INTERROGAZIONE N. 376/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 376/A

INTERROGAZIONE TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – RUBIU – USAI sull’attuazione dell’ordine del giorno n. 1/XVII del Consiglio regionale, relativo all’istituzione dell’imposta regionale sulle produzioni di energia da fonti rinnovabili ed assimilate per gli impianti di tipo industriale.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– in data 2 luglio 2024 il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno n. 1/XVII, concernente l’istituzione di un’imposta regionale sulle produzioni di energia da fonti rinnovabili ed assimilate per gli impianti di tipo industriale;
– l’ordine del giorno impegnava la Giunta regionale ad adottare specifiche attività e atti finalizzati a verificare la fattibilità dell’imposta, a definirne i criteri applicativi, a predisporre un sistema di riscossione e a individuare la destinazione delle entrate a favore dei territori interessati;
– l’atto di indirizzo nasceva dalla necessità di garantire che lo sviluppo delle energie rinnovabili di grande scala non avvenisse a discapito delle comunità locali, ma producesse benefici economici, sociali ed energetici concreti per la Sardegna;

CONSIDERATO che:
– a febbraio 2026, a distanza di oltre un anno e mezzo dall’approvazione dell’ordine del giorno, il Consiglio regionale non è stato edotto sull’eventuale adozione di atti, istruttorie, studi o proposte normative da parte della Giunta regionale;
– tale inattività appare ancora più grave se si considera che nel frattempo è proseguita, senza soluzione di continuità, la richiesta di realizzazione, e la realizzazione stessa, di impianti industriali per la produzione di energia da fonti rinnovabili, anche in contesti territoriali particolarmente delicati;
– la perdurante inerzia della Giunta regionale configura una palese violazione della funzione di indirizzo politico del Consiglio regionale, svuotando di contenuto un atto approvato dall’Assemblea legislativa;

RILEVATO che:
– l’ordine del giorno n. 1/XVII, approvato all’unanimità, non aveva carattere meramente dichiarativo, ma conteneva impegni precisi e puntuali rivolti alla Giunta;
– l’assenza di qualsiasi iniziativa, a distanza di così lungo tempo, appare ingiustificabile e politicamente censurabile,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’industria per sapere:
1) quali atti concreti siano stati adottati per dare attuazione all’ordine del giorno n. 1/XVII;
2) se la Giunta non ritenga che tale prolungata inerzia rappresenti una lesione delle prerogative del Consiglio regionale;
3) se la Giunta intenda o meno dare seguito all’ordine del giorno e, in caso affermativo, con quali tempi certi e attraverso quali strumenti.

Cagliari, 4 febbraio 2026

MOZIONE N. 97

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 97

CAU – PORCU – COZZOLINO sulla richiesta di differenziazione temporale del periodo di chiusura della pesca dell’anguilla in Sardegna, nel rispetto dei principi di proporzionalità, sussidiarietà e adeguatezza dell’azione dell’Unione europea.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

VISTI:
– l’articolo 5 del Trattato sull’Unione europea, che sancisce i principi di sussidiarietà e proporzionalità;
– l’articolo 4, paragrafo 3, del Trattato sull’Unione europea, sul principio di leale cooperazione;
– il Regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alla politica comune della pesca;
– il Regolamento (CE) n. 1100/2007 del Consiglio, che istituisce misure per la ricostituzione dello stock di anguilla europea (Anguilla anguilla);
– il Regolamento (UE) 2025/219 del Consiglio, che stabilisce per il 2025 le possibilità di pesca applicabili nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero;
– il Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio, relativo alla gestione sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo;
– il Regolamento (CE) n. 338/97, relativo alla protezione delle specie della fauna selvatica;
– la Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e la Direttiva 2000/60/CE (Direttiva quadro sulle acque);
– il decreto del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste recante nuove disposizioni nazionali per la gestione della pesca dell’anguilla;

PREMESSO che:
– la gestione della pesca dell’anguilla è definita a livello sovranazionale nell’ambito della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM/FAO) ed è recepita dall’Unione europea mediante regolamenti annuali vincolanti;
– lo stock di anguilla del Mediterraneo è riconosciuto come stock unico a livello dell’Unione europea;
– la normativa europea prevede un periodo di chiusura della pesca dell’anguilla pari a sei mesi, finalizzato alla tutela della specie e alla salvaguardia della fase riproduttiva;

CONSIDERATO che:
– in attuazione dei regolamenti europei, il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha individuato nel periodo compreso tra gennaio e giugno il fermo della pesca dell’anguilla;
– l’anguilla europea presenta comportamenti biologici e migratori differenziati in relazione alle condizioni ambientali locali, ai fattori antropici e ai cambiamenti climatici;
– negli stagni e nei sistemi lagunari della Sardegna l’arrivo dell’anguilla avviene prevalentemente nel mese di gennaio;

RILEVATO che:
– l’applicazione uniforme del periodo di chiusura gennaio–giugno determina in Sardegna il divieto di pesca proprio nel periodo di maggiore presenza della specie;
– tale applicazione risulta non pienamente proporzionata rispetto all’obiettivo di tutela dello stock, in quanto produce effetti socio-economici particolarmente gravosi per le marinerie e per i pescatori che operano nelle lagune e negli stagni regionali;
– una differenziazione temporale del periodo di fermo, a parità di durata complessiva, consentirebbe di conseguire il medesimo obiettivo di conservazione, nel rispetto delle specificità ambientali regionali;
– i piani di gestione dell’anguilla prevedono, oltre alle limitazioni dell’attività di pesca, anche misure strutturali quali il ripristino della continuità ecologica, la realizzazione di scale di risalita e interventi di ripopolamento attivo;
– tali misure risultano non pienamente attuate nel territorio della Sardegna;

RITENUTO che:
– l’applicazione delle norme europee debba avvenire nel rispetto dei principi di proporzionalità, sussidiarietà e adeguatezza, come sanciti dai Trattati dell’Unione europea;
– tali principi trovano applicazione nell’ambito delle modalità di attuazione delle misure, senza incidere sugli obiettivi di conservazione fissati dall’Unione europea;
– la Regione, nel quadro della leale cooperazione istituzionale, debba rappresentare allo Stato le proprie specificità ambientali, produttive e socio-economiche,

impegna la Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) ad avviare un’interlocuzione formale con il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, finalizzata a richiedere una differenziazione temporale del periodo di chiusura della pesca dell’anguilla in Sardegna, ferma restando la durata complessiva di sei mesi prevista dalla normativa europea;
2) a sostenere, in sede nazionale ed europea, l’applicazione delle misure di gestione dello stock di anguilla secondo criteri di proporzionalità, adeguatezza e flessibilità territoriale;
3) a sollecitare l’attuazione integrale, nel territorio regionale, delle misure strutturali previste dai piani di gestione dell’anguilla;
4) a riferire periodicamente al Consiglio regionale sugli esiti dell’interlocuzione istituzionale.

Cagliari, 4 febbraio 2026

INTERROGAZIONE N. 375/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 375/A

INTERROGAZIONE TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – RUBIU – USAI sulla necessità di chiarimenti riguardo alla proposta di un conferimento di sabbia di cava al fine della salvaguardia dell’arenile del Poetto a seguito dei danni del ciclone Harry.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– il recente ciclone Harry ha colpito duramente la Sardegna, arrecando danni significativi al patrimonio ambientale, alla rete infrastrutturale, alle famiglie e alle imprese;
– tra le aree più colpite vi sono le coste e tra queste l’arenile del Poetto che è stato pesantemente sfigurato dall’azione del ciclone;
– Governo e Regione hanno immediatamente attivato la macchina amministrativa per garantire un pieno sostegno finanziario e operativo agli enti locali, individuando anche attraverso le procedure di protezione civile una modalità rapida di erogazione delle risorse;

CONSIDERATO che:
– anche il Consiglio regionale, con l’approvazione nei giorni scorsi della Finanziaria 2026/2028, ha costituito un apposito fondo aggiuntivo di 10 milioni di euro per consentire interventi rapidi a favore degli enti locali, delle famiglie e delle imprese;
– in data 31 gennaio, a seguito della particolare situazione in cui versa la spiaggia del Poetto, che presenta un significativo e preoccupante arretramento dell’arenile, il Sindaco di Cagliari ha ipotizzato una soluzione per il recupero della spiaggia cosiddetta “morbida”, che prevederebbe il conferimento di sabbia da una cava situata lungo la strada statale (SS) 125 verso la “Spiaggia dei Centomila”;
– tale proposta suscita forti perplessità, sia di natura tecnica che ambientale, per i seguenti motivi:
– il Sindaco avrebbe tenuto a precisare che “non si tratta di un ripascimento” ma di un “conferimento di sabbia” per aggiungere circa dieci-quindici metri di spiaggia;
– il Sindaco avrebbe tenuto a precisare che “lo vedremo nel dettaglio quando il piano verrà definito”, facendo pensare che ci sia già un progetto in fase di studio e attuazione;
– gli interventi di questo tipo rischierebbero di essere temporanei e funzionali solo a esigenze immediate di breve periodo, anziché curare le cause profonde dell’erosione, visto che la storia del Poetto insegna che il mare tende a riprendersi i volumi aggiunti artificialmente per riequilibrare un sistema già profondamente alterato dall’asportazione di milioni di metri cubi di sabbia avvenuta tra gli anni ’40 e ’70;
– il ricordo del contestato ripascimento di vent’anni fa, definito dagli stessi attori politici del centrosinistra “inutile e dannoso” per gli effetti prodotti sul sistema dunale e sulla qualità dell’arenile, impone la massima cautela;
– qualsiasi intervento di conferimento di sabbia sull’arenile del Poetto o di qualsiasi altra spiaggia richiede un apposito e circostanziato progetto e una rigorosa procedura di valutazione d’impatto ambientale, che non potrebbe certo esaurirsi in un paio di mesi;

SOTTOLINEATO che:
– un intervento simile necessiterebbe di interlocuzioni con le istituzioni regionali, sia dal punto di vista tecnico sia politico;
– a fine maggio la città di Cagliari, quindi anche la spiaggia dei centomila, sarà il teatro di una delle più importanti manifestazioni sportive a livello mondiale, in quanto ospiterà la prima regata dell’America’s Cup;
– mancano appena quattro mesi all’inizio della stagione estiva e ci si augura che per la stessa le condizioni della spiaggia del Poetto siano sostanzialmente ripristinate,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente per sapere se:
1) il Comune di Cagliari abbia presentato un piano di riqualificazione e recupero del Poetto attraverso un conferimento di sabbia dalla cava sulla SS 125, ed eventualmente quando;
2) l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente e la Giunta regionale siano mai stati coinvolti nel dettaglio del progetto di “conferimento” della sabbia da cava;
3) la sabbia, che si trova nella cava sulla SS 125, sia effettivamente compatibile con la sabbia del Poetto e quali siano gli studi che lo certifichino;
4) sia stata avviata la procedura di valutazione d’impatto ambientale relativamente al conferimento della sabbia dalla cava sulla SS 125 sull’arenile del Poetto e quali siano gli eventuali dettagli tecnici relativi alla quantità di sabbia necessaria, i punti esatti di intervento e il cronoprogramma dei lavori;
5) si intenda procedere al conferimento della sabbia dalla cava sulla SS 125 sull’arenile del Poetto, utilizzando i poteri previsti dalle ordinanze di protezione civile, adottate nell’ambito dello stato di emergenza generato dal ciclone Harry;
6) sia stata fatta una stima delle risorse necessarie a predisporre l’intervento e con quali risorse economiche si intenda procedere, considerando che il Ministro Musumeci ha vincolato i fondi governativi alla presentazione di progettualità certe.

Cagliari, 4 febbraio 2025

Nota stampa della seduta n. 116

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 116 Statutaria – Antimeridiana

Mercoledì 4 febbraio 2026

  Approvate le disposizioni per la gestione e la valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna e la disciplina degli organi della Fondazione Trenino verde storico della Sardegna (testo unificato Pl 52-133); Alice Aroni (Gruppo Misto) eletta segretaria dell’ufficio di presidenza Approvate le disposizioni straordinarie per la regolarizzazione e il trasferimento in proprietà delle aree e degli alloggi assegnati nel Comune di Gairo a seguito dell’alluvione del 1951 e non ancora formalmente trasferiti (Pl. 143) Approvata la mozione n. 96 (Piano e più) sulle gravi criticità derivanti dal disegno di legge di riforma della governance portuale nazionale e sui potenziali effetti irreversibili per i porti della Sardegna, alla luce del principio costituzionale di insularità. La seduta statutaria è stata aperta dal presidente Comandini che, dopo le formalità di rito, ha messo in discussione il primo punto all’ordine del giorno: il Testo Unificato sulla gestione e valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna che unisce due proposte di legge (n.52 e n.133) presentate dal centrosinistra, primi firmatari Roberto Li Gioi (M5S) e Salvatore Corrias (Pd), il cui esame era stato interrotto nella seduta del 10 dicembre 2025 dopo la conclusione della discussione generale per mancanza del numero legale. Il Testo Unificato, composto da 16 articoli, punta a dare piena attuazione alla legge n.128 del 2017 per l’istituzione delle ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o dismesse situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico. Tra gli obiettivi principali la disciplina degli organi della Fondazione Trenino Verde istituita con legge nel 2023. Le tratte individuate sono quelle della Mandas-Arbatax, Isili-Sorgono, Sassari-Palau, Macomer-Bosa entrate in esercizio tra il 1888 e il 1932. Fulcro della Fondazione sarà la Giunta esecutiva, un organo con al suo interno i rappresentanti degli assessorati al Turismo, Trasporti ed Enti locali e quelli dell’Azienda regionale sarda trasporti (Arst), incaricata della gestione, e quattro sindaci espressione diretta dei territori. Il presidente della Fondazione verrà nominato dalla Giunta esecutiva e rimarrà in carica per tre anni. Alla Giunta si affiancherà l’assemblea della Fondazione, composta dai sindaci di tutti i comuni i cui territori sono attraversati dalle tratte ferroviarie turistiche. L’assemblea, presieduta dal presidente della Fondazione dovrà essere convocata almeno una volta all’anno. L’infrastruttura ferroviaria, secondo quanto stabilito dall’art.3 potrà essere data in gestione a un concessionario restando però nella piena disponibilità della Regione. Il presidente Comandini ha quindi messo in votazione i primi 5 articoli che sono stati approvati senza discussione. Sull’art. 6 “Giunta esecutiva della Fondazione”, il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu ha espresso perplessità sulla governance della Fondazione: «In che direzione andiamo? La Regione perde controllo della Fondazione sulla gestione e dà gli indirizzi sulla base delle indicazione dei sindaci? E’ un pasticcio, non si capisce chi fa cosa. Immagino già tutta l’attenzione dell’Arst nel dover fare cose stabilite da un soggetto che non sa bene cosa deve fare. Gli assessori diranno all’Arst di fare la progettazione, di occuparsi di questioni che non gestisce. Prima di arrivare a una conclusione sarebbe opportuno fare una riflessione per comprendere bene cosa stiamo facendo in modo da evitare confusione». Critico anche Alessandro Sorgia (Misto): «I conti non tornano. Il 16 luglio in commissione Trasporti si era parlato di un finanziamento da 310mila euro per la Fondazione senza rendiconto. La Fondazione smentisce. Il presidente Elso Rei ribalta questa ricostruzione. Dice di non aver mai ricevuto quei fondi. Come stanno le cose? Il presidente ha anche ribadito che la Fondazione non ha ricevuto un euro dalla Regione, i denari sono andati ad Arst. Senza risorse la Fondazione non può operare». Sorgia ha inoltre espresso dubbi sul peso degli enti locali all’interno della Giunta (solo 4 comuni su 45 i cui territori sono attraversati dalle linee ferrate) e degli assessorati. «La mia proposta è che ci sia un rappresentante per ognuno degli assessorati competenti (Turismo, Trasporti, Enti locali e Cultura). Ci auguriamo che il Trenino riprenda a funzionare». Diametralmente opposta la posizione di Salvatore Corrias (Pd), primo firmatario di una delle proposte di legge confluite nel T.U. «Ricordo ai colleghi che il presidente della Fondazione Elso Rei si è dimesso forse consapevole di una norma fatta in fretta che nel 2023 gli attribuì quel ruolo. Oggi vogliamo fare un’altra cosa. Questa proposta è stata approvata all’unanimità in Commissione. Sul piano del metodo non capiamo il sopraggiungere di queste perplessità. La Commissione ha sentito tutti gli assessori e le altre parti in causa». Corrias è stato netto anche sulla distinzione dei ruoli: «Arst non si può occupare di Turismo. All’azienda di trasporto resterà la competenza per infrastrutture e manutenzione, mentre gli assessorati al Turismo e agli Enti locali l’organizzazione dell’offerta turistica. Ultimamente del Trenino non si è occupato nessuno se non per i 300mila euro all’anno. Di queste risorse non è stata spesa una lira perché non c’era interesse a farlo. Noi invece abbiamo interesse. L’obiettivo è arginare lo spopolamento delle zone interne. Chiedo perché dopo aver votato la proposta di legge vi tirate indietro. La Regione si sta riprendendo il suo ruolo. Questa legge serve per adeguarla al dettato della legge nazionale del 2017. Se non lo facciamo il Trenino resterà fermo e i binari morti». Giudizio condiviso dal presidente della Commissione “Governo del Territorio” Roberto Li Gioi (M5S): «Questa è una proposta di legge seria. Dà una struttura solida a una Fondazione che nella scorsa legislatura è nata come una scatola vuota. in Commissione abbiamo sentito tutti i portatori di interesse. Coinvolti anche gli operatori ignorati nella precedente legislatura. I ruoli sono chiari. La Regione diventa protagonista con i tre assessori per il rilancio del Trenino Verde. Nella Giunta esecutiva ci saranno anche 4 sindaci. E’ una proposta economicamente sostenibile. Non vogliamo fare salti nel buio. Partiamo con piccoli passi ma in modo determinato per rilanciare le zone interne». Favorevole alla legge si è dichiarato l’ex assessore al Turismo Gianni Chessa (Forza Italia): «Il rilancio Trenino Verde è un valore aggiunto per le zone interne. Ha una finalità precisa: valorizzare, velocizzare e snellire burocrazia. Occorre però avere un’idea chiara per come deve funzionare la Fondazione. Il Trenino non è solo un mezzo di trasporto ma di cultura e promozione dei luoghi. Il turismo esperienziale vuole questo. Si tenga conto delle osservazioni dei colleghi. Oggi il Trenino assorbe soldi ma non produce niente. Sono soldi buttati. Ci sono linee chiuse e stazioni da ristrutturare. Questo di oggi è un investimento che però non va sostenuto con le mance ma con risorse vere. Sono convinto che darà risultati. Ora si parta, la Fondazione potrà poi essere migliorata». L’Aula ha quindi approvato l’art.7 e l’emendamento n.1 (Li Gioi-Ciusa) con una modifica del comma 2 sui criteri di partecipazione all’assemblea della Fondazione. Il capogruppo di FdI Truzzu, dopo aver espresso voto favorevole, ha detto: «Quando si interviene in Aula e si portano ragionamenti lo si fa per cercare di migliorare le cose non per andare contro qualcuno. Nessuno dice che la legge precedente è la migliore del mondo. Su questa ci si confronta, se ci sono perplessità è giusto esprimersi. Mi scuso per non aver partecipato ai lavori della Commissione ma ricordo a tutti che l’Aula è sovrana. Si può cambiare idea e se ci sono dubbi è giusto esprimerli. Continuo a dire che sulla governance ho seri dubbi. La rete ferroviaria della Sardegna è la più estesa d’Europa, serviranno molti soldi». In sintonia con il suo capogruppo anche Antonello Floris (FdI): «Ci siamo espressi all’unanimità in Commissione, lo stesso faremo in Aula. Il Trenino Verde è un simbolo della Sardegna. Attraversa territori splendidi, è lo strumento giusto per investire sul turismo interno, alternativo a quello balneare. E’ un messaggio chiaro: la Sardegna non è solo mare. Ci sono delle perplessità. Vogliamo comunque dare fiducia a questo progetto». Secondo Fausto Piga (M5S) l’auspicio è che la legge possa dare i frutti sperati. «Il Trenino Verde è un tesoro da sfruttare ma, allo stesso tempo, ho delle perplessità riguardo alla governance. Non basta dire che c’è una guida, occorre mettere in campo nuove idee e specificare come verranno attuate. Non è chiaro cosa si farà di diverso e meglio rispetto al passato. Questa legge non stanza un euro aggiuntivo rispetto ai finanziamenti ordinari. Due assessorati (Turismo e Trasporti) dovranno dialogare tra di loro. Arst dovrà garantire l’efficienza dell’infrastruttura. Riusciranno a lavorare insieme? Ho perplessità sul fatto che i rotabili siano efficienti da domani senza risorse adeguate. Cosa si farà di diverso e meglio rispetto al passato?». L’Aula ha quindi approvato i restanti articoli senza discussione. In sede di dichiarazione di voto al testo finale della legge è intervenuto Alessandro Sorgia (Misto) che ha annunciato la sua astensione: «Pur riconoscendo il valore della legge,  con grande rammarico mi asterrò dal voto. Ancora una volta non sono arrivate risposte alle nostre richieste». Roberto Li Gioi (M5S) ha ringraziato tutti i componenti di maggioranza e opposizione per il percorso fatto assieme. «Terremo conto di tutte le indicazioni. Vogliamo dare gambe a questa proposta di legge. E’ un provvedimento serio che sarà adeguatamente sostenuto con i prossimi interventi finanziari Voto di astensione ha annunciato anche Ivan Piras (Forza Italia): «Riconosciamo il valore dell’iniziativa ma esistono delle criticità legate alla governance. Ci sono dubbi anche sulle modalità di nomina del  presidente della Fondazione che passa attraverso una designazione del Presidente della Giunta, una visione verticistica. Anche sulle designazioni da parte degli assessorati sarebbe stato meglio indicare dei requisiti oggettivi. Non si parla infine di indennizzi per i componenti della Giunta esecutiva, si intuisce che non ce ne saranno. Nulla vieta di correggere la norma in futuro». Voto favorevole ha invece annunciato Gianni Chessa (Forza Italia): «Voto il principio di un’idea vincente. Bisogna prima o poi iniziare, va fatta qualcosa. Ciò che mi preoccupa è la Giunta che non dà risposte alle perplessità sollevate dai colleghi». Astensione per Fausto Piga (FdI): «Sono un sostenitore del Trenino Verde – ha detto – credo che sia un ottimo strumento per promuovere le zone interne. Ho posto perplessità, non ho avuto risposte per cui sono costretto ad astenermi. Il mio vuole essere uno stimolo alla maggioranza a fare di più è meglio». Messo in votazione il Testo Unificato è stato approvato, con procedimento elettronico, con 37 voti a favore e 11 astenuti. (Psp) Dopo la Conferenza dei Capigruppo il presidente Comandini ha comunicato all’aula che  l’ordine del giorno   è stato modificato e che la seduta procede  con l’elezione di un segretario.   La votazione è stata aperta ed è  risultata eletta segretario dell’ufficio di Presidenza la consigliera Alice Aroni  del gruppo misto . Si è poi passati all’esame della Proposta di Legge 143/A (Corrias e più) “Disposizioni straordinarie per la regolarizzazione e il trasferimento in proprietà delle aree e degli alloggi assegnati nel Comune di Gairo a seguito dell’alluvione del 1951 e non ancora formalmente trasferiti”. L’approvazione della  proposta di legge consentirà di sanare una vicenda storica rimasta irrisolta per oltre settant’anni, garantendo ai cittadini certezza giuridica e pieno riconoscimento della proprietà, riducendo il contenzioso e favorendo il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio locale. Il relatore per l‘aula Salvatore Corrias (Pd) ha ricordato  gli eventi alluvionali del 1951. Oggi ci sono 480 famiglie – ha detto – che non hanno ancora diritti. Con questa PL colmiamo un vulnus storico. E’ una norma di natura speciale e straordinaria. Serve a dare una risposta alla Sardegna che soffre.   Oggi con questa PL  – ha affermato –  stiamo facendo un passaggio importantissimo. Infatti,  nonostante la legge regionale 7 maggio 1999, n. 14 (Interventi per il completamento del trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini (NU)) avesse delegato alle amministrazioni comunali le funzioni di riordino, il perfezionamento del trasferimento dei terreni dallo Stato agli Enti locali si è concretizzato, per complessità burocratiche esogene e non imputabili alle amministrazioni stesse, solamente nel luglio del 2025. Tale stasi amministrativa ha generato una profonda dicotomia: centinaia di nuclei familiari detengono il possesso materiale degli immobili, pur in assenza di un titolo giuridico valido erga omnes. Tale condizione ha precluso loro l’accesso al credito, la possibilità di intervenire con opere di ristrutturazione e la corretta gestione delle successioni ereditarie. Il presente intervento legislativo si configura, pertanto, come misura di carattere straordinario, necessaria per sanare un vulnus storico che perdura da oltre settant’anni, restituendo certezza del diritto e piena dignità ai cittadini coinvolti. Nel merito, il provvedimento ambisce a comporre definitivamente il quadro proprietario nei Comuni di Gairo, Cardedu e Osini. La norma, avente natura speciale, è concepita per superare gli ostacoli amministrativi che hanno sinora impedito la conclusione dei piani di ricostruzione post 1951. Il vice presidente Aldo Salaris ha dato la parola a Giovanni Chessa (FI) che  ha fatto l’esempio di Tuvumannu come  area altamente degradata. Il ruolo che deve avere  la Regione è anche gestire situazioni analoghe.  Per Chessa ci vuole una legge seria l’assessore Spanedda deve cercare di risolvere queste situazioni.  Questa PL porta ad allargare il ragionamento alle altre situazioni simili.  Io voterò – ha concluso – a favore ma bisognerà allargare il discorso anche a Tuvumannu. L’assessore Francesco Spanedda ha detto che questa PL  è  importante  perché risolve un’anomalia giuridica e  restituisce certezza del diritto. Questo procedimento porta anche coesione sociale. Si inserisce nel più ampio tema di riallineare una serie di questioni  che sono aperte da troppo tempo.  L’assessore ha annunciato un disegno di legge che ha l’obiettivo di  dare la casa a chi ne ha bisogno. L’Aula ha approvato il passaggio agli articoli. Sull’art.1 (Finalità)  sono intervenuti: Chessa (FI)  che ha detto  che bisogna gestire meglio il patrimonio abitativo.  Dobbiamo affrontare il tema della casa. Questa PL apre una discussione sull’edilizia abitativa in Sardegna. Con il tema della casa dobbiamo dare dignità agli essere umani e  Maria Laura Orrù (Alleanza Verdi  Sinistra) che ha annunciato il  voto a favore del suo gruppo perché è una legge giusta. L’art 1 è stato approvato. Sull’articolo 2 è stato presentato da Salvatore  Corrias  un emendamento orale all’emendamento n. 1 (nel comma 1 dell’articolo 2 la parola “possesso”  è sostituito dalla parola “detenzione”. L’emendamento 1 , emendato, è stato approvato. Via libera anche all’articolo 2   (Formazione dell’elenco provvisorio degli aventi diritto all’area edificabile o all’alloggio), all’art 3 (Forme di pubblicità ed elenco definitivo degli aventi diritto all’area edificabile o all’alloggio), all’art 4 (Trasferimento della proprietà), all’articolo  5 (Disposizioni speciali), all’articolo 6 (Disposizioni attuative), all’art 7 (Norma finanziaria) e all’articolo  8 (Entrata in vigore). La legge è stata approvata (sì 32, 2 astenuti). (R.R.) Il vice presidente del Consiglio Aldo Salaris (Riformatori) ha concesso la parola al consigliere del Pd, Gianluigi Piano, per l’illustrazione della mozione n. 96. L’esponente della maggioranza ha espresso forte preoccupazione per il disegno di legge di riforma della portualità nazionale approvato dal Consiglio dei ministri il 22 dicembre 2025, che prevede l’istituzione della società Porti d’Italia Spa e un deciso accentramento delle funzioni oggi svolte dalle Autorità di sistema portuale. Tale riforma viene ritenuta potenzialmente dannosa per la Sardegna, poiché riduce l’autonomia decisionale, finanziaria e operativa dei porti regionali. Il testo richiama il principio costituzionale di insularità, introdotto nel 2022, che obbliga lo Stato a compensare gli svantaggi strutturali delle regioni insulari. A giudizio del consigliere Piano, la riforma non tiene adeguatamente conto di questo principio, non valutando gli effetti specifici sulle isole né prevedendo misure compensative. Il primo firmatario del documento ha quindi sottolineato che i porti sardi non sono solo infrastrutture economiche, ma servizi essenziali per la mobilità, la continuità territoriale e la coesione sociale. La centralizzazione delle decisioni e delle risorse rischia di penalizzare ulteriormente la Sardegna, già colpita da ritardi infrastrutturali e da una limitata assegnazione di risorse PNRR, ampliando il divario con il resto del Paese e incidendo anche sul diritto alla mobilità. Per questi motivi, la mozione impegna la Presidente della Regione e la Giunta ad attivarsi con urgenza su più livelli: tutela politica e istituzionale del sistema portuale sardo; apertura di un confronto con parlamentari, Autorità portuali, enti locali e parti sociali; richiesta di modifiche sostanziali al disegno di legge; richiamo formale del principio di insularità; attivazione delle sedi di confronto Stato-Regioni; e, in ultima istanza, valutazione di iniziative di tutela costituzionale qualora la riforma non venga corretta. Per la Giunta è intervenuta l’assessora dei Trasporti, Barbara Manca, che ha detto di condividere i contenuti della mozione e l’illustrazione fatta dal consigliere del Pd Piano. L’assessora ha insistito sulla necessità di garantire piena attuazione al principio costituzionale sul riconoscimento della condizione di insularità e ribadito che “le peculiarità della Sardegna devono essere valorizzate in tutti i percorsi legislativi”. L’esponente dell’esecutivo ha quindi fatto riferimento alle competenze concorrenti che la Costituzione riconosce alla Regione sarda in materia di portualità ed ha rassicurato sull’impegno a farne valere il dettato nel confronto con lo Stato. L’Aula ha quindi approvato la mozione n. 96 con 30 voti favorevoli su 30 votanti ed il presidente dell’assemblea Piero Comandini ha dunque dichiarato conclusi i lavori ed ha annunciato la convocazione dell’Aula al domicilio dei consiglieri. (A.M.)

Approvata la mozione 96. Consiglio convocato a domicilio

La seduta di questa mattina si è conclusa con l’approvazione (30 sì) della mozione n. 96 (Piano e più) sulle gravi criticità derivanti dal Disegno di legge di riforma della governance  portuale nazionale e sui potenziali effetti irreversibili per i porti della Sardegna alla luce del principio costituzionale di insularità. Il Consiglio regionale è stato convocato a domicilio.

Sintesi della seduta n. 116

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

SERVIZIO DOCUMENTAZIONE ISTITUZIONALE E BIBLIOTECARIA

XVII LEGISLATURA

SINTESI DELLA SEDUTA N. 116

Mercoledì 4 Febbraio 2026

Presidenza del Presidente Giampietro Comandini
Indi del Vice presidente Aldo Salaris
Indi del Presidente Giampietro Comandini

 

Inizio: ore 10 e 42

 

-Congedi.

-Annunzi.
Documenti pervenuti: proposte di legge, risposta scritta a interrogazione, interrogazione e mozioni.

-Comunicazioni del Presidente.
Trasmissione da parte della Presidente della Regione, ai sensi dell’articolo 24 della L.R. numero 1 del 7 gennaio 1977, dell’elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nell’anno 2025.

– Continuazione della discussione e approvazione del Testo unificato “Disposizioni per la gestione e la valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna e disciplina degli organi della Fondazione Trenino verde storico della Sardegna” (52-133/A).
Sono intervenuti, anche in più occasioni, l’assessora Barbara MANCA, per la Giunta, il relatore Roberto Franco Michele LI GIOI e i consiglieri Paolo TRUZZU, Alessandro SORGIA, Salvatore CORRIAS, Giovanni CHESSA, Antonello FLORIS, Fausto PIGA, Ivan PIRAS.
Articolo 1: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 2: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 3: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 4: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 5: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 6: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 7
Articolo 7: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Emendamento numero 1: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 8: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 9: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 10: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 11: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 12: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 13: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 14: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 15: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 16: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Testo unificato 52-133/A: approvato con votazione nominale mediante procedimento elettronico.

-Elezione di un Segretario ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del Regolamento Interno.
È stata eletta la consigliera Alice ARONI per il Gruppo Misto.

– Discussione e approvazione della proposta di legge: “Disposizioni straordinarie per la regolarizzazione e il trasferimento in proprietà delle aree e degli alloggi assegnati nei Comuni di Gairo, Cardedu e Osini a seguito dell’alluvione del 1951 e non ancora formalmente trasferiti” (143/A).
Sono intervenuti, anche in più occasioni, l’assessore Francesco SPANEDDA, per la Giunta, il relatore Salvatore CORRIAS e i consiglieri Giovanni CHESSA, Maria Laura ORRÙ.
Passaggio all’esame degli articoli: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 1: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 2
Emendamento numero 1 modificato: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 2: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 3: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 4: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 5: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 6: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 7: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Articolo 8: approvato per alzata di mano con esperimento della controprova.
Proposta di legge 143/A: approvata con votazione nominale mediante procedimento elettronico.

-Discussione e approvazione della mozione Piano – Deriu – Corrias – Fundoni – Pilurzu – Piscedda – Sau – Solinas Antonio – Soru – Ciusa – Li Gioi – Mandas – Matta – Serra – Solinas Alessandro – Cocco – Di Nolfo – Frau – Pizzuto – Casula – Canu – Orru’ – Dessena – Loi – Porcu – Cau – Cozzolino – Satta – Pintus sulle gravi criticità derivanti dal disegno di legge di riforma della governance portuale nazionale e sui potenziali effetti irreversibili per i porti della Sardegna, alla luce del principio costituzionale di insularità (96).
Sono intervenuti l’assessora Barbara MANCA, per la Giunta, il relatore Gianluigi PIANO e il consigliere Paolo TRUZZU.
Mozione numero 96: approvata con votazione nominale mediante procedimento elettronico.

Riconvocazione: a domicilio.

Fine: ore 13 e 04

(La seduta è rimasta sospesa dalle ore 11 e 38 alle ore 11 e 44).

Firmato digitalmente
Il Capo Servizio Documentazione Istituzionale e Bibliotecaria
Dott.ssa Maria Cristina Caria

Referendario consiliare: S. Pintus
Funzionario consiliare: B. Balzano
Assistente consiliare: A. Maxia

 

Il Consiglio approva la PL 143/A. Alluvione del 1951, ora certezza giuridica per i cittadini di Gairo, Cardedu e Osini

Il Consiglio regionale ha approvato (sì 32, 2 astenuti)   la  Proposta di Legge 143/A (Corrias e più) “Disposizioni straordinarie per la regolarizzazione e il trasferimento in proprietà delle aree e degli alloggi assegnati nel Comune di Gairo a seguito dell’alluvione del 1951 e non ancora formalmente trasferiti”. L’approvazione della  proposta di legge consente di sanare una vicenda storica rimasta irrisolta per oltre settant’anni, garantendo ai cittadini di Gairo, Cardedu e Osini certezza giuridica e pieno riconoscimento della proprietà, riducendo il contenzioso e favorendo il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio locale.

 

INTERROGAZIONE N. 374/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 374/A

INTERROGAZIONE CERA – TRUZZU – PIGA – FLORIS – MASALA – MULA – RUBIU – USAI – MELONI Corrado, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione economico-finanziaria delle aziende afferenti al patrimonio regionale “Monte Pascoli”, gestito dall’Agenzia LAORE – con chiarimenti ed in formazioni aggiornate in merito alle attività svolte, all’occupazione, ai piani colturali, ai piani di rilancio e un focus specifico sulla Cooperativa Sa Zeppara.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– la Regione detiene beni e compendi, riconducibili al patrimonio/demanio regionale denominato “Monte Pascoli”, il quale risulta affidato in gestione all’Agenzia regionale per l’attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale in Sardegna (LAORE), con finalità pubbliche, in attuazione della legge regionale 6 settembre 1976, n. 44 (Riforma dell’assetto agro-pastorale), le quali devono essere perseguite secondo criteri di efficienza, economicità e massima valorizzazione dell’interesse collettivo;
– la gestione del su menzionato patrimonio, denominato “Monte Pascoli”, comporta a carico del soggetto a cui lo stesso è affidato (Agenzia LAORE Sardegna), lo svolgimento di attività tecniche e amministrative ricorrenti, riferite alla gestione dei beni, alle manutenzioni e agli interventi sul patrimonio;
– nel tempo sono stati adottati molteplici atti di gestione e di intervento (anche strutturali), su beni ricompresi nel compendio (come interventi su fabbricati, bonifiche, procedure e lavori) e risultano richiamate, in più contesti, realtà operative e insediamenti collegati, strutture/fabbricati situati in diversi territori dell’Isola);
– in documentazione tecnica e atti amministrativi si rinvengono elenchi, atti di liquidazione o analoghi, di soggetti economici operanti nel contesto del patrimonio regionale “Monte Pascoli”, gestito da LAORE, ai sensi della legge regionale 44 del 1976, in cui tra gli altri si fa esplicito riferimento alla Cooperativa agricola Sa Zeppara;

SOTTOLINEATO che:
– la gestione di beni pubblici e dei relativi rapporti concessori – affidamenti – assegnazioni richiede un sistema strutturato di verifiche su: legittimità dei titoli, adempimento degli obblighi, corretta corresponsione di canoni – entrate, manutenzioni, monitoraggio delle attività svolte e degli impatti occupazionali e produttivi;
– la disciplina generale impone alla pubblica amministrazione doveri stringenti di trasparenza e accessibilità (ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni)), e successive modifiche ed integrazioni, di motivazione e correttezza procedimentale (ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi)), e successive modifiche ed integrazioni nonché di buon andamento e imparzialità (articolo 97 Costituzione), oltre alle regole di contabilità, rendicontazione e agli obblighi di vigilanza, che presidiano la sana gestione delle risorse pubbliche;
– la gestione di concessioni – affidamenti e l’eventuale ricorso a lavori – servizi – forniture, con riferimento ai beni afferenti al compendio, richiedono piena tracciabilità, rispetto delle procedure e presidio del rischio (anche ai fini di prevenzione di contenziosi, morosità, sprechi o danni erariali), in coerenza con il quadro normativo vigente (incluso il Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici in attuazione dell’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici) per i rispettivi ambiti applicavi;

VALUTATO che:
– la normativa di riferimento prevede l’assegnazione dei terreni, appartenenti al patrimonio regionale “Monte Pascoli”, mediante contratti di affitto, a favore di coltivatori diretti o allevatori, singoli o associati, con finalità importanti, sotto il profilo dell’occupazione, dello sviluppo e della crescita economica delle comunità locali, di volta in volta, interessate;
– in tal senso, appare emblematico il caso dell’azienda Cooperativa Sa Zeppara, costituita da circa 1.000 ettari di terreni, in gran parte irrigui, acquisiti dalla Regione per un valore superiore ai 10 miliardi delle vecchie lire, proprio per sostenere un progetto produttivo e occupazionale radicato nel territorio;
– ad oggi, non risulta disponibile un quadro pubblico organico, aggiornato e “leggibile”, sulla situazione economico-finanziaria ed i rapporti economici in essere (canoni, crediti, debiti, morosità), sullo stato dei rapporti concessori, sulle attività svolte, sull’occupazione e sui piani di valorizzazione, delle aziende afferenti al “Monte Pascoli” e mancano, pertanto, tutta una serie di elementi essenziali per valutare l’effettivo perseguimento delle finalità pubbliche e prevenire, così, situazioni di inefficienza e potenziali profili di responsabilità amministrativo-contabile;
– l’assenza di un quadro organico e periodicamente aggiornato su crediti/debiti, su eventuali insolvenze, sulle attività svolte, sul numero effettivo di occupati, sui piani colturali e sui piani di rilancio, rischia di indebolire il governo del patrimonio pubblico e la capacità di misurarne i risultati, compromettendo l’efficacia delle azioni di indirizzo politico, di controllo e di tutela del patrimonio regionale;

RILEVATO che:
– la richiesta di informazioni sullo stato di gestione dei terreni afferenti al Patrimonio indisponibile della Regione, istituito con la legge regionale n. 44 del 1976, nasce dall’esigenza di fare piena chiarezza su segnalazioni, sempre più insistenti, che descrivono situazioni di abbandono, gravi inadempienze nel pagamento dei canoni e, in alcuni casi, utilizzi dei terreni in assenza di titoli va- lidi o in palese contrasto con la legge istitutiva;
– a fronte di un patrimonio che supera complessivamente i 18.000 ettari, eventuali notizie di gravi violazioni effettivamente compiute, che dovessero emergere a seguito di concreta verifica, evidenzierebbero una preoccupante inerzia e da parte della Regione e degli organismi deputati alla gestione, incompatibile con la natura pubblica e con le finalità per le quali il “Monte Pascoli” è stato costituito;

RITENUTO che:
– appaia doveroso sgombrare il campo da ipotesi di gestioni opache, rispetto delle aziende del “Monte Pascoli”, tra cui si segnalerebbe la Cooperativa Sa Zeppara, dove emergerebbe una progressiva riduzione dei soci, fino a numeri esigui e, secondo quanto riferito, privi dei requisiti previsti dalla legge, nonché la possibile presenza di soggetti esterni-occulti, anche provenienti da altre regioni, che eserciterebbero, di fatto, il controllo sull’intera gestione. Analoghe anomalie, poi, sembrerebbero riguardare anche altri terreni concessi a soggetti singoli o cooperative
– anche alla luce delle informazioni frammentarie emerse nel tempo, risulta necessario un focus specifico, su ciascuna singola azienda – insediamento, afferente al compendio in oggetto, al fine di chiarire in modo puntuale titoli, obblighi, stato dei pagamenti, attività svolte, eventuali criticità e programmi futuri, con una particolare attenzione ai rapporti interni ed esterni di ciascuna azienda coinvolta al fine di appurare a chi sia effettivamente imputabile la rispettiva gestione;
– se fossero accertate situazioni di irregolarità, come quelle sopra descritte, si tratterebbe di fatti di estrema gravità, perché in aperto contrasto con le finalità pubbliche del “Monte Pascoli” e lesivi degli interessi delle comunità locali coinvolte, le quali hanno titolo, competenze e capacità per essere protagoniste, non solo come forza lavoro, ma anche nella gestione, organizzazione e amministrazione delle aziende medesime;
– qualora dalle verifiche emergesse, altresì, che i concessionari non abbiano perseguito – o abbiano del tutto disatteso – gli obiettivi fissati dalla legge istitutiva, senza generare benefici economici e occupazionali per i territori coinvolti, la Regione avrebbe il dovere di procedere senza esitazioni alla revoca delle concessioni e delle assegnazioni, attivando percorsi trasparenti per individuare nuovi soggetti in possesso dei requisiti e pronti a subentrare;

STABILITO che:
– sia necessario essere determinati nel far rispettare la legge e le sue finalità, garantendo il pieno e legittimo utilizzo dei terreni pubblici a favore dei soggetti idonei nei comuni interessati, contra- stando inerzia, tolleranze e qualsiasi forma di speculazione, da chiunque provengano e comunque vengano coperte;
– la Regione ha, pertanto, il dovere di esercitare una vigilanza effettiva e costante sull’uso dei beni pubblici di sua proprietà, verificando il rispetto degli obblighi concessori, la corretta corresponsione di canoni e l’effettivo perseguimento delle finalità pubbliche prestabilite,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) in merito alla situazione economico-finanziaria ed alle eventuali criticità attuali:
– qual è la situazione economico-finanziaria (creditoria – debitoria), riferita agli ultimi cinque esercizi, per ciascuna azienda/compendio ricompreso nell’asset “Monte Pascoli” (con indicazione di: crediti esigibili, crediti di dubbia esigibilità, debiti verso fornitori, debiti verso Erario o Enti, contenzioso in essere, eventuali piani di rientro);
– quale sia la situazione in merito ad eventuali stati di insolvenza o criticità di liquidità attuali (anche solamente potenziali) e quali misure LAORE o l’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale abbiano predisposto o intendano predisporre (come azioni di recupero crediti, revisione contratti/concessioni, rinegoziazioni, riduzione costi, riallocazioni, dismissioni, piani industriali/gestionali);
2) in merito alla documentazione contrattuale e gestionale utile a consentire piena verifica dei dati:
– quali atti (delibere, determine, contratti/concessioni/atti di assegnazione, eventuali proroghe, rinnovi, subentri, variazioni), disciplinano, compendio per compendio, la gestione e l’utilizzo delle aziende afferenti al “Monte Pascoli”;
– quali misure di controllo interno e audit siano in essere (controlli amministrativi e contabili, sopralluoghi periodici, verifiche sul rispetto degli obblighi concessori e sulle attività dichiarate), con indicazione di frequenza, unità responsabile, indicatori utilizzati e report prodotti;
3) in merito alle attività svolte nelle diverse aziende del gruppo “Monte Pascoli”:
– quali attività (agricole, zootecniche, silvo-pastorali, sperimentali/dimostrative, sociali o altre), siano effettivamente svolte in ciascuna azienda afferente al compendio e, con particolare riferimento alle aziende impegnate in attività agricole, su terre pubbliche assegnate, quali siano la forma di assegnazione, la durata, il canone, gli obblighi manutentivi, gli obiettivi produttivi, i volumi, i risultati attesi nonché quelli effettivamente conseguiti negli ultimi cinque anni;
4) in merito alle ricadute occupazionali ed alla forza lavoro impiegata:
– quanti lavoratori risultino attualmente occupati nell’intero asset “Monte Pascoli” (distinti per: tempo indeterminato – determinato, stagionali, part-time – full-time, somministrati, cooperative/affidatari, eventuali tirocini o progetti);
– quale sia la distribuzione degli occupati per singola azienda/compendio, con indicazione di mansioni prevalenti e fabbisogni stimati;
5) in merito ai piani colturali e agli indirizzi produttivi applicati:
– quali siano i piani colturali delle aziende dedite all’agricoltura (colture, superfici, rotazioni, fabbisogni idrici/irrigui, pratiche agronomiche, eventuali colture biologiche – di qualità certificata, investimenti tecnici);
– quali siano gli indicatori di performance (rese, marginalità, costi di produzione, investimenti, manutenzioni, stato delle infrastrutture aziendali);
– se la Regione intenda rivedere condizioni, obblighi o strumenti del rapporto al fine di tutelare l’interesse pubblico;
6) in merito ai Piani di rilancio:
– quali siano, se ne esistono, i piani di rilancio (o piani gestionali/industriali) concreti, attualizzati e misurabili per il patrimonio “Monte Pascoli”, con indicazione precisa di tempi, obiettivi, investimenti previsti, coperture finanziarie, governance e crono-programma;
– se esista o se la Regione intenda adottare un documento unico di indirizzo (o un “masterplan”) per l’asset, con rendicontazione pubblica, a cadenza annuale, dei risultati;
7) in merito alla specifica situazione dell’azienda Cooperativa Sa Zeppara:
– quali siano, precisamente, i rapporti giuridici ed economici intercorrenti tra LAORE/Regione e la Cooperativa Agricola Sa Zeppara (titolo giuridico, durata, eventuale presenza di proroghe o rinnovi, canoni, obblighi, attività minime richieste, livelli occupazionali, investimenti, eventuali morosità/insoluti, contenziosi, procedure di recupero in corso o programmate, divieti, sub-concessioni);
– quali attività produttive siano svolte nell’area/azienda di Sa Zeppara e quali i risultati ottenuti (occupazione, volumi, ricadute territoriali);
– se siano stati eseguiti o programmati interventi sul patrimonio (manutenzioni, messa in sicurezza, bonifiche, ecc.) e con quali costi e fonti di finanziamento (considerata la presenza di atti e interventi sul compendio riconducibili a Sa Zeppara e ad altre strutture del demanio);
– se, alla luce delle informazioni sopra richieste, la Regione/LAORE ritengano necessario rivedere condizioni, obiettivi e strumenti del rapporto (anche mediante: aggiornamento dei canoni, introduzione/rafforzamento delle garanzie, clausole risolutive, obblighi di trasparenza e rendicontazione, o nuova procedura selettiva ove dovuta);
8) al fine di assicurare la piena verificabilità delle informazioni e il rispetto degli obblighi di trasparenza, tracciabilità e controllo nella gestione di beni pubblici regionali, si chiede infine la compilazione del prospetto analitico che segue:

Griglia di controllo su beni pubblici – Asset “Monte Pascoli”

Da replicare e compilare per ciascuna singola azienda

  AREA DI VERIFICA CONTENUTI RICHIESTI
  Riferimenti Azienda Ragione sociale completa
  Titolo giuridico Concessione/assegnazione/locazione – durata – eventuali proroghe
  Canoni / entrate Importo annuo – scadenze – pagamenti effettuati – arretrati
  Situazione finanziaria Crediti – debiti – contenziosi – piani di rientro
  Attività svolte Tipologia – superfici – coerenza con finalità pubbliche
  Piani colturali Colture – rotazioni – investimenti – fabbisogni
  Occupazione addetti – tipologia contratti – andamento ultimi 5 anni
  Manutenzioni e lavori Interventi eseguiti – costi – finanziamenti
  Controlli effettuati Sopralluoghi – verifiche – esiti – prescrizioni
  Piani di rilancio  Obiettivi – risorse – tempi – indicatori
  Focus Sa Zeppara – ulteriori campi obbligatori

• Stato dei rapporti economici con LAORE/Regione

• Esistenza di morosità strutturali

• Valutazione di sostenibilità del rapporto Eventuale necessità di nuova procedura o revisione delle condizioni

Cagliari, 3 febbraio 2026