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Resoconto della seduta n. 65 del 09/07/2020

LXV Seduta

Giovedì 9 luglio 2020

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 28.

DERIU ROBERTO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 23 giugno 2020 (59), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Domenico Gallus, Diego Loi, Ignazio Manca e Pietro Moro hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 9 luglio 2020.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge: Mula - Giagoni - Mura - Sechi - Salaris - Cocciu - Caredda. Modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2019, n. 22 (Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2019 (Proroga di termini)) e norme di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale (153/A - parte seconda).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge numero 153/A parte II.

Do lettura per correttezza della decisione circa l'ammissibilità o la decadenza degli emendamenti ammessi. E in questo senso comunico che i lavori riprendono con la messa in votazione dei seguenti emendamenti agli emendamenti dell'emendamento numero 694, numero 1013 e 1015, pagine 7 e 8 del volume 1 "emendamenti agli emendamenti". Per il prosieguo della discussione si comunica che dopo un attento esame tecnico saranno ammessi alla votazione esclusivamente i seguenti emendamenti: saranno ammessi i sostitutivi parziali l'emendamento numero 694, quelli che ovviamente elencherò sono quelli teoricamente ammessi, dopodiché verrà considerata, successivamente, l'effetto preclusivo a seguito della votazione degli stessi emendamenti, nel senso che ulteriori emendamenti potranno decadere una volta votati degli altri. Però teoricamente do lettura degli emendamenti che sono stati ammessi e in particolare i numeri 996, da pagina 41 a pagina 51, del volume 1, questi qua elencherò. Allora li trovate da pagina 41 a pagina 51 del volume 1; il 996 ammesso. il 997 e il 998 vengono votati insieme. Ammesso altresì il 999, il 1001 e il 1002 vengono messi insieme in votazione, il 1003, il 1004, il 1005, sempre a pagina 51 del volume 1. Dopodiché sono ammessi, e passiamo a pagina 57 e 58, sono ammessi gli emendamenti numero 1018 e 1020. Poi si prosegue con il 1024 e il 1025, pagina 61 e 62. Si procede alla votazione, dopodiché viene messo in votazione il 694, però questo lo vediamo successivamente.

Quindi ora iniziamo con la votazione del 1013 e 1015 a pagina 7 e 8.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Intanto una comunicazione sull'ordine dei lavori. Stamattina sarà presente davanti al Consiglio regionale, così ci è stato annunciato attraverso una lettera inviata a tutti i Capigruppo, una delegazione dei sindacati della sanità che chiedono un incontro appunto per sottoporre al Consiglio regionale una serie di problematiche. Sarebbe utile se non alle 11 magari alle 12 si potesse incontrare appunto attraverso una delegazione da lei costituita le rappresentanze dei sindacati. E poi appunto lei ha citato adesso gli emendamenti ammessi e poi si vota il 694 e quindi cioè questa analisi riguarda di fatto il volume 1 degli emendamenti all'emendamento non è entrato nel merito degli aggiuntivi, quello sarà una sua analisi successiva se ho capito bene? Okay, va bene.

PRESIDENTE. Bene, quindi mettiamo in votazione gli emendamenti numero 1013 e 1015, pagina 7 e 8 del volume 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Stiamo discutendo il 1013? Intanto per chiedere la votazione elettronica per questo emendamento e in questo caso ci consente di riprendere esattamente dove abbiamo lasciato l'ultima discussione. In questo caso la proposta emendativa è volta a eliminare l'oggetto del contendere, quella eliminazione della pianificazione congiunta sinora contenuta nelle disposizioni applicate sino ad oggi, anche in queste ore le disposizioni vigenti sono applicate, considerando la disposizione attualmente in vigore, e questo emendamento sanerebbe una volta per tutte quella interpretazione autentica che di autentico non ha niente. Il significato della legge, l'interpretazione che è stata data alla legge negli ultimi 14 anni è esattamente quella che scaturirebbe dall'approvazione di questo emendamento, la pianificazione congiunta con il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo è sicuramente una costante dell'interpretazione che è stata data in passato alla legge, per cui io chiedo al Consiglio di approvare questo emendamento, e credo sia doverosa una riflessione su questi temi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Grazie Presidente. Presidente, io le chiederei una sospensione di dieci minuti per il semplice motivo, no, no, perché c'è un emendamento che lei ha citato e che abbiamo bisogno di due minuti due contatti per vederlo. Poi per quanto qualcuno sta facendo notare, giustamente, io sollecito ancora quel famoso regolamento, Presidente, perché lei continua a convocare l'Aula per le ore 10. Secondo me è troppo presto, bisognerebbe convocarla un po' più tardi perché la gente, siccome è molto affaticata e si presenta in quest'Aula quando gli pare, le chiediamo ancora una volta la modifica regolamentare, Presidente, come si faceva una volta alle 10, alle 10 chiediamo la verifica del numero legale, chi non è presente iniziamo a fare un altro ragionamento.

PRESIDENTE. Onorevole Mula, sono assolutamente d'accordo perché sembra che il Consiglio regionale non si possa convocare se non prima di mezzogiorno, e questo è un fatto assolutamente censurabile.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io sono d'accordo sulla richiesta fatta dall'onorevole Mula, che è un fuoriclasse, nel senso che ha chiesto i dieci minuti per l'emendamento, ma era giustamente per il numero legale. Sono d'accordissimo con lui, si stabilisce un orario, si fa l'appello, e chi non è in Aula viene considerato assente perché veramente non se ne può più. Siamo da un anno e mezzo che arriviamo qui, i soliti noti presenti, e poi gli altri che chiaramente, come dice l'onorevole Mula, sono molto affaticati, non riescono ad arrivare in tempo e quando arrivano stanno anche qui a chiacchierare. Quindi sono assolutamente d'accordo, io la sospensione la chiedo di mezz'ora, non di dieci minuti, fosse possibile, perché abbiamo un emendamento anche noi da vedere.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per una sola volta sino alle ore 11, riprenderà alle ore 11.

Comunque sono assolutamente d'accordo sulla modifica regolamentare per introdurre dei meccanismi che invoglino, visto che la responsabilità purtroppo non è sufficiente, tutti i consiglieri ad essere puntuali non con un incentivo, ma assolutamente il contrario, penalizzando chi non si presenta puntualmente in Aula. Sarà mia cura portare questa modifica al Regolamento e spero, sono sicuro che trovi piena e unanime condivisione.

Il Consiglio è sospeso, riprenderà alle ore 11.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 41, viene ripresa alle ore 11 e 05.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi consiglieri di riprendere posto in aula. Riprendiamo i lavori. Scusate, stiamo riprendendo i lavori. Però è veramente deprimente, lo voglio dire io, assistere a una situazione come quella odierna, cioè vedere ripetutamente che manchino tanti colleghi consiglieri all'appello proprio quando il Consiglio è convocato, è un fatto inaccettabile, è un fatto assolutamente inaccettabile e non scusabile in nessun caso, non è rispettoso per le migliaia di lavoratori che invece sono costretti a lavorare, puntualmente recarsi al lavoro, puntualmente, certamente non alle 10 del mattino, non alle 11, ma magari alle 7, alle 6, facendo magari centinaia di chilometri. Quindi, veramente l'appunto e la sottolineatura che faccio a questo comportamento esecrabile è assoluto, quindi veramente delusione per un comportamento che non ha alcuna giustificazione.

Proseguiamo quindi con i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Nel condividere il suo appello, anche perché il Consiglio regionale era convocato alle 10 e non alle 11 e 10, e quindi i consiglieri regionali sono pagati lautamente per essere presenti all'interno di quest'Aula e non per girare in tutti i palazzi e fare tutt'altro. Però il mio intervento è sull'ordine dei lavori, ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento, Presidente, per chiedere la sospensione del provvedimento e il ritorno in Commissione. È avvenuto un fatto che è nuovo, ossia il comunicato della ministra De Micheli, che annuncia l'approvazione in Consiglio dei Ministri dell'iter, del progetto della Sassari-Alghero, ciò naturalmente è un fatto positivo dal nostro punto di vista che però, se doveste continuare a perpetrare nell'approvazione di questa legge, potrebbe creare un danno e non una risposta positiva nei tempi per la realizzazione dell'opera. Quindi, ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento e considerate anche le parole del presentatore della norma che giustificava il provvedimento con la necessità di accelerare l'iter della realizzazione dell'arteria stradale, chiediamo il ritorno in Commissione perché l'approvazione di questo provvedimento, così come è scritto, potrebbe creare ulteriori rallentamenti alla realizzazione dell'opera e non dei benefici. Apprezziamo anche il lavoro dell'Assessore dei lavori pubblici, che aveva già annunciato questo aspetto, naturalmente attraverso una concertazione con il Ministero, meno quello di chi tenta continuamente di approvare leggi che rischiano di essere impugnate e che naturalmente avranno come conseguenza dei tempi di realizzazione molto lunghi per la strada.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Per tentare di suggerire, voglio accodarmi anche io alle parole dell'onorevole Lai, perché mi sembra un fatto nuovo, assolutamente degno di nota per i lavori dell'Aula. Non so se il torcicollo dell'Assessore, oppure se mi sta già rispondendo, io volevo semplicemente segnalare che c'è questo fatto nuovo, cioè il Ministro è uscito dicendo: "Stiamo chiedendo l'iscrizione al Consiglio dei Ministri di questa pratica". Poi devo dire che qualcuno ha separato nei ragionamenti la Sassari-Alghero dall'interpretazione autentica del PPR, faccio riferimento al Presidente della Commissione, però altri invece l'hanno unito. Quindi si tratterebbe di allinearsi, a noi sembra una notizia rilevante, degna di un approfondimento anche da parte vostra, dopodiché è chiaro, voi siete la maggioranza e fate quello che ritenete però, ecco, tenete presente che c'è un fatto rilevante, molto degno di attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, io la inviterei la inviterei non solo a continuare i lavori, ma di andare anche in maniera spedita, perché l'onorevole Lai, probabilmente in uno stato confusionale, si dimentica che la ministra De Micheli, con tutto il bene che possiamo volere alla Ministra, comunica oggi di voler mandare il provvedimento in Consiglio dei Ministri, di volerlo mandare, non era nel decreto, come diceva qualcuno, semplificazioni, non c'era, manderà al Consiglio dei Ministri, quindi fino a oggi si è fatto zero, non è che sta comunicando quello che qualcuno diceva "è dentro il decreto semplificazioni, state tranquilli", no, lo manderà al Consiglio dei Ministri, quindi, Presidente, io la invito ad andare avanti assolutamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Parto da quel che ci è stato detto riguardo ai lavori dell'Aula e al testo che è in discussione; ci è stato comunicato, nel corso delle Commissioni e nel corso anche del dibattito che è durato ore e ore nelle giornate di discussione, che il provvedimento era indispensabile e necessario per avere una copertura legislativa riguardo un iter, che era quello di vincoli sui quali si doveva intervenire, per poter dare il via libera al tratto di strada della Sassari-Alghero e al versante Olbia-Arzachena, quindi l'altra questione contenuta nel testo, tant'è vero che quando abbiamo sollevato la questione, che ci sembrava una scusa quella di voler intervenire con una norma del genere per le due strade, c'è stato detto che era pretestuoso e non fondato il nostro ragionamento perché la norma derivava ed era voluta, e addirittura era stata concordata e quasi richiesta come indispensabile per sbloccare le due strade. Ora, quel che dice l'onorevole Mula non corrisponde esattamente al vero, nell'ambito almeno del paragone tra i due strumenti; vi sono alcune opere, poi discuteremo di queste opere, contenute nel decreto semplificazione, cosa che abbiamo appreso dai giornali, che sono alcune dighe e poco più, che avevano un iter differente, per una complessità di questioni e di annose vicende legate al passato, e tralascio tutte le questioni perché andremo lunghi se dovessimo affrontare ogni singola diga e tutte le dinamiche che hanno interessato quelle vicende nel passato. Per quanto riguarda la strada non era sufficiente l'inserimento nel decreto semplificazioni, perché la strada aveva purtroppo già ottenuto pareri negativi dagli stessi organismi del Mibact, diverso dal Ministero dei trasporti, che a fronte della richiesta, ricorderete, di andar spediti e poter utilizzare quel tratto di strada, venne posto un no per le questioni legate ai vincoli, quindi stiamo parlando di due cose differenti. Tant'è vero che il provvedimento era annunciato come discussione possibile nell'ambito del Consiglio dei Ministri nella giornata di giovedì scorso, poi è sorto un problema ulteriore di interlocuzione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cocciu Angelo. Ne ha facoltà.

ANGELO COCCIU (FI). Grazie e buongiorno a tutti. Parlo come Capogruppo a nome dell'intero Gruppo di Forza Italia, penso Presidente che abbiamo un'unica soluzione oggi da seguire, ed è quella di continuare, abbiamo fatto una campagna elettorale dove abbiamo detto e rivendicato tante posizioni, non possiamo assolutamente tirarci indietro, non abbiamo più voglia di giocare, quello che è stato detto non corrisponde alla realtà ma è una mezza verità, noi crediamo in questo provvedimento, sono stati presi degli impegni la settimana scorsa già disattesi, siamo arrivati ad oggi per approvare questo documento definitivo che noi fortemente vogliamo, in cambio di quello che abbiamo visto ieri, quindi se per la seconda volta in una settimana a cavallo tra due settimane la minoranza non ha assolutamente voglia di mantenere quelli che sono i loro impegni forse ne avranno anche diritto, però noi abbiamo un diritto sacrosanto sancito dalla nostra elezione, di continuare e portare avanti questo provvedimento. Per rispetto nei confronti di un amico di maggioranza non racconto cosa è successo qualche minuto fa, siamo stati contattati da un autorevole persona del centrosinistra per chiedere un'informazione. Non voglio dire nient'altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Mi accodo a quanto dichiarato dai miei colleghi della minoranza, evidentemente qualche minuto fa è intervenuto in questa storia un fatto di grossissima rilevanza, che non può chiaramente essere nascosto da argomentazioni che in questi venti giorni, o quasi un mese, abbiamo sentito da parte della maggioranza, che sono argomentazioni che i fatti dimostrano assolutamente futili e inconsistenti, io faccio i complimenti all'assessore Roberto Frongia per la sua grande opera diplomatica che ha portato alla risoluzione…

PRESIDENTE. Mi Scusi, onorevole Li Gioi, ci siamo dati un ordine dei lavori, che è quello di discutere di discutere questo argomento, se gli interventi sull'ordine dei lavori sono tesi a porre una questione sospensiva o pregiudiziale io la metto al voto, però non interveniamo 60 consiglieri per chiedere la stessa cosa. L'intervento dell'Onorevole Lai è stato chiarissimo, non ha necessità di essere specificato o motivato da nessuno di voi, quindi vi chiedo da questo punto di vista un ordine proprio dei lavori che non ci impedisca di svolgere l'ordine del giorno che oggi abbiamo in discussione.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Perfetto, io sto intervenendo a nome del Gruppo movimento cinque stelle, faccio anche parte della Commissione, sono Vicepresidente della quarta Commissione quindi ho seguito i lavori dal primo momento, con la consapevolezza che si doveva arrivare alla notizia che oggi ci è giunta. L'ho sostenuto e l'abbiamo sostenuto la minoranza sin dal primo momento, per cui riteniamo che oggi cade e viene completamente finalmente svelato il bluff e il castello di carte, o il castello di sabbia, visto che siamo a luglio, cade completamente. Questa è la nostra posizione e quindi vorremmo che legittimamente quanto dichiarato dal Consigliere Lai andasse in porto.

PRESIDENTE. Metto in votazione la proposta dell'onorevole Lai per alzata di mano.

Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Benissimo, quindi andiamo avanti.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, ci dia il responso del voto, quanti hanno votato a favore e quanti contro.

PRESIDENTE. Il Segretario e i Segretari possono certificare che il Consiglio ha respinto.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per comprendere i motivi della inammissibilità degli emendamenti che non ha citato in premessa, se potevo sapere la motivazione.

PRESIDENTE. La motivazione è frutto di un esame tecnico da parte degli Uffici. Alcuni emendamenti non hanno contenuto normativo, altri aggiungono solamente degli avverbi, comunque l'esame è stato fatto in maniera rigorosa e sono stati espunti solamente gli emendamenti obiettivamente inammissibili, peraltro anche tenendo, così come ho avuto modo di fare nelle scorse sedute, un metodo assolutamente ampio. Quindi è così.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Posso?

PRESIDENTE. Andiamo avanti, poi quando…

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Ho capito, però se posso terminare…

PRESIDENTE. No, ma su questo argomento non c'è discussione.

Siamo agli emendamenti numero 1013 e 1015. Non c'è nessun altro iscritto a parlare, quindi metto in votazione gli emendamenti.

LAI EUGENIO (LEU). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 1013 e 1015.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ora passiamo all'emendamento numero 996, pagina 42.

Ha domandato di parlare il consigliere Li Gioi Roberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Chiaramente questo emendamento è in linea con quelli che abbiamo presentato in questi giorni di battaglia, di questa battaglia che stiamo portando avanti in questo Consiglio regionale, e chiaramente sostituire le parole "in ogni caso" con "in taluni casi espressamente previsti con legge regionale" vuol dire ritornare a quella che è la situazione preesistente, cioè la situazione che dà la possibilità alla nostra Regione di essere tutelata da…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate, lasciate intervenire il consigliere Li Gioi. Prego onorevole Li Gioi.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Mi fa recuperare, Presidente? Se è così gentile…

PRESIDENTE. Quando intervengo io il timer viene sospeso automaticamente, quindi non le toglierò neanche un secondo.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Stavo dicendo che l'intento di questa maggioranza di spazzare via tutti i vincoli del PPR è evidentissimo in questo emendamento perché noi vogliamo, appunto, mettere freno a questa volontà violenta che vuole riportare la situazione della nostra isola a quando essa…

PRESIDENTE. Scusate! Avete dei cellulari accesi! Grazie.

Prego onorevole Li Gioi. Se vuole può riniziare daccapo.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Sì perfetto, la ringrazio, gentilissimo. Allora rinizio il mio intervento appunto preannunciando il voto favorevole a questo emendamento, che ha prima firma dell'onorevole Valter Piscedda, perché con questo emendamento vogliamo rimettere la situazione a quella precedente, cioè vogliamo lasciarla così come è, e vogliamo, quindi, evitare che queste parole in ogni caso spazzino completamente tutti i vincoli previsti al PPR sulla fascia costiera, per quanto riguarda i beni identitari e per quanto riguarda l'agro. Questo non perché siamo dei retrogradi o siamo degli ideologisti che non hanno coscienza della realtà, ma semplicemente perché vorremmo che determinati interventi vengano fatti cum grano salis e quindi tutelando quelle che sono le bellezze della nostra terra. Noi fin dal primo momento abbiamo sostenuto che questa legge era un tentativo becero di scardinare il PPR. La notizia che è arrivata oggi sullo sblocco della Sassari-Alghero dimostra che, se qualcuno ha parlato prima di mezze verità, questa era una balla colossale, balla colossale che finalmente è stata definitivamente smascherata, e quindi è chiaro che noi continuiamo imperterriti in questo nostro atteggiamento di opposizione a questo tentativo poiché siamo consapevoli, come lo eravamo dall'inizio, da quando quel giorno in Commissione ci è stata presentata la proposta di legge, che poi è stata stralciata nella prima parte perché sarebbe stata ancora più ridicola, sin da quel momento eravamo consapevoli dell'obiettivo di questa maggioranza sardo-leghista.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento all'emendamento e per chiarire alcune questioni. È stata stralciata una serie di emendamenti e la motivazione è il contenuto normativo autonomo rispetto al testo che vanno ad emendare, che può essere comprensibile, anzi è comprensibile, però non è comprensibile perché se lei fa passare questa linea dovrebbe dichiarare inammissibile l'emendamento della Giunta, il numero 694, a pagina 86, perché rispetto al testo dell'articolo che vuole emendare non ha alcun contenuto normativo autonomo visto che è sostanzialmente identico al testo. Questo l'abbiamo ripetuto più volte, nel senso ci sono alcuni emendamenti ancora da discutere qua, emendamenti all'emendamento, che effettivamente sono importanti, per cui magari cerchiamo di comprendere, perché anche l'emendamento 694 dovrebbe essere, se tale principio passa, inammissibile perché non cambia di una virgola il testo, considerando addirittura che il comma 2 dell'articolo 2 rimane nell'emendamento invariato. Quindi io vorrei chiederle questo, se possiamo rivedere alcuni emendamenti che dovremmo continuare a discutere. Per il resto mi associo a quanto hanno espresso i Consiglieri prima di me. È chiaro che le condizioni al contorno sono venute a cambiare, oggi è arrivata una dichiarazione forte da parte della Ministra che dichiara la volontà di risolvere in maniera puntuale e anche abbastanza celere la risoluzione per il completamento della strada Sassari-Alghero, è chiaro che il testo che state portando non ha più senso di esistere. Considerando i commi 3 e 4, che parlano esplicitamente della strada Sassari-Alghero, mi sembra inopportuno continuare a insistere su un testo che non ha proprio più senso di essere portato avanti. Poi se voi volete rimarcare, invece, la necessità di portare l'interpretazione autentica per altri motivi state sottoscrivendo tutto ciò che noi vi avevamo detto in questi giorni, ovvero la volontà di approvare una norma retroattiva per fare cose e considerare anche delle questioni che sono…

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Orrù. Vi chiedo la cortesia di osservare un po' di silenzio quando parlano i vostri colleghi. Se non avete interesse a ciò che stanno dicendo potete recarvi al bar, va benissimo, però consentite ai vostri colleghi di poter esprimere liberamente e senza distrazioni o disturbi ciò che vogliono esprimere in Aula, ribadisco chi non ha interesse si prenda gli Ipad, gli Iphone, quello che vuole, in silenzio, ma consentite ai vostri colleghi di intervenire, grazie.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Dicevo, è chiaro che nel momento in cui c'è questa presa di posizione forte da parte del Ministero, quindi un organo istituzionale al pari del Governo regionale, un organo istituzionale, non possiamo assolutamente far altro che rispettare l'istituzione e chiedo addirittura la sospensione di questo provvedimento che non ha davvero più senso di esistere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'emendamento interviene anch'esso come gli altri presentati ovviamente cercando di correggere un testo che a questo punto non si capisce perché debba essere approvato, né più né meno abbiamo una situazione dove un provvedimento adottato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri potrebbe sbloccare, come è stato detto, la strada Sassari-Alghero. Voi intervenite con una norma cercando di superare la copianificazione, in modo tale da poter in solitudine approvare la Sassari-Alghero. Io non vorrei che il provvedimento di legge fosse l'elemento oggi, vista l'evoluzione, visto l'annuncio di adottare una approvazione anche da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Consiglio dei Ministri tutto, non vorrei che questa cosa creasse l'ennesimo cortocircuito, perché oggi chiaramente c'è una condivisione della scelta con il Ministero… se noi in una fase in cui il Ministro pone all'attenzione del Consiglio dei ministri l'approvazione superando alcuni problemi che ci sono stati della Sassari-Alghero o della Olbia Arzachena, e noi interveniamo con una norma sottraendo quella competenza al Ministero, eliminando la copianificazione, quindi vanificando il lavoro fatto fino ad oggi, non vorrei che questa cosa creasse un corto circuito su chi ha titolo realmente per intervenire, al netto del fatto che poi la legge possa essere immediatamente operativa, ma rischiamo a fronte di una decisione di approvazione di quel provvedimento a breve, che per ulteriori sei mesi, in attesa di una decisione, in questo corto circuito normativo creato da un intervento possibile del Consiglio dei Ministri, e una norma che sottrae l'intervento di copianificazione quindi il coinvolgimento del MIBACT, si possa generare addirittura per il suo territorio Presidente, un ostacolo in più nuovo, addirittura creato da noi. Io penso che un approfondimento possa servire a tutti, sia utile, ci è stato anche detto che la norma era concordata col Ministero, cioè che era richiesto questo provvedimento dal Ministero, non c'è traccia di questa richiesta. Mi rivolgo in particolar modo a lei Presidente, perché lei viene da quel territorio e sa perfettamente qual è l'attesa che c'è, e se scopriamo che questo testo mette un paletto, un ostacolo nuovo, io non penso che ci sia una serenità per coloro come lei, altri, che provengono dal territorio, ma arrivo a dire per tutti noi, perché poi non è che noi non frequentiamo il Nord Sardegna o non ci piacerebbe percorrere strade comode in tutta la Sardegna sicure e ben realizzate, quindi penso che sia un interesse di tutti, almeno un approfondimento tecnico, una richiesta agli uffici, non a noi, a una parte che si colloca all'opposizione, ma a coloro che possono darci una mano d'aiuto. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Siamo all'emendamento numero 996. Insomma, un altro buon emendamento, dove noi cerchiamo di riportare l'attenzione del tema e come anche precedentemente hanno fatto i miei colleghi, naturalmente su questo emendamento ci sarà il mio voto favorevole perché innanzitutto va detto che le notizie che giungono da Roma ci fanno pensare, anzi non solo pensare, che questa legge non ha molto senso ancora di portarla avanti oppure bisogna dichiarare quali fini la maggioranza nel portarla avanti vuole farlo, sarebbe più utile per tutti, per tutti i sardi e anche per l'Aula. Perché andare avanti su questo testo, senza anche accettare gli emendamenti che l'opposizione in maniera responsabile e soprattutto…

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Ciusa, allora sia chiaro, non abbiamo fretta, quindi l'Aula si concluderà anche tra tre giorni, io farò recuperare il tempo perso dal chiacchiericcio, quindi lei interviene comodamente, riprende la parola quando ci sono le condizioni, non abbiamo fretta, quindi io penso che si possa chiacchierare fuori, se lo si vuole fare in Aula abbiamo tutta la notte per farlo, però assicurerò a qualsiasi consigliere di poter intervenire liberamente senza essere disturbato.

CIUSA MICHELE (M5S). Appunto dicevo che ci stiamo confrontando ormai su questo testo che, come dicevo sulle notizie da Roma, ci fanno pensare che non ha più senso andare avanti nella discussione, però visto che ci siamo noi continuiamo a proporre gli emendamenti come questo, che è appunto un emendamento che cerca di migliorare un testo che non vedrà mai il nostro voto favorevole proprio perché è necessario fare una discussione più ampia e più ragionata, quindi anche la proposta che prima è stata bocciata dell'onorevole Lai di ritornare in Commissione aveva veramente senso, perché se noi non affrontiamo questi temi in maniera ampia con condivisione, ascoltando tutti i tecnici del settore, rischiamo poi veramente di mettere paletti, come stava dicendo prima l'onorevole Zedda, e noi dobbiamo evitare, dobbiamo semplificare, rendere facile e soprattutto fare delle leggi che vengono capite, recepite dai sardi. Ma qui in questo caso ancora c'è la volontà di perseguire, andare appunto a colpire le coste, l'agro, i beni identitari, tutto questo per noi non è appunto negoziabile, però se troviamo la volontà di leggere attentamente questo emendamento e i successivi, probabilmente riusciremo a trovare una sintesi che possa appunto dare un miglior ragionamento e un miglior testo che poi entrerà in vigore. Quindi io ribadisco il mio voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Mi sembra doveroso da parte mia che sono il primo firmatario di questo emendamento, intervenire e provare a spiegarlo, però volevo anche, guardando in faccia la collega Orrù e il collega Piu, direi che i loro nomi ci sono, volevo spiegare la ratio di questo emendamento, perché sembra uno di quegli emendamenti fatti per disturbare, per perdere tempo, invece no, è un emendamento di merito, cioè nel senso che ovviamente noi abbiamo fatto una sequenza di tentativi, prima abbiamo tentato di togliervi l'emendamento, poi non ci siamo riusciti, di togliervi il vostro emendamento ovviamente, non ci siamo riusciti, allora stiamo provando a correggerlo e quindi vi stiamo dicendo, anziché dire che in ogni caso quelle opere sono sottratte alla copianificazione, in taluni casi, in modo da salvarne degli altri. Ricordiamoci cosa state facendo, beni identitari, agro e fascia costiera, voi state chiedendo che questi vengano sottratti in ogni caso alla copianificazione, visto che non siamo riusciti a smontare questo castello, noi vi stiamo proponendo di dire in taluni casi, in un caso come quello di specie, la Sassari-Alghero ad esempio, che ormai sta arrivando a conclusione in virtù del comunicato che abbiamo saputo oggi, ciò non servirebbe, anzi rischierebbe quasi di costituire un vulnus nel percorso che si sta facendo, di cui non sappiamo neanche come potrebbe finire, quindi sarebbe opportuno non toccare, lasciare che il percorso ordinario arrivi a compimento. Ciò detto, suggerirvi questa modifica è un atto di collaborazione da parte nostra, proprio per dire che ci sarebbe la disponibilità a ragionare su un'ipotesi come questa, addirittura ve la stiamo proponendo, e non è in contraddizione rispetto a tutto quello che abbiamo detto prima, potrebbe sembrarlo Assessore, ma non lo è. Perché, ripeto, il tentativo è stato prima di togliere completamente quell'emendamento, non ci siamo riusciti, allora stiamo dicendo non in ogni caso, ma solo in taluni casi evitate l'interpretazione autentica, questo è lo spirito costruttivo con il quale ci stiamo ponendo con questo emendamento, lo mettiamo a vostra disposizione e siamo fiduciosi che possiate quantomeno a ragionarci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, siamo arrivati ad oggi, è stato un dibattito appassionante, intenso, anche se diciamo che è stato un dibattito a senso unico, visto che dalla parte sinistra dell'emiciclo sono arrivate ben poche repliche, la mia sinistra collega Mura, sia per la volontà della maggioranza di andare più spediti possibile, e non perché questa norma porti alcun tipo di giovamento alla Sardegna, ma solo per evitare che la sua approvazione intervenga successivamente al voto in Consiglio dei Ministri, che ne decreterà la totale inutilità, quantomeno in riferimento alle intenzioni che la maggioranza vorrebbe presentare come sottese all'introduzione di questa norma, ovvero lo sblocco della quattro corsie, questa esigenza di speditezza però ha fatto sì che appunto il dibattito denotasse non solo la volontà della maggioranza di andare velocemente, ma anche la mancanza di contenuti. Perché se ci fossimo confrontati sui contenuti io sono sicuro che, per quanto contingentati, comunque sarebbero arrivati dall'altra parte dell'Aula delle osservazioni, delle controbattute, dei riferimenti a qualsiasi tipo di idea che la maggioranza ha per quanto riguarda la gestione del nostro agro, la gestione dei nostri beni identitari, la gestione ma sopratutto la protezione di queste cose e delle nostre coste. Così non è avvenuto, si è paventata la possibilità che venga discusso, introdotto un piano paesaggistico regionale nuovo, ragionato, successivo, moderno, di questo neanche l'ombra, come di tantissime delle cose che questa maggioranza ha prospettato, che non ha ancora presentato, che molto probabilmente non presenterà. Noi siamo qui, siamo arrivati fino ad oggi, non per fare una sterile opposizione, uno sterile ostruzionismo, ma per portare le nostre idee, per attivare e per accendere un confronto con la maggioranza. La richiesta di confronto è stata declinata numerose volte, ma noi rimaniamo fermi nelle nostre posizioni, rimaniamo fermi su quelle che sono le nostre idee, che vorremmo condividere con voi, facendo crescere la Sardegna e magari riuscendo a giungere un giorno, chi lo sa, a ad avere un nuovo piano paesaggistico regionale, perché nessuno da questa parte dell'Aula ha mai detto che il Piano paesaggistico regionale non debba essere cambiato, non debba essere innovato, ma nessuno qua può condividere e può accettare che questo venga cancellato, questo no, questo mai, perché aprirebbe un'autostrada agli speculatori, agli affaristi, diminuirebbe il valore naturalistico della nostra isola…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Presidente, colleghe e colleghi, membri della Giunta. Presidente vorrei avere almeno la sua attenzione, non dico quella dall'aula.

PRESIDENTE. Sì, la ascolto sempre con grande interesse, perché i suoi interventi sono arguti, dotti, e quindi insomma sono sempre interessanti da ascoltare. Prego.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, la ringrazio. L'ho già ribadito nelle precedenti sedute, in ragione di questo argomento, sulla modifica della PPR, tra l'altro anche retroattivamente, per me il PPR non è un testo sacro, quindi lo ribadisco in quest'aula, anzi potrebbe essere aggiornato, migliorato, magari pensare anche al PPR delle aree interne, quindi pensare a quell'obiettivo che ritengo utile per i sardi, che è quello dell'integrazione tra la costa e l'interno, e lo si fa attraverso anche la possibilità di cercare di gestire e tutelare il nostro paesaggio, i nostri beni identitari, la nostra costa, il nostro agro.

Vede, Presidente, oggi noi vi abbiamo smascherato, la realtà è questa, e io non vorrei anche come dire additarvi di ladri del nostro futuro, quindi del nostro paesaggio, vorrei che questa che questa Giunta e questa maggioranza potesse in qualche modo esercitare il ruolo di maggioranza, e presentare a quest'aula la modifica del Piano paesaggistico in trasparenza, seguendo un percorso lineare che è quello del lavoro delle Commissioni, dell'Aula.

Vede, avere con questa norma le mani libere, perché io la realtà e l'interpretazione che do a questa norma è che vi state preparando la strada per avere le mani libere, questa è la realtà, perché nel momento in cui voi cancellate la possibilità di copianificare col Ministero e di avere naturalmente la possibilità invece di concertare interventi con il MiBAC, significa che voi state modificando anche delle norme sovraordinate, che è il Decreto 42 e in particolare l'articolo 147. Quindi, vede Presidente, lei si sta prendendo una grande responsabilità, perché lei proviene ed è stato eletto da un territorio che è quello della Nord della Sardegna, e in particolare da Alghero, questo provvedimento se dovesse essere impugnato metterebbe a serio rischio veramente la possibilità di concludere un'arteria che interessa tutti noi, e interessa soprattutto il territorio di sua provenienza. Questo verrà messo in archivio, quel provvedimento, quell'arteria verrà messa in archivio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Presidente, io torno su un argomento che abbiamo approfondito già nelle sedute precedenti, e cioè quello di una normativa che rischia di esplodervi in mano, rischia di essere un boomerang per voi stessi, perché quando nell'articolo e nel comma che noi vorremmo emendare, e per questo ringrazio l'onorevole Piscedda che in Commissione si è battuto molto proprio su questo tema, cioè dire che noi vogliamo sottrarre alla tutela della copianificazione che già è pessima come espressione, perché dire che sottraiamo a una tutela i nostri beni e il nostro paesaggio, le nostre coste, naturalmente non fa una bella impressione, soprattutto a livello così di immagine, di impatto presso l'opinione pubblica, è un po' come dire che in una famiglia noi non vogliamo che i minori siano tutelati dalle norme di diritto sui minori, ecco, no non fa una buona impressione, ma soprattutto questo emendamento viene davvero in soccorso sull'eventuale crisi che avreste con questa normativa, perché in ogni caso, ma perché mai, ma io credo che non lo vorreste neanche voi, ma perché non stabilire alcuni casi che siano chiari, esposti e normati da una legge regionale ad hoc. Ragiono proprio così come il cittadino o la cittadina qualunque che sente cosa stiamo decidendo, cosa sta decidendo questa legge, e naturalmente dice: ma come è possibile, per nessuna legge si è così globali, così generalisti; perché non scendere nel dettaglio, perché non dire che lo faremo se dovesse essere utile? Noi riteniamo che la legge in sé non è utile, ma nel caso…. Decliniamole le cose, perché neanche un bambino delle elementari ragiona in termini così massimalisti, quindi siamo ancora in tempo, saremo in tempo perfino a ritirarla questa legge e sicuramente la Giunta ne uscirebbe con molta più dignità e perfino onore, però se proprio non si vuole tornare indietro, se proprio non si ha paura di far capire alla gente che questa norma non solo vuole sottrarre da ora in poi la tutela del….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caddeo, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per esprimere il voto favorevole rispetto a questo emendamento e per dire che mi hanno convinto ulteriormente le parole dell'onorevole Piscedda, che spiegava appunto le motivazioni di questo emendamento e confermava quello che noi ovviamente sappiamo, e che invece è stato contrariamente messo in dubbio da parte della maggioranza, cioè il fatto che questa non è una opposizione che fa appunto l'opposizione giusto per sventolare una bandiera, quindi per essere contraria su tutto ciò che propone la maggioranza, l'abbiamo dimostrato in questo anno e mezzo che non è così, ma è una proposizione propositiva, e quindi, anche nel caso in cui non riusciamo a farvi tornare indietro totalmente rispetto a una scelta sbagliata che rischia di compromettere davvero il futuro di questa Regione su tante tematiche che sono state illustrate, anche in questo caso abbiamo dimostrato che, pur non riuscendo appunto a farvi tornare indietro totalmente, proponiamo una soluzione intermedia, e questa è una soluzione intermedia importante. Diciamo che solo in taluni casi, e non in ogni caso, che è un termine di per sé pesante, importante e impattante, non in ogni caso ma in taluni casi che devono essere previsti e definiti con legge regionale, quindi non fuori da questa Regione ma lo dobbiamo decidere noi in quest'Aula, lo decide questo Consiglio regionale, in quei casi allora potrebbe essere superata la necessità della copianificazione. Così vi togliamo tutte quelle armi che avete utilizzato, spuntate peraltro, in questi giorni rispetto alle quali voi sareste quelli che difendono l'autonomia della Sardegna e noi invece quelli che saremmo piegati alla volontà dello Stato, perché difenderemo la pianificazione. La copianificazione qui non c'è, se non in taluni casi previsti con legge regionale, quindi non capisco davvero se quelle sono le motivazioni che vi animano, ma non sono quelle lo sappiamo, non capisco perché dire no a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Assessori, buongiorno, assessore Sanna, buongiorno, mi mancavate, debbo essere sincera.

Riprendiamo il discorso che abbiamo lasciato la settimana scorsa parlando di questo emendamento, un emendamento all'emendamento dove, se le parole hanno un significato, parliamo del significato di queste parole, e quindi i colleghi hanno presentato questo emendamento dove si chiede di sostituire le parole "in ogni caso" con "in taluni casi". In ogni caso, come tutti noi sappiamo, significa in qualsiasi modo, e in taluni casi invece significa in alcuni casi.

È sopraggiunta una notizia molto importante da parte del Ministro e noi l'abbiamo fatto presente poco fa; questa legge, che è stata presentata all'opposizione con una motivazione importante che è stata portata avanti per circa tre settimane, che è quella di permettere finalmente la fine della costruzione della strada a quattro corsie Sassari-Alghero (questo è il motivo principale per il quale è stata poi presentata questa proposta di legge), e noi da subito abbiamo detto che effettivamente si vedeva che c'era qualcosa di nascosto, una motivazione che non c'entrava assolutamente niente con la strada Sassari-Alghero, ed oggi abbiamo avuto questa bella notizia che sinceramente noi stavamo aspettando da parecchio tempo, che è la volontà ma non solo la volontà anche forse il frutto delle interlocuzioni che ci sono state evidentemente anche dall'assessore Frongia, che ha svolto un ottimo lavoro istituzionale, diplomatico e anche corretto nei confronti del Governo, e questo è stato il risultato del lavoro corretto che è stato portato avanti. Quindi nel portare avanti quello che è il nostro obiettivo, che è sempre stato quello di smascherare la vostra volontà invece di strumentalizzare la strada Sassari-Alghero è successo che….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Parto intanto con un'analisi: siete riusciti a ricompattare nel modo più chiaro e netto, si è visto in questi giorni, tutto il centrosinistra, perché la presentazione dei diversi emendamenti che vedono la firma del Gruppo dei Progressisti, del Gruppo del Partito Democratico e del Gruppo di LEU può essere un ottimo presagio per il futuro, dove tutte le azioni che saranno svolte da questa parte dell'Aula saranno azioni che ci vedranno quanto mai uniti nel cercare di bloccare quelle che sono le scelte in alcuni casi scellerate che si portano avanti. E non credo che le scelte che state portando avanti siano scelte dovute dalla non conoscenza delle regole e delle norme, ma io credo che principalmente quello che vogliate fare una forzatura. Lo abbiamo detto chiaramente nei precedenti incontri, partire dalle strade è un errore perché voi stessi, secondo me, avete fatto invece un'ottima opera politica, attraverso l'assessore Frongia ma attraverso tutte le parti politiche del territorio nei confronti del Governo, chiedendo al Governo di sbloccare questi cantieri che purtroppo sono fermi da anni. Io continuo a riconoscere, sembra quasi un paradosso ma io lo penso e lo credo realmente, che i rappresentanti del territorio della maggioranza hanno fatto tutta una serie di riunioni con il Governo che hanno consentito di mettere al centro anche della discussione in Consiglio dei Ministri lo sblocco delle opere, perché parliamo di tre chilometri e mezzo di strade, e quindi di un ultimo lotto, che aveva necessità di essere ultimato, e questi tre chilometri e mezzo di strade rischiano con la sentenza del TAR di settembre di non vedere mai alla luce. Ora, io mi chiedo perché, alla luce anche di quello che è stato fatto sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista tecnico, perché si voglia continuare a portare avanti una proposta con al centro le strade. Cambiamola, cioè cambiamo l'articolo, estrapoliamo il discorso delle strade, la Sassari-Alghero e quella per Arzachena, e ragioniamo invece realmente su quello che sono gli effetti di questo articolo e gli effetti che avrà questa legge. Secondo me siamo in tempo, continuiamo a discutere e continuiamo però anche a dare degli elementi di chiarezza, perché al momento c'è solo un attacco da parte di quella opposizione che prima ho chiamato finalmente unita, però dall'altra parte non ci sono risposte che continuino insomma invece a dare degli elementi di chiarezza e dirci che non è come stiamo dicendo noi…

PRESIDENTE. Onorevole Mura, rinuncia? Bene quindi mettiamo al voto l'emendamento 996.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 996.

(Segue la votazione)

Possono votare chi, fino a quando non chiudo la votazione, è in Aula, anche se è in Aula correndo, vedo che i consiglieri regionali sono dediti al jogging, è un fatto assolutamente positivo quindi anche se fanno ginnastica in Aula, possono votare.

L'onorevole Schirru è uno di quei consiglieri regionali che stavo citando prima che faceva jogging in Aula e fin quando ho chiuso la votazione era presente. La votazione elettronica è stata richiesta dalla consigliera Desirè Manca.

Il Segretario deve essere computato. Il Segretario ha votato.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Bene allora purtroppo in Consiglio non erano presenti consiglieri in numero necessario per garantire il numero legale.

Pertanto il Consiglio è sospeso e riprenderà tra mezz'ora, alle 12 e 36.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, per dichiarare che l'assenza della opposizione alla votazione era un'assenza politica.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 06, viene ripresa alle ore 12 e 39.)

Sull'ordine lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Ai colleghi dell'Aula, ma colgo la presenza dell'Assessore dell'industria e dei colleghi, viste le notizie di qualche ora fa relativamente alla decisione governativa sul no alla dorsale del metano, io credo che sia opportuno che quest'Aula, attraverso le mozioni che sono state già presentate da parte della maggioranza e da parte della minoranza, poter calendarizzare, Presidente, nelle prossime settimane una discussione che vede impegnati tutti i consiglieri su un tema che riteniamo strategico per lo sviluppo dell'isola.

PRESIDENTE. Condivido, onorevole Comandini.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

Per par condicio faccio intervenire solo lei.

TUNIS STEFANO (MISTO). Intervengo nel merito dell'intervento dell'onorevole Comandini perché trovo appropriata la proposta tempestiva. Francamente io credo di poter chiedere alla Presidenza del Consiglio di voler eventualmente favorire la presenza dei parlamentari sardi a questa discussione perché non è secondario il momento che stiamo vivendo e la necessità di agire verso il Governo avendo piena cognizione di causa, cosa che purtroppo non manca soltanto dall'opinione pubblica, ma mi rincresce sottolineare anche in alcuni settori del Governo.

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge: Mula - Giagoni - Mura - Sechi - Salaris - Cocciu - Caredda. Modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2019, n. 22 (Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2019 (Proroga di termini)) e norme di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale (153/A - parte seconda).

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 996. È aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 996.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Mettiamo in votazione gli emendamenti numero 997 e 998.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento presentato come primo firmatario dal collega Piscedda, che va a incidere sul corpo di questa legge, che è appunto il comma 2, dove si deroga al principio, alla norma di copianificazione con lo Stato e con i vari enti sovraordinati. Presidente, io mi rivolgo a lei in qualità di rappresentante di un territorio importante, che è quello del nord, e in particolare di Alghero. Lei oggi ha una grande possibilità, portare a casa un risultato che le darà la possibilità di essere riconosciuto come, utilizzo la parola leader di un territorio, dove ha portato al centro del dibattito nazionale del Governo la strada, quindi è il terzo lotto della Alghero-Sassari. Lei ha la possibilità, al prossimo Consiglio dei Ministri, di portare il risultato, che è la possibilità di sbloccare quell'arteria che è bloccata da anni, e questo sarà un suo risultato. Diversamente, se noi procediamo con questa proposta di legge, con questo disegno di legge che è arrivato in Aula, si rischia, e il rischio è fondato, di essere impugnato dal Governo e quindi tornare in una situazione di incertezza rispetto alla possibilità invece di grande apertura da parte del Governo nazionale. Quindi, siccome le riconosco anche la concretezza che lei dimostra da Presidente del Consiglio regionale insieme al suo Gruppo della Lega, che ritengo che sia, a prescindere dalle posizioni politiche, un Gruppo che mira a risolvere le cose, io la invito a riflettere insieme al suo Gruppo della Lega affinché portiamo a casa, tutto il Consiglio regionale in questo caso, la possibilità di avere il nulla osta per la strada Sassari-Alghero.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Satta. La ringrazio anche per le parole che ha espresso nei miei confronti. Io ovviamente non posso e non voglio condizionare i lavori dell'Aula, da qua devo garantire l'imparzialità proprio perché i consiglieri possano esprimere il loro voto in autonomia e libertà. Se mi sia consentito dire una cosa, aggiungere una cosa, comunque penso che le strade, scusatemi il gioco di parole, non siano alternative, ma possono essere percorse insieme, nel senso che io penso che la conclusione della Sassari-Alghero sia un obiettivo comune alla Sardegna senza distinzioni tra maggioranza e opposizione. Questo penso che sia un impegno per il quale in prima persona, ma penso l'intero Consiglio regionale, possa sottoscrivere.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Per dichiarare il voto favorevole all'emendamento e per ribadire quanto abbiamo espresso nella giornata di oggi. Sono appunto cambiate le condizioni al contorno, c'è una risposta istituzionale da parte della Ministra, che chiarisce la volontà di garantire la possibilità del completamento della strada Sassari-Alghero, e questo chiaramente è un risultato che per noi è valido. Non è valido invece continuare a insistere sull'interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale così come è presentata da questa proposta di legge, perché, l'abbiamo detto diverse volte, apre degli scenari che non sono controllati e non sono neanche controllabili e potenzialmente potrebbe creare dei danni a chi oggi o domani, se dovesse essere approvata questa norma, pensa di poter avere delle autorizzazioni senza una copianificazione per la realizzazione delle opere in fascia costiera o nell'agro, e ancora per quanto riguarda i beni identitari. È chiaro, lo abbiamo detto più volte, è una norma, questa dell'interpretazione autentica, retroattiva per cui potrebbe andare a sanare dei potenziali abusi e questo chiaramente potrebbe causare dei danni un domani se la norma dovesse essere impugnata successivamente, anche perché quello che è passato come messaggio, certamente non da parte nostra, è che alcune opere potranno essere realizzate e questo potrebbe davvero creare dei danni a chi è convinto fuori da quest'Aula che questo possa avvenire. Io invece insisto sul fatto che il Governo che ha garantito l'ecobonus consentirà invece di migliorare il nostro patrimonio immobiliare sul territorio e aprirà anche nuovi scenari e nuovi posti di lavoro, e consentirà alle nostre imprese di lavorare, e su questo dovremo lavorare, sul recupero del patrimonio esistente, senza andare a intaccare nuovo consumo di suolo, è una prerogativa che si pone anche l'Europa, è una prerogativa che ci dobbiamo porre tutti noi e, a mio avviso, questa norma continua a rimarcare una visione un po' vecchia, anzi, una visione senza una volontà di sviluppo innovativo del nostro territorio, e per questo motivo continueremo a bocciarla e continueremo ad andare avanti con i nostri emendamenti e con la volontà di provare a convincervi che questa norma va…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Sono passati 43 giorni dalla prima Commissione che si è occupata di questa proposta di legge, 43 giorni infarciti di nostri tentativi di farvi cambiare idea da una parte e poi della vostra risoluta resistenza dall'altra, son passati 43 giorni dal primo in cui noi avevamo già proposto il passaggio attraverso il CIPE e poi il Consiglio dei Ministri, e dopo 43 giorni è arrivata la sentenza che avevamo già subdorato essere quella decisiva affinché la Sassari-Alghero, cioè tre chilometri e mezzo che manca ancora della Sassari-Alghero, venissero realizzati. In questi 43 giorni ci avete anche detto che c'era la scadenza improrogabile del 2 luglio per presentare le memorie per il procedimento (…) di settembre, siamo al 9 luglio, evidentemente quella era un'altra non mezza verità, ma un'altra balla colossale, ormai ci siamo abituati, ecco perché noi, in maniera seria, competente e risoluta, continuiamo a portare avanti questa nostra battaglia presentando i nostri emendamenti, emendamenti tesi a lasciare lo status quo, e quindi ad evitare che le promesse che sono state fatte in campagna elettorale dalla vostra parte vengano ad essere immediatamente realizzate, e anche a maggior ragione sulla base del fatto che ora c'è questa incongruenza di una decisione del Consiglio dei Ministri che va a cozzare contro un provvedimento regionale, e questa incongruenza potrà portare sicuramente un nocumento all'evolversi della situazione. Questo penso sia una cosa palese, che non può essere negata da nessuno, neanche voi ormai la negate, è già importante per noi il fatto che siate stati smascherati, come ha detto prima il mio collega Gian Franco Satta, e questa maschera vi è stata tolta in maniera ufficiale oggi, voi continuate a proseguire su questa strada e lei, signor Presidente del Consiglio, che ha a cuore Alghero più di quanto ce l'ho io, ovviamente, perché è algherese, sa in cuore suo che abbiamo ragione però ovviamente lei è super partes e non può condizionare il voto, quindi la capiamo, la capiamo benissimo, e comunque la ringraziamo per questo suo essere super partes che in questi giorni, e oggi in particolare, si sta dimostrando effettivamente veritiero, e questo le fa onore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Io voglio dare atto a molti esponenti della maggioranza e anche della Giunta di non avere insistito, soprattutto in questi ultimi giorni, sulla questione delle strade e di aver insomma chiaramente e pubblicamente perorato la causa invece di una necessità di edificare anche probabilmente nell'agro, e in modo particolare di recuperare costruzioni che avrebbero necessità di ammodernamento e di ristrutturazione, quindi ormai credo che il discorso delle strade fosse già caduto da un po', per cui non tento neanche di insistere sul fatto che adesso si è svelato il bluff, perché era già svelato mi pare da un po' di tempo, se non addirittura dall'inizio, però insisto sul fatto che è una legge pericolosa, è una legge che non ci lascia tranquilli, che non può lasciare tranquilli tutti quei cittadini sardi che invece vorrebbero che quest'Isola imboccasse finalmente una un'idea di sviluppo e un'idea di lavoro veramente fondata sulle risorse che ha, quindi che punti su un turismo culturale, visto tutti i beni identitari, si è già detto che abbiamo più di 10.000 tra monumenti, siti archeologici, che potrebbero essere veramente valorizzati, e quello deve essere ripreso, quello va valorizzato. Abbiamo siti con nuraghi che non conosciamo neanche noi, che sono sommersi dalle erbacce e che i turisti, in modo particolare quelli stranieri, ma io insisterei anche su noi sardi, che potremmo avvantaggiarci davvero da un punto di vista culturale dalla conoscenza di tutti questi siti che, dicevo, risistemati, ripuliti, portando lavoro ai giovani che saprebbero illustrare ai turisti e ai fruitori in generale l'importanza storica di tutti questi monumenti e siti archeologici, ecco, se davvero avessimo in testa un'idea di economia, di economia moderna e di economia che valorizzi la nostra Isola proprio per le bellezze…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo in dichiarazione di voto su questo emendamento per dichiarare il mio voto favorevole, anzi, a questi due emendamenti, se non sbaglio, proprio perché ritengo necessario anche in questo caso intervenire per cercare di stimolare la maggioranza nel ragionamento in riferimento a questa legge che ci vede fortemente contrari. Perché? Perché noi vogliamo mettere al centro del dibattito la Sardegna, e per poterlo fare non bisogna appunto insistere su questa legge, che appunto è un'interpretazione autentica, ma dobbiamo difendere la Sardegna, e la difendiamo se vogliamo progettare e se vogliamo vedere uno sviluppo alternativo e non quello vecchio, un concetto vecchio di sviluppo. Quello moderno significa portare al centro del dibattito il verde e l'ambiente, e quindi l'importanza appunto di rafforzare anche il Piano paesaggistico in maniera moderna, non scardinarlo come vuole farlo qualcuno, perché per noi non è un dogma, per noi tutto possiamo discutere, però la discussione deve essere vera e seria e non superficiale, e per questo noi con questi emendamenti, questi presentati anche dai Gruppi di opposizione, stiamo appunto stimolando il dibattito. Perché? Perché il territorio sardo è un territorio che va tutelato e rispecchia un po' la nostra identità, a cui tutti noi credo siamo veramente affezionati, quindi dovremmo creare veramente un programma di governo del territorio, una pianificazione, cioè non dobbiamo abdicare e lasciare sostanzialmente un "liberi tutti" nella cementificazione di coste o agro, eccetera. Quindi io rinnovo la mia dichiarazione di voto favorevole a questo emendamento e spero che l'Aula lo accolga. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente. Intervengo per dichiarare il voto favorevole a questo emendamento e per rappresentare innanzitutto una certa soddisfazione nell'aver un po' seguito evidentemente ciò di cui parlavamo e di cui io per primo mi sono fatto portatore, ovvero la necessità di dare priorità all'attenzione alle imprese, mi pare che con il provvedimento di ieri si sia iniziato, e l'altro elemento che ritorna, diciamo, come mia domanda - ora non è presente l'Assessore, ma gliela rivolgerà lei sicuramente - in merito a quale senso continui ad avere questo provvedimento in seguito alle dichiarazioni da parte del Governo sulla autorizzazione o comunque sul lasciapassare che sulla Sassari-Alghero parrebbe arrivare, da come si legge, nel prossimo Consiglio dei Ministri. Quindi io continuo a ripetere quasi come un mantra quella domanda a cui spero che prima o poi, al termine di questo percorso, verrà data risposta, ovvero se il presupposto di questo provvedimento era quello di garantire lo sblocco di alcune opere strategiche, tra cui appunto la Sassari-Alghero, nel momento in cui questa viene sbloccata, e quindi si va avanti nella direzione dichiarata dal provvedimento, quale senso continui ad avere il discutere un provvedimento la cui finalità in realtà viene, come dire, annullata da provvedimenti di livello superiore che la vanificano. Questo è un dubbio che io mi porterò avanti fino alla fine del ragionamento e a cui spero che, entro i termini della discussione, si possa effettivamente avere risposta. Se il provvedimento era finalizzato a delle opere, Sassari-Alghero in primis, e se il parere del Ministero sblocca l'opera, che senso ha continuare a discutere l'interpretazione autentica del PPR? Questo è un interrogativo a cui io spero che si voglia dare risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente. E se le parole hanno sempre un significato continuiamo a presentare un emendamento che ha un carattere sostitutivo parziale, dove chiediamo ancora di sostituire delle parole come "in ogni caso" in "previo accordo con il Ministero interessato".

Però, assessore Frongia, io poco fa ho detto una cosa e mi piacerebbe ripeterla davanti a lei. C'è stato quello che noi reputiamo onestamente un grande lavoro istituzionale e diplomatico che è stato portato avanti da parte sua, proprio per il discorso della strada Sassari-Alghero, un lavoro del quale, guardi, davvero con tutta onestà le facciamo i nostri complimenti perché evidentemente quello che era l'obiettivo principale, di sbloccare questa strada, lei con il suo lavoro diplomatico e istituzionale, un eccellente lavoro diplomatico e istituzionale, evidentemente sta riuscendo a portare a termine, perché poi stamattina è arrivata questa notizia da parte della ministra Micheli che porterà avanti nel Consiglio dei ministri la volontà, e sono sicura le azioni, per sbloccare finalmente questa strada. Quindi quello che lei ha fatto fino adesso, ne approfitto in questa presentazione dell'emendamento, è un lavoro encomiabile, un lavoro eccellente, e le faccio davvero i miei complimenti. Sta ottenendo quello che si era evidentemente prefissato di ottenere, che è un lavoro che va in netto contrasto poi con quello che, invece, si cerca di fare con questa proposta di legge, che è quello evidentemente di scardinare a tutti gli effetti il PPR. Non c'entra assolutamente niente la strada, ce l'ha dimostrato anche il Ministro stamattina, ce l'ha confermato, noi l'abbiamo dichiarato tre settimane fa, da subito; c'è stato poi un tentativo da parte della maggioranza di mascherare ancora l'effettivo obiettivo di questa legge, poi qualcosa è uscito fuori anche durante delle conferenze stampa e delle interviste che ci hanno fatto. Il vero motivo non era quello di tutelare la strada Sassari-Alghero, e questo era palese a tutti, non solo a tutta la minoranza, ma addirittura anche ai diversi cittadini sardi, però in tutto questo gioco che è stato messo su dalla maggioranza, da chi ci sta governando in questo momento, volevo escludere il suo lavoro che è stato davvero eccellente. Quindi ho approfittato di questa occasione per farle i complimenti da parte nostra. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Grazie Presidente. Per quanto riguarda i due emendamenti in discussione, il 997 e il 998, noi continuiamo a ritenere che il Ministero, lo Stato, che fanno parte della copianificazione quando si parla di materia urbanistica e quando si parla di paesaggio, siano fondamentali. Allora andare ad escludere questo tipo di passaggio nella scelta, come quella che è scritta nell'articolo 2 della legge che avete presentato, secondo noi è un gravissimo errore.

Non c'è tanto da dire dopo una discussione che dura ormai da giorni e ore e ore tra la Commissione e l'Aula, perché rimarco sempre il fatto che quello che andrete ad approvare, quello che stiamo andando a votare, è un articolo di una legge che prevede lo sblocco di due arterie importanti per la regione sarda, ma che in realtà non sblocca niente. L'unica cosa che andrà a sbloccare purtroppo è quello di andare a legittimare, purtroppo, il recupero di opere che erano abusive, che non saranno più considerate tali, che addirittura riusciranno ad avere una volumetria maggiore rispetto a quella che hanno avuto sino ad oggi, e vogliamo discutere e discuteremo di strade in tutti i nostri interventi, ma purtroppo le strade, grazie a Dio, grazie al Governo saranno risolte attraverso la politica, quella vera, che si fa con la concertazione, con gli incontri, con il Ministero e cercare di far capire quelle che sono le istanze di un intero territorio. Il centrosinistra, oggi in parte al Governo e in parte fatto da figure che il territorio lo hanno governato sino a poco tempo fa, si sono resi promotori di tantissimi e innumerevoli incontri, a cui ha partecipato, e continuo a ripeterlo, l'assessore Frongia qua presente in Aula, il Commissario della provincia il dottor Fois, l'ex Sindaco di Alghero Mario Bruno, il Sindaco attuale di Alghero, hanno partecipato a tutta una serie di incontri che consentiranno realmente la realizzazione di questi tre chilometri e mezzo di strada e la realizzazione della strada Sassari-Alghero non sarà di certo opera di questa legge e di questo articolo. Noi non abbiamo più argomenti, perché lo abbiamo detto in tutte le maniere, lo abbiamo detto in tutte le lingue che questa legge non servirà assolutamente a sbloccare i cantieri delle strade. State continuando in questa strada che secondo noi, Assessore, è una strada sbagliata. Sa bene, ne abbiamo discusso tante volte anche fuori da quest'Aula, vedremo più avanti chi aveva ragione. Siete maggioranza…

PRESIDENTE. Onorevole Piu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Sì, voglio anch'io intervenire su questi due emendamenti collegandomi al ragionamento che faceva il collega Piu, in continuità con quanto lui stesso diceva, ma con un pizzico di fiducia in più, perché io sono, invece, convinto, a differenza sua, che la maggioranza possa ancora trovare il modo di raddrizzare questo provvedimento. Che cosa stiamo introducendo come concetto con questo emendamento, che cosa stiamo provando a introdurre? Allora la sequenza è questa: prima abbiamo provato a smontare completamente il vostro emendamento canguro, poi abbiamo proposto una parziale rettifica, dicendo "solo in parte", adesso stiamo dicendo "previo parere del MIBACT", cioè vi stiamo proponendo di modificarlo e di dire che sono sottratti alla copianificazione quei beni, ma se c'è l'accordo col Ministero stesso. Da una parte indichiamo quale Ministero, dall'altra indichiamo genericamente il Ministero. Perché? Perché riteniamo che se ci fosse un tavolo dove si discute, siano essi beni identitari, siano essi la fascia costiera o siano essi l'agro, ecco, laddove col Ministero si raggiunga l'intesa, questa roba non trattiamola perché non c'è bisogno, perché è superflua, allora ci si potrebbe anche stare, quindi l'emendamento che abbiamo proposto va in questa direzione. Ovviamente anche qui non mi stancherò mai di dirlo, quello che è successo stamattina cambia lo scenario, siamo in un altro mondo, stamattina abbiamo avuto notizia che non un portavoce qualunque manda un comunicato qualunque, no, il Ministro, è la Ministra, esce ufficialmente e dice: "Ho chiesto l'iscrizione alla prima seduta utile della problematica per la Sassari-Alghero." Voi sembra che non ne vogliate tener conto di questa cosa qua, abbiamo un po' di emendamenti a disposizione, quindi ve lo ridiremo sino allo sfinimento, volevo dire sinché non vi convinceremo. Non lo so se questo risultato lo otterremo, però ci proveremo, abbiamo da qui a stasera per dirvi che c'è questo comunicato, che la Ministra si è resa disponibile e io sono fiducioso che il collega Mula alla fine ritirerà questo provvedimento e accoglierà quanto noi gli stiamo dicendo.

PRESIDENTE. Vedremo.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). L'aula è attenta e fa piacere il fatto che la discussione possa contenere nella giornata di oggi anche le novità di cui siamo venuti a conoscenza rispetto all'interesse da parte del Ministro dei trasporti di risolvere la questione. Io su questo appunto vorrei fare una riflessione, noi per una settimana abbiamo discusso di una legge che era stata interpretata in maniera diversa a seconda degli interlocutori, c'è chi ha continuato a ripetere anche alla stampa dell'esigenza di chiarire una situazione riguardo dei contenziosi in discussione nei tribunali amministrativi riguardanti appunto due strade, e c'è chi in maniera più sfacciata ha parlato apertamente di questa legge come il grimaldello per scardinare il PPR in vista delle altre norme urbanistiche in cottura, in particolare quella che riguarda il Piano Casa e che è già stata presentata. Questa legge è quindi l'introduzione di un libro ancora da scrivere, fa piacere che il Consiglio possa quindi arrivare alla votazione degli ultimi emendamenti, degli articoli e del testo, avendo chiaro questo concetto.

È importante perché sarebbe stato sbagliato arrivare alla votazione, tenendo conto di realtà diverse e invece la realtà è una sola. la realtà è che oggi c'è un tentativo di rivedere con formula retroattiva l'applicazione del Piano paesaggistico attraverso una legge di interpretazione autentica che verosimilmente durerà il tempo di un'estate, è una legge balneare, che nascerà, speriamo di no, speriamo ancora in una retromarcia da parte della maggioranza, in questi giorni di luglio e morirà a settembre, quando non si potrà fare a meno, chi dovrà prendere le decisioni non potrà fare a meno di rinviarla alla Corte costituzionale, vista l'evidente illegittimità e visto anche il contrasto aperto con sentenze già passate in giudicato e sentenze costituzionali già passate in giudicato. Quello che mi chiedo è: "Che senso ha tutto questo?" La domanda che mi pongo e di cui non ho la risposta…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'emendamento, o meglio, gli emendamenti incidono proprio sull'aspetto che voi vorreste superare, cioè quello della rimozione della copianificazione come strumento per arrivare a un punto d'arrivo di un processo lungo, tortuoso, difficile, sappiamo tutti che cosa significa avere e iniziare nel nostro Paese un iter autorizzativo di questo tipo. L'aspetto che voi invece cercate, o sul quale cercate di incidere è esattamente questo, tenendo conto che però su questa strada, sulle strade, il Ministro ha detto esattamente, come ha ribadito l'onorevole Piscedda poc'anzi, che non solo ha portato e porterà all'attenzione del Consiglio dei Ministri le strade che interessano la Sardegna, ma le porterà dopo aver concordato e superato tutti quegli elementi che avevano ostacolato nel passato la realizzazione della strada. Poi Presidente sarebbe interessante anche per lei, per tutti voi e per tutti noi che siamo interessati a queste opere, e voi che le avete come incompiute sui territori, se mai approfondire, cioè più che continuare la discussione sul testo, sarebbe molto più utile fare un approfondimento tecnico con il Ministero per capire se il superamento comporta la quattro corsie o la realizzazione a un certo punto della due corsie. Perché c'è anche questo aspetto, ricorderete che la 125, lo ricorderanno i colleghi che vengono dall'Ogliastra o coloro che sono interessati perché poi la 125 di fatto è l'Orientale che percorre tutto il versante esposto a Est della Sardegna, che si pose anche all'epoca la questione se la realizzazione della nuova strada 125 dovesse essere una strada a quattro corsie, e si superò quell'elemento nella realizzazione di quel che oggi è visibile, non per tutti i tratti realizzati, ma per quelli che ovviamente sono oggetto di intervento, finiti o con lavori in corso, è una due corsie di dimensioni ampia. Perché? Proprio perché la via che consentì di ottenere l'ultima autorizzazione, fu proprio quella di rimodulare il progetto, a un certo punto, per poter superare quegli aspetti paesaggistici. Poi più avanti torneremo anche per quanto riguarda il testo, perché se continuate a insistere su questo, poi dopo nelle dichiarazioni finali, augurandoci di non dover arrivare alle dichiarazioni finali, ma…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Anche questo emendamento si inserisce all'interno di quella che è la discussione, il monologo purtroppo che la minoranza sta ormai facendo da giorni e giorni e giorni, senza ricevere alcun tipo di risposta purtroppo, e questo mi duole constatare. Perché l'ho detto prima, l'ho detto anche durante altri interventi, ma mi sento di sottolinearlo, ciò che noi vogliamo non è bloccare la vostra azione politica come maggioranza, ma a giudicare anche dal disinteresse, dal disinteresse mostrato dai colleghi di maggioranza, non vi è una reale volontà politica sottesa alla promulgazione di questa legge. Niente di tutto ciò, c'è ben altro, soprattutto non vi è la reale necessità che questa legge sblocchi la quattro corsie Sassari-Alghero, ma c'è ben altro sotto. E più si avvicina il giorno della pronuncia del Consiglio dei Ministri, più queste volontà saranno smascherate.

É del tutto sbagliato ciò che questa legge vuole fare, è enorme l'autostrada, enormi le implicazioni che nessuno di noi può avere chiare che seguiranno all'approvazione di questa legge. Questo è più importante, questo è che noi vogliamo farvi capire, va bene discutiamone, ma discutiamone, rappresentiamo una volontà condivisa o meno, ma rappresentatela quantomeno voi, perché non vi è nessun tipo di atto politico nessun, nessun tipo di concezione, nessun tipo di idea, cioè non ci sta scontrando neanche su quel piano. Il problema è quello. Cioè si sta andando a mettere in pericolo gli stessi beni identitari, le coste, l'agro, tutto ciò che ci rende unici, conosciuti e conoscibili nel resto del mondo, tutto ciò che è la ragione effettiva per la quale le persone poi vengono a vedere la Sardegna, nel nome di un'implementazione, di un incremento del mercato turistico, si va a rischiare di distruggere proprio quelle cose che hanno rappresentato fino ad ora, e rappresentano tuttora, la principale attrattiva che i turisti stessi cercano in Sardegna. È un controsenso, uno dei tanti, che questa maggioranza ha rappresentato, ed è questo che noi vorremmo farvi capire, discutiamone, parliamone, cerchiamo di arrivare a una volontà condivisa, ma che volontà sia, che rappresenti quindi delle idee, che abbia dei contenuti, perché contenuti in questo caso, come in molti altri, la maggioranza non ne ha portato, non ne ha rappresentato. Questo lo vorrei sottolineare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, non volevo intervenire, poi mi sono in qualche modo lasciato affascinare dalla Treccani, dall'enciclopedia, per capire prima di tutto il senso di tre parole: "in ogni caso", che sembrano tre parole buttate così in una legge, però se voi ci pensate, messe così in una legge da un fine giurista quale l'assessore all'urbanistica, il mio amico Quirico Sanna, io credo che quelle tre parole "in ogni caso", messe in una legge da un fine giurista, da un autonomista, da un sardista, io credo che hanno invece un violento significato, perché sapete quando uno scrive in una legge, guardate, "in ogni caso" ciò significa che noi, cari colleghi, possiamo dire quello che vogliamo, il Governo può fare quello che vuole, il MiBAC che non è un acronimo di un soggetto astruso, astratto, ma è un ministero che si occupa dei beni culturali, quindi del patrimonio più importante in Italia, ricordo che in Italia l'unica industria che funziona è quella culturale del patrimonio, però la Giunta sta decidendo, la maggioranza leghista-sardista, "in ogni caso", noi ce ne freghiamo. Io credo che è una cosa giuridicamente importante, forte, violenta, chiunque può dir dirvi, qualunque storico, archeologo, qualunque poeta, può parlare della bellezza, dell'importanza del patrimonio di quel nuraghe, di quell'ambiente, di quel paesaggio, perché anche il paesaggio ha un proprio valore, però voi decidete che "in ogni caso" ve ne fregate. Credo che questa è una cosa su cui, caro Assessore, proprio perché io sono rimasto affascinato dalle sue parole in limba, con la quale in qualche modo ha ricordato chi siamo e dove vogliamo arrivare, questo "in ogni caso" purtroppo su di lei è un macigno, è un macigno che lei vuole al livello veramente di legislatore fregarsene di quella che è la nostra storia, di quello che è il nostro patrimonio, di quello che è il lavoro di persone come Lilliu, che hanno permesso che la Sardegna potesse essere riconosciuta, valutata, invidiata, per quello che è il patrimonio lei ha messo, fra Lilliu che ci ascolterà da lassù, e quelle che sono tutte le persone che vogliono vedere i bei paesaggi, bei nuraghi, lei ha messo questo "in ogni caso" noi ce ne freghiamo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 997 e 998.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Adesso io sospenderei i lavori, per riprenderli alle 15, puntuali. Lo dico ai Capigruppo, dovremmo, chi volesse dei Capigruppo, c'è da incontrare una delegazione dei sindacati, che incontrerò in III Commissione. Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 27, viene ripresa alle ore 15 e 10.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori da dove avevamo lasciato. Dobbiamo procedere con la votazione dell'emendamento numero 999.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 999.

(Segue la votazione)

Non è presente il numero legale, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15 e 41.

(La seduta, sospesa alle ore 15 e 11, viene ripresa alle ore 15 e 41.)

PRESIDENTE. Bene riprendiamo i lavori dell'Aula, prego i colleghi consiglieri di riprendere posto. È in votazione l'emendamento 999.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, per preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento all'emendamento numero 999, interpretazione autentica di norme di pianificazione paesaggistica "al comma 1 dell'articolo 2 le parole in ogni caso sono sostituite dalle parole previa consultazione popolare". Per rimarcare proprio quello che è stata un po' un'assenza sia dell'iter di approvazione in Commissione ovvero il non coinvolgimento degli enti interessati, delle varie associazioni e di tutte di tutte le parti che di solito si audiscono in Commissione quando si portano testi così importanti. Questo è venuto a mancare, noi pensiamo che sulle materie urbanistiche, ma anche sulle materie di governo del territorio in genere, è necessario aprire un confronto in quanto un confronto largo e provare a coinvolgere tutte quelle parti che possono comunque dare il loro contributo compresi i professionisti, gli ordini degli architetti, degli ingegneri, le reti delle professioni, perché alla fine noi andiamo ad approvare delle leggi e delle norme che devono garantire la facile applicazione, per chi poi lavora con queste leggi, e soprattutto non creare delle confusioni che già sono in essere nell'insieme delle nostre leggi. Lo abbiamo detto più volte, ma è chiaro un po' a tutti coloro che lavorano con le leggi urbanistiche, in genere anche con i piani è chiaro che non deve essere fraintendibile e noi abbiamo l'obbligo di predisporre norme chiare. A mio avviso questa interpretazione, a parte e voler interpretare qualcosa che non è di sua competenza, continua anche a generare delle difficoltà maggiori anche per tutti coloro che poi devono applicare le norme, compresi i comuni che si ritroveranno ad avere diciamo una difficoltà non solo per i Comuni che hanno già adeguato i loro PUC al Piano paesaggistico regionale ma anche i Comuni che in teoria hanno un iter avanzato. Io no…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente, nel preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento 999 emendamento all'emendamento 694 della maggioranza, sottolineo che questo emendamento va proprio alla radice del problema, perché di fronte a decisioni di tal fatta, che incidono in maniera così profonda sulla realtà presente e sul destino futuro della nostra Isola che cosa di meglio ci sarebbe che una consultazione popolare per decidere se questa norma è valida o no, se questa norma ha a che fare con il bene del nostro territorio e dei nostri concittadini oppure no. Poi la consultazione popolare fa parte del DNA del Movimento 5 Stelle, noi siamo un movimento che parte dalla base per proporre nessuno vi ha interrotto, chiaro! Nessuno…

PRESIDENTE. Scusate, scusate, scusate! Onorevole Ennas, la richiamo all'ordine. Primo richiamo, primo richiamo! Se ne succede un altro poi viene portato via. Prego continui, onorevole Li Gioi, continui.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente, dicevo che noi siamo un movimento che è solito coinvolgere la base per prendere determinate decisioni, quindi rivolgerci ai cittadini per consultazione e precisioni che possono riguardare in maniera così pregnante il loro futuro e quindi questo emendamento, che ha come primo firmatario Walter Piscedda e poi anche Eugenio Lai e Maria Laura Orrù e Antonio Piu non poteva che fare anche la mia firma. E sottolineo che sarebbe veramente essenziale una consultazione di questo tipo perché non è giusto che determinate decisioni siano calate dall'alto e vadano a incidere in maniera spropositata sul futuro non solo del nostro territorio ma anche della nostra popolazione, perché sappiamo benissimo che una decisione del genere è una decisione che ha dei risvolti economici devastanti e quindi porterà ad uno stravolgimento di quella che è anche la conformazione orografica della nostra Regione, determinando certamente degli illusori posti di lavoro inizialmente, ma poi nel medio e lungo termine un decadimento della nostra Isola che perderà proprio la sua identità, perderà quella sua caratteristica di isola meravigliosa in mezzo al Mediterraneo un gioiello, che è appetibile da parte di turisti di tutto il mondo e anche di noi stessi sardi guarderemo che la vedremo snaturata e ridotta ad un'isola che non sarà più la più bella del mondo ma quella più cementificata di questo globo terracqueo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, sì anche io mi soffermerò sul concetto di consultazione popolare, perché ho proprio una curiosità e ed è quella che sull'eventualità di aver consultato la popolazione sarda prima, ecco prima di proporre questa legge. Sarei stata veramente curiosa di vedere, perché ne sono convinta, con che coraggio avremo prodotto questa legge sapendo che la maggior parte, la maggioranza ma mi spingo anche molto oltre non l'avrebbe gradita, e forse proprio per questo consultiamo la popolazione solo quando un po' ci fa comodo, in questo caso io credo che i proponenti sapessero già benissimo qual è l'opinione delle donne sarde e degli uomini sardi, ma soprattutto insisto dei giovani e delle giovani sarde, che un giorno punteranno il dito ma sapranno dove puntarlo e sicuramente non sarà in questa direzione, non sarà in questa direzione. Se punteranno il dito in questa direzione sarà verso chi sta cercando di difenderla questa terra e di uscire soprattutto dall'ambiguità, perché se una cosa mi ferisce ancora di più è il fatto di non essere veramente schietti, di non essere completamente leali nei confronti prima di tutto di noi tutti qua dentro, ma soprattutto del resto della Sardegna, che guarda a noi con occhi di fiducia, con occhi di speranza rispetto a un reale miglioramento delle condizioni di vita che solamente uno sviluppo davvero sostenibile, davvero ecologico, che punta sui giovani e sulle giovani che sono in grado di fare un'imprenditoria rispettosa dell'ambiente, sfruttandolo ma nell'accezione migliore del termine, cioè valorizzandolo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie Presidente, emendamento 999, già chi mi ha preceduto ha detto già delle argomentazioni molto valide per porre il voto favorevole che io darò a questo emendamento, perché in temi così importanti, così sentiti da tutti i sardi è giusto fare una riflessione ampia, condivisa e quindi coinvolgere il maggior numero di cittadini. Sottolineo che per questa legge è stata portata all'attenzione di questo Consiglio, ma è girata nei social comunque la petizione promossa per cercare di frenare l'approvazione di questo provvedimento che noi ancora stiamo discutendo e che mi auguro possa essere ritirato da parte della maggioranza e della Giunta, viste anche le notizie che sono arrivate oggi da Roma, visto che questo provvedimento è fatto per le strade, quando in realtà abbiamo visto che gli intenti della maggioranza sono ben altri. Appunto, parlando di questi temi il coinvolgimento di una platea sempre più ampia, e sempre più far conoscere alle persone le decisioni che vengono prese in questo Consiglio sarebbe molto importante, e quindi aprire appunto un ampio dibattito in Sardegna così da poter far decidere se vogliamo una Sardegna meno verde e più grigia o al contrario. Questo è un tema fondamentale, il coinvolgimento dei cittadini in tutte le questioni centrali per lo sviluppo della Sardegna deve esserci sempre a mio avviso, e questa è un'occasione importante, che noi potremmo cogliere per dare anche un segnale e soprattutto avvicinare sempre di più i cittadini alla politica. Questa distanza ogni anno, ogni giorno sta aumentando e che invece noi dovremmo riuscire a ridurre sempre più. Per questo io rinnovo il mio intendo di votare favorevole a questo emendamento e ringrazio i presentatori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie, Presidente. L'articolo 1, secondo comma della Costituzione, recita che "Il popolo esercita la sovranità nelle forme e nei limiti della Costituzione". Questo parrebbe però che non vale per quanto avete scritto voi nell'articolo 2, comma 1, perché in questo caso il popolo non esercita la propria sovranità nelle forme previste dalla Costituzione, in quanto, Assessore, cara Giunta, colleghi, anche in questo caso, in ogni caso come avete scritto, non può esercitarla perché voi gliela state sottraendo, gliela state sottraendolo nel momento in cui vi è una normativa nazionale, vi è una normativa regionale, vi è una tutela nei confronti di un patrimonio culturale, ambientalistico, paesaggistico che, caro Assessore, non è un suo patrimonio, non è un mio patrimonio, non è un patrimonio di quest'Aula, ma è un patrimonio dell'intero popolo. Voi invece con l'articolo 2, con le previsioni del comma 1 e anche con la strategia scritta in questa legge voi quel patrimonio lo state sottraendo al popolo e lo state in qualche modo ponendo al di fuori della sovranità popolare, e in ogni caso voi dite che ve ne fregate di queste cose. Siamo giunti ormai ad una lunghissima discussione, sono convinto che non riusciremo a farvi cambiare idea, vi vedo troppo distratti a pensare ad altro, ma noi continueremo non solo in quest'Aula a fare opposizione a questo provvedimento, lo faremo per il popolo, lo faremo per il patrimonio immateriale, materiale presente nella nostra isola, lo faremo per la sua storia, per la sua cultura, per quello che rappresenta l'articolo 1, comma 2 della Costituzione, che siamo chiamati dal popolo a rappresentare in questa sede i propri diritti, le proprie speranze, il proprio futuro che voi gli state sottraendo. Allora, caro Assessore, lei abbia un gesto di orgoglio, reagisca a questa provocazione che la sua maggioranza le sta dando nelle mani, non si faccia trascinare nei calcoli della maggioranza, sappiamo benissimo che lei nel suo sardismo, nella sua autonomia crede moltissimo al popolo, per cui questo gesto di orgoglio, questo alzarsi in piedi e dire: "No, avete ragione, non voi del centrosinistra, non voi che state facendo (…), ma ha ragione la Costituzione", quella Costituzione che io riconosco anche da sardista e che in qualche modo mette il patrimonio anche immateriale, naturale e paesaggistico al di sopra degli interessi che possono far parte solo di una singola parte di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Per quanto riguarda l'emendamento numero 999 è chiaro che tende a ripristinare che cosa? Un aspetto che probabilmente, non voglio usare toni polemici, proprio con garbo perché lo ritengo un elemento utile e positivo della politica, perché è stato ribadito anche in un altro articolo che avete presentato in un'altra proposta di legge, cioè l'aspetto di contrarre la tempistica di coinvolgimento anche dei portatori di interesse. Ricorderete di recente in Commissione abbiamo visto che sono stati modificati i termini da 20 a 7 giorni per quanto riguarda il coinvolgimento dei portatori di interesse per il Piano regionale di sviluppo. Stessa cosa è la tentazione di correre, che poi alla fine come si vede anche dalle riunioni e dalle assemblee di questi giorni dell'Aula la corsa poi trova un freno nei lavori non istruiti a regola d'arte, e alla fin fine quel che si vuol fare in termini di accelerazione, di eliminazione di consultazioni o coinvolgimento dei settori ampi, vari, fuori dall'Aula e che rappresentano la società, di fatto poi che cosa implicano? Una non conoscenza delle questioni, un non coinvolgimento, alla fine chi non è coinvolto e non conosce esprime un giudizio negativo per la non conoscenza, quindi sarebbe paradossalmente interesse di chi propone, cioè di chi sta in maggioranza il coinvolgimento, l'ascolto, la possibilità di avere un tempo congruo per spiegare leggi, norme e attività politica. La contrazione di questo che noi vorremmo ripristinare con una consultazione popolare, che ovviamente è una forzatura inserita volutamente dal primo firmatario, onorevole Piscedda, perché nessuno di noi ha in mente che su ogni procedura, su ogni attività, su ogni norma si debba chiamare il corpo elettorale, il popolo sardo tutto ad un referendum o ad una consultazione, è chiaro che è un elemento che viene introdotto per questo atteggiamento che sistematicamente notiamo, e sottolineiamo in questa sede, quasi di fastidio per coloro che dall'esterno potrebbero dare un'opinione o avere una voce contraria, che poi alla fin fine è semplicemente una voce contraria perché non impedisce alla legge di andare avanti, ma il coinvolgimento, l'ascolto e la condivisione sono il sale della democrazia che rendono cibi piatti e in questo caso leggi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Intanto continuo a precisare a beneficio dell'Aula che noi abbiamo avuto ovviamente, nella preparazione degli emendamenti, una lunga gestazione, un lungo confronto tra forze politiche e quindi io mi sono fatto semplicemente carico del sentimento comune che avevamo quando abbiamo fatto quella discussione, e mi riferisco soprattutto alle parole prima dell'onorevole Li Gioi. Diciamo che stiamo sperimentando un modo di lavorare in comune e il fatto che sia io il primo firmatario di questo emendamento è un puro caso, poteva essere tranquillamente lei, che non ha fatto altro che mettere nero su bianco in questo emendamento uno dei mantra del vostro movimento, cioè il confronto col popolo sovrano. Quindi a me fa piacere essere stato io, come membro del Partito Democratico, a firmare per primo questo emendamento che ha raccolto però il sentimento comune. E volevo dire anche questo, non so se sia un caso, questo è l'emendamento numero 999, per chi di voi è amante della Cabala sa che questo numero determina e significa in modo fermo la fine di un'epoca, onorevole De Giorgi, il 999 significa che un'epoca sta finendo, e purtroppo è vero, voi state segnando l'inizio della fine di uno dei pilastri che ha garantito la preservazione, se si dice così, del nostro ambiente, delle nostre coste, del nostro agro, dei nostri beni identitari, voi state mettendo la parola fine, caro Assessore, e mi dispiace che sia lei a dover firmare questo provvedimento alla fine, perché lei appunto è titolare di quell'eredità di quel partito che ha fatto del confronto col popolo uno dei suoi punti cardine, dei punti principali, e questo a noi dispiace molto, perché vedere l'inizio della fine del Piano paesaggistico regionale per noi è un colpo al cuore, peraltro al buio, perché non sappiamo che cosa si nasconda dietro questo provvedimento. Abbiamo sfatato stamattina il comunicato della Ministra, sfatato che il motivo principale fosse la conclusione della Sassari-Alghero, qualcosa che tutti noi volevamo e per la quale abbiamo combattuto, ma il fatto che vada in Consiglio dei Ministri dimostra che voi siete qui, imperterriti, a portare avanti questo provvedimento, ecco, questo dimostra che c'è qualcosa dietro che noi non sappiamo. Abbiamo già detto che crediamo nella vostra buona fede, in tanti vi conosciamo, sappiamo che state approcciandovi in modo molto onesto a questo provvedimento, ma secondo noi state prendendo una cantonata, nel senso che questo provvedimento non serve all'obiettivo che avete dichiarato, e a questo punto capite anche voi che la domanda è lecita: ma allora perché cosa serve? Per ridare alla Sardegna la sua autonomia nell'interpretare le pratiche che potrebbero essere importanti per lo sviluppo della Sardegna? Mah, più siamo a discuterne e meglio è, il Ministero non può essere un limite, è una garanzia, quello che non sappiamo e quali sono le pratiche giacenti nei cassetti degli Assessorati, ai quali è stato detto no per anni perché non conformi al PPR, adesso questa interpretazione retroattiva è chiaro che a noi apre degli interrogativi, e sono convinto, perché ho parlato anche con molti di voi, che li apre anche a molti di voi, anche molti di voi si stanno chiedendo: ma perché stiamo combattendo così per questa norma se non ci serve per la Sassari-Alghero? Ecco, questo sarà nel segreto della vostra coscienza trovare la risposta, noi siamo preoccupati, a questo vi richiamiamo, per cui il proporvi di confrontarvi con il popolo è quanto di più serio, onesto ci sia…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas s'per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie, Presidente. Non volevo intervenire, però nel momento in cui questo emendamento mette in risalto la valorizzazione del riscontro popolare, della rappresentazione della volontà popolare, non poteva che venirmi in mente che nella Giunta e nella maggioranza siedano tante persone e forze politiche che del riconoscimento della volontà popolare, della richiesta anche della volontà popolare ne hanno fatto una bandiera, e penso all'Assessore Sanna che auspicava elezioni di primo grado, addirittura, per le neo ricostituende o costituende province, penso a chi tra i nostri colleghi fa i gazebi praticamente per qualsiasi cosa, anche per far smettere di piovere, e non si fa un bel gazebo anche per chiedere cosa vogliamo fare con le coste, magari, cosa vogliamo fare con l'agro, con i beni identitari? Poi stoppiamo le cartelle di Equitalia, gli immigrati, ma anche quello magari potrebbe essere un'idea, vi lascio la possibilità di rispondere… Presidente, mi stanno interrompendo…

PRESIDENTE. Scusate un attimo, ma è possibile ma è possibile far intervenire i Consiglieri? Chiedete la parola e intervenite, non siamo allo stadio, per cortesia non siamo allo stadio! Rimanete distratti per come siete stati finora. Prego, onorevole Solinas.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, mi ha dato la parola Saiu o devo aspettare…

PRESIDENTE. No continui, anche lei però… onorevole Solinas, continui.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Posso?... Grazie, Presidente. Beh, dicevamo comunque sia, mettiamo in risalto la volontà popolare, perché no? Perché la Giunta e la maggioranza non dovrebbero accettare questo invito? Perché non è giusto, nel momento in cui si va ad incidere su dei beni, e li ripetiamo, beni identitari, agro, coste, perché non si può chiedere la volontà e il riscontro delle stesse persone che sono effettivamente i veri proprietari? I quali ne beneficiano effettivamente e dovranno occuparsene loro e le generazioni future per il resto della loro vita; questa è la cosa importante, questo è ciò che io penso questo emendamento, nella sua semplicità e nella sua accortezza, voglia rappresentare, non è altro, e lo ripeto, perché potrebbe essere uno spunto di riflessione anche per i colleghi di maggioranza e della Giunta, un riprendere quello che è contenuto… Presidente, non vogliono fammi parlare, è scomodo quello che dico, lo so, però è la verità. Quindi in conclusione, Presidente, diamo voce al popolo, spero veramente che la maggioranza accolga questo emendamento perché non fa altro che riprendere la loro volontà politica, i loro slogan e i loro spot per tramutarli, per una volta, magari in realtà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie, Presidente. Il 999 è un numero da cabala, diceva il collega, è anche l'inizio dell'autunno del medioevo, ma era anche il preludio del primo Giubileo, anche se qua motivi per fare un Giubileo non ne abbiamo affatto. È evidente che questo emendamento sostitutivo parziale ha il sapore della provocazione, dell'invito, che non dovrebbe avere nemmeno una parte politica in questo Emiciclo, perché tutte le nostre formazioni politiche hanno una storia che, viva Dio, non è medievale ma è di rinascenze, che ci porta vicini al popolo, sia su matrice populista che su matrice popolare. E perché lo diciamo questo? Dov'è che il sapore della provocazione si perde ma diventa una proposta pragmatica? E' nell'invito a voi, in particolare all'Assessore degli enti locali, a tornare nei territori e a capire dove il PPR non funziona, sentendo gli enti locali, è un invito che abbiamo già inoltrato e che rinnoviamo qua, perché io non credo che le cose si possano fare con questo grimaldello stante anche l'annuncio del provvedimento che ci sarà nel Consiglio dei Ministri, io credo che invece sia necessario sentire le associazioni degli enti locali, capire quali istanze reali provengono dai territori, e capire se questo PPR negli ambiti costieri che lo compongono funziona in Ogliastra quanto funziona nel Sarrabus, o se funziona in Gallura quanto funziona nel sud-ovest della Sardegna. Ma questo richiede un impegno, richiede un'analisi, richiede uno studio accurato, richiede un lavoro politico di concertazione nei territori importante, che non si può risolvere in questo modo, ovvero col grimaldello di un'interpretazione autentica. Ecco perché questa non è una semplice provocazione ma è veramente un invito forte a che questo emendamento venga accolto, perché io confido che ci possa essere un Giubileo, un'alba nuova sulla Sardegna, e lo dico anche io con spirito da sardista, perché no, perché se questo emendamento voi non lo accogliete, e come questo gli altri, perché non lo accoglierete, nell'essenza profonda della nostra proposta politica, fate l'errore dei despoti illuminati, che volevano fare tutto per il popolo ma niente attraverso il popolo; noi non facciamo la parte dei giacobini, ma facciamo la parte di chi al popolo e ai territori ci pensa davvero. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie, Presidente. Appena ho visto questo emendamento ho pensato che alcuni colleghi della maggioranza lo avrebbero sicuramente sostenuto, votato, perché pensare a una consultazione popolare nella quale ci sia il coinvolgimento del popolo, nella quale appunto si possano coinvolgere i saldi per decidere una interpretazione autentica del PPR, io penso sarebbe stato importante. Mi dispiace che adesso sta uscendo l'onorevole Cocciu perché lo volevo citare. Per esempio… eccolo qua… lei, onorevole, penso possa essere uno di quelli che debba sostenere questo emendamento, se non altro perché da Assessore e Vice Sindaco di Olbia ha promosso, poi non è andato a buon fine, un referendum, ha tentato di mettere in atto un referendum che avrebbe dovuto chiamare gli olbiesi a decidere sulla messa in sicurezza della città di Olbia, quindi sul Piano Mancini, quindi la volontà da parte dell'Amministrazione comunale, in quel caso, di coinvolgere il popolo, quindi gli olbiesi, su Piano Mancini sì, Piano Mancini no. Allo stesso modo, per quanto riguarda il PPR, io mi sarei aspettato e mi aspetto un voto positivo da parte di alcuni colleghi della maggioranza, e nello specifico anche dal collega e amico Angelo Cocciu, sulla base dello stesso principio.

Avremo modo di approfondire nel corso dei prossimi emendamenti e nel corso della discussione finale, però io credo che, al di là delle battute, bene faremo a prestare molta attenzione a quello che stiamo andando a votare con questa legge e in questi giorni. Abbiamo cercato di dirvelo in tutte le lingue, però confidiamo ancora sul fatto - e annuncio il voto favorevole a questo emendamento - che voi possiate fermarvi in tempo.

Badate, se non ci fosse stata questa discussione che noi abbiamo sostanzialmente alimentato, questo provvedimento sarebbe passato in sordina, come molti provvedimenti che passano in sordina, peraltro non solo in questa legislatura, rispetto ai quali poi molti consiglieri regionali si pentono di averli approvati. Probabilmente è successo anche a me, non in forma così grave rispetto a questa legge, nella precedente legislatura. A volte siamo distratti, soprattutto in maggioranza, perché confidiamo sul fatto che i proponenti, spesso accade per iniziativa della Giunta, assicurino…

PRESIDENTE. Onorevole Meloni, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente. Devo dire che non volevo intervenire, però il dibattito ha stimolato un intervento, perché nella pausa del pranzo, dove ognuno di noi prova ad aggiornarsi sulle notizie, la prima notizia che è balzata sotto gli occhi penso di tutti i consiglieri regionali è che il capitano si è dichiarato berlingueriano, erede di Berlinguer. E allora ho pensato: bene, io qualche giorno fa ho letto in quest'Aula tutte le affermazioni di Berlinguer, tutto ciò che Berlinguer come politico, non come uno di quelli che va a fare slogan anche nelle spiagge, ma come politico serio e preparato, pensava della tutela dell'ambiente. Allora mi è venuto subito in testa che, durante la bagarre che si è scatenata tra l'onorevole Solinas e l'onorevole Ennas, l'onorevole Ennas ci stesse spiegando quale fosse la sua ragione di voto positivo sul tema della copianificazione, per esempio. Non abbiamo sentito la sua voce del perché la copianificazione è uno strumento…

PRESIDENTE. Onorevole Lai, però lei deve dichiarare i motivi del suo voto, non interpretare il pensiero dell'onorevole Ennas, che è difficilissimo, quindi si limiti a interpretare il suo pensiero, altrimenti le tolgo la parola.

LAI EUGENIO (LEU). Sono d'accordo sul fatto che è difficilissimo interpretare il pensiero, però ho citato l'onorevole Ennas, Presidente, non per provocazione, ma perché questo emendamento, Presidente, cita esplicitamente "previa consultazione popolare" e se non sbaglio previa consultazione popolare, tra la gente, in mezzo alla gente, era uno degli slogan del partito dell'onorevole Ennas, ed è per questo che vorrei capire da lui perché si vota contrario.

PRESIDENTE. No, onorevole, le tolgo la parola.

LAI EUGENIO (LEU). E nell'annunciare il voto positivo…

PRESIDENTE. Perché se dà la giustificazione di un suo voto…

LAI EUGENIO (LEU). Sono d'accordo. Nell'annunciare il voto positivo all'emendamento è facile anche farlo citando Berlinguer, citando Berlinguer e notando la differenza tra chi fa politica con la P maiuscola, chi l'ha fatta ed è diventato un simbolo, non solo di chi votava PCI, ma anche di chi votava altri partiti, perché c'era il rispetto, e chi oggi, invece, fa solo estrema campagna elettorale con slogan tipo "latte ad un euro" nelle spiagge.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 999.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 999.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ora passiamo all'emendamento numero 1000, che è l'inizio, invece, di una nuova era, mi sembra, il nuovo millennio, a pagina 46.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. I colleghi che hanno presentato l'emendamento hanno voluto sottolineare il ruolo del Consiglio regionale. Qui si cita la possibilità di una deliberazione. Ora, il Consiglio delibera o quando approva le leggi oppure può deliberare anche su documenti, testi non legislativi, che vengono ugualmente sottoposti all'approvazione del Consiglio. Questa richiesta attraverso l'emendamento vuole sottolineare un ruolo che il Legislativo sta via via perdendo. Non c'è giorno in cui questo Consiglio o le Commissioni competenti non discutano di come atti, a volte anche deliberati all'unanimità da parte dell'Aula e delle Commissioni, vengano in maniera ormai sistematica calpestati. Stamattina nella pausa pranzo, Presidente, abbiamo partecipato a un incontro con le forze sindacali ed è stato spiacevole assistere per l'ennesima volta a reprimende su decisioni che già all'unanimità avevamo contribuito a prendere. Di fatto oggi tutti i sindacati hanno sottolineato carenze di cui ci eravamo già resi conto e su cui il Consiglio regionale all'unanimità pensava di essere già intervenuto. Questo vale due volte su una materia spinosa e tecnica come l'urbanistica. Io rimango della mia opinione. Credo che oggi si stia portando avanti un testo i cui effetti sono sconosciuti agli stessi colleghi che contribuiranno e che stanno contribuendo alla sua approvazione. Dispiace però che, anche in reazione alle novità di cui stiamo discutendo da stamattina, non ci sia stata da parte della Giunta regionale neanche la sensibilità di intervenire al dibattito e chiarire una volta per tutte alcuni aspetti di questo tema. Probabilmente è una precisa scelta politica. La scelta è quella di non chiarire, la scelta è quella di far permanere questo Consiglio nell'opacità più totale, la scelta è quella di dare modo a tutti di costruirsi un alibi. Domani qualcuno potrà, più o meno legittimamente, dire di non sapere, di non essere stato informato, però gli Assessori competenti non possono tacere perché si pecca con le azioni, ma si pecca anche con le omissioni. E questa è una omissione importante, politicamente rilevante e che politicamente sarà fatta pesare anche nel futuro. Per cui l'invito, oltre appunto a dichiarare il mio voto favorevole…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Intanto preannuncio il mio voto favorevole all'emendamento e sottoscrivo le parole dell'onorevole Agus che ha illustrato la mancanza di coinvolgimento da parte di una serie di consiglieri della maggioranza, che su un testo del genere mi sarei aspettata almeno avessero potuto chiarire alcune posizioni, visto anche l'iter abbastanza lungo che questa norma ha avuto prima di arrivare in Aula, attraverso le Commissioni e in Aula da quando stiamo discutendo. Un tema che è importante, lo sappiamo benissimo tutti quanti, un tema che ha visto spesso delle difficoltà, non soltanto dalla vostra parte politica ma anche dalla nostra parte politica, e quindi ci aspettavamo un dibattito che non provenisse soltanto dai banchi dell'opposizione. Per rimarcare anche il no delle forze di CGIL, quindi delle forze sindacali, il no che è arrivato pesante dal mondo delle associazioni ambientaliste, ecologiste, che sono sottoscritte anche da una petizione che ad oggi vede più di 30.000 firme per la salvaguardia delle coste della Sardegna.

Io penso che una maggioranza consapevole e responsabile avrebbe preso per buone le firme che sono arrivate su una petizione che vuole salvaguardare le coste, avrebbe sicuramente aperto un dibattito più ampio non soltanto all'interno di un'Aula del Consiglio regionale, ma avrebbe aperto un dibattito tra le parti considerando anche il no che è arrivato in maniera anche un po' di forza da parte della maggioranza in Commissione, quando abbiamo chiesto le audizioni, un no che è stato per me pesante, ma che dovrebbe essere pesante anche per voi, perché i territori, i Comuni rappresentati eventualmente da ANCI non sono stati coinvolti, non sono stati neanche considerati e noi sappiamo bene che i Comuni sono coloro che poi alla fine soffrono di più quando devono applicare delle norme che non sono chiare e precise. Un no che è pesato anche perché non si sono ascoltati i professionisti, gli Ordini degli Ingegneri, l'Ordine degli architetti, i professionisti in genere che comunque hanno un ruolo importantissimo nella nostra società e che assolutamente non possono essere chiamati e convocati solo quando ci conviene…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÉ ALMA (M5S). Nell'annunciare naturalmente il voto favorevole a questo emendamento, ero un attimo distratta perché mi è capitata una lettera carina che stavo leggendo e che magari vorrei per una parte condividere anche con voi.

Stavo leggendo una lettera che è stata scritta da Cappellacci e stavo leggendo la premessa, e proprio in questa premessa, era una lettera inviata da Cappellacci per l'avvio del processo partecipativo di revisione proprio del PPR, e in questa lettera si evidenzia come e quanto già da allora era e fosse importante la condivisione, la trasparenza, la partecipazione da parte del popolo, qua poi parliamo del Consiglio regionale e il Consiglio regionale poi non è altro che la massima espressione del popolo. E leggevo proprio questa premessa, come evidenziato nel programma di legislatura presentato dal Consiglio regionale, la nostra azione è fondata sulla metodologia partecipativa e ha ribadito che il metodo, non ve la sto a leggere tutta perché sennò potrei stare ore qua, ha ribadito che il metodo di governo assume valenza almeno analoga a quella dei contenuti e soprattutto la cosa più importante mette in evidenza, io l'ho letta fino a poco fa, mette in evidenza l'importanza anche strategica, dal punto di vista strategico, della comunicazione soprattutto e del rapporto che si deve creare sempre con il popolo. Tra l'altro l'ha messo bene in evidenza in questa lettera, e invito davvero i consiglieri della maggioranza a leggere anche perché parte proprio dalla destra, per cui davvero alcuni contenuti di questa lettera, specialmente nella premessa li condivido, li condivido appieno soprattutto per il ruolo e l'importanza che ha davvero il popolo e l'ascolto del popolo. Noi l'abbiamo sempre dichiarato, l'ha detto poi poco fa anche il mio collega, l'importanza dell'ascolto, soprattutto in tutte le campagne elettorali che comunque hanno contraddistinto e hanno segnato davvero la vostra vincita e quindi il fatto che voi governiate nella Regione, è stato dato un grande risalto, un gran rilievo al discorso della trasparenza e della condivisione, Quindi in questo argomento così importante per la Sardegna, così importante anche…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 1000, un emendamento che vede le firme dei colleghi che rappresentano appunto la totalità delle forze di minoranza e che quindi continua attraverso questa azione di centellinata e sensibile volontà di rappresentare le forze della maggioranza, quello che è il nostro monito vero, di portare e di riportare l'argomento del Piano paesaggistico, l'argomento della tutela del nostro territorio a un livello di collegialità e a un livello di attenzione come crediamo che sia opportuno.

Quando nell'articolo 2, interpretazione autentica di norme di pianificazione paesaggistica, i colleghi suggeriscono la sostituzione delle parole "in ogni caso" che indica evidentemente una ipotesi di frequenza di coinvolgimento del soggetto appunto di riferimento, propone la sostituzione con "previa deliberazione del Consiglio regionale", dice una cosa molto chiara, dice che l'ambito della collegialità maggiore del livello più alto della collegialità che è quella appunto del legislatore regionale, sia il soggetto deputato a ragionare in termini di valore assoluto dei beni identitari, coste, eccetera. Questo continua ad essere il monito, il monito che con tutti questi emendamenti, con questa continua relazione tra minoranza e maggioranza si vuole rappresentare. Noi speriamo che al termine di questo lungo percorso ci possa essere una sensibilizzazione vostra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Poiché non è in Aula, decade.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). In questo emendamento appunto si parla di sostituire le parole "in ogni caso" con le parole "previa deliberazione del Consiglio regionale", cioè la massima considerazione che noi diamo alla democrazia, democrazia che dovrebbe essere regina in quest'Aula. E invece in questi giorni stiamo assistendo in quest'Aula a un silenzio della maggioranza, oppure soltanto un rumorio che non esprime opinioni, a un disinteresse alle parole che noi cerchiamo con determinazione e serietà di far uscire dalla nostra bocca. Assenza di dibattito che implica al contrario proprio un uso distorto della democrazia, quella democrazia che invece noi auspichiamo con questo emendamento, dibattito che avrebbe dovuto coinvolgere tutti i portatori di interesse come ha anticipato la mia collega Orrù, voi però lo avete negato sin dal primo giorno perché non volevate perdere tempo, avevate architettato questo marchingegno pensando di approvarlo in quattro e quattr'otto, invece sono passati 43 giorni, e non ce l'avete fatta ad approvarlo in quattro e quattr'otto. E oggi è arrivata la notizia ufficiale che vi smaschera definitivamente, il re è nudo, il re è nudo, sì, onorevole Tunis, non è un bello spettacolo, però è nudo!

(Interruzioni)

No, no, in generale! E con chi mi devo scusare?

Un uso consono della democrazia avrebbe evitato questa vestizione, però lo avete scelto voi, avete scelto il contrario, e noi vi richiamiamo con questo emendamento a riportare la democrazia all'interno di quest'Aula, l'Aula più alta della nostra isola, sappiamo che non ci riusciremo, ormai siete cocciutamente avvinghiati alle vostre "convinzioni", però noi proseguiremo ancora in questo nostro cammino perché siamo certi di essere nel giusto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, difficile intervenire dopo questo intervento del mio collega Li Gioi, siamo arrivati all'emendamento numero 1000, dove intervengo per dichiarare il mio voto favorevole, appunto per sostituire le parole "in ogni caso" con "previa deliberazione del Consiglio regionale". Un altro emendamento che cerca di scuotere la maggioranza per farla tornare indietro sulle proprie convinzioni e per riportarla appunto a un ragionamento più corale, più aperto verso l'ambiente e verso i temi che stanno tanto a cuore a tantissimi sardi, che ancora oggi ci fanno sentire da fuori le loro proteste, le loro motivazioni perché ritengono anche loro che questo provvedimento va a nuocere, a colpire la Sardegna, invece di aiutarla. E quindi nel nostro modo di dialogare con la maggioranza, cercare di spiegare il perché fermarsi, di ragionare, di magari rimandare in Commissione questo testo per poterlo migliorare veramente, chiediamo appunto di ragionare su questo emendamento che possa appunto un minimo migliorare questo testo che ci vede fortemente contrari, perché va a toccare dei temi che per noi non sono certamente negoziabili, perché tutti noi, anzi il mio gruppo è conscio che c'è necessità di una revisione del PPR, però non c'è bisogno di scardinarlo, di dare un liberi tutti su appunto andare a colpire l'ambiente. Per questo io ribadisco il mio voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, l'emendamento introduce con le parole "previa deliberazione del Consiglio regionale" un elemento di novità per il Consiglio, che è similare alla procedura che viene adottata negli enti locali, nei Comuni in particolar modo. Non è un caso che i promotori dell'emendamento, il primo firmatario l'onorevole Piscedda, provenga quale esperienza politica proprio da un ente locale avendo amministrato il Comune di Elmas per due mandati. E quindi che cosa si vuole introdurre come novità nel dibattito dell'Aula e nella tipologia anche di argomenti che noi trattiamo? Che nel momento in cui voi andate nella direzione di eliminare il confronto in copianificazione tra più enti, non possa essere lasciato in solitudine a un funzionario o un dirigente della Regione la decisione su un grande progetto nei luoghi dove insistono beni identitari. E' né più né meno quello che accade nei comuni, cioè che nel momento in cui si pone all'attenzione delle città, in questo caso fatte le debite proporzioni della Regione, l'idea di un intervento su un luogo in un sito dove sono ubicati quei beni identitari elencati, e dei quali abbiamo parlato nel corso delle giornate precedenti, non possa essere lasciato in totale solitudine ad un singolo funzionario la decisione su quale deve essere il livello di progettazione, la qualità dell'intervento e il motivo anche, positivo o negativo, che ha determinato quella tipologia di intervento. E' né più né meno quello che accade nei comuni: il Sindaco, l'Assessore, il Consiglio comunale, sui grandi progetti di interventi urbani vedono nel dettaglio il progetto preliminare, e poi le altre fasi, fin tanto da conoscere persino la tipologia di materiali usati in quel singolo luogo. Nessuno di noi ha la possibilità di sapere esattamente, per i progetti presentati in Regione, anche i grandi progetti, se non con accesso agli atti o per interlocuzioni con i dirigenti, che cosa realmente si va a fare. Nell'ambito della eliminazione quindi del sistema di copianificazione e coinvolgimento di più enti valutano i proponenti, e con loro noi, che probabilmente sarebbe indispensabile e necessario introdurre una novità quale tipologia anche di atti da adottare in seno al Consiglio regionale, perché tutti noi, e quindi coloro che sono anche interlocutori delle cittadine e dei cittadini, possano valutare insieme che tipo di intervento fare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro SOLINAS per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, anche qui comunque sia si vuole dare espressione e risalto alla democrazia, a fare sì che i rappresentanti dei sardi possano, quantomeno loro, se non i sardi stessi, dare la loro opinione, in quanto appunto eletti e rappresentanti dei cittadini, su quelle che sono le intenzioni che la maggioranza avrà modo di proporre, spero a breve, relativamente all'utilizzo delle nostre coste, del nostro agro e dei nostri beni identitari. Ciò che io volevo dire è che da parte nostra, anche se l'onorevole Tunis ci ha chiesto di scusarci prima, per una battuta del mio collega, che non aveva alcun intento di fare quello che in inglese si chiama body shaming, quindi far provare vergogna a qualcuno per il proprio corpo, anzi, l'unica vergogna che qualcuno dovrà provare sarà la vostra, quando le nostre coste verranno deturpate, quando il nostro agro verrà edificato in maniera assolutamente priva di criterio, e quando i nostri beni identitari verranno insidiati al punto che proprio la loro identità andrà persa, che tutto ciò che rappresenta non esisterà più, e che le persone che intorno a quei beni avevano creato una propria vita, anche un'impresa, o comunque le persone che erano cresciute nei paesi e nei luoghi in cui quei beni insistono, non si troveranno più a casa, perché probabilmente una casa non ce l'avranno più. Perché molti paesi moriranno, questo lo sappiamo, sono dati statistici di cui praticamente non possiamo trovare alcun metodo di confutabilità. Quindi non possiamo fare, come si suol dire, carne di porco del piano paesaggistico regionale, assolutamente. Noi siamo qui oggi, ancora, dopo settimane per ricordarvelo, perché questo è un detto latino che molti umanisti si ricorderanno, gutta cavat lapidem, che non è la "gutta" che mi sta per venire per l'aria condizionata, ma è la goccia che inesorabilmente scava la pietra, e questa è la nostra volontà, e finalmente io, sono sicuro, prima o poi riusciremmo a fare breccia nella vostra, qualora sia mai rappresentata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Presidente, ovviamente io sono d'accordo su questo emendamento e voterò a favore, pur essendo consapevole che si tratta di una provocazione, di una consecutio temporum; abbiamo provato a farvelo togliere del tutto quell'emendamento, poi abbiamo provato a farvelo correggere in parte, poi abbiamo provato a sottoporlo al voto popolare, abbiamo pensato che magari voi in un sussulto di autonomismo voleste caricare l'Aula di questa responsabilità e allora abbiamo detto: glielo proponiamo, vediamo se almeno questo passa, che sia l'Aula del Consiglio regionale, quindi la massima assise, a dover discutere di volta in volta se tale opera vada sottoposta a copianificazione oppure no. Dalle facce che vedo mi sa che non vi convinciamo manco così, effettivamente sono abbastanza consapevole che si tratta di una provocazione perché quasi neanche in Commissione, se non fosse per la bontà dell'onorevole Frongia, Assessore ai lavori pubblici, vedremo le pratiche che negli Assessorati giacciono. Anche ieri, in quella ultima legge che abbiamo approvato è sparito il passaggio e il ritorno nella Commissione per l'analisi della delibera della Giunta che darà poi esecutività a quella legge, quindi vediamo un po' una contraddizione, cioè da una parte si chiede un'assunzione di responsabilità in capo agli eletti, dall'altra si vuole privare il massimo consesso regionale, che è questo, il Consiglio regionale, anche solo della possibilità di vedere di che cosa si tratta e di poter dire la propria, non dico di approvare o non approvare provvedimenti ma almeno di vederli. Quindi noi, quando scriviamo sono sostituite dalle parole "previa deliberazione del Consiglio regionale", stiamo dicendo solo questo, cioè facciamole arrivare qua e poi il Consiglio regionale a maggioranza deciderà se quelle pratiche devono o non devono andare a copianificazione.

Noi vi richiamiamo per l'ennesima volta, vi ricordiamo ancora una volta che stamattina la Ministra, non un pisquano qualsiasi, si è espressa dicendo che porterà all'attenzione del Consiglio dei Ministri la pratica della Sassari-Alghero, quindi non c'è più quella scusa, ve lo dirò per altri trecento volte se sono trecento gli emendamenti, ma vi invitiamo a caricare questo Consiglio della responsabilità, e nell'esprimere il mio voto favorevole faccio un appello al vostro senso di responsabilità. Grazie, colleghi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). L'emendamento numero 1000, ringrazio l'onorevole Piscedda, anche non leggendo questo emendamento avrei sicuramente capito che la provenienza fosse da parte dell'onorevole Piscedda perché il richiamo al popolo, il richiamo al Consiglio regionale, alla massima Assemblea sarda è evidente che vi è un ragionamento di fondo, e richiamo l'attenzione del nostro pregevolissimo Assessore agli enti locali ed urbanistica, non so se ricorda la citazione di Emilio Lussu, "ci sono ordini buoni e ordini cattivi, ordini giusti e ordini ingiusti", bene, lei ha ricevuto degli ordini ingiusti, probabilmente, Assessore, e lo dico perché lei sa, immagino, che in Sardegna abbiamo 802.000 abitazioni complessive, di queste 250.000 sono praticamente vuote, il 60 per cento di queste abitazioni complessive sono concentrate nella costa, il 90 per cento dei posti letto sono concentrati nella cosa. Dico questo e do questi numeri perché noi abbiamo vissuto un periodo di una sostanziale bolla immobiliare, lo sappiamo un po' tutti, oggi è cambiato il mondo, Assessore, è cambiato il mondo, si va verso la tutela appunto del paesaggio, si va verso un'economia sostenibile, si va verso la valorizzazione della nostra identità, dei nostri beni identitari, della nostra cultura, del nostro paesaggio; voi siete fuori dal mondo, Assessore, quindi io ho provato in tutti i modi per cercare di essere costruttivo ma stiamo arrivando a fine serata, vedo che comunque quest'Aula non è per niente attenta a tutte quelle che sono le considerazioni…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Satta, il tempo a sua disposizione è terminato

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, io mi rivolgo all'Assessore per la penultima volta. Lei, Assessore non può avvalersi della facoltà di non rispondere perché questa facoltà non ce l'ha, proprio perché è Assessore. Io leggevo prima, stavo cercando di seguire una lezione (io che sono un po' asinello) di diritto costituzionale, che dice esattamente "è detta interpretazione autentica l'interpretazione della legge effettuata dal medesimo organo che ha posto in essere l'atto normativo. E' un meccanismo normativo non interpretativo poiché impone norme ed è fonte del diritto"; la cosa che l'onorevole Ganau ha ripetuto quasi in maniera pesante è questa che ho riletto oggi, che appunto dice "proprio perché tale legge individua l'interpretazione autentica fra le diverse interpretazioni possibili, tale legge dispiega i suoi effetti ex tunc, ossia dal momento in cui la legge oggetto dell'interpretazione è entrata in vigore e non solamente ex nunc, in altre parole tale legge è retroattiva". Questo è il senso della legge, l'avevamo già capito che le strade e le stradette alla fine poco ci azzeccavano, l'abbiamo detto ripetutamente ma ne eravate più convinti voi di noi, adesso io dico per la penultima volta ci degni di darci una risposta e una sua interpretazione, di questa legge non delle interpretazioni autentiche, perché davvero ci farebbe estremamente piacere, perché comunque l'Aula dovrebbe essere il luogo dell'interlocuzione, del confronto, per arrivare poi a una condivisione, o provarci almeno, ma se qui per 5, 10 giorni abbiamo parlato solo da una parte, abbiamo sentito solo due interventi dall'altra parte, lei ha parlato solo una volta tra l'altro in sardo, secondo me per farsi capire poco e non perché non sappia spiegare ma perché non voleva farsi capire. Credo che questo ce lo debba dopo tanti giorni. Oggi sicuramente andrete ad approvare questo testo, ci onori di dirci come la pensa su questo testo di legge e se questo che ho letto sull'interpretazione autentica è davvero così, perché lei magari è avvocato è può convincermi che chi ha scritto questo articolo ha sbagliato e non può essere riferito all'interpretazione autentica che voi dovete dare di una norma, non dimentichiamo, approvata nel 2006, mi sembra nel mese di maggio, dalla Giunta regionale, con allora presidente l'onorevole Renato Soru.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1000.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ora mettiamo in votazione gli emendamenti 1001, 1002 che fanno decadere come principio preclusivo gli emendamenti 1004, 1012, 1014, 1017, 1023, 1025, 1059, 1057.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, anche questo emendamento a firma dell'onorevole Piscedda, che naturalmente io voterò a favore perché chiarisce un aspetto fondamentale della norma, quindi che è l'obiettivo che vuole portare a casa questa maggioranza, cioè sottrarre a qualsiasi possibilità di concertazione e conferenza e anche di coinvolgimento del popolo sardo in quelli che sono gli aspetti, quelli che sono gli aspetti fondamentali su cui bisognerebbe certamente indirizzare l'azione del vostro Governo, ma direi anche del nostro Governo che è quello della tutela della paesaggio. Non ho concluso il mio intervento precedentemente rispetto a quella analisi del carico complessivo delle abitazioni che abbiamo noi in Sardegna che sono 802.000 abitazioni di cui 250.000 che sono praticamente vuote. Allora noi in quest'Aula avremmo dovuto magari pensare di mettere in sicurezza il nostro territorio, quindi elaborare il nostro piano paesaggistico, anche attualizzandolo a quelle che sono le esigenze del tempo, ma cercando di mettere al centro la tutela del nostro territorio e quindi la possibilità di mettere in sicurezza il nostro territorio. In passato purtroppo vedi anche Olbia abbiamo vissuto un'esperienza negativa rispetto a quella che sono state anche le costruzioni diciamo in ambienti a rischio idrogeologico. Quindi anche questi aspetti avrebbero dovuto magari indirizzare l'azione di questo Governo verso la tutela del territorio e magari privilegiare uno degli aspetti fondamentali che è la tutela del nostro agro e la valorizzazione del nostro comparto primario e magari riuscire a...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente, gli emendamenti 1001 e 1002 appunto a prima firma del solito inarrivabile Valter Piscedda, determinano da parte nostra il Consiglio di, o lo sconsiglio come dice l'altro inarrivabile Roberto Deriu, di sostituire alla parola sottratti la parola affidati e qua ci viene in soccorso la splendida lingua italiana che ci dice quelli che sono gli esatti significati in questi due termini, di sottrarre la sua forma transitiva vuol dire far sfuggire alla vista o all'attenzione altrui proprio il vostro intento che non siete riusciti a porre in essere grazie alla nostra azione incisiva. Nella sua forma riflessiva sottrarsi invece ha un termine e un significato ancora più negativo, per quanto ci riguarda, riuscire ad eludere un obbligo un dovere venir meno a qualcosa, e anche in questo caso voi ci siete riusciti e questo a noi ce ne duole, però è un dato di fatto. Invece noi proponiamo la parola affidarsi, nella forma transitiva affidare significa consegnare, attribuire o rimettersi fidando nell'altrui capacità. Affidarsi, rimettersi alla benevolenza e alla protezione altrui. Ecco i nostri son concetti positivi, con contenuti di altissimo valore e i vostri invece sono concetti negativi con contenuti che vanno in contrasto con i concetti democratici, così come ho potuto sottolineare il mio precedente intervento. Ecco perché non posso non sottoscrivere e dare il mio parere favorevole a questo emendamento, promosso dall'onorevole Valter Piscedda che avevo già firmato assieme Eugenio Lai e a Maria Laura Orrù e ad Antonio Piu. È d'obbligo fare questo ora che siamo arrivati quasi al termine di questo percorso che ci porterà ad una vittoria morale, perché le vittorie morali sono molto spesso più importanti delle vittorie di Pirro, e noi siamo convinti che moralmente vinceremo noi, e questo anche se i numeri non potremo mai controbatterli, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, ma per sottoscrivere in pieno questo emendamento voluto dall'onorevole Piscedda primo firmatario e che vede tutti noi coinvolti e per chiarire alcune questioni. Il fatto che ai sensi dell'articolo 135 del codice Urbani alcune materie siano sottratte alla elaborazione congiunta Stato - Regione non significa che in relazione alle stesse materie il legislatore possa intervenire modificando con legge le disposizioni dei piani paesaggistici vigenti. Infatti lo stesso articolo esonera le Regioni in dette materia dall'obbligo della pianificazione congiunta ma non da quello dell'utilizzo di uno specifico strumento qual è il Piano paesaggistico per la salvaguardia, la pianificazione e la gestione del territorio regionale. L'utilizzo dello strumento del Piano, infatti, consente non solo una corretta elaborazione attraverso specifiche disposizioni regolamentari, e lo dice l'articolo 143 del codice, ma anche le forme di pubblicità disciplinate dalle forme di partecipazione di cui all'articolo 144 del codice col coinvolgimento dei soggetti interessati e delle associazioni portatrici di interessi diffusi, individuate ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di ambiente e danno ambientale. D'altro canto il codice Urbani contiene disposizioni di riforma economico sociale della Repubblica che vincolano il legislatore regionale e quindi lo speciale procedimento di elaborazione e modifica dei piani paesaggistici deve avvenire necessariamente coi procedimenti previsti per la formazione e gli aggiornamenti dei Piani anche nelle materie sottratte a pianificazione congiunta. Tanto è vero che in numerose sentenze della Corte costituzionale, con specifico riguardo alla Regione, parliamo della sentenza 11/2016 e 189 del 2016 si afferma il principio che si deve escludere in ragione dei principi della prevalenza dei piani paesaggistici sugli altri strumenti urbanistici che il Piano paesaggistico regionale sia derogabile, questo per sottolineare tra l'altro in un anno, questa è una parte della relazione tecnica che è allegata alla norma e che abbiamo pensato di allegare, perché è precisa e detta i motivi per cui noi abbiamo contestato fin dall'inizio questo dispositivo, e ringrazio anche i professionisti che ci hanno dato una mano per redarlo ed è chiaro che sintetizza un po' tutto quello che è il discorso che abbiamo fatto anche oggi e che parlavamo anche di coinvolgimento attivo delle parti interessate, cosa che non è avvenuto e che non continua a non avvenire…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente, intanto per chiedere di togliere la mia firma dall'emendamento numero 1001, e invece di confermarla nell'emendamento 1002 e lo dico perché le due parole sono totalmente diverse, probabilmente il principio per cui vale l'accorpamento degli emendamenti non è in linea sicuramente con le parole italiane. Perché? Perché se noi diciamo che si interpreta nel senso che in ogni caso "sono sottoposti alla pianificazione congiunta tra Regione Autonoma della Sardegna e il Ministero per i beni, le attività culturali e per il turismo", è completamente diversa dall'affermazione "sono affidati alla pianificazione congiunta tra Regione Autonoma della Sardegna e il Ministero". E lo dico proprio perché sono consapevole del fatto che il tema dell'autonomia per la nostra Regione rappresenta un elemento importante e indispensabile, se saputo usare, sfruttare nell'interesse dei sardi, proprio perché l'intervento dell'assessore Sanna di qualche giorno fa in lingua sarda ha stuzzicato in tutti noi il tema dell'autonomia, il tema della corretta pianificazione che si svolge in Sardegna. Però le due affermazioni sono completamente diverse. Il senso della frase cambia notevolmente, "sottoposti" è un termine che non mi piace, ed è per questo che ho chiesto di togliere la mia firma da quell'emendamento, perché rappresenta un qualcosa dove la Sardegna, la Regione sarda, nonostante non condividiamo le vostre scelte, si piega alla volontà di qualcuno. "Affidati" è un qualcosa di diverso perché la copianificazione è un tema fondamentale dal mio punto di vista per una corretta visione dell'urbanistica e della programmazione del governo del territorio in Sardegna. Colgo l'occasione degli ultimi secondi per avvalorare la tesi del mio Capogruppo quando chiede all'assessore Sanna di spiegarci il perché di questa legge, per me lo può fare in lingua sarda, in lingua italiana e in lingua inglese, le capisco entrambe, le capisco tutte, però lo faccia entrando nel merito del provvedimento, lo faccia come stava provando a fare qualche altro Assessore della sua Giunta provando a illustrare il perché di questa legge, non usando la demagogia e retorica che abbiamo sentito fino ad ora. È per questo che l'onorevole Cocco, in maniera molto responsabile, chiedeva un suo intervento senza…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Io questa volta, e questo è il bello della democrazia, dissento dalla posizione dell'onorevole Lai proprio per il contrario rispetto a questi due verbi: sottoporre e affidare. Perché mettendomi nei panni di questa maggioranza immagino che "affidare" sia troppo definitivo, mentre "sottoporre", secondo me, implica un atto, una richiesta di collaborazione, io ti sottopongo questo documento affinché tu mi dia la tua opinione. Forse affidarsi è un po' troppo, è riconoscere agli altri una dignità che forse a questa maggioranza non vogliamo assegnare. Anche questo è il gioco della democrazia, e noi qui che continuiamo a insistere, a perorare la causa di un ripensamento, di una riflessione più profonda non stiamo facendo altro che invocare una democrazia più piena, una democrazia che sia più vicina ai bisogni dei cittadini, quella democrazia che è stata sancita dai padri costituenti e per la quale Calamandrei fu così bonariamente soprannominato da Togliatti l'ultimo dei Mohicani. Ecco, se non fosse un po' presuntuoso e irrispettoso nei confronti della memoria di questi padri, noi siamo qui a fare gli ultimi dei Mohicani che credono pienamente nei percorsi democratici, che credono pienamente nel senso di un dibattito e che sperano ancora fino in fondo che le nostre parole possano in qualche modo far riflettere e perfino ricredere la maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie, Presidente. Ci tenevo perché mi sono sentito un po' responsabile in quanto primo firmatario di questo emendamento, mi è dispiaciuto…

PRESIDENTE. Scusate…

PISCEDDA VALTER (PD). A me non dispiace, la musichetta mi piace.

PRESIDENTE. Io non ho nessuna voglia di giocare, però lo ripeto perché sono stanco immagino come voi, se risento questi giochini ci riaggiorniamo a giovedì prossimo, lo sto dicendo. Quindi per l'opposizione è un'arma in più per aggiornarci a giovedì.

PISCEDDA VALTER (PD). Ci tenevo a intervenire perché effettivamente dalle parole del collega Lai ho capito il senso del suo intervento, ma ci tenevo a spiegarle la ratio. Col collega Li Gioi ci abbiamo lavorato molto su questo testo, e non è solo una questione semantica, cioè "sottoporre" da l'idea che ci sia una diversificazione di poteri, che ci sia chi sta in alto e chi sta in basso, quindi io posso qualcosa in più di te. L'altro emendamento che dice "affidare", noi l'abbiamo detto tante volte, siamo uomini di Governo a prescindere che siamo in maggioranza o che siamo all'opposizione, ma non ci fidiamo di nessuno se non dei Sardi, caro collega. Per questo noi abbiamo proposto questa parola che è "sottoporre", perché in un consesso nel quale anche noi siamo seduti se ci viene sottoposto qualcosa vuol dire che sta sotto di noi e che noi possiamo decidere delle sorti di quel qualcosa, se invece introduciamo il concetto della fiducia, noi non deleghiamo a nessuno i beni principali di questa terra nella quale umilmente e senza merito siamo chiamati a vivere e ad avere responsabilità. Non possiamo affidare le sorti della nostra Sardegna a nessuno se non al popolo sardo, eventualmente possiamo accettare di affidarli a chi lo rappresenta, ovvero questo consesso, ma a nessun altro. Per questo, caro collega Lai, noi chiediamo il voto sul termine "sottoporre", perché quando una pratica viene sottoposta alla nostra attenzione significa che noi abbiamo la potestà di governarla, non la affidiamo a nessuno, neanche al Consiglio dei Ministri di turno, ancorché noi lì siamo rappresentati in questa fase storica. Ma non basta che siamo convinti noi di questo assunto, abbiamo bisogno di voi, che voi vi facciate carico delle istanze forti del popolo sardo, siete chiamati a rappresentarlo, votate con noi questo emendamento, non c'è niente di male che le pratiche vengano sottoposte alla copianificazione congiunta, anzi ne avrete responsabilità e di questo ve ne renderà merito il popolo sardo. Quindi, nell'esprimere il mio voto favorevole invito anche voi a fare altrettanto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). È chiaro che i due emendamenti in discussione pongono all'attenzione dell'Aula e ribadiscono la questione del riportare nel solco della copianificazione e dell'interlocuzione con le altre istituzioni competenti ad esprimere un parere, vedere anche, visionare la progettazione e diversi interventi con tanti occhi attenti in modo tale che non ci siano decisioni in solitudine da parte di qualcuno negli uffici regionali. Perché parliamo di tematiche e cioè di interventi che riguardano una miriade di beni di fondamentale importanza per lo sviluppo, non per quanto riguarda il bene o i beni in modo autonomo e indipendente, slegato da questo elemento fondamentale, cioè i beni identitari sono essi stessi elemento di sviluppo, oggetto di visita e motivo di viaggio e spostamento non solo per il turismo interno, ma anche per quanto riguarda i turisti che visitano la nostra isola. Quindi l'intervento deve essere ponderato e in modo attento perché tante e troppe volte abbiamo fatto interventi o sono stati fatti interventi nel passato che hanno devastato panorami, scorci, o addirittura hanno introdotto elementi architettonici o edifici, tanto ci si è innamorati dell'intervento successivo e dell'edificio realizzato successivamente che l'edificio è diventato un elemento ostativo che impedisce la vista del bene identitario, e gli esempi sono tanti. Guardate, uno dei primi esempi di follia è il grattacielo, la torre del palazzo dei vostri Assessorati, che copre e ostacola la vista per chi arriva dalla 195 direzione Pula verso Cagliari, e una delle prime cose che interrompe il profilo della città è la torre degli uffici della Regione, quindi non è che anche il pubblico non abbia messo e non ci sia stato intervento che non abbia deturpato il paesaggio, ci si è messi di buzzo buono, e ricordo che in assenza di questo, e per fortuna poi si è modificato il progetto, lo stesso edificio dove siamo noi oggi, il primo progetto negli anni quaranta e cinquanta era l'idea di realizzare un grattacielo che per dimensioni e altezza dovesse essere alla dimostrazione dell'Autonomia della Sardegna…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Augus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Il tema è importante ma è importante anche il mezzo che si utilizza per portarlo avanti. Discutevamo prima, anche in merito al presente emendamento, per il quale il voto mio e del nostro Gruppo sarà favorevole, è l'ultima volta in cui questo Consiglio regionale pensò attraverso una interpretazione autentica di intervenire sul PPR era il 2012, almeno a quell'epoca si pensò di inserire il fatto che attraverso legge si portasse l'opinione della Giunta regionale, che infatti era citata all'interno del testo, si interveniva in quel caso sulle zone umide e quindi si chiariva, con interpretazione autentica, che le disposizioni non si applicassero alle zone umide ma soltanto ai laghi naturali e agli invasi artificiali. Come andò è storia; due mesi dopo fu impugnata, e fu impugnata per contrasto con l'articolo 117 della Costituzione e con le norme contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio, articoli 135 143, concernenti la pianificazione paesaggistica congiunta, per cui abbiamo un autorevole precedente che ci dice qual è l'orientamento, ce ne sono altri anche di altre regioni, questo riguarda questo Consiglio regionale che all'epoca cercò di intervenire, tra l'altro avendo in testa delle condizioni già esistenti, e che appunto fece perdere un sacco di tempo anche ai diretti interessati, face perdere o face guadagnare, dipende dai punti di vista, però a noi, a cui dovrebbe essere caro anche il fatto di poter uscire da qui con una norma chiara e non opinabile, certamente non può far piacere il fatto che invece si esca da quest'Aula avendo idee diverse su quello che accadrà domani nell'applicazione delle norme. Sono stati presentati alcuni emendamenti che nascevano con lo scopo di rendere univoca quella lettura, non sono stati approvati, sono stati bocciati dall'Aula, non penso che sia stata fatta una buona opera. In questo caso appunto il consiglio è quello di fare come noi, di approvare questo emendamento e anche quelli successivi, che non miglioreranno l'impianto di una legge che non sarebbe nemmeno dovuto entrare in quest'Aula, ma che quantomeno mitigheranno i danni legati a un'applicazione…

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti 1001 e 1002 che hanno effetto preclusivo, come dicevo, per gli emendamenti 1002, 1004, 1012, 1014, 1017, 1023, 1025, 1059, 1057 e 1056.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 1001 e 1002.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Vengono dichiarati inammissibili gli emendamenti 1003 e 1018, pertanto si passa all'emendamento 1005, pagina 51.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Intervengono per sottolineare quanto esprimeva il Capogruppo del mio Gruppo, ovvero il precedente che già esiste legato alla volontà di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale che fu emanato o comunque portato all'ordine del giorno del Consiglio con legge regionale 12 ottobre 2012 numero 20, una interpretazione che all'epoca fu proposta dalla Giunta, come giustamente doveva essere fatto anche in questo caso, perché ricordiamo che è chiaro che il Consiglio e la Giunta essendo due Organi completamente diversi, uno è un Organo legislativo l'altro è un Organo esecutivo, quindi non sono la stessa cosa, il Consiglio non può interpretare qualcosa che ha fatto la Giunta. Sappiamo bene che il Piano paesaggistico regionale approvato nel 2006 è stato approvato con decreto del Presidente e con delibera di Giunta regionale, per cui non comprendiamo e continuiamo a non comprendere il motivo per cui l'Assessore e il presidente Solinas non si sia preso in carico, insieme alla sua Giunta, di portare avanti un'interpretazione autentica senza coinvolgere il Consiglio in questa lunga battaglia di cui non si doveva neanche far carico. Inoltre c'è un'altra questione, che ripeteva e sottolineava l'onorevole Agus, legata proprio alla legge regionale 12 ottobre 2012 numero 20, che al comma 2 diceva questo: "I comuni e gli altri enti competenti, in conformità alla deliberazione di interpretazione autentica della Giunta regionale, di cui al comma 1 eccetera eccetera, sono tenuti ad adottare i necessari atti conseguenti, con riferimento ai titoli abilitativi rilasciati a decorrere dal 24 maggio 2006". Ciò significa che la volontà già espressa in passato di voler, con un'interpretazione autentica, fare un passo indietro, quindi essendo retroattiva poter sanare tutta una serie di abusi sul territorio, è praticamente certificata in quella norma, e ovviamente riportata e ripresentata da voi, per cui io mi rivolgo ai miei colleghi Consiglieri: state andando a sottoscrivere un qualcosa che non è di vostra competenza e che sicuramente aprirà scenari che non si possono oggi stabilire e controllare. Quindi io invito tutti i colleghi di maggioranza anche a riflettere seriamente su quanto andranno ad approvare perché, come diceva qualche collega in precedenza, qualcuno potrebbe successivamente pentirsi. La Giunta ha le sue responsabilità, che si prenda le sue responsabilità e faccia quello che è di sua competenza, senza coinvolgere il Consiglio regionale in atti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Apprezzo la presenza dell'Assessore ai lavori pubblici in quanto questo provvedimento è mosso e ha come corpo quello di cercare di sbloccare un'arteria fondamentale, che è quella della Sassari-Alghero. Io sollecito anche l'Assessore ai lavori pubblici, l'assessore Frongia, che si è contraddistinto negli anni per un grande rispetto della democrazia all'interno di quest'Aula, a intervenire e magari esplicitare, in questo caso, il suo pensiero rispetto alla possibilità che si arrivi ad approvare questo provvedimento, questa proposta di legge, che porterebbe, così come hanno anche relazionato i colleghi, probabilmente a un'impugnazione in quanto porterebbe in qualche modo a contrastare quelle che sono le norme sovraordinate, che è il Codice Urbani, ma anche interpretando un atto che non è del Consiglio, ma che è della Giunta, quindi anche lì le contraddizioni stanno tutte dentro questo testo. E quali potrebbero essere gli scenari? Io lo dico da amministratore che ha vissuto nel 2006, a seguito dell'entrata in vigore del Piano paesaggistico, nel mio territorio, quindi in Anglona, dove l'entrata in vigore del Piano paesaggistico ha bloccato la possibilità da parte di predatori di espropriare il vento, il sole e l'acqua nei nostri territori. Mi riferisco ai parchi eolici selvaggi, Assessore, che lei ha vissuto in quel periodo, e sono stati bloccati per il parere contrario da parte del MIBAC. A seguito dell'entrata in vigore di questo provvedimento si potrebbero riaprire scenari selvaggi di appropriazione indebita del vento della nostra Sardegna, ma anche del sole, oltre naturalmente alla speculazione edilizia che rimane un problema per tutti quei cantieri edilizi che sono stati bloccati per effetto, appunto…

PRESIDENTE. Onorevole Satta, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente, così senza tatticismi possiamo dire che facciamo rientrare i nostri colleghi, visto che restare seduti in quest'Aula ormai è diventata un'impresa impossibile e quindi sarebbe il caso…

PRESIDENTE. Esprima il voto. Prego.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Votiamo contro l'emendamento, Presidente, e per dire anche che, leggendo un attimino alcune notizie che stiamo apprendendo in tempo reale nei media, vorrei ricordare che non è che in quello che stiamo facendo oggi ci sia intendimento di andare a violentare nessuno e tanto meno il Piano paesaggistico regionale. Ribadiamo in quest'Aula che noi saremo pronti, senza interpretazione o con l'interpretazione, a sederci con la minoranza alla fine per concordare, soprattutto con voi, tutte le modifiche che si riterranno, e credo che ce ne saranno da proporre, quindi vi ringrazio intanto per la collaborazione comunque, e va riconosciuto, e comunque vorrei ribadire questo passaggio che non è di poco conto secondo me. Il messaggio che si sta lanciando non è quello corretto, quindi noi non vogliamo edificare le coste, non vogliamo edificare dentro i 300 metri, non vogliamo buttare a mare il PPR, ci stiamo concentrando su queste due opere pubbliche che sono importantissime, poi il resto lo decideremo insieme a voi, e questo mi sembra che è stato detto da più parti. Tutto qui.

PRESIDENTE. Benissimo. Metto in votazione l'emendamento numero 1005.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1005.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

L'effetto preclusivo si estende altresì agli emendamenti numero 1006 e 1045, quindi passiamo all'emendamento numero 1024, a pagina 61.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento che vede come primo firmatario il collega Lai. "Esercitare le funzioni" sono sostituite dalle seguenti "non può in ogni caso esercitare le funzioni". In questo caso ribadisce il concetto della copianificazione…

PRESIDENTE. Mi scusi. Onorevole De Giorgi… onorevole De Giorgi… onorevole De Giorgi! Certamente è un richiamo all'ordine, però ha rischiato di essere espulso seduta stante. Prego continui.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Allora, Presidente, per ribadire ancora una volta… il collega Mula in una dichiarazione rilasciata se non sbaglio nella giornata di ieri definiva noi dell'opposizione come sceneggiatori. Intanto ringrazio il collega Mula per il fatto che sia intervenuto e per lo meno ho colto un segnale di apertura, magari anche di possibilità nel cercare di modificare questo provvedimento. Noi abbiamo più volte espresso la nostra volontà per portare avanti questo provvedimento se la norma andava esclusivamente a intervenire per risolvere un problema, che è quello della arteria Sassari-Alghero e Olbia-Arzachena.

È evidente, invece, che l'interesse e l'idea di questa maggioranza non è l'arteria Sassari-Alghero, è ben altro. È ben altro perché oggi con la dichiarazione della Ministra avremmo potuto occupare i lavori di quest'Aula per risolvere i problemi annosi che hanno i nostri enti locali, e cioè la possibilità di adeguare i loro strumenti urbanistici a quelle che sono le norme del PPR, del PAI, dell'assetto idrogeologico e quant'altro. È evidente che è difficile in questa situazione di smart

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' MARIA LAURA (Progressisti). Per continuare il ragionamento di prima, e chiaramente per annunciare il mio voto favorevole. Il fatto è questo, i principi e la volontà del legislatore all'epoca della delibera di approvazione del Piano paesaggistico regionale e l'iter che ha portato all'approvazione che certamente non sono stati due giorni o un mese di discussione in Aula, ma sicuramente un iter abbastanza lungo, si possono vedere i risultati del grande lavoro e lo sforzo che è stato fatto non soltanto dai legislatori che all'epoca stavano in quest'aula ma anche da tutto l'organismo della Regione che era fortemente coinvolto nella redazione di quel Piano paesaggistico regionale, compresi anche i Comuni e tutti gli enti preposti e interessati. I principi erano chiari, la volontà era prestabilita, era chiara a tutti, è chiara a tutti noi oggi, la volontà era quella di vincolare e di salvaguardare, meglio dire, salvaguardare i nostri beni identitari, le coste, l'agro, proprio perché si reputavano dei beni unici, che non potevano essere compromessi, anche ai sensi dell'articolo 9 della Costituzione e dell'articolo 117 della stessa. Mi fa piacere che in Aula ci sia l'assessore Frongia che essendo anche avvocato, se non sbaglio, ci ascolta con interesse e apprezzo anche che ci sta ascoltando con interesse durante il dibattito.

Continuo anche, riprendendo alcuni punti della relazione tecnica allegata alla norma, perché a nostro avviso siamo fuori dai casi in cui è consentito emanare una legge di interpretazione autentica. Ricordiamo inoltre che secondo la Corte costituzionale essa dovrebbe avere lo scopo di chiarire situazioni di oggettiva incertezza del dato normativo, in ragione di un dibattito giurisprudenziale irrisolto o di ristabilire un'interpretazione più aderente alla originaria volontà del legislatore, a tutela della certezza del diritto e dell'uguaglianza dei cittadini, cioè di principi di preminente interesse costituzionale, sentenza numero 78 del 2012. Sulla materia, poi tra l'altro, si è espressa anche la Corte europea dei diritti dell'uomo, la quale richiede che simili norme siano giustificate da motivi imperativi di interesse generale, tali da legittimare interventi retroattivi del legislatore, quali la sussistenza di ragioni storiche epocali o la necessità di porre rimedio…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Nel preannunciare il mio voto favorevole a questo emendamento, con cui chiaramente tentiamo di scardinare il vostro tentativo di scardinare, e sono certo che non ci riusciremo, vorrei ricollegarmi all'intervento dell'onorevole Mula che al di là dei tatticismi, perché ovviamente è intervenuto in primo luogo per far rientrare i propri colleghi per ristabilire il numero legale in Aula, e poi ovviamente dall'alto della sua esperienza ha inserito anche un intervento di merito, dicendoci che non c'è nessuna intenzione di violentare le coste, non c'è nessuna intenzione di cementificare e che la maggioranza sarebbe pronta ad aprire un confronto con la minoranza per addivenire a dei cambiamenti, a una rimodulazione del PPR. Ovviamente questo mi fa ancora aumentare la mancanza di fiducia verso questa maggioranza perché un'apertura del genere fatta in dirittura d'arrivo, penso valga molto poco, perché se effettivamente questa era la volontà della maggioranza, non c'era bisogno di architettare questo marchingegno che svelle completamente il PPR e quindi poi praticamente si deve ricostruire dal niente, si distrugge tutto e poi si ricostruisce, anziché cercare di rimodulare. E quindi ribadisco che pur non essendo scenografici, abbiamo le nostre idee e siamo fermamente convinti della validità delle stesse e siamo fermamente convinti anche del fatto che questo suo intervento, onorevole Mula, autorevole esponente della maggioranza, è assolutamente tardivo e a nostro parere non meritevole di fiducia da parte nostra.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1024.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione il seguente principio: Si intende introdurre deroghe alla sottrazione alla pianificazione congiunta tra Regione autonoma della Sardegna e il Ministero dei beni e le attività culturali e per il turismo in specifici territori o in relazione a determinati beni identitari.

E' aperta la votazione. L'articolo 85, nello specifico il comma 6 bis del Regolamento, consente di raggruppare gli emendamenti qualora soggiacciano ad uno stesso principio che è stato sintetizzato dagli Uffici.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). L'accoglimento o il respingimento di questo emendamento provoca la caduta di un certo numero di emendamenti, giusto?

PRESIDENTE. Esattamente.

TUNIS STEFANO (MISTO). Perfetto. Allora è l'accoglimento o il non accoglimento che lo determina?

PRESIDENTE. Il non accoglimento. Era chiaro, gli emendamenti vengono sintetizzati in un principio, quindi se si vota a favore questo principio vengono approvati tutti gli emendamenti, se si vota contro decadono tutti gli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progresssiti). Sì, sull'ordine dei lavori anche perché in questo caso non è stata neanche data la possibilità di discutere questo macroemendamento, e io mi chiedo però quali siano i limiti di questa azione, perché Presidente, se lei avesse detto "non è possibile modificare il testo base", e avesse messo insieme tutti gli emendamenti modificativi del testo base, in via teorica non avendo un limite questo sarebbe stato possibile. Ora io capisco la ratio della sua proposta, la capisco per esempio per quanto riguarda gli emendamenti che introducono delle connotazioni geografiche, ce ne son diversi, potrebbe avere un senso e potrebbe essere pienamente rispettoso del regolamento metterli in votazione diciamo tutti insieme, cioè: È favorevole il Consiglio a entrare nel merito dei singoli territori della Sardegna, o non è favorevole? Nel caso di voto positivo si valutano emendamento per emendamento.

PRESIDENTE. Il principio è esattamente quello!

AGUS FRANCESCO (Progresssiti). Però le chiederei di esplicitare meglio i limiti di questa azione, perché ovviamente se portata alla massima estensione, in futuro diventa impossibile ogni singolo emendamento.

PRESIDENTE. No, rimangono ovviamente degli altri emendamenti, decadono solamente, quindi non tutti, gli emendamenti dal 1060 al 1247.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Per chiedere cinque minuti di sospensione, per dare la possibilità all'opposizione… anche dopo la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del principio.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Il Consiglio è sospeso sino alle ore 17 e 55.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 45, viene ripresa alle ore 17 e 55.)

PRESIDENTE. Emendamento numero 1114. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Stiamo parlando dell'emendamento 1114, "la previsione di cui al comma 1 è subordinata al rispetto dei canoni della bioedilizia", ovviamente in questo senso i proponenti vanno nella direzione che un pezzo di mondo, non tutti ma una parte del mondo, sta seguendo, cioè quello che ogni costruzione, ogni oggetto architettonico abbia dei criteri che possano abbattere il più possibile i costi energetici. Vorrei però introdurre un altro un altro tema, Presidente, in relazione a quel che mi è stato riferito, sempre per quanto riguarda gli emendamenti e la discussione odierna, da parte dei Capigruppo, cioè mi pare di aver capito che il testo, nonostante l'intervento del Ministro, lo si voglia lasciare così com'è comprese le strade. Io vi rappresento, lo dico a lei, Presidente, intanto perché è sempre uno dei pochi attenti, almeno da quella parte politica, ma anche perché persona interessate in relazione alle vicende della strada Sassari-Alghero, il rischio è questo: il Ministro è stato coinvolto in una vicenda dove erano coinvolti altri ministeri, come il Ministero dei trasporti, il Ministero dell'ambiente e il Ministero della cultura per quanto riguarda la porzione di autorizzazioni paesaggistiche e nulla osta, l'introduzione per legge regionale di un principio che sottrae questa potestà ai ministeri e al Governo determina che il Ministro, vedendo una legge di una Regione a Statuto speciale che entra in rotta di collisione con la normativa precedente di coinvolgimento dei ministeri, porterà all'attenzione del Ministero competente MiBACT la nostra norma, chiederà al MiBACT di esprimersi in relazione alla congruità della norma sull'azione intrapresa dal Ministero dei trasporti per risolvere le questioni della strada, immediatamente dopo il MiBACT tra vedere e non vedere porterà all'attenzione del Consiglio dei Ministri la norma per poi poterla trasferire alla Corte costituzionale. Quindi quel che poteva essere sbloccato nell'arco di un paio di giorni o di una settimana, noi rischiamo che veda un iter bloccato per un altro anno in attesa del pronunciamento della Corte, della decisione se la norma è congrua rispetto alle finalità, cioè quelle di volerla realizzare perché mi pare che su questo siamo tutti d'accordo: il Ministero vorrebbe far partire i lavori e noi tutti vorremmo far partire i lavori. Questo elemento qua inserisce un aspetto che rischia di vanificare anni di relazioni, interlocuzioni, di sforzi che probabilmente stavano raggiungendo "l'ultimo miglio". Io suggerirei almeno di fare un approfondimento, lo suggerirei però coinvolgendo anche altri rispetto a coloro che l'hanno scritto, perché ho qualche dubbio che coloro che hanno scritto questa norma siano perfettamente consapevoli delle differenze tra l'iter paesaggistico e di tutela e le questioni burocratiche amministrative e dei lavori pubblici. Il rischio è avere una miscela esplosiva che arrecherà un danno, mica a noi, alle popolazioni interessate.

PRESIDENTE. Il consigliere Comandini non è in aula, quindi decade.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Per sottoscrivere quanto ha espresso l'onorevole Zedda prima di me, e, poiché tutti noi vogliamo che il completamento dell'arteria Sassari-Alghero possa finalmente vedere il suo il suo compimento, per non farci prendere dalla fretta, nel senso che effettivamente questa norma noi l'abbiamo criticata tanto e siamo rimasti tanto tempo in Aula, perché abbiamo anche delle posizioni politiche da difendere, e questo è chiaro, abbiamo una visione diversa di Sardegna, l'abbiamo raccontata in tutti i modi in questi giorni, però davvero per sottoscrivere quanto detto dall'onorevole Zedda, ovvero provate a confrontarvi anche con altre figure rispetto a coloro che hanno scritto questo testo, perché il rischio di far sì che si blocchi l'iter di approvazione che si sta portando avanti, di un corto circuito generale tra le parti istituzionali, da una parte il Governo nazionale e dall'altra il Consiglio che emana delle norme, è secondo me abbastanza vicino.

PRESIDENTE. Onorevole Orrù, certamente queste considerazioni immagino che le rifarà per il "694", qui stiamo parlando di bioedilizia.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì adesso ci arrivo, infatti stavo dicendo proprio questo, che il mio voto è favorevole all'emendamento 1114, e sottolineo che l'Assessore durante il suo intervento ha parlato spesso di lavoro, ha associato il suo intervento alla questione legata al lavoro, alla volontà di sviluppo, eccetera, eccetera, noi siamo fermamente convinti che lo sblocco dell'edilizia avverrà anche con l'ecobonus, probabilmente le imprese non basteranno per i lavori che si dovranno effettuare sul patrimonio edilizio esistente, questo è quello che probabilmente succederà, perché è molto vantaggioso, un 110 per cento è una cosa che probabilmente non si era mai vista e tanti cittadini vorranno effettuare dei lavori di sostenibilità sulle proprie abitazioni, e non solo, anche alcuni soggetti pubblici come i Comuni potranno intervenire, adesso bisogna vedere come si svilupperà la norma però è chiaro che in termini di bioedilizia noi dobbiamo assolutamente concentrarci su questo. Io non sono convinta che questa norma di interpretazione autentica apra nuovi scenari di sviluppo e di lavoro, perché non credo che i metri cubi di cemento siano qualificabili come sviluppo del territorio, sono più convinta che la tutela del territorio e la valorizzazione dello stesso non dipende dai metri cubi aggiunti che…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per esprimere il voto favorevole rispetto a questo emendamento che credo sia un emendamento intelligente che pone all'attenzione di quest'Aula la possibilità di subordinare la previsione di cui al comma 1, rispetto alla quale noi non saremo d'accordo, al rispetto dei canoni della bioedilizia, per i motivi che ha illustrato bene la collega poc'anzi. Qualche collega ha detto prima di aver perso forse le speranze, invece noi pensiamo davvero che ancora da qui all'approvazione finale della legge ci possa essere un ravvedimento da parte della maggioranza. Io prima ho tentato di dire, poi è scaduto il tempo, che spesso si affrontano temi così importanti con una certa leggerezza. Lavorando tutti questi giorni in quest'Aula, e quindi approfondendo e consegnando anche all'opinione pubblica un argomento così importante, abbiamo cercato di fare quello che non avete voluto fare voi, cioè aprire ad un confronto rispetto a un tema così importante che noi avremmo voluto fosse rimandato a una legge organica che avrebbe potuto contemplare anche una revisione eventualmente del PPR. Voi non avete voluto farlo e quindi credo che aver consegnato all'opinione pubblica un dibattito che non si chiuda semplicemente in quest'Aula, sia un aspetto meritevole e credo che debba indurre molti colleghi a prestare molta attenzione quando si votano leggi di questo tipo, perché le conseguenze che potrebbe avere questa legge poi negli anni potrebbero indurre molti colleghi, che magari con l'indifferenza oggi potrebbero votare favorevolmente rispetto a questa legge, a doversi anche pentire, è successo probabilmente in passato ad altri illustri colleghi, non vorrei che potesse accadere anche ora. Quindi, da qui all'approvazione finale, se ci dovesse essere, io spero che non ci possa essere, non ci debba essere, io invito i colleghi a rivedere insomma questa posizione quasi di distacco rispetto invece a una legge che poi potrebbe avere delle conseguenze molto importanti. Nel merito avremmo preferito confrontarci nella sede opportuna, che è quella di una legge organica dell'urbanistica e dell'edilizia, avete preferito questa scorciatoia, oggi nonostante la disponibilità del Governo volete continuare, sinceramente noi non capiamo qual è il senso di questo e non capiamo perché vi siete incaponiti in questa posizione che potrebbe per la fretta con la quale si vuole dare un'accelerata portare delle conseguenze. Io mi sarei aspettato, lo dirò anche successivamente in sede di votazione finale, quindi discussione sulla votazione finale, mi sarei aspettato un maggiore attenzione per esempio, Assessore, rispetto a ciò che avete promesso sugli incrementi in Zona F e quant'altro. Invece su quello avete rimandato, non so fino a quando per quanto riguarda la proroga del Piano Casa, e poi invece non state entrando…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente, nel preannunciare il mio voto favorevole a questo emendamento sottolineo come l'approvazione da parte della maggioranza di questo emendamento 1114 sarebbe la dimostrazione che effettivamente loro hanno intenzione di coinvolgerci in questa volontà di rimodulazione del PPR che, come ho ribadito prima, da parte loro noi non è una volontà di rimodulazione ma una volontà di distruzione. Perché noi qua semplicemente consigliamo di inserire il comma 1 bis che dice che per cui la previsione di cui al comma 1 è subordinata al rispetto dei canoni della bioedilizia. Non penso che stiamo chiedendo niente di scandaloso o qualcosa che sconvolgerebbe i vostri piani, semplicemente a mio parere questo determinerebbe un ammorbidimento della vostra azione edificatoria e farebbe sì che potreste finalmente dire con ragion di causa che i vostri non sono soltanto intenti puramente cementificatori, perché al contrario sareste disposti a utilizzare i canoni della bioedilizia. Canoni della bioedilizia che poi sono quelli che ci fanno guardare al futuro, mentre voi, come più volte abbiamo sostenuto da questi banchi della minoranza, state tornando indietro di 16 anni con un'interpretazione autentica assolutamente priva di senso. Quindi questa è la dimostrazione, il fatto che voi respingere questo emendamento, la dimostrazione plastica ed evidente che non avete nessuna intenzione di collaborare con noi se non a parole, perché questo emendamento è proprio un assist per far sì che il vostro provvedimento possa essere accettato in maniera più consona da un popolo sardo che lo sta subendo in questo momento senza essere assolutamente consapevole delle sue conseguenze e che come ha detto giustamente l'onorevole Meloni è stato comunque coinvolto, almeno mediaticamente, nella vicenda grazie alla nostra resistenza, la nostra opposizione che dura, ripeto, 43 giorni ma voi la volevate approvare in 43 ore invece son passati 43 giorni e questo sicuramente avrà un effetto molto importante sull'opinione pubblica, perché provvedimenti di questo genere sono certo che i cittadini di buona volontà che vivono l'Isola non potranno approvarlo così sic et simpliciter, perché questo sarebbe assolutamente un danno enorme, grazie.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento 1114.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 1115.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 1116.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, nelle nuove zone turistiche da pianificare il rapporto tra volumetria alberghiera e volumetrica turistica residenziale dovrà in ogni caso essere di 4 a 1; 80 per cento alberghi o similari, 20 per cento seconde case, nel senso che la volumetria esclusivamente residenziale non potrà in nessun caso superare tale percentuale, perché? Nel corso degli anni noi abbiamo devastato un pezzo di economia turistica con la realizzazione di seconde case. Oggi ci ritroviamo in una situazione persino più drammatica rispetto al passato, perché con l'affacciarsi di un sistema o più sistemi di prenotazione on line persino le case private, in barba alla norma, son diventate tantissimi alberghi, senza che però ci sia corrispondenza, ad esempio prendiamo i bed&breakfast, tra la casa di proprietà di una persona che vive in quel luogo e alcune stanze della stessa casa dove il proprietario vive destinate e dedicate a un sistema come dire ricettivo. Questo elemento ha stravolto né più né meno un pezzo di economia, se a questi elementi che già esistono difficilissimi da risolvere, guardate uno dei casi, due casi al mondo che hanno affrontato la questione hanno iniziato una battaglia a muso duro con grandi interessi di multinazionali della vendita on line di case sono New York e Barcellona. È chiaro che città come New York e Barcellona hanno un peso specifico e una capacità di fuoco nei confronti anche di multinazionali che verosimilmente Cagliari, Alghero, Sassari, Oristano mai e poi mai potrebbero raggiungere questo aspetto. Insomma quando parla il sindaco di New York l'articolo che viene fatto è sulle pagine di tutto il mondo. Difficilmente anche volendo bene a tante ex collega o colleghi Sindaci che ancora svolgono il compito difficilmente, salvo il collega di Baunei che riesce ad ottenere le pagine e pagine di servizi giornalistici nella stampa internazionale, e che riesce a interloquire con Google, ma al netto di questo caso specifico, per il resto è chiaro che c'è una difficoltà. Noi vogliamo con questo emendamento che dietro anche la riqualificazione dell'esistente quella riqualificazione sia votata al sistema turistico alberghiero e che generi occupazione. Non vi è occupazione, c'è spreco e costi ingenti nella generazione di case, seconde case che alla fin fine determinano economia per pochissimi già benestanti e in rarissimi casi generano posti di lavoro. È un emendamento di buon senso, badate, che guarda allo sviluppo. Tant'è vero che potete notare che non ha…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, intanto preannuncio il voto favorevole all'emendamento, ma per fare un ragionamento un po' più pratico. Se considerate il carico antropico, il carico urbanistico anzi di alcuni dei nostri paesi turistici, faccio un esempio, Villasimius, io ho fatto la tesi di laurea su Villasimius, quindi conosco bene il tema. Villasimius ha 3000 abitanti durante tutto l'anno, durante i due mesi estivi presenta 30 mila abitanti, ciò significa che il carico urbanistico che si viene a creare e il dimensionamento di quelle che possono essere gli impianti, quindi gli impianti idrici del territorio, spesso quando non si organizza a monte la pianificazione di ciò che si vuole realizzare diventa complicata, diventa complicata anche in termini di manutenzione successiva. Infatti le spese raddoppiano e triplicano. Perché è fondamentale che i nostri comuni adeguino gli strumenti urbanistici e abbiano una valutazione a monte di quello che deve essere realizzato nei propri territori, perché va tutto dimensionato in proporzione, se noi oggi pensiamo di caricare una zona di, che so, una percentuale che può essere l'80 per cento in più del solito rispetto a quanto è costantemente, è chiaro che poi ci sono tutta una serie di questioni che vanno studiate e pensate da principio. Lo stesso vale non solo per le abitazioni e per le residenze, per tutto ciò che è annesso alle residenze, ma soprattutto alle strutture che vanno a ospitare anche in termini di servizi annessi al comparto che devono essere pensati a monte. Quello che è successo invece negli anni è stato proprio questo, un non pensare come voler portare avanti e organizzare i nostri territori, vedere delle costruzioni a macchia di leopardo spesso neanche in linea le une con le altre, e ci siamo ritrovati anche a dover gestire dei carichi urbanistici che non erano preventivati. Quello che sta succedendo anche all'interno dei nostri centri storici, quello che sta succedendo quando si snaturano e i principi dei nostri centri storici perché ormai sono diventati solo ed esclusivamente una collocazione di strutture ricettive, questo va pensato prima, oggi il rischio è che ci troviamo di fronte a un modello che non stiamo organizzando e domani…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). In questi giorni ci hanno chiesto da più parti perché fossimo contrari a questa norma pur essendo tutti favorevoli a una revisione del PPR, o meglio sull'intervento sullo strumento non c'è nessuno in quest'Aula che può dirsi contrario. Su questa legge in particolare la minoranza si è espressa con toni forti e anche con azioni forti che hanno portato questo Consiglio a fare gli straordinari notturni per diversi giorni e a discutere questo testo, compreso l'iter in Commissione, per oltre 40 giorni. Il motivo è anche nel contenuto di questo emendamento, per il quale il voto sarà ovviamente favorevole. Questa disposizione rappresenta uno dei temi che più di altri meriterebbe di entrare a pieno titolo in una nuova pianificazione urbanistica. I nostri strumenti risalenti alla fine degli anni Ottanta, risalenti al 2004, appunto come il Piano paesaggistico, non contengono disposizioni di questo tipo. Questo è quello che succede a monte, a valle il risultato è quello descritto dall'onorevole Orrù. La non pianificazione, il non aver organizzato la gestione del territorio anche avendo a cuore lo sviluppo turistico dei luoghi, ha fatto sì che lo sviluppo turistico sia cresciuto in maniera disorganizzata e in maniera non sempre coerente con i bisogni del territorio. Esistono luoghi in Italia dove in questo modo una errata pianificazione ha vanificato anche ottime iniziative. Prendiamo per esempio il caso della Puglia, la Puglia oggi è il nostro principale competitor per il turismo italiano, è una Regione che ha saputo valorizzare se stessa all'insegna del turismo dodici mesi l'anno, all'insegna del turismo culturale. Però ci sono località che hanno subìto un'edificazione brutta di seconde case, che hanno puntato a un turismo di fascia medio bassa e che hanno attirato anche flussi turistici non sempre compatibili con la vita del luogo e anche con lo sviluppo economico, perché capiamo bene che attirare tanti turisti di fascia medio-bassa alla fine, quando si parla di fatturato e di posti di lavoro, non sempre è vantaggioso per i luoghi. Pensate per esempio che ci sono località che sino a cinque o sei anni fa erano tra le più gettonate, e lo sono ancora, ma che via via stanno allontanando quelle fasce di turismo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1116. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1117. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 1118.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Questo emendamento pone un tema generale e molto importante, alla fine da un un'indicazione di principio al fine di impedire l'uso irrazionale dei suoli e massimizzare l'efficienza urbanistica delle zone urbanizzate, in attuazione con, eccetera, eccetera, provvederà a definire una metodologia specifica per il dimensionamento residenziale delle zone in espansione. Siamo consapevoli di aver utilizzato male l'ambiente e i suoli, in alcuni casi, lo sanno purtroppo coloro che vivono a Olbia, nei territori dove ci sono state vittime per le alluvioni, lo sanno purtroppo bene coloro che vivono a Capoterra, coloro che purtroppo vivono anche in zone che si pensava essere totalmente immuni da problematiche di questo tipo e che hanno visto stravolgere i luoghi e in qualche caso venir travolta anche la vita delle persone. Tutto questo determina un costo sistematico ingente per le casse della Regione, basti pensare alle sole risorse stanziate per Olbia e per Cagliari sul dissesto idrogeologico, stiamo parlando di quasi 150 milioni di euro, non di investimenti per far qualcosa che determini occupazione in un'impresa, in un luogo di lavoro, stiamo parlando di 150 milioni di euro perché qualcuno nel passato ha realizzato male e nei luoghi dove non bisognava realizzare alcunché, e cioè interventi che esauriranno la loro azione generatrice di lavoro solo nel momento in cui ci sarà quell'impresa al lavoro, ma quell'opera dopo servirà solo a far scorrere acqua, a dare una mitigazione, badate, persino nei termini non si arriva mai al termine eliminazione del rischio idrogeologico, persino nella terminologia si usano sfumature linguistiche che danno ad intendere che l'eliminazione sarà impossibile e che sarà possibile solo una mitigazione, riduzione, cioè danno ad intendere persino i termini usati dai tecnici che, per quanto si mettano a correre risorse, sarà inimmaginabile poter riportare quei luoghi e l'ambiente nelle condizioni ex ante, in quegli interventi che l'hanno stravolto. Sono risorse buttate, noi dobbiamo pensare il futuro dell'utilizzo dell'ambiente e della risorsa suolo in modo tale che sia generatrice di occupazione, non generatrice di costi e di morti. Grazie,

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Nel pronunciare il mio voto favorevole a questo emendamento, ringrazio l'onorevole Massimo Zedda per aver ricordato e sottolineato la situazione che tristemente viviamo ad Olbia, una città sviluppatasi in maniera assolutamente disordinata, con appetiti cementificatori che sono stati più volte favoriti, e ricordo che la mia città ha subito 21 piani di risanamento, per darvi un'idea, sapete benissimo poi per chi ha amministrato che il piano di risanamento può essere uno strumento serio, ma può essere anche utilizzato come escamotage per superare determinati vincoli. Giusto, Corrias? Ad Olbia esiste una zona che si chiama zona Baratta, Baratta sapete vuol dire di poco costo, che quando io ero ragazzino era nota perché si andava a cacciare le anatre, poi c'è stato un periodo di siccità e quindi per tanti anni non ha piovuto e quindi quella zona è diventata secca, i proprietari di quei terreni hanno venduto quei terreni a pochissimo prezzo e la zona Baratta è stata una delle zone più devastate dall'alluvione, anche dalla seconda alluvione. Questo appunto a dimostrare che se non si addiviene ad una metodologia specifica per il dimensionamento residenziale delle zone di espansione si arriva poi a dover spendere inutilmente dei soldi, come ha detto l'onorevole Zedda, semplicemente per mitigare il rischio idrogeologico, perché non si può mai eliminare. Vi ricordo che ad Olbia in questo momento il 70 per cento del territorio comunale è zona Hi4, e quindi se quei famosi 125 milioni non verranno messi subito a correre, 125 milioni tra l'altro messi a disposizione da questo Governo, se si perderanno anche tutta l'attività edilizia del nostro territorio olbiese sarà come adesso totalmente paralizzata. Quindi sottoscrivo pienamente quanto detto dall'onorevole Massimo Zedda, che qualora non si pianifichi cum grano salis, si addiviene soltanto a devastare il territorio e a creare soltanto povertà e morte. Grazie.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento 1118. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento 694.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. L'emendamento è quello della Giunta, è l'emendamento che utilizzando i sistemi e i meccanismi del Consiglio regionale, del Regolamento del Consiglio determina, nel caso venisse approvato, la decadenza degli emendamenti…

PRESIDENTE. Scusate, per cortesia, stiamo discutendo di un tema particolarmente importante.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente ora, da un punto di vista regolamentare nulla quaestio nella possibilità ovviamente di presentare emendamenti di questo tipo, ma se sono stati dichiarati accorpati e inammissibili alcuni emendamenti che hanno avuto quale motivazione argomentata quella del fatto di non incidere e intaccare sull'articolato, e quindi di fatto non avere nessun tipo di modifica, un emendamento che non emenda, insomma,

PRESIDENTE. Valenza normativa.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, se continuano a parlare neanche al microfono riesco a sentirla… sì, valenza normativa, in quanto anche stando alla terminologia di fatto sono emendamenti che non emendano, non…

(Interruzione)

PRESIDENTE. Onorevole Ennas, è il secondo richiamo all'ordine, decida lei se rimanere.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). È simpatico che "al secondo richiamo" la risposta sia, "eh, va bé, allora mi siedo e parlo da seduto invece che in piedi", è straordinario, una cosa straordinaria, io non lo so, dopo il secondo richiamo dice: aspetto il terzo, adesso mi siedo, chiacchiero e disturbo. Va bene.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, continui.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Quindi se l'argomento utilizzato per quegli emendamenti era questo, è probabile, è verosimile che lo stesso argomento possa essere utilizzato per questo emendamento, cioè il fatto di aver accorpato due articoli, o meglio due commi, ma non aver in alcun modo alterato il testo e introdotto né una novità soppressiva, né una novità aggiuntiva, né una novità tout-court, probabilmente vi siete infilati in una questione che da un lato avete esercitato in base al Regolamento la possibilità di far decadere gli emendamenti, ma avendone avendone accorpato o fatti cadere altri, probabilmente avete di fatto anche fatto cadere questo con quell'argomentazione, quindi questo aspetto andrebbe tenuto in debito conto almeno per quanto riguarda l'effettiva possibilità di discutere, mettere in votazione e non essere invece caduto, o decaduto, anche questo emendamento in funzione delle motivazioni adottate per gli altri emendamenti similari. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie, Presidente. Questo emendamento è il succo della legge, ed è anche il motivo per cui siamo qui e siamo impegnati da 43 giorni in questa discussione infinita. Il vero obiettivo della legge è questo, quello di far cadere i vincoli che riguardano l'agro, che riguardano la fascia costiera, che riguardano i beni identitari, le strade non c'entrano nulla, come è evidente dal fatto che non accogliete neanche una proposta che viene dal Ministro e che potrebbe sbloccare immediatamente le strade con l'unica parte, con l'unica modalità che è prevista, che è proprio l'espressione del Consiglio dei Ministri che supera i vincoli ministeriali. In realtà delle strade a voi interessa molto, molto poco, non vi interessa neanche che l'approvazione di questa legge, come ha detto bene l'onorevole Zedda, metta in discussione la stessa possibilità da parte del Consiglio dei Ministri di procedere e di sbloccare immediatamente queste strade, col rischio di un contenzioso in sede di Corte costituzionale che allungherà notevolmente i tempi per una soluzione e per lo sblocco e la realizzazione di due strade, che sono estremamente importanti. Non sto a ripetere quello che abbiamo ripetuto infinite volte, che è un'interpretazione autentica basata su presupposti falsi, mancano i presupposti giuridici per fare un'interpretazione autentica, è un tema che non ha mai chiesto nessun chiarimento, le norme sono chiarissime, quindi già è una forzatura l'impostazione che avete dato per sbloccare, e la finalità è quella che è sotto gli occhi di tutti, voi volete far cadere i vincoli del Piano paesaggistico regionale su quei beni, e allora questa è una strada pericolosissima che state intraprendendo, su cui probabilmente non avete neanche valutato i rischi di contenziosi futuri per i dinieghi che si sono accavallati in questi anni e che rimettono in discussione non solo le strade, e non le strade, ma mettono in discussione tutta quanta una serie di lottizzazioni che sono state bloccate dal Piano paesaggistico regionale e della copianificazione, perché tutti quei vincoli decadono, e non decadono soltanto per le strade, ma decadono in generale per tutto quello che è stato vincolato fino a oggi, perché non c'è più bisogno di copianificazione, quindi non valgono quei vincoli e la Regione può autorizzare nuovamente da capo tutte le lottizzazioni in fascia costiera che sono state bloccate, per fortuna, dal Piano paesaggistico regionale. Questa è la verità e su questo emendamento evidentemente voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Anch'io per dichiarare il voto contrario e per confermare quanto detto già da dagli altri onorevoli, e cioè che nonostante si sia prodotto un emendamento che avrebbe dovuto modificare qualcosa di questa legge, è un emendamento che pospone alcuni termini, fonde alcuni commi, ma non cambia la sostanza di questa legge che, come già si è detto, se dovesse essere applicata, mai Dio lo voglia, permetterà perfino alle costruzioni antecedenti al Piano paesaggistico di ritornare ad essere legittime e non più abusive. Questa è una cosa che naturalmente ci preoccupa moltissimo, speriamo che almeno l'opinione pubblica sia più sensibile di quanto non lo sia questa maggioranza e che possa farsi sentire anche se poi, in fondo, l'applicazione di questa legge sarà molto difficile, e confidiamo almeno in questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S) Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarare il mio voto contrario all'emendamento 694 promosso dalla Giunta perché questo emendamento mostra la faccia della Giunta, della maggioranza, che vuole appunto scardinare il PPR e utilizzando questo éscamotage ha, di fatto, messo da parte tanti dei nostri emendamenti che cercavano di portare un contributo alla discussione, seppure in una legge che non ci ha mai visto favorevoli. Insomma, siamo di fronte alla decisione che secondo me porterà danno alla Sardegna, cioè far cadere quei vincoli sulle coste, sull'agro, sui beni identitari non è certo una notizia positiva per la Sardegna. Serviva, invece, a mio giudizio, un'idea di governo del territorio che sappia appunto coniugare l'identità della Sardegna con un futuro sostenibile. Tutto questo io non lo vedo, non lo vedo nei piani della Giunta e questo mi reca tanta preoccupazione, quindi ribadisco il mio voto contrario a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Siamo sul rettilineo d'arrivo, si direbbe in una gara sportiva. Io intervengo per sottolineare il mio voto negativo all'emendamento numero 694 e per sottolineare quanto ha espresso l'onorevole Zedda e rimarcarlo, aggiungendo anche la possibilità per cui il nostro Gruppo comunque chiederà un parere della Giunta per il Regolamento in merito al fatto per cui una serie di emendamenti nostri sono stati considerati inammissibili ai sensi di quanto ha espresso lei, Presidente, e invece l'emendamento numero 694 che avete portato effettivamente non modifica affatto il testo, anzi la seconda parte, ripeto, l'ho già detto in precedenza, è identica al comma 2 del testo che stavamo discutendo, quindi faremo questa azione.

Per quanto riguarda, invece, l'interpretazione autentica penso che abbiamo detto tutto e di più. Io resto convinta di una cosa e consiglio ancora ai colleghi della maggioranza di vedere di aprire un ragionamento in merito alla…

CERA EMANUELE (FI). Presidente, si sta sentendo male il collega! Accendiamo l'aria condizionata! C'è troppo caldo! Non si può stare in quest'aula, c'è un caldo…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cera, che problemi ha?

(Interruzione del consigliere Emanuele Cera)

Guardi, se l'onorevole Talanas si sente male chiamiamo…

CERA EMANUELE (FI). Se uno ha un mancamento come fa a dirle…

PRESIDENTE. Onorevole Cera, per cortesia. Per cortesia, onorevole Cera, faccia il bravo. Prego onorevole Orrù, continui. Onorevole Orrù. può continuare.

(Interruzioni)

Scusate, io non so cosa ci sia da ridere, da gioire, obiettivamente faccio fatica proprio a capire, però, va beh, sarà…

(Interruzioni)

Perfetto. Prego onorevole Orrù.

(Interruzioni)

Vedo come sta lavorando, vedo proprio come gli gronda il sudore. Guardi veramente la sua considerazione è assolutamente appropriata! Il sudore che gronda in quest'Aula è epico. Prego, continui onorevole Orrù.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì, grazie Presidente, io faccio fatica davvero a comprendere perché siamo in un'aula di un Consiglio regionale, cioè adesso noi capiamo tutto. Abbiamo fatto una battaglia di principio, era impossibile non farla, però almeno io ringrazio i colleghi che sono stati in religioso silenzio, sono stati attenti, hanno anche partecipato alla discussione e mi dispiace, invece, per coloro che quest'Aula la utilizzano come se fossero al mercato o al circo, perché è un problema. Ponetevelo il problema!

PRESIDENTE. Prego onorevole Orrù.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Per ribadire il mio voto contrario all'emendamento numero 694 e per sottoscrivere quello che ho detto in tutti questi giorni e per invitare i consiglieri a riflettere sul fatto che a mio avviso, a prescindere dal fatto che la Giunta possa e voglia fare un'interpretazione autentica, che la faccia la Giunta stessa, che se ne assuma le responsabilità il Presidente e non incarichi in Consiglio in un atto che non è di competenza del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente. Io ormai per l'ultima volta, prima era la penultima, chiedo all'assessore Sanna: "Ci dica qualcosa". Ci dica qualcosa, Assessore, non di sinistra, non di destra, non di centro, ma da autonomista. Ci dica qualcosa! Io cambierei il titolo della legge e la chiamerei "no ex nunc, sì ex tunc", da ora in poi no, da allora sì, sull'interpretazione autentica e sulla retroattività della legge. Il senso di questa legge sta tutto qui. Lei non ce l'ha voluto dire, mi dica se sto dicendo bene o se sto dicendo male. Io in tempi non sospetti e sempre dico che non abbiamo mai avuto governi amici e non ne abbiamo neanche adesso. Questa volta il ministro De Micheli ha fatto un'affermazione che io mi auguro che in tempi brevissimi possa essere tradotta in atti concreti, quindi quelle due strade, non solo la Sassari-Alghero, ma anche le altre che erano in pseudo discussione possano vedere finalmente ricominciare i cantieri di riferimento, però veramente è una delusione in questo senso non sentire… credo che, Presidente, non sia mai avvenuto in un'aula, non solo di un Consiglio regionale, che un assessore o un sindaco o un presidente che presenta una legge, chiaramente nei consessi legislativi, possa non dire la sua, cioè qui ci sono stati dei quesiti posti sul merito, dei quesiti non banali, non strumentali, e questa reticenza dell'avvocato Sanna veramente non è comprensibile. Io non la capisco! Stiamo terminando questa attività lunghissima per l'approvazione di questa legge che noi non ritenevamo neanche prioritaria, anzi per nulla, e credo che andremo a votarla senza sentire dalla fulgida, viva e squillante voce dell'assessore Sanna il suo punto di vista. Me ne dolgo tantissimo di questo e credo che il nostro voto poteva essere davvero favorevole se l'Assessore avesse cercato di convincerci a ad esprimerlo in quella maniera. Non lo ha fatto e quindi non convintamente voteremo a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente, per annunciare il mio voto contrario a questo emendamento unitamente a una riflessione velocissima in questo pochissimo tempo che ho a disposizione, nel dire che, in questa forse prima esperienza forte di discussione nell'ambito di un provvedimento che abbiamo voluto contrastare con tutti i mezzi democratici e civili che ci sono a disposizione, anch'io mi unisco alla valutazione di rammarico rispetto ad alcuni comportamenti e soprattutto, in questo vorrei che l'Assessore mi ascoltasse, per l'assenza di risposta. Lo diceva l'onorevole Cocco prima, anticipando nei contenuti ciò che volevo dire io. Ripeto, nella dialettica tra le parti è chiaro che le modalità attraverso le quali ciascuno esprime le proprie posizioni sono assolutamente da rispettare. Quello che devo dire mi rammarica è la sensazione di parlare al vuoto, di parlare a un muro che non recepisce nessuno degli stimoli e in questo caso anche l'assenza di interlocuzione e di spiegazione a quelle domande che continuamente abbiamo posto in questi giorni, ovvero a che cosa serviva questo provvedimento, assenza di risposta che è presente anche oggi, quando a fronte delle dichiarazioni da parte del Ministero di risoluzione della problematica legata al parere sulla Sassari-Alghero, neanche in questo caso troviamo risposta, salvo che non ci sia un rush finale dell'Assessore in questa ultima parte, però suona male, suona male da un punto di vista del senso complessivo della dialettica, ripeto, tra le parti e suona male rispetto a una risposta che talvolta in caso di silenzio non voglia essere un assenso rispetto invece alle eccezioni e ai dubbi che abbiamo sollevato. Questo è forse l'aspetto meno gratificante che in questo lungo dibattito posso rilevare e che invece mi sarebbe piaciuto, come dire, poter sentire direttamente e vedere gratificato anche il ruolo, capisco scomodo, delle opposizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 694 e per rimarcare quello che è stato detto dai colleghi in tutte le discussioni sugli emendamenti e sulla proposta di legge. E' chiaro che ormai la maschera è caduta, Assessore, interpretazione autentica non è altro che un cavallo di Troia o meglio di Monti su cui superare la pianificazione congiunta che in qualche modo dà molto fastidio dalle sue parti, soprattutto nei confronti del territorio più delicato, più identitario, più importante della nostra isola. Così com'è chiaro, Assessore, e non è una minaccia, ma probabilmente è un consiglio gratuito, noi non finiamo stasera di parlare di questa cosa, chi immagina che stasera si concluda la nostra attenzione sul PPR, sul paesaggio, sull'urbanistica, su quello che è il controllo del territorio, credo che abbia sbagliato i conti. La nostra attenzione, la nostra proposta politica, la nostra politica continuerà anche fuori da quest'Aula, perché ci sarà ancora, purtroppo, molto da dire. Quindi oltre il cavallo di Troia, poi è chiarissimo e ve l'abbiamo detto stamattina con l'intervento del collega Piscedda, quando ha letto quelle che sono state le dichiarazioni del Ministero e cosa intende fare il Ministro nei confronti del contenzioso col MIBACT, le strade non sono altro che una scorciatoia, ma non una scorciatoia per arrivare più velocemente da Sassari ad Alghero, una scorciatoia per arrivare più velocemente a intaccare quelle che sono le parti che noi abbiamo cercato di tutelare attraverso il PPR. Una tutela che non ha significato e non ha mai voluto significare una valorizzazione di quei beni, tant'è che più di uno di noi ha detto che il PPR va rivisto, va rivisto e va attualizzato al nostro tempo. Invece voi avete voluto usare la scorciatoia, quella più oscura, più nascosta, quella nascosta dai boschi, dove soltanto voi potete percorrere quella scorciatoia.

Bene, noi vi riporteremo sulla strada maestra, sul PPR, vi riporteremo sulla strada maestra sull'urbanistica, noi vi riporteremo su quella strada in cui dovrete spiegare le vostre scelte che devono passare attraverso un governo del territorio.

Perché guardi, questa norma dice due cose chiare: uno che voi siete per la sanatoria di quello che è stato fatto, due, la retroattività nei confronti di alcuni abusi di alcune costruzioni, di alcuni interventi che gridano vendetta. Allora, Assessore, lei oggi sta scrivendo una pagina brutta, bruttissima, gliel'abbiamo chiesto uno scatto di orgoglio, le abbiamo chiesto di riprendere lei il ruolo e la funzione di tutore del paesaggio…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Intervengo sull'emendamento numero 694 per dire in sintesi che sono stati 43 giorni dove non c'è stato un vero dibattito in Aula, c'è stata solo ed esclusivamente da parte dell'opposizione un cercare di portare a conoscenza di tutti i cittadini della nostra Regione, di quello che stava avvenendo e di quello che avverrà in futuro. Oggi per me è una sconfitta, è una sconfitta perché quest'Aula non dà il senso esatto dell'ambiente, non dà il senso esatto della sostenibilità, non dà risposte per il futuro. Questo è quello che io mi sento di dire oggi e non è un attacco nei confronti dei colleghi, ma un attacco nei confronti di un'idea, di un'idea che oggi non emerge da quest'Aula, che oggi non vedrà la luce, perché stiamo facendo un passo indietro di trent'anni. Trent'anni dove, io vengo da un territorio che è stato martoriato, letteralmente martoriato e dove è cambiato anche il suo indirizzo, la sua vocazione che era una vocazione agricola, dato che nel nostro agro si è costruito tanto. Ecco, oggi voi approvando questa legge di un articolo non fate altro che ritornare a quei tempi, fare in modo che purtroppo chi ha speculato, chi ha fatto degli abusi si vede tutto d'un tratto cancellato con un colpo di spugna, con un articolo quell'abuso, perché da abuso è stato solo ed esclusivamente portato invece nella legalità, e allora non abbiamo fatto audizioni, non abbiamo sentito professionisti, non abbiamo sentito associazioni, non siamo stati in grado in quest'Aula di creare un dibattito vero, puro, che parli di futuro. Allora, io credo che questo sia solo il primo atto di tanti atti che mi auguro invece di poter avere di confronto vero e leale su un tema come questo perché è un tema che divide, è un tema che dà realmente la percezione esatta di chi c'è al Governo e di chi sta all'opposizione. Che dire, davvero, oggi per la prima volta mi sento a disagio, seppur voterò contro questa legge, questo provvedimento, ma credo e ripeto che dovremmo guardare avanti e non guardare indietro come abbiamo fatto sino ad ora.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Siamo arrivati al nocciolo della discussione, siamo arrivati alla caduta della maschera, diceva l'onorevole Comandini, siamo arrivati alla fine del bluff, il bluff che ci avete raccontato fin dall'inizio, con i pochi interventi che avete fatto in quest'Aula, il bluff della giustificazione di questa norma attraverso il tema delle arterie stradali che è stato smascherato, è stato smascherato questa mattina dall'intervento della ministra De Micheli, è stato smascherato anche dal vostro Presidente della Regione che in un'assemblea di partito in una città qui vicino ha dichiarato tranquillamente l'intenzione della modifica del PPR. E allora però, ciò che mi dispiace è ciò che ha sottolineato prima l'onorevole Piu, ossia nulla ha intaccato il vostro silenzio, nessun tipo di argomentazione è riuscita a scalfire la vostra fretta, probabilmente talvolta di alcuni anche in preparazione nell'affrontare il tema, perché se dovessimo davvero andare a dire a tanti consiglieri che stanno votando questa legge che cosa cambierà domani, in tanti si arrampicheranno solo sui vetri. Nulla ha intaccato il fatto che questa norma sarà una sanatoria, una vera e propria sanatoria anche per gli abusi edilizi. Nulla ha intaccato il fatto che ci sono state oltre 30.000 firme in pochi giorni per dire: bloccatevi, ragionate, discutete di questa situazione.

Nulla ha intaccato neanche il fatto che in quest'Aula si approvano ormai le norme senza uno studio approfondito, ossia c'è qualcuno per caso che ha fatto uno studio sul mercato del mattone, su quante sono le abitazioni che in questo momento si stanno vendendo, quanti nuovi spazi servono alla nostra isola, quante sono le richieste? Nulla. Nulla, c'è solo un appetito, un appetito di cemento, perché piano piano bisogna riniziare a costruire nell'agro, magari nell'agro delle grandi città, piano piano bisogna costruire nelle coste. Bene, noi a questo progetto ci opponiamo, lo facciamo con tutte le nostre forze a disposizione, perché è vero, c'è una differenza tra noi e la LEGA nonostante le dichiarazioni del capitano che prova a confrontarsi come persona con Berlinguer, noi lo tuteliamo l'ambiente, voi dite di farlo, però intanto costruite.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Nel preannunciare ovviamente il mio voto sfavorevole a questo emendamento presentato dalla maggioranza, il 694, mi ricollego innanzitutto alla valenza normativa di questo emendamento, perché premettendo che ritengo che abbia condotto i lavori di questi giorni in maniera quasi impeccabile, chiaramente ci rimane il dubbio sulla interpretazione che ha portato all'ammissibilità di questo maxiemendamento e alla inammissibilità dei nostri mini emendamenti. Comunque, a parte questo, io ritengo che questo emendamento che è stato denominato "emendamento canguro", più che altro sia un "emendamento koala", perché questo è un emendamento che permette a voi di abbarbicarvi all'albero delle promesse che avete fatto in campagna elettorale e che ovviamente vi creano pressioni insostenibili, anche per super man, o super woman che non siete, perché siete persone come noi, che però dovette chiaramente rispondere a richieste che vi vengono dal vostro elettorato, questo lo capiamo, e sta nel gioco delle cose. E a conferma di questo affermo in che maniera decisa che questo vostro emendamento è alla vostra confessione, voi siete rei confessi di un reato gravissimo che porterà delle conseguenze devastanti alla nostra Regione, però ovviamente non vi interessa nulla, come non vi interessa nulla della dichiarazione fatta oggi dalla ministra De Micheli, perché qualsiasi dichiarazione fa questo Governo non va bene, anche se decidesse di darvi un milione di euro a testa al mese, a tutti voi, non andrebbe bene, vi opporreste anche a questo perché il Governo è nemico, e questa è una strada che voi avete scelto. Di conseguenza, ripeto, che questa è la vostra confessione, il vostro testamento, un testamento che rimarrà ad imperitura memoria e un testamento che mette la parola fine al vostro bluff e vi smaschera definitivamente di fronte ai cittadini sardi. Quindi io non sono d'accordo con quanto ha detto l'onorevole Piu, io sono profondamente orgoglioso e non mi sento sconfitto, io mi sento vincitore, malgrado i numeri non siano dalla mia parte perché noi abbiamo risvegliato le coscienze, abbiamo fatto capire finalmente al popolo sardo che razza di Amministrazione regionale siete.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESANDRO (M5S). Presidente, intervengo anche io come i miei colleghi per esprimere il mio voto sfavorevole all'emendamento numero 694, un emendamento che tenta di troncare il dibattito, ammesso che di dibattito si possa parlare visto che abbiamo parlato solo noi, diciamo un non dibattito, non abbiamo mai iniziato effettivamente a discutere, non c'è mai stata una risposta quindi parlando da soli si è potuto raggiungere ben poco. Ciò non di meno la minoranza si è dimostrata, come sempre, con spirito costruttivo e volontà di migliorare quello che è il contenuto di una norma che potremmo chiamare anche una non norma, un semplice salvacondotto, un liberi tutti diciamo. Il collega Comandini ha detto bene prima, non finiamo oggi, sicuramente non finiamo oggi, anzi non abbiamo ancora iniziato come ho detto, quindi sarà bene che prima o poi se qualcuno ha qualche idea in maggioranza che questa esca, così da potercisi confrontare perché è una cosa che ritengo abbastanza importante. Mi rivolgo poi all'Assessore Sanna, nel dirle, io non so lei come abbia accolto, anche in Giunta, nelle discussioni che avete avuto, la volontà di proporre…

Presidente, non riesco a sentirmi quando parlo!

PRESIDENTE. Onorevole, si accontenti della mia attenzione!

SOLINAS ALESANDRO (M5S). Prima era distratto anche lei! Va bene, dai, mi accontenterò! mi rivolgevo all'Assessore dicendo, non è una cosa così scontata e da prendere sottogamba essere ricordato come colui che era l'Assessore all'urbanistica nel momento in cui è stata approvata questa legge. Io non so lei che idea abbia, se la condivida, o se non la condivida, ma spero si sia assicurato e nel futuro lavorerà perché quello che sta succedendo adesso non sia liberi tutti, un salvacondotto per chi vuole abusare della nostra terra, ma perché si possa effettivamente soprattutto avere una discussione costruttiva al riguardo, e soprattutto glielo ripeto, per non essere ricordato come colui che ha governato l'assessorato all'urbanistica nel suo caso, che è quello più importante relativamente appunto alla legge che stiamo approvando oggi, nel momento in cui questa legge è stata approvata ed è iniziata quella che potenzialmente potrebbe essere una delle opere più distruttive di abuso e di utilizzo sbagliato del nostro territorio, dalla costa e la montagna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, due riflessioni attorno all'emendamento numero 694. La prima riguarda la tecnica con la quale è iscritto, è persino peggio del testo originario, questo non è secondario, perché una caratteristica delle leggi è anche la buona scrittura con le quali sono compilate. Lo dico perché uno dei problemi che in questa legislatura abbiamo potuto constatare è stata la difficoltà che hanno gli stessi uffici regionali nell'interpretare le norme scritte da questo Consiglio, su sanità, sul personale, è capitato spesso e capita anche in queste ore che il direttore generale, nominato da voi, che siete nella stanza accanto a quella dell'assessore nominato dal Presidente, non sia in grado di capire, di comprendere in maniera univoca le norme scritte da questo Consiglio regionale; a volte compilano pagine e pagine di FAQ che rendono la lettura ancora più complicata, perché evidentemente le leggi hanno qualche difficoltà, altre volte le agenzie regionali non le applicano perché non considerano la norma diciamo pienamente comprensibile. Immagino cosa succederà quando questa norma finirà nel tavolo invece di un ministero o di un funzionario della Sovrintendenza, è facile capire che probabilmente la fine non sarà migliore di quella che è già avvenuta nei tavoli della Regione.

L'altra riflessione riguarda il fatto che stiamo buttando, state buttando e state facendo buttare a tutti, una marea di tempo prezioso. Noi abbiamo avuto una tregua armata rispetto alla più grande crisi sanitaria ed economica del dopoguerra, dovremmo essere qui a interrogarci sulla carne delle persone, sui problemi aperti, sul perché la sanità non funziona e su cosa potrebbe accadere a settembre e ottobre con questo trend di una sanità che non funziona, dovremmo intervenire sul settore turistico che ogni giorno ci dà bollettini che ormai sono sempre più impietosi e non sembrano avere una soluzione, dovremmo intervenire sul bilancio regionale che a fine anno ci presenterà un conto che ci obbligherà a decidere cosa salvare e cosa tagliare della spesa regionale, e in tutto questo voi presentate invece una norma che voi stessi non difendete perché sapete bene che non è possibile difendere i reali motivi che hanno spinto il Consiglio regionale a discuterla. Tra l'altro una norma che probabilmente durerà l'estate che vivremo prima di essere impugnata. Ecco, perché ci stiamo dedicando a questo e non ad altro, cosa vi spinge…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Presidente, siamo tornati all'emendamento numero 694, il cosiddetto canguro, che è quello che accorpa i commi 1 e 2 del testo originario, e quindi non è più il momento di giocare sui termini, o di giocare sui tentativi di convincervi, adesso siamo proprio sul merito, quindi il ragionamento serio sul merito che noi abbiamo fatto è questo: dare un'interpretazione autentica del PPR su quei tre beni per noi è controproducente per l'interesse della Sardegna, perché ci incuneiamo in un percorso che sappiamo dove inizia ma non sappiamo dove finisce. Diverso, ve l'abbiamo già detto, sarebbe stato approvare una norma di legge che da oggi in poi diceva che quei beni sarebbero stati sottratti alla copianificazione, invece voi avete scelto la strada dell'interpretazione autentica, che è l'unico strumento giuridico che consente di retrodatare la decorrenza di questo provvedimento, ovvero torniamo al 2006. Il perché lo stiate facendo ve l'abbiamo chiesto in tutte le salse, non ci avete risposto, e quindi noi ce ne andremo a casa senza risposta. Il che cosa potrebbe procurare come conseguenza, anche questo non c'è dato sapere. Noi temiamo che banalmente ci siano negli uffici dei Comuni diverse pratiche alle quali sia stato detto no per incompatibilità con il Piano paesaggistico regionale, quindi non sappiamo quante di quelle pratiche oggi torneranno in vita.

Riteniamo che questo procedimento sia oltremodo incostituzionale, su questo ci siamo scontrati, abbiamo posizioni diverse, c'è stato detto che poteva servire per agevolare la realizzazione di quelle due viabilità che troveremo poi nei commi 3 e 4, anche su questo noi vi abbiamo detto che ritenevamo che non sarebbe servito a nulla, e lo dimostra il comunicato di oggi della ministra De Micheli, noi più di questo non sappiamo cos'altro fare. Rimarrebbe lo scontro fisico, ma non è minimamente nelle nostre corde, anche perché con la stanza dei di alcuni personaggi che avete tra le vostre file probabilmente ne usciremmo perdenti, ovviamente sto scherzando e non vorrei che questo venisse male interpretato, però per dire che c'abbiamo provato in tutti i modi, non ci siamo riusciti e ce ne andiamo almeno con la coscienza a posto, spero che anche voi possiate dire lo stesso e che i sardi non vi chiamino a dimostrare la bontà delle vostre posizioni odierne. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Oggi state scrivendo una pagina di storia vergognosa, oggi state scrivendo una pagina di storia indegna, oggi state scrivendo una pagina di storia che rimarrà nella memoria dei sardi, dei nostri figli ma anche dei vostri figli. Sono stati 43 giorni difficili, sono stati 43 giorni in cui abbiamo cercato di lottare per difendere il nostro territorio e la nostra terra, i nostri figli, il nostro popolo, i sardi. Sono stati dieci giorni in cui si sono raccolte 30 mila firme contro questa vostra proposta di legge che reputiamo, e lo ribadiamo, vergognosa; neanche la raccolta di 30 mila firme è riuscita a farvi desistere da questa proposta che andrete ad approvare e che, di fatto, rappresenterà una pagina di storia molto, molto triste del nostro territorio. L'avevate detto dall'inizio della vostra legislatura che avreste lasciato il segno: questo è il vostro primo segno, i nostri beni identitari, state toccando anche quelli! Vi vorrò vedere quando magari vi arriverà qualche progetto che includerà oltre alla costruzione di qualche albergo e magari da parte di qualche multinazionale che ci ha provato precedentemente, che precedentemente aveva avuto il no da parte nostra; vi vorrò vedere magari in questo intervento edilizio vederlo inglobare in quello che è il nostro bene identitario. Voi che avevate parlato di cercare di ribaltare la situazione economica basandosi su quella che è sempre stata la nostra storia e che ha sempre rappresentato la Sardegna, state toccando, state appena iniziando a toccare il cuore del nostro territorio, state appena iniziando a toccare il cuore dei sardi. Ed è vero, noi abbiamo appena iniziato a contrastarvi, noi abbiamo appena iniziato a dire no ma continueremo nella difesa del nostro territorio, nella difesa dei nostri figli, questo è sicuro!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 694.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

A seguito di questa votazione, decadono gli emendamenti dal numero 384 sino al numero 880, decadono inoltre gli emendamenti dal numero 436 al numero 859.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, sull'ordine dei lavori. Quest'Aula è poco attenta, l'ha dimostrato anche poc'anzi l'Assessore con l'audio del cellulare a tutto volume, e quindi con un misto di amarezza e rabbia dichiaro che sia finita la discussione, avete dichiarato che è finita la discussione politica in Aula su questa legge, però non la nostra contrapposizione convinta a questo provvedimento che porteremo anche al di fuori di quest'Aula. Faremo sentire la nostra voce però su questi commi che ci accingiamo a discutere, Presidente, non vogliamo essere compartecipi del vostro fallimento politico e lo diciamo ad alta voce. L'ha detto questa mattina la ministra De Micheli quando ha annunciato l'approvazione dei provvedimenti sulle arterie al prossimo Consiglio dei ministri voi invece continuate imperterriti nel vostro tentativo di sbattere contro un muro, e noi come Gruppo di LEU non vogliamo essere compartecipi dei ritardi sui lavori della Sassari-Alghero e dell'Olbia-Arzachena. Siete voi che vi prendete la responsabilità di entrare in contrapposizione con il Governo, siete voi che vi assumete la responsabilità di far partire più tardi i lavori, noi crediamo e pensiamo che questi provvedimenti fareste bene a toglierli dalla legge finale.

Per queste ragioni che ho appena annunciato, ritiriamo tutti gli emendamenti che abbiamo presentato, perché non vogliamo essere partecipi o compartecipi al vostro fallimento, ne parleremo qui in Aula tra qualche tempo quando andrete nei tribunali a battervi su questioni che possono essere tranquillamente risorse da delibere e da discussioni, voi avete invece preferito contrapporvi senza nessun senso, però noi non partecipiamo a questo giochino, quindi ritiriamo gli emendamenti ai commi 3 e 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Io sottoscrivo in toto le parole dell'onorevole Eugenio Lai, anche noi ritiriamo tutti gli emendamenti sui commi 3 e 4, perché noi siamo gli innocenti, voi siete rei confessi e non vogliamo assolutamente far parte di questa squallida sceneggiata, grazie.

PRESIDENTE. Perfetto, sono ritirati anche quelli a firma dell'onorevole Piscedda.

Quindi passiamo all'emendamento 681 e 682, prego onorevole Orrù pagina 562, 563 del volume quinto.

Quindi metto in votazione gli emendamenti 681 e 682.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Emendamento 683, mettiamo in votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 684, mettiamo in votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 685, mettiamo in votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 702, mettiamo in votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 703, mettiamo in votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 686, mettiamo in votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 687, mettiamo in votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 688, mettiamo in votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 689, mettiamo in votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 690, mettiamo in votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Non siamo dotati neanche del fascicolo degli emendamenti, vorrei capire quanti emendamenti sono e a quale comma e se sono tutti incarico al Gruppo dei Progressi.

PRESIDENTE. Quarto comma.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Li ritiriamo, sono le strade li ritiriamo.

PRESIDENTE. Perfetto pure quelli di Piu? Tutti ritirati perfetto!

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

Mettiamo in votazione l'articolo 3.

Gli emendamenti sono tutti ritirati.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Votazione finale, con voto elettronico.

Calmi, benissimo, non sapevo delle dichiarazione di voto, ora si è votato, l'ho messo in votazione. Votato l'articolo 3! Gli ordini del giorno…

Scusate ci sono sei ordini del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, noi ritiriamo gli ordini del giorno con l'intenzione di presentarli, ripresentare questi contenuti come mozioni allargando la condivisione anche a tutta la minoranza e a tutti i colleghi della maggioranza che vorranno sottoscriverli. Lo facciamo perché ci sono delle tematiche all'interno dalla revisione organica del PPR alla tutela della fascia costiera sino alla nuova legge urbanistica, che necessitano di una discussione approfondita che è stata fatta solo a margine di questa seduta. E poi perché l'ordine del giorno da presentare in Aula lo sappiamo vincolerebbe la discussione solo a un relatore, su temi come questo più che i solisti servono i cori, e quello che non è stato capace di fare l'Aula in questi giorni speriamo lo si possa iniziare dopo che arriverà, diciamo, la sconfitta dell'azione che state provando a fare in questi giorni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, ero iscritto già il precedente articolo perché vi avrei segnalato che la corbelleria è stata scritta che è quanto non si sia applicato colui che ha redatto il testo per le strade che a lei probabilmente interessano, Presidente, invece colui che ha scritto il testo si è preoccupato delle questioni dell'eliminazione dei vincoli e della copianificazione alla fin fine delle strade non importava proprio nulla. Mi permetto, Presidente, di leggerle una parte del comma 4 dell'articolo 2, l'asse viario Sassari - Alghero e in particolare la realizzazione nello sviluppo geometrico a quattro corsie del lotto 1 costituisce una infrastruttura determinante per assicurare lo sviluppo sostenibile del territorio ai sensi eccetera eccetera. Lo sa dove siamo arrivati? E lo dico a tutti voi, lo sapete dove siamo arrivati con le corbellerie per aver fatto scrivere un testo da persone che non capiscono un fico secco di norme urbanistiche, di leggi, che ovviamente che cosa ha scritto l'estensore della legge, lo sviluppo sostenibile cioè la strada è un elemento di sostenibilità. Perché scrive questo? Perché è stato talmente tanto incapace di leggere la legge che cita da confondere il fatto che debbano essere, la legge, individuazione delle misure necessarie per il corretto inserimento nel contesto paesaggistico degli interventi di trasformazione del territorio al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile. Cosa significa? Tanto non ha capito nulla di strade colui che ha scritto il testo, che ha confuso il fatto che nel momento in cui tu vuoi mettere una strada in un luogo che ha una rilevanza ambientale devi adottare, per mitigare, nascondere quella strada una serie di provvedimenti e di azioni come ad esempio lungo i fianchi della strada mettere alberature in modo tale da mascherarla, e quasi dare una continuità verde del paesaggio. Tanto è arrivato a non comprendere la legge che voleva citare e che poi ha citato e che non ha capito, d'aver confuso il concetto di attenuazione dell'impatto ambientale di un'opera pubblica col fatto che la stessa opera pubblica sarebbe un'opera sostenibile e che dia una rilevanza di armoniosità all'ambiente, questo è il vero problema. Io lo avrei voluto dire prima per correggere il testo, purtroppo mi sono iscritto, ma il tempo è stato tiranno, o meglio la sua velocità…

PRESIDENTE. Prego.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ve l'ho letto e l'ho voluto leggere perché ci si renda conto di chi sta scrivendo le leggi in materie così delicate come queste tanto da confondere i principi basilari e fondamentali che regolano i lavori pubblici e gli interventi di lavori pubblici in alcune situazioni. Io vi suggerisco di cambiare i consulenti, di sostituire alcuni dirigenti e di far mettere mano a norme così delicate a questi argomenti a persone che ne capiscono. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERRTO (M5S). Per dichiarazione di voto, Presidente. Siamo arrivati alla fine di questa maratona, chissà quante volte abbiamo percorso quei 3 chilometri e 4 della Sassari-Alghero, che voi avete usato come specchietto per le allodole. I numeri però sono numeri e non si possono battere, 37 è più di 23, e la matematica che non è un'opinione. Voi avete dalla vostra parte la matematica, noi l'opinione, perché noi abbiamo un'opinione, voi no, avete i numeri che non fanno opinione, noi abbiamo un'opinione di Sardegna, noi amiamo la nostra terra e per la nostra isola abbiamo combattuto in questi 43 giorni, per la nostra isola e per i suoi figli, i nostri figli e i figli dei nostri figli. Vi abbiamo smascherato davanti ai sardi, vi abbiamo messo all'angolo con i vostri numeri, quei numeri che vi tenete stretti, unico senso del vostro operato, numeri freddi e senza cuore, tonnellate di cemento su gioielli unici al mondo, tasche piene di pochi illusori posti di lavoro per quasi tutti. Ha vinto la matematica, ma l'opinione non ha perso, perché abbiamo risvegliato coscienze sopite, perché abbiamo raccontato ai sardi la verità. Oggi si scrive una pagina buia della nostra storia autonomistica, noi non la firmiamo orgogliosi di non farlo, certi della nostra opinione, incuranti della vostra matematica. I sardi hanno visto, valuteranno, non potete impedirglielo. Tenetevi i vostri numeri, noi ci teniamo la nostra opinione, l'opinione di sardi veri innamorati della loro terra, abbiamo combattuto una battaglia giusta e come tutte le battaglie giuste farà storia, una splendida pagina della nostra storia, che noi firmiamo orgogliosi di farlo, certi della nostra opinione, incuranti della vostra misera matematica. Il nostro voto sarà contrario, viva la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Per dichiarare il voto contrario mio e del Gruppo del Partito Democratico a questa legge. Avete fatto valere le ragioni dei numeri, non quelle della ragione, e questo non è un bene quando si trattano temi così delicati come quello della tutela dei beni ambientali. Noi abbiamo detto che il Piano paesaggistico regionale può e deve essere modificato, ma può e deve essere modificato secondo quelle che sono le norme e i criteri che regolano la definizione di un piano paesaggistico regionale. Avete fatto una sorta di colpo di mano con la scusa di due strade che non c'entrano niente, come è evidente e come è evidente oggi ancora di più dopo le dichiarazioni della ministra De Micheli, avete utilizzato una norma interpretativa autentica che modifica di fatto il PPR, sottraendo alla copianificazione i beni paesaggistici, la fascia costiera, l'agro e i beni identitari. Quindi di fatto aprendo un capitolo nuovo e pericolosissimo per quanto riguarda la tutela del territorio, la sua valorizzazione e lo sviluppo futuro della nostra isola. Io credo che sia un precedente pericolosissimo, spero, non è mia abitudine sperare in impugnative di organi superiori, ma spero davvero che qua ci siano gli elementi per un'impugnazione da parte della Corte costituzionale, da parte del Governo alla Corte costituzionale che blocchi questa oscenità che avete messo in piedi utilizzando arbitrariamente una norma di interpretazione che, ripeto, non aveva nessun presupposto giuridico per essere messa in campo. Io credo che di quello che state facendo dobbiate risponderne ai sardi tra pochissimo perché verrà fuori tutta una serie di problematiche legate ai precedenti vincoli che possono essere superati con una semplice interpretazione da parte della Regione, con una messa a rischio di tutte quelle aree che erano state tutelate grazie proprio al Piano paesaggistico regionale. Per questo abbiamo fatto una battaglia che è durata 42 giorni, di cui non possiamo che prendere atto della sconfitta in quest'Aula, ma non certo a livello dell'opinione pubblica e a livello regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Non è in aula. È decaduto.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (UDC-Cambiamo). Vi siete veramente divertiti in questi giorni, io non faccio assolutamente mai sconto alla maggioranza, ma questa volta, cari amici della minoranza, avete esagerato e avete detto tutto e il contrario di tutto. Il collega Li Gioi ha parlato di numeri, di matematica, che noi abbiamo un'opinione. Io dico che voi avete un pignone, non abbiamo noi un'opinione, perché questa volta avete esagerato su tutto. Non siamo intervenuti perché siamo andati ad approvare un articolo, e l'unica cosa certa che è emersa in questi giorni è che avete fatto perdere tempo ai sardi, e ve lo spiego in due secondi se riesco a farlo in maniera sintetica. Un articolo che recita in maniera molto chiara, e sicuramente non avete letto bene, che con norma non si può assolutamente cambiare e modificare il Piano paesaggistico regionale, non lo diciamo noi, lo dice la "2008", lo dice il Codice Urbani, e noi con questa norma stavamo fissando un principio sul fatto che in autonomia la Regione, attraverso una pianificazione su un atto amministrativo come recita la "2008", dobbiamo modificarlo e dobbiamo revisionarlo. Voi avete parlato invece di cementificazione, di tribunali, di brutture in questa Sardegna, che distruggiamo le spiagge. Tutti sappiamo che i titoli abilitativi, quando un privato chiede un titolo autorizzativo, c'è l'ufficio tutela, ci sono le soprintendenze, quindi il Mibact. Cioè, questa norma non autorizza assolutamente niente, questa norma non autorizza la realizzazione di edifici sulla spiaggia, avete preso in giro i sardi questa volta, perché avete detto il niente. Ecco perché nessuno qui ha ribadito e non ha accettato il confronto su un articolo che fissava e cristallizzava un principio che già la legge del 2008 aveva previsto, e nella legislatura Cappellacci l'aveva dimostrato perché era iniziata la verifica sulla pianificazione, non la copianifizaione escludendo l'articolo 143, come recita la "2008", sulla revisione del PPR. Questo noi vogliamo fare, vogliamo rivedere, modificare, revisionare il PPR datato con una procedura dettata dalla legge, con il coinvolgimento della gente, dei sindaci, senza la norma non può modificare assolutamente il PPR, avete detto delle fesserie, caro amico Piscedda, chiedete scusa ai sardi questa volta, avete fatto perdere 43 giorni…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per esprimere il voto contrario rispetto a questa legge. Non mi ha convinto nemmeno le argomentazioni tardive dello stimato collega Per, avrei preferito sinceramente parlarne, doverne discutere al momento del dibattito, avremmo potuto dibatterne quando abbiamo affrontato gli articoli e gli emendamenti, avremmo potuto dibattere sui singoli emendamenti per cercare di migliorare quella che per noi è una legge sbagliata, sbagliata nei tempi e sbagliata nei modi, abbiamo ripetuto per 43 giorni, e non abbiamo fatto perdere tempo a nessuno, e chissà il tempo che farete perdere voi ai sardi e agli investitori. Scrivere una legge come l'emendamento 694, che poi è il cuore della legge, è far perdere tempo ai sardi, occorrerà tornare in quest'Aula e fare un'interpretazione autentica della legge che ha fatto una interpretazione autentica, sarei pronto a scommetterci. Questa non è scritta in italiano, non sarà una legge scritta in italiano, e quindi non applicabile, anche se dovesse, ne dubito, superare il vaglio di costituzionalità. E allora quello che i sardi si aspettavano da voi probabilmente, visto che vi hanno votato eccetera, non era questo, o meglio, non era questo inserito con una scorciatoia, era ben altro, e quindi per esempio faccio riferimento a quello che, provenendo dallo stesso territorio e essendo anche ben coscienti di quali sono le sensibilità in quel territorio, faccio riferimento a quello che ha detto l'onorevole Cocciu qualche seduta fa rispetto al fatto che ci sono anche imprenditori non necessariamente vicini alla vostra parte politica che guardano con attenzione rispetto a questo tema, quegli imprenditori attendono ben altro, io non so a chi di loro, e non a questi, sia rivolta tale attenzione che oggi avete dimostrato e volete dimostrare con questa legge che, ripeto, dovrà essere poi interpretata diversamente, quindi occorrerà tornare affinché possano essere applicata. E allora, secondo me abbiamo perso tempo approvando una legge che non avrà seguito e invece non approvando altri proventi importanti non solo rispetto agli aspetti economici post Covid, ma anche sull'urbanistica che avremmo potuto affrontare e non prorogare come avete fatto e avete preferito rimandare temi molto più importanti che stanno molto più a cuore ai sardi

PRESIDENTE. Avevo dichiarato decaduto l'onorevole Cocco, però se non ci sono opposizioni gli darei la parola. Non ci sono opposizioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU) Grazie, Presidente. Io non devo chiedere scusa ai sardi perché, ripeto, il diritto costituzionale dice chiaramente che è detta interpretazione autentica l'interpretazione della legge effettuata dal medesimo organo che ha posto in essere l'atto normativo. È un meccanismo normativo, non interpretativo, poiché impone norme ed è fonte del diritto. Quindi l'ho detto prima e lo ripeto adesso, dovete chiedere scusa voi ai sardi perché i sardi aspettano altro, aspettano risposte urgenti rispetto alla situazione in cui si trovano, che il Covid-19 ha aggravato ancora di più, aspettano risposte e oggi abbiamo incontrato i rappresentanti dei lavoratori della sanità e ci hanno rappresentato un quadro drammatico della situazione sanitaria, che già conoscevamo, e rispetto a questo ancora non si intravedono soluzioni. Aspettano risposte tutte quelle imprese che non riescono a ripartire, aspettano risposte tutti quei precari che non sono neanche più precari, son diventati improvvisamente disoccupati, aspettano risposte quei comuni che hanno investito i loro fondi di bilancio e i loro avanzi di amministrazione per poter dare le risposte ai propri concittadini, e noi saremo venuti volentieri prima in Aula per discutere di quella legge di rilancio, chiamiamola così, della Sardegna, e invece abbiamo perso due settimane per parlare del nulla. E mi dispiace ancora di più che degli avvocati presenti in questa in quest'Aula non abbiano detto in maniera chiara che si stava andando, con una prova muscolare incomprensibile, ad approvare una legge che sicuramente non produrrà effetti, e mi auguro che non produca effetti. Quel PPR, l'abbiamo detto mille volte, è un PPR rispetto al quale siamo disponibili a sederci per poterlo rivedere, non è un totem, non è la Bibbia, non è un Vangelo, però è un qualcosa che sinora ha dato certezze, e ha dato quella certezza che le bellezze della nostra Isola, i veri valori della nostra Isola rimanessero lì, come il Signore ce li ha consegnati, per chi crede nel Signore, e noi vorremmo che continuassero a rimanere così come sono. Le dicevo l'altro giorno, Assessore, che non vi siete fatti mancare niente: ben identitari, fasce costiere, agro, sull'agro io vorrei parlare perché la penso un po' in maniera diversa anche rispetto alla mia maggioranza, vi siete dimenticati i 300 metri oltre la battigia, fate anche quello così potremo costruire anche le palafitte. Io vi auguro davvero che questa legge possa produrre effetti, chiaramente ve lo auguro non col cuore né con la mente, sarei un bugiardo se fosse questo un augurio sincero, e non è un augurio sincero, ma sono certo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Io in genere, quando si conclude un percorso, un lavoro, un percorso di vita anche, mi pongo degli interrogativi, e quindi mi permetto di estenderli alla maggioranza, e comincio col chiedermi: era necessaria questa legge? Da tutti i discorsi, non un dibattito, perché non c'è stato, ma da tutti i nostri interventi sembra assolutamente non necessaria e il pretesto delle strade oggi poi veniva a cadere quindi oggi possiamo dire che non era necessaria. Mi dispiace che l'onorevole Peru solo oggi abbia voluto darci la sua opinione perché così avrebbe dato delle risposte ai sardi, e le avrebbe date in tutti questi giorni invece di lasciar parlare solo noi, e quindi l'altro interrogativo che mi pongo è questo: i sardi e le sarde capiranno cosa faremo di questa legge? Se l'avessimo detto chiaramente i sardi e le sarde lo avrebbero capito, ma sicuramente i sardi e le sarde avranno già intuito che è una legge che si indirizza a soddisfare le esigenze e i bisogni che potrebbero essere anche legittimi, ma di pochissimi, di pochissimi, certamente non quelli della tutela dell'intera Sardegna, non quelli della tutela dei bisogni lavorativi occupazionali dei sardi e delle sarde. Un altro interrogativo, e chiudo dichiarando naturalmente il mio voto contrario, è se davvero ci sentiamo trasparenti, se davvero pensiamo di aver fatto un bel lavoro, se guardandoci nello specchio, non solo stasera ma per tutto il tempo in cui saremo qui a lavorare, e quindi anche nei prossimi anni, se davvero ci sentiamo di guardarci e di dire, "onorevole Pinco Pallino, guarda che bel lavoro ho fatto con questa legge".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Intervengono intanto per chiarire alcune questioni, chi ha perso tempo noi siamo noi, dal giorno dopo Pasquetta doveva arrivare in Aula, come aveva promesso il presidente Solinas, una norma per l'aiuto alle imprese, questa non è arrivata, sta arrivando in questi giorni al varo delle Commissioni, quindi chi sta perdendo tempo non siamo certamente noi. Poi noi l'abbiamo chiarito più volte, il Piano paesaggistico regionale si può, si deve modificare, si deve aggiornare, si deve semplificare, ma lo si deve fare con gli iter che prevedono la modifica e l'aggiornamento dei Piani paesaggistici regionali, e non con norme ordinarie di interpretazioni autentiche, anche perché se è vero che voi dove state governando e volete governare, dovete governare per migliorare e io mi aspettavo un Piano paesaggistico innovativo, che guarda al futuro, non che guarda al passato, con una legge di interpretazione, tra l'altro proposta da un Consiglio regionale che non è l'organo deputato a fare un'interpretazione autentica di qualcosa che è stata fatta dalla Giunta. Questo mi aspettavo da una maggioranza che guarda al futuro. Invece state continuando a guardare al passato e continuate a interpretare cose che non vi appartengono. Inoltre avete utilizzato il pretesto delle strade, avete utilizzato l'utilizzo delle strade, la volontà di completare le strade, oggi siete stati smentiti dal Ministro che vi ha detto che la strada si può completare, quindi vi abbiamo tolto anche questa scusa. Questa scusa non è bastata, vi volete approvare la norma, volete approvarvela a tutti i costi e lasciateci pensare però che lo volete fare perché la norma, essendo retroattiva, ha la possibilità di sanare una serie di abusi che su questo territorio esistono e probabilmente anche rilasciare concessioni facili a qualcuno che noi non sappiamo chi sia, ma di cui voi conoscete probabilmente il nome, il cognome e l'indirizzo. Noi quello che dovevamo dire l'abbiamo detto, l'abbiamo detto per 43 giorni, probabilmente siamo anche stanchi e mi scuso se ho detto qualcosa di offensivo perché anche noi siamo stanchi. Io l'unica cosa che voglio dirvi è che non avete guardato al futuro, non avete messo al centro del ragionamento i giovani. E vi leggo solo questo: "Qualcuno, un giorno, ci giudicherà. Valuterà quello che abbiamo fatto, ne osserverà le conseguenze. Ci ringrazierà o forse ci condannerà. Per sempre. E lo farà perché lui è il vero destinatario delle nostre imprese. Il cittadino cui dobbiamo rivolgerci nei comizi e nei comunicati stampa. Il nostro elettore ideale, anche se non ci potrà votare, perché non ha diciott'anni". Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fausto Piga per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Grazie Presidente. Ascoltare le accuse, e a tratti le offese, dell'opposizione in tutti questi giorni non è stato sicuramente semplice, come non è semplice difendersi da situazioni che non c'entrano nulla con la realtà. Lo storytelling paesaggistico, la narrazione strumentale, persuasiva, ideologica messa in campo dall'opposizione del centrosinistra e dei Cinque Stelle, una vera e propria strategia comunicativa volta a condizionare il pensiero dell'opinione pubblica, inventando il nemico del centrodestra, inventando la paura della cementificazione. La realtà però è che il Consiglio regionale in questi giorni non ha discusso né il nuovo Piano casa, né il nuovo Piano paesaggistico regionale, né la nuova legge urbanistica. Abbiamo discusso solo e solamente l'interpretazione autentica di una norma del PPR per porre rimedio a dubbi e a interpretazioni contrastanti. In questa legge non si parla mai di metri cubi di cemento, non si parla mai di costruire in costa o nell'agro. Avete tenuto in ostaggio il Consiglio regionale facendo voi una interpretazione sull'interpretazione autentica di questa legge e facendo una caccia alle intenzioni e a volte, come nell'ultimo intervento, spingendosi anche con delle affermazioni gravi, perché io non conosco nessuno che potrà beneficiare in modo illegale di questa legge e lo voglio dire chiaramente.

L'ambiente non è di destra e non è di sinistra. Noi vogliamo tutelare le coste e l'agro quanto voi, però ci differenziamo in qualcosa. Ci differenziamo nei no ideologici, non vogliamo i vincoli inutili e senza logica, vogliamo la semplificazione burocratica, vogliamo creare un equilibrio tra l'ambiente, il turismo e l'edilizia per dare uno sviluppo sostenibile a questa Sardegna. Io chiudo, Presidente, annunciando il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia e dicendo che questo dibattito doveva andare sicuramente in modo diverso, senza una rappresentazione teatrale e soprattutto senza creare tensioni sociali e aizzare l'opinione pubblica contro un nemico che non esiste.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente. Io non volevo intervenire, ma la fase finale di questa giornata in Consiglio mi ha stimolato nell'annunciare evidentemente il voto contrario al provvedimento. Quello che non posso accettare, quindi è il senso anche del mio intervento, è quello del capovolgimento strumentale di quello che è avvenuto, perché sarebbe bastato che, durante questi giorni di interlocuzione, qualcuno alle domande rispondesse e allora a quel punto forse non si sarebbe arrivati al livello al quale si è arrivati. Forse se qualche consigliere regionale di maggioranza avesse approfondito alcuni aspetti e alcune domande molto puntuali che nel corso delle varie interlocuzioni si sono fatte non ci sarebbe stato il dubbio. Forse se l'Assessore avesse risposto ad alcune sollecitazioni non ci sarebbe stato il dubbio. Noi sappiamo che siamo arrivati in Aula, si parla di 45 giorni, non ho capito bene i conteggi come vengono fatti sulla parte operativa. È stato richiamato il fatto che alcuni provvedimenti molto importanti dei quali abbiamo discusso e dei quali parlavo anche prima, dell'essere riusciti ad anticipare i temi delle imprese, i temi del lavoro, su un tema come questo, lo si aspettasse molto prima. È stato detto che si è perso tempo, ma il tempo viene perso e viene gestito in funzione di quello che in questo caso la maggioranza ha proposto, quindi io non accetto questo tipo di capovolgimento di prospettiva. Non l'accetto perché non è corretto. Semplicemente se la dialettica politica va in una determinata direzione siamo tutti abbastanza grandi, ma credo che la sostanza del modo attraverso il quale ci si rivolge agli altri sia il punto di partenza fondamentale. Non lo accetto, non è tollerabile. È stato raccontato questo provvedimento con una finalità specifica, ci siamo resi conto, l'avete detto anche voi, che la finalità era un'altra, però, scusatemi, non capovolgiamo completamente quella che è la prospettiva, perché non è assolutamente corretto. Il mio voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente. Siamo ormai arrivati alla fine di questo percorso, alla votazione finale, che vedrà il mio voto contrario. Volevo partire dalle affermazioni dell'onorevole Peru, dove sostanzialmente ci ha invitato a fare le scuse ai sardi. Parto da qui per dire non che mi scuso verso i sardi, perché insomma non sono protagonisti di questa battaglia che stiamo facendo qua dentro. Mi scuso sicuramente con voi. Non è ironica la cosa, nel senso che ci possono essere state parole, modi, toni, che vi possono avere urtato, personalmente mi scuso perché ci può stare anche non accorgersi di certe cose. Adesso abbiamo finito, stiamo per fare il voto finale, quindi se qualcuno di voi è offeso vi chiedo scusa, consideratelo nell'agone della battaglia d'Aula. Ovviamente non mi scuso sui contenuti, nel senso che di quei contenuti che abbiamo provato a sostenere qui dentro io ne sono assolutamente convinto. Badate, adesso mi dispiace anche fare questi discorsi che possono sembrare capziosi e fuori luogo, però io prima di considerarmi un consigliere regionale, un uomo politico, mi considero un uomo, ma per convincimento personale, prima ancora di considerarmi nel mio essere uomo, mi son sempre considerato un cristiano, proprio per questioni di fede, e questo lo dico perché in questa discussione spesso è venuto fuori il Vangelo, che il PPR non era il Vangelo, eccetera. Ecco, ripeto, vi chiedo proprio di sopportare questo tipo di discorso, però io mi son fatto anche quel raffronto, cioè mi sono confrontato anche con la mia fede e sinceramente ritengo di aver fatto la battaglia giusta, una battaglia che ho perso, ma ho conservato la fede. Ovviamente non sto citando parole mie, vi sto citando la seconda lettera di San Paolo a Timoteo, per dirvi che al di là dei giochi d'Aula, al di là degli strumenti che usiamo qui dentro, ciascuno di noi porta in Aula anche il vissuto che ha. Non ne abbiamo mai discusso prima, ci conosciamo poco, però io a questo tema mi sono approcciato così. Davvero, Stefano, non vi sto prendendo in giro e tutto quello che ho provato a sostenere l'ho fatto in coscienza.

Adesso io penso che ci attendono due giudizi, quello dei tribunali perché temo che questa roba verrà impugnata, ovviamente parlo di quelli amministrativi, non di quelli penali, non ho niente in testa di strano, e il giudizio dei sardi. Io penso che su questa cosa, su questo tema verrete giudicati voi come verremo giudicati noi, vedremo alla lunga che cosa succederà, cioè quale sarà la…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Brevemente per dire anch'io, come credo tutto il gruppo del PSd'Az, lo farà poi anche il mio Capogruppo, il mio voto favorevole a questo provvedimento. Ma volevo chiedere, ma veramente siamo convinti che noi abbiamo cambiato il PPR con questa regola? Ho sentito bellissimi interventi, dialettica anche di alto livello dell'amico collega di Olbia Li gioi, la passione con cui la collega Maria Laura ha difeso strenuamente le sue idee, la sua posizione politica, la sua ideologia in questo campo molto delicato e comunque anche complesso.

Ma veramente siamo convinti di questo? Siamo convinti che con questa legge stiamo cambiando il PPR? Noi non stiamo cambiando il PPR, ci avete processato, avete fatto un processo alle intenzioni, avete già dichiarato che noi abbiamo cementificato, abbiamo messo asfalto dappertutto, abbiamo costruito sulle coste, ho chiesto al collega sindaco di Baunei di vendermi un'area a Cala Sisine così magari mi costruisco una bella villa e la vendo ai tedeschi. Poi vorrei capire Valter Piscedda, cosa impugnerà il Governo? Le sue stesse leggi? Perché noi qui abbiamo fatto un riassunto di quelle che sono le leggi nazionali, la lettura del combinato del decreto legislativo 22 gennaio 2004 numero 42, cioè il decreto Urbani e del decreto legislativo numero 63 del 2008, ci dice che noi possiamo evitare la copianificazione salvo alcuni campi specifici. Noi in questa legge oggi abbiamo certificato questo, come ha detto Antonello Peru, quindi per cortesia evitiamo in futuro, poi chi lo vuole fare lo faccia, la coscienza ognuno ha la sua, ma noi non abbiamo preso in giro i sardi, noi abbiamo fatto una legge che da più parti, anche il padre putativo del PPR, nei giorni scorsi, Gian Valerio Sanna, ha dichiarato che il PPR va modificato e noi non abbiamo bisogno di modificarlo con i poteri romani perché non sono più intelligenti di noi e non sono più preparati di noi, cara Maria Laura e caro Roberto Li Gioi, questo è il mio pensiero, quindi io voterò sicuramente con orgoglio positivamente questa legge, senza avere la paura di lasciare un'eredità pesante a mio figlio, anzi spero che crei sviluppo come non ha creato fino a oggi la legge del PPR che ci è stato imposta nel 2006.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU).

(Intervento in lingua sarda)

E allora ve lo dico in italiano il perché noi non vi abbiamo fatto perdere tempo, ma perché voi state perseverando nell'errore di continuare in un modello di sviluppo retrogrado, vecchio, in un modello di sviluppo che è passato, che non guarda più allo sviluppo sostenibile della nostra terra, non guarda ai tassi di spopolamento, non guarda il numero delle abitazioni sfitte o in disuso, guarda solamente ad appetiti, ad appetiti cementificatori della nostra terra, ad un modello di sviluppo che è passato, e allora badate, chi sta fuori da qui non è preoccupato della modifica del PPR, è preoccupato che il 60 per cento dei turisti quest'anno non arriverà in Sardegna, è preoccupato che l'economia sta crollando, è preoccupato che le risposte voi non le state dando, state pensando solo in modo sbagliato e unitario da parte vostra, perché da questo punto di vista siete stati in grado di ricompattarvi, a deturpare la nostra Isola, a provare a buttare ulteriore cemento, non a mettere nelle condizioni mia figlia o vostre figlie di poter crescere in maniera uguale, di poter crescere in un contesto sociale ed economico che sia totalmente diverso da quello in cui siamo cresciuti noi, che ci ha dimostrato che è un modello di sviluppo sbagliato, che ci ha dimostrato il perché Enrico Berlinguer in quei tempi parlava già di questo modello di sviluppo e il perché qualcuno non è degno neanche di nominare il suo nome, che continui a bere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Dopo 43 giorni di battaglia, di lotta, siamo arrivati a un traguardo molto importante, il primo ringraziamento che vorrei fare è al Presidente della Commissione urbanistica Giuseppe Talanas per il lavoro svolto, è stato molto celere, ha fatto un gran lavoro insieme a tutti i commissari della Commissione.

Il secondo complimento va fatto a tutti i consiglieri regionali di maggioranza che hanno avuto la forza per arrivare fino a questo momento in Aula per votare questo provvedimento, e il complimento va fatto anche a voi, consiglieri della minoranza, perché avete avuto la voglia e la forza di contrastare un provvedimento.

Però cercate di capire anche quelle che sono le nostre esigenze politiche e quello che è stato il nostro mandato elettorale. Noi di mandati ne abbiamo avuto uno, molto importante, di portare a casa alcuni risultati e tra questi risultati c'è una riforma della norma edilizia, la gente ci ha votato per questo, ci avete accusato di essere cementifica tori, ma non è assolutamente vero perché questa norma non darà uno sblocco definitivo e totale a quello che è il PPR, il PPR è un impalcato che sicuramente anche quelli che l'hanno messo su non pensavano che producesse certi effetti. Effetti negativi, perché ha creato un blocco importante all'interno dell'economia e qua non si parla di cementificazione, si parla anche di rifacimento delle facciate degli stabili, non si possono più fare perché blocca tutto, non stiamo parlando di nuove lottizzazioni vicino al mare, si tratta di azioni di rifacimento e di restauro che non possono essere assolutamente fatte, non possono essere più fatte e qualcuno se ha qualcosa da obiettare dovrebbe magari guardare bene quelle che sono le norme e studiarsele bene. Noi non siamo cementifica tori, noi abbiamo voluto mettere esclusivamente alcuni punti importanti per poter iniziare un nuovo tipo di lavoro e vi renderete conto che il Piano Casa che andremo a fare da qui a poco sarà restrittivo, molto più restrittivo di quello che voi penserete, perché non vogliamo assolutamente mettere mano all'ambiente, lo vogliamo preservare. Però in questo periodo, in questi ultimi anni, in questi 15-16 anni abbiamo visto tantissime situazioni economiche crollare, non che la vita politica della Sardegna debba per forza sorreggersi sull'edilizia, però il mattone un ruolo importante l'ha giocato.

In alcuni casi, tanto tempo addietro, l'ha giocato in maniera negativa, ma forse quando erano presenti quarant'anni fa e tante Amministrazioni politiche regionali, comunali che non avevano limiti, ora limiti ci sono, però vi assicuro che anche quelli che sono stati i principali fautori del PPR, oggi hanno dei seri problemi, vorrebbero in qualche maniera che non esistesse. Ormai c'è, però lo possiamo modificare e lo possiamo modificare in meglio…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io invece oggi la vorrei definire che è una nuova pagina di autonomia, perché oggi finalmente questo Consiglio regionale prova a prendersi un pezzo di autonomia che ci compete, perché stiamo sollecitando il Governo di dire: tu Governo, perché non ci risolve il problema della Sassari-Alghero?

Cioè loro possono risolverci il problema, ci possono mettere vincoli, ci possono fare tutto e noi non comandiamo un accidenti, scusatemi il termine. Io dico oggi, forse, tutti quanti non solo la maggioranza, forse appena appena un pezzo di autonomia ce la stiamo riprendendo. Poi non so come andrà a finire, ma intanto è un messaggio. Vi chiederei anche di togliere questa cultura del sospetto, cara collega Orrù, nel senso che cioè nessuno qui ha comprato lotti di terreno che deve sanare, cementificazioni, perché chi ha fatto l'amministratore e chi ha fatto il sindaco, e qui ce ne sono diversi, e chi soprattutto ha adeguato il proprio PUC al PPR, mi dovrebbe spiegare com'è che si fanno le sanatorie con un'interpretazione autentica del PPR. Ma qualcuno sa che cos'è la sanatoria posto postuma, che non si può fare? Sa qualcuno cosa vuol dire la doppia conformità? Se tu hai costruito ed era abusivo con quelle norme, oggi non è con l'interpretazione che dici, no bene, ti concediamo la sanatoria, qualcuno me lo dovrebbe spiegare questo, perché non l'ho capito. Cioè se una casa era abusiva presumo che gli sia arrivato il famoso accertamento che dice: Questa casa è abusiva, la puoi sanare o non la puoi sanare? Ma se c'è una sentenza passata in giudicato stai tranquillo che non la sanerà con un'interpretazione autentica del PPR. E qualcuno mi dovrebbe anche far capire come si possono ripristinare e rimettere a vita le vecchie lottizzazioni cassate dal Piano paesaggistico regionale? Io non l'ho ancora capito, eppure ho fatto il Sindaco, eppure ho adeguato il mio PUC al PPR, l'abbiamo vissuta. Sapete quante ce ne hanno cassate lottizzazioni dalle nostre parti? Una marea! Ma non si possono certo rimetterli in vita con un semplice strumento come questo di interpretazione. Qualcuno me lo dovrebbe spiegare come si può fare la sanatoria posto postuma! Io questo ancora non l'ho capito! Questa non l'abbiamo ancora capita! Perché non si può fare, caro Gianfranco, no, scusa allora qualcuno mi dovrebbe spiegare, e chiudo Presidente, visto che questo Governo è così attento, perché non ha mai risolto il problema del Porto canale di Cagliari? Perché il Porto Canale di Cagliari era abusivo? Perché mancava l'autorizzazione paesaggistica!

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). No, esisteva, è stata annullata!

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Caro collega, va be', non alzare la voce! Non aveva l'autorizzazione paesaggistica. siano Scusa non pensare che se non sono di Cagliari non conosco le norme eh! O vuoi che ti dica un parallelo? Perché le cave di Orosei ritengono che siano abusive? Perché a suo tempo, quando hanno iniziato ad estrarre mancava l'autorizzazione paesaggistica, come il Porto Canale di Cagliari, caro Massimo Zedda. Va be', quando vuoi quando vuoi ci confrontiamo, questo per dire.

(Interruzione)

No, le fesserie le dici tu, caro Zedda, e ti rispetto, io non ho mai detto che tu dici fesserie, io ti sto dicendo che il fatto di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIGONI DARIO (LEGA). Presidente, il Gruppo Lega voterà a favore, come ha votato i precedenti commi e articoli. Ricordo a ognuno di noi che abbiamo l'onore di sedere in quest'Aula, quale massima istituzione della Sardegna, che siamo qui come rappresentanti del popolo sardo, per fare, e non siamo seduti qua per non fare. L'immobilismo, come avete vissuto sempre voi, non fa parte del nostro DNA. Io ringrazio tantissimo gli uomini e le donne che siedono qua in quest'Aula del centrodestra che sono stati bravi a serrare i ranghi, donne e uomini che ogni giorno camminano verso un preciso e chiaro obiettivo, per un miglior presente e futuro per tutti, un futuro fatto di lavoro, serenità, fatto di ciò che in coscienza riteniamo il bene per i sardi. Siamo donne e uomini che non smetteremo mai di lavorare, sognare, questa è una certezza, proseguiremo a viaggiare quotidianamente con il cuore in mano e le maniche della camicia piegate. Sapete perché vogliamo proseguire ad esserlo? Perché senza sogni un uomo è destinato a morire dentro, e questa morte dell'animo preferiamo lasciarla a coloro i quali tacciano le nostre idee di mere illusioni. So che a questo punto, Presidente, vi starete chiedendo perché vi sto dicendo questo, il motivo è semplice, hanno sempre cercato di farvi accettare il PPR come fosse un bel sogno, ma in realtà è e proseguirà ad essere un incubo continuo per l'economia, l'ambiente e per i sardi, che pur date mostra di voler bene. Le regole, i divieti servono, anzi direi che sono assolutamente necessari, però per non morire, ma se non adottati con coscienza e giusto criterio finiscono per uccidere essi stessi, ed è questo ciò che sta avvenendo. Poi voglio ricordare sempre tutti gli insulti che abbiamo ricevuto in quest'Aula, perché in quest'aula esiste solo la Lega, esisteva solo Giagoni, Saiu e tutti i colleghi. Ringrazio anche l'onorevole Ennas che fa parte della Commissione Urbanistica, il Presidente della Commissione, e l'Assessore Quirico Sanna. Nella precedente Legislatura vi siete sempre riempiti la bocca di autonomia, ve la siete riempita anche ora, e poi siete i primi a chinarvi agli ordini del Governo nazionale, come sempre fate ogni giorno.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Presidente, sull'ordine dei lavori, la dichiarazione di voto per i Fratelli d'Italia l'ha già fatta il collega Piga, volevo intervenire perché tra tutti gli interventi mi ha colpito l'intervento dell'onorevole Piscedda. Io ovviamente nella definizione del PPR quale un vangelo, una Bibbia, non volevo assolutamente offendere la sua fede, né quella di nessun altro, semplicemente volevo indicare il fatto che la discussione in Aula si è contraddistinta per essere una sorta di dibattito religioso, ma non volevo assolutamente scadere in un equivoco di questa natura. Inoltre colgo l'occasione, visto l'intervento dell'Onorevole Lai in sardo, per ricordare un grande combattente della Sardegna, Doddore Meloni, che compie tre anni la sua morte, qualche giorno fa, e io vorrei ricordarlo perché veniva dal mio territorio.

Continuazione della discussione dell'articolato e approvazione della proposta di legge: Mula - Giagoni - Mura - Sechi - Salaris - Cocciu - Caredda. Modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2019, n. 22 (Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2019 (Proroga di termini)) e norme di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale (153/A - parte seconda).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, io ringrazio i colleghi della minoranza che hanno animato il dibattito in questi giorni e i colleghi della maggioranza, pochi, che nei minuti di recupero hanno voluto lasciare agli atti il loro pensiero su questo testo e si sono sostituiti alle risate registrate che in questi giorni sono state l'unico segno di vita da quei banchi. Il dubbio che abbiamo, e con cui andiamo a casa oggi, è sempre lo stesso, perché fare così tanto per così poco? Perché forzare la mano, imporre anche una discussione di questo tipo, per così tanto tempo, per così poco e tra l'altro dando sempre una lettura diversa? Su dieci interventi dai banchi della maggioranza non ce n'è uno che ha dato a questa legge lo stesso significato, si passa dal copia e incolla di norme nazionali già vigenti, a una legge che finalmente potrà rivoluzionare la lettura che si è data sinora del PPR. E soprattutto il tema è perché fare questo e non altro? Siamo in un momento, colleghi, in cui le visite vanno a rilento e la riapertura, la ripresa degli ospedali ancora non c'è. La volontà del Consiglio regionale, della Commissione e anche della Giunta è in maniera palese calpestata, tra qualche mese ci accorgeremo con i dati Istat di quale sarà stato il costo per i sardi in termini di mortalità di questa inerzia. Il turismo, 7 per cento del PIL, un altro 7 per cento probabilmente di connessioni al turismo che arranca, ce lo dicono tutti i giorni, ormai hanno anche smesso di dircelo. Addirittura ci dicono e ci non comunicano in ogni modo che le imprese turistiche non sanno come affrontare questa fase emergenziale, di emergenza ancora non finita, ci chiedono in tutti i modi una risposta, però anche questo tema può aspettare. Abbiamo la macchina regionale che vi sta letteralmente crollando addosso, siamo disponibili, perché qui ci abitiamo e vorremmo dare una mano e contribuire al cambiamento, o almeno al tener su la baracca prima che vi cada addosso, e anche su questo non ci si interroga. Manca un miliardo al bilancio regionale, lo sappiamo, potremmo intervenire ora, però discutiamo di questo, senza che ci sia nemmeno una reale spiegazione.

In ultimo, credo all'onorevole Piga e all'onorevole Mula quando dicono di non avere e di non sapere, credo che la maggior parte dei colleghi qui dentro non abbiano e non sappiano, rimane però quel dubbio: com'è che oggi questo tema ha occupato…

PRESIDENTE. Prego, può concludere.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Un altro punto che credo sia importante. Il fatto che non abbiano, non sappiano e che ci siano tante letture diverse della stessa cosa la dice lunga sul modo in cui vengano fatte le leggi in questo Consiglio regionale. Non è pensabile che su un tema come questo, dove sarebbe utile avere un supporto più importante di quello che abbiamo avuto, ci sia il dubbio per esempio sull'esistenza di giudicati precedenti, perché sappiamo che la Costituzione, articolo 24, articolo 103, articolo 113, già calpestate più volte anche da questo Consiglio regionale in passato, in caso di interferenza con sentenze del giudice amministrativo già passate in giudicato impongono ovviamente l'impugnazione della norma. Stiamo legiferando e non lo sappiamo. Se è vero, come diceva Bismarck, che si dorme meglio senza sapere nel dettaglio come vengono fatte le salsicce e le leggi, stanotte si potrà dormire sonni tranquilli.

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, ho visto che mi ha mostrato e ostentato il Regolamento. Lei sa che il Regolamento è un susseguirsi di norme anche però ovviamente integrato dalla prassi, e la prassi vuole che concludono i Capigruppo. Eccezionalmente, se vuole lei può intervenire come Capogruppo del suo Gruppo, visto che ho fatto intervenire l'onorevole Ganau all'inizio. Quindi se vuole può intervenire. L'onorevole Ganau è già intervenuto, quindi può intervenire lei come rappresentante del suo Gruppo.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Rispetto la prassi, rispetto l'intervento del mio Capogruppo, credo che i miei colleghi abbiano espresso benissimo quali sono le ragioni del nostro voto contrario, non voglio rubare altro tempo all'Aula e quindi rinuncio all'intervento per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Esattamente nello stesso modo col quale è intervenuto l'onorevole Mula, per dire che a mio parere sarebbe opportuno su alcune vicende raccontate dall'onorevole Mula probabilmente aprire una discussione, tecnici davanti, nelle Commissioni competenti, perché quello che diceva l'onorevole Mula, che riguarda il Porto Canale di Cagliari e tante altre vicende, è bene che si sappia che cosa è accaduto nel passato e perché si è arrivati a questo punto, perché qualcuno ha tenuto nei primi anni duemila…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda, è chiarissimo.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Chiudo sull'accertamento di conformità: una legge nuova consente l'accertamento in conformità rispetto a una legge nuova che viene approvata.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge n. 153/A, Parte seconda.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato per la giornata di lunedì alle ore 16. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 20 e 22.