Presidente Comandini a Forum Terzo Settore ‘Sfide future non sono semplici, ma ci salviamo solo tutti insieme’

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Cagliari, 4 luglio 2026 – “Il fenomeno dello spopolamento è complesso e non riguarda solo la Sardegna. Le proiezioni demografiche ci dicono che nel 2100 tutta l’Europa avrà una popolazione inferiore a quella della Nigeria, la Sardegna non arriverà a 900 mila abitanti. Le scelte politiche dovranno essere assunte tenendo conto di questi dati”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, intervenendo questa mattina alla tavola rotonda ‘Il Terzo Settore dialoga con le istituzioni e la politica regionale’, all’interno dell’assemblea regionale del Forum del terzo settore (‘Futuro Sardegna. Il terzo settore luogo di cittadinanza e protagonismo per comunità più giuste e inclusive’).
“Se guardiamo all’Europa, i Paesi che prendevamo come modello per servizi efficienti e all’avanguardia, sono oggi tra quelli che hanno perso più popolazione. Ciò significa – ha spiegato il Presidente – che lo spopolamento non è legato solamente alla carenza di servizi, ma più ai modelli costruiti negli ultimi 20 anni, guidati dai consumi, e che prescindono dal colore politico di chi governa. Anche nella realtà sarda, negli ultimi anni abbiamo messo in campo risorse per gli enti locali, con il fondo unico, come nessun’altra regione in Italia ha fatto. Eppure non freniamo lo spopolamento, forse perché guardiamo solo due fattori: la rendicontazione e i tempi di spesa di queste risorse e non anche alla qualità progettuale nella spendita. Non siamo favorevoli alle politiche dei voucher, ci interessano di più le politiche dei servizi, della sanità sul territorio e non centralizzata su Cagliari e Sassari, investire su case di comunità e della salute ma pensando anche a chi ci lavorerà”.
Per il presidente dell’Assemblea regionale sarda, nel riflettere sulla programmazione dei prossimi venti anni non si può prescindere dal rapporto tra restanza e migrazione: “dobbiamo guardare alle scelte di Paesi come la Spagna che ai migranti che decidono di restare e lavorare offre assistenza sanitaria e la casa. Così stanno crescendo in produttività e come popolazione. Anche da noi in Italia, in Sardegna, servono politiche di accoglienza e di inclusione reali per trattenere migranti che i Paesi più sviluppati vedono come grande opportunità. La Sardegna è, attualmente, la regione con il minor tempo di permanenza dei migranti: appena possono vanno via, raggiungono altre zone d’Italia o d’Europa”.
In chiusura, il presidente Comandini ha invitato a fare fronte comune “davanti a sfide future che non sono semplici. Come politica, come Regione possiamo sicuramente fare di più e meglio, ma è importante capire che ci salviamo soltanto tutti insieme”.

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