CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Ufficio Stampa
Nota stampa della seduta n. 105 – Pomeridiana
Martedì 13 gennaio 2026
Manovra finanziaria 2026-2028, discussione generale Il Consiglio si riunisce domani alle 10 per gli interventi dei capigruppo Alla ripresa dei lavori pomeridiani il presidente Comandini ha dato la parola ad Antonello Floris (FdI) che ha detto: “Alla guida della macchina regionale c’è un autista privo di patente che consulta il navigatore ma comunque sbaglia strada. In questi due anni l’unico atto concreto che ho visto dalla giunta è il ritiro della delega all’assessore Bartolazzi, ancora da sostituire”. L’oratore ha parlato di lavoro: “Vedo che se ne parla molto su Facebook e poco nel concreto”. Per lo stesso partito ha preso la parola l’on. Corrado Meloni, che ha denunciato il ritardo nella presentazione della manovra “che si traduce sempre in un danno per i cittadini, per i Comuni e per le imprese”. Sul terreno della Sanità “la presidenza Todde ha dimostrato sciatteria istituzionale e incapacità di governo. La sanità non è una distribuzione di sgabelli così come l’avete interpretata voi”. Ha preso la parola l’on. Franco Mula sempre per l’opposizione, che ha detto rivolto all’assessore al Bilancio: “Un mese fa avremmo potuto approvare questa legge e invece ci avete portato a presentare questa sera 5 mila emendamenti. E’ l’unico modo per sapere qual è la vostra direzione, qual è la vostra idea di grande sviluppo che ci avete descritto nella manovra dello scorso maggio”. Per Francesca Masala (FdI) “l’alleanza al governo della Sardegna è in grado di gestire l’ordinario e preferisce la spesa a pioggia rispetto all’investimento strategico mentre la Sardegna si spopola. Questa manovra delude tutti e non affronta i problemi della Sardegna a cominciare dai problemi della sanità. Io mi chiedo dove sia la riforma del sistema sanitario regionale, dove è il grande piano della scuola sarde del futuro”. Dai banchi di Forza Italia l’on. Cera si è rivolto alla presidente Todde: “Questo provvedimento dovrebbe essere il luogo della verità politica, il momento in cui l’esecutivo dimostra che ha compreso i problemi della comunità ma voi siete riusciti a non rispondere ai bisogni dei cittadini e delle imprese. C’è una distanza siderale tra quello che dite e quello che fate, questa è una legge scritta per galleggiare. Qualcuno dovrà essere chiamato a rispondere delle decisioni avventate e rischiose che avete adottato nella rimozione dei manager della Sanità. E qualcuno dovrà rispondere dell’abbandono degli Oss, del mancato scorrimento delle graduatorie vigenti”. (C.C.) Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, ha quindi chiesto una sospensione dei lavori per consentire lo svolgimento di una riunione dei gruppi di minoranza. Il vice presidente, Aldo Salaris (Riformatori) ha accordato ed alla ripresa ha concesso la parola al consigliere di FdI, Gianluigi Rubiu, che, in premessa, ha ricordato significato politico e amministrativo della Manovra, evidenziando come nella legge finanziaria serva indicare quali siano le risorse, da quali fonti arrivino e come saranno spese. Il tutto per ribadire che la finanziaria 2026 non rappresenta soltanto un documento contabile ma deve indicare le scelte politiche di chi ha la responsabilità del governo. «Dai documenti presentanti dalla Giunta e dalla maggioranza – ha insistito l’esponente della minoranza – emerge però una visione debole, frammentata, priva di coraggio, senza un progetto di sviluppo, come se si voglia continuare a governare l’emergenza e non il futuro». Sui temi specifici, a giudizio di Rubiu, si assiste ad un utilizzo della sanità come “alibi politico evitando di affrontare i tanti problemi strutturali che l’affliggono” e che testimoniano non una crisi improvvisa del sistema “ma il risultato fallimentare di due anni di scelte sbagliate”. «Mettere i soldi senza cambiare il modello – ha aggiunto Rubiu – non risolve le difficoltà del sistema sanitario». Il consigliere FdI ha quindi affermato di sostenere la richiesta degli Enti Locali perché siano stanziati 100 milioni aggiuntivi sul fondo unico e sulle politiche del lavoro ha detto: «Basta bonus, c’è bisogno di un piano serio per il lavoro giovanile». In conclusione una critica sulla gestione dei Trasporti («la continuità territoriale con il Continente resta senza soluzione e non c’è neppure quella interna con le isole minori») e sulle politiche anti spopolamento («non c’è un solo elemento degno di nota»). Quindi la chiusura: «Le risorse sono vincolate e questa Finanziaria non risponde ai bisogni dei sardi». A difesa della Manovra, l’intervento della consigliera del M5S, Lara Serra, che ha da prima richiamato il “senso di responsabilità della politica nelle istituzioni” e quindi il sistema di indicatori sviluppato da Istat e Cnel, il Bes (benessere equo e sostenibile) per affermare che gli interventi contenuti nei documenti finanziari in discussione “rappresentano una risposta responsabile per affrontare le questioni più urgenti, all’interno della massa manovrabile di risorse, vincolata dalle regole di bilancio e dalle esigenze della continuità amministrativa”. «La priorità – ha dichiarato l’esponente della maggioranza – è mettere in sicurezza i servizi essenziali e proteggere i più deboli». Ed a questo proposito, la consigliera M5S, ha citato gli stanziamenti per il fondo non autosufficienza, per la pediatria, i trapianti, la presa in carico della disabilità e per le famiglie più vulnerabili. «Anche per l’istruzione e la formazione – ha proseguito Lara Serra – le risorse sono destinate a misure mirate e verificabili e questa manovra è solo un passaggio in vista della prossima variazione di bilancio, dove rafforzeremo la portata della manovra stessa e amplieremo la capacità di spesa della Regione». Gianni Chessa (Fi), ha definito “mortificante” dover procedere con gli interventi della discussione generale con una scarsa presenza di consiglieri in Aula e “le poche presenze tra i banchi della Giunta, ad iniziare dalla presidente della Regione e assessora della Sanità». Proprio sulla Sanità, l’esponente della minoranza è stato netto: «Avete sbagliato tutto nell’affrontare i problemi della sanità che è peggiorata rispetto al passato e non è soltanto una questione di risorse». Nel merito della massa manovrabile, l’ulteriore affondo: «Con soli 300 milioni di massa manovrabile avete trasformato la Regione sarda in un condominio che può occuparsi solo di ordinaria manutenzione». Chessa ha quindi insistito sull’opportunità di rendere noti quali siano i risultati attesi dagli stanziamenti proposti nella legge finanziaria e quale sarà il ritorno per i cittadini sardi. «Non faccio il tifo perché voi andiate male – ha proseguito il consigliere Fi – ma voi navigate a vista, non avete programmazione, proprio quando serve un ragionamento che dia un’idea di Sardegna». Gianni Chessa ha quindi auspicato una “finanziaria di buonsenso a favore dei sardi” escludendo intenti polemici e di scontro politico “anche se chi, come l’onorevole Li Gioi, ci aveva definiti un’accozzaglia quando eravamo al governo, ha scoperto solo ora quanto sia complicato governare”. Alberto Urpi (Sardegna 20Venti), ha sottolineato il tempo politico difficile in cui si discute la manovra finanziaria («arriva in un momento delicato per la Sardegna e per questa maggioranza, con la decadenza ancora in appello e dopo la sentenza che ha dichiarato illegittime le norme sulla sanità e le nomine che ne sono seguite») per evidenziarne il ritardo con il quale si procede nell’approvazione. «Questa finanziaria – ha affermato l’esponente della minoranza – non da risposte alle esigenze della Sardegna ed è un documento tecnico senza le risorse della vertenza entrate che si promette di inserire successivamente in fase di assestamento di bilancio». «L’auspicio – ha proseguito il consigliere centrista – è che possa essere migliorata in Aula». Tra le modifiche attese da Urpi, l’incremento di 100 milioni del fondo unico per gli Enti Locali. Il presidente ha quindi dichiarato conclusi i lavori della seduta pomeridiana ed ha annunciato la convocazione del Consiglio, nella mattina di domani, alle 10, per gli interventi dei presidenti dei gruppi. (A.M.)