CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 402/A
INTERROGAZIONE SORGIA – USAI – MULA – PIGA – RUBIU – FLORIS, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione di criticità del sistema di emergenza-urgenza pre-ospedaliera (118), sulla drammatica carenza di personale medico e sulle condizioni operative dei soccorritori.
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I sottoscritti,
PREMESSO che:
– la garanzia del diritto alla salute dei cittadini passa inevitabilmente per l’efficienza della rete dell’emergenza pre-ospedaliera (sistema 118), il cui compito è intervenire tempestivamente e stabilizzare i pazienti con patologie tempo-dipendenti direttamente sul territorio;
– il decreto del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70 (Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera), stabilisce parametri chiari per garantire questo diritto, imponendo la presenza di una unità operativa Mezzo di soccorso avanzato (MSA) ogni 60.000 abitanti. In Sardegna, il sistema 118 prevede ventiquattro unità operative territoriali, che dovrebbero avere in organico sei medici, sei infermieri e sei autisti ciascuna per poter garantire turnazioni di 24 ore per 365 giorni all’anno;
– le croniche difficoltà in cui opera la medicina territoriale spingono purtroppo i cittadini a un sempre più frequente ricorso improprio al sistema 118 per casistiche a bassa complessità clinica, generando un sovraccarico insostenibile per la centrale operativa e per i mezzi di soccorso;
CONSIDERATO che:
– le criticità investono drammaticamente l’intero sistema di soccorso a terra, ed in particolare si evidenzia:
– carenza di medici ed emergenza territoriale: a fronte di un fabbisogno di cento quarantaquattro medici dell’emergenza territoriale, si registra una spaventosa carenza di settanta unità (praticamente il 50 per cento in meno del necessario), a causa di pensionamenti mai rimpiazzati, scarsa partecipazione ai corsi e rinunce alle assegnazioni nelle sedi periferiche;
– demedicalizzazione dell’Isola: questo collasso dell’organico ha generato una demedicalizza-zione di fatto di vaste aree. Esistono sedi come Tempio Pausania e Sorgono dove i posti vacanti sono sei su sei (zero medici in organico), mentre a Porto Torres, Bosa, Ghilarza e Ozieri risulta in servizio un solo medico. La macro-carenza colpisce l’intera Sardegna: Oristano attende sedici medici, Sassari quattordici, Cagliari dodici e Nuoro undici;
– rischi per i pazienti e caso Nuoro: tale assenza di personale medico genera situazioni di estremo rischio per i pazienti tempo-dipendenti. Lo dimostra il tragico caso di cronaca avvenuto a Nuoro il 6 marzo ultimo scorso, dove, per un arresto cardiaco domiciliare occorso a una donna di ottanta anni (poi deceduta), sono intervenute due ambulanze ma in nessuna delle due era presente un medico a bordo;
– spreco di risorse e protocolli di invio: operativamente, la mancanza del medico costringe spesso il sistema all’invio congiunto di un’ambulanza infermieristica (India) affiancata da un mezzo di base (MSB) al solo scopo di completare l’équipe. Questa prassi genera un pericoloso spreco di risorse, impiegando due mezzi per un solo intervento e sguarnendo ulteriormente i territori limitrofi;
– condizioni dei soccorritori e postazioni 12 ore: postazioni di base di snodi territoriali cruciali, come Senorbì e Ortacesus, riescono a garantire la copertura per sole dodici ore giornaliere, lasciando sguarnito un vasto bacino d’utenza nelle ore notturne. Inoltre, il personale soccorritore operante sui mezzi di base percepisce rimborsi del tutto inadeguati e umilianti (spesso tra i 20 e i 40 euro per turni massacranti di dodici ore);
– si attende ancora il pieno avvio del Numero unico emergenze (NUE) 112 a Cagliari,
chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) quale piano di emergenza la Giunta regionale intenda mettere in atto nell’immediato per colmare la drammatica lacuna di settanta medici del 118 rispetto ai parametri del decreto del Ministro della salute n. 70 del 2015, e quali strategie incentivanti specifiche si vogliano adottare per attrarre medici nelle sedi periferiche attualmente a “zero medici” (come Sorgono e Tempio);
2) se si intenda fare piena luce, mediante le opportune verifiche con l’Azienda dell’emergenza e urgenza della Sardegna (AREUS), sull’evento critico registrato a Nuoro in data 6 marzo e sui protocolli di invio dei mezzi di soccorso, al fine di evitare lo spreco di risorse generato dall’invio doppio di ambulanze;
3) quali azioni urgenti si intendano adottare per estendere alle 24 ore le postazioni di base che attualmente coprono solo 12 ore (come Senorbì e Ortacesus);
4) se non ritengano doveroso avviare immediatamente un tavolo di confronto istituzionale per la corretta remunerazione e tutela della figura del soccorritore, garantendo rimborsi dignitosi;
5) quali siano le tempistiche reali per la piena implementazione del NUE 112 a Cagliari, prevedendo auspicabilmente un bando che favorisca l’inclusione lavorativa delle categorie protette (ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili).
Cagliari, 20 marzo 2026