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Resoconto della seduta n. 151 del 25/05/2021

CLI SEDUTA

(POMERIDIANA)

Martedì 25 maggio 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 15 e 35.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 13 maggio 2021 (144), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Caredda, Angelo Cocciu, Diego Loi, Ignazio Manca, Aldo Salaris e Francesco Stara hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 25 maggio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Servizio Cancelleria della Corte Costituzionale, con nota del 25 maggio 2021, ha trasmesso copia conforme della decisione n. 101 del 14 aprile 2021, con la quale la Corte Costituzionale dichiara: l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 1, lettera a) della legge della Regione autonoma della Sardegna 21 febbraio 2020, n. 3 in materia di piano di utilizzo dei litorali, che aggiunge il comma 1 bis all'articolo 43 della legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme perla semplificazione e il riordino di disposizioni in materia di urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio;non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 2, lettere b), c) e d) della legge regionale n. 3 del 2020; non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 1, lettera b) della legge regionale n. 3 del 2020.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della Presidenza della Regione. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, alla legge regionale 26 agosto 1988, n. 32 ed alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (107/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 107/A.

Siamo arrivati all'esame dell'emendamento all' emendamento numero 1283, la riscrittura dell'emendamento 1277.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento.

(Lungo silenzio in Aula con richieste di chiarimenti in merito dai banchi dell'opposizione)

PRESIDENTE. No, no, non siamo in sospensione però devo aspettare dieci minuti per mettere in votazione in votazione. Attendiamo, prego i Consiglieri che prendano visione dell'emendamento 1283, che è la riscrittura del 1277.

Bene possiamo procedere con le operazioni di voto. L'emendamento in votazione è l'emendamento 1283, che è la riscrittura del numero 1277. È stata chiesta la votazione segreta, che viene mantenuta anche per il 1283.

Prego i Segretari onorevole Mele, onorevole Cuccu, di recarsi nei banchi della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Sono stati presentati due emendamenti sostitutivi totali dello stesso emendamento. Vorrei capire qual è il criterio che porta a votare prima il 1283, semplicemente.

PRESDENTE. Onorevoli, è in votazione non è un mercato… Presidente cosa?! Ho messo in votazione l'emendamento numero 1283. È in votazione l'emendamento numero 1283.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta dell'emendamento numero 1283. Coloro i quali sono favorevoli segneranno sì; coloro i quali sono contrari segneranno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (È estratto il numero 38, corrispondente al nome del consigliere Maria Laura Orrù.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Maria Laura Orrù.

CUCCU CARLA, Segretaria, procede all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Quindi decadono il numero 1277 e il numero 1282.

È in votazione il numero 1268, aggiuntivo, quello legato alle risorse di cui all'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Ritiro l'emendamento, grazie Presidente.

PRESIDENTE. È ritirato l'emendamento.

Siamo in sede di coordinamento finale, abbiamo finito sia gli articoli che gli emendamenti. Adesso l'onorevole Tunis farà una precisazione ai sensi dell'articolo 89 del Regolamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie Presidente. Ai sensi dell'articolo 89 del Regolamento e in sede di coordinamento al punto a), all'emendamento numero 1209, al comma 3… è un emendamento all'emendamento quindi non ha pagina, è un emendamento all'emendamento numero 182. Il numero 182 dovrebbe essere all'articolo 3 perché parla dei direttori di dipartimento.

PRESIDENTE. Scusate, se può essere utile possiamo far fare le copie di questi emendamenti di modo che voi abbiate…

TUNIS STEFANO (MISTO). …anche perché ai sensi dell'articolo 89 se ne prende semplicemente atto…

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, io ritengo che sia opportuno fare le copie degli articoli di modo che i consiglieri abbiano piena contezza di ciò che andranno a votare.

TUNIS STEFANO (MISTO). Presidente, a processo verbale devo comunque enunciarli oppure no?

PRESIDENTE. Può anche enunciarli, prego.

TUNIS STEFANO (MISTO). Li enuncio e poi i colleghi avranno l'opportunità di vederlo scritto. Quindi, punto a), all'emendamento numero 1209, al comma 3, dopo la parola "scadenza" aggiungere la parola "anticipata". Punto b), all'emendamento numero 1078 aggiungere le parole "su base volontaria", a proposito della discussione che c'era stamattina. Se volete posso essere più esaustivo nell'esposizione, dipende dal Presidente che cosa desidera. All'emendamento numero 1279, al comma 2, le parole "da parte del Presidente e dell'Assessore", è scritto "da parte del Presidente o dell'Assessore", è da intendersi "da parte del Presidente e dall'Assessore". Al comma 3, dopo le parole "il trattamento accessorio", aggiungere le parole "fatta eccezione per le amministrazioni del sistema Regione che non ricevono contributi di funzionamento rispetto ai quali il rimborso è totale". Grazie Presidente, ho terminato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

Comunque sospendo qualche minuto perché vengano… però dica, onorevole Lai.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, per capire qual è il coordinamento, perché in questo caso si tratta di emendamenti agli emendamenti, non si tratta di coordinamento, si tratta di parole aggiuntive che il relatore sta proponendo al disegno di legge, ma non si tratta assolutamente di coordinamento. Perché noi abbiamo sollevato in più circostanze alcune delle questioni che l'onorevole Tunis ha citato poc'anzi, la maggioranza ha deciso di andare avanti e di votarseli, quindi non si tratta di norme di coordinamento, si tratta di emendamenti agli emendamenti e naturalmente non chiedete all'opposizione di avallare cose di questo genere. Presidente, la invito a tutelare anche l'opposizione e non solo la maggioranza, e respingere norme di coordinamento che norme di coordinamento non sono. Oltretutto è sempre accaduto che il coordinamento lo facessero gli Uffici, ma si trattava di virgole, si trattava di situazioni banali, di parole mal scritte, ma non di emendamenti agli emendamenti per essere chiari.

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, senza attivare un dibattito.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Semplicemente per precisare, e avranno modo il collega e i colleghi di verificarlo quando vedranno il testo scritto, che si tratta non di emendamenti, perché non recano modifiche né sostanziali né non sostanziali, quando li leggerete lo vedrete, ma sono precisazioni dovute a meri errori di battitura.

(Interruzioni del consigliere Eugenio Lai)

(Segue TUNIS STEFANO.) Io ti ho lasciato terminare, ti accorgerai che sono cose che sono state viste con il servizio assemblea, quindi non c'è una richiesta di emendamento da parte… assolutamente no, se il Presidente…

(Interruzioni del consigliere Eugenio Lai)

PRESIDENTE. Il servizio assemblea naturalmente si coordina con il Presidente, non c'è niente di segreto, non c'è niente di segreto.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, sempre sull'ordine dei lavori. Io vado a memoria su uno degli emendamenti presentati dall'onorevole Tunis in relazione alla modifica della "o" dove viene invece sostituita la "o" con la "e" congiunzione. Vado a memoria, poi correggetemi se sbaglio, mi pare sia riferito all'aspetto del trasferimento delle competenze in capo alla Presidenza del Corpo forestale. Senza vederli ovviamente è più difficile…

PRESIDENTE. Non è quello, onorevole Zedda, però, non mi sembra che sia… Onorevole Zedda, penso che sia opportuna la proposta che avevo fatto io di sospensione, vengono distribuiti, li leggete, perché poi altrimenti iniziamo un dibattito su illazioni e non… Il Consiglio è sospeso per il tempo strettamente necessario, quindi sino alle ore 16 e 15. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 10, viene ripresa alle ore 16 e 35.)

PRESIDENTE. Per specificare quindi in sede di coordinamento cosa propone alla deliberazione del Consiglio. Onorevole Tunis, per specificare cosa propone.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). In sede di coordinamento confermiamo i punti a) e b) mentre, valutato il fatto che assomigliano più a degli emendamenti i punti c) e d), come relatore li ritiro.

PRESIDENTE. Ha cangurato anche il coordinamento… niente, era una battuta.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). … sul primo punto, però, rilevo che la semplice aggiunta della parola "anticipata" possa creare ulteriori fraintendimenti, se deve essere in qualche modo modificato deve essere aggiunto anche "anche anticipata", poi saranno gli uffici in sede di coordinamento… poteva essere il coordinamento che avrebbero potuto fare anche senza passaggi in Aula. Sul secondo punto rilevo che quando il Consiglio ha deliberato, a giudicare dagli interventi che hanno preceduto il voto, la volontà almeno di chi è intervenuto in quella sede non era quella di indicare il fatto che fosse un provvedimento su base volontaria, poi può essere considerato pleonastico perché, lo sappiamo, la normativa previdenziale è una normativa statale, resta il fatto che non so se gli uffici in sede di coordinamento potranno fare questa modifica, visto che anche dai verbali risulta che sia stata approvata un'idea esattamente opposta a questa.

PRESIDENTE. Quindi mettiamo in votazione.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Votazione finale, dichiarazioni di voto sulla votazione finale.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Siamo arrivati alla fine, l'ho detto stamattina, dopo questa interminabile e logorante countdown, ma il nostro sentimento originario evidentemente non è cambiato, perché non ci avete convinto della bontà della vostra proposta, manca poco, nonostante le dichiarazioni avanzate dentro e fuori da quest'Aula volte a migliorare il quadro, la prospettiva di insieme, sotto il profilo non ultimo dei costi, e su questo ci hanno impegnato gli emendamenti nella giornata odierna. E perché la nostra posizione non è cambiata, anche a costo delle provocazioni, quando un collega di minoranza, e questa cosa non mi ha lasciato insensibile, ha detto: "Noi questa legge ve la votiamo se i costi voi li azzerate"; io non credo che sia solo una questione di costi, perché credo che la pubblica amministrazione i suoi costi li abbia, qualcuno in maniera opportuna ha detto che la democrazia ha i suoi costi, e lo crediamo anche noi, però credo che dinanzi ai costi debbano esserci anche i benefici. Io non scorgo, non vedo, non osservo in questo disegno di legge, e con me credo tutti, probabilmente anche qualcuno della maggioranza, una, come dire, nonostante l'esigenza che anche noi abbiamo di rivedere il sistema, perché la legge 1 del 77 è vetusta, non vedo una visione di lunga gittata, non la vedo affatto, in un momento molto difficile da un punto di vista anche del ricambio generazionale, che è anche culturale, di cultura delle istituzioni, di cultura di organizzazione delle aziende, perché c'è bisogno anche di questo. Io credo, invece, che voi avreste potuto dare, con un disegno di legge magari meditato diversamente altrimenti, un messaggio forte, anch'esso di natura e di prospettiva generazionale rivolto ai giovani. Molti stanno andando in pensione tra i funzionari che hanno svolto un onorato servizio presso il sistema Regione, non ci si sta preoccupando evidentemente di valorizzarle risorse giovani, e la Sardegna ne è piena. Quindi le ragioni per le quali confermiamo, lo dico da relatore di minoranza e mi onoro di poterlo fare, le ragioni per le quali noi confermiamo la nostra netta opposizione a questo disegno di legge sono quelle che già abbiamo esibito e narrato, perché rimangano agli atti nella nostra relazione di minoranza, rimangono agli atti in modo che i sardi possano, oggi e domani, giudicare quello che state facendo in questo modo. Noi crediamo che il vostro sia un disegno di legge, che ora diventa legge, assolutamente iniquo, inutile, nefasto direi e dannoso, non porterà alcun beneficio al sistema Regione, non porterà alcun beneficio alle istituzioni, soprattutto non porterà alcun beneficio ai nostri cittadini. Il grande impegno, e chiudo, che bisogna…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Brevemente. Si concludono quasi due mesi di discussione su una legge che non era indubbiamente legata a un bisogno, a un'esigenza della Regione, ma a un'esigenza e un bisogno della Regione oggi riguardante la crisi economica, gli aspetti relativi alla ripresa, piegata alle esigenze della maggioranza per determinare una spartizione di posti, potere e poltrone. Come per altre leggi anche questa ha seri problemi e rischia di essere impugnata, da parte nostra più che un rischio è un augurio, e gli stessi dirigenti della Regione, tramite il sindacato, non è detto che non attivino meccanismi che possano portare o davanti al Tribunale ordinario o davanti al TAR questa legge in modo tale che venga bloccata per violazioni palesi di legge e Costituzione. È purtroppo una un bruttissimo episodio, quello di aver discusso e portato in votazione una legge del genere in occasione di una pandemia e di una crisi economica devastante, subito dopo oltretutto leggi che, in modo identico, non hanno determinato e non determineranno nessun beneficio per la Sardegna, ma solo nelle ASL, nelle province e poi chissà che cos'altro ci aspetta in termini di vostre proposte per la moltiplicazione dei posti di sottogoverno, ma né più né meno fa il paio con le altre e cioè solo ed esclusivamente la moltiplicazione di poltrone senza l'erogazione di servizi, senza che queste norme determinino un miglior beneficio nelle condizioni di vita delle cittadine e cittadini. È una negazione del nostro compito, cioè quello invece di produrre una legislazione che guardi all'interesse della popolazione e delle cittadine e dei cittadini sardi, aver invece da parte vostra posto in votazione una legge di questo tipo, con un aumento di milioni e milioni di euro di spesa pubblica in una fase in cui vi sono imprese, lavoratrici, lavoratori in serie difficoltà. Cosa determinerà se avrà gambe questa legge? Determinerà una confusione di ruoli e un'impossibilità per la macchina amministrativa di operare, e cioè la negazione stessa di quei principi che ha affermato anche il…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Dopo 60 giorni seduti in fondo al fiume vediamo passare il cadavere di questa legge, una legge vergogna che non ha copertura finanziaria, ma a questo ci penserà la Corte dei conti, ma soprattutto non ha copertura morale, in quanto è una legge proposta nel peggior periodo storico e sanitario della nostra Isola e che quindi non guarda in faccia nessuno dei cittadini sardi, una legge che noi abbiamo combattuto con orgoglio, utilizzando tutti i mezzi che la democrazia ci mette a disposizione, nonostante il presidente Solinas, il grande assente che è venuto soltanto una volta quando doveva rimettere in piedi i cocci della sua maggioranza traballante, ripeto, il presidente Solinas ha definito il nostro atteggiamento dilatorio e ostruzionistico. Ecco, io lo grido: per noi questa affermazione è una medaglia al valore che ci appuntiamo fieramente sul petto, perché noi abbiamo fatto conoscere ai sardi la verità, e cioè la vergogna che avete architettato cercando di imbrogliare il popolo che vi ha eletto, ma, vostro malgrado, il popolo ha eletto anche noi, per cui non avete potuto far prevalere la vostra narrazione, la vostra mistificazione, tra queste mistificazioni quella più clamorosa, quella che ha presentato 6 milioni di euro di spesa all'anno ridotti a 3 milioni e mezzo; una cosa abominevole, iniqua, immorale, come ho detto inizialmente. C'è chi dice da parte della maggioranza che non si tratta di moltiplicare le poltrone ma di imporre un nuovo passo con persone capaci; sì, capaci di ammiccarsi chi comanda, questo sì, avete ragione. O si dice che la legge punta a sburocratizzare per dare certezze; certezze economiche a chi è stato capace di ammiccarsi chi comanda. Ecco, tutto questo è immorale, e lo dico con assoluta certezza e convinzione, ecco perché il mio voto, il voto del mio Gruppo sarà convintamente negativo per questa schifezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie, Presidente. Ci congediamo dall'esame di questa norma, alla quale preannuncio naturalmente un voto positivo, e per la quale è d'obbligo effettuare alcune considerazioni e alcuni ringraziamenti, a partire dai commissari della prima Commissione e dal suo Presidente, che ben ha lavorato in fase di preparazione, l'istruttoria profonda e inversa come atteggiamento rispetto a quella riscontrata qui in Aula ha consentito un ragguardevole numero di spunti per far uscire un testo base io ritengo profondamente migliorato, profondamente incardinato sul quadro normativo regionale e molto più capace di resistere alla scontata pulsione del Governo nazionale di intervenire contro qualunque norma proveniente da questa Regione. Un ringraziamento va a tutti i colleghi, quelli della maggioranza che hanno, con presenza, costanza e disciplina, affrontato quella che aveva annunciato essere la madre di tutte le battaglie d'opposizione, l'opposizione aveva annunciato il livello più duro di scontro, aveva eletto il DL 107 a luogo in cui portare a termine il proprio tentativo di spallata a questa maggioranza. E un ringraziamento particolare lo devo al collega Oppi, senza la cui regia la capacità di superare questo periodo difficile sarebbe stata probabilmente insormontabile. E mi si consenta anche un ringraziamento all'opposizione, che se è severo con un atteggiamento duro, se è severo quand'anche ottuso, ha dato comunque sia un livello di attenzione e di tensione politica che noi vogliamo rappresentare in una grande differenza che c'è tra chi occupa questa parte dell'Emiciclo e chi occupa quella, noi che combattiamo una battaglia aperta, a viso aperto contro la burocrazia, non contro i burocrati ma contro la burocrazia, e invece la burocrazia che insieme ad altri gangli dello Stato da molto tempo consente a quella parte politica di occupare indebitamente e senza mandato popolare importanti spazi di governo e di potere. Quindi oggi i vostri scudi umani hanno qualche chance in meno di conservare i vostri spazi di potere, la vostra occupazione del potere, non di pochi anni ma pluridecennale, avrà dei meccanismi amministrativi più complessi da superare e avranno sicuramente una catena di comando capace di mettere in relazione l'indirizzo politico che viene dal mandato popolare…

PRESIDENTE. Grazie per la passione. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Io durante questo lungo periodo di discussione in Aula ho ripetutamente chiesto nei miei interventi il ritiro di questo disegno di legge, l'ho fatto convintamente perché ho ritenuto fin dall'inizio che questo disegno di legge fosse inopportuno, inadeguato, inefficace e perfino immorale, proprio per la sproporzione tra il finanziamento previsto e i benefici ipotizzati. Ricordo proprio il primo intervento in cui ho definito questa legge immorale, rispetto a una crisi economica di dimensioni abnormi nella quale siamo immersi e che temo vivremo ancora con più drammaticità se non ci metteremo seriamente a lavorare per i problemi veri che affliggono la nostra Isola, immorale rispetto al dolore e alla preoccupazione per una crisi sanitaria che ha svelato nella nostra sanità regionale inadeguatezze profonde e forse ataviche, ma che investimenti mirati e coraggiosi potrebbero contribuire significativamente a risolvere. Immorale anche rispetto alle tante donne e ai tanti uomini che con competenza e passione lavorano quotidianamente per l'apparato amministrativo della Regione e che questa legge addita come unici responsabili di un'inefficienza e lentezza burocratica che di ben altra riforma necessiterebbe. Immorale perché questa Giunta e questa maggioranza rinunciano ad esercitare il proprio ruolo principale, che è quello di legiferare, con onestà, certo, e con imparzialità, per difendere gli interessi dell'intera Isola, senza che ci possano essere dubbi sulla costituzionalità dei propri atti e dei propri provvedimenti. Un mese di discussione in Aula non hanno fugato le mie perplessità e i miei dubbi, anzi, lo stratagemma degli emendamenti canguro temo abbia pasticciato ancora di più questa legge, rendendola impugnabile e inapplicabile, e comunque convincendomi sempre di più che lo sviluppo della nostra Isola e il benessere dei suoi abitanti non passeranno di certo attraverso questa legge. Spero che nessuno brindi a questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Il 25 maggio del 1922 nacque a Sassari Enrico Berlinguer, oggi sarebbe stato il suo compleanno, è il modo peggiore per festeggiarlo, è il modo peggiore per festeggiare il compleanno di un intellettuale, di un politico che ha tracciato i confini netti di ciò che è morale e di ciò che immorale, e allora oggi non è il modo migliore per festeggiare il suo compleanno è probabilmente il modo migliore, però, per rilanciare la famosa questione morale. E allora tutti voi, cari colleghi, tutti noi, cari colleghi dell'opposizione, dobbiamo rilanciare la famosa questione morale, perché è vero, come ha detto l'onorevole Tunis, che le differenze in politica ci sono, ci sono tra chi crede che bisogna spendere oltre 6 milioni di euro per posti di sottogoverno e chi crede che questo è un momento storico per aiutare famiglie, imprese, disoccupati.

Ci sono nella politica differenze tra chi crede che i dati impietosi che la nostra Isola vivrà, così come stanno prevedendo tutte le statistiche, meno 8,9 per cento del PIL rispetto al 2019, nel 2021 a fronte della previsione nazionale della crescita del 3,6 per cento, in quest'Isola è prevista dell'un per cento, il 21 per cento delle imprese non prevede di conseguire un risultato migliore rispetto agli anni scorsi.

E allora le differenze in politica esistono, esistono e sono nette tra chi è rimasto alla Prima Repubblica e chi invece crede, pensa e spera che una politica migliore per questa Isola esiste e ci crede e combatte dentro quest'aula e ci siamo da 60 giorni. 60 giorni per ricordarvi il bluff che state mostrando ai sardi sulle coperture finanziarie, perché è chiaro a tutti, è chiaro anche a voi che non andrete a risparmiare un euro, anzi implementerete la spesa pubblica, ingrasserete probabilmente la macchina regionale, ma non per farla funzionare meglio nei confronti dei sardi, non per snellire procedimenti, probabilmente per occupare qualche persona a voi vicina.

E allora diciamo no, come gruppo di LEU, a oltre 6 milioni di euro per posti di sottogoverno, per posti di sottogoverno e dirigenti, possibilmente esterni, oltre 6 milioni di euro per posti di sottogoverno e dirigenti e poche centinaia di euro per pane e formaggio agli indigenti. Ecco la vostra politica, noi vogliamo dissociarci, vogliamo essere alternativi e da qui lo dico al centrosinistra, lo dico al Movimento 5 Stelle, deve ripartire una piattaforma programmatica per essere nettamente alternativi a questa maggioranza che guarda al proprio benessere e non a quello dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Molti sprechi sono stati fatti nella storia dell'autonomia, questo costituisce di certo una macchia che segnerà indelebilmente la storia della Sardegna. Questo spreco è ancor più imperdonabile perché avviene nel momento di peggior salute della società sarda, mentre afflitti dalla pandemia e dalla crisi economica, la politica pensa solo alla politica ed ai politici, arrivando a raggirare i cittadini e mistificare la realtà per nascondere la becera volontà auto conservatrice che anima questa legge e che noi abbiamo contribuito a smascherare.

Prima ero preoccupato, poi sdegnato, ora sono ancora più preoccupato di prima, pensando all'uso improprio ed indegno di risorse regionali che farete nel finale della legislatura per distribuire tutte le prebende che riterrete necessarie per ovviare allo sfacelo elettorale che vi siete arrecati con questa legge e con quelle che solo di poltrone parlavano, che sono venute prima di lei e per tentare di garantirvi un minimo di immeritato futuro politico, unica cosa che avete sempre dimostrato di voler fare senza pensare mai minimamente al futuro della Sardegna e dei sardi.

Per questo il mio voto, come quello del mio Gruppo, sarà fermamente contrario a questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Colleghi della maggioranza, siamo arrivati alla fine di questo lungo provvedimento, il DL numero 107, che mette mano al sistema Regione, a quella che voi avete considerato la peggior casta burocratica che ci sia in Italia. Ma effettivamente i sardi vi hanno votato per governare e quindi era giusto che voi toglieste la maschera e vi presentaste per quello che siete, per quello che rappresentate. Ma ai sardi avevate promesso che avreste tutelato e curato i loro interessi, in questi due mesi avete fatto esattamente il contrario, non avete fatto gli interessi dei sardi, avete fatto i vostri interessi e quando dico vostri mi riferisco non solo a voi consiglieri regionali, ma ai partiti che rappresentate. In particolare penso al PSd'Az e penso alla LEGA, LEGA peraltro con la quale stiamo anche condividendo a livello nazionale l'esperienza di un governo di scopo di interesse nazionale.

Spero non si offenda nessuno, ma per chiarezza, alla fine di questo provvedimento, voglio dire che nonostante quell'esperienza nazionale siamo due soggetti politici diversi, ben diversi e a questa differenza personalmente ci tengo e anche molto. Abbiamo provato in tutti i modi a farvi cambiare idea e a farvi cambiare questo provvedimento, tenendovi qua dentro per circa due mesi. Abbiamo provato anche a mandarvi a casa, tentando una spallata politica che non ci è riuscita, voi infatti avete reagito con veemenza, con forza, e la spallata l'avete data voi a noi e non politica, anche fisica, e ne hanno patito le conseguenze alcuni nostri colleghi, ai quali rinnovo la mia solidarietà. Io penso che siate arrivati al giro di boa, non so quanto andrete avanti ancora a lungo, ma l'interesse dei sardi che voi volevate tutelare, sarebbe quello che voi andaste a casa e poco importa se andiamo a casa anche noi, siamo qui tutti per tutelare gli interessi dei sardi e gli interessi dei sardi non passano per queste cose. Conoscete anche voi la regola principale di qualsiasi Amministrazione pubblica che dice che il valore principale, il capitale più importante è quello umano. Voi avete detto qui dentro in tutte le salse che in Regione non ci sono persone capaci e degne del lavoro che fanno, noi riteniamo esattamente il contrario. Se questa Regione sino ad oggi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Sentire il collega Tunis parlare in politichese non ha prezzo. Dopo 60 giorni in cui abbiamo terminato tutti gli strumenti a nostra disposizione per cercare di bloccare questo vergognoso, quella che io proprio ho soprannominato da subito vergognoso e osceno disegno di legge, noi siamo arrivati alla fine. Siamo arrivati alla fine in cui avete scelto e deciso e votato di regalare 6 milioni di euro dei soldi dei sardi ai vostri amici. Ma qua inizia una frase, la ripeterò nel corso del mio intervento: "e chi se ne frega". E chi se ne frega se in un anno e mezzo di pandemia la Sardegna abbia perso il 46 per cento delle proprie attività produttive. E chi se ne frega se nell'ultimo anno abbiano chiuso 390.000 attività.

E chi se ne frega se i nostri disabili, i nostri figli, le persone più fragili stanno aspettando da più di cinque mesi l'erogazione della legge numero 20 e della "162" che riconosce loro un finanziamento per poter affrontare le cure e le terapie.

E chi se ne frega se in questo anno e mezzo di pandemia non è stato varato nessun sostegno per i liberi professionisti e per i titolari di partita IVA. E chi se ne frega se per i diabetici non abbiate previsto il rifinanziamento per l'acquisto dei sensori, avete scelto di regalare 6 milioni ai vostri amici piuttosto che a loro. E chi se ne frega se nel frattempo le vostre promesse per lo smaltimento delle liste d'attesa per le quali avete messo a disposizione 16 milioni di euro non si sa che fine abbiano fatto. E chi se ne frega se ospedali come Nuoro, Oristano, Bosa, Lanusei, giusto per fare un esempio, siano allo stremo. E chi se ne frega se i malati oncologici aspettano, sempre anche loro inseriti in quella famosa lunga lista d'attesa. E chi se ne frega se i celiaci aspettano la discussione di una legge da due anni e mezzo depositata in questo Consiglio regionale. Ma continuo e continuo a dire: e chi se ne frega se anche i pazienti stomizzati stanno aspettando da mesi di poter discutere una legge che riconosca loro il diritto alla propria disabilità. E chi se ne frega se nel campo dell'agricoltura molti pastori e coltivatori…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Il voto non può che essere contrarissimo rispetto a questo disegno di legge. Siamo stati due mesi in quest'Aula, due mesi nei quali abbiamo tentato in ogni modo di bloccarvi, di farvi riflettere sulla inopportunità di trattare un tema di questo tipo, di spendere 6 milioni ed oltre, perché saranno superiori ai 6 milioni, altro che 3 e mezzo, saranno superiori ai 6 milioni di risorse dei sardi di spenderle diversamente ed impiegarle diversamente ed impiegare diversamente il tempo a tutti noi dedicato o che tutti noi, per meglio dire, dedichiamo alla Sardegna. Nella scorsa legislatura accadeva spesso che al termine di un disegno di legge che poi diventava legge, nel quale la minoranza decideva di fare attività ostruzionistica, poi in un modo o nell'altro si creava qualche incidente rispetto al quale la minoranza abbandonava l'Aula, in particolare rispetto a quel tipo di disegni di legge. Ecco, noi invece non abbandoniamo l'Aula, noi vogliamo restare in quest'Aula e guardarvi negli occhi per vedere ognuno di voi votare a favore questo disegno di legge che diventerà legge in un momento così difficile per i sardi. Io credo che ci voglia coraggio, credo che davvero ci voglia coraggio davanti a tutti i sardi poter approvare un disegno di legge di questo tipo quando fuori da quest'Aula i sardi chiedono tutt'altro, quando fuori da quest'Aula ci sono una marea di problemi che tutti insieme dovremo affrontare per cercare di risolvere e alleviare così le sofferenze dei nostri corregionali. Ed invece quando vedo e quando vediamo, assistiamo, i visi impassibili di voi, colleghi della maggioranza, che decidete di approvare leggi di questo tipo, ci chiediamo quando toccheremo il fondo, quando finirà questo andazzo, perché questa legislatura è ormai iniziata e si è incardinata in questo modo e io ho timore che questo disegno di legge non sia il fondo, probabilmente avete intenzione ancora di portare in quest'Aula provvedimenti che potrebbero essere addirittura peggiori di questo, mentre fuori da quest'Aula invece si chiede tutt'altro. Pensate di poter arrivare alla fine legislatura in questo modo, di una legislatura che si conclude naturalmente? Se continuate in questo modo sappiate che naturalmente invece la legislatura si interromperà prima, è necessario e saranno i sardi stessi che sotto questo Palazzo ci obbligheranno a interrompere la legislatura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per esprimere anch'io il mio voto contrario e un no convinto, deciso, forte, chiaro, nei confronti di un disegno di legge che rappresenta tutta la negatività alla politica che io e i miei colleghi intendiamo.

Caro relatore di maggioranza, collega Tunis, lei ha parlato di una madre di tutte le battaglie l'atteggiamento che ha avuto l'opposizione nei confronti di questo disegno di legge, purtroppo per noi, per i sardi, questa non è la madre di tutte le battaglie, è dall'inizio della legislatura che ci state facendo vivere un film di guerra.

Ogni intervento che voi portate in quest'aula è un film di guerra, lo avete fatto sulla sanità, sull'urbanistica, su tutte quelle che sono le leggi più importanti che sono arrivate in quest'aula. È stato un film di guerra vedere in qualche modo lo scontro, molte volte anche fisico oltre che dialettico, che vi ha portato a confrontarvi, non sui contenuti, sulla vostra parte che aveva ragione e la nostra che doveva soltanto subire le vostre imposizioni. Anche su questo disegno di legge lei dice: "Il confronto", non c'è stato mai confronto, c'è stata chiusura su tutto. E allora, caro collega Tunis, io la conosco, lei mi conosce, non è sicuramente una novità quello che voi state portando, voi state portando una cosa che già esisteva, esisteva nella Prima Repubblica, esisteva quando c'era un periodo in cui la velocità degli atti non era la qualità della pubblica amministrazione, la possibilità di portare via una pratica dalla scrivania di un Assessore non era la velocità del dirigente di turno, ma era in qualche modo la conoscenza, la personalizzazione della politica. Voi state riportando le lancette dell'orologio indietro con questo disegno di legge, a quella politica in cui la conoscenza di chi governava in quel momento dava la possibilità di avere o non avere una risposta. Ecco, noi a quel modo di fare, a quel tempo della politica abbiamo detto no tanto tempo fa, diciamo di no ancora oggi in maniera più forte.

E allora, anche il presidente Solinas qualche giorno fa sulla Nuova Sardegna dice che questa è la prima picconata al sistema, io non so a quale sistema il presidente Solinas intendesse far riferimento, sicuramente questa è l'ennesima presa in giro nei confronti dei sardi, di tutti quei sardi che vi hanno votato e che credevano che in qualche modo fossero altri i problemi più importanti, fossero altre le soluzioni che bisognava dare ai loro bisogni e non sicuramente quella di tornare in un momento buio della storia della nostra Repubblica e anche della nostra autonomia in cui c'era soltanto una possibilità per avere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Tre parole: inopportuno, sbagliato, costoso. Questi sono gli aggettivi che il nostro Capogruppo in modo ricorrente ha utilizzato per definire quello che come Democratici pensiamo di questo provvedimento e insieme a noi le organizzazioni sindacali, i vari comitati e molti sardi. In questi mesi abbiamo assistito ad una maggioranza a tratti confusa, spaesata, litigiosa, aggressiva, arrogante, decisamente spregiudicata. Avete dimostrato la capacità di mettere nero su bianco delle idee fuori da ogni regola e norma, oltre che di buon senso, e trasformarle in legge. Abbiamo visto le vostre assenze, la mancanza del numero legale, più o meno legate alla salita sull'Aventino per disaccordi interni, abbiamo visto pezzi di maggioranza scambiarsi reciproche accuse, tali da richiedere anche il pronto intervento del proconsole lombardo e dei suoi, controllati a vista dalle tribune di quest'aula consiliare. Abbiamo visto un Presidente del Consiglio fare l'opposizione all'opposizione, dimenticando a tratti il suo ruolo che è quello di tutelare i diritti e le proprie prerogative di ogni singolo consigliere. E a margine della discussione di stamattina, con l'onorevole Giagoni, durante la quale sono stata ripetutamente interrotta, tengo a precisare che sono abbastanza matura per non lasciarmi intimorire e consapevole che il modo in cui trattiamo gli altri parla di noi e dalla nostra personalità. Dunque Presidente, lei può anche continuare a trattarmi in maniera discriminatoria, io continuerò a farglielo notare. Ma continuando, sulla legge, avete creato e volete creare una struttura abnorme, con una pletora di nominati, state andando a creare strutture e sovrastrutture elefantiache, sproporzionate, in totale violazione delle disposizioni nazionali che sono invece finalizzate al contenimento della spesa. Con questa legge è chiaro l'intento di superare la separazione tra la direzione politica e la gestione amministrativa e conseguentemente violare i principi costituzionali di legalità, imparzialità, buon andamento, trasparenza e pubblicità, assicurato proprio dalla cosiddetta legge Bassanini. E adesso, quando anche questa legge verrà impugnata dal Consiglio dei Ministri, vi prego lasciate perdere i vostri piagnucolii imbarazzanti con i quali accusate normalmente il Governo di non esservi amico. Vorremmo lavorare su tutti gli altri temi, perché noi insieme ai sardi siamo stanchi di aspettare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, per ribadire il mio voto fermamente contrario a questo disegno di legge, ormai son passati quasi 60 giorni. Abbiamo detto fin dall'inizio che avremmo fatto un'opposizione dura, un'opposizione ferma e l'avremmo fatto perché non ne condividiamo praticamente l'impostazione, il concetto, il tempismo e non ne condividiamo praticamente nulla. E anche perché effettivamente da inizio legislatura quello che sta succedendo in quest'aula e quello che state facendo è legato allo svuotare il senso delle parole, e lo state facendo stravolgendone proprio il significato e trasformando le parole in qualcosa di irriconoscibile. Per non parlare anche dello Statuto che state in questa legge forzando e lo state anche stravolgendo nel suo concetto principale, lo state facendo anche con un po' di arroganza e in maniera anche dispregiativa nei confronti di uno Statuto che è stato scritto per il bene dei sardi e di tutte le persone. Avete stravolto la parola "autonomia", perché vi siete riempiti la bocca e avete riempito anche i giornali di questa parola, facendo credere ai sardi che l'autonomia si esercita con i muscoli, ma non è così, l'autonomia si esercita con autorevolezza, si esercita praticando, coinvolgendo e dialogando con le altre Istituzioni, cosa che continuate a non fare e che vi sottolineano ogni volta che vi impugnano una legge. Lo state facendo nei confronti della parola "ambiente", siete stati capaci di riempirvi la bocca di un tema che paradossalmente giovedì rientrerà in discussione considerata la convocazione della IV Commissione per discutere un testo di legge a mio avviso folle, che prevede gli sfridi delle cave da buttare in mare, con uno scopo che è stato suggerito più volte anche da chi studia la materia non è certamente quello giusto. E lo state facendo nei confronti della parola "riorganizzazione dell'assetto amministrativo", state stravolgendo questa parola. E' necessaria una riorganizzazione, l'ha detto bene il relatore di minoranza che ringrazio per il grande impegno per questo disegno di legge, i colleghi del gruppo e dei vari Gruppi di opposizione. E poi, chiudo, perché l'unica cosa positiva è che molte persone, soprattutto i giovani, si sono unite, a parte i sindacati che hanno espresso contrarietà a questo disegno di legge, si sono uniti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, ma per ribadire ancora una volta il no del mio Gruppo a questo provvedimento di legge. Ci siamo opposti sin da subito, sin da quando è stata incardinato nella Commissione I, e anche qui in Aula, per praticamente due mesi abbiamo ribadito la nostra contrarietà a un disegno di legge fuori dal tempo e che non andrà a dare nessun beneficio alla nostra terra. Un provvedimento di legge che tende ad ancora aggravare di più la situazione dell'Amministrazione regionale, non ci sarà nessun snellimento delle pratiche regionali, ci sarà anzi maggiore burocrazia, un sistema ancora più farraginoso. Tutto questo con dei costi esorbitanti che abbiamo cercato di denunciare in tutte le maniere, che andavano spesi a mio avviso in altra maniera. L'Amministrazione regionale ha bisogno di nuovo personale, non ha bisogno solo di Dirigenti, ha bisogno di persone che possono evadere le pratiche. Secondo me questa legge è uno schiaffo a tutti quei dipendenti regionali che lavorano ogni giorno con le loro professionalità, le loro competenze che potevano avere sicuramente una possibilità in più, invece è stata tappata da questa legge che tende solo ad accentrare verso il Presidente tutte le funzioni e che riduce la possibilità di voi Assessori di esprimere la vostra azione anche.

Quindi il nostro voto è fermamente contrario e l'abbiamo denunciato in tutte le sedi e continueremo a farlo, perché la Regione Sardegna meriterebbe ben altro, una visione di futuro che ogni volta che entriamo in quest'Aula sembra quasi sempre essere assente e questo lo pagheranno i giovani, le future generazioni, che saranno sempre di più costrette ad andar via. Noi continueremo a lavorare cercando di proporre un'idea di Sardegna diversa da tutto questo. Continuo a credere che la Sardegna può ambire a ben altro e ancora una volta abbiamo perso un'occasione. Sarò curioso di vedere se da parte dei colleghi di maggioranza si parlerà di riforma storica, come spesso è accaduto, o se si brinderà, io credo di no, credo che in fondo anche loro sanno che questa legge è sbagliata e che non doveva arrivare in porto. Il nostro voto sarà convintamente e orgogliosamente contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, come mai colleghi della maggioranza ancora non avete detto "Oggi abbiamo fatto la storia"? Lo dite sempre dopo l'approvazione di qualsiasi legge che avete approvato e che è stata impugnata dal Governo. L'ennesima giornata storica di questa maggioranza, una pagina triste che non ha più lacrime per poter sfogare il proprio dolore, la propria miseria. Direbbe in musica un noto con cantautore "Una storia sbagliata, una storia da dimenticare, una storia da non raccontare, una storia da basso impero". Ottant'anni anni fa nasceva Bob Dylan, 99 anni fa nasceva Berlinguer, 135 anni fa nasceva Padre Pio, oggi 25 maggio del 2021 nasce la legge 107, nasce senza sua madre! Perché, caro Presidente, mi dispiace essere ripetitivo, ma devo ancora dirle che qui c'è stata una totale mancanza di rispetto verso il Consiglio, perché l'Assessora di riferimento all'atto della discussione finale di questa legge non è in Aula, come non lo è stata per tutti i 60 giorni in cui abbiamo parlato di questo pseudo disegno di legge. Mi dispiace davvero che l'onorevole Tunis, al quale direi, tanto lo sai che una storia sbagliata, con tanta enfasi abbia cercato di raccontare la sua, e io non sono proprio sicuro che volesse raccontarsi la sua. Io sono sicuro che dentro di voi nessuno di voi avrebbe voluto approvare questa legge, perché voi come noi sapete qual è la situazione della nostra Sardegna e voi come noi sapete che per 60 giorni abbiamo perso tempo dimenticandoci di quelle che sono le sofferenze dei nostri concittadini, delle nostre comunità, dei nostri paesi, dei cittadini che vi hanno e ci hanno delegato a rappresentarli in quest'Aula, sicuramente in altra maniera. Io credo che questa legge sia uno stupro, sia un oltraggio alla meritocrazia. Ditelo a quelle persone che hanno fatto i concorsi, che li hanno vinti, che hanno acquisito i diritti, che oggi voi anziché parlare di PNRR, parlate di PRRA (Piano reclutamento regionale amici), ditelo a quelle persone e vedrete quelle persone cosa vi potranno rispondere. Una cosa di positivo c'è oggi nella votazione finale di questa legge, che finalmente agli amici che stanno aspettando da giorni, da 60 giorni, per poter essere chiamati senza il minimo rispetto della meritocrazia, di quelle graduatorie, dei diritti acquisiti, potranno finalmente mettere piede in questo palazzo, nei palazzi forse di Sassari, forse di Bruxelles, forse di altre parti della Sardegna. Credo che oggi non abbiamo scritto una bella pagina, credo che la storia farà in modo che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, ma siamo arrivati finalmente alla fase conclusiva di questa legge, che noi ribadiamo essere totalmente negativa come giudizio e, al di là del momento inopportuno che è stato scelto per la presentazione, sosteniamo che è una legge sbagliata nei contenuti e che non migliorerà minimamente l'efficienza dell'apparato regionale. Una legge che sostituisce al pubblico concorso per l'accesso nella pubblica amministrazione l'incarico fiduciario, mortificando e deludendo centinaia di sardi che sono in attesa all'interno di procedimenti concorsuali già esitati e che attendono di essere chiamati alle funzioni per cui sono stati selezionati secondo il merito, penso alla graduatoria Aspal, ma penso anche ai tanti che attendono i concorsi per poter avere una verifica della propria capacità. Non rispetta la distinzione di funzioni tra il sistema politico e l'autonomia gestionale e credo che questo sarà verosimilmente un oggetto di attenzione da parte del Governo e della Corte costituzionale, come abbiamo provato a dirvi, ma voi non ascoltate niente, addirittura siete intervenuti con una norma che stabiliva artificiosamente la data di pensionamento del personale della Regione, salvo poi intervenire a posteriori. Quindi è un modo di affrontare i temi che purtroppo vi sta caratterizzando e che ha portato all'impugnazione di tutte le leggi che avete messo in campo fino a questo momento. Apre un vulnus, questo sì, fiduciario tra l'apparato amministrativo e la parte politica per i gravi giudizi che sono stati espressi sulla dirigenza. Contiene un'evidente falso sui costi che sono stati artatamente ridotti con un emendamento privo di analisi tecnica e soprattutto di una base seria di credibilità. Per questo il voto non può che essere contrario, convintamente contrario. E poi chiudo, ricordando all'onorevole Tunis, che lo sa benissimo, che la burocrazia si batte semplificando le regole e non nominando soldatini che debbono dare risposte e dire sempre sì. Questa è la strada sbagliata. Sulla semplificazione delle norme burocratiche siamo a disposizione per aprire un confronto nell'immediato, perché questa è una vera esigenza.

PRESIDENTE. Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Caredda.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Signor Presidente e colleghi, alla fine di oltre due mesi estenuanti in cui le opposizioni hanno scelto una strada inconcludente ed in cui si sono prodotte parole, parole, parole, come cantava Mina, noi siamo andati avanti per approvare la legge come avevamo deciso di fare. Una legge che vuole riportarci a una Regione che possa contare su nuovi apporti di qualità. Ricordo i tempi in cui la Regione Sardegna era una macchina da guerra e parlo ad esempio delle Giunte Giagu e quella di Pietrino Soddu, in cui la risposta era più veloce della domanda. Ebbene, in questa situazione noi siamo le vittime perché abbiamo dovuto subire per oltre due mesi tutta una serie, ho voluto, rileggendo i resoconti stenografici, la cosa che più immediatamente si nota è il linguaggio, legge vergognosa, legge obbrobriosa, legge oscena, e poi di nuovo vergogna, obbrobrio, oscenità e ancora poltronificio, posti per gli amici, mentre i poveri muoiono di fame, mentre le persone si ammalano senza vaccini. Una tiritera misera, noiosa e triste di argomenti che non argomentano, di opposizioni che non si oppongono, di sterili perdite di tempo. A questo riguardo non posso che fare osservare qual è il ruolo della maggioranza. La maggioranza ha però il dovere costituzionale di portare in porto le leggi sulle quali si è impegnata di fronte al popolo sovrano, funziona così, la maggioranza porta avanti le sue idee e le sue proposte, come da mandato popolare, le opposizioni emendano, correggono, stimolano, avvisano, accendono i riflettori, questo è il vostro compito, non quello di farci rimanere qui due mesi, come vittime di un sistema, e facendo il doppio gioco. Il doppio gioco qual è? Prima si finiva, prima avremmo potuto impegnarci a favore della povera gente che sostava sotto il palazzo indifesa, ma scusate, chi li ha fatti rimanere? Bastava che voi aveste assunto un atteggiamento diverso. Ebbene, non solo praticamente voi avete assunto un atteggiamento per poter dire loro che eravate a loro sostegno, mentre invece col vostro atteggiamento siete andati contro questa povera gente. Ma c'è un'altra cosa importante. I 6 milioni, non si pagano due volte i dipendenti della Regione, e peraltro si tratta, cosa vuol dire amici? Perché io so soltanto una cosa, che quando voi siete al comando non parla nessuno, quando al comando c'è il centrodestra avete i satelliti per cui avete le notizie prima che ce li abbiano praticamente il Consiglio regionale e la maggioranza. E poi avete fatto un'altra gaffe, avete criticato il Presidente, consentite che lo critichiamo noi, il Presidente del Consiglio che in modo eccessivamente corretto ha ritenuto di non portare a compimento una riforma del Regolamento interno, lo state spingendo voi oggi, per applicare il contingentamento, come avviene alla Camera dei deputati e al Senato. "A ciascuno sia garantito il diritto di opporsi, ma a nessuno il diritto di bloccare il Parlamento, questa è la legge e voi invece avete fatto il contrario. E devo dire di più, cosa vuol dire, anche all'amico Comandini, Comandini non parlare di Sanità, ne capisci poco, ma al di là di questo devo dirti che se c'è una fotografia sbagliata sulla riforma è quella che avete fatto voi, avete fatto una fotografia sbagliata in tutte le sue parti, tant'è che praticamente non è stata impugnata, ma è stata fatta una serie di osservazioni da parte del Governo. E quindi credo che bisogna essere corretti, perché poi il termine che è stato usato oggi, "spregiudicato", io mi vergognerei al posto vostro. Penso però, e voglio ricordare a me stesso, una situazione creata da voi, la prima legge approvata è quella sulla fetopatia alcolica, avete rinchiuso la gente fino a mezzanotte qui, non gli avete consentito al centrodestra neppure di guardare gli emendamenti, per poi erogare contributi persino a uno del Sulcis che aveva detto che lui aveva curato le persone per la fitopatia, quando poi gli uffici dicevano che negli ultimi anni c'erano stati 8 casi. Quindi io credo che nessuno debba fare più problemi di questo genere e soprattutto cercando di criticare il prossimo. Io credo che questa legge valga la pena di approvarla, perché chi dice che saranno molti, chi dice praticamente che troveremo gente capace eccetera? Diciamo questo dinosauro della Regione, con la sua lentezza da passo da fante, probabilmente ci vorranno molti mesi per trovare persone capaci eccetera, e noi siamo convinti che ci saranno delle difficoltà, ma voi parlate di risorse finanziarie. Voi avete sperperato denaro da tutte le parti, avete incrementato praticamente i profili professionali, avete fatto in taluni casi come nel caso di Argiolas, diceva lo stesso Assessore alla sanità, che in effetti era un dirigente, erano dirigenti, ma la stupidità è una cosa enorme, perché dirigente, un medico il primo giorno che va a lavorare è un dirigente, si deve intendere per dirigente uno che avesse la professionalità, e quindi avesse utilizzato risorse finanziarie e avesse gestito personale. E avete fatto questo imbroglio, valorizzando gente che non è capace, dandogli 175.000 euro, quaranta persone ci sono che rispondono ancora a voi. La sanità è gestita ancora dal centrosinistra, l'avete capito questo? Sì, è gestita da voi, nelle posizioni cardine, da gente incapace, che praticamente mortifica la gente. Questa è la verità.

COCCO DANIELE (LEU). L'Assessore, i Direttori generali e i Commissari sono nostri?

Eh? Eh certo! E infatti prima dall'Aspal ha fatto le cose per voi, e voi oggi difendete l'Aspal perché praticamente fu messo di là da un certo Gavino Manca, cerchiamo di chiuderla questa vicenda, è una vicenda triste per la quale io ho combattuto e continuerò a combatterlo perché è un danno per la Sardegna.

Comunque, noi voteremo come gruppo a favore di questo provvedimento e riteniamo che di ringraziarla, signor Presidente, dicendole però che siccome è stato sufficientemente offeso, abbia lei la dignità immediatamente di convocare la Commissione per il Regolamento in modo che qui si possa vivere, non sopravvivere.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oppi. anche per le parole che ha voluto riservarmi.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, nel merito della legge non c'è altro da dire semplicemente perché in questi due mesi questa legge è stata esaminata dall'opposizione riga per riga, comma per comma e lettera per lettera. È tutto scritto, abbiamo detto tutto quando ancora si poteva cambiare idea, ora che non lo si può più fare ha anche poco senso rammaricarsi che alcune cose non siano state comprese.

La maggioranza ha fatto una scelta di campo, un caso unico nel Paese: nel momento in cui si sperimenta la massima unità in vista e davanti a problemi mastodontici, questa maggioranza ha scelto invece di andare in direzione opposta e contraria, lo ha fatto con ostinazione, lo ha fatto nonostante abbia trovato davanti un'opposizione che - l'avete detto voi - ha compiuto per due mesi un atto stoico e quasi ottuso, così avete detto, di resistenza: non si ricordava a memoria di Consiglio il fatto che per così tanto tempo si fosse tenuto inchiodata all'Aula su un singolo provvedimento. Noi lo abbiamo promesso all'esterno di quest'Aula e abbiamo cercato di mantenere quella promessa fino all'ultimo comma di questa legge, lo facciamo con orgoglio, ringrazio i colleghi di tutta la minoranza per aver portato avanti questa operazione, ben sapendo che era una partita a perdere. La nostra era un'obbligazione di mezzi non di risultato, sapevamo che i numeri in aula sarebbero stati impietosi (38 a 21, perché quelli sono i numeri), sapevamo anche che a volte anche le battaglie perse in partenza devono essere portate avanti. La legge che state per approvare compie due azioni: prova a mutare i rapporti di forza tra Presidente e Assessori, dico prova perché l'articolo 4, lo sapete, sarà il primo a passare sotto le forche caudine di chi dovrà valutarne la costituzionalità e che quindi rileverà l'incostituzionalità di quell'articolo, non potrà far altro perché quella materia sarebbe stato possibile oggetto solo di una norma di rango statutario, non di una legge ordinaria. Il secondo punto è l'istituzione di nuovi apparati, peraltro senza una adeguata quantificazione delle spese, e questo è stato oggetto della discussione di oggi. Al termine di questi mesi è arrivata la giustificazione pubblica da parte del Presidente: la legge era necessaria per via di una battaglia aperta dalla burocrazia della Regione. Posto che non riesco a capire come possono aiutare in quella battaglia contro la burocrazia l'inserimento di staff e di consulenti che non avranno deleghe né avranno voce in capitolo, se non la possibilità di dare consigli, un po' come fece il Comitato tecnico-scientifico l'anno scorso, utilissimo, ai tempi della prima ondata, rilevo che questo schierarsi contro la burocrazia, anche utilizzando toni che non sono molto diversi da quelli che avete criticato perché utilizzati dall'opposizione in quest'Aula, celi un altro sentimento, a volte il problema che segnalate non è contro la burocrazia, in alcuni casi, non per tutti, il problema è contro la legge. Ci sono apparati di questa Regione, preposti ai controlli, preposti a portare avanti le politiche, che in alcuni casi né più né meno hanno segnalato delle violazioni, io vi consiglierei per il bene di tutti di non derubricare quelle segnalazioni a lesa maestà, a volte non è chi vi dice sempre di sì a volervi più bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Mi sembra doveroso, non festeggiare come pensa qualcuno, ma dire due cose questo sì, Presidente. Anche durante le dichiarazioni di voto prima della votazione finale ho sentito delle cose un po' strane, mi permetta, quando qualcuno dice "soprattutto il Psd'Az e la Lega vi avete fatto i fatti vostri", io vorrei ricordare che i fatti nostri non ce li siamo mai fatti e che in quest'Aula siamo entrati, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, poveri ma onesti, e abbiamo intenzione di uscire da quest'Aula sempre poveri e onesti. Non ho capito questi fatti nostri che cosa intende qualcuno, o se qualcuno pensa che la 107 servirà per sistemare i nostri amici si sta sbagliando, perché noi non dobbiamo sistemare nessuno. Possiamo invece dire che non stiamo dando una cambiale in bianco al Presidente, caro amico Walter Piscedda, noi l'abbiamo votata e l'abbiamo portato avanti convintamente pensando che veramente questa legge possa cambiare non solo il modo amministrare questa Regione ma che veramente si possano vedere i frutti che noi pensiamo possano arrivare. Però siccome continuo a sentire in quest'Aula astrusità di questo, me lo sono anche segnato, falso ambientalismo, quando qualcuno parla di proposte folli perché pensa ancora che la Posidonia bisogna lasciarla in spiaggia perché bisogna mettere il suo tappetino al turista che arriva sopra la Posidonia. Abbiamo ancora questo tipo di approccio, mentre la gente veramente sta morendo, mentre noi dovremmo pensare che ai turisti che arriveranno, e non solo i turisti ma anche noi, dobbiamo offrire il meglio di quello che abbiamo, però tutto quello che viene presentato è indecente. Però devo ammettere l'errore che abbiamo fatto noi, Presidente, perché è vero che siamo rimasti due mesi in quest'Aula ma io ho fatto un po' di conti: abbiamo lavorato per 10 giorni pieni, e la colpa è nostra, Presidente, perché non abbiamo rispettato orari, perché è mancato spesso il numero legale, perché altrimenti la potevamo chiudere molto prima. Come non siamo bravi come dice qualcuno a prenderci i posti di potere, perché qualcuno è molto bravo, quando vincono le elezioni questi signori cambiano anche il vice bidello, Presidente, e noi invece abbiamo ancora nei posti di potere la gente che continua a governare perché non siamo capaci manco di cambiare queste persone che continuano ad amministrare, e stiamo aspettando le leggi per poterle cambiare. Quindi non siamo bravi come voi.

Presidente, io non ho nulla da festeggiare però penso che abbiamo fatto una buona legge e speriamo che questi risultati arrivano, perché sicuramente non sarà il poltronificio, sicuramente non ci saranno emendamenti per aumentare i costi e non sarà nulla di tutto quello.

Presidente, io la vorrei anche ringraziare, visto che l'ha ringraziata il collega Oppi, perché anche in qualche frangente di grossa difficoltà, e non certo causata dalla maggioranza perché abbiamo assistito in quest'Aula non come dice qualcuno a spinte e quant'altro, ma abbiamo assistito anche a delle provocazioni… io inviterei magari il Presidente, spero che non succeda più che quando succedono scene di questo tipo si permetta in quest'Aula non solo a fare scenate di un certo tipo e soprattutto di non permettere a nessuno né di riprendere né di fare uscire filmati, perché questa si è trasformata veramente in una lavanderia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (Lega). Inizialmente mi ero ripromesso di non intervenire quest'oggi, ma poi riflettendoci meglio ho ritenuto fosse giusto e doveroso, dopo così tanto tempo passato a sentirne di ogni, esporre un pensiero che potesse essere in un certo qual modo una sintesi generale volta a dare risposta ai tanti ingenerosi attacchi mossi nei confronti della nostra maggioranza.

L'approvazione del DL 107, diciamolo una volta per tutte, non darà poteri immensi al Presidente, come da alcuni affermato, semplicemente fornirà al Presidente giusti strumenti per poter governare, esercitando appieno le funzioni che già ha nel migliore dei modi. Vi è bisogno di una riorganizzazione organica del nostro sistema troppo a lungo rimandata, che sappia rendere più efficiente la macchina regionale equiparandola per certi versi a quello di altre Regioni italiane, e che getti le basi per superare, abbattere almeno in parte quel gigantesco e spaventoso mostro chiamato burocrazia, tra le braccia del quale in così tanti sino ad ora si son cullati. Le accuse di voler creare poltronifici, benché consapevoli che il clientelismo è da sempre una prerogativa prettamente di chi ora punta il dito, sono segnali evidenti di un malessere di chi per tanto tempo ha avuto la possibilità di rifondare e adeguare il nostro sistema ma non lo ha fatto. Una morale che è fine a se stessa quella dei colleghi che hanno passato tanto tempo a fare ostruzionismo a questa norma di adeguamento del sistema a un contesto ben più ampio e dalla complessità assai più articolata di quello che vorrebbero far credere a chi non è addentro a certe dinamiche, salvo poi accusarci di togliere tempo prezioso a discussioni ben più urgenti. Ricordatevi però, tra una diretta social e un'accusa infondata, di dire anche chi ha voluto che tanto tempo prezioso venisse perso, ricordatevi di dire chi ha bloccato i lavori adottando atteggiamenti puerili e facendo affermazioni indegne dell'Istituzione che rappresentiamo, per così tanto tempo. Sono state utilizzate frasi come obbrobrio, furto, però non è mai stato detto dai colleghi del Cinque Stelle dello staff che ha il Ministro degli Esteri, staff personale, quello non lo avete mai detto, invece l'onorevole Li Gioi continuava a richiamare il mio Commissario, il mio Segretario regionale, perché si dovrebbe guardare prima in casa prima di cercare gli altri. Voi che, mentre vi riempivate la bocca di belle parole a favore di telecamere, svolgevate il vostro compito nel modo più scialbo, voi che date mostra ancora una volta di volervi infarcire di una retorica sterile e vuota, poiché non corredata di concretezza, solo per cercare di risalire la china pericolosa dove siete scivolati per vostre stesse inadempienze; inadempienze che si riscontrano anche nelle Amministrazioni locali, come nel caso di Nuoro, dove il sindaco preferisce attaccare l'Istituzione regionale, che ha solo teso la mano in una situazione difficile, piuttosto che meditare sulle sue di carenze e sui suoi buchi finanziari.

Per quanti errori possono esserci addebitati, oggi non possiamo non far notare che la nostra maggioranza anche in questo caso ha dato mostra di essere perfettamente in grado di capire quando era il momento di fare un passo di lato, mettendo avanti il desiderio di tutelare famiglie e imprese, ritardare i lavori invece, come fatto dalla compagine che siede dall'altro lato dell'Aula, è proprio l'esatto opposto, farlo senza convinzione, solo per passare un giorno in più sulla stampa, poi, non è nient'altro che il trionfo dell'ipocrisia di cui per anzianità vi spetta il primato indiscusso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). I Riformatori voteranno a favore di questa legge, che forse non è una legge perfetta ma, come ho già avuto occasione di dire, mi pare che i colleghi dell'opposizione abbiano onestamente utilizzato argomenti sproporzionati rispetto al tema di cui si stava parlando. E' stata evocata anche stasera la questione morale, è stato detto che verranno assunti amici degli amici, sono state dette cose che onestamente non stanno né in cielo né in terra. E' chiaro che si può essere benissimo d'accordo o non d'accordo con una legge, ed è comprensibile che la minoranza non fosse d'accordo, però bloccare come ha detto l'onorevole Oppi il Consiglio regionale per 60 giorni su una legge che sarà pure contestata, e probabilmente dal vostro punto di vista contestabile, ma 60 giorni per una legge equivale a bloccare i lavori dell'Assemblea parlamentare.

COCCO DANIELE SECONDO (LEU). Non noi, Michele!

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Son d'accordo, onorevole, ho parlato l'altra volta anche di auto ostruzionismo/autolesionismo della maggioranza, quindi vi devo dare atto di questo, ma ciò non toglie che un Consiglio regionale che ci mette 60 giorni per approvare una legge è un Consiglio regionale che lavora male, e su questo, cari colleghi, io credo che ci dovremmo interrogare, perché non possiamo pensare di scaricare la croce sul Presidente del Consiglio.

C'è un problema, il problema della burocrazia, che credo che anche questo debba essere affrontato con intelligenza e con cognizione di causa, perché l'onorevole Ganau ha detto bene prima, il problema della burocrazia non è un problema dei burocrati è il problema delle leggi che noi approviamo. E' tornato di attualità il tema del codice degli appalti, su cui noi abbiamo presentato una mozione che spero che arrivi in Aula visto che il tema, ripeto, è attuale, per chiedere che anziché il codice degli appalti vengano approvate le regole europee, che garantiscono speditezza, però, cari colleghi, io vorrei ricordare che la Commissione presieduta da Luciano Uras a suo tempo, aveva evidenziato come le leggi regionali vengano attuate soltanto in minima parte, e questo chi lo fa? Forse c'è un apparato che ha bisogno di attenzione, e che il Presidente della Regione abbia bisogno di collaboratori di fiducia, intuitu personae, che si sceglie lui, per portare avanti l'azione amministrativa e per vigilare sull'attuazione delle leggi e dei provvedimenti regionali, è una cosa normale in qualunque sistema democratico. E a proposito di intuitu personae io credo che anche noi dovremmo fare un po' di mea culpa, noi come Consiglio regionale, perché, caro Presidente, io credo che si debba dare anche trasparenza alle nomine che i Gruppi hanno fatto dei loro collaboratori, perché siccome sono soldi pubblici io credo che anche i cittadini debbano sapere chi è stato nominato dai Gruppi consiliari, quanti soldi percepisce e a quali mansioni è stato adibito, perché quelli sono nominati intuitu personae senza superare alcuna selezione ed è giusto che anche di questo gli eletti dal popolo debbano rendere conto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Nella discussione che abbiamo avuto prima, in particolare riguardo all'emendamento 1279, è stato approvato un regolamento, di fatto, nell'emendamento qualche giorno fa che dà modo da parte del Presidente o dell'Assessore di revocare il proprio ufficio di staff. Ora, non so quale sia l'intendimento dei colleghi che l'hanno approvato, io rilevo però che in nessun caso si possa immaginare che al Presidente della Regione venga affidato anche il potere di revoca degli staff degli Assessori. Lo dico perché questo sarebbe un ulteriore lesione della ripartizione dei poteri tra organi diversi della Regione, che in alcun modo può essere contenuto in quella disposizione. Quindi in questo caso, se c'è l'esigenza di fare una correzione formale, in sede di coordinamento (quindi ci penseranno gli Uffici), che sia fatta nel segno del rispetto dei diversi organi della Regione e non nel segno dell'accentramento, perché ovviamente stiamo dando un potere in più.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, possiamo ora procedere alla votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 107/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Comunico che la sesta Commissione domani si riunirà in Aula consiliare.

La seduta è tolta, arrivederci e buona giornata.

La seduta è tolta alle ore 17 e 59.

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