Interrogazione n. 762/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 762/A

COMANDINI – GANAU – CORRIAS – DERIU – MELONI – MORICONI – PINNA – PISCEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di reclutamento del personale sanitario, operatori socio sanitari ed infermieri, da parte di ATS, reclutamento a chiamata diretta che depotenzia gli organici nelle RSA, comunità integrate per anziani, case di riposo.

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I sottoscritti,

premesso che:
– la difficile gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19 presenta situazioni di criticità estrema e vulnerabilità su cui è necessario concentrare l’attenzione a tutti i livelli decisionali;
– le residenze sanitarie assistenziali (RSA), le comunità integrate e le case di riposo, strutture non ospedaliere per l’accoglienza socio-sanitaria di persone non autosufficienti, concentrano al loro interno una popolazione anziana e molto vulnerabile e avrebbero dovuto offrire, con il sostegno del servizio sanitario nazionale e regionale, una condizione di particolare tutela sanitaria, per quanto riguarda le procedure, i dispositivi di protezione individuale, nonché le misure preventive volte a controllare l’infezione e limitare il contagio;
– la criticità di questi luoghi è invece stata clamorosamente sottovalutata, esponendo gli anziani fragili, ma anche un numero rilevante di medici, infermieri e operatori socio-sanitari a rischi e livelli di malattia estremamente elevati;

rilevato che il personale di cura ed i responsabili delle residenze stanno svolgendo ogni giorno un lavoro eccezionale, anche appesantito, dal venir meno dell’importantissimo ruolo di supporto che svolgevano i volontari che operavano nelle strutture, e del sostegno degli stessi parenti che in occasione delle visite collaboravano alla vita delle persone ospiti e della mancanza in organico del personale rimasto a sua volta contagiato dal virus e in non pochi casi addirittura vittime;

viste:
– la deliberazione della Giunta regionale n. 11/17 dell’11 marzo 2020 “Piano strategico di attivazione progressiva di strutture di area critica nella Regione Sardegna per l’emergenza Covid-19”, si è ritenuto necessario adottare un piano strategico di attivazione progressiva di strutture di area critica, si pianifica la progressiva attivazione dei posti letto di area critica nei presidi ospedalieri della regione Sardegna in funzione dell’aumento del numero dei contagiati e dell’avanzamento epidemiologico del Covid-19 nel territorio regionale, nello specifico sono stati previsti 4 differenti scenari;
– la deliberazione della Giunta regionale. 17/10 del 1° aprile 2020 “Emergenza Covid-19. Riorganizzazione delle attività assistenziali ospedaliere e territoriali”, con la quale si delibera di procedere, alla modifica del Piano strategico di attivazione progressiva di strutture di area critica nella Regione per l’emergenza Covid-19 approvato con la deliberazione n. 11/17;
– la deliberazione della Giunta regionale n. 55/16 del 5 novembre 2020, con la quale è stata rimodulata la dotazione dei posti letto dedicati alla gestione dei pazienti positivi al Covid-19 con un aggiornamento della deliberazione n. 17/10;

sentite le dichiarazioni del commissario straordinario di ATS, che ha puntualizzato che il numero di personale non è né proporzionale né adeguato al numero dei nuovi posti letto, per cui il vero problema è appunto la scarsità di risorse umane;

appreso che ATS, per far fronte alle proprie esigenze ospedaliere, sta procedendo con una campagna di reclutamento a chiamata diretta di personale professionale quali OSS ed Infermieri, sottraendo così risorse preziose ed essenziali alle strutture non ospedaliere e di conseguenza agli ospiti anziani, soggetti fragili che andrebbero maggiormente tutelati;

evidenziato che la situazione che si sta creando nelle suddette strutture non ospedaliere è a dir poco kafkiana; infatti, l’ATS sottrae, in maniera alquanto scorretta, personale spesso formato a spese delle stesse strutture per poi procedere con ispezioni per verificare eventuali carenze in organico e comminare pene pecuniarie alquanto pesanti, tenuto conto anche del fatto che le strutture in questione hanno dovuto sostenere maggiori oneri di prevenzione, sanificazione e strutturali dettati dalle misure di contenimento del contagio, si presenta una situazione economico finanziaria che mette a rischio il fallimento delle strutture;

evidenziato altresì che, oltre che sottrarre il personale alle strutture non ospedaliere in modo scriteriato, l’ATS omette di fornire il personale infermieristico alle stesse, in contrasto con quanto previsto dalla deliberazione regionale vigente n. 6/67 del 30 gennaio 2008, avente ad oggetto: “Modalità di integrazione socio-sanitaria nelle Case Protette”, che recita: “Sulla base delle vigenti disposizioni il personale sanitario previsto dagli standard vigenti per le Case Protette è assicurato dalle Aziende sanitarie locali attraverso personale messo a disposizione dalle aziende medesime o con personale messo a disposizione dall’Ente che gestisce la struttura. In quest’ultimo caso l’Azienda sanitaria locale provvede all’erogazione all’Ente gestore autorizzato della quota sanitaria giornaliera per ospite determinata dalla Regione”,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere se non ritengano necessario ed urgente verificare la situazione ed eventualmente reclutare il personale carente nelle strutture ospedaliere senza depotenziare gli organici nelle RSA, nelle comunità integrate e nelle case di riposo, ma anzi creando una rete di collaborazione tra strutture ospedaliere e strutture non ospedaliere, così da garantire la migliore offerta sanitaria, sottrarre risorse umane a chi offre un servizio delicato come quello che offrono le strutture non ospedaliere in questione, danneggia i pazienti, le loro famiglie e gli operatori stessi.

Cagliari, 23 novembre 2020

 

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