggioranza ha sottolineato che il giudizio di parifica della Corte dei conti conferma che i conti della Sardegna sono solidi. Per Dessena il metodo e la tempistica sono elementi fondamentali per la vita di un legislatore e ha anche ricordato che la Giunta ha preso atto dei rilievi della Corte dei conti e sta già introducendo le azioni necessarie per migliorare negli ambiti evidenziati, come quello delle Variazioni. Dessena ha poi affermato che è stato meglio che la Variazione sia arrivata oggi, come d’altronde avviene in altre sei o sette regioni “tra le più importanti” in Italia, che prevedono le Variazioni a luglio. L’esponente di Avs ha apprezzato l’impegno dell’assessore regionale del Bilancio di approvare il bilancio previsionale nei tempi debiti e di gestire il tema delle Variazioni.

Il consigliere del M5S, Gianluca Mandas, ha definito la Variazione di bilancio un’occasione storica, sottolineando come l’ingente disponibilità di risorse rappresenti una responsabilità per il Consiglio regionale, chiamato a dare il proprio contributo. Tra i punti più importanti di questa Variazione, l’esponente della maggioranza ha evidenziato gli investimenti destinati alla sanità, con risorse per le Case di comunità mobili, il sostegno al sistema sanitario e ai pazienti affetti da malattie rare, ma anche gli stanziamenti per gli Ersu e per il diritto allo studio universitario. Tra le altre iniziative di grande importanza, Mandas ha citato gli interventi per lo sviluppo dell’economia del sale e per il recupero dei rifiuti estrattivi, ma anche la valorizzazione il progetto sperimentale “In Domo”, destinato a favorire il rientro in Sardegna di giovani imprenditori e professionisti. Il consigliere ha confermato che il suo gruppo si impegnerà per rafforzare le politiche giovanili, l’imprenditoria, l’inclusione e il sostegno alle donne, oltre a potenziare gli investimenti nell’istruzione per contrastare la dispersione scolastica. In chiusura ha invitato tutte le forze politiche a superare le contrapposizioni e a lavorare insieme per costruire una Variazione di bilancio solida e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini.

Il consigliere di Fratelli d’Italia, Gianluigi Rubiu, ha criticato la Variazione di bilancio, accusando la maggioranza di aver portato il provvedimento in Aula con un ritardo di sette mesi, ritenuto incompatibile con le esigenze della Sardegna. Secondo Rubiu, il documento manca di una visione politica ed è il risultato di continui compromessi interni alla maggioranza. Il problema, ha continuato Rubiu, non è l’ammontare dei fondi, ma la capacità di trasformarli rapidamente in interventi concreti. Il consigliere ha ricordato che le procedure sono troppo lente e che la macchina amministrativa non riesce a garantire tempi certi. E’ necessario, dunque per il consigliere, una semplificazione amministrativa per rendere immediatamente spendibili le risorse. Rubiu ha ribadito che i cittadini, le imprese e gli enti locali attendono risposte su sanità, lavoro, trasporti, sostegno ai Comuni e costo della vita, e che non hanno bisogno di nuove programmazioni. Il consigliere di FdI ha, inoltre, evidenziato l’assenza di interventi per i comparti colpiti dalle calamità e ha evidenziato come la Variazione trascuri completamente l’economia del mare. Non c’è, ha sottolineato, una strategia per il settore della pesca, della nautica e della cantieristica navale, che, ha continuato, potrebbero rappresentare uno dei motori di sviluppo dell’Isola.

Anche la consigliera del Gruppo Misto, Alice Aroni, ha criticato la Variazione di bilancio, definendola il simbolo dei ritardi accumulati dalla Giunta e accusando la presidente Alessandra Todde di non aver mantenuto gli impegni assunti sui tempi di approvazione. Secondo Aroni, il provvedimento produrrà effetti soltanto dopo l’estate, con il rischio di nuovi avanzi di amministrazione e di ulteriori occasioni perdute per la Sardegna. L’esponente della minoranza si è soffermata, soprattutto, sulla gestione della sanità, sostenendo che l’aumento delle risorse non si sia tradotto in un miglioramento dei servizi e attribuendo alla Presidente, che ricopre anche l’incarico di assessora della Sanità, la responsabilità della grave situazione in cui versa il sistema sanitario regionale. Aroni ha, inoltre, chiesto chiarezza sul disavanzo della sanità e sul reclutamento del personale. Per la consigliera la Variazione rappresenta un insieme disorganico di interventi privi di una strategia complessiva di sviluppo. Aroni ha, inoltre, espresso perplessità sulla riorganizzazione delle partecipate regionali e sulla nascita della società energetica regionale.

Anche la consigliera di Fratelli d’Italia, Maria Francesca Masala, ha espresso un giudizio molto critico sulla Variazione di bilancio, parlando di un provvedimento in cui è assente una visione strategica della Giunta per il futuro della Sardegna. L’esponente della minoranza ha ribadito il ritardo di sette mesi con cui arriva il testo in aula, che, a suo parere, evidenzia la difficoltà dell’Esecutivo di trasformare gli annunci in decisioni concrete. Secondo Masala, il testo si limita a sommare interventi su numerosi settori senza indicare quali siano le priorità né un progetto complessivo di sviluppo. L’esponente di FdI ha richiamato, in particolare, le criticità nella gestione degli enti locali, dell’edilizia residenziale pubblica, delle risorse idriche e delle energie rinnovabili, sostenendo che la Giunta interviene soltanto in fase emergenziale e non con una pianificazione preventiva. Masala ha, inoltre, sottolineato la necessità di sostenere i Comuni e rendere più efficiente la spesa pubblica. Per la consigliera, infine, la disponibilità di ingenti risorse economiche non è sufficiente per creare sviluppo senza una programmazione coerente, una chiara gerarchia delle priorità e una visione politica capace di pensare al futuro della Sardegna. (eln)

 

Secondo Alberto Urpi (Sardegna al Centro 20/Venti): «La variazione di bilancio che discutiamo non è un atto tecnico ma un documento politico che dispone di ingenti risorse per oltre un miliardo di euro. Quando le risorse sono così importanti aumenta la responsabilità politica di tutta la classe dirigente». Urpi è poi entrato nel merito dei provvedimenti inseriti nel DdL 203: «Ci sono 320 milioni di euro per la copertura del disavanzo della sanità regionale. E’ una scelta necessaria che non contestiamo. Ci poniamo però una domanda. Cosa produrrà questo sforzo? Avremo una sanità più efficiente, liste d’attesa ridotte, miglior funzionamento dei pronto soccorso? La politica la si giudica per le capacità di migliorare le cose. I giudizi si danno sui risultati. Servono scelte strutturali e non misure per contrastare le emergenze». Il consigliere d’opposizione ha poi invocato maggiore attenzione per le il sistema delle imprese sarde costrette ad affrontare ostacoli strutturali (trasporti, logistica, tasse e burocrazia) che ne limitano la competitività. Sul settore agricolo, Urpi ha invece sottolineato le difficoltà affrontate da chi lavora nei campi alle prese con i cambiamenti climatici e la crisi idrica. «Occorre rivedere l’organizzazione delle agenzie agricole regionali e degli enti che si occupano della gestione dell’acqua in Sardegna». Per Urpi è inoltre urgente un cambio di passo in materia di lavoro e formazione professionale: «Si poteva fare un piano straordinario. Vediamo una strategia nel progetto “Istare” ma sul tema della formazione e del lavoro si può fare di più. Le risorse ci sono». Un accenno, infine, al sistema degli enti locali: «Qualcuno ha proposto un automatismo con la previsione di più trasferimenti ai comuni quando aumentano le risorse disponibili da parte della Regione. A mio avviso non servono contributi a pioggia ma idee. Bisogna accelerare sul comparto unico e snellire le procedure amministrative su Puc, Pai, autorizzazione degli impianti energetici. I comuni sono con le spalle al muro con i Puc fermi da anni». Urpi infine ha invitato la maggioranza a tener conto dei suggerimenti della minoranza: «Abbiamo proposto un piano strategico contro lo spopolamento, per il rafforzamento della sanità territoriale, per il trasporto interno e per un riequilibro territoriale e sociale con la redistribuzione della spesa. Che Sardegna vogliamo costruire? Per ottenere risultati serve una programmazione strategica».

Molto critico l’intervento del consigliere Fausto Piga (FdI) che, in premessa, si è scagliato contro la Giunta: «Non c’è cosa peggiore di nascondere la verità dando del bugiardo a chi cerca di vederci chiaro. Mi riferisco al comunicato stampa pubblicato a seguito dell’assestamento con cui si accusa la minoranza di aver diffuso notizie non vere sul disavanzo sulla sanità. Dite che non c’è un buco ma che i soldi stanziati sono riconducibili a investimenti sul personale sanitario. Questa è una balla. Se erano previsti perché sono andati in disavanzo? Disavanzo significa spendere di più rispetto alle previsioni. Significa mala gestione. A meno che non si tratti di una furbata contabile con la quale si coprono debiti con il disavanzo?». Piga ha poi chiesto chiarimenti sulla dotazione finanziaria della variazione di bilancio: «In 24 ore siamo passati da 1,5 miliardi a 2 miliardi di euro. A gennaio erano invece solo 750 milioni. E’ evidente che non è questo il modo di affrontare le politiche economiche. Siamo nell’ambito dell’improvvisazione. Questa è una fase storica: pur accumulando ritardi le risorse crescono e stando fermi trovate i soldi sotto le pietre. Se non siete riusciti a programmare 750 milioni in 7 mesi come farete a programmare 2 miliardi in pochi giorni? Per questo rinnoviamo le nostre proposte per l’abbattimento dei diritti aeroportuali, l’aiuto agli autotrasportatori contro il caro carburante, l’aumento del fondo unico per gli enti locali, misure per i progetti sull’autismo, i fondi per il comparto unico degli enti locali. Finitela di perdere tempo e incominciate a dare qualche gioia alla Sardegna».

Il vicepresidente Frau ha dichiarato chiusa la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno nel pomeriggio alle 15.30. (Psp)

 

 

 

 

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