INTERROGAZIONE N. 288/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 288/A

(pervenuta risposta scritta in data 31/12/2025)

INTERROGAZIONE SALARIS – TICCA – FASOLINO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata stabilizzazione nell’organico dell’Azienda regionale sarda trasporti (ARST Spa) di tutti gli assuntori.

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I sottoscritti,

PREMESSO che la legge regionale 2 agosto 2018, n. 29 (Disposizioni in materia di personale della categoria “assuntori” operante in Sardegna in base alla legge n. 14 del 1965 e costituzione della “Lista ad esaurimento assuntori”), ha istituito la lista regionale ad esaurimento del personale assuntori che svolge le mansioni presso le linee ferroviarie del trasporto pubblico locale gestite dall’ARST Spa;

CONSIDERATO che, ai sensi della stessa legge regionale n. 29 del 2018, l’ARST Spa ha predisposto un piano di utilizzo del personale iscritto alla lista ad esaurimento;

TENUTO CONTO che la legge regionale 21 febbraio 2023, n. 1 (Legge di stabilità 2023), e successive modifiche ed integrazioni, ha autorizzato la spesa di euro 400.000 annui per gli anni 2023, 2024 e 2025, per il completamento delle procedure di stabilizzazione del personale impiegato nei passaggi a livello;

APPRESO che, ad oggi, ancora trentadue operatori non risultano stabilizzati presso l’ARST Spa, nonostante lo stanziamento delle risorse regionali;

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dei trasporti per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto su esposto;
2) quali siano i motivi che finora hanno impedito il completamento delle procedure, determinando una disparità di trattamento per gli operatori esclusi dalla stabilizzazione;
3) se non ritengano di dover immediatamente adottare, se del caso, i provvedimenti opportuni per arrivare alla conclusione dell’iter avviato sette anni fa e dare ai lavoratori e alle loro famiglie la serenità che da tempo attendono.

Cagliari, 30 settembre 2025

Regolamento sulla concessione gratuita di spazi del Palazzo consiliare

Nota stampa della seduta n. 89

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 89 – pomeridiana

Martedì 30 settembre 2025

Seduta dedicata al Question time Discusse le interrogazioni:
  • 233/A in merito alla necessità di una nuova iniziativa legislativa regionale in materia di energia rinnovabile ispirata alla proposta di legge popolare Pratobello24, presentata dall’onorevole Sorgia, in data 4 luglio 2025 e indirizzata alla Presidente della Regione.
 
  • 236/A sulle problematiche legate al rilascio del saldo finale Misura 19 LEADER – Sottomisura 19.2 PSR Sardegna 2014-2022. Proroga dei termini e criticità della piattaforma SIAN, presentata dagli onorevoli Casula, Pizzuto, Canu e Cau, in data 9 luglio 2025 e indirizzata all’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale.
 
  • 272/A sulla scelta della “Festa del Fatto Quotidiano” quale sede promozionale del progetto Einstein Telescope e sull’opportunità politico-istituzionale dell’affidamento a un soggetto mediatico dichiaratamente orientato, presentata dall’onorevole Sorgia, in data 3 settembre 2025 e indirizzata all’Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
  Il Consiglio regionale si riunirà domani, 1 ottobre, alle 10.30 per la Seduta statutaria   La seduta pomeridiana del Consiglio regionale, come ogni ultimo martedì del mese, è stata interamente dedicata al Question Time con lo svolgimento di interrogazioni e interpellanze presentate dai consiglieri di maggioranza e opposizione. La prima a prendere la parola è stata la consigliera di Sinistra Futura, Paola Casula che, vista l’assenza in Aula dell’assessore all’Industria, ha chiesto di rinviare l’interrogazione n.229/A presentata dal suo Gruppo sulla programmazione delle attività estrattive nel territorio regionale. La stessa consigliera Casula ha rinunciato all’illustrazione dell’interrogazione n.234/A avendo ricevuto una risposta scritta da parte della Giunta. Stessa decisione da parte del consigliere Gianluigi Rubiu sull’interrogazione n.254 sulla situazione dell’ortopedia e chirurgia ortopedica negli ospedali di Iglesias e Carbonia: «E’ arrivata da qualche ora la risposta della Giunta che non ho ancora letto – ha detto Rubiu – rilevo però che le interrogazioni hanno lo scopo di far discutere i problemi. Far arrivare la risposta poche ore prima del Question Time non è corretto». Ha quindi preso la parola il consigliere Alessandro Sorgia firmatario dell’interrogazione n.233/A sulla necessità di un’iniziativa legislativa in materia di energia rinnovabile ispirata alla proposta di legge popolare “Pratobello24”. Nel suo intervento, Sorgia ha ricordato i due provvedimenti legislativi adottati dal Consiglio regionale nell’ultimo anno: la legge 5 del 2024 che introduceva una moratoria per la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici e la n.20 del 2024 per l’individuazione delle aree idonee e non idonee all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. «Su questo fronte la Giunta ha fallito – ha detto l’esponente della minoranza – nessuno dei due strumenti è stato efficace per proteggere la Sardegna dalla speculazione energetica in atto. Entrambe le leggi sono state impugnate e una, quella sulla moratoria, dichiarata incostituzionale. L’unica legge che avrebbe potuto consentire alla Sardegna il controllo energetico è quella di iniziativa popolare “Pratobello24”.  Non c’è stata però la volontà politica di discuterla. Il silenzio della maggioranza su questa proposta nata dal basso è assordante. Un insulto alla partecipazione popolare». Sorgia ha quindi chiesto alla Giunta se ritenga ancora efficace l’attuale impianto normativo in materia di energia da fonti rinnovabili e se intenda predisporre e approvare con urgenza un disegno di legge da sottoporre al Consiglio regionale che ricalchi sostanzialmente i contenuti e le finalità della proposta di legge popolare Pratobello24, al fine di dare riscontro concreto alla volontà popolare manifestata da oltre duecentodiecimila cittadini. A Sorgia ha replicato, a nome della Giunta, l’assessore Francesco Spanedda: «La legge 20 non è un fallimento nonostante l’impugnazione. E’ inserita in un quadro normativo complesso. Attualmente è pienamente vigente. Era necessario uno strumento legislativo che regolasse la materia e ponesse un argine al rischio speculazioni. Non c’è nessun fallimento. Siamo una delle poche regioni ad aver approvato una legge sulle aree idonee dopo un lungo confronto con il territorio. InSardegna non sono stati autorizzati nuovi impianti energetici in aree non idonee perché la legge regionale non può essere disattesa». Secondo Spanedda la legge 20 “permette di raggiungere gli obiettivi delle direttive europee. E’ un esempio di proposta dal basso visto che istituisce un fondo consistente per le comunità energetiche. Un piano di incentivi per l’autoconsumo che è già avviato. Anche chi non ha un capitale iniziale potrà costruire un impianto fotovoltaico». Sulla mancata discussione della “Pratobello 24”, l’assessore ha ricordato che alcuni aspetti di quella proposta sono presenti nella legge n.20.  «Stiamo monitorando la situazione alla luce del quadro normativo generale e in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale». Il consigliere Sorgia si è dichiarato totalmente insoddisfatto: «La presidente Todde, sul rischio speculazioni, dovrebbe rispondere a se stessa visto che faceva parte del Governo Draghi che ha emanato il decreto sulle energie rinnovabili – ha detto Sorgia –  noi produciamo molta più energia di quella che consumiamo e paghiamo le bollette più alte d’Italia. La speculazione non è stata fermata. La Giunta ha approvato due legge che sono state impugnate e non esiste nessuna strategia regionale. Rimane il fatto che si è ignorata una proposta di legge firmata da 21mila persone in spregio alla volontà popolare».   Si è poi passati alla discussione dell’interrogazione n. 236, prima firmataria Paola Casula (Sinistra Futura) sul malfunzionamento della piattaforma Sian che ha provocato gravi rallentamenti nella gestione dei pagamenti di alcune misure destinate ai Gruppi di azione locale. Casula ha chiesto quali Azioni si stiano mettendo in campo e sollecitato la concessione di una proroga ai Gal per la presentazione dei progetti e la rendicontazione di quelli approvati.   L’assessore all’Agricoltura Gianfranco Satta ha rimarcato che il suo l’assessorato e il servizio di sviluppo delle aree rurali segue con attenzione le azioni dei Gal. «E’ vero che il malfunzionamento del Sian ha causato rallentamenti. Si tratta di un meccanismo gestito da Agea nazionale. Ci sono difficoltà di intervento da parte dell’organismo regionale pagatore. Abbiamo chiesto e ottenuto un finanziamento di 3 milioni di euro per sviluppare un sistema autonomo regionale. In questo modo si potrà intervenire per la risoluzione delle anomalie». Sull’iter relativo alle sottomisure destinate al Gal, Satta ha assicurato che sarà data la possibilità di presentare la documentazione oltre i termini previsti. La consigliera Casula si è detta soddisfatta e ha invitato la Giunta a proseguire il dialogo per trovare un punto di incontro tra la Regione e chi ha avuto problemi per cause di forza maggiore.   Successivamente si è passati all’esame dell’interrogazione n.272 (primo firmatario Alessandro Sorgia) che ha chiesto chiarimenti sulla decisione della Regione di affidare al Fatto Quotidiano la campagna pubblicitaria per la promozione del progetto scientifico dell’Einstein Telescope. «Si sono spesi 68mila euro, senza gara, con un affidamento a un soggetto politicamente schierato vicino alla maggioranza della presidente Todde. E’ un insulto alla comunità accademica».   Sorgia ha quindi chiesto chiarimenti su chi abbia individuato la festa del Fatto Quotidiano quale sede promozionale per l’Einstein Telescope, quali criteri siano stati utilizzati per l’affidamento, se siano stati presi in considerazione altri soggetti e la presentazione di una relazione ufficiale che documenti il ritorno effettivo di immagine e di visibilità. A nome della Giunta ha replicato l’assessore Francesco Spanedda che ha ricordato che gli affidamenti competono al settore amministrativo. «In ogni caso, il Fatto Quotidiano è un organo di informazione e non di partito. La campagna pubblicitaria oltre ai contesti scientifici è rivolta anche ai non addetti ai lavori. E’ quindi giustificata la promozione del progetto in ambiti popolari. Per questo la Festa del Fatto con talk, passaggi web e dibattiti era un luogo adatto per la divulgazione dell’iniziativa dell’Einstein Telescope» Spanedda ha poi specificato che gli uffici regionali hanno pianificato le strategie di comunicazione eterogenei prevedendo eventi di animazione sul territorio regionale e nazionale. «Ci sono state convenzioni con soggetti pubblici, istituzioni e operatori scientifici. Sono previste però anche attività di animazione. Sull’affidamento al Fatto Quotidiano ci sarà una relazione dettagliata»   Il consigliere Sorgia ha giudicato insufficiente la risposta dell’assessore: «La domanda era chiara. E’ stata una scelta opportuna? Se l’obiettivo era quello di coinvolgere l’opinione pubblico, l’evento è stato del tutto inadeguato. Il Fatto è apertamente schierato con il M5S. E’ paradossale che venga scelto per promuovere un evento scientifico. Il giornale si vanta di non prendere contributi pubblici e poi incassa soldi per le campagna pubblicitaria da un soggetto pubblico. E’ stato imbarazzante vedere il simbolo della Regione insieme a quello di Terna ed Enel in un momento in cui in Sardegna monta il dissenso contro gli speculatori energetici». (Psp)   Il capogruppo di FdI, Paolo Truzzu, primo firmatario della interrogazione 280C “sulla partecipazione della Regione Sardegna alla Festa de “Il Fatto Quotidiano” per la promozione del progetto “Einstein Telescope (ET) Sos Enattos”,  indirizzata alla Presidente della Regione, ha deciso di rinviare la discussione del testo per l’assenza in aula della Presidente Todde. Il presidente Comandini ha chiuso la seduta. Il Consiglio si riunirà domani, 1 ottobre, alle 10.30 per la Seduta statutaria. (eln)

Question time, discusse tre interrogazioni. Domani il Consiglio si riunirà per la Seduta statutaria

Nella seduta pomeridiana dedicata al Question Time, il Consiglio regionale ha esaminato le interrogazioni n.233/A in merito alla necessità di una nuova iniziativa legislativa regionale in materia di energia rinnovabile ispirata alla proposta di legge popolare Pratobello24, presentata dall’onorevole Sorgia, e indirizzata alla Presidente della Regione; n. 236/A sulle problematiche legate al rilascio del saldo finale Misura 19 LEADER – Sottomisura 19.2 PSR Sardegna 2014-2022. Proroga dei termini e criticità della piattaforma SIAN, presentata dagli onorevoli Casula, Pizzuto, Canu e Cau e indirizzata all’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale; n. 272/A sulla scelta della “Festa del Fatto Quotidiano” quale sede promozionale del progetto Einstein Telescope e sull’opportunità politico-istituzionale dell’affidamento a un soggetto mediatico dichiaratamente orientato, presentata dall’onorevole Sorgia e indirizzata all’Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

Il Consiglio regionale si riunirà domani, 1 ottobre, alle 10.30 per la seduta statutaria. All’ordine del giorno cinque mozioni: la n. 47 (Deriu e più) sul sostegno alla proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare ”Ma quale casa?”; la n.24 (Ticca e più) sull’autonomia differenziata e l’urgenza di adottare le norme di attuazione dello Statuto finalizzate a rafforzare la competitività della Sardegna; la n.27 (Truzzu e più) sulla necessità urgente di pianificare l’utilizzo in orario serale, notturno e festivo dei parcheggi di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna ubicati nei centri cittadini delle principali locali sarde; la n.61 (Orrù e più) sulle misure per la riduzione dell’utilizzo della plastica monouso negli uffici pubblici e nelle scuole e divieto dell’impiego di palloncini nelle celebrazioni pubbliche e private; la n.66 (Sorgia e più) per il potenziamento della diagnosi precoce e della terapia di cross linking corneale (CXL) nei pazienti affetti da cheratocono in Sardegna.

Sintesi della seduta n. 89

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

SERVIZIO DOCUMENTAZIONE ISTITUZIONALE E BIBLIOTECARIA

XVII LEGISLATURA

SINTESI DELLA SEDUTA N. 89

Martedì 30 Settembre 2025 – Pomeridiana

Presidenza del Presidente Giampietro Comandini

Inizio: ore 16 e 15 

– Congedi.

– Svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ai sensi dell’articolo 123 bis del Regolamento Interno.
Hanno illustrato le interrogazioni, ricevendo risposta, i consiglieri: Alessandro SORGIA (Interrogazione numero 233/A) alla Presidente della Regione Alessandra TODDE, alla quale risponde l’assessore delegato Francesco Spanedda; Paola CASULA (Interrogazione numero 236/A) all’assessore dell’Agricoltura e riforma agro-pastorale Gian Franco SATTA; Alessandro SORGIA (Interrogazione numero 272/A) alla Presidente della Regione Alessandra Todde e all’assessore della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio Giuseppe MELONI, alla quale risponde l’assessore delegato Francesco Spanedda.

Riconvocazione: mercoledì 1° ottobre 2025 ore 10 e 30.

Fine: ore 16 e 58

Firmato digitalmente
Il Capo Servizio Documentazione istituzionale e bibliotecaria
Dott.ssa Maria Cristina Caria

Referendario consiliare: S. Pintus
Assistente consiliare: A. Maxia

 

Nota stampa della seduta n. 88

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 88 – antimeridiana

Martedì 30 settembre 2025

Approvato il Defr 2026-2028 Approvato il bilancio consolidato della Regione 2024 Approvata la risoluzione n. 2 sull’attuazione dell’articolo 14 dello Statuto La seduta del Consiglio è stata aperta dal Vicepresidente Giuseppe Frau che, dopo le formalità di rito, ha dato la parola al presidente della Commissione “Bilancio” Alessandro Solinas per l’illustrazione del Defr, il Documento di economia e finanza regionale. Solinas, in apertura del suo intervento, ha sottolineato la celerità con la quale si è provveduto ad esaminare il documento assegnato alla Terza Commissione il 27 agosto e licenziato lo scorso 11 settembre. «La Commissione, dopo aver audito l’assessore al bilancio Giuseppe Meloni, che ha segnalato la necessità di apportare una correzione al documento al fine di inserire nella parte seconda, nell’ambito dei focus tematici e, più precisamente, della sezione 2.2.5 (Governare con i territori) un passaggio in tema di programmazione territoriale erroneamente omesso in sede di redazione. La proposta di modifica è stata approvata a maggioranza dalla Commissione». Il presidente della Commissione, considerata l’importanza del provvedimento, ha auspicato una approvazione rapida e condivisa da parte dell’Aula. Ha quindi preso la parola il relatore di minoranza Fausto Piga (FdI). «Stiamo discutendo uno dei documenti più importanti della Regione – ha detto Piga – vedo però molti banchi vuoti, mi auguro che si garantisca il numero legale. Il Dfer ha il compito di tradurre la visione politica in provvedimenti concreti. E’ un documento strategico. I buoni propositi non bastano per risolvere le criticità, ciò che manca è la concretezza. Nessuno vi chiede di risolvere i problemi atavici della Regione ma almeno ci si provi. Non si perda più tempo, occorre essere chiari e concreti. Si individuino alcuni obiettivi facili da raggiungere». Secondo l’esponente dell’opposizione, nel Documento di programmazione e finanza manca un’idea di Sardegna: «In questo piano non illustrate le conseguenze delle vostre scelte. C’è un elenco generico di stanziamenti. Ci sono cinque focus ma non si capisce come verranno attuati. La carenza grave del piano è la mancanza di un cronoprogramma, elemento fondamentale e indispensabile per monitorare l’attuazione degli interventi e l’azione di governo. Il tempo è il nostro nemico. Le risorse vanno spese in tempi celeri. Si sta navigando a vista. Non siete in grado di dire quali saranno i risultati che produrranno le vostre scelte». Piga ha citato un esempio per tutti: «Avete approvato la norma sul comparto unico che però è ferma in commissione perché mancano le risorse». A nome della Giunta è intervenuto l’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni: «Il Defr è lo strumento fondamentale di programmazione della Regione. In esso sono contenute le linee programmatiche delle azioni che l’amministrazione intende attuare con l’obiettivo di dare gambe al Programma regionale di sviluppo 2024-2029».  L’assessore ha quindi ricordato il quadro normativo di riferimento segnato dalla riforma europea della governance economica che ha imposto a ogni Stato membro piani strutturali di bilancio pluriennali e relazioni annuali sui progressi compiuti. «In attesa dell’adeguamento nazionale – ha detto Meloni – le Regioni hanno dovuto predisporre esclusivamente Defr semplificati che descrivono con chiarezza lo stato dell’economia, le politiche in corso e gli impegni di medio periodo. Per questo può apparire incompleto». L’assessore al Bilancio ha poi analizzato il quadro economico della Regione. «Dopo un decennio difficile condizionato dalla pandemia e dalle crisi internazionali,  il Pil regionale nel 2025 cresce dell’1 per cento, meglio della media italiana. Ci sono alcuni segnali positivi in diversi settori: agricoltura, servizi, turismo. Restano due punti critici: la debolezza negli addetti alla ricerca e lo sviluppo e, soprattutto, la crisi demografica. La Sardegna ha perso 100mila abitanti in 10 anni, scendendo da 1,66 a 1,56 milioni di abitanti: un dato che mette a rischio la vitalità di comuni e territori». Nella sua relazione, l’esponente della Giunta ha evidenziato vincoli e opportunità del quadro finanziario: «Il livello degli accantonamenti a carico della Regione è ancora significativo, pari a 306,4 milioni, mentre i contributi per la governance europea ammontano a 27 milioni nel 2025, 85 milioni annui fino al 2028 e 134 milioni nel 2029. Restano aperti temi che saranno oggetto di trattativa con lo Stato: il pieno riconoscimento del principio di insularità e la definizione dei prelievi noti come “capitolo 1200”. Sono questioni fondamentali per rafforzare la nostra autonomia e consolidare un rapporto equo con lo Stato» L’assessore ha poi illustrato i cinque Focus del Dfer, definiti “il cuore del documento”, che danno coerenza alle 10 strategie del Prs. «Il primo focus “Vivere i territori” significa affrontare il tema dello spopolamento e investire nella rigenerazione urbana e territoriale. Ci sono 137 interventi per 75 milioni di euro a cui si aggiungono 37 milioni del Programma integrato di rigenerazione urbana. Ci sono inoltre 80 milioni per la sicurezza stradale, 30 milioni per la viabilità locale e 50 per il rafforzamento strutturale della rete viaria. La continuità territoriale e gli aiuti sociali ai residenti sono strumenti essenziali per ridurre le disuguaglianze derivanti dall’insularità». Per il secondo Focus “prendersi cura delle persone”, l’assessore ha confermato il completamento della rete di prossimità con 16 centrali operative, case e ospedali di comunità per superare la visione “ospedalocentrica” della sanità. Sulle liste d’attesa, si pensa a un piano straordinario con la riorganizzazione del Cup: «7,6 milioni sono destinati alle aziende sanitarie e 5,4 milioni per l’acquisto di prestazioni dalle strutture convenzionate». Ci sono poi le azioni per l’infanzia con la riorganizzazione del sistema pediatrico e il nuovo Ospedale dei Bambini. «Saranno inoltre rafforzati gli strumenti di inclusione con i piani “Ritornare a casa”, Includis e il Reis con due bandi da 54 milioni di euro». Sul terzo focus “Conoscere per crescere”, Meloni ha sottolineato la necessità di investire sul capitale umano: «Rafforziamo il diritto allo studio con borse più ampie, voucher digitali e rimborsi per il trasporto scolastico”. La vera novità è la formazione professionale che supera la frammentazione e crea filiere territoriali sostenute con 34 milioni di euro del FSE. Nasce inoltre la scuola regionale di formazione per la pubblica amministrazione e la Cittadella della protezione civile. Per il lavoro ci sono 33,7 milioni degli avvisi FILO (Filiere innovazione lavoro occupazione) e incentivi per l’occupazione pari a 40 milioni di euro». Sul fronte dell’innovazione (quarto Focus), l’assessore ha ricordato l’importanza della legge sulle aree idonee in materia energetica che offre certezza agli investimenti: «84 milioni sono destinati ai contratti di investimento, 120 milioni a Sardegna Ricerche. Con la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici trasformiamo la transizione in opportunità. Turismo, artigianato e commercio vengono rafforzati con interventi mirati. La digitalizzazione sarà uno dei pilastri» L’ultimo dei cinque focus “Governare con i territori” punta alla modernizzazione della macchina amministrativa.«Ci sono 152 milioni per rendere più efficiente la programmazione territoriale». L’assessore Meloni, al termine del suo intervento, dopo aver ricordato il ruolo svolto dagli enti e dalle agenzie della Regione ha sottolineato l’importanza del Defr: «Non è una semplice rappresentazione statica dei conti della regionali ma uno strumento vivo che tiene insieme visione e rigore. E’ il segno di una Sardegna che non subisce i processi ma li guida con responsabilità e con una prospettiva di futuro più giusta, più coesa e più competitiva». Il vicepresidente Giuseppe Frau ha quindi messo in votazione la risoluzione n.1 per l’approvazione del Documento di economia e finanza regionale. Su richiesta del consigliere Luca Pizzuto (Sinistra Futura), il vicepresidente Frau ha sospeso i lavori per 10 minuti. Alla ripresa, ha assunto la presidenza dell’Aula il presidente Piero Comandini che ha messo in votazione la risoluzione n.1 per appello nominale. La risoluzione è stata approvata con 25 voti a favore e 18 contrari. (Psp) L’Aula ha quindi avviato l’esame del Documento 28/XVII/A “Bilancio consolidato della Regione Sardegna per l’anno 2024. Articolo 68 del decreto legislativo 23 giugno 2011, 118, e successive modifiche ed integrazioni”. Il presidente Comandini ha dato la parola al relatore di maggioranza, Alessandro Solinas, che ha letto la relazione.  “Il documento in esame, approvato dalla Giunta con deliberazione n. 47/16 del 10 settembre 2025 (Bilancio consolidato della Regione Sardegna per l’esercizio 2024. Art. 68 del D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.), è stato trasmesso al Consiglio il 15 settembre 2025 e il successivo 16 settembre assegnato alla Terza Commissione permanente per il relativo esame. Il provvedimento è stato prontamente inserito all’ordine del giorno dei lavori della Commissione che, nella seduta del 18 settembre 2025, sentita l’illustrazione dell’Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, ha licenziato il provvedimento con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e il voto contrario dei gruppi di opposizione. Il bilancio consolidato è un documento contabile a carattere consuntivo che, ai sensi dell’articolo 68 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), la Regione redige con i propri enti e organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate, secondo le modalità ed i criteri individuati dal medesimo decreto. Gli enti strumentali, le aziende e le società considerate nel bilancio consolidato della regione costituiscono il “Gruppo della regione”. Il bilancio consolidato rappresenta lo strumento informativo primario di dati patrimoniali, economici e finanziari del gruppo inteso come unica entità economica distinta dalle singole società o enti componenti; esso assolve a funzioni essenziali di informazione, sia interna che esterna, che non possono essere adempiute dai bilanci separati degli enti o società componenti il gruppo né da una loro semplice aggregazione. Affinché la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico della complessiva attività svolta dalla Regione attraverso le proprie articolazioni organizzative, i propri enti strumentali e le società controllate e partecipate possa essere rappresentata in modo completo, veritiero e corretto è essenziale la preliminare puntuale individuazione dei soggetti rientranti nell’area del consolidamento. L’Allegato 4 del decreto legislativo n. 118 del 2011 disciplina in modo specifico le attività preliminari al consolidamento dei bilanci del gruppo, prima fra tutte la definizione del perimetro di consolidamento. La Giunta regionale con deliberazione n. 22/35 del 23 aprile 2025 ha definito l’elenco degli enti e delle società facenti parte del Gruppo Amministrazione Pubblica (GAP) e l’elenco del Gruppo Bilancio Consolidato (GBC) per l’esercizio 2024. Con la deliberazione n. 47/16 del 2025, confermando detti elenchi, la Giunta ha poi approvato il Bilancio consolidato della Regione per l’esercizio 2024, sottoposto all’esame del Consiglio, composto dallo stato patrimoniale, dal conto economico e corredato della relazione sulla gestione, comprensiva della nota integrativa, e della relazione del Collegio dei revisori dei conti della Regione, istituito con legge regionale 5 ottobre 2023, n. 7. (Disciplina del Collegio dei revisori dei conti) L’organo di revisione ha espresso parere favorevole, evidenziando come il documento rappresenti in modo veritiero e corretto la reale consistenza economica, patrimoniale e finanziaria del perimetro di consolidamento, di cui attesta la corretta determinazione. Deve rilevarsi come, a differenza degli anni scorsi, tutti i soggetti del gruppo bilancio consolidato hanno trasmesso in tempi utili la documentazione contabile necessaria ai fini del consolidamento; ciò denota l’efficacia degli sforzi compiuti dalla capogruppo Regione nell’ottica del rafforzamento della governance, più volte sollecitato dalla Corte dei conti. Il bilancio consolidato 2024 della Regione chiude con un risultato dell’esercizio complessivo, comprensivo della quota di pertinenza di terzi, positivo per euro 1.124.921.078 ed un patrimonio netto comprensivo della quota di pertinenza di terzi, anch’esso positivo, per euro 6.059.771.929. Come previsto dalla vigente normativa, ai fini della redazione del bilancio consolidato è stata effettuata la riconciliazione delle partite reciproche infragruppo e sono state effettuate le rettifiche nei casi di disallineamenti. Tanto rappresentato, stante l’importanza del documento, se ne auspica una condivisa e approvazione da parte dell’Aula”. In conclusione Solinas ha ribadito l’importanza del documento che evidenzia il buon lavoro portato avanti dalla Giunta e della maggioranza coesa. Per la minoranza è intervenuta la consigliera di FdI Cristina Usai, che ha letto la sua relazione. “La verifica di un bilancio consolidato non è solo un atto burocratico ma anche politico. Parliamo dell’uso di risorse pubbliche, della fiducia che i sardi ripongono nelle istituzioni e della trasparenza che dobbiamo loro. Il quadro generale del bilancio consolidato pare mostrare numeri in crescita, ma allo stesso tempo trasparenza in calo: – attivo complessivo ad euro 14,335 mld e cassa ad euro 5,817 mld: numeri importanti che dimostrano capacità finanziaria, ma non necessariamente capacità di spesa utile ai cittadini; un patrimonio netto ad euro 6,060 mld (+euro 0,9 mld) e riserve ad euro 4,637 mld (+euro 3,26 mld): ricchezza contabile che pretende spiegazioni su vincoli e reale spendibilità;  debiti in diminuzione (euro 4,792 mld) e finanziamenti ad euro1,736 mld: ma senza il costo medio del debito e la gestione del rischio tasso, il dato è monco. Un risultato netto che scende ad euro 1,125 mld. Ma vorrei soffermarmi innanzitutto su un caso simbolo: fondo per trattamento di quiescenza (+620.511 per cento). Qui non parliamo di decimali. La voce “per trattamento di quiescenza” passa da euro 1.960 ad euro 12.163.970: + euro 12,162 milioni. Una variazione gigantesca, che non viene spiegata nelle note né evidenziata dai revisori. È un tema che tocca i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e l’affidabilità dei nostri conti. Ci saremmo certamente attesi:  il prospetto dei movimenti 2023-2024 del fondo (saldo iniziale, accantonamenti, utilizzi, storni, riclassifiche, effetti di perimetro); la nota metodologica: basi attuariali, platea interessata, ipotesi e ragioni dell’accantonamento; la riconciliazione con il 2023: perché si passa da quasi zero a euro 12,2 milioni? Errore pregresso, riclassifica o nuovo obbligo? Se queste risposte non arrivano, non è solo un problema tecnico: è un problema politico di trasparenza e di rispetto del Consiglio. Ci sono però altri nodi politici da sciogliere. Le riserve: ricchezza contabile o scatola chiusa? Riserve da euro 1,380 a euro 4,637 mld: +euro 3,26 mld. Senza un elenco chiaro di voci, vincoli e origine, non sappiamo quanta di questa ricchezza sia spendibile per servizi, investimenti e lavoro. Liquidità: c’è cassa, ma i cantieri partono? I cittadini si aspettano ospedali che funzionano, treni puntuali, acqua potabile garantita. La cassa non è un trofeo: è un dovere spenderla bene e in tempo. Debito: meno quantità, zero strategia. Il debito scende, ma non sappiamo quanto costa e quanto è esposto ai tassi. Senza un piano di Gestione del rapporto tra attività e passività, rischiamo di pagare più del dovuto con il denaro dei sardi. Per quanto riguarda le partecipate forse ci vorrebbe un po’ più di trasparenza ente per ente: Arst, Enas, Abbanoa, Sfirs, Laore e le altre non possono restare un elenco opaco. Il consolidato deve riflettere realtà economiche, non coprirle. Non abbiamo bisogno di un bilancio che suona bene, ma di un bilancio che fa bene. Pretendiamo trasparenza e risultati misurabili: ospedali che funzionano, collegamenti certi, acqua sicura, lavoro dignitoso. Quando vediamo una voce di quiescenza che esplode senza spiegazioni, non giriamo lo sguardo: chiediamo conto. È rispetto per chi lavora e per chi ha lavorato. Quando leggiamo di riserve che crescono a dismisura, chiediamo di cosa sono fatte e se possono diventare servizi, cantieri e opportunità. La ricchezza contabile deve tradursi in ricchezza reale. Quando troviamo cassa ferma, diciamo che non è un trofeo da esibire ma un dovere da esercitare: spendere bene, presto e dove serve. Quando il debito scende ma non sappiamo quanto costa, ricordiamo che ogni punto di interesse in più è tempo sottratto a un treno, a un reparto, a un asilo nido. Proponiamo impegni verificabili, trimestre dopo trimestre, con cronoprogrammi pubblici e numeri alla mano. Noi siamo qui per controllare  e costruire. Non per distruggere, ma per pretendere di più. E tutti questi importanti numeri esposti nel consolidato, che è indicativo di quanto funzioni bene o male l’intero sistema regione, con tutte le sue agenzie, devono essere tradotti in servizi efficienti. A maggior ragione, la verità dei conti è un dovere verso i sardi che pagano le tasse, verso le famiglie, le imprese, gli artigiani e il mondo agro-pastorale che tengono viva l’Isola”. Fausto Piga (FdI) ha espresso apprezzamento per la relazione della collega Usai che ha evidenziato la poca chiarezza e il pressapochismo presente nel testo. Piga poi ha citato l’attesa per il pronunciamento sulla eventuale decadenza della presidente della Regione, Alessandra Todde. Il consigliere ha poi giudicato vergognoso che, nonostante il tema fosse così importante, l’Aula abbia dovuto sospendere i lavori per mezz’ora perché non era stato garantito dai consiglieri di maggioranza il numero legale. Piga ha, però, voluto sottolineare l’assenza di responsabilità del presidente Comandini, elogiando la sua gestione dell’Aula. Per la Giunta è intervenuto il vice presidente e assessore del Bilancio, Giuseppe Meloni, che ha elencato i dati presenti nel bilancio e ha evidenziato che  “il bilancio consolidato del 2024 rappresenta un sistema che oggi mostra solidità, patrimonio in crescita, debiti in calo e liquidità rafforzata”. E ha aggiunto che la “sfida politica che abbiamo davanti è trasformare questa solidità in servizi e opportunità, in ospedali che funzionano, in collegamenti più rapidi e in investimenti che arrivano solo sui territori”. Per Meloni il testo fotografa “una Regione finanziariamente solida e sta a noi ora a farne il motore di sviluppo e di risposte concrete per i cittadini sardi”. Sul fondo di quiescenza ha spiegato che l’incremento è l’effetto dell’ingresso di Agris nel perimetro di consolidamento (che nel 2023 non era incluso). “Non è un nuova passività della Regione”.  Meloni ha anche spiegato che “il consolidato certifica che il debito scende da 5,11 miliardi a 4,79 miliardi, soprattutto grazie alla diminuzione dei debiti della RAS”. Il vice presidente ha ribadito l’importanza della trasparenza e del fatto che quest’anno è stato possibile avere una fotografia complessiva della situazione del sistema regione perché tutti gli enti, agenzie e partecipate hanno inviato la documentazione relativa al 2024. Il presidente ha messo in votazione il documento Documento 28/XVII/A, che è stato approvato. L’Aula è poi passata all’esame del terzo punto all’ordine del giorno: la Risoluzione n. 2 sulle problematiche legate all’attuazione dell’articolo 14 dello Statuto speciale per la Sardegna. Il presidente ha dato la parola per l’illustrazione al presidente della III Commissione, Alessandro Solinas (M5S), che ha ricordato che la risoluzione è stata approvata a maggioranza dalla III commissione nella seduta del 11 settembre, dopo l’audizione dell’Assessore regionale degli Enti locali. “L’articolo 14, è bene ricordarlo, – ha detto – prevede che la Regione, nell’ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo. I beni e diritti connessi a servizi di competenza statale ed a monopoli fiscali restano allo Stato, finché duri tale condizione. I beni immobili situati nella Regione, che non sono di proprietà di alcuno, spettano al patrimonio della Regione”. E ha aggiunto che “I beni immobili situati nella Regione, che non sono di proprietà di alcuno, spettano al patrimonio della Regione”. Il decreto legislativo 18 settembre 2006, n. 267 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Sardegna recanti modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, n. 250, in materia di demanio e patrimonio) stabilisce ai commi 2 e 3 dell’articolo 1 che, ferme restando le competenze statali in materia di tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico, «sono periodicamente identificati i beni demaniali e patrimoniali pervenuti allo Stato successivamente alla data di entrata in vigore dello statuto di autonomia che sono trasferiti alla regione». Inoltre, che una commissione paritetica individua “i beni immobili di interesse storico, artistico ed archeologico da trasferire alla regione stessa. Detti beni entrano a far parte del demanio della regione”. L’assessore – ha continuato Solinas – ha specificato che nel corso del 2008 la Regione ha stipulato con lo Stato due Protocolli d’intesa: uno riguardante i compendi ex militari e uno riguardante i beni di interesse storico, artistico e archeologico e ha sottolineato che la suddetta Commissione paritetica si è riunita nel 2017 e nel 2018, redigendo una serie di elenchi per Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano e che nel 2023 la Regione ha provveduto alla nomina dei nuovi componenti di propria competenza. Nonostante le previsioni normative e gli impegni assunti, ha continuato Solinas, lo Stato ha trasferito in maniera discontinua i beni alla Regione, arrivando in alcuni casi ad avviare processi di valorizzazione unilaterali, senza alcun coinvolgimento della Regione, come nel caso emblematico della Reggia giudicale ed ex carcere di Oristano; i beni dismessi dallo Stato spesso non sono in condizioni di regolarità catastale e non sono corredati delle informazioni essenziali per la loro gestione, valorizzazione e contabilizzazione, necessarie a consentire l’esercizio delle prerogative regionali. L’assessore ha, inoltre, sottolineato – ha proseguito Solinas – che l’inserimento unilaterale di beni in processi di valorizzazione da parte dello Stato equivale a una certificazione implicita della cessazione della loro destinazione a fini pubblici statali, attivando di fatto il meccanismo di trasferimento previsto dall’articolo 14 dello Statuto speciale. Solinas ha evidenziato che in alcuni casi lo Stato ha avviato iniziative di valorizzazione senza alcun coinvolgimento della Regione, come quella relativa alla riqualificazione, per esempio, della regia giudicale ex carcere di Oristano, ma anche per quanto riguarda l’Asinara, La Maddalena e l’ex Intendenza di finanza a Sassari. La risoluzione, ha proseguito Solinas, riconoscendo l’importante lavoro fatto dalla Giunta a tutela del patrimonio sardo, ritiene urgente un’azione politica forte che riaffermi con forza i diritti della Regione in materia di patrimonio e demanio. Per questo “impegna la Giunta regionale: ad attivarsi con determinazione in tutte le sedi istituzionali, anche attraverso un confronto diretto con il Governo, per ottenere il pieno rispetto dello Statuto speciale e delle relative norme di attuazione, esigendo l’immediata riattivazione della Commissione paritetica, la cessazione di iniziative unilaterali da parte dello Stato volte alla valorizzazione di beni destinati al trasferimento alla Regione, nonché la definizione di un calendario certo per tali trasferimenti; a promuovere l’adozione di una disciplina normativa che definisca tempi certi, criteri trasparenti e procedure vincolanti per il trasferimento dei beni patrimoniali e demaniali dallo Stato alla Regione; a riferire con periodicità al Consiglio regionale sullo stato di attuazione dei trasferimenti e sulle eventuali criticità riscontrate. In conclusione Solinas ha chiesto a tutta l’Aula di votare la risoluzione. Paolo Truzzu (capogruppo di FdI) ha annunciato il voto di astensione perché manca il riconoscimento del ruolo degli enti locali. Truzzu ha sottolineato che bisogna tenere conto dell’atteggiamento della Regione nei confronti degli enti locali ai quali, spesso, non vengono trasferiti i beni in capo alla Regione. L’Aula ha poi approvato la Risoluzione n. 2 Il presidente ha chiuso la seduta. Il Consiglio riprenderà i lavori alle 16 con la seduta dedicata al question time. (eln)  

Comparto unico. Martedì 7 ottobre in aula

30_09_25 CRS Capigruppo _ Sindacati Comparto unico

Cagliari, 30 settembre 2025 – Il Consiglio regionale comincerà l’esame della Proposta di legge n. 68 “Disposizioni in materia di attuazione del Comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali” martedì 7 ottobre alle 10,30. Lo ha deciso la Conferenza dei Capigruppo riunita questa mattina sotto la presidenza di Piero Comandini.

I Capigruppo subito dopo la fine della seduta dell’Assemblea hanno ricevuto una delegazione dei rappresentanti sindacali e dei lavoratori che questa mattina hanno manifestato sotto il Palazzo del Consiglio regionale. La richiesta di Cgil Cisl e Uil è stata una sola: “Calendarizzare al più presto la Proposta di Legge 68 per arrivare nel più breve tempo possibile all’approvazione. Si tratta –  è stato detto – non solo di una questione economica ma della stessa sopravvivenza degli enti. I lavoratori non sono più disponibili – hanno concluso – ad accettare ritardi”.

30_09_25 CRS Capigruppo _ Sindacati Comparto unico

Il Presidente Comandini ha spiegato che la materia è complessa e che i tempi si sono protratti a causa della mancanza di una relazione tecnica finanziaria necessaria per rendere il documento pronto per l’aula. “Ieri è arrivato anche questo documento – ha specificato Comandini –  ed ora siamo pronti”.

Il Presidente ha convocato immediatamente la Capigruppo dove è stata decisa la data di martedì 7 ottobre.

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INTERROGAZIONE N. 287/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 287/A

(pervenuta risposta scritta il 05/11/2025)

INTERROGAZIONE SORGIA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave carenza di pediatri nel territorio dell’oristanese e sulle misure urgenti per garantire il diritto alla salute dei minori.

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Il sottoscritto,

PREMESSO che:
– nel territorio dell’Azienda sanitaria locale (ASL) n. 5 di Oristano si registra una grave carenza di pediatri di libera scelta, con ambiti territoriali totalmente privi di copertura, tra cui la città di Oristano e i comuni del distretto Ghilarza-Bosa;
– la mancanza di pediatri ha determinato la saturazione dei professionisti rimasti, l’allungamento dei tempi di attesa e la necessità per molte famiglie di spostarsi anche decine di chilometri per ottenere visite e cure per i propri figli;
– nei giorni scorsi è stata lanciata una petizione popolare intitolata “Oristano senza pediatri: i nostri bambini meritano cure immediate”, che ha già raccolto oltre mille firme, evidenziando una forte mobilitazione sociale e il disagio crescente tra i cittadini;
– numerose testate giornalistiche hanno documentato il clima di esasperazione e sfiducia, culmina-to anche in un episodio di violenza ai danni di un pediatra dell’Ospedale San Martino, strattonato e insultato da familiari in attesa: un gesto inaccettabile e ingiustificabile ma sintomo evidente di un’emergenza sociale non più sostenibile;

CONSIDERATO che:
– l’ASL n. 5 ha tentato di ovviare con ambulatori specialistici temporanei e l’attivazione di un bando per ore di specialistica ambulatoriale pediatrica, ma tali misure si sono dimostrate insufficienti a coprire le necessità dell’utenza;
– in diverse zone della Sardegna, si pensi al Mandrolisai, a Nuoro, al Marghine, si riscontrano situazioni analoghe con gravi disagi per centinaia di bambini;
– la Regione ha dichiarato che non vi sarebbe una carenza generale di pediatri in Sardegna, ma ha ammesso l’esistenza di “criticità nelle zone interne”, senza tuttavia accompagnare tale presa d’atto con interventi risolutivi;
– il diritto dei minori all’assistenza sanitaria, sancito dalla Costituzione e dai livelli essenziali di assistenza (LEA), è messo in discussione in territori che subiscono un sistematico svantaggio;

SOTTOLINEATO che:
– la disponibilità di un pediatra di libera scelta per ogni bambino è elemento fondamentale per la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione delle patologie pediatriche;
– la carenza di copertura non solo rappresenta un disservizio, ma configura una potenziale disparità di trattamento tra cittadini residenti in diverse aree della Regione,

chiede di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, ciascuno per quanto di competenza per sapere:
1) quanti ambiti territoriali pediatrici risultano privi di copertura attiva nel territorio dell’ASL n. 5 di Oristano e negli altri distretti della Sardegna al 30 settembre 2025;
2) quali sono le motivazioni del ritardo nel turn-over per la sostituzione dei pediatri cessati o dimissionari nei territori carenti;
3) quali misure urgenti si intendano adottare per garantire la presenza stabile di pediatri di libera scelta nei territori scoperti, con particolare riferimento all’ambito di Oristano e ai distretti interni;
4) se siano previsti incentivi economici, logistici o contrattuali per rendere attrattivi tali incarichi nei territori considerati disagiati;
5) se la Regione intenda attivare incarichi provvisori, incarichi fuori ambito o convenzioni straordinarie per garantire la continuità dell’assistenza pediatrica;
6) quali risorse economiche regionali siano state stanziate nel 2025 per fronteggiare la carenza di pediatri nei territori critici della Sardegna;
7) se la Regione intenda elaborare un piano straordinario regionale per la pediatria territoriale, con una mappatura dettagliata delle criticità e un cronoprogramma per la loro risoluzione.

Cagliari,30 settembre 2025

Sintesi della seduta n. 88

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

SERVIZIO DOCUMENTAZIONE ISTITUZIONALE E BIBLIOTECARIA

XVII LEGISLATURA

SINTESI DELLA SEDUTA N. 88

Martedì 30 Settembre 2025 – Antimeridiana

Presidenza del Vice Presidente Giuseppe Frau
Indi del Presidente Giampietro Comandini

Inizio: ore 10 e 44 

– Congedi.

– Annunzi.
Documenti pervenuti: proposte di legge, risposta scritta a interrogazioni, interrogazioni.

– Discussione del Documento: “Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028” (27/XVII/A) e approvazione della Risoluzione (1).
Sono intervenuti l’assessore Giuseppe MELONI, per la Giunta, il relatore di maggioranza Alessandro SOLINAS e il relatore di minoranza Fausto PIGA.
Risoluzione numero 1: approvata con votazione nominale mediante procedimento elettronico.

– Discussione e approvazione del Documento: “Bilancio consolidato della Regione Sardegna per l’esercizio 2024. Art. 68 del D.lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.” (28/XVII/A).
Sono intervenuti l’assessore Giuseppe MELONI, per la Giunta, il relatore di maggioranza Alessandro SOLINAS, la relatrice di minoranza Cristina USAI e il consigliere Fausto PIGA.
Documento numero 28/XVII/A: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.

– Discussione e approvazione della Risoluzione sulle problematiche legate all’attuazione dell’articolo 14 dello Statuto speciale per la Sardegna (2).
Sono intervenuti il relatore Alessandro SOLINAS e il consigliere Paolo TRUZZU.
Risoluzione numero 2: approvata per alzata di mano con esperimento della controprova.

– Sull’ordine dei lavori.
È intervenuto il consigliere Luca PIZZUTO.

Riconvocazione: alle ore 16.
Fine: ore 12 e 27

(La seduta è rimasta sospesa dalle ore 11 e 13 alle ore 11 e 28; dalle ore 11 e 29 alle ore 11 e 48)

Firmato digitalmente
Il Capo Servizio Documentazione istituzionale e bibliotecaria
Dott.ssa Maria Cristina Caria

 

Referendario consiliare: S. Pintus
Funzionario consiliare: B. Balzano
Assistente consiliare: A. Maxia