Medicina territoriale, audizione della Fimmg in Sesta commissione

La Sesta commissione del Consiglio regionale, presieduta da Carla Fundoni (Pd), ha sentito in audizione il segretario regionale della Fimmg, Federico Contu, sul percorso di approvazione del decreto ministeriale relativo al riordino della medicina territoriale.

Nel corso dell’audizione, la Federazione italiana medici di medicina generale ha espresso un giudizio negativo sulla proposta in discussione. In particolare, Contu ha evidenziato le criticità legate alla previsione di un possibile doppio canale tra rapporto convenzionale e rapporto di dipendenza, sottolineando come tale impostazione rischi di compromettere il rapporto fiduciario tra medico e paziente, considerato un elemento centrale nella presa in carico, nella prevenzione e nella continuità assistenziale.

Secondo il sindacato dei medici di medicina generale, queste criticità avrebbero effetti ancora più rilevanti in Sardegna, alla luce della dispersione territoriale, delle difficoltà che caratterizzano le aree interne, i territori rurali e le zone disagiate, dove il medico di famiglia rappresenta spesso l’unico presidio sanitario stabile, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili.

A sostegno di questa analisi sono stati richiamati anche i dati relativi all’Isola: tra il 2019 e il 2025 la riduzione dei medici di medicina generale in Sardegna è stata pari al 40,3 per cento, a fronte di una media nazionale del 14,1 per cento, mentre oltre il 60 per cento dei medici attualmente in attività supera il massimale di 1.500 assistiti.

Da qui la richiesta rivolta alla Commissione affinché si faccia promotrice di una specifica iniziativa istituzionale nei confronti della Conferenza Stato-Regioni, con l’obiettivo di sollecitare una profonda revisione della proposta ministeriale.

Nel corso del confronto, anche su sollecitazione dei consiglieri Canu (Sf), Truzzu (FdI), Urpi (Sardegna 20|Venti) e Ticca (Riformatori), l’attenzione si è concentrata anche sul rapporto tra la Fimmg e l’Assessorato regionale della Sanità, con riferimento ai temi più generali della medicina territoriale, al suo auspicato riordino e alle misure adottate dalla Regione per garantire la presenza dei medici di famiglia nei centri dell’Isola che ne sono privi.

Per quanto riguarda gli incentivi introdotti per favorire la presenza dei medici nelle aree disagiate, il rappresentante della Fimmg ha espresso una valutazione positiva, sottolineando che sono già 40 i medici che hanno aderito all’iniziativa e manifestando fiducia sui risultati che potranno emergere anche nei prossimi anni.

Contu ha inoltre confermato la piena disponibilità dei medici di medicina generale a operare all’interno delle Case di comunità, evidenziando però la necessità di definire con chiarezza regole, funzioni e modalità operative per i professionisti coinvolti. Ha quindi richiamato l’attenzione su un ulteriore elemento critico: circa 80 Comuni della Sardegna avrebbero la Casa di comunità più vicina a una distanza di circa 30 minuti, un dato che pone il tema dell’effettiva accessibilità dei servizi nei territori più periferici.

In vista della discussione sulla variazione di bilancio, la richiesta avanzata alla Commissione riguarda infine uno stanziamento complessivo di 4 milioni di euro a favore della medicina territoriale: un milione di euro destinato alla diagnostica di primo livello e tre milioni di euro alle strumentazioni per la refertazione e alle attività nelle aree disagiate.

La presidente Carla Fundoni ha assicurato che la Commissione valuterà con attenzione le richieste avanzate dalla Fimmg, anche con riferimento agli stanziamenti proposti.

 

Condividi: