Nota stampa della seduta n. 206

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 206 – Pomeridiana
Martedì 29 marzo 2022

 

Il Consiglio approva la PL 98/A “Norme per la protezione della fauna selvatica”.

Testo Unico sulla coltivazione della cannabis. Chiusa la discussione generale.

 La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito,per alzata di mano il Consiglio ha approvato il calendario trimestrale dei lavori delle commissioni. Subito dopo, in base all’ordine del giorno, è iniziata la discussione generale della proposta di legge n.98 (Piras e più) per la protezione della fauna selvatica e l’esercizio della caccia in Sardegna.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai, ha affermato che l’ordine del giorno del Consiglio, a cavallo del rimpasto di Giunta, rispecchia l’andamento di una legislatura lontana dalla società sarda e dalle sue priorità. Nel merito, ha aggiunto, la legge tocca solo una piccola parte del mondo della caccia come dimostrato dal confronto con le associazioni venatorie; non si parla di ambiti, di indotto economico e rilancio dei territori, di ricerca scientifica sulla fauna dell’Isola e di ripopolamento, mentre la Sardegna continua a rappresentare una deroga rispetto a normativa nazionale. Alla fine, ha concluso, è uno “spot” con lo stesso marchio di fabbrica del centro destra in questi anni e intanto, quando inizierà il calendario venatorio, ci troveremo di fronte gli stessi problemi e le stesse proteste.

Emanuele Cera, di Forza Italia, ha sostenuto che Lai, per certi aspetti ha ragione, perché in effetti la legge riguarda solo una parte dell’attività venatoria ed è auspicabile che quanto prima si intervenga nel settore in modo organico, fermo restando che la caccia non è materia di cui la Regione ha competenza primaria. Però è necessario, secondo Cera, dare un nuovo ruolo alla caccia in Sardegna con il cacciatore considerato non un “predatore” ma un protagonista del territorio, ed impegnare le poche risorse disponibili nel ripopolamento di soggetti allevati e di genetica certa in alcune aree del territorio regionale ed al contenimento dei danni causati dalla fauna selvatica in altre zone.

Ancora per Leu, Daniele Cocco ha rimarcato che lo stesso Cera, esponente della maggioranza, ha affermato che si tratta di una legge incompiuta, soprattutto perché i temi centrali per la Sardegna non sono purtroppo compresi nell’ordine del giorno del Consiglio, nonostante le assicurazioni fornite dalla maggioranza in occasione della legge finanziaria su un nuovo provvedimento economico a breve scadenza. Continuiamo a parlare di cose lontane dalla mente dei sardi, ha lamentato Cocco, mentre il 31 di marzo scade il termine fissato dalla riforma per avviare l’attività dei direttori generali della Asl: altro che caccia! Forse solo la legge sulla cannabis industriale ha un legame con l’attualità perché tocca da vicino la vita di molte aziende: chiedo una conferenza dei capigruppo per cambiare l’ordine del giorno.

Ha assunto la presidenza dell’Assemblea il vice presidente Giovanni Antonio Satta.

Il capogruppo dei progressisti Francesco Agus ha detto di aver ricevuto tanti messaggi di cacciatori, non professionisti ma persone comuni, che chiedono come mai il Consiglio affronti questo tema, perché sono persone che aspettano i ristori, affrontano il caro bollette, temono per le loro aziende colpite dal caro-carburanti e non sanno come orientarsi nel caso determinato dalla bocciatura del Piano-casa. Possiamo avere idee diverse ma bisogna che la maggioranza porti in discussione qualche idea perchè abbiamo di fronte un ordine del giorno che non è normale, perché non possiamo fare finta di niente rispetto a ciò che accade intorno. Fra l’altro, ha concluso, si perdono di vista cose molto importanti, come il provvedimento del 23 marzo scorso che ha nominato un “commissario ad acta” nella direzione dei servizi finanziari su previsioni di entrate non ancora regolarizzate, i conti del 2021 ed il calcolo degli avanzi di amministrazione ed è chiaro che, di questo passo, la seconda “Omnibus” arriverà chissà quando.

Il consigliere Piero Comandini, del Pd, ha detto che quelle della maggioranza sono le solite cartucce caricate a salve, perché la caccia è un vostro cavallo di battaglia ma anche questo tema viene affrontato dalla legge in modo marginale e parziale, è una occasione persa e soprattutto non è una legge sulla caccia ma tocca un solo articolo della legge esistente e probabilmente verrà pure impugnata dal Governo. Ci vuole una nuova legge, ha proseguito, ed avremmo voluto confrontarci su questo, ma davanti a questo testo è praticamente inutile ed è un peccato; il mondo venatorio della Sardegna meritava davvero qualcosa di più.

Pierluigi Saiu, capogruppo della Lega, ha osservato che a volte è divertente ascoltare le opposizioni di sinistra rimproverare la maggioranza di non aver fatto abbastanza, quando loro hanno fatto solo danni, anche in materia di caccia, eppure alcune considerazioni meritano una breve. Puntualizzazione. L’ordine del giorno, ha dichiarato in primo luogo, lo hanno approvato tutti i capigruppo e nessuno si è opposto, ed ha ragione Cera a ricordare che il meglio è nemico del bene, mentre la minoranza sbaglia ad augurarsi che la coalizione non faccia niente per poterla criticare, e ad accusare il Psd’Az di “promettere” posti di lavoro, cosa che meriterebbe altre attenzioni. Avete perso senso della misura, ha concluso, se avevate proposte potevate presentare emendamenti o leggi di contenuto diverso ed opposto, questa legge è comunque un passo avanti e in attesa di provvedimenti più ampi che sono auspicabili, va approvata. (Af)

Dopo l’on. Saiu ha preso la parola l’assessore all’Ambiente, Gianni Lampis: «Sul tema c’è un’aspettativa che proviene da lontano, legata agli ambiti territoriali di caccia. Mi chiedo però perché il centrosinistra abbia consentito che si spendesse per redigere il Piano faunistico regionale, con gli ambiti territoriali di caccia e la valutazione ambientale strategica. Noi confermiamo di essere contrari agli ambiti territoriali e riteniamo che i cacciatori sardi possano farlo in tutta la Sardegna. Serve che la legge 150 sia modificata dal Parlamento, dobbiamo sensibilizzare il Parlamento per avere un ambito territoriale unico di caccia. Domani alle 12.30 sarò a Roma per incontrare il presidente di Ispra per il cervo sardo, che sta creando problemi sociali ed economici: noi approviamo piani di abbattimento in comitato faunistico e le modifiche che approveremo oggi servono a segnare un passo di discontinuità rispetto al passato».

A seguire il presidente Pais ha dato la parola per dichiarazione di voto all’on. Eugenio Lai (LeU): «Ancora non ho capito quando l’assessore, nel suo appassionato intervento, parlerà della legge che dovremmo approvare. La Lega non faccia oggi il solito spot sui problemi risolti, perché non state risolvendo un bel nulla».

Del rischio impugnazione della legge da parte del Governo ha parlato l’on. Daniele Cocco (LeU): «Non siamo noi a dire che si debba parlare di Sanità e non di caccia ma è la gente che sta fuori. Per Giunta in maggioranza non c’è manco accordo su questa leggina».

Per la Lega l’on. Piras si è espresso nel senso che «questo è un tassello nella riforma della legge 23 del 1998, un tassello che fa parte del programma di maggioranza. Ed è per questo che i cacciatori ci hanno votato».

L’on. Ganau (Pd) ha chiesto la votazione elettronica per il passaggio agli articoli e l’Aula ha approvato. Approvato l’articolo 2, dopo il ritiro dell’emendamento Cera (FI) mentre è stato respinto l’emendamento Comandini (Pd). Il capogruppo della Lega, on. Saiu, ha chiesto una sospensione per una riunione di capigruppo e l’Aula è stata sospesa.

Alla ripresa, l’on. Cocco (LeU) ha detto che “gli attacchi alla legge sono arrivati anche dalla maggioranza”.

Approvato l’articolo 3 e a seguire, il parlamento sardo ha detto sì all’emendamento 2 (Li Gioi), che istituisce l’articolo 3 bis e prevede che “nel caso in cui le aziende faunistico venatorie siano confinanti col territorio demaniale e oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura, al fine di evitare l’ingresso e la fuoriuscita di animali, i terreni dovranno essere dotati di adeguate recinzioni”.

Via libera all’articolo 4 mentre, sull’articolo 4 bis, è stato approvato l’emendamento 3 (Canu) relativo ai “piani di ripopolamento e reintroduzione delle specie nobili stanziali”. A seguire via libera agli articoli 4 bis, ter e quater. Al termine l’Aula ha detto sì alla legge con 26 favorevoli e 19 astenuti. (C.C.)

Il presidente Pais ha quindi messo in discussione il secondo punto all’ordine del giorno: il Testo Unificato n.226/228 “Sostegno e promozione della coltivazione e della filiera della canapa industriale”. Ad illustrare la proposta i relatori di maggioranza e opposizione. Per la maggioranza ha preso la parola il presidente della Commissione “Attività Produttive” Piero Maieli: «Verso la coltivazione della canapa si è sviluppato un forte interesse negli ultimi anni soprattutto per i diversi metodi di utilizzo (tessile, alimentare, cosmetico e nella bioedilizia) – ha detto Maieli – serve per questo un quadro normativo chiaro». Il relatore ha poi ricordato i problemi che gli operatori del settore sono costretti ad affrontare per le difficoltà di interpretazione della legge. Capita spesso infatti che le forze dell’ordine eseguano dei sequestri delle piante perché ritenute illegali. «Ecco perché è necessaria una legge che faccia chiarezza una volta per tutte – ha proseguito Maieli –  questa proposta è diretta a sostenere e promuovere la coltivazione e la trasformazione della canapa legale nel territorio sardo e la sua commercializzazione all’interno della filiera agroindustriale e agroalimentare, riconoscendone il valore anche per il suo ruolo strategico nella bonifica dei terreni, nel contrasto del dissesto idrogeologico, nella fitodepurazione dei siti inquinati, nella bioedilizia e nella bioenergia». Maieli, infine, ha rivolto un appello ai colleghi consiglieri: «Spero che come avvenuto in Commissione ci sia una valutazione condivisa in Aula».

Per il relatore di minoranza Alessandro Solinas (M5S) la legge in discussione assume un’importanza strategica per centinaia di persone che lavorano nel settore. «Non è una risposta a tutte le necessità – ha chiarito Solinas – ma serve a dare dignità a una filiera con grandi potenzialità». Solinas ha poi parlato della vocazione della Sardegna per la coltivazione della cannabis: «Il provvedimento dà un primo segnale importante cercando di chiarire le incertezze normative contenute nella legge nazionale 242. Oggi approviamo uno strumento che valorizza l’interesse di tutta la filiera. Il valore della produzione resta qui: dal seme alla commercializzazione del prodotto». Il relatore di minoranza ha poi ricordato l’alta redditività della coltivazione della cannabis: «La canapa rende senza incentivi – ha detto Solinas – tanti agricoltori si stanno affacciando nel settore. Sono molti i giovani coinvolti che in qualche caso stanno convertendo le aziende di famiglie. E’ un’attività che consente, inoltre, di espandere l’attività agricola ai terreni incolti. Per questo è indispensabile facilitare i controlli delle forze dell’ordine per distinguere colture legali e non».

Per Solinas, perché lo strumento produca effetti occorre dargli gambe con un’adeguata dotazione finanziaria: «La legge è un grandissimo traguardo per il Consiglio regionale. Bisogna però andare fino in fondo mettendo a correre delle risorse. Nel prossimo intervento finanziario si prevedano dei finanziamenti ad hoc». Dal consigliere del Movimento Cinque Stelle, infine, un appello al Consiglio: «Qui c’è una volontà unanime – ha concluso Solinas – spero la si trovi anche in Parlamento. Spetta a noi far passare questo messaggio tra i nostri rappresentanti a Roma». (Psp)  

Il vice presidente Giovanni Antonio Satta ha quindi dato la parola al consigliere di Leu, Daniele Cocco, che ha sottolineato come l’arrivo in Consiglio di questa legge dia la possibilità di parlare di un’attività importantissima per i giovani  sardi e per lo sviluppo del settore agricolo della Sardegna. Cocco ha ricordato che ci sono 1300 ettari coltivati con la canapa indiana e 1600 aziende attive. Si tratta per il consigliere di una prospettiva occupazionale importante e ha anche condiviso la necessità di rivedere la legge 242 del 2016. Il consigliere ha annunciato che proporrà un ordine del giorno unitario. E’ necessario, per Cocco, istituire un tavolo tecnico che metta insieme legislatori regionali e nazionali e che dia l’opportunità ai nostri giovani di poter coltivare la canapa legale senza rischiare di incorrere in problemi giudiziari. Il consigliere ha ricordato che questa attività può avere una grande valenza per il settore agricolo, e può dare un’opportunità ai giovani che vogliono ripopolare le campagne. Cocco ha, però, sottolineato la necessità di dotare il testo di una copertura finanziaria con la Omnibus. E’ un inizio, ha detto, anche se non è sufficiente e ha chiesto di poter apporre firma del suo gruppo.

Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, ha annunciato il voto favorevole del Psd’Az e la volontà di  apporre le firme di tutto il gruppo. Ha poi ringrazio il presidente della Quinta commissione per il lavoro svolto e ha ricordato che gli auditi hanno chiesto di approvare una legge che li aiutasse a proseguire nella loro attività e non hanno chiesto finanziamenti. Nel Nuorese, ha spiegato, questo tipo di coltivazione a preso piede e sta contribuendo a riqualificare e ripopolare le campagne abbandonate. Può essere un nuovo strumento per contrastare lo spopolamento. Questa proposta di legge, ha continuato, cerca di fare chiarezza e ha sottolineato di aver presentato degli emendamenti  importanti per chiarire alcuni aspetti e osare un po’ di più. Mula ha ribadito che il suo gruppo è a favore della legalità e del rispetto della legge.

Valter Piscedda (Pd) ha sottolineato che si tratta di  un argomento difficile.  Sono favorevole al provvedimento, ha sottolineato, ma non posso negare che lo ritengo un provvedimento al ribasso rispetto alle aspettative. Piscedda ha ricordato l’attività portata avanti dal collega Pizzuto nella scorsa legislatura ma anche che l’allora maggioranza non riuscì a portare avanti il provvedimento. Piscedda ha anche ricordato che la Procura di Cagliari, sul tema, ha un orientamento diverso rispetto ad altre Procure d’Italia e che la Regione non si è mai costituita parte civile a sostegno di questi lavoratori.

Per il consigliere del Pd si tratta di un problema culturale, non religioso. Piscedda ha ricordato che la cannabis sativa non uccide e non crea dipendenza e che lo Stato, di contro, consente la vendita di alcol e tabacco. Il consigliere ha anche ricordato che ci sono Regioni che hanno chiesto l’autorizzazione al trattamento della cannabis almeno per soddisfare il fabbisogno sanitario. Per Piscedda è un argomento scomodo, ma così si favorisce il mercato nero illegale. In conclusione ha ringraziato il presidente della Commissione per il lavoro fatto. 

Michele Cossa (Misto) ha affermato che questa proposta di legge è opportuna e cade in un momento in cui si può dare un segnale di modernizzazione per l’agricoltura sarda. Stiamo parlando di una produzione importante, ha proseguito, che ha subito i pareri altalenanti dello Stato. Questa legge non risolve tutti i problemi ma serve per fare un po’ di chiarezza, ha detto Cossa. La cannabis è un prodotto industriale importante, ha continuato il consigliere, che si presta a molti utilizzi, tutti ecosostenibili, e che valorizza le risorse della nostra Isola: la terra e il clima. Cossa ha anche sottolineato che la cannabis si presta a produrre tanti prodotti ad alto valore aggiunto. “Facciamo bene ad approvare questa legge”, ha detto e ha auspicato che ci sia anche un chiaro indirizzo legislativo a livello nazionale. 

Maria Laura Orrù (Progressisti) ha affermato che si tratta di un primo passo, una legge da migliorare, perché non chiarisce i parametri del thc. Un primo passo importante per dare risposte a chi opera nel settore. La consigliera ha concordato sul fatto che la legge 242 del 2016 debba essere rivista perché non ha chiarito diversi aspetti. Maria Laura Orrù ha sottolineato l’importanza della legge per i giovani, per il settore agricolo e per i tanti utilizzi della canapa, dalla bioedilizia al settore bioenergetico. Anche per la consigliera si tratta di una battaglia culturale: bisogna fare una battaglia, ha detto, per la legalizzazione della cannabis. Una battaglia di cultura e progressista che sostengo, ha continuato, annunciando il suo voto favorevole.

Massimo Zedda (Progressisti) ha ricordato che anche quando si parlava dei diritti civili il Governo frenava, ma quando tutti i Comuni hanno approvato mozioni, regolamenti, ecc, il Parlamento si è dovuto occupare del tema. Zedda ha proposto all’Aula che, se il testo dovesse essere approvato all’unanimità, venga mandato a tutti gli altri Consigli regionali, che non hanno ancora adottato un testo di legge sul tema, affinché siano le Regioni a sollecitare una discussione a Roma. Zedda ha annunciato il voto favorevole.

Sull’ordine dei lavori è intervenuto Franco Mula che ha chiesto la sospensione dell’esame del provvedimento per verificare alcuni emendamenti e riprendere con l’esame del testo domani mattina. Il capogruppo del Psd’Az ha proposto di proseguire con il successivo punto all’ordine del giorno. Il relatore di minoranza Alessandro Solinas ha proposto  di sospendere i lavori in modo da potersi dedicare alle necessarie riflessioni sugli emendamenti. Il presidente Pais si è detto d’accordo a rinviare la legge per approvarla domani mattina e ha proposto di andare avanti con i lavori. Daniele Cocco ha annunciato che c’è la volontà di approvare entrambe le leggi domani mattina.   L’Aula ha preferito sospendere i lavori e il presidente Pais ha chiuso la seduta. Il Consiglio riunirà domani mattina alle 10.  (eln)

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