Manovra finanziaria 2026/2028: conclusa la discussione generale. Aula convocata per martedì 20 gennaio alle 10.

Il Consiglio regionale ha concluso in tarda mattinata la discussione generale sulla manovra di bilancio 2026/2028. Dopo gli interventi dei capigruppo e la replica dell’assessore alla Programmazione Giuseppe Meloni, l’Aula ha approvato il passaggio agli articoli con 28 voti a favore, 17 contrari e un astenuto. Lunedì prossimo si riunirà la Terza Commissione per l’esame degli emendamenti. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì 20 gennaio alle 10.00.

Nota stampa della seduta n. 106

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 106 – Antimeridiana

Mercoledì 14 gennaio 2026

  Manovra finanziaria 2026-2028, conclusa la discussione generale, approvato il passaggio all’esame degli articoli (Dl 158 e Dl 159) Approvato il Doc n.29 “Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028” Il Consiglio si riunisce martedì 20 gennaio alle 10 La seduta del Consiglio regionale è stata aperta dal presidente del Consiglio, Piero Comandini. Dopo le formalità di rito, l’Aula ha proseguito la discussione generale sull’esame del documento DOC. N. 29/XVII/A “Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028”, del disegno di legge 158/S/A “Legge di stabilità regionale 2026 e del disegno di legge” e del disegno di legge 159/A “Bilancio di previsione 2026-2028”. Il presidente ha dato la parola al capogruppo di Sardegna Al centro 20Venti, Antonello Peru. “La politica deve smettere di fare retorica e lasciare spazio alle scelte e al coraggio”, ha affermato l’esponente della minoranza, e deve dire ai propri cittadini se quella contenuta nella Finanziaria è la visione della Sardegna che si vuole costruire. Per Peru quella in discussione è una Manovra che rinvia e non indica una direzione, “perché una direzione non c’è” e ha aggiunto che “manca un piano di sviluppo strategico”. Il capogruppo di Sardegna al Centro 20Venti ha annunciato una proposta di legge importante per i territori della Sardegna. Critico, anche, verso il poco spazio riservato da alcune testate locali ai comunicati da lui inviati. Peru ha poi affermato di essere preoccupato del problema politico interno alla maggioranza perché, ha detto, è la Sardegna a pagare ritardi e incertezze. Il capogruppo di Sardegna al Centro 20Venti ha confermato che la minoranza farà la sua parte con serietà e con proposte concrete per la crescita e sviluppo della Sardegna. Peru è stato fortemente critico sull’azione della maggioranza sulla sanità, sulla rete idrica, sull’energia, sulle comunità energetiche e sulla mobilità. “Chiediamo risorse certe per il Fondo unico”, ha detto, “se crollano i Comuni crolla la Sardegna intera”. In conclusione il consigliere ha fatto un appello alla maggioranza affinché ascolti le proposte della minoranza per definire i punti strategici e non sprecare le risorse. La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Maria Laura Orrù, ha definito il provvedimento “una Finanziaria prevalentemente tecnica, ma al contempo funzionale a dare piena continuità e concreta attuazione alla programmazione politica sviluppata nei mesi passati”. Una Finanziaria necessaria per garantire continuità amministrativa e piena operatività della Regione fin dall’inizio dell’anno, evitando l’esercizio provvisorio. Una scelta di responsabilità, ha detto, condizionata dai vincoli nazionali, che rinvia alle prossime fasi “interventi più espansivi”. Orrù ha richiamato le grandi sfide che attendono la Sardegna, parlando della situazione di instabilità economica, della necessità di contrastare le disuguaglianze sociali, ma anche di affrontare la rivoluzione tecnologica in atto. Orrù ha sottolineato la necessità di governare il cambiamento puntando su coesione sociale, sostenibilità, innovazione e investimenti sulle persone. Centrale il tema della formazione, soprattutto per rafforzare i Comuni, che hanno carenza di personale e, di contro, un sovraccarico di funzioni. La consigliera, che riveste anche il ruolo di sindaca di Elmas, ha ribadito l’urgenza di inserire ulteriori 100 milioni per il Fondo unico e ha invitato tutte le forze politiche a fare di questo obiettivo una battaglia condivisa. “I Comuni non ce la fanno più”, ha detto, e non riescono a compensare i tagli delle risorse nazionali, soprattutto, per quanto riguarda il welfare e i servizi di prossimità. La consigliera ha, infine, ricordato il peso della sanità sul bilancio regionale e ha auspicato che tale impegno finanziario porti a politiche capaci di migliorare concretamente tempi e qualità delle cure e che metta al centro il diritto alla salute. Orrù ha auspicato che, grazie alle entrate derivanti dalla Vertenza entrate, “che si è chiusa positivamente per la Sardegna”, si apra una fase nuova, in cui il Consiglio regionale abbia la possibilità concreta di incidere su politiche coraggiose. Il capogruppo dei Riformatori sardi, Umberto Ticca, ha espresso un giudizio fortemente critico sul provvedimento, definendolo privo di visione e di misure strutturali. Ticca ha evidenziato il ricorso, anche quest’anno, all’esercizio provvisorio, attribuendolo all’assenza di una regia politica e alle divisioni interne alla maggioranza e non al lavoro dell’assessore del Bilancio, Giuseppe Meloni. Secondo l’esponente di minoranza, si tratta di una manovra “senza respiro”, che impegna circa 11 miliardi di euro senza una linea strategica chiara e senza politiche di sviluppo capaci di incidere su temi importanti come lo spopolamento, la sanità, l’industria e i trasporti. Il capogruppo ha evidenziato la presenza di piccole spese frammentate, “degne di un condominio”, come quelle per missioni e campagne di comunicazione. Particolarmente preoccupante, per Ticca, è il capitolo sanità, che assorbe metà del bilancio regionale, senza produrre miglioramenti strutturali, tra ritardi, carenze organizzative e criticità gravi, come il recente blackout all’ospedale Brotzu. Non c’è nulla, ha detto, sulla medicina penitenziaria, sull’abbattimento delle liste d’attesa, sull’organizzazione delle strutture sanitarie accreditate. Positivo invece il giudizio sul finanziamento dell’accordo trovato per i pediatri di libera scelta e sull’adeguamento tariffario a favore delle strutture residenziali. Critico anche su trasporti, istruzione ed enti locali, Ticca ha annunciato un emendamento da due milioni (come erano stati inseriti nella scorsa Finanziaria) a favore alle scuole paritarie “che svolgono un servizio pubblico erogato dai privati” e che ha definito parte integrante e fondamentale del sistema dell’istruzione regionale. Il consigliere ha annunciato anche un altro emendamento da 100 milioni per riportare il Fondo unico ai livelli del 2023 e ha evidenziato che, se anche il Pd sta presentando un emendamento in tal senso, troverà collaborazione da parte della minoranza. Ticca ha, infine, auspicato un cambio di rotta: da una manovra che “galleggia” a una capace di decidere e scommettere sul futuro della Sardegna. Il vice presidente del Consiglio, Giuseppe Frau, ha quindi dato la parola al capogruppo di Uniti per Alessandra Todde, Sebastiano Cocco: “Questa Finanziaria arriva in un momento in cui la Sardegna finalmente può tornare a fare una cosa fondamentale: programmare”, grazie a tre elementi fondamentali. Il primo è l’accordo tra la Regione e il Governo sulla Vertenza entrate, che porterà all’Isola, ha sottolineato, 1 miliardo e 390 milioni di euro nei prossimi quattro anni, con il riconoscimento della condizione di insularità e 100 milioni annui aggiuntivi nel 2026 e 2027 per compensare gli extracosti strutturali. Un risultato che, ha evidenziato Cocco, rafforzerà servizi, sicurezza e capacità operativa della Regione. Secondo elemento è la scelta di rendere strutturali 200 milioni di euro destinati agli enti locali, garantendo ai Comuni risorse certe e programmabili. Terzo pilastro è l’accordo internazionale sull’Einstein Telescope con la Sassonia, che ha definito un segnale politico e strategico che proietta la Sardegna nelle reti europee della ricerca e dell’innovazione. Cocco ha evidenziato che “La dichiarazione di intenti con la Germania rafforza la candidatura di Sos Enattos, “scegliendo la strada della collaborazione e non della contrapposizione”, e ha riconosciuto il grande merito al lavoro portato avanti dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, e dal vice presidente, Giuseppe Meloni. Cocco ha riconosciuto alla presidente Todde anche il merito di esercitare l’autonomia della Sardegna  con serietà istituzionale e ha auspicato che si possa andare verso una modernizzazione del sistema regionale, investendo sulla scuola e la formazione, sulla ricerca, sull’intelligenza artificiale e sui giovani, affinché la Sardegna superi la marginalità puntando su conoscenza e innovazione come leva di sviluppo. Giudizio positivo sul provvedimento è stato espresso da Sandro Porcu, capogruppo di Orizzonte Comune, che ha sottolineato in apertura il risultato della Vertenza entrate ottenuto dalla presidente Alessandra Todde e dal vicepresidente Giuseppe Meloni. Un’intesa che garantisce alla Sardegna 1 miliardo e 390 milioni di euro nei prossimi quattro anni, risorse che, secondo Porcu, consentiranno di dare risposte concrete ai bisogni dell’Isola. Porcu ha definito la Finanziaria non come un semplice bilancio, ma come un vero progetto di sviluppo, con investimenti strategici su opere pubbliche, politiche sociali, enti locali, turismo, agricoltura, trasporti e ambiente. Particolare attenzione, secondo il capogruppo di Orizzonte comune, è stata rivolta da questa maggioranza alle infrastrutture, all’emergenza idrica, all’edilizia abitativa e alla mobilità, settori fondamentali e in grado di migliorare la qualità della vita dei sardi e generare occupazione e sviluppo. Porcu ha anche evidenziato il sostegno alle categorie più fragili e alle famiglie. Per quanto riguarda i settori del turismo e dell’agricoltura, l’esponente della maggioranza ha evidenziato la visione orientata alla sostenibilità e alla valorizzazione delle eccellenze locali. Il capogruppo di Orizzonte Comune ha riconosciuto i limitati margini di intervento del Consiglio, ma ha evidenziato possibili  correttivi nella prossima variazione di bilancio. Anche Porcu ha ricordato l’importanza di rafforzare il Fondo unico per gli enti locali e del contrasto allo spopolamento. (E.LN) Il consigliere Stefano Schirru (Alleanza Sardegna) ha detto in apertura del suo intervento: “Questa legge non indica una strada per la Sardegna e visto che il bilancio della Sardegna è occupato per il 50 per cento dalla Sanità mi spiace che sia in aula l’assessore ad interim, la presidente Todde. La Sanità costa circa 2900 euro pro capite, che equivale al costo di una polizza assicurativa premium: vi invito a riflettere su questo e a osservare gli ospedali stracarichi, i disagi per i pazienti e per il personale”. Per l’oratore “aziende sanitarie complesse sono state affidate a persone che non hanno una competenza adeguata e non hanno memoria storica dei problemi”. Per Cinque stelle ha preso la parola il consigliere Michele Ciusa che ha parlato di “manovra positiva, se consideriamo il quadro generale e le condizioni date. Sapevamo che non sarebbe stato facile e che i problemi sono tanti, ereditati dal passato: la giunta e la maggioranza sono pancia a terra per risolverli. Bisogna continuare a lavorare, sempre più e sempre meglio, come stiamo facendo dal primo giorno di legislatura per mettere l’isola sui binari e rilanciarla. Se qualcuno ha idee immediatamente cantierabili lo dica”. A seguire il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu: “Va riconosciuto che questa volta state portando la finanziaria con meno mesi di esercizio provvisorio ma ho memoria della scorsa legislatura e del vostro atteggiamento allora. Abbiamo perso le elezioni e da chi le ha vinte ci aspettiamo un sussulto, quel qualcosa di cui noi non siamo stati capaci. Poi però se andiamo a vedere i numeri si vede che siete sotto i numeri del governo Solinas. La sanità è stata il vostro cavallo di battaglia in campagna elettorale, ci aspettavamo qualcosa di diverso e invece non c’è nulla di nuovo, nulla di straordinario, se non gestione dell’emergenza. A concludere, il capogruppo del Pd Roberto Deriu: “Penso che la pazienza, più che l’intelligenza, sia la prima qualità di un politico. Questa legge di stabilità penserebbe alla macchina, dice l’opposizione, senza pensare l’anima. Ma se la macchina della Regione non funziona nessun progetto è realizzabile. Eppure io dico che l’anima c’è e vive nella cultura autonomistica di tutti noi e nella tradizione di tutti i partiti. E quest’anima c’è nella svolta dei rapporti con gli enti locali, nella dotazione finanziaria per tempo fornita al sistema degli enti locali. Noi combattiamo l’accentramento e sosteniamo la sussidiarietà, credendo nella responsabilità dei pubblici amministratori, legittimati dal voto delle popolazioni”. Rivolto all’opposizione ha detto: “Non sottovaluterei il momento, perché si sappia che questa Regione riconosce davvero l’autonomia e non siamo asserviti alle necessità astratte della burocrazia ma proiettati verso la soluzione dei problemi reali dei cittadini. Più si trasferisce capacità di spesa verso il basso e più avremo risposte adeguate per i bisogni dei nostri cittadini delle molte Sardegna che costituiscono quest’Isola”. A concludere, per FdI il capogruppo Paolo Truzzu, che ha detto: “Come ha detto la presidente Todde il Consiglio ha il potere di riscrivere ogni legge e quindi anche questa finanziaria. Non cambieremo la macchina ma abbiamo il potere di fare una messa a punto, evitando di adagiarci sul fatto che la massa manovrabile è poca. Non dobbiamo scommettere tutto sulle risorse che arriveranno dalla conclusione positiva della vertenza entrate con lo Stato perché sarebbe un azzardo molto pericoloso”. Per l’oratore “non avete la capacità di sognare, non avete la forza di dirci come intendete risolvere un solo problema, mica tutti. Come mai non c’è il salario minimo, in questa finanziaria? Eppure è una delle vostre battaglie storiche. Diteci chi non vuole l’incremento del fondo unico per gli enti locali. Siamo tutti seduti su un vulcano e davanti a questo quadro la nostra proposta è come usare le opportunità che abbiamo come la leva fiscale per sostenere le imprese e attrarre investimenti. Vogliamo ragionare su una zona franca telematica come diceva Nichi Grauso all’inizio degli anni Duemila? O davvero volete concentrarvi sull’aumento dello stipendio dei collaboratori degli uffici di gabinetto degli assessorati? Abbiamo presentato 5288 emendamenti ma non abbiamo la volontà di fare ostruzionismo ma di farvi riflettere”. (C.C.) Conclusi gli interventi dei capigruppo, il presidente Comandini ha dato la parola all’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni per la replica della Giunta. Dopo aver ringraziato maggioranza e opposizione per i contributi al dibattito, l’esponente dell’esecutivo ha ricordato i passaggi che hanno portato alla stesura e alla successiva approvazione della manovra di bilancio: «Lo scorso anno la legge di stabilità è stata approvata ad aprile – ha ricordato Meloni – rispetto a quel provvedimento non c’erano grosse modifiche da apportare, poi è arrivata la buona notizia dell’accordo con lo Stato sulle entrate fiscali che ha cambiato la prospettiva. La chiusura della vertenza mette a disposizione nuove risorse della Sardegna. Il disegno di legge che discutiamo oggi è il massimo che si poteva fare in una condizione difficile». L’assessore ha poi spiegato la filosofia che ha ispirato la Giunta nella stesura della legge di stabilità: «Abbiamo scelto di non stravolgere quanto ereditato dal passato. Per poter fare altro, l’unico vero fondo aggredibile era quello dedicato allo spopolamento, circa 150 milioni di euro. Non c’erano altre risorse a disposizione. Abbiamo deciso invece di confermarlo, in attesa di fare una valutazione sui risultati, valuteremo in seguito se eliminarlo o, eventualmente, migliorarlo. La platea dei Comuni beneficiari è aumentata e comprende adesso anche quelli fino a 5mila abitanti. La scelta di attendere la chiusura della vertenza entrate e di non stravolgere la manovra va in quella direzione: pesare le misure che abbiamo ereditato e non stravolgere la manovra. Con queste nuove risorse si potranno fare altre scelte». Meloni ha quindi confermato uno stanziamento aggiuntivo a favore degli enti locali con l’incremento del fondo unico. «E’ la prima volta che si stanziano tante risorse in un bilancio di previsione – ha detto l’assessore – questo è possibile grazie alle nuove risorse della vertenza entrate. Nonostante tutto, confermiamo inoltre gli impegni per il welfare con i fondi per la non autosufficienza e il Reis, gli stanziamenti per le Università che compensano i tagli del Governo. Su questo fronte ricordo quanto affermato pubblicamente dai rettori delle università di Cagliari e Sassari i quali, a più riprese, hanno affermato che senza la Regione Sardegna avrebbero chiuso i battenti». Confermato anche il fondo per lo sviluppo da 100 milioni di euro per i contratti di investimento. «Speriamo di stanziare in futuro altre risorse per attrarre nuovi capitali serve però una macchina amministrativa che ci segua. L’obiettivo è che la Sfirs diventi una grande agenzia di sviluppo per la Sardegna». Un accenno infine al piano per l’efficientamento energetico: «Ci sono 342 milioni di euro per il triennio – ha detto Meloni – sono risorse importanti che danno un’impronta e una connotazione a un’intera legislatura. Ci sono, insomma, le condizioni per continuare a fare bene anche nella prossima variazione di bilancio. La riorganizzazione della Sanità è un tema sul quale stiamo cercando di lavorare». Il presidente Comandini ha quindi sospeso i lavori dell’Aula e convocato la Conferenza dei Capigruppo. Alla ripresa dei lavori, il presidente ha messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato con 28 voti a favore, 17 contrari e un astenuto. Approvata con votazione nominale anche la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanze  con la risoluzione n.1. Il presidente ha quindi dichiarato chiusa la seduta. Lunedì 19 gennaio si riunirà la Terza Commissione per l’esame degli emendamenti. Il Consiglio riprenderà i lavori sulla manovra finanziaria martedì 20 gennaio alle 10.  (Psp)  

Sintesi della seduta n. 106

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XVII LEGISLATURA

SINTESI DELLA SEDUTA N. 106

Mercoledì 14 Gennaio 2026

Presidenza del Presidente Giampietro Comandini
Indi del Vice presidente Giuseppe Frau
Indi del Presidente Giampietro Comandini

 

Inizio: ore 10 e 36

– Congedi.

– Annunzi.
Documenti pervenuti: interrogazione, mozione.

– Continuazione della discussione congiunta del Documento “Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028” (29/XVII/A) e dei disegni di legge “Legge di stabilità regionale 2026” (158/S/A), “Bilancio di previsione 2026-2028” (159/A) e approvazione della Risoluzione (1).
Sono intervenuti l’assessore Giuseppe MELONI, per la Giunta, e i consiglieri Antonello PERU, Maria Laura ORRÙ, Umberto TICCA, Sebastiano COCCO, Sandro PORCU, Stefano SCHIRRU, Michele CIUSA, Angelo COCCIU, Roberto DERIU, Paolo TRUZZU.

Passaggio all’esame degli articoli: approvato con votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Risoluzione numero 1 (Documento 29/XVII/A): approvata con votazione nominale mediante procedimento elettronico.

Riconvocazione: alle ore 10 del 20 gennaio 2026.
Fine: ore 13 e 09

Firmato digitalmente
Il Capo Servizio Documentazione Istituzionale e Bibliotecaria
Dott.ssa Maria Cristina Caria

 

Referendario consiliare: S. Pintus
Funzionario consiliare: B. Balzano
Assistente consiliare: A. Maxia

 

Lettera della Garante per l’infanzia Puligheddu all’arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi: “Più vigilanza anche in ambito ecclesiastico. Basta abusi, tuteliamo i minori”.

Cagliari, 14 gennaio 2026 –   37 casi di abusi censiti in Sardegna nell’ultimo quinquennio: 11 a Cagliari, 11 a Sassari, 8 a Oristano e 7 a Nuoro. 196 vittime sopravvissute, di cui 171 erano minorenni al momento dell’abuso.

Sono i dati che riguardano la Sardegna pubblicati dall’”Osservatorio Permanente della Rete L’Abuso” censiti tra il 2020 e il 2025. “La situazione degli abusi sui minori nella nostra isola, anche in ambito ecclesiastico, è allarmante – ha detto la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Carla Puligheddu – la Chiesa deve intervenire”.

In una lettera all’Arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana ha quindi sollecitato  un suo  intervento anche  per arginare un fenomeno la cui vera entità è ancora sommersa.

“In Sardegna – scrive la Garante Puligheddu nella lettera all’ Arcivescovo – la maggior parte dei casi non è denunciato contribuendo a lasciare impuniti gli autori di questi orrendi reati, ancora più gravi in quanto perpetrati da persone che proprio perché indossano l’abito talare  dovrebbero essere più affidabili”.

Carla Puligheddu chiede alla Chiesa sarda  un atto di coraggio evangelico e civile: la piena e incondizionata collaborazione con la magistratura, , rinunciando a gestioni interne che hanno finora prodotto solo oblio e prescrizione: “Il tempo del silenzio è finito, deve cominciare quello della tutela dei minori.

In Sardegna, il dato più allarmante riguarda l’impunità: su 37 casi, 30 appartengono al sommerso. A fronte di quasi duecento vittime note, si contano appena 5 condanne definitive. Questo significa che la quasi totalità delle vittime non ha ottenuto giustizia né in sede civile né in quella canonica, dove per 35 casi su 37 non si ha notizia di alcun processo mai avviato.

Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio la situazione anche nel resto d’Italia è drammatica. Si  rilevano 1.250 casi tra sacerdoti e indotto laico, che hanno prodotto un numero spaventoso di vittime note, ben 4.625.

L’incidenza dei soli sacerdoti coinvolti (1.106 su 31.000 attivi) è pari al 3,57%: una percentuale altissima, che emerge spontaneamente anche senza inchieste governative, e che nasconde un sommerso di 839 casi mai denunciati all’autorità giudiziaria, spesso a causa dei tempi dilatati dei tribunali canonici che portano alla prescrizione dei reati.

 

Manovra finanziaria, il Consiglio regionale si riunirà alle 10,30. Segui la diretta dei lavori dell’Aula

Telecamera

Cagliari, 14 gennaio 2026 – Il Consiglio regionale si riunirà oggi, 14 gennaio, alle 10,30.  All’ordine del giorno l’esame del documento DOC. N. 29/XVII/A “Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028”, del disegno di legge 158/S/A “Legge di stabilità regionale 2026 e del disegno di legge” e del disegno di legge 159/A “Bilancio di previsione 2026-2028”.

Segui la diretta della seduta ⇒ https://bit.ly/4qoGxZY

Nota stampa della seduta n. 105

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XVII Legislatura

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Nota stampa della seduta n. 105 – Pomeridiana

Martedì 13 gennaio 2026

  Manovra finanziaria 2026-2028, discussione generale Il Consiglio si riunisce domani alle 10 per gli interventi dei capigruppo Alla ripresa dei lavori pomeridiani il presidente Comandini ha dato la parola ad Antonello Floris (FdI) che ha detto: “Alla guida della macchina regionale c’è un autista privo di patente che consulta il navigatore ma comunque sbaglia strada. In questi due anni l’unico atto concreto che ho visto dalla giunta è il ritiro della delega all’assessore Bartolazzi, ancora da sostituire”. L’oratore ha parlato di lavoro: “Vedo che se ne parla molto su Facebook e poco nel concreto”. Per lo stesso partito ha preso la parola l’on. Corrado Meloni, che ha denunciato il ritardo nella presentazione della manovra “che si traduce sempre in un danno per i cittadini, per i Comuni e per le imprese”. Sul terreno della Sanità “la presidenza Todde ha dimostrato sciatteria istituzionale e incapacità di governo. La sanità non è una distribuzione di sgabelli così come l’avete interpretata voi”. Ha preso la parola l’on. Franco Mula sempre per l’opposizione, che ha detto rivolto all’assessore al Bilancio: “Un mese fa avremmo potuto approvare questa legge e invece ci avete portato a presentare questa sera 5 mila emendamenti. E’ l’unico modo per sapere qual è la vostra direzione, qual è la vostra idea di grande sviluppo che ci avete descritto nella manovra dello scorso maggio”. Per Francesca Masala (FdI) “l’alleanza al governo della Sardegna è in grado di gestire l’ordinario e preferisce la spesa a pioggia rispetto all’investimento strategico mentre la Sardegna si spopola. Questa manovra delude tutti e non affronta i problemi della Sardegna a cominciare dai problemi della sanità. Io mi chiedo dove sia la riforma del sistema sanitario regionale, dove è il grande piano della scuola sarde del futuro”. Dai banchi di Forza Italia l’on. Cera si è rivolto alla presidente Todde: “Questo provvedimento dovrebbe essere il luogo della verità politica, il momento in cui l’esecutivo dimostra che ha compreso i problemi della comunità ma voi siete riusciti a non rispondere ai bisogni dei cittadini e delle imprese. C’è una distanza siderale tra quello che dite e quello che fate, questa è una legge scritta per galleggiare. Qualcuno dovrà essere chiamato a rispondere delle decisioni avventate e rischiose che avete adottato nella rimozione dei manager della Sanità. E qualcuno dovrà rispondere dell’abbandono degli Oss, del mancato scorrimento delle graduatorie vigenti”. (C.C.) Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, ha quindi chiesto una sospensione dei lavori per consentire lo svolgimento di una riunione dei gruppi di minoranza. Il vice presidente, Aldo Salaris (Riformatori) ha accordato ed alla ripresa ha concesso la parola al consigliere di FdI, Gianluigi Rubiu, che, in premessa, ha ricordato significato politico e amministrativo della Manovra, evidenziando come nella legge finanziaria serva indicare quali siano le risorse, da quali fonti arrivino e come saranno spese. Il tutto per ribadire che la finanziaria 2026 non rappresenta soltanto un documento contabile ma deve indicare le scelte politiche di chi ha la responsabilità del governo. «Dai documenti presentanti dalla Giunta e dalla maggioranza – ha insistito l’esponente della minoranza – emerge però una visione debole, frammentata,  priva di coraggio, senza un progetto di sviluppo, come se si voglia continuare a governare l’emergenza e non il futuro». Sui temi specifici, a giudizio di Rubiu, si assiste ad un utilizzo della sanità come “alibi politico evitando di affrontare i tanti problemi strutturali che l’affliggono” e che testimoniano non una crisi improvvisa del sistema “ma il risultato fallimentare di due anni di scelte sbagliate”. «Mettere i soldi senza cambiare il modello – ha aggiunto Rubiu – non risolve le difficoltà del sistema sanitario». Il consigliere FdI ha quindi affermato di sostenere la richiesta degli Enti Locali perché siano stanziati 100 milioni aggiuntivi sul fondo unico e sulle politiche del lavoro ha detto: «Basta bonus, c’è bisogno di un piano serio per il lavoro giovanile». In conclusione una critica sulla gestione dei Trasporti («la continuità territoriale con il Continente resta senza soluzione e non c’è neppure quella interna con le isole minori») e sulle politiche anti spopolamento («non c’è un solo elemento degno di nota»). Quindi la chiusura: «Le risorse sono vincolate e questa Finanziaria non risponde ai bisogni dei sardi». A difesa della Manovra, l’intervento della consigliera del M5S, Lara Serra, che ha da prima richiamato il “senso di responsabilità della politica nelle istituzioni” e quindi il sistema di indicatori sviluppato da Istat e Cnel, il Bes (benessere equo e sostenibile) per affermare che gli interventi contenuti nei documenti finanziari in discussione “rappresentano una risposta responsabile per affrontare le questioni più urgenti, all’interno della massa manovrabile di risorse, vincolata dalle regole di bilancio e dalle esigenze della continuità amministrativa”. «La priorità – ha dichiarato l’esponente della maggioranza – è mettere in sicurezza i servizi essenziali e proteggere i più deboli». Ed a questo proposito, la consigliera M5S, ha citato gli stanziamenti per il fondo non autosufficienza, per la pediatria, i trapianti, la presa in carico della disabilità e per le famiglie più vulnerabili. «Anche per l’istruzione e la formazione – ha proseguito Lara Serra – le risorse sono destinate a misure mirate e verificabili e questa manovra è solo un passaggio in vista della prossima variazione di bilancio, dove rafforzeremo la portata della manovra stessa e amplieremo la capacità di spesa della Regione». Gianni Chessa (Fi), ha definito “mortificante” dover procedere con gli interventi della discussione generale con una scarsa presenza di consiglieri in Aula e “le poche presenze tra i banchi della Giunta, ad iniziare dalla presidente della Regione e assessora della Sanità». Proprio sulla Sanità, l’esponente della minoranza è stato netto: «Avete sbagliato tutto nell’affrontare i problemi della sanità che è peggiorata rispetto al passato e non è soltanto una questione di risorse». Nel merito della massa manovrabile, l’ulteriore affondo: «Con soli 300 milioni di massa manovrabile avete trasformato la Regione sarda in un condominio che può occuparsi solo di ordinaria manutenzione». Chessa ha quindi insistito sull’opportunità di rendere noti quali siano i risultati attesi dagli stanziamenti proposti nella legge finanziaria e quale sarà il ritorno per i cittadini sardi. «Non faccio il tifo perché voi andiate male – ha proseguito il consigliere Fi –  ma voi navigate a vista, non avete programmazione, proprio quando serve un ragionamento che dia un’idea di Sardegna». Gianni Chessa ha quindi auspicato una “finanziaria di buonsenso a favore dei sardi” escludendo intenti polemici e di scontro politico “anche se chi, come l’onorevole Li Gioi, ci aveva definiti un’accozzaglia quando eravamo al governo, ha scoperto solo ora quanto sia complicato governare”. Alberto Urpi (Sardegna 20Venti), ha sottolineato il tempo politico difficile in cui si discute la manovra finanziaria («arriva in un momento delicato per la Sardegna e per questa maggioranza, con la decadenza ancora in appello e dopo la sentenza che ha dichiarato illegittime le norme sulla sanità e le nomine che ne sono seguite») per evidenziarne il ritardo con il quale si procede nell’approvazione. «Questa finanziaria – ha affermato l’esponente della minoranza – non da risposte alle esigenze della Sardegna ed è un documento tecnico senza le risorse della vertenza entrate che si promette di inserire successivamente in fase di assestamento di bilancio». «L’auspicio – ha proseguito il consigliere centrista – è che possa essere migliorata in Aula». Tra le modifiche attese da Urpi, l’incremento di 100 milioni del  fondo unico per gli Enti Locali. Il presidente ha quindi dichiarato conclusi i lavori della seduta pomeridiana ed ha annunciato la convocazione del Consiglio, nella mattina di domani, alle 10, per gli interventi dei presidenti dei gruppi. (A.M.)

Sintesi della seduta n. 105

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

SERVIZIO DOCUMENTAZIONE ISTITUZIONALE E BIBLIOTECARIA

XVII LEGISLATURA

SINTESI DELLA SEDUTA N. 105

Martedì 13 Gennaio 2026 – Pomeridiana

Presidenza del Presidente Giampietro Comandini
Indi del Vice presidente Aldo Salaris
Indi del Presidente Giampietro Comandini

 

Inizio: ore 16 e 15

– Congedi.

– Continuazione della discussione congiunta del Documento “Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028” (29/XVII/A) e dei disegni di legge “Legge di stabilità regionale 2026” (158/S/A), “Bilancio di previsione 2026-2028” (159/A).

Sono intervenuti i consiglieri Antonello FLORIS, Corrado MELONI, Francesco Paolo MULA, Maria Francesca MASALA, Emanuele CERA, Gianluigi RUBIU, Lara SERRA, Fausto PIGA, Giovanni CHESSA e Alberto URPI.

– Sull’ordine dei lavori.
È intervenuto il consigliere Paolo TRUZZU.

Riconvocazione: alle ore 10 del 14 gennaio 2026.

Fine: ore 18 e 26
(La seduta è rimasta sospesa dalle ore 17 e 10 alle ore 17 e 39).

Firmato digitalmente
Il Capo Servizio Documentazione Istituzionale e Bibliotecaria
Dott.ssa Maria Cristina Caria

Referendario consiliare: S. Pintus
Funzionario consiliare: B. Balzano
Assistente consiliare: A. Maxia

 

INTERROGAZIONE N. 368/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 368/A

(pervenuta risposta scritta in data 22/01/2026)

INTERROGAZIONE SORGIA, con richiesta di risposta scritta, relativa all’opportunità di esposizione della bandiera della Regione Sardegna nelle sedi istituzionali statali e delle Forze dell’ordine e garanzia di bandiere in buono stato e correttamente dispiegate.

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Il sottoscritto,

PREMESSO che:
– il Decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2000, n. 121 (Regolamento recante disciplina dell’uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell’Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici) disciplina l’uso delle bandiere italiana ed europea nelle sedi delle pubbliche amministrazioni, stabilendo che esse devono essere esposte in buono stato e correttamente dispiegate;
– la legge 5 febbraio 1998, n. 22 (Disposizioni generali sull’uso della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell’Unione europea), consente alle Regioni di emanare norme integrative sull’uso delle bandiere nazionale, europea e regionale;
– la legge regionale 15 aprile 1999, n. 10 (Bandiera e inno della Regione), definisce la bandiera ufficiale della Regione Sardegna e ne regola l’uso;
– in occasione di consultazioni elettorali, la Regione ha disposto l’esposizione congiunta delle bandiere sarda, italiana ed europea, indicando criteri di posizionamento;
– non risulterebbe, al di fuori di tali contesti, una prassi consolidata o un obbligo per le sedi statali e delle Forze dell’ordine presenti in Sardegna di esporre la bandiera regionale, né un sistema di monitoraggio sullo stato e la corretta esposizione dei vessilli istituzionali;

CONSIDERATO che:
– l’esposizione della bandiera regionale nelle sedi istituzionali statali e delle Forze dell’ordine contribuirebbe a rafforzare il senso di identità e appartenenza dei cittadini sardi;
– la presenza di bandiere in buono stato e correttamente dispiegate è elemento di decoro e rispetto delle istituzioni;
– è opportuno che la Regione si attivi per garantire uniformità e correttezza nell’uso dei simboli istituzionali;

chiede di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere se:
1) se la Giunta regionale intenda richiedere formalmente alle Prefetture e alle rappresentanze statali in Sardegna di prevedere l’esposizione continuativa della bandiera della Regione presso le sedi istituzionali statali e delle Forze dell’ordine;
2) quali iniziative siano state intraprese o si intendano intraprendere per coordinarsi con il Ministero dell’interno e il Dipartimento per il cerimoniale di Stato al fine di uniformare le modalità di esposizione delle bandiere;
3) se sia previsto un monitoraggio periodico per garantire che le bandiere esposte (nazionali, europee e regionali) siano sempre in buono stato e correttamente dispiegate, e in caso negativo, per quale motivo;
4) chi sia individuato come responsabile tecnico e istituzionale per la verifica dello stato e della corretta esposizione delle bandiere presso le sedi dell’amministrazione regionale e, ove possibile, presso quelle statali e delle Forze dell’ordine;
5) se siano previste iniziative di formazione e sensibilizzazione del personale delle sedi regionali e statali sull’osservanza delle norme relative all’esposizione dei vessilli istituzionali.

Cagliari, 13 gennaio 2026

 

MOZIONE N. 93

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 93

CAU – PORCU – COZZOLINO, sulla modifica strutturale degli interventi di politica locale per l’occupazione destinati a pulizia, manutenzione e decoro delle strade provinciali, comunali e intercomunali.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– la Giunta regionale ha programmato per l’esercizio finanziario 2025, con deliberazione 17 dicembre 2025, n. 66/33 (Interventi per l’occupazione in favore degli enti locali per attività di pulizia, manutenzione e decoro delle strade provinciali, comunali e intercomunali), un intervento di politica attiva del lavoro destinando cinque milioni di euro a favore degli enti locali per attività di pulizia, manutenzione e decoro delle strade provinciali, comunali e intercomunali e loro pertinenze, incluse le strade vicinali-consortili di fatto ad uso pubblico;
– l’intervento è finalizzato a garantire la sicurezza della circolazione stradale, prevenire il degrado ambientale e gli incendi, migliorare il decoro e, conseguentemente, la qualità della vita dei cittadini;
– per l’attuazione, è stato individuato quale organismo tecnico l’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL) e la copertura finanziaria è stata posta a valere sulle risorse del capitolo di spesa SC06.1608, nell’ambito delle politiche attive del lavoro previste dal bilancio regionale 2025;

CONSIDERATO che:
– le esigenze di pulizia, manutenzione e messa in sicurezza della rete viaria secondaria e di prossimità sono strutturali e ricorrenti, soprattutto nei territori interni, nelle aree marginali e nei contesti maggiormente esposti al rischio di incendi e di abbandono di rifiuti;
– la programmazione di cantieri occupazionali, se resa stabile, può generare effetti positivi sia in termini di inclusione lavorativa e rafforzamento dell’occupabilità, sia in termini di cura del territorio, prevenzione e sicurezza;

RILEVATO che interventi episodici, non accompagnati da criteri omogenei e da un quadro pluriennale, rischiano di produrre discontinuità operativa e minore efficacia, con difficoltà di pianificazione per gli Enti locali e per i servizi per l’impiego;

RITENUTO OPPORTUNO:
– adottare criteri trasparenti e omogenei di riparto e selezione degli enti beneficiari (comuni, unioni di comuni, province/città metropolitana, altri enti locali ammessi), basati su indicatori oggettivi quali estensione e criticità della rete viaria, vulnerabilità ambientale e rischio incendi, densità abitativa, tasso di disoccupazione e fabbisogno manutentivo, con particolare attenzione ai territori interni e alle aree marginali;
– confermare l’ASPAL quale organismo tecnico attuatore, definendo procedure semplificate e standardizzate, nonché forme di assistenza tecnica agli Enti locali per la predisposizione dei progetti e la gestione amministrativa;
– garantire che i cantieri occupazionali siano attivati nel rispetto della disciplina regionale in materia di servizi e politiche per il lavoro (legge regionale 17 maggio 2016, n. 9 Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro), prevedendo priorità di inserimento per disoccupati di lunga durata, soggetti fragili, over cinquanta e residenti nei territori interessati, unitamente a percorsi minimi di formazione su sicurezza, antincendio e tutela ambientale;
– mantenere espressamente l’ammissibilità degli interventi anche sulle strade vicinali-consortili non formalmente cedute ai comuni ma utilizzate per uso pubblico, in coerenza con le finalità di sicurezza e prevenzione;
– promuovere il coordinamento tra Assessorati competenti (lavoro, enti locali, trasporti/infrastrutture, ambiente e protezione civile) e con gli enti territoriali, al fine di integrare la misura con le azioni di prevenzione incendi, di contrasto all’abbandono dei rifiuti e di manutenzione ordinaria programmata;
– istituire un sistema di monitoraggio e valutazione dell’intervento, con indicatori minimi (numero di lavoratori coinvolti, ore lavorate, chilometri/aree interessate, quantità di rifiuti rimossi, segnalazioni di criticità risolte), prevedendo una relazione annuale al Consiglio regionale sull’attuazione e sui risultati conseguiti;
– valutare, d’intesa con il Consiglio delle autonomie locali, la possibilità di meccanismi premiali (cofinanziamento, premialità per progettualità sovracomunali e continuità manutentiva) per migliorare l’efficacia e la stabilità dell’azione nel tempo,

impegna la Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a rendere strutturale e pluriennale, a partire dal bilancio 2026 e successivi, la misura di politica locale per l’occupazione dedicata a pulizia, manutenzione e decoro della viabilità provinciale, comunale e intercomunale, prevedendo una dotazione annuale stabile non inferiore a quella programmata per il 2025, da adeguare sulla base del fabbisogno e delle risorse disponibili;
2) a prevedere, nella programmazione finanziaria e nei documenti di indirizzo delle politiche attive del lavoro, una specifica linea di intervento denominata “Splendi, Sardegna!” e un cronoprogramma annuale, assicurando la tempestiva pubblicazione degli avvisi e l’avvio dei cantieri in tempi compatibili con le esigenze di prevenzione (in particolare in relazione alla stagione a rischio incendi).

Cagliari, 13 gennaio 2025

Il Presidente Comandini interviene su dimensionamento scolastico

Cagliari, 13 gennaio 2026 – Aprendo i lavori della seduta congiunta del Consiglio regionale con il Consiglio delle Autonomie Locali (Cal), il presidente Piero Comandini ha ricordato l’importanza del rispetto reciproco tra le istituzioni (“Consiglio, Giunta, amministrazioni comunali”) e l’obiettivo unitario del perseguimento dell’interesse delle comunità locali. Ha, quindi, richiamato quanto accade in queste sul dimensionamento scolastico: “sul tema abbiamo voluto difendere la nostra regione e le nostre Comunità, non in termini ideologici ma tenendo conto della conformazione del territorio sardo. Ogni regione italiana ha le sue peculiarità ed è diversa dalle altre e le condizioni e le difficoltà per i nostri studenti non sono le stesse di altri ragazzi italiani: percorrere ogni giorno anche solo venti chilometri, per gli studenti sardi significa perdere ore e per questo è importante che possano avere un’organizzazione scolastica diversa. Prevedere un dimensionamento differente, regione per regione, non è cercare una contrapposizione con lo Stato, ma far rilevare le differenze che esistono tra territori. Per questo chiediamo maggiore autonomia, anche per difendere le nostre comunità locali”.