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Nuova Legge elettorale: appello della Presidente Lombardo ai Consiglieri regionali

Data: 13/03/2013 – Cagliari

Appello della Presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, ai Consiglieri regionali per l’approvazione della nuova Legge elettorale.
La Presidente ha inviato ai componenti dell’Assemblea regionale una lettera in cui sottolinea come sia indispensabile “evitare che la mancata approvazione di una nuova legge elettorale (che superi le lacune, le insufficienze, le contraddizioni e la parziale inapplicabilità dell’attuale, in palese contrasto con i precetti introdotti dalla modifica dell’articolo 16 del nostro Statuto), determini una paralisi delle attività di governo, col rischio di ripetere a livello regionale la fase politica di grande confusione e incertezza che caratterizza questo dopo elezioni a livello nazionale”.
La missiva si conclude con un invito alla distensione: “Oltrepassiamo – scrive la Presidente – dunque ogni possibile incomprensione e dubbio per dotarci di una adeguata legge elettorale, riappropriandoci dell’autorevolezza e dello spirito di servizio che il nostro mandato richiede nell’interesse del Popolo sardo e della Sardegna”.
 
Ecco il testo integrale della lettera.


                                                        


 


Cari colleghe e colleghi, 


                         desidero rivolgermi a Voi col senso di una riflessione corale sul futuro prossimo che attiene questa parte finale di legislatura.


In questo grave momento, nel quale sembra essere venuta meno la speranza nel domani per moltissimi sardi e i loro familiari, a causa delle ristrettezze cui sono costretti da una crisi imperiosa, il Consiglio Regionale è chiamato ad assumere atti e iniziative all’altezza di assolvere al gravoso compito di governare il futuro della Sardegna.


Il sistema Sardegna, così come è stato pensato e voluto sinora, sta crollando, con i cittadini e le imprese senza più la sicurezza del lavoro e sottoposti ad un carico fiscale davvero eccessivo.


In tutti i sardi pervade un sentimento di scoramento, in quanto si sentono orfani di un avvenire di serenità, progresso e modernità, ricacciati indietro da una recessione che nella memoria ci ricorda i
tempi più ardui della nostra storia recente.


Non è più tempo di divisioni, ma di scelte coraggiose e condivise che superino gli attuali steccati e i distinguo artificiosi di appartenenza politica, per assicurare al Popolo sardo gli indispensabili livelli di riforma istituzionale di un tessuto autonomistico ormai logoro e non più rispondente ai tempi odierni.


In questa delicata, quanto articolata e complessa, fase finale di legislatura, che ci porterà entro un anno alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale, spetta a noi, uniti in uno sforzo comune, determinare scelte che avranno conseguenze e ricadute dirette sul prossimo futuro.


Scelte che, tutti auspichiamo, vadano nella direzione di riportare i cittadini al centro di un rinnovato patto istituzionale per un originale, avanzato ed equo patto sociale, di crescita civile e sviluppo economico.


Fra questi atti rientra senz’altro l’adozione di una legge elettorale che, senza dubbio alcuno, assicuri in futuro un governo per l’Isola che sia stabile, autorevole e capace di assumere decisioni di alta valenza strategica per il progresso della Sardegna.In questo contesto la legge elettorale assume una funzione di fondamentale importanza per
contemperare esigenze imprescindibili come una equa rappresentanza dei territori e di genere, e la governabilità necessaria per organizzare un nuovo modello sociale, economico e produttivo attento alle pressanti istanze sociali, alle emergenziali problematiche del lavoro e alla salvaguardia dei livelli produttivi.


L’attuale contingenza mi porta a rivolgere a tutti Voi un pressante appello, per evitare che la mancata approvazione di una nuova legge elettorale (che superi le lacune, le insufficienze, le contraddizioni e la parziale inapplicabilità dell’attuale, in palese contrasto con i precetti introdotti dalla modifica dell’articolo 16 del nostro Statuto) , determini una paralisi delle attività di governo, col rischio di ripetere a livello regionale la fase politica di grande confusione e incertezza che
caratterizza questo dopo elezioni a livello nazionale.


Si rende, infatti, necessario recepire il nuovo precetto costituzionale sulla intangibilità del tetto massimo dei consiglieri, fissato in sessanta in ossequio alla espressa volontà deliberata dall’Aula di questo Consiglio e allo stesso tempo assicurare che chi vince le elezioni abbia i numeri per formare un governo certo in tempi brevi, come la situazione di grave difficoltà economica richiede, per poter operare con la celerità e tempestività di decisioni in sintonia con le evoluzioni delle dinamiche economiche della società moderna.


Al di là di ogni considerazione di carattere politico sulla definizione dei meccanismi elettorali, che spetta alle rappresentanze presenti in seno al Consiglio Regionale, auspico che la nuova legge elettorale venga approvata e in tempi ragionevolmente brevi, compatibilmente con i lavori per l’approvazione della manovra finanziaria.


Tutti i sardi di buona volontà devono lavorare per assicurare che nella prossima legislatura i sessanta consiglieri eletti superino ogni divisione e si schierino compatti, ponendo la Sardegna al di sopra di ogni altro interesse, per favorire ogni possibile azione di governo che affranchi l’Isola dall’attuale recessione che ha messo in ginocchio la sua economia e mortificato lo stato sociale.


Oltrepassiamo dunque ogni possibile incomprensione e dubbio per dotarci di una adeguata legge elettorale, riappropriandoci dell’autorevolezza e dello spirito di servizio che il nostro mandato
richiede nell’interesse del Popolo sardo e della Sardegna.


Grata per la cortese attenzione, Vi rivolgo i più cordiali saluti.


Claudia Lombardo 

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