Interrogazione n. 1177/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 1177/A

MURA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di definire precise indicazioni a tutela dell’attività di Home restaurant nelle more che sia approvata una specifica legge di settore.

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Il sottoscritto,

premesso che:
– da diverso tempo, sta emergendo con sempre maggiore evidenza, anche in Sardegna, una nuova opportunità reddituale di tipo complementare consistente nello svolgimento di attività di ristorazione in abitazione privata denominata “home restaurant”;
– si tratta di un fenomeno, comparso spontaneamente e in fase di grande espansione, che coinvolge attività non professionali, allo scopo di ampliare l’offerta turistica e offrire opportunità di valorizzazione del cibo tradizionale di qualità, a sostegno delle piccole e piccolissime produzioni alimentari locali;
– la finalità principale è, pertanto, quella di integrare l’offerta delle attività professionali con nuove opportunità e servizi, aprendo il mercato della ristorazione alle nuove economie della condivisione, guardando specialmente a quelle comunità dove oggi è ancora forte la presenza di piatti tipici o prodotti identitari ma, talvolta, non sono presenti punti di ristoro tradizionali, favorendo così la cultura dell’ospitalità diffusa;
– per diversi cittadini, soprattutto giovani, essa rappresenta una grande opportunità perché permette con minimi investimenti di esercitare un’attività a integrazione del proprio reddito, potenzialmente capace di creare economia e occupazione;

considerato che gli home restaurant sono da inquadrare come valore aggiunto di un territorio grazie alle ricette, realizzate con prodotti locali di qualità da cittadini che offrono, in casa propria, occasioni di incontro, scambio, promozione e tutela della tradizione e dell’identità;

rilevato che:
– ad oggi, non esiste, in ambito nazionale o regionale, una specifica legge di riferimento per lo svolgimento dell’attività di Home restaurant e, di conseguenza, si registra un vuoto normativo da cui scaturiscono, inevitabilmente, contenziosi tra la pubblica amministrazione chiamata a vigilare ed i soggetti privati coinvolti nelle attività in questione;
– alcuni comuni sardi stanno contestando e sanzionando la violazione delle disposizioni di cui all’articolo 23 della legge regionale n. 5 del 2006, per esercizio abusivo di attività di somministrazione alimenti e bevande;
– esistono già pronunciamenti giurisprudenziali (vedi sentenza G.d.P. di San Miniato n. 139/2019 contro Comune di Monopoli), i quali, annullando i verbali di contestazione dell’ente locale in accoglimento dei ricorsi dei privati sanzionati, hanno evidenziato l’assenza di un’apposita normativa di settore a cui fare riferimento e di uno specifico codice ATECO attribuito all’attività di home restaurant;

dato atto che:
– presso il Consiglio regionale della Sardegna è stata depositata dallo scrivente, in veste di primo firmatario, un’apposita proposta di legge volta ad introdurre una disciplina specifica per l’attività di home restaurant in Sardegna, mediante l’utilizzo di abitazioni private, a completamento del servizio di ristorazione tradizionale;
– la suddetta proposta di legge mira a disciplinare l’attività di home restaurant e social eating allo scopo di valorizzare e tutelare il patrimonio enogastronomico locale e, al tempo stesso, di sanare il vuoto normativo attualmente presente in tale settore;

ritenuto necessario che gli Assessorati regionali competenti in materia, nelle more dell’approvazione di una specifica norma di legge, si adoperino al fine di individuare ed indicare agli enti locali ed ai soggetti privati interessati, le modalità procedurali da seguire per l’avvio e lo svolgimento dell’attività di home restaurant in Sardegna,

chiede di interrogare l’Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica e l’Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per sapere:
1) se siano a conoscenza delle azioni ispettive e sanzionatone poste in essere in maniera autonoma e del tutto improvvisata da parte di alcuni comuni sardi;
2) se non ritengano di dover intervenire, ciascuno per quanto di rispettiva competenza e responsabilità, al fine di sostenere i soggetti interessati all’avvio ed allo svolgimento in Sardegna di un’attività di home restaurant nelle proprie abitazioni private, impartendo ai comuni opportune indicazioni procedurali nelle more dell’approvazione di una specifica norma di legge da parte del Consiglio regionale.

Cagliari, 27 agosto 2021

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