Interrogazione n. 760/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 760/A

SALARIS – CANU – COSSA – MARRAS – SATTA Giovanni Antonio, con richiesta di risposta scritta, sull’attivazione in Sardegna del protocollo sperimentale di cura per il Covid-19 tramite plasma iperimmune.

***************

I sottoscritti,

premesso che l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha colpito pesantemente il sistema sanitario regionale, tanto che in data 19 novembre 2020 sono presenti 11.392 pazienti attualmente positivi, di cui 517 ricoverati in terapia non intensiva e 67 ricoverati in terapia intensiva;

considerata la necessità di dare supporto alle strutture mediche dell’Isola, con particolare attenzione ai posti letto disponibili nelle strutture ospedaliere nei reparti intensivi e semi intensivi;

tenuto conto che l’attuale trattamento dei pazienti ricoverati per Covid-19 è limitato alle cure di sostegno generale fino alla somministrazione di cure critiche, poiché non disponibili terapie specifiche o vaccini approvati;

ricordato che la terapia di immunizzazione passiva attraverso il plasma, utilizzata sin dal 1890 per il trattamento di diverse patologie come l’influenza denominata “la Spagnola” (1915-1917), la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS) (2003), un’epidemia di EBOLA (2014) ed in Cina nell’attuale pandemia, si concretizza nel prelievo di particolari tipi di anticorpi neutralizzanti i microrganismi da soggetti guariti, finalizzato all’ottenimento del cosiddetto “plasma iperimmune” da somministrare attraverso trasfusione ai pazienti affetti da Covid-19;

visto che durante l’attuale pandemia la terapia di immunizzazione passiva su descritta è stata avviata in alcune strutture sanitarie italiane, tra le quali l’ospedale “San Matteo” di Pavia, l’ospedale “Carlo Poma” di Mantova e l’Azienda ospedaliera universitaria di Padova;

esaminato, in particolare, il progetto pilota dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pavia che prevede il prelievo di plasma, tramite procedimento di plasmaferesi su pazienti Covid-19 donatori con guarigione accertata da due tamponi negativi, da effettuare in due giornate consecutive, e che abbiano sviluppato anticorpi specifici contro il SARS-COV-2 e successiva somministrazione a pazienti sintomatici ricoverati in condizioni critiche o suscettibili di aggravamento (ogni ricevente è stato trasfuso, per un massimo di 3 somministrazioni nell’arco di 5 giorni, una quantità di plasma che varia da 250 a 300 ml);

appreso che tale sperimentazione condotta dal 17 marzo al 8 maggio 2020 ha prodotto una riduzione della mortalità del 6 per cento, un miglioramento significativo dei parametri respiratori ad una settimana dal trattamento ed un significativo miglioramento del quadro radiografico per gli aspetti relativi alla polmonite bilaterale;

constatato che quanto sperimentato a Pavia ha portato alla realizzazione di un protocollo che la Regione Lombardia ha esteso all’intero territorio regionale e sono stati sviluppati anche due progetti a livello europeo (Support-e per la valutazione scientifica del plasma convalescente Covid-19 ed ESI -Emergency support instrument per il supporto alla raccolta di plasma convalescente presso i centri trasfusionali);

visto, inoltre, che tali risultati hanno spinto la Società italiana medicina trasfusionale (SIMTI) e la Società italiana di emaferesi e manipolazione cellulare (SIDEM) a stilare un protocollo che tenda ad uniformare l’operato dei sanitari e attualmente il Centro nazionale sangue riferisce la presenza nelle varie banche regionali di 3.185 unità di plasma iperimmune raccolte in 113 centri trasfusionali;

evidenziato che alcuni centri trasfusionali della Sardegna hanno da subito mostrato interesse per la partecipazione ad un eventuale programma di sperimentazione e che sarebbero in grado, con pochissimi accorgimenti, di procedere alla raccolta del plasma iperimmune da inviare poi in tutta l’isola;

considerato che il costo del procedimento, che comprende il kit di separazione, si aggira intorno ai 60 euro per procedura,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza dei protocolli per l’uso di plasma iperimmune già adottati in altre regioni;
2) se abbiano valutato la possibilità di far partire, anche in Sardegna, un progetto che possa produrre il plasma iperimmune da destinare a tutte le strutture ospedaliere regionali al fine di pervenire, come documentato in altre regioni italiane, ad una minore mortalità e minore durata del ricovero dei pazienti affetti da Covid-19.

Cagliari, 20 novembre 2020

 

Aumenta dimensioni caratteri
Alto contrasto