Interrogazione n. 377/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 377/A

CUCCU, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione del Piano annuale e triennale della sanità penitenziaria ATS Sardegna 2018-2020 e sulle problematiche relative all’assistenza sanitaria penitenziaria, con particolare riferimento all’assenza dei reparti detentivi ospedalieri, ancor più intollerabile in periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19.

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La sottoscritta,

premesso che:
– il Servizio sanitario è chiamato a garantire alle persone in stato di detenzione lo stesso diritto alla salute al pari dei cittadini in stato di libertà;
– l’assistenza sanitaria penitenziaria si caratterizza per una forte specificità e complessità;
– nei detenuti sono frequenti le ospedalizzazioni a causa di malattie croniche ed ancor più di una serie di importanti malattie infettive contagiose, come per esempio epatiti virali e tubercolosi;

visti:
– il decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230, recante “Riordino della medicina penitenziaria, in applicazione dell’articolo 5 della legge 30 novembre 1998, n.419”, con cui si assegna al Servizio sanitario nazionale il compito di assicurare alle persone detenute e internate i livelli di prestazioni concernenti la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione analoghi a quelli garantiti ai cittadini in stato di libertà, sulla base degli obiettivi generali di salute e dei livelli essenziali di assistenza individuati nel Piano sanitario nazionale;
– il decreto del Presidente del Consigli dei ministri 1° aprile 2008, recante “Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria”;
– il decreto legislativo n. 140 del 18 luglio 2011, recante “Norme di attuazione dello Statuto Speciale della Regione autonoma della Sardegna in materia di sanità penitenziaria”, con cui è stato disposto il trasferimento al Servizio sanitario regionale di tutte le funzioni sanitarie svolte nell’ambito del territorio regionale dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e dal Dipartimento per la giustizia minorile del Ministero della giustizia;
– la deliberazione della Giunta regionale n. 13/5 del 14 marzo 2017 recante “Definizione della rete regionale della sanità penitenziaria in attuazione dell’Accordo Stato-Regioni del 22 gennaio 2015. Annullamento delle linee guida per l’organizzazione del Servizio e il trasferimento dei rapporti di lavoro approvate con la deliberazione della Giunta regionale n. 17/12 del 24 aprile 2012. Nuove linee guida”;

dato atto che la summenzionata deliberazione della Giunta regionale n. 13/5 del 2017, allegato 2 punto 5, prevede che l’Assessorato regionale definisce le risorse spettanti all’ATS per l’espletamento delle funzioni sanitarie di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo n. 140 del 2011 (con riferimento agli istituti penitenziari per adulti e ai servizi minorili della Giustizia ubicati nel proprio ambito territoriale di competenza), previa presentazione all’Assessorato di un programma delle priorità e obiettivi da realizzare per l’anno in corso e nel triennio;

visto il piano annuale e triennale della sanità penitenziaria ATS Sardegna 2018-2020 approvato con la deliberazione del direttore generale n. 988 dell’11 agosto 2018;

vista, altresì, la legge 12 agosto 1993, n. 296 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 14 giugno 1993, n. 187, recante nuove misure in materia di trattamento penitenziario, nonché sull’espulsione dei cittadini stranieri), con la quale sono stati istituiti appositi reparti detentivi ospedalieri all’interno dei civili nosocomi;

rilevato che:
– a tutt’oggi nei nosocomi sardi dove sono presenti le maggiori strutture penitenziarie mancano i reparti detentivi (cosiddetti repartini), né risulta essere stato consegnato l’unico reparto detentivo protetto già realizzato presso l’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari (adibito, come parrebbe, a deposito attrezzi);
– la mancanza dei repartini comporta il ricovero dei detenuti nelle stanze dove sono presenti altri pazienti esposti, pertanto, a rischi per la propria incolumità (oltre a quella degli stessi agenti), nonché un danno economico per la collettività dovuto ad un elevato impiego di agenti per il servizio di piantonamento rispetto al numero ridotto che avrebbe determinato la consegna dei repartini;
– tale problematica è ancor più intollerabile in periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19, considerata la possibilità di contagio;
– quest’ultimo può avvenire anche all’interno dello stesso carcere, dove quotidianamente transita un numero importante di lavoratori (agenti di polizia penitenziaria, sanitari, psicologi, personale amministrativo) e dove scarseggiano o mancano i dispositivi di protezione individuale;

considerate:
– le denunce e le proteste delle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria della Sardegna (ultima in progresso di tempo quella del 4 febbraio 2020 a Cagliari, davanti alla sede del Consiglio regionale della Sardegna), deluse dalla mancata attenzione da parte del Dipartimento e della classe politica regionale sulle problematiche che affliggono la sanità penitenziaria e sulle gravi condizioni in cui il personale di Polizia Penitenziaria, purtroppo carente, deve operare;
– la richiesta avanzata dal Garante comunale di Oristano dei diritti delle persone private della libertà personale di destinare ai detenuti un reparto presso l’Ospedale San Martino, soprattutto in questi giorni di emergenza dove, in caso di contagio, si rischia di innestare una tragedia nella tragedia;
– l’accorato appello, privo di riscontro, alle istituzioni da parte delle associazioni di volontariato, ed in particolare dell’Associazione socialismo diritti riforme, da sempre in prima linea sulla necessità di riorganizzare la sanità penitenziaria, che in occasione di questa pandemia ha donato ben 600 mascherine chirurgiche alla Casa circondariale di Cagliari,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) quale sia lo stato di attuazione del Piano annuale e triennale della sanità penitenziaria ATS Sardegna 2018-2020, approvato con deliberazione del direttore generale n. 988 dell’11 agosto 2018;
2) quando intendano farsi portavoce delle problematiche denunciate;
3) se sia stata verificata dall’ATS la possibilità di assegnare il reparto detentivo protetto già realizzato presso l’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari e di adibire spazi specifici presso i nosocomi dove sono presenti le maggiori strutture penitenziarie, nelle more della consegna dei reparti detentivi ospedalieri, divenuta ormai improcrastinabile;
4) se siano a conoscenza delle misure di prevenzione adottate, posto che sarebbe auspicabile sottoporre a tampone tutto il personale operante negli istituti penitenziari per individuare eventuali positivi e garantire un immediato isolamento idoneo a evitare il contagio di massa.

Cagliari, 1° aprile 2020

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