MOZIONE N. 100

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 100

COCCIU – CHESSA – MAIELI – MARRAS – PIRAS – TALANAS sulla richiesta di verifica dei criteri di allocazione dei detenuti in regime di cui all’articolo 41-bis dell’ordinamento penitenziario negli istituti penitenziari della Sardegna.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– l’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) come modificato dalla legge 23 dicembre 2002, n. 279 (Modifica degli articoli 4 bis e 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di trattamento penitenziario) e dalla legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) attribuisce al Ministro della giustizia la facoltà di sospendere le ordinarie regole trattamentali nei confronti di detenuti appartenenti alla criminalità organizzata, con finalità di prevenzione dei collegamenti con l’esterno;
– il comma 2-quater del medesimo articolo prevede che i detenuti sottoposti al regime speciale siano ristretti in istituti a loro dedicati, “collocati preferibilmente in aree insulari”;
– l’articolo 42 dell’ordinamento penitenziario richiama il principio della territorialità della pena, prevedendo l’assegnazione del detenuto in istituti prossimi alla dimora familiare, ove possibile;
– dal resoconto della Conferenza Stato-Regioni tenuta il 15 gennaio risulta che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria avrebbe individuato le carceri di Bancali, Uta e Badu ‘e Carros, peraltro già strutture carcerarie di massima sicurezza, per ospitare ulteriori detenuti in regime di 41 bis e, in particolare, dando attuazione per quanto riguarda il carcere di Nuoro al decreto del 9 ottobre 2020 del Ministro della giustizia Alfonso Bonafede;

CONSIDERATO che.
– il regime 41-bis rappresenta uno strumento essenziale nel contrasto alle mafie e alle organizzazioni criminali di stampo mafioso;
– tale strumento, per sua natura eccezionale, deve essere applicato nel rispetto dei principi di proporzionalità, equilibrio territoriale e collaborazione istituzionale;
– la concentrazione in Sardegna di un numero elevato di detenuti sottoposti a regime speciale rischia di determinare un carico sproporzionato sotto il profilo organizzativo, logistico, sanitario e della sicurezza;

SOTTOLINEATO che:
– la Sardegna ha sempre dimostrato senso di responsabilità nazionale e piena collaborazione nella lotta alla criminalità organizzata;
– tuttavia, il richiamo normativo alla “preferenza” per le aree insulari non può tradursi in un automatismo né in una concentrazione strutturalmente squilibrata;
– la sicurezza è un valore primario, ma va garantita con equilibrio, senza trasformare l’Isola in una sede privilegiata e sistematica di collocazione dei detenuti più pericolosi;

RITENUTO che:
– non sia in discussione la legittimità del regime 41-bis, bensì la sua applicazione in modo tale da non penalizzare in maniera sproporzionata un unico territorio;
– sia necessario ristabilire un corretto bilanciamento nella distribuzione dei detenuti sul territorio nazionale, evitando concentrazioni eccessive;
– sia significativa l’iniziativa legislativa del deputato Pietro Pittalis, finalizzata a modificare la normativa vigente per prevenire utilizzi impropri o squilibrati del regime speciale nelle isole, riportando la questione nell’alveo di un confronto istituzionale trasparente e non emergenziale;

EVIDENZIATO che:
– la concentrazione di esponenti apicali della criminalità organizzata in un territorio circoscritto può comportare rischi oggettivi in termini di pressione sul sistema penitenziario, sulle forze dell’ordine e sul contesto sociale;
– tali scelte incidono su ambiti nei quali la Regione esercita competenze proprie e funzioni di programmazione;

RILEVATO che una posizione unitaria del Consiglio regionale rafforzerebbe il peso istituzionale della Sardegna nel confronto con il Governo nazionale,

impegna la Presidente della Regione affinché

1) attivi con urgenza un confronto formale con il Governo e con il Ministro della giustizia, volto a valutare congiuntamente l’impatto della concentrazione dei detenuti in regime 41- bis negli istituti sardi;
2) chieda la definizione di criteri trasparenti e oggettivi di distribuzione territoriale dei detenuti sottoposti a regime speciale, improntati a equilibrio e proporzionalità;
3) sostenga, nelle sedi opportune, le iniziative parlamentari finalizzate a evitare un utilizzo distorto della previsione normativa relativa alle aree insulari ed in particolare volta a correggere la legge n. 354 del 1975 così come modificata dalla legge n. 279 del 2002 e dalla legge n. 94 del 2009;
4) riferisca al Consiglio regionale sull’evoluzione della situazione carceraria in Sardegna;
5) promuova una posizione condivisa tra tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio, al fine di tutelare gli interessi dell’Isola in modo serio, responsabile e istituzionalmente autorevole.

Cagliari, 18 febbraio 2026

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