CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 367/A
INTERROGAZIONE USAI – TRUZZU – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi criticità organizzative, assistenziali e relazionali presso il Centro oncologico di Cagliari.
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I sottoscritti,
PREMESSO che:
– l’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività;
– la legge 23 dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del Servizio sanitario nazionale) afferma i principi di universalità, equità e rispetto della dignità della persona assistita;
– il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) e successive modificazioni prevede che l’organizzazione dei servizi sanitari debba garantire appropriatezza, qualità, efficienza ed equità delle prestazioni;
– la Regione, con legge regionale 11 settembre 2020, n. 24 (Riforma del sistema sanitario regionale e riorganizzazione sistematica delle norme in materia. Abrogazione della legge regionale n. 10 del 2006, della legge regionale n. 23 del 2014 e della legge regionale n. 17 del 2016 e di ulteriori norme di settore), definisce l’assetto del Sistema sanitario regionale (SSR) e gli strumenti di programmazione e governance;
– la Regione ha adottato il Piano regionale della prevenzione 2020-2025 (PRP) con deliberazione della Giunta regionale 28 dicembre 2021, n. 50/46 (Adozione Piano regionale della prevenzione 2020-2025) quale strumento di pianificazione per la promozione della salute, la prevenzione e la cultura della sicurezza delle cure;
CONSIDERATO che:
– il Centro oncologico di Cagliari-ARNAS G. Brotzu rappresenta un presidio sanitario di riferimento regionale e nazionale per la cura dei pazienti oncologici e oncoematologici, molti dei quali immunodepressi, anziani o affetti da patologie invalidanti;
– sono pervenute segnalazioni dettagliate e circostanziate da parte di pazienti oncologici in cura presso la struttura, relative a gravi disfunzioni organizzative e assistenziali;
RILEVATO che:
– le attese per le terapie trasfusionali si protraggono per ore oltre i tempi clinicamente giustificabili, anche in presenza di sacche di sangue già disponibili, con conseguente aggravio delle condizioni fisiche e psicologiche dei pazienti;
– i pazienti immunodepressi sarebbero costretti a lunghe permanenze in sale d’attesa affollate e prive di adeguate misure di protezione, esponendoli a rischi elevati di contagio;
– il sistema di gestione delle code tramite numerazione progressiva (elimina-code) risulterebbe non trasparente e incoerente, con chiamate effettuate fuori ordine e senza spiegazioni chiare ai pazienti;
– le terapie oncologiche e trasfusionali vengono effettuate al sesto piano della struttura, mentre agli accompagnatori dei pazienti viene imposto di attendere al piano terra, privando i malati del necessario supporto fisico e psicologico (deambulazione, gestione degli effetti collaterali, stress emotivo);
– tale modalità organizzativa appare in contrasto con gli obiettivi regionali di centralità della persona assistita, umanizzazione e sicurezza delle cure, richiamati negli strumenti di programmazione del SSR;
– sono state segnalate criticità nella gestione dei dispositivi venosi centrali del catetere centrale ad inserzione periferica – Periphelly inserted central catherer (PICC), comportamenti non consoni al contesto sanitario e un generale clima di mortificazione dei pazienti;
– un paziente affetto da mielofibrosi ha rinunciato a una trasfusione salvavita come gesto estremo di protesta, evidenziando una situazione di grave disagio e perdita di fiducia nel percorso assistenziale,
chiedono di interrogare la Presidente della Regione in qualità di Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale ad interim per sapere:
1) se sia a conoscenza delle criticità organizzative, assistenziali e relazionali segnalate presso il Centro oncologico di Cagliari ARNAS G. Brotzu e se risultino pervenute analoghe segnalazioni formali o informali;
2) se intenda disporre un’ispezione urgente, anche tramite i competenti servizi regionali, per verificare il rispetto delle normative vigenti, dei protocolli clinico-organizzativi e dei diritti dei pazienti;
3) se esistano protocolli ufficiali e atti aziendali che disciplinano la gestione delle priorità e delle liste di attesa per terapie trasfusionali e oncologiche e, in caso affermativo, come sia garantita la loro applicazione uniforme e verificabile;
4) se esistano protocolli ufficiali e atti aziendali che disciplinano l’accesso o la prossimità degli accompagnatori durante le terapie al sesto piano e se tali protocolli tengano conto delle esigenze cliniche, fisiche e psicologiche dei pazienti;
5) se non ritenga necessario rivedere con urgenza l’attuale organizzazione che obbliga gli accompagnatori ad attendere al piano terra, prevedendo modalità che consentano l’assistenza almeno ai pazienti fragili o non autosufficienti;
6) quali iniziative intenda assumere per garantire trasparenza, equità, sicurezza, umanizzazione delle cure e rispetto della dignità dei pazienti oncologici, in coerenza con la programmazione regionale (Piano regionale dei servizi sanitari) e con gli atti di pianificazione.
Cagliari, 8 gennaio 2026