INTERROGAZIONE N. 371/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 371/A

INTERROGAZIONE MAIELI – COCCIU – CHESSA – PIRAS, con richiesta di risposta scritta, in merito alla paralisi attuativa del CSR Sardegna 2022-2027, con riferimento agli interventi SRD01 e SRD02 ed al concreto rischio di disimpegno automatico delle risorse comunitarie.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– la Regione è chiamata ad attuare la Politica agricola comune 2023-2027 attraverso il Complemento regionale per lo sviluppo rurale (CSR) Sardegna 2022-2027, in coerenza con il Regolamento (UE) n. 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio del 2 dicembre 2021 recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell’ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEA-GA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga i regolamenti (UE) n. 1305/2013 e (UE) n. 1307/2013;
– tale strumento non costituisce una facoltà politica, bensì un obbligo derivante dall’ordinamento comunitario, accompagnato da stringenti responsabilità in ordine all’utilizzo delle risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);

VISTO che:
– il Regolamento (UE) n. 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021 recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti, che sancisce il principio della sana gestione finanziaria e prevede il disimpegno automatico delle risorse non spese entro i termini stabiliti;
– il Piano strategico nazionale della politica agricola comune (PAC) 2023-2027, che individua negli investimenti strutturali il principale strumento di rafforzamento della competitività agricola;

CONSIDERATO che:
– gli interventi SRD01 e SRD02 rappresentano il cuore produttivo del CSR, destinati a sostenere investimenti, innovazione, trasformazione e valore aggiunto;
– senza tali interventi il CSR si riduce a un esercizio contabile privo di qualsiasi impatto reale sul sistema agricolo regionale;

RILEVATO che:
– l’intervento SRD01, pur formalmente bandito, risulta politicamente annunciato ma amministrativamente negato, non essendo mai state attivate le finestre per la presentazione delle domande;
– l’intervento SRD02 è stato oggetto di bandi annullati e rinviati, senza alcuna assunzione di responsabilità né comunicazione trasparente agli operatori del settore;

EVIDENZIATO che:
– ad oggi risultano operative quasi esclusivamente le misure a superficie, determinando uno squilibrio evidente e deliberato nell’attuazione del CSR;
– tale scelta, nei fatti, premia l’inerzia e penalizza l’impresa, scoraggiando investimenti e innovazione;

SOTTOLINEATO che con poco meno di ventiquattro mesi dalla conclusione della programmazione, la mancata attivazione delle misure strutturali non può più essere giustificata come ritardo tecnico, ma configura un fallimento dell’indirizzo politico e della capacità di governo del settore;

ACCLARATO che:
– i tempi tecnici residui risultano oggettivamente incompatibili con l’intero ciclo degli investimenti (bando, istruttoria, concessione, realizzazione);
– tale situazione espone la Regione a un rischio concreto, attuale e prevedibile di disimpegno automatico delle risorse comunitarie, con danni economici e reputazionali rilevantissimi;
– non è possibile pianificare e programmare in base al N+3, quando si hanno a disposizione i tempi dell’ordinarietà;

RITENUTO che l’evidente assenza di una strategia, di un cronoprogramma credibile e di decisioni tempestive rappresenti una responsabilità politica pienamente riconducibile agli organi di governo, e non scaricabile su strutture tecniche o organismi attuatori;

EVIDENZIATO, altresì, che il mancato utilizzo delle risorse FEASR non costituisce una semplice inefficienza amministrativa, ma un tradimento degli impegni assunti con l’Unione europea e con il mondo agricolo sardo,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) se ritengano ancora sostenibile, sul piano politico e istituzionale, l’attuale stato di attuazione del CSR Sardegna 2022-2027;
2) per quali scelte politiche gli interventi SRD01 e SRD02 risultino, nei fatti, paralizzati;
3) chi abbia assunto la responsabilità delle decisioni che hanno condotto all’annullamento e al rinvio dei bandi, senza soluzioni alternative immediate;
4) se si stia utilizzando l’N+3 come periodo ordinario e non come straordinario;
5) se sia stata valutata la possibilità che il disimpegno automatico delle risorse comunitarie costituisca un danno a carico di tutti gli imprenditori agricoli regionali, non per mancanza di risorse, ma solo per mancanza di decisioni.

Cagliari, 22 gennaio 2026

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