MOZIONE N. 96

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 96

PIANO – DERIU – CORRIAS – FUNDONI – PILURZU – PISCEDDA – SAU – SOLINAS Antonio – SORU – CIUSA – LI GIOI – MANDAS – MATTA – SERRA – SOLINAS Alessandro – COCCO – DI NOLFO – FRAU – PIZZUTO – CASULA – CANU – ORRU’ – DESSENA – LOI – PORCU – CAU – COZZOLINO – SATTA – PINTUS, sulle gravi criticità derivanti dal disegno di legge di riforma della governance portuale nazionale e sui potenziali effetti irreversibili per i porti della Sardegna, alla luce del principio costituzionale di insularità.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– in data 22 dicembre 2025 il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di riforma della portualità nazionale, avviandone l’iter parlamentare, che prevede l’istituzione della società Porti d’Italia Spa, cui verrebbero attribuite funzioni strategiche oggi esercitate dalle Autorità di sistema portuale (AdSP);
– il disegno di legge introduce un profondo mutamento dell’assetto di governance del sistema portuale nazionale, attraverso un accentramento delle decisioni strategiche, delle risorse finanziarie e delle competenze operative in capo a un soggetto di diritto societario;

PREMESSO, altresì, che:
– con la legge costituzionale 7 novembre 2022, n. 2 (Modifica all’articolo 119 della Costituzione, concernente il riconoscimento delle peculiarità delle Isole e il superamento degli svantaggi derivanti dall’insularità), è stato introdotto nell’articolo 119 della Costituzione il principio di insularità, riconoscendo che le Regioni insulari presentano condizioni strutturali di svantaggio permanente che lo Stato è tenuto a compensare mediante politiche pubbliche differenziate;
– tale principio ha natura precettiva e vincolante per il legislatore statale e per il Governo, imponendo la valutazione preventiva degli effetti delle scelte normative sui territori insulari e l’adozione di adeguate misure compensative;

CONSIDERATO che:
– per la Sardegna i porti non rappresentano esclusivamente infrastrutture economiche essenziali, ma costituiscono presidi essenziali di cittadinanza, indispensabili per la mobilità delle persone e delle merci, per la continuità territoriale, per l’accesso ai servizi essenziali e per la tenuta economica e sociale dell’Isola;
– la condizione di insularità determina un effetto moltiplicatore negativo di ogni scelta infrastrutturale/trasportistica errata o non adeguatamente calibrata, ampliando il divario che separa la Sardegna dal resto del Paese;

RILEVATO che:
– il disegno di legge in esame prevede lo svuotamento progressivo delle Autorità di sistema portuale, riducendole a funzioni di gestione ordinaria, manutenzione e amministrazione residuale;
– le risorse oggi nella disponibilità delle AdSP, canoni demaniali, proventi autorizzativi, tasse portuali e competenze professionali, verrebbero in larga parte trasferite alla società Porti d’Italia Spa, limitando fortemente la possibilità di svolgere interventi funzionali allo sviluppo del territorio;

EVIDENZIATO che:
– l’accentramento delle decisioni in capo al livello ministeriale e alla nuova società comporta il rischio concreto che interventi infrastrutturali, strategie di sviluppo e azioni di marketing riferite ai porti della Sardegna non vengano ritenuti prioritari rispetto a contesti portuali continentali più redditizi;
– tale impostazione contrasta con il principio di sussidiarietà e con la necessità di garantire una governance coerente con le specificità territoriali, economiche e sociali dell’Isola;

PRESO ATTO che:
– la Regione ha già subito una significativa penalizzazione nell’assegnazione delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), in particolare per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto;
– il persistente ritardo infrastrutturale, unito alla centralizzazione delle scelte strategiche, rischia di rendere la Sardegna sempre meno competitiva, più distante dai mercati continentali e meno attrattiva per investimenti e opportunità di sviluppo;
– il ritardo infrastrutturale oltre che rilevanti effetti economici incide fortemente anche sul diritto alla mobilità;

RITENUTO che una riforma della portualità nazionale che non tenga conto delle condizioni di insularità e che non preveda strumenti differenziati per i territori più fragili possa produrre danni strutturali irreversibili al sistema economico, sociale e infrastrutturale della Sardegna,

impegna la Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) ad assumere con urgenza tutte le iniziative politiche e istituzionali necessarie per tutelare il sistema portuale della Sardegna dagli effetti negativi del disegno di legge di riforma della governance portuale nazionale;
2) attivare immediatamente un tavolo di confronto tecnico-politico con i parlamentari eletti in Sardegna, sia quelli nazionali che i rappresentanti del parlamento europeo, l’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, gli enti locali interessati e le rappresentanze economiche e sociali del territorio;
3) a promuovere il coinvolgimento unitario dei parlamentari eletti in Sardegna, di ogni appartenenza politica, affinché in sede parlamentare siano introdotte modifiche sostanziali al testo, volte a salvaguardare le prerogative regionali e le specificità insulari;
4) a richiedere formalmente al Governo nazionale, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministro per gli affari regionali l’immediata apertura di un confronto istituzionale con la Regione, l’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna e gli enti locali interessati, finalizzato a valutare congiuntamente gli effetti della riforma sui porti sardi e a individuare le necessarie misure correttive e compensative;
5) a richiamare esplicitamente, in tutte le sedi competenti, il principio costituzionale di insularità, pretendendone il pieno recepimento nel disegno di legge attraverso misure compensative e clausole di salvaguardia specifiche per la Sardegna;
6) a vigilare affinché ogni riforma della portualità nazionale non determini un ulteriore aggravamento del divario infrastrutturale, economico e sociale che penalizza la Regione;
7) a portare formalmente la questione in Conferenza Stato-Regioni e in Conferenza unificata, richiedendo che venga attivato un confronto istituzionale strutturato sulla riforma della governance portuale, con particolare attenzione agli effetti sui territori insulari e alla necessità di recepire il principio costituzionale di insularità, come pure le prerogative tipiche delle regioni a statuto speciale, avvalendosi del coordinamento con le altre regioni per rafforzare la posizione negoziale della Sardegna;
8) a valutare, qualora il testo normativo non venga modificato in modo sostanziale, l’adozione di ogni iniziativa consentita dall’ordinamento, inclusa l’attivazione di strumenti di tutela costituzionale, a difesa delle prerogative regionali e dei diritti dei cittadini sardi.

Cagliari, 2 febbraio 2026

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