Interrogazione n. 1178/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 1178/A

(Pervenuta risposta scritta in data 22/11/2021)

SOLINAS Alessandro, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dei lavoratori precari del Consorzio industriale provinciale oristanese che operano presso l’impianto di trattamento di Rifiuti solidi urbani sito in Arborea.

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Il sottoscritto,

premesso che:
– il Consorzio industriale provinciale oristanese (Cipor) è un ente pubblico economico partecipato dalla Provincia di Oristano e dai Comuni di Oristano e Santa Giusta finalizzato a promuovere la localizzazione e lo sviluppo delle imprese nell’agglomerato industriale di Oristano e a fornire servizi alle imprese e al territorio;
– il Cipor, inoltre, gestisce il principale impianto di trattamento di Rifiuti solidi urbani (RSU) della Provincia di Oristano, sito nel Comune di Arborea in Località Masangionis, un impianto complesso costituito da una linea di trattamento meccanico-biologico del secco residuo, con annessa discarica di servizio, da un impianto di compostaggio per il trattamento della frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata, che produce un compost certificato utilizzabile in agricoltura e da una piattaforma di selezione delle raccolte differenziate delle frazioni secche, destinata in particolare alla selezione della plastica monomateriale e multimateriale;
– ogni anno l’impianto tratta mediamente oltre 20.000 tonnellate di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata e dai rifiuti vegetali;

considerato che:
– il 21 febbraio 2019 il Cipor e le Organizzazioni sindacali hanno stipulato un accordo di prossimità sui contratti con i lavoratori in somministrazione a tempo determinato utilizzati dal consorzio, prossimi alla scadenza;
– infatti, i 35 lavoratori in regime di somministrazione operavano presso la piattaforma di selezione dei materiali plastici dell’Impianto di trattamento di RSU gestito dal Cipor, un settore che si presentava aleatorio ed economicamente instabile in quanto regolato dai conferimenti provenienti dal COREPLA-Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica;
– al fine di limitare le incertezze sul futuro del settore e per contenere la crisi occupazionale e socio-economica in atto nella Provincia di Oristano, il Cipor decideva di perseguire un programma di sviluppo impiantistico finalizzato all’incremento della competitività e della produttività della piattaforma di selezione, programma da attuarsi in un lasso temporale stimato in tre anni con investimenti a carico dell’ente in termini di processo produttivo;
– durante questo periodo di potenziamento della capacità produttiva della linea di selezione sarebbe stato impossibile rispettare i limiti di contingentamento di quantità e durata previsti per il lavoro a tempo determinato e per quello in somministrazione sia dal decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 come modificato dal decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, che dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) per l’elevato e insostenibile costo del lavoro;
– l’articolo 8 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 prevede che i contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale possano realizzare specifiche intese, anche in deroga alle disposizioni di legge e alle regolamentazioni contenute nei CCNL e con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati, finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, all’adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di nuove attività;
– pertanto, il Cipor e le Organizzazioni sindacali convenivano, ai sensi e per gli effetti della disposizione, di sottrarre i contratti di lavoro stipulati dal Consorzio per prestazioni da svolgersi nel periodo aprile 2019-marzo 2024, ivi compresi quelli con i lavoratori già operativi in regime di somministrazione, dai limiti quantitativi, dal limite temporale complessivo dei 24 mesi e dal limite massimo di proroghe stabiliti dalla normativa e dal CCNL;
– di conseguenza, il contratto dei 35 precari impiegati nell’impianto di trattamento dei RSU firmato nel 2019 sarebbe dovuto scadere, sulla base dell’intesa raggiunta, al 31 marzo del 2024;

considerato, inoltre, che:
– il CCNL Consorzi ed enti di sviluppo industriale aderenti alla Federazione italiana consorzi ed enti di industrializzazione (FICEI) firmato il 31 ottobre 2019 ha previsto che, fatte salve le diverse disposizioni previste dalla contrattazione aziendale, la durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, non possa superare i 24 mesi e che, qualora il limite di 24 mesi sia superato, il contratto a termine si trasforma in contratto a tempo indeterminato;
– a norma del medesimo CCNL, l’Ente deve informare i lavoratori assunti a termine e le rappresentanze sindacali circa i posti vacanti che si rendano disponibili;

rilevato che:
– il 4 agosto 2021 il Cipor ha pubblicato un avviso pubblico di selezione per la formazione di una graduatoria ai fini dell’assunzione a tempo determinato per dieci mesi di n. 17 operatori polivalenti – Addetti alla preselezione, con inquadramento nel Livello A1 del vigente CCNL FICEI, da impiegare per le attività che si svolgono presso l’impianto consortile di trattamento RSU;
– la graduatoria formata all’esito della predetta selezione avrà validità 24 mesi e durante detto periodo, in base alle sue esigenze, il Consorzio potrà attingervi per assumere ulteriori candidati idonei, a scorrimento secondo l’ordine risultante dalla selezione, per periodi di durata inferiore a un anno;
– tra i requisiti per l’ammissione si richiede l’aver maturato esperienza almeno biennale nella selezione degli imballaggi presso impianti di trattamento RSU e l’assenza di contenziosi in corso con il Consorzio;

rilevato, altresì, che:
– in contemporanea, il Cipor ha pubblicato anche altri avvisi di selezione per l’assunzione a tempo determinato delle seguenti figure professionali: n. 1 Operatore polivalente – Manutentore/meccanico (Livello A3), n. 3 Operatori polivalenti autisti/palisti (Livello A3), n. 1 Operatore polivalente addetto alla pressa/mulettista (Livello A2) e n. 3 Operatori polivalenti palisti/autisti (Livello A3);
– in tutte le selezioni viene richiesta ai candidati l’assenza di contenziosi in atto col Consorzio ed è previsto che i vincitori vengano impiegati nelle attività che si svolgono presso l’impianto consortile di trattamento RSU;

evidenziato che:
– immediata è stata la reazione dei sindacati alla pubblicazione degli avvisi di selezione, con l’annuncio di una serie di iniziative volte ad ottenere la sospensione delle procedure di selezione e, in particolare, quella volta all’assunzione a tempo determinato di n. 17 Operatori polivalenti – Addetti alla preselezione, in quanto, evidentemente, finalizzate a sostituire i 35 precari attualmente in servizio, che pur vantano, come rilevato, un contratto che scadrà non prima del 2024;
– nel comunicato stampa del 6 agosto 2021, le organizzazioni sindacali hanno espresso il loro disappunto per la decisione unilaterale e inaspettata del consiglio di amministrazione del Cipor di bandire le selezioni per il reclutamento a tempo determinato di figure professionali già in servizio presso rimpianto di trattamento di RSU con le medesime mansioni;
– infatti, nella primavera di quest’anno il Consorzio aveva informato le organizzazioni sindacali della possibilità di rivedere il contratto dei 35 precari firmato nel 2019, ma la vertenza sindacale era stata soltanto avviata poiché i sindacati avevano deciso di sospenderla provvisoriamente nelle more dell’incontro informale con il neo nominato Presidente del Consorzio medesimo, programmato per il 3 agosto;
– tuttavia, in occasione di tale incontro i sindacati non erano stati informati delle reali intenzioni del Consorzio riguardo alla sorte dei lavoratori precari, dal momento che il Presidente si era impegnato a rinviare qualsiasi decisione a settembre previo confronto con le organizzazioni sindacali ma il giorno successivo all’incontro sono stati pubblicati nel sito istituzionale del Cipor i suddetti avvisi di selezione;
– a proposito degli avvisi in questione, i sindacati sostengono di non aver ricevuto indicazioni in merito a un eventuale aumento della produttività dell’Impianto di trattamento di RSU tale da giustificare l’assunzione di ulteriore manodopera, sicché temono che i nuovi lavoratori da assumere siano destinati a sostituire i 35 precari al momento in servizio;
– l’iniziativa unilaterale e antisindacale da parte del Consorzio di sostituire i 35 operatori in servizio con i 25 lavoratori da assumere a tempo determinato si porrebbe, in tal modo, in violazione dell’Accordo di prossimità firmato nel 2019, dichiaratamente finalizzato ad aumentare l’occupazione nel territorio e dello stesso CCNL FICEI, nella parte in cui prevede la stabilizzazione dei lavoratori assunti a termine che abbiano prestato la loro attività lavorativa per oltre due anni;
– in definitiva, quella certezza che si era inteso garantire ai lavoratori precari con l’accordo del 2019 ora si sta improvvisamente sgretolando;

considerato che:
– una settimana fa i sindacati hanno formalmente diffidato il Cipor a ritirare immediatamente gli atti relativi al concorso per la selezione dei 17 operatori addetti alla preselezione, ritenuto illegittimo;
– oltre a violare l’accordo di prossimità del 2019, infatti, l’avviso di selezione, nella parte in cui vieta la partecipazione ai soggetti che hanno un contenzioso in corso con il Consorzio, si pone in contrasto con il principio supremo sancito dall’articolo 24 della Costituzione, in quanto chiaramente finalizzato a disincentivare i 35 lavoratori precari già contrattualizzati dall’agire in giudizio avverso l’Ente a tutela della propria posizione giuridica, offrendo loro, in cambio, la speranza di essere comunque assunti con la nuova selezione;

ritenuto inaccettabile che i 35 lavoratori, che da anni prestano con grande sacrificio il loro operato in condizioni proibitive, considerate le alte temperature all’interno dell’impianto e il conseguente impegno fisico richiesto, possano ora trovarsi di punto in bianco, nonostante la scadenza naturale del loro contratto sia prevista per il 31 marzo 2024, a fare i conti con la perdita del posto di lavoro, tanto più se si considera che tra di loro vi sono anche lavoratori di quasi 60 anni con la famiglia a carico,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’industria per sapere se:
1) siano a conoscenza delle problematiche sopra esposte;
2) non ritengano necessario e opportuno intervenire per tutelare i 35 lavoratori precari dell’impianto di trattamento di RSU gestito dal Cipor dal rischio di vedersi improvvisamente privati del posto di lavoro con l’assunzione a tempo determinato dei vincitori delle succitate selezioni bandite dal Consorzio e tacciate di illegittimità dalle organizzazioni sindacali.

Cagliari, 30 agosto 2021

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