Nota stampa della seduta n. 133

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 133

mercoledì 29 luglio 2026 – Antimeridiana

Approvato il Disegno di Legge 217/A “Assestamento di bilancio 2026-2028”.

Via libera, all’unanimità, alla proposta di legge n.222 “Contributo ai Comuni della Sardegna per la mitigazione dei costi dei servizi di raccolta dei rifiuti urbani”.

 

Cagliari 29 luglio 2026 – La seduta è stata aperta dal presidente del Consiglio, Piero Comandini, che dopo le formalità di rito ha annunciato la discussione del DL 217 (Giunta)  avente ad oggetto l’assestamento di bilancio e la variazione di bilancio.

La parola è stata concessa al presidente della commissione Bilancio per la relazione di maggioranza, Alessandro Solinas (M5S), che ha illustrato il disegno di legge di assestamento e variazione di bilancio 2026-2028, sottolineando anzitutto l’iter del provvedimento, approvato dalla Giunta il 13 luglio, trasmesso al Consiglio il 15 luglio e assegnato alla Terza Commissione il 16 luglio. Acquisiti i pareri delle commissioni competenti, la Commissione Bilancio ha esaminato il testo nella seduta del 22 luglio, licenziandolo senza modifiche, con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dell’opposizione.

Nel merito, Solinas ha evidenziato che il provvedimento rappresenta un passaggio centrale della programmazione finanziaria regionale, in quanto aggiorna le previsioni del bilancio 2026-2028 alla luce delle risultanze definitive della gestione 2025 e dell’andamento effettivo della gestione finanziaria, verificando e consolidando gli equilibri generali di bilancio.

Per quanto riguarda il Capo I, il relatore ha spiegato che il disegno di legge recepisce le risultanze del Rendiconto generale 2025, già approvato dalla Giunta e successivamente parificato dalla Corte dei conti. In questo quadro vengono rideterminati i residui attivi e passivi, aggiornato il fondo di cassa e formalmente recepito il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025, quantificato in oltre 3,2 miliardi di euro, con una quota libera pari a oltre 510 milioni di euro.

Un punto particolarmente rilevante della relazione ha riguardato l’aggiornamento delle entrate tributarie, conseguente alle recenti comunicazioni del Ministero dell’Economia e della Ragioneria generale dello Stato. Solinas ha riferito che per il 2026 si registrano maggiori stanziamenti di entrata per circa 1,175 miliardi di euro; al netto delle somme da riversare allo Stato e dello stralcio di residui attivi, le nuove risorse effettivamente disponibili per l’esercizio risultano pari a circa 957,5 milioni di euro. Per il 2027 e il 2028, l’adeguamento delle previsioni determina inoltre un incremento rispettivamente di 109,8 milioni e 112 milioni di euro.

Solinas ha rimarcato che queste maggiori entrate sono state allocate in via prudenziale nella Missione 20 “Fondi e accantonamenti”, come risorse non ancora destinate a specifici interventi, a tutela degli equilibri di bilancio e della futura capacità programmatoria della Regione.

Il relatore di maggioranza ha poi richiamato le osservazioni del Collegio dei revisori, secondo cui il lieve slittamento rispetto alla scadenza ordinaria del 30 giugno è giustificato da fattori non imputabili all’Amministrazione regionale. Le comunicazioni definitive del Ministero sulle spettanze tributarie e sul fabbisogno regionale sono infatti arrivate solo nei primi giorni di luglio, consentendo la predisposizione di una manovra fondata su dati completi e certificati.

Nel passaggio dedicato al Capo II, Solinas ha illustrato le ulteriori disposizioni contenute nel testo: il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio derivanti dall’acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa, l’autorizzazione di ulteriori spese e, soprattutto, lo stanziamento necessario alla copertura del disavanzo provvisorio delle aziende sanitarie, quantificato in oltre 318,3 milioni di euro. Ha precisato che la copertura finanziaria viene assicurata attraverso l’utilizzo di quote del risultato di amministrazione 2025, sia per la parte accantonata riferita al perimetro sanitario sia per la quota libera dell’avanzo.

Secondo Solinas, si tratta di un intervento necessario per garantire la salvaguardia degli equilibri economico-finanziari del sistema sanitario regionale e la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.

Infine, ha ricordato che il Capo III contiene le disposizioni finali, relative alla norma finanziaria, all’approvazione degli allegati e all’entrata in vigore della legge.

In conclusione, il presidente della Commissione Bilancio ha definito il provvedimento una manovra di assestamento tecnicamente solida e coerente con i principi dell’ordinamento contabile armonizzato, capace di recepire le risultanze definitive della gestione 2025, consolidare gli equilibri del bilancio regionale, rafforzare la capacità programmatoria della Regione e assicurare le risorse necessarie alla sostenibilità finanziaria del sistema sanitario. Ha quindi auspicato una approvazione tempestiva e ampia da parte dell’Aula, anche in considerazione del collegamento con il rendiconto generale 2025 e della necessità di rispettare i termini previsti dalla normativa vigente.

Fausto Piga (FdI), relatore di minoranza, ha sostenuto che l’assestamento di bilancio non è un provvedimento neutro sul piano politico. Pur riconoscendo che il testo non finanzia nuovi interventi e rinvia le scelte più rilevanti alla futura variazione di bilancio, il consigliere di Fratelli d’Italia ha osservato che il recepimento del rendiconto non può cancellare le responsabilità politiche della maggioranza.

Piga ha concentrato il suo intervento soprattutto sull’articolo 7, relativo alla copertura del disavanzo del sistema sanitario regionale, pari a 318 milioni di euro. Secondo il consigliere, si tratta di un dato particolarmente grave, superiore di oltre il 18 per cento rispetto all’anno precedente, che dimostrerebbe una situazione di mala gestione nella sanità. Ha ricordato le critiche rivolte in passato dall’attuale maggioranza alla gestione del sistema sanitario sardo e ha sostenuto che, alla luce dei numeri attuali, il vero disastro emergerebbe oggi, con un disavanzo in ulteriore crescita.

Nel merito, Piga ha accusato gli attuali vertici sanitari di spendere di più senza migliorare i servizi, parlando di una sanità peggiorata rispetto a un anno fa. Ha inoltre riferito di aver chiesto in Commissione i dati necessari ad approfondire la natura del disavanzo, senza però ricevere la documentazione richiesta. Da qui il dubbio politico sollevato in Aula: che si tratti o di una sottostima iniziale degli stanziamenti sanitari, oppure di una incapacità gestionale da parte dei nuovi manager nominati dalla maggioranza.

Piga ha poi richiamato la vicenda del commissariamento delle Asl, definendola una battaglia ideologica condotta dalla maggioranza e sostenendo che essa sia avvenuta in contrasto con i rilievi della Corte costituzionale. Secondo il relatore di minoranza, i precedenti manager sarebbero stati rimossi senza giusta causa.

In un passaggio finale, il consigliere ha chiamato direttamente in causa la presidente Todde sulle possibili conseguenze delle scelte compiute, soprattutto in relazione a eventuali richieste risarcitorie da parte dei manager rimossi: «La presidente Todde rinunci allo scudo erariale e insieme con la faccia in Sanità, ci metta anche il portafoglio». Il giudizio politico espresso da Piga sul provvedimento e, in particolare, sulla gestione della sanità da parte della maggioranza, è stato quindi fortemente critico.

La discussione generale è proseguita con l’intervento del consigliere Rubiu (FdI) che ha sostenuto che l’assestamento non può essere considerato un semplice esercizio contabile, ma rappresenta il momento in cui chi governa è chiamato a indicare con chiarezza le proprie priorità politiche. In questo quadro ha richiamato l’emergenza incendi, definendola la vera urgenza della Sardegna in questa fase, alla luce dei roghi che stanno colpendo territori e aziende.

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il provvedimento avrebbe dovuto prevedere misure immediate di sostegno per le aziende danneggiate, con contributi, aiuti e procedure snelle per i ristori. Ha quindi sollecitato una riflessione più ampia sull’origine dei roghi, osservando come il ripetersi degli incendi ogni estate faccia pensare non a episodi casuali, ma a una possibile regia criminale.

Rubiu ha posto anche il tema dell’adeguatezza del sistema di prevenzione e dell’organizzazione della lotta al fuoco, nonostante le ingenti risorse stanziate. A suo giudizio occorre investire maggiormente in prevenzione, manutenzione del territorio, rafforzamento del Corpo forestale, della Protezione civile e nel sostegno agli enti locali. In questo senso, ha chiesto che l’assestamento preveda risorse straordinarie.

Nel suo intervento ha affrontato anche la questione dei mezzi aerei affidati ai privati, precisando di non voler mettere in discussione la professionalità degli operatori, ma domandandosi se sia corretto affidare a soggetti privati un servizio tanto strategico. Da qui la richiesta di valutare un maggiore coinvolgimento pubblico. Infine, ha ipotizzato un contributo straordinario alle aziende agricole per pratiche agronomiche come la stoppiatura, ritenuta utile a rendere i terreni più puliti e meno esposti al rischio incendi.

Alessandro Sorgia (FdI) ha contestato l’impostazione della maggioranza, accusandola di presentare il provvedimento come un motore per il rilancio della Sardegna, mentre – a suo giudizio – la narrazione trionfalistica si scontrerebbe con la realtà e con i rilievi espressi dalla Corte dei conti.

Sorgia ha ricordato i rilievi mossi dalla magistratura contabile, sostenendo che il testo in discussione non offra risposte adeguate. Il punto più critico resta, secondo il consigliere, la sanità, con la Sardegna ancora agli ultimi posti in Italia e incapace di trattenere i medici nel sistema pubblico. Ha aggiunto che la Corte avrebbe smentito anche la rappresentazione di una macchina amministrativa efficiente, evidenziando al contrario un accumulo di risorse non accompagnato da efficacia nella spesa.

Per l’esponente di FdI, le risorse non arrivano concretamente a famiglie e imprese e il disegno di legge non appare in grado di invertire la rotta né di immettere realmente liquidità nel sistema produttivo sardo. Ha richiamato quindi i nodi di trasporti, istruzione e competitività, sostenendo che sulla continuità territoriale si proceda senza una direzione chiara e che sul rilancio competitivo dell’Isola vi siano soltanto promesse.

Sorgia ha concluso affermando che la Corte dei conti ha sì certificato la regolarità formale del bilancio, ma ha anche consegnato alla Giunta un giudizio politico severo sull’insufficienza dell’azione di governo. Ha annunciato la presentazione di emendamenti per liberare risorse, abbattere le liste d’attesa e sostenere le imprese, osservando che i sardi non hanno bisogno di propaganda ma di risposte concrete.

Alice Aroni (Misto) ha criticato anzitutto l’inoperosità del Consiglio, osservando che il disegno di legge arriva in Aula a ridosso della scadenza per la sua approvazione. Una prassi che, secondo la consigliera, andrebbe superata, soprattutto quando si discutono provvedimenti di grande rilievo politico e finanziario.

Nel merito, Aroni ha rimarcato che quando si parla di risorse economiche si parla inevitabilmente di scelte politiche. Ha quindi contestato la narrazione della presidente Todde sulla rinascita dell’economia sarda, sostenendo che le maggiori entrate non derivino da una crescita reale, ma dall’intesa con lo Stato. A suo giudizio, il dato più preoccupante resta la incapacità di spesa e di governo da parte della Giunta.

La consigliera ha richiamato le proiezioni di cassa, che stimerebbero oltre 2 miliardi di euro, definendolo un dato grave in un momento di crisi per cittadini e imprese. Ha inoltre insistito sull’articolo 7 del provvedimento, relativo alla copertura del disavanzo delle aziende sanitarie, rilevando come alla crescita della spesa corrispondano risultati peggiori in sanità, a partire dall’aumento della rinuncia alle cure.

Secondo Aroni, la legge certifica il permanere delle criticità di partenza, anche perché i bilanci delle aziende sanitarie non sarebbero ancora stati approvati. Ha quindi posto un interrogativo politico: se le Asl siano state sottofinanziate per poi procedere successivamente al ripiano, oppure se la responsabilità sia da attribuire ai manager. Ha infine sollecitato chiarimenti anche sull’attendibilità dei dati forniti dalle aziende sanitarie.

Intervenendo sull’ordine dei lavori, Franco Mula (FdI) ha lamentato un comportamento che ha definito inaccettabile da parte di alcuni esponenti della maggioranza al termine dell’intervento del collega Alessandro Sorgia. Mula ha chiesto rispetto per tutti i consiglieri e si è rivolto al presidente del Consiglio affinché garantisca il rispetto reciproco all’interno dell’Aula.

Corrado Meloni (FdI) ha sostenuto che, dopo due anni di governo, l’assestamento fotografa una Regione immobile, costretta a inseguire le emergenze più che a programmare lo sviluppo. A suo giudizio, il provvedimento non rappresenta un vero assestamento, ma un “gigantesco rattoppo”, incapace di delineare una strategia per il futuro dell’Isola.

Nel merito, Meloni ha posto l’accento sull’utilizzo dell’avanzo disponibile: degli oltre 500 milioni di euro di quota libera, 318 milioni vengono destinati alla copertura del disavanzo sanitario. Una scelta che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, conferma come le risorse vengano impiegate per ripianare perdite anziché per rafforzare i servizi. La responsabilità politica di questo quadro, ha affermato, ricade direttamente sulla presidente Todde, che detiene anche la delega alla Sanità.

Meloni ha quindi collegato il peggioramento dei conti sanitari alle nomine dei direttori generali delle aziende, sottolineando che i manager sono stati scelti dall’attuale maggioranza e che, nonostante ciò, i disavanzi continuano a crescere senza che nessuno assuma fino in fondo la responsabilità politica del fallimento.

L’esponente di FdI ha contestato anche la narrazione del cambiamento, chiedendosi dove esso sia visibile: nei pronto soccorso al collasso, nella paralisi amministrativa o nelle liste d’attesa. Secondo Meloni, la verità è che la sanità non viene governata in modo efficace e che a pagarne le conseguenze sono i cittadini sardi.

Più in generale, il consigliere ha accusato la Giunta di limitarsi a inseguire il presente, senza costruire il futuro e senza investire realmente nei settori strategici. Da qui il giudizio conclusivo: una maggioranza che amministra l’ordinario senza una vera idea di Sardegna, mentre agli annunci e alle conferenze stampa continua a contrapporsi una realtà ben diversa. (A.M.)

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, ha criticato l’impostazione del disegno di legge sull’Assestamento di bilancio, sostenendo che, pur trattandosi di un provvedimento tecnico, avrebbe dovuto contenere un’indicazione politica sull’utilizzo delle risorse disponibili. Truzzu ha evidenziato l’assenza di una strategia della Giunta sulla loro destinazione. Nel mirino, in particolare, l’articolo 7, che prevede 318 milioni di euro per ripianare il disavanzo sanitario 2025, pari a circa il 60% dell’avanzo disponibile. Secondo l’esponente della minoranza, il disavanzo sarebbe anche il risultato delle scelte organizzative adottate dall’attuale maggioranza nel primo anno di legislatura, che avrebbero alimentato confusione nella gestione della sanità. Truzzu ha, inoltre, contestato l’operato della presidente della Regione e assessore alla Sanità ad interim, per non aver dato seguito agli annunci, in particolare, sulle assunzioni. Nel suo intervento ha infine denunciato quello che ha definito un clima di “sciatteria istituzionale”, criticando il rapporto in essere tra la Giunta e il Consiglio regionale e chiedendo maggiore rispetto per il ruolo dell’Assemblea e della minoranza.

Il Presidente Comandini ha esortato i consiglieri ad adottare un linguaggio consono all’aula e ha chiesto all’on. Truzzu di non utilizzare il termine “sciatteria istituzionale”.

Per la Giunta è intervenuto l’assessore regionale del Bilancio, Giuseppe Meloni, che ha respinto le critiche sui tempi di approvazione dell’Assestamento, ricordando che il provvedimento è stato presentato subito dopo la parifica della Corte dei conti e nel rispetto delle scadenze previste dalla normativa. Meloni, pur riconoscendo che la Variazione arriva dopo mesi, ha però sostenuto che il rinvio della Variazione ha offerto l’opportunità di programmare in modo unitario gli interventi, soprattutto per il 2026, alla luce delle maggiori entrate e dell’avanzo di amministrazione. Per Meloni è importante che il confronto in Aula si traduca in proposte condivise tra maggioranza e opposizione. L’obiettivo prioritario, ha aggiunto, sarà trasformare rapidamente le risorse disponibili in investimenti concreti, evitando nuovi avanzi di amministrazione e superando le difficoltà nella capacità di spesa. L’assessore ha ribadito che la strategia della Giunta punta proprio ad accelerare la spesa, predisporre per tempo la manovra finanziaria 2027-2029 e garantire una programmazione sempre più efficace delle risorse regionali. “Non vedo una situazione così difficile”, ha detto ricordando che l’obiettivo è di approvare la Manovra in Giunta entro il 31 ottobre. Per quanto riguarda il disavanzo della Sanità, l’assessore ha ricordato che sono già in corso le attività necessarie per poter entrare in possesso dei bilanci aggiornati delle Asl in tempi che siano in linea con la redazione dei documenti di programmazione della Giunta.

Il presidente Comandini ha messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato. Sull’articolo 1 sono intervenuti i consiglieri di FdI Fausto Piga e Paolo Truzzu.

Piga ha criticato la replica dell’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni, giudicandola insufficiente sui conti della sanità. Piga ha ricordato i disavanzi registrati durante i governi di centrosinistra e ha chiesto di conoscere l’entità delle risorse assegnate alle aziende sanitarie nel triennio 2023-2025 per valutare le cause del deficit. Secondo il consigliere, le possibili spiegazioni potrebbero essere una sottostima iniziale degli stanziamenti oppure una cattiva gestione da parte dei manager delle aziende sanitarie. Piga ha sostenuto che, se il disavanzo di 216 milioni veniva definito in passato come “cattiva gestione”, lo stesso giudizio dovrebbe valere oggi per un disavanzo di 318 milioni. Piga ha, anche, contestato la tesi secondo cui il ritardo di sette mesi nell’approvazione della Variazione di bilancio avrebbe rappresentato un vantaggio. Per l’esponente di FdI il ritardo ha invece rallentato la programmazione e l’utilizzo delle risorse disponibili.

Anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, ha criticato le motivazioni fornite dall’assessore Giuseppe Meloni sul ritardo nell’approvazione della Variazione di bilancio.  Truzzu ha definito paradossale considerare positivo il rinvio della Variazione e ha ribadito le critiche al rapporto che intercorre in questa legislatura tra la Giunta e il Consiglio regionale. L’esponente della minoranza ha accusato la presidente della Regione di non prestare sufficiente attenzione agli interventi dei consiglieri durante il dibattito d’Aula, sostenendo che questo atteggiamento rappresenti una mancanza di rispetto nei confronti delle prerogative del Consiglio. Truzzu ha infine invitato anche i colleghi della maggioranza a partecipare maggiormente al dibattito, affermando che il confronto tra posizioni diverse rappresenta un elemento essenziale del funzionamento democratico dell’Assemblea.

L’Aula, in rapida sequenza, ha quindi bocciato tutti gli emendamenti, presentati dalla minoranza, e ha approvato tutti gli articoli del testo. Il presidente Comandini ha quindi aperto la votazione finale sul DL 217/A, che è stato approvato con 34 voti favorevoli e 20 contrari.

Il presidente Comandini ha, poi, comunicato che la Conferenza dei capigruppo ha deciso di inserire all’ordine del giorno dei lavori dell’Aula, ex articolo 102 del Regolamento, l’esame della proposta di legge 222, sottoscritta da maggioranza e minoranza, primo firmatario Roberto Deriu (Pd), sul “Contributo ai Comuni della Sardegna per la mitigazione dei costi dei servizi di raccolta dei rifiuti urbani” che stanzia risorse per 15 milioni di euro all’anno nel trennio 2026/2028.

Il primo intervento è stato quello del primo firmatario, Roberto Deriu (Pd), che ha affermato di essere molto lieto che la conferenza di Capigruppo abbia voluto portare stamattina, in Aula,  questo provvedimento “perché lo consideriamo una positiva iniziativa dell’intero Consiglio regionale nel porre le condizioni perché i Comuni possano dare una risposta ai cittadini in un momento così grave di crisi”, riducendo delle imposte, ossia le tariffe sui rifiuti. Deriu ha annunciato il voto favorevole al provvedimento.

Angelo Cocciu (capogruppo di Forza Italia), pur condividendo l’intervento, ha sottolineato che i 15 milioni necessari si sarebbero dovuti prendere dai 30 milioni destinati al sistema aeroportuale. Secondo Paolo Truzzu (FdI) va comunque ripensato il sistema generale della raccolta dei rifiuti. Il consigliere ha ricordato che in altri Paesi europei il sistema è diverso e non ci sono rifiuti abbandonati e che bisognerebbe permettere alle Amministrazioni di differenziare i rifiuti. Truzzu ha anche detto che non gli risultano nuove proposte sul tema della raccolta dei rifiuti. (eln)

 

A favore si è espresso anche Gianluca Mandas (M5S): «Sosteniamo il provvedimento che aiuta i comuni in una delle voci più importanti dei bilanci interni con 15 milioni di euro all’anno per abbattere la Tari. E’ un tema importante. Siamo soddisfatti che l’intero Consiglio sia sulla stessa linea».

D’accordo anche Fausto Piga (Fdi): «Si tratta di un intervento importante. Per questo abbiamo sottoscritto la proposta di legge anche se la cifra stanziata è irrisoria. Questo sorprende visto che ci accingiamo a fare una variazione di bilancio da 1 miliardo e mezzo di euro.  Lo stanziamento di 15 milioni di euro per tutta la Sardegna non basta, si tratta di circa 9 euro per abitante. Serve uno sforzo superiore. I soldi ci sono. Si arrivi ad almeno 30 milioni di euro».

La richiesta di un incremento delle risorse è stata avanzata anche da Cristina Usai (FdI): «Dopo quasi un anno si fa seguito a una nostra richiesta. Servono però dei correttivi. La suddivisione delle risorse viene fatta in base alla popolazione residente dei Comuni. Ci sono però paesi con pochi abitanti che però registrano flussi turistici importanti. Il costo di raccolta e smaltimento dei rifiuti per questi centri è molto alto. Di questo bisogna tener conto».

Stesso giudizio da parte di Gianni Chessa (FdI): «Voterò a favore ma la riflessione che bisogna fare è che non tutti i comuni sono uguali. Ci sono paesi dove il carico antropico è quasi nullo e altri, come San Teodoro, comune di 2.000 abitanti, che d’estate viene preso d’assalto da migliaia di turisti. Se la divisione delle risorse viene fatta in base alla popolazione residente non rende giustizia. La proposta di legge si può migliorare tenendo conto dei flussi turistici».

Franco Mula (FdI) ha annunciato il voto favorevole alla proposta: «C’è bisogno però di alcuni correttivi. Sono stato sindaco di un Comune come Orosei. Ricordo che la Tari è a totale carico dei cittadini. Il sistema di raccolta è diverso da comune e comune. I costi variano. Ci sono vari problemi nei territori come quello rappresentato dal Consorzio industriale di Tossilo. Cinque anni fa, lo smaltimento di una tonnellata di indifferenziato costava 120 euro contro i 90 di Olbia. I Comuni non possono scegliere dove conferire. Di questo si deve tener conto. Lo scorso anno si sono stanziati 3 milioni di euro per il solo comune di Cagliari. Oggi invece 15 milioni da dividere tra tutti i 377 comuni della Sardegna».

Il presidente Comandini ha quindi messo in votazione l’articolato della legge che è stato approvato rapidamente per alzata di mano. Il testo finale, attraverso il voto elettronico, è stato approvato all’unanimità (54 voti a favore su 54 votanti).

Il presidente Comandini ha quindi dato la parola al consigliere Antonello Peru (Sardegna al Centro 20Venti) ai sensi della nuova previsione dell’art.62 del Regolamento interno che consente ai consiglieri di fare dichiarazioni su argomenti non iscritti all’ordine del giorno con il benestare del Presidente.

Visibilmente emozionato, Antonello Peru ha ripercorso la sua travagliata vicenda giudiziaria che dal 2012 al 2026 lo ha visto imputato in sei diversi procedimenti penali: «Per 14 anni ho scelto il silenzio per rispetto delle istituzioni che rappresento – ha detto Peru – contro di me sono state formulate accuse gravissime. Ho conosciuto per due volte il carcere, mesi di domiciliari, divieto di dimora, e la sospensione, per due volte, da incarichi pubblici. Oggi tutti quei procedimenti si sono conclusi con un’assoluzione. Non ho festeggiato ma credo che oggi sia arrivato il momento di dire qualcosa e di fare una riflessione pubblica perché quel tipo di accuse gettano un’ombra di sospetto nei confronti delle istituzioni. Chi rappresenta le istituzioni rappresenta lo Stato. Quando si incrina la fiducia si mette tutto in discussione. Dico questo senza voler andare contro la magistratura che rispetto. I giudici non si alzano la mattina per colpire qualcuno. Alla fine, ho avuto giustizia. Questo però non esclude le responsabilità. Quando si decide sulla libertà di qualcuno occorre agire con grande prudenza, perché gli errori giudiziari hanno un impatto fortissimo nei confronti delle persone e delle loro famiglie. I processi mediatici non ammettono la presunzione di innocenza. Quando invece arriva l’assoluzione c’è un silenzio tombale. Alcune testate giornalistiche che hanno trattato nei dettagli le accuse nei miei confronti hanno ritenuto di non dover dedicare nemmeno una riga alla mia assoluzione. Su questo provo solo compassione. Ho sempre considerato la libertà di informazione uno dei pilastri della democrazia. Ma dietro ad ogni notizia c’è una persona. Ciò che mi dà forza è la grande fiducia della gente. Ringrazio il presidente Comandini per avermi dato questa opportunità di intervenire in Aula. Ringrazio i colleghi che mi hanno ascoltato e chi, in questi anni, mi ha dimostrato vicinanza e solidarietà».

Il presidente Comandini ha quindi dichiarato conclusa la seduta. I lavori dell’Aula riprenderanno questo pomeriggio alle 16.

 

 

 

Condividi: