Interrogazione n. 555/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 555/A

(Pervenuta risposta scritta in data 05/02/2021 e in data 27/01/2022)

SALARIS – COSSA – MARRAS – SATTA Giovanni Antonio, con richiesta di risposta scritta, sulla grave crisi del settore del charter nautico in Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che in Sardegna operano nel settore del charter nautico circa 300 unità a vela in bare-boat, 350 a noleggio, 650 tra gommoni e natanti, oltre alle imbarcazioni a noleggio sopra i 17 metri (dati Confcommercio e Assonautica), con il coinvolgimento di circa 180 imprese e 3.000 dipendenti;

considerato che la grave crisi economica causata dalla diffusione del Covid-19 ha costretto il settore del charter nautico a fare fronte a grosse perdite, già concretizzate e che si subiranno nei prossimi mesi;

constatato che in Sardegna uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi economica conseguente all’adozione delle misure di contrasto all’epidemia è il turismo balneare, del diporto, dei porti turistici e dei rispettivi operatori del charter nautico, che si occupano di locazione e noleggio, traffico verso le isole minori, gommoni e altro, e pertanto necessita di urgenti misure atte ad ammortizzare il più possibile gli effetti dei mancati introiti;

tenuto conto che in Sardegna operano, nel solo segmento del charter delle barche a vela, circa 30 società, con 300 imbarcazioni per 2.500 posti letto (equivalenti a 1.200 camere circa), con 125 dipendenti diretti e 125 indiretti per un totale di ricavi (diretti ed accessori) pari a circa euro 27.000.000 nella stagione operativa da aprile a ottobre;

visto che il crollo delle prenotazioni si aggira sul 50 per cento a cui si va a sommare un ulteriore 30 per cento dovuto ai vari contratti già spostati al 2021, con disdetta sino a metà luglio;

valutato che al 90 per cento i clienti sono provenienti dall’estero e con molta probabilità non potranno affrontare il viaggio, perché al momento non è dato sapere quali saranno le restrizioni sugli spostamenti extra Regione;

ricordato che per i servizi offerti dalle società di charter l’IVA passerà dall’11 al 22 per cento, costringendo gli operatori ad aumentare le tariffe e conseguentemente a non essere più competitivi sul mercato europeo, i cui competitors sono paesi come Spagna, Francia, Grecia, Croazia e Turchia;

appreso che la Regione potrebbe integrare le società che operano nel servizio di charter nautico nel settore turismo, di cui ovviamente sono parte importante e dal quale sono escluse per un codice Ateco (77.21.02) che contiene la parola “DIPORTO”, che implica e restringe l’utilizzo dell’unità al solo scopo ricreativo (la definizione di turismo è “viaggio e soggiorno a scopo ricreativo”);

sottolineato che le società di charter sono attualmente condannate a pagare in pieno i posti barca, le assicurazioni delle barche, i cantieri, il materiale necessario per tenerle operative, gli stipendi dei propri collaboratori, con i finanziamenti e i leasing necessari a sostenere gli acquisti delle imbarcazioni che ad oggi sono stati sospesi sino al 30 settembre 2020;

ritenuto che le misure di distanziamento sociale preoccupano sia i clienti che le società, in quanto risultano difficilmente attuabili i protocolli sanitari che riducono il numero delle persone imbarcabili in uno spazio ristretto come quello di una barca a vela,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per sapere se:
1) siano a conoscenza di quanto su esposto;
2) non ritengano di dover valutare con urgenza la possibilità di concedere contributi ed incentivi anche agli operatori del settore del charter nautico, al fine di sopperire alle perdite registrate dalla filiera e non più recuperabili.

Cagliari 24 giugno 2020

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