Interrogazione n. 341/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 341/A

AGUS – ZEDDA Massimo – CADDEO – LOI – ORRÙ – PIU – SATTA Gian Franco – STARA, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi urgenti di riorganizzazione delle attività e del personale degli uffici della Regione necessari per garantire l’azione amministrativa nel periodo di emergenza epidemiologica Covid-19.

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I sottoscritti,

premesso che:
– il 30 gennaio 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’emergenza internazionale di salute pubblica per il coronavirus (Covid-19);
– con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 è stato dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
– la progressiva diffusione del virus nel territorio italiano e, in particolare, in alcune aree nel nord del Paese, ha portato il Governo ad approvare diversi provvedimenti finalizzati ad attuare misure urgenti per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica in corso;
– i decreti del Presidente del Consiglio del 1° e 8 marzo 2020 hanno individuato misure di contrasto alla diffusione del virus valide per tutto il territorio nazionale e ulteriori misure, particolarmente stringenti, per le aree del Paese nelle quali è stato riscontrato un forte aumento di contagi da Covid-19;
– con successivo decreto del Presidente del Consiglio del 9 marzo 2020 le misure adottate per le zone maggiormente colpite dal contagio sono state estese a tutto il territorio nazionale;
– le misure adottate riguardano in particolare:
– prescrizioni di carattere igienico-sanitarie obbligatorie per tutti i cittadini, con particolare riferimento al rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
– la limitazione, ove possibile, degli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari;
– la limitazione della mobilità delle persone anche entro i limiti territoriali comunali;
– divieto di spostamento dalla propria abitazione per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena o risultati positivi al virus;
– il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato;
– la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado e delle università;
– la chiusura di attività di ristorazione, bar, ed esercizi commerciali in genere, ad esclusione di quelle di pubblica utilità;

considerato che:
– lo stato di emergenza in atto ha costretto le attività umane di qualunque natura ad essere rimodulate rispetto alle prescrizioni igienico-sanitarie e alle disposizioni contenute nelle decreti, ordinanze, circolari diramate dalle autorità competenti;
– in questi giorni tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, sono impegnati nel difficilissimo compito di trovare un compromesso tra la salvaguardia delle attività lavorative, in particolare quelle essenziali, e il rispetto delle misure igienico-sanitarie in favore dei lavoratori;
– a partire dal DPCM del 1° marzo il Governo ha sostenuto l’utilizzo delle forme di lavoro agile stabilendo deroghe alle normative vigenti in materia, al fine di consentire quanto prima la riorganizzazione di tutte attività lavorative compatibili con le forme di lavoro a distanza e ha, altresì, raccomandato ai datori di lavoro di favorire la fruizione di periodi di congedo o di ferie;
– con decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020 è stata chiusa la fase sperimentale di utilizzo delle nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni;
– tali modalità, cosiddetto “smart working” (o lavoro agile), sono state promosse nella legge n. 124 del 2015 che ha individuato, all’articolo 14, un termine massimo di 3 anni entro i quali le pubbliche amministrazioni avrebbero dovuto adeguarsi garantendo, ad almeno il 10 per cento dei dipendenti richiedenti, l’utilizzo delle nuove modalità di lavoro spazio-temporali;
– dal 1° giugno 2017 è vigente la direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri prevista dalla legge n. 124 del 2015 e rivolta alle pubbliche amministrazioni per l’adozione e attuazione del telelavoro e lo smart working;
– nella direttiva sono ben distinte le misure organizzative destinate all’attuazione del telelavoro (strumento nato con la riforma Bassanini e reso operativa con DPR 8 marzo 1999, n. 70) da quelle destinate alla sperimentazione dello smart working (lavoro agile);

constatato che:
– con l’evolversi della situazione emergenziale anche la Ministra della pubblica amministrazione è intervenuta con apposita direttiva n.1 del 25 febbraio 2020, invitando le amministrazioni a potenziare il ricorso al lavoro agile, individuando modalità semplificate e temporanee di accesso alla misura con rifermento al personale complessivamente inteso, senza distinzione di categoria di inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro, al fine di garantire uniformità, coerenza ed omogeneità del datore di lavoro per la tutela della salute e sicurezza di tutti lavoratori nei luoghi di lavoro;
– il DPCM approvato l’11 marzo 2020 ha definitivamente imposto il lavoro agile quale modalità ordinaria di lavoro nelle pubbliche amministrazioni: “le pubbliche amministrazioni, assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza”;
– l’ulteriore direttiva della Ministra della pubblica amministrazione del 12 marzo ha recepito le disposizioni del DPCM sopra citato stabilendo definitivamente che:
– il lavoro agile rappresenta la modalità ordinaria di prestazione lavorativa nella pubblica amministrazione, con la sola eccezione riferita al personale la cui presenza in ufficio è indispensabile;
– per le attività che per la loro natura non possono essere oggetto di telelavoro, le amministrazioni adottano strumenti alternativi quali, a titolo di esempio, la rotazione del personale, il congedo, banca ore, nonché ferie pregresse;

evidenziato che:
– anche l’Amministrazione regionale, al pari di tutte le pubbliche amministrazioni del Paese, ha dovuto adeguarsi quotidianamente ai provvedimenti urgenti finalizzati a limitare progressivamente la diffusione del contagio;
– a partire dalla circolare n. 7858 del 27 febbraio 2020 le direzioni generali dell’Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione hanno stabilito misure destinate a tutto il personale regionale al fine di organizzare urgentemente modalità di lavoro che consentissero di limitare al massimo la presenza dei lavoratori negli uffici regionali;
– tali misure si basano principalmente sull’implementazione del lavoro a distanza, quale modalità di lavoro che permette ai dipendenti regionali di eseguire le prestazioni lavorative in luoghi esterni agli uffici regionali;
– nel corso delle ultime due settimane sono state diramate diverse circolari, sia dirigenziali che assessoriali, che hanno progressivamente accompagnato la Regione alla chiusura degli uffici;
– la facoltà di attivare il lavoro a distanza è stato concessa, in un primo momento, ai soli dipendenti che avevano soggiornato nelle prime “zone rosse” del Paese, successivamente anche ai dipendenti con problematiche sanitarie, di trasporto con mezzi pubblici, e/o di necessità di assistenza dei figli in conseguenza della chiusura delle scuole, e infine estesa a tutti i dipendenti;
– con la circolare del 10 marzo 2020 diramata dall’Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione tutti i direttori generali sono chiamati ad attuare entro martedì 17 marzo 2020 misure organizzative urgenti e necessarie per assicurare il funzionamento minimo essenziale degli uffici di competenza;
– con la stessa nota è stato disposto per cinque giorni l’esonero dalla prestazione lavorativa per i dipendenti, ad eccezione dei dirigenti, ai quali è stata chiesta la presenza negli uffici, e al personale impegnato nello svolgimento di servizi pubblici essenziali e di ulteriori attività essenziali da individuarsi, attraverso servizio in presenza negli uffici o mediante lavoro a distanza;
– l’ultima circolare del 13 marzo 2020 diramata dalla Direzione generale del personale ha stabilito il lavoro a distanza come modalità principale di svolgimento delle prestazioni lavorative dei dipendenti del sistema Regione, con le eccezioni già individuate precedentemente;
– secondo le circolari della Regione attualmente il lavoro a distanza è attivabile su richiesta esplicita del dipendente;
– diversamente, per il dipendente sono utilizzabili misure di gestione delle assenze dal lavoro previste nel contratto (congedi straordinari, ferie pregresse, ferie dell’anno in corso, ecc) che saranno individuate nel dettaglio a seguito di future valutazioni;
– il lavoro a distanza, e in particolare la modalità smart working, rappresenta un’assoluta novità per la totalità dei dipendenti della Regione che potrebbero trovarsi, nel giro di pochi giorni, ad adottare metodi di organizzazione e gestione del proprio lavoro completamente nuovi rispetto alle prassi consolidate nel lavoro in ufficio;
– tutte le criticità sulla gestione del personale regionale sorte in questa fase emergenziale devono essere risolte urgentemente per garantire la continuità dell’azione amministrativa della Regione e l’operatività del maggior numero di lavoratori;

considerato che:
– gran parte dei settori economici dell’Isola si regge grazie alla disponibilità delle risorse erogate attraverso il bilancio della Regione e dall’operatività degli strumenti resi disponibili dall’ordinario funzionamento dell’Amministrazione regionale e dei sui enti controllati;
– nella seduta del Consiglio regionale dell’11 marzo 2020 sono state approvate con procedura d’urgenza le leggi di stabilità 2020 e di bilancio pluriennale al fine di superare immediatamente tutti i limiti di spesa conseguenti alla vigenza dell’esercizio provvisorio e per approvare specifici provvedimenti, inseriti nel testo inizialmente proposto dalla Giunta regionle, da attuare per contrastare gli effetti dell’emergenza epidemiologica;
– l’erogazione urgente delle risorse regionali è stato l’elemento principale dell’intesa raggiunta tra la Giunta regionale e tutte le forze politiche del Consiglio regionale che ha permesso di approvare rapidamente una finanziaria “tecnica”, nelle more di una successiva variazione di bilancio da varare entro l’anno che potrà recepire istanze e indirizzi di ampio respiro generalmente promossi nell’ambito dell’ordinario iter di approvazione delle leggi finanziarie regionali;
– le azioni di riorganizzazione portate avanti in questi giorni dalla Regione sono determinanti per consentire a tutta la collettività, già in questa prima fase dell’emergenza, di poter avvalersi degli stanziamenti regionali,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, per sapere:
1) se l’erogazione tempestiva delle risorse stanziate con la legge finanziaria 2020 compare tra gli obiettivi previsti dalle azioni di riorganizzazione urgente messe in atto dalla Regione conseguenti all’emergenza epidemiologica Covid-19;
2) se sia stato elaborato un piano delle priorità di liquidazione delle risorse del bilancio regionale;
3) se gli interventi di riorganizzazione della Regione tengono conto che le misure di contrasto alla diffusione del contagio Covid-19 potrebbero rimanere in vigore per diverse settimane e se la Regione si stia organizzando per rendere stabile, efficace ed efficiente nel tempo la nuova organizzazione delle attività lavorative;
4) se gli interventi di riorganizzazione sono mirati a garantire la continuità dell’azione amministrativa riferita a tutti i settori di attività della Regione o se sia stato necessario limitare l’attività amministrativa connessa a settori specifici;
5) se tutte le direzioni generali abbiano realizzato tempestivamente la riorganizzazione delle attività lavorative e se siano stati concordati tra tutti gli Assessorati indirizzi generali per rendere uniformi gli interventi organizzativi in tutta l’Amministrazione regionale;
6) quanti siano i dipendenti dell’Amministrazione regionale e delle agenzie/aziende/enti controllati dalla Regione che:
a) sono stati individuati per continuare a prestare servizio in presenza negli uffici regionali;
b) hanno attivato modalità di lavoro agile;
7) se sia stato elaborato un piano di formazione straordinario per i dipendenti che non possiedono competenze sufficienti per svolgere le prestazioni lavorative in modalità di lavoro agile;
8) se ai dipendenti siano state fornite linee guida, best practice o informazioni utili per svolgere la prestazione lavorativa in smart working in modo produttivo ed equilibrato nella gestione di tutti gli aspetti, e i rischi, connessi con le nuove modalità di lavoro a distanza;
9) come si intende gestire il personale che non svolge la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile.

Cagliari, 19 marzo 2020

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