Sintesi della seduta n. 101

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

SERVIZIO DOCUMENTAZIONE ISTITUZIONALE E BIBLIOTECARIA

XVII LEGISLATURA

SINTESI DELLA SEDUTA N. 101

Mercoledì 10 Dicembre 2025 – Pomeridiana

Presidenza del Presidente Giampietro Comandini

 

Inizio: ore 15 e 23

– Congedi.

– Continuazione della discussione del Testo Unico: “Disposizioni per la gestione e la valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna e disciplina degli organi della Fondazione Trenino verde storico della Sardegna” (52/A, 133/A).

– Sull’ordine dei lavori.
Sono intervenuti, anche in più occasioni, Luca PIZZUTO, Paolo TRUZZU, Fausto PIGA, Giuseppe TALANAS e Angelo COCCIU.

Riconvocazione: a domicilio.

Fine: ore 16 e 13

(La seduta è rimasta sospesa dalle ore 15 e 26 alle ore 15 e 36; dalle ore 15 e 41 alle ore 16 e 11).

Firmato digitalmente
Il Capo Servizio Documentazione Istituzionale e Bibliotecaria
Dott.ssa Maria Cristina Caria

Funzionario consiliare: B. Balzano
Assistente consiliare: A. Maxia

 

DISEGNO DI LEGGE N. 162

GIUNTA REGIONALE – Disciplina delle prestazioni di assistenza sanitaria erogate al di fuori del territorio regionale, in Italia e all’estero. Abrogazione della legge regionale 23 luglio 1991, n. 26 (Prestazioni di assistenza indiretta nel territorio nazionale e all’estero).

scarica il DISEGNO DI LEGGE N. 162 [file.pdf]  

Documenti allegati a fini conoscitivi:


iter del progetto di legge

Nota stampa della seduta n. 100

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 100 – Antimeridiana

Mercoledì 10 dicembre 2025

  Testo unificato n. 52-133 “Disposizioni per la gestione e la valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna e disciplina degli organi della Fondazione Trenino verde storico della Sardegna”: manca il numero legale Il Consiglio regionale è convocato alle 15 La seduta è stata aperta dal presidente Comandini che, dopo le formalità di rito, ha aperto la discussione sull’articolato del Testo Unificato sulle ferrovie turistiche situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico. Obiettivo della norma è valorizzare le tratte storiche e promuovere l’attivazione di una nuova forma di turismo attivo che contribuisca al contrasto dello spopolamento delle zone interne della Sardegna. La seduta è stata momentaneamente sospesa per la convocazione della Conferenza dei Capigruppo. Alla ripresa dei lavori ha preso la parola il vicecapogruppo di FdI Fausto Piga che ha detto: «La proposta di legge sulle ferrovie turistiche può avviare un ragionamento positivo per la valorizzazione del Trenino Verde. Questo provvedimento però non ha risorse aggiuntive stanziate. Come si può fare meglio se poi non si stanziano nuove  risorse? I fondi potrebbero essere trovati grazie all’accordo siglato da Regione e Governo sulla vertenza entrate che garantirà alla Sardegna 1,4 miliardi nei prossimi anni. Un risultato importantissimo, peccato che abbiamo letto la notizia sui giornali. Dispiace che il Consiglio non sia stato informato tempestivamente. Il Consiglio regionale non è un passacarte. Va rispettato» Posizione condivisa dal capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca: «Il collega ha posto un tema rilevante. La Giunta doveva informare subito il Consiglio dell’esito della trattative sulle entrate fiscali. E’ una notizia che può cambiare i prossimi bilanci regionali. Chiediamo che la Giunta riferisca subito in Aula, non basta un articolo sul giornale o un post sui social». Alessandro Sorgia (Misto) ha parlato di proposta di legge utile per la valorizzazione delle Ferrovie turistiche ma ha lamentato l’assenza in Aula dell’assessora ai Trasporti Barbara Manca. Anche Sorgia ha fatto riferimento all’accordo sulle entrate Stato-Regione: «I consiglieri regionali non possono apprendere una notizia di questa portata attraverso i social. Il risultato ottenuto è importante, dimostra che il Governo nazionale non ha un atteggiamento ostile nei confronti della Sardegna. le leggi impugnate sono responsabilità della Giunta e della sua maggioranza». Sulle nuove risorse ottenute dalla Sardegna, Sorgia ha sottolineato: «È doveroso ricordare alla Presidente della Regione che la tanto citata vertenza entrate non è certo frutto del suo operato, ma dell’accordo siglato nel novembre 2019 grazie alla determinazione della precedente Giunta regionale». Secondo Antonello Floris (FdI), la proposta di legge in discussione ha ottenuto in commissione un via libera unanime ma ciò che salta all’occhio è l’assenza di risorse per renderla operativa: «Non si è aggiunto niente ai finanziamenti deliberati nel 2023». Il vicepresidente Frau ha quindi messo in votazione l’art.1 “Finalità e oggetto della legge” attraverso la procedura elettronica. Rilevata l’assenza del numero legale in Aula, la seduta è stata sospesa per mezzora. Alla ripresa dei lavori, si è proceduto con una nuova votazione dell’art.1. Rilevata anche nella seconda votazione l’assenza del numero legale, il presidente Frau ha dichiarato chiusa la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno alle 15.00.(Psp)

Consiglio: i lavori riprendono alle 15

I lavori del Consiglio regionale riprenderanno questo pomeriggio alle 15.  Nella seduta di questa mattina è mancato per due volte di seguito il numero legale  durante la votazione dell’articolo 1 del Testo Unificato  “Disposizioni per la gestione e la valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna e disciplina degli organi della Fondazione Trenino verde storico della Sardegna.

Sintesi della seduta n. 100

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

SERVIZIO DOCUMENTAZIONE ISTITUZIONALE E BIBLIOTECARIA

XVII LEGISLATURA

SINTESI DELLA SEDUTA N. 100

Mercoledì 10 Dicembre 2025 – Antimeridiana

Presidenza del Presidente Giampietro Comandini
Indi del Vice Presidente Giuseppe Frau

 

Inizio: ore 11 e 48

– Congedi.

– Annunzi.
Documenti pervenuti: interrogazioni e mozione.

– Comunicazioni del Presidente.
Decadenza del consigliere Francesco Agus dalla carica di componente della Giunta per il Regolarmento a seguito della nomina ad Assessore dell’Agricoltura e riforma agro-pastorale.

– Continuazione della discussione del Testo Unificato: “Disposizioni per la gestione e la valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna e disciplina degli organi della Fondazione Trenino verde storico della Sardegna” (52/A-133/A).
Sono intervenuti, anche in più occasioni, i consiglieri Fausto PIGA, Umberto TICCA, Alessandro SORGIA, Antonello FLORIS e Paolo TRUZZU.

Riconvocazione: alle ore 15.
Fine: ore 13 e 19

(La seduta è rimasta sospesa dalle ore 11 e 53 alle ore 12 e 16; dalle ore 12 e 36 alle ore 13 e 15).

Firmato digitalmente
Il Capo Servizio Documentazione Istituzionale e Bibliotecaria
Dott.ssa Maria Cristina Caria

Referendario consiliare: S. Pintus
Funzionario consiliare: B.Balzano
Assistente consiliare: A.Maxia

 

INTERROGAZIONE N. 361/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 361/A

INTERROGAZIONE COCCIU – CHESSA, con richiesta di risposta scritta, circa le verifiche di controllo ANAC sulla procedura DPCM 11 luglio 2018: Categoria “Servizi integrati per gestione delle apparecchiature elettromedicali” aperta ai sensi dell’articolo 71 del decreto legislativo 36/2023 per l’affidamento dei servizi integrati per la gestione delle apparecchiature elettromedicali della Aziende sanitarie della Regione Autonoma della Sardegna – seconda 2° edizione. Gara indetta dalla Centrale unica di committenza della Regione Autonoma della Sardegna. Polygon Spa.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) più volte si è pronunciata in materia di controlli sulle gare d’appalto al fine di prevenire illeciti, sul rispetto della normativa in materia e degli obblighi di trasparenza, soprattutto nei contratti nella pubblica amministrazione;
– pure la Corte dei conti ha segnalato, anche in Sardegna, casi di malcostume e inefficienze citan-do illeciti nelle gare d’appalto;
– la Regione, istituendo i “Patti di integrità” (previsti dall’articolo 1, comma 17, della legge 6 novembre 2012, n. 190 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione)) intende prevenire tali fenomeni nell’espletamento delle procedure degli appalti pubblici;
– il suddetto comma recita “Le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara”;
– questo strumento coinvolge gli operatori economici e le amministrazioni in un sistema di trasparenza, correttezza e controllo, diventando parte integrante della documentazione di gara e del successivo contratto;
– al fine di tenere costantemente aggiornato il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità è prevista stabilmente un’attività di verifica sull’adempimento da parte dell’amministrazione degli obblighi di pubblicazione e controllo al fine di assicurare la regolare attuazione dell’accesso civico sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1, comma 3 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni);
– con parere consultivo n. 35 del 20 luglio 2023 l’ANAC si era già pronunciata sulla possibilità per le stazioni appaltanti di aggiudicare contratti di fornitura a società a carico delle quali siano risultati procedimenti penali in corso;
– come riportato da diversi organi di stampa, per una gara similare, espletata dalla centrale di committenza della Regione Sicilia, sono emersi gravi fatti che vedono il coinvolgimento della Polygon Spa (nella fattispecie, citazione diretta in giudizio per i reati di cui agli articoli. 590, c. 1, 2, 3 e 583, c.1, c.p.);
– malgrado in questi casi “costituisce motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto o concessione, la condanna con sentenza definitiva o un decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale…”;

RILEVATO che:
– l’ANAC scriva che “in presenza di gravi fatti di rilevanza penale conosciuti dalla stazione appaltante è demandato alla stessa un margine importante di discrezionalità con riferimento alla verifica del requisito di cui all’articolo 80, comma 5, lettera c) del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici) che prevede come causa ostativa alla partecipazione a gare d’appalto e alla stipula dei relativi contratti, previa motivata valutazione della stazione appaltante, la circostanza che il concorrente abbia commesso un errore grave nell’esercizio della sua attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della stazione appaltante”;
– sempre nel richiamato parere consultivo l’ANAC dichiari che “alla luce di quanto sopra, è rimessa alla valutazione discrezionale della stazione appaltante l’incidenza sull’affidabilità dell’operatore economico, della pendenza di un procedimento penale a carico dell’aggiudicatario, in relazione alla sussistenza del grave illecito professionale ai sensi dell’articolo 80, comma 5 lettera c) del Codice”;
– l’opinione pubblica è sempre più attenta e sensibile alla salvaguardia e alla reale applicazione delle norme di controllo e verifica;
– erroneamente, purtroppo troppo spesso, si individua la classe politica quale responsabile di scarsa attenzione al controllo e alla prevenzione dei casi di cui sopra;
– è necessario e urgente avere e dare delle risposte in merito,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere se stiano adottando tutte le dovute attenzioni, controlli e verifiche circa la società Polygon Spa e la gara in epigrafe, indetta in ambito sanitario dalla Centrale unica di committenza della Regione.

Cagliari, 9 dicembre 2025

INTERROGAZIONE N. 360/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 360/A

INTERROGAZIONE CERA – TRUZZU – PIGA – FLORIS – MASALA – MULA – RUBIU – USAI – MELONI Corrado, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di riconoscere adeguato sostegno finanziario al piano straordinario di pulizia dei canali, avviato dal Consorzio di bonifica dell’oristanese e sulla contestuale necessità di una programmazione strutturale degli interventi di prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico in tutta la Sardegna a fronte dei cambiamenti meteoclimatici in atto.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– negli ultimi anni, l’intero territorio della Sardegna è stato interessato da fenomeni alluvionali ed eventi meteoclimatici sempre più intensi e frequenti, con precipitazioni concentrate in brevi lassi di tempo – vere e proprie “bombe d’acqua” – alternati a periodi di prolungata siccità, con conseguenze pesanti sul piano idraulico, idrogeologico, agricolo e produttivo;
– le cronache regionali e i provvedimenti della stessa Regione documentano una ricorrenza crescente di stati di emergenza e calamità naturali, con attribuzione di risorse straordinarie a diversi comuni per fronteggiare frane, smottamenti, allagamenti ed esondazioni, nonché per il ripristino urgente di infrastrutture, viabilità, edifici pubblici e privati;
– in occasione degli eventi alluvionali che, negli ultimi anni, hanno investito varie aree dell’Isola (in particolare i più recenti episodi di fine 2024 e del 2025), sono stati quantificati danni complessivi per svariate decine di milioni di euro, tra patrimonio pubblico, infrastrutture strategiche (strade, reti idriche, energetiche, fognarie), patrimonio privato e attività produttive, agricolo-pastorali in primis;
– a tali cifre vanno aggiunti i costi indiretti legati all’interruzione delle attività economiche, ai disagi per la popolazione, alla chiusura di scuole e strutture pubbliche, nonché gli oneri amministrativi e gestionali connessi alla dichiarazione dello stato di emergenza, all’istruttoria delle domande di contributo, alla liquidazione degli indennizzi e alla gestione delle opere in somma urgenza;

OSSERVATO che:
– sul versante agricolo, la Regione è più volte intervenuta tramite bandi e misure specifiche per il ristoro dei danni alle produzioni e alle strutture aziendali causati dalle piogge alluvionali e dagli eventi calamitosi, confermando, di fatto, la particolare vulnerabilità del comparto agricolo sardo rispetto agli effetti del cambiamento climatico;
– è ormai esperienza consolidata che il costo degli interventi di ripristino e di indennizzo, a valle degli eventi calamitosi, risulta spesso superiore, nel medio periodo, a quello che sarebbe necessario per una politica organica di prevenzione e manutenzione programmata del territorio, dei corsi d’acqua, dei canali e del reticolo minore di scolo;

SOTTOLINEATO che
– in tale quadro generale di crescente rischio idraulico e idrogeologico, l’adozione di misure di prevenzione strutturale, in particolare la manutenzione ordinaria e straordinaria dei canali e dei sistemi di drenaggio, deve essere considerata una priorità strategica, non soltanto ambientale ma anche economica e sociale per l’intera Sardegna;
– all’interno di questo contesto regionale, la provincia di Oristano e l’oristanese si collocano tra i territori più esposti, sia per caratteristiche geomorfologiche e idrografiche, sia per l’ampiezza delle superfici agricole e per la presenza di un reticolo esteso di canali e opere di bonifica;
– negli ultimi anni, il territorio e le campagne della Provincia di Oristano e dell’oristanese sono stati colpiti da ripetuti episodi di allagamento ed esondazione, con danni significativi a colture, aziende agricole, infrastrutture rurali e insediamenti abitativi, confermando la fragilità idraulica dell’area;

DATO ATTO che:
– il Consorzio di bonifica dell’oristanese, alla luce di tale scenario, ha avviato un importante intervento di pulizia straordinaria e di manutenzione lungo circa duemila chilometri di canali, con lo scopo di garantire il massimo deflusso delle acque meteoriche, ridurre il rischio di esondazione, migliorare la capacità di smaltimento delle ondate di piena e mettere in sicurezza il tessuto agricolo e produttivo del territorio, anticipando gli effetti dei fenomeni meteorologici estremi;
– stante l’estensione, la complessità e la rilevanza di tale intervento, allo stesso può certamente essere assegnato un valore più generale, per assurgere a divenire un esempio di buona pratica preventiva, pienamente coerente con gli indirizzi più avanzati in materia di gestione del rischio idrogeologico in tutta l’Isola;
– in conseguenza del gravoso impegno finanziario, a carico del bilancio del Consorzio di bonifica dell’oristanese, il quale da solo non può reggere un onere di tale entità senza un sostegno strutturale, da parte dell’Amministrazione regionale, risulta sia stato formalmente richiesto alla Regione uno specifico e adeguato stanziamento di risorse per finanziare le attività di manutenzione preventiva e straordinaria dei canali e che tale istanza sia rimasta, ad oggi, priva di riscontro concreto sia in termini di finanziamenti che di atti deliberativi;

CONSIDERATO che:
– la manutenzione preventiva del reticolo idraulico (canali principali, secondari, fossi di guardia, collettori e scolmatori) è una componente imprescindibile della strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’impatto delle alluvioni e dei fenomeni meteo estremi;
– ogni euro investito in prevenzione consente di evitare costi molto più elevati per interventi di ripristino post evento e per gli indennizzi a famiglie, imprese e agricoltori, con un evidente vantaggio per la finanza pubblica regionale e per la tutela dell’economia dei territori;
– l’oristanese, per la sua conformazione pianeggiante e per l’ampio sviluppo del sistema dei canali di bonifica, necessita di una cura costante, pena il rapido degrado delle opere e il conseguente aumento del rischio di allagamenti, anche a seguito di eventi piovosi che in passato sarebbero stati considerati “ordinari”;
– gli interventi messi in campo dal Consorzio di bonifica dell’oristanese, proprio perché mirati alla riduzione del rischio e alla messa in sicurezza preventiva, dovrebbero essere riconosciuti come interesse generale regionale e, di conseguenza, sostenuti con risorse certe, adeguate e tempestive;
– la mancata o ritardata risposta alle richieste del Consorzio rischia di indebolire la capacità operativa dell’Ente, frenando interventi che il territorio percepisce come indispensabili per evitare nuove emergenze;

RIMARCATO che:
– la Regione, in numerose occasioni recenti, è dovuta intervenire, anche su impulso della protezione civile e a seguito di dichiarazioni di emergenza, con stanziamenti significativi per fronteggiare gli effetti di eventi alluvionali, destinando risorse sia agli enti locali che agli operatori economici e agricoli colpiti;
– tali stanziamenti, sebbene necessari e doverosi, intervengono tuttavia a posteriori, quando i danni sono già avvenuti, le infrastrutture compromesse, le produzioni agricole perdute e le famiglie costrette a far fronte a gravi disagi;

VALUTATO che:
– il settore agricolo in Sardegna occupa una posizione di assoluta rilevanza strategica ed è strettamente collegato con le questioni che riguardano i consorzi di bonifica, la gestione delle risorse idriche e la mitigazione del rischio territoriale;
– la gestione del rischio idrogeologico e del rischio alluvionale non può pertanto essere affrontata solo in chiave di strategia ambientale e di gestione emergenziale, ma richiede programmazione, continuità di risorse e un forte coordinamento tra Assessorati regionali dell’ambiente e dell’agricoltura, con i consorzi di bonifica, i comuni, le province e le Autorità di bacino;
– sia assolutamente indispensabile che, accanto agli interventi di emergenza e ripristino, la Regione costruisca e finanzi un quadro organico di azioni preventive, in cui la manutenzione strutturata dei canali consortili, come quella in corso nell’oristanese, rappresenti uno degli assi portanti su cui pianificare il governo e la messa in sicurezza del territorio;
– il lavoro svolto dal Consorzio di bonifica dell’oristanese, in termini di pianificazione degli interventi, organizzazione dei cantieri, impiego di maestranze e mezzi, costituisce un patrimonio di competenze che merita di essere valorizzato e sostenuto, anche come modello replicabile nelle altre aree dell’Isola;

RILEVATO che:
– il permanere, nell’attuale fase politica, di una situazione di interim alla guida dell’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale rischia di indebolire la capacità della Regione di seguire con la necessaria continuità e competenza le questioni legate alla manutenzione delle infrastrutture irrigue e di bonifica, alla gestione delle calamità in agricoltura, alla programmazione delle risorse a favore dei consorzi e del mondo agricolo;
– la delicatezza dei temi connessi alla tutela del territorio rurale, alla sicurezza idraulica delle campagne e alla continuità produttiva delle aziende agricole impone la presenza di un assessore politico pienamente operativo, con adeguata esperienza e conoscenza diretta delle problematiche del settore;
– in questo contesto, il territorio oristanese, per storia, vocazione agricola e frequenza degli eventi alluvionali recenti, esprime una sensibilità particolare e una conoscenza concreta delle criticità e delle soluzioni possibili, elementi che dovrebbero essere tenuti nella massima considerazione al momento della scelta del nuovo titolare dell’Assessorato;

RITENUTO che:
– sia ormai indifferibile che la Regione riconosca formalmente la centralità delle politiche di prevenzione rispetto al solo intervento ex post, sostenendo in modo chiaro e strutturale l’azione dei Consorzi di bonifica nella manutenzione dei canali e assicurando risposte tempestive alle richieste avanzate dagli enti che operano in prima linea sul territorio;
– l’intervento straordinario di pulizia dei duemila chilometri di canali, messo in atto dal Consorzio di bonifica dell’oristanese, debba considerarsi un investimento strategico per la sicurezza dell’intera area, e non un semplice costo da scaricare sul solo bilancio consortile, e debba quindi trovare idonea copertura nel bilancio regionale attraverso specifici capitoli e misure,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione anche in qualità di Assessore regionale dell’agri-coltura e riforma agro-pastorale ad interim nonché l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente per sapere:
1) se non si ritenga opportuno e necessario predisporre un piano regionale pluriennale di manutenzione preventiva dell’intero reticolo idraulico e dei canali consortili di tutta l’Isola, con risorse stabili e programmabili nel tempo, che superi la logica emergenziale e consenta di ridurre progressivamente i danni e i costi legati alle alluvioni;
2) se la Giunta regionale intenda o meno procedere allo stanziamento di risorse, adeguate e dedicate, a favore del Consorzio di bonifica dell’oristanese, per consentire il pieno finanziamento dell’intervento straordinario di pulizia e manutenzione dei duemila chilometri di canali, riconoscendone il ruolo decisivo nella prevenzione del rischio alluvionale;
3) per quali ragioni, a oggi, non sia ancora stata data risposta formale alla richiesta presentata dal Consorzio di bonifica dell’oristanese in merito al fabbisogno finanziario per la manutenzione straordinaria di cui trattasi e se la Giunta regionale intenda porre rimedio a tale ritardo mediante l’adozione di specifici atti deliberativi e di finanziamento;
4) se la Giunta regionale non ritenga opportuno valorizzare l’esperienza maturata dal Consorzio di bonifica dell’oristanese nella pianificazione e nell’attuazione di interventi preventivi, assumendola come buona pratica da estendere e replicare anche in altri comprensori della Sardegna, eventualmente promuovendo sinergie e coordinamenti tra Consorzi;
5) quali siano i tempi che la Presidenza della Regione prevede per la nomina di un nuovo Assessore regionale all’agricoltura e riforma agro-pastorale e se non si ritenga di individuare una figura con specifiche competenze nel settore, sensibile alle problematiche del rischio idraulico e idro-geologico nelle campagne, preferibilmente, espressione di territori a spiccata vocazione agricola come la Provincia di Oristano;
6) se la Giunta regionale non reputi necessario inserire, nei prossimi strumenti di programmazione finanziaria (legge di bilancio, assestamenti, leggi di settore), un capitolo strutturale destinato a finanziare interventi di manutenzione preventiva e straordinaria del reticolo idraulico regionale, con particolare attenzione ai comprensori consortili più esposti, tra cui quello oristanese.

Cagliari, 9 dicembre 2025

INTERROGAZIONE N. 359/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 359/A

(Pervenuta risposta scritta in data 18/12/2025)

INTERROGAZIONE CHESSA – COCCIU – MAIELI, con richiesta di risposta scritta, in merito al concorso dell’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL) per l’assunzione di personale di categoria B ed alle sue evidenti criticità.

***************

I sottoscritti,

PREMESSO che:
– con determinazione n. 3103 del 1° settembre 2025 l’Agenzia regionale competente ha indetto un concorso pubblico per l’assunzione di personale di categoria B – profilo amministrativo;
– il medesimo bando è stato oggetto, nel giro di poche settimane, di tre rettifiche ulteriori (nn. 3179/2025, 3368/2025 e 3639/2025), circostanza che, per frequenza e ravvicinatezza, richiede un approfondimento puntuale sulla solidità istruttoria e regolamentare iniziale della procedura;

VISTO che:
– l’articolo 3 del bando introduce la possibilità di ammissione per soggetti che abbiano prestato servizio presso l’Agenzia per periodi estremamente ridotti, tali da configurarsi più come esperienze episodiche che come rapporti lavorativi significativi;
– tale previsione ha determinato una disparità sostanziale tra candidati esterni e candidati qualificati come “interni” sulla base di prestazioni lavorative minime;

CONSIDERATO che:
– il principio di uguaglianza nell’accesso agli impieghi pubblici, sancito dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), e successive modifiche ed integrazioni, impone che ogni procedura concorsuale sia formulata in modo tale da evitare margini interpretativi suscettibili di alterare la par condicio dei partecipanti;
– le numerose modifiche al bando, unite a requisiti di ammissione formulati in termini suscettibili di creare vantaggi selettivi, incidono sulla percezione di affidabilità, trasparenza e linearità amministrativa della procedura;

SOTTOLINEATO che:
– dagli atti acquisiti da operatori del lavoro interinale emergerebbero casi in cui l’ammissione alla categoria di “interno” è derivata da prestazioni ridotte a pochi giorni di servizio, con effetti rilevanti sulla posizione dei candidati;
– tale dinamica, pur non rappresentando di per sé una violazione formale, risulta in evidente contrasto con le più recenti linee guida dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) in materia di reclutamento, le quali raccomandano di evitare criteri idonei a generare favori indiretti, percepiti o potenziali;

RITENUTO che:
– la presenza, proprio tra i candidati avvantaggiati dalla previsione di cui all’articolo 3, di persone legate da rapporti di stretta parentela con figure apicali dell’autorità politica/istituzionale di riferimento dell’Agenzia determina un potenziale conflitto d’interessi, anche solo apparente;
– in un concorso pubblico, anche l’apparenza di un favoritismo basato su rapporti personali può compromettere il rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità sanciti dalla normativa vigente;

EVIDENZIATO che episodi analoghi, verificatisi in altre amministrazioni pubbliche, sono stati oggetto di rilievi da parte della Ragioneria generale dello Stato e dell’ANAC, come si evidenziato nelle relazioni annuali dell’ANAC a conferma della necessità di vigilare attentamente sulle modalità di definizione dei requisiti di accesso ai concorsi;

ACCLARATO che la tutela dell’immagine e dell’integrità dell’Amministrazione regionale impone una verifica accurata delle dinamiche che hanno portato alla formulazione del bando e alle successive modifiche;

RILEVATO che una procedura concorsuale deve essere costruita in modo tale da garantire l’assenza di vantaggi impropri, anche solo indiretti, a tutela dell’interesse pubblico e della credibilità istituzionale,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) quali siano le ragioni tecniche e amministrative che hanno reso necessarie tre rettifiche del bando in un periodo così ristretto;
2) se la previsione dell’articolo 3 del bando sia stata valutata alla luce dei principi di imparzialità e trasparenza richiesti dal decreto legislativo 165 del 2001;
3) se siano state effettuate verifiche interne per escludere qualsiasi condizione, anche solo potenziale, di conflitto d’interessi o vantaggio improprio connesso alla partecipazione di candidati legati da rapporti di parentela con figure politiche o istituzionali;
4) se non si ritenga opportuno avviare una revisione complessiva della procedura al fine di ristabilire piena fiducia nella trasparenza del concorso e nel corretto operato dell’Agenzia;
5) se, alla luce delle criticità emerse e al fine di tutelare l’immagine dell’Amministrazione, non appaia opportuna una valutazione da parte della Direzione generale dell’Agenzia circa l’eventualità di rimettere il proprio incarico nelle mani della Giunta regionale, quale gesto di responsabilità istituzionale e di salvaguardia della credibilità dell’ente;
6) se l’autorità politica di riferimento dell’Agenzia, considerato il delicato quadro delineato, non ritenga utile riflettere sul proprio ruolo e valutare, nella massima autonomia, l’opportunità di iniziative personali, ivi comprese eventuali dimissioni, finalizzate a preservare il prestigio delle istituzioni e a fugare ogni dubbio sulla piena imparzialità dell’azione amministrativa.

Cagliari, 9 dicembre 2025

Eurallumina, l’Aula approva all’unanimità la risoluzione n.5 a sostegno dei lavoratori di Portovesme. Ferrovie turistiche, conclusa la discussione generale del Testo Unificato

Il Consiglio regionale ha approvato nel pomeriggio la risoluzione n.5 della Quinta Commissione a sostegno dei lavoratori dell’Eurallumina di Portovesme e del territorio interessato. Il documento, in vista dell’incontro di domani a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico, sollecita inoltre interventi urgenti da parte del Governo Nazionale per la soluzione della vertenza.

L’Aula nel pomeriggio ha inoltre concluso la discussione generale sul Testo Unico in materia di Ferrovie turistiche. Domani, dalle 11.30, l’esame dell’articolato.

Nota stampa della seduta n. 99

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 99 – Pomeridiana

Martedì 9 dicembre 2025

  Approvata la risoluzione n.5 della Quinta Commissione sulle azioni da adottare a sostegno dei lavoratori della Eurallumina di Portovesme e del territorio interessato e per la sollecitazione di interventi da parte del Governo nazionale.   Ferrovie turistiche, conclusa la discussione generale del Testo Unificato. Domani l’esame dell’articolato.   La seduta è stata aperta dal Presidente Piero Comandini, che, espletate le formalità di rito, ha fornito una serie di comunicazioni, tra queste: che il 4 dicembre 2025 la presidente della Giunta ha trasmesso il decreto n. 100 del 2 dicembre 2025 con il quale ha accolto le dimissione dell’assessore Gianfranco Satta; che in data 28 novembre 2025, il consigliere regionale Gianfranco Satta ha rassegnato le dimissioni dal gruppo consiliare Progressisti e comunicato l’adesione al gruppo Misto. Di conseguenza il gruppo Progressisti è da ritenersi sciolto e i consiglieri Agus e Pintus confluiscono al gruppo Misto; che con deliberazione n. 84 del 9 dicembre 2025, l’ufficio di presidenza, per effetto dello scioglimento del gruppo dei Progressisti, ha accertato la decadenza da segretario dell’ufficio di presidenza del consigliere Pintus; che in data 9 dicembre 2025, la presidente della Regione ha trasmesso il decreto n. 101 del 9 dicembre 2025, con quale ha revocato il dottor Bartolazzi dalla carica di assessore dell’Igiene, Sanità e assistenza sociale e ha assunto le funzioni di assessore dell’Igiene e Sanità e dell’assistenza sociale; che in data 9 dicembre 2025, la presidente della Regione ha trasmesso il decreto n. 102 del 9 dicembre 2025, con il quale ha nominato il consigliere Agus assessore dell’Agricoltura. Il presidente ha inoltre comunicato il ricorso del governo del presidente della presidenza del consiglio dei ministri, dinanzi alla Corte Costituzionale, per la declaratoria dei illegittimità del’intera legge 18 settembre 2025 n. 26 in materia di suicidio medicalmente assistito. Nonché la pubblicazione sul Buras n. 64 la sentenza della corte costituzionale con la quale è stata dichiarata non fondata la questione di illegittimità dell’articolo 1, comma 1, della legge 31 gennaio 2025 n. 2 recante “modifiche all’articolo 1 della legge 5 del 2023 in materia di assistenza primaria”. Il presidente ha quindi annunciato la discussione della risoluzione n. 5 della Commissione Quinta sulle azioni da adottare a sostegno dei lavoratori della Eurallumina Spa. di Portovesme e del territorio interessato e per la sollecitazione di interventi da parte del Governo nazionale. Il consigliere Mula (FdI), intervenendo sull’ordine dei lavori, ha osservato che, se in passato alcuni avevano dichiarato la scomparsa del PSD’Az, in occasione dell’abbandono del gruppo dei consiglieri eletti in quella lista, oggi la cancellazione del gruppo Progressisti non rappresenta motivo di soddisfazione. Mula ha segnalato inoltre la scarsa chiarezza sulle ragioni delle dimissioni dell’assessore dell’Agricoltura e della revoca delle deleghe dell’assessore della Sanità, chiedendo la presenza in Aula della Presidente per riferire sulla questione. Il presidente della Quinta commissione, Antonio Solinas (Pd), ha quindi illustrato la risoluzione n.5, evidenziando in premessa l’importanza strategica della vertenza per il Sulcis Iglesiente e per l’intersa Sardegna, ricordando che “non è la prima volta che il Consiglio si occupa di Eurallumina”. Il documento sottolinea come la società, interamente controllata da UC Rusal, è stata fino al 2009 il principale polo nazionale per la produzione di allumina e che, nonostante i recenti interventi favorevoli (DPCM Energia Sardegna, disponibilità del sito di stoccaggio e autorizzazioni ambientali),  si trova oggi in una situazione critica a causa del congelamento degli asset della proprietà. «Tale blocco – ha affermato Antonio Solinas – impedisce l’anticipazione delle risorse necessarie per la gestione ordinaria, determinando una drastica riduzione della forza lavoro e il rischio concreto di liquidazione entro il 31 dicembre 2025, in assenza di sostegni finanziari». La risoluzione evidenzia inoltre come questa situazione abbia gravi ricadute sui lavoratori e sull’intero territorio del Sulcis, già colpito da molteplici crisi industriali. «L’inerzia istituzionale – ha proseguito il relatore – ha portato le organizzazioni sindacali alla mobilitazione generale e all’assemblea permanente; inoltre, una delegazione di lavoratori ha occupato per giorni il silos n. 3, richiamando l’attenzione nazionale sulla vertenza». «La presidente della Regione – ha precisato Antonio Solinas – è intervenuta sollecitando MEF e MIMIT per una soluzione rapida». Il consigliere della maggioranza ha quindi spiegato che altri Paesi UE non hanno applicato analoghe sanzioni all’azienda, riconoscendo la strategicità delle produzioni collegate a Rusal. In conclusione del suo intervento, il presidente della commissione, ha ricordato l’importanza dell’incontro in programma domani a Roma per il futuro dell’Eurallumina e per il comparto industriale della Sardegna, da qui la richiesta perché si preveda anche lo stanziamento urgente dei fondi ministeriali, insieme con la revoca del provvedimento di blocco. Il consigliere Pilurzu (Pd) ha richiamato la gravità della situazione, che coinvolge l’intero tessuto sociale ed economico del Sulcis. «L’occupazione del silos – ha dichiarato l’esponente della maggioranza – rappresenta un allarme estremo per il futuro di Eurallumina e della filiera dell’alluminio in Italia». Pilurzu ha quindi insistito sulla completezza della “documentazione già presentata da Rusal al Comitato di sicurezza finanziaria” e sull’ assenza di sanzioni in altri Paesi UE per la medesima azienda. «E’ urgente una soluzione politica – ha dichiarato Pilurzu – e servono tutti gli strumenti a disposizione per la risoluzione della vertenza, ad incominciare agli interventi tramite l’articolo 12 del Decreto 109/2007, che prevede anticipazioni rimborsabili per soggetti con beni congelati ed il riconoscimento del sito di Portovesme come sito di interesse strategico nazionale». Il consigliere Giuanluigi Rubiu (FdI) ha ripercorso una breve storia dello stabilimento, ricordando lo spegnimento dei forni nel 2009. «Rusal – ha dichiarato l’esponente della minoranza – ha fatto il possibile, nonostante gli effetti delle guerre internazionali». Rubiu ha ribadito il ruolo strategico della produzione e della filiera dell’alluminio in Italia e si è detto sicuro che, nell’incontro in programma domani a Roma, il governo garantirà le attese risposte e anche i sostegni finanziari per mantenere attive le attività industriali di Eurallumina. Il consigliere Mandas (M5S) ha introdotto il suo intervento con una domanda provocatoria: “quanto il Governo ritiene strategica la filiera dell’alluminio e delle materie prime critiche?” per affermare che “la risposta ai problemi di Euralluminia deve essere nazionale. Nel portare la solidarietà ai lavoratori impegnati nella delicata vertenza, Mandas ha posto l’accento sulla “necessità di una visione industriale più solida, anche alla luce del peso rilevante del comparto industriale nel PIL regionale (18%, di cui il 9% industria pesante). «Non c’è sviluppo senza industria», ha concluso il consigliere dei Cinque Stelle. Il consigliere di SF, Luca Pizzuto, ha evidenziato “che ancora una volta i lavoratori devono ricorrere a gesti estremi per richiamare l’attenzione sulla politica industriale”. Nel corso del suo intervento, l’esponente della maggioranza, ha richiamato gli effetti della guerra per le sanzioni verso Rusal “che in Italia si applicano mentre in Germania, Svezia, Spagna e Irlanda le produzioni proseguono senza ostacoli”. Da qui la richiesta di revoca del sistema sanzionatorio e l’impegno dell’azienda per una ripresa stabile e duratura insieme con il  rilancio del polo industriale di Portovesme e delle nuove economie territoriali. L’assessore dell’Industria, Emanuele Cani (PD) ha espresso apprezzamento per la risoluzione e fiducia nell’incontro di domani con il Governo. L’esponente della Giunta Todde ha ribadito “la necessità di un nuovo paradigma per le politiche industriali a livello nazionale e l’importanza di considerare strategiche le produzioni dell’alluminio”. «La riapertura di Eurallumina – ha affermato Cani – significa riattivare un’intera filiera nell’intero Paese». L’assessore ha concluso il suo intervento auspicando un avvio rapido dello stabilimento del Sulcis e ha ribadito la richiesta “perché siano liberati gli asset della Rusal o, in alternativa, l’assegnazione delle risorse necessarie per garantire la continuità aziendale”. La risoluzione n. 5 è stata quindi approvati con due emendamenti al testo, presentati dallo stesso proponente Antonio Solinas. Il presidente del Consiglio ha dunque sospeso i lavori dell’Aula e convocato una riunione della conferenza dei capigruppo. (A.M.)   Alla ripresa il presidente Comandini che ha comunicato gli esiti della conferenza dei capigruppo. Questo pomeriggio l’Aula esaminerà la Pl unificata 52 – 133/A (Ferrovie turistiche della Sardegna) e la Pl 133 (Piano, Solinas e Ticca) sull’intelligenza artificiale. Per domani dalle 11.30 il Consiglio regionale esaminerà la Pl 127/A. Il presidente della commissione Quarta, Roberto Li Gioi, ha svolto la funzione di relatore della proposta unificata 152. “Una proposta forte, che parte dalla proposta del collega Corrias e sottolinea la necessità di dare vita alla fondazione, vero e proprio attore del Trenino verde insieme alla gestione dell’Arst, ai sindaci e agli assessorati. Una nuova governance, dunque, per la fondazione che deve sovrintendere all’effettivo funzionamento del servizio”. Per Li Gioi “la nostra proposta è economicamente sostenibile e frutto di un lavoro certosino per rilanciare uno strumento fondamentale per l’economia della Sardegna centrale e per il turismo esperienziale, come richiesto da tutti i portatori di interesse auditi in commissione. Buon viaggio, trenino verde”. A seguire l’onorevole Salvatore Corrias (Pd), che ha detto: “La vera novità di questa proposta è proprio il ruolo dell’assessorato al Turismo che prima di oggi non si è occupato del trenino verde. Già nella passata legislatura tentammo quel che oggi cerchiamo di fare, ovvero far entrare il turismo dentro la Fondazione. In passato, nella scorsa legislatura, l’organo di gestione di questo servizio fu costituito male e in fretta. Oggi da Mandas, Sadali, Seui e Gairo il trenino non viaggia e di questo deve occuparsi subito Arst. E spetta all’assessorato al Turismo costruire il marketing intorno al prodotto turistico del trenino e dei 450 km di linee ferroviarie sarde presenti e dismesse. Questo servizio dobbiamo farlo viaggiare, non dico come un secolo fa ai tempi dello scrittore Lawrence che da Mandas osservava i paesaggi sardi ma almeno come fa la Toscana. Se riparte il trenino verde ripartono i territori del centro Sardegna”. Per Franco Mula (FdI) “è necessario che anche la tratta Nuoro – Macomer sia adeguata, non servono treni all’idrogeno. Chiedo all’assessore Cuccureddu che si occupi anche di questa storia penosa: ci vuole mezza giornata per arrivare da Nuoro a Macomer in treno”. A seguire Gianni Chessa (FI), che ha suggerito: “Le stazioni devono dare servizi, fornire ad esempio bici elettriche ai turisti. Non basta dare il trenino ai turisti, servono servizi e adeguare le stazioni che non danno di sè certo un bel biglietto da visita”. L’oratore ha proseguito: “Non c’è solo il turismo, per far funzionare il trenino verde serve guardare non quanto spende ma il ritorno mediatico che può dare questo servizio soprattutto con una serie di tratte, le più ampie possibili”. Sempre dai banchi dell’opposizione l’on. Fausto Piga (FdI) ha detto che “ci sono convergenze su questa proposta ma i progetti non basta annunciarli. Pesa dunque l’assenza dell’assessora Barbara Manca, che deve dialogare con l’assessorato al Turismo. Non possiamo fare finta di niente, la Sardegna è in ostaggio del disordine istituzionale che avete creato nelle ultime 72 ore. Altro che decadenza: la spada di Damocle sono i rapporti interni della maggioranza. Sarà la direzione Pd convocata a breve a decidere come si concilia, se si concilia, l’anima populista di Cinque stelle con quella razionale del Pd”. Piga ha proseguito: “State sbagliando tutto quello che è sbagliabile e rischiate di portarci oltre il 31 dicembre per l’approvazione dell’esercizio provvisorio. Ma tanto peggio di quest’anno non si può fare, visto che ci avete messo cinque mesi per l’ultima finanziaria. Sia chiaro che la presidente Todde dovrà venire in commissione sanità o Bilancio visto che ha assunto l’interim della Sanità. E sia chiaro che dovrete stare attenti al numero legale, in aula come nelle commissioni come durante la manovra finanziaria. Non sarà l’opposizione a garantire il numero legale”. Ancora FdI con il consigliere Paolo Truzzu: “Lo sviluppo delle zone interne non è condizionato soltanto dal Trenino verde, visto che il primo dei problemi della Sardegna sotto il profilo dei trasporti sono i collegamenti aerei. Un trenino può pure funzionare ma non serve se i turisti non arrivano. Vedremo poi se questa fondazione sarà davvero in grado di funzionare, con tutte queste teste”. Sulla situazione della maggioranza e della Giunta ha detto: “Sarà una legislatura che si trascinerà ma mi sorprende che proprio quando la Finanziaria entra in Aula e la giunta traballa anche a causa delle nomine dei direttori generali, i problemi per la maggioranza arrivano dalla presidente, l’unica responsabile di questa situazione che ha scelto un assessore alla Sanità indegno di svolgere questo ruolo. E’ con lei che dovete prendervela”. (C.C.) Il vice presidente Frau ha, quindi, dato la parola all’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu. L’esponente della Giunta ha sottolineato come l’Assessorato svolgerà un’azione di supporto per la Fondazione con l’obiettivo di rendere il trenino verde un prodotto turistico funzionante, operativo e proponibile sui mercati nazionali e internazionali. Cuccureddu ha poi detto che l’assessorato del Turismo non ha nessun interesse né volontà di dare indicazioni precise su come promuovere il progetto. L’assessore ha sottolineato che potranno essere rese operative soltanto le tratte subito sicure ed efficienti e che il Trenino Verde, ha spiegato, non sarà un attrattore autonomo di flussi, ma una componente essenziale dell’offerta integrata, utile a promuovere il turismo delle zone interne della Sardegna. Per Cuccureddu serve un piano industriale e di comunicazione condiviso con la Fondazione, da legare al catalogo delle ferrovie storiche delle Ferrovie italiane. L’assessore ha anche parlato di numeri incoraggianti: quasi 12mila biglietti staccati nel 2025, contro i 4mila del 2023, a conferma che c’è una richiesta per questo prodotto. Servono, ha concluso, investimenti, e non contributi a fondo perduto, che inseriscano il Trenino Verde nell’offerta turistica complessiva. Per quanto riguarda le nuove rotte e l’abolizione della tasse dei passeggeri, ha detto di ritenerlo uno degli elementi della strategia da perseguire, “non è la panacea”, e “non risolverà sicuramente il tema dell’accessibilità, ma è sicuramente”, ha continuato, “uno dei tasselli sui quali il Consiglio regionale sarà chiamato a fare un’attenta valutazione”. Per Cuccureddu bisogna costruire una strategia complessiva che deve essere finalizzata a rendere la Sardegna attrattiva, accessibile in tutte le stagioni perché il turismo ha elevate potenzialità di crescita. Conclusa la discussione generale, l’Aula ha approvato il passaggio agli articoli. Il vice presidente Frau ha chiuso la seduta come deciso dalla Conferenza dei Capigruppo. Il Consiglio è convocato, per domani 10 dicembre, alle 11,30. (eln)