CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 381/A
INTERROGAZIONE TICCA – SALARIS – FASOLINO, con richiesta di risposta scritta, sulla scadenza dei contratti dei medici “a gettone” nei pronto soccorso della Sardegna.
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I sottoscritti,
PREMESSO che i dati relativi all’attività sanitaria svolta in Sardegna dai medici “gettonisti” delineano un quadro di rilevante impatto sul sistema sanitario regionale, sia in termini di volumi assistenziali sia per il carico clinico e organizzativo sostenuto dai servizi coinvolti;
CONSIDERATO che migliaia di cittadini sardi risultano privi di medico di medicina generale e sono quindi costretti a recarsi nei pronto soccorso cittadini, dove risultano complessivamente impegnati da parte di Medical support team (MST Group) centosei medici, chiamati a garantire la continuità assistenziale nell’ambito dell’emergenza-urgenza in pronto soccorso;
EVIDENZIATA la distribuzione delle attività con settantasei professionisti operanti prevalentemente sui codici minori, mentre sessantasette siano coinvolti nella gestione dei codici maggiori, a conferma di una presenza imponente in termini di risorse umane impiegate;
VISTA l’analisi dei dati mensili che mostra un volume medio di 897 turni da 12 ore, suddivisi in 425 codici minori e 472 codici maggiori e che il sistema, su base annua, assorbe complessivamente 10.765 prestazioni, di cui 5.096 codici minori e 5.669 codici maggiori;
VALUTATO che il dato su rappresentato definisce la dimensione di un servizio che non può essere considerato marginale o residuale, ma che costituisce a tutti gli effetti un asse portante della risposta sanitaria territoriale, soprattutto in aree caratterizzate da fragilità strutturali e carenza di risorse;
CONSTATATO che per garantire una copertura strutturale di tale fabbisogno sarebbe necessario procedere all’assunzione di un numero significativamente maggiore di dipendenti rispetto all’organico attualmente disponibile, ma l’azienda si trova nell’impossibilità di attrarre in misura sufficiente le figure professionali richieste, sia per la generale carenza di personale sul mercato del lavoro sanitario sia per la ridotta attrattività dei contesti ad alta intensità assistenziale;
RICORDATO anche che, qualora avviate, le assunzioni non consentirebbero una sostituzione immediata delle risorse necessarie, in considerazione dei tempi tecnici di selezione, inserimento e forma-zione, nonché della specificità delle competenze richieste per la gestione dei codici maggiori;
RITENUTO che il fabbisogno espresso dai volumi di attività non è sostenibile, nel breve periodo, esclusivamente attraverso l’incremento dell’organico aziendale, ma impone il necessario ricorso a soluzioni organizzative alternative per garantire continuità, sicurezza e qualità dell’assistenza;
EVIDENZIATO che in assenza di un adeguato investimento politico-organizzativo, che per sua natura non può che essere strutturale e pluriennale, si configura un rischio concreto e imminente che, a partire dal 1° marzo 2026, le attività di pronto soccorso possano subire una sospensione totale o parziale, ovvero una drastica riduzione della loro operatività;
SOTTOLINEATO che tale scenario determinerebbe un progressivo indebolimento della capacità di risposta del sistema sanitario, con conseguenze rilevanti e immediate sotto molteplici profili, ma, in particolare, si avrebbero ricadute dirette sulla continuità assistenziale, compromettendo la gestione delle urgenze e delle emergenze, sull’equità di accesso alle cure, con un aumento delle disuguaglianze territoriali e sociali, e, più in generale, sulla tutela del diritto alla salute dei cittadini;
RIBADITO che la mancata pianificazione di interventi di medio-lungo periodo espone il sistema a un rischio sistemico, non limitato al singolo servizio, ma potenzialmente esteso all’intera rete dell’emergenza urgenza, con effetti difficilmente reversibili nel breve termine;
RITENUTO che la soluzione proposta dalla Giunta regionale di sovraccaricare i professionisti già contrattualizzati per la gestione dei codici maggiori con l’assegnazione, per quattro mesi, anche dei codici minori, non può essere una soluzione efficace per la tenuta del sistema dell’emergenza,
chiedono di interrogare la Presidente della Regione nonché Assessore regionale ad interim dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se sia a conoscenza di quanto su esposto;
2) se non ritenga che la soluzione prospettata di aggiungere anche la gestione dei codici minori ai medici già in affanno nella gestione dei volumi di attività dei codici maggiori possa ulteriormente aggravare la situazione dei pronto soccorso degli ospedali sardi;
3) quali provvedimenti intenda pertanto adottare nell’immediato per garantire la tenuta dei pronto soccorso sardi e soprattutto il diritto alla tutela della salute dei cittadini, che in numero sempre maggiore sono costretti a rinunciare alle cure.
Cagliari, 13 febbraio 2026