Interrogazione n. 1187/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 1187/A

(Pervenuta risposta scritta in data 24/02/2022)

COSSA – CANU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di definizione delle procedure di approvazione da parte dei comuni dei piani di valorizzazione e recupero delle terre civiche.

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I sottoscritti,

premesso che le problematiche legate alla gestione delle terre civiche o, per meglio dire degli “assetti fondiari collettivi”, assumono in Sardegna un rilievo del tutto peculiare, giacché interessano porzioni molto ampie del territorio di numerosi comuni, in alcuni dei quali si supera l’80 per cento del territorio interessato;

premesso, altresì, che il decreto legislativo n. 42 del 2004, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, qualificato dal legislatore nazionale norma fondamentale di riforma economico-sociale della Repubblica, nella interpretazione consolidata della Corte costituzionale ha sostanzialmente cancellato la competenza della Regione di cui alla lett. n.) dell’articolo 3, comma 1 dello Statuto sardo;

considerato che il nuovo assetto normativo che si è venuto così a determinare ha reso molto problematica la realizzazione da parte dei comuni dei piani di valorizzazione delle terre civiche, che devono essere oggetto di una copianificazione tra la Regione e lo Stato;

evidenziato che questa situazione mette una sera ipoteca sui programmi di sviluppo di interi territori, rende impossibile la regolarizzazione catastale e proprietaria di centinaia di abitazioni che nei decenni sono state oggetto di compravendita, inibisce l’utilizzazione del beneficio fiscale del cosiddetto superecobonus del 110 per cento a numerosi cittadini e crea conseguentemente tensione sociale nei comuni coinvolti;

appreso altresì che l’Agenzia Forestas parrebbe intenzionata a non rinnovare le convenzioni coi comuni per le porzioni di territorio che risultano gravate da usi civici;

tenuto conto che ad oggi, nonostante diversi interventi del legislatore regionale e molteplici interlocuzioni tra gli attori istituzionali, non si intravede una soluzione di questo annoso problema;

visto il decreto legge n. 77 del 31 maggio 2021, convertito con modificazioni dalla legge n. 108 del 29 luglio 2021, che ha introdotto la possibilità per le regioni di autorizzare trasferimenti di diritti di uso civico e permute aventi ad oggetto terreni a uso civico in caso di accertata e irreversibile trasformazione dei fondi in questione e a condizione che i terreni di cui trattasi:
1) abbiano irreversibilmente perso la conformazione fisica o la destinazione funzionale di terreni agrari, boschivi o pascolativi per oggettiva trasformazione prima dell’entrata in vigore della legge n. 431 dell’8 agosto 1985 e le eventuali opere realizzate siano state autorizzate dall’amministrazione comunale;
2) siano stati utilizzati in conformità ai vigenti strumenti di pianificazione urbanistica;
3) non siano stati trasformati in assenza di autorizzazione paesaggistica o in difformità da essa;

sottolineato che la norma nazionale recentemente approvata, consente al Consiglio comunale, una volta approvato con decreto del Presidente della Giunta il piano di valorizzazione, di richiedere alla Regione anche l’autorizzazione al trasferimento dei diritti di uso civico gravanti sui predetti terreni, risolvendo un’impasse giuridica che impedisce il pieno utilizzo dei fondi sia da parte degli attuali proprietari che della collettività,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l’Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica e l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere se non ritengano di dover attivare le procedure necessarie per il completamento della procedura di approvazione del Piano di valorizzazione delle terre civiche dei comuni che hanno provveduto alla sua approvazione.

Cagliari, 31 agosto 2021

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