Nota stampa della seduta n. 76

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 76 – Intera giornata
Mercoledì 2 settembre 2020

Approvato un ordine del giorno dei capogruppo della maggioranza “sulla campagna denigratoria e diffamatoria diffusa mediaticamente contro la Regione Sardegna per sostanziarne l’immagine distorta di epicentro della nuova diffusione virale del Covid-19”

Il presidente Pais ha aperto la seduta 76 e ha subito dato la parola al presidente della commissione Sanità, on. Domenico Gallus, che ha parlato dei problemi dell’ospedale di Ghilarza. “L’assessore Nieddu aveva garantito a novembre scorso che alcuni medici di emergenza urgenza di nuova abilitazione sarebbero stati inviati a Ghilarza”, ha detto l’onorevole Gallus, “eppure a oggi il punto di primo intervento dell’ospedale di Ghilarza non è attivo. Io e l’assessore ci abbiamo messo la faccia assieme e voglio capire se l’impegno c’è davvero o se sono costretto a togliere la mia fiducia all’assessore, oltre che la mia amicizia. Dite una volta per tutte se c’è una volontà chiara, su questo voglio sentire anche la voce del presidente Solinas”. L’on. Francesco Mura (FdI) si è associato all’appello del presidente della commissione Sanità: “Abbiamo approvato ieri la riforma della sanità e non possiamo fare la figura di chi chiude i presidi”.

Per l’on. Piero Comandini “lo stesso problema è presente a Isili e a Muravera. E non è corretto che ne parliamo oggi e non ne abbiamo parlato ieri, durante la legge di riforma sanitaria”.

Il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, ha invitato tutti a superare le questioni di campanile, perché siamo consiglieri regionali di tutta la Sardegna” ma per Forza Italia l’on. Emanuele Cera ha ribadito la necessità di un impegno fermo e deciso per Ghilarza.

Sempre per la Lega Sardegna l’on. Mele ha detto: “E’ vero che c’è un impegno ma sono state dette delle inesattezze. I medici sono stati formati e prenderanno servizio il primo ottobre”.

Alle parole del presidente Gallus si è rivolto l’on. Daniele Cocco (LeU) e ha chiesto al presidente Pais “se siamo in condizioni di proseguire visto che il presidente della commissione Sanità ha appena sfiduciato l’assessore alla Sanità”. Anche l’on. Massimo Zedda (Progressisti) è intervenuto: “Il messaggio che dovremmo dare all’esterno dovrebbe essere di fiducia ma ho avuto notizia che nel corso della capigruppo è stato annunciato un ordine del giorno che prende posizione contro il governo. Ecco, faccio finta di non aver sentito nulla e chiedo che non si discuta quell’ordine del giorno perché ho paura di cosa accadrà nei prossimi mesi fuori da qui, nelle imprese ma anche nelle famiglie. Prendiamo tempo e pensiamo invece a cosa possiamo fare per riaprire in sicurezza le scuole sarde. E’ più utile che dedicarci alla lettura degli articoli di stampa sui contagi Covid in Sardegna”.

Per l’on. Franco Stara (Iv) “se possiamo parlare di tutto dobbiamo parlare anche dei 200 licenziamenti effettuati oggi da Cict al porto canale. E mi chiedo che senso abbia discutere un ordine del giorno”. Ha preso la parola l’on. Alessandro Solinas (M5S), secondo cui “nulla cambierà mai a Oristano se non cominciare a fare fronte comune come fanno i colleghi nuoresi”.

Per l’on. Pierluigi Saiu (Lega Sardegna) “sarebbe il caso di capire se e quando si può iniziare a discutere l’ordine del giorno”.

Ha preso la parola l’assessore Nieddu, che ha detto: “E’ paradossale che dopo la fiducia data ieri alla mia persona con l’approvazione della riforma di ieri oggi si parli di sfiducia nei miei confronti. Il problema del punto di primo intervento di Ghilarza cercheremo di intervenire subito e risolvere il problema, mantenendo fede all’impegno preso con il nostro mandato. Cioè di non chiudere nessun presidio ospedaliero, nemmeno quelli più piccoli”.

Il presidente ha messo in discussione il secondo punto all’ordine del giorno, relativo all’immagine che la Sardegna ha avuto sulla stampa italiana con riferimento ai casi Covid. Il presidente Pais ha affermato che “non è giusto né corretto che la Sardegna appaia come untore d’Italia”. Ha preso la parola l’on. Michele Cossa (Riformatori) secondo cui “non ha precedenti quello che è accaduto e se non credo alle cospirazioni e alle regie occulte è vero che c’è stato un uso strumentale dell’informazione. Gran parte dei contagi si registra tra persone benestanti che hanno fatto un mese di vacanze nei centri turistici del Mediterraneo e sono approdate anche in Costa Smeralda. La pandemia andrà avanti per molto tempo, cari colleghi, fino a quando non si capirà come curarla. Ci può assistere solo il buonsenso perché il virus non è di destra né di sinistra e non indossare le mascherine è invece da imbecilli. Va anche detto che, al di là della solidarietà, il centro migranti di Monastir è diventato una bomba e il governo non lo può più ignorare e deve intervenire”. L’oratore ha anche invitato l‘assessore Nieddu a ritirare la delibera con cui si prevede che a La Maddalena sarà aperto un centro Covid.

Per il Pd l’on. Roberto Deriu ha detto: “Concordo con le parole veritiere pronunciate dal presidente Pais e oggi vorrei sentire una parola chiara dalla Giunta su un fatto essenziale: la situazione sanitaria sarda è sotto controllo? Sì o no? È grave o no la nostra situazione sanitaria? La stampa italiana ha ragione o ha torto?

E’ importante saperlo perché questa campagna di stampa ha danneggiato fortemente l’economia turistica sarda e non solo”.

Dai banchi del Movimento Cinque stelle l’on. Desirè Manca ha chiesto di poter avere una copia dell’ordine del giorno annunciato in conferenza dei capigruppo. Ma il presidente Pais ha precisato che l’ordine del giorno non è stato ancora depositato.

Per il sardista Piero Maieli “oggi sarebbe il caso che questo consiglio regionale facesse un cambio di rotta. I numeri Covid della Sardegna sono bassi e dicono che la nostra sanità ha dimostrato di funzionare. Il nostro compito è far sapere che la nostra sanità funziona, non consentire che sia denigrata né sulla stampa né in altre sedi. Il presidente Solinas ha fatto bene a difendere  il buon nome della Sardegna ma noi tutti, e dico tutti, non dobbiamo lasciarlo solo”. (C.C.)

Il consigliere Laura Caddeo dei Progressisti, soffermandosi sul concetto di danno all’immagine della Sardegna, lo ha definito un termine inappropriato rispetto al significato “alto” che dovrebbe assumere. Il modo migliore per far arrivare all’esterno un messaggio giusto e veritiero, ha suggerito, è quello di fornire una informazione corretta e completa sullo stato dell’epidemia in Sardegna e sulla sua possibile evoluzione, sulle azioni portate avanti dal sistema sanitario pubblico e sui risultati raggiunti. Sono contraria invece ad azioni legali nei confronti di alcuni organi di stampa sia perché non le ritengo utili, ha concluso, sia anche perché forse si è sbagliato nel consentire l’esercizio di alcune attività.

Il consigliere di Fi Giuseppe Talanas ha osservato che, su un tema così importante, occorre evitare semplificazioni e banalizzazioni. La situazione si è aggravata rispetto al periodo precedente con responsabilità di molti soggetti, ha aggiunto Talanas, fra i quali vanno compresi anche quanti hanno diffuso notizie e ricostruzioni non rispondenti alla verità dei fatti, con la conseguenza che imprese e famiglie sarde stanno sopportando danni economici molto pesanti, con particolare riferimento al settore turistico all’interno del quale molte prenotazioni per il mese di settembre sono state disdette vanificando gli sforzi compiuti in precedenza. L’esponente di Forza Italia ha infine suggerito la costituzione di una commissione di inchiesta.

Il consigliere Salvatore Corrias, del Pd, ha definito la pandemia un evento grave con conseguenze estremamente negative sul piano sanitario, economico e sociale, anche se tutto ciò non basta a scaricare ogni responsabilità sul Governo nazionale perché va riconosciuto che anche la Regione Sardegna in alcune circostanze avrebbe potuto fare meglio. Tutelare l’immagine della Sardegna, per Corrias, significa anche superare certi complessi di inferiorità e definire bene al nostro interno l’immagine che vogliamo proporre all’esterno e, in questo ambito, forse abbiamo attribuito troppo frettolosamente amicizie “pastorali” ad alcuni imprenditori del nord.

Il consigliere della Lega Pierluigi Saiu ha ricordato che gli attacchi subiti dalla Sardegna in questi giorni impongono al Consiglio di agire con determinazione e senza divisioni, con un atteggiamento fermo che forse sarebbe stato necessario anche nel mese di maggio, quando il presidente della Regione propose un rigido sistema di controlli sull’ingresso di Sardegna, ricevendo in cambio solo attacchi politici strumentali da parte di esponenti della sinistra e del M5S. Ecco perché oggi, ha sostenuto Saiu, il Consiglio deve sottoscrivere un documento unitario, anche con la necessaria autocritica da parte di quanti hanno sottovalutato alcune ipotesi di soluzione.

Maria Laura Orrù, a nome dei Progressisti, ha affermato che non bisogna dimenticare che la vera priorità è come affrontare la pandemia e, sul piano politico, è complicato chiedere l’unità dopo aver rivolto attacchi in tutte le direzioni. Usare sempre temi da campagna elettorale è sbagliato, ad avviso della Orrù, soprattutto nei rapporti fra istituzioni ed inoltre, quanto alla proposta di “passaporto sanitario” avanzata dal Governatore, non vanno dimenticati sia gli oggettivi problemi di attuazione che la sottovalutazione dell’importanza di una rete locale di controlli. Il nostro dovere, ha concluso, è restituire sicurezza ai cittadini sardi ed all’esterno attraverso dati certi e concreti.

Sempre per i Progressisti, il consigliere Gian Franco Satta, ha rivolto una critica di metodo sulle procedure seguite nella presentazione dell’ordine del giorno e, in seconda battuta, una di merito ad alcune posizioni della maggioranza, pur riconoscendo che la Sardegna è stata fatta oggetto di attacchi spropositati ed ingiusti, determinando oggettivi danni economici e di immagine alla Regione. Ma, più di questo, secondo Satta, ci interessano i dati e in particolare quelli relativi ad alcune zone come la Costa Smeralda dove è stato registrato un innegabile aumento anomalo dei contagi, per cui occorre riflettere su quanto non ha funzionato bene fin dal mese di maggio, comprese certe dichiarazioni avventate di qualche esperto.

La consigliera della Lega Sara Canu, sottolineando l’interesse comune a difendere la Sardegna dai violenti attacchi subiti, ha ripercorso sinteticamente l’andamento epidemiologico dell’epidemia in Sardegna con numeri molto bassi e comunque di gran lunga inferiori alla media nazionale fino al mese di luglio, mentre dopo si è verificata una impennata dei contagi, peraltro molto circoscritta. Questi dati dimostrano, ha proseguito la Canu, che gli attacchi pesanti rivolti alla Regione non hanno fondamento scientifico e reale ma hanno però causato un grave danno all’economia turistica dell’Isola, e dunque chi ha sbagliato deve pagare. I dati dimostrano anche, ha concluso, che la strada indicata dal Governatore a suo tempo era quella giusta.

A nome del M5S, il consigliere Roberto Li Gioi si è detto perplesso, dopo gli interventi della maggioranza, sulla possibilità di un ordine del giorno equilibrato e serio che difenda davvero la Sardegna e non sia contro qualcuno. La ricostruzione del centro destra, ha aggiunto Li Gioi, lo fa diventare difficilmente ricevibile e, nella sostanza, inadeguato. Il consigliere ha poi citato un episodio, quello degli attacchi di Flavio Briatore al Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, che avrebbe richiesto una “levata di scudi” che non c’è stata; anzi lo stesso Ragnedda è stato a sua volta attaccato da esponenti della Lega mentre il Sindaco è stato difeso dai Riformatori.

Il consigliere della Lega Andrea Piras, dopo aver ricordato la bellezza che ha reso la Sardegna famosa nel mondo, ha messo l’accento sulla bassa penetrazione del virus nell’Isola, ha lamentato che nonostante tutto questo la Regione sia finita al centro di attacchi immotivati ed infondati, che hanno penalizzato per l’ennesima volta l’economia regionale. Dalla nostra Regione, ha continuato Piras, è arrivata la proposta più seria in materia di sicurezza contro la pandemia, che è stata prima snobbata e poi respinta con motivazioni pretestuose. Quanto accaduto a livello mediatico, ha concluso, merita perciò una risposta forte e determinata, anche sul piano legale

La consigliere Rossella Pinna, del Pd, ha definito la proposta di ordine del giorno strana ed insolita, come se il danno di immagine fosse diventato il più grande problema della Sardegna, mentre ai sardi interessa certamente di più sapere se possono andare a scuola o lavorare in sicurezza. Io non mi sento offesa, ha affermato, e chiedo rassicurazioni efficaci per tutti, per i sardi e per gli ospiti, e per questo servono dati scientificamente attendibili. E proprio in materia di dati, ha aggiunto la Pinna, c’è un andamento anomalo di crescita fra luglio ed agosto ed è preoccupante, così come sono preoccupanti anche i dati sul funzionamento complessivo del sistema sanitario regionale, nel contrasto alla pandemia come nell’attività ordinaria, per cui più che la reputazione bisogna difendere la salute.

La consigliera Laura Caddeo ha protestato perché, a fronte di una discussione così importante, ci sono assenze molti rilevanti in Aula.

Il presidente ha rassicurato sulla presenza della Giunta.

Ancora per il Pd, il consigliere Giuseppe Meloni si è associato alle osservazioni della collega Caddeo evidenziando poi che sarebbe stato giusto aspettarsi una relazione introduttiva del Presidente della Regione anziché trovarsi di fronte ad un ordine del giorno che, al di là di un “titolo” condivisibile, dice ben poco e non sembra in grado di produrre effetti incisivi, anche per l’evidente squilibrio con il quale distribuisce torti (Governo e giornali) e ragioni (alla Regione), Meloni ha poi criticato il passaggio del documento nel quale con troppa disinvoltura si sorvola su dichiarazioni e decisioni sbagliate partite proprio dalla regione, a cominciare dal passaporto sanitario che non poteva garantire nessuno. Arrivati a questo punto, ha concluso, correggiamo il testo dell’ordine del giorno e, per il futuro, facciamo una commissione di inchiesta come qualcuno ha chiesto.

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco si è detto d’accordo con il collega Meloni perché in effetti non si capisce dove dobbiamo andare a parare, perché la Sardegna non ha bisogna di essere difesa da nessuno dato che si difende benissimo da sola, con il suo popolo, la su storia ed il suo paesaggio. Se poi la stampa dice che c’è stato un aumento di contagi è un dato di fatto, ha commentato l’esponente di Leu, e c’è poco da dire: chiediamoci piuttosto se il nostro sistema sanitario è in grado di ripartire, sia per il contrasto all’emergenza che nell’attività ordinaria finita in secondo piano proprio a causa della pandemia, nonostante la disponibilità anche volontaria di molti operatori sanitari. Non voterò nessun ordine del giorno, ha annunciato Cocco in conclusione, ed uscirò dall’Aula. (Af)

Il consigliere del Pd, Piero Comandini, ha ricordato gli inviti formulati dalle più alte cariche istituzionali, civili e religiose, perché si affronti in maniera unitaria la lotta al Covid ed ha evidenziato come il virus “si diffonda soprattutto con la stupidità degli uomini”. L’esponente della minoranza ha però bollato come “surreale” il dibattito sviluppatosi in Consiglio ed ha parlato di “pericolose strumentalizzazioni politiche”. «L’ordine del giorno – ha concluso Comandini – così come è stato formulato non serve a nulla, ciò che serve è una posizione unitaria dell’assemblea sarda».

Michele Ennas (Lega) ha parlato di “una chiara campagna orchestrata contro la Sardegna” ed ha difeso a tutto campo l’operato del presidente della Regione e della Giunta, ad incominciare dalla richiesta, avanzata a suo tempo e negata dal governo, dei controlli preventivi in “ingresso”. L’esponente della maggioranza ha criticato l’atteggiamento dei parlamentari di Pd e Cinque Stelle («sono rimasti in silenzio mentre il governo negava ai sardi i test e i tamponi») ed ha invitato i gruppi di opposizione a votare l’ordine del giorno “a difesa della Sardegna e degli interessi dei sardi”. «Non basta la richiesta di un risarcimento dei danni – ha concluso il consigliere della Lega – ma serve anche una campagna di comunicazione adeguata per rilanciare l’immagine turistica dell’Isola».

Roberto Caredda (Misto) si è detto “amareggiato” per il tentativo, tutt’ora in atto, di far passare i sardi come un popolo di untori ed ha puntato il dito contro “una vera e propria campagna di denigrazione in danno della Sardegna”. Il consigliere della maggioranza ha quindi dichiarato di condividere la richiesta del presidente Solinas perché siano valutati i danni causati alla Sardegna ed ha concluso il suo intervento con un ringraziamento al personale sanitario per il lavoro svolto nell’affrontare l’emergenza Covid, auspicando un pronunciamento unitario dell’Aula sull’ordine del giorno in discussione.

Dopo aver annunciato il rinvio della riunione congiunta delle commissioni II^ e V^, il presidente del Consiglio ha concesso la parola alla capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Desirè Manca, che ha rivolto una serie di critiche all’operato e all’atteggiamento tenuto dal presidente della Regione nel fronteggiare le conseguenze della pandemia da Covid-19. La consigliera della minoranza ha definito “autentiche sparate” le diverse iniziative assunte dal governatore Solinas per tentare di gestire in sicurezza l’arrivo dei turisti nell’Isola in vista della stagione estive. L’esponente del M5S ha quindi snocciolato le date per segnare le differenti proposte avanzate: dal tampone, al test rapido, fino al passaporto sanitario, passando per il test sierologico. «Proposte – ha spiegato Manca – al tempo irrealizzabili e prive di sostanza e senza che mai siano state indicate le modalità di realizzazione né chi avrebbe dovuto sobbarcarsene gli oneri». La capogruppo ha quindi affermato “che se richiesta dei danni dovrà esserci, dovrà esser rivolta anche a chi ha fatto quel tipo di sparate”.

Il capogruppo dell’Udc, Gianfilippo Sechi, ha invece auspicato una posizione unitaria del Consiglio regionale ed ha definito la Sardegna come “una vittima di una campagna denigratoria e negativa”. «Siamo costretti – ha concluso l’esponente della maggioranza – a difenderci da accuse infondate, dopo che il governo, rifiutando la proposta del presidente Solinas dei test in ingresso, ha impedito alla Sardegna di difendersi dai contagi».

«Non voteremo l’ordine del giorno redatto dalla maggioranza – ha dichiarato in apertura del suo intervento, il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau – perché non è una proposta unitaria, presenta termini inaccettabili e cerca di scaricare le responsabilità soltanto sul governo». L’esponente della minoranza ha quindi criticato “l’operazione mediatica messa in piedi dal presidente della Regione” che ha “proposto una serie di cose irrealizzabili per finire poi con una misera autocertificazione”. «Siamo d’accordo nel difendere immagine della Sardegna – ha affermato l’ex presidente del Consiglio regionale – ma serve riflessione su ciò che si è fatto e sul perché registriamo una recrudescenza del virus in alcune aree dell’Isola». Ganau ha concluso denunciando “un generale calo di attenzione nelle azioni rivolte alla prevenzione” ed ha invitato la Regione “ a fare ciò che sta facendo il Lazio con i test in ingresso e in uscita”.

Il presidente Pais ha quindi ricordato la volontà del gruppo del Pd per dibattere in Aula il tema della campagna mediatica condotta in danno degli interessi della Sardegna ed ha concesso la parola al consigliere Ennas (Lega) che intervenendo sull’ordine dei lavori ha ribadito l’invito alle minoranze per una posizione a difesa dei sardi. Sempre sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere del Pd, Roberto Deriu, che ha rimarcato la necessità di “scrivere un ordine del giorno unitario così da poterlo condividere”. Gianfranco Satta (Progressisti) sull’ordine dei lavori, ha definito “inaccettabile” il documento presentato dalla maggioranza mentre il capogruppo di Leu, Daniele Cocco, è intervenuto sull’ordine dei lavori per chiedere un intervento urgente dell’assessore della Salute per ripristinare il servizi nell’ospedale di Nuoro a seguito del guasto di un’apparecchiatura radiologica (l’angiografo).

Nel merito dell’ordine del giorno, invece, l’intervento del consigliere di Forza Italia, Emanuele Cera che ha stigmatizzato “la mancanza di sintesi politica su un argomento di così grande rilevanza come è quello legato alle vicende del Covid”. L’esponente della maggioranza ha replicato con fermezza alle dichiarazioni dell’assessore della Sanita della Regione Lazio ed ha ribadito “la serietà e l’impegno” con il quale la Regione sarda ha affrontato le conseguenze della pandemia. «Il virus nell’Isola – ha dichiarato Cera – lo hanno riportato gli stessi che oggi ci accusano di essere gli untori». Il consigliere Fi ha quindi auspicato un reazione efficace alla campagna denigratoria condotta in danno della Sardegna, insieme con un pronunciamento unitario del Consiglio regionale.

Il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, ha replicato in maniera decisamente ruvida alle accuse rivolte alla Regione sarda da parte degli assessori regionali del Lazio («i dossier vanno fatti contro Conte non contro Solinas») ed ha criticato anche l’atteggiamento della minoranza consiliare: «Dovrebbe uscire dai palazzi e andare nelle piazze per ascoltare il popolo sardo e così capirebbe che i sardi sono d’accodo con Solinas e con la sua proposta dei test in ingresso e in uscita dall’Isola». Il consigliere leghista ha accusato Pd, Leu e 5 Stelle di “mistificare e strumentalizzare la realtà” ed ha ribadito i pericoli “della campagna mediatica condotta in danno della Sardegna”. «Ma non voglio votare alcun ordine del giorno con le opposizioni – ha tuonato Giagoni – perché anche loro hanno contribuito a creare danni alla nostra Isola». (A.M.)

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, preannunciando una richiesta di sospensione per verificare la possibilità di un ordine del giorno unitario, ha affermato rivolto al capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, che la conclusione che si può trarre è la Sardegna non ha un Governo “amico”. Proviamo dunque a rivendicare qualcosa che ci appartiene, ha esortato Mula, cioè l’amore per la Sardegna, un amore che qualcuno ha voluto violare infrangendo quel sogno “covid free” che era davvero fondato su una storia e su una realtà, e lo vedremo quando faremo i conti finali su cosa è arrivato nella nostra Regione dall’esterno. Poi ci sono altre cose vere, ha proseguito Mula: la Sardegna è stata dipinta da molti organi di stampa per quello che non era, la Regione Lazio ha mandato al ministero un dossier contro Solinas, il Governo s è comportato in modo strumentale perché ci sono le elezioni ed anche ai nostri rappresentati a Roma dico che non ci serve la solidarietà ma che ci difendano sul serio.

Sull’ordine dei lavori il consigliere della Lega Michele Ennas ha comunicato che il suo gruppo sostiene l’ordine del giorno unitario ma non  è disponibile ad annacquare le responsabilità.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha individuato quattro questioni centrali: sanità, economia, scuole, crisi di fiducia nelle istituzioni e nella capacità di ripartenza. Spiegando l’attacco mediatico contro la Regione, Zedda ha sostenuto che dopo la grande enfasi sul passaporto sanitario c’è stato un contrappasso negativo con la diffusione dei contagi, così come raccontare di un virus importato dai turisti è fuorviante e non vero perché il Covid si è diffuso in Comuni dove i sardi erano stati fuori in vacanza o non hanno rispettato le norme di sicurezza. L’esponente dei Progressisti ha evidenziato poi, quali motivi dell’aumento dei contagi, la  confusione fra app nazionale e regionale, i video di certi locali dove, senza controlli, si tenevano comportamenti a forte rischio. Fare causa? Secondo Zedda prima la Sardegna deve dare i dati per tracciare i contagi, perché si può pretendere che i media cambino posizione solo dopo aver dimostrato di saper arginare la pandemia.

Il presidente, prima della sospensione richiesta dal capogruppo sardista Mula, ha dato la parola per la replica all’assessore della Sanità Mario Nieddu.

Nel suo intervento Nieddu ha affermato che riferirsi ai dati è utile sia per avere idee più chiare, sia per arrivare ad un documento unitario, auspicabile dopo un attacco mediatico che ha “gelato” nla ripresa turistica della Sardegna. I dati, ha precisato, servono anche per costruire una base comune per confrontare le diverse posizioni. E  i dati e i fatti dicono alcune cose molto importanti, ha proseguito l’assessore:  siamo stati sottoposti ad un durissimo attacco fondato su numeri inconsistenti, la nostra idea di passaporto sanitario è stata prima distrutta quando l’abbiamo proposta ma poi concessa ad altri con un doppiopesismo evidente che oggi consente al Lazio di fare tamponi come vuole e a chi vuole, la Sardegna “covid free” era un dato certificato dall’Istituto superiore di sanità dopo una indagine sierologica a campione che assegnava alla Sardegna un indice dello 0.3 fino a dopo la riapertura, quella stessa riapertura senza previsioni che è stata uno dei più gravi errori del Governo. Infine Nieddu ha fornito i numeri ufficiali del virus in Sardegna: 837 positivi tra cui alcuni di prima ondata, dai quali vanno sottratti 182 non residenti e gli immigrati. Quindi, si è chiesto, dov’è l’emergenza? L’assessore alla Sanità del Lazio D’Amato sostiene che il 35% dei positivi della sua Regione (che ne ha decine di migliaia) vengono dalla Sardegna ma sono numeri che non stanno in piedi. La verità, ha concluso, è che il virus è arrivato in Sardegna dall’esterno e lo stanno riportando delle Regioni di provenienza.  Piuttosto, ha concluso l’assessore della Sanità, temo che si voglia dichiarare la “zona rossa” la Sardegna ancora una volta su calcoli sballati, cioè non sul rapporto fra contagi e popolazione residente (1.6 milioni) ma sul rapporto fra contagi ed arrivi (970.000 solo ad agosto, complessivamente circa 2.6 milioni): c’è una bella differenza!

Sull’ordine dei lavori, è intervenuto il consigliere del Pd Piero Comandini, che ha sottolineato il divario fra gli arrivi citati dall’assessore ed i 7 milioni di presenze citati dal Governatore.

Sempre sull0ordine dei lavori, il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha rilevato che i dati forniti dall’assessore della Sanità del Lazio parlano di 774 contagi “attribuiti” alla Sardegna, numero a suo giudizio vicino alla realtà.

Il presidente, sintetizzando i numerosi spunti apprezzabili emersi dal dibattito, ha osservato che il problema non è la Sardegna ma “della” Sardegna, ed ha sospeso i lavori per una riunione dei capigruppo.

Alla ripresa dei lavori, il presidente ha dato la parola per le conclusioni al presidente della Regione Christian Solinas.

In apertura del suo intervento Solinas ha sottolineato che non è in gioco la reputazione del Governatore, che sarebbe ben poca cosa, ma della Sardegna e del sacrificio di tanti grandi e piccoli operatori che hanno costruito nel tempo una reputazione nazionale e internazionale della Regione nel settore turistico, consolidando aziende che hanno assorbito in qualche modo il lockdown, e sono stata colpite proprio ora che stavano ripartendo verso una uova normalità possibile. C’è un fortissimo danno, ha continuato Solinas, nel costruire a tavolino una immagine della Sardegna come epicentro della nuova ondata del virus, quando numeri dicono un’altra verità e non c’è da parte nostra nessuna intenzione di limitare diritto di cronaca che è importantissimo in ogni società democratica. Ma non si può non osservare, ha affermato, che a fianco di chi fa bene il suo lavoro verificando le notizie che vengono pubblicate, c’è anche chi ha rappresentato la realtà in maniera non veritiera, trascurando dati certificati dall’Istituto superiore di Sanità che fino a luglio assegnavano alla Sardegna una incidenza del virus pari allo 0.3%, il più basso d’Italia. Dati che dimostrano, secondo il Governatore, che il virus prima non c’era, e che chi è arrivato qui lo aveva. Casomai potrei essere io a diffondere dossier ma non è questo il punto, ha detto ancora il presidente della Regione, il punto è approfondire come molte persone siano riuscite ad arrivare qui senza controlli e non è semplice; il Lazio dice che Sardegna non ha controllato in uscita ma ci sono “rei confessi”, sui social e nei giornali, che hanno ammesso di aver assunto paracetamolo, violando precise disposizioni normative dello Stato e della Regione. La nostra intenzione, ha poi ribadito il Presidente, non è difendere noi stessi ma il sistema Sardegna da chi, anche oggi, paragona le discoteche della Costa Smeralda alla partita di calcio giocata in Spagna nella prima fase della pandemia, nonostante tutti sappiano che la Costa Smeralda ha meno discoteche della Versilia e della riviera romagnola, per cui è chiaro che quanto accaduto in due locali non può essere un “caso Sardegna”, altrimenti se ne potrebbe dedurre che i nostri assembramenti sono più contagiosi di altri, o più contagiosi di piazze, locali e ristoranti, dimenticando che il problema era quello di fermare la circolazione dei positivi. Nell’interesse di tutti i sardi, ha continuato il Governatore, dobbiamo riportare a verità una vicenda inquinata da considerazioni di parte perché, al netto della ricerca delle responsabilità oggi il tema è ripartire e liberaci dall’attacco, stando attenti al virus ma lavorando per capire cosa è successo e cosa si deve fare per arginare i comportamenti incoscienti, anche se le regola c’erano e ci sono. Non vogliamo uno scontro fra Regioni, ma qualcuno dovrà spiegarci perché la nostra proposta era incostituzionale perché impediva la libera circolazione delle persone mentre oggi altre Regioni impongono una quarantena obbligatoria e test obbligatori solo a chi viene dalla Sardegna, senza che nessuno dica e senza che le ordinanze vengano impugnate,

Il presidente ha informato l’Aula della presentazione di due ordini del giorno, uno delle opposizioni ed uno della maggioranza.

A nome della Giunta, l’assessore della Sanità Nieddu ha espresso parere contrario a quello delle opposizioni e favorevole a quello della maggioranza.

Illustrando il primo ordine del giorno, la capogruppo del M5S Desirè Manca, dopo aver dato notizia di una vittima Covid nel Sassarese, ha criticato la maggioranza che ha scelto per l’ennesima volta di non occuparsi di fatti concreti per motivazioni politiche strumentali e le recenti dichiarazioni molto discutibili di un componente dell’unità di crisi regionale, del quale ha chiesto l’immediata destituzione.

Per i Progressisti, il consigliere Massimo Zedda ha ricordato la “localizzazione” del problema nel nord Sardegna dove, a differenza dei controlli capillari di altre Regioni come l’Emilia Romagna, forse si sono sottovalutati episodi, anche perché magari qualche membro dell’unità di crisi aveva un approccio troppo “aperto” al problema; se questo fosse vero, si spiegherebbe la scarsità dei controlli.

Perplessità sulle dichiarazioni del medico dell’unità di crisi regionale sono state espresse anche dal capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, che le ha definite “di taglio elettorale” e comunque incompatibili con il ruolo ricoperto.

Messo ai voti, l’ordine del giorno dell’opposizione è stato respinto con 33 voti contrari e 15 favorevoli.

Sull’ordine del giorno della maggioranza si sono espressi contro i consiglieri Massimo Zedda e Laura Caddeo (Progressisti), Alessandro Solinas (M5S), Giuseppe Meloni e Gianfranco Ganau del Pd. A favore hanno parlato Setafno Tunis del Misto e Francesco Stara di Italia Viva.

Il documento è stato approvato con 33 voti favorevoli e 15 contrari ed impegna la Giunta “ad adottare ogni atto affinché la Sardegna venga tutelata anche per i danni subiti all’immagine di Regione ospitale e preparata ad affrontare in modo adeguato e sicuro l’emergenza epidemiologica e affinché si ristabilisca un clima di serenità basato su una comunicazione veritiera, tempestiva ed efficace”.

Il presidente ha espresso rammarico per l’occasione, comunque persa, di un documento unitario del Consiglio.

Il consigliere sardista Piero Maieli, tornando sulla notizia di una morte per Covid nel Sassarese, ha censurato il “gioco degli equivoci” e comunicato che quel decesso non è collegato alla pandemia.

Per fatto personale, la capogruppo del M5S Desirè Manca ha invitato il collega ad evitare  strumentalizzazioni, precisando di aver riportato notizie di stampa.

Il presidente ha richiamato i consiglieri ad atteggiamenti più rispettosi della dolorosa situazione che coinvolge persone e famiglie.

Successivamente ha tolto la seduta, convocando le commissioni Lavoro ed Attività produttive in sede congiunta per le 17.30. (Af)

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