Discorso di insediamento

È proprio nella consapevolezza di queste difficoltà che son certo del senso di responsabilità di tutti e della vostra collaborazione perchè il mio ruolo risponda non solo ai mie buoni propositi ma alle vostre aspettative e soprattutto agli interessi dei Sardi.

La crisi della politica che coinvolge anche la credibilità delle assemblee elettive ha origini lontane e multiple e viene ulteriormente accentuata da un fenomeno in progressiva crescita negli ultimi anni, che è caratterizzato da una massiccia migrazione dei poteri verso gli organi esecutivi con una espropriazione delle funzioni legislative a favore di altri livelli di governo, nazionale ed europeo, con una progressiva difficoltà a dare risposte adeguate e puntuali a livello locale, che rispondano alle specifiche esigenze dei territori e delle popolazioni.

Il modello di organizzazione dello Stato definito negli anni ‘70 con la nascita delle Regioni ordinarie, integrato dalla elezione diretta del Presidente della Regione e dalla modifica del Titolo Quinto della Costituzione, era basato sull’idea del decentramento dei poteri, declinato poi alla fine degli anni novanta in una disorganica forma di federalismo che a distanza di poco più di un decennio evidenzia molti limiti.

Oltre alle problematiche legate ai sempre maggiori vincoli derivanti dalla esigenza di porre sotto controllo i bilanci e dall’altra la scarsa prova di sé offerta da molte regioni nell’ottimale utilizzo delle risorse pubbliche, hanno fatto regredire il dibattito sul regionalismo e sull’assetto dello Stato facendo emergere non tanto posizioni ponderate e rivolte a una revisione delle criticità e dei punti di debolezza del sistema, quanto, piuttosto, al prevalere di posizioni estreme: da un lato l’abolizione delle Regioni, dall’altro le spinte disgregatrici del separatismo attraverso referendum popolari.

Ciascuna di queste posizioni si alimenta del profondo malessere derivante dalle difficoltà delle persone e della incapacità della politica e delle istituzioni a dare risposte corrette e anzi, rappresentando spesso il peggio di sé.

Le stesse motivazioni travolgono le ragioni della specialità costituzionale delle Regioni Autonome e fra esse della stessa Sardegna.

Tante volte in quest’Aula e fuori si è evocata una nuova stagione costituente che riscrivesse, aggiornandolo, il nostro Statuto e disegnasse un nuovo rapporto con lo Stato.

Da almeno quindici anni il dibattito ha riguardato più le forme con cui conseguire questo risultato, che la sostanza. Il Consiglio regionale si è attardato spesso, producendo anche dei testi legislativi, su assemblee costituenti, consulte, assemblee statutarie: un dibattito interessante e a tratti appassionante, ma assolutamente inutile e improduttivo.

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