Mozione n. 361

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 361

CIUSA – AGUS – COCCO – GANAU – CADDEO – COMANDINI – CORRIAS – DERIU – LAI – LI GIOI – LOI – MANCA Desiré Alma – MELONI – MORICONI – ORRÙ – PINNA – PISCEDDA – PIU – SATTA Gian Franco – SOLINAS Alessandro – ZEDDA Massimo di sfiducia al Presidente della Regione, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– con l’ordinanza n. 34 del 15 luglio 2020 il Presidente della Regione, ritenuto che fosse “opportuno continuare ad ispirarsi alla cautela prevedendo un ritorno alla normalità graduale”, oltre a confermare la riapertura delle attività già assentite con le precedenti ordinanze n. 20 del 2 maggio 2020, n. 22 del 13 maggio 2020, n. 23 del 17 maggio 2020, n. 26 del 29 maggio 2020, n. 27 del 2 giugno 2020, n. 29 del 14 giugno 2020, n. 30 e n. 31 del 4 luglio 2020, autorizzava lo svolgimento di sagre, fiere e feste paesane in spazi all’aperto, nonché le attività che avessero luogo in discoteche o altri locali assimilabili all’intrattenimento (in particolare serale e notturno);
– l’efficacia della succitata ordinanza decorreva dal 15 luglio 2020 fino al 31 luglio 2020, salvo proroga esplicita;
– il 31 luglio 2020 il Presidente della Regione emetteva l’ordinanza n. 36 con la quale prorogava gli effetti dell’ordinanza n. 35 del 15 luglio 2020 fino al 9 agosto 2020, ma non quelli dell’ordinanza n. 34 di pari data;

CONSIDERATO che:
– il DPCM 7 agosto 2020 ha stabilito la sospensione delle attività che avessero luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso;
– in quei giorni il numero delle persone risultate positive al Covid-19 in Sardegna ricominciava ad aumentare e veniva individuato un cluster del virus a Carloforte;
– ciononostante, con l’ordinanza n. 38 dell’11 agosto 2020, ritenuto opportuno “un ritorno alla normalità graduale ” garantendo “una ripresa delle attività nella preminente esigenza della tutela della salute pubblica” e che la situazione epidemiologica del contagio da Covid-19 nel territorio sardo consentisse “di mantenere aperte le attività che abbiano luogo in discoteche o altri locali assimilabili all’intrattenimento (in particolare serale e notturno)”, “acquisito in data odierna, il parere espresso sulla […] ordinanza dal Comitato tecnico scientifico istituito per fronteggiare la diffusione epidemiologica del Covid-19 in Sardegna”, il Presidente disponeva quanto segue: “Continuano ad essere consentite le attività che abbiano luogo in discoteche o altri locali assimilabili all’intrattenimento (in particolare serale e notturno), esclusivamente all’aperto”;
– siffatta ordinanza era destinata a produrre i suoi effetti fino al 31 agosto 2020, salvo proroga esplicita;
– tuttavia, soltanto cinque giorni dopo, esattamente all’indomani di Ferragosto, l’ordinanza n. 41 revocava l’ordinanza n. 38, disponendo schizofrenicamente la sospensione, all’aperto o al chiuso, delle “attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico”;
– nei giorni successivi, come noto, si sono moltiplicati i focolai nei locali da ballo della Costa Smeralda;
– ben presto la seconda ondata di contagi si è propagata in tutta la Sardegna, che da agognata destinazione delle vacanze “Covid-free” si è ben presto trasformata nell’ “Isola degli untori”, provocando, tra l’altro, un improvviso crollo del settore ricettivo in piena stagione turistica, con grave danno per gli operatori del comparto;
– nell’ultimo mese l’emergenza sanitaria epidemiologica ha assunto proporzioni drammatiche, arrivando a contare numerose vittime e ben 500 nuovi contagi al giorno, complice anche una gestione assolutamente intempestiva e inadeguata, da parte della Regione, dei casi positivi sia sul territorio che nelle strutture ospedaliere, condotte, per questo, inesorabilmente al collasso;
– il 9 novembre 2020 la trasmissione “Report” a Rai3 ha mandato in onda le dichiarazioni di alcuni Consiglieri regionali della maggioranza, dalle quali emerge chiaramente che nei giorni antecedenti all’ordinanza dell’11 agosto 2020 gli operatori della movida isolana, compresi gli imprenditori delle grande discoteche della Costa Smeralda diventate poi sede di focolai, stavano facendo pressione al fine di ottenere dal Presidente della Regione l’autorizzazione alla riapertura dei locali da ballo, soprattutto nelle serate del weekend ferragostano, onde evitare di dover annullare gli eventi programmati con il conseguente pagamento di penali agli artisti già incaricati;
– dalle dichiarazioni rese pubblicamente dai predetti Consiglieri regionali emerge la consapevolezza, da parte dell’attuale maggioranza, del rischio di contribuire alla diffusione dei contagi con la riapertura delle discoteche;
– per tale motivo la maggioranza avrebbe ritenuto di riaprire le discoteche già con la prospettiva di revocare l’ordinanza di riapertura subito dopo Ferragosto;
– di un siffatto bilanciamento del diritto alla salute dei cittadini con gli interessi economici dei privati imprenditori del settore non c’è traccia alcuna nell’ordinanza n. 38, che, anzi, prevedeva il perdurare dei propri effetti fino al 31 agosto 2020;
– sia la Procura di Cagliari che la Procura di Tempio Pausania hanno avviato indagini per il reato di epidemia colposa riconducibile alla decisione di riaprire i locali da ballo;

RILEVATO che:
– l’ordinanza n. 38 si richiama all’ordine del giorno n. 39 approvato dal Consiglio regionale a chiusura della seduta pomeridiana tenutasi nella medesima giornata, l’11 agosto 2020;
– il suddetto ordine del giorno, originariamente firmato e proposto dai Gruppi consiliari della maggioranza, è stato, poi, sottoscritto da alcuni Consiglieri regionali della minoranza soltanto a seguito dell’aggiunta, dagli stessi richiesta, del passaggio relativo alla previa acquisizione del parere del Comitato tecnico scientifico, ritenuto imprescindibile ai fini della valutazione dell’opportunità di adottare la decisione relativa alla riapertura dei locali da ballo;
– l’ordinanza n. 38 si richiama, quale atto presupposto, al parere del Comitato tecnico scientifico, del quale, tuttavia, non si conosce il contenuto, giacché non è stato, finora, reso disponibile;
– secondo quanto riportato dagli organi di stampa in data odierna, il Comitato tecnico scientifico della Sardegna, in una mail datata 6 agosto 2020, si sarebbe espresso negativamente rispetto all’ipotesi della riapertura dei locali da ballo;
– nel testo dell’ordinanza n. 38 si fa riferimento a un parere del Comitato che sarebbe stato “acquisito” in quella giornata, sicché non è dato sapere se il Comitato, soltanto cinque giorni dopo il parere negativo del 6 agosto, abbia inspiegabilmente ritenuto che i dati relativi all’andamento dell’epidemia fossero mutati in positivo, tanto da addivenire a una valutazione tecnica favorevole all’ipotesi della riapertura;
– qualora il parere del Comitato tecnico scientifico al momento dell’emanazione dell’ordinanza in questione fosse rimasto negativo, il Presidente della Regione avrebbe dovuto quantomeno dare espressamente atto della decisione di discostarsi dallo stesso e fornire adeguata e puntuale motivazione sul punto;

RITENUTO che il Presidente della Regione debba assumere la piena responsabilità politica delle decisioni che hanno condotto la Sardegna sull’orlo del baratro a causa del dilagare incontrollato del virus Sars-Cov2 che ha minato e sta minando gravemente il diritto alla salute e le condizioni economiche dei cittadini sardi,

dichiara

ai sensi e per gli effetti dell’articolo 35 dello Statuto speciale di autonomia della Regione Sardegna la sfiducia al Presidente della Regione.

Cagliari 12 novembre 2020

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