Mozione n. 254

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 254

COSSA – SALARIS – MARRAS – SATTA Giovanni Antonio – GIAGONI – CANU – ENNAS – MELE – PIRAS – OPPI – SECHI – GALLUS – MORO – PERU – LANCIONI – SATTA Giovanni – SCHIRRU – COCCIU – TALANAS – MURA – MUNDULA – PIGA – CAREDDA – FANCELLO – TUNIS sulle iniziative urgenti da assumere per contrastare la gravissima crisi economica e le ricadute sociali generate dall’attuale pandemia con particolare riguardo alle iniziative per superare il perdurante blocco delle attività nel settore delle opere pubbliche e dell’industria delle costruzioni in genere, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– le più aggiornate stime macroeconomiche sulle conseguenze dell’attuale pandemia, generata dalla diffusione dell’ormai tristemente noto agente patogeno Covid-19, sull’economia dell’intera nazione individuano una contrazione del prodotto interno lordo nazionale, per l’anno in corso, di circa il 10 per cento, con una crescita del deficit sino al 6,5 per cento del PIL ed un rapporto PIL/debito pubblico sino al 150 per cento e che, a fronte della straordinarietà di tali parametri negativi, si configura una sicura crisi economia generale, con ricadute sui fabbisogni primari della popolazione per fronteggiare la quale sono allo studio, per ora solo annunciate, importanti iniziative a livello europeo;
– le conseguenze di tale crisi economica e sociale, che per gravità si palesa senza precedenti dall’immediato dopoguerra del secolo scorso, graverà inevitabilmente e maggiormente sulle regioni italiane le cui economie si configurano più fragili, e tra queste, la regione Sardegna che, come riconosciuto recentemente dalla Comunità europea, viene ricompresa, per il prossimo settennio, tra le regioni d’Europa con maggior deficit di sviluppo, anche infrastrutturale;

ATTESO che una situazione di tale gravità ed emergenza richiede l’assunzione da parte del governo regionale di tutte le iniziative possibili, economiche o procedurali, sia rientranti nella sfera delle competenze strettamente regionali sia di impulso o di iniziativa comune con le altre regioni e con il governo nazionale per consentire di contrastare maggiormente gli effetti che un forte aggravarsi della stagnazione economica, già presente, produrrà sicuramente sul debole tessuto sociale dell’isola;

CONSIDERATO che:
– le più recenti statistiche sulla produttività nazionale (report del World economic forum) mettono in evidenza parametri che collocano l’Italia a bassi livelli sia in Europa che tra le maggiori economie mondiali (15esimi in Europa e 31esimi su 128 nel mondo); le analisi degli studi svolti individuano tra le maggiori cause la difficoltà del sistema produttivo delle imprese e dell’iniziativa economica privata ad operare nel contesto procedurale pubblico derivante, in particolare, dalla complessità e farraginosità del quadro normativo e regolamentare operante;
– per l’industria delle costruzioni, ed il settore delle opere pubbliche in particolare, il Procuratore generale della Corte dei conti ha recentemente stigmatizzato la ”straordinaria complessità… l’infinita apertura della forbice tipologica…. Il dato che sembra accomunare tutti i lavori pubblici, dal più piccolo allestimento dell’arredo urbano in un giardino alla realizzazione di una strada: il ritardo e il mancato rispetto della tempistica prevista”;

CONSIDERATO inoltre che:
– il principale strumento di regolazione del mercato delle opere pubbliche, ovvero il c.d. “codice dei contratti” (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), ha incontrato sinora notevoli difficoltà operative per la complessità e le difficoltà interpretative ed applicative delle relative norme, generando sia negli operatori privati che in seno alle pubbliche amministrazioni forti perplessità sulla idoneità dello stesso e sulla opportunità del suo superamento per contrastare la acclarata stasi del settore delle opere pubbliche e del sistema produttivo connesso, anche tenendo conto che le numerose modifiche ed integrazioni introdotte, lungi dal rivedere organicamente l’impianto legislativo, hanno implementato le complessità e la disorganicità del testo;
– il decreto legislativo n. 50 del 2016, pur titolato “Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”, è stato oggetto di una specifica costituzione in mora da parte dell’Unione europea (infrazione 2018/2273), che ha giudicato lo stesso provvedimento normativo non conforme alle direttive del 2014 in materia di contratti pubblici, vale a dire le stesse direttive citate ovvero la 2014/23/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, la direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici e la direttiva 2014/25/UE sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori esclusi, infrangendo, in particolare, il divieto di “gold plating”;

RITENUTO pertanto necessario, in particolar modo per l’incalzante peggioramento della grave situazione di emergenza sanitaria ed economica e le conseguenti ricadute sociali che interesseranno pesantemente anche la Sardegna, individuare soluzioni straordinarie in sintonia con le direttive europee in materia, che consentano di contemperare l’esigenza di avere regole certe ed efficacemente applicabili con quella di contrastare il forte rallentamento, se non il blocco, del settore delle opere pubbliche e, in generale, dell’industria delle costruzioni, che ha registrato preoccupanti indici negativi nell’ultimo decennio (rapporto Cresme 19: 100.000 imprese chiuse e 800.000 unità di lavoro, compreso l’indotto, perse);

RITENUTO che sia il “collaudato” preesistente, e parzialmente in vigore, “Regolamento” (DPR 207/2010), che le stesse direttive comunitarie (direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE) possano assicurare senza soluzione di continuità il quadro di regole necessarie e sufficienti, in termini di efficacia e snellezza procedurale, a regolare nell’immediato e nel medio periodo l’operatività del comparto delle opere pubbliche e delle costruzioni in generale,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

affinché:
– venga elaborata una proposta da presentare alla conferenza delle regioni ed al Governo nazionale per:
1) il recepimento diretto nell’ordinamento italiano delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE;
2) l’abrogazione del Codice degli appalti (decreto legislativo n. 50 del 2016 e successive modifiche e integrazioni);
3) il ripristino del “regolamento” (decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010), con il necessario preliminare coordinamento con le predette direttive comunitarie;
– venga avviato l’adeguamento della normativa regionale in materia in coerenza con la proposta di cui al punto precedente e con gli schemi approvati dalla Giunta regionale con deliberazioni n. 50/11 del 10 dicembre 2019 e n. 52/10 del 23 dicembre 2019.

Cagliari, 11 maggio 2020

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