CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Mozione n. 118
MOZIONE SATTA – DI NOLFO – FRAU, sulla necessità di sostenere le famiglie e di supportare le amministrazioni locali nell’erogazione del servizio di mensa scolastica nelle scuole della Sardegna.
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IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
– nei 379 comuni della Sardegna la popolazione scolastica nella fascia di età 3-18 anni conta circa 185.000 studenti;
– considerate le fasce di età della scuola dell’obbligo e dell’infanzia, la popolazione scolastica è di circa 120.000 alunni di cui 34.837 frequentano la scuola primaria, prevalentemente con un’offerta didattica a tempo prolungato;
– dai dati dei capitolati d’appalto reperiti dai comuni sardi, si evince che annualmente vengono erogati quasi 7 milioni di pasti di cui 4.780.860 solo nella scuola primaria;
CONSIDERATO che:
– nell’ultimo decennio, in particolare, è stata mostrata un’attenzione crescente al tema della sicurezza alimentare, della qualità dei prodotti e della sostenibilità alimentare con diversi progetti portati avanti anche dall’Agenzia regionale per l’attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale (LAORE), come la mensa a km 0, che privilegia l’impiego di prodotti locali e stagionali nei piani alimentari adottati;
– inoltre, è sempre maggiore l’attenzione rivolta ai disturbi alimentari, agli allergeni e alle intolleranze alimentari che interessano un numero non trascurabile di ragazzi che frequentano le mense scolastiche;
– tutti questi aspetti, sommati all’incremento dei costi delle materie prime, hanno determinato un’incidenza considerevole della spesa sostenuta dai comuni per garantire il servizio di mensa scolastica con aumenti che negli ultimi anni hanno raggiunto il 30 per cento;
TENUTO CONTO che:
– la mensa scolastica, anche nella scuola dell’obbligo, rientra tra i servizi a domanda individuale erogati dai comuni e per i quali è previsto che l’utenza debba concorrere a sostenere economicamente il costo;
– la definizione dei servizi pubblici a domanda individuale è contenuta nel decreto del Ministro dell’interno di concerto con i Ministri del tesoro e delle finanze del 31 dicembre 1983, emanato ai sensi dell’articolo 6 del decreto-legge 28 febbraio 1983, n. 55 (Provvedimenti urgenti per il settore della finanza locale per l’anno 1983), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 1983, n. 131;
– in particolare, per gli enti locali che rientrano nella condizione di “deficitarietà strutturale”, ai sensi dell’articolo 242 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), è previsto che il costo dei servizi a domanda debba essere coperto da proventi tariffari e contributi finalizzati in misura non inferiore al 36 per cento;
– ad oggi, anche nei comuni che non presentano condizioni di deficitarietà strutturale, la quota a carico dell’utenza per sostenere la spesa per i servizi di mensa scolastica si aggira mediamente intorno al 45 per cento del costo totale, con una tariffa a carico delle famiglie che è passata dai 3 euro di pochi anni fa agli attuali 5 euro per pasto per ciascun figlio, fatte salve le riduzioni previste per le famiglie con più figli fruitori del servizio;
RITENUTO che:
– l’offerta formativa del tempo prolungato vada salvaguardata per garantire ai ragazzi di usufruire di una didattica complementare che prevede attività aggiuntive;
– il tempo prolungato costituisce un’offerta formativa che va incontro anche alle esigenze delle famiglie, specialmente quelle con genitori lavoratori;
– i comuni, da soli, non sono in grado di sostenere i costi relativi ai servizi di mensa scolastica mantenendo tariffe contenute a carico dell’utenza;
– le famiglie non possono sopportare costi così elevati come quelli registrati nella maggior parte dei comuni sardi, con tariffe per pasto e per ciascun figlio di circa 5 euro;
– sia doveroso sostenere comuni e famiglie al fine di salvaguardare l’offerta didattica del tempo prolungato e al contempo garantire la stabilità finanziaria degli enti locali senza gravare eccessivamente sui bilanci familiari,
impegna la Giunta regionale
1) ad adottare provvedimenti congrui a sostenere i comuni della Sardegna nell’erogazione del servizio di mensa scolastica in modo da garantire la stabilità finanziaria dell’ente senza gravare eccessivamente sulle famiglie attraverso tariffe eccessivamente elevate;
2) a valutare l’introduzione di meccanismi premianti volti a riconoscere l’impegno finanziario dei comuni che riducono sensibilmente le tariffe a carico dell’utenza.
Cagliari, 22 aprile 2026