Nota stampa della seduta n. 132

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 132 

martedì 28 luglio 2026

Approvato il Documento 45“Assestamento delle previsioni di bilancio 2026-2028 e variazioni di bilancio ai sensi degli articoli 50 e 51 del d.lgs n. 118/2011”

Approvato il Disegno di legge n. 216/A  “Approvazione del Rendiconto generale della Regione Sardegna per l’esercizio finanziario 2025 e del Rendiconto consolidato della Regione Sardegna per l’esercizio finanziario 2025″

Approvata, all’unanimità, la Proposta di legge 221 “Modifica all’articolo 2 della Legge reg. n. 3 del 2026 in materia di proroga dei termini di efficacia di graduatorie”

Il Consiglio regionale si riunirà domani, 29 luglio, alle 10.30

La seduta è stata aperta dal presidente Piero Comandini che, dopo le formalità di rito e le comunicazioni all’Aula, ha messo in discussione il primo punto all’ordine del giorno: l’assestamento delle previsioni e variazioni al bilancio interno del Consiglio regionale. Il documento, illustrato dal questore Lorenzo Cozzolino, è stato approvato senza discussione. «Tra le priorità – ha detto Cozzolino – l’utilizzo di una quota dell’avanzo di amministrazione per investimenti strategici connessi allo svolgimento delle funzioni istituzionali e valorizzazione del patrimonio pubblico: 17 milioni di euro per la manutenzione straordinaria messa sicurezza dell’edificio di via Roma. Tre milioni a favore di Sardegna Ricerche per la realizzazione della nuova biblioteca consiliare presso la Manifattura Tabacchi che diventerà un moderno polo documentale e culturale per l’intera Sardegna.

Il presidente Comandini ha quindi sospeso la seduta e convocato l’Ufficio di Presidenza per l’esame dell’aggiornamento all’assestamento di bilancio.

Alla ripresa dei lavori il presidente ha messo in discussione il secondo punto all’ordine del giorno, l’approvazione del Rendiconto generale della Regione Sardegna, dando la parola al relatore di minoranza Fausto Piga (FdI). «Dopo due mesi, si torna finalmente in aula – ha esordito Piga – l’ultima seduta si è fatta il 26 maggio. Nel frattempo, l’aula è rimasta sorda e inerme di fronte ai problemi della Sardegna. Solo tanti annunci e zero fatti. La responsabilità è tutta della presidente Todde e della sua maggioranza. Nella scorsa legislatura si gridava allo scandalo oggi si fa finta di nulla».

Entrando nel merito del Rendiconto, Piga ha detto: «La bella notizia è che ci sono tanti soldi, la brutta è che siete incapaci di spenderli. Dal punto di vista politico mettiamo una pietra sull’anno 2025. Un anno bruttissimo in cui si è perso tutto ciò che si poteva perdere, anche il 2026 sta andando sulla stessa direzione. L’assestamento di bilancio era stato annunciato tre mesi fa e invece siamo ancora in alto mare. Un fallimento certificato anche dalla Corte dei Conti in sede di parificazione del bilancio. I giudici contabili hanno scattato una fotografia impietosa della vostra azione amministrativa. Non c’è stato un cambio di passo nella gestione dei conti pubblici ma permangono le criticità».

Secondo Piga, la “disastrosa” gestione della Sanità è l’emblema dell’inefficienza e della mancanza di una visione strategica. «L’8 luglio 2026 avete messo una toppa che è peggio del buco con la delibera sulle variazioni di bilancio. Su 485 tipologie di variazione ben 374 si potevano evitare. È un modo che dimostra il vostro dilettantismo nella gestione dei soldi pubblici. Il rendiconto 2025 è la certificazione del vostro fallimento politico e amministrativo. I problemi non solo non sono stati risolti ma sono addirittura peggiorati».

Di diverso avviso il relatore di maggioranza Alessandro Solinas, presidente della Terza Commissione “Bilancio”: «Il Rendiconto generale 2025 rappresenta non soltanto un adempimento contabile obbligatorio, ma costituisce uno strumento fondamentale di verifica della capacità amministrativa, gestionale e programmatoria dell’Ente – ha detto Solinas – l’elemento maggiormente significativo è rappresentato dal risultato di amministrazione accertato al 31 dicembre 2025, pari a euro 3 miliardi e 205 milioni di euro. Un dato che conferma la solidità complessiva degli equilibri finanziari della Regione e testimonia una gestione improntata ai principi di prudenza, sostenibilità e rispetto delle regole di finanza pubblica». Solinas ha poi illustrato, nel dettaglio, le cifre del rendiconto che, al netto delle quote indisponibili (parte accantonata di euro 1.165.291.985,74, parte vincolata di euro 1.475.451.691,64 e parte destinata di euro 54.755.018,13), ha una quota disponibile dell’avanzo di amministrazione pari a euro 510.206.558,23. «Si tratta di un dato di particolare rilevanza sotto il profilo della capacità programmatoria della Regione – ha concluso Solinas – poiché individua risorse effettivamente utilizzabili per il finanziamento di interventi strategici e per il sostegno alle politiche di sviluppo economico e sociale del territorio regionale. L’esito positivo della parificazione da parte della Corte dei conti e la consistenza della quota disponibile dell’avanzo di amministrazione, certifica la tenuta degli equilibri finanziari e pone le basi per l’attuazione delle misure contenute nel disegno di legge di assestamento di bilancio, consentendo di rendere rapidamente disponibili risorse significative da destinare alle priorità economiche, sociali e infrastrutturali della Sardegna».

Il presidente Comandini ha quindi sospeso la seduta e convocato la Conferenza dei Capigruppo. Alla ripresa dei lavori è intervenuto il l capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu: «Nelle ultime settimane è emerso il tema degli incarichi fiduciari della Regione – ha detto Truzzu – ho rispetto per chi svolge incarichi ma non è accettabile che ci siano consulenti che utilizzano i social per fare campagna elettorale».

È quindi intervenuta Alice Aroni (Misto): «Il giudizio della Corte dei Conti, in sede di parificazione del bilancio della Regione, non sembra lusinghiero. Il bilancio non è solo un documento contabile ma è la traduzione dei valori morali, costituzionali e politici di una comunità. Questo bilancio ci dice che si procede con forzature. La Corte dei Conti ci dice che gli organi politici non possono assumere impegni non sostenibili sotto il profilo finanziario. Non si possono inoltre rinviare decisioni urgenti. La politica è chiamata ad assumere decisioni e prendersi le responsabilità. Da due anni a questa parte assistiamo a un iperattivismo sul fronte della comunicazione e a un corrispondente immobilismo sul fronte della operatività». Secondo Aroni, “nessuno degli obiettivi propagandati è stato raggiunto. La Corte ha bacchettato la maggioranza per i ritardi nell’approvazione della manovra finanziaria. Registriamo celerità solo in operazioni come Abbanoa o la privatizzazione selvaggia degli aeroporti».

La consigliera di minoranza si è quindi soffermata sulle criticità della gestione del sistema sanitario: «Si sono già espressi sul poltronificio della Sanità la Corte Costituzionale e il Tar. Queste sentenze e gli ultimi dati sulle liste di attesa rendono evidente il disastro organizzativo a cui state condannando il servizio sanitario regionale».  Proseguendo nel suo intervento, Aroni ha contestato il ricorso a manager non sardi per la copertura di incarichi dirigenziali: «Si contestava la precedente giunta per la nomina di due manager continentali. Voi ne avete nominato 4 su 14. Tutto questo non ha portato nessun beneficio. Il tasso di rinuncia alle cure in Sardegna è al 17 per cento, nel 2022 era al 12,3 per cento. Raddoppiando i manager stranieri e sostituendo i direttori generali i risultati sono peggiorati. Prendetene atto e invertite la rotta».

Aroni ha infine parlato della vertenza degli operatori socio-sanitari che in mattinata hanno protestato a Cagliari. «Non trovano risposte. Le Asl di Cagliari, Medio Campidano e Ogliastra sono state incalzate nelle scorse settimane per attivare nuovi cantieri oss. Così non si si stabilizza, non si assume ma si creano nuovi precari».

Giudizio negativo anche da parte di Alessandro Sorgia (FdI): «Se il bilancio di previsione è un libro dei sogni e delle promesse elettorali il Rendiconto è invece lo specchio della realtà. È la certificazione di un fallimento politico e amministrativo». Secondo Sorgia, il Rendiconto descrive una situazione di paralisi, di impegni non presi e risorse bloccate: «I soldi ci sono ma non riuscite a spenderli. Il 2025 è stato un anno di totale immobilismo, un anno perso, Questo documento è un atto di accusa alla vostra inerzia».

Sorgia ha poi parlato delle criticità nei settori del trasporto pubblico locale (mezzi pubblici inadeguati e collegamenti inefficienti), della continuità territoriale aerea (voli cancellati, collegamenti ridotti al lumicino per chi viaggia per lavoro o per curarsi), mancato supporto agli enti locali per la gestione dei rifiuti: «I sindaci sono lasciati soli a combattere contro l’emergenza del decoro urbano e l’aumento dei costi dei servizi. Sfogliando il documento ci rendiamo conto che i soldi non sono stati trasferiti». Stesso discorso per attività produttive ed economia: «Nel 2025 le imprese hanno chiesto ossigeno e non sono state ascoltate».  Sorgia infine ha espresso un giudizio negativo sulla gestione della sanità: «Spendiamo tantissimo per avere in cambio servizi inefficienti. I cittadini sardi continuano a mettere mano al portafoglio per curarsi. Chi non può permetterselo, invece, è costretto a rinunciare alle cure». (Psp)

Nel prosieguo del dibattito sono intervenuti i consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia, ed il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca e tutti hanno definito il rendiconto 2025 formalmente corretto, ma politicamente insufficiente. Le principali critiche hanno riguardato: la difficoltà di trasformare le risorse disponibili in spesa effettiva; i ritardi nella programmazione e nelle decisioni di bilancio; il peso delle variazioni di bilancio; le persistenti emergenze della sanità; l’assenza di risultati percepibili nei territori, nelle infrastrutture e nei servizi; i dubbi su alcune scelte strategiche, come la gestione unica delle società aeroportuali e Abbanoa. Il giudizio politico espresso dagli interventi dell’opposizione è stato quindi nel complesso fortemente negativo, con l’invito alla Giunta a cambiare passo nella capacità di governo, di spesa e di attuazione delle politiche pubbliche.

In particolare, Corrado Meloni (FdI) ha sostenuto che il rendiconto non rappresenta un semplice adempimento contabile, ma il momento in cui si confrontano annunci e risultati. Pur prendendo atto della regolarità formale certificata dalla Corte dei conti, Meloni ha sottolineato che ciò non equivale a una garanzia sul rispetto dei diritti dei cittadini sardi.

Nel suo intervento ha richiamato la requisitoria della magistratura contabile, evidenziando il peggioramento della capacità di spesa e attribuendo alla Giunta Todde l’intera responsabilità politica del 2025. Ha criticato i ritardi accumulati sulla manovra finanziaria e sul piano regionale di sviluppo, osservando che questi slittamenti hanno ritardato risposte attese da famiglie e imprese.

Meloni ha inoltre contestato il ricorso eccessivo alle variazioni di bilancio e l’accumulo di ingenti risorse non utilizzate, parlando di una Regione che dispone di liquidità ma non riesce a trasformarla in opere, servizi e sviluppo. Il passaggio più severo ha riguardato la sanità, definita il capitolo più grave: secondo l’esponente di FdI, l’aumento delle risorse non ha prodotto livelli adeguati di assistenza, mentre restano irrisolte criticità come liste d’attesa, pronto soccorso, carenza di medici, edilizia sanitaria e case di comunità. Ha infine criticato la gestione politica del settore, il ricorso alle nomine e la mancata valorizzazione del personale interno, sollevando anche perplessità su Abbanoa e sulla privatizzazione degli aeroporti.

Cristina Usai (FdI) ha definito il rendiconto l’immagine di una Regione solida sul piano contabile ma debole sul piano politico e amministrativo. Secondo Usai, la Sardegna dispone di risorse ingenti, ma continua ad accumulare ritardi e residui, segno di una programmazione che non si traduce in risultati. Ha osservato che un avanzo elevato, accompagnato da una crescita della cassa, rappresenta soprattutto programmazione non realizzata, ribadendo che l’equilibrio contabile non coincide con una gestione efficace. Da qui la domanda politica rivolta alla maggioranza: quali risultati siano stati concretamente ottenuti con le risorse disponibili nel 2025. Per Usai, la Sardegna non ha bisogno di risorse che passano da un esercizio all’altro, ma di opere effettivamente realizzate.

Antonello Floris (FdI) ha espresso un giudizio netto sull’operato della Giunta, affermando che il governo regionale non è stato efficace. Ha indicato ancora una volta nella sanità la principale emergenza dell’Isola, accusando la maggioranza di aver dato priorità agli assetti di potere piuttosto che al diritto alla salute dei cittadini.

Floris ha lamentato l’assenza di risultati tangibili anche sul fronte degli investimenti, sostenendo che le risorse disponibili non si trasformano in opere concrete e che molti interventi attesi dai territori restano sulla carta. Ha richiamato anche i ritardi sul Pnrr, definiti pericolosi per il rispetto delle scadenze, e ha puntato il dito contro la lentezza della macchina amministrativa, i residui elevati e l’allungamento delle procedure.

Secondo l’esponente di FdI, la programmazione continua a inseguire le emergenze, come dimostrerebbe il frequente ricorso alle variazioni di bilancio. Da qui la richiesta di rafforzare il controllo di gestione, con una domanda di fondo: se la spesa pubblica stia realmente migliorando la vita dei sardi. La sua risposta è stata negativa. Da qui anche il giudizio finale, anch’esso negativo, sul rendiconto 2025.

Franco Mula (FdI) ha aperto il suo intervento con una contestazione sul piano dei lavori d’Aula, definendo grave il fatto che al capogruppo Paolo Truzzu non sia stata concessa la parola in apertura di seduta. Ha parlato di una compressione delle prerogative dell’opposizione, invitando la maggioranza a non tentare di “tappare la bocca” ai gruppi di minoranza.

Nel merito del rendiconto del Consiglio, Mula ha chiesto interventi per garantire condizioni di lavoro migliori all’interno del palazzo, segnalando criticità nei servizi. Ha inoltre denunciato una scarsa operosità del Consiglio, con due mesi senza riunioni e proposte di legge che attendono di essere affrontate.

Ampio spazio è stato dedicato al tema del riequilibrio territoriale, con particolare riferimento al Nuorese e all’Ogliastra. Mula ha criticato l’entrata in funzione del collegamento su bus tra Nuoro e Abbasanta, sostenendo che non risolve il problema storico della mobilità e del collegamento ferroviario, nonostante gli impegni per la realizzazione della nuova ferrovia a scartamento ordinario. Rivolgendosi alla presidente Todde, ha chiesto maggiore attenzione per i territori marginali, soprattutto sul fronte della sanità e della ripartizione delle risorse, osservando che nel Nuorese la situazione sanitaria sarebbe ulteriormente peggiorata. Ha infine richiamato la necessità di fare chiarezza sulle responsabilità legate al disavanzo della sanità.

Umberto Ticca (Riformatori) ha confermato che la regolarità formale dei conti non è in discussione, ma ha osservato come l’approvazione del rendiconto avvenga in una fase molto ravvicinata rispetto alla variazione di bilancio, elemento che a suo giudizio conferma le difficoltà di programmazione e spesa.

Ticca ha parlato di occasioni di spesa perse nel 2025, citando in particolare le risorse destinate al Sulcis, rispetto alle quali la spesa realizzata sarebbe stata estremamente limitata. Anche nel suo intervento la sanità è stata indicata come una delle questioni centrali, con la richiesta alla Giunta di spiegare in che modo intenda affrontare il problema della rinuncia alle cure e invertire una tendenza che, a suo giudizio, non è stata ancora corretta.

Infine, ha affrontato il tema dell’integrazione delle gestioni aeroportuali, chiedendo un confronto franco in Aula e sostenendo che permangono aspetti poco chiari. Ha definito l’operazione rischiosa e potenzialmente favorevole ai soggetti privati più che ai cittadini sardi, invitando la maggioranza a riflettere anche sulle osservazioni formulate dalla Corte dei conti.

Paolo Truzzu (FdI) è tornato anzitutto sulla polemica relativa all’ordine dei lavori, parlando di una compressione della sua libertà di consigliere regionale e chiedendo un intervento del presidente del Consiglio a tutela delle prerogative e della dignità dell’Aula.

Ha quindi denunciato il comportamento di alcuni consulenti della presidenza, accusati di utilizzare i social in modo denigratorio verso i consiglieri di minoranza. Secondo Truzzu, chi opera per l’amministrazione pubblica è tenuto al rispetto di un codice di comportamento e non può trasformarsi in una sorta di struttura parallela di comunicazione politica.

Nel merito del rendiconto, Truzzu ha detto di essere rimasto colpito dai contenuti emersi nella seduta di parifica della Corte dei conti. Ha osservato che alcune criticità già contestate nella passata legislatura si ripresentano anche oggi, a partire dall’enorme quantità di risorse ferme in cassa, considerate il sintomo di una Regione che incassa ma non riesce a spendere.

Anche Truzzu ha insistito sulle difficoltà nella capacità di impegno e sulla sanità, definita una criticità irrisolta, nonostante gli stanziamenti destinati alle liste d’attesa. Ha richiamato inoltre le carenze della medicina territoriale e il tema dei mutui accesi per investimenti che, secondo i rilievi contabili richiamati nel suo intervento, non starebbero producendo l’effetto atteso, pur pesando sulle spese correnti. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha annunciato il voto contrario del gruppo. (A.M.)

Per la Giunta regionale è intervenuto l’assessore regionale del Bilancio, Giuseppe Meloni, che ha sottolineato i progressi compiuti nella gestione finanziaria, ma riconoscendo, al tempo stesso. le criticità evidenziate dalla Corte dei conti. Meloni ha ricordato che il ricorso a quattro mesi di esercizio provvisorio nel 2025 ha rallentato il ciclo di programmazione, ma ha evidenziato come nel 2026 tale periodo sia stato sensibilmente ridotto, ponendo le basi per una gestione più efficiente. L’assessore ha ribadito la necessità di approvare nei tempi il Rendiconto e la Manovra di bilancio per evitare ritardi che incidano sull’intera programmazione della Regione. Meloni ha ricordato, tra gli interventi avviati, il monitoraggio di 485 Variazioni di bilancio per distinguere quelle realmente imprevedibili da quelle che avrebbero potuto essere previste già in sede di Manovra, e le nuove regole approvate per limitarne il ricorso già dalla Manovra 2027-2029. Meloni ha poi riconosciuto le difficoltà legate alla realizzazione degli investimenti pubblici, mettendo in evidenza i problemi legati ai ritardi autorizzativi e alla debolezza operativa dei soggetti attuatori. Meloni ha ribadito come sia necessario rafforzare gli enti locali con l’attuazione del Comparto unico. L’assessore ha, infine, evidenziato un miglioramento della capacità di spesa e la riduzione dell’avanzo di amministrazione rispetto agli anni precedenti, sostenendo che “c’è ancora molto da fare”, ma che i dati mostrano “una luce all’orizzonte” e ha affermato: “Non vedo tutta questa situazione catastrofica che è stata rappresentata”.

Conclusa la discussione generale, il vicepresidente ha messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato. (eln)

Al Disegno di legge 216/A sono stati presentati 25 emendamenti tutti dall’opposizione.  Tutti gli emendamenti, su cui Commissione e Giunta hanno espresso parere contrario, sono stati bocciati. Nella discussione dei singoli articoli ed emendamenti sono intervenuti i consiglieri Paolo Truzzu (FdI) e Alessandro Sorgia (FdI). Il Disegno di legge è stato approvato (Presenti 51, votanti 50, sì 32, no 18, 1 astenuto).

L’Aula ha poi approvato all’unanimità la PL 221 “Modifica all’articolo 2 della Legge reg. n. 3 del 2026 in materia di proroga dei termini di efficacia di graduatorie”, inserita all’ordine del giorno della seduta ex articolo 102 del Regolamento.

I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle 10,30 per la prosecuzione dell’ordine del giorno. (R.R.)

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