Interrogazione n. 734/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 734/A

MANCA Desirè Alma, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di avviare immediatamente la raccolta e l’analisi accurata dei dati aggiornati in grado di restituire le reali dimensioni dell’emergenza Covid-19 nella città di Sassari.

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La sottoscritta,

premesso che:
– durante la seconda ondata di contagi in atto il sassarese si conferma come il territorio più colpito della Sardegna dal dilagare del virus Sars-Cov2;
– in particolare, nell’ultimo mese a Sassari il numero delle persone risultate positive al Covid-19 e il numero dei pazienti ricoverati sono cresciuti esponenzialmente;

evidenziato che:
– già alla fine di ottobre 2020, con una lettera inviata ai vertici dell’Azienda per la tutela della salute (ATS) e all’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliero universitaria (AOU) di Sassari lanciava l’allarme sulla difficile situazione degli ospedali cittadini a causa del dilagare del Covid-19;
– nella lettera, si rappresentava uno scenario drammatico, con i reparti internistici dell’Ospedale Santissima Annunziata sovraccarichi di pazienti e il Pronto soccorso quasi paralizzato dal continuo arrivo di pazienti con sintomi riconducibili al virus;
– per tali motivi, il dirigente, per non mettere a rischio l’assistenza sanitaria dell’intero presidio ospedaliero, chiedeva di dirottare i ricoveri in altri ospedali dell’Isola;
– alla luce del continuo peggioramento della situazione, dopo circa dieci giorni dall’iniziativa del direttore sanitario, lo staff del Pronto soccorso del Santissima Annunziata decideva di scrivere all’AOU e per conoscenza alla Procura territorialmente competente, chiedendo che fossero messe a disposizione ulteriori risorse umane e strumentali imprescindibili per affrontare l’emergenza;
– i medici lamentavano, infatti, condizioni di lavoro insostenibili, tali da mettere gravemente a rischio la salute e l’incolumità sia degli operatori sanitari tutti che dei pazienti;
– il quadro descritto dai medici sassaresi attestava la presenza di numerose ambulanze in attesa per ore, il sovraffollamento del Pronto soccorso, con 47 utenti da gestire in una sola giornata e 32 accessi Covid in attesa di ricovero, molti dei quali con necessità di terapie subintensive e supporto respiratorio, la completa saturazione dei reparti e l’esaurimento dei posti letto;
– i medici sottolineavano i rischi elevatissimi derivanti dallo stazionamento improprio e dall’assembramento dei pazienti e dalla permanenza obbligata dei pochi medici disponibili nell’area “sporca” per un numero di ore eccessivo;
– i medesimi osservavano come la conversione di reparti tradizionali in reparti Covid stesse progressivamente privando i pazienti “puliti” gestiti dal Pronto soccorso della possibilità di accedere tempestivamente ai reparti di destinazione;
– l’apertura di una sezione distaccata del Pronto soccorso nei locali della cardiologia riabilitativa, con 15 posti letto occupati da pazienti instabili, sotto ossigenoterapia, la maggior parte dei quali con diagnosi di polmonite interstiziale Sars Cov-2 correlata, in attesa del trasferimento presso il reparto di destinazione, ha reso ancora più complessa la gestione della situazione da parte dello staff del Pronto Soccorso;
– i medici stessi richiedevano, poi, l’intervento dei Carabinieri del Nas, soprattutto alla luce dell’assenza di postazioni ossigeno in numero sufficiente ad assistere tutti i pazienti;
– infatti, in quei giorni, il pubblico ministero insieme ai carabinieri del Nas e il prefetto hanno effettuato un sopralluogo presso le strutture Covid dell’AOU di Sassari al fine di verificare l’effettiva disponibilità o meno di posti letto per il ricovero dei pazienti positivi e l’organizzazione generale del reparto Malattie infettive;
– il 9 novembre 2020, il Sindaco di Sassari evidenziava come la percentuale di positività al Covid in rapporto ai tamponi effettuati, superiore al 20 per cento, fosse ormai analoga a quella delle zone rosse;
– la gravissima situazione in cui versano gli ospedali sassaresi emerge con particolare forza
l’11 novembre 2020, allorquando diverse ambulanze in attesa al Pronto soccorso sono state dirottate in prima battuta all’ospedale di Ozieri in considerazione del numero troppo elevato, e quindi insostenibile, di accessi di pazienti Covid, con la disposizione, però, per i soccorritori del 118 di riportare i pazienti al nosocomio di Sassari qualora fossero risultati positivi al tampone;
– tale paradossale “organizzazione” ha generato enormi disagi sia per i soccorritori del 118, costretti a percorrere oltre 100 chilometri per portare avanti e indietro i pazienti trasportati, che per i pazienti stessi, già in condizioni di salute estremamente precarie;

considerato che:
– il 12 novembre 2020, il Presidente dell’Ordine dei medici di Sassari, ipotizzando una situazione molto più grave di quella finora conosciuta, ha denunciato il rischio concreto che il sistema sanitario sassarese a breve non sia più in grado di farsi carico dei pazienti Covid, né di assicurare le cure alle persone affette da altre patologie;
– attualmente, le condizioni in cui opera il Pronto soccorso sono sempre molto critiche, dato che in un giorno si registrano fino a 65 pazienti positivi al tampone e i medici non sanno più dove sistemarli, tanto che in molti casi i malati vengono adagiati sulle lettighe;
– inoltre, la nuova struttura esterna non è ancora in funzione e i tempi di attesa per le ambulanze sono mediamente di sette ore, durante le quali devono restare in coda davanti al tunnel di ingresso;
– per via del sovraffollamento e della valanga di accessi per sospetto Covid, sta diventando sempre più caotica la gestione dei percorsi pulito-sporco;
– in definitiva, la situazione negli ospedali di Sassari al momento è fuori controllo, con i pazienti in attesa di ricovero su letti di fortuna, gli operatori del 118 esausti e tutto il personale sanitario stremato sia fisicamente che psicologicamente;
– tra gli operatori sanitari e nella popolazione sussiste il timore, che trapela anche dalle recenti dichiarazioni del sindaco e del presidente dell’Ordine dei medici, che la diffusione del contagio abbia raggiunto a Sassari il livello di guardia e che la situazione sia ben più drammatica di come finora descritta;

ritenuto:
– pertanto, necessario che venga immediatamente avviata la raccolta e l’analisi accurata dei dati aggiornati in grado di restituire le reali dimensioni dell’emergenza Covid-19 a Sassari con la ricostruzione di un quadro dettagliato della curva epidemiologica e di tutti gli aspetti ad essa correlati;
– in particolare, che non si possa prescindere dal conoscere il numero dei pazienti Covid attualmente ricoverati negli ospedali sassaresi, con il dettaglio relativo all’età degli stessi, alla percentuale dei pazienti ricoverati poi trasferiti in terapia intensiva e di quelli, purtroppo, deceduti;
– inoltre, che debba essere acquisito e opportunamente elaborato il dato relativo ai casi di positività rilevati tra il personale sanitario e quello inerente ai tempi di attesa per la comunicazione dell’esito dei tamponi effettuati sui medici, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari (OSS), gli ausiliari e gli addetti alle pulizie e alle manutenzioni;
– ancora, che sia necessario conoscere i dati relativi alle tempistiche di intervento delle squadre Usca dal ricevimento della segnalazione da parte dei medici di base, ai tempi di attesa per la comunicazione dell’esito dei tamponi effettuati, ai tempi di attesa per il ricovero nel Pronto soccorso, nonché i numeri relativi all’attività di tracciamento dei contatti nel territorio;
– infine, che sia di fondamentale importanza sapere se sono stati attivati corsi di formazione dedicati alle modalità di vestizione/svestizione, e quindi all’uso corretto dei dispositivi di protezione personale, destinati a tutti lavoratori degli ospedali sassaresi: medici, infermieri, OSS, ausiliari, addetti alle pulizie e alle manutenzioni,

chiede di interrogare l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se sia a conoscenza delle problematiche sopra esposte;
2) se non ritenga necessario e urgente avviare immediatamente la raccolta e l’analisi accurata dei dati aggiornati in grado di restituire le reali dimensioni dell’emergenza Covid-19 a Sassari con la ricostruzione del quadro dettagliato della curva epidemiologica e di tutti gli aspetti ad essa correlati;
a tale proposito, in particolare:
1) quale sia il numero dei pazienti Covid attualmente ricoverati negli ospedali sassaresi, con il dettaglio relativo all’età degli stessi, alla percentuale dei pazienti ricoverati poi trasferiti in terapia intensiva e di quelli deceduti;
2) quanti siano i casi di positività rilevati tra il personale sanitario degli ospedali sassaresi;
3) quali siano i tempi di attesa per la comunicazione dell’esito dei tamponi effettuati sui medici, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari, gli ausiliari e gli addetti alle pulizie e alle manutenzioni negli ospedali sassaresi;
4) quali siano i tempi di intervento delle squadre Usca dal ricevimento della segnalazione da parte dei medici di base, i tempi di attesa per la comunicazione dell’esito dei tamponi, i tempi di attesa per il ricovero nel Pronto soccorso;
5) quali siano i numeri relativi all’attività di tracciamento dei contatti nel territorio;
6) se siano stati attivati corsi di formazione dedicati alle modalità di vestizione/svestizione, e quindi all’uso corretto dei dispositivi di protezione personale, destinati a tutti lavoratori degli ospedali sassaresi: medici, infermieri, OSS, ausiliari, addetti alle pulizie e alle manutenzioni;
7) nel caso in cui i corsi di cui al precedente punto 6 siano stati attivati, se sia stato rilasciato apposito attestato di partecipazione comprovante la frequenza obbligatoria.

Cagliari, 13 novembre 2020

 

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