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Resoconto della seduta n. 62 del 02/07/2020

LXII SEDUTA

Giovedì 2 Luglio 2020

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

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del Presidente Michele PAIS

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del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

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del Presidente Michele PAIS

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del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

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del Presidente Michele PAIS

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del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

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del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 11 e 09.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Apriamo la seduta, propongo di riaggiornare la seduta alle 11 e 30, anzi no la aggiorniamo alle 11 e 45.

Ha domandato di parlare il consigliere Franco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente io la inviterei, e invito anche i colleghi, mi è sembrato che ci fosse un intento di questo tipo, di riprendere in mano il Regolamento, perché quello che sta succedendo in quest'Aula, non da oggi, non per colpa sua, e credo neanche per colpa dei presenti, è veramente vergognoso, si può convocare l'Aula alle 10 ma si inizia non prima delle 11. La si convoca alle 11 e si inizia non prima di mezzogiorno, perché non proviamo a rivedere il Regolamento e proviamo ad adottare alcune misure che magari ci sono venute in mente e iniziamo a far capire a qualcuno che quando è assente programma proviamo a iniziare a toccare il portafoglio? Probabilmente potrebbe essere un argomento sensibile questo, Presidente.

PRESIDENTE. Sono d'accordo al suo richiamo, penso che in questo senso una modifica al Regolamento sia necessaria, perché ovviamente il senso di responsabilità o uno lo ha direttamente oppure lo si può indurre con forme regolamentari. Penso che sia necessario, purtroppo dico, purtroppo, però il punto è questo che c'è necessità alle 11 e 30 di ricevere una delegazione di pensionati, quindi quindici minuti li dovremo per forza impiegare.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Io posso essere d'accordo con il collega Mula, la verità è che alle 10 e 30 qui non c'era nessuno, alle 10 e 30, alle 11? Noi siamo pronti dalle 10 e 30, perché ci hanno detto le 10 e 30, però nel momento stesso in cui non c'era il numero legale avrebbe potuto magari fare… c'è un incontro con questi pensionati coi Capigruppo. Quindi il Presidente ha chiesto un quarto d'ora dalle 11 e 30 per l'incontro, o mezzogiorno meno un quarto, se gli ha già detto alle undici e mezzo non è che può tornare indietro, c'ero anche io e quindi praticamente ho assistito a questo. Quindi credo che si possa accelerare dopo l'incontro, però stiamo attenti, il Regolamento molte volte è pesante, se lui facesse adesso l'ordine dovrebbe sospendere per mezz'ora, quindi cerchiamo di fare le cose … Certamente il Regolamento non è dei migliori, ma il Regolamento è anche molte volte tassativo, i consiglieri molte volte dovrebbero essere mandati via con l'intervento dei commessi quando disturbano i lavori eccetera, ci son tante cose. Se va applicato il Regolamento si applica sempre il Regolamento. Però credo che, in questa situazione, consentiamo a questi anziani, che sono qui e con i quali si è preso un impegno… concediamogli quel quarto d'ora in modo tale che si affronti…

PRESIDENTE. Faccio una proposta, siccome diciamo anche per il fatto che dovremo ricevere questa delegazione alla fine, ho detto già alle 11 e 30, alla fine inizieremo a mezzogiorno e quindi avremo solamente mezz'ora di tempo così come concordato… scusate, avremo soltanto mezz'ora di tempo. Allora, ritengo che sia opportuno recuperare questa mezz'ora nella fase pomeridiana, anziché iniziare alle 15 e 30 iniziamo alle 15, tenendo sempre ferma la mezzanotte come linea, diciamo, finale di conclusione dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti).Le parole hanno un peso. Se in Capigruppo decidiamo di darci una timeline, quindi decidiamo di darci un orario di inizio, sull'orario di fine è sovrana l'Aula. Quindi darci molte ore di discussione in ininterrotta agevola sicuramente la possibilità di discutere tanti emendamenti e tante proposte. Però se non si riesce a tener fede neanche all'orario di inizio che è l'unica cosa che in teoria dovremmo avere pienamente nelle mani e questo è un problema per cui io le chiedo di chiudere la seduta e rinviarla a quando ci sarà il numero legale, prendiamoci mezz'ora, prendiamoci il sicuro e dopodiché spostiamo di 45 minuti tutte le scadenze. Tanto oggi nessuno di noi ha impegni diversi da quelli legati dal nostro mandato consiliare, per cui quello che si fa a mezzogiorno lo si può fare tranquillamente all'una e di conseguenza tutto il resto. Lo dico perché posso scommettere, e credo anche di farlo, diciamo, avendo il favore del pronostico alle tre si verificherà né più né meno quello che si è verificato alle 11. Quindi le chiederei di spostare l'avvio della seduta.

PRESIDENTE. Sono assolutamente…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie Presidente, sull'ordine dei lavori. Ma semplicemente per cercare di capire meglio quello che sta accadendo. Il Presidente, onorevole Agus, il Presidente ha proposto di iniziare mezz'ora prima per venire incontro alle esigenze dell'Aula immagino, non per modificare quelli che sono stati gli accordi. Io, visto che i colleghi sono arrivati adesso, eviterei anche di sospendere l'Aula stando anche agli accordi di ieri e magari ci spostiamo solo i Capigruppo per ricevere la delegazione dei pensionati ma nel mentre ormai, facendo tesoro di quello che è stato l'inizio di questa seduta, ossia che alle ore 11 eravamo presenti solamente in cinque, sei persone, però adesso sono arrivati tutti, possiamo continuare i lavori e ci spostiamo solo noi per mantenere gli orari che sono stati frutto dell'accordo di ieri, grazie.

PRESIDENTE. Benissimo allora procediamo con i lavori teniamo fermi gli accordi, naturalmente i Capigruppo alle 11 e 30 si sposteranno in terza Commissione per ricevere una delegazione di pensionati, così com'è stato richiesto. Bene io darei la parola al Segretario per la lettura del processo verbale.

COCCO DANIELE (LEU). La Giunta, manca la Giunta!

PRESIDENTE. Manca la Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, io chiedo questo: allora non c'è il numero legale, non c'è Giunta, l'Aula non può iniziare. Cioè ce l'avete chiesto voi di…

PRESIDENTE. L'ho proposto io, scusate. L'ho proposto io, non c'è motivo di contrasto.

COCCO DANIELE (LEU). Noi siamo disponibili e siamo qui, io alle 11 c'ero…, non c'è il numero legale. Ma, parlo con le sedie? Lei non mi rappresenta nulla! Per gli enti locali non mi rappresenta nulla! Noi vogliamo qui l'Assessore degli enti locali!

PRESIDENTE. Assolutamente utilizzare questo tempo per fare le letture inerenti l'illustrazione dell'interrogazione…

Onorevole Cocco, gli Assessori stanno arrivando.

Un Segretario al banco della Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 4 giugno 2020 (56), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giuseppe Meloni e Giovanni Satta hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 2 luglio 2020.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 179, 180, 181.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 297.

Continuazione della discussione generale della proposta di legge: Mula - Giagoni - Mura - Sechi - Salaris - Cocciu - Caredda. Modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2019, n. 22 (Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2019 (Proroga di termini)) e norme di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale (153/A - parte seconda).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato della proposta di legge numero 153/A parte seconda.

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati degli emendamenti.

Li diamo naturalmente per letti, visto che sono una quantità tale che ci porterebbe sino a tarda notte solamente per darne lettura. Parere del relatore. Scusate, la Giunta dove è andata? Assessore, può venire? La Giunta deve stare fra i banchi della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Io le chiedo di leggere gli emendamenti, di leggere il numero degli emendamenti perché naturalmente, dopo il lavoro che è stato fatto dagli Uffici e dopo il lavoro che è stato fatto all'interno della Commissione, è indispensabile per ogni consigliere regionale all'interno di quest'aula sapere quali emendamenti sono stati cassati, quali sono stati resi ammissibili e naturalmente tutto il lavoro che fino a questo momento è stato portato avanti. Non è pensabile dire su una cosa così importante, su una proposta di legge così importante che gli emendamenti li diamo per letti. No, c'è bisogno di un approfondimento.

E la seconda questione, Presidente, l'ha già chiesto il mio Capogruppo, chiediamo che ci sia l'Assessore di riferimento all'interno di quest'aula, abbiamo piena fiducia nella Vicepresidente della Giunta e nell'Assessore della pubblica istruzione, però la competenza sull'urbanistica non è la loro.

PRESIDENTE. Vado ad elencare gli emendamenti che sono stati espunti perché inammissibili. Scusate un attimo, un attimo di attenzione. Vado ad elencare gli emendamenti che sono stati dichiarati inammissibili. Emendamento numero 694, primo firmatario Orrù, soppressivo totale, all'articolo 2; altro emendamento, firmatario Orrù, sostitutivo totale, inerente l'articolo 2, commi…

Scusate, è possibile che non riusciamo ad avere un contegno veramente minimamente accettabile rispetto a quest'Aula? Se non interessano i lavori, c'è il bar, ne abbiamo due, possiamo andare lì, ma perlomeno non disturbiamo chi sta lavorando in aula. Lo chiedo cortesemente, altrimenti sospendiamo e ci riaggiorniamo alle tre e mezza.

Scusate, emendamento all'emendamento numero 694, ed è il numero 974, non c'è la pagina perché è stato espunto, emendamento Orrù, e sono inammissibili. Un altro emendamento, sempre a firma dell'onorevole Orrù, questo purtroppo senza numero perché inammissibile, inerisce all'articolo 2, commi 1, 2, 3 e 4, è un sostitutivo totale. Un altro emendamento sempre privo di numero, sempre all'articolo 2, sostitutivo totale all'articolo 2, commi 1, 2, 3, 4 è dichiarato inammissibile. Un altro emendamento sempre a firma Orrù, privo di numero, sostitutivo totale, sempre all'articolo e ai commi citati in precedenza. Idem un altro emendamento sostitutivo totale all'articolo 2, commi 1, 2, 3 e 4, sempre a firma dell'onorevole Orrù e più. Un altro emendamento a firma Li Gioi, sostitutivo totale, è un emendamento all'emendamento numero 694, sempre privo di numero, dichiarato inammissibile. Un altro emendamento all'emendamento dichiarato inammissibile, a firma dell'onorevole Li Gioi e più. Un altro emendamento sostitutivo totale, presentatori Li Gioi e più, un emendamento all'emendamento numero 694. Stessa sorte sempre emendamento all'emendamento Li Gioi e più all'emendamento numero 694. Altro emendamento dichiarato inammissibile, questo è numerato, ed è il numero 1019, a firma di Lai e più, e l'emendamento numero 1021, sempre inammissibile, a firma di Lai e più. Questi sono gli emendamenti dichiarati inammissibili.

Ora, così come abbiamo concordato, una delegazione composta dal Presidente del Consiglio e dai Capigruppo riceveranno sempre una delegazione di pensionati, i lavori proseguiranno col Vicepresidente. Intanto darei la parola al relatore di maggioranza per il parere sui sugli emendamenti, così si potrà iniziare la discussione .

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Mula, relatore di maggioranza.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Se non abbiamo capito male, perché comunque c'è un po' di… dovremmo partire, se non sbaglio, dagli emendamenti numero 882 e 884, è corretto? Quindi abbiamo i primi due presentati dai colleghi Li Gioi e più parere contrario, quindi abbiamo soltanto i primi due, Presidente conferma? Continuiamo? Poi abbiamo i soppressivi totali, il numero 672, Orrù e più, parere contrario, i sostitutivi totali numero 530, 531, 532, 881 e 883 parere contrario. I soppressivi parziali numero 425, Piscedda e più, 559, 673, 674, 675, 664 e 665, sempre soppressivi parziali.

PRESIDENTE. Onorevole Mula, io non so se vogliamo adottare lo stesso metodo, non so se siano tutti quanti negativi i pareri tranne qualcuno, in maniera tale che si legga solamente il parere positivo.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Allora, io sto facendo in questo modo: sostitutivi totali, quindi li sto elencando, e poi do parere contrario, per non dire "531 contrario", volete?... Va bene. Allora , numero 530, sostitutivi totali con parere contrario, 531 contrario… va bene?

PRESIDENTE. No, se può dire solamente quelli positivi,

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. No, Vogliono emendamento per emendamento. Sull'emendamento numero 881 parere contrario, 883 contrario. Soppressivi parziali: 425 contrario, 559 contrario, 673 contrario, 674 contrario, 675 contrario, 664 contrario, 665 contrario. Sostitutivi parziali: 384 contrario, 426 contrario, 428 contrario, 432 contrario, 433 contrario, 355 contrario, 352 contrario, 356 contrario, 357 contrario, 359 contrario, 360 contrario, 363 parere contrario. Sostitutivi parziali… io ce l'ho in elenco, non ho gli emendamenti, voi dovreste controllare il faldone. Chiediamo agli Uffici se possono fare, almeno per i Capigruppo, l'elenco in ordine, ripulito di quelli che sono stati ritenuti inammissibili?

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Intervengono sull'ordine dei lavori, Presidente, a parte che vorremmo avere anche noi un elenco come ce l'ha il collega, perché capisce bene che leggendo così in fretta, a meno che non siamo Speedy, non riusciamo a seguire, questo è ovvio. Poi un'altra cosa; il Presidente è andato a ricevere la delegazione, i Capigruppo devono andare a ricevere la delegazione, ma perché non viene un attimo interrotto il Consiglio, come prassi consolidata, perché io voglio anche seguire i lavori del Consiglio, non si è mai visto che i Capigruppo abbandonino l'Aula per andare a ricevere una delegazione e i lavori continuino ad andare avanti. Io voglio capire esattamente cosa sta succedendo anche nell'Aula, e siccome è un lavoro che anche i Capigruppo devono seguire e portare avanti le chiedo dieci minuti di sospensione. Mi sembra più che normale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula . Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Mi sembra che il Presidente Pais sia stato chiaro, io stesso mi sono fatto sostituire, perché siccome abbiamo preso degli impegni ieri che dobbiamo rispettare e dobbiamo chiudere i lavori per una determinata ora perché abbiamo due ore a disposizione a cronometro per riprendere alle 15 eccetera, io chiederei, per rispettare un attimino quello che è una tabella di marcia che ci siamo dati, è indispensabile secondo me continuare, poi se io non posso essere presente c'è uno del Gruppo che comunque farà da testimonianza, altrimenti sospendiamo i lavori, riprendiamo a mezzogiorno e mezzo, cioè non faremo nulla neanche stamattina, Presidente. Io chiedo di poter continuare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Mundula. Ne ha facoltà.

MUNDULA ANTONIO (FdI). Grazie, Presidente. Mah, io direi che non c'è nessuna necessità della presenza in questo momento in Aula dei Capigruppo, possono essere tranquillamente sostituiti, perché è una mera elencazione di numeri, non c'è da discutere niente in questo momento, quindi secondo me i lavori possono continuare tranquillamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io non capisco questi atteggiamenti, "grande, piccolo", qui stiamo parlando… allora, noi siamo consiglieri regionali, tutti a pari dignità, e Franco Mula, l'amico Franco Mula sa benissimo che non si è mai visto che componenti di questo Consesso debbano spostarsi per ricevere delegazioni col Consiglio in corso; non è mai successo! Se poi il Presidente assume quelle posizioni… innanzitutto avrebbe dovuto informarci prima e dire: "Ho intenzione di fare in questa maniera, quindi riprendiamo i lavori, li sospendiamo", cioè, veramente qui si sta procedendo in maniera inconsueta, per non dire altro, noi non riusciamo a capire. Ha ragione l'onorevole Desiré Manca, se lei vuole seguire i lavori deve seguire i lavori, poi noi non possiamo andare in delegazione e domani il Gruppo dei Cinque Stelle, LEU, PD non sono andati a ricevere la delegazione dei pensionati perché? Per quale motivo? Cioè, quando c'è l'Aula c'è l'Aula. Voi mi insegnate, e mi rivolgo anche agli Uffici, che da sempre quando si incontrano le delegazioni ci si mette d'accordo in Capigruppo a che ora incontrarli e si incontrano sempre a fine lavori, è sempre successo questo, è la prima volta che mi capita questo, che i Capigruppo debbano uscire senza proseguire i lavori. Noi abbiamo necessità di rimanere in Aula, quindi adesso c'è Aula e c'è Aula per tutti! Per tutti i 60 Consiglieri, grande o piccolo, è veramente incomprensibile questo atteggiamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, per essere ancora più chiaro, ieri sera ci si è accordati per avere oggi a disposizione dodici ore, più o meno, di discussione effettiva che avrebbero potuto esaurire la gran mole di emendamenti che, adesso mi risulta che alcuni siano stati espunti ma mi risulta che molti altri siano rimasti in vigore, ho la sensazione che qualcuno abbia capito male, cioè che pensi che questa discussione possa essere magari mandata avanti con il tasto che manda avanti veloce come nei film, e quindi, visto che è una perdita di tempo e si può tranquillamente andare avanti, è possibile fare nel mentre di tutto. Noi siamo anche venuti incontro alla maggioranza, capiamo i problemi interni alla maggioranza e non vogliamo che si scarichino sui sardi, non vogliamo che si scarichino sugli stagionali che aspettano la cassa integrazione bloccata dal fatto che una legge ancora non è stata discussa, sugli imprenditori, le imprese e i loro dipendenti bloccati dal fatto che, anche per difficoltà telefoniche, vengano fatti saltare nelle Commissioni i numeri legali e le leggi sui finanziamenti della BEI siano ancora al palo, questo ci ha portato a dare l'okay alla pausa concordata nel pomeriggio. Non siamo però disponibili a rendere quest'Aula un luogo dove si fanno dibattiti senza senso, dove chi deve ascoltare non è nemmeno tenuto a garantire la presenza e dove è possibile nel mentre fare tutt'altro. Ora, se si è presentata una delegazione, posto che mi risulta che la delegazione presente era ampiamente prevista anche nella giornata di ieri, questo è un grave segno anche di disinteresse verso la programmazione dei lavori dell'Aula e verso gli impegni di tutti noi. Io le chiedo, Presidente, di sospendere la seduta, dare modo a tutti di fare esattamente quello che il Presidente dell'Aula sta facendo in questo momento, e quindi semplicemente accogliere una delegazione che ha chiesto accoglienza in Consiglio e della cui esigenza non è stata resa edotta la minoranza, e poi subito dopo questa mezz'ora, possiamo anche dire che a mezzogiorno si può riprendere…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, ho già recepito il senso e credo di condividere che comunque i Capigruppo devono…

Onorevole Mula, lei è già intervenuto sull'ordine dei lavori?

(Interruzione del consigliere Francesco Mula)

Sto rispondendo io.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente. A parte quello che ha detto il collega Agus, che ha scaricato un po' di responsabilità, come sempre va tutto bene e andiamo avanti, io vorrei capire se l'accordo che abbiamo preso ieri verrà comunque rispettato possiamo anche interrompere e andare tutti a ricevere i pensionati, non c'è problema. Io voglio capire, abbiamo preso un impegno ieri e questo impegno viene mantenuto? Come no! Io penso di sì perché altrimenti noi stanotte saremmo andati a oltranza. Io vi chiedo ufficialmente davanti ai colleghi se l'impegno che è stato preso verrà mantenuto, vorrei capirlo. Fatemi capire. Grazie.

PRESIDENTE. Allora, io non conosco i contenuti…

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Come al solito l'onorevole Mula prova a scaricare sulle opposizioni le responsabilità che dovrebbero dimostrare le maggioranze. È mezzogiorno meno venti e ancora a questo Consiglio regionale non ha iniziato i lavori. Il Presidente del Consiglio ha organizzato un'audizione, alla quale naturalmente i Capigruppo di opposizione stanno chiedendo di partecipare, e il Consiglio regionale, perché c'eravamo anche noi nella riunione dei Capigruppo, è stato convocato alle 11 su espressa richiesta di un componente della maggioranza che aveva altri impegni personali, perché noi avevamo dato la disponibilità a venire anche qui alle nove a lavorare, ora non si può chiedere all'opposizione di prendersi le responsabilità che questa maggioranza deve dimostrare garantendo il numero legale, garantendo tutte le discussioni di cui quest'Aula ha bisogno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Grazie. Io credo, Presidente, che sia da condividere e di buon senso la posizione che i rappresentanti delle forze di opposizione hanno espresso. Non siamo qui a fare un teatrino. Il dibattito del Consiglio regionale è sul provvedimento all'ordine del giorno, sugli emendamenti che sono stati presentati e questa fase del nostro dibattito merita il massimo rispetto. Parimenti credo che sia corretto, da parte di questo Consiglio regionale, attivare tutte le interlocuzioni che anche le manifestazioni al di fuori di questo palazzo richiedono. Quindi credo che sia corretto, posto che la Conferenza dei Capigruppo ieri all'unanimità si è data un ordine dei lavori, all'unanimità ha trovato un accordo, io credo che sia ugualmente di buonsenso la proposta del consigliere Mula, e cioè all'interno di quell'accordo che noi vogliamo rispettare, che non mettiamo in discussione e che ci auguriamo non mettiate in discussione nemmeno voi, si potrebbe sospendere il Consiglio regionale per il tempo necessario all'incontro e però confermare il quadro dell'accordo che è stato preso ieri in Conferenza dei Capigruppo. Grazie.

PRESIDENTE. Lo dite in tutti gli interventi, credo che sia doveroso prendere la decisione di sospendere i lavori…

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Sì, solo perché capisco che manchi la parola del Partito Democratico, che conferma gli impegni presi, ovviamente per se stesso, ovviamente per il Partito Democratico. Suggerisco che si incontrino i Capigruppo perché sono loro che poche ore fa hanno preso quell'impegno. Se poi non è stato preso o è stato preso a pezzi è giusto che venga chiarito. Grazie.

PRESIDENTE. Quindi sospendo i lavori per quindici minuti, così consentiremo ai Capigruppo anche di partecipare all'incontro con i pensionati.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 47, viene ripresa alle ore 13 e 25.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula. Chiedo ai colleghi Consiglieri di riprendere posto.

Si è tenuta una riunione dei Gruppi di opposizione, non so quale sia stato l'esito e se c'è una richiesta di aggiornamento del Consiglio.

Scusate, il Consiglio regionale ha giustamente una sua dignità, così come ce l'hanno i singoli gruppi, probabilmente sono riuniti, noi dobbiamo certamente prendere una decisione e decidere come organizzare i lavori, a seguito della riunione dei Gruppi di opposizione.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, se possibile chiederei di aggiornarci a questo pomeriggio, e poco prima dell'ora che decide lei di convocare una Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

PRESIDENTE. Va bene quindi la richiesta è quella della sospensione e dell'aggiornamento dei lavori a questo pomeriggio.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Presidente, volevo capire se stiamo proseguendo così come avevamo deciso nell'ultima Capigruppo di ieri sera, quindi di aggiornare alle 15 e 30, nel rispetto di tutti gli accordi che sono stati presi ieri sera, oppure se c'è stata qualche variazione, questo è importante.

COCCO DANIELE (LEU). Abbiamo necessità di queste due ore per poterci vedere poi in Capigruppo, dove riferiremo quello che decideremo.

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo è aggiornata alle 15 e 30, a seguire il Consiglio regionale alle 16.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 28, viene ripresa alle ore 16 e 10.)

Riprendiamo i lavori. Solo per una comunicazione, un'informazione che voglio condividere con voi. Abbiamo predisposto le copie, come vedete sono migliaia e migliaia di pagine, con un enorme spreco non solo di risorse ma di carta, ogni consigliere è stato dotato di iPad, per le prossime volte io ritengo che sia giusto che l'iPad venga utilizzato per la ragione per cui è stato consegnato, anche perché abbiamo un obbligo in tal senso, nel senso che il Consiglio regionale non può essere un'isola rispetto al resto del territorio italiano e continuare a stampare migliaia di pagine. Naturalmente verranno fatte le copie in una misura diciamo più ridotta per consentire a chi non ha dimestichezza con l'uso della tecnologia di utilizzare la copia cartacea, dopodiché ogni Gruppo potrà a propria cura, se volesse, farsi le copie, però dalla prossima volta iniziamo ad utilizzare gli strumenti informatici come la legge ci prescrive. Penso sia un fatto di buon senso, ma prima ancora che di buon senso nel rispetto delle normative e anche dell'ambiente, visto che oggi parliamo di un tema che in qualche maniera lo ricorda. Quindi quella pila di emendamenti la prossima volta, quella pila di carta la prossima volta non ci sarà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, ribadisco la richiesta fatta nella giornata di ieri. Per quanto riguarda il numero legale, quindi i congedi e giustificazioni Covid, stiamo operando sempre nell'ambito della situazione straordinaria ed eccezionale, oppure c'è già un ripristino del Regolamento così come accaduto? Lo dico per questi due aspetti. Da un lato lei ha adottato giustamente quel provvedimento in una situazione emergenziale, che era motivato però dal fatto che c'era quasi obbligo di contingentare il numero delle presenze dei consiglieri in aula, quindi di fatto non c'era una possibilità per tutti di partecipare ma era una riduzione del numero di consiglieri per garantire…

PRESIDENTE. Onorevole, io ieri ho detto che il congedo d'ufficio era una pratica che con ieri sarebbe finita, quindi oggi i congedi sono quelli, l'ho comunicato in seduta, per quindi da oggi i congedi sono quelli che risultano per richiesta, quindi si ritorna a….

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). La ringrazio, l'argomento è chiuso, e chiudo perché mi ha già risposto. Lo dicevo perché la motivazione da lei addotta a suo tempo, giusta, del contingentamento delle presenze, ovviamente non valeva più, nel senso che non c'è più questo effetto, e allora temevo, siccome c'è una contrazione di risorse erogate a seconda dell'assenza, un rischio di poter inciampare per una fesseria in qualcosa di non piacevole. Volevo darlo come suggerimento a lei ma immagino che sia stato fornito già dagli Uffici, e probabilmente lei stesso aveva pensato già ad un possibile rischio di questo tipo.

PRESIDENTE. No, ma assolutamente, competeva comunque ai Capigruppo contingentare.

Continuazione della discussione generale della proposta di legge: Mula - Giagoni - Mura - Sechi - Salaris - Cocciu - Caredda. Modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2019, n. 22 (Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2019 (Proroga di termini)) e norme di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale (153/A - parte seconda).

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti all'articolo 1, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Mula, relatore di maggioranza.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Presidente, prima di iniziare, chiederei, poi magari ne possiamo discutere, tra le varie riforme che dovremmo fare per quest'Aula io vedrei la necessità secondo me di vedere di sostituire anche la Conferenza dei Capigruppo, visto che il valore che ha la Conferenza dei Presidenti di Gruppo è stato dimostrato oggi in quest'Aula, e per quanto mi riguarda e riguarda il Gruppo che io rappresento non mi appassiona di andare a discutere con delle persone che non hanno né dignità, né una parola, perché vorrei ricordare che abbiamo perso tutta ieri sera e stanotte di poter lavorare, e questo era un impegno.

Dò lettura del parere sugli emendamenti. Emendamenti dal numero 882 fino al 427: parere contrario. Emendamenti all'emendamento dal numero 1028 al numero 1247: parere contrario.

(Interruzioni)

Vi dovete preoccupare di trovarveli, non è che ve li possiamo portare a domicilio.

PRESIDENTE. Scusate, per cortesia, abbiamo fino adesso mantenuto giustamente un contegno corretto. Stiamo parlando, onorevole Mula, degli emendamenti agli emendamenti…

(Interruzioni)

Sono stati distribuiti.

(interruzione del consigliere Angelo Cocciu)

No onorevole Cocciu, non le consento…

(Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione)

La seduta è sospesa, il Consiglio è aggiornato alle 16 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 21, viene ripresa alle ore 16 e 27.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, però prima mi sento di richiamare all'ordine il consigliere Cocciu e il consigliere Lai. La libertà di parola in questo Consiglio è assolutamente garantita però la stessa non deve mai trascendere in offese personali o con l'utilizzo di parole sconvenienti, quindi non consentirò di trasformare quest'Aula di altissimo livello e comunque di grande rappresentatività del popolo sardo, la più importante, in una bettola oppure in un bar inqualificabile. Quindi, vi prego, colleghi consiglieri, di utilizzare un contegno che si fa proprio a chi riveste la nostra funzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Grazie, Presidente, per chiedere scusa all'Aula per quella parola che c'è stata di troppo, però certe volte si sentono veramente cose in silenzio, durante le varie sedute, e si accumula anche tensione, perché usare molte volte quella parola che ho usato io è uno sfogo, mentre sentire altre cose che ci arrivano in silenzio e denigrando le nostre persone poi forse porta anche a traboccare. Comunque chiedo scusa a tutta l'Aula, chiedo scusa al consigliere Eugenio Lai se ho detto qualcosa di eccessivo, non era offensivo nei confronti della sua persona ma era giusto uno sfogo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, grazie per apprezzare il senso di responsabilità e anche di umanità, naturalmente capita che ognuno di noi, magari preso dalla foga, possa sbagliare, naturalmente è un momento che passa, è giusto ribadire che la dialettica e il confronto siano al centro delle attenzioni di quest'Aula. Quindi naturalmente,anche da parte mia, grazie Presidente per il suo senso di responsabilità e anche per aver sospeso la seduta in un momento difficile.

PRESIDENTE. Grazie a voi.

Ha facoltà di parlare il relatore per terminare il suo intervento relativo al parere sugli emendamenti.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti agli emendamenti ho dato il parere….

(Interruzioni)

Presidente, mi conceda di spendere due parole per dire che il nostro collega Angelo è una persona seria, però quando hai a che fare con delle persone che hanno meno serietà a volte…

(Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione)

PRESIDENTE. No, no, scusate di nuovo, no, onorevole Mula onorevole, richiamo all'ordine anche lei, svolga il suo intervento….

(Interruzioni)

Onorevole Desiré Manca richiamo all'ordine anche lei, ricordo che dopo il secondo richiamo siete messi fuori dall'aula, perché non deve avere questo atteggiamento, basta! È il primo richiamo, vuole continuare?

(Interruzione della consigliera Desirè Alma Manca)

PRESIDENTE. La richiamo perché non può intervenire quando non è il suo turno per intervenire, urlando. Basta, teniamo un contegno…

(Interruzione della consigliera Desirè Manca)

Io la richiamo all'ordine. Sta continuando? Continua? Lei non ha la parola. Prego onorevole Mula.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Presidente, anche se il collega Lai solleva la voce, il riferimento di poca serietà non è nei suoi confronti, il mio è un riferimento, in quest'Aula lo sentiremo spesso oggi, al fatto che le persone hanno una sola faccia, e quando si prendono degli accordi vanno rispettati, perché personalmente… scusa eh… perché personalmente quando mi sento preso in giro, forse avrò un caratterino, però a me non piace. Perché io quando do una parola quella è. Quindi avere il confronto con delle persone che non sono leali e che soprattutto non rappresentano un Gruppo politico quando vengono in quella sala nelle Conferenze dei Capigruppo, perché magari viene sconfessato da qualche altro, se mi permettete non mi mette nella serenità di avere un confronto corretto nei vostri confronti. Farò di tutto perché sarò, come sono, corretto. Però oggi quest'Aula ha perso dignità ed è la vostra parola. Detto questo anche la sua, cara collega…

PRESIDENTE. Però scusi onorevole Mula, onorevole Mula! Si rivolga all'Aula!

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore. Per cortesia può chieder alla collega… bene detto questo parere negativo! Poi abbiamo emendamento 694 della Giunta regionale parere positivo, grazie Presidente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica.Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore di maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì tanto per… spero che insomma la discussione possa essere una discussione di livello, perché magari potrebbe diventare sennò anche scomodo per chi ci ascolta da fuori. Volevo sottolineare una questione, siccome prima lei ha espresso la volontà di non stampare più, e io sono pienamente d'accordo, e il nostro Gruppo è d'accordo su evitare lo spreco di carta. Quindi per noi va benissimo ricevere le copie degli emendamenti e degli atti sull'iPad e lavorare con l'iPad e per anche chiedere, se è possibile, visto che lei aveva sottoscritto questa volontà di eliminare la plastica dal Consiglio regionale e poiché siamo arrivati insomma ormai in una fase un po' più avanzata dell'emergenza Covid 19 se è possibile ripristinare l'eliminazione della plastica dal Consiglio regionale, niente questo grazie.

PRESIDENTE. Grazie senz'altro onorevole Orrù.

Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 2 e sugli emendamenti.

Ricordo che i consiglieri che intendono intervenire devono iscriversi entro la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, nel merito dell'articolo 2 e anche delle questioni nuove che cosa è accaduto nel corso della giornata, diciamo tra la nottata di ieri e la mattinata di oggi, sarebbe dovuto entrare come documento e atto all'attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri un provvedimento legato alla Sassari - Alghero.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue ZEDDA MASSIMO.) Ricordo la questione della Sassari Alghero è nota, però vale la pena ritornarci, strada e progetto interrotto nel senso che sono interrotti i lavori fino a un certo punto, perché nell'ambito della fascia costiera, cioè oltre il luogo dove oggi terminano i lavori e termina la quattro corsie, vi sono quei vincoli di impossibilità di realizzazione di strade di quelle dimensioni a quattro corsie fino al mare e quindi in direzione del tracciato così come immaginato all'epoca. Siccome il tracciato è previsto, ed era precedente rispetto alle norme di cui trattasi, è in corso una discussione ed era possibile che il provvedimento di autorizzazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Sassari - Alghero potesse arrivare in serata. Questo ovviamente nel corso della giornata di oggi avrebbe stravolto il ragionamento sul testo, perché la motivazione portata all'attenzione dei proponenti, a tutti noi, è che il testo serva e sia indispensabile per salvare o meglio per autorizzare le strade Olbia - Arzachena, Sassari - Alghero, vale da sé che nel caso in cui una delle due strade, poi lasciamo, poi sarebbe arrivata anche l'altra successivamente, ma una delle due strade con un provvedimento della Presidenza del Consiglio dei ministri avesse avuto un via libera, è chiaro che la motivazione più forte del provvedimento, almeno così come sostenuto dalla maggioranza sarebbe venuta a mancare. L'argomento non sarà messo in discussione nel brevissimo periodo cioè nel senso che non sarà oggetto di discussione nel corso della riunione prossima della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e all'attenzione della riunione del Consiglio dei Ministri, ma ci auguriamo, verosimilmente, in una fase successiva. Questo ha determinato che ovviamente ci sia un cambio legato a questo. L'altro elemento è per quanto riguarda il testo è che riemergono, perché poi c'è una certa difficoltà nell'andare a ritroso nel tempo per comprendere che cos'era in piedi, o comunque era intenzione, interesse da parte dei proponenti di realizzare nell'ambito costiero o nell'agro e quindi la valutazione puntuale nel caso in cui la norma venga approvata che cosa riemergerebbe nell'ambito del nostro territorio. Questa valutazione è complessa, meriterebbe un dettaglio da parte degli Uffici dell'urbanistica e dell'ambiente e altre vicende legate ovviamente anche interventi dei lavori pubblici per valutare in modo consapevole che cosa l'approvazione di questo testo possa determinare nell'ambito del nostro territorio costiero e nell'interno. Tutto questo non c'è. E che cosa sembrerebbe riemergere, sembrerebbero riemergere alcuni interventi come quello sulla Costa Turchese, Capo Malfatano anche se detta così potrebbe essere fuorviante, perché esattamente l'intervento non si trova nel capo ma si trova a poca distanza dal capo Malfatano perché si trova alle spalle di Tuarredda e l'altro intervento è quello di Tuvixeddu e su questo almeno c'è un forte rischio, un dubbio che possa riemergere l'intervento su Tuvixeddu. Su questo mi soffermo per qualche minuto. Ora la Regione è impegnata in un contenzioso di anni, non sta ancora finendo il tempo Presidente, la Regione è impegnata in un contenzioso durato anni e un arbitrato ha determinato un pagamento di risorse pubbliche provenienti dalle casse della Regione per 84 milioni di euro di risarcimento stabilito da un arbitrato a favore di un privato. Successivamente sull'arbitrato ci si è opposti come Regione, come Istituzione e quel arbitrato è caduto di fronte al Tribunale ordinario. Ora mi chiedo questa norma, e lo chiedo a voi, incide su un possibile recupero da parte della Regione di 84 milioni di euro, sì o no? Perché in un caso, nel primo caso noi stiamo vanificando un iter giudiziario di anni e rischiamo, o potremmo rischiare, di perdere risorse per 84 milioni di euro o meglio 83, così stabilisce la sentenza, a favore del pubblico. Queste sono alcune delle piccole, per usare un eufemismo, vicende che rischiano o rischierebbero meglio di riemergere, almeno così come dichiarato sulla stampa anche nazionale, che suggerirebbero per la delicatezza degli argomenti approfondimenti più nel dettaglio…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, per ribadire il fatto che questo tema è un tema di primaria importanza per noi, per voi e per tutti coloro che amministrano, governano, o meglio dire, la nostra Regione. Un tema che ha visto delle battaglie da parte di tutti e ci ha visti impegnati anche nel passato, perché il nostro territorio, l'ho detto anche nell'intervento che ho fatto ieri, è stato un po' lasciato a se stesso negli anni, prima che uno strumento capace di dettare delle regole, forse anche un po' troppo strette per alcuni versi, ma sicuramente ha colmato un vuoto che c'è stato negli anni, e questo è stato il Piano paesaggistico regionale. Per questo io penso, e lo ripeto, che sicuramente noi abbiamo la possibilità di intervenire in qualche modo con gli iter che si devono portare avanti, ma lo si deve fare per migliorare. Io sono una persona convinta che i vincoli non debbano essere dei vincoli fini a se stessi per bloccare qualcosa, ma devono essere anche affiancati da risorse che siano capaci di far sì che anche quelli che possono essere gli interventi in alcune zone di pregio, se vengono individuate, possono poi essere dei valori per il nostro territorio. Faccio un esempio, non è corretto far sì che un vincolo venga posto su un rudere e far sì che questo rudere vada in decadimento nel tempo, quando si vincola qualcosa la si vincola perché si riconosce un valore e quel valore ha un prezzo. Su questo io direi che bisogna aprire un ragionamento e provare proprio a comprendere quali siano le priorità nel nostro territorio che possono essere lette anche in quel famoso mosaico che si ritrova nel nostro Piano paesaggistico. Come diceva l'onorevole Zedda, voi ci avete proposto questa risoluzione perché avete la necessità di chiudere una questione legata alle due arterie, una, quella di completamento della Sassari-Alghero, l'altra per la Olbia-Arzachena, ma, ripeto, l'articolo 20 delle norme tecniche di attuazione del PPR prevede già la possibilità di completare queste infrastrutture. Io direi che in un'interlocuzione serrata col Ministero, facendo valere e ricordando quelle che sono le nostre possibilità all'interno degli strumenti che abbiamo a disposizione, possano aiutarci a completare un'infrastruttura che certamente è di vitale importanza per la nostra isola, ma senza scardinare una norma generale per risolvere una questione particolare. Tant'è che, quando noi abbiamo chiesto il motivo per cui non si intervenisse in maniera puntuale sulla risoluzione dell'infrastruttura, ci è stato risposto che non si poteva fare un intervento puntuale. Per cui a me sembra assurdo che si provi ad intervenire per risolvere una questione cercando di aprire degli scenari che diventerebbero incontrollati e incontrollabili per il resto della Sardegna. Quando noi interveniamo su qualunque strumento dobbiamo sempre porci il problema che per risolvere una questione poi non creiamo altri danni da altre parti, e a me pare invece proprio questo, che, considerata anche la retroattività della norma di interpretazione autentica del PPR, il pericolo di vedere sanate delle pratiche, anche pratiche che sono state interrotte perché non conformi alle autorizzazioni soprattutto paesaggistiche, potrebbero anche essere rimesse in gioco, tra virgolette, e questo noi penso che da tutte le parti non vogliamo e non possiamo permetterlo. Quindi, su questo noi dobbiamo stare all'erta e dobbiamo assolutamente vigilare. Per quanto riguarda invece la programmazione e la pianificazione urbanistica e di governo del territorio, ripeto, il governo del territorio non può prescindere da un'idea di sviluppo generale della nostra isola, non è pensabile che si inizi a ragionare su uno strumento che può essere il PPR, una legge urbanistica nel dettaglio, se non si ha una visione di insieme, e parlo di trasporti, parlo di trasporti quindi…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. L'iter che ci ha portato a questa discussione e quindi a proseguire la nostra opera di minoranza è ben chiaro a tutti, anche a tantissimi sardi, che si sono resi conto della portata di questo provvedimento che, chiaramente, va a mettere in serio pericolo non soltanto la fascia costiera, ma la gran parte dei gioielli che caratterizzano la nostra splendida isola. Nella seduta di ieri ho provato a sottolineare ed evidenziare quello che è stato il percorso che ci ha portato ad assumere una posizione fortemente contraria e di netta opposizione alla proposta della maggioranza, un percorso che non ha avuto assolutamente niente a che fare con la verità, ma è stato un percorso che è partito con una bugia iniziale, con un tentativo di escamotage sul quale si è poi costruita una norma abominevole, come l'ho giudicata ieri e come confermo, su cui costruire delle infinite cementificazioni su cui riaprire dei cassetti ormai chiusi e polverosi all'interno dei quali sono conservati i progetti che, sicuramente, non sono a favore di uno sviluppo armonico della nostra isola, di un rispetto di quello che è l'equilibrio naturalistico e ambientale, ma sono tesi esclusivamente a riempire le tasche degli speculatori e ad illudere la popolazione con assunzioni, con posti di lavoro che poi lasciano il tempo che trovano e determinano poi la perdita di altrettanti posti di lavoro in altri settori che vengono ad essere colpiti, appunto, da queste nuove cementificazioni. Un discorso che purtroppo abbiamo già visto tante volte abbattersi sulla nostra isola e che purtroppo con questa nuova maggioranza si è di nuovo ripresentato. È nostro compito quindi quello di tutelare la nostra Sardegna e di opporci con tutti i mezzi democratici che abbiano a disposizione affinché ciò non avvenga, questo noi lo facciamo perché, anche come ha sottolineato la collega Orrù, abbiamo un progetto di Sardegna che prescinde dagli interventi spot, dagli interventi fatti esclusivamente con determinati obiettivi. Ma abbiamo un'idea di Sardegna organica, che quindi consideri gli investimenti urbanistici collegati a quelli dei trasporti e anche a quelli delle infrastrutture viarie, infrastrutture viarie che sono proprio la scusa con cui voi maggioranza avete inventato questo strumento, e infrastrutture viarie che a brevissimo termine saranno rese fattibili dal parere favorevole del Presidente del Consiglio, come ultimo atto di quel procedimento con il Comitato interministeriale per la programmazione economica che noi vi avevamo umilmente, ma con grande determinazione, indicato non appena eravamo venuti a conoscenza di questa vostra volontà, percorso che non avete voluto seguire, ovviamente, perché questo percorso non vi avrebbe consentito di raggiungere quello che è il vostro vero obiettivo. Vostro vero obiettivo che va sicuramente in contrasto con quello che è un futuro florido per i nostri figli e i nostri nipoti, che si troveranno quindi la fascia costiera, che è la prima faccia che vede, il primo viso che vede un turista, un nostro ospite quando si appropinqua alla Sardegna, vedere essere completamente vituperata da interventi che non hanno nulla a che vedere con la tutela paesaggistica. E penso a progetti come quello che è da tanto tempo per fortuna bloccato nella mia Gallura, Costa Turchese, un progetto firmato Edil Nord, quando era in auge Silvio Berlusconi, e che per fortuna il PPR aveva bloccato, un progetto che ha l'intenzione di inondare un vero e proprio paradiso terrestre, quello della zona di Murta Maria, Capo Ceraso, che vede gran parte della popolazione di Olbia assolutamente contraria e che grazie a Dio finora non si è potuto realizzare. Io parlo di quello perché ce l'ho vicino a casa, ma l'esempio di Tuvixeddu è un altro, e ce ne sono tantissimi altri su cui son pronti a mettere le loro grinfie speculatori dell'edilizia, che nulla hanno a che vedere con la nostra identità e a cui non interessa assolutamente il bene della Sardegna. Ecco perché noi continueremo pedissequamente questo nostro atteggiamento, per dare anche un segnale fuori da quest'Aula dove si stanno movimentando le masse e dove tanta gente si sta rendendo conto che la strada intrapresa da questa maggioranza è assolutamente inadeguata.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU).Grazie, Presidente. Io vorrei soffermarmi sul quarto comma, giornalisticamente Sassari-Alghero, dove si prevede che, a proposito dell'asse viario Sassari-Alghero e, in particolare, la realizzazione nello sviluppo geometrico a quattro corsie del lotto numero uno, si possa da questo comma derivare la qualificazione giuridica del caso concreto anziché l'individuazione della fattispecie, che è il mestiere della legge. Di ciò è conscio il relatore di maggioranza che scrive nella sua relazione, in modo molto onesto, una onestà che va sempre riconosciuta allo scrivente, che col quarto comma passando all'ultimo dettaglio si propone di esprimere il parere della RAS, che suppongo sia Regione Autonoma della Sardegna, sull'asse viario Sassari-Alghero, in particolare sulla realizzazione dello sviluppo geometrico a quattro corsie del lotto numero 1. Ebbene, questo mestiere che noi stiamo facendo fare alla legge giustamente è inquadrato nella relazione di minoranza dell'onorevole Orrù con questa considerazione; l'infrastruttura può essere completata senza ricorrere alla modifica generale di uno strumento normativo come il PPR per risolvere un problema particolare come il completamento dell'infrastruttura viaria, che piuttosto appare più efficace con una interlocuzione con il Ministero. Cioè noi abbiamo una legge che, anziché creare, definire una fattispecie, determina i contorni di un caso concreto, addirittura di un aspetto di una singola opera, e pretende di fare ciò con lo strumento dell'interpretazione autentica, quindi anziché fare una norma apposita che è una norma provvedimento, come al solito, cioè la mettiamo nella solita categoria delle "leggine", si incarica di definire i contorni amministrativi di identificazione di un caso concreto dentro una fattispecie che è già perfettamente definita dalla legge statale cioè si è dovuto dire che questa opera fa parte di quelle opere riconosciute come meritevoli dell'eccezione, e poi si è detto che quel particolare lavoro su quella particolare opera meritevole di eccezione è meritevole di eccezione. Allora, questo qui è il mestiere della Amministrazione, non è il mestiere del legislatore, il fatto che la nostra Giunta nel proporre questo e la nostra maggioranza nell'appoggiare questo si pieghino alle ragioni di una Amministrazione che non ha voglia di interpretare la legge e di attuare la legge, che è il suo mestiere, e rappresenta non la, in questo caso, tracotante affermazione di ragioni sbagliate che noi dovremmo criticare, ma è la sottomissione alle ragioni di una pigra e pavida Amministrazione che non se la sente di fare il suo lavoro tranquillo e pacifico, cioè di ricondurre un caso concreto a una fattispecie generale già definita da una legge, quindi quello che io rimprovero oggi non è la scelta in sé, ciò che io contesto non è il fatto che quella strada non debba essere fatta, non debba essere allargata, non debba raggiungere le dimensioni previste dai progetti che hanno già subito una valutazione dagli organi competenti, ma che per evitare problemi, grattacapi, preoccupazioni e mal di testa alla Amministrazione noi dobbiamo dire che la legge dice esattamente ciò che temono quei funzionari di non poter dire, che è un modo molto astruso, molto astruso di legiferare, o anche un modo, secondo me, molto sottomesso, subalterno di legiferare. La nostra cultura legislativa dovrebbe andare verso la direzione di dare norme generali, quelle che volete voi, siete voi la maggioranza, che però poi debbano essere responsabilmente eseguite da una Amministrazione che evita di disturbarvi ogni cinque minuti per dirvi, "per favore, di che questa legge vuol dire questo, perché io non me la sento di dirlo, in fondo sono soltanto pagato per questo, mentre tu sei pagato per farmi le leggi su commissione". Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD).Grazie, Presidente. Siamo sul merito dell'articolato quindi vale la pena provare a ribadire alcuni concetti che nei giorni precedenti a questo ci hanno visto impegnati appunto sull'articolato. Dare l'interpretazione autentica significa che quando il testo è stato scritto si aveva un intendimento che poi nel corso del tempo qualcuno ha applicato in modo difforme da quella che era la volontà del legislatore, c'è capitato tantissime volte in questi anni, almeno a me è capitato in questi anni che sono in quest'Aula di aver riscontrato molto spesso problemi di questo tipo, soprattutto nella gestione delle leggi da parte dei funzionari, degli uffici e quant'altro, e di aver avuto spesso la tentazione di dire: torniamo in Aula, diamo un'interpretazione autentica e modifichiamo la norma e la scriviamo ancora più chiaramente. Però chi ha più esperienza di noi, chi ha avuto più esperienza di noi in questo ambito e ci ha potuto consigliare ci ha detto: "guardate, evitate di tirar le leggi per i capelli e di adattarle ai casi specifici, perché le leggi devono avere sempre un carattere generale e un principio di astrattezza che va salvaguardato, cosa che invece non avviene quando si interviene in modo puntuale". Però proprio ieri citavo appunto l'onorevole Oppi, con quell'intervento che abbiamo fatto, legislativo, sulle professioni sanitarie, abbiamo dimostrato che quando è necessario intervenire con legge è anche bene farlo, per colmare lacune legislative, ecco, in questo caso io ho avuto modo di dirlo, non c'ero ai tempi, nel 2006, però io sono abbastanza convinto, perché ho seguito da cittadino tutta la discussione politica che ci fu allora, sono abbastanza convinto che non ci sia stato nessun errore e nessuna sottovalutazione, cioè secondo me c'è stata una volontà esplicita del legislatore di allora di inserire quei tre beni tra quelli che ci obbligavamo, come Regione Sardegna, a copianificare, e stiamo parlando dei beni identitari, stiamo parlando della fascia costiera e stiamo parlando dell'agro. Ecco, allora il legislatore ritenne che il maggiore interesse della Sardegna lo si poteva raggiungere attraverso un filtro che ci obbligasse a sederci a uno stesso tavolo con chi, per legge, è deputato a curare l'ambiente, ovvero lo Stato, e il legislatore sardo che, a sua volta, ha ampi spazi di autonomia in molti ambiti della vita quotidiana dei sardi. Quindi quando anch'io ho visto che voi stavate puntando a dare un'interpretazione autentica il problema me lo sono messo e ho detto: ma perché c'è bisogno di interpretare qualcosa che, dal mio punto di vista, è sufficientemente chiara, ovvero che quelle viabilità le si possono fare? La risposta mi è stata data nelle audizioni che abbiamo fatto ed è stata due tipi. Da una parte tecnica, ovvero, per quanto possa essere chiaro, le sedute di copianificazione che ci sono state hanno avuto, invece, un esito negativo, per cui, ancorché ci sia scritto chiaramente che le viabilità a quattro corsie si possono fare laddove iniziate prima e laddove già sottoposte a VIA, ci siamo scontrati con il Ministero, il Ministero ci ha risposto picche, quindi bisogna trovare il modo di uscirne e può essere utile alla Regione Sardegna portare, tra i documenti da depositare in tribunale prima del ricorso, questa interpretazione autentica. Questo è un primo binario. Il secondo binario, un po' più politico, è stato: no, ma noi siamo contrari alla filosofia del PPR laddove ci obbliga a copianificare, per cui partendo da qui iniziamo il percorso di modifica del PPR. Due posizioni, sia quella tecnica che quella più politica, io dico assolutamente legittime. Allo stesso tempo abbiamo detto noi come Partito Democratico, ma devo dire l'hanno detto con molta chiarezza anche tutti gli altri colleghi della minoranza, non siamo d'accordo su questo, preferiamo che questo livello di tutela permanga. A quel punto è nato anche in noi ovviamente il senso di responsabilità e di chiarire che anche per noi quelle viabilità s'hanno da completare. Come poter aiutare questo percorso? Noi abbiamo ritenuto di dichiarare una cosa abbastanza ovvia, perché ormai era palese, era sulla bocca di tutti, che il percorso principale dovesse essere quello del tavolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri; due Ministeri, MiBAC e Trasporti, dicono due cose diverse, si assurga la pratica a livello centrale, si chiariscano tra loro e si metta la parola fine a questa diatriba. Manco a farlo apposta la fase conclusiva di questo percorso sta avvenendo ad horas, quindi penso che sia questione di giorni o insomma al limite di qualche settimana per definire questa vicenda, quindi io faccio questo…

PRESIDENTE. Onorevole Piscedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Colleghe e colleghi, io probabilmente cercherò di fare un ragionamento che parte un po' dall'esperienza avuta in questi anni da amministratore comunale e quindi nel pieno rispetto di quelle che sono le gerarchie delle fonti, partendo dallo Stato, alla Regione e ai Comuni. Lo diceva bene l'onorevole collega Piscedda: il procedimento dell'arteria Sassari-Alghero ha avuto inizio ben prima dell'entrata in vigore del Piano paesaggistico, quindi immagino, ma sono sicuro, che vi è a monte un parere paesaggistico, un parere della Sovraintendenza su un progetto preliminare che preveda tutta l'arteria e che di conseguenza quell'arteria venga progettata poi per lotti esecutivi, quindi ci sarà il progetto esecutivo del primo lotto, il progetto esecutivo del secondo lotto, in questo caso mancherebbe la concertazione e la copianificazione con gli enti sovraordinati. Allora qual è la ratio di questa legge? Intanto è da censurare, quindi non ci può essere nessun accordo quando si va a ledere quelli che sono i principi dettati innanzitutto dal nostro Statuto, e quindi all'articolo 3 e 4 del nostro Statuto, quindi che quella competenza non ce l'abbiamo, non ce la possiamo avere, né oggi e né in futuro, perché il paesaggio è in carico allo Stato, quindi quando noi con questa legge cerchiamo di avocare a noi una competenza che non possiamo avere. Questo è pacifico, Assessore, è pacifico, ma non perché lo dica l'ultimo consigliere dei Progressisti in quest'Aula, ma perché lo dicono in svariate sentenze emesse in cui hanno richiamato e censurato la Regione per avere avocato a sé competenze che non può avere. Allora se il problema è l'arteria della Sassari-Alghero non possiamo poi, in articoli successivi, pensare di avere mani libere per quanto riguarda i pareri del MiBAC sull'agro e sulla costa. Mi dovete spiegare qual è la ratio e cosa c'entrano nell'articolato l'agro e la costa, quindi è avere competenze che oggi ha il Ministero e per cui il Codice Urbani prevede all'articolo 143 la copianificazione, cioè devi copianificare per avere la valutazione di impatto ambientale con una determinata procedura che è prevista e normata.

Noi abbiamo tre livelli. Quando io da amministratore pianifico non posso pianificare il mio strumento urbanistico senza concordare e copianificare con la Regione, che l'ente sovraordinato. Questo è il primo livello. Poi c'è il secondo livello, e sono i piani attuativi, A, B, C, D, del nostro Piano urbanistico vigente nei nostri Comuni, quindi dove veramente andiamo a individuare quello che è lo sviluppo dei prossimi anni nelle nostre comunità, e l'ultimo livello è la concessione, il titolo abitativo. Noi come Regione, ma è un mio pensiero, stiamo partendo dall'ultimo livello, cercando di avere mani libere per garantire a qualcuno, in quel determinato periodo, quindi, che la norma entra in vigore, la possibilità di sanare qualcosa che è stato fatto in passato e prima dell'entrata in vigore anche del Piano paesaggistico e del PPR. Assessore, io sono pronto perché noi abbiamo grossi problemi nelle nostre comunità, nei nostri Comuni, ad adeguare i nostri piani urbanistici, a confrontarmi in quest'Aula per semplificare la vita delle nostre comunità, assicurare certezza ai nostri cittadini, alle imprese e ai lavoratori…

PRESIDENTE. Onorevole Satta, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, Assessori, colleghi, per corroborare le affermazioni della collega Orrù relativamente alla liberazione della plastica, io per fare un ulteriore favore all'ambiente, sarò tedioso, anche durante la scorsa stagione estiva l'ho sottolineato varie volte, abbasserei di qualche anticchia l'aria condizionata, così da consentirci soprattutto in questo periodo di non contrarre dei mal di gola che poi potrebbero farci pensare male, costringendoci magari anche a chiudere il Consiglio.

Detto questo, veniamo al dunque, al tema della discussione di oggi, primo di numerosi interventi che andranno appunto a sostenere e a spiegare quella che è la nostra azione di opposizione, quella che insieme a tutto il resto dei colleghi di opposizione stiamo portando avanti convintamente. Il mio intervento di ieri si è conclusa in maniera un po' così, ma penso che avrò modo di ribadire durante quelli di oggi che si susseguiranno tutte le cose che mi interessa sottolineare.

Vorrei riferirmi anzitutto a quello che è stato il discorso dell'Assessore. Io l'ho già detto, mi affascina sempre sentire pronunciare la lingua sarda all'interno del Consiglio regionale, la trovo una cosa veramente bella e un riferimento identitario potente, il problema è, come già qualcuno ha sottolineato, è stato il contenuto di quel discorso, perché a delle eccezioni puntuali che le sono state rivolte non si è ricevuta alcuna risposta, nessuna controbattuta. Io capisco aver voluto fare un discorso accorato, che ci può stare, ci può stare magari in altre occasioni anche un po' più conviviali, perché Assessore i problemi che sono stati posti e le eccezioni che sono state fatte meritavano una risposta più tecnica, la poteva dire in sardo, la poteva dire in italiano, in ostrogoto, in greco, tutte le lingue, l'importante però era dare delle risposte, queste risposte lei non le ha volute dare e mi dispiace. Perché la verità, lo sappiamo, scoccia anche ribadirlo però fa sempre bene, che questa strada Sassari-Alghero e lo sblocco di questa delibera Sassari-Alghero non è la vera ragione per la quale questa norma sta venendo proposta, e più si andrà avanti col tempo, e più riusciremo a tenervi all'interno di quest'Aula e più il vero vostro intento verrà dissimulato, fino ad arrivare al momento in cui, spero sia il più presto possibile il Consiglio dei Ministri col loro parere ci farà capire effettivamente che questa legge non è proprio necessaria, anzi non lo è per nulla, e lì vorremo vedere, aspetteremo di capire se in quel momento quanto meno riusciremo a far emergere la vera volontà sottesa alla proposizione di questa norma. Cosa si sta andando a fare con questa norma, perché è questo il problema, cioè noi stiamo agendo non a protezione di un fortino politico, non stiamo avanzando polemiche sterili, questo mai, qualcun altro ha già sottolineato facendo un cappello importante quanto l'attività dell'opposizione in questi ultimi mesi sia stata caratterizzata da spirito costruttivo e da pro positività, ricordiamo il solo fatto che la legge di bilancio che richiede mi dicono, io non ne ho mai votata una ancora da quando sono entrato in Consiglio regionale, almeno un paio di mesi di discussione politica, l'abbiamo fatta in due giorni perché ci eravamo dimenticati di approvarla prima che arrivasse il Covid, e purtroppo il Covid ha richiesto che la Sardegna investisse ingenti somme per il contrasto all'epidemia, e ancor più ingenti somme dovranno essere investite per poter eliminare quelli che saranno gli strascichi economici. Ma veniamo alla vera volontà di questa norma, quindi scardinare il PPR, avere le mani libere per poter fare quello che si vuole praticamente sulle nostre coste, con il nostro agro e con i nostri beni identitari. Nel prosieguo degli interventi mi riservo di poter affrontare al meglio ognuno degli argomenti che più ritengo importante in questa discussione, ma vorrei soffermarmi su quelle che sono le funzioni sottese allo strumento PPR, come appunto strumento normativo, preservare, tutelare, valorizzare, tramandare, l'ho già detto ieri poi purtroppo sono stato interrotto per cause di forza maggiore, ma lo voglio ripetere oggi, nessuna di queste volontà traspare da quella che è stata l'azione di questa maggioranza. Ciò che mi importa di più. L'ho già detto ieri e lo ridico oggi e lo ribadirò nel corso degli interventi seguenti, manca un'idea, manca una volontà che non sia quella di avere le mani libere per fare ciò che si vuole, ma soprattutto manca da parte nostra la fiducia in questa maggioranza, ragione per la quale noi siamo pronti a dare battaglia e a rimanere in quest'Aula per quanto sarà necessario al fine di riportarvi alla ragione, come tante volte abbiamo provato a fare, meno volte siamo riusciti a fare, ma io sono sicuro che questa volta sarà diverso e che lo spirito costruttivo e propositivo dell'opposizione riuscirà a far prevalere il buonsenso e a far sì che si avvii una vera discussione su questo strumento, che è il PPR, che è uno strumento importantissimo, così da giungere a una soluzione condivisa…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Presidente, buona sera alle colleghe e ai colleghi, ieri è stata una giornata piuttosto lunga, almeno in Commissione, in quanto gli emendamenti che abbiamo presentato li abbiamo ripresentati per intero interamente anche qua in aula. Non entro nel merito dell'aspetto tecnico di questo articolo 2, ma continuo a soffermarmi sul carattere politico che questa legge ha, Assessore, che questa legge che state continuando a portare in Aula e che siete decisi ad approvare avrà dei riflessi forse sul tema centrale, quello delle strade, di assoluta irrilevanza. Perché io sono sicuro che l'azione politica che si sta portando avanti nei confronti del Governo centrale sia la vera soluzione per quell'ok che manca per la fine di quei tre chilometri e mezzo, che secondo anche le norme di attuazione del Piano paesaggistico regionale in quell'articolo 20 parlano chiaro. Quindi la discussione di oggi è una discussione che sicuramente ci fa perdere del tempo invece su altri obiettivi molto più importanti che dovremmo discutere in quest'Aula e che si discuteranno nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ed è un confronto impari, perché da una parte dell'Aula si continua a discutere ed intervenire, mentre dall'altra si continua ad assumere un atteggiamento di assoluto silenzio. Perché io non ho ancora capito, non ho ben chiare le motivazioni del perché state portando in Aula questo articolo 2, e nonostante le parole di forza che richiamano a quel principio e a quel senso della Sardegna così elevato da parte dell'assessore Quirico Sanna, nel merito non abbiamo mai discusso nell'aula del perché sia così importante provare a portare avanti uno strumento come quello della legge 153. E' un articolo, non sono tanti, la legge urbanistica continua ad essere vecchia ormai di decenni, nelle dichiarazioni dell'Assessore degli ultimi mesi si parla e si continua a parlare del fatto che i PUC sono quegli elementi che possono far nascere una buona legge urbanistica, non abbiamo fatto ancora nessun confronto su questo, e quindi sino a che non parliamo di urbanistica si parla quando si presenta una legge, e oggi non stiamo parlando di urbanistica, stiamo parlando di altro, stiamo cercando di dare delle soluzioni a un problema che invece quel problema sarà risolto. E continuo a ripeterlo, perché guardi, è un controsenso, ma questa maggioranza riuscirà mi auguro a risolvere il problema della Sassari-Alghero attraverso quello che gli consente la legge, e non attraverso quello che la legge non gli consente, cioè questo provvedimento. Perché la dottoressa Lai in Commissione, quando abbiamo avuto l'opportunità di audirla, è stata chiara nell'esposizione, questo provvedimento che stiamo portando avanti può essere un provvedimento che ci è stato quasi suggerito di portare avanti, che poi però non ha nessun tipo di fondamento giuridico. Che mi ha preceduto prima ha spiegato bene perché una legge regionale non possa superare una una legge di rango superiore, anzi rischiamo a settembre sulla sentenza del TAR, se si definisce la strada Sassari-Alghero come una nuova costruzione, e così non è, e questo voi oggi non lo state dicendo chiaramente e non lo state spiegando chiaramente in questa proposta di legge. Poi come opposizione, per rimanere sempre da un punto di vista di Aula, è normale che da questi banchi ci sia un'opposizione dura nei confronti di questa proposta, non ci può essere un accordo in merito a un processo così importante, così delicato e che ha una rilevanza davvero per tutto il territorio sardo, perché è scritta, con tutto il rispetto, in maniera ambigua, e non si capisce quale sia realmente il punto di caduta. Quindi, in merito ai lavori, in merito agli emendamenti che noi stiamo proponendo, stiamo cercando di migliorare quanto più possibile questo articolo, cercando di invogliare invece quell'azione politica che si è iniziata in Presidenza del Consiglio dei Ministri che per me sarà l'unico punto che ci consentirà di sbloccare la Sassari-Alghero.

Quindi mi auguro che nelle prossime ore ci sia un ripensamento anche sulla proposta di questa legge e magari ci si possa ritrovare a chiudere tutti insieme invece una proposta che non ci tenga qua per i prossimi sette giorni, che continui a far slittare quei provvedimenti che voi stessi e che il Vicepresidente della Regione ha portato in Aula, dove invece lì sì ci sono tante risposte che tanti lavoratori stanno aspettando.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Ciusa. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Innanzitutto oggi si può dire che è una giornata quasi spartiacque, per tanti motivi, perché affrontiamo un testo di legge veramente importante per la nostra terra, perché il tema delle strade, ovvero l'Olbia-Arzachena e la Sassari-Alghero, non può far scontrare le forze politiche, perché non penso che ci sia nessuno contro le strade, quindi sicuramente c'è un'altra volontà, un'altra finalità di questa legge, e noi stiamo cercando di metterla in luce.

Ho ascoltato con molto interesse gli interventi dei colleghi che stanno sottolineando benissimo cosa stiamo portando avanti: nessun argomento pretestuoso e strumentale ma stiamo mettendo al centro la Sardegna, la Sardegna come entità, come ambiente, perché la Sardegna è molto complessa da questo punto di vista e quindi serve un ragionamento complesso in determinate tematiche. Per questo io ritengo che lo strumento del Piano paesaggistico regionale sia stato concepito in quell'ottica di sostenibilità, di cura dell'ambiente e, come appunto anche c'è scritto sul sito della Regione, per la difesa dell'ambiente e del territorio. Quindi questo punto è centrale. Il territorio sardo non è solo un luogo astratto, è qualcosa che noi viviamo, quasi come se fosse l'anima di sardi, composta appunto da beni, da risorse che per quanto mi riguarda non sono negoziabili, sono risorse uniche e preziose e tutta questa bellezza che noi abbiamo non è negoziabile e allo stesso tempo è molto fragile. Se noi non poniamo al centro della discussione politica temi come l'ambiente siamo fuori dal contesto storico e sociale in cui stiamo vivendo, per questo credo che la pianificazione territoriale, un progetto serio ambientale del territorio (quindi entriamo anche nel tema dell'urbanistica) deve costituire proprio l'ossatura portante di un programma di governo del territorio. Questi temi quindi devono essere proprio al centro di un'azione politica che possa portare sviluppo equo e sostenibile, che poi possa dare uno sviluppo che non sia solo di breve periodo, perché, l'ho detto anche ieri e lo sottolineo, la Sardegna ha già compiuto delle scelte sbagliate nel passato, e oggi secondo me, andando avanti su questa legge, stiamo tornando indietro non stiamo andando avanti, non andiamo a vedere cosa ci sta dicendo il mondo, non stiamo ascoltando il mondo, stiamo tornando indietro, stiamo scegliendo di compiere scelte vecchie, e non si capisce per quale motivo. Quindi l'idea di governo del territorio deve essere secondo me basata sulla ricerca del giusto equilibrio tra il mantenere la testimonianza della memoria sarda e la progettazione di un futuro sostenibile e compatibile con la massima salvaguardia del bene comune, per perseguire tutto questo secondo me è indispensabile un ragionamento corale, condividere questo con tanti cittadini, del resto tanti cittadini in queste ore hanno firmato anche una petizione per far presente a questo Consiglio regionale, in particolare ai consiglieri di maggioranza e alla Giunta, che stiamo andando a percorrere una strada sbagliata, e non è appunto questionedi strade ma è una questione di cambiare il Piano paesaggistico regionale.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue CIUSA.) Quindi, come dicevo, per perseguire questo obiettivo di governo del territorio bisogna armonizzare l'ambiente, la bellezza del nostro paesaggio, gli aspetti sociali, storici, culturali e produttivi, perché comunque nessuno è contro lo sviluppo, dobbiamo creare sviluppo in questa terra e per farlo però utilizziamo i metodi moderni che ci offre la società, non torniamo indietro, cerchiamo l'innovazione, la tecnologia. Per fare tutto questo ci vuole tanta volontà, volontà politica, volontà di compiere delle scelte non sempre facili, ma guardare al futuro con orgoglio e anche con la forza di dire "siamo una terra, siamo la Sardegna, noi offriamo questo sviluppo, uno sviluppo al passo con i tempi, moderno". Queste per me sono cose che non si possono negoziare, e per questo in questo dibattito cercherò ancora di stimolare la maggioranza per rivedere le sue posizioni, perché è indispensabile questo ragionamento.

PRESIDENTE. É iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Devo dire che stiamo entrando nel cuore della discussione, con l'esame dell'articolo che ci ha visto impegnati ieri in un'ampia discussione su quelle che erano le ragioni della nostra presa di posizione politica, non ostruzionistica ma sui contenuti, che ci vedono impegnati anche stasera per spiegare le ragioni per le quali noi riteniamo che questa proposta di legge dovrebbe essere accantonata.

Io, Assessore, credo molto nella sua buona volontà di portare al più presto una legge urbanistica e di rivedere quello che è il governo del territorio; ci credo anche perché più che una mia e una nostra sconfitta sarebbe una sua sconfitta, relativamente agli impegni che lei, il Presidente e questa Giunta ha preso con i sardi, e credo quindi che prima o poi ci arriveremo. Quello che stiamo cercando di dire da un paio di giorni, con gli emendamenti, con le discussioni, è che è meglio arrivarci con l'acqua limpida, con trasparenza, senza in qualche modo lasciare degli strascichi importanti, pesanti, dei dubbi, delle questioni aperte, come quelle che questa legge pone, e noi glielo stiamo dicendo perché credo nel fatto che il governo del territorio si deve costruire insieme e non si possa costruire solo da una parte, perché il governo del territorio come sappiamo benissimo appartiene a tutti e appartiene soprattutto al futuro. Quindi noi continueremo, con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, a cercare di convincervi che forse è meglio accantonare questa proposta di legge, ed è meglio accantonarla sotto vari aspetti, alcuni li abbiamo anche evidenziati in alcuni interventi anche stasera. C'è un aspetto di forma, prima di tutto. Quello che voi state chiedendo con l'approvazione di questa legge è un'interpretazione autentica, beh io credo - lo diceva benissimo il mio collega Deriu - che noi dobbiamo in qualche modo, nella distinzione dei ruoli, stabilire che l'organo legislativo stabilisce, attraverso le leggi, la cornice all'interno della quale poi si muovono le azioni amministrative, però poi non possiamo ogni volta che un'azione amministrativa ha una difficoltà, ha la mancanza di una responsabilità in chi ha in capo questa azione amministrativa tornare qua per dare le interpretazioni. Noi l'abbiamo già fatto due volte, Assessore, l'abbiamo fatto per quanto riguardava i dirigenti siamo venuti qua approvando una legge che in qualche modo poi ha avuto un percorso, però ci siamo assunti noi una responsabilità di dare un'interpretazione autentica, già allora io avevo evidenziato che quando il legislatore più volte è costretto a tornare in Aula per l'interpretazione autentica sta abdicando ad un suo ruolo e sta indebolendo la struttura, in questo caso della Regione. E lo facciamo oggi su questa maledetta pratica di questa strada, non per la strada perché ancora oggi ci vede incagliati su una necessità di arrivare attraverso l'interpretazione autentica alla difesa di quello che è difendibile, che è difendibile Assessore con una semplice delibera di Giunta, con una semplice delibera di Giunta. Io non sono un giurista, sono un umile dottore di pietre col mio amico e collega Giorgio Oppi, però dal poco che ho imparato negli anni credo che lo stesso organo che emette un provvedimento è lo stesso che in qualche modo deve stabilire interpretazioni autentiche. E l'organo che ha emesso il provvedimento del PPR non è stato il Consiglio regionale. Credo che questo la dica lunga, tra l'altro l'altra soluzione, con la quale noi ci sgoleremo sino alla fine, che è quello in qualche modo di una interlocuzione col Governo che speriamo a giorni in qualche modo intervenga proprio per definire le problematiche relative alla strada, sia l'altra soluzione, proprio perché ripeto, Assessore, noi vogliamo una discussione trasparente sul vero tema che ci dovrà in qualche modo vedere gli uni contro o a fianco agli altri che è quello della futura legge urbanistica. Allora c'è un problema di forma di un atto amministrativo che sta avvenendo in capo al Consiglio regionale ma poi c'è soprattutto, Assessore, mi permetta c'è un aspetto politico che quello è più pesante, è più pesante! Lei sta mettendo davanti il carro ai buoi, sta in qualche modo già tracciando qual è il vostro modello di sviluppo per quest'isola. Perché se leggiamo l'articolo 2 il fatto di intervenire sui beni identitari io credo che sia non un campanello d'allarme, ma sia un colpo sonoro, forte, secco a un modello di sviluppo che è diverso da quello che abbiamo noi. Perché guardi su un aspetto bisogna essere chiari il modello di sviluppo sarà quello fondamentale che deve in qualche modo permetterci di vedere qual è il futuro dell'isola e allora partendo dai beni identitari io credo che state in qualche modo calando la maschera, Assessore, calando la maschera. Allora calando la maschera si può sorridere quanto vuole, calando la maschera! Perché insomma fra le tante questioni su cui poteva intervenire con il disegno di legge si sta proprio partendo dal cuore del PPR, dalla questione dei beni identitari che abbiamo visto per quanto riguarda le coste, l'agro io credo che stiamo intaccando, dopo una discussione importantissima che ha visto la nascita del PPR, quella che è la radice, il cuore del territorio…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti).Grazie Presidente, mi ricollego a quanto dicevamo ieri a proposito della discussione del provvedimento di legge e in merito anche, insomma, alle discussioni che ci sono state poi stamattina nella tarda mattinata rispetto alla volontà di portare avanti un lavoro, diciamo, nel merito di quello che è l'intervento sulla interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale. Io continuo a dire che se trattasi di interpretazione autentica relativamente a quelle due opere ben si farebbe, ben si farebbe a intervenire in maniera puntuale, perché così si è detto che si doveva fare su quegli specifici interventi, posto che, mi pare che diversi altri colleghi l'abbiano ribadito, parrebbe che il Ministero sia, o comunque il Governo, stiano andando nella direzione, probabilmente di agevolare, parrebbe ho detto parrebbe. Quello che io ieri sera durante, ma anche prima del ritorno in Aula, ho voluto approfondire ulteriormente, anche con chi è più tecnico evidentemente di me sicuramente, è il passaggio nel quale all'interno dell'articolo 2 poi lo rivedremo sicuramente bene dopo, i beni paesaggistici diversi da quelli di cui all'articolo 143 comma 1, quindi di questi beni qua individuati nelle lettere b), c) e d) ripeto viene citato qua l'articolo 143 comma 1 del decreto legislativo 42 del 2004, scusatemi, articolo 143 è citato qui comma 1 lettera b), c) e d) dice questi beni citati in questi commi, comma 1 lettera b), c) e d) dell'articolo, lo rileggo 143, dicono che tolti questi beni che rimangono di competenza dello Stato, del ministero insomma tutti gli altri sono svincolati evidentemente dall'azione di pianificazione e quindi di copianificazione con il Ministero. E allora siccome sappiamo che il tema della interpretazione autentica vale evidentemente in forma retroattiva e si può capire quale può essere la finalità, evidentemente, laddove ci siano dei problemi, il mio invito in questo caso può essere quello che se si condividono anche i motivi più di dettaglio probabilmente alcuni, diciamo, orientamenti nel concepire il senso del provvedimento potrebbero anche prendere una forma diversa. Ma tolto questo suona male comunque, Assessore, suona male comunque aver tolto la lettera a) di quell'elenco di beni, poi insomma l'articolo è citato qua, il 143, ma nell'elenco dei beni che sono descritti all'interno del decreto legislativo 42 del 2004 la lettera a) che appunto riguarda il tema della fascia costiera all'interno dei 300 metri suona comunque male l'idea che questa norma di interpretazione autentica, che chiamiamo o che richiamiamo essere l'elemento fondante della risoluzione della problematica delle due arterie possa essere in questo caso, come dire, ovviato cioè nel senso che a questo punto potrebbe sembrare che l'aver citato esclusivamente quegli articoli quei beni indicati nelle lettere b), c) e d) togliendo gli altri allora probabilmente qua il dubbio nasce sul fatto che, evidentemente, sottraendo alla copianificazione, diciamo, dei beni che comunque rimangono nella presenza del decreto come quei beni che appartengono a livello di copianificazione, sicuramente ecco suona strano.

Io mi unisco un po' alle riflessioni degli altri colleghi e mi appello alla sensibilità, il tema, e non voglio anche se probabilmente nel corso della serata capiterà evidentemente di dirlo nuovamente, non voglio immaginare o non voglio credere che possa essere messo in dubbio la volontà credo di qualsiasi membro di questo Consiglio dell'intenzione di voler deturpare l'ambiente, di concepire uno sviluppo che vada contro il valore del paesaggio e dell'eccezionale dimensione diciamo unica che possiedono i nostri Comuni sia dell'interno che dell'esterno. Però devo dire che mi preoccupa, mi preoccupa perché la possibilità di trovarci improvvisamente o quasi improvvisamente all'interno di un sistema di programmazione dello sviluppo del territorio che non passino a una concertazione forte e che non anteponga diciamo il concetto della valorizzazione e sviluppo sostenibile dei nostri territori, questo un po' mi preoccupa. Su questo credo che sia scontato il fatto che in noi avreste delle persone a supporto, e come dire, convinte…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. La discussione in cui ci troviamo, ossia quella che ci consente di entrare nel merito degli articoli, l'onorevole Deriu l'ha considerata probabilmente una discussione talvolta superata dal fatto che si poteva tranquillamente provvedere come Giunta o come Uffici amministrativi a fare un atto di questo genere. Ha definito anche il provvedimento una norma provvedimento, ossia una leggina, un tentativo, come è stato visto più volte all'interno di quest'aula, di aggiustare un qualcosa di specifico che non andava. Però, badate, non è questo il tema, da questo punto di vista secondo me sbaglia l'onorevole Deriu, e glielo dirò successivamente, perché? Perché se fosse solo ed esclusivamente il comma 4 su cui lui si è soffermato, avrebbe anche ragione, ossia si sta provando, probabilmente anche in maniera sbagliata, in maniera avventata, come spesso accade in quest'aula, ad intervenire su due arterie, che tutte le forze politiche presenti all'interno di questo Consiglio regionale reputano essenziale, non foss'altro che nelle diverse legislature che si sono susseguite tutte le diverse maggioranze hanno provato a sbloccare quest'opera, hanno provato a rilanciare quest'opera, anche rifinanziandola, così come è accaduto con la Giunta Pigliaru. Però, il ragionamento dell'onorevole Deriu rimane monco invece di due commi che sono essenziali e che smentiscono anche l'intervento di ieri del relatore, l'onorevole Mula, perché? Perché voi con i commi 1 e 2 del vecchio articolo 2 entrate a gamba tesa nel PPR. Perché è vero che può anche non essere un vangelo, però per modificare una Bibbia, per modificare un vangelo bisogna avere anche le idee chiare di dove si vuole andare a parare, e qui non mi pare, perché da qui si tolgono nell'articolo 2, se dovessimo considerare il comma 2, si interviene in particolare nella fascia costiera, così come citata, di cui all'articolo 17 comma 3 della lettera a), i beni identitari di cui all'articolo 2, comma 1, lettera e), le zone agricole, l'edificato in zona agricola, così come definito dall'articolo 79, e l'edificato urbano diffuso, come definito dall'articolo 76. Il tema delle strade, il tema delle arterie che tutti quanti reputiamo essenziale in una discussione anche in prospettiva sull'infrastrutturazione della Sardegna è strumentale in questa fase rispetto invece a quello che voi volete realmente andare a fare, ossia andare a modificare, a entrare a gamba tesa sul Piano paesaggistico regionale, e non con una condivisione di intenti, così come è stato anche sottolineato dall'onorevole Comandini, ma con una decisione unilaterale, ossia si fa così perché lo stiamo decidendo noi ed è la scelta migliore per il futuro della Sardegna. Io continuo a soffermarmi su quello che potrebbe essere un punto d'incontro all'interno di questo Consiglio, che superi anche le divisioni, ossia mettiamo in salvo le due arterie, è vero che ci sono le difficoltà che tutti riconosciamo, che si potevano fare con un provvedimento, però se l'intento del legislatore, del proponente di questa norma è quello di salvaguardare il comma 4, allora mettiamo in salvo il comma 4, aboliamo, sopprimiamo gli altri due commi che entrano a gamba tesa sulla fascia costiera, sulle zone agricole, e approviamo immediatamente un testo che dal vostro punto di vista può darvi una mano nella rivendicazione dello sblocco di questa arteria. Non è così dal mio punto di vista, non è così perché si può e si deve agire in maniera diversa, non si deve arrivare allo scontro perché quando si entra in una fase di scontro i tempi logicamente si allungano, perché avete detto più volte: "Entreremo eventualmente in una fase di scontro anche all'interno dei tribunali", e logicamente quando entri, quando sposti la discussione dalla fase politica ad un'altra sede i tempi logicamente si allungano, e questa infrastruttura che tutti quanti reputiamo essenziale non vedrà mai la luce. Quindi, quello su cui noi vi vogliamo far riflettere è che da questa parte politica o da queste parti politiche non ci sia una avversità nei confronti dell'infrastrutturazione in senso lato, c'è una avversità nei confronti di un'idea che reputiamo sbagliata di tornare al passato, perché poi successivamente avremo tutta la serata, probabilmente anche tutta la notte per entrare nel merito delle questioni, andremo a verificare quanto questa idea che state portando avanti, di smantellamento del PPR, sia stata già discussa dai tempi del '73, quando Enrico Berlinguer aveva iniziato i propri comizi in piazza, ed è stata già superata in quell'epoca, è tornata, però logicamente non può essere una risposta alla crisi economica che stiamo vivendo. Ed è per questo anche, Assessore, che ieri sono stato così accalorato nel ribadire il fatto che giustificare anche questa norma con la questione del lavoro per i sardi è una giustificazione che non sta né in cielo né in terra, tutti quanti noi lo sappiamo, perché se vi stesse a cuore il lavoro dei sardi, i circa 3 miliardi di euro che sono nelle casse dell'ANAS, andreste a bussare e direste…

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Assessore, io provo a continuare a studiare l'argomento insieme a lei, se me lo permette, segmentando un po' l'argomento e riflettendo. Se questo sistema vigente, la normativa vigente prevede che si operi in un regime di copianificazione tra Regione e Ministero e che questa legge che stiamo discutendo interviene per eliminare la copianificazione, cosa può succedere? Che si interviene in tre ambiti cruciali, che sarebbero: il divieto di edificazione nella fascia dei 300 metri, la fascia costiera, le zone agricole, fino a 1 chilometro, mi pare, 2 chilometri, i beni identitari, come appunto le aree archeologiche e i monumenti. Se fosse vero, se davvero fosse così, lo dicono i giuristi, lo dicono gli esperti, a qualcuno dovremmo pur credere. E visto che da più parti, a cominciare da chi davvero ama la Sardegna, che definiamo così adesso in maniera molto globale ambientalisti, ma secondo me è veramente riduttivo, per passare poi a tecnici, a giuristi, all'opinione pubblica in generale, ci dicono che ci sono dei rischi fortissimi di derive, quelle che chiamiamo cementificazione selvaggia, inopportuna, addirittura pericolosa. Però, io voglio abbandonare queste tentazioni così dietrologiche o anche di individuare malafede nelle scelte che la Giunta ci sta proponendo, e provo invece a ragionare così come abbiamo fatto richiamando tutti noi, anche con molta umiltà, voi della Giunta a ragionare su cosa lasceremo dopo di noi, e abbiamo parlato della terra, dell'isola, della bellezza di quest'isola. Però, ragioniamo anche su cosa lasciamo a una futura legislatura in termini di leggi, lasciamo questa legge che probabilmente, probabilmente, metterà già in difficoltà voi, dovendo un po' arrabattarvi tra le affermazioni che continuamente e costantemente fate e alle quali vogliamo credere, lei in un video recente, ieri in Aula, ma tutti gli Assessori, anche l'assessore del turismo, l'onorevole Chessa, di non voler cementificare la Sardegna, di non voler deturpare le nostre bellezze. Però, ripeto, la paura resta, la paura è che addirittura voi stessi dopo vi troviate in difficoltà a gestire gli esiti di un'eventuale legge, perché qui, e non solo qua dentro, lei sicuramente avrà visto e letto i pareri esperti, si dice che queste arterie, queste strade si possano fare rivolgendoci ad altri strumenti normativi, ecco, e allora ci si chiede: è proprio necessario questo? Ma non è che poi questo strumento normativo voi stessi avrete difficoltà ad utilizzarlo senza sconfessarvi con l'opinione pubblica? Senza poi riuscire a contenere le (…) che arriveranno da fuori, quelle a cui facevo riferimento ma che non voglio citare, cioè di molti cementificatori che sono pronti, pronti ad acchiappare questa occasione. Io parto dal fatto invece che voi lo stiate facendo solo ed esclusivamente per realizzare e terminare queste arterie, però forse, forse, lo strumento alla fine vi potrebbe esplodere in mano. Ecco, questo io vorrei sottolineare, vorrei… ma, ripeto, con molta umiltà, sollecitarvi a stare attenti, a ragionare ancora e ancora meglio sul fatto che davvero poi vi troverete a gestire uno strumento normativo che forse non immaginavate così potente, e che comunque poi lo lascerete a qualcun altro che dovrà probabilmente, a seconda degli orientamenti, smontarlo di nuovo. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S).Grazie, Presidente. Io con l'Assessore volevo continuare un po' il discorso che avevamo iniziato ieri. Prima di tutto volevo chiederle come sta… Perfetto! E quindi se sta bene possiamo fare un bel discorso con visioni politiche diverse, sicuramente, ma l'importante è sempre nel rispetto delle parti e del ruolo. Ieri le dicevo, Assessore, per riprendere un po' il discorso, ho ascoltato, molte parole non le ho capite, ma il sunto, il fulcro del suo discorso credo perlomeno di averlo recepito, e mi ha colpito ciò che lei ha detto, quello che ha dichiarato, questo suo continuo esserci tra la gente, tra la popolazione, tra i sardi, questo suo continuo girare all'interno anche della nostra Regione e dei nostri paesi, la presenza anche nel più piccolo centro, e mi ha colpito molto il fatto che lei cercasse e cerchi comunque questa condivisione, questo forse senso di appartenenza che ci contraddistingue a noi sardi, e in tutto questo mi ha colpito favorevolmente, devo essere sincera, il suo discorso l'ho trovato davvero molto, come dire, come definirlo, molto umano, che dal punto di vista umano rispetto, condivido, dal punto di vista politico non lo condivido ma perché non ha dato risposte poi a quelle che sono le numerosissime richieste, domande che pervengono da questa parte politica e in questo caso dall'opposizione. E abbiamo concluso, poi il tempo si è concluso nella domanda che le ho posto, che è stata proprio: mi deve spiegare quella che è l'attinenza che c'è tra le due strade e la povertà che lei ha dichiarato e ha menzionato nel suo discorso, ma questo è successo, se non ricordo male, ieri dopo pranzo, saranno state le 16, 17 quando siamo intervenuti. Poi, non vedo il collega Tunis, però glielo riferiranno, poi però questo mistero si è svelato durante un'intervista che abbiamo condotto insieme al collega Tunis, perché in questi giorni non abbiamo fatto altro che partecipare un po', e io odio partecipare al gioco politico, però effettivamente opposizione e maggioranza "sì alla costruzione sulle coste, no alla cementificazione delle cose", per cui i ruoli, i giochi politici, ma è stato sempre dichiarato dalla sua parte politica che l'obiettivo di questa proposta di legge era assolutamente andare a salvaguardare due arterie importanti, quella della Sassari-Alghero e quella della Olbia-Arzachena, e io ho sempre dichiarato, a mio avviso, che non ci credo, perché è palese andando a leggere questa proposta, questa legge, che ci sia qualcos'altro sotto, ma abbiamo sempre ricevuto la vostra risposta in maniera negativa, e che il motivo principale è comunque cercare di far terminare finalmente la costruzione di queste due strade. Io qualche dubbio, devo essere sincera, lo avevo, ho detto, "ma magari sarò io che mi sto sbagliando", fino a ieri, fino a ieri alle 20, dove il giornalista ha contattato sia me che il collega Tunis, e abbiamo fatto un'intervista, tra l'altro eravamo anche in diretta su Videolina. Al che lì veramente mi si è schiarito il cielo, mi si è aperto un mondo, e ho detto, "allora non mi sbagliavo", perché la dichiarazione da parte del collega… veramente, è stato bellissimo, è stato eclatante, perché ho detto, "allora tutto quello che noi abbiamo affermato in questi giorni corrisponde a verità", perché il collega Tunisi ieri, in diretta sul Videolina, ha dichiarato che questa era una legge necessaria per ridare 60 mila posti di lavoro, e questa è la dichiarazione del collega della maggioranza, 60 mila posti di lavoro nel comparto edilizio. Al che ho detto: mah, forse mi sono sbagliata, forse la domanda non era in relazione a questa proposta di legge, la domanda è in relazione magari al Piano di sviluppo della Sardegna, che sarebbe stata la risposta necessaria, la risposta giusta, o magari era la domanda sul nuovo Piano urbanistico della Sardegna, e anche questo sarebbe stata assolutamente una risposta corretta, giusta, anche cercando di interpretare un po' quella che è stata la risposta. Ma lì si è svelato l'arcano, ho detto: bene, allora è stata l'ammissione, finalmente, da parte di chi sta governando in questo momento la Sardegna che questa proposta di legge, come abbiamo dichiarato diverse volte, come il Movimento 5 Stelle ha dichiarato diverse volte, era una banale balla, una bugia, una banale scusa, quindi dietro questa proposta l'intenzione, ma che è palese e ormai conosciuta da tutti, anche dai sassi, anche i bambini, l'hanno vista, è quella di permettere la fine…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD).Grazie, Presidente. L'articolo che stiamo discutendo in questo momento è il succo della legge, è la legge stessa, e io dico che ritengo inaccettabile il modo con cui si interviene sul Piano paesaggistico regionale, inaccettabile perché si utilizza uno strumento, che è quello della interpretazione autentica, che dovrebbe essere applicato in presenza di un evidente contenzioso interpretativo, che trova riscontro anche in sede giudiziaria sull'applicazione, sulle modalità con cui devono essere applicate le norme, quindi si applica su norme che non hanno adeguata chiarezza. Le norme che qui si vogliono interpretare sono assolutamente chiare, in quattordici anni non hanno causato nessun contenzioso interpretativo, e quindi già viene a decadere lo strumento che noi stiamo utilizzando, fermo restando che questo è uno strumento che, come è stato detto da qualcuno, dovrebbe essere utilizzato dall'Organo che emana la disposizione, e noi non siamo stati quelli che, come Consiglio regionale, hanno emanato il Piano paesaggistico regionale, quindi è una appropriazione indebita, se vogliamo, di un atto che non è propriamente consiliare. Per quanto riguarda il tema su cui stiamo intervenendo è copianificazione sì, copianificazione no. Allora, non c'è dubbio che l'interpretazione autentica sia che la copianificazione è prevista nel PPR, e che fino ad oggi nessuno ha contestato che dovesse essere fatta una copianificazione sugli ambiti costieri, sui beni identitari, sull'agro. Questo non significa che non si possa fare una modifica che tolga la copianificazione e porti, quindi, ad una autonomia dal punto di vista della pianificazione territoriale della Sardegna, ma questo va fatto con le norme che regolano le modifiche del PPR e con tutta quella serie di passaggi che sono necessari, soprattutto non si tratterebbe di una norma che ha valore retroattivo con il rischio evidente, evidenziato anche da alcuni colleghi che mi hanno preceduto, di rimettere in campo delle proposte che hanno un impatto devastante sulle coste, di lottizzazioni che sono state bloccate proprio grazie al PPR, e che con questa norma, che elimina i vincoli precedenti, rimetterebbe in campo e potrebbero essere riapprovate dalla Giunta. Noi non siamo contrari a una revisione del PPR, l'abbiamo detto, crediamo anzi che sia dovuta e necessaria. Siamo pronti ad una discussione per adottare norme innovative che seguano però gli iter previsti per la stesura e la modifica del PPR, che non può essere modificato con legge ordinaria, essendo uno strumento sovraordinato, e che abbiano efficacia, appunto, dal momento dell'adozione e non in forma retroattiva.

Avete sostenuto che alla base dell'interpretazione autentica ci sia la necessità, la volontà di salvare le due strade, la Sassari-Alghero e l'Olbia-Arzachena. Si tratta evidentemente di un falso perché si tratterebbe semplicemente di rivendicare quanto specificamente previsto nelle norme tecniche di attuazione del PPR, all'articolo 20, comma b), che esplicitano che "è esclusa dalle norme di tutela previste dal PPR ogni opera il cui procedimento di realizzazione, con riferimento alla data di approvazione del PPR, si trovi in uno stadio di avanzamento nel quale è in corso una procedura di VIA, nonché le opere si trovino in uno stadio avanzato, oltre che essere opere di preminente ed indiscusso interesse regionale e nazionale". Si tratta esattamente della condizione di queste due opere che oggi sono bloccate da un parere del Ministero, esattamente la condizione delle due strade in questione.

Abbiamo espresso la disponibilità di votare immediatamente i commi 3 e 4. che ripropongono questi argomenti, come interpretazione autentica evidentemente, rafforzando il significato di questi due commi, il 3 e il 4, ma siamo assolutamente contrari ad avallare ogni arbitraria revisione del Piano paesaggistico regionale che sia contrario alle regole per cui è anche facilmente ipotizzabile una impugnazione da parte del Governo. Ricordo che la strada per sbloccare le due strade è politica e consiste nella determinazione del Consiglio dei Ministri che supera il parere negativo del singolo Ministero e che è già iscritta all'ordine del giorno. Ecco, io spero che la Giunta abbia fatto i passi dovuti per sostenere questa posizione all'interno anche del Consiglio dei Ministri. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, gentile Assessore, se questa fosse solo una legge provvedimento, come più volte citato dai colleghi, non avrei dubbi sull'atteggiamento da tenere in quest'Aula, probabilmente sarebbe né più né meno quello tenuto durante l'approvazione dell'ultima legge provvedimento, quella che avrebbe dovuto modificare l'inquadramento degli operai di Forestas e che, come sappiamo, ha avuto più di un problema interpretativo, nonostante la relativa semplicità rispetto alle difficoltà di questa. In questo caso, invece, c'è il dubbio che non sia solo una legge provvedimento, cioè che il tema circoscritto e unico attorno al quale sembrerebbe, almeno nelle vostre dichiarazioni, costruita questa legge in realtà celi altro. La diffidenza, quindi, è nata ed è data dalla non comprensione e dalla non conoscenza, ed è per questo che ovviamente la poca chiarezza non può che generare fantasmi, quelli evocati dai colleghi, in particolare le lottizzazioni fantasma, quelle che da quindici anni sono state bloccate e che potrebbero, visto appunto la poca chiarezza del testo, rinascere e rivivere. C'è poi un tema che attiene alla tecnica normativa. Più volte abbiamo sollecitato l'urgenza, il fatto che questo Consiglio si doti di un ufficio legislativo, cioè si doti di nuovo di un ufficio legislativo in pieno organico e non composto da referendari che, com'è noto, hanno tutti due o tre incarichi, perché ormai la penuria di organico ha fatto sì che nessuno, di fatto, abbia più una sola mansione. Lo dico perché anche la tecnica normativa, il fare buone leggi, ci permetterebbe di dare un servizio migliore e di evitare delle difficoltà interpretative che, purtroppo, condizionano ormai l'applicazione di ogni legge regionale. In questo caso il testo si inserisce nell'elenco delle tante leggi yogurt, sono le leggi con la data di scadenza, la data di scadenza è quella dell'impugnazione del Governo. D'altronde riguardo all'ultima legge, quella di Forestas, si è parlato di un'impugnazione praticamente certa e questa certezza è data dagli stessi proponenti. In questo caso non c'è stata data la piena certezza, però a tutti noi è rimasto un ragionevole dubbio riguardo al fatto che tra due mesi questa legge potrebbe non esistere più. In questo caso però, rispetto alle altre leggi provvedimento, c'è una aggravante perché una strada non è l'attribuzione provvisoria di mansioni a un operaio forestale, non è l'attribuzione di incarico, magari dirigenziale, a un dipendente o a un esterno dell'amministrazione, sulla quale questo Consiglio regionale ha un'ampissima competenza, che è quella statutaria che dà modo di incidere profondamente nei temi organizzativi della nostra amministrazione, e non è fare una legge che rimarrà chiusa negli uffici dei nostri burocrati dell'Amministrazione regionale. In questo caso si parla di urbanistica e si parla della realizzazione di un'opera pubblica che richiederà anni di tempo e anni di tempo in cui, ovviamente, verrà sollevato ogni tipo di contenzioso in qualunque tribunale e in qualunque sede. Si va incontro, quindi, a un sicuro fiasco, questo per quello che riguarda la parte riguardante le strade, quella che è il motivo politico che ci porta oggi a discutere e che appunto secondo noi non ha niente a che vedere col motivo reale che sta portando l'Aula a discutere. Lo dico perché la forma utilizzata, quella dell'interpretazione autentica, è totalmente fuorviante, è la forma sbagliata. L'interpretazione autentica, lo hanno detto i colleghi, deve essere redatta dall'organo che l'ha emessa, cioè deve essere redatta, emessa o approvata dall'organo che ha emesso l'atto che si vuole interpretare, deve essere compatibile con uno dei significati evincibili dalla formulazione letterale (sentenza della Corte Costituzionale numero 170 del 2008), non può in alcun modo contraddire il significato letterale (sentenza numero 94 del 1995), può desumere, enucleare o escludere un qualche significato, ma non può legiferare ora per allora (sentenze numero 386 del 1996, 233 del 1998, 380 del 1990), non può intervenire sui giudizi in corso. Questo, Presidente, è estremamente importante. Ci sono diverse sentenze, l'ultima è la 209 del 2010, Tribunale amministrativo contro la provincia di Bolzano; in questo caso il Tribunale ha sollevato la questione di illegittimità costituzionale alla Corte costituzionale e la Corte ha stabilito, per l'ennesima volta, che non è possibile, essendoci già un giudizio in corso, tale e quale a quello che oggi è presente al tribunale amministrativo e che viene sollevato come caso scatenante dell'esigenza di questa legge, ecco non è assolutamente…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Grazie onorevole Agus, quindi possiamo passare alla votazione degli emendamenti.

Gli emendamenti numero 882, 884, 881 e 883, poiché risultano essere identici vengono posti in votazione in maniera unitaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole e nel contempo richiamare l'attenzione dell'Assessore, per riprendere il ragionamento che è stato fatto anche dal collega Lai e forse anche da qualche altro o altra collega. Assessore, lei è in buona fede presentando questo provvedimento, cioè io non vorrei pensare che la ratio di questo provvedimento sia quello di privilegiare alcuni a discapito di altri. No, l'interesse prioritario, le due arterie, quella che riguarda la Sassari-Alghero e la Olbia-Arzachena. Allora faccia un'opera meritevole in cui lei sarà ricordato nel tempo, che è quella, sì ai posteri, non solo per lo spiacevole episodio di ieri, ma perché lei porta all'attenzione di quest'Aula un provvedimento che riguarda quell'opera, quelle opere che sono prioritarie e strategiche per lo sviluppo della Sardegna. Basterebbe mettere a lavorare i suoi uffici e limitare questo provvedimento alle opere strategiche i cui procedimenti sono iniziati in precedenza rispetto all'entrata in vigore del PPR. E noi domani andremo nei nostri territori a lavorare e a rappresentare un buon lavoro che noi in quest'Aula abbiamo fatto per il futuro, per i nostri figli, quindi per i nostri padri che hanno difeso questo ambiente e che ci hanno restituito, e che noi restituiremo poi alle future generazioni. E lei sarà ricordato per un grande patriota…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, per esprimere il mio voto favorevole agli emendamenti che abbiamo proposto alla proposta di legge 153/A, io inviterei i colleghi, l'Assessore l'avrà sicuramente letto, e per quello credo che sia abbastanza scosso nel non condividerlo quello che è il testo dell'emendamento, considerato che fa parte un po' della sua risposta ai nostri interventi di ieri, e in qualche modo è la logica che abbiamo cercato di esprimere, dire, convincervi in queste, relativamente a cosa significa Piano paesaggistico regionale e devo dire che al di là del significato condivisibile anche da parte dell'Assessore, c'è l'idea di quello che è il modello di sviluppo che dobbiamo vedere per la nostra Sardegna. Come non si può in qualche modo condividere quello che scriviamo nell'emendamento, relativamente al preservare, tutelare e valorizzare il nostro territorio, proteggere il paesaggio, assicurare la salvaguardia del territorio. Io per cui mi meraviglierei se i colleghi della maggioranza non esprimessero un voto favorevole a questo emendamento, perché un vostro voto contrario ai principi che sono inseriti nell'emendamento numero 882 significherebbe prima di tutto sconfessare l'Assessore e la Giunta che nella replica e negli interventi, e nei momenti più delicati del primo anno di legislatura hanno sempre detto che mettere al centro dell'azione politica dello sviluppo del territorio, di quello che deve essere un modello anche economico e sociale di ripresa dei territori, c'è la difesa, proteggere e assicurare la salvaguardia del territorio. Per cui il voto favorevole di questo emendamento è il minimo che ci aspettiamo anche dai colleghi della maggioranza relativamente a un principio che sicuramente li vede più proiettati verso il futuro, che invece difendere una logica di guardare all'indietro, soprattutto quando parliamo di un modello di un piano di sviluppo che non appartiene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, non posso che ricollegarmi a quanto affermato testé dal collega Comandini, sarebbe assurdo se i nostri colleghi della maggioranza non diano seguito al nostro voto favorevole a questo emendamento, in quanto come hanno sempre dichiarato loro stanno governando per il bene della nostra Sardegna, e quindi proteggere e tutelare il paesaggio culturale-naturale e la biodiversità della nostra isola non può che essere un obiettivo primario del loro modus operandi. Anche perché questo è uno dei cardini alla base del PPR, che ricordo non è venuto fuori dal nulla come i funghi in autunno, ma è stato frutto di un lungo lavorio, di grandi e lunghe interlocuzioni tra esperti e portatori di interesse. Ricordo la Convenzione Europea del Paesaggio si è tenuta nel 2000 a Firenze, che praticamente aveva trovato un punto di sintesi tra i Paesi membri e aveva introdotto in qualche modo una novità non trascurabile nell'orientamento che la stessa Comunità europea dava a la Comunità e ai paesi membri, mettendo al centro la ricerca di processi di sviluppo e avanzamento della società, e questo quindi mettendo al centro lo sviluppo sostenibile, concetto che nel 2000 era molto più che futuristico, e concetto di sviluppo sostenibile che in questi giorni, in questi mesi, in queste settimane stiamo vivendo a pieno anche per quanto riguarda quello che è l'orientamento green del nostro Governo, e che sta anche mettendo tanti soldi per quanto riguarda il raggiungimento di questi obiettivi, individuando anche dei bonus importantissimi che porteranno anche ad uno sviluppo inevitabile della nostra economia. Ecco, mettere in dubbio la validità di quanto affermato in questo nostro emendamento vuol dire mettere in dubbio il senso stesso della vostra azione politica a maggioranza, quindi io sono certo che non potrete che dare un voto favorevole a questo emendamento perché altrimenti andreste contro le stesse verità che avete raccontato ai vostri elettori in campagna elettorale. Io sono certo non andrete incontro a una figura così barbina e quindi ci verrete dietro in questo emendamento, che è un po' la base di tutti gli altri che abbiamo argomentato per opporci a questa vostra norma che sicuramente non ci troverà mai favorevoli in un percorso che va al contrario di quello che noi vediamo come basilare per il futuro della nostra isola e per il bene dei nostri figli, e per l'amore che abbiamo per questa nostra splendida terra. Rendetevi conto che quello che stiamo dicendo non sono sicuramente parole al vento, ma son parole…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, per ribadire il mio voto favorevole all'emendamento numero 882 e insomma tutti gli emendamenti che avete deciso di accorpare perché uguali, o simili, per sottolineare l'importanza di questo emendamento che chiarisce e definisce tutta una serie di cose. Ma prima di entrare nel merito dell'emendamento, vorrei fare una proposta anche sulla base di quanto è stato espresso dai colleghi prima di me. A mio avviso la risoluzione per il problema, che dalle varie dichiarazioni e da quello che si è potuto comprendere è quello delle arterie di collegamento Sassari-Alghero, io penso che sia sufficiente effettuare una interpretazione autentica dell'articolo 20 del PPR, si potrebbe scrivere (quindi invito anche la maggioranza a farlo e a ritirare questo provvedimento) che la Sassari-Alghero costituisce un'infrastruttura determinante per realizzare lo sviluppo sostenibile del territorio, ai sensi dell'articolo 143, lettera h) del Codice dei beni culturali. Sarebbe sufficiente questo per dare anche una risposta concreta a quello che voi state cercando di portare a casa come risultato, e a quel punto si risolverebbe tutto questo problema che voi sostenete, senza dover toccare una norma di carattere generale come state cercando di fare, anche perché questo a noi lascia sempre pensare che la volontà sia per altro e non per la risoluzione dell'arteria. Per questo motivo noi appoggiamo questo emendamento, perché ribadisce l'importanza del Piano paesaggistico regionale che abbiamo in essere, l'importanza del valore dei nostri beni identitari, delle nostre coste e dell'agro, quali beni identitari da mettere al centro di uno sviluppo per la nostra Isola.

Quindi io sono davvero convinta che la risoluzione del problema legato al collegamento Sassari-Alghero e Arzachena-Olbia, che per voi è stata inserita all'interno di questa interpretazione autentica generale, possa essere risolto in una maniera differente. Questa è una strada, l'altra strada l'abbiamo detto venti volte in questi giorni è quella di aprire una interlocuzione ferma col Ministero, col Consiglio dei ministri e col Primo Ministro per poter risolvere immediatamente la questione….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Allora, iniziamo a illustrare i numerosi emendamenti che, nella dimostrazione nel pieno spirito costruttivo e propositivo della minoranza, abbiamo presentato.

Convengo con il collega Comandini che ha parlato prima di me, sarebbe impensabile che i colleghi di maggioranza non condividano anche una virgola di questo di questo emendamento, perché in buona sostanza questo emendamento contiene una visione, contiene degli argomenti su cui confrontarci, ed è questo che la minoranza ha sempre chiesto alla maggioranza: vogliamo confrontarci con voi e vi stiamo dando la possibilità, il tempo e il campo soprattutto all'interno del quale far sfociare ognuno le proprie idee e riuscire magari a raggiungere con una visione condivisa alla creazione di uno strumento così importante come il Piano paesaggistico regionale, perché di questo si tratta, che noi non vogliamo venga semplicemente scardinato, perché si lascia il terreno libero, un'autostrada per chi vuole costruire non si sa dove e non si sa come. L'incertezza, il vuoto che verrebbe a crearsi dopo l'approvazione di questa norma che genera in noi una tale avversione e che fa sì che noi in quest'Aula siamo a presentare tanti emendamenti, ma non per puro spirito sterile di ostruzionismo ma per un genuino spirito politico costruttivo e volto al confronto, vocato a fornire alla nostra Isola uno strumento all'interno del quale il nostro turismo, le nostre attività economiche possano effettivamente prosperare.

Mi rifaccio ancora al discorso di ieri dell'assessore Sanna dove si diceva che la gente ha fame e vuole mangiare: è vero, purtroppo ci troviamo nella situazione di grande crisi, ma il vostro atteggiamento non è mai stato fino ad oggi come quello di chi effettivamente vuole fornire una via d'uscita, un'alternativa e dei mezzi di sostentamento alle persone, anzi ricorda molto l'atteggiamento di quel personaggio storico che quando qualcuno gli disse "maestà, il popolo ha fame", disse "che mangino croissant", in questo caso anche mattoni, pietre, ghiaino e tutto quello che serve per tirare sui gli alberghi che andranno a deturpare le spiagge all'interno delle quali i turisti, che sono la nostra vera fonte di sostentamento e saranno la nostra vera fonte di sostentamento, non vorranno più venire, perché saranno piene di eco-mostri che le renderanno del tutto non appetibilia chiunque abbia un minimo interesse verso la Sardegna. Perché l'interesse che si ha verso la Sardegna, lo sappiamo tutti, è di natura squisitamente naturalistica, non per venire a godere dei grossi stabilimenti balneari, come una Riccione o una Cervia, ma per venire a godere delle nostre bellezze naturali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASSIMO ZEDDA (Progressisti). Nell'ambito della discussione, e in particolar modo per quanto riguarda gli emendamenti, il tema più generale è lo sviluppo, o almeno questo dovrebbe essere il tema portato alla nostra attenzione e da voi sostenuto con argomentazioni. Ora, la domanda è questa: in relazione allo sviluppo, le ultime vicende che hanno interessato la Sardegna, con tutte le questioni legate al turismo, su come abbiamo allontanato i turisti e come abbiamo raccontato che si sarebbe dovuti arrivare col passaporto sanitario, il dato che diffonde Federalberghi di un calo del 50 per cento, il dato di disoccupazione per le mancate assunzioni, e il dato invece del 40 per cento in più di flussi turistici in Puglia, è una cosa che ci dovrebbe far preoccupare, o no? Io temo che dovrebbe farci preoccupare seriamente, e dovremmo discutere di questo e non di una norma che, anche a volerla correggere con tanti emendamenti, rimarrebbe pur sempre una norma irrealizzabile. Vi dico anche un altro motivo del perché andrebbe tutelato l'ambiente. Vi ricordate quante volte noi solleviamo il problema, e anche le istituzioni della Regione sollevano il problema di tante realtà nel mondo che utilizzano le fotografie di tratti di costa della Sardegna per promuovere da un punto di vista turistico luoghi che non hanno niente a che fare con la Sardegna? Com'è che alcuni tour operator, albergatori della Grecia e di altre realtà del mondo usano foto di località nostre per promuovere quei luoghi? Non è che,siccome hanno costruito talmente tanto e ovunque, hanno la difficoltà a mostrare il mare senza che affianco ci sia per forza di cose cemento, e quindi devono prendere una località nostra in assenza della possibilità di mostrare loro una loro località senza cemento? Lo fanno in termini di promozione per se stessi appropriandosi di una foto nostra! E allora, avere una norma che rischia di pregiudicare quella bellezza che altri pubblicizzano e promuovono non è un elemento che forse può pregiudicare e arrecare un danno nei confronti della promozione turistica e della bellezza dei luoghi che possono attirare turisti, se è vero come è vero che quei luoghi così belli e incontaminati vengono copiati e vengono rubate le nostre foto?Questo è l'oggetto dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera di Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Assessore, riprendiamo? Abbiamo tutta la sera, forse tutta la notte, speriamo di riuscire a continuare il nostro discorso. Devo riprendere parlando di un emendamento che noi abbiamo presentato, poi ci sarà occasione nel corso della serata di continuare il nostro discorso, anche perché mi piacerebbe tanto sapere e conoscere quella che è la sua visione futuristica della nostra terra, della Sardegna, quella che è la sua visione del futuro dal punto di vista urbanistico del nostro territorio. Quindi, proprio con questo spirito, tenendo presente che noi assolutamente (forse si è capito) non siamo d'accordo su questa vostra proposta di legge, abbiamo presentato un emendamento. Dove abbiamo però proposto, quindi è un emendamento aggiuntivo, e provo a leggerle alcune parti di questo emendamento anche perché mi piacerebbe che su questo lei, magari in un'altra occasione, qua non lo può neanche fare anche perché non può neanche rispondere, conoscere quella che è la sua anche di opinione. Allora sempre nell'articolo 2 aggiungere un articolo 2 bis chiarimenti interpretativi di norme di pianificazione paesaggistica, quindi il piano paesaggistico regionale e il primo ambito omogeneo nasce appunto per la difesa dell'ambiente e questo è la caratteristica principale con il quale nasce il piano del territorio naturalmente nel nostro territorio della Sardegna e costituisce un moderno quadro legislativo che guida e coordina la pianificazione, lo sviluppo sostenibile dell'isola partendo dalle coste. Il piano paesaggistico persegue al fine di preservare, tutelare e valorizzare, tramandare alle generazioni future l'identità ambientale, storica, culturale e insediativa del territorio sardo. Allora proprio su questo mi soffermo e vorrei discutere con lei proprio il significato dell'identità ambientale, storico e culturale; allora io non so se lei è a conoscenza di quanto sono lunghe le nostre coste, è a conoscenza di quanto sono lunghe le nostre coste e sa perfettamente, mi collego un po' anche a quello che è il discorso del collega Zedda, e che molte volte la fotografia delle nostre coste, del nostro territorio, del nostro ambiente viene un po' utilizzato, Assessore, se lei però risponde al telefono e non mi ascolta non c'è dialogo tra le parti e quindi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S).Grazie Presidente, entriamo un po' nel vivo della discussione con gli emendamenti e naturalmente annuncio il mio voto favorevole sugli emendamenti 882, 883, 884 per ribadire l'importanza del PPR, cioè del Piano paesaggistico regionale. Le funzioni principali del PPR del Piano paesaggistico regionale sono quelle appunto di coordinare lo sviluppo sostenibile del territorio regionale in un rapporto equilibrato tra bisogni sociali, attività economica e ambiente al fine della regolazione delle attività umane, cioè è chiaro che questo è fondamentale, perché stiamo parlando appunto di sviluppo, stiamo parlando di sviluppo, quale sviluppo e quindi è veramente un tema fondamentale che non può essere trattato con superficialità ma va approfondito perché le scelte che compiamo oggi le vedremo nel futuro e il futuro poi si pagano le conseguenze di scelte errate, non ponderate, non condivise, non analizzate nel merito come è successo in Commissione dove non c'è stata l'opportunità di confrontarci o per i commissari che c'erano di confrontarci appunto con i tecnici del settore, ma non si parla solo di una questione di sviluppo che è principale, perché sappiamo che la Sardegna si dice sempre che è arretrata, ha problemi e quindi lo sviluppo è necessario, ma è anche un tema di bellezza, l'ho detto anche nel mio intervento precedente, anche sentito l'onorevole Caddeo, anche l'onorevole Zedda che l'hanno detto, è la bellezza, la bellezza di una costa, la bellezza di una spiaggia della Sardegna sono cose che non certo un palazzo rende le bellezze, ci son palazzi bellissimi, ma quello che ci toglie il fiato sono le bellezze del nostro ambiente e con questi emendamenti noi teniamo il punto, diciamo, che l'ambiente è il cardine di uno sviluppo che possa rappresentare al meglio la Sardegna. La Sardegna piace perché è selvaggia sotto certi aspetti e questo è un plus che noi dovremmo sfruttare e non abdicare a tutto questo. E con questo emendamento noi rafforziamo le nostre convinzioni e speriamo che la maggioranza recepisca questa nostra sensibilità, che sono sicuro che all'interno della maggioranza ci siano queste volontà e quindi riflettiamoci, leggetelo bene, leggeteli bene perché son diversi e cogliamo l'occasione appunto di porre l'attenzione su questi temi, che sono molto presenti tra i giovani che sentono fortemente questi temi proprio quasi di identità nel senso che per loro l'ambiente è qualcosa di unico di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, allora su questo emendamento vorrei soffermarmi soprattutto per quella parte che parla di Agro, mi sta particolarmente a cuore la campagna sarda e penso che indicare, aggiungere in legge che se ne prescrive un'edificabilità non normata, non ponderata sia fondamentale. Lo penso perché forse è sotto gli occhi di tutti quanti Paesi invece hanno sfruttato l'Agro costruendo una edilizia normale e poi naturalmente richiedendo da quel punto di vista giustamente tutti i servizi poi di urbanizzazione. E sarebbe veramente pericolosa questa deriva, soprattutto se pensiamo che invece ci sono moltissimi giovani che hanno voglia di imprendere nella campagna, voglia di sperimentare una agricoltura innovativa, moderna, tecnologicamente avanzata ma anche solo di sperimentare nuove culture, nuove possibilità di arricchire se stessi e la Sardegna. Penso ad esempio, faccio un po' di campanilismo, non so se vi è capitato in questi giorni di osservare nei social il fatto che a Sardara, nella campagna di Sardara, due giovani agricoltori hanno deciso di sperimentare la coltura del Girasole, tre ettari di girasoli, che sono meravigliosi da vedere, ma che sicuramente daranno a Sardara e a questi ragazzi la possibilità di introdurre una nuova coltura, significherà per qualcuno investire negli stessi termini in altre aree e questo porterà ad esempio a investire in un frantoio adatto alla spremitura dei semi di girasole, che invece attualmente non c'è. Ecco indicare, sottolineare l'importanza di condurre tutti noi a non approfittare di una legge che lascia alcuni varchi secondo me serve proprio a garantire ai nostri giovani ancora una volta e penso a tutti quei ragazzi che ne hanno la possibilità, perché magari sono figli di imprenditori o di agricoltori…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti).Grazie Presidente per annunciare il voto favorevole agli emendamenti in votazione per insomma continuare quello che dicevo prima. Io spero che ci possa essere un'interlocuzione da parte dell'Assessore che ci dica qualcosa rispetto a quello di cui parlavamo prima quando era qua vicino. La questione di questi emendamenti in realtà sono interessanti nella misura in cui specificano quello di cui parlavamo prima, ossia il fatto che indicando il sottrarre dalla competenza, diciamo della copianificazione, alcuni elementi indicati appunto nell'articolo citato, significa mettere evidentemente in discussione una serie di paletti che oggi garantiscono in qualche modo la tutela. Mi incuriosisce ma lo diremo poi dopo ci sono alcuni emendamenti che entrano un po' più nel dettaglio, la collega parlava di aree agricole, a me incuriosisce molto come il tema delle terre gravate da uso civico, che mi pare peraltro uno degli elementi fondamentali e che devo dire per molti anni ancora oggi attanagliano molte amministrazioni comunali in Sardegna nella difficoltà di rimettere in discussione alcune questioni che riguardano ad esempio lo spostamento dei diritti gravanti sulle terre civiche e su altre, questo è uno di quelli articoli che appunto viene stralciato dalla copianificazione, quindi dalla interlocuzione con il Ministero. Questo sicuramente è uno degli elementi più curiosi sui quali io chiedo nuovamente, se ci fosse la possibilità, di darci qualche spiegazione in più su come mai questa lettera a), che è quella che se non erro dovrebbe trattare dei limiti dei 300 metri dalla costa, dalla battigia, sia uno di quegli elementi che noi vogliamo svincolare non per interpretare evidentemente solo ed esclusivamente la questione della Sassari-Alghero e dell'altra arteria, ma che potrebbe dare luogo a delle criticità molto maggiori, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie, Presidente. Ho avuto modo privatamente di ringraziare il collega Li Gioi per il contributo fattivo dato dalla presentazione di questo emendamento, che in qualche modo costituisce un faro nel buio tenebroso di quest'Aula. Quando l'incipit dell'emendamento dice: "Il Piano paesaggistico regionale, primo ambito omogeneo, nasce per la difesa dell'ambiente e del territorio della Sardegna e costituisce un moderno quadro legislativo che guida e coordina la pianificazione dello sviluppo sostenibile dell'isola partendo dalle coste", mi sembra che l'onorevole Li Gioi ci abbia richiamato alla nobiltà del ruolo di legislatori e a quanto un legislatore accorto e attento può offrire come contributo allo sviluppo del suo territorio. Questo è ciò che noi riteniamo essere il compito di ciascuno di noi al quale vorremmo sommessamente richiamarvi, inserire in una norma e suggerire di inserire in una norma il principio dello sviluppo sostenibile potrebbe essere cosa banale, ma non lo, noi sappiamo quanto crediamo in questo che abbiamo scritto, e purtroppo siamo immersi in una società consumistica che vede, sì, lo sviluppo come priorità delle sue azioni, ma non quello sviluppo sostenibile che noi invece abbiamo a cuore, cara collega Orrù. Lei prima ha parlato correttamente di quella che è la sua visione di Sardegna, e io la condivido, come capisco che la condivida il collega Li Gioi, e posso affermare senza tema di smentita che la condivideva chi ha scritto e ha proposto il Piano paesaggistico regionale. Farlo passare oggi per uno che ha sbagliato e erroneamente ha inserito ciò che di più prezioso abbiamo in quest'isola è ingeneroso, oltre che falso. Allora, ritenevamo che il risultato fosse ottenuto, fosse portato a casa, a distanza di quindici anni vediamo che non è più così. Questo è il problema al quale vi richiamiamo, cari colleghi, onorevoli colleghi, vi chiediamo di stare sul pezzo, di capire che fare questa piccola modifica scardinerà non solo un testo legislativo, ma un principio al quale noi vi richiamiamo e per il quale vi invitiamo a combattere assieme a noi. Ma è una battaglia semplice, basta emendare il comma 1 e il comma 2, e lasciare in vita il comma 3 e il comma 4. Quindi, bene ha fatto il collega Li Gioi, grazie veramente, avrò modo di ringraziarla immagino…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie, signor Presidente. Io diffido la maggioranza dal votare come me, che voterò contro questo emendamento perché io non penso che sia giusto aggiungere a questa legge, ma semmai togliere. Come è stato detto giustamente da chi mi ha preceduto, soprattutto dal Gruppo Cinque Stelle, sembra scritto, questo emendamento, per avvantaggiare la maggioranza, cioè spingerla ancora di più nel solco che sta percorrendo. È sbagliato adoperare la legge per precisare l'interpretazione della legge nel momento in cui non c'è la necessità, e la necessità è ben descritta dalla giurisprudenza costituzionale, altri hanno già fatto la lezione sul tema, non c'è bisogno di ripetere. Invece, con questo emendamento si incoraggia, cari colleghi di Cinque Stelle, la maggioranza a percorrere questa via corredando però la loro opera con ulteriori ripetizioni della normativa già vigente che noi tal quale riportiamo nella legislazione regionale. Io non sono d'accordo con questo tipo di abuso della strumentazione legislativa, e quindi credo di poter da solo votare contro, mentre è giusto che la maggioranza e chi ha proposto questo emendamento voti a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento. Lo faccio perché voglio riprendere il ragionamento che ieri sera ha fatto l'assessore Sanna, ossia proviamo insieme a discutere, a ragionare, a costruire una proposta di Sardegna che sia imperniata sulle risposte, sui fatti, sul tema del lavoro, sul rilancio del mondo del lavoro. E voi mi direte: "Perché allora voti contro"? Voto contro perché credo che un'idea di sviluppo sostenibile, un'idea diversa rispetto a quella che volete mettere in campo - voto a favore dell'emendamento - un'idea diversa da quella che voi volete mettere in campo, un'idea che invece sia imperniata sul recupero delle abitazioni, sul recupero dei nostri centri storici e sul recupero del mare in Sardegna, così come diverse volte ha anche annunciato l'assessore Chessa in tutte le interviste, quando gli si chiede come volete promuovere la Sardegna nel resto del mondo, vendendo il nostro essere sardi, vendendo le nostre tradizioni, vendendo il nostro mondo architettonico, urbanistico, archeologico. Allora per questo io voto a favore di questo emendamento, proprio perché non si entri a gamba tesa a rovinare quei beni identitari che possono essere lo strumento per cui valorizzare la Sardegna, non si entra a gamba tesa sul nostro tessuto ambientale, sulle nostre coste, sul nostro agro. Io credo fortemente che per rilanciare la Sardegna si debba legare il comparto agricolo con il comparto turistico, ossia valorizzare l'agroalimentare, però per valorizzare l'agroalimentare bisogna adottare una politica agricola che sia all'altezza di questo nome, non una nuova ondata di cemento, non c'è bisogno di abitazioni nell'agro, c'è bisogno di coltivare quelle terre, di provare a recuperare quei prodotti primari per cui siamo conosciuti in tutto il mondo. E per questo allora credo stiate sbagliando, stiate andando a creare più disoccupazione, perché al di là di un cantiere, che poi stiamo parlando di un cantiere che possa durare più o meno di un mese o due, poi voi state creando false aspettative nel mondo occupazionale della Sardegna. Io credo fortemente che il turismo si basi anche sull'agroalimentare, ed è per questo che uno dei primi motivi al mondo per cui un turista si sposta è proprio il mangiar bene. Però, se voi invertite la rotta e invece che il mangiar bene ci volete mettere cemento non portate più turisti, li allontanate da questa terra, perché quello che ci contraddistingue per essere unici al mondo lo perdiamo proprio perché volete andare a modificare quel tessuto urbanistico dei nostri centri, delle nostre coste, dei nostri agri. Ripensateci, avete un momento per ripensarci, e continuo a dire che c'è il modo per salvaguardare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, io volevo chiedere, come mai non sta alternando gli interventi, opposizione e maggioranza e maggioranza e opposizione? Io credo, se fosse vero quello che ci avete detto e che non ci ha detto ieri l'assessore Sanna nel suo intervento da pastore errante in sardo, sarebbe stato sufficiente quello che ha detto l'onorevole Orrù, interpretazione autentica dell'articolo 20 del PPR, e avremmo votato, ce ne saremo andati tutti a casa e non avremmo vissuto questi momenti quasi oziosi in Aula, e chissà ancora per quanto tempo. Lei, onorevole Sanna, quando si insediò mi ricordo bene che disse che avrebbe fatto del suo Assessorato un luogo da dove sarebbero partiti, in maniera forte e determinata, principi che avrebbero sancito, in maniera definitiva, la perequazione e l'equiparazione dei cittadini dei territori della Sardegna. Questa legge, che non è una legge ma una sorta di provare a dare un'interpretazione autentica, quindi non compito del Consiglio regionale, di una norma votata dalla Giunta regionale, credo che non possa andare in questa direzione. Io voterei contro questi emendamenti, se lei davvero oggi facesse un intervento per convincerci invece che questa legge vuole andare davvero in quella direzione, e lo può fare, magari in italiano così non si sentirà male dopo, però davvero ci potrà convincere della sua buonafede, perché io sono convintissimo che le sia in buonafede, però il riverbero che potrà arrivare dall'esito di questa proposta non sarà sicuramente quello che i nostri concittadini si aspettano. Lei ha detto che va spesso nei piccoli paesi a parlare con tutti, e questo è vero, ma non credo che in nessuno dei piccoli paesi le abbiano chiesto di fare una legge del genere, e lei sa benissimo che è così perché sicuramente le hanno chiesto di fare altro, di dare risposta a quelle che sono emergenze più urgenti, in questo momento più che mai e delle nostre comunità, e quindi ieri ho detto che poteva essere la giornata del ripensamento, non lo è stato ieri potrebbe esserlo oggi, io sono sempre per l'ottimismo della volontà e quindi credo ancora che si possa arrivare a una determinazione, che in maniera se non unitaria, ma almeno amichevole, ci possa vedere esitare una norma che non sia…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD).Grazie. Intanto per esprimere il voto favorevole a questo emendamento che contiene i principi base che regolano il Piano paesaggistico regionale, che sono alla base degli interventi che devono tutelare innanzitutto il territorio, che vengono riportati qua, preservare, tutelare e valorizzare tramandare alle generazioni future l'identità ambientale, storica, culturale e insediativa del territorio sardo, proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale della relativa biodiversità, assicurare la salvaguardia del territorio e promuoverne forme di sviluppo sostenibile al fine di conservarne e migliorarne le qualità. Ecco, io credo che sulla base di questi principi noi ci possiamo trovare d'accordo per formulare qualsiasi tipo di azione, di legge urbanistica, di intervento a tutela del territorio, e quindi credo che questo sia un emendamento che tra l'altro contiene un'interpretazione autentica, quella che servirebbe per sbloccare le strade e che viene contenuta con richiamo alle norme tecniche di attuazione, laddove si dice che il divieto di realizzazione di nuove strade extra urbane di dimensioni superiori alle due corsie, contenute nell'articolo 20, comma 1, lettera b), punto 1 delle norme tecniche di attuazione al Piano paesaggistico regionale deve intendersi applicabile solamente alle infrastrutture viarie la cui programmazione sia venuta successivamente alla data di approvazione del PPR, devono invece intendersi consentiti tutti gli interventi per i quali con riferimento alla data di approvazione del PPR era stata già avviata la procedura di valutazione di impatto ambientale presso il Ministero dell'ambiente, nonché le opere che a tale data si trovassero ad uno stadio più avanzato. Sono inoltre sempre consentite le varianti di tali opere purché le caratteristiche generali e identificative non siano mutate o che si dovessero rendere necessarie per l'adeguamento a norme sopravvenute anche nel caso in cui le stesse comportino modifiche sostanziali al tracciato planoaltimetrico o alla sezione dell'infrastruttura stradale. L'asse viario Alghero-Sassari è di preminente interesse statale e regionale, in quanto costituisce una infrastruttura determinante per assicurare lo sviluppo sostenibile del territorio. Questo è quello che dobbiamo rivendicare per garantire la realizzazione delle due strade, non serve a nulla intervenire sui vincoli che riguardano l'agro, i beni identitari, che riguardano le aree costiere, questo è una forzatura evidente che state mettendo in campo e su cui noi non vi possiamo seguire. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD).Grazie, Presidente. Il fatto che appoggiamo chiaramente, senza esitazioni, andando a votare a favore un emendamento presentato dal collega Li Gioi la dice lunga e chiara sul fatto che ci sia una minoranza unita, che si permette oggi, ad un anno e più dall'insediamento di questo Governo regionale, di questo Consiglio, di riprendere lo spirito di allora, e cioè di dare i giusti consigli e quindi di richiamare tutti a un dovere condiviso. Quale? Lo spirito di questo emendamento, come testé ha ricordato il mio Capogruppo, consiste nel richiamo alla necessità di preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future. Non lo dico io oggi, l'hanno detto altri prima e meglio di me, i beni ambientali che abbiamo, naturali, paesaggistici, non sono un'eredità dei nostri padri, sono un qualcosa che abbiamo in prestito dai nostri figli, e noi questo ve lo vogliamo ricordare al di fuori dai luoghi comuni e dalla facile retorica. Intervenire oggi in questo modo, in maniera sconsiderata, da corsari dell'ultima ora, come ho detto ieri sera, è un fatto direi politicamente inadeguato e anche immorale nel momento in cui si sottovaluta quanto noi oggi stiamo richiamando alla vostra attenzione, ma lo dico anche perché ci sono esperienze virtuose, buone pratiche che dicono che il PPR funziona, lo si è detto ieri, e laddove funziona non c'è la destra e la sinistra, il PPR ha funzionato a Orosei, in Baronia, ha funzionato a Sassari, in una realtà metropolitana, il PPR ha funzionato ad Elmas, nei pressi di un'area metropolitana, e ha funzionato, mi sia consentito dirlo, nella mia bella realtà ogliastrina di Baunei, dove abbiamo un potenziale insediativo su zona F notevole grazie a uno sviluppo costiero che consiste in una bellezza paesaggistica inestimabile, sulla quale prima altri si sono soffermati. Chiudo dicendo questo, senza abusare appunto di facili retoriche, io credo che il PPR abbia un suo valore, perché credo nell'urbanistica, qualcuno ha anche detto che persino l'Inferno di Dante ha un disegno urbanistico, io non credo che il PPR sia la Divina commedia, ma non voglio nemmeno che la Sardegna sia un inferno ma che rimanga quel paradiso che abbiamo il dovere, tutti, nessuno escluso, di salvaguardare. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti).Grazie, Presidente. La capacità dimostrata nell'elaborazione di questo emendamento dal collega Li Gioi, che guarda al futuro, Assessore, il collega Li Gioi che proviene dallo stesso territorio, dove lei più volte… la stessa area geografica della nostra Sardegna, quel territorio che diventerà probabilmente, quando lei presenterà la proposta di riforma degli enti locali, quindi sarà magari provincia autonoma, che è quella della Gallura, con questo emendamento il collega Li Gioi rafforza quei concetti di tutelare quel paesaggio incontaminato, che noi tutti apprezziamo, che è quello della Gallura, ma va oltre anche, perché guarda anche a quei territori marginali, perché così come in tutta la Sardegna anche in Gallura abbiamo dei territori marginali e rurali, quindi guarda al recupero di quel tessuto abitativo che è presente nel nostro agro, nell'agro della Gallura così come nell'agro di tutta la Sardegna, e allora esprime in questo emendamento i concetti che sono già espressi nel PPR, ma con questo emendamento intende rafforzare quei concetti e allora la capacità di questo Consiglio di cogliere l'opportunità e il lavoro che ha fatto il nostro collega Li Gioi, tenendo conto che questo emendamento può essere anche uno strumento che può essere utile per una vera riforma e pianificazione urbanistica che guarda al futuro della nostra isola, quindi io inviterei i colleghi dell'Aula probabilmente a rileggere questo emendamento che potrebbe essere veramente utile per il futuro della nostra Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 882, 884, 881 e 883.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

STEFANO TUNIS (MISTO) Per dichiarare il voto contrario a questo emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 882, 884, 881 e 883, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento 672.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Perché chiediamo la soppressione dell'articolo 2? Perché l'articolo 2 al suo interno prevede, per quanto riguarda gli elementi della copianificazione, uno stravolgimento dei criteri che fino ad oggi avevamo adottato, ma non solo. Quello che voi sostenete nell'articolo 2 è, alla fin fine, il recepimento di una sentenza della Corte costituzionale, proprio questa che trattava di zone umide, ma proprio delle zone umide non si trova traccia nell'ambito del testo dell'articolo 2. Successivamente voi parlate nell'articolo 2 delle strade. Bene, se la Sassari-Alghero avesse già una valutazione di impatto ambientale in corso di fatto rientrerebbe già nell'ambito del contenuto dell'articolo 20, comma 1, lettera b), punto 1 delle norme tecniche di attuazione, che recitano: "non è comunque ammessa la realizzazione di nuove strade extra urbane di dimensioni superiori alle due corsie". Il primo periodo delle norme tecniche di attuazione, comma e articolo citato in precedenza, parrebbero escludere la possibilità di realizzazione della strada a quattro corsie. Leggendo con attenzione l'articolo si evince però che le vostre affermazioni sono negate dall'articolo stesso, e cioè "fatte salve quelle di preminente interesse statale e regionale per le quali sia in corso la procedura di valutazione di impatto ambientale presso il Ministero dell'ambiente, autorizzata dalla Giunta regionale". Delle due l'una: o manca la dichiarazione di interesse statale e regionale, o manca la procedura di valutazione d'impatto ambientale in corso, oppure la Sassari-Alghero rientrerebbe già nel contenuto e nelle possibilità date dall'articolo 20, comma 1, lettera b), punto 1 delle norme tecniche di attuazione. Se l'iter della Sassari-Alghero richiede addirittura un intervento del Consiglio dei Ministri è verosimile pensare che la Sassari-Alghero non ricada nella casistica già compresa e definita in modo molto chiaro dalle norme tecniche d'attuazione, quindi dichiarare con l'articolo 2 che la Sassari-Alghero ricade nell'ambito delle…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. L'emendamento è un soppressivo totale. Visto la scelta, secondo me ottima, da parte della Commissione che a tarda notte, dieci giorni fa, ha deciso a maggioranza, anzi all'unanimità, di stralciare la parte del testo inizialmente presentato riguardante il Piano casa, questo articolo avrebbe come effetto il permettere poi una discussione solo dell'articolo riguardante l'entrata in vigore. Ovviamente in caso di approvazione di questo emendamento, cosa che noi auspichiamo, sarebbe forse necessario e doveroso ragionare magari su opportuni emendamenti orali che potessero far rivivere alcune parti di questo articolo su cui si potrebbe ragionare. I commi 3 e 4, lo hanno detto più volte i colleghi, qualora fossero approvati, dopo opportune modifiche, non sarebbero né più né meno che delle leggi provvedimento circoscritte alla sola strada al centro della relazione di maggioranza. Come ho spiegato anche nell'intervento precedente non penso che sia questo il reale oggetto del contendere e non penso nemmeno che questo sia un buon legiferare. Per le tematiche enunciate poco fa l'orientamento ormai conclamato della Corte Costituzionale fa pensare che quelle strade non saranno rese possibile da questa legge, si creerà invece nuova incertezza. Tra l'altro già nel dialogo, nello scontro forse, perché è meglio parlare di scontro, tra le burocrazie regionali da una parte e del MiBAC dall'altra, è emerso come questa complicazione, questa poca chiarezza delle norme regionali e delle normative statali non ha giocato a nostro favore, anzi è stata l'arma attraverso la quale il Ministero ha sempre cercato di stoppare e di bloccare ogni cosa, anche le cose che avrebbero un un risvolto positivo nell'interesse di tutti e non soltanto di alcuni. Quindi io consiglio alla Giunta di fare tutt'altro e di iniziare, di continuare le interlocuzioni col Ministero che anche in questi giorni potrebbero portare a un risultato sicuramente più duraturo rispetto al fuoco di paglia rappresentato da una norma destinata ad avere una scadenza ancora più breve rispetto a quella degli yogurt che si possono comprare al supermercato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, voterò a favore dell'emendamento soppressivo totale. E provando a riprendere il ragionamento precedente sul modello di sviluppo, cito naturalmente, l'ho detto nel ragionamento iniziale, Enrico Berlinguer, nel 1973 Enrico Berlinguer faceva questo ragionamento: "L'Italia è forse il Paese del mondo capitalistico europeo più colpito e minacciato dallo sconvolgimento in atto, in quanto è fallito un modello di sviluppo che è stato fra i più fragili e distorti dell'intero mondo capitalistico, bassi salari, abbandono della difesa del suolo, devastazione delle città per mere speculazioni edilizie, ma la crisi viene vista come una grande occasione per avviare un processo di trasformazione e di rinnovamento della nostra società, una trasformazione profonda dei modi dello sviluppo economico sociale e civile del Paese e della stessa struttura della produzione e dei consumi". Immaginatevi che nel 1973 Enrico Berlinguer parlava di speculazione edilizia, se fosse vissuto fino al 1990 con la cementificazione selvaggia, oppure nel mondo odierno, nell'attualità d'oggi, probabilmente tutto quello che aveva definito speculazione nel 1973 oggi l'avrebbe sicuramente appellata con aggettivi decisamente più pesanti. Però la riflessione che voglio provare a fare è questa: noi stiamo vivendo forse una delle peggiori crisi, non solo sanitaria, l'abbiamo già detto tante volte, ma economiche nel nostro Paese e nella nostra terra, e questo ci dovrebbe imporre un ragionamento sul cambio di visione della nostra Sardegna, di visione del modello di sviluppo, di un modello di sviluppo che non si basa più sulla speculazione, sullo sfruttamento, sui bassi salari, sul fatto di aumentare le divisioni tra chi ha risorse e chi non ne ha. Ma dovrebbe pensare ad una società imperniata sul noi, su un ragionamento più collettivo, sulla tutela dell'ambiente, su ragionamenti che si basano sul miglioramento delle condizioni urbanistiche dei nostri centri, non su un tentativo di tornare al passato, un passato che già ci ha dimostrato che quel modello di sviluppo era fallimentare, che quel modello di sviluppo era passato, obsoleto. Allora il ragionamento che vogliamo provare a portare all'interno di quest'Aula è che per creare lavoro, per creare occupazione, per creare uguaglianza serve un modello di sviluppo totalmente diverso, un modello che parta dalla salvaguardia dell'ambiente, parta dalla salvaguardia delle coste, passa dalla valorizzazione dell'agro, non dalla costruzione nell'agro. Perché anche in questo frangente le speculazioni nelle costruzioni nell'agro si hanno, lo sappiamo tutti, le conosciamo, le abbiamo superate e ora…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Ho visto che c'è l'Assessore Biancareddu e mi è venuto in mente di chiedergli cosa vorrà fare la Regione Sardegna rispetto al nuovo Piano previsto per l'istruzione in Sardegna, soprattutto per le scuole dell'infanzia e le scuole elementari, che riguardano soprattutto i piccoli paesi, perché a noi dirigenti da sindaci ci stanno già chiedendo se saremo in grado di mettere a disposizione delle strutture per poter creare un sistema non a rischio, e quindi stiamo dando delle risposte che comunque non sono delle risposte certe, perché chiaramente strutture, scuole dismesse da anni, come capita in moltissimi piccoli paesi, hanno necessità di risorse importanti per poter essere messe a norma. Però l'assessore Sanna non mi ha risposto rispetto a quello che io ho detto, io sono sempre disponibile a votare contro questi emendamenti, soprattutto rispetto a questi soppressivi parziali, se mi convince che la legge che lui ha proposto vuole andare nella direzione che lui, in buona fede, intende farci digerire. Io credo che possa farlo, io mi ricordo in altre occasioni che anche sugli emendamenti gli assessori intervenivano e interloquivano continuamente con i proponenti gli emendamenti, e molte volte si riusciva a trovare anche una soluzione transattiva e si trovava anche l'accordo. E io credo che prima di stanotte l'Assessore ci onorerà di farci sentire un suo pensiero almeno su qualcuno di questi emendamenti, visto che sono tantissimi. Io pensavo nel leggere quei commi che noi vorremmo fossero stralciati che la natura molte volte si è ripresa quello che l'uomo con tanta dabbenaggine gli ha tolto, e credo che noi su questo dovremmo indugiare un attimino, questo ci dovrebbe indurre seriamente ad una riflessione, perché qualcuno diceva prima che tutte le foto che promuovono la nostra isola, se dovesse essere approvata così questa legge di interpretazione autentica, metterebbe un po' a disagio quelli che sono i promoter turistici, perché dovrebbero cambiare tutte le location che sino ad ora loro hanno promosso, mediaticamente soprattutto. Quindi già a partire da questa che sembrerebbe una constatazione così frivola, dovrebbe davvero indurci a pensare ma vogliamo davvero cambiare quello che il buon signore ci ha regalato…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Ecco, ecco questo è un emendamento fatto bene perché prevede la soppressione totale di un articolo sbagliato, che non aiuta la qualità dei lavori di questo Consiglio e quindi va sicuramente votato, da questo punto di vista la maggioranza deve riflettere sul fatto che è ancora in tempo per ritirare il provvedimento. L'Assessore riunisce un attimo la maggioranza e, ravvedendosi, capisce che l'Amministrazione è perfettamente in grado di procedere a portare avanti queste utilissime infrastrutture senza stravolgere l'ordinamento e senza tentare interpretazioni che sono intanto acrobatiche, non so se questo salto sull'ordinamento vi riuscirà o cadrete mentre state saltando, e poi del tutto inutili, perché vi limitate o a ribadire nel testo norme che sono già nell'ordinamento, oppure a tentare di stiracchiare queste norme per salvare il salvabile, anche ciò che non interessa il pubblico, o meglio che non fa parte del pubblico interesse salvare. Vi interessa l'opera, agite presso l'Amministrazione perché l'Amministrazione faccia l'opera, nell'ordinamento che c'è, nel rispetto delle leggi che ci sono, che sono in questa materia ambientale, a me non piace chiamarla urbanistica, perché io non sono sicuro che l'urbanistica esista, però nella materia ambientale c'è un ordinamento talmente stratificato e complesso che è veramente difficile che voi col vostro volontarismo patriottico riusciate a scalfire questo sistema, non ve lo fanno fare, e non perché sia parte del credo religioso della becera e bieca sinistra sarda, questo non è sufficiente a bloccarvi, invece è perché partendo dal 1939, quindi un periodo che ricorderete con piacere, da quel momento in Italia si è iniziato a verificare il fatto che il paesaggio, i beni storici artistici, e tutto ciò che riguarda l'ambiente è importante e fondamentale, tanto che abbiamo già dal 48 una protezione costituzionale. Voi volete andare a picconare là e non ci riuscite. Se è una legge manifesto è uno spreco di forze, cioè mettete i manifesti e dite che voi volete invece fare delle grandi infrastrutture, vabbe' questo comunque già lo fate, in effetti è un consiglio stupido, lo ritiro, però cercare di fare i manifesti con le leggi è sbagliato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, per sottolineare il mio voto favorevole all'emendamento e per chiaramente ribadire quando è stato espresso dai colleghi prima di me, ovvero la bocciatura totale di questo articolo, l'articolo 2 di interpretazione autentica del PPR. Perché? Noi l'abbiamo ripetuto mille volte, però effettivamente io continuo a domandarmi perché non ci ho dormito la notte, nel senso che a un certo punto ho detto, l'interpretazione autentica è qualcosa che dovrebbe interpretare la volontà di chi ha scritto qualcos'altro, però questa volontà continua a me ad essere chiarissima, in tutti gli atti che compongono la costruzione del Piano paesaggistico regionale, compresa quella delibera di Giunta del 2016 in cui vengono espresse diverse volte le fasi che hanno portato all'approvazione del Piano paesaggistico regionale, comprese tutte le interlocuzioni avvenute tra il Ministero e la Regione con l'allora Ufficio del Piano. Io anche in Commissione ho posto una domanda a cui ho avuto una risposta negativa, ma effettivamente questa risposta mi sembra un po' strano che possa essere negativa: esisteva un Ufficio del Piano, la delibera parla di diverse interlocuzioni, di diversi atti di co-pianificazione (che vengono definiti proprio nella delibera di co-pianificazione) sia con tutti i Comuni che con il Ministero, io ho chiesto di avere questa documentazione e mi è stato detto che questa documentazione non esiste, ma io son convinta che se si va in Regione all'ufficio preposto si possano trovare in qualche cassetto, da qualche parte all'Ufficio del Piano tutti gli atti, anche perché se controlliamo bene il Piano paesaggistico regionale, nel suo mosaico, all'interno di quelli che sono i tasselli puntuali di analisi del territorio, è chiaro che c'è tutta una documentazione che noi non possiamo esserci inventati come Regione, perché avremmo dovuto investire risorse e soprattutto tempo, più di cinque anni, per poter comporre un Piano paesaggistico così dettagliato come quello che abbiamo costituito per il primo ambito omogeneo del Piano paesaggistico, zone costiere. Quindi mi domando: sicuramente tutta questa documentazione esiste, nonostante la dottoressa Lai e l'Assessore mi abbiano detto che non esiste, e quindi continuo a domandarmi che cosa….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Con questo emendamento si propone a quest'Aula di sopprimere l'articolo 2, in realtà questo emendamento è utile perché nell'eventuale approvazione rimarrebbe l'unico articolo che a mio parere è legittimo e merita l'approvazione, cioè all'entrata in vigore tutto il lavoro di co-pianificazione, di concertazione che è stato fatto in fase di approvazione del PPR è assolutamente documentato, onorevole Orrù, quindi è vero che in Commissione non sono stati prodotti gli atti di quel lavoro ma la sintesi di quelle procedure sono assolutamente reperibili e hanno anche delle date di incontri nei territori, nelle province che sono stati fatti a suo tempo e che hanno portato poi all'approvazione del Piano paesaggistico. Il titolo di quel documento è "la cooperazione tra amministrazioni pubbliche", e uno dei primi atti è proprio la concertazione con l'ANCI, quindi con l'associazione dei Comuni della Sardegna, in relazione appunto alla pianificazione urbanistica, paesaggistica e identitaria del nostro territorio. Regione: "…sono state numerose quelle tese ad instaurare la cooperazione tra le amministrazioni pubbliche - Stato, Regione, Provincie e Comuni - orientate alla migliore tutela e valorizzazione gestionale del paesaggio". Si riepilogano le tappe di quel percorso, cioè quel percorso che oggi l'Assessore agli enti locali a parole dice direcarsi quotidianamente in diversi territori della nostra Isola ma che non vengono documentati con verbali e quindi con dichiarazioni di quelli che sono gli attori, i portatori di interesse dei nostri territori, i nostri concittadini e le nostre concittadine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Prima di tutto dichiaro subito che sono a favore di questo emendamento soppressivo totale. La mia collega non ha dormito la notte con il pensiero della interpretazione autentica di questa norma, io invece non ho dormito la notte con un altro pensiero, il piano di sviluppo che il nostro Assessore ha in mentre per la Sardegna, e che mi incuriosisce a questo punto perché davvero da quando abbiamo iniziato questa legislatura, da quando abbiamo ascoltato anche le linee programmatiche che sono state esposte dal governatore che governa la nostra Regione,abbiamo ascoltato e sentito sempre questa volontà di cercare di ridare dignità al territorio, soprattutto nelle zone interne della nostra Regione, ed è proprio su questo che a me piacerebbe ascoltare quello che è il piano di sviluppo. Perché se davvero si ha l'intenzione di ridare dignità al nostro territorio nelle zone interne, nei paesi interni, e magari nelle zone e nei paesi più piccoli dove l'Assessore va spesso a fare le passeggiate e dove va anche ad ascoltare i cittadini, i compaesani del territorio sardo, mi piacerebbe sapere che cosa c'entrano poi le coste. Se si ha la volontà di ridare dignità al territorio, e soprattutto alle zone interne del nostro territorio, perché dare invece la possibilità della costruzione sulle coste? Perché succede questo? Allora io credo che il piano di sviluppo del nostro territorio evidentemente, o non l'ha capito bene l'assessore Sanna oppure non è stato in grado di spiegarcelo bene, o magari non l'abbiamo recepito bene neanche noi, perché se davvero si ha l'intenzione di ridare dignità all'interno del nostro territorio, io credo che il piano di sviluppo debba assolutamente comprendere i paesi più interni del nostro territorio e non nei paesi magari posti sulle coste della Sardegna. E quindi con questo articolo noi aiutiamo il consumo….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S).Per annunciare, come fatto in precedenza dai colleghi che sono intervenuti, il mio voto favorevole per questo emendamento numero 672 che è stato presentato dalla collega Orrù. Credo che lo spirito di questo emendamento non sia quello di affossare la legge ma di far ragionare la maggioranza per rivedere questa impostazione e aprire veramente un dibattito costruttivo e ampio sul tema dell'ambiente, del governo del territorio, perché, come è stato detto più volte in queste ore e anche ieri, il Piano paesaggistico ha necessità sicuramente di essere rivisto, come tutti anche i migliori strumenti passa il tempo enecessitano di una revisione, quindi va aggiornato, migliorato, approfondito, cioè tutte quelle analisi necessarie affinché si possa costituire tutti insieme in maniera partecipata un modello che sia vincente, che sia futuristico, ambizioso per la Sardegna. Quindi il Piano infatti è un elemento di conoscenza e tutela e valorizzazioni del territorio ecco questi sono i temi che dobbiamo sottolineare e quindi come abbiamo detto è uno strumento di sviluppo per la Sardegna, che poi come mi sembra che anche un altro collega poco fa ha detto, potrebbe essere anche uno strumento per aiutare i Comuni, sappiamo le difficoltà nell'adeguamento, aiutare i Comuni appunto nei processi di pianificazione territoriale, ambientale, paesaggistico, urbanistico, edilizie, per l'edilizia insomma. Quindi è fondamentale che questo emendamento passi, proprio perché così tutti insieme iniziamo a fare un vero dibattito sul tema dell'ambiente, sul tema del governo del territorio; è necessario assolutamente e non dobbiamo appunto perdere tempo in discussioni che secondo me diventano sterili. Cerchiamo di essere tutti costruttivi e analizzare necessariamente le vere problematiche perché se a noi sta a cuore la Sardegna dobbiamo dargli quello sviluppo necessario, perché la bellezza attira sempre i turisti, non è un albergo sulla costa. È la bellezza che porta le persone, la curiosità e la voglia di scoprire appunto le nostre coste. Quindi per questo è necessario ragionare su questi temi e non appunto…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente, io prima di tutto dico che ho dormito stanotte non ho pensato alla propria la proposta di legge e neanche agli emendamenti e ho dormito anche molto bene, perché ero sicuro in qualche modo prevedevo cosa sarebbe successo oggi e cosa succederà domani. Comunico ugualmente subito, cara collega Orrù, che voterò contro l'emendamento! Voterò contro l'emendamento! Voterò contro l'emendamento perché, cara collega Orrù, non c'è nulla da fare, questi hanno deciso come andare avanti, noi possiamo chiedere dieci volte di sospendere o di sopprimere o di andare avanti, loro hanno già deciso che vogliono approvare questa proposta di legge. E io a questo punto è meglio che i sardi, non solo noi che siamo in quest'Aula, abbiano ben chiaro che loro l'articolo 2 lo vogliono mantenere, è giusto che lo mantengano, devono lasciare le impronte digitali su quello che stanno facendo e noi non dobbiamo aiutarli a capire, guai se noi dobbiamo aiutarli a capire. Noi non vogliamo che voi capiate non lo vogliamo, voi dovete continuare ad andare avanti così, mantenere l'articolo 2, essere consapevoli e responsabili di quello che state facendo, per cui, cara collega Orrù, io voto contro. Non vorrei che mentre io ho dormito lei è rimasta sveglia e loro probabilmente hanno vagheggiato nella notte, votino a favore dell'emendamento, perché non vorrei che in qualche modo noi li abbiamo convinti a votare e ci troviamo che votano a favore dell'emendamento. Per cui cari colleghi io voto contro, sono convinto che voi l'emendamento dovete votarlo, per cui cara collega Orrù io mi trovo in questa situazione, non voglio dare una mano a loro che possono in qualche modo capire del danno che stanno facendo alla Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti).Grazie Presidente, allora io innanzitutto voglio ringraziare l'onorevole Orrù per averci convinto a sottoscrivere questo emendamento, perché eravamo orientati invece a fare emendamenti modificativi che migliorassero la legge, che portassero il nostro contributo. Evidentemente la collega Orrù è meno ottimista di me, che comunque continuo, Assessore, continuo invece a credere che ci sarà un ripensamento, magari in zona Cesarini, ma ci sarà e sono anche meno cinica dell'onorevole Comandini che vorrebbe a questo punto, non crede più nei miracoli, ma invece bisogna crederci. Mi dispiace che non sia presente l'onorevole Giagoni in questo momento, perché quando in Commissione abbiamo discusso gli emendamenti e li abbiamo veramente approfonditi, io ricordo di aver fatto un cenno alla storia della Sardegna, quanto poco sia insegnata nelle nostre scuole, qui bisogna fare veramente un mea culpa da parte delle scuole; si studia poco la storia sarda e il mio riferimento era questo: i nostri ragazzi la conoscono poco, pensate però quando nei libri di storia verrà scritta questa pagina non troppo edificante. E l'onorevole Giagoni mi aveva così confessato un suo desiderio che era quello di scrivere…

PRESIDENTE. Scusate lasciate intervenire l'onorevole Caddeo, grazie!

CADDEO LAURA (Progressisti). Non si preoccupi Presidente perché so che queste cose hanno un valore comunque che si insinua anche se non ascoltano. E comunque l'onorevole Giagoni mi chiedeva la collaborazione, perché evidentemente ha il desiderio di scrivere una storia della Sardegna, mi chiedeva insomma la collaborazione, cosa che gli darei volentieri. Però mi chiedo se da quei banchi si sta sottoscrivendo una legge come questa cosa andiamo a insegnare ai nostri ragazzi della storia della Sardegna, che è fatta veramente da una parte di uomini che sono stati veramente eroi, dall'altra di tutte le vestigia che ci sono rimaste, anche da diverse dominazioni, ma che abbiamo, che abbiamo custodito nel tempo e che ahimè, e dico ahimè, e penso che lo debba dire anche l'Assessore, perché? Perché in futuro, continuo a ripetere, non sappiamo cosa può succedere se questa legge viene applicata malamente da qualcun altro non da voi, perché non ho dubbi. Io, Assessore, veramente non ho dubbi che lei non voglia…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S).Grazie Presidente, in questa legislatura è la seconda volta che ascoltiamo che qualcuno non ci sta dormendo la notte. Ricordo l'assessore Todde in piena crisi continuità territoriale, vi ricordate? Comunque sono certo che le notti bianche dell'onorevole Orrù sono sicuramente ben spese, perché so la passione con cui ama l'urbanistica e vuole mettere le sue conoscenze a disposizione della sua terra e questo le fa grande onore. Io ritengo che questo emendamento cioè nel momento in cui voi voterete a favore di questo emendamento ce ne potremo tranquillamente stringerci la mano e finirà tutta questa pantomima che stiamo portando avanti da una ventina di giorni, tra l'altro qualche minuto fa ho fatto un'intervista televisiva con l'onorevole Peru e anche lui come aveva fatto l'onorevole Tunis ha finalmente smascherato la volontà della maggioranza, non c'entravano niente la Sassari - Alghero e la Olbia - Arzachena ha detto che siccome in Sardegna è costruito, se non sbaglio sotto il 3 per cento delle coste, quindi c'è possibilità di cementificare in maniera adeguata e quindi, questi sono dati di Legambiente, noi sappiamo benissimo Legambiente che idea ha di questa proposta quindi c'era una certa discrasia, una certa incongruenza con le sue dichiarazioni. Comunque ritengo che questo sia un palcoscenico dove le opposte opinioni debbano essere giustamente ascoltate. E ripeto che l'eliminazione tra l'altro di questo comma sarebbe anche evitabile qualora, sarebbe stata evitabile, qualora i nostri cari colleghi della maggioranza avessero seguito il consiglio che noi gli abbiamo dato loro sin dall'inizio cioè di seguire un iter istituzionale con il CIPE e poi vorrò vedere quando tra qualche giorno il Consiglio dei Ministri darà parere favorevole per la Sassari - Alghero cosa diranno questo, onorevole Quirico, lo vedremo no, perché sempre la storia la fa soltanto chi la vive, no giustamente. E comunque questo emendamento soppressivo diciamo che è il nocciolo di tutto il discorso. Un discorso che durerà ancora tante ore qua in queste nobili mura del Consiglio regionale da tante ore qua, in queste nobili mura del Consiglio regionale, perché noi non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci, la nostra è una posizione ferma perché crediamo in quello che facciamo, crediamo negli emendamenti che presentiamo, crediamo nell'idea di Sardegna che abbiamo, idea di Sardegna che voi non avete, voi ancora una volta state facendo una norma spot che con poche righe straccia un provvedimento che aveva avuto bisogno di ben 22 conferenze di copianificazione, che avevano riguardato i 27 ambiti di studio che avevano portato…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie, Presidente. Sono piuttosto felice che sia stato presentato questo emendamento perché lo ritengo tranchant, come dicono i francesi, va a coprire nel modo migliore, a manifestare anzi nel modo migliore quella che è la nostra volontà. Ricominciamo, discutiamo, troviamo un'altra via per poter giungere anche al mantenimento delle promesse fatte ai cittadini sardi. Mi rifaccio al concetto espresso dal collega Agus prima delle leggi yogurt, le leggi a scadenza, è vero. Io trovo anche e sono sicuro che per i colleghi di maggioranza sia anche frustrante votare delle leggi che si sa che poi verranno impugnate, e per questo noi stiamo anche cercando di dividere voi al momento in cui voterete questa legge, che sarà il momento di maggiore frustrazione dopo il momento in cui verrà impugnata, utilizzando il maggior tempo possibile per portarvi a riflettere su quello che è l'obiettivo che questa legge persegue, e quella che potrebbe essere la vostra volontà che, se condivisa con noi in maniera costruttiva, potrebbe portare sicuramente la creazione di una legge bella, bella come la nostra Sardegna. Però tante promesse sono state fatte, tante, troppe anche irrealizzabili, secondo me, assessore Sanna, anche per lei non è la prima volta. Mi ricordo un'elezione delle province di primo livello, sono battaglie, sono cose promesse che poi andranno a generare battaglie con lo Stato che verranno utilizzate in maniera pretestuosa sicuramente per dire che abbiamo uno Stato patrigno, un'Italia patrigna che ci considera come dei figli negletti, non degni di alcun tipo di considerazione, ma così non è, tanta è l'autonomia che noi abbiamo, tanta è quella che possiamo esercitare, pochissimo è quello che invece si fa, e quelle poche cose che sono state fatte erano leggi spot che adesso stanno tornando indietro come un boomerang, quelle poche che sono rimaste valide, e tutto il resto promesse, promesse, promesse. Ebbene, questa promessa che voi volete mantenere, quella dei mattoni, quella delle costruzioni selvagge noi faremo sì che non venga mai mantenute da parte vostra, perché siamo certi che le nostre coste debbano rimanere come sono, belle, incontaminate e protette. Certo, valorizziamo l'esistente, ma questo non vuol dire avere mano libera per poter andare a violentare, uso un termine forte, la nostra natura, e a eliminare permanentemente quelli che sono i nostri tratti caratteristici…

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, apro la votazione palese.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Intendevo chiarire che siamo in votazione palese, è corretto? Siamo in votazione palese non elettronica, giusto?

PRESIDENTE. No, assolutamente.

Chi l'ha chiesta elettronica?

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, per chiederle di fare il Presidente super partes, per chiederle di fare il Presidente del Consiglio regionale e non il Presidente di una parte politica. I giochini non sono ammessi in quest'Aula. Dica ai consiglieri regionali della maggioranza, se vogliono tenere il numero legale, di rimanere seduti all'interno dell'aula. No, Presidente. Presidente, abbiamo visto tutti quanto tempo ci ha messo per aprire la votazione, ha dichiarato aperta la votazione, ha fatto rientrare tutti i consiglieri e poi ha dato la parola all'onorevole Tunis.

PRESIDENTE. Onorevole Lai!

LAI EUGENIO (LEU). Non funziona così. Rimangono seduti all'interno di quest'Aula e siamo tutti d'accordo.

PRESIDENTE. Scusate un attimo. Onorevole Lai, la prego di non rivolgersi con questi toni alla Presidenza, lei è già stato richiamato una volta all'ordine, glielo volevo dire, dopo il secondo richiamo viene portato via.

Metto in votazione l'emendamento numero 672.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 672.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 530, a pagina 4. Sono aperte le dichiarazione di voto. Chiuse le dichiarazioni di voto. Scusate, un attimo, le regole valgono per tutti, io non devo guardare il monitor per vedere all'ultimo secondo chi si prenota, quando apro la votazione, prenotatevi, non aspettate qualche secondo per prenotarvi.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Capisco che siamo tutti un po' stanchi, però io ho premuto il pulsante il tempo di allungare il braccio, e soprattutto guardare l'emendamento perché non è che me li ricordo tutti a memoria, tra l'altro non l'ho neanche presentato io questo.

Articolo 2: un sostitutivo totale. L'emendamento che andiamo a discutere è un sostitutivo totale, in questo emendamento continuiamo a dare un suggerimento per quanto riguarda la lettura di uno strumento che dovrebbe essere uno strumento che guarda verso lo sviluppo innovativo e la tutela e valorizzazione del patrimonio, del nostro patrimonio. A parte le patatine, la Coca Cola e i pop corn che avete in aula, che vanno bene, però presumo, perché se il Presidente non dice nulla presumo che vadano bene, magari un po' di silenzio si potrebbe fare. Quello che mi preme sottolineare in termini di pianificazione urbanistica è il fatto che noi dovremmo affrontare la questione sotto due aspetti, un aspetto un po' più generale che chiaramente è il ruolo dell'urbanistica e quindi della pianificazione, quella strategica, come quella operativa, la mobilità, il paesaggio stesso, la partecipazione civile, che ci scordiamo sempre essere fondamentale negli atti pianificatori, cosa che è stata tolta anche a noi rappresentanti di cittadini, perché ognuno di noi chiaramente rappresenta una quota parte di cittadini quando non siamo stati messi in condizione di confrontarci con almeno gli organi istituzionali che li rappresentano, l'ANCI, le associazioni, le reti professionali eccetera, ma perché parlare magari di partecipazione attiva sarebbe un'utopia, secondo me, che per questa legislatura è anche un po' troppo avanzata, però in Europa e anche in alcune parti del mondo ormai i sistemi partecipativi, anche e soprattutto quando si tratta di temi urbanistici e di governo del territorio, stanno alla base.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S).Grazie, Presidente. Ecco, questa è la vera interpretazione autentica del PPR, finalmente l'abbiamo individuata grazie all'onorevole Lai, Cocco, Piscedda, il sottoscritto, Orrù e Piu che l'hanno messa ad oggetto di questo emendamento. finalmente, perché un'interpretazione autentica chiaramente può essere fatta soltanto da chi ha redatto un determinato testo giuridico, in questo caso, noi invece stiamo qua da 20 giorni, andando dietro a una cosa fasulla o a un'interpretazione autentica che il nostro umile Consiglio regionale deve dare di una norma che è stata elaborata dalla Giunta regionale; un grande bluff, un grande inganno che ci sta portando in queste ore a prolungare questa discussione, ma anche in questo caso dico che qua siamo in un altro nocciolo di tutta la questione, perché questa è la vera interpretazione autentica, l'altra è una interpretazione fasulla, e quindi potreste magari nella vostra norma intitolare proprio "interpretazione fasulla del PPR", coi sareste molto più sinceri e non ci sarebbe neanche niente da dire. Ecco, siamo qua perché noi siamo fermamente convinti di aver ragione, come voi lo siete, io non so se voi siete tanto fermamente convinti di aver ragione, perché magari nella vostra maggioranza variegata ci sono differenze, c'è qualcuno che magari avrebbe tanta voglia di andarsene da quest'Aula perché non ha, non dico interessi particolari, ma non ha interesse, non avrebbe interesse a portare avanti questa discussione, perché magari si occupa di altre cose, mentre noi da questo punto di vista abbiamo trovato una grande compattezza perché su questi temi, come l'urbanistica, bisogna avere un progetto, un'idea in testa, bisogna pensare che noi viviamo in un'Isola immacolata, che giustamente nella fascia costiera non ha le costruzioni che hanno ad esempio le Baleari o altre località turistiche che magari ci fanno concorrenza, perché servite meglio da un punto di vista di trasporti aerei e navali, ma che sicuramente non hanno nulla da invidiare alle nostre caratteristiche, caratteristiche che portano da sempre milioni di turisti, tranne in questa stagione disgraziata, sulle nostre spiagge, quindi per noi è fondamentale che questa sia l'interpretazione autentica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S).Grazie, Presidente. Sostitutivo totale che ho letto con piacere, mi ha colpito il comma 3, 4 e 5: "entro sei mesi dall'approvazione della seguente legge la Regione, al fine di impedire l'uso irrazionale dei suoli e massimizzare l'efficienza urbanistica nelle zone urbanizzate, in attuazione dell'articolo 5 della legge regionale 45 del 89 provvederà a definire una metodologia specifica per il dimensionamento residenziale nelle zone di espansione". L'altro articolo che mi ha colpito è il 4: "Unitamente al provvedimento di cui al punto 3 precedente la Regione, nelle more della promulgazione di una legge organica di Governo del Territorio, provvederà a ridefinire i criteri di dimensionamento degli insediamenti turistici costieri, mentre nell'articolo 5 nelle zone turistiche da pianificare il rapporto tra volumetria alberghiera e volumetria turistica residenziale, dovrà essere in ogni caso di 4 a 1, 80 per cento alberghi o similari, e 20 per cento seconde case". Io vorrei capire che cosa c'è, qual è il problema, l'ostacolo per non accettare questo emendamento. Assessore c'è adesso… Assessore, continuiamo il discorso… poco fa, che lei mancava, quindi non vedevo l'ora che lei arrivasse, volendo continuare a fare un ragionamento con lei, proprio perché ha così a cuore l'entroterra sardo e soprattutto dei paesi dell'entroterra e lo sviluppo dei paesi sardi, e volevo sapere qual era la sua idea di sviluppo e come si conciliava la sua idea di sviluppo dell'entroterra e dei paesi all'interno della Sardegna con questa proposta di legge, perché con questa proposta di legge lei non dà, come più volte e spesse volte lei ha dichiarato, ridare dignità al territorio soprattutto all'interno del nostro territorio nelle zone più povere, nelle zone dove purtroppo le persone, sì, c'è quel famoso fenomeno dello spopolamento, per cui lei per combattere questo fenomeno dello spopolamento interno della Sardegna cosa fa? Al posto di emanare magari un decreto, una legge per cercare di riportare, magari cercare di far sviluppare all'interno della Sardegna, della nostra Regione, creare quello sviluppo di cui tante volte io l'ho sentita parlare, al posto di creare questo lei cosa fa? Lei invece cerca…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cocco Daniele per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DANIELE COCCO (LEU).Grazie, Presidente. Dicevo prima che la natura troppe volte si ripresa quello che l'uomo con tanta dabbenaggine gli ha portato via, e questo non ci ha insegnato nulla, e siccome l'Assessore Quirico Sanna è Assessore agli enti locali, quindi è anche Assessore e quindi il riferimento gerarchico mio, come Sindaco di un piccolo Comune, io stanotte non ho dormito pensando a questa legge, non ho dormito pensando al danno che oggi, perché ogni tanto sono anche preveggente, ha fatto danno a tutto il Goceano un immenso incendio che si è sviluppato, e a oggi, nonostante le mie proteste, io sarò anche, come dire, pedante nel ripetervelo, quelle squadre antincendio che non sono state nominate, che erano in h24 l'anno scorso e adesso sono in h6 non ci sono più, perché qualcuno si ostina a non chiamare persone che hanno diritto di essere chiamate a fare il servizio antincendio, e parlo dei famosi trimestrali. Oggi in Goceano c'è una tragedia, perché sono stati bruciati ettari ed ettari di terreno, di questo dovremo parlare, altro che continuare a cementificare le nostre coste, e lei, caro Assessore, ha responsabilità come tutta la Giunta, perché noi abbiamo approvato una risoluzione all'unanimità chiedendo questo, da novembre, e siamo a luglio, oggi in Goceano le squadre antincendio non ci sono più, perché qualcuno si ostina a non voler far rispettare le leggi; questo chiedo, altro che perdere tempo ad approvare una legge di interpretazione autentica e volerci sostituire ad altri organismi che dovrebbero farlo al posto nostro, questo sto chiedendo e continuo a chiedere. Poi un domani ne parleremo, ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità, provate a chiedere alla Protezione Civile che danni sono stati procurati e sta ancora procurando quel vastissimo incendio in tre paesi del Goceano, e le squadre a terra non esistono.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Mi ricollego a quel che diceva poc'anzi il collega Lai, che è presentatore anche dell'emendamento. Mentre ci sarebbero alcune priorità, come quella legata all'antincendio, stranamente è l'unico caso di un Presidente di Regione che non ricordava che dopo la primavera arriva un'estate, solitamente accade sempre questo, e l'estate da noi è molto calda. E a inizio anno in quei bei dibattiti televisivi del 31 dicembre, a proposito di ambiente e clima, c'è sempre quel momento in cui si racconta l'anno passato e si guarda all'anno che verrà, per citare Dalla. Nel racconto dell'anno che sarebbe arrivato, il 2020, questo è stato definito come l'anno più caldo della storia dell'umanità. A fronte di questo ci si sarebbe dovuti attrezzare con maggior forza a tutela dell'ambiente, della vita delle persone, potenziando il servizio antincendio. Siamo ancora in attesa. Ci auguriamo che non soffi il maestrale perché sappiamo tutti che cosa accade in Sardegna quando soffia il maestrale e c'è un incentivo ad appiccare incendi, perché le mancate disposizioni in termini di protezione civile e in termini di servizio forestale, i mancati interventi per la tutela di cose, ambiente e persone non voglia nessuno che le cose possano addirittura degenerare, perché questo non lo auguriamo. A fronte di queste esigenze e queste priorità, invece di attrezzarsi in quella direzione, Giunta e Presidente propongono un'interpretazione autentica che sarebbe stata né più né meno fattibile con un provvedimento della Giunta perché il PPR è stato approvato in Giunta. La valutate come un interessante momento di crescita, sviluppo e coinvolgimento del popolo sardo o è forse, né più né meno, una grande perdita di tempo che distoglie l'attenzione di tutti noi da problematiche veramente serie che avremmo dovuto affrontare? E avremmo potuto impegnare meglio anche queste giornate e il tempo nel discutere di cose molto più serie. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Era mia volontà ferma intervenire su questo emendamento perché, tolti gli imprevisti che sono occorsi precedentemente, avevo delle cose importanti da dire. Questo emendamento è una vera interpretazione autentica, e riprendo le parole del collega Li Gioi quando dico che la vostra, e lo credo fermamente, sia un'interpretazione fasulla, un'interpretazione mirata al solo utilizzo utilitaristico ed esclusivo e soprattutto libero delle nostre terre, delle nostre coste, ed è una cosa che io, come tutti i colleghi che appartengono alle forze di opposizione, non concepisco. Oltre tutte le battaglie inutili che sono state portate avanti da questa Giunta, le quali il più delle volte, non tutte, si sono risolte in spot elettorali, questa è la peggiore e questo veramente mette a rischio dei beni che sono irripetibili, dei beni che sono unici al mondo e che ci identificano, non solo al di fuori della Sardegna, ma identificano anche a noi stessi, identificano noi all'interno della nostra storia, all'interno della nostra terra, e sappiamo bene, i sardisti me lo confermeranno, quanto la questione identitaria sia importante e non solo utilizzata all'uopo all'interno dei discorsi volti a dissimulare una reale volontà, che è quella che tutti conosciamo, che abbiamo ribadito numerosissime volte all'interno di quest'Aula, questi giorni, ma il discorso identitario, quello vero, quello sentito, quello utile soprattutto, deve andare a uniformare la volontà politica e l'azione politica di noi tutti, chi più chi meno, ma noi siamo sardi, lo sappiamo, e in quanto tali siamo i primi difensori delle nostre coste e dei nostri beni identitari, della nostra costa e del nostro agro. Tutto ciò viene messo a rischio. Presidente, lo so sta per finire il tempo, ho tante cose da dire, ma proseguirò poi successivamente. Vorrei arrivare anche a illustrare questo emendamento, dove appunto l'incipit "la Regione di concerto con il MiBAC". Qua andiamo a toccare anche…

PRESIDENTE. Onorevole Solinas, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Ringrazio l'onorevole Lai in quanto primo firmatario di questo emendamento. Dal contenuto di questo emendamento si evince la storia urbanistica e la tutela del paesaggio, la possibilità di consumare meno suolo. Infatti l'onorevole Lai, insieme agli altri firmatari, richiama la legge regionale numero 45. Alcuni di voi probabilmente non hanno dimestichezza con quelle che sono le pratiche urbanistiche che noi tutti, almeno chi ha avuto esperienza di amministratore locale. Noi ancora oggi ci rifacciamo alla legge Floris per il lotto minimo, l'agro e allora con questo emendamento probabilmente nell'intenzione dei presentatori vi era proprio l'idea che alle volte non serve una nuova legge urbanistica, magari serve migliorare quelle che già ci sono, che magari hanno prodotto effetti positivi e che sono arrivate ad essere promulgate per effetto di una concertazione, di una copianificazione con tutti gli enti, con i territori. Io poc'anzi, nell'emendamento precedente, stavo proprio cercando di condividere col Consiglio quello che è stato il processo di partecipazione che ha portato all'approvazione del PPR. E allora nell'ottobre del 2004 copianificazione con province, ANCI e Comuni; sempre nell'ottobre del 2004 è stato stipulato un protocollo d'intesa per la costruzione del mosaico dei beni storici e culturali; andando avanti, quindi, nel febbraio 2006 è stato attivato un tavolo tecnico con il Ministero dei beni culturali finalizzato all'elaborazione, appunto, del PPR in virtù dell'articolo 142, comma 3, del Codice Urbani, e all'individuazione…

PRESIDENTE. Onorevole Satta, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente. In questo emendamento proviamo a porre in luce e a snocciolare due questioni. La prima è quella che è vero che il PPR è uno strumento in questo momento monco, perché nell'idea di chi aveva promulgato il Piano paesaggistico regionale c'era anche il tentativo di provare ad allargare il PPR alle zone interne. E perché, dico io? Perché se vogliamo creare uno sviluppo sostenibile, se vogliamo pensare di creare uno sviluppo architettonico, urbanistico, che possa mettere al centro una ripresa anche dei territori dell'interno, dobbiamo pensare che non tutta la Sardegna, così com'è, è uguale, cioè la costruzione nell'agro di una zona costiera non è uguale certamente, nelle intenzioni almeno, alla costruzione nell'agro di una zona interna.

Questa legge che state andando ad approvare, che volete andare ad approvare, è naturale che non inciderà positivamente nella maggior parte dei Comuni sardi, perché nella maggior parte dei Comuni sardi il problema non è nella costruzione nell'agro, anzi l'agro nei comuni delle zone interne sono abbastanza, anche trafficate, abbastanza coltivati, non ci sono grosse zone che sono abbandonate, ed è probabilmente per questo che voi continuate ad andare in una direzione ottusa, cioè quella di pensare solo che la Sardegna sia costruita come una ciambella, cioè intervenite solo ed esclusivamente nelle aree più popolose, nella città metropolitana, provate ad intervenire nelle coste, perché sapete benissimo che in quei determinati territori la speculazione sull'agro è talmente alta da far invidia a qualsiasi tipo di speculazione che ci sia al mondo, anche quella finanziaria. Siete consci del fatto che volete deturpare un pezzo della nostra isola, a danni anche dell'altra. E il secondo aspetto che mettiamo in luce è quello delle seconde case, di uno sviluppo sia impostato su una cubatura totalmente concessa alle zone F e che non si impegna invece a recuperare quello che è lo spirito turistico della nostra isola, ossia gli hotel, i villaggi, tutti coloro che offrono una determinata economia, non le seconde case che è solo ed esclusivamente occupazione di territori, è solo un ulteriore cementificazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA GIUSEPPE (M5S). Presidente, l'emendamento in questione, il numero 530, intervengo appunto per dichiarare il mio voto favorevole, lo trovo un emendamento appunto giusto e da porre all'attenzione del Consiglio, perché appunto dice "interpretazione autentica di norme di pianificazione paesaggistica", e leggendolo, proprio io riscontro quell'idea che poi ha portato al PPR, Piano paesaggistico regionale, che appunto è fatto per la difesa dell'ambiente e del territorio, e quindi persegue quel fine di preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l'identità ambientale, storica, culturale della Sardegna. E voglio anche soffermarmi su alcuni commi, come il comma 3, che appunto dice "al fine di impedire l'uso irrazionale dei suoli…". e quindi torniamo a quel concetto appunto del consumo del suolo, quindi perseguire l'ottimizzazione dell'uso del suolo e contestualmente la massima riduzione del suo consumo, puntando su una riqualificazione e recupero dell'esistente, è inclusa la riconversione penso anche delle strutture militari e industriali dismesse. Cioè sono temi veramente centrali della Sardegna. E anche cercando di prevenire cambi di destinazione … e quindi creare un ragionamento più ampio su questo tema. E contestualmente andiamo appunto a toccare la tematica che poco fa anche il collega Lai ha toccato, rafforzare le norme secondo me sulla tutela del territorio agricolo, contro qualsiasi speculazione che possa snaturare la vocazione specifica dei suoli. E' interessante anche il comma 5 che appunto mette in evidenza come non c'è ostruzionismo, anzi si parla appunto di sviluppo, perché comunque col comma 5 andiamo comunque a contrastare con fermezza l'abusivismo edilizio, questo può essere anche un mio pensiero, anche attraverso la creazione di una struttura permanente di monitoraggio, cercando appunto di potenziare la vigilanza con un contributo puntuale e costante del territorio. Cioè, sono temi fondamentali per la nostra terra, cercare di salvaguardare appunto le coste il più possibile, proprio per lasciarle a godere tutti noi, ma anche ai tanti turisti che sono appunto quella ricchezza che noi dobbiamo difendere che ce la dà il nostro territorio. Il nostro territorio che è fatto appunto di una bellezza sconfinata e noi non possiamo appunto abdicare per delle scelte così superficiali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Presidente, per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 530, uno dei pochissimi che abbiamo in discussione in questa lunga e articolata riflessione sulla importanza di questa legge, tanto che mi viene da chiedere, e lo chiedo nuovamente a lei signor Presidente, ma all'Assessore in particolare, perché, non so se da prassi sia possibile, non ci riferisce rispetto a quello che abbiamo chiesto, ovvero qual è l'elemento che consente per il tramite di questa legge di raggiungere l'obiettivo del quale si è parlato, mi pare che ci siano delle questioni di carattere puntuale e preciso che vanno nella direzione di cui abbiamo parlato, e quindi mi sembrerebbe che probabilmente, se questo appunto può essere contemplabile, non so se mi stia seguendo l'assessore, e intervenire appunto per rendere noto all'aula qualcosa che probabilmente non traspare in maniera così chiara nell'ambito del provvedimento, o della formulazione del provvedimento cui questi vari emendamenti evidentemente vogliono porre rimedio, o chiedono di porre attenzione. Lo dico perché siccome stamattina abbiamo avuto anche una discussione in merito, e credo che poi sia importante e sia evidente che talvolta ci si parli al di là delle sofisticazioni politiche, delle formulazioni, delle enunciazioni, mi pare che siano circa 700 emendamenti, numero più, numero meno, ne abbiamo forse discusso 4 o 5, adesso non ricordo esattamente quanti ne abbiamo già votato, circa 40 giorni di lavoro attorno a un tema nel quale ci si accanisce, che da come ho capito potrebbe anche essere risolto con un parere che arrivi tra poco dal Governo e dal Ministero, ma ne vale la pena? Siamo sicuri che ora a questo punto questa diventi la battaglia principale?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Presidente, voglio proseguire con il mio discorso sull'agro, e voglio coinvolgere in questo momento anche l'assessore Zedda, perché ritengo che davvero piuttosto che questa legge che potrebbe diventare perfino inutile per lo scopo per la quale è stata scritta, potremmo invece unire tutte le energie per ragionare ad esempio su una riforma della formazione professionale, sfruttando le coste, l'agro, immaginando, e penso anche al turismo, coinvolgo anche l'assessore Biancareddu, perché potrebbe essere una riforma anche degli FP. Immaginiamo quante nuove professionalità sarebbero importanti e urgenti nel nostro territorio per valorizzare, per sfruttare in termini positivi, propositivi e soprattutto occupazionali i nostri beni identitari, il nostro agro, le nostre coste. Immaginiamo quanto invece siano obsolete le figure e le qualifiche che ancora che ancora si offrono soprattutto ai giovani, prevalentemente ai giovani che si rivolgono alla formazione professionale, perché ancora sono dettate dalla proposta di qualcuno, dagli enti, oppure dalle scuole, invece una buona riforma ci porterebbe a studiare le necessità, le esigenze, il bisogno. Dicevo prima che non stiamo mica pensando di sfruttare l'agricoltura in termini medievali, c'è tutta una possibilità di innovazione che della Sardegna farebbe diventare una vetrina per tutto il mondo, una possibilità di individuare formazione, qualifiche professionali, che porterebbero via questi ragazzi, cosiddetti net, quelli che non studiano e non lavorano perché si guardano intorno e non vedono la possibilità di sperimentare la propria vocazione e il proprio talento. Basterebbe davvero una sollecitazione (vedo che l'Assessore Chessa annuisce e immagino che anche lui abbia il desiderio di vedere questi giovani tutti occupati), piuttosto che una legge che ci sta occupando per ore e ore e anche per giorni, e che forse alla fine non volete neanche voi perché….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caddeo, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Intervengo perché l'emendamento che abbiamo presentato è un emendamento sostitutivo, cioè andrebbe a cambiare totalmente quello che è stato proposto oggi in Consiglio. Io non credo che la nostra operazione di oggi serva a difendere le coste della nostra regione, che non sono sotto attacco, e il provvedimento che avete portato non lo vedo come qualcosa che possa distruggere la nostra regione, perché è composto da un articolo e non ha, come ho già detto nel mio intervento ieri, non ha nessun elemento qualificante per quanto riguarda la costituzione di una nuova visione di PPR, una nuova visione invece di come le leggi che dovrebbero venir fuori da questo Consiglio sono leggi che dovrebbero cambiare realmente le strutture delle nostre coste. E allora, se da quest'Aula non vengono fuori elementi diversi da quelli che abbiamo conosciuto negli anni passati, che erano quelli del cemento, che erano quelli di costruire a prescindere purché si costruisca, senza rispettare niente del paesaggio, senza rispettare niente del territorio, dove questi mostri di cemento purtroppo vengono realizzati senza nessun tipo di programmazione e di pianificazione. Pianificare oggi significa pianificare insieme all'ambiente, cercare di rendere quello che ci circonda più fruibile e più sostenibile, non solo da un punto di vista ambientale ma anche da un punto di vista economico e da un punto di vista sociale. Io vorrei parlare di queste cose nelle proposte che vengono all'interno di quest'Aula e non solo presentare 700 emendamenti per cercare di non portare a conclusione questo progetto, perché sinceramente qua dentro tutti quanti un pochino di tempo lo stiamo perdendo a prescindere dal merito delle posizioni e di quello che stiamo andando a realizzare oggi, lo state perdendo voi perché state continuando a ritardare tutti quei provvedimenti che dovremmo invece portare la prossima settimana in Aula e lo stiamo perdendo noi a difendere una posizione da un articolo di legge. Non siete riusciti a fare l'emendamento sostitutivo, perché non si può fare con un articolo come questo, perché le lettere a), b) e c) non si possono cambiare, e quindi andremo a discutere 600 emendamenti in una discussione infinita sul niente che non porta nessun giovamento a chi oggi invece vive in situazioni di difficoltà, a chi vive situazioni di difficoltà principalmente lavorativa, economica. E allora cerchiamo di guardarci un attimino dentro e capire che il nostro ruolo può….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Piu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Questo emendamento è un emendamento che noi avremmo voluto discutere, perché è un emendamento propositivo - ringrazio l'onorevole Lai e l'onorevole Cocco che l'hanno presentato -, è un emendamento che interviene sul PPR proponendo delle modifiche, seguendo però quelle che sono le regole che dettano la definizione e la modifica del PPR. E' un emendamento che prevede appunto la verifica è un adeguamento del Piano paesaggistico regionale e le relative norme tecniche di attuazione, che prende l'impegno di estendere l'intero PPR alle zone interne nei sei mesi successivi, che prende un impegno, in co-pianificazione con il MiBACT ovviamente, per definire una metodologia specifica per il dimensionamento residenziale delle zone di espansione, che prende l'impegno di ridefinire i criteri di dimensionamento degli insediamenti turistici costieri. Questo è quello che serve oggi, un adeguamento del PPR, che non può essere fatto con colpi di mano che cancellano, dando libertà assoluta alla Giunta regionale di definire quali sono le regole.

Io sono molto preoccupato, l'ho già detto in altre occasioni, perché ho visto cosa è successo prima del PPR nell'agro di Sassari, dove vigevano quelle regole che vorreste introdurre, che avete cercato di reintrodurre con la precedente proroga del piano Casa di dicembre, che prevedono che si possa costruire in lotti minimi di un ettaro anche se non si è conduttori agricoli, addirittura accorpando aree non limitrofe e addirittura, come avevate previsto, di Comuni non confinanti, cioè una follia da un punto di vista concettuale. Una situazione che ha creato nell'agro di Sassari un disastro, un disastro ingestibile sotto tutti i punti di vista, dal punto di vista urbanistico, dal punto di vista sociale, dal punto di vista dei servizi, che crea dei costi impossibili da sostenere per tutta la cittadinanza, per tutti gli ambiti urbani di riferimento, portando ad un degrado totale dell'agro, che invece ha finalità ben diverse rispetto a quelle di un'urbanizzazione diffusa e difficilmente governabile. Ecco, questi sono i temi su cui noi vorremmo discutere con voi. Questo è un emendamento evidentemente provocatorio che ha un suo significato, noi vogliamo discutere di questi temi non di colpi di mano, di tentativi di modificare con interpretazioni autentiche….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ganau, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Non vedo l'assessore Sanna, spero stia bene, noi gli auguriamo ogni bene, a lui come a voi…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Corrias, faccia la dichiarazione di voto, altrimenti…

CORRIAS SALVATORE (PD). Guardi, io cerco di usare sempre ogni cortesia, Presidente.

La mia dichiarazione di voto evidentemente è quella di un voto favorevole, perché il collega Lai, Cocco e gli altri hanno colto nel segno, perché provengono dalle contrade più lontane dove l'auspicio è quello che il PPR venga applicato nelle componenti migliori, non in quelle più restrittive, perché come ha detto poc'anzi il mio Capogruppo ci sono degli strumenti che funzionano, ma funzionano (l'ho detto prima e lo ribadisco) nei Comuni amministrati dalla destra come nei Comuni amministrati dalla sinistra. Penso per esempio a quello che è successo in origine su quelle che non venivano riconosciute come zone C, zone di espansione, e qua si propone una metodologia specifica per il dimensionamento residenziale; penso agli usi incontrollati e agli abusi dei territori, e qua si dice una cosa importante nell'ottica del ripopolamento delle contrade più povere e lontane;ovvero delle zone F, ovvero sul fatto che il rapporto debba essere di 4 a 1, l'80 per cento per gli alberghi o strutture extra alberghiere e il 20 per cento per le seconde case. Io non voglio una Sardegna delle seconde case, voglio una Sardegna dei residenti e delle prime case! Presidente, io lo dico anche a lei, non so se possa interessarle la questione, non mi sembra…. perché vedo che c'è un disinteresse evidentemente smaccato.

PRESIDENTE. Onorevole Corrias, probabilmente sono l'unico qui dentro che la sta ascoltando con interesse.

CORRIAS SALVATORE (PD). Io spero che non sia così, perché se così fosse dovrei preoccuparmi.

PRESIDENTE. Si preoccupi, forse le conviene preoccuparsi.

CORRIAS SALVATORE (PD). Io sto solo dicendo una cosa che riguarda tutti, e questo emendamento coglie nel segno anche in questo senso. Sto parlando di cose concrete, sto parlando per esempio di zone A per le quali si impongono giustamente dei Piani particolareggiati, che oggi occorre rifinanziare, e qua non è una questione di interpretazioni autentiche o di querelle giuridiche, qua è una questione di attese legittime da parte di tutti, e questo emendamento mi sembra che sia una sollecitazione molto utile in questo senso, ed è per questo motivo che voterò a favore. Grazie, Presidente, grazie anche a voi tutti.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento 530. Scusate è votazione nominale, se non lo chiede nessuno io metto… scusate sempre elettronica quando qualcuno lo chiede. Ok perfetto allora lo chiede è votazione elettronica, non sempre elettronica così ad libitum.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 530.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento 531.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Sì grazie Presidente, cerco di riprendere il mio ragionamento partendo dalla disponibilità che darò all'Assessore nell'essere un attore principale nel coinvolgimento dei territori, quindi nella possibilità di avviare un vero processo di concertazione per arrivare a una nuova legge urbanistica, così come hanno fatto in passato per l'approvazione del PPR. Ci sono delle situazioni che vanno semplificate per le nostre comunità, per i nostri comuni, le procedure di adeguamento del PUC, al PAI e al PPR portano i Comuni nella maggior parte dei casi, vi ricordo che sono solamente 26 Comuni che hanno adeguato lo strumento urbanistico al PPR e al PAI, nella costa su 72 comuni, solo 12, solamente 12 Comuni hanno adeguato il proprio strumento urbanistico. Quindi disconoscere o non condividere con voi il fatto che vi è l'esigenza di intervenire, ma per semplificare le procedure di adeguamento dei piani urbanistici comunali ai vari strumenti diciamo sovraordinati che sono il PPR e il PAI.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue SATTA GIANFRANCO.) Oggi al riguardo mi son preso la briga stamattina intorno alle 8, 8 e 30 mi son recato all'ADIS, L'ADIS è l'ente che per conto della Regione esprime il parere di adeguamento appunto dei PUC rispetto al PAI. Allora ho trovato due persone, uno è il direttore generale il dottor Sanna e l'altra una funzionaria addetta al protocollo. Totalmente sprovvisto di personale, una delle cose che mi ha anche evidenziato il dottor Sanna è…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente mi ricollego immediatamente a quel che diceva prima il Capogruppo del PD, l'onorevole Ganau, perché? Perché nell'ambito dell'Agro giustamente da ex Sindaco sassarese, profondo conoscitore del territorio ha fatto l'esempio puntuale e il più emblematico di che cosa è accaduto nel territorio delle sassarese. Ed è un esempio emblematico purtroppo di quel che potrebbe ulteriormente accadere con questa norma e altre norme citate nel corso dell'intervento nel nostro territorio della Regione. I costi nell'ambito dell'economia del tempo ridotto per una dichiarazione di voto che citava l'onorevole Ganau, sono che il Comune di Sassari per riuscire a garantire il sistema di trasporto pubblico degli studenti nell'ambito dell'Agro paga una cifra di tre volte superiore rispetto a quella che paga il Comune di Cagliari servendo più ragazze e più ragazzi, più bambine e più bambini e avendo un numero molto più alto di scuole. Non perché ci siano delle diseconomie prodotte dal sistema di trasporto pubblico scuolabus del Comune di Sassari, semplicemente perché avendo una Agro così esteso che è stato privato dall'uso proprio come vocazione agricola e parcellizzato e disseminato di case c'è un problema serissimo di costo nel raggiungere tutte quelle case. Questo è quello che voi vorreste replicare. Cos'altro è accaduto in quel territorio e in altri territori della Sardegna? Vi sono città in Europa, grandi città, Vienna, che fanno vanto del fatto di avere nell'ambito del tessuto urbano grandi vigneti nelle colline che si vedono da Vienna, perché hanno mantenuto quelle caratteristiche non di case nell'Agro, sottraendo spazio all'agricoltura, ma hanno mantenuto la vocazione agricola e sviluppato la città, adiacente, vicino. Cioè si vanta una grande capitale mondiale di produrre vini. Avete privato negli anni passati, nei decenni con norme identiche a queste folli di poter noi tutti vantare Sassari come la più grande città della Sardegna, città non piccolo borgo, città con l'agro più importante con vocazione agricola, con produzioni di qualità. Per non parlare della raccolta dei rifiuti probabilmente l'onorevole Ganau ci potrebbe dare il dato di che cosa significa andare a prendere i rifiuti in tutta da case sparse nell'Agro, cioè a fronte di un'occasione forse…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì grazie Presidente, allora l'emendamento 531, intanto per dichiarare il mio voto favorevole perché l'emendamento sottolinea alcune questioni fondamentali, quelle che abbiamo trattato fin qui, ovvero la volontà di copianificazione per alcuni beni essenziali. Il punto che noi abbiamo discusso fino a oggi perché? Perché il 2008, se consideriamo il 2008 il momento di passaggio tra l'obbligo che il codice Urbani prevede l'obbligo di copianificazione per alcuni beni tra cui Agro, coste, beni identitari prima l'obbligo effettivamente non era previsto anche se il nostro Piano paesaggistico regionale ha effettuato la copianificazione, ripeto, magari non c'è un documento siglato col nome copianificazione, ma certamente è come è stato descritto anche nella delibera e come è stato all'Ufficio del Piano è stato effettuato e ci sono tutte le documentazioni questa copianificazione, chiamiamola così, è stata effettuata infatti il Ministero tratta il nostro Piano paesaggistico regionale come un piano che ha fatto tutti i passaggi di copianificazione. Quindi prevede, e poi tra l'altro questo emendamento organizza vi dà delle tempistiche, poiché voi avete bisogno, come chiunque governa, di avere delle tempistiche certe e reali sul da farsi, in questo emendamento vengono dette entro sei mesi, dopo tre mesi, insomma vi dà delle date che non trascurerei, perché vi riescono a organizzare bene il lavoro. In più il punto 6 risolve la questione, il nodo che voi avete posto fin dall'inizio, ovvero la realizzazione di queste strade di interesse regionale, e parla di un'interpretazione quindi dell'articolo 20, delle norme tecniche di attuazione del PPR in maniera tale che queste strade di interesse regionale possano essere completate per quel che riguarda proprio il tratto conclusivo di tre o quattro chilometri per quanto riguarda la strada Sassari-Alghero, e per quel che riguarda la Olbia-Arzachena identifica il procedimento…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Per annunciare il voto positivo mio personale e poi naturalmente sul Gruppo interverrà l'onorevole Cocco in qualità di Capogruppo per provare ancora una volta a porre l'attenzione su alcuni aspetti. Anche in questo emendamento si continua a discutere del fatto che sia indispensabile allargare il PPR anche alle zone interne e di prevedere una programmazione anche per le zone interne, provare con un altro articolo a mettere l'accento sulla copianificazione, che ci deve essere tra i vari organi delle nostre istituzioni, e non arrivare, come volete fare voi, ad uno scontro netto e totale, che ci può portare e può portare anche i sardi ad avere delle grosse ripercussioni, e proviamo anche a porre l'accento su uno sviluppo sostenibile anche delle zone costiere. In particolare, si continua a discutere all'interno dell'emendamento sulla programmazione che c'è stata nel corso di questi anni, ossia una programmazione impostata su uno sviluppo indiscriminato delle zone F, su una programmazione indiscriminata sulle zone di espansione, così come ci è stato detto in precedenza sul caso di Sassari, ma l'ha detto bene anche l'onorevole Zedda, che conosce benissimo le questioni della città metropolitana, e provo a porre quindi l'accento su una diversificazione urbanistica che ci deve essere in Sardegna tra le zone interne e le zone costiere o le zone dove ci può essere una speculazione. Naturalmente nell'emendamento, così come abbiamo detto più volte, ci dichiariamo anche favorevoli alla viabilità perché il problema delle infrastrutture è un problema che sentiamo tutti, è un problema sul quale siamo tutti d'accordo, tutte le forze politiche presenti all'interno di questo Consiglio regionale. Magari chiediamo che non si passi ad utilizzare il tema delle infrastrutture solo ed esclusivamente in modo strumentale per raggiungere altri obiettivi, magari avrebbe fatto bene il presentatore di questa proposta di legge a dire esattamente quali sono gli obiettivi che vuole raggiungere e da quel punto di vista ci saremmo confrontati in maniera estremamente più schietta di quello che stiamo facendo in questo momento. Perché, badate, continuare a dire che state provando a entrare a gamba tesa sul PPR solo ed esclusivamente per provare a realizzare due arterie, ormai si è reso anche abbastanza chiaro…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente, tre cose. In primo luogo, lo ha ricordato la collega Orrù, il PPR ha fatto tutti i passaggi di copianificazione, tutti i passaggi col Ministero sono stati fatti avendo chiaro il significato del "143" del Codice Urbani. Il "143" è stato a sua volta interpretato quindi in una maniera univoca. Oggi di punto in bianco si vorrebbe rileggere quell'articolo inserendo un'interpretazione diversa da quella che è sempre stata. Questo, e vengo al secondo punto, può avere un senso per quanto riguarda l'asse viario Sassari-Alghero, in questo caso è il settimo punto di questo emendamento che di fatto riscrive il testo presentato dai colleghi. La lettera h), quindi quella che si riferisce allo sviluppo sostenibile è interpretata riconoscendo a una strada a quattro corsie la possibilità di essere motore di sviluppo sostenibile. In questo caso, forse sarebbe stato ugualmente utile e maggiormente efficace utilizzare uno strumento diverso dalla legge per sostenere quello che effettivamente potrebbe essere evincibile dal testo così come è scritto. In tutto il resto, che in maniera saggia i colleghi propongono di modificare invece, ciò non è assolutamente compatibile col "143". L'altro punto di cui vorrei parlare riguarda in particolare il comma 4 e 5, quindi la parte che riguarda la percentuale di alberghi e di seconde case. L'approvazione di questa interpretazione autentica obbligherà comunque a riscrivere parti di PPR, soprattutto quelle riguardanti le zone F, le zone agricole e i beni identitari. In particolare una norma del genere, quindi una percentuale definita, poi bisogna vedere se è l'80 per cento, il 90, l'85, su quello credo che non basterà mai il confronto con i territori e con i portatori di interessi legittimi della nostra isola, in primo luogo i sindaci e gli amministratori locali, ebbene su quel tema io invito ad una riflessione riguardo agli scempi che negli anni sono stati fatti sia nelle coste, sono quelli più citati, quelli più fotografati, sia nell'agro. In questi anni, l'assenza del piano paesaggistico delle zone interne, quindi aver limitato la pianificazione solo alle coste, ha fatto sì che l'agro sia diventata terra di nessuno. In particolar modo, l'agro di quei Comuni che poco distanti dal mare si sono prestati per diventare terreno per lottizzazioni di un turismo di serie B, perché l'abbiamo chiaro qual è il tipo di soggiorni che vengono…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Nel leggere il punto 3 di questo emendamento a cui darò sicuramente il mio voto favorevole, leggo l'inciso "al fine di impedire l'uso irrazionale dei suoli". Così, in una rapida ricerca su internet, ho recuperato una notizia dell'ANSA del 18 gennaio 2015: "Olbia, 18 gennaio. Il Tribunale amministrativo della Sardegna blocca il mega progetto di Costa Turchese di Edilizia Alta Italia, proprietaria dei terreni nella frazione di Murta Maria, 700 ettari alle porte di Olbia su cui si intendeva realizzare un complesso di circa 250.000 metri cubi di villette e alberghi che fa capo alla famiglia Berlusconi, un progetto già bloccato nel 2006 dal Piano paesaggistico regionale varato durante il Governo di Renato Soru". Ecco come si prospetta il nostro futuro, prima l'ho solo nominato, adesso ci sono andato più in profondità su quella che è l'entità del disastro che nel momento in cui questa legge sarà approvata travolgerà la nostra isola, perché chiaramente Coste Turchesi ce ne son tante nel nostro infinito confine terracqueo. Perché noi, in questi giorni, abbiamo dichiarato che ovviamente il Piano paesaggistico non è un totem inviolabile, non è un vangelo, non è una Bibbia, ma vorremmo anche noi modificarlo, ma con criterio, perché una cosa è quando uno ha fame che si mangia una porzione di pasta al forno, ma se si mangia tutta la teglia poi gli viene mal di stomaco e ci sono conseguenze a cui non sappiamo che cosa consegue. È questa è la differenza tra noi e voi, che noi ovviamente mangiamo con raziocinio, vogliamo mangiare con raziocinio perché sappiamo che il mangiare è una'esigenza corporea, voi invece volete strafogarvi, e di conseguenza poi però i mal di stomaco ce li troveremo noi e li troveranno i nostri figli e i nostri nipoti, quindi questo vuole essere un mio appello sanitario, in questo senso, nel senso di approvare questo emendamento, perché è un emendamento saggio, che mette al centro la Sardegna e non gli appetiti esagerati di chi non vede l'ora che voi approviate questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S).Grazie, Presidente. Siamo arrivati all'emendamento 531, è un emendamento sicuramente che troverà il mio voto favorevole perché è simile all'emendamento precedente ma ha qualche differenza che appunto adesso proverò a illustrare. Decido di partire dalla fine, nel senso che il comma 7 proprio riporta anche parte del… perché questo ricordiamo che è un emendamento sostitutivo totale, e riporta comunque parte del testo che riguarda appunto la Sassari-Alghero e tutto, quindi il concetto della strada rimane, nel senso che noi vogliamo, noi siamo favorevoli alle strade, noi non stiamo ponendo nessuna contrarietà a questo, e quindi se il problema sono solo le strade credo che questo emendamento possa trovare accoglimento da parte della maggioranza e potremmo anche andare avanti con i lavori. Contestualmente vengono riportati anche dei commi che prima ho citato, cioè i commi 3 e 5 quando appunto ho appunto parlare di come utilizzare il suolo, il consumo del suolo è un tema fondamentale, quando si consuma il suolo poi una volta consumato non si può più tornare indietro, quindi è un tema troppo importante perché sappiamo che il territorio sardo ha diverse difficoltà in questo tema e quindi porre l'accento è fondamentale, e quindi vado a richiamare adesso il comma 4, dove dice che appunto la Regione nelle more della promulgazione di una legge organica di governo del territorio, quindi torniamo sempre al concetto che l'ossatura per uno sviluppo ecosostenibile, e appunto che valorizzi il nostro territorio in linea anche con il volere di tantissimi sardi, deve essere fatta attraverso appunto un programma serio del territorio, che sappia coinvolgere il maggior numero di persone, perché l'ambiente è un bene comune, che deve essere appunto utilizzato in maniera razionale e non senza una vera fine scriteriata, senza appunto un fine logico. Insomma, quindi, questi sono aspetti veramente fondamentali, quindi ringrazio i presentatori dell'emendamento che hanno saputo toccare i temi principali che stiamo andando ad analizzare in questa serata, e sempre torniamo al concetto anche che abbiamo detto più volte, che da noi non c'è nessun dogma sul tema, vogliamo confrontarci e ragionarci.

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S).Grazie, Presidente. Stavo rileggendo alcuni articoli su alcuni quotidiani locali, e allora ogni tanto mi piace andare a ricordare quelle che sono le dichiarazioni rilasciate da parte degli Assessori, da parte del Governatore, perché a volte si parla ma non si dà tanto peso a ciò che viene detto, e molto probabilmente anche i cittadini si dimenticano spesso quelle che sono le promesse fatte da chi in questo momento sta governando la Regione sarda, e allora sono mi sono imbattuta in questo articolo de La Nuova Sardegna del 15 maggio del 2019, per cui un anno fa, dove leggevo, parliamo di urbanistica, e si intervistava l'Assessore Quirico Sanna, che non c'è, che continua a non esserci, io pensavo si fosse spostato un attimino per bisogni ovviamente fisiologici, e va bene, poi riparlerò con lui anche dopo, perché mi piace confrontarmi con lui, però, proprio perché prendevo una sua intervista, e a una intervista rilasciata tra l'altro dall'Assessore Quirico Sanna a Luca Roich de La Nuova Sardegna, una domanda che gli era stata posta, gli era stato proprio chiesto se il PPR sarebbe stato modificato o cancellato, e con un'affermazione fatta propria dallo stesso giornalista che afferma e domanda, in tono anche ironico, se nella visione dell'Assessore si sarebbe potuto costruire, in quanto tanti cittadini avevano proprio la paura e temevano che l'idea da parte del Partito Sardo d'Azione sarebbe stata quella di cementificare la Sardegna. Vi leggo la risposta che è stata data, questo è contenuto nella dichiarazione poi trascritta ne La Nuova Sardegna, la risposta data dall'Assessore è stata questa: "Assolutamente no", lo ribadisco, la risposta alla domanda "si potrà costruire perché tanti temono che voi vogliate cementificare la Sardegna", e si parlava di coste, l'Assessore Quirico Sanna risponde "assolutamente no, la storia parla per noi, i sardisti parlano per noi, i sardisti rispettano la loro terra, abbiamo grandi bellezze, dobbiamo rispettare…"

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S).Grazie, Presidente. Bene, l'emendamento numero 531 sono sicuro che tutti abbiamo avuto modo di leggerlo, qua i colleghi Lai, Cocco, Piscedda, Li Gioi, Orrù e Piu propongono un'ulteriore interpretazione autentica all'articolo 2, qui quindi si vuole anche accedere alla teoria, non condivisa in verità da molti, che la Regione Sardegna possa autonomamente fornire un'interpretazione autentica di questo strumento normativo, ma ne abbiamo già ampiamente discusso. Parliamo di contenuti, perché di questo si tratta, qui c'è un grande lavoro dietro, c'è un'idea, una visione, una visione condivisa, che vogliamo condividere anche insieme a voi, ne vogliamo discutere, potremmo anche prenderci del tempo visto che magari alcuni non hanno avuto modo di leggerla i colleghi di maggioranza, ma non mi sembra che ci sia la volontà, ragione per la quale ci troviamo qui questa sera, per cercare di addivenire a una volontà condivisa. Il nostro forte voler cercare di portare le nostre ragioni e il nostro orientamento non, è come ho già detto in varie occasioni, una cosa fine a se stessa, ma è orientato a quelle che sono le nostre idee, le nostre idee futuriste, le nostre idee ecologiste, e le nostre idee orientate a quelli che sono i capisaldi dell'intendere la gestione del paesaggio come modernamente viene intesa, internazionalmente, perché di questo si tratta, perché dove tutto il mondo reduce da esperienze di eccessivo consumo di suolo, di uso sconsiderato e di edificazione sconsiderata nell'ambito costiero… Presidente, c'è rumore, uso sconsiderato dell'ambito costiero, qui noi invece vogliamo tornare indietro, vogliamo guardare al passato, ebbene, così non deve essere, ed è questa la ragione per la quale questo emendamento, come tanti altri, è stato proposto; guardiamo al futuro, orientiamoci ad esperienze che già hanno vissuto quello che noi non abbiamo vissuto e che rischiamo di vivere in termini di consumo di suolo e di edificazione costiera, nel qual caso questa norma, ma io confido che non sarà così, venga approvata. Questo è molto importante, a mio avviso e ad avviso del nostro Gruppo, ma credo che sia una cosa condivisa da parte di tutti i colleghi di opposizione, che qui questa sera stanno insieme a noi argomentando tutti gli emendamenti che abbiamo presentato. Quindi guardiamo al futuro, guardiamo a chi ha fatto delle esperienze migliori di noi e guardiamo a chi ha già fatto gli stessi errori che noi possiamo non fare, quindi non facciamoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Io invece faccio un passo indietro perché mi sono resa conto che nell'argomentare gli emendamenti precedenti forse ho preso alcune deviazioni, qualche volo pindarico, e quindi voglio tornare sul senso di questa legge che parla di interpretazione autentica, e tornando a ciò che è in termini giuridici ripeto a me stessa che l'interpretazione autentica di una norma spetta di regola alla stessa autorità che l'ha pronunziata, nel nostro caso una legge regionale, anzi una legge regionale, per quanto fonte del diritto di rango superiore rispetto a un provvedimento amministrativo, come è il decreto del Presidente che aveva emanato il Piano, non può fornire l'interpretazione autentica di un atto di una diversa autorità. Quindi la caratteristica delle leggi di interpretazione autentica è che esse, in quanto volte a dirimere l'incertezza interpretativa di una certa disposizione, producono l'effetto di modificare la disposizione così interpretata fin dall'origine. Hanno quindi un effetto retroattivo e infatti secondo la volontà dei proponenti tale effetto si verificherebbe fin dalla data di entrata in vigore del già citato decreto legislativo del 2008, numero 23. In questo caso sembra che un'interpretazione autentica non sia percorribile. Infatti secondo la Corte Costituzionale essa dovrebbe avere lo scopo di chiarire "situazioni di oggettiva incertezza del dato normativo in ragione di un dibattito giurisprudenziale irrisolto o di ristabilire un'interpretazione più aderente all'originaria volontà del legislatore a tutela della certezza del diritto e dell'eguaglianza dei cittadini, cioè di principi di preminente interesse costituzionale". Sulla materia si è espressa anche la Corte europea dei diritti dell'uomo, e mi pare sia stato già citato da numerosi colleghi, la quale richiede che simili norme siano giustificate da motivi imperativi di interesse generale tali da legittimare interventi retroattivi del legislatore, quali la sussistenza di ragioni storiche epocali o la necessità di porre rimedio a un'imperfezione tecnica della legge…

PRESIDENTE. Onorevole Caddeo, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, intanto ringrazio i presentatori dell'emendamento Lai, Cocco, Piscedda, Li Gioi, Orrù e Piu, e chiedo anche di aggiungere la mia firma, di questo emendamento importante che riguarda l'interpretazione autentica di norme di pianificazione paesaggistica, e prendendo un po' spunto dall'intervento dell'Assessore, che è rientrato con abbondanti doni per l'Assessore al turismo, io prendo spunto dal suo intervento di ieri che giustamente ha detto, rivolgendosi a mio caro collega Daniele Cocco, siamo pastorelli, e credo che…

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. Nel senso positivo...

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Lungi da me pensare in senso negativo, lei quando si rivolge a quest'Aula è sempre in senso positivo, mai in senso negativo. Io credo che leggendo questo emendamento dobbiamo tutti fare propria quella sua definizione che siamo anche noi pastorelli, anche noi cittadini, soprattutto noi cittadini leggendo il punto 2 dell'emendamento, laddove si cerca di tutelare l'agro, il territorio, in qualche modo troppo spesso abbandonato, ma sul quale sussiste una delle problematiche più importanti e più delicate sulla quale ci dovremo confrontare, cari colleghi, al di là del PPR, che è il tema dello spopolamento. In tantissimi momenti, in tantissime discussioni, noi il tema dello spopolamento lo abbiamo affrontato in termini di desolazione dei territori, di abbandono dei centri minori, di uno spopolamento che non è soltanto legato alle persone che sono costrette ad abbandonare le proprie residenze, ma anche alla dispersione scolastica, adesso vedo l'assessore Biancareddu alla pubblica istruzione, e quanto è importante trovare soluzioni per quanto riguarda la dispersione scolastica. Bene, cari colleghi, io credo che uno dei temi più delicati, importanti, della nostra Regione sul quale ci dovremo confrontare nel prossimo futuro, che è il tema dello spopolamento e della dispersione scolastica, può trovare una delle soluzioni nell'applicazione e nell'approvazione di questo emendamento. Il territorio non è soltanto le coste, il territorio non è soltanto i grandi centri urbani, il territorio, meno male dico io, è anche altro, è le zone interne, è l'agro, è tutto quel territorio che troppo spesso abbiamo abbandonato, con grande colpevolezza anche da parte di chi ha governato nei decenni passati, e che invece ha bisogno di una pianificazione, di una copianificazione, di rendere quei territori più appetibili per la abitabilità, per la migrazione anche interna…

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente. Sono orgoglioso anch'io di essere uno dei firmatari di questo emendamento che mi sembra che vada proprio a centrare il cuore del ragionamento che sino adesso abbiamo fatto e mi dispiace che… non vada via, assessore Biancareddu. Assessore Biancareddu, le volevo chiedere di stare perché questo emendamento è molto importante e volevo rivolgermi a lei perché l'incipit cita un documento, un testo, che lei ben conosce che è il Codice dei beni culturali e del paesaggio, e volevo proprio citare lei perché nell'Assessorato che lei presiede, e lo fa anche bene, è proprio titolare della cultura in questa Regione, e noi lo abbiamo citato non dico pensando a lei, ma sicuramente pensando a ciò di cui lei tratta quotidianamente, perché il nostro spirito è esattamente quello, cioè di coltivare il sentimento migliore di protezione del nostro ambiente, dell'ambiente in cui viviamo. Cultura non è solo occuparsi di libri, non è solo pensare alla scuola, ma è il nostro vivere quotidiano. Per noi cultura è l'ambiente, è il territorio, sono le coste, è l'agro, sono i nostri beni identitari, dove le nostre generazioni passate sono nate e cresciute e che noi abbiamo il dovere di tutelare. Per questo volevo richiamarmi in qualche modo alla sua persona, per chiederle di sostenerci in questa battaglia che sappiamo che condivide intimamente e le vorremmo chiedere di sottoscrivere anche lei perché per noi sarebbe un segnale importante di adesione, almeno concettuale. Non dividiamoci in maggioranza e in opposizione, non pensiamo agli schieramenti di partito, pensiamo al bene della Sardegna. Lei quotidianamente tratta questi argomenti, pensa e si occupa della cultura nelle nostre scuole, con le nostre associazioni, con tutti quelli che stanno contribuendo da anni a fare grande la Sardegna. Ecco, noi vorremmo richiamare anche lei a questo. È proprio un appello che ci permettiamo di farle perché quello che noi qui abbiamo scritto, che i colleghi qui hanno scritto, e ringrazio il collega Lai, è proprio aver messo nero su bianco questo concetto. La Sardegna ha bisogno di vedere alimentata la propria storia e la propria cultura. Sappiamo che lei è persona che crede in questi valori e le vorremmo chiedere adesione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io credo che questa proposta di legge stia generando delle false aspettative. Adesso mi chiamava un amico e mi chiedeva se fosse possibile intonacare col quarzo il Castello di Burgos o il Convento di Monte Rasu. Vorrei che l'Assessore mi desse una risposta perché io ho anche riletto attentamente la parte che riguarda le variazioni e credo di non aver capito bene. Quando abbiamo audito in prima Commissione tutti i soggetti interessati: l'ANCE, l'ANCI, il CAL, l'associazione dei tecnici comunali, i rappresentanti dei Comuni, quindi credo che loro ci abbiano dato delle risposte non del tutto positive rispetto a questa norma, e quindi io credo che poi nel riproporla e nell'esitarla la Commissione avrebbe dovuto tenere conto di questi consigli e di queste indicazioni, perché se la legge che ci avete proposto è stata partorita dalla dalla Giunta, dall'Assessorato agli enti locali, anche se poi è firmata da alcuni colleghi consiglieri, credo che essa non poteva essere istruita senza che si tenesse conto delle indicazioni che ci hanno dato quelle associazioni che noi abbiamo audito, dirigenti di piano, abbiamo detto associazioni datoriali, sindacati e quant'altro. E' per questo, Assessore, che non mi convince la sua proposta, perché non è una proposta che nasce dal basso, è una proposta che viene calata, e così come è stata calata è rimasta, non è stata rimaneggiata in senso positivo rispetto alle indicazioni che ci sono state date. E questo è un grosso handicap, che chiaramente ci porta a sospettare che la finalità della proposta non sia una finalità positiva. A me sarebbe piaciuto tanto oggi discutere con i colleghi, col collega Giagoni che è tornato ed è stato male, per sentire se la sua bella voce squillante è sempre quella, ma davvero confrontarmi sull'idea di sviluppo della Sardegna. Comunque vedo che l'Aula è abbastanza distratta, si può anche capire dopo tante ore di lavoro, perché quelle associazioni, l'ANCE, l'ANCI e il CAL, non sono state audite, quindi Assessore lei mi stava guardando per dire abbiamo recepito, non li abbiamo auditi, e perché non li abbiamo auditi? Io credo che sia stato un errore imperdonabile da parte sua. Io ringrazio il Presidente della Commissione che ha messo ai voti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, ecco questo è un emendamento che è simile a quello precedente, anche questo è un emendamento che vuole essere propositivo, propone delle modifiche al Piano paesaggistico regionale secondo i criteri, con il concerto col MiBAC, prende un impegno che entro sei mesi si estende il PPR alle zone interne che ancora ne sono prive, definisce i criteri di dimensionamento degli insediamenti turistici costieri, con un rapporto tra volumetria alberghiera e volumetria turistica residenziale, si interpreta inoltre la norma che riguarda le strade, questa sì un'interpretazione autentica, che riporta quanto contenuto nelle norme tecniche del PPR. E quindi un testo che è pari pari a quello che è contenuto nelle norme tecniche. Noi ci aspettiamo da voi proposte di questo tipo, quindi delle proposte che non cercano con un colpo di mano di appropriarsi di una gestione in proprio e in esclusiva, al di fuori di ogni controllo e di ogni concertazione col MiBAC degli interventi che riguardano appunto l'agro, i beni identitari e le zone costiere. Chiediamo con forza che arrivino in Aula dei provvedimenti su cui si possa discutere di un adeguamento vero del Piano paesaggistico regionale, un adeguamento che tenga conto delle novità intercorse in questi 14 anni che sono tante, ma soprattutto di quelle che sono le moderne tecniche e logiche di tutela dell'ambiente e di sviluppo compatibile degli ambiti urbani. Questo è quello che noi ci aspettiamo da voi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Presidente, mi rivolgo a lei, anche se è un pochino distratta da molestatori! No, è che volevo parlare proprio col Presidente nel mio intervento, quindi magari rinviate un attimo il conciliabolo, oppure mi prenoto per dopo. Le dicevo, signor Presidente, lei mi ha spiegato che la linea generale è quella di attribuire un maggior potere alla Regione, ecco si tratta di questo poi nella sostanza, perché siete interessati fino a un certo punto a un discorso legislativo, è un provvedimento, dovete fare un paio di strade, dovete convincere la gente a firmare, fate questa interpretazione autentica che è un'innovazione, però in realtà volete che la Sardegna non debba più confrontarsi su una certa materia, che è questa, con il Governo, con il famigerato Ministero, allora sottrarsi ad esso in questo modo, alla leale collaborazione con gli altri livelli di Governo, signor Presidente, forse si può arrivare anche in un altro modo, magari abbiamo la famosa possibilità di attuare lo Statuto, abbiamo una Commissione paritetica il cui ruolo è sempre svilito da tutte le Giunte perché gli assessori, soprattutto i presidenti… Ma, non so presidente se sia possibile!

PRESIDENTE. No, il problema è che lei ha detto di rivolgersi a me, quindi giustamente gli altri sono distratti, invece io sono molto attento!

DERIU ROBERTO (PD). Presidente, però non credevo che il mio diritto di essere ascoltato nell'Aula fosse autoridotto in questo modo, o i suoi doveri diminuiti.

PRESIDENTE. Io la ascolto. Guardi, non c'è nessuno che sta disturbando il suo intervento. Probabilmente dimostrano disinteresse, ma è un diritto dimostrare disinteresse ad un intervento.

DERIU ROBERTO (PD). No, io non voglio che siano interessati, però sono in piedi, siano disinteressati seduti.

(Interruzioni)

Io accolgo comunque l'invito del Presidente ad innovare il Regolamento, e quindi passeggiare nell'emiciclo con tranquillità e appoggiarsi ai banchi della Giunta.

PRESIDENTE. Ai banchi della Giunta non ci si può appoggiare!

Appoggiatevi nei vostri banchi! Grazie, Presidente, sono costretto a rinunciare all'intervento!

(Interruzioni)

Non c'è nessuno in piedi, onorevole Ganau, siete i primi a stare in piedi!

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Presidente, ho provato anch'io prima a richiamare la sua attenzione, e non solo la sua, perché insisto sulla falsariga di quanto ho detto prima, non tanto sul metodo quanto sul merito. Nel momento in cui si attivano i processi di copianificazione che chiamano in causa un soggetto alieno, altro, che è il Ministero, è molto faticoso per l'ente locale che magari sta redigendo un Piano urbanistico comunale con tutto il corredo che c'è intorno, e spesso si tende a demordere, si tende a tagliar corto, ma non in questo modo con strumenti che propriamente voi mi insegnate non appartengono all'armamentario di quest'Aula, magari snellendo le procedure. E questo è possibile. Io voglio dirlo, ho provato a dirlo anche prima esibendo la mia modestissima testimonianza, un Piano urbanistico comunale, reso conforme al PPR e al PAI, perché un altro tema importantissimo è quello del Piano di assetto idrogeologico, impone un impegno di almeno cinque anni mediamente, e non è tollerabile, non lo è per l'amministratore locale e men che meno per il legislatore, e il tema che io vorrei porre all'attenzione dell'Assessore (al quale davvero faccio ogni augurio, ci mancherebbe) è proprio questo, capire in che misura e con quali modalità questi processi burocratici possano essere snelliti, ma con il cesello, non con la mannaia! Voi state impugnando la mannaia su mani che non dovrebbero essere le vostre, sicuramente non sono le nostre. Io ho provato a dire, sull'ottica degli "sconsigli" di inizio legislatura, anche a voi amici della maggioranza: provate ad ascoltarci perché non siamo per l'ostruzionismo, siamo semmai per il "costruzionismo", non nelle coste però. Ripeto, sempre se mi è consentito e senza tema di presunzione, laddove si attivano processi di collaborazione virtuosi, il PUC conforme al PPR si può fare, e genera economia, sulla scorta di un presupposto necessario di ecologia, che è quello al quale politicamente, eticamente vi stiamo garbatamente richiamando.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 531.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 532.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Sono stato interrotto dal tempo inesorabile che trascorre e questo mi consente però naturalmente di avere il tempo, grazie ai colleghi, di fare anche altri approfondimenti e così rileggermi l'emendamento presentato anche in questo caso dal collega Lai, che ringrazio.

Nel 2008 Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, compose una canzone dal titolo eloquente, "Mani libere". Con questo emendamento si vuole evitare le mani libere, con questo non intendo naturalmente impedire al nostro egregio Assessore di utilizzare le mani per mangiare, questo è ovvio, lungi da me naturalmente interferirein una co-pianificazione con un buon piatto.

Detto questo, riprendo il ragionamento lasciato nel precedente mio intervento in riferimento al fatto che io stamattina alle otto e mezza, assessore Sanna, sono andato all'ADIS. Ho avuto il piacere di parlare col dottor Sanna, quell'ufficio, quel padiglione era desolatamente vuoto, Assessore, così come sono vuoti i nostri uffici tecnici comunali che istruiscono le pratiche e attendono mesi se non anni il parere da parte dell'ADIS su una variante urbanistica o per sapere se quel lotto è intercluso o meno e quindi può eventualmente generare sviluppo. Tutte cose che ovviamente non sono contenute in questo testo di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Siamo al sesto emendamento della serata che è in discussione, e anche in questo caso proviamo ad entrare nel merito della questione, perché, badate, il tema del governo del territorio traccia una strada su quale sia la direzione che una maggioranza, un Governo vuole tracciare e sulla quale vuole andare, ed è abbastanza chiara. In un provvedimento avremmo voluto vedere magari interventi per la scuola, avremmo voluto vedere interventi per i nostri edifici scolastici, avremmo voluto vedere magari interventi sostanziali per il rilancio dell'economia, avremmo voluto vedere magari una seria politica sul turismo, magari che non pensi solo ed esclusivamente a commissionare pubblicità che restino in Sardegna ma che pensi magari ad attrarre nuovi flussi turistici. La politica del governo del territorio è una politica seria che non incide solo in un determinato settore, incide naturalmente su una visione che si ha della Sardegna, e se la visione di Sardegna è solo quella di permettere nuovi incrementi volumetrici nelle zone F o permettere di incidere negativamente sui beni identitari, di incidere negativamente sull'agro, noi naturalmente faremo un'opposizione strenua, un'opposizione seria, un'opposizione costruttiva, che mira a modificare il provvedimento, che mira a farvi capire che ciò che il primo firmatario vuole ottenere con questa proposta di legge probabilmente non è quello a cui tutta l'Aula vuole arrivare, non è quello che l'assessore Chessa in tutte le sue interviste televisive rimarca, ossia l'identità sarda, il tema della del nostro ambiente, della nostra architettura, dei nostri musei, non è quello di ridare valore e potestà anche ai nostri enti locali, che non sono stati neanche considerati in questo provvedimento, i dirigenti dei Comuni dovranno applicare questo provvedimento che ci troviamo in discussione ma non sono stati neanche interpellati, non è quello naturalmente del mondo economico e del lavoro, che ugualmente non è stato neanche citato nel provvedimento, perché probabilmente non interessa, è più importante procedere a testa bassa verso l'approvazione di un provvedimento che andando di questo passo naturalmente non arriverà prima di 40 giorni, checché ne dica qualcuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io so che l'assessore Sanna, girando in lungo e in largo la Sardegna avrà visto tutte le ex strade ferrate, rispetto alle quali è stato approvato già da tempo un progetto importante per trasformarle in ippovie, in percorsi di trekking, in percorsi di ciclocross e quei progetti prevedevano anche la ristrutturazione di tutta le ex case delle ferrovie attualmente di ARST. Esiste anche una legge, Assessore, non so se lei abbia avuto l'opportunità di vederla, approvata qualche anno fa 7 - 8 anni fa in quest'Aula, proprio con un emendamento a una legge finanziaria, che imponeva proprio all'ARST di passare a prezzo simbolico di un euro tutte quelle strutture ai Comuni, perché come ben… va bene io sto citando una legge che esiste, poi se non è più possibile evidentemente ne è stata approvata un'altra che non ci dà la possibilità. E dicevo, dico questo perché a oggi se lei passa in quelle strade ferrate che in molte circostanze attraversano anche i comuni, notiamo il totale abbandono dalle stesse con le circolari, le giustissime circolari regionali che impongono ai sindaci e ai privati cittadini di pulire dalle erbacce, dal fieno per i pericoli di incendio e poi andiamo a vedere proprio quelle strade, quei reliquati che invece sono totalmente abbandonate a loro stesse con discariche incontrollate, con fieno che non viene tagliato da anni e con rischio estremo di incendi che mettono in serio pericolo l'incolumità di cose e persone. Quindi io credo che da questo dovremmo ripartire, cioè abbiamo, il cemento c'è già, le strutture ci sono già, l'abbiamo detto in altri interventi, nei Paesi il 70 per cento delle case sono disabitate e molte volte lo spopolamento avviene anche perché qualche giovane coppia, che potrebbe decidere di rimanere nel proprio Paese, non ha una casa dove abitare e quindi è costretta ad andarsene in affitto magari nella cittadina più vicina, più grande. Quindi altro dovremmo pensare, dovremmo avere un'idea diversa di sviluppo che lei sicuramente ha ma che non vuole esternare, non ho capito perché questo atteggiamento di non volere condividere con noi un'idea di sviluppo della Sardegna, che magari è la stessa…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti).Grazie Presidente, uno dei temi che a inizio Legislatura era stato toccato durante le discussioni delle dichiarazioni programmatiche, e quindi uno dei rari momenti in cui abbiamo avuto modo di confrontarci in merito alla pianificazione del futuro, ha riguardato, ricordo in particolare gli interventi dell'attuale Presidente della prima Commissione in questa materia, la necessità di provvedere a un rilancio dello strumento delle norme di attuazione dello Statuto. La Sardegna ha sempre usato pochissimo questo strumento, ne abbiamo un numero estremamente basso, soprattutto se paragonato a quello che invece è stato fatto nelle province autonome di Trento e Bolzano, soprattutto, dove lo Statuto d'autonomia, e in quel caso l'autonomia provinciale, è stato utilizzato ai massimi appunto previsti dai costituenti anche grazie al fatto che per ogni legislatura provinciale, quelle regioni, quelle province sono state in grado di fare un grande numero di norme di attuazione, molte di queste riguardano il governo del territorio. L'autonomia che oggi hanno quelle province autonome è un'autonomia tarata su misura delle esigenze di quelle realtà, realtà diverse, realtà autonome rispetto al resto del Paese e ai sensi della nostra Costituzione, però realtà che sono state in grado anche grazie a idee che andassero molto al di là delle maggioranze politiche, sapete bene che soprattutto nella provincia autonoma di Bolzano la guida politica è da sempre affidata a partiti autonomistici, e di volta in volta in coalizioni però diciamo c'è una guida monolitica rispetto invece all'alternanza che guida la nostra Regione, più o meno da quando esiste l'elezione diretta del Presidente. Quindi con questo cosa voglio dire, su un tema come questo secondo me bisogna evitare di confinare la discussione solo al tema dell'urbanistica o peggio dell'edilizia. Il governo del territorio è un tema centrale ed è forse il tema politico per eccellenza, con una guida saggia in materia di governo del territorio, cioè senza una bussola saggia in materia di governo del territorio non ci sono politiche di bilancio, non ci sono politiche di sviluppo, non c'è possibilità di creare occupazione nel lungo periodo e la nostra Regione sarà sempre, così come lo è stato in passato, alla mercé di speculatori o di imprenditori che oggi proponendo l'apertura di una nuova impresa economica, domani addirittura investimenti in un settore che magari sino al giorno prima ancora non esisteva nella nostra isola…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Allora io avevo interrotto la mia attività di ripasso sulla interpretazione autentica e quindi sottoporrò a lei, Presidente, e agli Assessori e a tutti noi questo mio studio. Mi riferivo alla Corte europea dei diritti dell'uomo che si è espressa sulla necessità dell'interpretazione autentica ed ero giunta al fatto che lo riteneva utile e giustificato nel caso ci fossero, appunto, ragioni storiche epocali, oppure necessità di porre rimedio a un'imperfezione tecnica della legge interpretata, ristabilendo una interpretazione più aderente all'originaria volontà del legislatore. Ebbene al di là del merito delle disposizioni contenute nel Piano paesaggistico e nelle norme di attuazione nessuno ha mai dubitato sul loro esatto significato in materia di fasce costiere, beni identitari e zone agricole nella parte in cui venivano disposti vincoli eccedenti quelli previsti in ambito nazionale. A questo punto ci si pone un interrogativo, perché si voglia una norma di interpretazione autentica, quindi retroattiva, e non una disposizione innovativa che possa fissare nuove regole soltanto per il futuro. Si pensa a diverse giustificazioni tra cui il fatto che in materia paesaggistica non esiste la possibilità di sanatorie successive alla realizzazione del bene abusivo, è qui che nasce un po' la malafede il pensiero che ci possa essere malafede, anche se precetti successivi ne avrebbero consentito la realizzazione. Per avere una autorizzazione occorre quindi rimuovere il manufatto abusivo realizzarlo di nuovo, magari nell'identica forma, grazie invece a questa interpretazione autentica cosa succede? Si compie diciamo un piccolo miracolo, l'opera diventa legittima fin dall'origine. Invece la maggioranza, la maggioranza del Consiglio regionale continua ad insistere ad affermare, e ripeto non c'è non vorremmo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì grazie Presidente, per sostenere il ragionamento portato avanti dall'onorevole Caddeo in merito proprio all'interpretazione autentica quindi alla retroattività della norma che consentirebbe ovviamente di sanare tutta una serie di opere attualmente anche magari fuori dalle leggi. Ma io vorrei aprire anche un'altra questione. Quando si governa si è i governatori e quindi si è una parte istituzionale che non dovrebbe avere appartenenze politiche e l'istituzione si confronta con un'altra istituzione. Ho sentito in varie occasioni, in varie dichiarazioni anche espresse da alcuni della maggioranza il fatto di non fidarsi: "Non mi fido del Governo, non mi fido dei Ministri", insomma tra istituzioni la buona politica, la politica che noi continuamente diciamo di voler portare avanti dovrebbe invece cancellare un attimo queste contrapposizioni politiche che portano allo scontro, soprattutto nelle campagne elettorali, per provare a risolvere delle questioni. Quindi i Ministri e il Governatore o gli Assessori come braccio di estensione del Governatore dovrebbero proprio provare queste strade. Mi domando, è possibile oggi provare a mettere da parte queste false contrapposizioni per mettere davanti a tutto l'interesse generale? Perché questo è il punto. Chi mi ha preceduto, soprattutto gli onorevoli colleghi che sono anche sindaci di vari comuni, hanno sottolineato la difficoltà che molti Comuni hanno in termini di risorse e di qualità, scusate, non qualità, ma quantità e anche qualità delle volte in termini di conoscenze, per poter adeguare anche gli strumenti, parlo del Piano urbanistico comunale. Mi immagino che invece la Regione punti e sostenga con risorse forti la possibilità per i Comuni di adeguare gli strumenti, perché quando lo strumento del Piano urbanistico è adeguato al sovraordinato PPR, tutto è un po' più semplice, perché è inquadrato, perché si sa quello che si può e quello che non si può fare nei territori, e non si lascia ai territori la discrezionalità di scegliere se approvare una qualsiasi cosa che propone magari un imprenditore di turno, che propone anche quattro posti di lavoro e che è in una difficoltà, anzi nelle difficoltà che purtroppo andiamo a vivere in termini di occupazione nel nostro territorio, si viene a creare quella…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Anche in questo caso l'emendamento è utile per poter formulare una riflessione, collegandomi a quello che dicevano le colleghe e i colleghi prima. Ritornando proprio all'argomento utilizzato nel corso della discussione dell'emendamento precedente, raccontando le vicende della spesa e dello spreco di risorse nell'impossibilità di far fronte alla raccolta dei rifiuti o alle necessità di trasporto per ragazze e ragazzi nell'agro di Sassari, passo invece all'argomento legato e relativo al termine dell'agro in generale. Questo elemento che voi state inserendo, ovviamente, non solo con questa legge, perché poi c'è il DL approvato dalla Giunta che arriverà verosimilmente, che devasta ulteriormente eliminando il vincolo dei tre ettari nell'agro per l'edificato. Che cosa determinerà questo? Secondo voi domani, dopodomani, nelle giornate prossime, quando il disegno di devastazione del tutto sarà compiuto, l'approvazione di questa norma che ci auguriamo non sarà possibile approvare, ma poi lo vedremo, o l'altra, le associazioni che lavorano nell'agro, che rappresentano gli agricoltori, le produzioni agricole, l'intrapresa economica nell'agro. Quando avrete approvato una norma che dice che il lotto sul quale si può costruire senza un collegamento con l'agricoltura è sotto l'ettaro, quando avrete come interlocutori gli imprenditori vitivinicoli della Sardegna che esportano, che addirittura in molti casi vorrebbero espandere i territori coltivati e raddoppiare le produzioni per far fronte alle esportazioni, gli dovrete dire che quel terreno dove loro vogliono mettere vigne dovranno pagarlo a prezzo di terreno edificabile, dovranno piantare alberi dalle monete d'oro per poter far fronte e riuscire a coprire i costi dell'acquisto dei terreni agricoli trasformati da voi in edificabili per poter produrre qualcosa che rende economicamente sostenibile l'intervento come acquisto dei terreni, questo gli dovrete dire. Quindi, cancellate il Piano di sviluppo rurale, cancellate tutti gli aspetti di investimenti per i giovani agricoltori, eliminate anche il resto, perché almeno è più credibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il conigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Questo emendamento presentato dall'onorevole Lai come primo firmatario da, come ha detto pochi minuti fa l'onorevole Zedda, la possibilità di riflettere sul fatto che il governo del territorio è una questione culturale, e voi lo state dimostrando in maniera deteriore ovviamente. E il fatto che il governo del territorio sia una questione culturale non vuol dire che anche l'economia non sia una questione culturale, ma anche l'economia va coniugata in maniera positiva non deteriore, è legata soltanto al semplice guadagno privo del necessario riscontro legato all'ecosostenibilità. In quest'Aula ho tante volte ho sentito la parola, il concetto di identità proclamata dal nostro Governatore e poi ripresa anche da alcuni di voi, come quando sento l'onorevole Quirico Sanna dire "Fortza Paris". Che senso ha il "Fortza Paris" di fronte ad una cementificazione su una spiaggia? Non lo capisco, veramente non lo capisco. Forse dire forza che ce la fai davvero, anche se ti hanno costruito sulla spiaggia. Però questa ovviamente è una mia considerazione strettamente personale, perché poi d'altra parte abbiamo amministratori seri come Salvatore Corrias, il sindaco di Baunei, che ha dimostrato che ci si può benissimo adeguare al PPR e si può ogni anno prendere le bandiere blu o le cinque vele come si dice, (…) uno dei gioielli turistici di tutto il nostro Paese senza cementificare, ma semplicemente valorizzando quello che si ha, riqualificando. Ci andrò a Baunei, ci andrò, ci andrò, e questa è la dimostrazione reale di quello che si può fare se c'è la volontà politica di farlo, se invece si ha la volontà politica di assecondare appetiti di lucro, si va nella direzione opposta, che purtroppo volete completare col DDL approvato a dicembre dalla Giunta, e quello sarà veramente la catastrofe sulla nostra isola. Ma noi ci opporremo con tutte le nostre forze anche coinvolgendo i portatori d'interesse, cosa che voi negate in maniera assolutamente antidemocratica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la conigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA. Grazie, Presidente. C'è l'Assessore? Sì, sono fortunata. Continuiamo, poco fa lei non c'era, io stavo ripetendo alcune sue dichiarazioni in un'intervista rilasciata su "La Nuova Sardegna" il 15.05.2019. A proposito, naturalmente voto favorevole a questo emendamento. Si parlava di urbanistica, dove lei è stato intervistato da Luca Rojch, che è il giornalista de "La Nuova Sardegna", al quale alla domanda che le ha posto sulla modifica o cancellazione del PPR e sull'eventualità e la paura che avevano tanti sardi del poter costruire sulle coste, lei aveva risposto, queste sono sue testuali parole da quanto emerge da questa intervista, lei dichiara: "Assolutamente no". E poi continua la sua dichiarazione e dice: "La storia parla per noi, i Sardisti parlano per noi, i Sardisti rispettano la loro terra. Abbiamo grandi bellezze, dobbiamo rispettare l'ambiente, nessuna modifica e nessuna cancellazione nel PPR". Queste sono sue parole datate 15/5/2019, per cui lei un anno fa fa una dichiarazione, a distanza di un anno evidentemente il Covid le ha fatto cambiare idea, è anche possibile, che le abbia fatto cambiare idea, però adesso invece lei, dopo aver rilasciato questa dichiarazione, le azioni e gli atti che pone in essere sono l'opposto, diametralmente l'opposto, mentre prima dichiara che lei non andrà a modificare il PPR e non andrà naturalmente a cancellarlo, adesso invece, con questa proposta di legge, lo modifica. Ed è interessante oggi, è appena uscito un articolo che vado a leggerle, che è particolare ed è anche curioso, e si riallaccia un po' a quello che è il cambiamento e l'evoluzione che c'è stato evidentemente nelle vostre idee e nelle vostre strategie, e nella vostra visione della Sardegna, e in questo articolo leggo che questa mossa, cioè la modifica del PPR, non è un'unica mossa, infatti quella che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU).Grazie. Questo emendamento sinceramente mi dà molto da pensare, nel senso che ricalca diversi difetti che ha anche il testo che vuole emendare, e soprattutto quando si parla nel comma 4: "nelle more della promulgazione della legge organica di Governo del territorio provvederà a ridefinire i criteri di dimensionamento degli insediamenti turistici costieri, come definiti all'articolo 4, decreto 20 dicembre 1983, numero 2266/U". Questo modo di procedere mi pare veramente improprio in una legge, cioè rinviare alle successive determinazioni legislative organiche, quindi già partendo nella definizione di questa legge come inorganica e provvisoria, evidentemente senza nessun interesse per chi la sta emanando. Ancora; il voler ribadire, in modo un pochino testardo, la normativa già vigente a livello statale nel tentativo di una armonizzazione con l'ordinamento regionale, mi pare improprio e sempre sbagliato, nel senso che le norme nazionali devono essere messe in relazione con quelle regionali nel momento in cui sono vigenti dall'interprete, non c'è bisogno ogni volta di riscrivere su una materia tutto l'ordinamento vigente per quella singola fattispecie. Anche il comma 6 mi dà qualche dubbio, è comunque una riscrittura del testo base che abbiamo già lungamente criticato, per cui rispetto a questo emendamento io mi sentirei di dichiarare un voto negativo e sfavorevole. Contrario, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. Siamo arrivati all'emendamento 532 che appunto è un sostitutivo totale che troverà il mio voto favorevole, perché lo ritengo giusto su tanti punti di vista, va appunto a rimarcare un'interpretazione veramente autentica sulle norme di pianificazione paesaggistica, perché porre al centro nel dibattito appunto il tema della pianificazione è fondamentale in questo periodo. Noi siamo reduci da un periodo che ci ha segnato tutti, quello del Covid, e quindi dobbiamo anche riuscire a immaginare un nuovo modo, un nuovo modo di concepire la vita, non possiamo ancora utilizzare dei vecchi modi di vivere, quindi questa poteva essere l'occasione buona per andare a valutare come voler sviluppare la Sardegna in maniera magari innovativa, essere per una volta anche i primi a proporre qualcosa, qualche strumento che possa dare appunto nuovo slancio e nuova linfa ed essere appunto copiati, molto spesso sento che dovremmo copiare noi delle leggi di altre isole per la continuità territoriale, e invece, ecco, noi potevamo essere i primi su queste tematiche sull'ambiente, invece con questa legge che si sta portando avanti stiamo decidendo, anzi, state decidendo di tornare indietro, e questo sicuramente mi preoccupa parecchio e ritengo che con questo emendamento possiamo riuscire appunto a migliorare totalmente il testo, visto che è un emendamento sostitutivo totale, e quindi andando a toccare quelle tematiche che veramente possono creare quello sviluppo, quella armonia del territorio, e soprattutto rendere partecipi in questa discussione i cittadini, che fino a questo momento li sento fuori che lamentano di questa legge ma non li teniamo in considerazione, perché se loro ritengono che una legge come questa va a deturpare il bene comune di tutti, che non è proprietà di nessuno, quello dell'ambiente, almeno una riflessione da parte di tutti ci deve essere, cioè non possiamo essere testardi fino in fondo andando a modificare qualcosa che neanche i cittadini…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S).Grazie, Presidente. Assessore, questa gliela devo dire perché è interessante; nel discutere con delle persone che conosco, che lavorano nel campo dell'alta tecnologia, i quali hanno avuto modo di sentire le sue ultime uscite pubbliche tra cui appunto i video di Facebook e i discorsi in Aula, mi hanno paventato la possibilità di creare un programma che si chiama "generatore automatico di discorsi di Quirico Sanna"… parlavamo di un software altamente tecnologico che si chiama "generatore automatico di discorsi di Quirico Sanna, il quale mixa promesse irrealizzabili, un forte aspetto identitario e un pizzico di qualunquismo genera dei discorsi spendibili in qualsiasi occasione, per politici di qualsiasi livello, dal Consiglio comunale al Consiglio regionale, sono estremamente serio, colleghi, naturalmente è disponibile in più linguaggi. Comunque, veniamo all'emendamento, vi faccio sapere quando lo pubblicano, veniamo all'emendamento, l'emendamento 532, e anche qui abbiamo un emendamento sostitutivo totale che offre un'altra interpretazione da parte della minoranza, con un'ulteriore dimostrazione di quella che è l'intenzione e la volontà costruttiva che da parte nostra è sempre stata palesata, in questo modo vogliamo cercare di portarvi a una condivisione, a una discussione, a una posizione che sia una visione condivisa da tutti, perché non siamo solo noi che non siamo stati coinvolti minimamente in questo provvedimento legislativo e nella creazione, e nella volontà di quella che ha portato al tentativo fino ad oggi di promulgazione di questa legge, manca anche il coinvolgimento degli enti locali, manca anche il coinvolgimento di qualsiasi ente che sia un minimo centro di interesse per qualsiasi, come si può dire, aspetto relativo appunto al paesaggio, al territorio all'identità, soprattutto, perché troppi sarebbero i beni identitari che andrebbero a rischiare di essere inevitabilmente compromessi dall'azione sconsiderata e delle azioni sconsiderate che deriverebbero dall'approvazione di questa legge. Per questo da parte nostra ancora viene rappresentata l'intenzione di cambiare, ma di cambiare in maniera costruttiva e di farlo insieme, insieme alla maggioranza, il problema è che la maggioranza, in questa occasione come in molte altre si è dimostrata sorda ai nostri richiami ed alle nostre richieste, ma noi continueremo questa sera per riuscire finalmente a eliminare la parte di questo provvedimento legislativo che noi riteniamo non debba essere approvata da quest'Aula, non perché non…

PRESIDENTE. Onorevole Solinas, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente. Cari colleghi, caro Assessore, come hanno ricordato i colleghi che mi hanno preceduto nelle esposizioni di questo emendamento, questo è un emendamento sostitutivo all'articolo 2, e anche in questo caso ringrazio i colleghi Lai, Cocco, Piscedda, Li Gioi, Orrù e Piu e chiedo di aggiungere la mia firma, Presidente. Il tema centrale di questo emendamento, un po' come l'altro, nella riscrittura, essendo un sostitutivo, in qualche modo riguarda anche una soluzione al problema che voi avete introdotto col disegno di legge, che è il tema di una interpretazione autentica di una norma di pianificazione paesaggistica per la possibilità della realizzazione della strada, ormai famosa, Sassari-Alghero. Io credo che poi a fine di questo dibattito qualcuno di voi quella strada dovrà farla in ginocchio, perché avere introdotto per una strada tutto questo ragionamento, aver compromesso anche un rapporto importante su un tema fondamentale come la tutela del paesaggio e il governo del territorio, il minimo, non dico all'assessore Sanna, non me ne voglia, perché credo che sia abbastanza impegnato in altro, però qualche collega di maggioranza in ginocchio dovrà fare quei tre chilometri e mezzo.

Allora, Assessori, Giunta, nel nostro emendamento in qualche modo riteniamo che si introduce una logica, è una logica che abbiamo trovato anche in alcuni pareri che sono stati forniti alla stessa Giunta, e lo chiedo non ai miei colleghi cagliaritani, nuoresi o ogliastrini, ma considerate la strada Sassari-Alghero una nuova arteria? Considerate che quella strada possa essere definita una nuova strada? Oppure che possa essere il completamento di una strada già esistente, e quindi cade tutto il ragionamento dell'interpretazione autentica della norma di pianificazione paesaggistica? Quindi probabilmente bastava con attenzione leggere i pareri che sono stati messi a disposizione della Giunta, capire che quella strada, come hanno percorso moltissimi, anche colleghi di quest'Aula, non è una nuova strada, è una strada di completamento, e trovare una risposta all'interno della giurisdizione, dei pareri e non modificare e creare il sospetto, il famoso cavallo di Troia attraverso il quale voi volete aggredire il territorio, volete compromettere il territorio, volete anticipare una discussione corretta.

Altro tema importante, caro Presidente, ed è inserito nell'emendamento numero 532, a pagina 6, è un po' il tema del rapporto fra gli alberghi e le seconde case…

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente. Io inizio chiedendo scusa all'onorevole Peru, il caro collega, perché non mi sono avvicinato semplicemente perché stavo ripassandomi gli ultimi concetti che volevo esprimere, che sono abbastanza pregnanti, e mi fa piacere che ci sia l'onorevole Chessa in Aula, perché mi sono concentrato su questo pezzo dell'emendamento del collega Lai che vorrei citarle. "Unitamente al provvedimento di cui al punto 3 precedente, la Regione, nelle more della promulgazione di una legge organica di governo del territorio, provvederà a ridefinire i criteri di dimensionamento degli insediamenti turistici costieri come definito dall'articolo 4 del decreto assessoriale del 20 dicembre" e poi, nel comma 5, "nelle nuove zone turistiche da pianificare il rapporto tra volumetria alberghiera e volumetria turistica residenziale dovrà in ogni caso essere di 4 a 1, ovvero 80 per cento alberghi, 20 per cento seconde case, nel senso che la volumetria esclusivamente residenziale non potrà in nessun caso superare tale percentuale". Ecco, non abbiamo avuto modo di parlarne, ed è questo che vorrei lamentare, cioè questi emendamenti qualcuno ha pensato che avessero uno spirito ostruzionistico. Assessore, non era così. Noi volevamo semplicemente poter discutere, anche con lei, di insediamenti turistici. Ci sono fior fiore di pronunciamenti, di decreti assessoriali, che entrano quasi a gamba tesa nel sistema normativo, quindi noi ritenevamo che fosse giusto che il legislatore assumesse su di sé l'onere di esplicitare le cose, e quando ci permettiamo, anche forse esagerando, di dare percentuali, 4 a 1, 80 e 20, ma le sembra che stiamo facendo ostruzionismo? No, è uno spirito costruttivo, stiamo offrendo una visione di Sardegna, di intervento nelle zone turistiche che meritava l'attenzione giusta. Avremmo voluto discuterne per cercare di dare una mano. Non è stato possibile e questo ci dispiace perché quando anche lei, nelle occasioni che abbiamo visto dalla stampa, va in giro a promuovere il territorio, e bene fa a farlo, si trova spesso in situazioni che sono oggettivamente compromesse, cioè ci sono zone della Sardegna dove i rapporti percentuali non sono certo quelli, non sono 4 a 1, sono molto più insediati di quanto noi qui stiamo proponendo, però noi non ci volevamo sottrarre alla responsabilità del discuterne. Quindi io vorrei respingere proprio questa idea dell'atteggiamento…

PRESIDENTE. Onorevole Piscedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente. Per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 532. Mi dispiace non esserci in Aula il l'assessore Quirico Sanna, al quale non mi stancherò, e lo farò in ogni intervento fino a che durerà l'analisi degli emendamenti, e lo farò anche dopo, anzi le chiederei, signor Presidente, di poter farsi anche interprete di questa richiesta, ovvero di dirci qual è la reale motivazione che sottende la necessità di una interpretazione autentica con riferimento alle strade, perché se ci dovesse essere data questa risposta io credo che il ragionamento potrebbe evolversi anche. Lo dicevamo prima, sono tanti emendamenti, li discutiamo non con un senso di ostruzionismo o con un senso di voler bloccare, perché dico che interloquire, peraltro per pochi minuti, con un'Aula distratta, stanca e che neanche, come dire, valorizza l'intervento della minoranza, che per quanto sempre minoranza sia, credo che abbia la stessa dignità di qualsiasi altro membro componente questa importante assemblea, dicevo lo faremo perché crediamo che debbano essere dette molto chiare le motivazioni che portano questa maggioranza a insistere in maniera così pedissequa su questo intervento. Se è un problema di interpretazione autentica sulle strade si stralcino quei primi due commi, se si tratta di capire che ci sono delle questioni che devono essere risolte che si dicano, ma non si dica, d'altra parte, che tutto l'impianto è finalizzato a questo, perché ogni volta che continueremo ad approfondire il disegno di legge, e lo faremo costantemente, minuto dopo minuto, qua emergono degli elementi che, invece, ci fanno pensare sempre delle altre cose.

Negli ulteriori interventi continuerò il mio ragionamento.

Il mio voto è favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 532.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Gli emendamenti numero 425, 459 non possono essere votati, perché riguardano il titolo, non si può emendare il titolo, il titolo è la conseguenza dell'articolo, il nomen iuris.

Passiamo all'emendamento numero 673.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Era presente l'Assessore ai Trasporti, ma trattandosi di strade magari ci consente anche di argomentare anche tutte quelle che sono le problematiche inerenti ai trasporti, ma è apparso e poi è sparito in pochi secondi, ne approfittavo naturalmente per porre all'attenzione di questo Consiglio. Ah, sì, c'è, mi scusi Assessore, sì, quindi la saluto. Detto questo io ho purtroppo sempre terminato l'intervento precedente senza continuare il mio viaggio di stamattina, che stamattina alle otto e mezza, dopo l'ADIS, allora dovevamo protocollare un progetto di un adeguamento impiantistico di un Comune costiero di un porto turistico. Allora alle 9 e mezza circa all'assessorato ai lavori pubblici in viale Trento. Allora non c'era un funzionario, un dipendente della struttura regionale a protocollare una presentazione di un progetto di adeguamento impiantistico di un porto turistico di un Comune di un territorio, di un territorio a cui io mi sono prestato per consegnare quella pratica all'Assessorato ai Lavori Pubblici. Son dovuti ricorrere a un timbro prestato dall'ufficio postale, che è in quello stabile. Allora per significare che le problematiche che i Comuni si trovano oggi in questa situazione veramente di non Governo, non di non governo della pianificazione del paesaggio, della possibilità magari di creare nuove aree di lottizzazione, quindi espansione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, quello che diceva prima l'onorevole Satta è l'emblema dei veri problemi. Noi discutiamo di un testo perché qualcuno pensa che poi realmente arriveranno eserciti di persone con paiolo e cemento, poi quelle stesse persone dovranno andare a cercare quell'ufficio e quelle persone per protocollare un progetto non troveranno nessuno, non c'è più nessuno. Avete dato indicazioni per cui dallo smart working si dovrà rientrare a dicembre 2020. Voi vi rendete conto di un'indicazione data a tutte e tutti i dipendenti della Regione di stare a casa e di avere l'obbligo di stare a casa e lavorare da casa, cosa che non c'entra nulla con lo smart working, siamo alla carcerazione preventiva, e negli uffici non c'è più nessuno. E con la scusa della connessione che va e viene, o l'incapacità o impossibilità oggettiva di controllare e di valutare il carico di lavoro non c'è più nessuno che risponda neanche a le mail. Però discutiamo per giorni di provvedimenti che sbloccheranno lo sviluppo e determineranno la crescita e il benessere di tutti. Poi l'onorevole Satta prima o poi si dovrà spostare anche in qualche altro ufficio, magari di un Comune, e cercherà un istruttore tecnico per depositare una pratica edilizia, magari qualcuno no a valere su questa legge avrà l'illusione di poter trovare un qualcuno in un ufficio tecnico per depositare una pratica nell'edilizia privata di un Comune, e non troverà nessuno, e la quella pratica rimarrà lì insieme alle altre 100 mila che già giacciono negli uffici dell'edilizia privata dei nostri Comuni, e nessuno prende una di quelle pratiche perché a noi è rimasta solo la burocrazia in Consiglio regionale, nei Comuni non c'è più un burocrate, c'è solo la burocrazia, nel senso che non c'è più nessuno dietro una scrivania seduto in una sedia, per la quiescenza di personale, e quindi l'assenza di possibilità di ricambio, non c'è più nessuno che prenda quella pratica, lavori la pratica, e sblocchi un qualcosa all'esterno, e noi a far leggi, a rivedere il comma dell'articolo, della lettera, virgola e poi non c'è più nessuno che le applica….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, è stato più volte citata questa necessità da parte dei colleghi, ricordo che nell'ultima legge di semplificazione era stato inserito un articolo che prevedeva un piano straordinario per lo smaltimento delle pratiche arretrate nei comuni, in allegato era stata presentata anche una stima degli effetti che avrebbe potuto avere sulle pratiche bloccate da anni, pratiche di vecchi condoni addirittura ferme dagli anni 80, pratiche che avrebbero anche un riscontro positivo in termini finanziari perché per i Comuni sarebbero entrate certe, purtroppo l'attuazione di quel piano straordinario è stata bloccata nei meandri appunto dei nostri uffici e saturi di altre priorità. La priorità purtroppo è sempre quella dell'immediato, e mai quella che invece con un po' di lavoro spianerebbe la strada anche al prossimo futuro. Un altro tema che mi interessa trattare, intanto a me fa piacere che oggi alla discussione abbiano partecipato tutti gli Assessori competenti, non solo quello all'urbanistica, ritengo preziosa la presenza dell'Assessore ai Beni Culturali, ritengo importante la presenza dell'Assessore al Turismo che sino a poco tempo fa è stato attento ai nostri interventi e alle nostre sollecitazioni, così come ritengo fondamentale la presenza dell'Assessore al lavoro perché quello è il tema dei temi, ritengo però che le connessioni col lavoro non sempre siano immediate. Un politico del recente passato, Luigi Cogodi, in una sua frase riportata anche dai giornali dell'epoca sul tema urbanistica diceva che non capiva com'è che tutti provassero a mangiare la gallina invece di sfruttare le uova d'oro. voi Luigi Cogodi diceva queste frasi in quest'Aula vent'anni fa, anzi no trenta anni fa perché erano Assessore all'urbanistica, quindi quegli anni lì passa il tempo, e nonostante questo la tentazione di mangiarsi la gallina non solo è rimasta ma è ancora più forte, nonostante le uova d'oro nel mentre abbiano acquisito un valore inestimabile. Anche il turismo, che all'epoca era un settore in espansione, è un turismo che si rivolgeva a una nicchia europea, oggi parliamo invece di miliardi di persone, in tutti i continenti, interessati sempre più a mete incontaminate, sempre più a un turismo di nicchia che oggi più di ieri ha un valore e potrebbe generare….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Assessore, continuiamo il discorso precedente. Le stavo citando una sua dichiarazione, ma non gliela ripeto perché sarebbe la terza volta e credo che abbia compreso, poi si ricorderà quello che dichiara, almeno spero. Il 15 maggio del 2019 lei dichiara quella che è un po' l'idea del suo Governo e l'idea di quello che vorrebbe realizzare in questi anni il governo sardo-leghista della Sardegna, e quindi dopo aver dichiarato che non voleva e non intendeva andare a modificare il PPR o addirittura proprio a cambiarlo, lei ha cambiato idea. Bene, e oggi le leggevo quello che è un articolo che mi ha incuriosito, perché è stato pubblicato un'oretta fa, quest'articolo scrive che nella vostra strategia quella del tentativo della modifica del PPR non sembrerebbe l'unica mossa, "… quella che il centrodestra di Christian Solinas si appresta a varare, arrivando dove la coalizione di Cappellacci non era riuscita ad arrivare. Insomma, la maggioranza sardo-leghista sembra aver perduto anche quel minimo di pudore che assicurava la protezione delle coste e del paesaggio, tanto che la cementificazione dei litorali non passa solo dal PPR in discussione in questo momento, ma c'è anche il ddl di dicembre, quello che cambia la legge edilizia", quindi sono altri aumenti di cubatura, addirittura si parla di un'immediatezza. "Dunque la maggioranza al governo della Sardegna sta preparando una diffusa colata di cemento con una doppia strategia, di fatto due mosse complementari: da un lato c'è l'interpretazione autentica al PPR, che farà decadere l'obbligo della copianificazione con lo Stato e così la Regione diventerà l'unico ente legittimato a decidere sui progetti da autorizzare, anche nelle zone F turistiche, dall'altro lato invece c'è il ddl che modifica la legge del 2015, la numero 8, ovvero la cosiddetta norma di manutenzione con la quale sono fissate le regole per costruire". E allora mi domando, Assessore: io posso capire che ci sia un cambiamento di idee, modificare leggermente qualcosa, ma qua è come spostarsi dal Polo nord…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Intanto per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento 673, che prevede la soppressione del comma 1 dell'articolo 2. Questo è, insieme al comma 2 dell'articolo 2, il nodo della questione perché nel comma 1 si vuole proprio interpretare il Piano paesaggistico regionale, il primo ambito omogeneo e le relative norme di tecniche di attuazione approvati con decreto del Presidente della Regione del 7 settembre 2006, n. 82. E' chiaro che, come abbiamo scritto anche nella relazione tecnica allegata alla pratica, dove facciamo un excursus tecnico-normativo dei motivi anche per cui noi chiediamo la soppressione e bocciamo in pieno questo articolo 2, come troviamo scritto anche all'interno del sito della Regione dove è specificato che il Piano paesaggistico regionale, essendo uno strumento di governo del territorio che persegue il fine di preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future, eccetera, a un certo punto dice: "è altresì precisato che il Piano identifica la fascia costiera come risorsa strategica e fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio sardo e riconosce la necessità di ricorrere a forme di gestione integrata per garantire un corretto sviluppo in grado di salvaguardare la biodiversità, l'unicità e l'integrità degli ecosistemi, nonché la capacità di attrazione che suscita a livello turistico" e aggiungerei "sostenibile". Dopo una pandemia, dopo il periodo che abbiamo vissuto in questi mesi, la sostenibilità è una parola che abbiamo sentito nominare spesso, non solo in termini di salvaguardia ambientale ma anche in termini di salvaguardia umana, cioè la sostenibilità turistica, la sostenibilità del poterci recare anche in alcuni spazi senza essere sovraffollati come è sempre stato, quindi è una nuova visione. Questo cerchiamo di far comprendere, noi abbiamo un territorio così prezioso e così, anche in termini di fascia costiera, ampio da poter utilizzare in diverse maniere: ci sono zone che hanno delle caratteristiche di tipo roccioso, delle zone che invece sono più dal punto di vista della conformazione sono adatte anche a ospitare più persone….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU).Io vorrei, anziché fare il la dichiarazione di voto, fare un richiamo al Regolamento per domandare, signor Presidente, se alle dichiarazioni di voto è applicabile l'articolo 78, comma 6 del Regolamento, in modo poi da poter eventualmente utilizzare quella procedura nelle dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Certo, assolutamente sì.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBRTO (M5S). Questo emendamento a mio parere rappresenta proprio la trincea di entrambe le formazioni che sono schierate su questo campo sportivo stasera; è una trincea da cui nessuno dei due si muove, se non per andare giustamente a mangiare qualcosa,ed è la trincea che è il senso di tutto questo nostro ragionamento, o sragionamento a secondo da che parte si sta; è una trincea che divide due modalità di pensiero, due idee di Sardegna, oppure un'idea di Sardegna da un'altra cosa che ancora non abbiamo saputo e non abbiamo capito bene cosa sia, ma speriamo di poterlo fare nei prossimi quattro anni scarsi che ancora ci mancano, se Dio vuole, al termine della legislatura.

Onorevole Quirico Sanna, volevo concentrare questo mio intervento sullo stazzo, che è un qualcosa che caratterizza la nostra Gallura. Intervenire nell'agro secondo noi vuol dire valorizzare lo stazzo, riqualificarlo, magari dotarlo dei servizi sanitari di cui non dispone perché i nostri avi magari ne facevano a meno, e far sì che la nostra Gallura in questo caso, ma la nostra Isola perché gli stazzi sono presenti in tutto il nostro territorio regionale, si avvicini un po' a quella che è l'idea che hanno realizzato in Toscana (ci sarà andato qualche volta), e noi abbiamo questa grande possibilità, però quello che noi vogliamo evitare è che al posto dello stazzo ci sia una

villa con piscina o tante ville con piscina. Io non so se lei è d'accordo su questa mia conclusione, probabilmente no, gliel'avevo già accennato in uno dei primi incontri di quando subito dopo le elezioni, lei mi aveva detto che non era così, però io mi sto rendendo conto in questa esperienza politica che in effetti non andavo così tanto lontano dalla verità, quando glielo dissi. Quindi ritengo che questa trincea noi la dobbiamo tenere ferma e così faremo e non spariamo a salve, questo è importante, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S).Grazie Presidente, allora siamo all'emendamento 673 soppressivo parziale… io vado avanti, Presidente… diciamo che tutto il tema verte un po' sulle strade cioè nel senso questo è quello che la maggioranza ci sta dicendo, che questa legge che stanno proponendo è fatta per le strade. Noi riteniamo che invece qua ci sono altre mire, altri scopi, altre volontà, cioè colpire, cioè più che colpire, voi avete un'idea di Sardegna che si basa sul cemento e quindi state sfruttando questo tema delle strade per cementificare le coste. Mi ricordo cosa aveva detto il mio collega Li Gioi durante il suo discorso nella discussione generale mentificatori che fa sempre bene ricordarlo. Noi con questo emendamento, anzi sono i colleghi Orrù, Piu, Agus eccetera e più, come si dice, diciamo che andiamo a sopprimere solo il comma 1, noi siamo per togliere sia l'uno che il due però questo è già un passo avanti, quindi questo emendamento non può che trovare il mio voto favorevole perché appunto iniziamo a sbrogliare un po' questa matassa in cui siamo finiti, un po' è finita tutta l'Aula per scelte appunto che noi non potremmo mai accettare, cioè quando si parla di tematiche sull'ambiente, noi abbiamo chiaro che sviluppo vogliamo dare alla Sardegna, uno sviluppo che va a trattare appunto quei temi che ci stanno particolarmente a cuore, ma soprattutto per lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni, perché il territorio è parte, possiamo dire, quasi di noi nel senso che lo viviamo, lo respiriamo, ci viviamo intorno quindi deve essere il più possibile rappresentativo anche come identità, quindi lasciare un'impronta importante da non mai dimenticarlo questo aspetto perché tutelare l'ambiente ci fa vivere meglio, dà possibilità al territorio, perché avere delle coste non cementificate ma poter utilizzarle per fare del vero servizio turistico, per far vedere come la Sardegna, la sua bellezza quindi è troppo importante quindi su questo emendamento io confermo il voto favorevole, grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Piscedda.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S).Grazie Presidente, colleghi allora l'emendamento soppressivo parziale, naturalmente la volontà con la quale questo emendamento viene proposto, appunto, è una volontà quasi provocatoria, dimostrativa di quella che è la nostra idea. Ma individuiamo il contesto all'interno del quale questa proposta legislativa va ad inquadrarsi, dove siamo? Cosa è la nostra Regione? Siamo una delle Regioni più inquinate d'Italia, abbiamo delle falde inquinate, acque marine e delle zone che non sappiamo nemmeno noi ed è la verità che cosa sia stato sotterrato durante gli anni, per non parlare anche dei poligoni militari dove tantissime sostanze cancerogene sono state riversate, dove niente ancora sta venendo fatto per le bonifiche, cosa che ci vedrebbe assolutamente d'accordo. Abbandoniamo i beni culturali, abbandoniamo l'esistente e lo trascuriamo, però vogliamo costruire ancora. Bene su questo concetto dovremmo soffermarci, dobbiamo valorizzare l'esistente, dobbiamo fare sì che i centri storici, per esempio, penso che siate tutti d'accordo, i centri storici soprattutto nei Paesi hanno un numero di case abbandonate che è incalcolabile ed è in aumento, il problema è questo. Case che poi diventano case disabitate, case disabitate che poi diventano ruderi, ruderi che vanno ad imbruttire dei paesi che già risultano poco appetibili per tutta la mancanza di servizi che purtroppo si soffre e che in più anche architettonicamente ed urbanisticamente vanno a perdere, a perdere quello che è il loro fascino, a perdere quella che è la loro appetibilità, perdere anche quella che è la loro identità, perché purtroppo non essendovi un ricambio generazionale questi paesi andranno a spopolarsi, a spopolarsi sempre più, abbiamo già perso dei paesi in Sardegna rischiamo di perderne molti altri, abbiamo delle soglie temporali già tracciate, dove per esempio nel 2050, adesso non so bene con precisione, ma rischieremo di perdere numerosissimi paesi, e questo è un gesto di autolesionismo se noi non andiamo a contrastarlo, che andrà a influire negativamente sulla nostra esistenza, ma soprattutto su quella di chi verrà dopo di noi. Io non ho dei figli, ne avrò probabilmente, molti di voi ne hanno, vogliamo veramente privare le generazioni future di tutta quella che è l'identità che caratterizza i paesi della Sardegna e i sardi, perché con questo succederà. È impensabile che non si vada a dare, a profondere quanti più sforzi possibile sulla valorizzazione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Sì Presidente chiedo anche di utilizzare l'articolo 47 primo comma, prendendo in prestito i tre minuti del collega Piscedda che non era in aula. Allora credo che nei ragionamenti che sono stati fatti sull'emendamento 673 a pagina 12 a firma dei colleghi Orrù e più di soppressione del comma 1 dell'articolo 2, ragionamenti che vanno anche oltre il contenuto stesso del comma, c'è in qualche modo l'esigenza di dimostrare, motivare il perché c'è una forte preoccupazione da parte nostra, caro Assessore, sull'approvazione di un'interpretazione autentica che non riguarda più la realizzazione, come ho cercato di dire nel precedente intervento, di una strada importante, però che era una nuova strada che potrebbe essere completata con l'applicazione di quelli che sono i pareri che sono arrivati anche al suo Assessorato, alla Presidenza della Regione, a molti colleghi, io vedo che anche molti colleghi del centrodestra sul tavolo hanno questi pareri, ma è l'esigenza in qualche modo di dare una mano, una mano soprattutto a lei, Assessore, che governa un importante importantissimo Ufficio della Regione l'Assessorato all'urbanistica e enti locali, tutela del paesaggio. Quello in qualche modo di poter dare risposte non soltanto ai cittadini, alle imprese, al territorio per bloccare fenomeni di spopolamento, per bloccare in qualche modo fenomeni che stanno compromettendo anche lo sviluppo e il mantenimento di popolazioni nei territori, ma anche quello di dare la dimostrazione di una Regione attenta a fenomeni importanti. E ora, caro Assessore, noi l'abbiamo visto prima nell'emendamento che ha toccato e ha messo all'attenzione dell'Aula il tema del turismo, l'assessore Chessa sta lavorando tantissimo, leggiamo costantemente e continuamente anche con strategie importanti, alcune ne parleremo in Aula quando arriveranno anche alcuni disegni di legge, però io chiedo a voi due, che siete alfieri della Giunta, che so che avete sulle spalle il peso poi di quelle che sono le dichiarazioni del Presidente che vi manda nei territori, vi manda fra la gente, vi dà in pasto a quelle che sono poi le richieste. Io credo ma noi ci possiamo permettere in questo momento di dare l'immagine di una Regione che mette l'ambiente, mette lo sviluppo turistico in qualche modo su libera interpretazione. Io credo che, cari Assessori, noi dobbiamo dare la dimostrazione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Io volevo scusarmi con l'Assessore perché l'intervento precedente sembrava mettere in evidenza una malafede che io assolutamente non sono in grado di rilevare e che sono tuttora convinta non esista. Riguardo a questo emendamento, per il quale voterò comunque a favore, devo dire che stavolta mi trovo d'accordo con l'onorevole Deriu perché, onorevole Orrù, la soppressione solo di una parte mi sembra insufficiente, però siccome conosco il senso e l'impegno che hanno profuso nel formulare tutti questi emendamenti, mi fido ancora una volta e voterò a favore. Perché dico che non è sufficiente la soppressione solo di una parte? Immaginiamoci il testo venir fuori senza questo primo comma, però con tutto il resto, non è quello che vogliamo, certamente era una provocazione per spingere i legislatori, in questo caso la Giunta, a rendersi conto che a quel punto l'articolo non avrebbe più nessuna funzione, nessuna efficacia, nessuna possibilità di essere applicato nella pratica quotidiana. Molto meglio di me i Sindaci qui presenti, ma non solo, anche molti colleghi di esperienza sicuramente di amministrazione comunale hanno spiegato ormai, quasi fino alla noia, quanto potrà essere pericolosa, e mettere in difficoltà le amministrazioni comunali, l'applicazione di questa legge se dovesse malauguratamente, e io mi auguro che invece non si arrivi a tanto, essere votata e poi venire applicata. Continuo, ripeto con il mio ottimismo, a pensare che ci rifletteremo, che l'Assessore e la Giunta rifletteranno ancora sull'opportunità, e in Commissione mi era capitato, Assessore, di essere supplente indegnamente dell'onorevole Piu, ci era capitato di riflettere sul fatto, mi rendo conto che è ironico e provocatorio, quasi chiedendoci: "Ma il presidente Solinas questa norma l'ha letta, la conosce bene, la può approvare?". Sembra quasi impossibile, sembra quasi impossibile rileggendo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Grazie, Presidente. Intervengo per quanto riguarda l'emendamento parzialmente soppressivo, non sono intervenuto in tutti gli emendamenti perché credo che quando si interviene in aula bisogna cercare di tirare fuori quanto più possibile degli spunti che facciano cambiare idea ad una proposta di legge che noi riteniamo e reputiamo inammissibile. Lo abbiamo detto chiaramente nella relazione presentata dalla minoranza, abbiamo fatto riferimento all'articolo 9 della Costituzione sulla tutela del paesaggio in quanto patrimonio storico e artistico della nazione, perché queste sono le nostre coste, questa è la nostra Regione, questo è quello che noi vediamo e quello che vorremmo proporre a chi verrà e a chi viene dopo di noi, perché nasce una discussione così lunga in una notte infinita che ci porterà forse ad un fine settimana qua in aula senza goderci forse le bellezze del nostro territorio per tutelarlo. Rimaniamo qua e continuiamo a rivendicare il fatto che non sono state fatte le audizioni, continuiamo a dire che non abbiamo affrontato in maniera corretta la discussione all'interno di quest'Aula, non c'è una spiegazione vera sulla proposta di modifica e di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale, e non la si può avere partendo da una strada come la Sassari-Alghero e la Olbia-Arzachena. Perché quei provvedimenti, continuo a ripeterlo, saranno gestiti in maniera politica direttamente al Governo centrale e non da questa legge. In una discussione schietta come quella che stiamo vivendo in questi ultimi giorni, anche con risposte, come ha fatto l'Assessore ieri, in lingua sarda, ci danno modo di far notare quanto più possibile, rispetto a quanto è successo sino ad ora, le differenze che ci sono in una proposta che ha un articolo e in una proposta che invece dovrebbe essere quella di una legge più organica, che aspettiamo da tanto, che è la legge urbanistica, che negli ultimi anni non si è riusciti a fare. Iniziamo a fare questo tipo di percorsi, che magari saranno sicuramente più lunghi, ma che daranno un'impronta importante e anche di visione della nostra Regione. Fermiamoci finché siamo in tempo perché gli emendamenti che abbiamo da discutere sono realmente tanti e rischiamo di produrre solo ed esclusivamente discussioni inutili che non portano a niente, che rischiano invece di far passare in secondo piano tutti quei provvedimenti importanti che le imprese, che il turismo, e qua abbiamo l'assessore Chessa, complimenti anche perché la sua presenza in aula è importante in queste ore così delicate anche per la nostra Regione, cerchiamo di parlare di questi aspetti, lavoro, turismo, di questo dovremmo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie, Presidente. Per chiederle l'autorizzazione, a norma dell'articolo 78, comma 6, di consegnare su questo interessantissimo emendamento un contributo scritto. Grazie.

PRESIDENTE. Autorizzato.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Intanto per richiedere di aggiungere la firma a questo emendamento che reputo importante, perché prova ancora una volta a farvi cambiare idea, in particolare su quei commi che noi reputiamo in più in questa proposta di legge, e provo anche a spiegare la motivazione. Poc'anzi il Capogruppo dei Fratelli d'Italia, che non vedo in Aula, in un post su Facebook ha detto: "Basta terrorismo paesaggistico". Se il terrorismo paesaggistico è quello che tende a non creare ulteriori mostri, ulteriori ecomostri nelle nostre coste, se il terrorismo paesaggistico è quello che parla di recupero delle abitazioni, se il terrorismo paesaggistico è quello che vi chiede interventi strutturali per lo sviluppo delle zone interne, se il terrorismo paesaggistico è tutto ciò che concerne un equilibrio urbanistico all'interno dei centri urbani della Sardegna, sì, siamo terroristi paesaggistici. Non lo so voi cosa potete essere perché in questa proposta di legge continuate imperterriti, senza nessun tipo di giustificazione, con la sola relazione del proponente a dire: "Noi stiamo provando a sbloccare due arterie che reputiamo indispensabili". Fino ad ora vi abbiamo dimostrato che abbiamo discusso poco delle arterie e molto di più di ciò che invece volete fare realmente, ossia incidere negativamente nei beni identitari, incidere negativamente nelle aree agricole, incidere negativamente nello sviluppo urbanistico dei nostri centri urbani senza naturalmente nessun tipo di concertazione con nessuno. Allora sì, siamo terroristi paesaggistici che provano a donare ai vostri figli, ai vostri nipoti quello che noi fortunatamente stiamo vivendo oggi, quello che noi possiamo vantarci di avere in Sardegna, tutte le bellezze ambientali, tutte le bellezze architettoniche e urbanistiche che conosciamo, che sono presenti all'interno dei nostri centri storici dal più piccolo alla più grande città. Questo stiamo provando a fare, però come al solito il termine terroristi rientra nel vostro vocabolario e allora definite tutto ciò che non riuscite a spiegare con qualcosa che invece è opposto, opposto a voi, voi siete i paladini della legalità, voi siete i paladini di tutto ciò che ci circonda, ma la storia dirà effettivamente quello che voi state andando ad approvare, quello che voi state tentando di approvare quest'oggi, che noi stiamo con fatica e forza provando a porre…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie, Presidente. Grazie, Presidente. Nel calcio il bravo difensore è quello che gioca d'anticipo, meno bravo secondo me è quello che entra in tackle scivolato, la tattica migliore secondo me è quella d'albero di Natale, voi state utilizzando quella a presepe, nel senso che state coprendo di muschio una norma per farla apparire diversa da quella che effettivamente è, da quello che effettivamente si propone di fare. Avevamo parlato qualche ora fa del secondo giorno di ripensamento, ci stiamo appropinquando quasi alla fine della giornata e questo ripensamento sembra che ancora non voglia arrivare, ma io sono ottimista e credo che prima o poi arriverà. Stavamo aspettando il canguro, ma il canguro ancora, forse perché cammina all'indietro, non l'abbiamo visto, io sarei anche curioso di vederlo, perché non mi è mai capitato, però credo che ci sia sempre da imparare, sarebbe una cosa nuova che oggi vorrei che qualcuno mi insegnasse e vorrei così imparare anch'io. Stavamo parlando prima delle famose ipovie, che erano un progetto importante, tra l'altro un progetto che era stato approvato all'unanimità da tutte le forze politiche presenti in quest'Aula, non solo nella scorsa Legislatura ma anche nella precedente legislatura, perché davvero era un modo per mettere in rete, in rete fisicamente tutti quei territori che con la chiusura di molte tratte ferroviarie poi di fatto erano stati distanziati, e quel progetto era stato accolto con grande fervore da tutte le amministrazioni e le popolazioni dei piccoli comuni, e io credo Assessore che occorra tornarci, lei ne ha parlato, ne ha parlato spesso anche l'Assessore al turismo, e credo che sia un'ottima cosa per le nostre comunità, per cancellare finalmente quel vuoto del buco della ciambella di cui tanto si parla, perché davvero il luogo comune delle coste piene e dei centri vuoti va superato, ma va superato con i fatti, va superato con un'idea e un progetto di sviluppo serio, che probabilmente è presente anche all'interno di questa norma, che però l'Assessore ci ostina a non rappresentarci, perché, Assessore, a volte nelle letture, quando si leggono anche dei libri, dei romanzi, noi interpretiamo quello che l'autore, che lo scrittore, che il poeta ci vuole dire e poi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD).Grazie, Presidente, anche per la bontà del farmi recuperare l'intervento, ma ci tenevo in modo particolarmente. Su questo emendamento, che appare così banale, un'unica riga, abbiamo avuto modo di discuterne a lungo, e devo dire che ero molto in crisi quando i colleghi dei Progressisti me l'hanno proposto, tanto che non l'ho firmato, come altri non ho firmato, però devo dire che riflettendoci a lungo, dopo gli interventi che ho sentito, probabilmente l'emendamento va nella direzione corretta, quindi nel dichiarare il mio voto favorevole chiedo anche che possa essere apposta la mia firma e chiedo che anche quella dei colleghi del Partito Democratico venga aggiunta a questo emendamento. Perché ero in crisi e perché non lo volevano firmare? Perché è un soppressivo parziale, quindi se sopprime parzialmente una parte ne mantiene un'altra, mentre noi è l'impianto complessivo che contestiamo, quindi quello che noi sostenevamo con i colleghi Progressisti è che su certi argomenti di principio non si può mediare, o è bianco o e nero, poi loro effettivamente ci hanno spiegato che c'è il grigio, e ci sono sfumature di grigio, motivo per il quale loro hanno sostenuto che cassando il comma 1 dell'articolo 2 effettivamente si potesse ugualmente migliorare quel testo, io su questo, ribadisco, ero piuttosto critico, ma dopo gli interventi che ho sentito effettivamente ritengo di potermi allineare e di dire che effettivamente anch'io sono d'accordo, perché il comma 1 ribadisce il concetto che voi state portando avanti, e cioè che sia possibile sottrarre e che sia opportuno sottrarre alla copianificazione quei determinati beni, ecco, vedo che c'è la freccetta quindi mi riservo di completare, immagino che non sia del tutto chiaro quello che voglio dire perché non sono arrivato a compimento, ma recupererò dopo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD).Devo dire che non so se avete capito le sfumature di grigio, se non sono chiare le sfumature di grigio posso continuare nell'esposizione dei colori e in qualche modo arrivare a quello che deve essere il colore a voi attribuito, il nero, come quando come quando si deve scrivere qualcosa di negativo in quello che si viene proposto, e devo dire che la sfumatura del nero è il colore che vi addice maggiormente stasera, un nero molto forte e intenso a dimostrazione di quello che state facendo in quest'Aula, e non lo state facendo a noi ma lo sto facendo ai sardi, che sono fuori e vi ascoltano e vi aspetto per dire cosa state compromettendo. E non sarà sfuggito ai più attenti sicuramente che stanno ascoltando i nostri interventi che l'emendamento soppressivo parziale riguarda il comma 2. Valter, il comma 2 è il comma che, a nostro avviso, nei ragionamenti che ci siamo fatti, è quello politicamente più pericoloso, è quello che va ad attaccare uno dei cardini del PPR che sono i beni identitari, perché in questo comma c'è scritto con chiarezza che le previsioni del comma 1 non si applicano alla fascia costiera, ai beni identitari e alle zone agricole, allora non è una sfumatura, è una chiara volontà, chiarissima volontà da parte vostra di un privare di tutela le parti più importanti identitarie della nostra Isola, e non soltanto dal momento di applicazione di questa legge, ma essendo la legge retroattiva, come avete scritto, mettendo anche a rischio tutte le tutele che in questi anni hanno garantito che i beni identitari più importanti della nostra Isola venissero intaccati da proposte di cementificazione, e allora nella sfumatura dei colori il colore nero, il colore della vergogna, il colore che offende i sardi, il colore che quando tornerete nei vostri luoghi, nelle vostre case, nei vostri comuni vi ricaccerà nella vostra responsabilità, è il colore che vi meritate stasera, non il grigio, non il bianco, ma un colore della…

(Interruzioni)

…è il colore della vergogna, vostro, è il colore della vergogna vostro, lo ripeto, e allora io credo che, caro Assessore…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD).Grazie, Presidente, se ne sentono di tutti i colori. Mi è venuto in mente un bel libro di Sergio Atzeni, fra quelli meno noti, intitolato "Due colori esistono al mondo, il verde è il secondo", io credo che il verde, senza derive di integralismi, delle quali possiamo essere anche tacciati sul versante della difesa strenua dell'ambiente, sia davvero il colore della speranza nella misura in cui si riconosce in esso il valore profondo di questa terra, però senza metterla troppo sulla filosofia, che magari non ci piace, non in questa sede, anche se ci farebbe bene in tutte le sedi, l'emendamento che si propone qua, che è soppressivo parziale e per il quale evidentemente voterò a favore, richiama l'inadeguatezza dell'impianto che voi proponete, nel senso che affrancare dalla procedura di copianificazione tutto ciò che riguarda i beni identitari, perché su questo ora mi soffermo senza voler essere ripetitivo e noioso, significa rinunciare a un potenziale, e lo dico All'assessore agli enti locali e altrettanto all'Assessore al turismo, al potenziale autentico della Sardegna dell'agro, perché non possiamo avere una Sardegna fitta di monumenti, ma abbiamo la Sardegna di quei beni identitari, poi bisognerebbe davvero intendersi su che cosa è identità, però questo è un altro discorso a proposito di filosofia, e capire che la copianificazione si impone, anche se lunga e tediosa, laddove bisogna valorizzare i nuraghi, che sono un elemento di attrazione significativo, laddove bisogna valorizzare gli stazzi della Gallura, laddove bisogna valorizzare gli ovili del Supramonte. Lei pensi, Assessore, voi pensate, cari Assessori, che nel caso del nostro Supramonte noi ne abbiamo copianificato 143, un lavoro filologico e certosino che ha portato i suoi frutti, i beni copianificati, il MIBAC, che voi non volete più in mezzo ai piedi, mi consente, e lo dico in maniera un po' rude, mi perdonerete, mi consente oggi con le debite prescrizioni di valorizzarli quei beni, perché hanno un valore identitario che è storico, che è architettonico, che è antropologico e, laddove c'è, anche archeologico. È un bene turistico forte che ci consente di recuperare l'agro e anche il dolce, per capirci, perché altrimenti è un agro che si svuota, degli stazzi vuoti, degli ovili vuoti, dei furriadroxius, li chiamate così in Campidano, vuoti, dei paesi vuoti. Il PPR è nato per riempirla la Sardegna, non per svuotarla. Questo è il nostro appello ed è il senso del nostro logorio di oggi del quale siamo sicuri, se spegnete i videogiochi, cari amici della maggioranza, ci perdonerete. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Rinuncio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 673.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 674.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Ho l'onore di aprire la discussione di questo emendamento, il 674, che va ancora più profondamente nel cuore del problema in quanto qua vengano liberalizzate praticamente le operazioni immobiliari sulla fascia costiera, sui beni identitari e sulle nostre zone agricole. Mi ha molto appassionato l'intervento del collega Corrias, che è un uomo che riesce a coniugare le sue conoscenze letterarie alla capacità amministrativa e poi anche alla ironia filosofica, e sono tre concetti che è difficile coniugare, però quando ci si riesce vuol dire che si hanno delle qualità superiori alla media, e comunque mi ha appassionato il suo intervento perché ha dimostrato che non è vero che il PPR è un limite. Il PPR un'opportunità, va magari rimodulata ma è una grande opportunità per ripopolare i nostri centri, per dare agli stessi economia, per regalargli turismo, con metodi chiaramente contrapposti a quelli che voi proponete, ma metodi che hanno dato risultati e che noi siamo fermamente convinti debbano essere seguiti. Parlando di beni identitari voi dite spesso "non è vero che costruiremo nei 300 metri, ma io quest'estate sono andato, per esempio, a Piscinas; le dune di Piscinas si propagano per chilometri dalla battigia e quindi solo pensare che al trecentounesimo metro delle dune di Piscinas dalla battigia sorga un obbrobrio cementizio mi fa veramente tremare, e purtroppo questa è una possibilità che sarà facilmente realizzabile qualora voi riusciate a portare a compimento questo vostro intento. E lo stesso per quanto riguarda le zone agricole, che chiaramente anche noi non vediamo con un intento assolutamente ideologicamente contrario alla loro rimodulazione, però chiaramente il discorso che ha portato avanti, che ha poi messo in pratica l'onorevole Corrias, non è certamente quello che voi avete in mente perché, come ho sottolineato prima, siete culturalmente all'opposto rispetto a noi. Non è detto che noi siamo migliori di voi, perché questo non sta a noi stabilirlo, ma sicuramente perseguite valori che sono lontani anni luce dai nostri e questo, a nostro parere, è un danno enorme per la nostra isola perché voi non vi state minimamente rendendo conto delle conseguenze che avranno queste vostre decisioni legislative, conseguenze che poi magari anche voi sarete portati a piangere, ma ormai sarà troppo tardi, e noi comunque vogliamo ancora mantenere il sorriso, l'ottimismo e la convinzione che la nostra caparbietà porterà quest'Aula a cancellare effettivamente questo tentativo sconcio di abbattere il PPR per potersi sedere tutti assieme e ragionare ad una soluzione che guardi avanti e non indietro e ci veda tutti ragionare per una Sardegna migliore, che possa veramente essere una attrazione sia per i turisti, sia per noi sardi, perché anche noi abbiamo diritto a che la nostra casa sia tutelata, sia preservata e non sia messa in condizioni di pericolo. Questo penso che sia un diritto di tutti i sardi, anche e soprattutto di quelli che si stanno organizzando e stanno raccogliendo firme, organizzando petizioni, perché non vogliono che questo scempio vada a buon fine. Noi siamo con loro e sappiamo che loro sono con noi e questo per noi è una grande forza, ci dà grande forza per andare avanti in questa nostra lotta, in questa nostra battaglia, per qualcosa che riteniamo profondamente giusto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU Maria Laura (Progressisti). Grazie Presidente, intanto per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento soppressivo parziale numero 674 e per riallacciarmi a quanto detto da chi mi ha preceduto, ovvero l'onorevole Piu. Io penso che chi si candida per diventare un governo ambizioso debba avere anche l'ambizione di proporre delle leggi complete, non delle leggi che siano di tipo puntuale e noi in quest'Aula, fino a oggi, abbiamo visto solo proroghe di piani casa, norme portate velocemente per consentire di risolvere delle questioni particolari, interpretazioni autentiche del PPR come quella che stiamo portando oggi, nessuna volontà di costruire piani o comunque idee concrete per uno sviluppo e quindi farci capire quale effettivamente è l'idea di sviluppo che questa maggioranza ha per la nostra isola. E tra l'altro è abbastanza difficile per noi anche poter minimamente sostenere questo tipo di posizione, perché è chiaro a tutti che se alcune riforme, alcune volontà non si esprimono subito nei primi periodi, questo diventa sempre più complicato, più si va avanti e più sarà complicato portare avanti un'idea forte. Respingo tra l'altro al mittente tutte le accuse in merito al fatto che l'opposizione non sia stata collaborativa in altre occasioni, perché noi abbiamo dimostrato tutta la nostra collaborazione quando in un momento di crisi, che è una crisi chiaramente mondiale, universale, quella del Covid 19, abbiamo delegato alla Giunta una finanziaria, penso che questo sia l'atto più generoso, e possiamo dire, mi fa piacere che in aula ci sia l'assessora onorevole Zedda, perché è in Aula spesso, e riveste per me in questo momento il ruolo di Presidente ovviamente stando ad ascoltare per così tanto tempo anche tutte le nostre considerazioni, e sicuramente potrà portare al Presidente le nostre perplessità in merito anche a questa proposta di legge. Noi, a mio avviso, dobbiamo essere orgogliosi del Piano paesaggistico regionale, l'ho detto spesso in questi giorni…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alama Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Assessore continuiamo. Naturalmente voto favorevole sull'emendamento. Assessore, parliamo sempre delle sue interviste, dei suoi cambi di idee, quindi ho menzionato quelle che sono state le sue dichiarazioni del 15 maggio del 2019, e poi ce n'è stata un'altra che mi ha colpito particolarmente, questa un po' più recente, ed è quella relativa al 18 di ottobre sempre del 2019, dove mi ricordo di aver seguito un suo intervento, non una sua intervista, e lei parlava della nuova legge urbanistica, quindi il periodo in cui lei ha fatto questo intervento era ad ottobre, in questo intervento aveva ripetutamente dichiarato che insomma la nuova legge sarebbe arrivata a gennaio del 2020, sono passati esattamente sei mesi, non è arrivato niente, ma tenga presente che insomma non possiamo dare la colpa al Covid, perché da dicembre, anzi da ottobre che lei ha fatto questa dichiarazione aveva promesso che sarebbe stata pronta a gennaio, ma a gennaio io capisco che insomma evidentemente non ha calcolato bene la tempistica, per cui poi è arrivato febbraio, poi è arrivato marzo ed è capitato il Covid, periodo del lockdown, per cui tutto chiuso. E allora in questo suo intervento mi hanno colpito alcune sue frasi che ha utilizzato, quindi lei ha detto che naturalmente in questo nuovo piano urbanistico bisognava tener presente alcune caratteristiche fondamentali, prima di tutto avere rispetto dell'ambiente, lei ha ripetuto questa bella frase "rispetto per l'ambiente" esattamente sette volte nel suo intervento, cioè ogni volta che parlava parlava sempre di rispetto dell'ambiente. Poi oltre al rispetto appunto dall'ambiente parlava di sviluppo, sviluppo del territorio, l'ha menzionato esattamente tre volte, ma non ha mai indicato quale piano, quale progetto di sviluppo del territorio potesse avere, però parlava sempre di questo sviluppo, e anche questo l'ha utilizzata esattamente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, allora intervengo per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 674, proposto da Orrù e più, che parla appunto della soppressione del comma 2 dell'articolo 2, a mio avviso dovrebbero essere stralciati i primi due commi, però almeno da qualche parte bisogna comunque pur sempre iniziare. E' importante appunto sottolineare che l'importanza che fino ad ad adesso ha dato al PPR, però il Piano paesaggistico regionale naturalmente va rivisto, perché comunque qualunque strumento dopo 14 anni dal suo utilizzo ha necessita di essere rivisto, migliorato e sviluppato con tutti i tecnici del settore, proprio per aggiornarlo e consentire quindi che diventi uno strumento sempre di più utile e che dia sviluppo, quello sviluppo appunto ambientale e sostenibile che è al centro appunto di questa nuova economia green che bisogna portare. Insomma bisogna puntare su una Sardegna più verde e meno grigia, perché vogliamo un mondo che sia a colori e non certo in bianco e nero. Sicuramente riuscire a fondere più aspetti, appunto sviluppo, ambiente, beni identitari e via discorrendo, potrei citarne diversi, deve essere fatto appunto questo modello, che mette proprio al centro l'ambiente, il territorio, questo non è sicuramente un ostacolo allo sviluppo, anzi tutto questo può rappresentare uno degli elementi trainanti dello stesso sviluppo per la Sardegna. Quindi nello specifico bisogna condurre un'azione del genere che consentirà di portare sicuramente dei solidi e duraturi i benefici per i sardi, senza appunto un effimero consumo del nostro prezioso e limitato bene comune, troppo spesso sacrificato a vantaggio di speculatori che hanno lasciato a la nostra, e quindi sopratutto ai cittadini sardi briciole, e noi invece dobbiamo utilizzare la nostra Sardegna nel modo migliore, cercando di contemplare tutto quello che ci offre, senza aver paura appunto di proporre un tipo di sviluppo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, per le stesse motivazioni che l'onorevole Piscedda ha illustrato in precedenza, chiedo anch'io di aggiungere con l'onorevole Cocco la firma a questo emendamento, che cita: "Il comma 2 dell'articolo 2 è soppresso", ossia in particolare questo emendamento va a sopprimere quel comma della vostra proposta di legge dove si va ad incidere negativamente nei beni identitari, nelle coste, nell'agro. Però poc'anzi mi è arrivato un messaggio da un cittadino di Nuoro che provo a spiegarmi il perché voi, in maniera testarda provate ad approvare questo comma, e cita questo messaggio: "Eugenio forse non hai ancora capito, questo comma va a ricostruire la casa del centrodestra di Nuoro. Prova a saldare e a cementificare tutti i comunicati stampa che abbiamo letto fino ad oggi". E personalmente non mi vorrei nel futuro sindaco di Nuoro, Pierluigi Saiu, che dovrà necessariamente barcamenarsi nelle diverse autorizzazioni per salvaguardare il monte Ortobene, probabilmente prima deve provare se riesce, se l'onorevole Mula consentirà, a cementificare la casa del centrodestra a Nuoro, per provare a proporre un'alternativa. Bene, voi con questo emendamento provate a incidere negativamente non sulla casa del centrodestra, che non è un bene identitario, perché, al di là dei colori che si citavano in precedenza, la casa del centrodestra non è un bene identitario, bensì incidete negativamente su tutto ciò che riguarda i beni della Sardegna, ciò che insieme dovremmo difendere, ciò che insieme dovremmo provare a migliorare, ciò che insieme dovremmo provare a riqualificare, ciò che insieme dovremmo fare per dare quelle risposte che la Sardegna e i sardi attendono. Però, badate, da chi continua a definirci "terroristi paesaggistici" e invece non si preoccupa neanche un minuto di quello che sarà l'esito di questa legge fra dieci anni, di quello che sarà l'esito di questa legge nei confronti di uno sviluppo di cui la Sardegna ha bisogno, badate noi continueremo con i nostri interventi per provare a farvi capire che state sbagliando, per provare a farvi capire che c'è bisogno di cementificare: cementificare le alleanze, cementificare il nostro….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai, il tempo a sua disposizione è terminato.

L'onorevole Piscedda non è in aula, quindi decade.

Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione il voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Voglio tornare un attimo a un intervento di questo pomeriggio, quando, tra diverse riflessioni, ho affermato che la gran parte dei sardi è preoccupata per il fatto che questa legge possa portare, come si è detto abbondantemente, ad una cementificazione che non rispetti l'ambiente, che non rispetti le coste, l'agro e i beni identitari, e credo che questa paura nasca da una dichiarazione fatta mi pare dall'onorevole Giagoni in cui diceva "noi non siamo per la cementificazione, però dobbiamo garantire l'edilizia", questo sicuramente ha messo sul piatto l'affermazione poi da più parti che voi con questa legge vogliate cementificare, però proviamo invece a convincerci che non è così, e proviamo a ragionare però sul fatto che l'edilizia, e quindi l'economia di tutto quel comparto, può essere sostenuta in ogni caso comunque senza questa legge, perché tanto c'è da fare in materia anche solo di manutenzioni (se pensiamo alle scuole, onorevole Biancareddu, lei sa benissimo quanti lavori straordinari e non solo ordinari sono necessari per renderle tutte decorose e dignitose) ma penso anche al fatto, e qui tiro in ballo di nuovo anche l'assessore Zedda e l'assessore Chessa, che se veramente impegnassimo le vostre energie, prima di tutto, e anche le nostre come Consiglio, per legiferare in maniera che l'occupazione possa essere accresciuta. Parlando solo dei beni identitari della Sardegna, sapendo che sono più di 10 mila tra nuraghi, domus de janas, monasteri e tanto altro ancora, pensate se tentando di dare la formazione utile ad avere poi dei giovani ma anche meno giovani, perché no, specializzati in queste competenze, e pensate quanta occupazione potremmo dare solo….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caddeo, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione il voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Volevo che l'assessore Sanna facesse propria quella frase che dice: "C'è chi pensa quel tanto che serve, non un attimo in più perché dietro quell'attimo sta in agguato il dubbio". Se lei facesse propria questa frase mi andrebbe benissimo, altrimenti dovrei parafrasare il grande cantautore Guccini che dice "vedi caro, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già", perché adesso sto cominciando a perdere quella speranza che avevo riposto in me qualche ora fa sul famoso ripensamento entro mezzanotte, e davvero io credo, Assessore, che lei se rileggesse bene la legge che ci avete proposto, probabilmente tornerebbe indietro rispetto ai suoi convincimenti, che io non so neanche quali siano perché stasera sto ritornando sempre sullo stesso concetto però a me non risulta che lei ieri nel suo intervento appassionato in lingua gallurese a cui abbiamo assistito… perché ha parlato di tante cose e ha centrato anche i problemi perché ha parlato della difficoltà delle nostre comunità, delle emergenze che son diventate sempre più drastiche, delle povertà che sono diventate sempre di più, degli invisibili, degli ultimi, degli esclusi, che purtroppo il Covid non ha eliminato (nell'accezione positiva del termine) ma li ha fatti aumentare. Però poi, dopo che si fanno queste affermazioni, ci si aspetta che ci sia una proposta di soluzione a quelle criticità estreme, se la proposta di soluzione è questa io credo che lei abbia letto solo in parte la legge che abbiamo sotto esame, perché se davvero volessimo salvare come è stato detto quelle due strade, basterebbe davvero stralciare solo i primi due commi e probabilmente troveremo immediatamente l'accordo per approvare la norma e anche per andarcene tutti a casa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Riprendo quanto dicevo prima, approfittando del rientro in aula dell'assessore Quirico Sanna, per riprendere, sperando che mi stia ascoltando, la domanda che diventerà un mantra nelle prossime ore, cioè perché non ci dite, assessore Sanna, quali sono gli elementi che sottendono la volontà di portare avanti ad oltranza questo provvedimento in relazione all'attuazione e alle modifiche da apportare sui provvedimenti relativamente alle due strade. Perché, ripeto, così come ci si veste da un parte di patriottismo (io ho apprezzato molto il suo intervento in limba di ieri) così come ci si veste da una parte di patriottismo dicendo… insomma leggo adesso durante queste ore alcuni interventi anche da parte di alcuni colleghi rispetto a quello che viene definito "ostruzionismo", io credo che invece sia quello di voler rappresentare un'altra forma evidentemente di identità sarda, che a questo punto continuiamo a difendere e per la quale ci stiamo spendendo tutti quanti, perché a un certo punto anche la presunzione di poter rappresentare in un modo o nell'altro quella che è l'identità dicendo che però l'altra parte è ostruzionismo, rispetto invece a un qualcosa della quale noi vogliamo e stiamo costantemente mettendo in evidenza, credo che non sia a questo punto un atteggiamento esattamente corretto nello stesso tempo, insomma, forti evidentemente ad acuire la lotta, la determinazione è per sua natura, come dire, molto forte e credo che in questo caso sia bipartisan. Lo chiedo, e su questo veramente io solleciterò per ogni mio intervento una risposta, perché probabilmente sarebbe molto più importante, lo dico approfittando della presenza dell'Assessore e Vicepresidente Zedda, forse sarebbe molto più importante e più immediato parlare dei provvedimenti a favore delle imprese, a favore dell'economia a supporto del territorio e lo dico sperando che mi bastino i secondi, non credo che sarà tollerabile l'idea che la lotta che sta portando avanti la minoranza sul contrasto a questo provvedimento venga poi descritta, e questo è un monito che voglio fare, come volontà di non dare attenzione alle imprese o al provvedimento del 162, perché questo per noi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S).Riprendo dal mio intervento precedente, quindi abbandoniamo l'esistente, abbandoniamo i centri storici ma vogliamo costruire ancora, ancora di più, di più di quello che già c'è e non usiamo. Secondo me questo gli antichi greci tramite una delle loro figure letterarie più conosciute lo avrebbero sicuramente ricondotto all'interno degli Hybris. L'hybris il peccato della tracotanza, peccato della tracotanza che consiste in un eccesso di superbia che porterà nel futuro delle conseguenze nefaste per colui che se ne macchia e per i suoi successori. Ebbene all'interno di questa figura io non posso che ricondurre, non posso che ritenere riconducibile in maniera lampante ciò che sta succedendo qui oggi e ciò che è la volontà sottesa all'azione della maggioranza. Oggi qui si vuole dare il via libera a qualcosa che neanche si sa quali conseguenze potrà avere per la nostra terra e per i nostri successori e per i figli della Sardegna per chi abiterà la Sardegna dopo di noi, ma lo si vuole fare lo stesso, lo si vuole fare accecati da una voglia di modernità che perde di vista tutte le cose sensate, perde di vista le considerazioni del territorio, perde di vista i beni identitari, perde di vista la preservazione dell'agro, delle nostre campagne. Assessore, senza scherzi in questo in questo caso vicino ad Oristano, da dove io provengo, c'è proprio un borgo di campagna si chiama San Quirico come lei, conosce? Un borgo di campagna dove sorgono appunto delle abitazioni che nel caso in cui si abbassasse l'edificabilità dei terreni agricoli potrebbe moltiplicarsi in maniera esponenziale e senza alcun tipo di ragionamento, senza alcun tipo di concezione di pianificazione urbanistica, questo è il vero pericolo, stiamo andando a creare, rischiamo di andare a creare un pullulare di abitazioni che vengono concepiti in maniera non ragionata, ma vengono concepite senza curarsi di qualsiasi norma, anche qualsiasi buon senso a livello urbanistico, che consenta poi la crescita sostenibile dei centri urbani, perché questo è importante. Perché la crescita del centro urbano deve essere governata e deve essere governata nel modo giusto, la gestione delle coste deve essere governata e deve essere governata nel modo giusto ma per fare questo ci vogliono delle regole. L'uomo si è dato delle regole, l'uomo si è data delle leggi e non possiamo nel nome della modernità e dell'evoluzione tornare indietro privandocene, questo non è giusto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente per quanto riguarda l'emendamento 674 soppressivo parziale, sempre all'articolo 2, suggerirei di eliminare tutto il testo, ritirarlo per affrontare invece altri temi che più interessano da vicino le vicende delle città, dei nostri paesi, dell'edilizia e anche dell'iter autorizzativo che è necessario. Faccio un esempio per quanto riguarda gli ascensori. Il posizionamento di ascensori nell'ambito dell'edificato urbano, ascensori esterni, visibili in centro storico, necessitano ovviamente di un progetto preliminare, quindi c'è qualcuno che redige un progetto, successivamente all'approvazione di un progetto definitivo ed esecutivo, dopo viene mandato a gara, viene fatta…

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Zedda, vi siete alzati dichiarando e gridando allo scandalo per il fatto che c'erano due persone in piedi e vi siete messi a fare…. onorevole Ganau, richiamo tutti a un contegno che non sia quello diverso da un Parlamento, da un'Assemblea legislativa, prego onorevole Zedda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti).Grazie Presidente, dicevo il posizionamento di ascensori esterni necessita di un iter che a raccontarlo rasenta la follia, quindi successivamente è necessario ovviamente acquistare un ascensore, che è a norma quindi c'è un altro ingegnere che dichiara che l'oggetto è a norma, successivamente ancora viene fatta la gara per il posizionamento, quindi c'è l'installazione, c'è un'altra persona che certifica, c'è il direttore dei lavori, c'è il Comune che certifica coi propri ingegneri, funzionari, dirigenti, progetto eccetera. Dopo questo progetto viene mandato in Regione, dalla Regione viene mandato al Ministero e anche lì due tecnici ingegneri certificano, dal Ministero all'USTIF, l'USTIF è un capolavoro, perché è l'Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, anche lì c'è un ingegnere che controfirma, dopo dall'USTIF va al Ministero, dal Ministero va al Comune e poi dopo un bel po' di…

(Interruzioni del consigliere Ganau)

PRESIDENTE. Io solamente vi ho richiamato, solamente rispetto a un comportamento che voi avete censurate, che voi avete censurato, che voi avete censurato! E mi avete chiesto di censurare! Quindi vi ho fatto notare il fatto che vi siete comportati allo stesso modo degli altri, prego onorevole Zedda e lasciate concludere il vostro collega, l'avete interrotto per due volte, le faccio ovviamente recuperare il tempo prego onorevole Zedda. Se i suoi colleghi glielo permettono.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti).Ho capito che i colleghi, non parlo dell'opposizione ma della maggioranza, sono i campioni regionali di selfie, poi cosa ci sarà di così bello da fotografare non so però. Dopodiché questa pratica ritorna al Comune dopo…

PRESIDENTE. Prego può concludere.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Concludo Presidente, grazie è un iter lunghissimo e poi servono le ultime autorizzazioni perché possa essere funzionante nella disponibilità dei cittadini. Ora a fronte di queste follie che purtroppo hanno rovinato la vita di imprese, comuni, cittadine e cittadini suggerirei di risolvere questi problemi per legge e con legge invece che occuparci di questa materia, per non oltretutto caricare ulteriormente gli Uffici dell'edilizia privata dei Comuni di ulteriori pratiche. Perché poi nell'intervento successivo vi dirò perché non serve questo comma e questo articolo andrebbero invece cassati ma servirebbero degli interventi differenti per quanto riguarda ad esempio lo sblocco delle pratiche in particolar modo non solo quelle del condono edilizio ma tutte quelle che a fronte del cambio normativo che c'è stato nel recente passato ha introdotto l'obbligo di agibilità per tutti gli immobili e abbiamo scoperto, nell'ambito del territorio della Sardegna, che nelle nostre città l'80 per cento degli immobili non ha l'agibilità. Per cui una stragrande maggioranza dei cittadini non è nelle condizioni di poter gestire il proprio immobile, contrarre ipoteca, fare un mutuo, né più né meno venderlo perché deve essere concluso l'iter dell'agibilità che, in assenza di questo, impedisce di fare ogni e qualsiasi operazione su quell'immobile. A questo si aggiunga che l'agibilità è negata nel momento in cui vi siano ancora vicende pendenti per quanto riguarda gli abusi, vi dico solo che sul condono dell'85 ci sono decine di migliaia di pratiche che giacciono in quegli uffici da anni. E perché sono riemerse? Erano pratiche cosiddette "in sonno", sono riemerse in relazione al fatto che col cambio normativo che ha introdotto quell'obbligo dell'ottenimento da parte degli immobili dell'agibilità ovviamente ogni proprietario di immobile che aveva chiuso la veranda ha avuto bisogno della conclusione dell'iter di presentazione all'epoca, nell'85, in base all'ultimo condono, il condono grande, importante nella storia del nostro Paese, che consentì di presentare domanda. Di fatto, poi, quelle persone che presentarono quelle domande nel corso degli anni non avevano nessun interesse a concludere l'iter di quella pratica di condono, e quindi quelle pratiche sono rimaste in sonno. Sono riemerse all'improvviso tutte insieme contemporaneamente con l'obbligatorietà dell'agibilità, che non può essere data senza la soluzione delle pratiche, e quindi del procedimento legato al condono dell'85. Il combinato disposto di tutti questi aspetti che vi ho raccontato ha determinato l'implosione degli uffici dell'edilizia privata dei nostri comuni, e noi discutiamo invece della possibilità per legge, con un'interpretazione autentica e l'oracolo di Delfi che ci dà una mano d'aiuto, di poter realizzare qualche cosa che mai vedrà luce nel territorio della nostra isola. A fronte di questo, io suggerirei di intervenire invece in tutt'altra direzione, cioè nel chiedere al commerciante fuori dal palazzo del Consiglio regionale…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Io approfitterei della presenza puntuale e continua in questa nottata di lavori…

(Interruzioni del consigliere Francesco Mula)

PRESIDENTE. Non si possono fare… L'onorevole Comandini non è presente in aula, lo vedo adesso…

(Interruzioni del consigliere Eugenio Lai)

PRESIDENTE. La richiamo per la seconda volta, al terzo richiamo ovviamente lascia l'aula, è già il secondo richiamo all'ordine, onorevole Lai. Per favore, si sconvochi l'onorevole Comandini. Mi ringrazi che non le chiedo adesso di lasciare l'aula perché questo è un atteggiamento pessimo, onorevole Lai, è un atteggiamento pessimo.

(Interruzioni del consigliere Eugenio Lai)

PRESIDENTE. Non c'entra niente… È presente l'onorevole Comandini? Qui dove? Aleggia il fantasma di Comandini? Onorevole Lai, almeno abbia la decenza di tacere e di ringraziare il fatto che non le faccio abbandonare l'Aula, caro onorevole Lai, pessimo, pessimo, onorevole Lai.

Prego, onorevole Satta, continui.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). È veramente difficile, Presidente, articolare un ragionamento.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Satta, spero che la lascino concludere, io l'ascolto con interesse. Prego.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Io ho estrema fiducia in virtù del ruolo del Presidente di quest'Aula. Vorrei rivolgere, approfittando della presenza continua nei lavori di quest'Aula e anche attenta a quelle che sono le dinamiche dell'Aula, ma anche e soprattutto alle argomentazioni che noi stiamo portando in quest'Aula quest'oggi, all'assessore Gianni Chessa, approfittando del fatto che oggi è presente e ha la possibilità di suggerire, magari all'Assessore degli enti locali, quelli che sono i temi e le sollecitazioni che lei, che è abituato a lavorare sul campo, che è abituato a fare l'amministratore comunale, ha fatto il consigliere regionale… io mi rivolgo a lei perché lei ha la capacità, in questa sede, probabilmente di far riportare ad una giusta proposta legislativa che vada nella direzione dell'interesse generale. Noi abbiamo, e lo ripeto, 340 comuni che non hanno adeguato il PUC, 17 comuni costieri che non hanno adeguato il PUC, una serie infinita di pratiche di variante urbanistica, di lotti interclusi, che domani possono rappresentare magari…

PRESIDENTE. La faccio concludere trenta secondi, ha ragione.

SATTA GIA FRANCO (Progressisti). Sì, grazie Presidente. Quindi riportare quest'Aula alla praticità, cioè a dare risposte a quelle che sono le esigenze che provengono dalle comunità locali e dai comuni. È inutile che quest'Aula venga impegnata ad approvare una legge che dal punto di vista costituzionale non sta in piedi, non sta in piedi. Se il problema è la strada, l'Assessore degli enti locali può presentare un testo che riguarda la strada, e noi non stiamo qua impegnati questa notte, domani, dopodomani, si potrebbe risolvere con il buonsenso, e il buon senso che lei ha, Assessore.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Presidente, siccome dalla maggioranza si propongono delle articolazioni dei nostri lavori che consentano magari una più spedita disamina di questo provvedimento, non so se sia possibile valutare che l'opposizione possa riunirsi per prendere in esame queste proposte che ci sono provenute dalla maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Deriu, la buonafede del suo intervento è chiara, riconoscibile e andrebbe anche accolta, ma l'opposizione ha già utilizzato numerosi momenti di confronto per prendere impegni, e mi rincresce dover sottolineare, e sotto certi aspetti disattendere. Quindi, al limite raggiunto dell'accordo non rispettato, occorre capire se l'opposizione ha piacere di utilizzare i minuti che passano da qui alla mezzanotte, ma non certamente oltre, per formulare una proposta che sia congrua per il prosieguo dei lavori, altrimenti pazientemente continuiamo.

PRESIDENTE. Scusate, c'è una richiesta da parte dell'onorevole Deriu che chiede una sospensione per valutare?... Può specificare? Perfetto! Allora io penso che si possa… onorevole Tunis… la richiesta dell'opposizione è quella di una sospensione per… mi scusi, quella dell'onorevole Tunis l'ho capita, quella invece sua, onorevole Deriu per cosa?... No, lei non può avere doti previgenti e capire la proposta che avrebbe fatto dopo il suo intervento… se specifica meglio…

DERIU ROBERTO (LEU). Forse non mi sono spiegato bene, Presidente, a noi è pervenuta da parte della maggioranza, non so se di tutta la maggioranza, anche la maggioranza avrà bisogno di discutere, c'è comunque l'esigenza penso in tutta l'Aula a quest'ora e a questo punto, siamo mi pare alla pagina 12 bis di 1100 pagine, per cui se c'è la possibilità di fare un attimo il punto della situazione si chiedeva la possibilità di parlare, tutto qua.

PRESIDENTE. Perfetto, allora io penso che sia invece opportuno fare una bella Conferenza dei Capigruppo, sospendiamo per il tempo necessario della Conferenza dei Capigruppo, che è l'Organo deputato a prendere queste decisioni. Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 23 e 54, viene ripresa alle ore 00 e 04.)

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Mula - Giagoni - Mura - Sechi - Salaris - Cocciu - Caredda: Modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2019, n. 22 (Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2019 (Proroga di termini)) e norme di interpretazione autentica del Piano

paesaggistico regionale (153/A - parte seconda).

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Mi sembra che l'Aula abbia deciso di proseguire, ricordo però che quando si convoca una Conferenza dei Capigruppo comunque la si tiene, anche per riferire l'esito di riunione. Questo di solito si fa e si confà. Prendo atto che oggi siano saltati un po' regole e anche nervi, quindi procediamo. Siamo arrivati alla dichiarazione di voto… io non so se sia il suo dito, onorevole Comandini. Si è prenotato lei, onorevole Comandini, oppure è la prenotazione… prego.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, rinuncio non per dignità, ma rinuncio per non mettere in difficoltà la Presidenza.

PRESIDENTE. No, onorevole Comandini, se lei vuole intervenire la faccio intervenire. Prego.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente. Io credo che anche questa interruzione sia stata utile per riflettere maggiormente sulla discussione che abbiamo in campo, una discussione importante, una discussione fatta anche di emendamenti soppressivi, migliorativi, integrativi, di un testo che in qualche modo vuole rappresentare da parte vostra una strategia chiara, evidente, di attacco, di messa in fragilità di un patrimonio importante come il patrimonio ambientale. Io, assessore Chessa, assessore Sanna, Vicepresidente, una delle cose che mi sono chiesto in queste ore, ascoltando gli interventi, è se il presidente Solinas è a conoscenza di questa proposta di legge, perché devo dire che ho avuto dei dubbi leggendo l'articolato, sentendo l'intervento dell'assessore Sanna, perché ascoltando alcune dichiarazioni del presidente Solinas relativamente alla Sardegna che sogna io credo che questa proposta di legge vada in maniera contraria alla Sardegna che sogna il Presidente. Probabilmente, quindi, voi state facendo qualcosa di nascosto, alle sue spalle, senza aver avvisato il Presidente quando dichiara alla stampa nazionale, l'abbiamo visto anche nel periodo del Covid, che parlava di una Sardegna free, ambientalmente sana, in cui eravamo all'avanguardia nella difesa dell'ambiente, nella tutela e nella valorizzazione dei nostri beni identitari, lo ha detto a tutte le televisioni, l'ho ha detto in giro, continua a ripeterlo ogni volta che rilascia un'intervista e invece, a sua insaputa, molto probabilmente, qua voi monelli che lo sostenete come maggioranza gli state sottraendo uno dei temi a lui cari. Io credo che quindi il primo problema che voi avrete, una volta che approverete questa proposta di legge, è quello di giustificare col vostro Presidente e dire che probabilmente è cambiata l'immagine, è cambiata l'identità della vostra maggioranza. Allora, al di là delle battute, che mi auguro che rimangano battute, signor Presidente, l'abolizione del comma 2 dell'articolo 2 in qualche modo va a rappresentare l'esigenza di dare ulteriormente un'interpretazione corretta e giusta che va a dire con chiarezza che probabilmente questo articolo non è necessario. Lo abbiamo detto in tutte le lingue, lo ripeteremo sino alla nausea…

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, il tempo a sua disposizione è terminato.

Onorevole Piscedda, la invito a cancellare la sua prenotazione. È decaduto dall'intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Grazie signor Presidente. In merito all'emendamento in discorso, classificato come soppressivo parziale, direi che si può aderire a questo emendamento soppressivo di una parte di questo comma, ma semplicemente perché, come è già stato autorevolmente detto, la soppressione del resto è stata affidata ad altro emendamento che non ha avuto successo. A noi sembra utile votare favorevolmente e chiedo l'aggiunta della mia firma a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD).Grazie Presidente. Io non concordo con quello che ha detto l'onorevole Comandini. Credo che, invece, il presidente Solinas sia assolutamente consapevole di questa proposta di legge e che con questa proposta di legge si getti finalmente la maschera. È un centrodestra che vuole le mani libere per poter riproporre lottizzazioni, per poter cementificare in agro così come ha cercato di fare con la proposta di dicembre del Piano casa, che avrebbe creato un disastro nell'agro come, appunto, è successo nell'agro di Sassari prima del PPR, con un consumo del territorio che viene sottratto, quindi, all'uso agricolo, ma non soltanto, con una serie di danni ambientali che non sono legati soltanto alla perdita dell'uso agricolo e al consumo del territorio, ma anche all'inquinamento nelle aree dove non è possibile, evidentemente perché distanti dalla città, avere una rete fognaria efficiente, con un aumento dei costi che diventa insostenibile per le comunità, e quindi mancanza di servizi, mancanza di strade, mancanza di trasporti. Sono tutte quante cose che evidentemente stanno nel DNA di questo centrodestra e con questa misura siete smascherati, non c'è più nessun velo, nessuna dichiarazione di principio di una Sardegna che apre al turismo, a un turismo sostenibile, che tutela i propri valori. Con questa manovra state prendendo in mano in piena autonomia e senza nessun vincolo da parte del Ministero addirittura i beni identitari, che hanno un valore importantissimo anche dal punto di vista turistico, non soltanto storico e identitario, e che, grazie proprio alle norme di tutela e alla puntuale individuazione, consentono di garantire una tutela e anche un intervento di rimessa in ordine, di ripristino e di valorizzazione del bene. Quindi credo che con questa legge sia evidente qual è il disegno di tipo urbanistico che c'è dietro questa Giunta e questa maggioranza, e io ovviamente voterò a favore di questo emendamento soppressivo che sopprime una parte essenziale del testo della legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Rinuncio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 674.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 675.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Non pensavo di essere il primo. Poiché vedo che è il penultimo della serie, volevo precisare che, a beneficio dell'Aula, effettivamente tante persone mi hanno chiesto: "Ma come mai uno stock di emendamenti firmati dai Progressisti non porta la firma dei colleghi del Partito Democratico?". Semplicemente perché, come avviene in tutte le migliori famiglie, non stiamo sempre nella stessa stanza, quindi abbiamo lavorato in uffici diversi, non abbiamo fatto a tempo a collazionare tutte le pratiche, non abbiamo fatto a tempo ad aggiungere le nostre firme, ma è chiaro che si tratta solo di questo, perché sul merito siamo profondamente d'accordo. Abbiamo ovviamente approfondito, perché sono molte le cose che non sappiamo, io ad esempio confesso di avere tante pecche, cioè sono ignorante da tanti punti di vista, e lo confesso anche dal punto di vista lessicale, cioè prima sono andato a guardarmelo, siccome lei Presidente, non l'ha detto una volta, me l'ha detto tre volte questa parola "pessimo", ma caspita deve essere una parola importante…

PRESIDENTE. Onorevole Piscedda, lei sta intervenendo in fase di dichiarazione di voto, non di esegesi del mio pensiero o del mio lessico, perciò dica come voterà e spieghi il perché, altrimenti le tolgo la parola.

PISCEDDA VALTER (PD). Lei è padrone di poterlo fare, ci mancherebbe altro, però io penso che come giustamente lei pretende questo da me, io penso che lei possa censurare il comportamento di ciascuno di noi, ma non esprimere giudizi morali sulle persone. Dire "pessimo" al collega Lai, che io critico tante volte, è un giudizio morale.

PRESIDENTE. Sta continuando, onorevole Piscedda? Le tolgo la parola?

PISCEDDA VALTER (PD). Eh, ne manca poco!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, allora un altro emendamento soppressivo, il numero 675, proposto dai colleghi progressisti, con la prima firma Orrù. Abbiamo analizzato una serie di emendamenti tutti soppressivi, prima abbiamo parlato appunto degli emendamenti del secondo articolo, poi il primo comma, il secondo, adesso stiamo cercando di togliere una parte dell'articolo 2, comma 2, lettera A, cioè nel senso che stiamo cercando almeno un minimo di arrivare a un compromesso, perché comunque sarebbe da cassare tutta, almeno i primi due commi, perché sono quelli diciamo così incriminati, vanno a peggiorare le condizioni della Sardegna. Perché naturalmente se questa legge passerà in questa maniera la Sardegna non avrà certo benefici, sarà colpita da uno sviluppo che non certo punterà sull'ambiente, ma punterà più su il grigio del cemento, e questo per noi non è accettabile, per questo è giusto pensare a un altro tipo di vedute. Quindi adesso cerchiamo con questo emendamento almeno di riuscire un minimo a migliorare questo testo che non può sinceramente trovare la nostra gioia nel trattarlo, perché veramente molto spesso si parla di leggine in questo Palazzo, questa non si può nemmeno definire una leggina, nel senso che questo è un pasticcio dal mio punto di vista, però questo è quello che dobbiamo discutere. Prendiamo anche come auspicio nel prosieguo di questa legislatura di andare però a toccare i veri temi della Sardegna, cioè non possiamo ancora non dibattere in maniera efficace, concreta, su il vero sviluppo che vogliamo dare alla nostra isola, alla nostra amata terra. Quindi come tutte le cose si possono migliorare come il PPR che non è un dogma, ma è un punto di partenza per fare un ragionamento ampio su come si può dare un'impronta importante alle nostre coste per cercare di migliorare appunto anche l'offerta turistica, perché comunque sappiamo, vi sono delle difficoltà da quel punto di vista, però se noi andiamo a colpire in maniera forte quello che è il nostro patrimonio ambientale, poi non possiamo aspettare che i turisti che sceglieranno le nostre coste, sceglieranno coste dove non si sono fatte azioni di questo genere. Quindi è giusto ragionare su questo emendamento e per questo su questo emendamento io voto a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, qua andiamo a sopprimere la lettera A del comma 2, che è quello che riguarda proprio la fascia costiera. Forse non tutti sanno che era un gioco della Settimana Enigmistica, comunque, ripeto, forse non tutti sanno che la Sardegna pur non essendo la l'isola più grande del Mediterraneo, perché prima c'è la Sicilia, ha un numero di chilometri di coste che è quasi 200 superiore a quello della Sicilia, perché sono 1849 chilometri, mentre la Sicilia ne ha 1639, e quindi la regione italiana con la costa più lunga. Quindi la nostra fascia costiera riguarda piccole cale, scogliere a picco sul mare, infinite spiagge bianche, tutte zone che potranno essere attaccabili successivamente all'applicazione di questa legge. Quindi spiagge come il Poetto 7 chilometri, Badesi 8 chilometri, Platamona che, cara onorevole Desiré Manca, è la seconda spiaggia più lunga d'Italia con 15 chilometri, Porto Pino 4 chilometri, La Cinta a San Teodoro 5 chilometri, e poi c'è anche la Costa dei Grifoni che sicuramente il presidente Pais conoscerà, che va da Bosa ad Alghero, selvaggia e spettacolare, lì sicuramente non penso che su quelle rocce si possa costruire un albergo di cemento, ma non si sa mai, perché con la fantasia di certi architetti il pericolo è sempre dietro l'angolo. E comunque questo per sottolineare qual è il pericolo su cui incorre la nostra Sardegna, quest'isola meravigliosa che è attaccabile da questo punto di vista, perché effettivamente quasi 2000 chilometri di coste sono un bocconcino appetibile per chi ha mire speculative, e a questi signori noi stiamo dando le chiavi della nostra isola, così, d'emblée, senza neanche pensarci, con un semplice colpo di spugna. Ecco perché io non posso che essere favorevole a questo emendamento che è stato proposto dal gruppo dei Progressisti, che assieme a quello del PD, di LEU e di noi del Movimento Cinque Stelle sta lottando strenuamente affinché voi cambiate idea, perché noi questo tesoro lo vogliamo preservare, lo vogliamo tutelare, e questa è una nostra convinzione che non cederemo a nessuno costo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Allora, Assessore, continuiamo nel racconto dei suoi cambi di…. no, no, vabbe' possiamo continuare anche qua in aula, abbiamo tutta la notte davanti, per cui avendo tutta la notte davanti ne abbiamo di cose da dire. E allora ricordiamo un po' quello che è stato il suo intervento, che tra l'altro ho ascoltato con piacere, parlava del nostro territorio, parlava della nostra Sardegna, parlava della nostra terra, ha parlato del piano di sviluppo della Sardegna che naturalmente non ci è dato ancora conoscere, per cui immagino che sarà un Piano ricco di novità anche coraggioso, e parlava anche di opportunità di sviluppo della nostra terra. Io mi auguro che queste sue dichiarazioni in questo suo intervento poi insomma le porti avanti nel corso del mandato, perché poi noi siamo un po' stati abituati a dei suoi cambi di opinione, dei cambi di passo, e a delle capriole all'indietro che lei ha fatto spesse volte. E questo gliel'ho ricordato anche ieri, abbiamo avuto anche un caso eclatante in questo Consiglio regionale, dove la Giunta per cui anche lei ha espresso un parere favorevole per la costruzione di un albergo a Piscinas, e la ristrutturazione dell'altro albergo a Castiadas, e poi lei naturalmente aveva espresso parere favorevole, poi c'è stato il presidente Solinas che ha dichiarato che non sapeva assolutamente niente, per cui il Governatore della Sardegna non conosce neanche quello che fa la propria Giunta, per cui la Giunta va da sé, il Governatore va da un'altra parte. Allora il Governatore insomma si è adirato e ha detto: "Guardate che io non sapevo assolutamente niente", per cui lei è stato richiamato all'ordine e via con la capriola all'indietro: quel parere favorevole è sparito e almeno questo siamo riusciti fino adesso a farlo, però nel piano di sviluppo della Sardegna che lei ci presenterà, e, Assessore, non vedo l'ora che questo accada e spero che lei convochi presto la Commissione in modo tale che possa anche avere il contributo….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca, il tempo sua disposizione è terminato. Vorrei però ricordare che gli interventi non sono a tema libero o sull'intervento dell'assessore Sanna, ma ogni consigliere regionale in fase di dichiarazioni di voto esprime il proprio voto con una motivazione succinta, quindi non si utilizzi la dichiarazione di voto per introdurre surrettiziamente argomenti che non…

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Questa è una sua interpretazione!

PRESIDENTE. È una mia interpretazione, siccome il Regolamento lo interpreto io, purtroppo per lei, è una mia interpretazione, e la mia interpretazione qui dentro conta molto.

(Proteste della consigliera Manca Desirè Alma)

PRESIDENTE. L'ho lasciata finire però se il suo intervento non riguarda le dichiarazioni di voto, io lo faccio notare, è una mia prerogativa.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Adesso pensa di dirmi lei quello che devo dire, non credo proprio!

PRESIDENTE. Non ha la parola, la invito al silenzio!

Scusi, cosa ha detto?

MANCA DESIRÉ ALMA (M5S). Non era rivolto a lei.

PRESIDENTE. Lei ha utilizzato… e la richiamo per la seconda volta all'ordine, facendo finta di non aver visto il gesto né sentito quello che ha detto.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Non era rivolto a lei.

PRESIDENTE. No, guardi, onorevole Manca, usi la decenza per lo meno di rimanere in silenzio, perché dopo quello che ha detto e dopo quello che ha fatto….

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Non era rivolto a lei.

PRESIDENTE. Onorevole Manca, la invito al silenzio e quantomeno alla decenza di non giustificare l'ingiustificabile.

Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Mi scuso ancor prima di iniziare per il fatto che il mio intervento sembra un po' da Cassandra, un po' apocalittico, e preciso però che mi sembra pertinente perché l'emendamento si riferisce alla fascia costiera, e volevo riflettere con tutti voi sul fatto che ci sono studi fatti da geomorfologi di fama internazionale che ci avvisano che entro il 2100 avremo un innalzamento delle acque di circa 90 centimetri, questo a causa di fenomeni naturali come lo scioglimento dei ghiacci ma naturalmente causati anche, lo sappiamo benissimo, dall'azione umana, poi movimenti tettonici ma anche, per esempio, la semplice estrazione del gas procura questa previsione di innalzamento delle acque.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue CADDEO.) Addirittura a Taranto, dove ci fu questo convegno mondiale, per quanto riguarda la Sardegna si parla entro il 2100 di una innalzamento che metterebbe veramente in difficoltà Cagliari, Porto Pino, Palmas, Colostrai, Flumendosa, Murtas, Orosei e Tortoli, ma addirittura altre 33 aree sensibili a questo fenomeno. Allora io mi chiedo: è vero che il 2100 ci sembra così lontano, è vero che con quasi matematica certezza molti di noi non ci saranno (e io naturalmente sono fra quelli), però, Assessore, io non ho figli ma penso che chi ha dei figli e immagina che avrà dei nipoti dovrebbe davvero riflettere su questa cosa. Non stiamo ragionando in termini di ideologie, di convenienze economiche, di dietrologia di chissà quale natura, ragioniamo davvero in termini di salvaguardia dell'umanità sarda,almeno. Mi sto avviando alla conclusione, Presidente, che è quella di riflettere seriamente su questo, perché se ci lasciamo prendere la mano dall'idea che con questa legge risolviamo i problemi dell'edilizia sarda, secondo me stiamo sbagliando di grosso, se invece ci decidiamo a investire sulla salvaguardia della fascia costiera, anche da questa eventualità, cioè dall'eventualità dell'innalzamento….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caddeo, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). L'emendamento è il numero 675? Sì, giusto per rimanere in tema, perché credo che nella discussione in alcuni casi rimanere in Aula per tante ore e cercare di modulare o di formulare tutta una serie di ragionamenti non è mai semplice e mai banale, anche perché la difficoltà nella discussione di oggi viene dal fatto che gli emendamenti sono tanti e rimangono tali perché modificare la proposta che la maggioranza ha fatto attraverso emendamenti soppressivi, diventa realmente cosa alquanto difficile e complicata. Questo perché nel comma 2 si citano chiaramente le tre lettere a), b) e c), dove la lettera a) indica la fascia costiera di cui all'articolo 17, comma 3 delle Norme di attuazione al PPR, dove si va a specificare esattamente quello di cui si tratta e di quanto nelle passate discussioni fatte in questa aula di Consiglio, dalla Posidonia ad altro, abbiamo sempre rimarcato la capacità e l'importanza di mantenere quanto più vivi possibile e naturali tratti di costa dove oggi purtroppo l'uomo si ritrova a dover combattere puntualmente, in maniera purtroppo quasi quotidiana, contro gli scempi che sono stati fatti nei decenni passati. E allora una classe politica, un governo del territorio è un governo sardo come quello che noi tutti rappresentiamo, ognuno nel suo ruolo di maggioranza e opposizione, io credo che un senso etico, morale soprattutto di quello che ci circonda nelle decisioni che prendiamo deve essere sempre un punto di riferimento. Allora quello che chiedo in una discussione come questa, basta anche un intervento da parte della minoranza, non dico di intervenire sempre perché capisco che i tempi non si possono allungare però entriamo nella discussione e cerchiamo anche di confrontarci sul fatto che la proposta che state facendo è migliorativa sotto quali punti di vista? Perché io ancora questo purtroppo in due giorni non l'ho capito, cioè nel racconto che stiamo facendo nell'Aula… perchè in tanti ci stanno seguendo e tante persone sono collegate, tanti operatori, tanti professionisti che non hanno avuto modo di fare le audizioni qua in prima in Commissione e in Consiglio stanno cercando di capire come mai un Consiglio regionale all'una meno 25 è ancora qua a discutere di una norma così importante, e quindi il mio è un auspicio anche nei confronti della maggioranza di intervenire. Basta uno, l'Assessore, un Capogruppo per raccontarci il perché questo emendamento che noi abbiamo proposto non deve essere un soppressivo parziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, la lettera a) del comma 2 dell'articolo 2 è soppressa. Ci siamo anche chiesti il perché abbiate deciso di inserire il comma 2, perché il comma 2 specifica che quanto previsto dal comma 1 si applichi anche in particolare a: ed elenca, fascia costiera, beni identitari, zone agricole. Ecco è stato un campanello d'allarme talmente evidente da non essere neanche pienamente compreso, cioè è una specifica, si applica in particolare a. Probabilmente il comma 1 avrebbe avuto lo stesso effetto ai fini appunto delle tematiche di cui abbiamo discusso oggi di quelle palesi e di quelle occulte, però sarebbe stato meno evidente, forse agganciato senza soluzione di continuità alla tematica della strada avrebbe potuto passare anche inosservato magari, magari sarebbe potuto essere inserito in un emendamento in Aula, negli anni il Consiglio regionale spesso ha approvato dei pastrocchi legislativi proprio per via della difficile comprensione soprattutto nelle sedute consiliari. In questo caso invece era tutto talmente chiaro dall'essere appunto quasi inevitabilmente oggetto di un ostacolo come questo da parte dell'opposizione. Perché in questo caso la volontà di escludere la fascia costiera dalla copianificazione è una contraddizione in termini di quello che ha fatto il PPR negli ultimi 14 anni, 13 anni quelli che hanno visto il PPR in vigore. È sempre stato applicato in un modo, scrivere oggi che da allora sarebbe stato da applicare in un altro è un'evidente contraddizione e poi soprattutto fa capire in maniera plastica come la Sassari - Alghero, la Olbia - Arzachena centri ben poco con quello che è il reale intento di chi ha prodotto questo testo. Un testo che non si può migliorare, si può solo sopprimere in tutto o per parti. In questo caso alla fascia costiera io mi rifaccio all'intervento dell'onorevole Li Gioi, quella sua elencazione di spiagge tra le più lunghe del Mediterraneo, e anche tra le poche spiagge naturali ancora rimaste, e io addirittura credo che rispetto alla previsione normativa e la difesa posta appunto attraverso il PPR a difesa delle nostre spiagge, credo che in questi 15 anni la tecnica e le varie scienze siano andate molto al di là. C'è l'obbligo di tutelarli ancora di più perché abbiamo trovato in problematiche che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU).Grazie Presidente. Pessimo: superlativo di cattivo riferito a una persona e alla sua indole. Io adesso non c'è il Presidente perché volevo che ritirasse l'ammonizione all'onorevole Lai perché non aveva fatto altro che iscrivere l'onorevole Comandini che gli aveva chiesto di iscriverlo per l'intervento. Torno all'emendamento, credo che questo emendamento sia da approvare, perché il superlativo di cattivo riferito alla legge ci sta davvero tutto, per cui noi non facciamo altro che ribadire che secondo noi è una legge che non può dare risposte, che ha finalità diverse da quelle che si vogliono far credere e attendo ancora che ci venga illustrata da chi di dovere, da chi di competenza. Perché abbiamo già detto prima che dopo le audizioni dell'ANCI, dell'ANCE, del CAL, dei tecnici di piano, dell'associazione dei tecnici comunali, che sono poi quelli che dovrebbero utilizzare, utilizzano il PPR, quando devono approvare i progetti, quando si devono mettere a dare risposte ai cittadini che ne fanno richiesta, credo che oltre questo non ci sia da parte né dei proponenti né dall'Assessore una rappresentazione esaustiva dei contenuti della stessa. Si vuole andare avanti in maniera muscolare ad approvare a tutti i costi una norma senza che ci si possa confrontare per niente rispetto all'importanza che avrebbe dovuto avere una riforma del PPR, che noi non abbiamo detto che non vada fatta, che non sia utile fare, ma è chiaro di sacro per me non c'è nulla, PPR non è un vangelo, non è un totem, però i 300 metri dalla battigia per me sono un Vangelo e sono un totem. Quindi sinché potremo sicché potremo, faremo di tutto perché quei 300 metri, che tanto bella fanno la nostra isola, e tanto declamata sia in termini positivi in tutto il mondo possa continuare a rimanere tale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S).Grazie Presidente, anch'io voglio fare una premessa sulla diametrale disparità di trattamento che noto provenire dal suo scranno, non quando vi è seduto lei, allorquando vi siano delle intemperanze a seconda della parte dell'emiciclo dalla quale queste intemperanze provengono. Perché qua si prendono le bastonate e qua invece arrivano i buffetti al massimo. Non sto parlando di lei, collega, mi lasci parlare stai zitto tu!

PRESIDENTE. Fate intervenire l'onorevole Solinas.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S).Ho fatto andare via Cocciu, chiedo scusa torni, collega. Comunque mi sento di solidarizzare anzitutto con la mia Capogruppo, L'onorevole Manca anche col collega Lai il quale ha voluto semplicemente salvaguardare il fondamentale diritto del collega Comandini ad esprimere la propria opinione sacrificando forse sì una norma di rango secondario come il Regolamento, ma per un buon fine. In ogni caso mandiamo al tema parliamo di questo emendamento, mi rifaccio a un punto focale di quello che è stato il ragionamento di molti colleghi di maggioranza quando parlavano di una eccessivo blocco causato dal Piano paesaggistico regionale, non è un limite il Piano paesaggistico regionale ma è un'opportunità, scardinarlo diventerà un limite, perché ci ritroveremo senza regole a vivere in un'isola dove sorgeranno come funghi e nei luoghi naturalmente di maggior pregio possiamo chiamarle favela di lusso, dei luoghi in cui si va a urbanizzare senza un minimo di criterio okay?! Per il solo fine di costruire dove ci si troverà poi ad avere degli alberghi e magari vuoti che nessuno avrà la possibilità di riempire, poi veramente lo si crede il togliere le regole un modo per dare nuova linfa all'economia sarda e all'edilizia sarda, forse per un momento ma poi chi ne beneficerà veramente i costruttori forse e poi cosa avremmo una generazione di muratori e camerieri con tutto il rispetto per i muratori e per i camerieri, ma noi vogliamo anche qualcosa di più per i nostri, noi possiamo ambire a qualcosa di più per i nostri giovani. Investiamo sull'istruzione, investiamo sull'impresa tecnologica, investiamo su qualcosa di duraturo che possa insistere sul territorio sardo non depauperandolo, non modificandolo ed inevitabilmente diminuendone il valore naturalistico, ma investiamo sui giovani veramente, questo è il punto fondamentale e non sulle pietre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente, per dichiarazione di voto sull'emendamento 675 per esprimere appunto il voto favorevole, dicevo, sono anche firmatario dell'emendamento, quindi insomma è evidente la volontà specifica proprio di presentarlo in una sua forma così sintetica e così apparentemente di dettaglio, ma come si dice in molti casi, si utilizza come frase tipica, talvolta nei dettagli capita che vi sia una sostanza molto importante. In questa piccola lettera a) del comma 2 dell'articolo 2 è in realtà l'essenza per quanto apparentemente di dettaglio della nostra battaglia, questa battaglia che stiamo portando avanti e che portiamo avanti fino a che riusciremo con le nostre forze e con la nostra determinazione a difendere quello che sta diventando sempre più chiaro, perché questa piccola lettera, così ridotta nella sua formulazione, così come previsto nell'emendamento, in realtà raccoglie quello che per noi sta diventando sempre di più un incubo. Nell'interlocuzione iniziale, è l'ennesima volta che continuo a chiedere all'Assessore un riscontro, e lo chiederò ancora, perché questo provvedimento parla di coste quando in realtà dobbiamo parlare di strade, non ci è stato risposto. Spero che arriverà la risposta. Perché continuiamo questa battaglia infinita, la continueremo, lo sappiamo tutti quanti che siamo qua ad oltranza fino a quando non esauriamo il provvedimento. Ma perché ci stiamo accanendo su questi temi in luogo invece di parlare del "162", in luogo di intervenire a favore delle imprese, in luogo di aiutare le persone che giorno dopo giorno hanno bisogno. Questo è quello che io vorrei chiedere ed è questo che io spero che nel corso dei lavori prima o poi, come chiedeva anche l'onorevole Piu, arrivi come risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie, Presidente. Questa legge è pessima perché è l'esatto contrario dell'optimum, che è quello che noi desideriamo al di fuori delle nostalgie di un Piano paesaggistico che certamente è assolutamente emendabile. Ragione per la quale abbiamo usato il lento e faticoso logorio degli emendamenti, motivo per il quale credo che stasera ci odiate più di quanto solitamente non facciate. Però, è uno strumento di democrazia, noi nonostante tutto continuiamo a stimarvi, anche perché crediamo che la notte porti consiglio. Mi rivolgo a lei, assessore Sanna, che è un credente, ma con lei anche all'assessore Chessa, richiamando il profeta Isaia, versetto 21, che dice: "Sentinella, a che punto è la notte? Cosa vedi, sentinella? Io glielo chiedo perché per lei, per me, e per noi tutti sardi lei è la nostra sentinella, democraticamente rappresentativa di tutti i sardi. E chiedo cosa vede, cosa vedete oggi nella notte dei nostri tempi e per la nostra Sardegna voi chi evocate romanticamente l'alba, e lo fate anche con il volgare illustre e lo fate molto bene? Perché questa è la domanda di fondo, qual è la vostra visione oltre le coste, che è il tema che ci impegna su questo comma di questo articolo per il quale chiediamo la soppressione parziale? Cosa vedete oltre queste coste belle libere per circa 600 chilometri, molte delle quali non sono ancora dotate di un piano di utilizzo dei litorali? Questo è un tema strettamente attinente all'urbanistica e sul quale bisognerebbe impegnarsi in fretta, fermo restando che la responsabilità è anche degli enti locali, ma non solo degli enti locali. Cosa vedete nella notte dei tempi e sulle coste sarde per quanto riguarda, per esempio, la sovrapposizione di PUC che non ci sono su piani di gestione di SIC non ancora attuativi? E questo è un tema di respiro europeo che non si può risolvere con un'interpretazione autentica di questa natura, ma sulla quale già ci siamo soffermati. Quindi la domanda di fondo è questa: qual è la vostra visione su quelle spiagge, assessore Chessa, sulle quali voi intendete spendervi molto per farci capire, con una promozione onesta, sostenuta, strutturata e visionaria, qual è la vostra visione della Sardegna oltre la notte che noi non vogliamo, voi possiate rappresentare fino in fondo. Non che con questo possiamo avere la pretesa di portare la luce, però per lo meno abbiamo la presunzione e senz'altro il dovere morale di provare ad indicarvela. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Corrias.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente, per chiedere di aggiungere la firma mia e dell'onorevole Cocco a questo emendamento, perché l'onorevole Orrù, prima firmataria, si è dimenticata che anche noi condividevamo questo emendamento soppressivo. E per dire anche che è sempre un piacere intervenire dopo il professor Corrias, perché il suo intervento profondo e sentito ha posto in luce alcune considerazioni che faccio proprie. Però torno al primo intervento che ho fatto questa sera, ossia quando ho giustificato il fatto che non condividevo totalmente l'idea dell'onorevole Deriu che questa norma fosse una norma provvedimento. Questo, e le chiedo scusa naturalmente, onorevole Deriu, emendamento che prova a sopprimere la lettera a) ci dice una cosa, ossia che la fascia costiera di cui all'articolo 17, comma 3, lettera a), quella che questo emendamento vorrebbe sopprimere, è in pericolo. E lo dico perché all'interno del comma 2 esiste una parola che è un rafforzativo, ossia la previsione del comma 1 si applica "in particolare", in questo caso "in particolare" è un rafforzativo di dove si vuole andare ad intervenire, perché altrimenti la parola "in particolare" non si sarebbe mai citata, perché la previsione del comma 1 si applica a: la fascia costiera, eccetera, eccetera. Voi invece aggiungete un rafforzativo proprio per indicare l'idea iniziale che avevate in testa, che smaschera tutto ciò che è stato detto fino adesso e mai ribattuto, ossia che voi volete questa legge solo ed esclusivamente per mettere al riparo le due arterie. Voi volete questa legge non per mettere al riparo le due arterie, perché basterebbe un provvedimento, così come ha detto l'onorevole Deriu, voi volete questa legge per andare ad incidere nella fascia costiera, voi volete questa legge per andare ad incidere sui beni identitari, voi volete questa legge per incidere, come dice la lettera c) sulle zone agricole, sull'edificato in zona agricola, questa è la vera intenzione. Però basta essere onesti anche intellettualmente e dire le cose come stanno, non provare a nascondersi dietro due arterie stradali che tutti noi reputiamo essenziali. Perché basterebbe dire: "Badate, abbiamo questa intenzione, abbiamo questa visione di Sardegna, abbiamo questa soluzione che può dare una prospettiva". Invece no, si continua con il silenzio, con il tentativo di continuare all'infinito questa discussione, e siamo solo all'inizio…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Intanto sottoscrivo quanto hanno espresso i colleghi prima di me e per scusarci perché nella velocità poi della presentazione degli emendamenti, della condivisione generale non si sono apposte tutte le firme e non è stato fatto chiaramente intenzionalmente, ma ci sono stati dei corto circuiti proprio per la velocità con la quale abbiamo dovuto presentare questi emendamenti condivisi da tutti. Quindi considero questi, se siete d'accordo, di tutti. Per introdurre anche un'altra questione che, a mio avviso, è particolarmente importante ed è strettamente collegata all'emendamento, e quindi al comma 2 dell'articolo 2, e questo è il tema tecnologico. La Regione Sardegna, anche a seguito del Piano paesaggistico regionale, ha avuto modo di creare delle opportune piattaforme, tra cui anche le piattaforme tecnologiche digitali e i GIS, che consentono una sovrapposizione di layer e chiaramente di carte, io non so se avete mai avuto modo di lavorare con le diverse carte e le sovrapposizioni di queste che si devono fare in fase di pianificazione proprio per poi calarle sul territorio regionale, ma è chiaro che questo processo ha facilitato l'approvazione e anche il metodo di lavoro all'interno di alcuni uffici, sia regionali che comunali, e questa secondo me dovrebbe essere la via, cioè sia un potenziamento in termini di tecnologie all'interno degli uffici pubblici comunali che negli uffici pubblici regionali, per consentire un'accelerazione anche per le risposte che devono essere date. A mio avviso noi abbiamo l'ambito omogeneo 1, quello che riguarda il Piano paesaggistico regionale e riguarda quindi le fasce costiere, che ha un grande valore per noi, ed è ovvio che anche alcuni beni identitari, che dopo andremo a trattare, nel prossimo emendamento, sono anche all'interno della fascia costiera, quindi il ragionamento è un ragionamento…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Rinuncio.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU).Grazie. Io vorrei parlare dell'emendamento 675 Orrù, Piu, Agus, Caddeo, Loi, Satta Gianfranco, Stara e Zedda Massimo chiedendo di poter aggiungere la firma a questo bell'emendamento che prevede la soppressione della lettera a) del comma 2, dell'articolo 2. Beh, "a che punto è la notte", certo che si cita il profeta, però c'è anche un bel romanzo di due autori di destra, Fruttero e Lucentini, che è rimasto nella storia della letteratura perché l'omicidio era commesso attraverso un fallo di pietra che spaccava la testa a un incauto architetto, quindi attinente con la materia che trattiamo. Può darsi che questa arma sia quella che si vuole usare per divellere il nostro PPR, sarebbe anche stata utilizzata già in passato da alcune forze politiche, o perlomeno citata, anche perché questi falli di pietra non è che siano così disponibili, credo che sopprimere la lettera a) del comma 2, dell'articolo 2 in questo caso sia però una misura che possa contenere un pochino gli effetti nefasti di della legge, che noi abbiamo annoverato tra le pessime, e vogliamo chiedere che questo emendamento una volta tanto sia votato anche dal centrodestra, così, per uno spirito cavalleresco, che comunque ha sempre contraddistinto molti dei nostri colleghi, che gentilmente questa volta possono aderire alla nostra richiesta, in fondo è uno solo tra tanti, votate questo emendamento positivamente così la legge assumerà un tono più umano, diciamo meno a forma "di…"… esatto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Perché sopprimere… oltre all'articolo andrebbe soppresso anche qualcos'altro… per quanto riguarda la soppressione della lettera a); la lettera a) parla del sistema costiero, esattamente della fascia costiera, così come detto negli altri interventi, l'onorevole Li Gioi nel raccontarci i dati puntuali sul sistema costiero sardo ha dato una cifra di 1849 chilometri, questi sono i chilometri di costa del sistema Sardo, sapete quanti sono i chilometri del sistema costiero australiano? 34.218. Perché cito l'Australia? Perché l'Australia qualche anno fa è intervenuta con una Piano paesaggistico costiero per il proprio sistema costiero, perché lo reputa… tanto che nell'ambito della promozione di se stessa l'Australia, oltre ad alcuni monumenti naturali presenti all'interno, il sistema desertico…

PRESIDENTE. Scusate, fate svolgere l'intervento per cortesia, prendete posto. Mi scusi.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. …Ha deciso di avviare un sistematico intervento di pianificazione e tutela del proprio sistema costiero perché lo reputa, e lo è, un unicum, tenendo conto che la grande barriera corallina australiana che ha un'estensione di 2000 chilometri è un capolavoro della natura… io capisco che non interessi il sistema costiero sardo, anche perché altrimenti non avrebbero proposto di devastarlo perché lo tutelano, perché fanno quello che noi abbiamo fatto col Piano paesaggistico e tanti altri fanno con il sistema di tutela di zone, luoghi, parchi, o meglio, li trasformano in parchi? Perché reputano che quegli elementi naturali e ambientali, quelle caratteristiche siano da tutelare, ma siano allo stesso tempo, proprio perché tutelate, un elemento straordinario di attrazione; alla fine è molto semplice, è come dire che un museo ci tiene a non stravolgere e a non deturpare le proprie opere d'arte, ci mancherebbe, sono sempre le stesse… è più forte di loro… ma io lo so che tu ascolti. è tutto il resto che ha qualche difficoltà. L'altro aspetto è: perché volete intervenire con questo articolo è perché noi lo vogliamo sopprimere? Voi di fatto intervenire per eliminare copianificazione, cioè il coinvolgimento della Regione insieme al proponente e al Ministero; voi siete veramente sicuri che sia un elemento che possa agevolare lo sviluppo? Vi posso fare un esempio molto breve di che cosa è accaduto nel recente passato a Cagliari? Nell'intervento del Poetto uffici della Regione, nell'incapacità di assumersi la responsabilità, mica chissà che cosa, mica l'idea di un insediamento urbanistico, semplicemente il rifacimento del lungomare Poetto, l'elemento era togliere l'asfalto e mettere una pavimentazione di colore diverso. Chiamato, senza far nomi, diciamo un alto funzionario della Regione che si occupa di decidere che cosa bisogna fare nella riqualificazione di un lungomare, non se l'è sentita di esprimere il parere che avrebbe dovuto esprimere sulla colorazione della pavimentazione di colore rosso o color sabbia, e alla fin fine ha detto, con me presente, che non se la sentiva e che avremmo dovuto lasciare l'asfalto, ed è lì che è nata l'idea di fare il sondaggio su un quotidiano, l'Unione Sarda, e far scegliere ai cittadini, e a fronte di questo, colui che è pagato per decidere ha detto: beh, se decidono i cittadini allora io mi atterrò a quel che decideranno i cittadini. Io non lo so se vi convenga non avere in alcuni casi l'ausilio e il supporto di un altro ente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD).Grazie, Presidente. Intervengo con il cuore felice perché finalmente la collega Orrù ha riconosciuto che gli uffici non hanno messo tutte le nostre firme, e sono atti apprezzabilissimi, aspettiamo ancora le altre scuse di qualcun altro che ha epitetato il collega Lai, senza fare nomi perché se no si offende, che come vedete da allora è praticamente silente, e questo ci dispiace. Sul merito, perché il Presidente mi avrebbe potuto richiamare a dire perché sono favorevole a questo articolo, la soppressione del comma a), che tratta di fascia costiera, ne hanno ampiamente detto il collega Zedda e il collega Li Gioi. La fascia costiera è quell'elemento caratteristico della nostra Sardegna che ci rende praticamente unici nel Mediterraneo, ma direi ben oltre, siamo una meta assolutamente ambita, ma quella fascia costiera, penso che lo possiate immaginare anche voi, è ambita anche da chi vorrebbe metterci mattoni uno sull'altro. È un attentato che la nostra isola ha rischiato per anni e anni fino a quando finalmente nel 2006 si è messa la parola fine a questi tentativi e il PPR ci ha garantito la protezione di questa fascia costiera. Voi con questo articolato di legge state proponendo che la gestione di quella fascia costiera vada tutta in capo alla Regione Sardegna e quindi venga sottratta alla copianificazione col Ministero. Ecco, noi non siamo d'accordo. Non siamo d'accordo, l'ha messo nero su bianco la collega Orrù con gli altri colleghi dei Progressisti attraverso questo emendamento, quindi è chiaro che noi riteniamo già un buon risultato, alla luce di quello che sta succedendo stasera, la sola soppressione di quel comma, motivo per il quale, dopo lunga, articolata, sofferta decisione, anche il Partito Democratico ha sottoscritto questo emendamento. Quindi con questo spirito dichiaro il mio voto favorevole alla soppressione della lettera a) del comma 2. Grazie.

PRESIDENTE. Sono concluse le dichiarazioni di voto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 675.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 664.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. La lettera b) parla di beni identitari. Abbiamo affrontato l'argomento già nel corso della illustrazione e poi della discussione generale della legge. Il PPR distingue già, di fatto, i beni paesaggistici dai beni identitari. Voi avete iniziato la Legislatura parlando… immagino le perle di saggezza! Una roba proprio…

PRESIDENTE. Prego, onorevole, continui. Vi chiedo di fare silenzio.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie. I beni identitari dicevo. Avete iniziato la Legislatura nell'annunciare che questa Legislatura avrebbe avuto quale caratteristica, quale stella maris, la stella che segue il navigante nella notte per avere la linea da percorrere, sarebbe stata l'identità della Sardegna. Manco annunciato che il primo passaggio è devastare i beni identitari, o meglio il bene in sé no, perché non è aggredibile in quanto bene, ma possibilmente tutto ciò che sta attorno deve essere riempito di cemento tanto da offuscare, oscurare, impedire la vista del bene identitario che andrebbe tutelato. Anche qui voi siete veramente sicuri e certi che questo sia l'indirizzo di sviluppo, cioè che un intervento del genere possa determinare con decisioni in solitudine una facilità del vostro lavoro. Chiunque di noi abbia amministrato, quando ha avuto l'occasione di poter interloquire con un ente terzo e il rappresentante di questo ente, qualche volta, nell'impossibilità di dire no o di caricarsi la responsabilità di dire un no così secco, ha utilizzato anche il no dell'altro ente, pur di non esporre l'istituzione, il Comune o la Regione, a un fuoco incrociato. È vero che il Ministero, per bocca delle Soprintendenze fondamentalmente, qualche volta pone problemi, vincoli, lacci e lacciuoli. Anche lì non sempre, dipende dal soprintendente, e cioè come l'esempio che facevo prima in Ragione, e vale per le Soprintendenze, la verità è che non è un aspetto che prescinde dalla qualità del personale che svolge una funzione. Mi sono ritrovato con soprintendenti che acceleravamo perché consapevoli del bisogno di sviluppo, mi sono ritrovato con funzionari comunali o regionali che rallentavano in assenza di questa consapevolezza che il tempo non è una variabile che non incide sulle dinamiche di sviluppo. La verità è che tutti noi dovremmo fare una bella legge per selezionare ancor di più coloro che svolgono alcuni ruoli. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Il comma in questione specifica che il dettato del comma 1 si applica in particolare ai beni identitari. Vale quello già detto per quanto riguarda la fascia costiera. Se il comma 1 si interpreta nel senso che sono in ogni caso sottratti, non si capisce che senso abbia ribadire il fatto che quello in ogni caso si applichi in particolare ai beni identitari, anche perché in questo caso i beni identitari sono inclusi nel repertorio del mosaico in una sezione separata rispetto ai beni culturali vincolati già oggetto di copianificazione. Nel caso dei beni identitari parliamo di un elenco approvato, di un elenco che viene sottoposto a revisione costante, all'interno dei PUC si è già fatto tesoro del dettato contenuto oggi nel repertorio del mosaico e i Comuni si sono già adeguati. Si sono adeguati i Comuni e si sono adeguati anche i privati cittadini che volta per volta hanno dovuto chiedere le diverse autorizzazioni e in alcuni casi hanno proceduto nel rispetto pieno del dettato del PPR e del contenuto del repertorio del mosaico che comprende i beni, per cui anche questa volta ci si accorge, forse in maniera ancora più precisa rispetto a quanto avviene per la fascia costiera, perché a differenza del territorio costiero i beni identitari incidono anche nei centri storici dei paesi del centro Sardegna e fanno capire come la disciplina varata nel 2006 abbia avuto un ruolo strategico nella tutela di quei centri che in alcuni Paesi appunto non si è fatto in tempo a preservare dal degrado e e da un'edilizia a volte spregiudicata che ha puntato all'oggi, quindi ieri di qualche anno fa, e ha lasciato al domani di allora, che è il nostro oggi, le macerie su cui piangere. Paesi che hanno oggi in alcuni casi molte più abitazioni disponibili rispetto a quello che invece sono il numero degli abitanti e la previsione di abitanti per il prossimo futuro. Non c'è un'idea di sviluppo, c'è però un'idea di aumentare l'edificato in virtù appunto di un dell'idea che l'edilizia possa essere un motore anche quando non c'è altro motore….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, e mi ricollego a quanto affermato dagli onorevoli Zedda e Agus, perché questo emendamento più che dovuto è fondamentale, perché mai avrei pensato che nella vostra vena cementificatrice avreste inserito anche i beni identitari, cioè beni che sono relativi alla identità socioculturale della nostra isola, cioè quella identità di cui fate bandiera, o almeno il vostro Presidente, il nostro Presidente fa bandiera. Beni identitari che come ha sottolineato il collega Agus insistono prevalentemente nei nostri centri storici, soprattutto dei paesi del centro della Sardegna, penso a casa Deriu a Bosa, la caserma caserma Vezza a Orosei onorevole Mura, casa Murgia a Orune, la Cantoniera a Santa Teresa onorevole Giagoni, il ponte Furreddu a Buddusò Presidente, assieme al Redentore di Nuoro, sono elementi identificanti la nostra isola, che fanno parte della nostra storia, e che quindi io non vedo in che modo possano entrare nella norma che voi avete architettato. E quindi penso che siate d'accordo nel voler votare favorevolmente a questo emendamento, che non toglie niente a mio parere al vostro intento edificatorio, perlomeno lo rende meno dannoso, e comunque evita che lo stesso intacchi questi quelli che sono esempi della nostra storia, della nostra identità, e che quindi a mio parere non sarebbero dovuti neanche minimamente essere pensati per essere inseriti in questa norma, l'avete fatto, noi vi veniamo incontro e vi diciamo guardate almeno questo emendamento votatelo favorevolmente, non cambia niente a quelli che sono i vostri intenti, semplicemente è meno clamoroso quello che fate e tutelate l'identità della Sardegna, a cui almeno sulla carta siete così attaccati. E quindi sono certo che voterete favorevolmente. Almeno questo fatelo, non vi costa niente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugeno Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, nel dichiarare il voto favorevole a questo emendamento, come nei precedenti chiedo che venga aggiunta la firma mia e dell'onorevole Cocco, perché condividiamo lo spirito dell'emendamento, e vi chiedo come fate ad intervenire sui beni identitari, come pensate di inserire i beni identitari all'interno di un progetto di nuova cementificazione. Questo è il tema che realmente in questo momento pongo all'attenzione di quest'Aula, nonostante l'ora, nonostante tanti consiglieri distratti. E lo pongo perché mi sarei aspettato un progetto di legge, proprio per rilanciare l'economia, che parlasse di semplificazione, che parlasse di copianificazione estesa non solo ed esclusivamente al Ministero, ma di copianificazione che coinvolgesse gli enti locali, di un tentativo di sburocratizzazione del procedimento amministrativo che porta poi naturalmente alle gare d'appalto e all'esecuzione dei lavori. Perché, badate, voi continuate a vendere lo spot che è colpa del PPR se molte situazioni in Sardegna, molti lavori pubblici in Sardegna sono bloccati, non è così, perché se dovessimo andare a verificare le ragioni per cui molti di quei lavori pubblici sono fermi potremmo vedere e assistere al fatto anche che il PPR poco c'entra, è un intreccio di norme talvolta contraddittorie l'una dall'altra, dove nessuno ha avuto il coraggio di intervenire. Probabilmente a partire dall'errore dell'eccessiva burocratizzazione anche attraverso la legge Bassanini, però noi dobbiamo avere il coraggio come classe politica di provare a confrontarci sui temi della semplificazione, sui temi della sburocratizzazione che sono i veri ingranaggi che in questo momento sono fermi, è stato detto in precedenza da più colleghi, ossia provare a lavorare per semplificare la vita agli uffici degli enti locali. E considerato che da questo punto di vista sono d'accordo con l'onorevole Deriu, che cita che questa norma si sarebbe potuta tranquillamente adottare con un provvedimento, io sollecito il suo intervento, perché è naturale che voglio ascoltare il perché si sarebbe potuta applicare solo con un provvedimento, perché magari potrebbe servire anche a quest'Aula per ravvedersi dal tentativo di continuare a andare a sbattere su un provvedimento che probabilmente non darà neanche effetti, perché parliamoci chiaro probabilmente non darà neanche effetti, così come tante leggi che sono state approvate durante questa legislatura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Presidente, questo emendamento davvero è forse, come hanno detto i colleghi, uno dei più importanti perché qua stiamo parlando dei beni identitari. Allora io mi chiedo, ma veramente è necessario adesso ricomprendere le vecchie concerie di Bosa o le tonnare di Carloforte, o la casa natale di Grazia Deledda tra i programmi di espansione urbanistico edilizia del nuovo corso di gestione del territorio? Cioè abbiamo fretta di costruire sul Redentore? E taccio per modestia alla casa Deriu di Bosa, la casa Deriu di Macomer, la casa Deriu di Nuoro. Abbiamo case dappertutto! Era necessario diciamo per forza ricomprendere in questa elencazione i beni identitari per dire che tutto su tutto noi stiamo imponendo il nuovo regime autarchico patriottico di libera costruzione, ricostruzione, decostruzione del paesaggio del territorio dell'ambiente eccetera. Mi sembra veramente che qua da un lato si voglia sfondare porte aperte, perché abbiamo già detto e lo ripetiamo che questi interventi devono essere curati dall'Amministrazione all'interno dell'ordinamento, che fare una legge ripetendo tutto il contesto ordinamentale presente, e infilandoci un paio di norme manifesto non cambia la natura provvedimentale di questa azione, e quindi oltre a questa inutilità bisogna sommare la parte propagandistica che però nel caso dei beni identitari è totalmente inutile, cioè è un buco nell'acqua, è un boomerang. Per quale motivo dovete inserire questi beni nella previsione di una più libera determinazione? Ma lasciateci una protezione rafforzata come quella che c'è adesso. Io vi prego davvero di rifletterci e di non darvi la zappa sui piedi in questo modo. Quindi il voto è favorevole sull'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, per sottoscrivere il voto favorevole all'emendamento numero 664 che, non vorrei ripetere quanto hanno espresso i colleghi in precedenza ma effettivamente il 2008 viene segnato dalla modifica del codice Urbani, però, parlando di beni identitari, se si apre il portale della Regione Sardegna "Sardegna territorio, pianificazione e paesaggio della Sardegna - Repertorio del mosaico dei beni paesaggistici e identitari", si dice "nel repertorio sono opportunamente distinti i beni paesaggistici e identitari, individuati e tipizzati nel PPR. I beni culturali vincolati ai sensi della parte seconda del decreto legislativo 42 del 2004 nonché i risultati della co-pianificazione tra Regione, Comuni e Ministero, comprensivi degli ulteriori elementi con valenza storico culturale e delle proposte di insussistenza di vincolo" e poi continua classificandoli con le varie delibere, eccetera, però il punto è che anche nel portale della Regione, quindi non stiamo parlando di una cosa che sta magari da altre parti, si evidenzia ancora una volta il fatto che comunque il Piano paesaggistico regionale ha avuto un processo di co-pianificazione, quindi, poiché il comma 2 è strettamente collegato al comma 1 che con interpretazione autentica vuole fare un salto indietro nel tempo e dire: poiché prima non c'era bisogno della co-pianificazione, che però è stata fatta, oggi noi facciamo finta che in questi beni non debbano essere co-pianificati, nonostante il codice Urbani nel 2008 obbliga e prevede la co-pianificazione. Quindi, poiché noi siamo stati lungimiranti in un periodo in cui ancora non era obbligatorio, abbiamo fatto la co-pianificazione, abbiamo fatto un lavoro che è immane… invito chiunque ad aprire i portali, le varie carte e tutta la documentazione inerente il Piano paesaggistico regionale e vedere il lavoro che è stato fatto in maniera egregia dagli Uffici e da tutti coloro che ci hanno lavorato, perché è ovvio che tantissime persone hanno lavorato alla realizzazione di questo strumento, non vedo come sia possibile che con una normetta di un articolo si metta in discussione un lavoro di anni, dove….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Manca Desirè Alma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Assessore, dicevamo, nella sua visione dello sviluppo della Sardegna c'è anche l'intenzione di toccare i beni identitari, è evidente, quindi ciò che identifica la nostra Isola, ciò che identifica la storia della nostra terra, ciò che identifica la storia dei sardi per lei non vale praticamente niente, e non vale niente perché decide di incidere nella storia della Sardegna andando a modificare anche questo. Quindi, non solo permette la cementificazione delle nostre coste, non solo permette di far violentare le nostre coste, non solo permetterà a chissà quale gruppo, esterno magari, a qualche multinazionale, magari invece non so a qualche gruppo nazionale, di far costruire nelle nostre coste, nella sua terra… questa è la sua visione futura della Sardegna, e allora capisco che molto probabilmente non ha avuto occasione di parlarcene, molto probabilmente non ha avuto neanche il coraggio di condividere questa sua visione perché molto probabilmente sapeva già che da parte nostra non ci sarebbe stato nessun appoggio, ovviamente. Quindi ciò che mi dispiace o quello che mi perplime davvero è andare a pensare che un politico che ha sempre dichiarato di avere a cuore il proprio territorio, i propri cittadini, e lei l'ha dichiarato anche ieri, lei è sempre presente in mezzo alla gente, in mezzo ai cittadini e poi però non preserva per loro e non tutela quello che effettivamente li identifica, che è la nostra storia, e il bene identitario è un bene che identifica la vita dei sardi. E lei permette, con questa legge, di andare magari a comprendere in un progetto non so di cementificazione anche….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 664, di cui sono anche firmatario, riprendendo un po' gli argomenti che sono stati presentati da alcuni colleghi, non scendendo molto nel dettaglio per non annoiare, data anche l'ora tarda, e quindi non appesantire su argomenti che sono già stati espressi, ma invece, nel mio incedere che diventa anche ridondante a un certo punto, però è chiaro che questo è determinato dalla necessità di chiarimenti e di spiegazioni, la mia motivazione di un voto favorevole a questo emendamento si accompagna a…

(Rumori molesti provengono dai banchi della maggioranza)

Secondo me, Presidente, bisognerebbe pensare di introdurre una qualche specifica nel Regolamento di gestione dell'Aula, per quanto non mi competa, perché è particolarmente paradossale stare all'interno di questo consesso, parlare e dover sentire risate, telefonate, qualsiasi cosa.

PRESIDENTE. Continui, onorevole Loi.

LOI DIEGO (Progressisti). La mia motivazione rispetto al voto favorevole si accompagna alla richiesta di due perché. Perché continuiamo a portare avanti una discussione su questo tema senza che ci venga spiegato, come chiesto più volte, qual è la reale finalità, e perché attorno al tema delle due strade continuiamo a discutere di elementi che vanno al di fuori di questo, e perché alle richieste…

(Rumori molesti provengono dai banchi della maggioranza)

A me sembra un po' un canzonare, questa modalità di comportamento dell'Aula.

Dicevo, perché, nonostante i solleciti che vanno avanti da numerose ore e continueranno ad andare avanti, non c'è nessuno che dia una risposta, né nella maggioranza né nella Giunta, perché la non risposta ad una serie di affermazioni può essere considerata come tacito assenso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Rumori molesti provengono dai banchi della maggioranza)

GANAU GIANFRANCO (PD). Basta, è ridicolo!

COCCO DANIELE (LEU). Siete dei cialtroni!

MULA FRANCESCO (PSd'Az). A chi stai dicendo cialtrone?

COCCO DANIELE (LEU). A chi sta facendo suonare questa musica della risata, a te non ti sto cercando!

PRESIDENTE. Se riusciamo a contenerci, per cortesia, onorevole Cocciu. Devo sospendere i lavori?

Riusciamo a stare in silenzio? Capisco l'ora e siamo un po' tutti stanchi, però….

Prego, onorevole Ciusa, svolga il suo intervento.

CIUSA MICHELE (M5S).Naturalmente non è iniziato quindi avrò perso i tre minuti, devo avere i tre minuti. Grazie Presidente, grazie gentilissimo, l'emendamento 664, un altro emendamento appunto soppressivo, perché come ha detto già qualche altro mio collega in precedenza è difficile migliorare questo testo si possono solo presentare emendamenti soppressivi, mentre l'emendamento precedente parlavamo delle coste e quindi si poteva anche, qualcuno può anche non cogliere la bellezza delle coste, e quindi diciamo che nella sua mentalità è più facile accettare delle costruzioni lungo le nostre belle coste, sui beni identitari quindi parliamo di strutture culturali, monumenti su questi temi io penso che una riflessione maggiore deve essere compiuta da parte dei colleghi della maggioranza e comprendere che almeno su questo tema si possa trovare una sintesi comune, quindi riuscire ad almeno eliminare questa parte dal testo per appunto riuscire a fare in modo che quanto meno questa legge sia quanto meno peggio possibile… sì Presidente c'è un sottofondo fastidioso… c'è un sottofondo fastidioso, io sto facendo finta di niente però fino a un certo punto, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Ciusa, continui, continui, si sente. Può continuare.

CIUSA MICHELE (M5S).Confido in lei Presidente perché nel momento che…. Lo sente anche il vicepresidente Comandini lo sente… grazie Presidente. Quindi sempre nella finalità del Piano paesaggistico cioè quello di perseguire il fine di preservare e tutelare e valorizzare appunto per le future generazioni sennò le coste almeno i beni identitari sarebbe necessaria appunto una riflessione di questi termini in riferimento a questo emendamento a cui io darò il voto favorevole, perché trova il convincimento che appunto riusciremo quantomeno a promulgare una legge, che per quanto abbiamo già detto lungamente per noi inaccettabile, almeno cerchiamola di ripulire laddove è possibile, grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente, per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 664 a cui chiedo anche di apporre la mia firma. Il ragionamento per cui chiedo di esprimere il voto favorevole è abbastanza semplice ed è stato già sottolineato dai miei colleghi che mi hanno preceduto nell'intervento perché si tratta in qualche modo di sottrarre dalla pianificazione congiunta beni che sono estremamente importanti da un punto di vista di conservazione e tutela del patrimonio e dell'habitat naturalistico. Io dico all'Assessore, lui lo sa meglio di me, che stiamo parlando di circa 10.000 beni paesaggistici e identitari, un numero enorme di un patrimonio straordinario della nostra isola che parte dai nuraghi, le domus de janas, necropoli, alle chiese ed è una situazione estremamente delicata ma soprattutto pericolosa non soltanto per la natura strategica di questi beni identitari, perché io mi immagino, caro Assessore, sia per la lettera a) che riguarda la fascia costiera che per la lettera b) dei beni identitari se noi dovremo sottrarli questi beni lettera a) e lettera b) alla pianificazione congiunta mi immagino quanti contenziosi da parte di privati avrebbe il suo Assessorato perché è chiaro che senza il rispetto di una norma di natura nazionale e di una copianificazione, ciò significa che avremo la libertà totale per la presentazione di interventi progettuali o di interventi già in essere, perché il suo Assessorato ha anche in pancia interventi già in essere su parte di questo territorio. Allora la tutela che non significa la possibilità di non avere carichi antropici in quei luoghi sia se quanto riguarda la fascia costiera o quanto riguarda alcune zone ai beni identitari, perché mai nessuno di noi ha detto che non si possa in qualche modo prevedere un'attività antropica, diciamo che però questa attività antropica deve essere garantita attraverso dei passaggi di tutela e di copianificazione, perché viene a mantenere un equilibrio e una conservazione e un'integrazione e una tutela di quella che è una risorsa strategica fondamentale per la nostra isola, che riguarda le fasce costiere e beni identitari. Faccio solo un esempio voi ricordate benissimo quello che è successo un paio di anni fa in Spagna in Costa del Sol dove la mancanza di una pianificazione e di una tutela di quei territori costieri ha portato alla realizzazione di metri cubi e metri cubi di residenza che non erano necessari e utili per portare i turisti ma servivano soltanto per operazioni finanziarie, per operazioni della borsa. Perché sappiamo tutti che ci sono spregiudicati finanzieri che cercano metri cubi per poi venderli…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente, ma questo è un emendamento soppressivo importante, perché va a toccare un tema delicatissimo che è quello dei beni identitari, quando parliamo di beni identitari stiamo parlando di domus de janas, di Tomba dei Giganti, di nuraghi, chiese, portali, torri costiere, mura medievali e quant'altro cioè tutti quei beni che caratterizzano l'identità della nostra Regione e che quindi vanno tutelati e sono salvaguardati oggi grazie a dei vincoli anche particolarmente stringenti che vengono imposti dalle Sovraintendenze. I beni identitari sono oltre 10 mila come ha detto l'onorevole Comandini e sono distribuiti in tutta la Sardegna sulla fascia costiera, nell'agro, all'interno delle cinte urbane. Quindi il problema più grave è che questa norma è retroattiva, cioè mette in discussione sino ad annullare i vincoli che in questo momento tutelano questi beni. Allora io credo che questo sia un fatto inaccettabile ed è per questo che noi contestiamo l'interpretazione autentica come norma di modifica del PPR. Il PPR poteva e deve essere modificato da ora in poi non con norme retroattive che mettono in discussione la tutela degli stessi beni identitari. Questo è un modo di procedere che è assolutamente inaccettabile e io spero sinceramente che il Governo impugni questa legge e la annulli la porti all'annullamento anche di fronte alla Corte costituzionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente, sì per… che faccio Presidente c'è un rumoraccio… me ne frego? Vado avanti?

PRESIDENTE. Mi scusi può parlare quando vuole oppure può anche rimanere 3 minuti in silenzio…

PISCEDDA VALTER (PD). Ecco lo sente? Lo fanno apposta quando inizio a parlare fanno cra cra cra…

PRESIDENTE. Lei intervenga se ha qualcosa da dire, onorevole Piscedda, vada avanti esprima la sua dichiarazione di voto perché al di là dell'ironia che a quest'ora serve anche, poi sono costretto insomma per la seconda volta a toglierle la parola e non lo vorrei fare, prego.

PISCEDDA VALTER (PD). Va bene soppressivo parziale…

PRESIDENTE. No però scusate io adesso non so però in effetti, c'è in sottofondo no scusate intervengo io, intervengo io! C'è effettivamente in sottofondo un rumore insopportabile, per cortesia assumiamo veramente un contegno, non lo ripeto. Se lo risento aggiorno la seduta a domani, se lo risento aggiorno la seduta a domani, e non scherzo a domani sera e perdiamo del tempo, se lo risento aggiorno, quindi sperate che lo riattivino. Quindi qui almeno si capisce da tutte le parti che non si sta giocando, non ci si sta divertendo, io perlomeno non mi sto divertendo, sto studiando emendamenti, se qualcuno si diverte a far azionare questi dispositivi lo faccia da altre parti.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie, Presidente. Io la proporrò come bene identitario da proteggere perché ci sta tutelando. Quindi la lettera b) del comma 2 dell'articolo 2 è soppressa, quindi stiamo parlando di beni identitari. Non me ne voglia il collega Giagoni, la devo guardare e chiederglielo, ma, in coscienza, le sembra che stia facendo la cosa giusta per il bene di questa terra a votare contro questo emendamento? Cioè a fregarsene del fatto che l'articolato sta proponendo la soppressione dei beni identitari da quelli che vanno tutelati dal PPR? Lei che porta quella bandiera verde e quel "cosetto" messo qua. La Sardegna è impregnata di quegli odori che lei in questi due giorni non sente, che costituiscono anch'essi un bene identitario assieme ai nostri muretti a secco dai quali molti sono abituati a fare cose brutte, ma noi ci teniamo a che questo articolo venga soppresso, ma secondo me in cuor vostro anche voi. Io ci tengo veramente, mi richiamo al vostro cuore, alla vostra coscienza, io so che in fondo in fondo, in fondo, tre volte come usa fare il Presidente, anche voi ci tenete a queste cose, forse gli ordini di scuderia vi impediscono di dimostrarlo e di votare con noi questo testo. Si tratta della soppressione solo di un comma, di una letterina, la lettera b), beni identitari, almeno quello, tenetevi la fascia costiera, ma almeno i beni identitari lasciateceli, almeno quelli.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, per appellarmi a lei, perché le norme del diritto sul lavoro e dei contratti dei dipendenti pubblici impongono lo stacco obbligatorio ogni tot di ore. Questo stacco obbligatorio sarebbe già dovuto essere stato messo in atto da parte sua e lo stacco obbligatorio nell'interno del contratto è previsto in undici ore. Quindi, Presidente, mi appello al direttore generale che deve far rispettare i contratti sul diritto del lavoro e auspico un suo intervento immediato.

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Mula - Giagoni - Mura - Sechi - Salaris - Cocciu - Caredda: Modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2019, n. 22 (Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2019 (Proroga di termini)) e norme di interpretazione autentica del Piano

paesaggistico regionale (153/A - parte seconda).

PRESIDENTE. Va bene.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Per esprimere… Recupero, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Lai! Onorevole Satta, prego.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Sì, per esprimere convintamente il mio voto favorevole a questo emendamento che potrebbe cambiare le sorti della nostra Sardegna. Chiedo anche in questo mio intervento un ripensamento all'Assessore, lo stimato Assessore dell'urbanistica e degli enti locali, nonché anche legale, avvocato che quindi riconosce quando ci sono i presupposti per un'interpretazione autentica di una legge, quando si tratta di interpretare un frammento di testo, oppure se esistono i presupposti di civiltà giuridica, se questa norma è interpretativa, se vale l'articolo 25 della Costituzione al comma 2, cioè se vi sono ragionevoli motivi per interpretare questa legge, retroattivamente di sedici anni. E ha ragione l'onorevole Ganau, nel momento in cui si va ad interpretare una legge retroattivamente bisogna analizzare anche il contesto storico, il contesto storico nel momento in cui questa legge, quindi il PPR, è stata concepita. Quindi, paradossalmente, noi dovremmo giustificare quel contesto storico per cui sedici anni fa non vi era la consapevolezza della tutela dell'ambiente, della tutela dei beni identitari, perché non abbiamo necessità di avere vincoli, ma dobbiamo avere le mani libere. Quindi ha ragione l'onorevole Ganau, lei sta esponendo la Regione Sardegna a numerosi ricorsi, perché dovrebbe riflettere, a parte mangiare, Assessore, dovrebbe riflettere sul danno che potrebbe creare ai sardi e alla Sardegna intera, perché alcuni cittadini sono portatori di interessi diversi da quelli che, a suo tempo, sedici anni fa, si sono visti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Con questo emendamento andiamo a difendere una particolare categoria, che l'approvazione di questa legge metterebbe in pericolo, che è quella dei beni identitari, come già ben argomentato prima di me, ma ritengo doveroso fare un ulteriore approfondimento. Anzitutto, vorrei chiedere da parte mia e del mio Gruppo la possibilità di apporre le nostre firme a questo emendamento che noi riteniamo indispensabile. Perché si vogliono toccare anche i beni identitari? Questo ancora non riesco a concepirlo. La concezione stessa di bene identitario, l'etimologia stessa di bene identitario presuppone che questo bene sia un manufatto, un edificio, un sito archeologico, un qualsiasi cosa che sia caratteristico ed indicativo dell'identità storico-culturale di un luogo, di un insediamento, di una città, o di qualsiasi cosa. Quindi bisognerebbe anche cambiare il nome a questi beni identitari, chiamiamoli cose vecchie di cui ci vogliamo liberare che non servono a nessuno, che non piacciono a nessuno, perché da dove vengo io, Oristano, ci sono tanti beni identitari, numerosi dei quali risulterebbero in pericolo, non parlo di grossi monumenti, che verrebbe un po' difficile buttare giù o tramutare in alberghi, ma parlo di terreni dove sorge uno delle migliaia di nuraghi che ci sono in Sardegna. Lì si tornerebbe a fare come si faceva all'antica, se mi passate il termine, che quando volevano fare una casa prendevano il nuraghe, lo toglievano e magari con le pietre ci facevano un muretto a secco. Vogliamo tornare lì? Questo è il mio timore e questa è anche la ragione per la quale immagino i colleghi, che io naturalmente condivido pienamente, abbiano voluto proporre questo emendamento. E siamo anacronistici noi. Come è possibile che noi, nel momento in cui vogliamo difendere una legge vecchia di sedici anni, ma la vogliamo difendere nel nome della protezione del nostro paesaggio e dei nostri beni identitari, veniamo definiti anacronistici e terroristi, mentre invece c'è chi ci vuole portare 100, 200, 300 anni indietro, ad uno sviluppo sostenibile, uno sviluppo incontrollato. Questo è per noi inconcepibile, ragione per la quale naturalmente voteremo in maniera favorevole a questo emendamento, e auspichiamo che anche i colleghi di maggioranza condividano il nostro stesso timore, ricredendosi magari anche loro votando favorevolmente a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie, Presidente. Emendamento numero 664. Ringrazio la collega Orrù per aver voluto firmare e presentare questo emendamento. Chiedo di aggiungere la firma mia e dell'onorevole Lai. Leggendo la parte che vorremmo sopprimere, mi sovviene da pensare che non vi siete proprio fatti mancare nulla, anche i beni identitari, anche il castello di Burgos, anche il convento di Monte Rasu. Io credo davvero, Assessore, mi scusi se mi rivolgo a lei, ma è lei il referente e l'interlocutore primo rispetto a questa a questa proposta di legge, lei sa benissimo che questa legge non potrà avere lunga vita, perché veramente noi andremmo a confliggere con una serie di norme vigenti che non possono essere assolutamente modificate da una legge regionale, da una legge che dovrebbe andare ad interpretare autenticamente delle norme già esistenti, lo dicevo ieri, poi non si capisce se vorremo interpretare autenticamente delle norme scritte da una delibera di Giunta regionale o se vogliamo andare ad interpretare delle sentenze della Corte costituzionale. Comunque sia la penso diversamente da chi mi ha preceduto, dall'onorevole Piscedda, "tenetevi le fasce costiere e togliete…" Nooo, io credo che sia incomprensibile e insopportabile una proposta che possa pervenire da chi davvero vuole cambiare il destino e il futuro della Sardegna. Noi vorremmo continuare a vedere la nostra Isola per come l'abbiamo vista sino ad ora, con i nostri Nuraghi, i nostri muretti a secco, i nostri castelli, le nostre domus de janas, tutte le bellezze che identificano e che hanno fatto sino ad ora la storia e le tradizioni della nostra Isola; non vi dico fermatevi perché so che non vi fermerebbe, però noi stiamo dicendo che davvero questa legge non può essere definita una buona legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti).Grazie, Presidente. Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento 664 e per ritornare, ancora una volta, su un concetto già espresso, facendo una piccola simulazione, Assessore; facciamo finta che realmente lei non abbia nessuna intenzione di fare tutte queste, anzi, chiedo scusa, mi sono espressa male, in maniera scortese, diamo per assunto che lei e questa Giunta non abbiano nessuna intenzione di cementificare ciò che non è legittimo cementificare, che sicuramente rispetterete i beni identitari, le fasce costiere, l'agro, così come lo vogliamo tutti quanti qua dentro, però io continuo e voglio instillarle ancora il timore e il dubbio che questo può valere per questa Giunta, ma questa norma, questa legge noi la consegneremo a qualcun altro, siamo sicuri di voler davvero ipotecare la tutela della Sardegna nei confronti di qualcuno che potrebbe invece usare male questa legge? Questo è il dubbio che voglio installarle, Assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD).Grazie, Presidente. Io vorrei usare la stessa buona fede e benevolenza della collega Caddeo, però nonostante il mio desiderio tendo ad approvare sicuramente l'emendamento soppressivo parziale della lettera b) del comma 2, dell'articolo 2, e son tentato anch'io di richiamare, nonostante l'ora tarda, il valore dell'identità, l'identità non è di destra o di sinistra, l'entità é qualcosa che appartiene all'intimità degli individui, alla dimensione pervasiva della collettività, e funziona molto e funziona con forza in realtà quale la nostra, quest'Isola nel cuore del Mediterraneo, immaginate voi, e non ve lo dico per provocarmi, se si provasse a fare una interpretazione autentica delle norme di utilizzo di Alberto da Giussano, cosa chiaramente che la dico qua semplicemente per ricordare l'attaccamento identitario in senso ideologico che immagino voi abbiate in questo senso, e lo stesso discorso lo potrei fare per i quattro muri, che sono un vessillo di tutti noi sardi e patriottici nella nostra dimensione identitaria, ma non è questo l'utilizzo che ne vogliamo fare qua, sarebbe un richiamo romantico ad un feticcio, ma non ci richiamano ai feticci ci richiama a una realtà di 10.000 e più beni identitari e paesaggistici che irrorano la Sardegna, sui quali oggi funziona, anzi da anni, e questo non è anacronistico ma forse quel PPR aveva una visione di futuro che oggi viviamo, voi invece c'è il pericolo, e qua non voglio avere la stessa benevolenza della collega Cadeo, che voi abbiate una visione di passato, bene, il preservare quei beni significa preservare la dimensione non solo olfattiva, che manca tanto all'amico Giagoni, ma anche la dimensione visiva. Pensate a quanto sono fortemente identitari alcuni beni monumentali della cultura materiale della Sardegna, perché ne abbiamo pochi, non sono mica molti 10 mila, sono pochi, teniamoceli stretti se li sentiamo come parte della nostra identità intima di sardi, anche se non siamo così profondamente patriottici, intanto perché ci sono, io credo, sentimenti di attaccamento morale a questi beni, perché così come per gli altri beni di natura naturalistica, paesaggistica, sono un qualcosa che dobbiamo a chi verrà dopo di noi, perché se si fa la scelta sbagliata oggi ripartendo da un passato lontano, questa scelta sbagliata poi la dobbiamo spiegare ai nostri figli, ed è una responsabilità che voi vi assumerete e che noi oggi con questo emendamento invece intendiamo rappresentare in maniera diversa, con una visione diversa. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 664.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 664.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento 665.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD).Grazie, Presidente. Io qualche ora fa ho parlato con lei per quanto riguarda il problema del personale, sono passate le due del mattino, ci sono alcuni componenti del personale che sono qui da stamattina, io credo che in termini veramente di grande responsabilità, a prescindere dal ruolo di maggioranza e opposizione, e di quello che sta capitando in quest'Aula relativamente alla discussione di questa legge, ognuno di noi deve avere anche una coscienza come amministratore relativamente al personale, e mi rivolgo quindi a lei e ai Capigruppo, sia di maggioranza che di minoranza, per discutere in un minuto che intenzione abbiamo nei confronti dell'organizzazione del lavoro, ma soprattutto dei lavoratori che da stamattina si trovano in questo Palazzo.

PRESIDENTE. Ne abbiamo parlato non solo un ora fa ma anche qualche minuto fuori insieme a lei, nella qualità di Vicepresidente anche, facciamo il numero 665 e poi convochiamo una Conferenza dei Capigruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Mi ricollego a quel che è stato detto da lei in risposta al collega Comandini; siccome rischiamo che questo episodio di arrivare alle 2-3 del mattino possa diciamo non essere eccezionale suggerirei, visto il giusto appello al rispetto del sacrosanto diritto al riposo per lavoratrici e lavoratori, che nella pausa notturna che ci separa tra il termine dei lavori di stanotte e la ripresa quando il Presidente e i Capigruppo decideranno di riconvocare, o meglio lei, Presidente, sentiti i Capigruppo, di riflettere anche sull'aspetto se non sia opportuno per la Giunta, il Governo della Sardegna, l'Istituzione e noi tutti, ma in particolar modo per coloro che sono fuori, non valutare la sospensione della discussione su questo provvedimento di legge, se non il ritiro del provvedimento, e affrontare le questioni che riguardano gli ambulanti che manifestano sofferenza… ho terminato…

PRESIDENTE. Onorevole, ovviamente… scusate, signori! Il principio è chiaro…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Guardi, noi ci siamo capiti. Lo ha sentito a oltranza, a oltranza? Proprio non hanno capito un fico secco di quello di cui abbiamo discusso fino a un secondo fa.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, ovviamente il principio è chiaro. L'enucleazione dei vari temi che lei ritiene avrebbero priorità certamente sarebbe lunghissimo, quindi sull'ordine lavori è intervenuto. Ora prego per dichiarazione di voto.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sì Presidente…

(Interruzione del consigliere Stefano Tunis)

PRESIDENTE. Sta intervenendo sulla dichiarazione di voto. Prego.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie. L'emendamento numero 665 riguarda le zone agricole, l'edificato in zona agricola, come definito dall'articolo 79, più l'aspetto dell'edificato urbano diffuso, vado a memoria, mi pare l'articolo 76 delle norme tecniche di attuazione del PPR. Per quanto riguarda le zone agricole voi ovviamente con questo intervento state pregiudicando lo sviluppo agricolo del territorio, perché è inutile fingere di non conoscere il testo del provvedimento che prevede che nell'agro il lotto minimo edificabile, senza che ci sia una pertinenza legata all'insediamento di un immobile. L'edificato è l'attività agricola sotto l'ettaro, ovviamente devasterà la possibilità di avere un'economia agricola, l'ho detto prima, cancellate perché non li sprechiamo così tutti i fondi per quanto riguarda l'agro, gli interventi del Piano rurale di sviluppo e via dicendo. Per quanto riguarda poi l'edificato urbano diffuso l'articolo 76 parla di insediamento discontinuo. Di fatto sono quell'agglomerato di case che si trova nei terreni agricoli, nelle vicinanze del dell'edificato urbano, di tipo residenziale mono…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Rinuncio per consentire di fare questo incontro vostro per il personale.

PRESIDENTE. Ringrazi l'onorevole Piscedda che ha rinunciato al suo intervento per consentirle di parlare.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie Presidente. Intervengo a proposito di questo perché l'indegna scenetta dell'ostruzionismo che ci sta portando a condurre questi lavori in questa modalità incide assolutamente sul benessere e sulla prestazione lavorativa dei dipendenti e quindi la cosa più urgente che si può fare è intervenire su questa modalità di Regolamento osceno e riportarla in termini civili a tempi contingentati, come succede in qualunque assemblea, prima che si indigni qualcuno, in qualunque Assemblea rappresentativa dove i perditempo sono messi alla porta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Allora i tempi contingentati sono previsti dal Regolamento, debbono essere definiti prima che un provvedimento arrivi in Aula, dopodiché l'ostruzionismo è uno strumento della democrazia parlamentare che viene utilizzato tutte le volte che le minoranze hanno necessità di utilizzare questo strumento perché non sono d'accordo sui provvedimenti che la maggioranza propone. Quindi mi pare assolutamente…

TUNIS STEFANO (MISTO). Non nascondetevi dietro i dipendenti, siete dei perditempo!

GANAU GIANFRANCO (PD). No, dei perditempo siete voi, siete dannosi per la Sardegna. Questa è la verità. Questa è la verità!

PRESIDENTE. Scusate, per dirimere il problema, l'opposizione sta facendo il suo lavoro, è giusto che lo faccia, è giusto che intervenga secondo il Regolamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (PD). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Rinuncio per rispetto dei lavoratori.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 665.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

La seduta è sospesa per la Conferenza dei Capigruppo. Il Consiglio è sospeso per una Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 2 e 10, viene ripresa alle ore 2 e 35.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Allora, la comunicazione che io do all'Aula è questa. Per rispetto dei lavoratori e anche delle prerogative dei consiglieri, ma soprattutto dell'opposizione che ha assoluto diritto di svolgere il suo ruolo, anche di interdizione parlamentare per quanto riguarda i provvedimenti che non condivide, il Consiglio proseguirà per un'altra mezz'ora, dopodiché si aggiornerà domani a mezzogiorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Sì, prima di iniziare, Presidente, le voglio chiedere cortesemente di chiedere all'onorevole Tunis di presentarci le scuse per l'insulto che ci ha rivolto, perché per me onestamente sentirmi dare della perditempo è peggio della parolaccia pronunciata dall'onorevole Cocciu. Noi siamo qui servitori della democrazia e quindi mi scusi, Presidente, ma io pretenderei le scuse dell'onorevole Tunis.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Cocciu, allora, la mancanza di rispetto non comporta una risposta che manchi di rispetto, perché un fallo di reazione è peggio che il fallo che quella relazione lo provoca. Quindi io sono assolutamente d'accordo con l'onorevole Caddeo, perché qua nessuno è perditempo, perché chi oggi è maggioranza, domani sarà opposizione e viceversa.

(Interruzione dell'onorevole Tunis)

Perfetto, onorevole Tunis, il fatto che si sia scusato le fa onore.

Eravamo all'emendamento numero 665. Andiamo direttamente all'emendamento numero 694.

Perché sono emendamenti assorbenti, nel caso in cui dovessero essere accolti fanno decadere gli altri, è un principio regolamentare. Quindi andiamo al 694, pagina 86, e si procede con gli emendamenti prima all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, gli emendamenti che sono stati presentati non sono emendamenti che possono essere scorporati dal testo, quindi sono interventi modificativi, sostitutivi parziali, e sono pienamente legittimi, sono in ordine di presentazione e vanno discussi.

PRESIDENTE. Lei può stare certo che non c'è nessun tipo di attività per evitare all'opposizione di non discutere gli emendamenti. Questa è una analisi che è stata fatta dagli uffici, io mi fido degli uffici.

GANAU GIANFRANCO (PD). Ma, chiedo scusa, io non posso presentare un emendamento sostitutivo parziale che presenta una modifica di due parole, non lo posso fare più, da quando?

benissimo, lo può fare però adesso si discute l'emendamento 694, e prima ovviamente l'emendamento…

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente Ma, Presidente, è illogica

PRESIDENTE. No, non è illogico, perché se evidentemente è una procedura che hanno deciso gli uffici, è perché così deve essere fatto.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, chiedo scusa, ma qua c'è un emendamento sostituto parziale che dice "Nel comma 1, le parole "pianificazione congiunta" sono pianificazione sono modificate in "pianificazione correlata". Dov'è il problema discussi che non può essere discusso, o non può essere ammesso?

Presidente, non funziona così!

PRESIDENTE: Allora, se vogliamo stare di qua a discutere sulla correttezza dell'interpretazione non ne usciamo più, mi creda che è così, perché è più ampio, è un principio di ampiezza di emendamento. Quindi si va direttamente all'emendamento numero 694, e precedentemente l'emendamento agli emendamenti.

Quindi, passiamo all'emendamento numero 1028.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, siccome non ho capito a quale articolo del Regolamento fa riferimento, se potesse darci l'articolo puntuale e poi qualche secondo per poterlo leggere, non ci son problemi, se c'è scritto nel Regolamento.

PRESIDENTE. No, ma è un principio, l'emendamento…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Inventato adesso! Sono consuetudini, non sono principi!

PRESIDENTE. No, un emendamento più grande contiene l'emendamento più piccolo, questo qui prima di essere un principio giuridico è un principio logico.

Il principio dell'assorbimento.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, cioè quindi l'emendamento più grande contiene l'emendamento più piccolo che è differente.

PRESIDENTE. No, è un principio di assorbenza.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Quindi nell'emendamento più grande, voi avete inserito tutte le modifiche di tutte le parole che sono state modificate con gli emendamenti precedenti che state superando?

Presidente, io sto a quello che lei ha detto. L' emendamento più grande, che contiene al suo interno tutti gli emendamenti più piccoli, ovviamente ha una funzione di assorbire gli altri.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, mi creda, è il lavoro che è stato fatto dal Segretario Generale ed dal capo del servizio Assemblea. Gliel'ho spiegato, se non ha capito.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ho bisogno di capire, quali emendamenti inferiori in termini di contenuto, sono contenuti in modo puntuale, come testo, nell'emendamento generale.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 694 contiene gli emendamenti numero: 361, 395, 408 e 427.

(Interruzioni)

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, me ne avete citato tre, eravamo a pagina 17, siamo finiti a pagina 83, dove ci sono degli emendamenti, che avete sostenuto…

Presidente io sto a quello che dice lei. Eravamo a pagina 17…

PRESIDENTE. Sì, pero basta, che perché ci sono degli emendamenti che poi per il principio di assorbanza fanno…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, vorrei capire, le parole modificate…

PRESIDENTE. Basta, onorevole Zedda, basta!

Metto in votazione l'emendamento numero 1028.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzione del consigliere Massimo Zedda)

Onorevole Orrù, ha la parola… il suo emendamento… vuole intervenire?

(Interruzione del consigliere Massimo Zedda)

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, la richiamo all'ordine. È il primo richiamo all'ordine.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Io sto solo cercando di capire.

PRESIDENTE. Gliel'ho detto. Allora lo ripeto per l'ultima volta, si segga e glielo ripeto, però si segga.

(Interruzione del consigliere Massimo Zedda)

PRESIDENTE. Non ha la parola, è il secondo richiamo, onorevole Zedda, sta interrompendo i lavori, si segga. Onorevole Zedda!

(Interruzione del consigliere Massimo Zedda)

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, se si siede glielo spiego, sta interrompendo i lavori! Io non le devo far vedere niente, ora le dico quello che si mette in votazione e i gli emendamenti che assorbono gli altri.

Allora, mettiamo in votazione…

(Interruzione)

Stiamo discutendo l'emendamento numero 694, però prima del "694" dobbiamo discutere gli emendamenti agli emendamenti, e si parte dal 1028 che fa parte della batteria degli elementi presentati dall'opposizione all'emendamento 694.

Prego, onorevole onorevole Orrù.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Un attimo sull'ordine dei lavori, per comprendere, siccome stiamo passando da pagina 17 a pagina 86, tutti questi emendamenti prima, dove…

(Interruzione)

Tutti? Tutti quegli emendamenti… cosa succede, spariscono?

PRESIDENTE. Guardi, però io non posso stare qua a spiegarle….

Onorevole Orrù vuole intervenire in fase di dichiarazione di voto, sì o no?

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì.

PRESIDENTE. Prego, allora intervenga.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Stiamo discutendo l'emendamento 1028? Ok, che è l'emendamento all'emendamento 694.

La Giunta presenta questo emendamento che è un sostitutivo parziale, perché modifica l'articolo 2, modifica ai commi 1 e 2, accorpandoli in un unico comma, quindi il comma 2 che fine fa? E' sparito anche il comma 2?

PRESIDENTE. Onorevole, io non so se lei mi sta prendendo in giro oppure…. Mi dice la sua dichiarazione di voto?

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). La mia dichiarazione di voto rispetto al "1028" è positiva, perché noi stiamo andando a sopprimere il vostro emendamento con cui cambiate alcune parole… a parte che a me non sembra assolutamente un sostitutivo parziale, perché mi sembra un modificativo questo emendamento. Perché l'unica cosa che avete fatto è accorpare due commi, ma lasciate invariato il testo, quindi, già questo a me mi sembra strano. Cioè, ho capito che avete accorpato 155 emendamenti nostri ma questo a me non sembra un sostitutivo parziale, possiamo fare una verifica? A me non sembra un sostitutivo parziale, questo emendamento, mi sembra un modificativo che non fa cadere nulla. Avete unito solo due commi, avete tolto il numeretto 2, non si sa dove è finito il comma 2, e poi per fare cosa? Per lasciare invariato il testo: il testo è rimasto invariato, e un modificativo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Ho avuto modo di leggere e rileggere l'emendamento 694, che si presenta come un sostitutivo parziale, però, al di là della forma, andando sul contenuto mi sembra che sia il medesimo contenuto dell'articolato riformulato in un altro modo. Quindi noi cosa stiamo facendo? Vi proponiamo un emendamento all'emendamento soppressivo totale per ribadire il concetto: non siamo d'accordo a questa legge, riteniamo che ci fosse la possibilità di migliorarla sopprimendo i commi 1 e 2 dell'articolo 2. Non è passata la nostra linea e quindi siamo passati a quell'attività d'Aula che si chiama ostruzionismo, che avete conosciuto anche voi ai tempi in cui facevate l'opposizione, ovviamente mi rivolgo ai colleghi che hanno esperienze di quest'Aula, non mi posso certo rivolgere al collega Saiu che per la prima volta siede tra questi banchi a portare il vessillo della Lega, che si erge a difensore della nostra Isola, degli interessi dei nostri pastori, dei nostri agricoltori, e la prima cosa che fa quando arriva questo provvedimento in Aula e difenderlo a spada tratta laddove si tenta un assalto alle nostre coste, all'agro, ai beni identitari.

Io, collega Saiu, non so con quale spirito lei affronti questo tipo di battaglie, come potrà fare in Comune a rendere coerente la sua attività istituzionale in Consiglio regionale, però, conoscendola, la vorrei richiamare a questo: ce lo dica, ci risponda, ci dica che cosa lei ritiene di fondamentale in questo emendamento… anziché giocare ai videogiochi col cellulare, perché poi nei video che faceva la Vicepresidente della Regione rischia che la vedano, ed è una cosa brutta.

Quindi, noi vi invitiamo a sopprimere questo vostro emendamento e riportare tutto nell'alveo della normalità. Io vi faccio una proposta: arriviamo al voto sui commi 1 e 2, li bocciamo…

TUNIS STEFANO (MISTO). Facciamo una votazione segreta.

PISCEDDA VALTER (PD). Esatto, occhio però che poi….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, è allettante la proposta del collega Tunis, però data l'ora un voto segreto sarebbe problematico perché anche se si tratta di scegliere tra tre tasti a una certa ora, nella segretezza, può succedere qualunque cosa, e io penso che invece una legge di questo tipo debba essere votata con coscienza e alla luce del sole, perché ciascuno di noi è responsabile delle sue azioni.

Qui, se mi permette 15 secondi di divagazione sull'ordine dei lavori, io le chiederei semplicemente, magari in queste dieci ore che ci separano dalla prossima seduta, di approfondire le motivazioni che hanno portato allo stralcio degli ultimi sessanta emendamenti. Ce ne sono alcuni che sicuramente sono non discutibili, quelli che riguardano il titolo, ce ne sono alcuni che probabilmente hanno dei sinonimi per cui effettivamente il significato può essere assorbito da altri, ce ne sono altri però che in caso di bocciatura del "694" meriterebbero di essere discussi, perché il "694" assorbe in caso di approvazione, in caso di non approvazione quegli emendamenti meriterebbero di essere discussi. Siccome non è stato ancora discusso il 694, meno che mai è stato approvato, io le chiederei questa riflessione e nel caso appunto poterli inserire alla fine qualora appunto 694 non fosse approvato con o senza subemendamenti. Riguardo il 1028…

PRESIDENTE. Assolutamente ragionevole…

AGUS FRANCESCO (Progressisti). …quindi diciamo è una proposta, non li consideriamo, faccia un esame approfondito del testo, alcuni sicuramente saranno espunti, altri devono rimanere a margine qualora non fosse approvato il sostitutivo parziale. Tra l'altro le chiederei anche in questo approfondimento di verificare le tesi dell'onorevole Orrù, cioè è un sostitutivo parziale o modificativo, diciamo, che in questo caso dichiara se stesso come sostitutivo parziale? Perché sappiamo che il nostro Regolamento dà ai due tipi di emendamenti un rango diverso e anche un ordine di discussione diverso.

Detto questo il 1028 di fatto sopprime il testo integrale del 694; il 694 è un cosiddetto "canguro" almeno alla Camera vengono chiamati così, risolve sino a pagina 2, perché, appunto, gli emendamenti agli emendamenti consentono ugualmente di portare alla discussione tutte le tematiche che noi riteniamo doverose inserire…

PRESIDENTE. Onorevole Li Gioi… sì io però io… sì prego onorevole…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Semplicemente perché sarà sicuramente frutto della stanchezza, però inviterei l'onorevole Gianfranco Satta a cancellare questo post che, forse scritto nella fretta, dà adito a fraintendimenti e potrebbe indurre le persone a pensare che lei stia facendo dei giudizi su l'aspetto fisico delle persone. La ringrazio, valuti lei.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU).Grazie Presidente, ci apprestiamo a discutere l'emendamento 1028, l'emendamento all'emendamento 1028, sul quale naturalmente come per i precedenti chiedo di apporre la firma insieme all'onorevole Cocco, perché reputiamo questo emendamento soppressivo totale figlio della discussione, figlio della discussione precedente, ossia con un artifizio la Giunta regionale propone un emendamento che tende a modificare, per niente, tende a non modificare, il testo dell'articolo 2 commi 1 e 2 e prova a saltare tutta la discussione che stiamo ponendo in atto relativamente agli emendamenti. Io da questo punto di vista continuo a ribadire che il tentativo di far passare l'approvazione di questa legge come lo sblocco di due arterie essenziali per l'isola è andato a monte; è andato a monte perché l'opposizione tutta ha ben argomentato sui commi 1 e 2, che sono presenti all'interno di questa legge. E in particolare quando si discute, e lo ripeteremo fino alla fine di questa seduta, ma anche delle prossime quando si discute di applicare questa normativa in particolare alla fascia costiera, ai beni identitari di cui all'articolo 2 comma 1 lettera e), alle zone agricole abbiamo saltato tutta la discussione relativamente alle zone agricole, ma da questo punto di vista ci sarebbe da dire non per una seduta ma aspettavamo il piano di sviluppo rurale, aspettavamo tutte queste grosse riforme per cui anche l'onorevole Tunis si era spesa attraverso una mozione, l'approvazione della mozione, che ancora naturalmente non sono arrivate, non si tratta di agricoltura ma si parla di cementificazione. Per tutte queste ragioni naturalmente il Gruppo di LEU voterà a favore dell'emendamento e proverà fino alla fine a farvi capire che state sbagliando su una materia che non porterà sicuramente lavoro ma si baserà su un'idea di sviluppo che è passata, che ormai non è più attuale e che risulta obsoleta agli occhi non solo della Sardegna, ma risulta obsoleta agli occhi di una politica internazionale che va in un'altra direzione, dove si va nella politica nella direzione degli ecobonus, si va nella direzione del recupero delle abitazioni si va nella…

PRESIDENTE. Onorevole Comandini…

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, c'era il mio turno…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Non avevo parlato per permettere all'onorevole Francesco Mura di fare il suo intervento sull'ordine dei lavori, per cui era il mio turno invece poi ha parlato l'onorevole Lai, volevo ricordargli questo magari vista l'ora capisco che anche lei è stanco. Quando l'onorevole Francesco Mura ha chiesto la parola sull'ordine dei lavori io ero prenotato e aveva detto "onorevole Li Gioi", io ho lasciato la parola a lui e poi ha parlato l'onorevole Lai…

PRESIDENTE. Mi scusi mi è sfuggito…

LI GIOI ROBERTO (M5S).No, no, lo capisco no era solo per… capisco benissimo che non lo ha fatto…

PRESIDENTE. Non c'era nessuna volontà…

LI GIOI ROBERTO (M5S).No non avevo nessun dubbio!

PRESIDENTE? Vuole intervenire?

LI GIOI ROBERTO (M5S).Sì grazie. Grazie onorevole Comandini, grazie Presidente, per chiaramente esprimere il mio voto favorevole sull'emendamento all'emendamento, l'emendamento canguro, come l'hanno definito i miei colleghi, un emendamento che semplicemente ricalca quanto era previsto nel testo originario della norma e che quindi non sposta di una virgola le finalità della norma medesima. È un emendamento il 694 che quindi non ci può che vedere contrari visto che lascia intonsi gli attacchi alla fascia costiera, beni identitari e alle zone agricole. Zone agricole di cui non abbiamo potuto parlare, come ha detto giustamente l'onorevole Lai, ma c'era tantissimo da dire. E comunque noi presentando l'emendamento soppressivo di questo emendamento dimostriamo la nostra ferma volontà di non cedere di un centimetro per quanto riguarda le nostre convinzioni e di proseguire la nostra strada verso un risultato che parrebbe impossibile ma che noi riteniamo possa ancora essere raggiungibile. Vorrei quindi che fosse chiaro che il nostro atteggiamento è tale semplicemente per il bene della Sardegna, per il bene dei sardi per cui siamo stati eletti tutti sia maggioranza che opposizione. Qui non stiamo facendo un'attività sterile perché altrimenti anche tutti noi avremo voglia, come la maggioranza, di andarcene a dormire ma rimaniamo qua perché siamo consapevoli che è l'unica maniera per far trapelare anche all'esterno quella che è la nostra ferma volontà che poi corrisponde alla volontà di gran parte dei sardi che stanno iniziando a capire quelli che sono gli obiettivi di questa maggioranza non corrispondono a quelli sbandierati in campagna elettorale e neanche a quelli che in cuor loro portano avanti in quanto proprio sardi e in quanto custodi di beni identitari e valori che solo noi cittadini sardi abbiamo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti).Grazie Presidente, per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento 1028 per le ragioni che sono alla base delle varie riflessioni sinora portate avanti, ovvero la richiesta, l'appello che facciamo alle forze di maggioranza rispetto a mantenere il carattere puntuale e specifico della natura dichiarata del provvedimento ovvero quello di intervenire sulle due grandi arterie di cui abbiamo parlato e invece lasciare la parte relativa al tema delle aree costiere, al tema degli altri beni paesaggistici e identitari a una riflessione più approfondita. Nell'ambito del testo dell'emendamento proposto dalla Giunta, 694 di cui adesso stiamo discutendo il primo emendamento all'emendamento, i riferimenti rispetto all'elenco dei beni paesaggistici, ai beni da tutelare, diversi dall'articolo 143, comma 1, lettera b), c) e d) del decreto legislativo numero 42 del 2004, continuano a raccontarci della volontà evidentemente, non di risolvere la questione relativamente alle infrastrutture di cui abbiamo detto essere probabilmente nei prossimi giorni risolta attraverso il tavolo ministeriale governativo, ma ci raccontano evidentemente degli altri orientamenti. Io spero che le ore che ci separano dalla prossima seduta aiutino a riflettere sul fatto che si sta perseguendo una direzione che va oltre quella che è stata dichiarata e che sostanzialmente vuole ragionare in termini di far cadere dei limiti rispetto alle nostre aree rurali, rispetto alle aree costiere, e quindi io spero che effettivamente ci si possa ragionare e soprattutto si possa decidere di dare la priorità all'intervento sulle imprese, all'intervento sul sistema economico che ha certamente una rilevanza molto, molto più forte in questo periodo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per quello che è l'impegno che abbiamo preso tutti quanti relativamente al fatto di finire entro le ore 3, rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Nel merito della questione di prima. Come volevasi dimostrare, avendo poi chiesto agli Uffici, non c'entra nulla l'utilizzo del termine assorbire, che dalla Treccani, non io, Treccani: attirare, accogliere al proprio interno, inghiottire, lo contiene". Non contiene alcunché, semplicemente, confermeranno poi i colleghi con maggiore esperienza, nella prassi non assorbe un bel niente, ma semplicemente un emendamento sostitutivo parziale con un contenuto più esteso, non identico, più esteso è sempre stato posto prima di quelli con un contenuto minore, non assorbe alcunché…

PRESIDENTE. Questa è una sua interpretazione.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). No, non è una mia interpretazione, PRESIDENTE. È una sua interpretazione.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Lei non è l'oracolo di Delfi, ma sicuramente manco la Treccani.

PRESIDENTE. Ma neanche lei è l'oracolo di Delfi.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sicuramente il fatto che una cosa assorba, cioè la contiene, gli emendamenti precedenti non sono contenuti nel loro significato e nella terminologia nell'emendamento numero 694. È una questione semplicemente di ordine che è stato dato agli emendamenti, e gli emendamenti di contenuto inferiore, così mi è stato detto, poi potrà essere confermato da chi vive l'Aula da più tempo, semplicemente vengono messi dopo l'emendamento di maggiore estensione. Sì, dopo, non vengono assorbiti, non vengono assorbiti, è una modalità differente perché altrimenti sarebbero di identico contenuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Solo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento e per ringraziare l'onorevole Mura per la segnalazione di un post che probabilmente poteva essere interpretato diversamente da quello che era il mio intento, non era certo quello di offendere l'Assessore, ma per il fatto che si mangiava in aula ed eravamo ancora in aula alle due e mezza del mattino. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Possibilmente, prima di chiudere i lavori, sarebbe necessaria un'piccola sospensione per un incontro dei Capigruppo di maggioranza per valutare i termini di convocazione.

PRESIDENTE. Metto in votazione… dopo questa votazione facciamo la sospensione. È aperta la votazione elettronica, voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1028.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

La seduta è sospesa per dieci minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Avevamo deciso che alle tre sarebbe finita la seduta del Consiglio, giustamente l'onorevole Tunis ritiene che ci deve essere una riunione dei Presidenti di maggioranza. Io credo che la cosa migliore sarebbe per tutti quanti riaggiornare il Consiglio domani alle ore 12, come aveva detto precedentemente, per permettere al personale e ai consiglieri che vogliono in qualche modo andare a riposare di poter andare.

PRESIDENTE. Il personale va via, rimaniamo solamente noi per comunicare, però noi non continueremo certo con i lavori.

Sospendiamo dieci minuti, dopodiché aggiorniamo i lavori.

(La seduta, sospesa alle ore 03 e 13, viene ripresa alle 03 e 24.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, la seduta ovviamente si interrompe qua, il Consiglio è aggiornato a domani alle ore 15, questo per consentire ai dipendenti un pieno recupero, penso che sia una nostra responsabilità garantire i lavoratori. Domani è sconvocata la riunione della sesta. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 03 e 25.

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