CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Mozione n. 125
MOZIONE TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – RUBIU – SORGIA – USAI per l’introduzione di criteri premiali nei bandi di gara regionali a favore dei contratti collettivi più remunerativi al fine di garantire il salario giusto.
***************
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
– la Regione, con legge regionale 9 aprile 2026, n. 9 (Disposizioni per la qualità e la sicurezza del lavoro, per il contrasto al dumping contrattuale, nonché per la stabilità occupazionale nei contratti pubblici d’appalto o di concessione eseguiti sul territorio regionale) approvata dal Consiglio regionale della Sardegna l’8 aprile 2026, ha introdotto una soglia minima di retribuzione pari a 9 euro lordi l’ora per i lavoratori impiegati negli appalti pubblici e nelle concessioni affidate dalla Regione, dagli enti locali, dalle aziende sanitarie e dalle società controllate, allineandosi alle esperienze già avviate dalla Puglia e dalla Toscana;
– benché tale provvedimento sia sottoposto al giudizio della Corte Costituzionale, in quanto potenzialmente lesivo delle competenze statali in materia di contrattazione collettiva, è indubbio che lo stesso costituisce un passo significativo nella direzione della tutela della dignità del lavoro, in particolare nei settori ad alta intensità di manodopera, dove il fenomeno del dumping contrattuale è più diffuso e dove il massimo ribasso nelle gare ha spesso comportato una riduzione delle tutele per i lavoratori;
– il concetto di salario minimo definisce tuttavia una soglia di non povertà, non uno standard di qualità del lavoro;
VALUTATO che:
– la letteratura economica e le migliori pratiche europee evidenziano come la vera tutela del lavoratore si realizzi attraverso il riconoscimento di un salario giusto, parametrato al costo della vita, alla qualificazione professionale e alla qualità dei contratti collettivi applicati;
– il decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici in attuazione dell’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici) e le direttive europee in materia di appalti pubblici (direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE) consentono alle stazioni appaltanti di valorizzare, nell’ambito dei criteri di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, elementi qualitativi connessi alle condizioni di lavoro del personale impiegato nell’esecuzione del contratto;
– la Regione, in quanto stazione appaltante e soggetto aggregatore, ha la facoltà e la responsabilità di orientare il mercato degli appalti verso standard retributivi e contrattuali più elevati, premiando le imprese che applicano contratti collettivi nazionali di lavoro con trattamenti economici superiori al minimo di legge regionale;
– nel settore dei servizi culturali, del turismo e dello spettacolo, ambiti in cui la Regione esercita una significativa capacità di committenza, sono applicati contratti collettivi differenziati che prevedono trattamenti economici sensibilmente diversi tra loro, con ricadute dirette sulla qualità dell’occupazione e sulla professionalizzazione del settore;
– alcune Regioni italiane ed enti locali, tra cui il Comune di Cagliari già a partire dal 2023, hanno sperimentato sistemi di premialità retributiva nei bandi di gara, introducendo punteggi aggiuntivi per le imprese che applicano contratti collettivi più favorevoli ai lavoratori o che garantiscono retribuzioni superiori al minimo contrattuale di settore;
– la legge regionale legge regionale n. 9 del 2026 ha istituito un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo e predisposizione di report annuali, che potrebbe costituire la sede tecnica per definire e aggiornare i criteri premiali di cui alla presente mozione;
CONSIDERATO che:
– il superamento del mero salario minimo in favore di un approccio orientato al salario giusto è coerente con i principi della Carta sociale europea e con la Direttiva 2022/2041/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativa a salari minimi adeguati nell’Unione europea relativa a salari minimi adeguati nell’Unione Europea, che promuove la contrattazione collettiva di qualità come strumento privilegiato di tutela dei lavoratori;
– introdurre criteri premiali a favore dei contratti collettivi più remunerativi non si traduce in un mero onere aggiuntivo per le casse regionali, bensì in un riorientamento della spesa pubblica verso operatori economici che garantiscono condizioni di lavoro dignitose, contribuendo a contrastare la concorrenza sleale basata sul ribasso delle tutele;
– una politica di premialità retributiva negli appalti pubblici regionali può contribuire a contrastare lo spopolamento e l’emigrazione dei lavoratori qualificati dalla Sardegna, offrendo prospettive occupazionali più stabili e remunerative, in linea con le politiche di sviluppo regionale;
impegna la Presidente della Regione e la Giunta regionale
1) ad adottare, entro 90 giorni dall’approvazione della presente mozione, una delibera di giunta che predisponga linee guida vincolanti per tutte le stazioni appaltanti della Regione che introducano, nei bandi di gara per l’affidamento di appalti di servizi ad alta intensità di manodopera, specifici criteri premiali per le imprese concorrenti che applicano ai propri dipendenti contratti collettivi nazionali di lavoro con trattamenti economici complessivi superiori al minimo salariale regionale di 9 euro lordi l’ora;
2) a prevedere, nell’ambito dei criteri di aggiudicazione basati sull’offerta economicamente più vantaggiosa, una quota di punteggio qualitativo dedicata alla valutazione del livello retributivo garantito ai lavoratori impiegati nell’appalto, parametrato ai minimi tabellari dei principali contratti collettivi di settore, con punteggio progressivamente più alto al crescere della retribuzione garantita;
3) a prevedere, nei capitolati di appalto, l’obbligo per le imprese aggiudicatarie di mantenere per tutta la durata del contratto il livello retributivo dichiarato in sede di offerta, con meccanismi di verifica periodica e, in caso di inadempimento, l’applicazione di penali e, nei casi più gravi, la risoluzione del contratto;
4) ad attribuire al Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, istituito dalla legge regionale sul salario minimo, il compito di elaborare e aggiornare annualmente una griglia di valutazione comparativa dei contratti collettivi applicabili nei principali settori oggetto di appalto regionale (cultura, turismo, sport, servizi ambientali, servizi sociosanitari), con indicazione dei livelli retributivi di riferimento per l’applicazione dei criteri premiali;
5) a prevedere, con specifico riguardo agli appalti nei settori della cultura, del turismo e dello spettacolo, che la griglia di valutazione tenga conto dei trattamenti economici garantiti dai principali contratti collettivi di settore attribuendo punteggi premiali crescenti in favore delle imprese che applicano i contratti più remunerativi per il personale;
6) a riferire al Consiglio regionale, con cadenza annuale, sullo stato di applicazione dei criteri premiali introdotti, sull’andamento dei livelli retributivi negli appalti regionali e sull’efficacia delle misure adottate nel contrasto al dumping contrattuale, anche avvalendosi dei report annuali del Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro.
Cagliari, 15 giugno 2026