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Resoconto della seduta n. 207 del 30/03/2022

BOZZA PROVVISORIA

CCVII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 30 marzo 2022

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio Satta

Indi

del Presidente Michele Pais

La seduta è aperta alle ore 10 e 32.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 16 febbraio 2022 (196), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. I consiglieri regionali Angelo Cocciu, Michele Cossa, Michele Ennas, Elena Fancello, Dario Giagoni, Alfonso Marras, Annalis Mele e Aldo Salaris hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 30 marzo 2022.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 318.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la prosecuzione della discussione del testo unificato: Sostegno e promozione della coltivazione e della filiera della canapa industriale (226-228/A).

Ci siamo fermati alla discussione generale e dobbiamo votare adesso il passaggio il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Stara. Ne ha facoltà.

STARA FRANCESCO (UDC Cambiamo). Attendiamo che arrivi la gente o facciamo mezz'ora di sospensione.

PRESIDENTE. Sto verificando la presenza del numero legale, altrimenti certamente sono costretto a sospendere i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Grazie Presidente, ma io semplicemente per dire che non mi stancherò mai di ripeterlo, io credo che sia opportuno che l'Ufficio di Presidenza prenda delle iniziative per cercare di provare a migliorare questa situazione che dall'inizio legislatura si verifica. Cioè non è pensabile che ogni volta che viene convocata la seduta può essere le dieci si inizia a mezzogiorno può essere mezzogiorno si inizia alle due, io continuo a dire che, e mi dispiace che qualche collega si offenda, che ci sono delle soluzioni che secondo me potrebbero essere messe in atto e probabilmente qualcuno potrebbe anche capire che se siamo consiglieri regionali probabilmente dobbiamo dare anzi un segnale di altro, non sicuramente quello che succede sempre in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Sì Presidente, ieri in maniera responsabile l'opposizione dopo sua richiesta, dopo richiesta del Capogruppo del PsdAz ha garantito il numero legale per l'approvazione della legge sulla caccia. Io l'avevo annunciato che tanto subito dopo l'approvazione qualcuno avrebbe provato a strumentalizzare, la strumentalizzazione è arrivata dal suo Gruppo scrivendo: "stanca e incoerente l'opposizione ha provato a far mancare il numero legale anche stasera in Consiglio regionale, non ci sono riusciti, abbiamo approvato la proposta che da anni le associazioni venatorie sarde chiedevano, dobbiamo andare avanti con gli altri provvedimenti in calendario senza perder tempo". Oggi proprio il suo Gruppo è completamente assente. Quindi l'opposizione è anche responsabile, però è anche stufa di questa demagogia, di questa retorica quindi l'appello che facciamo a lei è che parli con tutti i Capigruppo di maggioranza e che soprattutto alcuni smettano di usare questi toni, perché altrimenti anche il senso di responsabilità che le opposizioni stanno garantendo, per fare andare avanti i lavori viene a mancare, e allora chiederemo sempre e comunque la presenza del numero legale, cosa che è tenuta la maggioranza a fare.

PRESIDENTE. Onorevole Lai, naturalmente non rientra nelle mie prerogative censurare nessuno dei consiglieri regionali che facciano parte della maggioranza o dell'opposizione. La dialettica politica è il sale del dibattito politico, purché rimanga all'interno del perimetro della educazione e del rispetto. È vero che, l'ho detto ieri e lo ripeto, l'opposizione è rimasta per garantire il numero legale, quindi dopodiché eppure è comprensibile lo vediamo tutti i giorni che il dibattito, la dialettica tra le parti se rimane entro determinati confini, poi è quello che caratterizza la politica.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io sto intervenendo, voglio spendere tre perle di saggezza, se me lo permettete. Siccome io ieri sono stato parte attiva con delle interlocuzioni che sono avvenute fra di noi, fra tutti i consiglieri e insieme abbiamo detto che in mattinata avremo approvato molto sicuramente, sicuramente sia la legge sulla cannabis e probabilmente anche l'altra legge sui camper. Io sono del parere che questo impegno vada rispettato e chiaramente non possiamo rispettarlo solo noi che siamo in Aula perché non garantiamo il numero legale. Quindi siccome io devo fare un piccolo intervento sull'ordine dei lavori per dire un'altra cosa, sempre attinente comunque all'ordine del giorno, prendiamo qualche minuto e le chiedo se può di non sospendere se si riesce subito altrimenti siamo costretti a rinviare. Io intanto volevo dire questo che dopo il mio intervento di ieri in discussione generale sulla cannabis avevo preannunciato un ordine del giorno che vorrei venisse firmato anche da tutti i colleghi dell'Aula o da tutti i Capigruppo in cui chiedo che la quinta Commissione alla presenza dell'Assessore possa costituire una sorta di tavolo tecnico con tutti i parlamentari sardi senatori e deputati affinché sulla legge 242, che disciplina e regolamenta la filiera della cannabis sativa, si possa in qualche maniera intervenire. Perché noi oggi approveremo la legge che è in discussione in Aula, però proprio su quella parte non andremo a incidere per nulla. Quindi io sto preannunciando la presentazione di questo ordine del giorno e chiedo a tutta l'Aula, ai Capigruppo se sono disponibili a sottoscriverlo.

PRESIDENTE. Sì però sull'ordine dei lavori però è già intervenuto…

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÉ (M5S). Grazie Presidente, mi accodo alla richiesta, che le è stata inoltrata non mi ricordo se almeno una trentina di volte dal collega Mula, esiste un Regolamento del Consiglio regionale che prevede, che prevede che in casi in cui i consiglieri regionali non si presentino o tardino prevede la decurtazione dal proprio stipendio. E siamo tre anni con il collega, che non appartiene neanche alla mia parte politica, che chiediamo l'applicazione del Regolamento. Presidente! Anche perché guardi tutto posso dire però ogni volta che lei convoca il Consiglio a una determinata ora generalmente qua ci troviamo il nostro Gruppo e il collega del Partito Sardo d'Azione. Le dico la verità la minoranza è sempre puntuale, sempre puntuale! Allora Presidente, veramente quello che io le chiedo l'applicazione del Regolamento non le chiediamo niente di più, l'applicazione del Regolamento. Detto questo, Presidente, ieri noi abbiamo iniziato la discussione della proposta di legge sulla canapa e abbiamo detto e abbiamo anche evidenziato quanto fosse importante questa discussione, quanto gli agricoltori, il settore agricolo della Regione Sardegna aspettasse questa approvazione… Presidente, stiamo parlando io e lei o io e lei e 400 persone? No va beh perché non riesco a sentirmi neanche. Le dicevo quindi quanto fosse importante ed è stato significativo la non presenza dell'Assessore all'agricoltura e vedo che oggi finalmente è arrivata. Però, Presidente, oggi avevamo la convocazione del Consiglio regionale alle 10 per continuare a discutere, e magari anche a votare questa legge, e allora io capisco che magari questa legge sia meno importante di quella del latte d'asina, però ci sono gli agricoltori che la stanno aspettando. E allora io, la invito, la invito, Presidente, che sorride di fronte a me, le sorrido anch'io, la invito, Presidente, a richiamare i Capigruppo di tutti i Gruppi consiliari che fanno parte del Consiglio regionale della Sardegna affinché rispettino l'orario, è un nostro dovere farlo, grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Manca, per fortuna sono il Presidente dell'Assemblea non sono un dittatore dell'assemblea, le assenze sono anche degli atti politici, perché un atto politico si può manifestare non solo con la presenza e con l'espressione del voto positivo o negativo o di astensione ma anche con l'assenza, queste sono le regole della democrazia. Dopodiché l'efficienza di un Consiglio regionale è valutata dai cittadini che potranno vedere quello che noi facciamo. Non è la bacchetta del Presidente del Consiglio ma saranno i voti dei cittadini che valuteranno l'azione di ciascuno di noi. Primo di tutti il sottoscritto. Quindi grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Presidente, mi permetta di dissentire non è solo i cittadini, ma noi dobbiamo dare esempio di altro. E quindi la invito, la invito c'è la possibilità di rivedere il famoso Regolamento che è sempre esistito in quest'Aula, poi era stato modificato. Quindi le chiederei di rivederlo un attimino così forse qualcosa riusciamo a risolvere. Detto questo, Presidente, io volevo chiederle, dopo l'annuncio che ha fatto il collega Cocco, che è molto interessante quell'ordine del giorno che comunque esorta i nostri parlamentari affinché possano, quindi io direi che lo possiamo assolutamente vedere anche votare, però, Presidente, io torno velocemente su un argomento che ho avuto modo di discutere l'altro giorno col collega Diego Loi che è qui presente, è arrivato adesso. Io inviterei il collega non solo di sederci un attimo, di fare due righe per fare una piccola leggina e se c'è l'accordo di quest'Aula, affinché noi possiamo provare a modificare dico l'atteggiamento e continuo a dire dei nostri dirigenti regionali che continuano a non applicare le leggi che vengono votate in quest'Aula e mi riferisco sempre a quello che noi avevamo deliberato sulla omnibus che puntualmente non trova applicazione e continuano a mandare le note ai contribuenti, ai beneficiari e dire guardate che il vostro evento è stato annullato. Continuano a chiedere polizze fideiussorie, vero collega Ganau? Quindi stanno completamente non applicando quello che il Consiglio approva. Io invito i colleghi, e mi appello a chi ne ha voglia, io mi metto a disposizione facciamo due righe per fare una leggina veloce, per cercare di mettere in legge qualcosa che può darsi possa risolvere il problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Sì grazie mi accodo all'appello dell'onorevole Capogruppo del PsdAz, perché questo tema è un tema, dal momento che c'è anche l'assessore Biancareddu, è un tema particolarmente controverso. La legge appunto del 28 dicembre stabilì determinate cose, i beneficiari della omnibus famosa si trovano a dover scambiare andata e ritorno delle comunicazioni con gli Uffici, i quali dicono che è stato revocato il contributo, non si capisce bene perché, e che sostanzialmente quanto previsto dalla norma non sia o applicabile per ragioni tecniche oppure per altre questioni. Allora rispetto all'invito dell'onorevole Mula, che colgo, però credo che sia importante un confronto anche con l'Assessore per capire se vi sono degli elementi di natura burocratico tecnica e se sono risolvibili è perché in questa impasse effettivamente non si capisce come muoversi. Siccome il tema riguarda tantissimi operatori in Sardegna, credo che valga la pena se l'Assessore è anche disponibile per poter ragionare, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie Presidente. Riprendo la parola anch'io su questo argomento perché abbiamo già detto che ciò che occorre è un regolamento, regolamento che miri a dare a tutta la burocrazia regionale un indirizzo concreto e pratico, puntuale su come ci si deve comportare nella redazione e nella stipulazione di convenzioni che danno esecuzione agli stanziamenti che vengono previsti per questi contributi, perché c'è un momento convenzionale, diciamo pattizio, nel quale l'amministrazione prende contatto con l'utenza, diciamo così i beneficiari, e in quel momento il singolo funzionario, il singolo dirigente diventa arbitro del bene e del male di questa fase. Per cui si stabiliscono delle condizioni in genere di comune accordo, ma alla fine l'amministrazione è quella che pone delle condizioni, si individua una strada e questa strada a volte è molto impervia, soprattutto quando non coglie o impedisce di cogliere l'obiettivo che è stato stabilito dal Consiglio regionale, lì diventa un problema, un problema di funzionamento dell'amministrazione, perché l'amministrazione può anche rispettare completamente e perfettamente tutte le regole, ma se non coglie nessun risultato è un'amministrazione inutile. Noi dobbiamo passare attraverso un'amministrazione di legittimità, che però sia anche amministrazione di risultato, è perfettamente inutile che noi continuiamo a stanziare centinaia di milioni di euro destinandoli a soggetti pubblici e privati, se poi l'amministrazione non è in grado con questi soggetti di pattuire e convenzionare in modo adeguato la devoluzione di questi fondi. Per fare questo non ci si può accanire contro il singolo funzionario che cerca disperatamente di cavarsela attraverso la lettura della giurisprudenza contabile, della giurisprudenza amministrativa e della giurisprudenza penale, bisogna dare a tutta l'amministrazione una regola, questa non la possiamo fare purtroppo con una semplice… è stato invocato giustamente un provvedimento rapido, la leggina, dobbiamo fare un regolamento che però scenda nel dettaglio perché altrimenti non otterremo questo risultato. La legge però l'abbiamo già fatta, abbiamo detto: "Non chiedete il 20 per cento, non mettete ulteriori pesi", ma questo non viene eseguito non per cattiva volontà dell'Amministrazione, ma perché il singolo funzionario non ha in questo momento un'indicazione univoca, che può essere data soltanto da uno strumento di quel livello, di livello regolamentare. Quindi o ci mettiamo a farlo, e secondo me non è un compito infinito, la prima Commissione ha risolto tanti problemi, ribadisco se c'è la volontà di farlo magari con la collaborazione della Giunta si fa anche rapidamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Grazie Presidente, il mio sarà un intervento breve sull'ordine dei lavori rispetto al tema che è stato posto dai colleghi che mi hanno preceduto. È certamente vero che il Consiglio regionale ha già approvato una legge che se, come sembra evidente, è disapplicata pone un tema di controllo da parte dell'Assemblea legislativa sarda su quella che è l'esecuzione delle sue disposizioni, della disciplina normativa. È però un tema complesso che non si presta secondo me a essere risolto con una leggina, è piuttosto una questione relativa ai rapporti generali fra l'indirizzo politico, che viene espresso dal Consiglio regionale, e poi la sua esecuzione, e l'intervento dell'onorevole Deriu ci richiama a questo aspetto, da parte nostra c'è la massima disponibilità evidentemente al contributo più qualificato e più responsabile sia sotto il profilo legislativo che sotto quello regolamentare affinché gli indirizzi del Consiglio regionale e le decisioni dell'Assemblea legislativa regionale sarda trovino applicazione. Mi consenta, Presidente, un'ultima considerazione relativamente all'ossessione che l'onorevole Lai ha per i banner della Lega, suggerisco una terapia che sicuramente troverà modo di superare questa sua difficoltà, e dico però all'onorevole Lai, perché l'ho ricordato ieri in Consiglio regionale e lo ricordo anche oggi, che lui ha, insieme al suo Gruppo, provato a sabotare facendo mancare il numero legale una legge che invece il Consiglio regionale ha approvato, il suo tentativo è andato a vuoto, se ne faccia una ragione, ha provato a sabotare una legge che anche i cacciatori del suo territorio chiedevano, a loro ne renderà conto. Grazie.

PRESIDENTE. Non diamo fuoco alle polveri parlando di caccia.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente. L'onorevole Saiu perde sempre l'occasione per stare zitto e per evitare di invelenire il clima in questo Consiglio, l'ha fatto la volta precedente causando poi tutto quello che è successo e lo sta facendo oggi. Io non voglio accettare queste provocazioni, che sono ripetutamente fatte proprio da quella parte e proprio dall'onorevole Saiu, io credo che la questione del numero legale sia anche una posizione politica della minoranza per sottolineare l'inadeguatezza di questa maggioranza, che non ha i numeri spesso e volentieri in quest'aula per portare a compimento le leggi che voi stessi dichiarate essere essenziali per questa Regione. Questo è il tema, e allora è inutile che si rinvanghino le cose del passato quando voi non siete in grado di dare soluzione ai problemi attuali. Siamo nel 2022 e voi vi rifate ancora a cinque anni fa, quattro anni fa, il tempo è cambiato, i momenti sono diversi, date risposte ai problemi della Sardegna. E ancora una volta, onorevole Saiu, la invito a riflettere prima di aprire le provocazioni che provocano un clima in aula che non è compatibile con una normale gestione e una normale dialettica, lo fa regolarmente ed è lei in particolare. Quindi, se vogliamo proseguire civilmente e costruttivamente, evitiamo questo tipo di polemiche. L'onorevole Lai non ha fatto altro che ribadire quello che aveva anticipato ampiamente ieri, che qualcuno si sarebbe preso e intestato alla legge, e lo fate regolarmente, lo fa in particolare il suo Gruppo. Allora basta con queste sciocchezze, noi siamo qui per lavorare, siete voi che non ci siete spesso e non consentite a quest'Aula di lavorare con celerità.

(Interruzioni del consigliere Pierluigi Saiu)

PRESIDENTE. Non interrompiamo. Prego, onorevole.

GANAU GIANFRANCO (PD). Le ho già detto che non ho voglia di accettare le sue provocazioni, sto facendo semplicemente una puntualizzazione perché ancora una volta ha invelenito il clima, se vuole continuare su questa strada noi siamo pronti, siamo pronti.

PRESIDENTE. Scusate, onorevole Saiu, scusate, intervengo, non avete la parola. Quando la smetterete di fare baccano intervengo io, onorevole Saiu, la prego di far concludere l'intervento del Capogruppo del PD, l'onorevole Ganau, perché come lei ha il diritto di fare l'intervento senza che nessuno lo disturbi. Grazie. È finita qui.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. La questione sollevata dal collega Mula sistematicamente in relazione al non rispetto, perché queste sono le parole che sistematicamente usa il collega Mula, cioè la burocrazia regionale che non è un concetto astratto, cioè sono dirigenti tutti coloro che operano e lavorano nel sistema Regione a fronte di leggi approvate, non danno gambe alle leggi che il Consiglio approva. La verità è che le leggi sono scritte male e sistematicamente vengono scritte leggi in violazione di norme sovraordinate senza interloquire con l'apparato burocratico, la struttura, e istruire le pratiche, questo determina che ci sia un blocco totale dell'Amministrazione regionale. Purtroppo la questione delle fideiussioni era nota, stiamo parlando delle fideiussioni, la questione delle fideiussioni era nota, poi arrivo anche all'altro argomento, la questione delle fideiussioni era nota in relazione al fatto che c'è uno storico anche per quanto riguarda i bandi "de minimis" dove l'erogazione delle risorse, quindi a fondo perduto, ha determinato il 95 per cento…

(Interruzioni del consigliere Francesco Mula)

MASSIMO ZEDDA (Progressisti). Lo sa benissimo, lo so benissimo, sono contributi per le aziende in crisi e per il sistema economico produttivo. Sto dicendo che comunque di soldi pubblici si tratta e in qualche modo una qualche garanzia va data. Cosa si può fare? Si deve interloquire con istituti di credito, consorzi fidi e il sistema delle imprese in modo tale che sia il sistema delle imprese, Confindustria, Confesercenti, Confartigianato, Coldiretti, tutto il sistema insieme agli istituti di credito perché ci sia una fideiussione garantita in qualche modo dal sistema in modo tale che possa essere erogato, ma non gravi sul singolo che è in difficoltà, questa è l'unica strada, questa è l'unica strada, è l'unica strada che nel momento in cui si sono posti su diverse questioni benefici, contributi, de minimis, bandi, e via dicendo, ha determinato l'erogazione, è più difficile perché bisogna sedersi attorno a un tavolo insieme a quei soggetti che ho indicato, a quel punto la pubblica amministrazione, chi eroga è garantito da fideiussioni, ma allo stesso tempo quelle fideiussioni gravano in modo di molto minore con coloro che dovrebbero essere i beneficiari, ma con il coinvolgimento del sistema, altrimenti è un buco nell'acqua. Secondo elemento, fa sorridere che in termini percentuali ci sia una maggiore presenza dell'opposizione rispetto alla maggioranza e il problema sia la presenza dell'opposizione che svolge il ruolo di opposizione, e che ha dimostrato su testi importanti e seri di garantire sistematicamente non solo la presenza, ma il voto, e in alcuni casi ha retto anche i numeri in aula per poter accelerare il processo di approvazione di alcune norme proprio quelle in relazione ai benefici, ai contributi, all'erogazione di fondi, il sollievo alle aziende e alle famiglie in crisi, per non parlare delle leggi di stabilità approvate addirittura in pochi secondi per dare immediatamente risposte alla Sardegna. Poi non accade nulla, io capisco il clima e i sentimenti perché molti di voi girano per la Sardegna e vengono anche fermati per strada e interloquiscono con le persone, è chiaro a tutti che c'è una rabbia nei confronti della disattenzione della politica regionale per i bisogni e dello stallo dell'apparato amministrativo che ovviamente voi sentite come lo sentiamo noi con la differenza che voi dovreste governare e risolvere quei problemi, e invece siete il problema in quest'isola. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Presidente, io so che lei mi consentirà ora di intervenire fuori tema visto che ormai sta diventando un po' una consuetudine nella miscellanea di interventi anche di stamattina. Intanto respingiamo qualsiasi provocazione, noi non diamo fuoco alle polveri, noi al limite buttiamo acqua sul fuoco, perché di tutto ha bisogno quest'Aula che di polemiche sterili. E quest'Aula io la voglio richiamare ad una emergenza seria, domani scadono i termini, finiscono, dello stato di emergenza pandemica, il 31 marzo, e c'è una situazione contingente e urgente che riguarda la gestione dei servizi sanitari nel territorio che è questa, i medici che quei presidi occupano, anche quelli di guardia medica, devono seguire come attività teorica e pratica, ma soprattutto come attività teorica i corsi delle scuole di specialità di medicina generale come previsti dal DL numero 368 del '99, non lo possono fare in presenza perché devono presidiare appunto le sedi laddove svolgono il loro operato professionale di medico. Le condizioni, si sa, così come da articolo 1 del DL numero 111 della didattica a distanza non ci sono più, vale per tutti gli istituti scolastici e non ultimo vale anche per le scuole di specialità di medicina generale in questo caso. Quindi io voglio che l'Aula sia edotta di questa questione, ho già avuto un'interlocuzione col servizio competente presso l'Assessorato della sanità, i medici che svolgono la loro professione nei presidi più lontani dai nostri territori non possono venire a Cagliari o nelle sedi fisiche per svolgere quell'attività teorica e pratica in presenza perché si troverebbero costretti a non fare più i medici laddove invece sono chiamati a farlo, e crediamo tutti che queste condizioni non ce le possiamo permettere. Un medico che fa il medico a Villagrande Strisaili non può venire a fare un corso di specializzazione a Cagliari, gli si consenta, per essere più chiari ed esserlo fino in fondo, di continuare a fare il medico a Villagrande Strisaili e di derogare appunto al DL numero 368 consentendogli di continuare a beneficiare sul versante didattico della didattica a distanza. È una questione che ritenevo opportuna e urgente porre ora visto che domani, 31 marzo, scade lo stato di emergenza, grazie.

Continuazione della discussione e approvazione del testo unificato: Sostegno e promozione della coltivazione e della filiera della canapa industriale (226-228/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del Testo unificato numero 226-228/A.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Solo perché lei ieri, Presidente, si è dovuto allontanare ed è stato sostituito dal Vicepresidente vicario, ripeto un concetto per un minuto, in altre occasioni l'approvazione di documenti, atti nei comuni e nelle regioni ha determinato l'obbligo per il Parlamento di impegnarsi su una materia. Noi stiamo approvando un testo, è probabile, non ho verificato tutto quello che è stato adottato di similare nelle altre regioni, ma è probabile che altri Consigli regionali abbiano adottato testi similari perché il problema riguarda tutto il Paese. Mi permetto di suggerire in particolar modo a lei, tenendo conto che parrebbe che la legge possa essere sottoscritta e approvata da tutta l'Aula, di inviarla a suoi omologhi Presidenti dei Consigli regionali e ai Gruppi per suggerire, consigliare un'azione comune dei Consigli regionali di approvazione di testi simili a questo, e quindi noi fare anche da apripista, perché poi tutti insieme lo si invia al Parlamento, il testo approvato da tutti i Consigli regionali, per dare una sveglia a coloro che siedono in Parlamento e che stanno mortificando un'intrapresa economica bloccata, operatori, un settore, perché si occupano di tutt'altro e si dimenticano dei problemi reali. Va bene la giustificazione che è una realtà del Covid e della pandemia, che certo non è una giustificazione astratta, è reale, ci mancherebbe, i temi della guerra, della crisi economica internazionale, però parallelamente non è che ci si può dimenticare che c'è un mondo, perché altrimenti a quella crisi e a quelle crisi se ne aggiungeranno tante altre. Grazie. Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda, lo farò, intendo che lei si riferisca alle materie coperte da riserva di legge statale, sulle quali noi ovviamente non possiamo intervenire, e quindi provenga dai Consigli regionali in maniera surrettizia, o comunque più o meno chiara, una na volontà di modificare quelle leggi che sono coperte da… e che oggi impediscono il libero svolgimento di questa attività.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie, Presidente. Ieri purtroppo, per un impegno inderogabile, non son potuto essere presente a quella che era la discussione generale rispetto a questa legge però vorrei oggi, se mi è consentito, in occasione della discussione sull'articolo 1, esplicitare quella che è la posizione del mio Partito e anche mia rispetto a questo tema così delicato. Il mio partito, Fratelli d'Italia, da sempre e ancora oggi è fermamente convinto che non si possano sostenere le produzioni di sostanze stupefacenti e di qualsiasi altro prodotto che vada a ledere la salute delle persone, dei cittadini e, in particolar modo, dei più giovani, in questo caso è bene essere chiari ed evidenti, sia nei confronti dei nostri cittadini, che fanno riferimento al nostro Partito, ma anche di tutti gli altri, che non si tratta di un testo che va a normare la produzione di sostanze stupefacenti ma va a normare invece una produzione di un materiale agricolo, una materia agricola che non ha nulla rispetto all'azione che noi da sempre e ancora convintamente contrastiamo, bensì si va a normare e a trattare un argomento che è stato, è ancora oggi e potrà essere in futuro, speriamo che lo sia, una opportunità di diversificazione del reddito e della produzione per tante, tantissime imprese agricole, che oggi invece sono in grandissima difficoltà perché legate a sistemi di produzione di altra natura che, purtroppo, risultano essere spesso e volentieri fuori mercato. Questo intervento sarebbe stato ovviamente, è auspicabile che arrivi, come giustamente è stato detto nell'intervento prima del mio, anche e soprattutto da chi ha creato il problema, ossia dal legislatore nazionale che ha scritto una legge monca, una legge che ha causato più problemi che soluzioni e che ha messo interi settori della produzione agricola sarda, in modo particolare, in ginocchio e soprattutto vittime di un sistema che li ha visti come attori di un sistema illegale, perché questo è stato. Oggi c'è una discrasia a livello nazionale tra quella che è l'interpretazione degli organi competenti in materia rispetto alla produzione di canapa sativa in Sardegna e nel resto d'Italia, è evidente quello che è accaduto in Sardegna dove abbiamo visto ragazzi che si sono cimentati nella convinzione di poter agire all'interno dei confini legali del nostro Stato e si son trovati a essere accusati di produzione e di lavorazione, di trattamento di sostanze stupefacenti; oggi dovranno affrontare processi, dovranno affrontare situazioni legali che dureranno anni e che li vedranno, e che li hanno già visti accusare le sentenze dei media, dei giornali, dei social network, li ha visti essere additati come dei delinquenti, invece sappiamo benissimo che molti di loro in totale buonafede hanno agito, nella convinzione di agire dentro i confini della legalità. Io credo che questo testo vada analizzato e approfondito con molta, moltissima attenzione da quest'Aula, perché la cosa che quest'Aula e la Giunta devono evitare è creare un'illusione nei confronti di tutti questi ragazzi che si aspettano tanto, tantissimo dal legislatore, sia regionale ma soprattutto nazionale, e quindi quest'Aula deve evitare di creare l'illusione che con questa legge si possa risolvere il problema legato alla alla questione legale della produzione e lavorazione della canapa sativa, questo va chiarito, e dobbiamo trovare il modo che questa azione legislativa regionale diventi, come ha giustamente detto chi mi ha preceduto, una azione di pressione politica nei confronti del Parlamento perché risolva le questioni che purtroppo non sono di nostra competenza. Pertanto avviamo questa discussione nella consapevolezza di questi argomenti che io ho appena trattato, e con la massima attenzione cerchiamo di organizzare la produzione della canapa sativa in Sardegna che, come ho già detto, è stata, è, e speriamo possa essere un'alternativa o una innovazione che possa portare una diversificazione della produzione e quindi del reddito di tanti allevatori e agricoltori sardi, ma ovviamente nella consapevolezza che non tutto potremmo risolvere. Grazie.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente. Oggi mi sono riproposto di non cadere nelle polemiche, però devo dire che queste opposizioni anche in questo momento stanno garantendo la prosecuzione dei lavori, perché se le opposizioni decidessero di andare a prendere un caffè tutti insieme non ci sarebbe il numero legale, però abbiamo assunto un impegno e cercheremo di portarlo avanti. Condivido gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto; ha ragione, onorevole Mura, infatti io ho proposto e ho chiesto a tutti voi di sottoscrivere quell'ordine del giorno perché altrimenti rischiamo di mandare messaggi distorti da dentro quest'Aula a chi fuori sta aspettando delle risposte e pone in noi grandi aspettative rispetto alle intraprese agricole, chiamiamole così, che hanno iniziato dal 2019 in poi. Dicevo ieri che nel 2021 1300 ettari di terreno sono stati coltivati a cannabis sativa e 1600 nuove aziende sono state impegnate in queste attività; io purtroppo credo che nel 2022 non sarà così, proprio per le ragioni che lei che lei rappresentava, per cui noi dobbiamo fare in modo che questa legge, che ci dà la possibilità finalmente di discutere in maniera quasi unanime una legge sulla filiera della cannabis in quest'Aula, possa davvero arrivare a un punto di caduta importante con la modifica della 242 nazionale, perché se non arriviamo lì noi è inutile che possiamo approvare una legge che promuove la coltivazione della cannabis sativa che invoglia i giovani, e non solo, a tornare nelle campagne a coltivare i terreni e a provare a crearsi una opportunità importantissima di reddito e di lavoro, perché davvero la coltivazione della cannabis sativa in Sardegna è uno strumento formidabile, che potrebbe davvero dare risvolti importantissimi per la nostra economia. Se però tutto questo non è accompagnato da un'azione unitaria, comune tra Consiglio regionale, Assessore regionale all'Agricoltura e Parlamentari sardi, senatori e deputati, perché la verità vera è questa, che ci devono dire i nostri amici, parlo anche per me, e parlo per me forse anche in maniera, come dire, rispetto al Ministro della Sanità, che è un Ministro del mio Partito, noi chiediamo a queste persone che ci diano delle risposte certe rispetto alla 242 che ha creato tutte queste problematiche, siamo in grado, o meglio, c'è la volontà di verificare, di modificare quella norma che in Sardegna sta creando, e ripeto, tra virgolette, in Sardegna sta creando tutti questi problemi a chi coltiva la cannabis in maniera legale, perché noi parliamo di tracciabilità, parliamo di tutto il resto, però poi sappiamo benissimo che una volta che il seme è diventato pianta da quella pianta dobbiamo stare ben lontani perché altrimenti rischiamo guai importanti. Per cui questa legge avrà un valore importante se la stessa sarà accompagnata da tutti quegli atti e da tutti quegli strumenti che possono essere risolutivi rispetto a un problema che il Consiglio regionale della Sardegna assolutamente non può risolvere.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Esiste un'attesa enorme, se solo tre anni fa ci avessero presagito il fatto che in così poco tempo si sarebbe creata una filiera della canapa, probabilmente molti colleghi non avrebbero creduto a quelle parole, e invece raramente si è visto un settore partire da zero e arrivare ai risultati concreti, in termini di occupati e in termini di potenzialità future, come questo che abbiamo di fronte, questo impone che questo Consiglio regionale tratti il tema con la massima serietà e anche con la vocazione, con l'aspirazione di ottenere il massimo risultato possibile. Sia chiara una cosa, l'hanno spiegato i colleghi, anzi, siano chiare due cose, che non possiamo fare tutto perché quest'Aula non è un Parlamento, è un Consiglio regionale, non è il Senato dello Stato dell'Arkansas, che in quella disciplina può intervenire su questo tipo di tematiche, siamo un Consiglio regionale, abbiamo dei limiti che purtroppo spesso eccediamo senza ottenere risultati, è stato presentato la settimana scorsa un libro del professor Bin sul tema proprio riguardante gli errori compiuti dalla Regione a Statuto speciale nell'andare oltre il dettato statutario e segnato dalle norme di attuazione dello Statuto, ottenendo sempre un buco nell'acqua; l'ultimo Piano casa approvato da quest'Aula ne è la prova concreta. Ecco, non possiamo andare oltre. L'altro motivo che lega il non poter andare oltre è anche legato al fatto che abbiamo idee diverse su questo tema, tra noi c'è chi, il sottoscritto, il Gruppo che rappresento, pensa che si potrà risolvere pienamente il problema di chi oggi coltiva canapa solo con una piena legalizzazione, anche dell'utilizzo ludico del prodotto, perché sarà sempre difficile andare a discriminare sul tema delle infiorescenze, sul tema della quantità di THC, sul tema dell'utilizzo che se ne fa una volta ceduto al consumatore, e invece, lo dimostra l'insegnamento che viene da altri Stati, dove il tema è già stato risolto, soltanto una legalizzazione piena può risolvere alla radice, nel vero senso della parola, la problematica. In Italia è stato proposto un referendum, purtroppo non sarà consentito ai cittadini esprimersi, io invece credo che sarebbe stato un grandissimo momento di civiltà sottoporre all'opinione pubblica e all'elettorato vasto un tema come questo su cui, ma questo è il mio giudizio e sono certo che non sia pienamente condiviso dai colleghi, da tutti i colleghi presenti in quest'Aula, l'opinione pubblica e la cittadinanza è già pronta ad affrontare il tema. Non possiamo fare tutto ma dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità, dobbiamo spingerci sino al massimo possibile per risolvere una situazione che rischia di essere esplosiva, perché quando dei lavoratori, delle imprese, delle persone che hanno ipotecato casa per mettere su una attività economica per non chiedere sostegni sociali, per non emigrare vengono sottoposti alla considerazione che abbiamo visto e che i colleghi hanno ben esplicitato, ci si trova di fronte a un problema: il Consiglio regionale sin dove può arrivare nel legiferare? Arriviamoci, scriviamo una legge che risolva i problemi aperti, che metta in condizione di lavorare queste persone, entriamo nell'ordine di idee però, colleghi, che non sarà facile difenderla, perché ci sono già norme impugnate scritte da altri Consigli regionali e occorrerà, una volta approvata la norma, fare qualche passaggio a Roma col Consiglio dei Ministri, e vi ricordo che Governi parlano con Governi, il nostro ruolo di interlocuzione con i Gruppi parlamentari finisce una volta che noi andiamo a chiedere una legge migliore a livello parlamentare, quando però questo Consiglio fa una legge spetta alla Giunta difenderla. Colleghi, io vi segnalo anche un altro fatto, e chiudo, recentemente abbiamo fatto diversi accessi agli atti per avere traccia delle interlocuzioni tra Giunta e Governo e in diversi casi ci è apparso chiaro come gli uffici della Regione non abbiano fatto niente per tutelare le leggi approvate da questo Consiglio; erano leggi sbagliate già a monte e in alcuni casi l'opposizione aveva annunciato quella sentenza già scritta? In alcuni casi è successo questo, non credo però sia giusto, e chiudo, che la Giunta non faccia abbastanza per tutelare le leggi che approva questo Consiglio. Per cui, su questo tema, prima ancora di approvare emendamenti e di migliorare il testo di legge o comunque di modificarlo, io credo che dalla Giunta debba arrivare un impegno chiaro a fare di tutto, a utilizzare tutte le interlocuzioni possibili e tutte le argomentazioni possibili per difendere il testo di legge, non è possibile far approvare una legge per poterla raccontare all'esterno, magari, dando per scontata la sua impugnazione, anche perché su questo tema dobbiamo anche evitare illusioni e soprattutto dobbiamo evitare che le persone si comportino come se quel dettato normativo esista. È un tema talmente delicato che appunto rende impossibile far sì che all'uscita di quest'Aula ci sia una parte di popolazione che pensa che la legge sia una e una parte di popolazione che invece è convinta che il dettato normativo o il combinato disposto di norme statali e regionali sia un altro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie Presidente, molte grazie. Colleghi, al netto delle polemiche che hanno caratterizzato l'inizio di questa seduta comunque intervengo anche anzitutto per compiacermi del clima di condivisione che questa legge, pur anche trattando un tema molto spinoso, che è stato storicamente oggetto di contrasti politici, asprissimi e profondi, sta creando. Mi sento anche di ringraziare il collega Mura per l'intervento che ha fatto questa mattina, un intervento onesto, un intervento da sardo, un intervento dove si distinguono nettamente due cose, indipendentemente da qualsiasi tipo di posizione che possa essere stata o meno storicamente assunta anche dalle forze politiche di cui facciamo parte, questo io ritengo sia molto importante, ed ha inquadrato anche un problema in particolare, la questione delle modifiche alla 242, perché questa legge, per quanto rappresenti un grande traguardo, rappresenta anche un punto di partenza per il Consiglio regionale della Sardegna, per la politica sarda e per i politici sardi, come si è già detto, sia che siedano all'interno del Consiglio regionale sia per coloro, soprattutto in questo momento, che siedono nelle Assemblee legislative romane. Perché è vero, l'attività di, come si può dire, "moral suasion" che dovremo fare, l'attività di convincimento, l'attività costituente nel portare avanti i principi che questa legge si propone e vorrebbe difendere anche in maniera più intensa, ma naturalmente all'interno delle nostre prerogative determinate cose giustamente non le possiamo fare, questa attività si potrà manifestare solo in un modo, e questo modo è che i nostri parlamentari, tutti, recependo l'esigenza che ognuno dei Gruppi politici a questo punto rappresentato in quest'Aula sta manifestando di comprendere le esigenze di un settore produttivo, le esigenze di una categoria di operatori produttivi. Ha detto bene il collega Mura. Persone che non hanno mai rubato una caramella, che si trovano a ricevere contestazioni costituenti in produzione e spaccio, associazione per delinquere talvolta e con l'aggravante dell'ingente quantità, mi riferisco alla produzione e spaccio. Immaginatevi cosa può succedere nella mente di una persona onesta, che non ha mai commesso un reato in vita sua e che pensava magari di agire giustamente all'interno dei confini stabiliti dalla legge, quando un elemento del genere avviene. Qua si parla penso anche storicamente, lo dico umilmente, da umile giurista, di una delle divergenze più ampie, uno dei corto circuiti legislativi più forti che siano mai accaduti all'interno della normativa italiana per quello che sta succedendo. Ripeto, ringrazio i colleghi, anche perché più volte ho immaginato come sarebbe stato, come sarebbe potuto essere affrontare questo tema dieci anni fa, con quale serenità quest'Aula avrebbe potuto affrontare questo tema a dieci anni fa, è chiaro che sicuramente non si sarebbe potuto affrontare un tema del genere dieci anni fa, o quanto meno con la stessa serenità con la quale lo si sta affrontando oggi. Serenità anche "imposta" dal fatto che, non bastando magari talvolta la rappresentazione fatta da chi in quest'Aula ha iniziato magari ad avere una maggiore sensibilità verso il tema, è stata indotta volenti o nolenti nel momento in cui ci siamo ritrovati centinaia di canapicoltori sotto il Consiglio regionale, colleghi, ricordiamocelo, perché il ringraziamento va anche a loro per aver perorato la loro causa ed essere venuti fin qua sotto per far capire, a chi ancora non l'avesse capito, quanto fosse urgente un intervento normativo sul tema. Badate bene, sappiamo e sanno anche loro, abbiamo fatto decine di convegni, altri ne faremo anche col collega Cocco e con altri colleghi, che questa legge non è un intervento risolutivo, però ricordiamoci anche che nell'approvarla stiamo ponendo le condizioni perché questa sensibilità che stiamo mostrando oggi all'interno di quest'Aula venga trasmessa ad ognuno dei nostri corrispondenti politici all'interno del Parlamento e del Senato. Questa è la cosa importante da fare. Io mi auguro, e parlo molto tranquillamente per quanto riguarda i miei corrispondenti politici, ma non solo, che vi sia una convergenza di volontà e valori, da parte di alcuni dei nostri già si è provato a portare avanti degli emendamenti alla 242, sicuramente dove vi sia una maggiore convergenza anche da altri rappresentanti politici, anche da rappresentanti di forze politiche che storicamente si sono opposti, senza fare alcun tipo di distinzione alla canapa, ed anche recentemente determinate dichiarazioni mi hanno allarmato, dove vi sia una convergenza totale, stimolata anche da noi, soprattutto da noi, bene questa potrà sicuramente andare ad incidere positivamente nell'elemento che manca, nel tassello che manca, perché una legge come questa possa produrre pienamente degli effetti che comunque produrrà, non li vedremo domani, li vedremo fra dieci anni, perché noi stiamo consentendo la creazione di un quadro normativo, poiché il potenziale della canapa si sviluppi oggi, ma si sviluppi soprattutto in un arco di tempo che travalica l'arco di una legislatura, quindi non si parla di interventi spot, ma va a consentire una crescita e la consolidazione di un sistema produttivo che, io sono certo, consisterà nel futuro della nostra agricoltura.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, ma semplicemente per sottolineare quello che ho sentito anche in quest'Aula, anche poco fa, e vorrei tranquillizzare anche il collega Agus che lui sostiene che il suo gruppo è per la legalizzazione, questo noi non siamo invece per delinquere, quindi non ci distinguiamo assolutamente perché un gruppo è per e l'altro è per. Noi siamo un gruppo dove tutti quanti noi siamo convinti di poter provare a dire qualcosa. Anche noi, ti posso garantire, che quando parliamo con i nostri giovani che vogliono intraprendere un'attività di questo tipo non diciamo sicuramente fate quello che volete, tanto chi se ne frega, anzi non solo ci devono stare attenti, perché abbiamo visto cosa sta succedendo, io dico anche un'altra cosa, ma perché ci deve essere una disparità di trattamento di quello che succede in Sardegna con altre regioni? Quello che viene fatto in Sardegna, dove stanno sequestrando eccetera, in altre regioni invece viene puntualmente lasciato fare, ma non perché stanno usando l'infiorescenza eccetera. Quindi io sostengo che quello che sta facendo quest'Aula, e ringrazio tutta l'aula, perché si sta dando un contributo importante, è quello di provare a dire qualcosa su un tema così spinoso, sarebbe stato più facile continuare a tacere come è stato fatto in questi anni, che anziché magari cimentarci in una situazione che magari potrebbe creare qualche aspettativa in più, ma siamo qui anche per dire stiamo cercando di normare, sollecitando così come è stato detto dal collega Zedda, che condivido, il fatto che questo Consiglio regionale dovrebbe anche comunicare con le altre regioni per dire cerchiamo di uniformare un testo normativo e soprattutto sollecitando i nostri parlamentari affinché possano con il Governo finalmente fare chiarezza e modificare la legge nazionale che, oggi, più di qualche dubbio sta creando. Ecco, noi oggi siamo qui per dire, signori, noi ci siamo, stiamo dando un segnale, rispondeteci. E se la coltivazione sta trovando nella Sardegna un terreno fertile per fare questo tipo di attività non ci deve meravigliare, perché l'unicità della nostra terra e della quale noi poi purtroppo non ci rendiamo conto. Perché il fotovoltaico in Sardegna rende così? Perché il clima è diverso. Perché l'agnello sardo, il suino sardo è diverso da quello che viene allevato in altre regioni, o hanno provato ad imitarlo in Romania? Perché il clima nostro è unico, anche per quanto riguarda questa coltivazione, è unico. Perché noi abbiamo dei territori, delle zone della Sardegna, dove le stanno coltivando e di ottima qualità. Io non sono intenditore ma sento, quindi noi non vogliamo illudere nessuno, siamo per la legalità, stiamo provando a dare un messaggio a tante persone che comunque aspettano e mi sembra che il Consiglio regionale oggi nella sua interezza, perché non è merito di uno o dell'altro, nella sua interezza, sta provando e sta cercando di fare qualcosa che in questi anni magari nessuno ha avuto il coraggio di fare. Noi tutti insieme stiamo provando a dire due cose, e credo che sia veramente merito da parte di tutti noi, quindi noi non ci tiriamo indietro. È naturale che anche questo ordine del giorno che si è preparato, che noi abbiamo anche già sottoscritto, dove invitiamo in questo caso il Presidente della Commissione a convocare la Commissione insieme ai nostri Parlamentari sardi, affinché siano loro la nostra voce, che si attivino con il Governo nazionale affinché possano veramente incidere e provare a modificare e a dare chiarezza a tutti quanti. Quindi io credo che noi stiamo facendo cosa buona e giusta, come dice il Vangelo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell' articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti numero 12 e 11, 13, 2, 3 e 9.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parere conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'articolo 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Presidente, in realtà ritengo sia opportuno capire bene e andare con ordine. Approfitto della discussione generale dell'articolo 2 per integrare il ragionamento che è stato fatto dai colleghi che sono intervenuti dopo di me, perché una delle questioni che secondo me devono interessare maggiormente la Giunta regionale è quella che ha espresso l'onorevole Mula nel suo intervento, ossia porsi la domanda e porre la domanda al Governo nazionale, ma anche alle altre Istituzioni che sono intervenute su questo tema, del motivo per cui in Toscana si può, o quanto meno stanno lavorando il prodotto in maniera serena e tranquilla e in Sardegna invece la lavorazione del prodotto diventa oggetto di azione e di perseguimento legale nei confronti dell'agricoltore che se ne occupa. Questa credo che sia la domanda fondamentale. Siamo o non siamo in un unico confine nazionale, quindi all'interno di una comunità dove vigono le stesse leggi? Questo è quello che si chiedono i ragazzi che hanno avviato l'attività di produzione di canapa sativa. E questa dovrebbe essere la domanda, come giustamente è stato detto prima di me, che tra Governi bisogna porsi, e ovviamente con l'obiettivo di permettere le lavorazioni anche in Sardegna non con l'obiettivo di bloccare quello che sta accadendo in altre regioni italiane. Perché quello che è accaduto, al netto della approccio ideologico sul quale magari farò un passaggio dopo richiamando l'intervento dell'onorevole Solinas, quello che è accaduto è una aggressione economica alla Sardegna, perché da quando questa legge ha trovato la sua applicazione ha visto la Sardegna nella sua principale regione produttiva e siamo diventati leader sia in termini quantitativi di produzione di canapa sativa, ma anche in termini qualitativi. Questa azione legale che pare sia solo nei confronti della Sardegna ha consentito ad altri soggetti economici di approfittare della situazione per poter agire sul mercato in maniera secondo me non equa e non sullo stesso livello. Questa è la domanda delle domande, quello che la Giunta regionale dovrebbe fare e dovrà fare nei confronti del Governo nazionale e di quelle istituzioni che sono intervenute su questo tema qua. Io vorrei rispondere, in maniera sempre costruttiva, onorevole Solinas, al fatto che noi non abbiamo nessuna intenzione di rivedere le nostre posizioni ideologiche rispetto alla produzione, al commercio e alla somministrazione di sostanze stupefacenti, questo è un argomento diverso, e qualsiasi richiamo a partiti nazionali verso altri approcci rispetto a questo tema, io me lo risparmierei se volessi mantenere un clima costruttivo. Perché se ci deve essere un richiamo deve essere fatto all'Onorevole Lupo e al Movimento 5 Stelle, che ha presentato una legge monca, questo è l'unico richiamo che deve essere fatto. Detto questo ritorniamo a un clima costruttivo, perché l'argomento è talmente delicato da sovrastare qualsiasi nostra posizione o volontà di agire in termini di consenso. Noi siamo disposti a trattare l'argomento con serietà, consapevoli che l'argomento è uno degli argomenti più caldi del sistema agricolo sardo, e in funzione di questo ci poniamo a disposizione di quest'Aula per trattarlo anche per riferire quelle che sono le esigenze della Sardegna ai nostri riferimenti nazionali, ma non accettiamo i richiami da parte di nessuno e, soprattutto, da parte di chi il problema lo ha causato.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Piero Maieli. Ne ha facoltà.

MAIELI PIERO (PSd'Az). Presidente, io vorrei fare un passo indietro su queste, non le definirei polemiche, ma più che altro chiarimenti. È proprio questo il senso di questa legge e il senso che dovrebbe avere qualunque legge, fare chiarezza. Perché la necessità che abbiamo su questo argomento, che troppo spesso è stato equivocato, è fare chiarezza. Noi stiamo parlando di una coltivazione che ha sempre fatto parte delle operazioni dell'uomo, non in questo continente, certo, perché è una pianta sicuramente esotica, non ci appartiene, ma è stata importata in Europa ai primi del Novecento, e qui è stata utilizzata con la massima tranquillità e trasparenza. Purtroppo sappiamo benissimo che ha anche un altro utilizzo, però non la pianta di cui stiamo parlando. Abbiamo cercato con questa legge di definire nella maniera più chiara possibile, insieme appunto alla collaborazione di tutta la Commissione dell'Assessorato, delle associazioni dei coltivatori, dei colleghi di minoranza, tant'è vero che il testo è diventato poi condiviso, quello che si può fare e quello che non si può fare, quale pianta si può utilizzare, quale no. Anche perché, come è stato già detto, adesso non mi ricordo da quale collega di minoranza, qua non si tratta di persone, di pregiudicati, o di chissà chi che stanno utilizzando questa pianta per altri scopi, qua stiamo parlando di nostri fratelli, nostri cugini, nostri amici, persone integerrime, che hanno deciso di intraprendere una professione e una coltivazione che sembrava si potesse fare con la massima tranquillità. Così non è stato. E non vorrei neanche stigmatizzare l'intervento delle Prefetture e delle Questure, perché quello è stato fatto sempre nell'ottica di avere chiarezza, non per criminalizzare, non per perseguire nessuno, anzi posso dire con tutta onestà che la prima richiesta di aiuto, di intervento per fare appunto chiarezza è proprio arrivata dal nucleo dei Carabinieri, due anni fa, quando mi dicevano, mi chiedevano, Presidente, cerchi di farci capire quali sono i coltivatori onesti e quali i disonesti, perché purtroppo il territorio regionale era diciamo invaso da queste coltivazioni che però non erano censite. Dalla necessità di censire chi lavorava e chi lavora onestamente, dopodiché è successo che appunto è nata la proposta di legge, e uno degli scopi fondamentali è quello, chiarire chi lo vuole fare in maniera onesta e chi invece continua, lo ha fatto prima e lo farà anche dopo, a coltivare in maniera disonesta. Questo credo che sia un chiarimento doveroso, per il quale ho sottoscritto immediatamente la proposta di ordine del giorno che è stata presentata dall'onorevole Cocco di convocare immediatamente i parlamentari sardi, perché poi la palla passerà lì, passerà a Roma, noi l'impegno ce lo stiamo mettendo, e credo che oggi si risolverà con l'unanimità, dopodiché è chiaro che è necessario un intervento di rango superiore per dare la massima trasparenza, la massima chiarezza a questa vicenda.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, io approfitto della presenza in Aula della stimatissima assessora Gabriela Murgia, per ricordare a lei che nel 2016 fu approvata in quest'Aula una legge per consentire a tutti i giovani che volessero intraprendere nuove attività in agricoltura di poter avere a prezzo simbolico di un euro terreni di proprietà regionali e di proprietà comunale. Nel senso che da allora però non mi risulta che sia stato fatto alcun bando da parte della Regione, parliamo dal 2016 quindi la responsabilità non è solo in capo in capo a lei. Perché dico questo? Perché credo sia importante legare questa norma alla norma che andremo ad approvare, sono certo all'unanimità, oggi in quest'Aula, per mettere ancora di più in condizioni i giovani che volessero avviare una nuova attività, in questo caso con la coltivazione della cannabis sativa, di avere a disposizione dei terreni che in altra in maniera non potrebbero avere. È chiaro che per fare questo lei ha più volte detto, e capiamo e siamo d'accordo con lei, che in tutte le agenzie regionali in questo momento c'è un serissimo problema di personale, però, Assessora, noi le ricordiamo quello che stiamo ricordando da tempo (anche in maniera pedante alla fine, ma ne siamo talmente convinti che continueremo a farlo), che esistono delle graduatorie che possono andare a scorrimento immediatamente per poter riempire quelle deficienze organiche immediatamente, mi riferisco alle graduatorie di LAORE, alle graduatorie di ASPAL. Noi sappiamo bene, ho fatto anche un'interrogazione qualche giorno fa sui ritardi che ci sono, ad esempio, sul biologico addirittura del 2018 del 2019, e quindi la invito, e ne approfitto per dirle questo.

Assolutamente d'accordo, e insisto, l'ordine del giorno è importante, sarà importante se il Presidente della Quinta Commissione, di concerto col Presidente del Consiglio regionale, riuscirà nel più breve tempo possibile a mettere insieme tutti i rappresentanti nostri a livello nazionale, perché, chi mi ha preceduto lo ha detto benissimo, lì si risolve il problema, altrimenti noi facciamo una legge che poi sarà anche una buona legge ma non avrà un punto di caduta con la risoluzione del problema che abbiamo in essere in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Sull'ordine dei lavori vorrei chiedere, se la vorrà concedere, una sospensione minima per mettere a punto l'ordine del giorno che poi verrà votato dopo, alla fine della discussione.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 49, viene ripresa alle ore 11 e 57.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, siamo alla discussione dell'articolo 2.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Giusto per declinare meglio il mio pensiero, è chiaro che quando noi discutiamo dell'opportunità di modificare una legge statale in materia penale, stiamo semplicemente dando il nostro pensiero, che ovviamente è influenzato dalla nostra appartenenza politica e dal modo in cui vediamo le cose, su quello che però riguarda in particolare la questione legata alla legalizzazione, per essere più preciso al depenalizzare comportamenti che oggi invece sono reati gravissimi nel nostro ordinamento, ecco questo pensiero è legato anche al fatto che oggi siamo in una situazione che vede lo stesso prodotto, cioè un prodotto apparentemente identico, la Cannabis utilizzata per le produzioni oggi consentite, apparire appunto identico a un prodotto invece illegale che nel nostro ordinamento è paragonato a tutte le altre sostanze illecite. Il prodotto però appare identico, questo ovviamente crea per forza dei problemi, e rischia di rovinare la vita (perché in alcuni casi parliamo di questo) a persone che mai nella loro vita avevano messo in conto di compiere un reato così grave. Quindi questo è qualcosa che noi dobbiamo avere sullo sfondo; è chiaro che non compete a quest'Aula intervenire, quindi entriamo nell'ordine di idee che sono pareri su cui nessuno di noi sarà chiamato qua dentro a esprimere il proprio voto, però la situazione è già complessa anche in altre Regioni, dopodiché in Sardegna, si è detto, abbiamo una situazione ancora più complicata, legata non solo all'assenza di una legge regionale, sappiamo bene che nei procedimenti penali la legge regionale conta sino a pagina due, anzi tra una legge statale, o un'interpretazione restrittiva di una legge statale, e una legge regionale è chiaro che nessun magistrato prenderebbe in considerazione una visione di questo tipo, però oggi c'è la possibilità di intervenire con alcuni chiarimenti. Per esempio, negli emendamenti successivi che verranno discussi a breve, leggo per esempio "che si consenta, nel quadro della normativa dell'Unione europea, anche il fatto che dalla canapa coltivata possano derivare piante intere, parti di pianta e rami freschi o essiccati", che risolverebbe, ovviamente se approvato dall'Aula e non impugnato in una seconda fase, consentirebbe di risolvere, o almeno di chiarire meglio alcune problematiche che erano state poste anche in Commissione. Su questo direi che è il caso di ragionare e di valutare, insieme alla Giunta regionale, anche come difendere e tutelare un'eventuale decisione di questo tipo del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Giusto per chiarire le parole da me pronunciate nell'intervento precedente, perché mai avrei pensato di scatenare l'ira del collega Mura. Il mio era un ramoscello d'ulivo, il mio era reale apprezzamento per l'approccio utilizzato da parte sua e del suo Gruppo all'interno di quest'Aula relativamente al tema canapa industriale; nessun riferimento sotteso a critiche ideologiche relative alla linea che il vostro partito porta avanti a Roma, perché non c'è spazio qui, lo stiamo dimostrando adesso, per l'ideologia, qua stiamo parlando dei reali bisogni di un mondo produttivo che ha bisogno di risposte, che noi come politici siamo tenuti, in tutta onestà e con coscienza di causa, a dare. Era anche un apprezzamento verso l'atteggiamento che ritengo tutta la politica, ma in particolare la nuova generazione di politici che io e lei, e non solo, rappresentiamo all'interno di questa Aula (non me ne vogliano gli altri) devono e dovranno soprattutto avere nel futuro. Gli scontri ideologici che non appartengono al dibattito odierno verranno affrontati, ci saranno perché alla fine i nodi verranno al pettine, ma non è questo il momento, questo è il momento di mostrare unità verso, ripeto, un mondo produttivo che si aspetta da noi come politici risposte.

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che è rientrata dal congedo l'onorevole Annalisa Mele.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione il testo dell'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame degli emendamenti.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento all'emendamento numero 13, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 9, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3, al quale è stato presentato l'emendamento numero 10.

Per esprimere parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza. Non è in aula.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Favorevole.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 10, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il testo dell'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5, al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 4, 5, 6 e 7.

Il relatore non è in aula per esprimere il parere sugli emendamenti, quindi sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 06, viene ripresa alle ore 12 e 08.)

Riprendiamo i lavori, eravamo arrivati all'articolo 5.

Per esprimere il parere sugli emendamenti all'articolo 5, ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo.

CHESSA GIANNI (PSd'Az), Assessore del turismo. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il testo dell'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6, al quale è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 8.

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parere favorevole.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Vorrei intervenire per chiedere al proponente, o al relatore, o alla Giunta, a chi saprà rispondermi, se può togliermi un dubbio rispetto all'emendamento numero 8 all'articolo 6, perché in Italia la coltivazione della canapa terapeutica, quindi quella per la produzione di sostanze da consegnare all'utilizzo farmaceutico, quindi la canapa terapeutica intesa come la canapa che produce un livello di THC importante, è delegata all'Esercito italiano, io vorrei capire se questo vuole essere un emendamento che può avere una forma di mozione, e quindi di moral suasion come è stato detto prima di me, nei confronti del Governo affinché la Regione Sardegna sia candidata e candidabile a sostituirsi all'Esercito italiano, oppure se invece stiamo trattando sempre di canapa sativa e quindi non di canapa ad utilizzo terapeutico per la produzione di farmaci, scritto così in maniera generica, o qualcuno me lo spieghi… perché io non vorrei che la Regione andasse a voler distogliere la produzione di canapa con livello di THC per la produzione di farmaci dall'Esercito italiano per portarlo ad una azione incontrollata di coltivatori che non ne avrebbero competenze e garanzie. Vorrei capire questo, se la domanda è abbastanza chiara la vorrei fare a chi propone l'emendamento, al relatore o alla Giunta, sennò magari interveniamo su questo emendamento per renderlo attuabile e per renderlo coerente con quella che è l'azione del testo integrale, ossia sulle lavorazioni, come detto all'articolo 1, di canapa sativa e non quindi di canapa per la produzione di farmaci. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Mi accodo anch'io ai dubbi dell'onorevole Mura e lo pongo soprattutto all'onorevole Mula, che ha scritto questo emendamento, perché il ragionamento non fa una grinza. Cioè nel senso che non si tratta di sostituirsi… allora ovviamente stiamo parlando di un prodotto che curi, quindi deve avere un certo quantitativo di THC, è quello che provavo ieri a spiegare al collega, se sto male non me ne faccio niente di un prodotto che non mi faccia bene, mi serve qualcosa che lenisca il mio dolore. Quindi stiamo parlando di quello, Francesco! Il tema qual è? Che non c'è bisogno di sostituirsi al laboratorio militare di Firenze, perché ci sono Regioni che si sono candidate, hanno chiesto di poter fare le lavorazioni in loco e l'hanno ottenuto, quindi si tratta solo di decidere se la Regione Sardegna lo vuole fare o non lo vuole fare, addirittura l'hanno fatto comuni. Però aggiungo anche questo: ipotizzando il percorso che, come dici tu, non dipende da noi, non lo possiamo fare, ma ci sono cose che la Regione può fare, il sistema sanitario regionale può fare… tu sai ad esempio che non è possibile sapere quanti usufruiscono di queste terapie. Perché? Perché nelle ricette non viene inserito il codice che riconduca la terapia all'uso della cannabis, per una banalità, basterebbe già mettere quel codice che tu sapresti con un clic quanti utilizzano, se sai quanti utilizzano sai quanto è il fabbisogno, da una parte sai quanta è la produzione, fai la differenza manca questo stock di materiali. È una banalità talmente banale che non lo si fa, talmente banale che non lo si fa. Per dirti quanto siamo legati ai pregiudizi ai quali facevamo riferimento ieri. Quindi tornando a noi, e chiedo scusa per la divagazione, non pregiudizi tuoi, Francesco, sono più dalla parte che io rappresento. Perché dalla tua non ci si aspetta altro che questo, è dalla mia che si aspettano le riforme. Quindi tutto questo che ti sto dicendo l'abbiamo già detto nella precedente legislatura, avremmo potuto farlo prima e non l'abbiamo fatto, e il paradosso è che lo stiamo facendo in questa legislatura con voi al governo della Regione pro tempore. Tornando all'emendamento volevo dire, Francesco, al di là delle battute, andrebbe scritto sicuramente diversamente, io non sto proponendo né modifiche né niente perché ho colto lo spirito dell'Aula, quindi meglio quello che stiamo facendo del niente, però ecco se si potesse andare nella direzione di candidare la Regione a fare la produzione in loco di quella terapeutica e se si potesse spingere il sistema sanitario almeno al tracciamento automatico sarebbe già un grande passo avanti, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). È evidente, il tema è delicatissimo e questo emendamento scritto in questo modo dice né più né meno che la Regione sostiene e promuove una coltivazione illecita. Perché purtroppo la cannabis terapeutica ha un livello di THC molto elevato, perché per forza il cannabidiolo è il principio attivo ed è quello da cui si estraggono anche dal punto di vista farmaceutico le sostanze utili alle cure e va da sé che chi coltiva quel tipo di cannabis coltiva una cannabis che può essere tollerabile soltanto nel quadro di un regime autorizzativo gestito dall'Ufficio centrale stupefacenti del Ministero della sanità, che ad oggi autorizza oltre allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, già citato, che produce circa 250 chili quindi all'anno, cioè una quantità molto inferiore rispetto alle necessità dei pazienti, recentemente ha autorizzato tre aziende agricole. Sarebbe utile, visto le caratteristiche climatiche e dei suoli della nostra Regione, candidare quante più aziende agricole possibili a seguire lo stesso schema. Resta però il fatto, secondo me, non sono niente di paragonabile a un agronomo, quindi non mi sbilancio in quel tipo di riflessioni, però l'idea che si possa nello stesso terreno coltivare canapa con un basso livello di THC e accanto canapa invece con un alto livello per uso terapeutico non credo sia una cosa possibile, per questioni facilmente riscontrabili. Per cui secondo me è una cosa positiva il fatto che ci sia un ruolo attivo della Regione alla candidatura della Sardegna a ospitare quel tipo di colture, però evitiamo di inserire un tassello avvelenato, perché scritto in questo modo il rischio è che ci venga impugnato e non è per forza un qualcosa di grave demerito, nel senso che una volta che ci impugnano mezzo articolo il resto della legge rimane pienamente in vigore, però se lo stesso principio riusciamo a scriverlo meglio e a riempirlo di significato, uno stanziamento che consenta alla Regione di attivare uno studio al fine di presentare al Ministero la candidatura delle aziende agricole in grado di portare avanti quella produzione. Perché il bisogno c'è, ed è molto sentito e da più parti ci dicono che i pazienti che portano avanti quel tipo di cure hanno difficoltà a trovare il medicinale, però sia chiaro le farmacie che somministrano quelle terapie conservano questo tipo di infiorescenze, perché a volte vengono venduti anche in questo modo, nell'armadietto degli stupefacenti chiuso a chiave assegnato al farmacista responsabile. Parliamo sempre di qualcosa che ha un elevatissimo livello di THC non tollerato dalle attuali leggi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Piero Maieli. Ne ha facoltà.

MAIELI PIERO (Psd'Az). Signor Presidente, era giusto per un chiarimento dovuto, confermo quello che diceva l'onorevole Piscedda, il senso di questo emendamento è proprio quello di proporre una candidatura, cioè di dare un'ulteriore possibilità a un settore, che deve essere assolutamente legittimato, sicuramente stiamo parlando di un altro prodotto, assolutamente ne siamo consapevoli, però francamente precluderci qualunque forma di onesto lavoro, onesto guadagno soprattutto coi tempi che corrono lo trovo assurdo. Non stiamo parlando assolutamente proprio per evitare qualunque polemica di un uso ludico, stiamo parlando appunto di un uso terapeutico, quindi necessario. Quindi ringrazio per la puntualizzazione e per aver avuto la possibilità di chiarire questo concetto, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Sì grazie Presidente, ma io vorrei aggiungere una cosa che probabilmente è sfuggita, a parte le cose dette giustamente dal collega Piscedda e ribadito adesso dal mio collega, vorrei ricordare che intanto questo tipo di autorizzazione c'è scritto in legge, lo può dare solo il Ministero della sanità, e noi stiamo facendo riferimento al DPR numero 309 dove è previsto quello che noi stiamo dicendo, è previsto agli articoli 17, 16 e 18. Io tutt'al più vi chiederei se c'è la disponibilità dell'Aula, mi sono confrontato con gli Uffici, perché noi diciamo semplicemente la Regione Sardegna promuove e basta non è che sta dando autorizzazioni. Io integrerei l'emendamento, dove noi diciamo degli articoli 27 e 28 e 29 del DPR un emendamento orale del tipo "e in particolare dalle disposizioni di cui al DPR 309" e ci mettiamo gli articoli dove proprio cita questo argomento. Quindi non è che ci stiamo inventando nulla, è previsto dal DPR, è una specifica, come avete detto voi, che promuove ma va nel dettato del rispetto della legge e comunque la Regione promuove, se qualcuno è comunque interessato deve essere autorizzato dal Ministero della Sanità. Così è scritto in legge, non ci siamo inventati nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Si potrebbe specificare meglio: "sostiene e promuove la candidatura di aziende agricole sarde a procedere alla coltivazione…" semplicemente perché sostiene e promuove la coltivazione, invece anche secondo me dovrebbe sostenere e promuovere la candidatura, ad avere l'autorizzazione esatto. Potremmo anche approvarlo e appurato questo principio e preso atto di questo principio potremmo anche farlo in sede di coordinamento, perché mi sembra che sia qualcosa di assodato, ecco nessuno vuole scrivere di andare contro la legge.

PRESIDENTE. Su questo che chi ha posto il dubbio è l'onorevole Mura, poi prima vorrei fare intervenire l'onorevole Cocco magari ha qualcosa da aggiungere poi e poi le do subito la parola.

È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io avevo dei dubbi che sono state comunque sollevate anche dai colleghi, ma questo emendamento può andare anche bene rispetto alla proposta orale che ha fatto l'onorevole Mura, però manca da parte della Regione Sardegna la candidatura a rientrare in quei progetti dove già altre Regioni d'Italia hanno posto la candidatura e sono state accolte. Noi con questo emendamento sì promuoviamo e va bene però se ufficialmente la Regione Sardegna, assessora Murgia, non si candida non si propone…

MURGIA MARIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il Ministero emana dei bandi e le aziende si devono candidare, non è la Regione!

COCCO DANIELE (LEU). …fare in modo che anche nelle coltivazioni della Sardegna ci sia la cannabis ad uso terapeutico, che come ben avete detto ci ha un THC che non è quello della Sativa legale, e quindi il passaggio dirimente secondo me deve essere proprio questo che la Regione Sardegna si possa candidare nei progetti già esistenti nazionali alla coltivazione della cannabis ad uso terapeutico. Sì ma, Assessore, li stanno già chiudendo però noi dobbiamo proporci altrimenti rimaniamo fuori, questo volevo dire.

PRESIDENTE. Assessore, se vuole intervenire la faccio intervenire.

È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Allora Presidente, giusto per anche fare un attimino una quadra su tutto quello che si è detto, chiaramente è giusto come diceva il collega Piscedda non essere da meno rispetto agli altri, perché giustamente la Sardegna ha il diritto di avere tutte le possibilità che le altre Regioni hanno. L'importanza, a quanto ho capito dalla discussione che sta avvenendo in questo momento, è che ci sia un'elaborazione a tale di questo emendamento perché quello che vogliamo fare effettivamente, nel rispetto della normativa, traspaia così da non incorrere in problematiche eventuali di osservazioni o impugnazioni di sorta, naturalmente nei limiti delle prerogative attribuite dalla legge nazionale che è molto chiara e tassativa in questi termini. Quindi dove si voglia convenire sulle modifiche proposte ritengo che questa sia una soluzione concordata.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie Presidente, grazie per chi è intervenuto argomentando questo emendamento. Io comprendo l'opportunità che si dà al sistema produttivo sardo anche con questa opportunità che si darebbe anche con questa opportunità. Però secondo me dal mio punto di vista, dal punto di vista del mio partito viene meno un principio fondamentale che è quello che certi temi delicati, come quello della produzione di sostanze stupefacenti, che seppur anche a scopo medico debbano avere un controllo che dia una garanzia, rispetto a questa produzione, che secondo me l'istituto militare dell'Esercito italiano dà molto di più rispetto invece a una gestione regionalizzata o addirittura comunale o addirittura privata e aziendale invece potrebbe avere con un'azione di questo tipo. Noi riteniamo che una candidatura come questo possa avvenire anche fuori dall'azione legislativa di quest'Aula, qualora l'Esecutivo lo ritenesse opportuno, lo ritenesse anche politicamente percorribile come strada, ma non ce ne vogliano i nostri alleati di questa maggioranza, ma a questo punto anche tutta l'Aula, visto il clima che si è creato, per noi è molto difficile sostenere un emendamento di questo tipo. Pertanto non potremo votarlo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Sì grazie Presidente, ma siccome la discussione sta stimolando un po' e quindi ci stiamo confrontando anche con gli Uffici; io vorrei ribadire, poi per carità le posizioni politiche non entro nel merito e ci mancherebbe altro, noi stiamo cercando di precisare che comunque quello che c'è scritto in questo emendamento è previsto in legge. La Regione non viene autorizzata ma vengono autorizzate le aziende private che dovranno, se vogliono coltivare, chiedere l'autorizzazione al Ministero della sanità, non stiamo dicendo nulla di più. Tutt'al più avevo chiesto, se l'Aula è d'accordo di integrare quando parliamo degli articoli 27 e 28 io aggiungerei 16, 17, 18 di cui al DPR numero… facciamo riferimento alla legge. E a fine emendamento quando diciamo presenti nel territorio regionale, se noi diciamo regolarmente autorizzati ai sensi della normativa sopra citata, noi non stiamo né sbagliando, stiamo aggiungendo nulla di più di quello che è il dettato normativo, semplice.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Sempre sull'ordine dei lavori, io vi pongo un fatto; il sottosegretario Costa, che tra l'altro sarà in Sardegna domani se non nei prossimi giorni, rispondendo a un'interrogazione di Fratelli d'Italia nel mese di ottobre ha annunciato che a breve ci saranno i bandi per la coltivazione di cannabis terapeutica da parte di aziende private. Quindi questo è già un qualcosa che ci sarà, se noi scriviamo per legge che la Regione stimola e sostiene le aziende che vogliono avviare, vogliono partecipare a quel bando stimola e sostiene vuol dire che domani esiste lo strumento legislativo per far sì che magari l'Assessorato all'agricoltura faccia una misura ad hoc per il sostegno di questo tipo di aziende. E diamo anche un tipo di segnale. Secondo me è scritto così, visto che il quadro nazionale esiste ed è quello dei bandi, secondo me a questo punto dovendo legiferare oggi non inserire un riferimento è una diminutio rispetto a quello che potremmo fare. Per cui con quelle modifiche secondo me l'emendamento si può approvare. Cioè sostiene e promuove, anche in vista dei futuri bandi per la selezione delle aziende idonee.

PRESIDENTE. Se siete tutti d'accordo, se non ci sono obiezioni… no? Se siete d'accordo alla ammissione… onorevole Mura, sto chiedendo se siete d'accordo alla ammissione dell'emendamento orale. Le do la parola?

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Chiedo di sospendere un paio di minuti.

PRESIDENTE. Perfetto, allora sospendiamo i lavori. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 32, viene ripresa alle ore 12 e 34.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Chiedo ai Consiglieri di prendere posto, grazie.

Chiedo se qualcuno si oppone all'emendamento orale, come ho chiesto prima. Nessuno si oppone quindi è ammesso.

Metto in votazione l'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Mi scusi se reintervengo. Intanto vorrei capire quando votiamo l'emendamento se lo votiamo separatamente rispetto all'articolo, lo votiamo dopo che votiamo l'articolo.

PRESIDENTE. Sì, prima votiamo l'articolo.

MURA FRANCESCO (FdI). Le preannuncio adesso cortesemente che vorrei chiedere la votazione elettronica per l'emendamento numero 8, e basta, solo questo.

PRESIDENTE. Benissimo, è stato chiaro.

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie Presidente. Come annunciato e detto, noi, inteso come Gruppo di Fratelli d'Italia, siamo del parere che qualora dovesse essere necessaria al sistema sanitario nazionale una produzione di canapa con un quantitativo di THC non inferiore alla soglia minima prevista dalla legge nazionale e attuale, noi siamo del parere che sarebbe più opportuno e più condivisibile che venisse chiesto appunto a chi oggi se ne occupa, e quindi l'Istituto militare dell'Esercito italiano, un quantitativo di produzione maggiore. Non siamo favorevoli a una produzione indiscriminata e a gestione privatistica di sostanze che abbiano un quantitativo di THC superiore a quello indicato nella legge numero 242 del 2016, grazie. Pertanto, dichiarando il voto, dichiaro il voto contrario all'emendamento di Fratelli d'Italia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente, così facciamo uno a favore e uno contro. Solo per dirti, stiamo parlando, lo dico soprattutto al collega Mundula, di un prodotto sanitario, quindi il Lexotan, il Tavor… e lo so che lo sai, è per questo che non capisco, se lo sai mi spieghi perché questo non deve essere sul mercato, e mi spieghi perché lo devono fare i militari? Ma il Lexotan lo fanno i militari? Il metadone lo fanno i militari?

PRESIDENTE. Onorevole Piscedda, deve fare una dichiarazione di voto, non parli con i medici presenti, Mundula è un medico, le chiedo di fare la dichiarazione di voto.

PISCEDDA VALTER (PD). Nel mio dire non volevo offendere minimamente, cioè era solo una discussione un po' accesa, nell'esprimere il voto favorevole dico che non riuscirei a votare diversamente, e soprattutto la cosa che a me manca e sulla quale vi chiederei di aiutare il sistema regionale è il tracciamento, è il tracciamento, dobbiamo sapere qual è il fabbisogno, e l'unico modo per farlo è costringere il sistema sanitario a inserire il codice di quel prodotto, questo ci serve per tracciare per capire quant'è il fabbisogno, e lo dico ovviamente nel contesto del mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Fino a qualche ora fa, forse ancora per qualche ora, la vicenda della pandemia è stata gestita dal generale Figliuolo, col coinvolgimento del generale da parte di chi? Del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministero della salute. È già così, cioè nel senso che la competenza sta in capo alla Presidenza, come diceva l'onorevole Piscedda, e al Ministero della sanità, che ovviamente quando avverte che potrebbero esserci problematiche di altro tipo, perché sappiamo che la materia è una materia complessa, si avvale di strutture della Protezione civile o militari per un controllo maggiore del territorio. È già così, nel senso che lo valutano loro in relazione alla materia che trattano. Se si tratta di un farmaco che riguarda patologie variegate, ma che non ha un commercio clandestino oggettivo, o comunque non ha rischi d'altro tipo, tutto rimane in capo al Ministero della salute; quando invece si tratta di oppiacei o altre questioni come questa che stiamo trattando, il Ministero stesso valuta il supporto da parte di militari, Carabinieri Polizia, in questo caso carabinieri in quanto anche corpo forestale, perché di questo stiamo parlando, o altre istituzioni come anche le procure in modo tale che ci sia una maggiore tutela. Quindi, secondo me, potrebbe essere serenamente essere lasciato come responsabile il Ministero della sanità che poi va da sé si avvarrà della collaborazione di altre istituzioni del Paese, altri organi di controllo proprio perché la materia è delicata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente. Per esprimere il voto a favore e per apprezzare il fatto che anche nella diversità di vedute, e comunque alcuni Gruppi della maggioranza, nell'esprimere la loro la loro posizione che naturalmente noi non condividiamo, però hanno avuto il coraggio di farlo in Aula e davanti a tutti, a differenza di altri che hanno invece abbandonato l'aula e poi magari come spesso accade ci ritroviamo con le dichiarazioni post seduta. Noi responsabilmente, perché questo siamo noi, rimarremo in Aula, votiamo, voteremo a favore dell'emendamento e, come hanno fatto altri, non abbiamo paura delle nostre posizioni e quindi ci assumeremo le nostre responsabilità.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono altri iscritti a parlare, passiamo alla votazione. È stata richiesta la votazione elettronica.

Metto in votazione l'emendamento numero 8.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8, che è l'entrata in vigore.

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 8, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

È stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sull'ordine del giorno soltanto per chiedere di apporre la firma da parte di tutti i componenti del Gruppo del Partito Sardo d'Azione, quindi ci mettiamo tutte le nostre firme, io direi anche di tutta la maggioranza, credo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Le firme credo di tutta l'Aula, sicuramente chiedo di apporre le firme di tutto il Gruppo del Movimento 5 Stelle, e anch'io, dichiarando naturalmente il voto favorevole a questo ordine del giorno, grazie.

PRESIDENTE. Quindi voto favorevole unanime di tutta l'Aula per l'ordine del giorno.

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Come abbiamo detto all'unanimità.

Votazione finale. È aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 226-228/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. Bene, sono le 13, la proposta che faccio è quella comunque di andare avanti almeno fino alle 13 e 30, abbiamo di fronte una legge abbastanza veloce e condivisa, poi i lavori magari li aggiorniamo a questo pomeriggio perché c'è un'esigenza di cui abbiano necessità di discuterne in Conferenza dei Capigruppom me l'ha appena esplicitata l'Assessore dell'Agricoltura, però andiamo avanti con i nostri lavori così come abbiamo programmato.

Discussione generale del testo unificato: "Modifiche e integrazioni all'articolo 21 della legge regionale n. 16 del 2017 in materia di disciplina delle aree comunali attrezzate di sosta temporanea a fini turistici" (206-208-214/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Testo unificato 206-208-214/A "Sulla disciplina delle aree comunali attrezzate di sosta temporanea a fini turistici". Facciamo velocemente.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare la consigliera Sara Canu, relatrice di maggioranza.

CANU SARA (MISTO), relatrice di maggioranza. Grazie, Presidente. Nella seduta del 27 gennaio 2021 della quinta Commissione ho illustrato la proposta di legge numero 206 "modifiche ed integrazioni dell'articolo 21 della legge regionale 28 luglio 2017 numero 16 - Norme in materia di turismo - e disciplina delle aree comunali attrezzate di sosta temporanea a fini turistici", che mi vede prima firmataria nonché proponente. L'obiettivo che mi sono prefissata alla presentazione della proposta di legge è quello di colmare una carenza regionale in materia di turismo, con la finalità di incentivare la realizzazione di aree di sosta attrezzate comunali da destinare al turismo itinerante in autocaravan, normando e regolamentandone la gestione, la modalità d'uso degli spazi a ciò destinati e i requisiti minimi che devono possedere anche in termini di dotazioni impiantistiche, tecnologiche e di accessibilità. Si tratta di un'esigenza che arriva dal territorio, dal mondo dei camperisti e dai rappresentanti delle associazioni, nonché anche dagli amministratori locali. Gli amministratori locali sentono molto questa esigenza poiché sul territorio a livello comunale esistono in Sardegna molte aree di sosta però purtroppo un po' fatiscenti, che sarebbero comunque da migliorare. Il turismo itinerante in autocaravan è una risorsa poco valorizzata nella nostra Regione, a volte soggetta a pregiudizi benché si tratti di una vacanza sostenibile in termini economici e anche ambientali. Infatti il turismo itinerante in Sardegna è notevolmente incrementato negli ultimi decenni, diventando sempre più, specialmente per le famiglie, non solo un modo per trascorrere la vacanza nella nostra Isola, ma un importante elemento di conoscenza antropologica delle bellezze monumentali e architettoniche e delle valenze ambientali e paesaggistiche che, di fatto, differenziando l'offerta turistica della Regione rispetto alle altre regioni italiane, europee e mondiali. Per incentivare lo sviluppo di questo tipo di turismo è fondamentale avere una maggiore capacità ricettiva, che darà impulso alla destagionalizzazione dei flussi turistici e alla valorizzazione del nostro territorio anche nei mesi di spalla, specialmente in quei territori interni le cui bellezze naturalistiche e paesaggistiche sono usufruibili tutto l'anno. Da qui la volontà di andare incontro alle esigenze dei comuni, primi destinatari della proposta di legge, per dare strutture ricettive che siano ben attrezzate all'accoglienza del turismo itinerante, e a tal proposito i comuni individuano all'interno del proprio territorio delle aree destinate ad aree di sosta attrezzate, la cui realizzazione sarà incentivata attraverso la concessione di un contributo regionale. Durante la seduta della quinta Commissione del 25 febbraio 2021 abbiamo passato al vaglio anche le proposte delle leggi 208 "contributo per comuni in materia en plein air" è la 214 "Disposizioni in materia di turismo itinerante", convergenti nella medesima materia e ho ritenuto importante accogliere gli spunti integrativi apportati dalle altre due proposte di legge, al fine di giungere ad un testo unico unitario e il più completo possibile. Pertanto la quinta Commissione ha deliberato di procedere al loro esame congiunto ai sensi dell'articolo 32, comma 3 del Regolamento interno. Nelle successive sedute sono stati auditi i rappresentanti delle seguenti associazioni: l'Aiasc (Associazione italiana aree soste camper), APC (Associazione produttori caravan e camper), ACT Italia (Associazioni campeggiatori turistici d'Italia), Assocamp, Confedercampeggio, Club camperisti Sardi, Associazione camperisti Torres, i quali hanno espresso un parere sostanzialmente positivo sui testi in esame, in particolare l'intento di agevolare e rendere maggiormente fruibile il turismo itinerante attraverso la realizzazione di apposite aree di sosta comunali, con particolare riferimento alle zone interne. La quinta Commissione, nella seduta del 23 giugno 2021, ha deliberato la predisposizione di un testo unificato e delle tre proposte di legge e nella successiva seduta del primo luglio 2021 ha provveduto alla nomina di un'apposita Sottocommissione, incaricata di predisporre una bozza di testo unificato da sottoporre all'esame della Commissione. Il testo unificato delle proposte di legge predisposto dalla Sottocommissione è stato esaminato dalla quinta Commissione nella seduta del 21 luglio 2021. La Commissione ha approvato all'unanimità i singoli articoli, sospendendo l'approvazione finale per l'acquisizione del parere della terza Commissione sugli aspetti finanziari del provvedimento, secondo quanto previsto dall'articolo 45, comma 1, del Regolamento interno, del parere del Consiglio delle autonomie locali ai sensi dell'articolo 9, comma 1, lettera c) della legge regionale 17 gennaio 2005 numero 1. Nella successiva seduta del 31 agosto 2021 la quinta Commissione ha preso atto del parere favorevole reso dalla terza Commissione sulla norma finanziaria e dall'avvenuto decorso del termine di quindici giorni previsto dall'articolo 9, comma 2, della legge regionale 17 gennaio 2005 numero 1, per l'espressione del parere del Consiglio delle autonomie locali e ha proceduto all'approvazione finale all'unanimità del Testo unificato 206-208-214 "Modifiche e integrazioni dell'articolo 21 della legge regionale 28 luglio 2017 numero 16, norme in materia di turismo e disciplina delle aree attrezzate comunali di sosta temporanea a fini turistici". Il provvedimento licenziato dalla Commissione si compone di quattro articoli, di seguito illustrato: l'articolo 1 introduce alcune modifiche all'articolo 21, "aree di sosta temporanea a fini turistici dalla legge regionale 28 luglio 2017, norme in materia di turismo", in particolare è soppresso il comma 1 e sono modificati commi 2 e 3, portando da 48 ore a 72 ore, ulteriormente implementabile a 120 ore, il 30 per cento delle piazzole il periodo di sosta massima consecutiva consentita nelle aree attrezzate di sosta temporanea, introducendo una maggiore specificazione delle dotazioni minime che devono essere presenti in tali aree. Viene inserito inoltre nel corpo dell'articolo 21 un comma ulteriore, il 3 ter, che prevede che le aree di sosta temporanea possano essere realizzate anche dall'Agenzia regionale Forestas negli ambiti territoriali di cui ha la disponibilità. Vorrei far notare che questa norme, in particolare il fatto di allungare la permanenza nelle aree di sosta da 48 ore a 72 ore e in certi casi a 120, la Sardegna è la prima in tutta Italia ad aver legiferato in tal senso, perché nelle restanti Regioni d'Italia è consentito sostare per 48 ore, quindi noi stiamo aprendo praticamente una novità che ben presto sarà accolta anche nel resto d'Italia, anche perché soggiornare in una piazzola soltanto per una notte non è molto funzionale al turismo itinerante, per chi desidera appunto visitare anche piccoli centri come da noi in Sardegna sono spesso meta di questi turisti, è importante che possano soggiornare anche più di una notte, due e anche di più un caso di sagre e feste, perché questo è funzionale anche all'economia dei piccoli centri che si avvantaggiano della permanenza di questi turisti che, comunque, sono interessati anche alle tipicità locali, quindi può essere anche un mezzo importante contro lo spopolamento per creare una colonia interna, circolare. L'articolo 2 introduce all'interno dalla legge regionale numero 16 del 2017, dopo l'articolo 21, degli articoli ulteriori, il 21 bis, il 21 ter e il 21 quater, aventi la funzione di disciplinare le aree comunali attrezzate in sosta temporanea di autocaravan a fini turistici, in particolare l'articolo 21 bis prevede che, al fine di promuovere il turismo itinerante all'aria aperta, i comuni possono individuare nel proprio territorio delle aree pubbliche da destinare ad aree comunali attrezzate di sosta temporanea, ubicandolo preferibilmente in zone d'interesse ambientale e paesaggistico, dove non siano già presenti aree attrezzate. La realizzazione e la gestione delle aree compete ai comuni, fatta salva la possibilità di affidarne la gestione a soggetti privati, da individuare attraverso apposita procedura di evidenza pubblica. L'articolo 21 ter individua la modalità di realizzazione e di requisiti che devono essere posseduti dalle aree di sosta, con particolare riferimento ai portatori di disabilità, il rispetto della naturalità dei luoghi, il minore impatto possibile e prefiggendosi l'obiettivo del maggior risparmio energetico. Infine l'articolo 21 quater prevede che la Regione possa concedere ai comuni appositi contributi per la realizzazione, la ristrutturazione e l'ampliamento di aree comunali attrezzate di sosta temporanea, nella misura massima di 50 mila euro per area attrezzata, individuando le ulteriori dotazioni qualificanti di priorità nella concessione del contributo, quali l'automazione di accessi, l'illuminazione e il risparmio energetico, l'installazione di fonti energetiche rinnovabili e colonnine di ricarica, la presenza di aree e spazi dedicati agli animali da affezione, disponibilità per gli utenti di una applicazione multimediale. L'articolo 3 disciplina la parte finanziaria e prevede che per la finalità di cui alla presente legge sia stanziata la somma di euro 1.500.000 annui, per ciascuna delle annualità 2021, 2022, individuate per tali finalità con legge di bilancio in conto della Missione 18, programma 01, titolo 2. L'articolo 4 disciplina l'entrata in vigore della legge.

Quindi questa è la finalità della legge e vi ringrazio per l'attenzione che avete dimostrato e l'interesse per questa legge che può sembrare una leggina qualunque e invece è una legge che può dare veramente ossigeno alla nostra Regione portando e incrementando un turismo itinerante che nel resto del mondo esiste già ed è un turismo che può qualificare il nostro territorio e anche dare nuovo ossigeno ai piccoli centri della Sardegna che stanno subendo uno spopolamento continuo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Canu, condivido assolutamente, perché si tratta di un turismo che consente di scoprire anche le parti meno accessibili dal punto di vista dell'offerta turistica della nostra Sardegna.

È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, intervengo facendo le veci del mio collega Michele Ciusa, che in questo momento non può essere presente, che ha lavorato con grande passione alla nostra proposta di legge sullo stesso tema, che è stata accolta appunto, come ha sottolineato l'onorevole Canu, in questa proposta di legge unificata che oggi andremo con convinzione ad approvare. Soprattutto perché riguarda uno dei temi fondamentali, una degli delle materie fondamentali, uno dei volani fondamentali della nostra economia, il turismo. E poi mi fa molto piacere sia presente qua l'assessore Chessa che in ogni caso sta mettendo il cuore nel suo lavoro, al di là di quelle che possono essere le critiche politiche, però è in ogni caso una persona che cerca di fare, poi chi non fa non sbaglia, però in ogni caso cerca di fare, questo sicuramente non gli si può essere negato. E io sono certo che lui abbia accolto con grande soddisfazione questa proposta di legge che riguarda un una categoria di turisti, che da un lato rappresenta un target economico stabile, perché stiamo parlando fondamentalmente di professionisti, impiegati, piccoli imprenditori, ma anche persone che hanno a cuore la natura, l'ambiente e il paesaggio, tutti elementi che la nostra Sardegna ha come eccellenze, persone che cercano appunto un turismo esperienziale, e che quindi comprende anche gli aspetti enogastronomici di cui neanche noi anche in questo caso rappresentiamo delle eccellenze. Loro vogliono vivere una vacanza fatta di montagna, di mare, di luoghi di cultura, di archeologia e quindi dobbiamo mettere la nostra Regione in condizioni di accogliere al meglio questi turisti che non sono certamente pochi. E parliamo appunto di numeri. Chi viaggia in camper, in caravan, in tenda in Italia spende ogni anno un miliardo e 100 milioni di euro, che è una cifra chiaramente importantissima, ed è una cifra che è importante anche perché si tratta di turisti che consentono anche la cosiddetta destagionalizzazione, questa destagionalizzazione che sempre inseguiamo, cerchiamo di raggiungere, perché sembra quasi un traguardo che è irraggiungibile. Ma questo tipo di turismo ci dà una spinta per raggiungere questo traguardo. Perché sono turisti che nella loro tipologia di turismo prescindono per certi aspetti dalla stagione, perché loro si muovono appunto per un turismo esperienziale, che prescinde dal fatto che si faccia d'estate, inverno, autunno o primavera, non importa, l'importante è che loro riescano a cogliere quello che vogliono cogliere. E dobbiamo dire che sono 5.700.000 ogni anno i turisti italiani ed europei che viaggiano in camper, con una media di 4 persone per veicolo e 15 viaggi all'anno, in un turismo che tra l'altro durante la pandemia è cresciuto ancora di più, appunto perché la pandemia ha determinato delle restrizioni che in questa maniera in qualche modo potevano essere aggirate. E chiaramente in che maniera la nostra Regione può accogliere a braccia aperte questi turisti? Garantendogli dei servizi che fino adesso ci sono soltanto in misura molto limitata e quindi noi, come gruppo, abbiamo appunto lavorato a questa proposta di legge perché riteniamo che questa proposta di legge sia nella direzione giusta, cioè quella di incrementare i servizi adatti ai camperisti e a chi appunto sceglie e ama questo tipo di turismo. E quindi dare loro la possibilità a loro di trovare più aree di sosta, dove trovare quindi energia elettrica, acqua potabile, pozzetti di scarico, acque nere e quant'altro. E quindi, ricollegandomi a quello che ha detto la collega Canu, questa non è una leggina, assolutamente, ma è una legge molto importante perché incide con un milione e mezzo all'anno, poi con l'emendamento chiaramente che è stato portato qualche minuto fa, che riguarda anche il 2023, perché la legge è stata proposta ovviamente prima della pandemia. E quindi riteniamo appunto che la Sardegna possiede tutte queste potenzialità, ce l'abbiamo già, dobbiamo dare semplicemente ai turisti la possibilità di usufruirne, quindi offrendogli quei servizi che ancora non ci sono. E quindi ben vengano i finanziamenti regionali per i Comuni che decidono di investire in questa tipologia di turismo, che non riguarda stanze d'albergo, ma riguarda il nostro territorio direttamente, perché queste sono persone che dormono sul nostro territorio, respirano i profumi del nostro territorio, mangiano le eccellenze del nostro territorio. E quindi questo è un tipo di turismo che è sicuramente tra l'altro porta grandi economicità alla nostra terra e, quindi, a nostro parere questa proposta di legge è ottima, perché fa generare una serie di elementi indotti che portano a far sì che ci sia sicuramente una ricaduta positiva per l'intera isola. E quindi noi, siccome come consiglieri regionali abbiamo quest'obbligo, cioè di lavorare per l'intera isola, e noi riteniamo che, e lo dico consapevole della passione con cui Michele Ciusa ha lavorato a questa proposta di legge, siamo fermamente convinti che oggi approveremo una legge che farà il bene dei sardi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, ringrazio subito il Presidente della Commissione V, Maieli, e i colleghi che hanno permesso di arrivare al testo unificato in discussione in questo momento che riguarda in qualche modo la disciplina delle aree comunali attrezzate per fini turistici, per quanto riguarda la sosta temporanea. È stato un lavoro sicuramente impegnativo, non facile, ma che finalmente porta a colmare un vuoto normativo. Perché anche il turismo che non è in qualche modo un'attività economica che può essere lasciata alla libertà degli imprenditori, o alla libertà dei viaggiatori ha bisogno di norme, quelle norme che in qualche modo permettono di vivere meglio quell'esperienza turistica, sia se andiamo in un albergo, sia se andiamo nelle spiagge, sia se vogliamo fare anche un turismo diverso, come il turismo itinerante. Quindi dare una norma a cosiddetti camperisti che permetta di svolgere meglio, di avere maggiori garanzie e certezze quando si muovono con i camper nostra Isola significa affrontare l'industria del turismo in maniera professionale. Noi l'abbiamo detto più volte, quando si parla di turismo, se si vuole cercare di aumentare il turismo in maniera di PIL, di presenza e di pernottamenti, bisogna farlo in maniera professionale, dando regole, dando certezze, dando servizi e dando la possibilità soprattutto al sistema degli enti locali di poter attivarsi per migliorare l'offerta turistica. Oggi noi colmiamo un vuoto normativo in un turismo che può sembrare di nicchia, però è un turismo che sempre di più sta in qualche modo catturando l'interesse di moltissimi e questo per diversi fattori: uno, perché è il turismo cosiddetto libero, dei camperisti, quelli che si muovono al di là della prenotazione, è un turismo che sempre di più ha trovato l'interesse dei turisti del Nord Europa; secondo, perché è un turismo che in qualche modo permette di viverlo in famiglia e permette anche di vedere più luoghi durante la propria permanenza in un certo territorio. Quindi regolamentare e dando gli strumenti necessari ai Comuni per poter attrezzare con gli stessi parametri delle aree che possono ricevere questi camper e i camperisti io credo che sia un'opportunità in più per il turismo in quest'isola. Quindi un turismo non di nicchia, un turismo che cresce nei numeri e nel fatturato ed è un turismo che sempre di più vede anche gli operatori tradizionali del turismo interessati a sostenere. Perché, guardate, la Sardegna viene conosciuta nel mondo soprattutto per il turismo marino balneare, quello è un turismo che facilmente viene venduto, basta mettere le immagini bellissime delle nostre coste, però su altri tipi di turismo bisogna ancora lavorare, bisogna ancora intervenire, bisogna ancora promuovere e in qualche modo sostenere. E poi esiste un turismo cosiddetto trasversale e questo del turismo dei camperisti è un turismo trasversale, chi viene col camper è quello che vede più luoghi, quindi quello che quando torna nella propria città di origine avrà più facilità di far conoscere i luoghi che ha visto, di non vedere solo il suo ombrellone, il suo sdraio e il suo albergo, dove sta per una settimana, due settimane, chi viene col camper ha la possibilità di vedere più bellezze del nostro territorio, ha la possibilità di vivere più esperienze del nostro territorio e ha anche la possibilità acquistare di più nel nostro territorio, avendo poi la possibilità di mettere nel proprio camper quello che acquista. Quindi è un turismo di tipo trasversale che diventa esso stesso promotore di quello che vede e dell'esperienza che fa in Sardegna. Quindi questo vuoto normativo riusciamo a colmarlo oggi con l'approvazione di tre testi unificati, uno di questi l'ha presentato anche il gruppo del Partito Democratico all'inizio della legislatura, e per cui alcune questioni anche che noi avevamo sollevato all'interno del nostro testo fanno parte del testo unificato per cui abbiamo votato e voteremo favorevolmente al testo unificato. Soprattutto abbiamo voluto con forza, il Gruppo del Partito Democratico, che questa fosse una legge con delle risorse finanziarie, perché anche questo è importante, è inutile fare leggi cornice che disciplinano le questioni che riguardo il turismo itinerante se poi non mettiamo i soldi. Per cui anche la norma finanziaria per noi è importantissima, così come è importante, ed è l'altro elemento che abbiamo voluto come Partito Democratico inserire, il rapporto che ci deve essere fra il sistema degli Enti locali e Forestas. Noi abbiamo la più importante estensione di foreste dell'intera Europa, questa è una delle competenze del turismo itinerante che deve vedere Forestas parte attiva, parte che deve in qualche modo collegarsi al sistema degli Enti locali e a mettere a disposizione la stessa Forestas delle aree straordinarie di cui in qualche modo possiede in termini ambientali e in termini di organizzazione. Perché il turismo deve essere anche un turismo di filiera, di mettere tutti i soggetti che possono in qualche modo competere, quindi la Regione che fa la legge, l'Assessorato che stabilisce le direttive, il sistema degli enti locali che aumenta la disponibilità di piazzuole e anche il reddito che poi ritorna all'interno del sistema degli enti locali, però anche Forestas che gestisce un importante patrimonio di verde, di aree naturalistiche straordinarie, deve e può essere coinvolto. Per cui avere inserito anche Foresta quale scelta che abbiamo messo come Partito Democratico all'interno di questa filiera turistica per promuovere al meglio questo turismo esperienziale io credo che sia importantissimo. Per cui, cari colleghi, il testo di legge definitivo contiene tutti gli elementi che a nostro avviso possono migliorare questa offerta, è sicuramente una opportunità in più per la nostra isola, ma soprattutto sarà una prospettiva più ampia anche per un turismo che cambierà. La pandemia ha anche cambiato il tipo di vivere l'esperienza turistica. Prima della pandemia erano le grandi strutture alberghiere di 1000/2000 persone che in qualche modo erano viste come unica o privilegiata sistemazione di chi veniva in Sardegna, oggi dopo la pandemia questo tipo di turismo e la possibilità di vivere un'esperienza turistica anche in situazioni diverse, più a contatto della natura e più in un nucleo familiare ristretto, vedono sempre più l'interesse di milioni di persone. Per cui la legge va bene e sicuramente anche questa, insieme alla legge che abbiamo approvato qualche ora fa pongono questo Consiglio regionale in un ruolo importante che dovrebbe sempre avere, quello di cercare di fare le leggi migliori per il popolo sardo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, condivido l'intervento fatto poc'anzi dall'onorevole Comandini anche per la passione per la nostra terra, al di là del fatto che si abbia più o meno un'estensione di foreste grande, poi la verità che ci battono regioni della Svezia, Finlandia, Germania, la differenza però è che a differenza di quei luoghi la Regione Sardegna nelle foreste quei luoghi li vive, lì abita, questa è la differenza, sia in relazione alla minore estensione del territorio regionale, al basso numero di popolazione, ma quelle foreste sono parte integrante del contesto di vita delle persone. Quindi su questo, sulla legge, sul provvedimento d'accordissimo, il tema è i camper come dovrebbero arrivare? Perché l'autotrasporto determina il fatto che si debba viaggiare con un mezzo, o meglio il mezzo debba essere caricato su un altro mezzo. Non credo che i camperisti organizzino la trasferta in Sardegna con degli aerei cargo, servono le navi, quindi il problema sta sempre a monte. Il tema vero è che ci occupiamo giustamente di questi temi per essere pronti, ma stiamo rischiando dopo due anni di difficoltà per il turismo di rovinare anche la prossima stagione in relazione alla confusione nei cieli dati dalla vicenda ITA Volotea, l'aggravarsi della condizione di ITA, oggi si sono dimessi sei membri del Consiglio d'amministrazione in polemica sulle consulenze fatte da ITA, quindi è a rischio il passaggio, il trasferimento tra Alitalia e ITA. Volotea che sappiamo che tipo di trasporto eroga senza proteggere i passeggeri. Perché parlo di aerei per quanto riguarda i camper? Perché c'è anche chi il camper lo può affittare, arrivare in aereo come fanno molti, affittare un camper e girare in Sardegna. E l'altro aspetto sono le navi. A costi esorbitanti, proprio coloro che si spostano in camper, se alla fine il costo programmato della vacanza diventa equivalente al costo del trasporto, con le ruote del camper il camperista va da altre parti, perché bellezze di luoghi, anche di foreste, per questo mi serviva l'esempio delle foreste, e di spiagge, pensate alla Croazia e a tutto quel sistema costiero, o all'Italia. Quanti hanno abbandonato la Sardegna e si sono spostati in Puglia? Persone che visitavano la Sardegna da anni è oggi dichiarano di voler invece visitare la Puglia e altre Regioni, questo è il vero nodo. Settimane fa avevate annunciato il tema dell'incontro col Governo sulle questioni navi e aerei, per non parlare del trasporto interno dove non si vede un barlume di una opera e di un intervento, ormai ve li siete giocati, manco la riqualificazione di una piazza potreste fare in due anni, tra bando per la progettazione, bando per l'aggiudicazione dei lavori, inizio del cantiere e consegna dell'opera. Almeno su questi aspetti fondamentali serve che il Presidente della Regione, che non si sa che cosa stia facendo e di che cosa si occupi, non passa in Giunta, non viene in Consiglio, non va a Roma e a Bruxelles, sì va dal Papa che non mi pare però essere competente per quanto riguarda il sistema dei trasporti… o, per carità, vista la condizione data, probabilmente il Presidente della Regione, consapevole della propria inerzia e impossibilità, sta andando a chiedere miracoli, questo è l'unico caso, per quanto riguarda i trasporti.

Datevi una mossa, solo questo, perché altrimenti anche buone leggi come questa, per quanto riguarda questa e altre vicende, camperisti o altro sistema turistico, saranno anch'esse vanificate dall'assenza di turisti e dalla difficoltà del sistema di trasporto, aggravato ulteriormente dalle difficoltà della guerra, del costo carburanti… perché anche navi e aerei viaggiano utilizzando carburante, e quindi inciderà sui costi di trasporto.

Detto questo, cercate almeno di risolverne uno di problema e non aggiungerne altri a quelli che avete già creato.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Io ovviamente cerco di dare solo il mio contributo, quindi non me ne vogliano i colleghi Comandini e Ciusa, che sono i primi firmatari di quelle proposte, e neanche la collega Canu, però devo segnalare che secondo me questa proposta di legge (ed era quello che mi attendevo) sarebbe dovuta arrivare in Quarta Commissione, dove trattiamo la materia medesima da un altro punto di vista. Dire che questa è una materia prettamente turistica è un po' risicato, perché ha delle ripercussioni che sono tipicamente ambientali. Questi stessi ragionamenti li abbiamo fatti in sede urbanistica, quando abbiamo trattato tutte le norme di materia urbanistica, e vi ricordate com'è finita, non è che aggirandole e dicendo che è materia turistica la risolviamo, cioè questo testo io lo vedo a fortissimo rischio di impugnativa. Perché privilegiare addirittura un'area protetta… il termine che viene usato è "le aree di cui al comma 1 sono preferibilmente ubicate in zone d'interesse ambientale e paesaggistico", che sono esattamente quelle che in tutto il sistema normativo tendiamo a proteggere. Cioè abbiamo fatto di tutto per evitare che quelle aree venissero violentate, non so se vi ricordate il famoso emendamento a una legge finanziaria, mi pare che l'abbiamo fatto alla omnibus, per dire che quelle aree andavano protette perché erano pregiate, e adesso ci arriviamo con i camper; non ci possiamo arrivare con le macchine, ricordate che nemmeno i parcheggi si possono fare in aree di un certo tipo perché sensibili e pregiate, ed è inutile che diciamo che lo facciamo per incentivare il turismo, anche fare l'ampliamento di una villa sul mare è incentivare il turismo eppure abbiamo detto che non era da fare. Quindi io vi vorrei invitare a guardare il problema da un'altra ottica, che è quella prettamente urbanistica e di salvaguardia del territorio, che è materia - guardo il presidente Talanas - della nostra Commissione, che non è stata minimamente interpellata. Quindi io, poiché ne ho anche firmata una e non è che sono contrario, però vi invito a ragionare su questo, cioè se può servire un surplus di riflessione, facciamolo.

Sul discorso delle 72 ore, voi non dovete pensare a me che ci rimango 72 ore, perché dopo di me arriva il mio collega altre 72 ore, e arriviamo ai 365 giorni all'anno, che è l'auspicio. Quindi sono aree compromesse 365 giorni all'anno, cosa che non è consentita nemmeno ai famosi chioschetti sugli arenili, che costringiamo in un certo periodo dell'anno a sbaraccare perché non è consentito lasciare il manufatto. Capisco che si possa evitare di mettere l'allaccio alla fogna, ma non è che l'allaccio alla corrente e alla condotta dell'acqua sia meno impattante di una condotta fognaria, e se stiamo attrezzando queste aree con corrente, acqua e quant'altro, stiamo sostanzialmente non dico facendo un manufatto vero e proprio ma qualcosa di molto simile.

Quindi io sono d'accordo che certe zone vengano messe a disposizione dei turisti, di chiunque, perché è giusto anche che sia così, ma le macchine o i camper possono sicuramente stare nella zona retrostante e si può evitare che arrivino in quelle che si chiamano zone pregiate.

Altra questione che vedo delicatissima è il sistema di norme a cui devono rispondere queste robe qua, non mi si può dire solo "regolamenti comunali" perché c'è un sistema di norme sovraordinate ai Comuni, e meno male che è così, perché la maggior parte dei Comuni in Sardegna non hanno recepito le norme del Piano paesaggistico regionale, anzi sono pochissimi quelli che le hanno recepite, non solo ma sono anche pochi quelli che erano obbligati a recepirle perché il PPR oggi c'è sono in zona costiera ma noi sappiamo che tutti stiamo attendendo il varo di un PPR delle zone interne, e allora dire che subordino l'ubicazione e la realizzazione di queste aree ai regolamenti comunali secondo me è troppo poco, dobbiamo dire che c'è un sistema normativo superiore al quale si devono adeguare. Si potrebbe dire "è scontato", ma allora perché invece si dice che "sono realizzate nel rispetto delle disposizioni di cui al codice della strada", dovrebbe essere scontato anche quello, ma se non è scontato il codice della strada, tanto che inseriamo quel rispetto specificatamente nell'articolo 1, lettera e), allora mi viene il dubbio che forse è meglio esplicitare tutto, e allora esplicitiamo anche il rispetto, ad esempio, del PPR, della legge urbanistica, eccetera, eccetera.

Altra cosa che volevo dire… alcune contraddizioni che mi vengono in mente sulla scia delle cose che sto dicendo. "Le aree sono progettate e dimensionate in modo da creare il minor impatto ambientale possibile rispettando la naturalità dei luoghi": il modo migliore per farlo è non farle, è la cosiddetta valutazione dell'impatto zero, che è ormai una regola di carattere generale che è entrata in tutti gli strumenti urbanistici, cioè bisogna sempre calcolare l'impatto che una operazione di edificazione, piuttosto che di realizzazione come questa, ha sull'ambiente circostante. La prima cosa da fare è valutare l'impatto zero, cioè che cosa succede se la si fa ma anche che cosa succede se non la si fa, perché se l'obiettivo è proteggerla la prima cosa da fare è non violentarla, cioè non farci nulla. Ci vuole andare il turista? Benissimo, ci sono le strade principali e poi ci saranno i cosiddetti sentieri… li stiamo addirittura incentivando, stiamo cercando di valorizzarli, e poi invece ci portiamo addirittura, non la macchina, non la moto, ma ci portiamo il camper, boh, addirittura li facciamo pernottare. Cioè è stato espunto dalla legge urbanistica, faccio un esempio, il campeggio, l'area di sosta per la tenda, e ci stiamo mettendo il camper; non è che ci sia molta differenza se uno dorme in tenda o dorme in camper, anzi la tenda la togli e non rimane nulla nella terra, il camper ha bisogno dell'infrastruttura materiale che è quella che viene qui codificata.

Insomma, io speravo tutte queste cose di poterle trattare all'interno della Commissione, non è stato possibile perché il testo non è arrivato lì, quindi prendetelo come un contributo finalizzato a risolvere il problema, perché io ho condiviso, e condivido quello che diceva il collega Comandini, cioè che questo argomento lo dobbiamo portare in porto e dobbiamo trovare una soluzione, la migliore possibile, cioè continuare a dire "non trattiamolo" non è corretto, quindi anch'io sono perché lo si tratti e perché, partendo dal lavoro che è stato fatto sino adesso addirittura di un testo unificato si possa arrivare a un testo migliorativo. Ecco, questo volevo dire.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). È un testo unificato di proposte di legge devo dire ambizioso, e in quanto tale ha evidentemente i suoi punti di forza, nei presupposti, nelle attese, ma anche i suoi punti di debolezza. I punti di forza, o presunti tali, sono quelli per i quali anche in questa sede - forse con un po' di ambizione, non dico di presunzione, per carità - si parla di spopolamento. Sostanzialmente si agisce sulla legge 16 del 2017 ma ci si rivolge ai Comuni, agli enti locali, è curioso constatare che il Consiglio delle Autonomie locali, non so se ha taciuto assentendo, un parere non lo ha espresso, io non ho ricevuto dei feedback nemmeno in via informale, però mi fa perlomeno pensare. Così come è curioso, e questa è un'attesa e un presupposto condivisibile, che in questa operazione legislativa, anch'essa volta ad arginare lo spopolamento, viene chiamata in causa per l'ennesima volta l'Agenzia Forestas, che è, come dire, quell'hortus conclusus in cui tutti i peccati della Sardegna dovranno ritrovarsi, per poi farne luogo di redenzione, e ripopolare questa Sardegna così abbandonata a se stessa. Poi qua ci sono i punti di debolezza, e li ha richiamati molto bene il collega Zedda: ma vi è mai capitato di farvi una strada statale e di trovarvi di fronte un camper con la scritta cubitale "Westfalia" e di imprecare perché non riuscite a superare? A me è capitato, così come mi è capitato che quello stesso camper con la scritta cubitale "Westfalia", piuttosto che cercare un camper service adibito e destinato, che non c'è, sia andato a parcheggiarsi in prossimità della stessa strada statale, magari su una striscia parafuoco fatta da Forestas per altri fini, magari in un'area naturalisticamente e paesaggisticamente opportunamente tutelata: questa ad oggi è la realtà. Chiaramente lo stesso collega Zedda diceva "ma conviene ad un appassionato camperista…?". Bene ha fatto la relatrice a chiamare a raccolta in Commissione tutte le associazioni di chi ha questa passione, però chi ha quella passione forse fa prima ad andare in Croazia se l'attrattiva, perché è vero che tale, della Sardegna più bella e da un punto di vista paesaggistico e naturalistico più pregiata è proprio la Sardegna dell'interno, questo, Assessore, lo sa bene anche lei. Quindi il problema della viabilità oltremare, della mobilità marittima garantita sempre e comunque, e dei costi che ne conseguono, è un problema, ed è quindi un punto di debolezza col quale dobbiamo fare i conti. Gli altri punti di debolezza li ha testé argomentati in maniera chiarissima e nitida il collega Piscedda, perché se ai Comuni si dice "ti do 50.000 euro" ma ai Comuni 50.000 euro glieli do per organizzare un evento, assessore Chessa, o per organizzare una sagra, quella per la quale magari i camperisti si fermano. Io poi chiaramente mi affranco da tutti i luoghi comuni per i quali si dice che i camperisti si portano dietro anche i tarallucci, il problema vero è che laddove si fermano, quando si fermano, c'è un problema strutturale e infrastrutturale di destinazione urbanistica prevista dal PUC, ma quanti Comuni ci sono dotati di un PUC? Questo lo dovremmo chiedere all'assessore Sanna, magari lo faremo in altra sede, ma credo pochissimi. Quanti Comuni ci sono che hanno delle zone S con un regolamento comunale chiaro riconosciuto dalle direttive del PPR? Altrettanto pochi. Quanti Comuni ci sono che hanno zone S con una destinazione urbanistica chiara e netta, alla quale si sovrappone una destinazione paesaggistica e naturalistica perlomeno coerente, e aggiungo anche idrogeologica perché nella Sardegna delle foreste c'è anche un discorso di compatibilità idrogeologica, ma questo l'Aula lo sa bene. Ecco, questi temi bene si farebbe, concordo col collega Piscedda, a riportarli in Quarta Commissione che è la Commissione competente. Questo nulla toglie - mi complimento con la relatrice per l'esposizione chiara e persuasiva - nulla toglie alla bontà, alla ratio, all'anima dei suoi intendimenti, che addirittura abbiamo fatto nostri col testo proposto dal collega Comandini, però ci riserviamo anche noi sulla scorta di quanto ho detto prima magari di fare ulteriori riflessioni, a beneficio di una legge che è ambiziosa ma in quanto tale probabilmente va ulteriormente ponderata.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Intanto per premettere che nel Nord Europa effettivamente il turismo legato ai camperisti, ma diciamo il turismo lento (loro lo chiamano slow) è un turismo ormai diffuso, importante, che sta prendendo piede ormai un po' dappertutto in Europa, e ovviamente questo tipo di persone si muovono e vogliono muoversi sempre in località nuove, quindi la Sardegna è anche un punto d'interesse forte, soprattutto per la sua cultura per le sue tradizioni, per le sue bellezze ambientali, paesaggistiche, archeologiche, culinarie, insomma potremmo stare qua per ore ad elencarli, e quindi c'è la volontà di risolvere e di dare una risposta chiara e certa ad un mondo che si sta muovendo in una direzione importante. I dati parlano di un incremento notevole del turismo all'aria aperta, del turismo libero, proprio perché effettivamente si riscopre questa esperienza particolare, e quindi noi dobbiamo impegnarci fino in fondo per poterlo fare, però vorrei sottolineare quanto ha espresso molto bene l'onorevole Piscedda, l'onorevole Corrias prima di me, che è stato espresso in linea generale da chi mi ha preceduto, il fatto è che per farlo dobbiamo scrivere delle norme che davvero agevolino e portino a compimento un percorso, che è un percorso importante per tutti. Quindi ben venga affrontare il tema, riportare la discussione in Quarta Commissione e affrontarlo nel dettaglio, soprattutto in merito dove in maniera un po' sbrigativa si va a citare solo le norme comunali e non si entra nel merito invece del fatto che effettivamente ci siano delle norme sovraordinate su cui abbiamo fatto ore e ore di Commissione e di Aula durante la legge urbanistica che devono essere in qualche maniera messe nero su bianco in maniera chiara, e non possono essere certamente bypassate con una legge che magari ha un nome piuttosto che un altro. Quindi lo affronterei con un po' più di attenzione, e lo affronterei anche perché è interessante, invece, il fatto che gli enti locali siano i promotori di uno sviluppo turistico, come diceva l'onorevole Comandini, e che siano i portatori di questo turismo lento che è un turismo anche importante dal punto di vista della valorizzazione del nostro patrimonio ambientale. Quindi è vero che effettivamente noi vogliamo far conoscere le bellezze ambientali delle nostre aree magari più interne, però lo dobbiamo fare sempre nel rispetto delle leggi e delle norme, altrimenti rischiamo di fare un buco nell'acqua, ed è importante anche per quell'ampliamento dell'offerta turistica di cui si è parlato. Noi oggi dovremmo affrontare il tema nel suo complesso, sulle norme, su quale direzione vogliamo far prendere alla Sardegna in campo turistico fossero anche di più, ok? Ma va fatto nel complesso, perché altrimenti si rischia di dare una risposta da una parte e magari creare un piccolo problema dall'altra. Quindi fondamentale anche questo tipo di ragionamento. Però io devo ammettere che effettivamente lavorare in questa direzione è fondamentale adesso, perché noi dobbiamo riscrivere adesso il futuro prossimo del turismo in Sardegna iniziando da quello che ha detto l'onorevole Zedda prima, ovvero la questione trasporti, che va affrontata anch'essa in maniera seria e non con alcuni proclami che rischiano di diventare poi anche delle aspettative del nostro mondo importanti che poi magari non sono quelle e dopo una pandemia e dopo una guerra dare false aspettative diventa complicato. Ed è importante perché effettivamente chi poi frequenta ed è un turista nel nostro territorio è una persona che riporta a casa le esperienze e le racconta. Noi abbiamo avuto, beh sarà capitato a tutti di leggere l'opera Mare e Sardegna di Lawrence, penso che quella sia stato l'inizio del racconto della bellezza del nostro territorio e noi dobbiamo far sì che i nostri turisti, i turisti che vengono in Sardegna, siano poi dei passaparola per le nostre bellezze e l'importanza del nostro territorio. E lo fanno già moltissimi sportivi. Attenzione al mondo del camperismo è anche importante per chi per chi si sposta anche a fini sportivi, parliamo di tutti quegli sport all'area aperta pensiamo a chi fa le arrampicate sportive, adesso mi viene in mente questo, che sono quelle persone che ovviamente non possono permettersi di spendere tantissimo, vogliono stare nei territori laddove ci sono le pareti, lo fanno e creano un indotto che è un indotto che magari noi neanche conosciamo bene nei termini e nei numeri, quindi va affrontato davvero nel suo complesso, anche guardando il mondo dello sport, il mondo artistico culturale, ecco chiamiamolo così, è il mondo invece dei turisti che arrivano sul nostro territorio in questa maniera. Quindi proviamo a metterci diciamo così un po' più di impegno e a portare avanti una legge che sia davvero una legge utile alla Sardegna, grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Orrù, sono le 13 e 57, direi che sospendiamo i lavori dell'Aula per questa mattina e li riprendiamo alle 16.

La seduta è tolta, i lavori sono aggiornati a questo pomeriggio alle 16 e 00, grazie.

La seduta è tolta alle ore 13 e 57.

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