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Resoconto della seduta n. 131 del 22/04/2021

CXXXI SEDUTA

Giovedì 22 Aprile 2021

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 04.

MUNDULA ANTONIO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 14 aprile 2021 (124), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelo Cocciu, Carla Cuccu, Eugenio Lai, Antonio Piu, Aldo Salaris, Giovanni Antonio Satta e Giuseppe Talanas hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 22 aprile 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Non possiamo votare prima dei dieci minuti, quindi aggiorno la seduta…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente. La riunione che avete fatto ieri mattina e avantieri mattina, per quanto riguarda anche la puntualità, vedo che ha sortito effetto, l'ammonimento che è stato dato proprio… si vede che è andata bene. Io direi, Presidente, che secondo me si potrebbe procedere alla seconda fase tanto abbiamo capito che l'andazzo è sempre quello.

PRESIDENTE. Assolutamente sì. Il Consiglio è aggiornato alle ore 10 e 15. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 06, viene ripresa alle ore 10 e 15.)

PRESIDENTE. Prego i Consiglieri di prendere posto. Riprendiamo i lavori dell'Aula.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della Presidenza della Regione. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, alla legge regionale 26 agosto 1988, n. 32 ed alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (107/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 107.

Eravamo rimasti ieri con la votazione degli emendamenti numero 68, 488, 849 e 750, uguali, con la votazione semplice.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Chiedo la votazione palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 68, 488, 849 e 750, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Per segnalare il fatto che l'assenza dell'intera minoranza al voto precedente è da considerarsi legata a motivi politici e poi per chiederle Presidente, d'ora in poi, ogni volta che c'è una votazione, di assicurarsi di avere i due Segretari che ovviamente contano ai fini del numero legale, uno di maggioranza, uno di opposizione, affinché non si verifichino le scene appena viste che soprattutto in un regime in cui il voto elettronico non sembra funzionare, rischiano di rendere ancora più ridicola questa discussione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1133.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Signor Presidente, perché stiamo iniziando dal 1133, è possibile saperlo, se abbiamo solo fatto il soppressivo totale dell'articolo 2 e dovremmo essere ai sostitutivi totali, dove siamo? Per capire come ha intenzione di mettere in votazione gli emendamenti, solo questo Presidente.

PRESIDENTE. Perché prima vanno quelli sostitutivi, è un emendamento all'emendamento sostitutivo.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Benissimo, quindi stiamo mettendo in votazione l'emendamento all'emendamento numero 1133 che dovrebbe essere dell'onorevole Zedda se non sbaglio, perché non avendo una pagina lo sto cercando… Presidente, perché l'emendamento all'emendamento sostitutivo totale deve essere votato prima del sostitutivo totale numero 100 che era in ordine di votazione?

PRESIDENTE. Da Regolamento.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Da Regolamento si vota così l'emendamento all'emendamento sostitutivo totale. Quindi li votiamo tutti, questi sono tutti ammessi.

PRESIDENTE. Sì, sono ammessi, poi vediamo.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Il 1133, 1134, 1135, 1136, 1137, 1138, 1139, sono tutti sostitutivi totali ammessi Presidente?

PRESIDENTE. Sì, sono tutti ammessi, ma non sono tutti sostitutivi totali.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Sono tutti rubricati sostitutivo totale, sono emendamenti ad emendamenti sostitutivi totali.

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, se viene qua glielo spieghiamo.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Tutti al 100 vero, sto ricostruendo Presidente, se lo dice a tutta l'Aula poi è meglio, solo questo, perché così sappiamo che ordine di lavoro abbiamo durante la mattinata. Se questi sono tutti ammessi sappiamo che dal 1133 al 1139 abbiamo tutti questi in ordine di votazione. In base all'orario di consegna? Qual è la ratio che li fa per esempio essere messi in votazione prima dei sostitutivi, perché sono modificativi e perché sono aggiuntivi? Perfetto, così l'aula sa che ci sono prima gli emendamenti all'emendamento sostitutivo totale, mentre gli altri emendamenti ad emendamenti sono modificativi e aggiuntivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Volevo chiedere se è possibile svolgere la seduta della sesta Commissione qua in Aula, credo che sarà verso le 15 e 30, visto che sono stati convocati anche i commissari delle varie ASL, anche per una questione di distanze e quant'altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Solo per sottolineare il fatto che vista la complessità di alcuni emendamenti, Presidente, soprattutto per gli articoli che verosimilmente si discuteranno la settimana prossima, non è utopico pensare di convocare la Commissione a volte, anche per evitare che ci siano fraintendimenti nell'ordine degli emendamenti o nel fatto che alcuni includano altri. Noi l'altra volta abbiamo poi rivisto alcuni emendamenti che sono stati considerati ammissibili, in alcuni casi ci sarebbe stato il tanto per chiedere dei chiarimenti, valutiamo perch�� ogni qualvolta che questo è possibile gli emendamenti agli emendamenti possono andare in Commissione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Tunis, relatore di maggioranza.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Ritenevo di averlo già dato ieri, ma il parere sugli emendamenti agli emendamenti numero 1133, 1134, 1135, 1136, 1137, 1138, 1139 da parte del relatore, non della Commissione che non si è pronunciata, è parere negativo, mentre rimane la proposta di accoglimento all'emendamento sostitutivo totale numero 100 Loi e più a cui sono agganciati questi emendamenti all'emendamento, per questo giovava ricordarlo. La ragione per cui non possono essere presi in considerazione dalla maggioranza questi sostitutivi totali è perché la maggioranza attraverso il relatore ha dato parere positivo all'emendamento che questi emendamenti intendono sopprimere integralmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sull'ordine dei lavori, Nel momento in cui avete dichiarato decaduti una serie di emendamenti, non so se sia stato verificato, c'erano alcuni emendamenti oltretutto con un parere rimesso all'Aula e parzialmente favorevole da parte della Commissione che non riguardavano l'articolo 1, in quanto modificativi dell'articolo 1, ma vi erano due emendamenti, cito il 915 che introducevano l'articolo 1 bis ed erano degli emendamenti che non determinavano una modifica all'1 ma introducevano ex novo un nuovo articolo che riguardava il Segretario generale. Vorrei sapere, avendo in Commissione un testo che ricorderete trattava immediatamente dopo il titolo dei Dipartimenti, avendo poi sostituito in termini numerici l'articolo 1 che trattava dei Dipartimenti in precedenza, l'articolo 1 è diventato dopo l'analisi in Commissione Segretario generale, dopo in quegli emendamenti intervenivano per aggiungere l'1 bis. Erano due emendamenti che riguardavano due questioni che sono né più né meno cose che vengono adottate nel momento in cui viene istituito il Segretario generale ovunque e cioè la verifica sulla trasparenza che in ogni caso sarebbe di competenza del Segretario generale e l'altro che dettagliava meglio questa competenza, né più né meno, tant'è vero che i colleghi e colleghe in terza Commissione hanno condiviso e parlo della maggioranza, l'argomento in oggetto è cioè che si introducesse, cosa che già esiste altrove, lo stesso sistema che esiste nei Comuni, dove il Segretario generale ha anche un controllo sulla trasparenza degli atti e vigila sulla pubblicazione delle delibere, perché noi tutti sappiamo che c'è un serio problema, viene pubblicata la camicia della delibera di Giunta e solo dopo mesi possiamo vedere il testo. Questa cosa, mi era parso di comprendere, non solo da un punto di vista tecnico perché introduceva un nuovo articolo ma anche da un punto di vista del contenuto, che potesse essere condivisa.

PRESIDENTE. Solo per segnalarle, onorevole Zedda, che l'emendamento che lei ha citato è stato trasferito all'articolo 3. Onorevole Zedda, è già intervenuto sull'ordine dei lavori, interviene sull'altro emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Io credo che l'emendamento numero 1133, che è qua presentato all'emendamento dell'emendamento numero 100 e come ben spiegato dal presidente Pais legittimo, coerente e rispettoso del Regolamento, in qualche modo cerca di dare un senso e un ruolo alla figura del Segretario generale della Regione. Come ieri abbiamo ricordato, questa figura già esisteva a suo tempo, però era una figura che in qualche modo rappresentava una sua autonomia nei confronti di quello che doveva essere l'organo politico, era una figura che in qualche modo quindi cercava di dare impulso, di raccordare in forma funzionale tra gli organi di governo i direttori generali e tutta la struttura per il raggiungimento degli obiettivi che in qualche modo dovevano essere portati avanti e devono essere portati avanti dalla Regione. Quindi per dire che dai banchi della minoranza non c'è una contrarietà a una figura terza, importante, come il Segretario generale della Regione, se però questa figura ha una sua funzione autonoma da parte dell'organo politico e soprattutto dal Presidente, qualunque Presidente sia, di qualunque colore appartenga.

Perché l'emendamento vuole proprio far questo, dare autonomia, funzionalità e permettere che tutta una serie di inerzie che possono essere presenti e che probabilmente sono anche presenti all'interno dell'Amministrazione regionale, possono trovare e possono essere risolte, quindi una sorta di manager che abbia delle particolari caratteristiche, che in qualche modo dia quell'input, quella energia necessaria per applicare tutti quelli che sono gli interventi di natura organizzativa e gestionale e anche soprattutto per, importantissimo, ridurre quei tempi e quelle inefficienze che sono all'interno dell'amministrazione regionale. Quindi mi rivolgo soprattutto al relatore di maggioranza che so che dai suoi interventi, ma anche della sua particolare storia è sempre molto sensibile a un ruolo manageriale delle figure apicali, necessario quindi per far sì che l'organo funzioni, io mi rivolgo soprattutto all'onorevole Tunis perché troverei abbastanza assurdo che il relatore di maggioranza non votasse questo emendamento, perché questo emendamento rappresenta proprio il suo modo di pensare, una figura manageriale che abbia i requisiti importanti che però abbia anche quell'autonomia. Perché nella parola autonomia all'interno di un ente, di una struttura, c'è il raggiungimento migliore degli obiettivi, non peggiore, perché quell'autonomia garantisce tutti quanti sia chi governa, sia prevenzione chi sta all'opposizione, ma anche gli stessi dipendenti…

PRESIDENTE. Comunico che sono rientrati dal congedo gli onorevoli Carla Cuccu e l'onorevole Eugenio Lai.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, si continua a parlare del Segretario generale, apicale tra gli apicali, e anche incarico con la retribuzione più alta oltre tra quelli oggi esistenti in Regione, anche tra quelli previsti da questo testo, il cui costo lo ricordo è pari a 6.091.000 euro, a quanto sancito dalla relazione finanziaria allegata sei mesi dopo la trasmissione del testo in Consiglio regionale. Di soldi vorrei parlare perché, l'hanno segnalato i colleghi ieri, noi stiamo discutendo questo testo senza avere un bilancio realmente approvato. Abbiamo una finanziaria tecnica approvata in qualche ora, non abbiamo contezza però di quale sarà la spesa manovrabile a disposizione della Regione nei prossimi mesi, e questo non è un problema di poco conto, questo è il principale problema. Ieri dopo l'incontro avuto con le persone che hanno manifestato sotto il palazzo è uscita una nota stampa, che annunciava il fatto che il Consiglio regionale si sarebbe occupato di queste persone, c'era anche lo stanziamento nella nota stampa perché parlavano di 3 milioni, che è quello più o meno che coprirebbe il fabbisogno. Tra ieri sera e stamattina, tra chiamate e messaggi, ho ricevuto tre richieste, cioè tre categorie produttive, non tre singoli, tre persone che rappresentano qualcosa in categorie che contano nell'economia, quindi che non parlano solo per se stesse, che chiedevano come fare perché anche i loro iscritti alle loro associazioni hanno le stesse necessità, i soldi non bastano, alcuni non hanno mai riaperto, hanno partecipato regolarmente ai bandi e trovano impensabile il fatto che la Regione faccia figli e figliastri. Perché succede questo? Anche di fronte alla volontà di contenere l'estrema emergenza. Succede questo perché fuori da questo palazzo la preoccupazione è che non ci siano risorse per tutti. Quando voi in particolare ditte "nessuno rimarrà escluso, tutti avranno qualcosa" non siete più credibili, queste parole devono essere dette con un bilancio approvato con i soldi messi a bilancio, sapendo dove andare a recuperare le risorse, sennò rischiamo soltanto di acuire ulteriormente la tensione sociale, il divario sociale e la rabbia all'esterno di questo Palazzo. E quindi è surreale che oggi si discuta ancora una volta del superfluo, destinando una somma enorme, perché chi ragiona come se sei milioni, anzi 18, per tre anni siano niente, lo fa avendo in testa i bilanci di qualche anno fa, non quelli di oggi. Se paragonata alla spesa manovrabile che avremo, in particolare spesa corrente, 6 milioni sono una enormità, in percentuale parliamo di una percentuale…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desiré Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Caro collega Comandini, lei pretende troppo, lei pretende autonomia al segretario generale, autonomia al segretario generale? Cioè, un Segretario generale che viene nominato direttamente dal Presidente della Regione, che ha un incarico fiduciario, che sicuramente ha un rapporto fiduciario poi deve essere autonomo nelle proprie scelte e nelle proprie decisioni? La vedo dura sinceramente. Anche perché se fosse davvero così non ricoprirebbe quell'incarico, non sarebbe segretario generale. E ricordo anche sulla scia di quello che ha detto il collega Agus, che non bisogna mai dimenticare, lo ricordiamo a tutti i sardi, che stiamo parlando di una figura nominata e stiamo parlando di una figura che costerà ulteriormente circa 240 mila euro all'anno. Ricordo che 240 mila euro all'anno, per chi percepisce uno stipendio di 1200 euro, e già in questo periodo è uno stipendio medio alto, sono 200 stipendi, questo lo volevo ricordare. E io se fosse davvero una figura così essenziale, necessaria, per far funzionare la macchina amministrativa potrei anche essere d'accordo, avrei chiesto uno sforzo maggiore a tutti i Sardi, ma non credo che questa unica persona che avrà questo enorme potere, non lo dimentichiamo, questo enorme potere perché prenderà ordini direttamente dal Presidente della Regione, e li dovrà prendere bene anche questi ordini, perché qualora non li rispettasse il Presidente della Regione lo manderebbe sicuramente a casa, senza nessuna difficoltà, perché lo state sancendo in questa legge. Cioè il Presidente della Regione con questa votazione, con questa legge, con questo disegno di legge assume davvero, acquisisce questi poteri enormi di vita e di morte sulle persone che lui, in maniera fiduciaria, deve nominare. E allora 240.000 euro io mi sarei chiesta, visto che il collega parlava delle varie categorie che ci stanno contattando, le varie categorie che rappresentano tutte le imprese della Sardegna, che sono davvero allo stremo. E davvero io mi sarei aspettato un'azione diversa, 240.000 euro, magari una proposta per darle non so nel settore delle palestre, nel settore del wedding, nel settore delle piscine, ai piccoli imprenditori, alle piccole imprese artigiane della Sardegna, questo io avrei sposato…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, ho fatto un altro calcolo, ammettendo che ci si ravveda quantomeno sotto quel punto di vista e si attribuisca al Segretario Generale istituendo della Regione lo stipendio annuale lordo di 240.000 euro circa, io l'Università vivevo più o meno con 80/100 euro a settimana e mi andava anche bene. Duemilaquattrocentodieci settimane di vita per uno studente universitario, 44 anni di mantenimento per studenti universitari, questo è quanto all'anno ci costerebbe il segretario generale della Regione di nomina fiduciaria. Io leggo questo emendamento, Presidente, e percepisco la volontà dei colleghi Progressisti di attribuire alla figura del Segretario generale l'unica funzione che astrattamente potrebbe essere quella adesso attribuibile, ovvero una funzione di reale imparzialità, che certo non può aversi tramite una nomina di natura fiduciaria, in un quadro normativo da voi sartorialmente creato in maniera apposita al fine di sistemare chicchessia, in qualsiasi ruolo, indipendentemente dagli impegni, dalla responsabilità e dalle qualità che ricoprire quel ruolo richiede.

Imparzialità, di certo non si può avere con una nomina fiduciaria, Presidente, è logico. Non c'è discussione ammissibile sotto quel punto di vista, perché non si parla dell'onestà dell'individuo, qualità quantomeno minima quella, si parla del vedere legata la continuazione della propria attività professionale, della propria prezzo prezzolata attività professionale alla volontà e all'arbitrio della figura che dà l'impulso alle stesse azioni che tu dovresti controllare nella loro legittimità e nella loro regolarità. Cioè se ci facciamo questo ragionamento ci rendiamo conto che la figura del Segretario generale come la sta istituendo questa legge è un controsenso, perché io son certo che una figura del genere per come la concepite voi di sicuro non farà sì che i dirigenti della Regione righino dritto e magari non organizzino i pranzi a Sardara per vedersi e discutere di chissà che cosa, io spero esca fuori, probabilmente lo organizzerà lui il pranzo a Sardara.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, ho già detto che non mi appassiona la discussione di questa legge, però visto che ci siamo, siccome siamo qui per cercare di proporre soluzioni, io vorrei ricordare e non lo faccio più, è l'ultima volta che lo faccio, al vicepresidente che fra qualche giorno scadono diversi dipendenti di Aspal, e per la mancanza delle del direttore generale probabilmente non potranno essere prorogati. Questo mi dicono, mi chiamano loro, non è che mi sto inventando le cose. Mi scusi, Vicepresidente, allora io sto rappresentando una situazione che mi viene rappresentata dai diretti interessati, se poi non è così siamo tutti ben felici, quindi lei si iscrive, mi dà la risposta, e io infatti ho detto non ne parlerò più. Io ho detto che facevo un intervento per cercare di proporre soluzioni, questa è una richiesta che sto facendo, ce ne sono tantissime altre, lo sapete meglio di me, perché basta aprire il giornale tutte le mattine o sentire i telegiornali, io veramente mi chiedo ancora ma ci rendiamo conto? La Sardegna ha un RTI al 9 per cento, continuano ad esserci morti, continuano a moltiplicarsi i contagi, continuiamo a avere difficoltà nei punti vaccinali, e noi siamo qui ancora a perdere tempo per approvare chissà cosa. Quindi tutti i miei interventi saranno indirizzati a cercare di rappresentare problematiche per cercare di proporre soluzioni, e questo è uno e uno di quei problemi che ho voluto porre perché mi viene rappresentato dai diretti interessati.

Un altro problema, a cui ha accennato qualche collega che mi ha preceduto, è il problema drammatico delle palestre in Sardegna, questi son fuori da tutto e sono quelli che più di tutti stanno pagando gli effetti della pandemia. Quindi su questo visto e considerato che dovremo tornare in Aula per giustamente inserire delle categorie che sono rimaste fuori, teniamocelo bene a mente questa situazione, perché le palestre così come sono in questo momento non possono continuare ad esistere perché non esisteranno davvero più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Presidente, sì qui si è parlato molto di soldi, ma adesso non voglio concentrarmi su questo, e soprattutto continuo a ritenere che questo disegno di legge non sia emendabile, perciò reitero la mia richiesta di ritiro e dichiaro naturalmente il voto favorevole a questo emendamento. Voglio però parlare di qualità e di titoli qualificanti che una figura così importante, così strategica e così remunerata, questo va detto, dovrebbe avere ma che non sono richiesti in legge. E dirò di più, neanche i più prestigiosi titoli, a mio avviso, sarebbero sufficienti se non si precisasse che una figura così di prestigio, ma soprattutto così strategica, perché consentirebbe il coordinamento e l'operatività di tutti i dipartimenti, e quindi di tutti gli Assessorati per portare benessere all'isola. Ecco quello che manca è anche la richiesta di esperienza, senza nulla togliere a nessuno, però che possano essere candidati a questo ruolo anche dei professionisti solo perché sono nell'albo del loro ordine, ma che magari non hanno ancora esercitato realmente, a me questa sembra veramente un'aberrazione. E soprattutto mi chiedo come glielo spieghiamo alle ragazze e ai ragazzi che studiano per avere competenze, per avere prima di tutto formazione teorica, e che poi se ne vanno in giro per l'Europa e per il mondo, parlo dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze sarde, per acquisire esperienza, e poi probabilmente vedranno svolgere questo ruolo qualcuno che di esperienza potrebbe non averne.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue LAURA CADDEO.) Perché io spero che non sia così, spero che un Presidente della Regione pensi a persone veramente capaci, però la legge dice questo, e quindi se lo fa, se sceglie un emerito inesperto è legittimato a farlo, questo mi preoccupa molto, e dovrebbe preoccupare anche voi e i vostri i vostri giovani che vi hanno dato fiducia e forse vi hanno votato. Rifletteteci e ritirate…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, allora in merito al all'emendamento che vede il mio voto favorevole, perché si continua effettivamente a parlare di un dirigente generale autonomo, che però riceve un incarico fiduciario che non regola una linea di condotta libera ma fortemente condizionata dall'organo politico. Questo testo così come è scritto genera un attacco fortissimo al principio cardine della distinzione tra la responsabilità politica e la responsabilità amministrativa, a tal proposito vale la pena accogliere l'invito fatto dai sindacati perché loro dicono non si adotta un atto di coraggio e si sfida la Costituzione, considerato il fatto che in quest'Aula abbiamo visto un attacco reiterato nei confronti della Costituzione con i disegni di legge che sono arrivati in materia urbanistica, e perché non lo si fa anche questa volta, e non si attua il buon senso, e si scriva una norma che attribuisce al Presidente e agli Assessori il potere di adottare gli atti tecnici e amministrativi, assumendosene le responsabilità personale, amministrativa ed erariale? E non si scarica questa attribuzione alla firma di un direttore generale. Perché poi alla fine è questo, con una sovrapposizione delle figure e il rischio è che i dirigenti siano messi sotto pressione per firmare anche delle cose al limite della legalità, questo non può avvenire, non è un buon modo, e continuo a pensare che questa maggioranza è un po' fuori dal mondo. Siamo in piena pandemia ci sono tantissime persone giovani che stanno anche in alcuni elenchi, è stato detto più volte ieri su Aspal, e che non vengono portati all'interno della macchina amministrativa e sono risorse che potrebbero davvero essere quel braccio operativo di cui la Regione e il nostro sistema ha bisogno, e non certo ancora di persone con ruoli apicali che alla fine sono un po' troppi, e, lo sanno bene tutti, le truppe sono fondamentali e non servono solo i grandi generali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Io sento molti che non sono interessati a questa legge, a me interessa in realtà, perché è una legge che si propone, abbiamo visto l'articolo 1, di dare maggiore razionalità e agilità al nostro sistema, al dispositivo amministrativo della Regione. Però la pasticceria è differente dalla cucina, mentre nella cucina è bene che ci sia un artista a guidare, in pasticceria è meglio il chimico, la pasticceria è un fatto scientifico; allora, se qua volete fare una torta, non ci dovete mettere sopra il ragù, sarebbe meglio metterci la crema, o scegliete voi ma non il ragù. Qua noi stiamo sommando a un Segretario generale, che si configura come vertice di uno schema piramidale e gerarchico di un'amministrazione della quale dovremmo disporre, la stiamo sommando a un sistema a dipartimenti che dovrebbe essere esattamente il contrario, cioè uno scambio orizzontale che riunisce le forze dell'amministrazione via via a progetto: voi avete messo sopra la torta dei dipartimenti il ragù del Segretario generale, il sapore non è garantito, non sarà una buona torta. Secondo me è il momento, invece, di scegliere un modello coerente, per cui se voi affermate che ci vuole il primato della politica, che da una elezione diretta del Presidente della Regione deve discendere il fatto che l'amministrazione deve rispondere in modo pronto all'impulso politico che dalla elezione diretta e dal ruolo preponderante che ha il Presidente della Regione nel nostro sistema politico-istituzionale, allora l'Amministrazione deve essere concepita per poter rispondere a questo impulso in modo coerente. Se invece voi ipotizzate una Amministrazione che praticamente si muove da sola, che praticamente ha in mano…

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Deriu, non si sente niente, chiedo ai colleghi di fare un po' di silenzio.

DERIU ROBERTO (LEU). No, guardi, io cerco, come i marinai di Ulisse di non sentire le sirene.

PRESIDENTE. Io la voglio ascoltare, onorevole Deriu.

DERIU ROBERTO (LEU). Ascoltare, grazie, troppo gentile, stavo facendo un intervento unicamente destinato al verbale, però se lei lo vuole ascoltare, cercherò di renderlo più gradevole.

Dicevo che, se si intende invece avere un sistema orizzontale basato sui dipartimenti, basato su personalità di grande valore che si mettono a capo dei dipartimenti a coordinare decine e decine di dirigenti, decine e decine di uffici, o centinaia di uffici, scomponendoli sulla base dei progetti, sulla base delle esigenze sempre cangianti dell'Amministrazione, allora questo sistema non può prevedere un elemento di chiusura e di rigidità come quello rappresentato da un Segretario generale che, come detto da molti colleghi, non rappresenta un notaio, non rappresenta una figura terza, non rappresenta…

PRESIDENTE. Può concludere, onorevole Deriu.

DERIU ROBERTO (LEU). Proseguo nel prossimo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressiti). Intervengo sull'emendamento numero 100, che abbiamo presentato nello spirito di collaborazione che comunque, e nonostante tutto, ci contraddistingue, per provare a suggerire, pur nella assoluta inopportunità complessiva di questo provvedimento, alcune rettifiche che consentono di andare sicuramente in una direzione migliore rispetto a quella che abbiamo trovato nel testo. Quindi l'emendamento 100, sul quale evidentemente esprimo il parere positivo, vuole sostanzialmente suggerire dei correttivi rispetto ad alcune questioni, specie sulla figura del Segretario generale, che abbiamo anche discusso in Commissione. La figura del Segretario generale della Regione di per sé, l'abbiamo detto anche durante i lavori della Commissione e lo ribadisco, è una figura certamente interessante nella revisione dell'articolazione burocratica della Regione, ma vale quanto ci siamo già detti e quanto continuiamo a dire, ovvero che questo provvedimento è come una limatura rispetto invece a una necessaria revisione organizzativa generale, che si introducono degli elementi di novità organizzativa, come il Segretario generale della Regione o come dipartimenti senza però in realtà sostanziarla da un percorso di riorganizzazione generale. Io continuo a dire che giorno dopo giorno contro il tempo che questo Consiglio regionale dedica a questo tema, e continuerò a farlo, nella misura in cui se ci sarà una fine, in luogo invece dell'auspicato ritiro di questo provvedimento, specie per mettere in contrapposizione il tempo che questo Consiglio regionale dovrebbe dedicare a provvedimenti in grado di dare veramente risposte alle preoccupazioni dei cittadini, occupandosi invece della ciliegina, non sulla torta perché qua torta non ce n'è più, ma sulle rifiniture di un'architettura organizzativa che in realtà ha le fondamenta probabilmente molto vacillanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per dichiarare il voto favorevole rispetto a questo emendamento. Mi pare di capire che ci sia stato un parere contrario da parte del relatore e viene difficile anche capire, mentre votiamo e mentre discutiamo, capire cosa verrà fuori rispetto a questi articoli ed emendamenti, perché tutto è tutto un incrociarsi di sostituzioni parziali, totali, accoglimenti da parte del relatore, non della Commissione, o meno, e quindi cercavo in questi in questi minuti di capire cosa ne verrà fuori da questo articolo. Non so quanti in Aula abbiano invece capito cosa ne verrà fuori ma debbo ammettere che io ancora faccio fatica a capire quale sarà poi il contenuto effettivo dell'articolo 2, non vorrei che poi, come spesso accade, questo contenuto si venga a scoprire in una fase successiva, magari quando viene pubblicata la legge, che è quello che non deve fare un legislatore. Il legislatore dovrebbe sapere già prima di oggi e nel momento in cui si discute e chiede chiarimenti, come sto cercando di fare, nel caso in cui ad esso non appaia chiaro, dovrebbe appunto sapere quali sono i contenuti delle leggi che va ad approvare, proprio per evitare tutte quelle leggi fatte male che spesso ci troviamo a criticare, ma io credo che la critica vada rivolta in primis a chi le fa queste leggi, e cioè a noi. Io quindi invito l'Aula a prestare attenzione e a non essere distratta quando noi discutiamo emendamenti di questo tipo: guardateli, guardate il 1133, pare che abbiate espresso parere contrario e quindi in qualche maniera rispetto al voto non sarà ininfluente, però c'è l'emendamento 100 del collega Loi che verrà sostituito solo parzialmente, ecco, controllate con gli emendamenti 1102, 1101, 1100 aggiuntivo, abbiamo anche il 1099, che cosa accadrà, perché credo che potrebbero anche esserci riservate delle sorprese che noi legislatori probabilmente, in questo momento, non stiamo cogliendo. Io credo invece che sia una cosa che non possa accadere e non debba accadere.

Per quanto riguarda il ragionamento sul merito, io la penso un po' come la collega Caddeo, ritengo che questa legge, questo sia inemendabile. Non ho presentato emendamenti proprio perché ritengo che sia inemendabile e interverrò anche rispetto agli emendamenti successivi per cercare di convincere l'Aula, i colleghi invece a trattare ben altre materie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). A leggere l'emendamento 1133, che è un emendamento all'emendamento 100 presentato come primo firmatario dall'onorevole Loi, si capisce profondamente il buon senso con cui e questa parte dell'emiciclo sta affrontando questa legge impresentabile, cercando, nell'ambito delle proprie possibilità, di dargli una festa per lo meno, meno indecente di quella che presenta. Chiaramente, almeno di questo la maggioranza dopo che dovrebbe darci atto, non stiamo presentando emendamenti ostruzionistici ma emendamenti migliorativi di qualcosa che però, ovviamente, sappiamo benissimo non può essere migliorato, e condivido quanto dichiarato da gran parte dai miei colleghi che precedentemente sono intervenuti su questo emendamento che questa legge andrebbe sicuramente ritirata, l'abbiamo reiteratamente ripetuto tante volte questi giorni, anche alla luce di quello che è successo ieri, con i lavoratori di particolari categorie sotto questo palazzo a urlare la propria disperazione. E dobbiamo sottolineare anche che grazie a noi, grazie alla nostra insistenza, quel fragoroso ordine del giorno che voleva essere sventolato sotto il naso dei lavoratori che erano qua sotto il Consiglio regionale, si trasformerà la prossima settimana in un provvedimento di legge che preveda ristori per tutte le categorie che non sono state ristorate sino adesso, neanche a livello di stanziamento, perché sappiamo che stiamo parlando finora solo di stanziamento e non di erogazione. Quindi vorrei ribadire che noi siamo fermamente convinti che il provvedimento che andrà in Aula i primi giorni della prossima settimana deve ricomprendere tutte le categorie che non sono state ristorate, senza fare figli e figliastri, senza considerare alcune categorie rispetto ad altre.

Per terminare il mio intervento, è chiaro che noi vi proponiamo con questo emendamento all'emendamento un Segretario regionale che abbia effettivamente capacità manageriali e di gestione amministrativa con un'autonomia che chiaramente non potrà avere un Segretario generale assolutamente nelle mani del burattinaio Christian Solinas.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Io mi sento di parlare perché ho sentito molte cose che sono non pertinenti e non sono puntuali. Un esempio matematico: cosa vuol dire con 240.000 euro lordi si assumono 200 persone? Quando noi portiamo un comandato in questo Consiglio regionale, ed è una categoria D, impiegato, ha un CUD che non dovrebbe essere superiore a 60.600 euro, però basta che abbia un minimo di anzianità è arriva a 80, 90, qualcuno aveva anche a 110 qui dentro, e in qualunque caso se fossero anche 1200 euro, cara collega, devi metterci anche la parte degli ammortizzatori, devi metterci i contributi, eccetera, e quindi in qualunque caso sarebbe un CUD che va oltre i 50.000 euro (quindi, in qualunque caso sarebbero quattro dipendenti e non 200 dipendenti), modeste figure che vengono qui come comandati. Voglio anche dire che, attenti, dicevate prima che doveva essere certamente una persona che non può essere qualificata: e se fosse qualificata? Ci avete asfaltato in tutti questi anni, nel Sulcis ci avete sfaldato per quarant'anni, qui ci avete asfaltato, avete preso persone di basso profilo e gli avete dato, per esempio nelle ASL, 175 mila euro, più la premialità. Questo vale per tutti, quindi che qualcuno pontifichi e voglia criticare mi sembra una cosa molto, molto difficile. C'è una contrapposizione, è inutile che ci diciate costantemente "bisogna ritirarlo", non si ritira. Io mi faccio carico incontro del lavoro fatto in Commissione: chiesi ai colleghi della Commissione di darmi la possibilità di parlare col Presidente, perché soprattutto i dipartimenti non andavano bene, ho avuto questa autorizzazione e ho parlato col Presidente… ci fermiamo infatti dopo l'articolo 2, perché il Presidente ha preso sempre l'impegno che avrebbe corretto e limato l'articolo 3, quindi attenti a parlarne prima e a farne un vuoto completo, perché noi stiamo parlando con gente che nella precedente legislatura… il caos dove si è verificato? Avete deciso di concentrare su un'unica figura, un amministratore unico, lo stipendio di tutto il consiglio d'amministrazione, e poi non è mica uno stipendio da niente, è lo stipendio di tutto il consiglio di amministrazione, quindi anche modificando alcune cose siamo su un ordine completamente diverso. Quindi non parliamo di cifre, che in matematica evidentemente bisogna fare un corso accelerato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). L'onorevole Oppi durante il suo intervento mi ha dato alcuni spunti di riflessione. Intanto non mi è mai capitato di aver nominato commissari ASL, direttori amministrativi o sanitari, e il Gruppo di cui facevo parte nella precedente legislatura non ha mai partecipato a questo tipo di spartizioni. Detto questo, la domanda che mi sorge spontanea, e che vorrei fare anche a tutta la maggioranza, prendendo spunto dall'intervento dell'onorevole Oppi, è: ma se sono così scarsi, perché voi li avete riconfermati quasi tutti? Cioè il tema è questo, voi avete riconfermato in diversi enti regionali e anche all'interno di situazioni di ASL e di nomine di ASL, diverse persone che sono state nominate dalla precedente Giunta regionale, e quindi vuol dire che non erano così scarsi, o probabilmente altre logiche sono state privilegiate. È il anche del commissario dell'ATS in questo momento: non è che non è stato nominato dalla precedente Giunta regionale, voi l'avete addirittura promosso e messo all'apice dell'ATS. Quindi non dite che a noi "avete fatto", puntando il dito.

Detto questo, 240 mila euro lordi, per me che faccio il Sindaco così come tanti altri colleghi qui dentro in quest'Aula, significano poter pagare sei dipendenti comunali con il contratto degli enti pubblici, non una persona. Il Segretario comunale non prende 240 mila euro, se ne pagano quattro di Segretari comunali con questo importo, quindi non diteci che non stiamo sollevando questioni di merito, noi stiamo provando a farvi ragionare, stiamo provando a farvi ragionare su questioni che naturalmente non vi piacciono, non volete ascoltare perché il Presidente vuole approvare questa legge, e naturalmente per una questione di logica di maggioranza possiamo anche comprendervi ma non diteci che non abbiamo tutte le ragioni per provare a dirvi "ritirate questa proposta di legge e pensiamo ad altre situazioni decisamente più pesanti in questo momento dal punto di vista economico per la nostra Isola", la manifestazione di ieri ne è un esempio, ma da qui nel giro di un mese tante altre manifestazioni e tante altre categorie di lavoratori verranno a dirci la stessa identica cosa con lavoratori saranno a dirci la stessa identica cosa.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente. Ne approfitto per dichiarare il voto contrario all'emendamento e, non vorrei riprendere nessuno, Presidente, però siccome in quest'Aula abbiamo perso l'abitudine del rispetto delle persone e qualcuno dei miei colleghi che interviene parlando del Presidente della Regione lo definisce burattinaio, credo che non sia il termine esatto da usare in quest'Aula e ci stiamo un attimino rompendo, per non dire altro, perché i burattinai ce li hanno da qualche altra parte, forse confondono il Presidente della nostra Regione, quindi anche della vostra Regione, col vostro capo politico, quello è un burattinaio. Non sto parlando con te, con chiunque, non sono parole da usare in quest'aula perché altrimenti anche noi siamo capaci di usare altri termini e non lo vogliamo fare. Quindi, io ero tranquillo e sereno, non portateci a dire cosa che non vorremmo dire perché ne abbiamo anche noi cosa da dirvi, molte. In riferimento a quello che dice il collega Eugenio Lai, lui ha ragione, ce li siamo tenuti i dirigenti che ci hanno lasciato loro in eredità perché non siamo bravi, noi siamo bravissimi a tenere quello che voi ci avete lasciato, quindi la colpa è tutta nostra. Quindi, caro Eugenio, o collega, siamo noi che non siamo adatti probabilmente a fare quello in cui voi siete dei maestri, cioè voi li mandati a casa appena vincete le elezioni, noi invece gli dobbiamo dare il rodaggio prima di farli rientrare. Altra cosa, Presidente, qualcun altro dice, in riferimento nuovamente a quello che è successo ieri quando abbiamo audito quelle persone che erano fuori dal Consiglio regionale, che continuiamo a portare avanti questa legge anziché dare ristori, io vorrei ricordare a qualcuno, e questi signori ieri l'hanno detto chiaramente, che ad oggi gli unici soldi che hanno visto sono quelli dati dalla Regione, i 7 mila euro, mentre il Governo, e l'hanno ribadito, non gli ha dato una lira, forse qualcuno dovrebbe pensare a sollevare il telefono per dire ai loro referenti: "Perché li state lasciando per strada i nostri che sono qui alla disperazione?". Sempre mamma Regione, però quando viene toccato il Governo nazionale subito una levata di scudi, anche parlando e dicendo parolacce.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Mi riferisco alle ultime affermazioni fatte dall'onorevole Mula in relazione ad un aspetto, condivido…

(Interruzioni del consigliere Francesco Mula)

(Segue MASSIMO ZEDDA.) …ho detto anche condivido, ho detto anche che condivido.

PRESIDENTE. Onorevole Mula, può fare anche una premessa.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, è l'esatto opposto, cioè quando anche si tenta di ripristinare un certo clima, a prescindere dalle parole prima che vengano affermate, si interviene contro. Così non regge, così non si va da nessuna parte. È giusto l'appello a contenere i temi da parte di tutti, che significa al microfono e fuori dal microfono, al microfono e fuori dal microfono, significa ascoltare o per lo meno non disturbare, ma l'altro aspetto, e termino, sul quale mi soffermo è l'aspetto dei dirigenti. Introdurre l'argomento che il centrosinistra prima abbia scalzato i dirigenti pubblici e il centrodestra oggi non l'abbia fatto ma lo voglia fare non corrisponde alla possibilità date dalle leggi, i dirigenti pubblici, salvo per una quota minoritaria, vengono nominati dall'esterno per una quota minoritaria, il resto dei dirigenti della Regione sono persone che hanno superato concorsi, e tanti di noi e tanti di voi hanno scelto nel corso del passato dirigenti che militavano in partiti di centrosinistra perché ritenuti bravi, dirigenti che militavano in partiti di centrodestra perché ritenuti bravi a prescindere dal colore politico, semplicemente perché la classe dirigente, diversa è la nomina di direttori generali, ma i dirigenti quelli sono. Non è che ogni volta c'è qualcuno che può cambiarli o qualcuno che rallenta, introdurre questo argomento da ad intendere che tutta la classe dirigente della Regione, a seconda del cambio di colore politico, sia attribuibile ad una parte o all'altra, sono dipendenti pubblici al di là del fatto che ognuno di loro possa esprimere una preferenza e un voto, non c'entra nulla. Non introduciamo argomenti che addirittura sono lesivi dell'autonomia della classe dirigente e alla fin fine nuocciono a noi tutti, nuocciono a noi tutti. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie a lei. Metto in votazione l'emendamento numero… Onorevole Giagoni, siamo in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Posso anche fare dichiarazione di voto, che voterò contrario, però sentirmi… sull'ordine dei lavori, sull'ordine dei lavori… sentirmi la morale da parte di chi mi ha offeso, io ancora mi sento risentito dalla frase espressa dal collega Zedda, è come sentire il bue che dice cornuto all'asino. Credo, Presidente, io mi rivolgo a lei, in questo momento ricopre il ruolo, sì, di Vicepresidente, però siede nel pulpito di Presidente, chiedo che ormai queste parole che vengono utilizzate, come ha rimarcato bene il collega Mula, non si risentano mai più perché in questo momento, sì, sono risentito, però non ho dimenticato, e chiedo che non accada mai più perché la prossima volta potrebbero uscire parole poco consone a quest'Aula, se non altro, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Non c'è niente secondo me che non possa essere chiarito magari nella pausa successiva alla seduta, rimane un fatto però, Presidente, rimane un fatto, che i lavori in quest'Aula procedono, lo dimostra anche questo chiacchiericcio… Presidente, io ho sempre detto che durante i miei interventi non mi fa né caldo né freddo sentire il chiacchiericcio, ho un figlio piccolo a casa e quindi sono abituato a conversare avendo il sottofondo, sono ormai immune da questo, sto dicendo un'altra cosa però, siccome i tre interventi che mi hanno preceduto hanno segnalato come il linguaggio, i metodi, il clima di quest'Aula si stiano allontanando rispetto a quello che dovrebbero rappresentare le istituzioni, io chiederei a lei e soprattutto al Presidente formalmente eletto, quindi non a lei che presiede l'Aula in questa fase, di attivare subito una riflessione, darsi un metodo e non tollerare deroghe, perché io le parole peggiori le ho sentite spesso dai banchi della maggioranza, anche facendo un danno alla maggioranza, perché ogni volta che litigate tra voi e vi mandate a quel paese perdete ore, però è sufficiente tollerare una deroga per sdoganare il fatto che chiunque in quest'Aula possa alzare la voce una volta e usare parole che non vanno bene, toni che non vanno bene e in alcuni casi ricorrere anche alla minaccia sistematica. Per questo motivo, Presidente, all'interno dell'Ufficio di Presidenza, tra i Capigruppo troviamo la formula, serve un modo per tornare alla decenza e al decoro. Glielo segnalo perché le riunioni di quest'Aula vengono diffuse anche all'esterno della stessa, stiamo diventando qualcosa di ulteriormente lesivo, tutti perché da fuori non si distingue chi è il colpevole e chi non lo è, e chiudo dicendo che questo tipo di azioni non può però avere colore politico, in quest'Aula siamo tutti uguali maggioranza e opposizione, in passato il Presidente ha utilizzato invece metri diversi, ci sono i verbali che lo provano, ci sono le riflessioni che abbiamo già fatto, utilizzare invece lo stesso metro è il primo passo per ripristinare la serenità di quest'Aula e dicendo questo auspico anche che tutte le questioni possano ricomporsi serenamente al di fuori di quest'Aula.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Agus. Stasera ci sarà la riunione dell'Ufficio di Presidenza, parleremo anche di questo per riportare un po' di serenità all'interno dell'Aula visto che il clima è un po' così.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della Presidenza della Regione. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, alla legge regionale 26 agosto 1988, n. 32 ed alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (107/A).

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1133.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1133.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 1134.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. L'emendamento numero 1134 si riferisce sempre all'emendamento numero 100 e riguarda il ripristino delle condizioni di nomina del Segretario generale così come definite dall'articolo 28 comma 9 della legge regionale numero 31 del '98, e cioè in particolar modo il fatto che il Segretario generale possa essere confermato o revocato entro tre mesi dall'insediamento della Giunta. Ovviamente questo per ripristinare un minimo di serietà perché anche questo punto della possibilità di nomina o di revoca in ogni momento, dando ad intendere che l'incarico di natura fiduciaria anche per organi di vertice come Segretario generale possa essere identico a quello che governa ad esempio il portavoce del Presidente della Regione, ovviamente non regge e non reggerà neanche davanti al giudizio della Presidenza del Consiglio dei Ministri in quanto viola dei principi di autonomia degli alti funzionari e dirigenti pubblici. La cosa che più dispiace, che mentre appunto intere categorie manifestano chiedendo aiuti, mentre a Piscinas si consuma non si capisce ancora che cosa, eppure già i quotidiani sardi riportano come dannoso l'intervento in quella splendida costa, mentre l'onorevole Orrù ha sollevato la questione della Tirrenia, che rischia il fallimento e non si vede nessun tipo di convocazione all'orizzonte della Commissione trasporti che non si è mai riunita nel corso della consiliatura, mentre il consigliere Meloni sistematicamente cerca di sollevare la questione di Air Italy e dei lavoratori di Air Italy, mentre l'onorevole Moriconi e Agus chiedono la questione di approfondimento del bilancio, la consigliera Manca pone le questioni della crisi e tutti quanti quelli della sanità, i consiglieri Lai e Cocco pongono le questioni dei concorsi all'ASPAL, la consigliera Caddeo le questioni riguardanti la scuola, il consigliere Comandini dei fondi alle imprese, così la consigliera Pinna e tanti altri, l'onorevole Corrias la differenza tra potere politico di indirizzo e la capacità e giusta separazione con la gestione, e così i consiglieri Solinas, Gioi, Ciusa, mentre tutti pongono questioni che sono all'ordine del giorno purtroppo dei bisogni della società, noi parliamo di poltrone da aumentare.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Questi emendamenti fanno parte di un pacchetto presentato ieri mattina poco prima dell'inizio della discussione sull'articolo 2, termine ultimo per presentare degli emendamenti volti a ridurre gli effetti dell'emendamento canguro presentato dalla maggioranza. Sono tecniche d'aula, �� una tecnica d'aula l'ostruzionismo, è una tecnica d'aula anche utilizzare tutti i mezzi possibili per ridurlo. Quindi, onore al merito di chi ha studiato il Regolamento e anche se per fare male ha deciso di applicarlo in questo modo. Questi sono gli emendamenti superstiti che consentono, quindi, una discussione attenta su un tema che altrimenti sarebbe passato quasi in secondo piano, perché il Segretario generale è uno a fronte della torta vera che sappiamo essere molto più ampia ed è anche un qualcosa su cui non è tanto il fatto che sia stata introdotta la figura. Non abbiamo niente contro il fatto che la macchina amministrativa regionale abbia un centro identificato e riconosciuto, non è qualcosa su cui facciamo le barricate a prescindere. È il come è stato costruito, è il fatto che non sia solo ma sia accompagnato anche dai capi dipartimento ed è del fatto che tra i poteri che questa persona ha ce n'è qualcuno che esula da quello che dovrebbe avere. Secondo me la principale aggravante è il fatto che si debba prendere per forza un esterno all'Amministrazione regionale e sia verosimile che questo esterno non debba avere nemmeno grandissime competenze, più o meno come quelli che avete già nominato a fare i direttori generali. Detto questo non si tratta, appunto, di un parere pregiudiziale. La norma è stata studiata a lungo in Commissione, i colleghi in questo, lo ha ricordato l'onorevole Oppi, hanno anche presentato un'altra idea, la loro idea, ed è stato pensata un'altra cosa. Io credo che almeno su questa parte, articoli 2 e 3, la maggioranza farebbe bene, prima di prendere scelte affrettate e votare emendamenti già confezionati, tra l'altro con il metodo del copia e incolla e del taglia e cuci, farebbe bene a prendersi una pausa, tanto non stiamo andando a ritmi indiavolati, qualche giorno in più o qualche giorno in meno capiamo bene che non è dirimente, ed evitare almeno di fare errori che poi avrebbero effetti non soltanto sull'attività politica…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 1134 e per introdurre la questione inerente all'attenzione particolare che si dovrebbe dare quando si scrivono leggi proprio inerenti l'istituzione regionale e il suo sistema organizzativo.

A mio avviso è necessario considerare l'indispensabile collegamento tra una visione strategica d'insieme per i prossimi anni e le attività e le iniziative di programma e di progetto in grado di incidere profondamente sullo sviluppo della nostra regione. Per questo motivo una riorganizzazione seria necessita di una visione ampia, capace proprio di mettere al centro del ragionamento l'urgenza di un rinnovamento della configurazione istituzionale ed organizzativa per affrontare le importanti sfide che ci attendono nei prossimi trent'anni e l'avvio, quindi, di una nuova stagione di utilizzo dei fondi strutturali europei e dei fondi particolari legati anche al recovery plan. Per noi questo ragionamento è fondamentale, soprattutto perché la Sardegna vive in una difficoltà sociale ed economica anche per via della sua condizione geografica, essendo appunto un'isola. Per questo motivo serve una visione precisa e puntuale capace di dare risposte che non sono generali, ma tarate sulla nostra condizione di insularità con una leale e preparata collaborazione fra le componenti istituzionali come elemento chiave nelle politiche di sviluppo socioeconomico, aggiungo equo, per la nostra isola. Questo testo di legge, non ci stancheremo di dirlo, va in una direzione opposta rispetto a quanto ho precisato adesso. L'emendamento numero 1134 prova semplicemente a ripristinare un minimo di serietà nel testo, un testo però, come è stato detto ampiamente, difficile per noi anche da emendare. Capisco che per questioni d'Aula la maggioranza abbia utilizzato un nostro emendamento per farci cadere tutto il resto, e quindi diminuire le ore di dibattito, ma non ci stancheremo di dire che questa legge è inappropriata, non risolve nulla, complica la situazione e lo scenario all'interno dell'istituzione e soprattutto non dà risposte alle cittadine e ai cittadini che attendono tutt'altro che questa legge fine a sé stessa e probabilmente utile solo a chi già governa e non riesce a organizzare le risorse umane all'interno degli Assessorati e della Presidenza. Serve trovare coraggio, serve…

PRESIDENTE. Onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie Presidente. Le dicevo nell'intervento precedente che i modelli prefigurati sono due: uno è una piramide con al vertice il Presidente e il suo gran sacerdote il Segretario generale, l'altro modello è, invece, una aristocrazia di super dirigenti che sono a capo dei dipartimenti, che si formano e si disinformano a seconda del progetto. Questo secondo modello presuppone però che si superi anche il concetto dell'Assessore come ministro, cioè come capo di un dicastero che rigidamente ha una sua struttura e che rigidamente risponde a lui. Anche il vecchio istituto dei decreti degli Assessori, ma in fondo anche tutte le modalità con le quali la Giunta regionale assume le decisioni e l'Amministrazione viene governata da parte dei capi delle singole amministrazioni, è in contraddizione con questo modello. Oggi lo si vuole introdurre, però contemporaneamente si istituisce il vertice di una struttura per garantire che ci sia un controllo e soprattutto un impulso unitario da parte del Presidente eletto. È chiaro che, partendo dal presupposto politico di un riformato sistema che prevede al vertice delle istituzioni un Presidente eletto direttamente, è normale che ci sia un alter ego come Segretario generale a verificare la possibilità del Presidente di arrivare direttamente all'esecuzione delle sue decisioni, oltre che naturalmente all'esecuzione delle leggi, ma su questo dovremmo mobilitare concetti più ampi come quello della relazione tra Presidente e Consiglio regionale, però è anche vero che sotto tutta questa struttura, questi modelli, c'è il vecchio impianto, cioè quello di un sistema che si basava su maggioranze consiliari frutto di coalizioni, che quindi postulavano la necessità di un governo di coalizione nel quale i vertici amministrativi fossero ripartiti tra i componenti, tra i partner di queste coalizioni. Per cui gli Assessori avevano una loro porzione di potere che trovava una sintesi collegiale…

PRESIDENTE. Onorevole Deriu, il tempo a sua disposizione �� terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente. Io volevo sprecare trenta secondi del mio intervento andando a recepire anche l'invito che è pervenuto da parte di un collega che ha detto che ad alcuni di noi occorrerebbe un corso accelerato di matematica, ma allo stesso tempo suggerirei allo stesso collega di ascoltare meglio le dichiarazioni. Quando si parlava di 200 persone non si parlava di 200 assunzioni, ma 200, e l'ho dichiarato in maniera aperta, e poi ci sono i microfoni, è tutto registrato, si parlava di 200 stipendi, non 200 assunzioni, 200 stipendi, per cui noi lo facciamo anche il corso accelerato di matematica, ma magari bisognerebbe ascoltare meglio le dichiarazioni che vengono fatte in quest'Aula. Detto questo, Presidente, mi permetto anche di indicare che questi 200 stipendi, dove ho anche fatto l'esempio 1.200 euro al mese, uno stipendio che adesso viene considerato medio alto perché ci sono categorie dove generalmente si percepisce una mensilità di 800-850 euro, quindi ho anche considerato uno stipendio medio alto, quindi si parlava di 200 stipendi, non 200 assunzioni, le assunzioni sono un'altra cosa. Gli stipendi, invece, era in riferimento ai 240 mila euro. Detto questo, per me 240 mila euro sono tantissimi, non tanti, tantissimi, e soprattutto vorrei ricordare a qualcuno che interviene sempre dicendo a tutta la minoranza che ci sono persone che sono state evidentemente nominate, assunte, collocate da noi, che noi non eravamo presenti. Noi questa legislatura siamo presenti per la prima volta, fortunatamente non abbiamo messo mai nessuno, anche perché generalmente, glielo dico, noi lavoriamo e crediamo molto nella meritocrazia. La meritocrazia, lo so è una parola difficile a volte da comprendere in quest'Aula ed è difficile anche da assimilare, però la meritocrazia è un po' un cavallo di battaglia del movimento che rappresento, nel quale comunque credo personalmente tantissimo.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Chiedo di intervenire per fatto personale alla fine della seduta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie collega Presidente. Ricorderanno i più anziani che quando si voleva parlare di un politico abile che doveva mettere tutte le cose a posto si diceva che era uno che sapeva stare in cucina e devo riconoscere che il relatore di maggioranza, l'amico Stefano Tunis, sta dimostrando di stare molto bene in cucina perché su tutto quello che ha costruito, non tanto nel fare la legge, ma costruendo anche qualche emendamento, dimostra di essere uno chef stellato portando in discussione emendamenti che in qualche modo vogliono evitare alcuni ragionamenti profondi, come stiamo cercando di fare, che non sono soltanto legati all'ostruzionismo ma sono legati a fatti chiari, inequivocabili, sul modo con cui ognuno di noi vuole rappresentare la politica. L'amico Tunis, ottimo chef, ha una visione nella quale la politica deve controllare tutto. Non ce lo ricorda solo oggi. Io vengo votato dal popolo e quindi devo essere quello che devo controllare tutto. Purtroppo questo ha portato alla degenerazione della politica, perché non sono tutti come il mio amico Stefano Tunis, ci sono altri che nella attribuzione totale della pubblica amministrazione hanno fatto il contrario, hanno staccato il popolo della politica, l'hanno staccato perché non sempre etica e moralità sono andati a braccetto con l'eletto. È per questo che noi vi stiamo dicendo oggi, continueremo a dirvelo e continuavamo a dirlo anche ieri, che bisogna separare le figure. Noi abbiamo tantissimi modi per incidere, nel momento in cui facciamo il bilancio, i documenti economici finanziari, in cui facciamo leggi belle, quelli sono in momenti elevati della politica nel dare gli indirizzi e poi la macchina burocratica li porta avanti. Per cui, caro amico Stefano Tunis, io preferisco non stare in cucina perché nella cucina ci si sporca di sugo, si prendono gli odori brutti; io preferisco stare nel salotto, dove si ragiona, dove ci si guarda in faccia, dove si danno le indicazioni e allora è questo quello che ci differenzia, il luogo in cui vogliamo stare in questa casa nobile della politica. Lei torni con noi in salotto, venga con noi in salotto a dare quegli indirizzi nobili della politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. L'onorevole Comandini ha specificato in maniera magistrale, come è suo solito, un concetto che io avevo in mente non così chiaro, perché ha parlato dell'onorevole Tunis come cuoco stellato; io lo considero il gran cerimoniere di questa proposta di legge e lui penso se ne compiaccia anche perché è la verità. Ha dimostrato con questo emendamento canguro, che io presumo sia uno dei tanti che la maggioranza presenterà, di avere grande conoscenza dei tecnicismi amministrativi e che consentirà a lui, e quindi alla sua maggioranza, di arrivare al traguardo in tempi più brevi rispetto a quelli che noi come minoranza ci auspichiamo. Questo è chiaro perché è sempre una questione di numeri, però mi associo a quanto ha detto l'onorevole Comandini perché obiettivamente in salotto si ragiona meglio piuttosto che in cucina dove ci si sporca di sugo. Veramente quanto ho in mente rispecchia pienamente quanto ha detto l'onorevole Comandini. Questo non perché noi come rappresentanti dei cittadini sardi dobbiamo starcene in salotto a goderci il nostro stipendio, ma semplicemente perché in salotto si ragiona meglio, ci si scambia le idee e poi magari si raggiunge un punto medio, perché in medio stat virtus, questo ci è stato detto dai romani, e magari si raggiunge un punto intermedio dove le due idee si incontrano e quindi si ottiene un provvedimento che sia effettivamente efficace per i cittadini, provvedimento che a nostro parere non è sicuramente questo, anche se prima ho usato un termine che magari all'onorevole Mula non è piaciuto, diciamo che usiamo il termine di deus ex machina e così va bene, anzi diamo al Presidente della Regione un aspetto deistico e così rispecchia meglio quella che è la concezione che lui ha di se stesso, oltre che quello di sovrano così come quello di Re Sole che mi sono permesso di dargli in interventi precedenti. Comunque ovviamente noi andremo avanti su questa nostra condotta perchè siamo certi di essere nel giusto e quindi combatteremo democraticamente il magistrale tecnicismo del gran cerimoniere Stefano Tunis. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente. Intervengo sull'emendamento in discussione che si unisce agli altri nel tentativo di apportare dei correttivi al provvedimento che, nella visione di coloro che l'hanno proposto così come anche discusso in Commissione, ha l'ardire di voler intervenire sull'ottimizzazione del funzionamento della macchina amministrativa, ma come più volte ho detto esprimendo il mio personale parere il provvedimento è sbagliato nei modi e nei tempi; nei modi perché la riforma della macchina amministrativa, dell'organismo burocratico nel complesso della Regione avrebbe bisogno di un restyling completo nella sua articolazione organizzativa, quindi non solo cambiare delle parti sicuramente rilevanti dell'organizzazione, ma in particolar modo per quanto riguarda la tempistica, è quello che stiamo provando a dire da diverso tempo e che continueremo a dire. Il momento nel quale si propongono alcuni provvedimenti è oltremodo determinante per garantire il successo o l'insuccesso del provvedimento, specie quando interviene in un momento così particolare e così critico che la nostra popolazione, che i cittadini sardi stanno vivendo. Come dover affrontare degli argomenti di dettaglio quando in realtà poi il problema centrale è un altro. Oggi, quando ciascuno di noi ritorna nelle proprie case, nelle proprie realtà dalle quali proviene e si confronta con i cittadini, e i cittadini chiedono: "Cosa state facendo, qual è il provvedimento?", io personalmente provo un grande imbarazzo nel dover dire il tempo e gli argomenti che il Consiglio regionale, massima Istituzione sarda, tratta in questo periodo e per i quali impiega tanto tempo.

Io, altri mezzi, oltre quello del tentativo della persuasione non ne abbiamo e personalmente non ne ho, spero che un po' nella coscienza del legislatore, nella parte più profonda della coscienza del legislatore si capisca che oggi sarebbe occasione, sarebbe giusto occuparsi di altri temi e veramente intervenire su provvedimenti strutturali in grado di investire sulla prospettiva di crescita della…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Allora, io intervengo non tanto per ribadire la contrarietà a questo provvedimento, quanto per annunciare chiaramente il voto favorevole a questo emendamento e anche a quelli successivi presentati dal centrosinistra. E lo faccio perché anche stamattina una trasmissione televisiva di livello nazionale, Agorà, ha dato un'immagine della Sardegna che è quella che a me ferisce molto, che mi tocca profondamente, un'immagine che non vorrei mai dare all'esterno. Perché voi sapete che i sardi sono anche molto orgogliosi e ci tengono insomma all'immagine che danno all'esterno. Agorà stamattina metteva in relazione il disegno di legge numero 107, e la spesa prevista o ipotizzata di 6 milioni di euro l'anno, con un'altra scelta, che è quella di ricorrere ai attori vaccinatori, medici o infermieri che prestano la loro opera a titolo volontario. Nei giorni scorsi ATS ha pubblicato una manifestazione d'interesse, nella quale appunto apre ai soggetti interessati con i titoli, non soltanto a coloro che dipendono dal sistema sanitario regionale ma anche a soggetti in quiescenza, con i titoli ripeto, la possibilità di prestare la propria opera volontaria. Lodevole iniziativa, se non fosse che questa decisione arriva successivamente a una decisione di revoca di un'altra scelta fatta dall'ATS e quindi dalla Regione Sardegna, di retribuire, riconoscere un minimo di indennità… vedo che il tempo sta finendo, pensavo di avere sei minuti invece ne ho tre, riprenderò successivamente, e dicevo la scelta è comunque significativa, si spendono 6 milioni di euro per sistemare gli amici degli amici, ma non si presta attenzione a un problema molto grave come quello delle vaccinazioni, soprattutto le vaccinazioni ai più fragili. Ricordiamo che la Sardegna se vuole…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Questo emendamento, come gli altri che stiamo discutendo relativamente alla figura del Segretario generale, è volto a ricondurre appunto l'istituenda, importantissima, apicale, centralissima figura, anche se dipendentissima dalla volontà e l'arbitrio dell'onnipotente figura di Presidente che si vuole creare, ai crismi minimi di legge e di merito, qua si vuole ricondurre appunto i criteri di nomina e revoca a quelli stabiliti dal comma 9 dell'articolo 28 della legge numero 31 del '98, ma il filone ideale a cui questo emendamento può essere legato è quello evidente quantomeno di riportare questa legge entro i limiti di un ordinamento regionale a cui astrattamente quantomeno era concepita e ragionata per valorizzare il merito, valorizzare l'indipendenza, riconoscendo la separazione dei poteri.

In questo caso anche con l'emendamento che si vuole dare, riconoscendo o comunque consentendo un uso non sconsiderato, come è stato fatto fino ad oggi, del sistema dello spoil system che non vi siete certo rivelati dei maestri ad utilizzare.

Ci si lamenta che molti dirigenti che avete trovato li avete lasciati, mi domando perché, o erano bravi o non avete trovato proprio nessuno, altro da mettere al loro posto. E il fatto che abbiate lottato così tanto forzando anche la normativa nella parte iniziale di questa legislatura per abbassare i requisiti relativamente alle nomine attribuibili d'ufficio, è uno dei più grandi schiaffi alla meritocrazia che avete dato e al tanto lavoro di tante persone che vorrebbero entrare nella macchina regionale ma non ci riescono, conferma quello che è il sospetto non solo mio, non solo dei colleghi di opposizione e anche di qualche collega di maggioranza, ma soprattutto del pubblico che da fuori ci guarda e che fuori dalla politica stiamo spingendo in tutti i modi. Tanti ragazzi che ci scrivono stanno rappresentando uno sdegno, per non usare parole più forti, perché son quelle che mi arrivano, sono quelle che ci arrivano per quello che sta accadendo qui dentro in questi giorni, per l'approssimazione che viene utilizzata nel trattare tutte le tematiche che non siano misure autoconservative ed autoreferenziali…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Vorrei chiedere anch'io all'onorevole Tunis cos'è che non le piaceva e che non le piace dell'articolo 28 della legge numero 31. È così carino, insiste sulla necessità di individuare persone con adeguate capacità, e questo potrebbe essere così anche un pochino aleatorio. Ma precisa che devono essere attitudini, capacità professionali adeguate, ma confermate da risultati che si siano conseguiti in esperienze di servizio precedenti. Però quello che mi diverte anche, purtroppo, non è neanche giusto parlare di divertimento, ma comunque osservo che invece nell'articolo 2 del disegno di legge che stiamo discutendo, al comma 2 si inizia sottolineando l'importanza delle capacità e poi tutto si gioca con l'uso abbastanza furbesco della congiunzione disgiuntiva o e oppure, e lì casca l'asino, perché lì apriamo uno scenario che è quello che conferma purtroppo quella che a me piacerebbe fosse una leggenda metropolitana, ma sembra essere la realtà del fatto che nei ruoli importanti si entri per raccomandazione, perché questi tolgono la necessità di esperienza. È sufficiente essere iscritti all'albo, è sufficiente provenire dalle magistrature e dai ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato, dai settori della ricerca e docenza universitaria e lì però si ferma il riconoscimento e la necessità di comprovate capacità di servizio. Naturalmente confermo la mia richiesta di ritiro di questo disegno di legge, onorevole Tunis, e dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per esprimere il voto favorevole rispetto a questo emendamento e per cercare di sensibilizzare i colleghi, soprattutto quelli che parteciperanno alla seduta pomeridiana della Commissione sanità in quest'Aula.

Adesso è arrivato anche l'Assessore della sanità. Assessore Nieddu, io credo che noi qua stiamo facendo tutt'altro di quelle che sono le esigenze dei sardi, e in questo momento dei problemi veri e reali dei sardi. E cerco di spiegarmi meglio.

Come tutti sanno da lunedì il Centro Nord Italia tornerà zona gialla, fra le poche regioni, pochissime regioni che resteranno in zona rossa c'è la Sardegna. Questa volta la zona rossa non è la zona rossa della chiusura del marzo, dell'aprile del 2020 quando un po' non capivamo perché in Sardegna fosse tutto chiuso e altrove invece scoppiavano i casi e c'erano problemi, questo accadeva un anno fa, adesso si è invertita la vicenda. Purtroppo qua ci sono problemi e nel resto della penisola invece va molto meglio a quanto pare a leggere i numeri. E allora Assessore, le dico che come era accaduto a settembre-ottobre del 2020 anche adesso ci sono territori della nostra Isola, non parliamo della campagna vaccinale in parte legata a questa vicenda però non parliamone adesso, ci sono territori della nostra Isola dove intere famiglie sono segregate in casa in attesa che qualcuno vada a occuparsi di loro perché ci sono contagi, dei contagi, ci sono tamponi non effettuati, ci sono riscontri non ricevuti eccetera. In particolare io ho conoscenza della zona di riferimento della ASSL di Olbia, le assicuro, se ne occupi, parlatene stasera, che ci sono intere famiglie che sono disperate, ci sono persone. quelle poche che ce l'hanno, stanno perdendo il posto di lavoro, quelle poche che attendono di essere chiamate per la stagione temono di perdere la chance del posto di lavoro stagionale perché non sono seguite. Allora, cercate di potenziare laddove debbono essere potenziate le USCA, l'igiene pubblica eccetera, perché le assicuro che non sto raccontando favole, sto raccontando la realtà e probabilmente di realtà in quest'Aula dovremmo occuparci e non di favole quale questo disegno di legge assurdo che non andrebbe trattato perché dovremmo parlare dei problemi reali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Sommariamente andrebbe riassunta così la questione relativa al Segretario generale. Il Segretario generale è una figura apicale che si colloca nei confronti dei direttori generali, nello stesso rapporto funzionale con cui si colloca il Presidente della Regione nei confronti degli Assessori.

Cioè rispetto al potere politico l'Assessore è un'emanazione del Presidente eletto direttamente dal popolo, rispetto al Segretario generale i direttori generali altro non sono che la emanazione e la suddivisione per materia di un unico potere amministrativo, potere amministrativo che per legge, ormai è testato, è capace di soverchiare frequentemente quello politico. Ha correttamente distinto il collega Comandini la cucina dal salotto, posto che chiunque sta da questa parte dello schieramento ha già abbondantemente ricordato che nei salotti dove vi collocate voi noi non ci vogliamo stare, la cucina alla quale faceva riferimento il collega Comandini io l'ho frequentata ma non da qui, chi ha qualche anno in più di militanza sa che io sono stato un direttore generale di questa Regione e da direttore generale so molto bene qual è la capacità di imporre determinate decisioni anche alla classe politica. Ne ricordo una come esempio. Quando alla fine del mio mandato mi trovai in contrapposizione al presidente della Regione Cappellacci e all'assessore Contu rispetto all'inquadramento dei dipendenti nelle province di CSL e CESIL, imposi alla parte politica la mia visione amministrativa. In molti, circa 600 persone ricordano questo evento, perché se non fosse avvenuto in quel momento storico non avremmo questo numero di dipendenti nei servizi per il lavoro ma avremmo un numero corrispondente di disoccupati iscritti alle liste della disoccupazione. Quindi siccome sono perfettamente cosciente di che cosa significa distinguere la cucina dal luogo in cui si prendono le decisioni, per me è fondamentale che le decisioni che discendono direttamente dalla volontà popolare abbiano una concreta, attuale possibilità di essere applicate da chi invece per mestiere sta in cucina. Adesso noi possiamo, e vi ringrazio anche per la benevolenza che mi concedete, continuare in questo modo anche per un paio di settimane, ma la circostanza dell'attuazione del Regolamento fatta da noi è esattamente quella fatta da voi, è speculare, se voi non aveste… questa sarebbe potuta ed è ancora nella possibilità di essere ricondotta al merito eventualmente per migliorare questa norma ove fosse necessario e possibile, viceversa così come il Regolamento lo applicate voi lo applichiamo noi, quindi nelle pieghe del Regolamento…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1134.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 1102.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desiré Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Presidente, finalmente siamo riusciti ad avere questo emendamento perché non sapevo neanche di che cosa stessimo parlando. Il Segretario Generale della Regione nominato con decreto del Presidente della Regione, e fino a qua caro collega non cambia niente, nel senso che noi siamo giorni che lo diciamo, il Presidentissimo nella Regione Sardegna tra i suoi fedeli amici ha il compito di nominare il con decreto il Segretario generale, naturalmente previa deliberazione della Giunta regionale, al di fuori della dotazione organica, e con contratto a tempo determinato tra persone di particolare comprovata qualificazione professionale che abbiano conseguito il diploma di laurea e abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati. Cioè qua praticamente sta nuovamente confermando quello che noi abbiamo dichiarato in questi giorni.

Allora, ricapitolando, il Presidente della Regione a un certo punto farà una cernita tra le persone che gli saranno più vicino e tra le persone per le quali avrà più fiducia, tra le persone che conoscerà meglio, e cosa farà il Presidente? Nominerà questo Segretario Generale, naturalmente poi riunirà i suoi fedeli Assessori, e dirà loro prima mi raccomando organizzate, riunite e convocate una Giunta regionale e deliberate per questa persona che io indico, non per questa persona che ha vinto un concorso, no, per la persona che risulterà più suo amico, un suo fedele nominato. E allora cosa farà? Prima organizzerà l'incontro, la Giunta tra gli assessori, indicherà loro il nominativo, dopo che la Giunta emetterà la deliberazione nominerà, con suo decreto insindacabile, il Segretario generale. Naturalmente questo segretario generale dovrà avere una comprovata qualificazione professionale, poi bisogna vedere che cosa significa "comprovata qualificazione professionale", perché a mio avviso è assolutamente interpretabile e che abbia svolto attività in organismi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, non è in Aula il collega Tunis, volevo interloquire un attimo con lui, per dirgli che non mi appassionano i salotti e né le cucine, al massimo qualche cucina rustica, volevo anche dirgli che il merito e sul merito noi stiamo parlando perché chiaramente noi crediamo che il merito oggi sia parlare di quello che sta succedendo fuori da quest'Aula, che è sotto gli occhi di tutti, ma sembra che per una parte di cittadini sardi, che è dentro quest'Aula, quegli occhi abbiano dei problemi per vedere la reale situazione delle cose.

Ho detto prima che sarei intervenuto per provare nel mio piccolo a proporre qualche soluzione e continuerò a farlo. Approfitto anche della presenza in Aula dell'Assessore alla salute per dirgli che uno dei pochi strumenti che noi consiglieri regionali abbiamo in mano sono la possibilità di fare interrogazioni, interpellanze e mozioni per segnalare dei problemi e per proporre e provare insieme a dare risoluzione a questi. Oggi io parlo di un problema che è stato segnalato a più riprese, ma non un problema così, che riguarda sempre persone che rischiano di vedere interrotta la loro prospettiva di vita, e mi riferisco in questo caso all'istituto zooprofilattico di Sassari, che è senza direttore generale da nove mesi, questo non si capisce per quale motivo non viene ancora nominato, e questo porta anche questa volta a vedere la possibilità di non rinnovo per diversi precari, che tra l'altro hanno maturato anche il diritto, questa volta sì, acquisito il diritto alla stabilizzazione perché hanno tutti i requisiti previsti dalle leggi nazionali recepite anche da norme regionali, ebbene siccome non è presente in questo momento il direttore generale ma non è presente ripeto da nove mesi, e non si capisce perché, queste persone rischiano improvvisamente, dopo tanti anni di serio lavoro, di dover andare a casa. Queste sono le responsabilità che abbiamo noi e che dobbiamo fare proprie, e questi sono i discorsi di merito che vogliamo fare in quest'Aula perché credo, e lo ripeto, che il discorso di merito non siano questi sulla legge sullo staff, ma siano molti altri. E noi abbiamo il dovere, e il Regolamento ce lo permette, come permette anche di presentare emendamenti canguro, di parlare di queste cose…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, mentre discutiamo di questo inutile provvedimento, se non per coloro che verranno nominati, si sono dimessi contemporaneamente tutti i vertici dell'Azienda ospedaliera Universitaria di Cagliari, in un momento come questo non c'è più nessuno che abbia potere di firma: direttore sanitario, direttore amministrativo, vertice dell'azienda. Contestualmente in una fase come questa, anche se non si comprende se sia stato rimesso il mandato, adesso abbiamo questo nuovo strumento che consente di stare e di far finta di andar via, non si capisce se si sia dimesso il commissario della Provincia di Sassari. Cioè le sottovalutazioni, per voler usare eufemismi e non altre parole, stanno determinando l'implosione e il blocco di apparato sanitario e apparato amministrativo. Menomale che qualche giorno fa la legge sulle Province di nuova istituzione e questa, e la riforma stratosferica e straordinaria della ASL, con le ASL nuove, avrebbero dovuto determinare le soluzioni nella sanità, nell'apparato pubblico amministrativo delle Province, e con questa in Regione. Non c'è bisogno di approvarla la legge perché si stanno facendo fuori da soli, avrete molti più posti da discutere, il problema è che sull'Azienda Ospedaliera Universitaria, come mi ricordava il collega Agus, non si può decidere in solitudine ma serve un'interlocuzione col Rettore, e quindi è indispensabile accelerare. A fronte di questi fatti noi discutiamo una legge, e non è esattamente l'emendamento presentato in sintonia con le disposizioni di legge in termini di autonomia nell'operare da parte del Segretario generale, non è così, i segretari generali dei Comuni vengono scelti tra persone che hanno superato una miriade di concorsi, hanno svolto nella loro carriera il ruolo di Segretario Generale in enti minori e sono indipendenti tanto che sull'anticorruzione, per la quale sono competenti, non devono neanche riferire all'organo che li ha nominati, che li nomina in base a una scelta in un elenco di persone con qualifiche e professionalità, mica è a totale discrezione del Sindaco, perché sono i notai i certificatori e i garanti del buon andamento. Tant'è vero che gli onorevoli colleghi, molti, hanno presentato a suo tempo emendamenti proprio per dotare i piccoli Comuni di segretari generali perché sono garanzia per il Sindaco di un piccolo ente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, io colgo l'invito del collega Tunis e mi concentrerò su cose concrete e nel merito, e per entrare nel merito dico che voterò assolutamente contro l'emendamento numero 1102, soprattutto perché non recepisce dall'emendamento numero 100 il comma 5, e cioè la norma che prevede i requisiti e le modalità per poter essere nominato segretario generale. In maniera particolare voglio sottolineare quello che già la collega Laura Caddeo ha evidenziato nei suoi interventi precedenti, e cioè che intanto la necessità di un apposito avviso pubblico che metta tutti i candidati in condizione di partecipare a una manifestazione di interesse o a una selezione per titoli, altrimenti ancora una volta stiamo privilegiando un canale di selezione del personale apicale attraverso non la conoscenza, ma le conoscenze, quelle politiche. Altro punto, quando qui si dice che oltre i titoli eccetera, che abbiano oppure siano stati iscritti per almeno un quinquennio negli albi o ordini professionali per il cui accesso è previsto un esame di Stato, stiamo cucendo un vestito di tipo sartoriale addosso a qualcuno. Perché io vorrei ricordare ai colleghi, e non credo che questa sia stata una svista per quanto riguarda loro, che già nel mese di agosto il Ministero dell'università e della ricerca ha consentito a un pacchetto di professioni di entrare negli ordini professionali senza necessariamente dover sostenere l'esame di Stato, sono diventati titoli professionalizzanti per i quali non è necessario appunto sostenere l'esame di Stato. Attenzione, cari colleghi di maggioranza, non fate le cose a immagine e somiglianza...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Presidente, l'emendamento numero 1102 a firma dell'onorevole Tunis recepisce sostanzialmente una parte dell'emendamento numero 100, che abbiamo presentato come gruppo dei Progressisti, lo ribadisco, con l'idea di, contrariamente a quanto poi ogni tanto viene richiamata in Aula, di aver portato o aver provato a portare sia nei lavori della Commissione, sia durante appunto i lavori dell'Aula comunque un insieme di suggerimenti correttivi che vadano nella direzione comunque di introdurre dei miglioramenti a questa vostra proposta di legge. In particolar modo io evidenzio che rispetto all'emendamento che abbiamo presentato noi ci pareva e ci pare molto importante, come abbiamo anche discusso in Commissione, che l'eventuale individuazione di persone al di fuori della dotazione organica possa avvenire a seguito di verifica all'interno dei ruoli dell'amministrazione di personale che possa ricoprire il ruolo, perché comunque crediamo che la valorizzazione del personale e delle persone che lavorano nell'ambito dell'amministrazione sia comunque un dovere fondamentale della politica. Detto ciò io evidenzio ancora come intanto insomma la spiegazione che prima ha dato l'onorevole Tunis all'Aula rispetto al rapporto funzionale tra Segreteria generale e Dipartimenti forse avrebbe dovuto caratterizzare in maniera anche più evidente all'esterno questo disegno, ne abbiamo discusso in Commissione e si era detto in realtà, e si era proposto e si era data la disponibilità anche di questa minoranza, di poter lavorare assieme anche al miglioramento del provvedimento, inserendolo in un quadro organizzativo generale, cosa che però ad enunciazione in realtà non è seguita sostanza, perché si è detto si lavorerà in aula, in aula rappresenteremo delle novità rispetto a quanto è presente nel testo che è stato proposto, però alla fine insomma, detto come va detto, salvo che come citava prima l'onorevole Meloni si parli di favole, in realtà non ho trovato corrispondenza tra l'annunciata disponibilità o invito a collaborare per la redazione di un provvedimento che fosse veramente funzionale alla riorganizzazione…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Loi, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Bruno per dichiarazione di Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Intanto per preannunciare il mio voto contrario all'emendamento 1102 e poi soprattutto perché questo emendamento mette in luce e porta a galla le differenze sostanziali di veduta d'insieme che abbiamo, infatti l'abrogazione delle lettere h), i) ed l) del comma 3 nell'emendamento 100 presentato dal collega Loi, il fatto che questo dirigente dovrebbe "coordinare le attività connesse al funzionamento della Giunta e il raccordo con il Consiglio regionale, e promuove, tramite il coordinamento dell'attività della Direzione generale e dei Dipartimenti, le relazioni con i soggetti ed enti esterni", e voi lo abrogate, perché questo è un modo di creare quel distacco netto di cui vi parlavamo tra Giunta, Presidenza e Consiglio: state distruggendo l'autonomia e le prerogative di un Consiglio regionale che avrà sempre meno valore e meno impulso. In più abrogate il fatto che possa partecipare e avere diritto di parola alle sedute della Giunta e può fare un verbale motivato con parere proprio: questo non lo volete perché è chiaro e sarebbe palese che, in un momento in cui ci sono delle differenze tra la veduta politica e l'effettiva possibilità tecnica amministrativa di portare avanti quell'atto, questo non avverrebbe, perché c'è una volontà di controllare e far mettere delle firme in maniera, delle volte, anche al limite, come ho detto nei miei interventi precedenti, Poi l'abrogazione completa del comma 4, "l'incarico di Segretario generale può essere conferito a dirigenti di ruolo dell'Amministrazione regionale di cui all'articolo 21 della legge regionale 13 novembre '98: voi state escludendo totalmente i dirigenti della pubblica amministrazione, e facendo questo state attaccando la dignità e l'onore di queste persone, che sono persone formate e hanno bisogno di essere valorizzate e portate avanti piuttosto che essere affossate. In più, "il comma 5 è sostituito dal seguente… ", in pratica avete stravolto questo emendamento, è chiaro era una questione d'Aula, avete usato il nostro emendamento per poi ripristinare le vostre volontà, quindi "il comma 5 è sostituito dal seguente" e andate a inserire le professionalità "che abbiano conseguito - addirittura - un diploma di laurea ed abbiano svolto attività in organismi di enti pubblici": se li scegliete come avete scelto i vostri direttori generali attuali, io ci ripenserei e me ne guarderei bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Se a suo tempo, invece di imbarcarvi in una legge in cui i primi tre articoli sono solo il cavallo di Troia per portare altro, vi foste concentrati su questo, probabilmente una norma dal titolo "istituzione del Segretariato generale della Regione Sardegna", avremmo volentieri contribuito a farla, d'altronde è qualcosa che esiste altrove e su cui nessuno ha un problema preconcetto, tant'è che tra gli emendamenti sostitutivi totali presentati c'è anche una riscrittura sostanziale della norma che corregge alcune storture e fa capire come anche da questa parte, anzi soprattutto da questa parte, ci fosse la volontà di scrivere buoni testi ma non certo quella di partecipare alla costruzione dei testi sbagliati, di leggi sbagliate che peggioreranno situazioni già incancrenite. Fa sorridere quindi vedere che il nuovo testo, quello che vorreste approvare, risulterebbe scritto in parte dall'onorevole Loi e dai colleghi dei Progressisti, che hanno presentato un emendamento per scrivere l'esatto contrario. Con la tattica del "taglia e cuci", dove si eliminano commi, se ne aggiungono altri, si abrogano parti di testo, si pensa di costruire quello che vorreste partendo da un abito cucito da altri. Io spero per voi che abbiate fatto bene i conti e che non vi sia sfuggita qualche parola, perché tornare su testi con questa complessità di solito è più complicato che scriverli la prima volta.

Detto questo, io credo che la confusione tra i ruoli politici e quelli amministrativi, tra i ruoli, tra le prerogative, tra i poteri della politica e dell'Amministrazione, sarà uno dei principali problemi della Amministrazione regionale della Sardegna, e questo va oltre le figure. L'onorevole Tunis, ma anche l'assessore Zedda, nella vita precedente, o in una parte di questa, hanno svolto anche le figure di direzione amministrativa, le due maglie però non sono mai state utilizzate nello stesso momento, accade invece spesso in questa gestione amministrativa che le cose siano in totale confusione. Parlo per esempio del Direttore generale dell'Assessorato guidato dal qui presente assessore Sanna, che rimette il mandato non avendo mai ricevuto mandato, e che lei Assessore difende a spada tratta nel suo profilo Facebook.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Intanto inviterei il presentatore dell'emendamento, non dell'emendamento all'emendamento, e quindi il Gruppo dei Progressisti, di ritirarlo, perché non possiamo neanche pensare minimamente che i nostri nomi, o che i nomi di qualche consigliere d'opposizione vengano avvicinati a questo testo normativo. Sul fatto che voi nell'articolato, anche nell'emendamento all'emendamento, pensate che il Segretario generale che andrete a nominare può essere qualsiasi tipo di persona, al di là della propria esperienza personale e professionale, lascia intendere il livello che avete in testa dei dirigenti, però la notizia di questo momento è che non capiamo il perché avete voglia di nominare altri dirigenti quando avete per la maggior parte, o avrete nelle prossime ore, la maggior parte delle caselle vuote. Ossia, abbiamo assistito, checché ne dica l'assessore Sanna, onorevole Agus, abbiamo assistito a direttori generali che si dimettono verbalmente, e non per iscritto, e che continuano a presiedere, da quanto dicono gli articoli dell'Unione Sarda, anche commissioni di gara… queste sono le fonti dell'Unione Sarda poi, visto che l'assessore Sanna non le conosce, magari, onorevole Agus, nell'intervento successivo gliele legga, così magari può fare il prossimo post su Facebook. Certo è il fatto che va dato atto all'assessore Sanna che è l'unico Assessore di questa Giunta che ha avuto il coraggio di difendere ciò che tutti quanti all'interno di quest'Aula invece non hanno difeso, e anzi ne hanno preso le distanze, magari l'assessore Sanna ci può anche dire il perché ne ha preso le distanze entrando a gamba tesa nelle dinamiche interne di un Comune, invece che spogliarsi del ruolo di parte in causa e fare l'Assessore regionale, magari ricordandosi che ha leggi regionali impugnate per 29 articoli su 31, ma sono piccolezze naturalmente per l'assessore Sanna, che si diletta a dare degli stalinisti ai consiglieri regionali o a tutti i sardi che pretendono un minimo di chiarezza. Quindi, per queste motivazioni, voteremo naturalmente contro questo emendamento, e magari invitiamo l'Assessore Sanna ad occuparsi più del….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per annunciare il mio voto contrario all'emendamento 1102, emendamento all'emendamento 100, scritto con precisione certosina dall'amico Tunis e, sul quale, devo dire, non posso che esprimere alcune critiche, dovute alla sua conoscenza relativamente a uno degli incarichi principali, che quello apicale del Segretario generale della Regione. Capisco che alcuni compiti sono molto pesanti e gravosi per chi deve tirare avanti la carretta di una maggioranza scricchiolante, difettosa, rissosa e che ha sempre bisogno di essere alimentata con il carburante degli incarichi, è sempre difficile, soprattutto quando non si crede a quello che si scrive. Perché pensare che all'incarico di Segretario generale della Regione… un giovane brillante iscritto in un albo professionale, probabilmente senza avere anche mai esercitato la professione, perché con questo emendamento basta che sia da cinque anni iscritto nel suo albo, da biologo, geologo, ingegnere, qualunque laurea, e con cinque anni di iscrizione in un albo professionale può fare il direttore generale e prendere la stessa retribuzione del Segretario generale del Consiglio regionale che ho di fronte, che a differenza ha vinto un concorso regolare e ha svolto in maniera dignitosa la sua carriera… perch�� si chiama carriera, forse è una parola che alcuni dimenticano però quella che si forma all'interno di una pubblica amministrazione si chiama carriera, e la carriera è una parola nobile, perché la carriera di una persona all'interno di una pubblica amministrazione si fa col sudore, non con la conoscenza, si fa con quel sudore che porta la gente a scalare in maniera dignitosa, responsabile, e riconosciuta la possibilità di diventare segretario generale di quell'ente. Per cui, pensare che voi attraverso l'iscrizione a un albo dei botanici, con tutto il rispetto per i botanici, volete dare la macchina con oltre 6000 dipendenti che dovrebbero svolgere funzioni importantissime all'interno della Regione, è scandaloso! Cari colleghi, ritornate in voi, perché so che molti di voi credono all'importanza della Regione, credono all'importanza della carriera, credono alla nobiltà di ruoli e funzioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Io non posso che condividere la parte conclusiva dell'intervento del collega Comandini, ma conoscendovi, per il tempo che abbiamo avuto la possibilità di vedervi all'opera, l'idea del collega Comandini sul fatto che qualunque iscritto a qualsiasi albo possa diventare Segretario della Regione, è anche meno rispetto all'idea che mi sono fatto io. Io mi immagino già che qualcuno stia avviando le pratiche per il riconoscimento di albi professionali a livello nazionale ancora non esistenti, finalizzata al solo fine di poter rientrare all'interno dei requisiti, bassi, previsti da questa legge. Ma va be'.

Io mi rifaccio all'intervento del collega Tunis di prima, che parlava di visione speculare tra maggioranza e opposizione: la vostra visione in questo caso non è speculare, collega, ma speculativa, nei confronti delle possibilità date dall'ordinamento regionale, utilizzate per il solo fine - non finiremo mai di dirlo - di soddisfare appetiti e necessità occupazionali evidentemente di natura solo ed esclusivamente partitica ed amicale. Lei giustamente, collega, ha una carriera all'interno della Regione Sardegna, una carriera durante la quale non metto in dubbio che abbia anche difeso il diritto di molti lavoratori a tenere il loro posto di lavoro, ma come erano entrati all'interno della macchina regionale quei lavoratori, chi li aveva scelti? Di sicuro non qualche amico politico, immagino che abbiano fatto un concorso regolare, e allora queste persone, che lei stesso dice di aver salvato dalla disoccupazione, che visione potrebbero avere nell'azione che adesso lei sta difendendo e portando avanti come alfiere di questa maggioranza? Io penso che queste persone siano tanto deluse, questa è la verità.

Questo emendamento all'emendamento, numero 1102, sul quale preannuncio il mio voto contrario, è un emendamento, come è stato detto, cucito settorialmente in maniera molto complicata ed ambiziosa, e vi faccio un accenno al piano casa: non vorrei che anche in questo emendamento mi fosse sfuggita qualche zona umida, perché vi ha causato non pochi problemi ma soprattutto li ha causati alle persone su cui quella legge avrebbe dovuto incidere, ma poi ve l'hanno impugnata, quindi…

Assessore Sanna, stia tranquillo che ce n'è anche per lei, perché ho visto anch'io il suo intervento e le ricordo che lei, Assessore agli enti locali, non può influire in maniera così indebita sulle dinamiche di un Comune, su quale, le ricordo, lei ha la potestà derivante dal suo ruolo che evidentemente si è dimenticato di avere, e porti rispetto anche per quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). È un piacere intervenire dopo gli interventi approfonditi degli onorevoli che mi hanno preceduto, perché hanno sicuramente messo sul piatto quello che è il cuore di questo emendamento presentato dal cerimoniere Tunis, a cui chiaramente io darò voto negativo, perché qua si mette finalmente in evidenza l'obiettivo di questa legge, quello cioè di far prevalere la conoscenza politica sulla conoscenza professionale. E' questo il concetto che è chiarissimo, perché non si spiegherebbe altrimenti il fatto che questo emendamento impedisce ai dirigenti di ruolo dell'Amministrazione regionale di poter essere nominati Segretario generali, perché questo emendamento abroga il comma 4 dove c'�� scritto che l'incarico di Segretario generale può essere attribuito a dirigenti di ruolo l'Amministrazione regionale, siccome la abroga questa è la mia conseguente affermazione, poi magari mi sbaglio, onorevole Tunis, però non credo, però la cosa fondamentale è che viene in evidenza come il rapporto amicale e fiduciario sia l'unico concetto alla base di questa norma, che quindi calpesta tutti sogni lavorativi di giovani e meno giovani che aspirano, giustamente, ad avere una realizzazione umanamente della propria carriera. Perché in un Paese civile determinati posti sarebbero da assegnare soltanto a persone che effettivamente lo meritano, tramite concorso pubblico, integerrimo quindi, non sulla base di una nomina fiduciaria amicale! Questa è la verità alla base di questa proposta di legge 107: c'è soltanto questo, non c'è altro, la professionalità è un optional, questo almeno dovete dirlo, non dico di affermare che noi abbiamo ragione ma almeno questa cosa ditela, e così i cittadini sardi si renderanno conto di cosa state facendo! Almeno siate rei confessi, non soltanto rei che tirano il sasso e nascondono la mano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Io probabilmente avrei anche valutato di votarlo a favore l'emendamento 1102, se fosse intervenuto oltre che sui requisiti da cursus honorum almeno sul comma 7 dell'articolo 2, che abbiamo segnalato anche ieri, laddove si dice che la dotazione organica e l'articolazione degli uffici del Segretario generale sono approvati con decreto del Presidente della Regione, su proposta dello stesso Segretario generale. Insomma, non è dato sapersi ora, ma nemmeno nelle ipotesi di spesa finanziaria, quale sia in termini di numeri e di mission la struttura degli uffici dal Segretario generale. Insomma, la questione non è più solo il tetto dei 240.000 euro, che ad oggi, al netto di ogni dichiarazione in sede di emendamento (che attendiamo, perché ad oggi si parla di 285.000 euro e forse di segretari comunali ce ne starebbero dentro anche altri), la questione è che si parla di

uffici del Segretario generale e non si sa quale sarà la composizione. Quindi dico che noi dal salotto usciamo senza populismo e vogliamo stare anche in piazza, quella piazza che per stare alle analogie storiche chiese all'antico imperatore cinese dicendo: "Maestà, il riso scarseggia", e l'imperatore disse: "Dategli carne". Oggi il riso abbonda, ma è un riso amaro purtroppo, e noi stiamo dando la carne per pochi e lasciando affamata la bocca di tutti. E questo credo che non sia un bene, lo dico al netto di ogni populismo perché sono convinto che il problema non sia nell'apparato amministrativo, il problema è nella classe politica, altrimenti le piccole operazioni di sartoria che facciamo con questo gioco di emendamenti che poco interessano alla piazza finiranno col rendere moribonda una struttura vecchia di questa Regione, vetusta di oltre 40 anni, ma non è così che la si riforma, altrimenti rischiamo di fare un errore politico che sarà un errore storico. Un grande statista, il più grande statista che abbia avuto l'Italia diceva che il sarto, quindi chi ha un ruolo politico, "ha da vestire un gobbo", e se non tiene conto della gobba quando deve vestire il gobbo non riesce a vestirlo. Io mi chiedo se la gibbosità sia della classe politica o dell'apparato amministrativo, io credo che sia della classe politica, voi, e forse anche noi, perché non siamo populisti e moralisti siamo una classe politica gobba, che pretende di vestire i gobbi, invece no, cerchiamo di condurre un'operazione di sartoria corretta, ma non con queste operazioni che di riforma non hanno nulla perché la piazza oggi aspetta altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Non vedo in aula l'Assessore degli enti locali, io avrei voluto concentrare il mio intervento prevalentemente sull'intervento credo di svolta da parte dell'onorevole Giorgio Oppi, perché probabilmente nessuno di noi ha colto l'importanza di quell'intervento in quanto probabilmente richiamava anche la maggioranza a una maggiore riflessione a sospendere questa discussione per elaborare magari una proposta che contenesse un ridimensionamento di quelli che sono i dipartimenti, così come per la funzione del Segretario generale. E su questo ovviamente io chiedo che l'Aula, sull'intervento di dell'onorevole Giorgio Oppi, faccia un'ulteriore riflessione e sospenda questa seduta per un incontro che tenga conto della discussione all'interno della maggioranza, per quanto riguarda l'opposizione è chiara quella che è la contrarietà. Detto questo, ci sono alcuni elementi anche rilevanti rispetto alla discussione di oggi che sono i soliti interventi scritti a mezzo social, Facebook, da parte dell'Assessore degli enti locali che in qualche modo ricopre a mio avviso la figura di garanzia per tutti i consiglieri comunali e i sindaci ovviamente. Nel momento in cui lui fa l'Assessore degli enti locali di una parte è chiaro che non riveste più la figura di garanzia. Allora io vorrei ricordare all'Assessore degli enti locali che non è in aula, ma alle colleghe e ai colleghi consiglieri, che la "142" del '90, all'articolo 40, prevede anche la possibilità di rimozione o sospensione di un sindaco che ha in qualche modo violato la legge, che ha violato la legge, e nel momento in cui lo stesso sindaco continua a esercitare quelli che sono i poteri del sindaco, e aggiunge anche la possibilità, e continua anche a presiedere Commissioni, presiede Commissioni, gare d'appalto da direttore generale. Allora, signori…

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1102.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1102.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Decadono gli emendamenti numero 1101, 1099.

Metto in votazione l'emendamento numero 1135.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Siamo ancora in discussione, ho avuto adesso il testo. Questo è uno degli emendamenti che meriterebbe una lettura attenta da parte delle persone che condividono gli auspici contenuti in questo testo di legge, introduce una pratica, quella dell'audizione nelle Commissioni permanenti del Consiglio regionale, che può essere modificata, corretta, estesa anche anche agli altri componenti apicali delle direzioni generali ed in generale dell'apparato del sistema Regione, ma che non può essere rigettata totalmente da quest'Aula. Uno dei problemi principali sollevati dai colleghi di tutti i partiti in questa legislatura è il totale scollamento tra Consiglio regionale e gangli dell'amministrazione che prendono effettivamente le decisioni e portano avanti le stesse. Sono volate anche parole grosse e spesso volano parole grosse sulle aziende sanitarie, sulle agenzie, in particolare quelle agricole, sugli Assessorati che dicono una cosa e ne fanno un'altra. Il tentativo di estromettere il Consiglio regionale portato avanti non solo in questa legislatura, è un processo che inizia molti anni fa e peggiora in ogni legislatura e ogni volta che si accentra il potere verso l'Esecutivo e verso le sue ramificazioni, però alla fine siamo noi stessi come consiglieri regionali ad essere motore di questo processo di estromissione dal controllo sulle azioni politiche dell'organo democraticamente eletto più importante di questa Regione. Tra l'altro, e chiudo, il fatto di essere ormai ai margini delle decisioni è certificato dal fatto che riguardo alla decisione più importante, cioè quella sul bilancio della Regione, ormai questo Consiglio si accontenta di fare il passacarte, abbiamo tanti compiti, a volte discutiamo di mozioni pressoché inutili, di leggi che servono soltanto ai nomi che le hanno proposte, non ci occupiamo dei ragionamenti sulla gestione delle poche risorse che abbiamo a disposizione. Stiamo decidendo di fare un altro sport, non quello proprio del Consiglio regionale. Il controllo sul bilancio, le politiche di bilancio, le decisioni sul bilancio sono proprie del Consiglio regionale, se il Consiglio regionale rinuncia a queste, se si accontenta quando va bene di incontrare magari un direttore generale ogni tanto in Commissione e di poter dire a lui le cose che sarebbe bene fare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Mi riallaccio molto volentieri al discorso del capogruppo Agus, nel senso che noi presentiamo un emendamento, il numero 1135 in discussione, che prevede questo, ovvero il Segretario generale è audito con cadenza semestrale nelle Commissioni permanenti del Consiglio regionale sui risultati complessivamente raggiunti in attuazione degli indirizzi e delle linee programmatiche del Presidente della Regione e sullo stato di attuazione delle mozioni e degli ordini del giorno approvati dal Consiglio regionale. Le Commissioni attivano un ciclo di audizioni con i rappresentanti degli enti locali, di area vasta, di tutte le parti sociali al fine di acquisirne il parere in merito agli argomenti di cui al periodo precedente, e trasmettono alla Giunta regionale la relazione sulla valutazione dell'attività svolta dal Segretario generale, eccetera eccetera. È chiaro che voi boccerete questo emendamento e quindi, per ritornare al discorso precedente, riportate a galla le vostre volontà, ovvero la volontà di affossare il Consiglio regionale e togliere le competenze effettive di un Consiglio e quindi dei consiglieri eletti a favore invece di un organo comunque esecutivo anche nominato, perché l'assessore Quirico Sanna per esempio non è stato eletto, è stato nominato, a differenza nostra che siamo comunque stati eletti. Questo è molto grave perché il Consiglio dovrebbe essere colui che da le giuste indicazioni e il controllo necessario per far sì che effettivamente le carte che si portano non siano semplicemente carta straccia, come gli ordini del giorno che sono stati votati spesso in quest'Aula e che non sono stati portati a compimento, come per esempio molte mozioni o alcuni ragionamenti che in quest'Aula anche in maniera intelligente si sono portati alcune volte, e che non sono stati mai considerati dall'organo esecutivo. Questa è una grave mancanza, perché se il Consiglio regionale decide che sul tema della transizione ecologica o transizione energetica, faccio un esempio, bisogna prendere una direzione, l'organo esecutivo non può attraverso una sua volontà portare avanti un'altra strada, perché proprio sul tema dell'energia, e lo saprà dire molto bene il mio collega Gian Franco Satta, noi abbiamo preso degli impegni che non sono stati mai portati a termine, faccio un esempio, le comunità energetiche, l'unico modo democratico di creare energia a favore di chi, a favore di chi stiamo sempre cercando di non fare gli interessi della collettività? Perché questo è il tema principale che ci dobbiamo porre anche davanti ai grandi finanziamenti che arriveranno per il Recovery Plan e davanti a un ragionamento che dovrebbe essere un ragionamento illuminato in un momento di crisi pandemica e dalla quale dovremmo uscire più forti, e invece il nostro pensiero si sta riducendo al nulla…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Il dibattito nel Paese riguarda il fatto che, e qualcuno lo dice apertamente, si debba ripensare il sistema delle regioni, era già stato introdotto l'argomento del sottrarre l'autonomia statutaria alle regioni. Ora, la domanda è questa, la pongo a me stesso e a tutte voi, tutti voi: il fatto che vi abbiano impugnato quasi tutte le leggi e che la produzione legislativa vada nella direzione di spreco di risorse pubbliche determina un argine al ragionamento di alcuni circa la rimozione di deleghe e prerogative e autonomia nelle regioni, oppure contribuisce ad aumentare le crepe per demolire la diga di tutela e autonomia della nostra Regione? Questo è il punto. Cioè l'incapacità di produrre una legge che regga davanti alle norme sovraordinate che sistematicamente si tenti di intaccare il sistema normativo scavalcandolo o facendo finta che non esista, e che si prevedano cifre folli di spesa per dirigenti nominati in violazione delle attribuzioni che in altre regioni la legge a loro attribuisce, è un elemento che può determinare un argine a questo filone di pensiero oppure stiamo incentivando la demolizione dell'autonomia statutaria? Stiamo ragionando del Segretario generale che in relazione alle competenze, poi è straordinario quel che vien detto anche oltre, con ulteriore delibera il Presidente gli attribuirà ulteriori competenze e poteri. Si dimetta il Presidente e svolga il ruolo di Presidente il neo nominato Segretario generale. Se oltre a questi compiti sono previsti anche ulteriori incrementi in termini di competenze, risorse e personale, il Segretario generale in termini di competenze supererà il Presidente della Regione. Non ce ne facciamo nulla di un Presidente della Regione, già lo vediamo poco, quel poco che fa va nella direzione di demolizione di quel poco che ancora esiste di economia e salute pubblica, basta cancellare tutto l'apparato politico. Cancelliamo il Presidente, cancelliamo gli Assessori, eliminiamo anche il Consiglio e abbiamo risolto il problema. La legge non lo dice, ma…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente. Io leggevo questo emendamento sottoscritto dai colleghi del partito Progressista e non solo lo condivido, ma lo reputo davvero un emendamento di buon senso, emendamento di buon senso, perché un emendamento di buonsenso? Caro collega, lei che mi guarda dall'altra parte, perché qua viene richiesta, anzi è prevista con cadenza semestrale, quindi ogni sei mesi, nelle Commissioni permanenti del Consiglio regionale il Segretario viene audito e viene audito sui risultati raggiunti, ovviamente in attuazione del linee programmatiche del Presidente della Regione e sullo stato di attuazione delle mozioni e degli ordini del giorno approvati dal Consiglio regionale. Questo è veramente un emendamento importante e interessante che potrebbe costituire uno strumento di verifica e di controllo sui lavori che si dovrebbero svolgere in quest'Aula. Noi sappiamo perfettamente cosa significa presentare e protocollare mozioni, sappiamo perfettamente cosa significa presentare e protocollare delle proposte di legge che non vengono mai discusse. Ieri l'ho anche dichiarato, noi su circa 160 mozioni abbiamo avuto la possibilità di discuterne una in questo Consiglio regionale e non sicuramente per volontà nostra, non sicuramente per volontà della minoranza, non sicuramente perché lasciamo perdere o lasciamo da parte un argomento. Questo, purtroppo, è un problema che deriva dalla volontà politica, la volontà di affrontare i veri problemi dei sardi, e quindi dalla Sardegna, di chi sta governando in questo momento la Sardegna. Per cui se questo emendamento potesse davvero produrre uno strumento in più per far sì che i lavori che vengono presentati in quest'Aula possano andare in discussione ben vengano. Poi che cosa prevede? "Le Commissioni attivano un ciclo di audizioni con i rappresentanti degli enti locali", e veramente come non appoggiare questa richiesta? Noi l'abbiamo sempre detto, in Commissione, a parte che non vengono…

PRESIDENTE. Onorevole Manca, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente. Il mio ragionamento vuole cogliere un po' lo stimolo e l'intervento dato dal relatore della maggioranza della legge, onorevole Tunis, sperando che mi dia un secondo anche di attenzione, nel dire che mi suona un po' curioso per lo meno quanto lei ha affermato rispetto al modo attraverso il quale la minoranza sta provando ad utilizzare gli strumenti a sua disposizione per interloquire su questo provvedimento di legge, perché se noi abbiamo presentato una tale quantità di emendamenti è probabilmente perché nella sede dove abbiamo discusso, quindi la Commissione, tutto ciò che abbiamo provato a sollevare come riflessioni non ha trovato accoglimento, altrimenti, io credo di averlo detto più volte e di questo me ne assumo evidentemente la mia responsabilità personale, il tema dell'esercizio, che è quello che stiamo facendo, di costante sollecitazione, talvolta anche ridondante, talvolta anche con emendamenti che ci rendiamo ben conto non essere esattamente di grandissima strategia e visione politica, vi assicuro non è esattamente gratificante, per lo meno per il sottoscritto. Quindi bisogna capire qual è il punto di partenza, qual è il bandolo della matassa attraverso il quale si sottopone il Consiglio regionale a questo esercizio a sfinimento quasi rispetto al tentativo di sollecitarvi quella riflessione, che è quella anche che probabilmente l'onorevole Oppi citava del ragionamento rispetto a delle evoluzioni di provvedimenti sulla architettura generale dell'organizzazione della Regione di questo provvedimento. Ma torniamo in Commissione, torniamo all'interno della Commissione per lavorare su questi temi ed eventualmente portare a questo punto in Aula un qualcosa che sia definito maggiormente e che possa anche cogliere i nostri suggerimenti. Noi li stiamo provando a dare. Non ci si dica che si va in maniera ottusa contro. Noi stiamo provando ad evidenziare soprattutto attraverso questa azione l'inopportunità, l'inopportunità del momento, l'inopportunità dell'approccio istituzionale, ma di approccio istituzionale, mi riferisco agli interventi degli onorevole Lai e Satta, sinceramente avrei molto da dire specie su alcune persone che oggi ricoprono ruoli di un determinato tipo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie Presidente. Colleghi, questo emendamento numero 1135, verso il quale esprimo anch'io il mio apprezzamento, come la collega Manca prima di me, e sul quale chiedo da parte mia e del mio Gruppo di apporre le nostre firme, esemplifica quella che secondo me è uno dei fattori su cui abbiamo maggiormente premuto insieme con i colleghi di opposizione durante tutta la discussione di questa legge. Posta come evidente e manifesta la volontà della maggioranza di proseguire esattamente nel solco tracciato dal testo come depositato, perché praticamente niente ancora è stato cambiato e dubito che qualcosa cambierà, qualcosa di sostanza, oltre ai palesi e maldestri errori di natura redazionale, come per esempio attribuire uno stipendio al Segretario generale della Regione più alto rispetto a quello che la pubblica amministrazione permette di percepire ai suoi facenti parte, più alto del Presidente della Repubblica, quasi quanto il Presidente degli Stati Uniti, ma vogliamo almeno che questo Segretario della Regione onnipotente, strapagato, sulle cui competenze non abbiamo alcun tipo di rassicurazione dati i requisiti non richiesti, risponda al Consiglio regionale, risponda alla Regione? Nel momento in cui la stessa maggioranza sta approvando una legge dove i Consiglieri che la voteranno stanno esautorandosi, dove gli Assessori che non l'hanno contrastata stanno esautorandosi, dove l'unico a guadagnare potere è il Presidente, vogliamo almeno che ci si garantisca la possibilità per questa figura apicale e, ripeto, onnipotente praticamente, di rispondere al Consiglio regionale democraticamente eletto e non fiduciariamente nominato come lui? È indispensabile che nel momento in cui costui è incaricato della persecuzione e del raggiungimento di determinati indirizzi, oltre quelli naturalmente, come la legge rubrica, relativi alle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione, risponda dello stato di attuazione e della realizzazione di questi passaggi. Io penso che veramente questo emendamento o qualcosa con un simile principio debba, anche da lei, Presidente, quale garante delle prerogative del Consiglio regionale, essere sostenuto per quanto riguarda il contenuto di questo emendamento. Io non dico di approvare questo emendamento, ma qualcosa di simile, qualcosa che consenta veramente di avere un minimo di supervisione sull'operato di questa nuova piramide di potere che si sta costruendo perché in questo modo si sta firmando un assegno in bianco per quanto riguarda…

PRESIDENTE. Onorevole Solinas, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Confermo la mia ottima impressione per quanto riguarda questo emendamento che in effetti descrive quello che dovrebbe essere il modus operandi ideale di un Consiglio regionale, quindi un'attività del Consiglio regionale che effettivamente sceveri quelli che sono i problemi fondamentali ai cittadini e poi, attraverso anche una diatriba che può essere anche intensa, li porti all'attenzione del Consiglio per poi addivenire a dei provvedimenti legislativi che siano consoni ai problemi che li hanno determinati. Il problema nostro qual è? Che è vero che giustamente il Segretario generale, chiaramente avente caratteristiche manageriali e non amicali, come quelle che la maggioranza pretende, dovrebbe con cadenza semestrale riferire alle Commissioni del Consiglio regionale sui risultati complessivamente raggiunti, il fatto è che in questo Consiglio regionale le Commissioni si convocano ogni sei mesi, quindi praticamente in quelle due convocazioni annuali dovrebbe venire il Segretario generale. Chiaramente estremizzo questo concetto, concetto che è stato espresso anche ieri dal Presidente della Commissione di cui sono Vicepresidente, cioè l'onorevole Talanas, che ha supplicato che l'attività del Consiglio riprenda in Commissione perché è in Commissione dove si attua quel laboratorio che poi dovrebbe portare in Aula provvedimenti votabili e quindi democraticamente plausibili. Noi, invece, qua stiamo discutendo di un provvedimento che non è sicuramente democraticamente plausibile, che è invotabile e che comunque ci costringe ad adottare questo nostro approccio non sicuramente ostruzionistico, ma di contrasto perché vogliamo far conoscere ai sardi quello che effettivamente si viene a portare in quest'Aula da parte della maggioranza, qualcosa che è lontano anni luce dai loro interessi e che serve soltanto a soddisfare appetiti economici e amicali. Quindi ribadisco il mio voto assolutamente favorevole a questo emendamento che rappresenta quasi un sogno, purtroppo, sogni per cui comunque noi continuiamo a combattere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente. A me questo emendamento piace molto, al punto che vorrei anche aggiungere la mia firma se fosse possibile, non so se il Regolamento lo preveda, però alla fine aggiungerei anche un qualcosa che da sempre ho in mente e credo che sarebbe molto utile per noi tutti 60 Consiglieri regionali attuali.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue DANIELE COCCO.) Questa parte che vorrei aggiungere riguarderebbe le sedute d'Aula. Io vorrei che una seduta al mese fosse dedicata esclusivamente alle mozioni, alle interpellanze e alle interrogazioni dei singoli consiglieri, chiaramente mettendole insieme per argomento, perché, come dicevo prima, troppe volte, anzi quasi sempre le istanze che provengono tramite questi strumenti, che sono prerogative di noi consiglieri regionali, non riescono ad avere risposta. Io credo che sarebbe davvero ottima cosa se riuscissimo, non so se nella Giunta per il Regolamento o in che maniera si possa fare, a prevedere una seduta di questo tipo che darebbe veramente dignità al ruolo, all'attività e al lavoro che svolgiamo quotidianamente che, ripeto, troppe volte non riesce ad avere un punto di caduta in una risposta da parte dell'Assessore o del Presidente che viene "interrogato" su problematiche che poi sono problematiche di merito molto serie. In questi due giorni in parte abbiamo cercato di rappresentarle queste problematiche che chiaramente non sfuggono a nessuno, però rispetto alle stesse quelle famose proposte di soluzione di cui spesso si parla non si riesce a proporle; una seduta del genere secondo me sarebbe molto utile. Quindi io chiederei, se è possibile io lo farò, un emendamento all'emendamento o un emendamento orale, se l'Aula è d'accordo, per aggiungere questa parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Se le Commissioni continuano a riunirsi con l'intensità che conosciamo forse l'audizione semestrale del Segretario è già un impegno arduo per le Commissioni. Fuori da ironia penso che l'occasione delle audizioni del Segretario generale, prevista da questo emendamento, per il quale voto a favore, sia un'opportunità per riflettere sul fatto che ormai da due anni e mezzo in questo Consiglio abbiamo parlato veramente poco del progetto che immaginiamo per lo sviluppo e la valorizzazione di tutte le risorse che la nostra isola può vantare, risorse a partire da quelle storiche, culturali, paesaggistiche, ma anche quelle intellettuali, scientifiche e tecnologiche, delle quali sono depositari tanti nostri illustri e meno illustri conterranei. Io penso che se davvero ci stesse a cuore il benessere della Sardegna e non soltanto la possibilità di poter costruire, la possibilità di poter avere degli staff megagalattici, perché poi di questo finora ci siamo occupati soltanto, oggi ci staremmo occupando di lavoro, di formazione professionale, di scuola, di ricerca scientifica, di strategia per la valorizzazione dei piccoli comuni e dei borghi, di eccellenze che abbiamo in molti settori e anche parecchio strategici della nostra società, della nostra imprenditoria, della nostra economia in generale, di quelle eccellenze che la nostra economia e il nostro prestigio nella Penisola e in Europa saprebbero valorizzare. Continuo a ritenere inutile, inadeguato, inopportuno e anche immorale questo disegno di legge, per cui ne chiedo ancora il ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Nel mio precedente intervento ho richiamato all'attenzione dell'Aula la possibilità di riflettere su quello che è stato l'intervento che è sempre molto più ascoltato rispetto al mio intervento, ma anche di altri colleghi, quello dell'onorevole Giorgio Oppi, che richiamava tutta l'Aula alla possibilità di un'ulteriore riflessione, fatta ovviamente all'interno della maggioranza, che non riguardava certamente questa parte di quest'Aula, quindi non riguardava l'opposizione, ma riguardava tutto un ragionamento che doveva essere affrontato all'interno della propria maggioranza, per rimettere in discussione quello che noi più volte abbiamo definito quasi un commissariamento in legge da parte di questa disposizione normativa con l'indicazione dei dipartimenti e con il fatto che si andava a commissariare gli Assessori e i direttori generali delle strutture corrispondenti. È evidente che non possiamo continuare a fare una discussione inutile se prima non si affronta quello che è stato il richiamo effettuato nel suo intervento dall'onorevole Giorgio Oppi. Quindi io richiamerei la maggioranza a fare un'ulteriore riflessione su questo. Ho sempre indicato che questa discussione mi sembra un ritorno e una restaurazione degli anni Novanta. Negli anni Novanta è avvenuta una cosa che molti di voi si ricordano, mi ricordo anche io, ossia la separazione delle carriere tra l'organo politico e l'organo amministrativo, quindi gestionale. Se noi vogliamo, invece, invertire quel processo che ormai ha subito una attenzione sia da parte degli amministratori locali, sia anche da parte di questo Consiglio regionale, allora invertiamo la storia e torniamo agli anni Novanta, e questa legge è il modo migliore per riportare le lancette indietro a quegli anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente. Io vorrei, iniziando il mio intervento, fare una proposta al relatore di maggioranza perché poi la farò a tutti i Capigruppo e a tutta l'opposizione. Io credo che l'opposizione sia disponibile a ritirare tutti gli emendamenti, ritirare tutti gli emendamenti a patto che naturalmente ci sia un unico emendamento presentato da voi e che abbia la firma dell'assessore Quirico Sanna così almeno siamo anche sicuri che la legge venga impugnata. Perché, badate, questo sta accadendo quotidianamente, onorevole Oppi lei è più esperto di me, quindi di queste cose sicuramente ne saprà più di me, però di certo è che per ora tutte le leggi, tutte le proposte e i disegni di legge presentati dall'assessore Sanna sono state impugnate, addirittura con il record storico di 29 articoli su 31, quindi per noi sarebbe certamente una garanzia. Però l'aspetto su cui volevo invece tornare, su questo emendamento numero 1135 è quello che è stato sottolineato anche dal presentatore, dall'onorevole Zedda, ossia la questione delle audizioni, la questione del confronto della politica con tutte le parti sociali, la questione del confronto della politica con il CAL, con l'ANCI, insomma tutto ciò che sta mancando in questi primi due anni di legislatura. Perché badate, non lo diciamo noi, lo dicono i sindacati, l'hanno detto anche ultimamente relativamente al disegno di legge sui ristori, lo dicono quotidianamente l'ANCI e il CAL, addirittura non viene neanche chiamato il CAL per i pareri obbligatori, anche quello che dovrebbe dare sulla Finanziaria, perché tanto noi o voi ci state dimostrando di avere la verità in tasca, figuriamoci se pensate, o l'Assessore dell'agricoltura che non è presente oggi in Aula, pensi di convocare i rappresentanti degli agricoltori per un confronto sul nuovo PSR o addirittura, badate bene, sulla fase di transizione del PSR di cui questo Consiglio regionale non ha mai manco parlato. Quindi io apprezzo la volontà dell'onorevole Zedda e del gruppo dei Progressisti di provare a convincervi del fatto che il confronto con le parti sociali, con le parti sindacali sia importante per provare a costruire una strada in questa Isola, però continuo a sostenere e chiudo che il modo migliore per bloccarvi questa proposta di legge sia un emendamento dell'assessore Sanna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per esprimere anch'io il voto a questo emendamento favorevole e che riguarda sempre la figura principale, quella del Segretario generale. Ma io cerco di introdurre un ragionamento che non è di opposizione o ostruzionismo, ma che dovrebbe essere quello di buonsenso. Vedete, cari colleghi, voi in qualche modo cercate di semplificare le procedure e in questo caso le procedure di ricerca, di nominare una persona segretario generale senza tenere conto anche, meno male dico io, che ci sono altri organi dello Stato, ci sono altre leggi, probabilmente alcuni di voi avendo letto poco non sanno neanche che esiste la stessa Costituzione italiana che vengono ad aiuto da chi cerca di farvi fermare su questa strada che vi porta alla deriva, nel cercare di piegare al vostro interesse le istituzioni e le leggi. L'articolo 97 della Costituzione dice in maniera molto chiara che un'Amministrazione deve sempre garantire l'imparzialità dell'azione amministrativa e questa imparzialità deve essere anche in qualche modo mantenuta quando si danno incarichi, come in questo caso l'incarico del Segretario generale. E guardate, cari colleghi, per quanto voi cerchiate e ci state riuscendo male di assegnare incarichi fiduciari, lo stesso incarico fiduciario, come scrivete nell'emendamento dato all'iscritto in un ordine professionale dopo appena cinque anni, lo stesso incarico fiduciario deve essere motivato adeguatamente, non può in qualche modo quindi bastare il rapporto di amicizia o la conoscenza del dialetto lombardo per avere l'incarico del Segretario generale, serve qualcosa di più, serve una motivazione adeguata perché l'Amministrazione deve essere sempre imparziale, ma soprattutto deve rispettare le sempre più innumerevoli sentenze della Corte Costituzionale, l'ultima quella di qualche mese fa, dove dice con chiarezza che non può essere l'incarico fiduciario all'interno di una pubblica amministrazione esclusivamente assegnato attraverso il curriculum.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue COMANDINI GIAMPIETRO). Allora, cari colleghi, io credo che curriculum politici, i curriculum di appartenenza a quello o quell'altro gruppo di amici non vi è sufficiente, voi sarete costretti, non perché lo dice questa parte dell'Aula, ma perché lo dice la Costituzione italiana che dovrete rileggere più spesso per capire qual è…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Per riprendere un discorso che abbiamo cominciato prima rispetto sempre alla funzione del Segretario generale. Io non capisco perché la maggioranza non voglia scegliere tra i due modelli, ma voglia condannare tutti ad una legge che, prevedendo contemporaneamente i due modelli, quindi col Segretario generale e coi Dipartimenti, costringerà poi quest'Aula a impegnarsi in una revisione di questa soluzione. Noi pensiamo che si debba, si possa in questo momento svolgere un ragionamento a cura degli stessi colleghi di maggioranza che porti a una semplificazione di questo quadro, cioè scegliete tra avere un Segretario e quindi far discendere direttamente la scelta e l'indirizzo politico del Presidente, come è stato spiegato proprio dal relatore, e invece il modello dei Dipartimenti che impone la orizzontalità e la variabilità dello schema di governo attraverso quei capi dei Dipartimenti che nel discorso che io ho apprezzato del relatore svolto qualche intervento fa, invece non viene neanche citato, ma c'è, perché il prossimo articolo ci impegnerà proprio su questo argomento e sar�� un argomento che confligge fatalmente con le soluzioni che voi con questo articolo state per approvare.

È una scelta non da poco, è una scelta che caratterizzerà l'intera Amministrazione per molto tempo, se la legge riuscirà a decollare, purtroppo le osservazioni fatte dall'onorevole Lai non sono così relegate all'ambito dell'umorismo, purtroppo molte leggi sono state impugnate, il disegno stenta a decollare se la maggioranza non caratterizza questa legge con una scelta sicura, con una scelta netta, è possibile che anche questa riforma non abbia i risultati che voi attendete e che noi non possiamo auspicare che non ci siano perché sono concepiti a vantaggio della funzionalità dell'amministrazione e quindi anche a vantaggio dei cittadini.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1135.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Alla luce di questo sono decaduti gli emendamenti numero 1136, 1137, 1138, il 1139 invece viene spostato all'articolo 10, quindi ci sarebbe il 1100 che discutiamo questo pomeriggio alle 17. Anticipo che il Consiglio regionale è aggiornato questa sera alle ore 17.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io vorrei capire, mi risulta convocato l'Ufficio di Presidenza alle 16, la Commissione sanità che a questo punto non può essere convocato alle 15 ma deve essere per forza spostata di almeno mezz'ora, allora lei non si illuda, noi la Commissione sanità oggi non riusciremo a chiuderla in mezz'ora o in un'ora, perché noi da mesi stiamo chiedendo l'audizione dell'Assessore e oggi abbiamo dossier di situazioni gravissime di cui ieri rappresentate anche in Aula, quindi lei deve sconvocare la Commissione sanità, perché veramente qui ci dobbiamo capire.

PRESIDENTE. La Commissione sanità non la sconvoco perché ritengo che sia opportuno farla.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Solo per segnalare questo, che la riunione della Commissione sanità, l'ultima volta che l'abbiamo convocata avendo una riunione subito dopo, abbiamo dovuto far slittare tutto quello che era in programma perché ci son volute almeno tre ore. Considerato che è due mesi che non la convochiamo, io oggi credo che occorreranno almeno due ore di lavoro intenso, per cui eviterei, Presidente, senza in alcun modo voler incidere sulle sue prerogative, valuterei semplicemente di evitare l'attesa ai colleghi inutile in Aula, perché secondo me ci sarà da discutere in Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Sempre sull'ordine dei lavori. Condivido quanto dichiarato dal mio collega Agus, dopo mesi che stiamo chiedendo la convocazione della Commissione sanità, mesi, mesi Presidente, lei ci dà esattamente un'ora e mezzo di tempo per audire commissari, per parlare delle criticità che sono emerse in questi mesi in tutti i territori della Sardegna, per parlare della pandemia che comunque sta dilagando maggiormente, i numeri son sempre più alti, parliamo della zona rossa, lei ci dà un'ora e mezzo di tempo?

PRESIDENTE. È stata chiarissima. La risposta è: do un'ora e mezzo di tempo, però siccome penso che sia anche opportuno accogliere le vostre segnalazioni il Consiglio regionale lo possiamo aggiornare alle ore 17 e 30, quindi due ore.

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Io mi appello a lei, alla sua sensibilità, alla sua garanzia di imparzialità e immagino che lei non voglia assolutamente comprimere la possibilità ai commissari e impedire ai commissari della Commissione sanità di andare ad approfondire le questioni drammatiche, importanti che la Sardegna sta vivendo in materia sanitaria. Non voglio nemmeno pensare, Presidente, che lei condivida quello che sta accadendo e che è accaduto negli ultimi giorni, mi faccia finire, quando i commissari e tutti i consiglieri regionali hanno appreso da fonti esterne e non ufficiali anche il piano vaccinale che riguarda e che interessa i fragili.

Io non voglio pensare che lei lo condivida, quindi per questo motivo le chiedo di darci la possibilità di approfondire i temi in Commissione sanità senza la pressione del tempo che passa, contingentato, che toglierebbe e toglie effettivamente la possibilità di comprendere e di contribuire a migliorare la situazione. La ringrazio.

PRESIDENTE. Guardi, io condivido talmente le vostre opinioni che ho provveduto io a convocare inaudita altera parte perché non ho sentito né l'Assessore né il Presidente di Commissione, ho provveduto a convocare la Commissione sanità per stasera senza sentirli proprio perché ritenevo fosse importante dibattere di questi temi. Quindi non potete dire a me di non avere quella sensibilità che io prima di tutti ho avuto. Due ore di tempo sono sufficienti ma non esauriscono la discussione, la Commissione può ben convocarsi domani, può convocarsi dopodomani, può convocarsi quando vuole, quindi nessuna compressione di tempo, è l'inizio di una discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Cerco di dare una mano d'aiuto, poi per carità uno può anche farne a meno. Sappiamo che le convocazioni sistematicamente, purtroppo, determinano un inizio in ritardo e quindi è verosimile che la Commissione possa iniziare tardi. Ora siccome vi sono, Presidente, alcune questioni che bisogna risolvere anche sulla legge in questione, che meritano un approfondimento in particolar modo da parte vostra, non sarebbe meglio lasciare libera la Commissione sanità alla quale hanno già dichiarato di voler partecipare in tanti, lasciarla libera di dipanare la matassa e di sviluppare un ragionamento e semmai aggiornarlo, per aggiornarlo bisognerebbe conoscere la volontà da parte sua di convocazione o meno del Consiglio domani ad esempio, perché altrimenti non si può aggiornare una Commissione nell'incertezza sulla convocazione o meno del Consiglio domani, primo aspetto.

Il secondo aspetto è, dipanata la matassa della sanità, altri potrebbero approfondire il tema di alcuni articoli per verificare su alcuni emendamenti che ho citato stamattina nel corso della discussione, e su una questione che le porrò adesso, preannuncio la richiesta a lei di voto per parti dell'articolo 2, compresi i commi e singole lettere dell'articolo 2, che suggerirei da parte vostra, come maggioranza, un approfondimento, che forse vi consentirebbe di non avere uno scricchiolio, che si aggiungerebbe agli altri, ma di arrivare con maggior consapevolezza del voto, mettiamola così, nel momento in cui si dovrà decidere come votare. In modo tale da avere che cosa alla fin fine? Lei può anche fare un'altra cosa, avere qualche minuto in più per consultarsi con altri, e tramite gli strumenti degli sms che cortesemente ci mandate sistematicamente per aggiornarci sui lavori e sull'orario, dirci se la vostra volontà, che noi riteniamo essere in questo caso sbagliata di convocazione del Consiglio alle ore 17 e 30, contraendo la tempistica di discussione in Commissione sanità, se volete mantenere questa decisione o meno, in modo tale che molti colleghi, e parlo non per mio interesse, ma per non avere ulteriori scricchiolii anche nei rapporti diciamo, che ovviamente devono rientrare in altre zone della Sardegna possano serenamente farlo avendo una consapevolezza sulla volontà. L'altro elemento, e ho proprio chiuso ma in due battute, noi avevamo due riunioni on line con oltretutto componenti… Ho concluso, quest'aspetto che non si riesca mai a sapere che cosa dobbiamo fare la mattina per la sera, o la sera per la mattina…

PRESIDENTE. No, guardate, allora il Consiglio regionale era convocato per le intere giornate, quindi tutti gli altri impegni vanno in secondo in secondo piano, siccome però condivido il fatto che si debba cercare di programmare il più possibile e al meglio possibile, rimango fermo sulla convocazione di stasera alle ore 17 e 30, la Commissione può aggiornarsi domani mattina, quindi può continuare tranquillamente domani mattina. Sì, certo, i commissari delle ATS se vogliono venire devono venire anche domani mattina, questa però è una decisione che compete al Presidente e ai Commissari. Siccome ritengo che la sanità sia un problema decisamente centrale e prioritario, lascio la giornata di domani disponibile per la Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (UDC Cambiamo). Presidente, allora, vorrei fare questo appello a tutti i Commissari e a tutti i Consiglieri, allora vi chiedo questa cortesia, qualcuno di voi ha detto che siamo appunto un po' di tempo che non ci convochiamo ed è giusto quindi che stasera comunque sia questo argomento che a tutti sta a cuore venga affrontato. Chiedo questo, chiedo ai gruppi di maggioranza e di opposizione che per cortesia se devono fare delle domande extra commissari, che le facciano fare al loro referente in Commissione, perché altrimenti stasera qua, non credo che siamo soltanto noi tredici, ma ce ne saranno almeno… esatto, quindi chiedo questa cortesia, maggioranza e opposizione, perché non darò la parola a nessuno che non sia un Commissario. Quindi questo è già il primo punto che voglio dire. Oppure un sostituto ovviamente, su questo non c'è il minimo dubbio, cio�� chi è assolutamente nelle condizioni di rappresentare il commissario, o il commissario stesso.

Per quanto riguarda domani, Presidente, mi dispiace ma domani sono stati presi da tutti i Consiglieri, almeno da quelli del mio gruppo, sono stati presi degli impegni che non sapevamo assolutamente, visto che si sapeva che si terminava oggi, di conseguenza domani la Commissione almeno per quanto mi riguarda, a meno che non la convochi il Vicepresidente io non posso convocare nessuna Commissione.

PRESIDENTE. Va bene. Potete convocarvi anche il lunedì, non c'è problema.

GALLUS DOMENICO (UDC Cambiamo). Sì, ma non è questo. Voglio dire che c'è la totale disponibilità, facciamo quello che dobbiamo fare con totale tranquillità e la convocheremo certamente, se non bastano due ore, tanto poi conosciamo quali sono i tempi, magari se stiamo per finire e ci serve un'altra mezz'ora sono convinto che ce la daranno sicuramente.

PRESIDENTE. Grazie per la sua disponibilità.

GALLUS DOMENICO (UDC Cambiamo). Grazie a lei, Presidente.

PRESIDENTE. La seduta è tolta. Il Consiglio è aggiornato a questo pomeriggio alle ore 17 e 30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 09.