CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 321/C6
INTERROGAZIONE FLORIS – TRUZZU – PIGA – CERA – MASALA – MELONI Corrado – MULA – RUBIU – USAI, sull’assenza nel territorio regionale di centri diurni e residenziali per minori disabili autistici e malati psichiatrici.
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I sottoscritti,
PREMESSO che:
– l’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) e successive modifiche ed integrazioni, definisce la condizione di handicap grave per individui con limitazioni significative dell’autonomia personale, che necessitano di assistenza permanente, continuativa e globale e sancisce il diritto a misure di supporto sociale, sanitario e riabilitativo mirate;
– la legge 21 maggio 1998, n. 162 (Modifiche alla L. 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave), ha introdotto piani personalizzati di assistenza e supporto per persone con disabilità grave, rafforzando il sostegno alle famiglie e l’accesso a servizi specifici e territorialmente accessibili;
– la legge regionale 30 maggio 1997, n. 20 (Nuove norme inerenti provvidenze a favore di persone residenti in Sardegna affette da patologie psichiatriche. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 27 agosto 1992, n. 15 concernente: “Nuove norme inerenti provvidenze a favore degli infermi di mente e dei minorati psichici residenti in Sardegna”), oltre a fornire aiuti finanziari a persone con disturbi psichiatrici, ravvisa la necessità di realizzare piani individualizzati sviluppati congiuntamente dai servizi sociali comunali e dalle Aziende sanitarie locali (ASL) competenti;
CONSIDERATO che:
– secondo le recenti linee guida ministeriali e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), i centri diurni e/o residenziali dedicati a minori con disturbi dello spettro autistico o con gravi patologie psichiatriche sono strutture ritenute essenziali per un trattamento terapeutico cognitivo-comportamentale ed educativo efficace, continuativo e multidisciplinare;
– la mancanza di tali centri in Sardegna costringe le famiglie a cercare assistenza fuori Regione, principalmente ad Assisi o Milano, con costi elevati per la famiglia e inevitabili conseguenze psicologiche negative per i minori;
– è emblematico il caso di un minore sardo con disturbo dello spettro autistico di livello 3, iperattivo e autolesionista che, non potendo ricevere un’idonea assistenza per mancanza di strutture adeguate nella propria regione, è stato costretto a fare richiesta ad un centro di Assisi e a seguire, a pagamento, una terapia farmacologica a Pisa, con notevoli sacrifici economici e personali per la famiglia;
ACCERTATO che:
– sia l’ASL competente che l’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, interpellati da cittadini e associazioni, hanno confermato la totale assenza di strutture regionali per minori psichiatrici e autistici e la mancanza di pianificazione specifica in merito;
– la carenza di questi centri è aggravata dall’aumento costante delle diagnosi di disturbi dello spettro autistico, come riportato dal Centro disturbi pervasivi dello sviluppo dell’Azienda di rilievo nazionale ad alta specializzazione (ARNAS) G. Brotzu, con un incremento percentuale rilevante negli ultimi cinque anni;
RILEVATO che:
– l’attuale assenza di centri diurni e residenziali per minori con disabilità psichiche o autistiche rappresenta una grave lacuna nella rete dei servizi socio-sanitari regionali;
– tale mancanza incide direttamente sul diritto alla salute, all’istruzione, alla riabilitazione e all’inclusione sociale garantito dalla Costituzione e dalle leggi nazionali e regionali;
– è responsabilità della Regione assicurare una presa in carico completa e continuativa dei soggetti più vulnerabili, soprattutto in età evolutiva, prevedendo un percorso che accompagni il minore fino all’età adulta;
– la mancata attivazione di strutture idonee, pubbliche o convenzionate, determina il rischio concreto di cronicizzazione delle condizioni cliniche, di isolamento e di impoverimento delle famiglie, che spesso non dispongono di mezzi economici o strumenti adeguati ad affrontare situazioni di disabilità psichica grave;
APPURATO che:
– esistono strutture, come ad esempio SuperHando, realizzata nel Comune di Settimo San Pietro iniziata nel 2010, costata circa dieci milioni di euro, quasi completata ma mai inaugurata, versa in stato di abbandono e degrado, pur essendo stata concepita per creare un centro regionale per il superamento dell’handicap e dello svantaggio sociale e come punto di riferimento strategico per l’ambito territoriale del PLUS 21 e per l’intera area metropolitana di Cagliari;
– la possibilità di utilizzare o adattare strutture esistenti di proprietà pubblica, permetterebbe un’attivazione rapida e con costi contenuti rispetto alla realizzazione ex novo, garantendo risposte immediate a un bisogno sociale e sanitario urgente;
– a seguito della determina dirigenziale RAS n. 27649 del 7 ottobre 2024, il Comune di Settimo San Pietro ha pubblicato un avviso, approvato con determinazione n. 365 del 22 aprile 2025, per individuare operatori economici interessati a proporre interventi di completamento, ristrutturazione, arredo e gestione del centro SuperHando,
chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se la Regione abbia previsto, nel piano socio-sanitario o in altri strumenti di programmazione, la realizzazione o l’attivazione di centri diurni e residenziali per minori con disabilità psichica o disturbi dello spettro autistico, specificando tempi, modalità e risorse allocate;
2) se la Giunta regionale intenda avvalersi dell’utilizzo della struttura SuperHando di Settimo San Pietro, anche mediante suddivisione in lotti funzionali o in affidamento graduale, per renderla pienamente operativa come centro per la disabilità psichica e autistica in età evolutiva;
3) se si consideri opportuno avviare una mappatura regionale delle strutture pubbliche o private adatte a essere riconvertite in centri per minori disabili psichici o autistici, al fine di creare una rete territoriale estesa e accessibile;
4) se la Regione intenda promuovere ulteriori accordi e convenzioni con le Aziende sanitarie locali (ASL), i comuni e le associazioni del terzo settore, per assicurare percorsi terapeutici e riabilitativi integrati, coordinati e sostenibili per le famiglie;
5) se si preveda l’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra Regione, enti locali e rappresentanze familiari, per definire un piano regionale organico per i minori con disabilità psichiche e autistiche, comprendente interventi residenziali, semiresidenziali e domiciliari;
6) quali misure immediate si intendano adottare per ridurre il ricorso a strutture extra-regionali, evitando che i minori sardi debbano essere separati dai propri nuclei familiari per ricevere trattamenti terapeutici di base che dovrebbero essere garantiti nel loro territorio.
Cagliari, 3 novembre 2025