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Inclusione sociale, via libra della Seconda Commissiona all’aggiornamento delle linee guida sui tirocini di formazione.

La commissione “Lavoro, Cultura e formazione professionale” ha approvato, a maggioranza, l’aggiornamento delle linee guida in materia di tirocini di orientamento, formazione e inserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione. Le novità, introdotte con una recente delibera di Giunta, sono state illustrate alla Commissione dal direttore generale dell’assessorato del Lavoro Delfina Spiga. Le modifiche riguardano, in particolare l’inclusione tra i potenziali beneficiari anche di minori di età non inferiore ai 16 anni che abbiano assolto l’obbligo di istruzione. I tirocini saranno inoltre retribuiti (con la cancellazione del limite massimo predeterminato in 500 euro mensili) e non potranno, in ogni caso, trasformarsi in un rapporto di lavoro, occulto e sottopagato. Il tirocinante non potrà essere utilizzato per ricoprire ruoli o mansioni all’interno dell’azienda. Definita anche la durata massima (24 mesi) prorogabili per altri 24. Da segnalare, infine, l’istituzione di un registro regionale dei tirocini di inclusione.

 

Nel corso della seduta odierna, il parlamentino presieduto da Camilla Soru ha sentito una delegazione dell’I.T.I. di Tortoli sulla riforma degli Istituti tecnici e professionale varata dal Governo nazionale.

I docenti Francesca Mesina, Marco Buttu e Francesca Fanunza, in rappresentanza della Rete nazionale Istituti Tecnici, hanno espresso forte preoccupazione per una riforma che stravolge i percorsi di istruzione con pesanti ripercussioni economiche e sociali nei territori.

Tra le maggiori criticità, la riduzione delle ore di insegnamento e l’accorpamento di alcune discipline (fisica, chimica e biologia) con un taglio del tempo scuola e la creazione di un ampio monte orario o “quota di flessibilità” gestito dalle scuole che indirizzeranno gli studenti in base alle esigenze dell’imprenditoria locale. Meno attenzione, dunque, all’istruzione e più spazio all’addestramento professionale in vista di un lavoro futuro.

Secondo i docenti, la riforma non terrebbe conto delle esigenze del territorio aumentando il rischio di un ulteriore incremento del tasso di dispersione scolastica che vede la Sardegna tra le regioni più penalizzate d’Italia. Per questo, la Rete Nazionale chiede, come avvenuto in Trentino Alto Adige, il rinvio dell’applicazione della riforma di almeno un anno.

La presidente Soru ha assicurato l’impegno della Commissione che si farà carico di investire della questione la Giunta regionale e i parlamentari sardi. Possibile la stesura di un ordine del giorno da sottoporre all’attenzione del Consiglio regionale in una delle prossime sedute.

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