INTERROGAZIONE N. 301/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 301/A

INTERROGAZIONE SORGIA, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione del personale sanitario presso l’ARNAS G. Brotzu di Cagliari e sul ricorso sistematico a contratti interinali e atipici in violazione delle norme sulla stabilizzazione.

***************

Il sottoscritto,

PREMESSO che:
– presso l’Azienda di rilievo nazionale ed alta specializzazione (ARNAS) G. Brotzu di Cagliari operano numerosi lavoratori sanitari, tecnici e amministrativi in regime di precarietà da anni;
– è prassi consolidata, secondo diverse segnalazioni interne, il ricorso sistematico a contratti interinali e atipici, anche con rinnovi mensili ripetuti nel tempo, senza stabilizzazione, in contrasto con le disposizioni di legge in materia di lavoro pubblico;
– tali modalità di impiego determinano un grave disagio tra i lavoratori, che in molti casi abbandonano l’azienda pubblica per passare al settore privato o ad altre strutture sanitarie regionali o extraregionali;
– le attuali direttive ministeriali e regionali promuovono la stabilizzazione del personale sanitario precario, anche per far fronte alla crescente difficoltà di reperire risorse umane qualificate all’interno del Sistema sanitario regionale (SSR);

CONSIDERATO che:
– l’abuso dei contratti interinali e atipici può configurare violazioni di legge, in particolare quando si superano i limiti di durata e continuità di tali contratti;
– l’utilizzo reiterato del medesimo lavoratore, nello stesso reparto e con le stesse mansioni, anche tramite agenzia interinale, può configurare una somministrazione fraudolenta o un rapporto di lavoro subordinato di fatto;
– la Regione ha recentemente attinto alle graduatorie dell’Azienda regionale della salute (ARES) per il reclutamento di infermieri, ma continua a ignorare la situazione degli operatori socio sanitario (OSS), ausiliari, tecnici e amministrativi impiegati tramite interinali,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza delle pratiche di impiego precario e reiterato del personale presso l’ARNAS G. Brotzu, anche mediante agenzie interinali;
2) quali siano i numeri aggiornati del personale interinale e atipico impiegato presso l’ARNAS G. Brotzu, suddivisi per profilo professionale e durata media dell’incarico;

3) se siano stati effettuati controlli ispettivi da parte dell’Assessorato o della Direzione generale sulla correttezza delle procedure di reclutamento del personale;
4) se la Regione intenda intervenire urgentemente per:
– sospendere l’abuso dei contratti atipici;
– garantire procedure concorsuali trasparenti e programmate;
– favorire la stabilizzazione dei lavoratori con i requisiti di legge.

Cagliari, 10 ottobre 2025

Sciopero dei farmacisti. Il presidente Comandini, la presidente Fundoni e i capigruppo ricevono una delegazione dei sindacati: “Sosterremo la vostra vertenza”

Cagliari, 15 ottobre 2025 – “Non è solo una vostra vertenza, non è soltanto la richiesta di riconoscimento di una categoria che svolge un’attività importantissima per la Sardegna e per tutto il Paese, con professionalità, competenza e anni di studio, ma è anche la nostra vertenza”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini, che ha ricevuto, insieme alla presidente della commissione Salute, Carla Fundoni, e i capigruppo di maggioranza e minoranza, una delegazione dei rappresentanti sindacali dei farmacisti, che, questa mattina, hanno scioperato e manifestato dopo che Federfama ha annunciato il ritiro dal tavolo delle trattative per il rinnovo contrattuale. “Metteremo in campo – ha detto Comandini, anche a nome dei capigruppo – tutto quello che è possibile per sostenere la vostra vertenza anche con Federfarma”. D’accordo anche la presidente Fundoni, che ha annunciato che, come commissione Salute, chiederà l’incremento delle risorse necessarie per sostenere “le farmacie che sono, spesso, presidi salvavita”.

I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, hanno sottolineato l’importanza dei servizi garantiti oggi dalla farmacie, che sono diventate un vero e proprio presidio sanitario, fondamentale per tanti cittadini e un sostegno per il servizio sanitario regionale e nazionale. Le competenze affidate alle farmacie sono aumentate e deve essere riconosciuto, hanno detto, un adeguamento contrattuale congruo, la valorizzazione della professionalità, ma anche una migliore organizzazione del lavoro.

Massima attenzione e sostegno da parte della politica sarda alle istanze presentate dai farmacisti è stata, quindi, garantita dal presidente Comandini, che incontrerà in giornata  l’assessore e la presidente Todde e li inviterà ad attivarsi per sostenere la vertenza, coinvolgendo anche Federfarma. “Ci sono nella nostra regione, purtroppo, paesi in cui manca il medico di base e il pediatra, ma c’è il farmacista”, ha aggiunto il presidente Comandini, “la farmacia e il farmacista fanno parte del sistema sanitario, non soltanto come struttura, ma anche come assistenza al cittadino”.

 

Giovedì, 16 ottobre, si riuniranno le Commissioni IV, V, VI e la Commissione speciale per la proposta di legge statutaria

Cagliari, 13 ottobre 2025 – Il calendario dei lavori delle Commissioni del Consiglio regionale.

  • Giovedì, 16 ottobre, alle 9.30, si riunirà la Commissione Speciale per la redazione di una proposta di legge statutaria, presieduta da presidente Piero Comandini. All’ordine del giorno la legge regionale Statutaria e le norme di attuazione dello Statuto speciale sardo. Saranno sentiti in audizione gli ex presidenti della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru e Mauro Pili, e gli ex presidenti del Consiglio regionale, Giacomo Spissu, Gianfranco Ganau, Michele Pais e Gian Mario Selis.
  • Alle 10,30 si riunirà la IV commissione (Governo del Territorio), presieduta da Roberto Li Gioi (M5S). All’ordine del giorno: le problematiche relative agli usi civici con le audizioni del presidente della Federazione regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Sardegna, Giuliano Sanna, della professoressa Michelina Masia dell’Università di Cagliari e dell’ex Commissaria agli usi civici, Maria Cristina Ornano.
  • Alle 12.30 si riunirà l’Ufficio di presidenza della V commissione (Attività produttive), presieduta da Antonio Solinas (Pd). All’ordine del giorno la programmazione dei lavori.
  • Alle 15.30 si riunirà la VI commissione (Salute e politiche sociali), presieduta da Carla Fundoni (Pd). All’ordine del giorno: l’esame delle proposte di legge n. 126 (Ciusa e più) “Inclusione scolastica e sportiva minori con DT1” e n. 138 (Piras e più) “Inclusione scolastica e sportiva minori con DT1”.

INTERROGAZIONE N. 300/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 300/A

(Pervenuta risposta scritta il 18/11/2025)

INTERROGAZIONE RUBIU – TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – USAI con richiesta di risposta scritta, in merito ai gravi disagi nella mobilità da e per il Sulcis Iglesiente a seguito dei lavori di raddoppio della linea ferroviaria Decimomannu-Villamassargia e degli interventi di ammodernamento infrastrutturale previsti sino a tutto il 2026.

***************

Il sottoscritto,

PREMESSO che:
– la Rete ferroviaria italiana Spa (RFI) del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha annunciato l’avvio di un importante intervento infrastrutturale per il raddoppio della linea ferroviaria Decimomannu-Villamassargia, l’attrezzaggio del sistema dell’European Rail Traffic Management System (ERTMS) tra Decimomannu-Iglesias-Carbonia e una serie di miglioramenti infrastrutturali lungo l’intera tratta;
– i lavori, del valore complessivo di oltre 130 milioni di euro, comporteranno la chiusura totale della linea ferroviaria dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2026;
– secondo quanto comunicato da RFI, nel periodo di interruzione sarà attivato un servizio sostitutivo con autobus per collegare il Sulcis Iglesiente con Cagliari, servizio che interesserà in particolare i centri di Carbonia, Iglesias, Villamassargia e Siliqua;
– nell’ambito dei lavori, oltre al raddoppio della tratta Decimomannu-Villamassargia, sono previsti interventi di rilievo sulle stazioni, in particolare quella di Carbonia, e l’introduzione di sistemi di sicurezza e controllo marcia treno di ultima generazione (ERTMS e SCMT);

CONSIDERATO che:
– la sospensione del servizio ferroviario per un periodo così prolungato, almeno diciotto mesi, rappresenta un gravissimo disagio per migliaia di pendolari, studenti e lavoratori che quotidianamente utilizzano il treno per recarsi a Cagliari o rientrare nel Sulcis Iglesiente;
– la sostituzione dei treni con autobus non garantisce tempi di percorrenza accettabili, aggravando i disagi con ulteriori fermate intermedie (in particolare a Villamassargia e Siliqua) e tempi di viaggio notevolmente superiori rispetto a quelli attuali;
– si tratta di un bacino di utenza molto ampio, che comprende un intero territorio già penalizzato sul piano infrastrutturale e occupazionale, e che non può restare isolato per oltre due anni;
– l’esperienza insegna che per opere di tale portata i tempi di completamento tendono frequentemente a prolungarsi, con il rischio concreto che i disagi si protraggano ben oltre la data prevista del 31 dicembre 2026;
– è compito della Regione, e in particolare dell’Assessorato regionale dei Trasporti, vigilare sul cronoprogramma dei lavori, concertare con la Rete ferroviaria italiana Spa misure di mitigazione efficaci e garantire ai cittadini del Sulcis un livello minimo di efficienza e continuità del servizio pubblico;

RILEVATO che:
– in altri contesti regionali, durante analoghi lavori infrastrutturali, sono stati previsti servizi alternativi potenziati e coordinati, anche mediante convenzioni con le aziende di trasporto pubblico locale;
– non risulta, allo stato, alcun piano dettagliato da parte della Regione volto a garantire tempi di percorrenza accettabili, coincidenze efficienti e servizi sostitutivi adeguati per i cittadini del Sulcis,

chiede di interrogare l’Assessore regionale dei lavori pubblici e l’Assessore regionale dei trasporti per sapere:
1) se la Regione sia pienamente informata e coinvolta nel cronoprogramma dei lavori previsti da RFI e FS Italiane e quali azioni di coordinamento stia attuando per monitorarne l’andamento;
2) se l’Assessorato dei trasporti abbia già predisposto, o intenda predisporre, un piano dettagliato dei servizi sostitutivi, con particolare riferimento alla frequenza delle corse, ai tempi di percorrenza e alle coincidenze con altri mezzi di trasporto pubblico al fine di ridurre al minimo i disagi all’utenza;
3) se siano previste misure di mitigazione dei disagi per studenti, pendolari e lavoratori del Sulcis Iglesiente, ad esempio mediante tariffe agevolate o potenziamento delle linee su gomma;
4) quali garanzie la Regione intenda ottenere da RFI circa il rispetto dei tempi di realizzazione dei lavori e la trasparenza nella comunicazione delle fasi operative e dei possibili ritardi;
5) se la Giunta regionale ritenga accettabile che un territorio già fragile come quello del Sulcis Iglesiente resti per oltre due anni privo di un collegamento ferroviario diretto con il capoluogo, e qua-li iniziative urgenti intenda assumere per evitare un ulteriore isolamento socio-economico dell’area.

Cagliari, 9 ottobre 2025

INTERPELLANZA N. 9/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interpellanza n. 9/A

AGUS – PINTUS, sullo stato di avanzamento dei lavori per la metropolitana leggera di Cagliari, sulle azioni di coordinamento istituzionale e sulle misure per la gestione della mobilità urbana durante la prosecuzione dei cantieri.

***************

I sottoscritti,

PREMESSO che:
– la metropolitana leggera di Cagliari rappresenta un’infrastruttura strategica per il miglioramento della mobilità sostenibile e integrata nell’area metropolitana del capoluogo, con l’obiettivo di favorire il trasporto pubblico, ridurre il traffico privato e contribuire alla diminuzione delle emissioni inquinanti;
– il progetto, gestito dall’azienda ARST Spa, costituisce un elemento qualificante della pianificazione regionale dei trasporti e della rete intermodale dell’area vasta di Cagliari;
– i lavori in corso interessano arterie viarie di primaria importanza, tra cui via Roma, che svolgono una funzione essenziale per la mobilità interna e per il collegamento con i centri dell’hinterland;

CONSIDERATO che:
– la prosecuzione dei cantieri, pur giustificata dalla complessità e strategicità dell’opera, determina disagi temporanei alla circolazione, alle attività commerciali e ai servizi di trasporto pubblico locale gestiti dall’azienda CTM Spa;
– nonostante l’importanza dell’opera, non risultano di pubblico dominio aggiornamenti recenti del cronoprogramma dei lavori e dei collaudi;
– appare necessario un coordinamento costante tra Regione, Città metropolitana di Cagliari, Comune di Cagliari, ARST Spa e CTM Spa per ottimizzare la gestione della mobilità e mitigare gli impatti sulla cittadinanza, in particolare lungo le vie di accesso ai servizi ospedalieri e alle principali aree urbane;

RITENUTO che, in considerazione della rilevanza dell’opera, situata in un’area densamente popolata e di potenziale beneficio per centinaia di migliaia di utenti, si renda necessario fornire al Consiglio regionale un’informativa chiara e dettagliata sui ritardi accumulati, sul cronoprogramma aggiornato, nonché sulle prospettive e sugli esiti attesi,

chiedono di interpellare l’Assessore regionale dei trasporti per sapere:
1) quale sia lo stato attuale di avanzamento dei lavori della metropolitana leggera di Cagliari, con particolare riferimento ai cantieri attivi nelle principali vie del capoluogo;
2) se ARST Spa abbia predisposto un cronoprogramma aggiornato dei lavori e dei collaudi e quali siano le nuove scadenze previste per il completamento delle opere;
3) quali siano le azioni di coordinamento istituzionale tra gli enti coinvolti per la gestione del traffico e la mitigazione dei disagi derivanti dai cantieri soprattutto tenendo conto dei flussi veicolari in entrata e in uscita da Cagliari.

Cagliari, 7 ottobre 2025

Legge Statutaria. In Commissione Speciale le audizioni degli ex presidenti della Regione.

Cagliari 9 ottobre 2025 – Gli ex presidenti della Regione, Antonello Cabras, Christian Solinas, Renato Soru e Angelo Roich, sono stati sentiti questa mattina dalla Commissione speciale sulla legge statutaria e le norme di attuazione dello Statuto speciale. In apertura dei lavori il presidente del Consiglio Piero Comandini (che presiede anche la Commissione Speciale a cui partecipano tutti i capigruppo), ha ribadito gli obiettivi dell’iniziativa: arrivare a una nuova legge statutaria che definisca forma di governo e rapporti tra i diversi organi della Regione e, allo stesso tempo, garantisca la più ampia partecipazione dei cittadini attraverso le norme che disciplinano i referendum e le leggi di iniziativa popolare. La Commissione avrà inoltre il compito di avviare una ricognizione delle materie e dei settori che necessitano dell’adozione delle norme di attuazione dello Statuto speciale: «Per far questo – ha detto Comandini – serve la massima collaborazione tra le forze politiche e il coinvolgimento della società sarda. Una legge statutaria non può essere fatta a colpi di maggioranza».

Il primo ex presidente a presentarsi davanti al parlamentino è stato Antonello Cabras (presidente della Regione da novembre 1991 a giugno 1994) che, in premessa, ha invitato la Commissione a tenere sempre presente il clima politico che condiziona di volta in volta i rapporti tra Stato e Regione: «Quando si fece la riforma del Titolo V della Costituzione in molti pensavano di cancellare le autonomie speciali. L’introduzione del concetto di autonomia differenziata ha permesso di scongiurare quel rischio. Quando si toccano queste materie è importante ricordare che l’ultima parola spetta sempre allo Stato. E’ bene essere realistici».

Cabras è entrato quindi nel merito della legge statutaria: «Una condizione necessaria per raggiungere l’obiettivo è che i rapporti nell’assemblea legislativa tra le diverse forze politiche siano stretti e condivisi. Queste leggi non si fanno solo con la maggioranza. Devono durare per più di una legislatura e, in una democrazia con alternanza al governo, è essenziale che tutti gli attori siano coinvolti. Prima di decidere occorre che ci sia perfetta sintonia altrimenti è meglio rinunciare».

Sulla forma di governo, l’ex presidente ha invitato la Commissione a una seria riflessione: «Da 20 anni in Sardegna c’è l’elezione diretta del Presidente della Giunta che prima veniva indicato dal Consiglio regionale. Vi invito a riflettere su questo e a valutare come ha funzionato la Regione con entrambi i sistemi. Questa riflessione è doverosa in tempi di scarsa partecipazione e crescente separazione dell’elettorato dalle istituzioni. I legislatori devono affrontare queste problematiche e cercare soluzioni. La democrazia diretta ha ridotto il peso del Consiglio e degli assessori. Se si mantiene il sistema attuale, a mio avviso, gli assessori dovrebbero essere nominati dal Consiglio su proposta del presidente, rispondendo alla legge e alle loro competenze come i ministri. Suggerisco di riesaminare il sistema attuale. Inoltre, credo che il numero attuale di assessori sia eccessivo, perché originariamente dimensionato per un Consiglio che poteva arrivare a 80 membri».

Sulla legge elettorale, Cabras ha ricordato come il sistema attuale sia strettamente legato alla forma di governo: «In Sardegna abbiamo il voto disgiunto che in altre regioni non esiste. Dobbiamo riflettere sul perché. Cambiare forma di governo richiederebbe una legge elettorale proporzionale. Anche il sistema di voto è responsabile della disaffezione alla politica. L’astensionismo non è figlio solo della sfiducia nelle istituzioni, dipende anche dalla mancanza di un’adeguata offerta politica. Le leggi elettorali stanno diventando ad personam. Chiunque può proporre una legge e questo minaccia il sistema democratico. C’è poi una differenza tra le elezioni per il Parlamento e per il Consiglio regionale. Nel primo caso si vota senza preferenze. Personalmente sono a favore per un ritorno alle preferenze che consente agli elettori di scegliere».

Christan Solinas (presidente dal 2019 al 2024) ha illustrato alla Commissione il lavoro fatto nella precedente legislatura sottolineando la necessità di un’azione comune con le altre Regioni per il rilancio della specialità. «Fin dall’inizio, ho chiesto e ottenuto di rafforzare il gruppo di lavoro delle regioni speciali durante la Conferenza permanente delle regioni e province autonome. Con l’estensione della possibilità di adottare statuti di autonomia anche alle regioni ordinarie e il dibattito sull’autonomia differenziata, la Sardegna e le altre regioni speciali si trovano di fronte a un nuovo orizzonte. Dobbiamo promuovere la specialità più dell’autonomia. La nostra vera battaglia è rafforzare l’autogoverno della Sardegna e poi definire i rapporti tra gli organi istituzionali, la partecipazione attiva dei cittadini, la forma di governo e i sistemi elettorali. Oggi, gli statuti delle regioni speciali sono approvati con una norma costituzionale, mentre le regioni ordinarie possono seguire un percorso legislativo autonomo. La nostra legislazione è limitata dalla Costituzione e dallo Statuto. Paradossalmente, la nostra autonomia speciale è più vigilata e compressa rispetto a quella delle regioni ordinarie».

Solinas ha quindi ricordato l’azione portata avanti con le altre regioni a Statuto speciale per bilanciare l’azione delle regioni ordinarie: «Siamo arrivati a un testo condiviso che proponeva l’eliminazione del limite delle norme economiche e sociali per evitare l’impugnazione delle leggi da parte dello Stato, la tutela della lingua, un chiarimento sul rapporto delle leggi urbanistiche con ambiente e paesaggio; la potestà sui piani per il dimensionamento scolastico. A settembre del 2023 questo disegno di legge costituzionale ha raggiunto un punto di definizione per il Trentino Alto Adige. Il Consiglio valuti ora l’opportunità di riagganciarsi a questo treno. Personalmente sarei favorevole a unire le politiche statutarie alle locomotive più forti nel peso contrattuale con i governi»

Sulle norme di attuazione Solinas ha espresso qualche perplessità: «Sono state storicamente poche. 
Le commissioni paritetiche spesso non svolgono il loro lavoro per difficoltà oggettive. Nella passata legislatura, abbiamo proposto diversi decreti legislativi: dalle città metropolitane e province alla valorizzazione dei beni culturali in particolare riguardo alla valorizzazione della civiltà nuragica. Abbiamo anche proposto una tassa automobilistica regionale per sostenere il bilancio, una norma sull’insularità e una sull’ordinamento scolastico e sugli usi civici. È positivo che il Consiglio approfondisca questo aspetto. Non dovrebbe esserci bisogno di una Commissione speciale per trattare questi temi. Il Consiglio dovrebbe farlo ordinariamente».

Sulla legge elettorale, Solinas ha auspicato un ruolo più forte del Consiglio: «C’è bisogno di un sistema di pesi e contrappesi. La legge n.1 del 1977 va rivista, così come è necessaria una manutenzione legislativa su altri spezzoni normativi. Va fatto però con ordine, definendo prima di tutto il nuovo rapporto con lo Stato attraverso il rilancio della specialità». Solinas si è detto favorevole alla rimozione delle soglie di sbarramento: «Non sono strumenti che esaltano la democrazia, li abbiamo sempre combattuti anche a livello nazionale. Escludere dal Consiglio una forza che ottiene l’8% è una menomazione della democrazia– ha detto l’ex presidente della Regione – non bisogna confondere governabilità con buon governo. Il principio di rappresentatività va salvaguardato».

Solinas, infine, ha auspicato una correzione della legge per evitare i personalismi:«L’esasperazione del civismo ha portata alla proliferazione di liste fatte solo per eleggere singole persone. Il paradosso è che queste liste inserite nella giusta coalizione riescono ad ottenere seggi mentre partiti organizzati rimangono fuori».

Anche per Renato Soru (presidente della Regione dal 2004 al 2008) il tema in discussione è importante per dare nuovo slancio all’autonomia regionale.«E’ un tema ampio e nobile sul quale però occorre trovare unità di intenti, cosa che non è avvenuta in passato a causa di personalismi e interessi di parte. Spero che questa sia la volta buona».

Soru si è poi concentrato sul metodo da individuare per l’avvio delle riforme: «In passato si è ipotizzata un’Assemblea Costituente o una Commissione allargata alla società civile. Ci sono vantaggi e svantaggi in entrambi i casi. Personalmente ho qualche dubbio sulla prima ipotesi: non credo che in Sardegna ci sia un surplus di classe dirigente che permetta di formare una seconda Assemblea. Una Consulta potrebbe essere un buon compromesso».

Renato Soru ha sottolineato l’importanza della legge statutaria per “autodefinirsi e comprendere meglio le ragioni della propria autonomia”. A partire dalla forma di governo: «L’elezione diretta del presidente della Regione è ampiamente accettata in Sardegna anche se si stanno valutando le incongruenze. La distinzione dei poteri tra Giunta e Consiglio va chiarita, i poteri del Consiglio vanno precisati. L’assemblea legislativa potrebbe per esempio svolgere un ruolo più incisivo nella predisposizione dei documenti di programmazione europea dalla quale arrivano le principali risorse per le politiche regionali. Questa programmazione è attualmente in mano alla Giunta e al presidente della Regione che possono spostare centinaia di milioni di euro con facilità. Non voglio scatenare conflitti ma i suggerimenti di una commissione consiliare potrebbero favorire scambi di informazioni e condivisione di responsabilità preziosi».

Soru ha poi rimarcato le difficoltà nell’esercizio del potere regolamentare in capo alla Giunta: «L’esecutivo può predisporre piani e regolamenti. Però l’unico piano operativo è il Ppr, mancano invece in settori strategici come l’energia. I piani approvati non si capisce se abbiano potere normativo e siano solo linee di indirizzo».

Sulla legge elettorale Soru ha ribadito la necessità di modificare il sistema di voto: «Il forte premio di maggioranza, introdotto per garantire la governabilità, impatta con il principio di eguaglianza tra i cittadini. La legge attuale non garantisce la rappresentanza. Per due volte coalizioni con quasi il 10 per cento dei voti non hanno eletto consiglieri. Le soglie di sbarramento non evitano la frammentazione politica. Le coalizioni sono sempre più ampie con molte liste che inserite nella coalizione giusta eleggono propri rappresentanti con appena il 2 per cento dei consensi. L’esperienza di questi anni è sufficiente a convincerci che questo vulnus va eliminato».

L’ultimo contributo della mattina è arrivato da Angelo Roich (presidente della Regione da giugno 1982 a giugno 1984). l’ex esponente della Democrazia Cristiana ha concentrato il suo intervento sulla necessità di rilanciare l’autonomia speciale e, in particolare, l’attuazione dell’art.13 dello Statuto sul Piano di Rinascita: «Nel 1992 tutte le forze politiche avevano fatto fronte comune per ottenere il riconoscimento delle condizioni di svantaggio della Sardegna rispetto alle altre regioni italiane. Riuscimmo a produrre una proposta di legge per un nuovo Piano da 4.700 miliardi di lire. Dopo l’approvazione della Camera, il Senato decise di rimandare la decisione alla legislatura successiva. Non se ne fece più nulla. Fu un atto criminale. Ora, dopo oltre 30 anni, è arrivato il momento di riprendere in mano la questione». Per far questo, secondo Roich, un ruolo decisivo può essere giocato proprio dalla Commissione Speciale e dal suo presidente: «Il tema dell’autonomia è scomparso, se n’è parlato solo con la partita dell’insularità. La Sardegna non è una Regione uguale alle altre. Questo va tenuto sempre a mente. C’è bisogno di un’azione forte del Consiglio. Siamo assenti su questo fronte in Italia e in Europa».

Per Roich occorre rilanciare i punti più importanti dello Statuto attraverso la sua riscrittura senza escludere il ricorso a un’Assemblea Costituente. «Fondamentale è restituire un ruolo centrale al Consiglio altrimenti si rischia di avere in Sardegna un’autonomia autarchica. L’elezione diretta del presidente della Regione richiede poteri controbilanciati. Attualmente il Consiglio non ha armi per ottenere un riequilibrio. Serve una nuova legge che restituisca sovranità all’Assemblea legislativa». Giudizio negativo anche da parte di Roich per la soglia di sbarramento presente nell’attuale legge elettorale: «Questo strumento pensato come antidoto alla frammentazione politica ha fallito. Oggi proliferano i partiti personali senza programmi e valori».

Roich, infine, ha auspicato un’azione comune tra consiglio regionale e parlamentari sardi per riaffermare il valore costituzionale dello Statuto speciale: «Il Consiglio torni ad essere la voce del popolo sardo»

I lavori della Commissione proseguiranno giovedì prossimo con le audizioni degli ex presidenti della Regione Francesco Pigliaru e Mauro Pili, e del Consiglio regionale Giacomo Spissu, Gianfranco Ganau, Michele Pais e Gianmario Selis. (Psp)

II^ commissione, al via l’esame delle proposte di legge a tutela delle prestazioni professionali

La Seconda commissione, presieduta da Camilla Soru (Pd), ha avviato l’esame delle proposte di legge n. 10 (Piano e più) e n. 128 (Tunis e più) che hanno il medesimo titolo “Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale” e per le quali è stata preannunciata l’unificazione.

Entrambe le Pl mirano a tutelare le prestazioni professionali dei liberi professionisti e a contrastare l’evasione fiscale. Il provvedimento si concentra su garantire il pagamento delle spettanze dovute ai professionisti per lavori svolti su incarico di privati cittadini o imprese, introducendo un passaggio amministrativo che vincola il completamento dell’iter autorizzativo alla certificazione dell’avvenuto pagamento.

Sul punto hanno mostrato perplessità il presidente del collegio dei geometri di Cagliari, Alessandro Martini, e il consigliere dei collegio dei geometri di Sassari, Pasquale Messina, che, nel corso del loro intervento in audizione, hanno evidenziato alcune difficoltà che potrebbero insorgere nel rapporto tra committenza e professionista. A giudizio di Martini e Messina, infatti, le prestazioni e i servizi professionali, per alcune tipologie di incarico, non si possono considerare concluse con il rilascio dell’autorizzazione, o con riferimento ad una singola pratica concessoria, e dunque si rischierebbe di inficiare la corretta dinamica e il normale svolgersi del rapporto tra il committente e il professionista.

Piena condivisione per i contenuti delle due proposte di legge è stata invece manifestata dal presidente regionale dei geologi, Davide Boneddu, che ha definito l’iniziativa  “una norma di civiltà per il mondo delle professioni” ed ha affermato che nella regione Calabria, dove è stato adottato un provvedimento simile, i risultati sono stati estremamente positivi.

Michele Mallus, segretario dell’ordine degli architetti di Cagliari, è intervenuto in rappresentanza anche dei colleghi di Nuoro, Oristano e Sassari, ed ha giudicato “la norma idonea al contesto lavorativo”. Non ha però mancato di evidenziare quanto già esposto dai rappresentanti dei geometri, circa la difficoltà ad indentificare la prestazione professionale con riferimento alla conclusione dell’iter autorizzativo. Citando come esempio, la cosiddetta direzione lavori (segue il momento autorizzativo) , ha avanzato la proposta perché si consideri come termine la dichiarazione di fine lavori, allegando come documentazione attestante la regolarità dei pagamenti a favore del professionista, il contratto, la parcella ed anche la Rc professionale (la polizza assicurativa che tutela il professionista da richieste di risarcimento danni).