CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Mozione n. 111
TRUZZU – COCCIU – TICCA – PERU – MULA – SORGIA – ARONI – CERA – CHESSA – FASOLINO – FLORIS – MAIELI – MARRAS – MASALA – MELONI Corrado – PIGA – PIRAS – RUBIU – SALARIS – SCHIRRU – TALANAS – TUNIS – URPI – USAI, sulla presentazione al Consiglio regionale di un piano di intervento dettagliato da parte dell’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale finalizzato a garantire la stabilità organizzativa del sistema sanitario, la riorganizzazione della sanità territoriale, del sistema dell’emergenza-urgenza e dei pronto soccorso e delle liste d’attesa al fine di migliorare la qualità dei servizi resi ai cittadini, con richiesta di convocazione straordinaria dell’Assemblea, ai sensi dell’articolo 54 del Regolamento del Consiglio regionale.
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IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
– la sanità ha rappresentato uno dei temi principali, se non addirittura il più importante, della recente campagna elettorale e la coalizione del cosiddetto “Campolargo”, insieme alla sua Presidente Alessandra Todde, hanno sempre sostenuto di avere idee, proposte e uomini in grado almeno di affrontare, se non di risolvere, i problemi cronici del sistema sanitario regionale;
– a ventiquattro mesi dalle elezioni regionali ancora non è dato conoscere quali siano le proposte e le strategie per affrontare le criticità del Sistema sanitario regionale (SSR);
– la situazione di particolare gravità e di paralisi del sistema sanitario è stata recentemente messa in luce anche dai comitati per la sanità pubblica e dalla Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL) che ha annunciato un’imminente mobilitazione generale;
CONSIDERATO che:
– in questi ventiquattro mesi la Presidente ha sostituito il precedente Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, ha nominato tre capi di gabinetto, ha sostituito il direttore generale dell’Assessorato, ha commissariato i direttori generali delle Aziende sanitarie locali (ASL), considerati i principali responsabili della situazione di difficoltà del sistema sanitario, salvo poi nominare gran parte di essi nuovamente direttori generali;
– il commissariamento delle ASL della Sardegna ha avuto evidenti ricadute negative sulla continuità dei servizi sanitari, sull’autonomia gestionale degli enti, nonché sulle condizioni di accesso alle cure per i cittadini sardi, con particolare riguardo alle aree interne e ai territori più periferici;
– la recente nomina dei direttori generali, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale prima, e quella del Tribunale amministrativo regionale (TAR) Sardegna poi, abbiano ribadito l’illegittimità del commissariamento e l’obbligo di reintegro dei precedenti direttori generali, non fa altro che generare ulteriore incertezza e minare la stabilità del sistema sanitario con evidenti ricadute sul piano dell’efficienza organizzativa, della responsabilità istituzionale e dei servizi al cittadino;
– l’assenza di un Assessore regionale alla sanità dedicato e la gestione ad interim della delega sanitaria da parte del Presidente della Regione, per il complesso e gravoso ruolo istituzionale che riveste, fa sì che alla sanità sarda non sia dedicata l’attenzione, la continuità operativa e la capacità di intervento che una situazione di tale eccezionale gravità richiede;
VALUTATO che:
– il rischio concreto di chiusura o riduzione dei servizi di pronto soccorso in diversi presidi ospedalieri dell’Isola, con conseguente compromissione della rete dell’emergenza-urgenza e potenziale pericolo per la vita dei cittadini, in special modo di quelli residenti nei centri più distanti dagli ospedali hub, non è stato scongiurato e appare anzi sempre più probabile a ridosso della stagione estiva;
– ad oggi nei pronto soccorso dell’Isola, a seguito dell’impossibilità di ricorrere ai “gettonisti” per i codici minori risultano scoperti ogni giorno diversi turni e la situazione non è destinata a migliorare nonostante il recente concorso;
– la crisi della medicina territoriale con la carenza di medici di medicina generale, la difficoltà di garantire la continuità assistenziale, l’assenza delle case della comunità e dei servizi di prossimità non fanno altro che scaricare sull’ospedalità acuta e sui pronto soccorso un carico improprio e insostenibile;
APPURATO che:
– ad oggi la principale e unica preoccupazione della Presidente e della maggioranza di centrosinistra sembra essere costituita dalle nomine in sanità come candidamente dichiarato anche dal precedente Assessore Bartolazzi, prima presentato come salvatore della patria e poi giubilato a causa della sua sincerità;
– il diritto alla salute, tutelato dall’articolo 32 della Costituzione italiana e ribadito dallo Statuto speciale per la Sardegna, non può essere compromesso dall’assenza di programmazione e di una chiara strategia d’azione in campo sanitario, da carenze organizzative, atti di nomina dichiarati incostituzionali ovvero da misure commissariali adottate in assenza di un pieno confronto con il Consiglio regionale, organo rappresentativo della volontà dei cittadini sardi;
RICORDATO che anche autorevoli esponenti della stessa maggioranza oggi alla guida della Regione hanno più volte dichiarato che la situazione della sanità sarda desta viva preoccupazione e che è necessario assumere atti nel pieno rispetto delle norme, giacché alcuni di essi presentano evidenti vizi di legittimità,
impegna il Presidente della Regione e l’Assessore regionale ad interim dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale
1) a proporre al Consiglio regionale entro trenta giorni un documento che chiarisca come la Giunta regionale intenda adeguarsi alle sentenze della Corte costituzionale e del TAR Sardegna, relative al commissariamento delle aziende sanitarie che specifichi le iniziative che si vogliono assumere per conformarsi al dictatum del giudice delle leggi;
2) a proporre al Consiglio regionale entro trenta giorni un documento che definisca in maniera dettagliata un piano di intervento finalizzato a garantire la stabilità organizzativa del sistema sanitario, la riorganizzazione della sanità territoriale, del sistema dell’emergenza-urgenza e dei pronto soccorso;
3) ad attivare un sistema di monitoraggio costante con il pieno coinvolgimento del Consiglio regionale al fine di valutare e analizzare gli effetti delle politiche di abbattimento dei tempi d’attesa per l’accesso alle prestazioni del SSR nelle sue articolazioni in strutture pubbliche, private accreditate e private.
Cagliari, 25 marzo 2026