Roma, 2 luglio 2026 – Il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, ha partecipato ieri e oggi a Roma all’assemblea nazionale dell’ANBI (Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue) ed è intervenuto stamane alla tavola rotonda su ‘Politiche e risorse della coesione. Crescita, sviluppo e lavoro nelle aree interne’, insieme con la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il direttore generale ANBI, Massimo Gargano, il coordinatore della Struttura di Missione ZES Unica, Giuseppe Romano, il sottosegretario all’Agricoltura, Luigi D’Eramo, la deputata Ilaria Fontana, componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici.
“Le aree interne – ha detto il Presidente – non rappresentano un problema da risolvere, ma una risorsa strategica da valorizzare attraverso investimenti, infrastrutture e politiche di sviluppo capaci di generare nuove opportunità di crescita e occupazione. In questo contesto, le politiche di coesione assumono un ruolo decisivo. Per molti anni, anche in Sardegna, il dibattito pubblico si è concentrato prevalentemente sulle criticità delle aree interne: spopolamento, invecchiamento della popolazione, riduzione dei servizi e difficoltà di accesso alle opportunità. Ma oggi emerge con crescente evidenza la necessità di una prospettiva diversa. Esse – ha sottolineato il presidente Comandini – costituiscono uno dei principali strumenti attraverso cui promuovere investimenti materiali e immateriali, rafforzare la competitività dei territori e ridurre i divari che ancora caratterizzano ampie porzioni del Paese.
In questa prospettiva, la coesione non rappresenta soltanto un obiettivo di riequilibrio territoriale, ma una condizione necessaria per rafforzare la competitività complessiva del Paese, riducendo le distanze infrastrutturali, economiche e sociali che ancora separano territori e comunità”. Il Presidente su è poi soffermato sulle risorse ambientali che queste aree custodiscono, “risorse strategiche, superfici agricole, infrastrutture verdi, produzioni di qualità e potenzialità di innovazione che possono contribuire alla competitività e alla sostenibilità del sistema Paese. In questa prospettiva, l’acqua è il veicolo per la coesione, una vera infrastruttura di cittadinanza, capace di incidere direttamente sulla qualità della vita delle persone, sulla sicurezza dei territori, sulla permanenza delle comunità e sulle prospettive di sviluppo economico locale. E dove l’acqua è disponibile, gestita e governata in modo efficiente si rafforzano le condizioni per il lavoro, per l’impresa, per l’agricoltura e per la permanenza delle giovani generazioni nei territori e anche la crescente attenzione europea verso il tema della resilienza idrica conferma la centralità di queste sfide”.