Disagio giovanile. La Garante Puligheddu denuncia: “Manca una sinergia per contrastare la violenza”

Cagliari, 21 ottobre 2025 – “Una proposta multi-livello che combini sicurezza, rigenerazione sociale, prevenzione sanitaria, supporto genitoriale”. E’ questa la proposta della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Carla Puligheddu per contrastare il disagio giovanile che, a Cagliari ma anche nell’intera isola, sta generando fenomeni di violenza, tra gli adolescenti,  sempre più gravi.  Per Carla Puligheddu da un’analisi approfondita emerge che il disagio dei più giovani è strettamente correlato  anche allo spaccio e all’abuso di alcool. Un fenomeno da osservare attentamente  per trovare, con la massima urgenza, un metodo unico  che possa arginare questi fatti. Dallo studio  della Garante, che prende in esame “il caso Cagliari” dopo i recentissimi fatti di cronaca, è chiaro che le azioni di contrasto ci sono ma esistono “buchi neri” nel sistema dovuti al fatto che mancano le sinergie, che le tempistiche sono tardive, che gli  interventi sono ancora  isolati e non coordinati da un piano strategico mirato ed efficace. Non basta, dunque, agire in solitudine ma occorre interagire, collaborare, perché la responsabilità è di tutti, nessuno escluso. La garante fa appello a tutti i soggetti coinvolti, affinché le misure repressive non siano le sole da proporre nelle emergenze ma siano anch’esse proporzionate a quelle dell’efficientamento dei servizi sanitari, innanzitutto, e parallelamente ad interventi educativi, formativi e preventivi. Tra le carenze evidenziate la mancanza cronica di neuropsichiatri infantili e il numero insuffiente dei servizi territoriali di prevenzione della salute mentale, di ascolto qualificato e gratuito. Questo comporta – scrive Puligheddu – inaccettabili ritardi nelle diagnosi che compromettono l’intercettazione precoce di disturbi come l’autismo o la depressione, che sono spesso correlati al ritiro sociale volontario (Hikikomori) e alla violenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il calendario dei lavori delle Commissioni: domani si riunirà la IV e giovedì la Commissione speciale

Cagliari, 20 ottobre 2025 – Calendario dei lavori delle commissioni del Consiglio regionale.

Domani, martedì 21 ottobre alle 10.30, si riunirà la IV commissione (Governo del territorio) , presieduta da Roberto Li Gioi (M5S). All’ordine del giorno l’esame del Testo unificato proposta di legge 52 (Regionalizzazione della legge 9 agosto 2017, n. 128 “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”) e proposta di legge 133 (Disposizioni per la gestione e la valorizzazione delle Ferrovie turistiche della Sardegna).

Giovedì, 23 ottobre, alle 10, si riunirà la Commissione Speciale per la redazione di una proposta di legge statutaria, presieduta dal presidente Piero Comandini. All’ordine del giorno: l’audizione della Commissione Paritetica “per la ricognizione finalizzata ad individuare gli ambiti di materie e i settori che necessitano dell’adozione di norme di attuazione dello Statuto speciale”.

Visita ufficiale. Il Presidente Comandini riceve il direttore della sede regionale della Banca d’Italia Giovanni Giuseppe Ortolani

 

Cagliari, 17 ottobre 2025 – Il Presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, ha ricevuto, questa mattina, in visita ufficiale, il nuovo Direttore della sede regionale di Cagliari della Banca d’Italia, Giovanni Giuseppe Ortolani. E’ stato un incontro cordiale e costruttivo nell’ottica di una sempre più stretta collaborazione tra il Consiglio regionale e la Banca d’Italia per promuovere la crescita delle imprese sarde e lo sviluppo economico e sociale della Sardegna. “Credo che si possa creare una forma di collaborazione istituzionale importante”, ha affermato il presidente Comandini, “anche per trovare nuove soluzioni per velocizzare la spesa della Regione e aiutare l’economia sarda”.

Un invito accolto dal direttore Ortolani, che ha annunciato che la Banca da lui diretta è interessata a contribuire alla crescita dell’imprenditoria sarda, sia mettendo a disposizione i dati in possesso della Banca d’Italia, sia con progetti di educazione finanziaria rivolti non soltanto alle piccole e medie imprese, ma anche agli studenti, agli anziani e alle fasce più deboli della società.

Ortolani ha anche parlato dell’importante progetto che la Bce, insieme alle Banche nazionali centrali dei Paesi dell’area euro, sta portando avanti per introdurre l’euro digitale, che avrà lo stesso valore della banconota e che potrà essere affiancato alle stesse banconote e alle monete. Una sfida impegnativa, ha detto, che rientra nel più ampio tema della sovranità monetaria europea.

Ordine del giorno n. 59/XVII


CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

CASULA – CANU – CAU – PORCU – COZZOLINO – CORRIAS – DERIU – CIUSA – LI GIOI – MANDAS – MATTA – LOI – ORRÙ, sull’intento di comprendere, all’interno del Comparto unico di contrattazione, anche le Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura (CCIAA), come previsto dall’emendamento n. 21.

***************

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione della proposta di legge n. 68/A (Disposizioni in materia di attuazione del Comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali), sull’intento di comprendere, all’interno del Comparto unico di contrattazione, anche le Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura (CCIAA), come previsto dall’emendamento n. 21,

PREMESSO che:
– l’articolo 11 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali) prevede che “I criteri e le procedure di trasferimento del personale ai fini dell’inquadramento nei ruoli degli enti locali, la tabella di equiparazione fra le professionalità possedute dal personale regionale da trasferire e quelle del personale del comparto regioni-autonomie locali, il contingente per aree professionali nonché le sedi di destinazione del personale sono definiti con uno o più decreti dell’Assessore regionale competente in materia di personale, previa una o più intese: con gli enti locali, in sede di Conferenza permanente Regione-enti locali, con le associazioni regionali delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, con i sindacati firmatari dei contratti collettivi applicati negli enti interessati al trasferimento del personale, per quanto concerne gli enti locali”;
– l’articolo 12, della legge regionale n. 9 del 2006 rubricato “Contrattazione collettiva Regione-enti locali”, al comma 1 prevede che “in attuazione dell’articolo 4 della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2, e al fine di razionalizzare ed armonizzare il sistema organizzativo regionale e locale, è istituito il “Comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali”, di cui fa parte il personale dell’Amministrazione regionale, degli enti regionali, delle province, dei comuni, delle comunità montane e degli altri enti locali”;
– l’articolo 12, comma 2, della legge regionale n. 9 del 2006 precisa che “dal Comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali è escluso il personale degli enti regionali e locali non compreso nei comparti di contrattazione collettiva, rispettivamente, della Regione ed enti regionali e delle regioni ed autonomie locali”;
– l’articolo 12, comma 3, della legge regionale n. 9 del 2006 stabilisce che “il personale di cui al comma 1 è disciplinato dalla legge regionale in armonia con i principi che regolano il lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e, per quanto riguarda gli enti locali, nel rispetto delle norme sul loro ordinamento”;

RILEVATO che l’inciso “e degli altri enti locali”, che conclude il comma 1 dell’articolo 12, significa che l’elencazione che lo precede non può intendersi in senso esaustivo ed esclusivo, ma meramente indicativo;

CONSIDERATO che:
– le CCIAA sono qualificabili come “enti locali” e debbano ritenersi, pertanto, già ricomprese nella disposizione così come formulata;
– le CCIAA svolgono all’interno dell’Amministrazione regionale numerose attività a supporto dell’Amministrazione regionale anche su delega della stessa;

VISTO che la normativa di istituzione del Comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali ha disposto in modo inequivocabile che il Comparto debba riguardare tutti gli enti ed autonomie locali nelle quali si applichi il “CCNL relativo al personale del Comparto funzioni locali” e che le CCIAA applicano lo stesso contratto “Comparto delle funzioni locali”,

impegna la Giunta regionale

1) ad adottare ogni atto di propria competenza affinché si possa garantire l’inclusione delle CCIAA della Sardegna nel Comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali, come previsto all’articolo 12 della legge regionale n. 9 del 2006;
2) a favorire, attraverso il confronto con le rappresentanze istituzionali e sindacali interessate, un percorso di armonizzazione contrattuale e organizzativa che consenta di assicurare coerenza, uniformità e coordinamento tra le diverse articolazioni del sistema pubblico regionale;
3) a sostenere, nelle sedi competenti, ogni iniziativa utile a garantire il pieno riconoscimento del ruolo delle camere di commercio nel contesto del sistema regionale, valorizzando le professionalità interne e rafforzando la sinergia tra Amministrazione regionale, enti locali e sistema camerale sardo.

Cagliari, 8 ottobre 2025


Il presente ordine del giorno è stato approvato dal Consiglio regionale nella seduta antimeridiana dell’8 ottobre 2025

MOZIONE N. 74

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 74

COCCIU – CHESSA – PIRAS sulla richiesta di verifica, con annullamento degli atti di nomina e degli atti dirigenziali eventualmente illegittimi, con garanzia della trasparenza in merito all’attuale incarico del direttore generale (Commissario straordinario) dell’Azienda sanitaria locale (ASL) di Nuoro.

***************

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– con il decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171 (Attuazione della delega di cui all’articolo 11, comma 1, lettera p), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di dirigenza sanitaria), e successive modifiche ed integrazioni, è stato istituito l’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale delle ASL, delle aziende ospedaliere e di altri enti del Servizio sanitario nazionale (SSN);
– l’articolo 2 del decreto legislativo n. 171 del 2016 stabilisce che, per la nomina a direttore generale, le regioni debbono adottare procedure selettive pubbliche e attingere a tale elenco nazionale;
– l’articolo 2 del decreto legislativo n. 171 del 2016 dispone che la durata dell’incarico del direttore generale non può essere inferiore a tre anni né superiore a cinque anni;
– la legge regionale 11 settembre 2020, n. 24 (Riforma del sistema sanitario regionale e riorganizzazione sistematica delle norme in materia. Abrogazione della legge regionale n. 10 del 2006, della legge regionale n. 23 del 2014 e della legge regionale n. 17 del 2016 e di ulteriori norme di settore) e successive modifiche ed integrazioni, disciplina il modello di governo del sistema sanitario regionale in Sardegna, stabilendo criteri per la nomina, la conferma e la revoca dei vertici aziendali;
– la Giunta regionale ha adottato la deliberazione 30 giugno 2021, n. 25/55 (Nomina dei Direttori generali delle Aziende e degli Enti del Servizio sanitario della Regione Autonoma della Sardegna. Modalità e criteri per la selezione della rosa dei candidati idonei alla nomina ai sensi dell’art. 2 del d.lgs. n. 171/2016 e dell’art. 11 della L.R. n. 24/2020 e avviso pubblico di selezione) per la nomina dei direttori generali delle aziende e degli enti del servizio sanitario, inserendo criteri e modalità selettive conforme decreto legislativo n. 171 del 2016 e alla legge regionale n. 24 del 2020;
– la Giunta regionale, nel 2025, ha proceduto con apposite deliberazioni alla nomina di commissari delle ASL, ai sensi della legge regionale 11 marzo 2025, n. 8 (Disposizioni urgenti di adeguamento dell’assetto organizzativo ed istituzionale del sistema sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 11 settembre 2020, n. 24) ma risulta che la nomina per l’ASL di Nuoro, affidata al Dottor Angelo Zuccarelli, è oggetto di contestazioni in ordine al possesso dei requisiti previsti;
– diverse segnalazioni e fonti pubbliche segnalano che il nome del Dottor Zuccarelli non compare, ad oggi, nell’elenco nazionale dei soggetti idonei a direttore generale, con possibile violazione delle procedure previste dalla normativa statale;
– numerosi soggetti aventi titolo hanno fatto accessi agli atti per ottenere documenti, delibere, curricula, titoli e giustificazioni relative alle nomine intervenute presso l’ASL di Nuoro, chiedendo chiarimenti e trasparenza;
– se confermate le irregolarità, gli atti dirigenziali adottati sotto tale regìme, quali le nomine di direttori di struttura complessa, potrebbero risultare illegittimi, con conseguenze dannose per la gestione sanitaria locale e per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni regionali;

VISTO:
– il decreto legislativo n. 171 del 2016 ed in particolare gli articoli 1, 2, e disposizioni correlate;
– il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), e successive modifiche ed integrazioni, che disciplina il SSN e gli incarichi dirigenziali sanitari;
– la legge regionale n. 24 del 2020 della Regione, che detta le norme di governo del sistema sanitario regionale e disciplina i rapporti tra Regione e aziende sanitarie locali;
– la deliberazione della Giunta regionale n. 25/55 del 2021, concernente modalità e criteri per la nomina dei direttori generali in Sardegna;
– la legge regionale n. 8 del 2025, recante disposizioni urgenti di adeguamento dell’assetto organizzativo e istituzionale del sistema sanitario regionale, con decorrenza delle modifiche organizzative e commissariali;
– le linee guida regionali recentemente approvate per le procedure di attribuzione degli incarichi di direzione di struttura complessa, conformemente all’articolo 20 della legge 5 agosto 2022, n. 118 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021), e successive modifiche ed integrazioni, nota come legge annuale sulla concorrenza;

CONSIDERATO che:
– ai sensi del decreto legislativo n. 171 del 2016, l’assegnazione degli incarichi ai vertici sanitari deve avvenire tramite procedure trasparenti, con selezione per titoli e colloquio e con attingimento agli elenchi idonei;
– la normativa fissa limiti temporali per la durata dell’incarico, minimo tre anni e massimo cinque anni, e prevede la decadenza in caso di manifesta violazione di leggi/regolamenti o del principio del buon andamento e imparzialità;
– in Sardegna la legge regionale n. 24 del 2020 è voluta proprio per armonizzare il sistema regionale con i principi statali di trasparenza, efficacia, responsabilità e partecipazione;
– il mancato inserimento o aggiornamento del nominativo del Dottor Zuccarelli nell’elenco nazionale rappresenterebbe un vulnus procedurale grave, in contrasto con decreto legislativo n. 171 del 2016;
– le nomine di responsabilità sanitaria quali direttori di struttura complessa, incarichi di staff e gestione, compiute senza gare trasparenti rischiano di compromettere la meritocrazia, l’equità e la qualità dell’azione pubblica;
– la sospensione dell’applicazione di nuove nomine dirigenziali nell’ASL Nuoro fino al completamento di verifiche non appare un’eccezione ingiustificata, bensì una misura cautelare legittima nell’interesse dell’ente e dei cittadini;

SOTTOLINEATO che:
– il Consiglio regionale ha funzione di indirizzo e controllo e può esercitare vigilanza sull’operato della Giunta regionale, nel rispetto delle norme e del buon governo della sanità regionale;
– ogni scelta dirigenziale di rilievo deve essere sorretta da documentazione chiara, motivazione pubblica e rispetto rigoroso della legge;
– la credibilità del sistema sanitario regionale dipende anche dalla correttezza delle procedure che conducono alle nomine, specie ai livelli apicali;

RITENUTO che:
– sono fondate le già citate ragioni di dubbio sull’effettiva legittimità dell’incarico attribuito al Dottor Zuccarelli come direttore generale (Commissario straordinario) dell’ASL Nuoro, per presunta mancanza dei requisiti normativi richiesti;
– gli atti adottati dall’ASL Nuoro sotto questa gestione ed in particolare le nomine di direttori di struttura complessa, potrebbero essere oggetto di annullamento qualora siano state assunte in difformità da legge;
– è opportuno dare un segnale forte e immediato, per ristabilire trasparenza, responsabilità e fiducia nella sanità locale;

EVIDENZIATO che:
– qualora gli atti illegittimi non vengano tempestivamente sanati si può ingenerare contenzioso amministrativo, con un quasi certo danno erariale oltre all’evidente disservizio ai cittadini;
– il mancato rispetto della normativa nazionale sul reclutamento e sulla dirigenza sanitaria alimenta sospetti di iniquità e clientelismo;
– la procedura di revisione e controllo non deve essere considerata un attacco personale, ma una tutela del bene pubblico e dell’interesse collettivo;

ACCLARATO che:
– non è oggetto della presente mozione l’evidenziazione di responsabilità personali, bensì la necessità di conformare atti e procedure alle norme vigenti;
– l’obiettivo è salvaguardare il sistema sanitario, la qualità delle prestazioni e il diritto dei cittadini a una gestione trasparente e competente,

impegna la Presidente della Regione affinché

1) venga eseguita, entro trenta giorni dall’approvazione della presente mozione, un’istruttoria interna con l’ufficio legale regionale e, se necessario, con consulenti esterni specializzati, finalizzata a verificare la legittimità dell’incarico del Dottor Zuccarelli rispetto ai requisiti tecnici, professionali e formali previsti dalla normativa nazionale e regionale, così come ben evidenziato nel decreto legislativo n. 171 del 2016, nel decreto legislativo n. 502 del 1992, nella legge regionale n. 24 del 2020, nella deliberazione di Giunta n. 25/55 del 2021 e nella legge regionale n. 8 del 2025;
2) vengano trasmessi, in forma scritta ai richiedenti firmatari, in forma completa e dettagliata, i seguenti documenti;
3) venga rilasciata copia della delibera regionale che ha conferito l’incarico, con motivazioni giuridiche e tecniche, ed i documenti utilizzati per la verifica dei requisiti, nonché eventuali pareri e valutazioni;
4) venga effettuata, entro trenta giorni, la verifica dell’iscrizione o meno del nominativo del Dottor Zuccarelli nell’elenco nazionale dei soggetti idonei a direttore generale al momento utile, con eventuali comunicazioni ministeriali o provvedimenti di esclusione;
5) vengano fornite tutte le nomine dirigenziali, come direttori di struttura complessa, incarichi di staff o direzioni operative, conferite dall’ASL di Nuoro durante il periodo in cui il Dottor Zuccarelli ha avuto la gestione, con indicazione delle procedure seguite;
6) vengano fornite le proposte di annullamento e/o revoca degli atti dirigenziali ritenuti irregolari, con motivazione giuridica e valutazione dell’impatto organizzativo;
7) si venga a deliberare, con atto motivato e pubblico, l’annullamento in autotutela degli incarichi di direttori di struttura complessa e altri incarichi assimilati ritenuti illegittimi sotto il profilo formale o procedurale, ove l’istruttoria confermi la non conformità con la normativa;
8) sospenda, fino al completamento dell’istruttoria, qualsiasi nuova nomina di vertice come Direttore di struttura complessa e/o incarichi strategici, nell’ASL di Nuoro;
9) valuti, qualora si riscontrassero analoghe anomalie in altre ASL regionali, l’estensione della verifica ai vertici delle altre aziende sanitarie regionali e l’attivazione di procedure correttive ove necessarie.

Cagliari, 16 ottobre 2025

MOZIONE N. 73

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 73

CAU – PORCU – COZZOLINO, sull’istituzione di un distretto regionale del sughero in Sardegna.

***************

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– la sughericoltura e il comparto industriale legato al sughero costituiscono un sistema propulsivo di sviluppo dell’Isola e rappresentano una filiera storica e identitaria per la Sardegna;
– l’articolo 36 della legge 5 ottobre 1991, n. 317 (Interventi per l’innovazione e lo sviluppo delle piccole imprese), istituisce i distretti industriali ed attribuisce alle regioni il compito di individuarli;
– la deliberazione della Giunta regionale 19 giugno 2008, n. 34/1 (Individuazione nuovi distretti industriali ai sensi dell’art. 6, comma 8, della legge 11.5.1999, n. 140), evidenzia che i distretti industriali, considerati per anni il perno della crescita della competitività delle imprese italiane, hanno attraversato un periodo di profonda trasformazione che ha subito l’economia mondiale in seguito ai processi di globalizzazione e di internazionalizzazione dei mercati;
– l’apertura verso i mercati esteri ha avuto, come vantaggio immediato, la valorizzazione delle produzioni dei vari distretti, ma dall’altra parte, ha reso le imprese di molti sistemi produttivi più vulnerabili ai fenomeni di imitazione e concorrenza, dovendo concorrere con paesi a basso costo del lavoro;
– il distretto del sughero di Calangianus-Tempio Pausania, individuato con decreto dell’Assessore regionale dell’industria 7 agosto 1997 (Individuazione dei distretti industriali), in attuazione della legge n. 317 del 1991, ha rappresentato una realtà produttiva di rilevanza storica, economica e ambientale per la Sardegna e risulta tuttora l’unico distretto industriale italiano formalmente riconosciuto per il settore del sughero;
– l’Inventario forestale nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio (INFC) riporta una superficie complessiva di sugherete, nel territorio italiano, di circa 168.000 ettari, di cui 139.000 (oltre l’80 per cento) in Sardegna (Piano sughericolo nazionale). La maggior parte delle sugherete sarde sono situate nelle province di Sassari, Nuoro e Oristano, ma superfici a sughereta sono presenti in tutto il territorio regionale;
– secondo gli ultimi dati Istat disponibili, nel 2002 la produzione nazionale di sughero era di 90.700 quintali di cui l’86 per cento in Sardegna;
– le imprese di trasformazione e lavorazione del sughero sono concentrate nell’area dell’alta Gallura;
– il distretto di Calangianus-Tempio versa oggi in una situazione di difficoltà, caratterizzata da frammentazione, riduzione dell’export e mancanza di coordinamento operativo;
– il comparto del sughero regionale nel 2004 presentava 156 imprese e 1670 addetti. Dati più recenti evidenziano un progressivo ridimensionamento del settore industriale. Nel 2013 sarebbero rimaste 25 imprese industriali con 752 dipendenti e 28 aziende artigianali per complessivi 877 addetti. Secondo un recente documento di Confindustria centro nord Sardegna, a fine 2019, nella provincia di Sassari, risultano presenti 21 aziende industriali;
– la Regione dispone, attraverso il POR 2021-2027 e la Strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3), di strumenti utili per la valorizzazione dei distretti produttivi locali e dell’economia circolare;
– la definizione di distretto ha subito un’evoluzione anche da un punto di vista legislativo, passando da una concezione prevalentemente territoriale, che prevede un radicamento dell’apparato produttivo in un’area territoriale definita, a modelli di aggregazione delle imprese che superano il vincolo territoriale per ispirarsi a logiche di filiera. Nell’ambito di queste nuove concezioni lo Stato è intervenuto individuando delle specifiche linee di intervento per i distretti produttivi (l’articolo 1, comma 890, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)), ha introdotto un contributo statale a progetti in favore dei distretti produttivi adottati dalle regioni, per un ammontare massimo del 50 per cento delle risorse pubbliche complessivamente impiegate in ciascun progetto;

CONSIDERATO che:
– l’istituzione di un distretto regionale del sughero in Sardegna può favorire lo sviluppo sostenibile, la gestione attiva delle sugherete e la valorizzazione del prodotto artigianale e industriale;
– la creazione di un “Programma regionale sul sughero” può incentivare innovazione, ricerca e internazionalizzazione delle imprese;
– la collaborazione tra imprese, enti locali, università e centri di ricerca rappresenta una condizione essenziale per la competitività del settore;

VALUTATO che:
– negli ultimi anni, le aziende collocate nell’ex distretto del sughero Calangianus-Tempio ha subito un indebolimento dovuto a mancanza di coordinamento operativo, contrazione dell’export (-12,5 per cento nel 2025), scarsa innovazione e frammentazione;
– la filiera del sughero ha necessità di valorizzazione, essendo un settore chiave per l’economia e la sostenibilità forestale dell’Isola;
– sia necessaria la messa in produzione delle foreste esistenti attraverso la demaschiatura, la pulizia delle foreste esistenti con particolare attenzione al sottobosco la cui eccessiva presenza nelle sugherete riduce sensibilmente la qualità organolettica del prodotto finale, riforestazione e messa a dimora di nuove piante attraverso nuove tecniche di forestazione con un duplice obiettivo: salvaguardare il patrimonio forestale esistente ed aumentare la superficie produttiva.
– la possibilità di avere maggiore quantità di materiale e di migliore qualità dello stesso andrebbe incontro alla domanda attuale di prodotti di alta gamma per il settore enologico premium, ottenere anche più sughero granulato da destinare al settore enologico di fascia media e garantirebbe delle quantità importanti di granulato da destinare a nuovi settori ad alto tasso di crescita (ad esempio il settore moda, il settore del design ed il settore nautico).
– sia necessaria una governance che porti avanti politiche in materia di ricerca e sviluppo, innovazione, miglioramento e salvaguardia delle foreste, miglioramento delle scelte produttive mediante la realizzazione di prodotti ad elevato contenuto qualitativo, investimenti in tecnologie, ricerca di nuovi mercati per la commercializzazione,

impegna la Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a procedere all’istituzione formale e funzionale del distretto industriale del sughero in Sardegna, definendone le aree di produzione e gli attori coinvolti;
2) ad istituire un tavolo tecnico regionale permanente per rilanciare, insieme all’Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione autonoma della Sardegna (AGRIS Sardegna) – Servizio ricerca per la sughericoltura e selvicoltura e Servizio Ricerca per la tecnologia del sughero e delle materie prime forestali), la filiera del sughero, con la partecipazione di enti locali, imprese, associazioni di categoria, centri di ricerca, Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda (CFVA) e Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e dell’ambiente della Sardegna (FoReSTAS);
3) a prevedere nel bilancio regionale un fondo dedicato al “Programma regionale sul sughero”, una proposta programmatica decennale per una nuova politica industriale e ambientale del sughero sardo, destinato all’innovazione, alla sostenibilità e all’internazionalizzazione della filiera regionale, facendone un modello mediterraneo di bioeconomia circolare;
4) a promuovere la riconoscibilità del “Sughero di Sardegna” come marchio collettivo di qualità e sostenibilità ambientale;
5) a favorire l’inserimento del distretto tra i distretti di economia circolare riconosciuti dalla Regione.

Cagliari, 15 ottobre 2025

MOZIONE N. 72

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 72

(Approvata in Aula il 05/11/2025)

SOLINAS Antonio – DERIU – CORRIAS – FUNDONI – PIANO – PILURZU – PISCEDDA – SORU – SPANO sul sostegno all’agricoltura in Sardegna e contrarietà ai tagli ai fondi della Politica agricola comune (PAC) e all’ipotesi di fondo unico.

***************

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– l’agricoltura e il settore agroalimentare rappresentano il primo comparto economico dell’Unione europea, con un valore complessivo dell’export pari a oltre 70 miliardi di euro, raddoppiato negli ultimi quindici anni;
– la PAC ha costituito, sin dalla sua istituzione, uno dei pilastri fondamentali dell’integrazione europea, garantendo sostegno al reddito degli agricoltori, sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile dei territori rurali;
– recentemente, la Commissione europea ha ipotizzato un taglio del 21 per cento dei fondi PAC, proponendo la creazione di un fondo unico europeo, che di fatto comporterebbe una nazionalizzazione strisciante delle politiche agricole, andando contro i principi storici della PAC;
– il Parlamento europeo si è espresso chiaramente contro il fondo unico, riaffermando il valore e la necessità di mantenere una PAC forte, equa e dotata di risorse sufficienti;
– il concetto di “eccezionalismo agricolo” riconosce all’agricoltura una funzione non solo economica, ma anche sociale, culturale e ambientale, fondamentale per la vita e il futuro dei cittadini europei ed in particolare delle comunità rurali come quelle sarde;
– secondo un recente sondaggio dell’Istituto IPSOS, I’85 per cento degli agricoltori europei si dichiara pessimista sul futuro del settore, anche a causa di politiche europee percepite come insufficienti e non coerenti con le reali esigenze del mondo agricolo;

CONSIDERATO che:
– la Sardegna è una regione a forte vocazione agricola e pastorale, con un tessuto produttivo frammentato ma ricco di eccellenze, che necessita di sostegno concreto e continuità nei finanziamenti comunitari;
– l’agricoltura è un settore dell’economia speciale e per questo deve essere assoggettato a norme particolari;
– le associazioni di categoria e il mondo dell’associazionismo agricolo stanno portando avanti con determinazione le loro istanze, volte al rafforzamento della PAC, al rifiuto del fondo unico e alla difesa del reddito agricolo,

impegna la Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a sostenere attivamente, in tutte le sedi istituzionali opportune, le posizioni espresse dal Parlamento europeo contro il taglio dei fondi PAC e contro l’istituzione del fondo unico europeo;
2) a dare pieno sostegno al mondo dell’associazionismo agricolo sardo, favorendo il dialogo tra Regione, associazioni di categoria e istituzioni europee;
3) a richiedere con forza il mantenimento e il rafforzamento della PAC, quale strumento fondamentale per garantire reddito, occupazione e sviluppo sostenibile nelle aree rurali della Sardegna;
4) a promuovere, in collaborazione con le altre regioni italiane ed europee, azioni coordinate di pressione politica e istituzionale per bloccare i tagli annunciati e garantire un adeguato finanziamento del comparto agricolo nel prossimo quadro finanziario pluriennale;
5) a riferire tempestivamente al Consiglio regionale in merito alle iniziative intraprese in attuazione della presente mozione.

Cagliari, 14 ottobre 2025

MOZIONE N. 71

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 71

PIZZUTO – CANU – CASULA, per il sostegno alla mobilitazione dei lavoratori del Ministero della giustizia impiegati nei progetti PNRR e richiesta di intervento a tutela della stabilizzazione del personale precario degli uffici giudiziari.

***************

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– i progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) hanno consentito, nel triennio 2022-2026, l’assunzione a tempo determinato di migliaia di lavoratrici e lavoratori presso il Ministero della giustizia, impiegati principalmente negli uffici per il processo, nonché in attività di supporto alla digitalizzazione, al data entry e alla gestione amministrativa;
– in Sardegna risultano in servizio circa quattrocentocinquanta unità complessive, distribuite tra tribunali, corti d’appello e procure. Solo a Cagliari si contano centoventiquattro lavoratori presso il Tribunale e sessantasei alla Corte d’Appello, oltre a quelli presenti negli altri uffici giudiziari della Sardegna;
– tali lavoratori svolgono funzioni essenziali per il buon andamento degli uffici giudiziari: affiancano la magistratura, reggono le cancellerie, curano la digitalizzazione degli atti, gestiscono i flussi informatici e di data entry, contribuendo in modo decisivo alla modernizzazione e all’efficienza del sistema giudiziario;
– il loro contratto scade il 30 giugno 2026, in concomitanza con la conclusione della programmazione PNRR;
– le organizzazioni sindacali hanno promosso iniziative di mobilitazione: lo sciopero indetto dalla Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL) si è tenuto il 16 settembre 2025, mentre il 15 ottobre 2025 è prevista la mobilitazione nazionale promossa dall’Unione sindacale di base (USB), per chiedere al Governo l’avvio di percorsi di stabilizzazione;

CONSIDERATO che:
– il Ministro della giustizia ha recentemente dichiarato l’intenzione di procedere a seimila stabilizzazioni su dodicimila unità totali, mentre il Ministro per gli affari europei ha parlato di diciassettemila stabilizzazioni complessive entro il 2026, ma senza fornire ad oggi un piano concreto né garanzie territoriali;
– la perdita di questi posti di lavoro rappresenterebbe non solo un grave danno sociale, ma anche un arretramento nell’efficienza e nella qualità del sistema giudiziario, che negli ultimi anni ha beneficiato in modo significativo del contributo del personale PNRR;
– l’uscita di questi lavoratori comporterebbe lo svuotamento di interi uffici giudiziari, con conseguente rallentamento dei tempi di lavorazione, aggravamento degli arretrati e svilimento degli obiettivi stessi del PNRR, che puntavano al potenziamento strutturale della giustizia;

RITENUTO che:
– sia doveroso che la Regione esprima il proprio sostegno alla mobilitazione dei lavoratori precari del Ministero della giustizia, richiedendo al Governo e al Parlamento l’adozione di misure di stabilizzazione strutturale e di tutela occupazionale;
– la stabilizzazione del personale PNRR rappresenta un’occasione per rafforzare in modo duraturo la pubblica amministrazione, garantendo continuità, competenze e qualità nei servizi resi ai cittadini,

impegna la Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a esprimere pubblicamente sostegno alle mobilitazioni sindacali dei lavoratori precari del Ministero della giustizia impiegati nei progetti PNRR, riconoscendone il contributo al funzionamento del sistema giudiziario;
2) a sollecitare il Governo e il Ministero della giustizia a definire in tempi rapidi un piano nazionale di stabilizzazione del personale precario, assicurando la piena tutela dei lavoratori sardi in servizio presso gli uffici giudiziari dell’Isola;
3) a monitorare la situazione occupazionale dei lavoratori PNRR del Ministero della giustizia in Sardegna, raccogliendo dati aggiornati tramite gli uffici territoriali del Ministero e le organizzazioni sindacali;
4) a interloquire con la Conferenza delle regioni per promuovere una posizione comune a favore della continuità occupazionale e della valorizzazione professionale del personale assunto a tempo determinato con fondi PNRR in tutti i settori della pubblica amministrazione;
5) a riferire in Consiglio regionale, sugli esiti delle interlocuzioni con il Governo e sulle eventuali iniziative avviate a livello interistituzionale.

Cagliari, 13 ottobre 2025

Commissione speciale: sentiti gli ex presidenti Pigliaru, Pili, Ganau, Spissu, Pais e Selis

Statutaria, in Commissione speciale l’audizione dell’ex presidente della Regione Francesco Pigliaru

Cagliari, 16 ottobre 2025 – Forma di governo, qualità delle politiche pubbliche, il ruolo della Commissione paritetica Stato-Regione e norme di attuazione. Sono i punti principali dell’intervento dell’ex presidente della Regione Francesco Pigliaru, che è stato ascoltato dalla Commissione speciale per la riscrittura della legge statutaria della Sardegna, istituita dal Consiglio regionale nell’agosto 2025, e presieduta dal presidente del Consiglio Piero Comandini. L’obiettivo, ha spiegato il presidente,  è aggiornare la forma di governo dell’Isola alla luce delle nuove disposizioni costituzionali, con una legge che nasca dal confronto tra maggioranza, opposizione e società civile. Secondo Pigliaru in Italia e in Sardegna si fa fatica a realizzare riforme strutturali, perché la polarizzazione politica e la frammentazione delle coalizioni rendono difficile trovare sintesi su temi complessi e divisivi. Secondo l’ex presidente, il sistema attuale garantisce stabilità, ma tende a rendere più difficile il confronto politico e l’attuazione di riforme divisive. Per questo motivo, Pigliaru ha proposto di valutare “un moderato abbassamento delle soglie di sbarramento”, in modo da consentire l’ingresso di un terzo polo, capace di essere un elemento di equilibrio e dialogo all’interno delle stesse coalizioni, senza compromettere però la governabilità. Tra le ipotesi proposte quella di passare dal 10% al 7% per i consiglieri, mentre per l’elezione del candidato presidente del terzo polo solo se la coalizione superasse il 10-12%. L’ex presidente si è poi concentrato sul tema della valutazione delle politiche pubbliche.

16_10_25 Commissione statutaria PIGLIARU PILI

Secondo Pigliaru la Regione non è organizzata per imparare dall’esperienza, perché non sa con certezza quali leggi funzionano e quali no. Per l’ex presidente è necessario dotarsi di strumenti permanenti di analisi e verifica, come avviene in altri Paesi. Iniziativa che rafforzerebbe il ruolo di controllo da parte del Consiglio regionale sulle politiche proposte o messe in atto dalla Giunta, riequilibrando, così, i rapporti tra l’organo legislativo e l’organo esecutivo e migliorando le decisioni. Per quanto riguarda il funzionamento della Commissione paritetica Stato-Regione, l’ex presidente ha proposto una maggiore presenza politica nella sua composizione: la presenza del presidente della Regione e di un consigliere della minoranza darebbe più forza alla Sardegna nel confronto con lo Stato e consentirebbe di consolidare, attraverso le norme di attuazione, le conquiste di autonomia ottenute.

Il presidente Comandini ha ringraziato l’ex presidente Pigliaru per l’importante contributo dato alla Commissione. “Sono molto d’accordo sull’esigenza, di migliorare la qualità legislativa e di fare la verifica delle leggi”, ha affermato il presidente, sottolineando che bisogna affrontare il tema fondamentale legato alla governabilità, alla rappresentanza democratica all’interno delle Assemblee, ma anche il tema della rappresentanza dei singoli movimenti. Per il presidente la forza della politica deve essere quella di riportare al centro la rappresentanza dei valori, la rappresentanza di visioni e dei nostri cittadini.

Nel corso della seduta sono intervenuti i capigruppo di Fratelli d’Italia, Truzzu, dei Riformatori sardi, Umberto Ticca, di Sardegna al Centro 20Venti, Antonello Peru.

 

 

Riforme, l’ex presidente della Regione, Mauro Pili, e del Consiglio, Gianfranco Ganau, in audizione nella commissione speciale per la Statutaria e le norme di attuazione

 

I lavori della commissione speciale sulla legge statutaria e sulle norme di attuazione dello statuto speciale, presieduta dal presidente del Consiglio, Piero Comandini, sono proseguiti con l’audizione dell’ex presidente della Regione, Mauro Pili, eletto a suo tempo dal Consiglio regionale (non con l’elezione diretta) e che ha guidato la Giunta dal 25 ottobre 2001 al 25 agosto 2003. Mauro Pili, in apertura del suo intervento, ha fatto riferimento ad una vera e propria situazione di emergenza, riferita al rapporto dello Stato e della stessa Regione rispetto all’autonomia sarda che – a giudizio del presidente – va rafforzata attraverso l’attuazione del principio, costituzionalmente sancito, del riconoscimento della condizione di insularità. «E’ questo il principio – ha affermato Pili – su cui fondare la rivisitazione della specialità sarda, all’interno di un processo che segni una nuova stagione di attuazione e concretezza delle prerogative statutarie ed a difesa della nostra autonomia e della nostra identità».

Sulla eventuale riscrittura dello Statuto del ’48, Pili ha avanzato profonde perplessità, alla luce di quello che ha definito “l’evidente tendenza centralista in atto che rappresenterebbe rischi piuttosto che opportunità per la Sardegna”, dicendosi invece “fortemente convinto della necessità di procedere con tempestività su un piano concreto di attuazione delle norme statutarie”. Non già nella commissione paritetica Stato Regione, così come fino ad oggi è stata conosciuta, ma attraverso la costituzione di “un tavolo paritetico permanente Stato-Regione” e con la difesa delle competenze primarie della Regione (articolo 3 dello Statuto) “oggi minacciate dal  ricorso improprio da parte dello Stato della formula riforma economico-sociale”. Queste tre parole (riforma economico sociale) inserite nei provvedimenti governativi – a giudizio dell’ex presidente – rischiano di  “far finire l’autonomia sarda tra parentesi” e dimostrano “ l’urgenza di iniziative unitarie e di una strategia forte, politica e giuridica, per arginare la deriva centralista dello Stato”. La sfida – così la definisce Mauro Pili – consiste nel vincere sul tema dell’insularità (attraverso un vero e proprio piano di rinascita insulare, inteso come strumento strategico di programmazione economica e sociale); dei trasporti e della mobilità (la continuità territoriale riconosciuta come obbligo costituzionale e il riconoscimento del principio di parità di costo e di accesso ai servizi rispetto alla terraferma) e dell’energia (riconoscimento del fattore insulare come parametro vincolante nella pianificazione energetica; potestà della Regione sulla programmazione, l’autorizzazione e la localizzazione degli impianti). Nella parte conclusiva del suo intervento Mauro Pili ha fatto riferimento alla legge Pratobello (definita simbolo di libertà e partecipazione popolare) evidenziandone un triplice valore: difesa popolare del territorio, difesa del potere statutario e partecipazione diretta dei cittadini alla funzione legislativa. Da qui la presentazione della proposta del “voto ponderale” nei meccanismi di partecipazione popolare nella fase legislativa regionale. In sintesi, si prevedono tre soglie di partecipazione popolare: 10.000 firme,  proposta di legge popolare presentata e pubblicata; 25.000 firme, esame obbligatorio in Commissione entro 60 giorni; 100.000 firme, iniziativa popolare con voto ponderato e immediata discussione in Aula. «Il voto ponderato – ha concluso Pili – riconosce valore politico alla partecipazione dei cittadini, trasformando la democrazia da consultiva a realmente attiva. È l’evoluzione naturale di una democrazia statutaria che mette i sardi al centro del processo legislativo».

16_10_25 Commissione statutaria GANAU SPISSU PAIS SELIS

Un “percorso pienamente unitario” sulla legge statutaria e le norme di attuazione, è stato l’auspicio formulato dal presidente della XV^ legislatura, Gianfranco Ganau, che ha ribadito perplessità sull’intraprendere invece un percorso di revisione dello Statuto per “il clima politico al livello centrale che non sembra favorevole alla concessione di maggiori spazi di autonomia”. Ganau ha fatto riferimento al confronto a suo tempo attivato con la commissione Bressa, per l’attuazione del titolo V° della Costituzione, e si è detto convinto che gran parte delle difficoltà della Regione sarda nell’attuare politiche di autonomia “sia da ricercarsi nelle scarso peso politico esercitato nei confronti dei governi centrali”. L’ex presidente del Consiglio ha quindi insistito sull’importanza delle norme di attuazione “non soltanto per dare efficacia alle prerogative statutarie, quanto come strumento utile per l’integrazione e l’ampliamento dei principi e delle funzioni stabilite nello Statuto”. Gianfranco Ganau ha inoltre ribadito “la piena validità del dettato dell’articolo 13 dello Statuto sardo”, alla luce della permanente situazione di arretratezza dell’Isola, confermata dagli indici infrastrutturali, da quelli che danno la misura della competitività del sistema Sardegna e dagli alti costi della condizione di insularità. Nello specifico, sulla legge Statutaria, Ganau ha sottolineato come con l’approvazione possano realizzarsi “spazi di autonomia vera”, insieme con la riorganizzazione delle deleghe assessoriali e di strumenti in grado di garantire il riequilibrio dei poteri tra Giunta e Consiglio, nonché per definire un reale decentramento delle funzioni a favore degli Enti Locali. Con riguardo alla legge elettorale, l’ex presidente dell’assemblea sarda ha indicato come priorità l’individuazione di strumenti adeguati ad arginare il fenomeno dell’astensionismo e si è espresso con nettezza per la revisione delle soglie di sbarramento: «Escludere il 10 per cento dell’elettorato da una rappresentanza consiliare non può che favorire l’allontanamento degli elettori».

 

Legge Statutaria. Audizione in Commissione Speciale degli ex presidenti del Consiglio Gianmario Selis, Giacomo Spissu e Michele Pais.

16_10_25 Commissione statutaria GANAU SPISSU PAIS SELIS

16_10_25 Commissione statutaria GANAU SPISSU PAIS SELIS

16_10_25 Commissione statutaria GANAU SPISSU PAIS SELIS

Cagliari 16 ottobre 2025 – Nell’ultima parte della mattinata sono stati sentiti gli ex presidenti del Consiglio regionale Gian Mario Selis, Giacomo Spissu e Michele Pais che hanno espresso apprezzamento per il lavoro avviato dalla Commissione Speciale.

Per Gian Mario Selis, l’avvio di una discussione su legge statutaria e norme di attuazione dello Statuto rappresenta una grande occasione per riaprire la stagione delle riforme. «Per far questo è necessario che il Consiglio regionale recuperi la sua centralità. La massima assemblea sarda ha perso forza in questi anni – ha affermato Selis – occorre riflettere sul perché di questa decadenza per provare a invertire la rotta e recuperare autorevolezza».

Con un ruolo di nuovo centrale del Consiglio, secondo Selis, si potrebbe mettere mano a temi cruciali per la Sardegna: il rilancio dello Statuto, la forma di  governo, la legge elettorale, la riforma della macchina amministrativa.

«La prima cosa da fare è procedere a un’analisi seria per capire il perché dello squilibrio evidente tra i poteri della Giunta e quelli del Consiglio – ha affermato l’ex presidente – tra le cause c’è sicuramente il passaggio dal sistema parlamentare all’elezione diretta del presidente della Regione che ha amplificato i poteri dell’esecutivo. Il capo della Giunta è oggi il perno centrale di tutto il sistema autonomistico. Occorre pensare a forme di riequilibrio. L’assemblea legislativa non può dipendere dalle vicende personali del presidente della Regione». A questo proposito, Selis ha suggerito l’introduzione di correttivi, come il ricorso a maggioranze iperqualificate che possano votare la sfiducia al presidente e sostituirlo. «Non è possibile che l’intero impianto statutario sia imperniato su una sola figura».

L’ex presidente del Consiglio ha poi insistito sulla necessità di procedere anche a una riforma dell’apparato burocratico della Regione e dei suoi enti strumentali: «I problemi della Sardegna non riguardano solo la politica ma anche una macchina amministrativa che non funziona».

Sulla legge elettorale, Selis ha invitato la Commissione a una riflessione sul sistema di sbarramento al 10 per cento: «Il dato che emerge è che ampie frange dell’elettorato non sono più rappresentate in Consiglio. Su questo ha inciso anche la riduzione del numero dei consiglieri regionali da 80 a 60. Un’assemblea più ampia si radica meglio nella società».

Concludendo il suo intervento, Selis ha invitato la Commissione ad andare avanti sulla via delle riforme tenendo però sempre a mente due condizioni imprescindibili: il coinvolgimento di tutti i settori della società sarda e un accordo unitario tra le diverse forze politiche».

 

Della necessità di una sintesi tra i diversi schieramenti ha parlato anche Giacomo Spissu (presidente dal 2004 al 2009): «Per approvare la legge statutaria c’è bisogno di un ampio consenso. I provvedimenti di questa portata, approvati a colpi di maggioranza, non funzionano. Serve un’azione corale per affrontare un momento cruciale della nostra storia. Siamo ad una svolta, bisogna provare a cambiare lo stato delle cose. Il clima sembra favorevole: la sentenza della Corte Costituzionale sulla decadenza della Giunta Todde ha sgombrato il campo dal rischio di un’interruzione della legislatura. Ora si può lavorare serenamente».

Il lavoro, secondo Spissu, non sarà comunque facile: «Bisogna tener presente che c’è sempre qualcuno che mette in discussione la specialità. Ci sono stati, e ci sono anche oggi, diversi tentativi di modificare i poteri delle regioni a Statuto speciale. L’ultimo è quello portato avanti dalle regioni ricche a Statuto ordinario come la Lombardia e il Veneto. Io sono uno strenuo difensore della specialità. Le ragioni che l’hanno determinata non sono venute meno. Il divario economico e sociale tra la Sardegna e il resto d’Italia esiste ancora. Alcuni problemi si sono amplificati, basti pensare al dramma dello spopolamento o a quello della dispersione scolastica che in Sardegna raggiunge il tasso più alto a livello nazionale».

Spissu ha poi affrontato il tema dell’insularità: «Bene il riconoscimento del principio in Costituzione anche se questo non ha portato a una maggiore attenzione dello Stato per le condizioni di svantaggio della Sardegna. Questo rafforza l’idea che quando si affrontano temi come la legge statutaria è necessario un accordo forte tra le diverse forze politiche».

Sulla legge elettorale, infine, l’ex presidente della Regione ha assunto una posizione controcorrente sul sistema di sbarramento: «La legge elettorale deve favorire l’aggregazione e non la disgregazione. Alle ultime elezioni regionali c’erano 25 liste in campo. Eliminare lo sbarramento non semplifica il quadro ma rischia di aumentare la frammentazione».

 

Apprezzamento per l’iniziativa della Commissione ha manifestato anche Michele Pais (presidente del Consiglio dal 2019 al 2024).

«L’approvazione di una legge statutaria è un tema importantissimo, a partire dall’individuazione di una nuova forma di governo per la Regione – ha detto Pais – è nei poteri del Consiglio valutare anche il ritorno a un sistema parlamentare oppure prevedere meccanismi di garanzia per riequilibrare il rapporto tra assemblea legislativa e potere esecutivo. Uno si questi potrebbe essere la sfiducia costruttiva nei confronti del presidente della Giunta. Oggi il presidente della Regione è quasi un sovrano, ha più poteri del presidente del Consiglio dei Ministri. Un riequilibrio è necessario: il Consiglio deve avere maggiori strumenti di controllo».

Secondo Pais, le riforme dovrebbero riguardare anche gli assetti di governo: «Il sistema delle deleghe assessoriali è troppo rigido, non consente di distribuire gli incarichi sulla base delle valutazioni della Giunta e della maggioranza. Una modifica consentirebbe di utilizzare diversamente i direttori generali che oggi fanno riferimento ai singoli assessori»

Sulla legge elettorale, l’ex presidente del Consiglio ha suggerito l’introduzione di soglie di sbarramento all’interno delle coalizioni per favorire l’aggregazione tra le diverse forze politiche: «La Regione Sardegna è un unicum a livello nazionale per la presenza di un numero infinito di partiti e partitini. La partecipazione è un valore ma se l’aumento delle liste ha ragioni meramente elettorali crea problemi evidenti».

Pais si è poi soffermato sulle norme di attuazione dello Statuto: «E’ un problema gigantesco. La Sardegna è la Regione con il minor numero di norme adottate. Questo impedisce di liberare tutte le potenzialità che lo Statuto ci offre. Occorre rivedere il sistema di scelta dei componenti della Commissione Paritetica che oggi sembrano agire senza un mandato chiaro».

Ultimo passaggio sul principio di insularità: «E’ un tema a cui si è data una valenza preminentemente economica – ha detto Pais – bisogna cambiare visione e pretendere che tutta la legislazione statale tenga conto di questo principio inserito in Costituzione. Quando si approvano le leggi devono essere valutate le condizioni di svantaggio determinate dall’insularità».

(Psp)