Nota stampa della seduta n. 184

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 184 – Pomeridiana
Martedì 7 dicembre 2021

Approvato il Disegno di legge N. 289/A sul Riconoscimento di debiti fuori bilancio

Il Consiglio regionale sarà convocato a domicilio

 La seduta n. 184 della XVI legislatura si è aperta alle 16.51 e dopo le formalità di rito il presidente del Consiglio ha comunicato la costituzione del nuovo ufficio di presidenza del gruppo dei 5 Stelle (Li Gioi capogruppo, Alessandro Solinas vice e Ciusa segretario)  ed ha concesso la parola al relatore di maggioranza per l’illustrazione del Disegno di legge n. 289 (Giunta) per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Il presidente della Terza commissione, Stefano Schirru (Psd’Az) ha descritto i punti principali del provvedimento e rimarcato la dichiarata sussistenza dei presupposti normativi per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, ai sensi dell’articolo 73, comma 1 lettera e del Dlgs 23 giugno 2011 n. 118. L’esponente della maggioranza ha quindi concluso ricordando il voto a maggioranza (favorevoli i consiglieri del centrodestra, contrari i gruppi delle opposizioni) in commissione per l’approvazione del disegno di legge.

Critico l’intervento del consigliere 5 Stelle, Alessandro Solinas, che ha lamentato “l’enorme mole dei debiti fuori bilancio imputabili all’assessorato degli Enti Locali”. «Oltre trenta milioni di euro – ha affermato l’esponente della minoranza – per giustificare i quali  serve capire le ragioni e la tipologia di spesa che hanno portato a questa anomalia». Solinas ha quindi insistito sulle responsabilità dell’assessore Sanna («non ha vigilato sulla corretta gestione dei suoi uffici») e puntato il dito su quelle più politiche: «Per capire il livello di inefficienza basti considerare le leggi impugnate dal governo in materia urbanistica e di riforma degli enti locali». Il consigliere pentastellato ha dunque concluso il suo intervento chiedendo le dimissioni dell’assessore Sanna: «Faccia un passo indietro la sua presenza in Giunta non è più sostenibile».

Sullo stesso tenore l’intervento del consigliere dei Progressisti, Gianfranco Satta, che ha invocato “trasparenza sulla spesa” e ricordato che i debiti fuori bilancio attengono ad errori materiali, spese non prevedibili o quelle derivanti da sentenze passate in giudicato. «Nel nostro caso – ha attaccato l’esponente della minoranza – quasi 40 milioni di euro sono di riferimento all’assessorato degli Enti Locali per spese “prevedibili” come le spese per le spedizioni, quelle per i servizi di vigilanza, per gli automezzi e persino per le fotocopie («106mila euro di fotocopie in più rispetto a quelle previste nel contratto di noleggio dei macchinari»). Gianfranco Satta ha concluso il suo intervento accusando l’assessore Sanna “di non essere stato capace di vigilare né sugli impegni né sulla qualità della spesa del suo assessorato”.

Il consigliere Massimo Zedda (Progressisti) ha proseguito con le sottolineature critiche verso l’assessore Sanna ed ha ricordato “le caratteristiche dei debiti fuori bilancio come ad esempio in molti casi lo sono le sentenze passate in giudicato per espropri risalenti negli anni ’70 o ’80”. «La realtà di oggi – ha tuonato Zedda – è che l’assessorato degli Enti Locali non ha impegnato un euro in sintonia con le leggi e le regole». «Non resta dunque che domandarsi chi governava l’assessorato – ha proseguito l’esponente della minoranza – mentre sul piano più politico c’è da domandarsi se le spese che hanno generato i debiti fuori bilancio siano state necessarie o meno». «Che cosa avete fotocopiato per sforare di 106 mila euro con le fotocopie? – ha insistito Zedda – e perché non siete stati capaci di programmare le spese per spedizioni postali e i telefoni, insieme con quelle per pagare i lavori della sede di via Caprera?».  (A.M.)

Dopo l’on. Zedda ha preso la parola l’on. Eugenio Lai (LeU) secondo cui “i fatti dimostrano che pure la maggioranza non difende più l’assessore Quirico Sanna e i provvedimenti che porta in aula. Manco il gruppo del Psd’az, che le ha dato la fiducia per diventare assessore, è presente in questo momento in aula. Assessore Sanna, il suo operato è sotto la lente della maggioranza come dell’opposizione ed è evidente che le promesse che lei ha sparso in giro per la Sardegna sono soltanto parole al vento, come le promesse rivolte agli imprenditori balneari sardi. Oggi ci sta proponendo di approvare 38 milioni di euro di debiti fuori bilancio ma queste sono normali spese, del tutto programmabili, che riguardano auto, guardie giurate e fotocopiatori. Di chi è la colpa di questi debiti fuori bilancio? Chi li ha assunti? Quali provvedimenti ha preso contro i responsabili”.

Per l’on. Desirè Manca (Cinque stelle) “è chiaramente colpa del governo che impugna le leggi, non della totale incapacità dell’assessore Sanna. Tutti ce l’hanno con l’assessore Sanna, che per il suo incredibile lavoro ha delle spese impreviste: 37 mila euro di servizi postali e 106 mila di fotocopie, per dire. Si poteva forse prevedere una spesa di 79 mila euro per sostituire le gomme delle auto? Certo che no. Né 160 mila euro di telefonia fissa: chi poteva prevederlo un costo così. E’ bene che i sardi sappiamo che sono stati fatti debiti per 25 mila euro per la telefonia mobile, debiti che potevano essere evitati se l’assessore non fosse stato totalmente incapace di gestire l’aspetto politico del suo assessorato. L’assessore più incapace di questa giunta”.

Sempre dai banchi di Cinque stelle è intervenuto l’on. Li Gioi, che ha messo l’accento sulle difficoltà della Giunta e dell’assessore Sanna. A seguire l’on. Comandini (Pd) ha detto che “il debito fuori bilancio ha per sua caratteristica l’eccezionalità mentre queste sono poste del tutto normali. Le sue dimissioni non sono più una richiesta, perché è la sua maggioranza che la sta dimissionando a fronte dei suoi fallimenti politici e amministrativi, egregio assessore Sanna”.

Per Francesco Agus (Progressisti) “non ha nemmeno senso sfiduciare un assessore già sfiduciato e non ci presteremo a questa pantomima. Ci pensi la maggioranza a fare quello che ritiene ma sia chiaro che tutta l’azione della Giunta non è classificabile. Un esecutivo che ha nove direzioni generali commissariate e con i servizi vacanti non ha davvero bisogno di essere giudicato. Sono aspetti importanti, che riguardano aziende che hanno maturato crediti e ora devono essere pagate”.

Dai banchi del Pd l’onorevole Giuseppe Meloni ha parlato dei debiti fuori bilancio che si incontrano nell’amministrazione dei Comuni. “Ma qui non parliamo di quattro spiccioli”, ha detto, “parliamo di 39 milioni di debiti fuori bilancio di cui 35 imputabili soltanto all’assessorato agli Enti locali. Queste cose accadono perché voi agite con superficialità e improvvisazione, voi tutti e non solo l’assessore Sanna. Vorrei sapere se l’avete smessa di produrre debiti fuori bilancio”.

Per la maggioranza ha preso la parola il capogruppo del Psd’Az, onorevole Franco Mula, che entrato nel merito dei debiti fuori bilancio presentati all’Aula. “Sfido chiunque, al posto dell’assessore Sanna, ad effettuare un controllo così accurato sull’operato degli uffici. Se ritenete che qualcuno abbia sbagliato allora andate pure alla Corte dei conti ma in quest’Aula nessuno è disponibile a seguirvi sul filo di una mozione di sfiducia”. (C.C.)

Chiusi gli interventi il presidente Pais ha dato la parola all’assessore Quirico Sanna per la replica. «Oggi si svolge un processo con un unico imputato – ha detto l’assessore – mi sarei aspettato che i consiglieri usassero i loro poteri ispettivi. Vi sfido a chiedere un accesso agli atti per controllare la correttezza dei funzionari e dei dirigenti». L’esponente della Giunta ha poi difeso l’operato del suo assessorato: «Sono pronto a prendermi la responsabilità politica ma quando si viene in un processo si presentano documenti, verifiche e informazioni. Questo lo potete fare ma non permetto a nessuno di mettere in discussione l’onestà e la capacità dei dirigenti del mio assessorato che hanno operato con scienza e coscienza. Chi non vuole fare demagogia può ben capirlo. Non ho nulla da temere, posso dormire sonni tranquilli. Ho ben presente il senso del dovere. Mi hanno nominato e ho scelto di fare l’assessore. Il senso del dovere mi appartiene».

Quirico Sanna si è detto poi dispiaciuto per la piega che ha assunto la vicenda, soprattutto per i riflessi sulla stampa: «Non mi ha fatto bene sentire mia figlia di 11 anni chiedermi se avessi fatto “cose brutte” dopo aver ascoltato il telegiornale – ha detto  l’assessore – ho risposto che io “cose brutte” non ne faccio. Quando devo assumermi responsabilità me le assumo. Ma non consento di mettere in dubbio la mia capacità. Quella la giudicheranno i sardi: è a loro e alla mia maggioranza che devo rispondere del mio operato. Saranno loro a giudicare». Sanna, infine, si è rivolto al gruppo Cinque Stelle: «Non mi faccio intimorire da chi non ha niente da insegnare – ha detto l’assessore – avete fallito in tutta la Sardegna, non prendo lezioni da voi».

Il presidente Pais ha quindi messo in discussione il passaggio agli articoli. Per dichiarazioni di voto è intervenuto il presidente della Commissione Bilancio Stefano Schirru che ha difeso l’assessore Sanna: «Più che un dibattito mi è sembrato un processo – ha detto Schirru –  mi dispiace perché l’assessore è sempre presente e ascolta tutti. Questo di cui discutiamo è un caso eccezionale. L’on. Comandini dimentica la legge 15 del 2017 che sanò debiti fuori bilancio per 40 e per 16 milioni di euro». Schirru ha poi ricordato che la Legge Omnibus ha già previsto le somme per la copertura dei debiti: «I soldi ci sono ma occorre stanziarli con una legge specifica – ha sottolineato Schirru – inoltre la mancata copertura del servizio di guardiania è di poco più di 500mila euro. Se si vuole attaccare la Giunta e l’assessore si utilizzino altri argomenti».

Di diverso avviso Massimo Zedda (Progressisti): «Il tema non è quello posto dall’assessore e dal presidente della Commissione – ha detto Zedda – la questione riguarda la capacità di amministrare la Regione. Il problema è il funzionamento dell’intera macchina amministrativa. Ci sono 100 direzioni di servizio prive dei titolari. Così il sistema si blocca».

Piero Comandini (Pd) ha replicato al presidente della Terza Commissione Stefano Schirru: «I debiti fuori bilancio riconosciuti nella Omnibus riguardano sentenze del TAR o l’obbligo di pagare i debiti l’Arst, sono cose diverse rispetto a quello che ci volete far votare stasera – ha detto l’esponente della minoranza – qui non parliamo di sentenze ma di miopia politica. Sono i dirigenti che vi hanno scritto e vi hanno ripetuto che il capitolo per la guardiania era vuoto. Chi doveva leggere non ha letto. Perché?»

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha invitato la Giunta ha verificare il rispetto delle norme: «Alle convenzioni Consip si aderisce solo quando il capitolo di bilancio è capiente. Perché non è stato fatto?».

Eugenio Lai (Leu) ha espresso solidarietà all’assessore per il turbamento subito da sua figlia: «Il suo intervento però non ci ha convinto. Oggi lei ha fatto un esercizio di retorica senza entrare nel merito – ha detto Lai – chi ha fatto il processo non siamo noi. E’ lei stesso che sui giornali ha parlato di inefficienze e responsabilità. Il capogruppo del suo partito, Franco Mula, accusa la burocrazia ma si dimentica di dire che è stata la maggioranza a scegliere la dirigenza».

Voto contrario ha annunciato anche Desirè Manca (M5S) che ha lamentato, in apertura del suo intervento, l’atteggiamento dell’assessore Sanna: «Ogni volta che prendiamo la parola abbandona l’aula – ha detto Manca – evidentemente ha necessità urgenti». Manca ha poi espresso solidarietà all’assessore: «E’ la stessa persona che mise un like a un post sessista contro di me su facebook».  

Voto contrario ha annunciato anche Giuseppe Meloni (Pd): «Non ho capito perché l’assessore non sia entrato nel merito. Avevo bisogno di capire ma ora sono ancora più confuso».

Angelo Cocciu (Forza Italia) ha invece difeso l’operato dell’assessore e della Giunta: «Non è la prima volta che ci si trova ad affrontare debiti fuori bilancio. Conoscendo l’assessore e la struttura assessoriale non ho dubbi sulla correttezza. E’ bello venire in aula a fare i fenomeni dopo che per anni avete trovato le porte di questo assessorato spalancate».

L’assessore al Bilancio Giuseppe Fasolino è intervenuto per una precisazione: «Abbiamo cercato di capire cosa è successo. Non abbiamo nascosto nulla – ha detto – i debiti sul servizio di guardiania si sono generati perché fino al 2020 c’era un solo capitolo di bilancio, successivamente è stata creata una seconda voce. Avendoli divisi, le somme di un capitolo non erano più sufficienti a coprire i servizi che avevano la stessa missione ma diversi programmi. Il totale era coperto ma non i singoli servizi».

Il presidente Pais ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato con votazione elettronica. Via libera anche all’articolato con i voti della sola maggioranza. Il testo finale è stato infine licenziato con 28 voti a favore e 18 contrari. Il presidente Pais ha quindi dichiarato chiusa la seduta ricordando che venerdì prossimo 10 dicembre, alle 10,30, il Consiglio regionale celebrerà con una cerimonia il 150 anniversario della nascita di Grazia Deledda. Sarà presente il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. (Psp) 

 

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