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Incontro dei Capigruppo con le Autonomie sui costi energetici: verso un tavolo tecnico misto per le misure più urgenti

Un tavolo tecnico Regione-Autonomie locali per verificare i dati e predisporre le misure più urgenti per fronteggiare l’aumento dei costi energetici.

E’la richiesta delle Autonomie locali (Cal, Anci, Asel e Province), che hanno  incontrato al termine dei lavori del Consiglio il Presidente Pais,  i capigruppo e l’assessore dell’Industria Anita Pili.

Nella sua l’introduzione il  presidente del Consiglio Michele Pais ha sottolineato come l’impennata dei costi energetici stia esercitando una pressione fortissima su tutto il sistema regionale che ci obbliga a lavorare insieme ai vari livelli istituzionali, a partire da quello statale. Ha preso poi la parola la presidente del Cal Maria Paola Secci.

Dopo due durissimi anni di pandemia, ha affermato la Secci, le Autonomie locali sono al collasso perché non riescono a far fronte al crescente disagio economico-sociale delle comunità. Chiediamo perciò un intervento della Regione per consentire alle amministrazioni di chiudere i bilanci del 2022 ed impostare, su basi più solide, quelli di previsione del 2023. A nostro avviso, ha detto infine, la misura più adatta nel breve termine sarebbe quella di aumentare il Fondo unico per gli Enti locali. Per questo siamo disponibili da subito a far parte di un tavolo tecnico nel quale mettere a punto le azioni necessarie, numeri alla mano, ed un piano straordinario di sostegno per famiglie ed imprese.

A nome dell’Anci il presidente Emiliano Deiana ha esposto i termini della situazione determinata dalla “bolletta energetica pubblica”, dai 5.5 milioni in più del Comune di Cagliari ai 120-150.000 dei piccoli Comuni. Riteniamo poi, ha precisato, che questo extra-costo non debba gravare solo sulla Regione perché, utilizzando lo Statuto speciale che consente la compartecipazione del gettito Irpef e Iva, potremmo arrivare a maggiori entrare per circa 260 milioni. Ci sentiamo parte di un corpo unitario, ha concluso, e non vogliamo “chiudere” le nostre comunità.

Dopo l’intervento del presidente dell’Asel Rodolfo Cancedda, che ha auspicato un rapporto nuovo fra Regione e autonomie, ha parlato Daniela Falconi, a nome dei Comuni montani, invitando tutti a “correre” perché, ha spiegato, dobbiamo riuscire ad impegnare e spendere le risorse disponibili, assegnandole ai beneficiari in modo semplice ed immediato.

Dal Sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, anche nella sua veste di Sindaco metropolitano, sono arrivate percentuali estremamente negative sulla “fiammata” dei costi energetici: +110% per il Comune di Cagliari e più 50% per l’area metropolitana. Di questo passo, ha spiegato, forse riusciremo a chiudere il 2022 con l’avanzo di amministrazione ma per il 2023 le incognite restano tante. Ma ciò che mi preoccupa ancora di più, ha concluso, sono le mail di comuni cittadini che chiedono un aiuto per le bollette e sono messaggi di persone che lavorano, fuori dal perimetro consolidato del welfare comunale.

L’assessore Pili, che ha ricordato il ruolo della Sardegna al vertice della commissione “Energia” nella conferenza Stato-Regioni, ha comunicato di aver investito del problema il nuovo Ministro Pichetto Fratin, come era stato fatto per il suo predecessore Roberto Cingolani. Dobbiamo mettere in campo nello stesso tempo misure emergenziali e strutturali, ha aggiunto, e valuteremo in tempi rapidissimi la proposta di aumentare la dotazione del Fondo unico; da questo punto di vista il tavolo tecnico inter-assessoriale può essere uno strumento utile e veloce per lavorare bene con tutti i dati a disposizione.

(Af)

 

 

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