INTERROGAZIONE N. 405/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 405/A

INTERROGAZIONE TICCA – FASOLINO – SALARIS, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione del Piano regionale di screening per l’epatite C (deliberazione n. 19/73 del 1° giugno 2023).

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I sottoscritti,

PREMESSO che l’epatite C rappresenta una patologia infettiva di rilevante impatto sulla salute pubblica, frequentemente asintomatica nelle fasi iniziali e responsabile di gravi complicanze epatiche croniche – tra cui cirrosi e carcinoma epatico – se non diagnosticata e trattata tempestivamente;

CONSTATATO che a livello nazionale si stima che oltre 500.000 persone siano ignare della propria infezione da virus HCV, con un significativo gap diagnostico che determina un elevato rischio di progressione della malattia e di trasmissione del virus nella popolazione;

CONSIDERATO che il Piano nazionale di eliminazione dell’epatite C (PNEC) stabilisce obiettivi di eliminazione della malattia entro il 2030 in accordo con le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanitĂ  (OMS), richiedendo un’implementazione sistematica degli strumenti di screening a livello regionale e locale;

VISTO che la Regione ha approvato, con deliberazione della Giunta regionale 1° giugno 2023, n 19/73 (Programma regionale di screening gratuito per prevenire, eliminare ed eradicare il virus dell’epatite C (HCV), in attuazione dell’articolo 11, comma 15, della legge regionale 12 dicembre 2022, n. 22. Adozione del protocollo operativo regionale), il Piano regionale di screening per l’epatite C, che costituisce lo strumento programmatorio di riferimento per l’implementazione delle attivitĂ  di diagnosi precoce sul territorio regionale;

RICORDATO che il Piano regionale approvato con la citata delibera n. 19/73 del 1° giugno 2023 articola l’intervento di screening su tre direttrici operative principali:
– screening attivo nei servizi per le dipendenze (SERD) e nelle popolazioni ristrette (detenuti, comunitĂ  terapeutiche);
– screening opportunistico in ambito ospedaliero, da effettuarsi in occasione di ricoveri, accessi in day hospital e interventi chirurgici;
– iniziative strutturate di comunicazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione generale;

EVIDENZIATO che a oltre due anni dall’approvazione del Piano regionale non risultano disponibili dati pubblici aggiornati e disaggregati sullo stato di avanzamento delle attivitĂ  nelle singole Aziende sani-tarie locali (ASL) e nelle Aziende ospedaliero-universitarie (AOU) della regione, rendendo impossibile una valutazione puntuale del grado di implementazione raggiunto a livello territoriale;

TENUTO CONTO che, non è possibile verificare se e in quale misura le singole aziende sanitarie abbiano dato attuazione agli indirizzi del Piano regionale con riguardo a ciascuna delle tre direttrici operative, nĂ© se le eventuali difformitĂ  nell’avanzamento siano riconducibili a difficoltĂ  organizzative locali, a insufficiente indirizzo regionale o a carenza di risorse dedicate;

RICORDATO che lo screening opportunistico in ambito ospedaliero costituisce una componente strategica di particolare rilevanza del Piano regionale, in quanto intercetta soggetti giĂ  in contatto con il sistema sanitario – in occasione di ricoveri, accessi in day hospital e interventi chirurgici – senza richiedere l’attivazione di percorsi dedicati separati, con un potenziale diagnostico elevato e un profilo costo-efficacia favorevole e la sua mancata o parziale attivazione in una o piĂą aziende sanitarie comporterebbe una riduzione significativa dell’efficacia complessiva del programma regionale e una perdita sistematica di opportunitĂ  diagnostiche;

VALUTATO che l’assenza di iniziative di comunicazione pubblica strutturate e coordinate sul tema dello screening HCV, ove confermata, rischierebbe di incidere negativamente sulla partecipazione volontaria della popolazione al programma e di ridurne l’impatto epidemiologico;

APPRESO che risulterebbe che le aziende sanitarie abbiano trasmesso all’Assessorato regionale dell’igiene e sanitĂ  e dell’assistenza sociale report sullo stato di attuazione del piano e che gli uffici assessoriali stiano conducendo una ricognizione complessiva del quadro regionale ma gli esiti di tale ricognizione non risultano tuttavia essere stati resi pubblici nĂ© portati a conoscenza del Consiglio regionale;

RITENUTO che il diritto all’accesso uniforme alle prestazioni sanitarie costituisce un principio fondamentale del Servizio sanitario nazionale (SSN) e regionale e che eventuali disomogeneitĂ  nell’implementazione del piano di screening HCV tra le diverse aree della Sardegna configurerebbero una differenziazione inaccettabile nell’offerta di prevenzione;

SOTTOLINEATO che l’attuazione tempestiva, uniforme e verificabile del Piano regionale riveste carattere di urgenza, considerate le implicazioni sanitarie, epidemiologiche ed economiche connesse al ritardo diagnostico dell’epatite C e gli impegni assunti dalla Regione nel quadro del PNEC entro il 2030;

CONSIDERATO inoltre che il Consiglio regionale ha il dovere di esercitare la propria funzione di controllo e indirizzo sull’attuazione degli atti deliberativi della Giunta e che a tal fine è necessario acquisire informazioni complete, aggiornate e verificabili sullo stato di avanzamento del Piano,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanitĂ  e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se sia a conoscenza di quanto su esposto;
2) quale sia l’attuale stato di attuazione del Piano regionale di screening per l’epatite C (deliberazione n. 19/73 del 2023) in ciascuna delle ASL e delle AOU della Sardegna, con specifica indicazione, per ogni azienda, dell’avanzamento operativo nelle tre direttrici previste dal Piano (screening nei SERD e nelle popolazioni ristrette; screening opportunistico ospedaliero; comunicazione e sensibilizzazione della popolazione);
3) se, e in quale misura, tutte le aziende sanitarie regionali abbiano avviato attivitĂ  operative nell’ambito del Piano, quali siano le eventuali aziende che non abbiano ancora formalizzato o avviato percorsi di implementazione, e quali misure di indirizzo o di supporto l’Assessorato intenda adottare per assicurare uniformitĂ  territoriale nell’offerta di screening in tutta la regione;
4) con specifico riguardo allo screening opportunistico in ambito ospedaliero, se tale direttrice del Piano sia stata attivata, in forma strutturata e con procedure formalizzate, in tutte le ASL e le AOU regionali, considerato che detto screening – da effettuarsi sistematicamente in occasione di ricoveri ordinari, accessi in day hospital e interventi chirurgici programmati – rappresenta lo strumento a piĂą alta resa diagnostica dell’intero programma, in quanto intercetta soggetti giĂ  in contatto con il sistema sanitario senza richiedere percorsi dedicati aggiuntivi, e tenuto conto dell’elevato costo sanitario e sociale del ritardo diagnostico dell’HCV, si chiede quali azioni urgenti l’Assessorato intenda promuovere per garantirne l’attivazione capillare e uniforme su tutto il territorio regionale, e con quale cronoprogramma vincolante;
5) se l’Assessorato abbia predisposto o preveda di predisporre una campagna di comunicazione pubblica coordinata e strutturata sullo screening HCV a livello regionale, eventualmente in raccordo con le iniziative nazionali e con le associazioni dei pazienti, e in caso affermativo con quali risorse, attraverso quali canali e in quali tempi;
6) quali siano gli esiti della ricognizione complessiva condotta dagli uffici assessoriali sui report trasmessi dalle aziende sanitarie e se tale ricognizione abbia determinato o determinerĂ  l’adozione di specifiche direttive nei confronti delle direzioni aziendali per garantire il rispetto degli indirizzi e del cronoprogramma previsti dal Piano;
7) quali siano i dati complessivi relativi al numero di test HCV effettuati, ai nuovi casi diagnosticati e ai pazienti avviati al trattamento antivirale nell’ambito del Piano regionale dall’avvio dell’attivitĂ  ad oggi, disaggregati per azienda sanitaria e per setting di screening.

Cagliari, 27 marzo 2026

MOZIONE N. 112

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 112

ORRĂ™ – PIZZUTO – LOI – DESSENA – DI NOLFO – CASULA – CANU, in merito alla richiesta di verifiche urgenti sulla presenza nel porto di Cagliari di containers potenzialmente destinati alla produzione di armamenti diretti in Israele.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– secondo notizie riportate da organi di stampa regionali e nazionali, la nave MSC Vega risulta ferma nel porto di Cagliari con sette containers contenenti acciaio balistico o materiale “dual use”, potenzialmente destinato alla produzione di componenti d’arma utilizzati dall’esercito israeliano;
– tali materiali proverrebbero, secondo le medesime fonti, dall’acciaieria indiana RL Steel, giĂ  nota per rapporti commerciali con aziende della difesa israeliane;
– diversi organismi delle Nazioni Unite, tra cui il Relatore speciale sui territori palestinesi occupati, hanno denunciato che la popolazione civile palestinese è sottoposta a violazioni sistematiche dei diritti umani, con livelli di distruzione e vittime tali da configurare possibili crimini internazionali di massima gravitĂ ;
– numerose organizzazioni umanitarie internazionali hanno lanciato l’allarme su una catastrofe umanitaria senza precedenti nella Striscia di Gaza, chiedendo alla comunitĂ  internazionale di intervenire per proteggere la popolazione civile;
– il Consiglio regionale, con propria mozione, ha espresso il sostegno al riconoscimento dello Stato di Palestina, impegnando la Giunta a promuovere presso il Governo nazionale ogni iniziativa utile in tal senso;
– il Comune di Cagliari ha recentemente approvato una delibera che impegna l’amministrazione a vigilare affinchĂ© il porto non sia coinvolto nel transito di armamenti;

CONSIDERATO che:
– la presenza di materiali potenzialmente destinati alla produzione di armamenti in un porto sardo rappresenta un tema di rilevanza pubblica, con implicazioni giuridiche, etiche, di sicurezza e di tutela dei lavoratori;
– la Regione, pur non avendo competenza diretta sulle operazioni doganali e portuali, ha il dovere istituzionale di tutelare la legalitĂ , la sicurezza e l’immagine del territorio;
– la tutela della popolazione civile, in particolare di quella palestinese oggi colpita da una crisi umanitaria gravissima, costituisce un dovere morale e politico per tutte le istituzioni democratiche;
– il richiamo al riconoscimento dello Stato di Palestina, giĂ  espresso dal Consiglio regionale, rende ancora piĂą doverosa un’azione di vigilanza affinchĂ© il territorio sardo non sia coinvolto, neppure indirettamente, in attivitĂ  che possano contribuire all’aggravarsi del conflitto o alla sofferenza della popolazione civile palestinese,

impegna la Presidente della Regione

1) a richiedere formalmente alle autoritĂ  competenti (AutoritĂ  di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane) di effettuare verifiche immediate e approfondite sul contenuto dei containers presenti sulla nave MSC Vega e di accertare la natura del materiale, la sua classificazione e la destinazione finale;
2) a sollecitare il Governo nazionale a garantire il pieno rispetto della Legge 9 luglio 1990, n. 185 (Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento), in particolare per quanto riguarda il transito di materiali d’armamento verso Paesi in stato di conflitto e fornire alla Regione e al Consiglio regionale un rapporto dettagliato sugli esiti delle ispezioni e sulle autorizzazioni eventualmente rilasciate;
3) a chiedere la pubblicazione, nei limiti consentiti dalla legge, delle informazioni relative ai carichi sensibili in transito nei porti sardi;
4) a ribadire l’impegno della Regione affinchĂ© i porti dell’Isola non siano coinvolti in traffici di materiali bellici in violazione della normativa nazionale e internazionale;
5) a garantire l’impegno affinchĂ© il territorio sardo non contribuisca, neppure indirettamente, ad aggravare la crisi umanitaria in corso.

Cagliari, 26 marzo 2026

Supporto psicopedagogico scolastico, audizioni in commissione Seconda

Con le audizioni dei sindacati della scuola è proseguito oggi in commissione Seconda l’iter della pl 136 (Soru e più) che prevede nelle scuole pubbliche sarde l’istituzione del supporto psicopedagogico, un team composto da psicologo, pedagogo ed educatore che vada contrastare l’insorgere di fenomeni in crescita dopo il Covid come il suicidio giovanile, l’autolesionismo ma anche le aggressioni a insegnanti e personale della scuola, come testimoniano i fatti avvenuti ieri nel Bergamasco.

Il parlamentino, presieduto da Camilla Soru (Pd) ha dato la parola per i Cobas scuola ad Andrea De Giorgi che ha denunciato: “Proprio in questi giorni quattro docenti si sono messi in malattia a seguito di aggressioni o fenomeni simili avvenuti a scuola”. Per il sindacalista “la proposta di legge è importante ma qualsiasi intervento si faccia sulla scuola pubblica deve essere chiaro che è sempre limitato e non illudiamoci che risolva tutti i problemi. Stiamo vivendo una stagione di smantellamento della scuola pubblica, a favore di quelle private e delle fondazioni. Una stagione molto simile a quella che si registra nella sanità”.

Per la Cgil Francesco D’Agostino ha definito la proposta di legge “molto buona” e ha chiesto di “conoscere al più presto il regolamento attuativo e le modalità di funzionamento” mentre per Giovanni Cuccu (Uil) “sarebbe utile inserire nei team gli operatori socio sanitari e i collaboratori scolastici specializzati”.

La commissione ha audito anche una delegazione di dipendenti del Cnr di Cagliari, preoccupati per il rischio di un ridimensionamento della loro attività a seguito di un piano nazionale di accorpamento con un istituto di filosofia e uno di storia di Napoli e di Roma. Giovanni Serreli (Istituto storia europea del Mediterraneo) ha riferito ai commissari che potrebbe essere d’aiuto un sostegno della Regione per i costi di locazione dell’Istituto a Cagliari (circa 90 mila euro all’anno) e ha rivolto un appello alla commissione Seconda, dopo quello rivolto alla presidente Todde, “perché il ruolo e l’importanza del Cnr di Cagliari non vengano messi in discussione”.

 

Terza commissione, parere favorevole al DL 172 che disciplina il sistema regionale di protezione civile

La commissione Bilancio e Programmazione, presieduta da Alessandro Solinas (M5S), ha espresso parere favorevole con osservazioni (astenuti i consiglieri delle opposizioni) al Disegno di Legge n. 172 (Giunta) che disciplina il sistema regionale di protezione civile. Il testo, lo scorso 11 marzo, era stato esaminato nella seduta congiunta delle commissioni Prima e Quarta, che ne avevano sospeso la votazione finale, in attesa di acquisire il parere della Terza commissione.

Nella medesima seduta, la commissione, con parere unanime, ha dato il via libera al testo unificato delle proposte di legge n. 22 (Mula e piĂą); n. 98 (Antonio Solinas) e n. 111 (Serra e piĂą) in materia di interventi per la valorizzazione della coltura del mandorlo.

MOZIONE N. 111

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 111

TRUZZU – COCCIU – TICCA – PERU – MULA – SORGIA – ARONI – CERA – CHESSA – FASOLINO – FLORIS – MAIELI – MARRAS – MASALA – MELONI Corrado – PIGA – PIRAS – RUBIU – SALARIS – SCHIRRU – TALANAS – TUNIS – URPI – USAI, sulla presentazione al Consiglio regionale di un piano di intervento dettagliato da parte dell’Assessore regionale dell’igiene e sanitĂ  e dell’assistenza sociale finalizzato a garantire la stabilitĂ  organizzativa del sistema sanitario, la riorganizzazione della sanitĂ  territoriale, del sistema dell’emergenza-urgenza e dei pronto soccorso e delle liste d’attesa al fine di migliorare la qualitĂ  dei servizi resi ai cittadini, con richiesta di convocazione straordinaria dell’Assemblea, ai sensi dell’articolo 54 del Regolamento del Consiglio regionale.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– la sanitĂ  ha rappresentato uno dei temi principali, se non addirittura il piĂą importante, della recente campagna elettorale e la coalizione del cosiddetto “Campolargo”, insieme alla sua Presidente Alessandra Todde, hanno sempre sostenuto di avere idee, proposte e uomini in grado almeno di affrontare, se non di risolvere, i problemi cronici del sistema sanitario regionale;
– a ventiquattro mesi dalle elezioni regionali ancora non è dato conoscere quali siano le proposte e le strategie per affrontare le criticitĂ  del Sistema sanitario regionale (SSR);
– la situazione di particolare gravitĂ  e di paralisi del sistema sanitario è stata recentemente messa in luce anche dai comitati per la sanitĂ  pubblica e dalla Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL) che ha annunciato un’imminente mobilitazione generale;

CONSIDERATO che:
– in questi ventiquattro mesi la Presidente ha sostituito il precedente Assessore regionale dell’igiene e sanitĂ  e dell’assistenza sociale, ha nominato tre capi di gabinetto, ha sostituito il direttore generale dell’Assessorato, ha commissariato i direttori generali delle Aziende sanitarie locali (ASL), considerati i principali responsabili della situazione di difficoltĂ  del sistema sanitario, salvo poi nominare gran parte di essi nuovamente direttori generali;
– il commissariamento delle ASL della Sardegna ha avuto evidenti ricadute negative sulla continuitĂ  dei servizi sanitari, sull’autonomia gestionale degli enti, nonchĂ© sulle condizioni di accesso alle cure per i cittadini sardi, con particolare riguardo alle aree interne e ai territori piĂą periferici;
– la recente nomina dei direttori generali, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale prima, e quella del Tribunale amministrativo regionale (TAR) Sardegna poi, abbiano ribadito l’illegittimitĂ  del commissariamento e l’obbligo di reintegro dei precedenti direttori generali, non fa altro che generare ulteriore incertezza e minare la stabilitĂ  del sistema sanitario con evidenti ricadute sul piano dell’efficienza organizzativa, della responsabilitĂ  istituzionale e dei servizi al cittadino;
– l’assenza di un Assessore regionale alla sanitĂ  dedicato e la gestione ad interim della delega sanitaria da parte del Presidente della Regione, per il complesso e gravoso ruolo istituzionale che riveste, fa sì che alla sanitĂ  sarda non sia dedicata l’attenzione, la continuitĂ  operativa e la capacitĂ  di intervento che una situazione di tale eccezionale gravitĂ  richiede;

VALUTATO che:
– il rischio concreto di chiusura o riduzione dei servizi di pronto soccorso in diversi presidi ospedalieri dell’Isola, con conseguente compromissione della rete dell’emergenza-urgenza e potenziale pericolo per la vita dei cittadini, in special modo di quelli residenti nei centri piĂą distanti dagli ospedali hub, non è stato scongiurato e appare anzi sempre piĂą probabile a ridosso della stagione estiva;
– ad oggi nei pronto soccorso dell’Isola, a seguito dell’impossibilitĂ  di ricorrere ai “gettonisti” per i codici minori risultano scoperti ogni giorno diversi turni e la situazione non è destinata a migliorare nonostante il recente concorso;
– la crisi della medicina territoriale con la carenza di medici di medicina generale, la difficoltĂ  di garantire la continuitĂ  assistenziale, l’assenza delle case della comunitĂ  e dei servizi di prossimitĂ  non fanno altro che scaricare sull’ospedalitĂ  acuta e sui pronto soccorso un carico improprio e insostenibile;

APPURATO che:
– ad oggi la principale e unica preoccupazione della Presidente e della maggioranza di centrosinistra sembra essere costituita dalle nomine in sanitĂ  come candidamente dichiarato anche dal precedente Assessore Bartolazzi, prima presentato come salvatore della patria e poi giubilato a causa della sua sinceritĂ ;
– il diritto alla salute, tutelato dall’articolo 32 della Costituzione italiana e ribadito dallo Statuto speciale per la Sardegna, non può essere compromesso dall’assenza di programmazione e di una chiara strategia d’azione in campo sanitario, da carenze organizzative, atti di nomina dichiarati incostituzionali ovvero da misure commissariali adottate in assenza di un pieno confronto con il Consiglio regionale, organo rappresentativo della volontĂ  dei cittadini sardi;

RICORDATO che anche autorevoli esponenti della stessa maggioranza oggi alla guida della Regione hanno più volte dichiarato che la situazione della sanità sarda desta viva preoccupazione e che è necessario assumere atti nel pieno rispetto delle norme, giacché alcuni di essi presentano evidenti vizi di legittimità,

impegna il Presidente della Regione e l’Assessore regionale ad interim dell’igiene e sanitĂ  e dell’assistenza sociale

1) a proporre al Consiglio regionale entro trenta giorni un documento che chiarisca come la Giunta regionale intenda adeguarsi alle sentenze della Corte costituzionale e del TAR Sardegna, relative al commissariamento delle aziende sanitarie che specifichi le iniziative che si vogliono assumere per conformarsi al dictatum del giudice delle leggi;
2) a proporre al Consiglio regionale entro trenta giorni un documento che definisca in maniera dettagliata un piano di intervento finalizzato a garantire la stabilitĂ  organizzativa del sistema sanitario, la riorganizzazione della sanitĂ  territoriale, del sistema dell’emergenza-urgenza e dei pronto soccorso;
3) ad attivare un sistema di monitoraggio costante con il pieno coinvolgimento del Consiglio regionale al fine di valutare e analizzare gli effetti delle politiche di abbattimento dei tempi d’attesa per l’accesso alle prestazioni del SSR nelle sue articolazioni in strutture pubbliche, private accreditate e private.

Cagliari, 25 marzo 2026

Reddito per alloggi Erp, via libera all’incremento

Via libera all’incremento dei limiti di reddito per l’assegnazione di alloggi Erp. Lo ha deciso questo pomeriggio la commissione Quarta del Consiglio regionale (presidente Li Gioi) approvando il parere alla delibera 6/27 della Giunta.

In commissione, l’assessore ai lavori pubblici Antonio Piu ha illustrato la norma, che adegua a seguito delle variazioni Istat i parametri di reddito degli assegnatari: da 165.828 euro si passa per il 2026 a 17.131.

L’assessore Piu ha comunicato ai commissari che è in corso la riscrittura della legge istitutiva di Area, una manutenzione normativa che potrebbe essere portata in commissione già prima dell’estate.

I commissione, audizione dei sindacati sulle problematiche inerenti le progressioni orizzontali del personale del sistema regione

La prima commissione, presieduta da Salvatore Corrias (Pd), ha svolto un ciclo di audizioni con le rappresentanze sindacali dei lavoratori del comparto regione, per affrontare le problematiche inerenti le progressioni orizzontali del personale.

Nel corso dei lavori, Uil-Fpl, Cisl-Fp, Fp-Cgil, Fesal-Ras, Clares, Snaf-Fna, Safor-Cisl, Saf, Fesal-Cfva, Uil-Cfva, hanno rappresentato la situazione di stallo che riguarda le progressioni orizzontali del personale del cosiddetto sistema Regione e che ricomprende dunque anche gli enti e le agenzie regionali. Le graduatorie del 2024 delle progressioni orizzontali (che non si applicano al personale dirigenziale) – così hanno riferito i sindacati – a causa dell’insufficienza degli stanziamenti, non consentono a tutto il personale risultato idoneo, di godere degli incrementi stabili nella retribuzione tabellare, creando così disparità all’interno delle stesse aree professionali e di mansione.

Come confermato in una nota dell’assessorato del Personale, lo scorso 20 febbraio, soltanto il 59% degli aventi diritto (1.157 lavoratori su 1.961) potrà beneficiare dell’avanzamento economico, tenuto conto che il fondo per le progressioni professionali relative al 2024 ammonta a complessivi 2.458.221,88 euro, a fronte di un fabbisogno complessivo, per il contingente del personale ammesso alla progressione, pari a 5.151.204,91 euro.

Da qui la richiesta perché si proceda con gli stanziamenti necessari a garantire la progressione professionale per le annualità 2024-2025-2026 (i bandi per il 2025 e 2026 non sono ancora pubblicati) e che i rappresentanti dei lavoratori stimano in una cifra ricompresa tra gli 8 e i 10 milioni di euro.  Ed in ogni caso, qualora non fosse possibile per esigenze di bilancio, riconoscere i diritti economici per gli ammessi 2024, di procedere con il riconoscimento giuridico dell’avanzamento.

Un caso particolare è stato evidenziato dai sindacati di Forestas (il triennio di progressione per il personale va dal 2025 al 2027) e riguarda il mancato utilizzo delle risorse stanziate con la legge regionale 12/2025 (legge di stabilità), pari a 930.000, per la contrattazione. La richiesta è stata quella di autorizzarne l’utilizzo per soddisfare il fabbisogno necessario a consentire a tutto al personale ammesso alla graduatoria, di beneficiare dell’avanzamento economico.

Negli interventi dei consiglieri Ciusa (M5S), Chessa (Fi) e Casula (Sf), l’impegno per portare a definizione la vertenza. Impegno ribadito, nel suo intervento conclusivo, dal presidente della commissione, Corrias, che si è detto disponibile anche a valutare possibili integrazioni normative ed ha auspicato l’approvazione, da parte della Giunta, della delibera contenente gli indirizzi per consentire agli enti e alle agenzie regionali, di incrementare le risorse per il finanziamento del fondo per la retribuzione di posizione e di quello per le progressioni professionali, così come stabilito dalla legge regionale 3/2026, all’articolo 1.

 

La Commissione Sanità approva all’unanimità il progetto per l’apertura del reparto di terapia intensiva e semintensiva pediatrica all’Ospedale Brotzu.

Un progetto che unisce tutto il sistema sanitario regionale e mette d’accordo maggioranza e opposizione in Consiglio: la Sardegna avrà il suo reparto di terapia intensiva e semintensiva. Sei posti letto all’interno dell’ospedale Brotzu di Cagliari destinato a diventare  l’hub di riferimento. La Commissione Sanità del Consiglio regionale ha dato il via libera all’unanimità al progetto elaborato dal Gruppo di lavoro coordinato dall’assessorato della Sanità.

Il parlamentino guidato da Carla Fundoni (Pd) ha sentito in mattinata i medici e i responsabili del progetto: «E’ stato un lavoro lungo e proficuo portato avanti da un gruppo multidisciplinare – ha spiegato il direttore generale dell’assessorato alla Sanità, Stefano Piras – il risultato è un progetto concreto a cui si è arrivati con un ragionamento non solo clinico ma procedurale (accreditamenti, relazione con il 118, etc). Chiari anche i tempi con un cronoprogramma ben definito. Siamo consapevoli che il reparto di terapia intensiva pediatrica non può essere aperto dall’oggi al domani. Per questo si ragionerà per step».

A dare qualche indicazione in più sui tempi ci ha pensato  il Direttore sanitario dell’Arnas Brotzu, Giorgio Carboni: «Nel breve periodo saranno realizzati due posti letto per pazienti che richiedono alta intensità di cure, altri due saranno ospitati nel reparto di terapia intensiva per adulti con l’obiettivo di arrivare entro la fine dell’anno ai 6 posti letto complessivi come previsto dalla rete ospedaliera regionale». All’interno dell’Arnas Brotzu è già operativo un tavolo tecnico composto da medici e infermieri che seguirà passo per passo l’iter del progetto. Il reparto di terapia intensiva sarà ospitato nei locali dell’ex pronto soccorso. I lavori di ristrutturazione termineranno entro il prossimo mese di giugno, poi si dovrà procedere agli accreditamenti. «Nel frattempo, sarà avviato il percorso di formazione di medici e infermieri – ha affermato Carboni – il personale, grazie all’accordo firmato con il Bambin Gesù di Roma, sarà seguito in tutte le fasi inziali dai professionisti romani. La formazione prenderà il via entro il 15 aprile e si concluderà entro la fine del 2026»

Visibilmente soddisfatto Alberto Lai, responsabile del reparto di anestesia pediatrica del Brotzu: «Sta per realizzarsi un sogno che inseguivamo da tempo – ha detto – abbiamo scelto un’eccellenza assoluta per la formazione del personale. Il Bambin Gesù ha la capacità di realizzare percorsi formativi certificati e di qualità. Il nostro obiettivo è assicurare assistenza e cure migliori ai bambini. All’inizio occorrerà lavorare al meglio, insieme al 118, sul sistema di trasporto in emergenza e il back transport (il trasporto da un centro ospedaliero di alta specializzazione a un ospedale di livello inferiore o vicino al proprio domicilio una volta che il paziente è clinicamente stabile)».

Per Giuseppe Masnata, direttore della Pediatria del Brotzu, «La creazione di un reparto di terapia intensiva pediatrica è una vittoria per tutta la Sardegna, il risultato di una collaborazione proficua tra i tecnici e la politica».

Giudizi positivi anche da Giampiero Capobianco (direttore della clinica di ginecologia dell’Aou di Sassari) e Maria Antonia Cossu (direttrice del reparto di terapia intensiva neonatale di Sassari) che hanno auspicato la creazione di un sistema di collegamento efficace tra l’hub regionale di Cagliari e i presidi del Nord Sardegna.

Attenzione per il reclutamento del personale ha invece sollecitato Vassilios Fanos (direttore della terapia intensiva neonatale dell’Aou di Cagliari): «Siamo di fronte a un grande risultato grazie alla collaborazione di tutti. Occorre però fare un’attenta valutazione sulla situazione attuale dove il sistema di trasporto neonatale è carente. Nei reparti mancano medici e infermieri. Serve un quadro analitico dei fabbisogni».

Preoccupazioni condivise dal responsabile della Centrale Operativa del 118 di Cagliari Daniele Barillari: «Per trattare i piccoli pazienti servono altissime competenze. Prima di acquisirle ci sarà bisogno di portare i bambini fuori dalla Sardegna ancora per qualche anno. Il trasporto sanitario è un tema fondamentale. I nostri elicotteri non bastano. Occorre ragionare sulla possibilità di rivolgersi a una società privata per il trasporto in aereo».

Soddisfazione, infine per il via libera al progetto, hanno espresso Cinzia Putzu, responsabile del reparto di Analgesia Ostetrico-Ginecologica del Policlinico di Monserrato, Giulio Oppes dell’Areus e Manuel Scarano, direttore del reparto di neonatologia del Brotzu.

«Seguiremo con grande interesse tutte le fasi del progetto – ha detto al termine delle audizioni la presidente della Commissione Carla Fundoni – su questo tema c’è unità d’intenti come dimostra la collaborazione tra maggioranza e opposizione. Quest’estate insieme al gruppo di lavoro faremo il punto della situazione sull’andamento dei lavori. Da parte nostra c’è la massima disponibilità. La terapia intensiva pediatrica rappresenta un obiettivo primario del sistema sanitario regionale».

INTERROGAZIONE N. 404/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 404/A

INTERROGAZIONE TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – RUBIU – SORGIA – USAI, con richiesta di risposta scritta, in merito alla mancata trasmissione al Consiglio regionale degli esiti dello studio sulle partecipazioni nel settore aeroportuale e all’adozione della deliberazione della Giunta regionale n. 12/3 del 16 marzo 2026 in assenza di preventiva informazione e coinvolgimento del Consiglio.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– da diversi anni è in corso un articolato dibattito politico, economico e istituzionale in merito al processo di integrazione e riorganizzazione delle societĂ  di gestione degli aeroporti sardi di Cagliari, Alghero e Olbia;
– tale processo ha visto il coinvolgimento delle societĂ  di gestione SOGAER Spa, SOGEAAL Spa e GEASAR, nonchĂ© operazioni societarie riconducibili al gruppo Ligantia e alla Camera di commercio di Cagliari e Oristano;
– sul medesimo processo è tuttora pendente un contenzioso giudiziario promosso anche dalla Regione a tutela dell’interesse pubblico;
– la Regione ha disposto l’affidamento di un incarico avente ad oggetto il “servizio per l’analisi multidisciplinare in termini economici, finanziari e giuridici dell’operazione di concentrazione delle compagini azionarie delle societĂ  di gestione aeroportuali sarde e per la valutazione delle possibili operazioni alternative”, affidato con determinazione n. 689 del 28 novembre 2024 a LCA Studio Legale;

CONSIDERATO che:
– tale studio era stato individuato dalla Giunta quale strumento essenziale per orientare le scelte strategiche della Regione in un settore cruciale per la mobilitĂ  e lo sviluppo socioeconomico della Sardegna;
– lo studio risulta completato nel mese di dicembre 2025 e nel corso del dibattito sull’approvazione della legge finanziaria tenutosi a fine gennaio, l’Assessore regionale dei trasporti aveva comunicato al Consiglio regionale che lo studio era concluso e che lo stesso sarebbe stato messo a disposizione dei consiglieri regionali, in brevissimo tempo;

RILEVATO che:
– gli esiti dello studio non sono stati formalmente trasmessi nĂ© illustrati al Consiglio regionale, nĂ© risulta avviato alcun confronto istituzionale sulle sue conclusioni;
– con deliberazione 16 marzo 2026, n. 12/3 (Integrazione industriale degli aeroporti sardi. Adozione Term Sheet non vincolante) la Giunta regionale ha approvato il “Term Sheet” relativo all’integrazione industriale degli aeroporti sardi, assumendo quindi una chiara iniziativa politico-amministrativa in materia;
– tale deliberazione appare fondata anche sulle risultanze dello studio commissionato, mai rese conoscibili al Consiglio regionale;
– la deliberazione interviene su un assetto strategico che riguarda il controllo pubblico delle infrastrutture aeroportuali e l’impiego di rilevanti risorse finanziarie regionali;

EVIDENZIATO che:
– il processo in atto potrebbe incidere in modo significativo sulla natura pubblica della gestione dell’aeroporto di Cagliari e, piĂą in generale, sull’equilibrio tra interesse pubblico e dinamiche di mercato nel sistema aeroportuale sardo;
– la definizione di tali scelte strategiche richiede necessariamente il pieno coinvolgimento del Consiglio regionale;

SOTTOLINEATO che:
– il Consiglio regionale non è stato messo nelle condizioni di conoscere preventivamente gli esiti dello studio nĂ© di partecipare al processo decisionale;
– appare particolarmente grave che la Giunta abbia assunto decisioni strategiche utilizzando un’analisi mai condivisa con l’organo consiliare;
– tale comportamento configura una grave e inaccettabile esautorazione del Consiglio regionale, nonchĂ© un evidente vulnus alle sue prerogative di indirizzo e controllo e al principio di leale collaborazione istituzionale,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dei trasporti per sapere:
1) per quali ragioni, a fronte della conclusione dello studio già nel dicembre 2025 e della comunicazione ai consiglieri nel gennaio 2026, i relativi esiti non siano stati trasmessi né illustrati al Consiglio regionale;
2) per quali motivi la Giunta abbia ritenuto di procedere all’adozione della deliberazione della Giunta regionale n. 12/3 del 2026 senza un preventivo coinvolgimento del Consiglio regionale;
3) in che modo le risultanze dello studio abbiano inciso sui contenuti del Term Sheet approvato e quali siano le principali conclusioni dell’analisi;
4) se intendano trasmettere con urgenza al Consiglio regionale lo studio completo e ogni documentazione utilizzata ai fini dell’adozione della suddetta deliberazione;
5) quali iniziative intenda adottare per garantire, per il futuro, il pieno coinvolgimento del Consiglio regionale nelle decisioni relative al sistema aeroportuale sardo.

Cagliari, 25 marzo 2026