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Resoconto della seduta n. 90 del 30/12/2020

XC SEDUTA

Mercoledì 30 dicembre 2020

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 43.

CERA EMANUELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 dicembre 2020 (84), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Sara Canu, Daniele Secondo Cocco, Carla Cuccu, Domenico Gallus, Annalisa Mele, Pietro Moro, Antonio Mario Mundula, Pierluigi Saiu e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta del 30 dicembre 2020.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Il consiglio è sospeso per 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 45, viene ripresa alle ore 11 e 07.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n. 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 108/A.

Siamo all'esame dell'emendamento numero 794.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Grazie Presidente, nel riprendere la seduta questa mattina rispetto al dibattito di ieri mi ricollego a quel che diceva l'onorevole Li Gioi in relazione al fatto che mi ha portato alla memoria il 1994, che è la legge alla fine, l'anno della legge di riferimento, avevo diciott'anni non esisteva turismo interno in Sardegna, ero l'unico insieme a un mio compagno di classe, scusi Presidente, poi le chiedo… grazie… ero l'unico insieme a un mio compagno di classe che aveva origini la nonna e i nonni materni di Orune che visitava sistematicamente le zone interne, perché c'era una paura per i sequestri. Nel 1997 viene rapita Silvia Melis, nel 1994 non esisteva Internet come lo conosciamo oggi, cinque anni dopo la caduta del muro di Berlino, la Apple lanciava il suo primo Macintosh, Kurt Cobain veniva a mancare, inizia il genocidio in Ruanda, le prime elezioni libere in Sudafrica, riapre al pubblico la Cappella Sistina, non sapevate neanche che fosse stata chiusa, muore Ayrton Senna, Craxi abbandona l'Italia, viene trovato a San Carlos de Bariloche in Argentina Priebke, viene inaugurato il tunnel sotto la Manica, c'è il cessate il fuoco in Jugoslavia, aderiscono all'UE, all'Unione europea Austria, Finlandia, Svezia, Norvegia che poi non ratificherà il trattato, l'IRA dichiara il cessate il fuoco, l'Iraq smobilita le truppe al confine col Kuwait, Kohl vince le elezioni, vengono individuati i responsabili della Uno Bianca, la banda vi ricordate? L'Achille Lauro brucia, c'è la prima Play Station a 32 bit, a Tokyo ultimo concerto di Frank Sinatra, perché dico questo, Presidente? Perché voi fate riferimento a una legge del 1994, il mondo è cambiato, un giovane oggi, giovani anche che sono seduti in quest'Aula, penso agli onorevoli Solinas, Ciusa, Piras, Orrù, Meloni, Pais che avevano 4, 3, 5, 2, 6, 7, 4, 12, 15, vent'anni, compreso lei, Presidente, aveva vent'anni, nel 1994. Se ci avessero detto che una legislatura del 2020 nella nostra Regione in termini strategici e di sviluppo avesse fatto riferimento a una legge del 1994 che cosa avremmo pensato da ragazzi? Lascio la domanda e non do risposta. Avremmo pensato ad una strategia, a una classe politica lungimirante, avremmo pensato a idee innovative che guardano al futuro? Avremmo…

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 12, viene ripresa alle ore 11 e 37.)

Prego i colleghi di prendere posto. Riprendiamo i lavori dell'Aula. Quindi proseguiamo con le dichiarazioni di voto.

Emendamento numero 794.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie Presidente, sull'ordine dei lavori, avrei bisogno di parlare proprio cinque minuti con i colleghi Capigruppo di maggioranza, c'è un aspetto, ho qualche perplessità anche da parte del Gruppo Lega, grazie.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 39, viene ripresa alle ore 11 e 45.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n. 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A)

PRESIDENTE. Prego i Consiglieri di prendere posto e di rientrare in Aula.

Emendamento 794.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, due giorni di interventi e sollecitazioni da questa parte dell'Aula non hanno scaturito effetti evidenti, o meglio gli effetti evidenti sono quei capannelli che anche nei suoi interventi, Presidente, lei più volte ha sottolineato, il fatto che l'Aula nella giornata di ieri fosse viva, al posto suo Presidente, se mi permette, avrei usato le sue prerogative per far rispettare il silenzio che chi interviene deve avere attorno per poter essere chiaro e poter essere capito. Però quella vivacità era anche figlia degli argomenti che come opposizione abbiamo sollevato e quindi non possiamo che prendere atto anche di questo, evidentemente non erano temi così campati per aria, anzi da più parti sono arrivate segnalazioni riguardo il fatto che alcuni dei problemi che abbiamo sollevato in particolare il rischio di speculazioni fosse molto vicino alla realtà, ci sono casi concreti, ci sono esempi di avvenimenti che stanno accadendo nei diversi territori e c'è la necessità di fare chiarezza. Ora in questa discussione c'è un convitato di pietra ed è l'Assessore regionale, io capisco che in maggioranza ci siano sfumature diverse anche rispetto a quello che questo articolo 1 potrebbe comportare, ci siano anche esigenze diverse dai diversi territori, però l'Assessore regionale ha l'obbligo di portare qui una visione unitaria di Sardegna, ha l'obbligo di considerare le ripercussioni che una legge può avere da Santa Teresa di Gallura a Giorgino, ha l'obbligo lui sì! Gli altri consiglieri sono eletti nei loro territori e legittimamente presentano anche una visione parziale, io sono convinto che a Barrali questa legge non crei gli scompensi economici, urbanistici, paesaggistici che può creare per esempio nel territorio della Gallura. Allora, Assessore, questi temi vanno chiariti, il suo silenzio in quest'Aula è pesante, anche perché noi abbiamo sollevato perplessità in relazione a una parola quella speculazione che in questa fase di crisi economica assume dei risvolti che non possiamo trascurare. Non c'è report delle antimafie, del ministero degli interni e di autorevoli osservatori che non segnali il pericolo in questa fase dell'arrivo di capitali inquinati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente buongiorno, intanto per fare il punto della situazione nel senso allora le crisi di solito generano, possono ingenerare delle grandi opportunità se a governare però i processi sono dei sistemi di governo capaci di affrontare la crisi che si pone e lo fa negli interessi collettivi. Quello che sta accadendo con questo testo, e l'ha sottolineato l'onorevole Zedda, è una visione davvero anacronistica, cioè un passo indietro notevolissimo, che rischia di avvantaggiare chi dalle crisi è bravo a cogliere poi dei vantaggi. E spesso non sono le persone più deboli, i sardi che si aspettano grandi proposte da parte nostra, ma delle volte possono essere delle persone su cui noi non dovremmo mai aprire delle porte o delle finestre. Ha ragione l'onorevole Agus, serve una visione unitaria di Sardegna, non dei pezzi. Io nelle interviste che ha effettuato il presidente Solinas, ho letto una volontà di costruire questa visione unitaria, che però viene costantemente buttata al macero da lei in questo momento, anche con le sue dichiarazioni. Io non penso che sia opportuno continuare a scrivere sui social per far credere alle persone che noi stiamo bloccando un qualche cosa che voi avete portato nei tempi. L'ho già detto ieri. Intanto avevamo chiesto che una norma su la legge urbanistica fosse portata nei tempi, perché già da settembre io avevo chiesto di iniziare l'iter, cosa che non è accaduta. Cioè il testo di legge è arrivato davvero poco tempo fa se lo guardiamo nel concreto, e noi siamo stati anche onesti nel farvi vedere gli emendamenti e discutere gli emendamenti in Commissione, piuttosto che gli articoli. L'ho già detto, saremmo potuti essere ancora in Commissione, e invece siamo qua e non stiamo creando nessun muro, perché noi davvero crediamo che questa legge così non vada bene. Ma non va bene per una visione strategica d'insieme, non va bene neanche per voi, non va bene per nessuno. Io non capisco per chi è scritta questa legge! E a pensar male poi si rischia anche di azzeccarci delle volte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, la collega Maria Laura Orrù mi ha preceduto nell'oggetto del mio intervento, perché obiettivamente sono rimasto negativamente sorpreso dal post di stamattina dell'assessore all'urbanistica Quirico Sanna su Facebook. A me dispiace Quirico, dato che ci conosciamo da tempo e ci stimiamo reciprocamente, che tu continui in questa campagna mediatica lanciando messaggi che sono sicuramente distorti rispetto alla realtà. Tu sai benissimo che sin dal primo momento in Commissione abbiamo avuto un atteggiamento collaborativo…

PRESIDENTE. Onorevole Li Gioi, le chiederei di rivolgersi all'Assessore usando del lei, poi capisco i rapporti confidenziali che anche tra di noi ci sono, però in quest'Aula manteniamo quella formalità che è dovuta.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, mi scusi, ha perfettamente ragione, ma non mi offenderei se lui mi chiamasse Roberto.

Comunque, Assessore, perché raccogliere un pugno di likes con post di questo tipo sicuramente non va a suo vantaggio secondo me. Diciamo le cose come stanno, noi non siamo i cattivi e voi i buoni. Noi dovremmo essere tutti buoni in quest'Aula, perché vogliamo tutti il bene della Sardegna e noi da settimane ormai vi stiamo dicendo che vorremmo una legge che possibilmente non sia impugnata e che quindi porti vantaggi agli imprenditori e a tutti i cittadini sardi, e non poi svantaggi. Ve lo stiamo ripetendo, non possiamo urlarlo, ci sono i microfoni che amplificano la nostra voce, però se voi rimanete fermi su quelle posizioni noi cosa possiamo fare? Però noi non ci mettiamo a scrivere post su Facebook, affermando cose che non sono vere, perché poi Assessore su Facebook le cose rimangono. Bisogna stare attenti anche quando scriviamo le virgole su Facebook, perché che poi rimangono e ti ritornano come un boomerang. Quindi lo sto facendo anche nel suo interesse, e a me dispiace che lei continui costantemente a presentare l'opposizione come quella del no ideologico, perché io non sono assolutamente per un no ideologico assolutamente, e l'ho dimostrato in ogni circostanza. E non va bene, perché ci vorrebbe una un atteggiamento collaborativo, perché soltanto con un atteggiamento collaborativo si riesce a fare una legge che poi non porta danni, grossi danni, e non per colpa nostra. Mi spiace ma sono stato costretto a fare questo intervento, perché ritengo che ci sia un limite a tutto. Buon lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Presidente, buongiorno alle colleghe e ai colleghi dell'Aula. Oggi è un altro giorno, assessore, non di ostruzionismo ma solo ed esclusivamente di dialettica politica all'interno di un dibattito importante che riguarda il futuro della Sardegna, come ha giustamente detto lei ieri. Allora se questa legge riguarda il futuro della Sardegna le opposizioni che intervengono non fanno ostruzionismo, ma cercano solo ed esclusivamente di chiarire esattamente la loro posizione in merito e in virtù di questo disegno di legge. Allora se nella dialettica politica corretta, trasparente, tra di noi ci si deve confrontare, io credo che anche quello che debba emergere all'esterno di quest'Aula non sia il classico dibattito che da lei non mi aspetto di attacco alle opposizioni, solo ed esclusivamente perché cercano di intervenire, ma mi aspetto da lei sempre e comunque una rivendicazione di quello che state proponendo. Noi continueremo a dire che questo disegno di legge nei prossimi anni avrà degli effetti e produrrà effetti negativi e nefasti per il nostro territorio. Abbiamo detto che è fuori da dagli annali. Io nel 1994 avevo 14 anni, voi state facendo riferimento ad una vita che non appartiene più a me e che non apparterrà di certo alle generazioni future. Quello che vi chiediamo e spero che i prossimi dieci giorni possano portare consiglio e di rivalutare e rivedere attentamente questo articolo 1, perché questo articolo 1, poter costruire nell'agro, trasformare i fienili in residenze, perché i cambi di destinazione d'uso sono presenti nel comma 3 di questo articolo 1, faranno davvero tanti danni e non daranno certezza a nessuno, soprattutto a chi ha voglia di vivere il proprio territorio, il proprio paesaggio in maniera più naturale e più sostenibile, niente a che fare con costruzioni all'interno dell'ettaro e dell'agro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, il collega Li Gioi mi ha ispirato un detto latino che è "verba volant, scripta manent", o anche Facebook manent nel caso in cui appunto l'assessore molte volte si lascia andare a commenti e dichiarazioni, che poi vengono a essere chiaramente difformi rispetto a quello che è il contenuto dei testi normativi che all'interno di quest'Aula si portano, ed anche la volontà sottesa all'avanzamento di alcune proposte legislative, come quella che sta passando oggi, ma come altre che abbiamo avuto modo di vedere e analizzare nelle Commissioni ed in quest'aula negli scorsi mesi. La difformità tra quelle che sono le vostre dichiarazioni, molte volte degli spot elettorali, pura propaganda certe altre, e invece il contenuto delle leggi che voi portate avanti. Questo mi fa pensare e ha introdotto un ragionamento molto interessante il collega Agus prima che merita di essere approfondito. Mi fa pensare a chi, l'ho già menzionato io anche nei miei interventi nei giorni scorsi, a chi avvantaggi veramente. A pensar male molte volte ci si azzecca, ma non pensiamo male, voglio accedere alla teoria del fatto che comunque sia, come diceva la collega Orrù, questa legge non si è calcolato chi effettivamente questa legge possa andare ad avvantaggiare, ed il collega Agus come dicevo ha introdotto un ragionamento molto interessante relativo alle speculazioni, perché speculazione non è crescita, speculazione fa rima con un divario sociale, speculazione fa rima con accentuazione e sfruttamento delle crisi, certe altre volte abbiamo visto anche internazionalmente come stimolazione delle crisi. E l'Italia è stata vittima molte volte anche soprattutto a livello finanziario di queste dinamiche. Ed è quindi questo il ragionamento che noi vorremmo portare all'interno di quest'Aula e che la minoranza sta portando, perché se è vero che la speculazione non fa crescere nessuno, non fa crescere sicuramente i sardi, non permette ai nostri giovani di emergere, permette di emergere invece a dinamiche oscure, torbide, di cui poi noi saremmo vittime non tanto adesso, quanto anche e soprattutto nel futuro che vedrà la nostra isola magari deturpata, vedrà la nostra isola magari sviluppatasi in un modo oltre che non confacente alle proprie caratteristiche peculiarità naturalistiche, anche alle proprie esigenze di sviluppo, quello sviluppo che vogliamo noi, organico, non di sicuro…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, bene intervengo dopo la pausa che ci ha consentito di riposare e di riflettere ulteriormente e intervengo anche dopo aver letto quanto riportato, quanto scritto per l'ennesima volta dall'assessore sui social. Guardi, Assessore, credo che il suo maldestro tentativo di scaricare le responsabilità sulla minoranza sia proprio un tentativo molto maldestro. E' maldestro perché noi abbiamo contestato i contenuti della proposta di legge, del disegno di legge, il metodo, i tempi. Parlo dei contenuti. Abbiamo detto no all'urbanizzazione dell'agro, abbiamo detto no a un impoverimento del settore agricolo, abbiamo detto no e diciamo no al consumo del suolo per come state proponendo le disposizioni di legge. Abbiamo detto no al metodo, perché avete lavorato su un testo di legge, su un disegno di legge che non è quello che sta arrivando in Aula e che non è quello licenziato dalla Commissione, e non è nemmeno quello che è stato sottoposto al parere dei tanti attori che vi hanno detto no, ma anche di quelli che vi hanno detto sì.

I tempi. Signori, una legge di questo tipo ha bisogno di tempo perché non sia una legge pasticciata, raffazzonata, approssimativa, perché non venga impugnata e soprattutto perché sia leggibile e applicabile da tutti senza difficoltà alcuna. Un provvedimento che non è la riproposizione del Piano casa, signori, e lo sapete bene, lo sa bene l'assessore, quando dice il cosiddetto Piano Casa, non è la riproposizione del Piano Casa, c'è ben altro qua dentro. E' una modifica della norma che avrà delle ripercussioni nefaste per la Sardegna. Allora, Assessore, la invito ad assumersi le sue responsabilità e a non scaricarle sulla minoranza che fa il suo lavoro, mette in evidenza quelle che sono le difficoltà, le criticità, le divergenze di posizione, tutte le cose che noi abbiamo detto finora e che evidentemente fate finta di non voler ascoltare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desiré Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Grazie Presidente. Evidentemente, Assessore, lei ha qualche problema con i social. Lo dico perché lei è stato il protagonista di un like che lei ha messo in qualità di Assessore regionale della Sardegna in un post, glielo ricordo anche perché ce l'ho salvato, in un post sessista nei miei confronti. Lei ha messo il like. Quindi due sono le cose, o lei lo è, oppure lei non sa utilizzare questo social. Lei scrive: "Tutta l'opposizione è impegnata in un ostruzionismo che porterà a ritardare l'approvazione del DL 108, Piano Casa, è giusto che si sappia", balla! Bugia! Lei scrive una bugia, perché l'opposizione che è qua non fa nessun ostruzionismo. L'opposizione che è seduta in questi banchi, caro Assessore, nel momento in cui voi, tra cui lei, ha portato questa legge in Commissione, che non ha niente a che fare con quella che oggi arriva qua nei banchi del Consiglio, era un'oscenità, erano liberi tutti, fate quello che volete. E allora quando parla di verità, caro Assessore, lei deve essere il primo a trascrivere la verità ed è quella che le racconto, ed è quello che hanno vissuto tutti i Consiglieri, maggioranza e opposizione. Era quella che raccontava che anche nelle coste si poteva ampliare, e poi è intervenuto il suo Governatore ed è tornato indietro sui suoi passi, perché gli stessi vostri elettori vi sono andati contro. E allora quando dice che noi siamo contro il Piano casa lei dice una bugia, perché noi non siamo contro il Piano casa, noi siamo contro questo obbrobrio che avete portato di Piano casa. Lei è un Assessore e quando scrive, utilizzando anche i social, deve scrivere la verità, non le bugie che racconta, perché nessuno ci crede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). presidente, ma io vorrei riportare i colleghi a un ragionamento serio e parlare di Piano Casa, perché dovesse tirar fuori tutto quello che è stato scritto ultimamente sui social ci sarebbe da vergognarsi, e non soltanto noi, ma qualcun altro. Perché un conto è che l'Assessore, io l'ho invitato pubblicamente di astenersi a commenti di un certo tipo, non perché abbia per caso commesso un reato, però comunque diciamo per creare quelle condizioni in Aula eccetera. Però, in quanto a scrivere sui social, Presidente, mi sembra poco rispettoso che alcuni colleghi generalmente quando uno scrive qualcosa poi ci siano dei commentatori che ti imprecano, che ti maledicono, ti chiedono la morte, e chi ha scritto non dice nulla. Io personalmente dovesse scrivere qualsiasi persona qualcosa di diverso da quella che è la normale dialettica per me è cancellato, invece sono successe delle cose gravi di questo tipo, spero che non ci sarà occasione in quest'Aula di poter anche leggere molte volte come ci comportiamo tutti noi. Quindi un invito, in primis a me stesso e a tutti, di cercare di tenere un comportamento corretto in primis tra di noi, perché siamo tutti i Consiglieri regionali e quando c'è la correttezza non c'è divisione tra maggioranza e opposizione. Poi ce ne possiamo dire, quando all'onorevole Zedda ma cosa sta dicendo, ma stiamo parlando di dialettica, non certo di cose che io mi posso permettere di dire nei confronti di colleghi o tantomeno scrivere. Quindi io inviterei un po' tutti a fare un ragionamento su chi non solo oggi ha fatto delle cose che magari non dovevano essere fatte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Allora, in questo caso più della lesa maestà credo che i colleghi volessero sottolineare il fatto che l'Assessore, invece di intervenire in Aula per comunicarci questa difficoltà, abbia preferito scriverlo in un social network. Siccome l'accusa è diametralmente opposta anche al nostro atteggiamento, noi ribadiamo un concetto. Se c'è un problema connesso alla mancata proroga del Piano Casa, si sospendano i lavori per cinque minuti, si presenti una proroga secca del Piano casa che può entrare anche con la procedura d'urgenza visto il tema, la si approvi e poi si continui a discutere il testo, se c'è quel problema. Dire che l'opposizione sta bloccando la proroga del Piano casa quando dentro ci avete inserito di tutto è mistificazione. Se deve mistificare, Assessore, prenda la parola e lo faccia qui in Aula, ci dia modo di rispondere senza doverle commentare il post, semplicemente questo, perché non è che i nostri profili sono gestiti da qualcuno esterno, almeno qui dentro impariamo a dirci le cose guardandoci negli occhi. Io ribadisco quella proposta e aggiungo anche un tema, la mancata proroga, e quindi la scadenza del 31, creerà qualche effetto, in assenza di proroga quello che esiste decade, poi sarà una nuova legge, questo almeno è quello che alcuni tecnici sostengono. Verifichiamo anche questo aspetto perché realmente non costa niente presentare un'altra legge, approvare quella e rendere più sereno il termine dell'anno solare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, semplicemente per una cosa, e chiudo in maniera veloce, cioè alla luce di quello che ha detto il consigliere Agus, giusto per capirci, se noi in quella saletta decidiamo qualcosa mi auguro che lo portiamo avanti, e quindi non ci deve essere messaggio di nessun tipo che noi dobbiamo andare a votare e approvare un emendamento per fare una proroga, vorrei ricordare che è stata già impugnata l'altra proroga. Noi andiamo avanti e ci lavoriamo sulla base delle cose che ci siamo detti. È chiara anche un'altra cosa, e vi ringrazio perché è stato presentato un emendamento e ce ne siamo preoccupati, che da qui, dal 31, fino ad approvare questa legge in quel periodo ci saranno io mi auguro, così come abbiamo detto, sei o sette giorni entro i quali non si possono presentare i famosi progetti, ma bisogna aspettare l'approvazione della legge. Abbiamo un passaggio che dipenderà da noi, diciamo dal primo in poi, quando verrà approvata la legge, ma non è che decade la legge o deve succedere chissà che cosa, e qualcuno di voi ha presentato un emendamento in questa direzione. Seconda cosa, ho sentito sempre lei, consigliere Agus, sulla speculazione in agro, perché sta uscendo anche questo messaggio, ed è un messaggio sbagliato, quello di poter dire che sembrerebbe che in quest'Aula ci siano dei faccendieri, che noi stiamo andando a coprire chissà quale operazione di speculazione di che cosa. Non è così, abbiamo dato disponibilità di poter vedere anche con un emendamento orale, e voi avete detto che siete anche d'accordo, in che modo possiamo dare un segnale contrario al messaggio che qualcuno vorrebbe dare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. In relazione a quello che hanno detto gli onorevoli Agus e Mura, c'è una prima questione che è legata al fatto che non è che una legge decade, semplicemente non produce i suoi effetti perché ha una scadenza. C'è un primo aspetto, la legge non decade perché non c'è un provvedimento di decadenza, la legge cessa i suoi effetti perché ha una scadenza. Da questo punto di vista la scadenza della legge al 31.12 e il fatto di far slittare l'approvazione della legge a gennaio, legge che contiene anche la proroga del Piano casa, può essere definita tecnicamente una proroga, sì o no? Se avete chiarito questo aspetto con un parere da parte degli Uffici legislativi del Consiglio e dell'Assessorato, tentiamo.

Secondo aspetto. Avete chiarito l'elemento che l'inserimento della proroga in una legge difficile, mettiamola così, da un punto di vista della tecnica legislativa e che possa reggere davanti a un intervento della Corte costituzionale non determini poi il blocco e una serie di ulteriori problematiche? Quindi non sarebbe stato preferibile scorporare dal testo l'elemento proroga Piano casa?

Terzo aspetto. L'elemento della speculazione non è dato dal fatto che si abbia una certezza, ci mancherebbe che qualcuno di noi stia intervenendo nell'acquisto di terreni che potrebbero beneficiare del provvedimento che noi voteremo, è dato da un altro aspetto, da un fatto nuovo emerso il 2 dicembre 2020. C'è un'impennata di interdittive antimafia che fanno balzare la Regione, che storicamente aveva l'assenza di queste problematiche, la Regione Sardegna, da zero del 2019 a 8 interdittive antimafia, sarebbe poco preoccupante se non fosse un dato nazionale drammatico, e cioè le Marche passano da…

PRESIDENTE. Grazie, poi continua, grazie, veramente, grazie mille.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto favorevole rispetto a questo emendamento e per dire che credo di intervenire su ogni emendamento da qui a quando termina la seduta. Perché leggere grande Assessore, sono proprio curioso di vedere con quale faccia si presenteranno i propri elettori consiglieri di opposizione che osteggiano questa legge, Roberto Li Gioi, Giuseppe Meloni, Gian Franco Satta, Desirè Manca e company, mi fa capire che siamo nella giusta direzione, se non altro perché conosciamo bene i soggetti dai quali provengono queste critiche. Io personalmente mi presenterò, semmai dovesse accadere perché non è detto che accadrà, sempre a fronte alta davanti ai miei elettori, però io credo che lei sta commettendo un errore quando fa questi post magari senza parlarne in Aula semplicemente per cercare di arringare un po' le folle a suo favore, in qualche maniera, in un momento di difficoltà, di oggettiva difficoltà causata da lei, Assessore, quando arriva in ritardo con una legge così importante, e quindi oggi siamo costretti a discutere della proroga. È lei che è arrivato in ritardo, e lei che è andato alla terza proroga, non noi, ricordiamolo bene questo, quindi non siamo noi che stiamo causando i ritardi. Poi non so bene se questo Sindaco, badate bene, Sindaco, parli come Sindaco o parli come tecnico, non ho capito bene come parli, è da chiarire questo, magari sarebbe interessante saperlo, però dovrebbe sapere a tutela anche del suo territorio questo Sindaco che se avesse ascoltato bene ciò che ho detto anche nei giorni scorsi probabilmente avrebbe fatto diverse considerazioni a tutela del suo territorio, perché se non sbaglio è un Sindaco che sta adeguando il suo PUC al PPR e sta incontrando mille difficoltà, e nelle scale dell'Assessorato dice altre cose rispetto a quelle che sono la condotta dell'amministrazione regionale, salvo poi nella piazza di facebook dover ovviamente scodinzolare a presso ai governanti di turno, salvo poi, salvo poi, ma se questo è il clima allora cercheremo di essere un po' tutti più attenti anche rispetto a quello che accadrà nelle zone agricole nei prossimi mesi, staremo molto, molto attenti. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 794.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 794.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANAFRANCO (PD). Chiedo la votazione a scrutinio segreto degli emendamenti numero 795 e 793.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

Solo sull'ordine dei lavori può intervenire.

MURA FRANCESCO (FdI). Volevo chiamare i miei colleghi Capigruppo per richiamare le persone che sono presenti in Aula affinché possano partecipare al voto. Se non è sull'ordine dei lavori… chiedo scusa, mi faccia finire, Presidente… onorevole Comandini, il mio intervento è frutto della mia inesperienza, non volevo assolutamente venir meno ad accordi o altre…

PRESIDENT. Non ha la parola, non ha la parola, prego.

L'emendamento numero 793… scusate, non c'è bisogno di avere questo di atteggiamento.

Metto in votazione l'emendamento numero 795 perché il numero 793 è caduto dall'approvazione del 794. In votazione segreta l'emendamento numero 795.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 795.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione insieme gli emendamenti numero 791, 912 e 803. Votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 791, 912 e 803.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 913.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Io penso che il pericolo maggiore a cui va incontro un politico e in fondo la classe politica sia quello di abbandonarsi agli slogan, alle frasi fatte senza dubbio utili per lanciare messaggi, per riassumere in sintesi concetti complessi, ma idonea a proporre da sola un serio articolato e razionale programma politico con gli slogan, si rischia la mitizzazione miracolistica scoprendo poi che disponiamo solo di scatole vuote, frasi meglio in umiltà, calarsi nei problemi per coglierne la genesi profonda, individuando i nodi più difficili ed impostare poi discorsi di prospettiva. Queste sono le parole del discorso del Presidente della Regione, onorevole Mario Melis, al ventiduesimo Congresso nazionale del PSd'Az. Io penso che queste parole oggi siano più attuali che mai, quello che è successo e che sta succedendo, ovvero lanciare dei messaggi, mi dispiace che l'Assessore non sia in Aula perché… ah, sì, c'è… lanciare questo tipo di messaggi sia la cosa peggiore che si possa fare, e mi dispiace che arrivino da un componente del Partito Sardo d'Azione che invece ha fatto sempre, in passato, della concretezza, del lavoro, dello studio il cavallo di battaglia. E mi dispiace anche vedere molti continuare a parlare di autonomismo, di autonomia della Sardegna senza però poi lavorarci, entrare nel dettaglio e applicare l'autonomia nei momenti in cui questa va applicata. Questo è un momento particolare, un momento in cui dovremmo far valere la nostra autonomia con atti concreti, con risposte precise, forti, e invece si continuano a presentare proposte di legge che vanno in direzione opposta e si creano delle contrapposizioni istituzionali con il Governo centrale di cui noi non abbiamo bisogno, perché se si vuole far valere l'autonomia ci si siede, si discute e si presentano proposte non contro la Costituzione, su cui noi tutti giuriamo, abbiamo giurato, ma si presentano delle proposte capaci di dare davvero dei risultati per i sardi. Questo mi aspetto dal Partito Sardo d'Azione e me lo aspetto concretamente, non con gli slogan, perché così diceva l'onorevole Melis, e dovreste rileggerlo tutto quel discorso, io l'ho riletto tutto, di quel congresso, e ci sono davvero delle parole che se applicate oggi potrebbero dare delle risposte ai bisogni che stiamo affrontando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Mi ricollego a quello che diceva l'onorevole Orrù. Se l'Assessore avesse fornito dei dati, numeri, studi circa il beneficio di questa legge per lo sviluppo, sarebbe una discussione almeno supportata da elementi oggettivi. Se avesse valutato i rischi, tanto che siete arrivati a proporre un correttivo sul frazionamento nell'agro, perché non avete fatto alcun tipo di interlocuzione perché su questi temi si fanno interlocuzioni con l'ANAC sull'anticorruzione e per quanto riguarda la Direzione distrettuale antimafia, per i rischi che ci sono, non avete fatto alcunché di questo, e oggi correte ai ripari volendo inserire una norma per impedire i frazionamenti, cosa che è illegittima, è palesemente illegittima. Se pensate di lavarvi la coscienza inserendo quelle norme è chiaro che altro che frazionamenti, se uno ha 50 ettari e ne vuole vendere 2, non è che potete impedire la vendita della proprietà privata. C'è un unico caso in Italia, quello che citate sempre ma non copiate mai, il Trentino Alto Adige, il maso chiuso, che va in deroga sul Codice civile anche sull'asse ereditario. È una proprietà di 5 ettari indivisibile anche tra fratelli, o sorelle, o fratelli e sorelle o tra parenti ed eredi, l'unico caso in deroga al Codice civile. Lei, Assessore, la smetta di scrivere pensierini, perché se fossero ragionamenti pur su posizioni opposte potremmo anche iniziare il ragionamento.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, però… un attimo, scusate…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Adesso è un'offesa anche dire "pensierini"? Perché tre righe in croce…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, l'invito è quello di usare contegni e toni che siano confacenti a quest'Aula, quindi nessuno in quest'Aula dice fesserie.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ho sentito parolacce per settimane.

PRESIDENTE. Nessuno dice fesserie, nel senso che lei si è rivolto a qualcuno dicendo che avrebbe detto fesserie, quindi…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ma cosa sta dicendo?

PRESIDENTE. Questo ha detto.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Almeno bisogna ascoltare! Pensierini, quali fesserie! Se non riesce neanche a sentire è un problema! Pensierini, cioè pensieri brevi, piccoli, senza ragionamento. Santa pazienza!

PRESIDENTE. Io ho sentito "fesserie". Se ho sentito male…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ho detto "pensierini", nel senso…

PRESIDENTE. Va bene, ho capito.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). È impossibile!

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, io l'ascolto sempre con attenzione, però…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Tanto è vero che la prosecuzione del ragionamento era che mi ricordava la maestra quando diceva: "Fate i pensierini". "Il cielo è blu, il gatto fa miao, il cane fa bau". Che ragionamento è? L'opposizione è cattiva, noi siamo buoni. Qual è il ragionamento sullo sviluppo, l'economia, l'incentivo, l'elemento di progresso e crescita, i dati? Sono pensierini, come quelli delle elementari. Non c'è alcun tipo di dato, di ragionamento, di riflessione, altrimenti, anche se, ripeto, su posizioni opposte, almeno scatenerebbe un dibattito tra noi supportato da dati. Non c'è nulla. A voi non è stato fornito alcunché sui numeri, le analisi tecniche ed economiche della Banca d'Italia, della Fondazione Ambrosetti, di istituti di credito come Intesa Sanpaolo. Non vi è stato fornito un dato circa il fatto che questa legge determini sviluppo, progresso e occupazione. Questo è il vero problema! Altrimenti mostrateli! Nella relazione allegata non c'è nulla!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIANFRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Anche io, Assessore, sono stato oggetto stamattina di risposte quantomeno discutibili da parte dello stesso collega Sindaco su un mio intervento su un post sui social che riguardava il ritardo sull'approvazione del Piano Casa, dove io giustificavo la posizione di una parte politica che non faceva ostruzionismo per questioni ideologiche o per il fatto di essere di una parte politica avversa, ma faceva la sua attività all'interno di quest'Aula per cercare di migliorare un testo, che credo che sia legittimo, e del rispetto che abbiamo sempre osservato all'interno di quest'Aula, ce ne deve dare atto lei, Assessore. Nel momento in cui lei scrive che l'opposizione è contro l'economia, è contro il lavoro, crea ovviamente nella società sarda delle frizioni, delle accuse, magari anche pesanti, da parte di alcuni nei social, quindi io le chiederei, Assessore, di evitare…

PRESIDENTE. Mi scusi. Assessore Sanna, lo vedo lì al centro: o sta seduto oppure… grazie.

SATTA GIANFRANCO (Progressisti). Quindi, Presidente, io le chiederei, quando abbiamo la possibilità di avere un confronto diretto in quest'Aula, che non capita di frequente con un Assessore e soprattutto in riferimento a una legge importante, che ci desse la possibilità di confrontarci, anche perché non è che troviamo risposta dalla controparte, quindi almeno per il fatto che si è presenti in Aula ci consenta di esprimere quelle che sono le nostre opinioni, soprattutto rispetto a un testo che presenta, anche in considerazione di due emendamenti sostitutivi di un articolo… sono stati presentati due emendamenti sostitutivi totali da parte della maggioranza! Quindi l'aspetto di confusione da parte di questa maggioranza è determinato dal fatto stesso della presentazione di due emendamenti sostitutivi sul primo articolo. Quindi a questo punto io chiederei, Presidente, di cogliere l'apertura da parte dell'opposizione perché a noi interessa soprattutto…

PRESIDENTE. Onorevole Satta, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente. Mi dispiace che non è presente l'Assessore perché mi sembra che stiamo perdendo, Presidente, in quest'Aula non solo il contegno, ma il comportamento. Io ho sentito adesso delle cose gravi che io la invito a verificare. Mi dispiace che il collega Zedda nel suo intervento ha detto, testuali parole, a me risulta aver detto: "Lei sta dicendo fesserie"

(Interruzioni)

Scusate…

(Interruzione del consigliere Massimo Zedda)

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Ti ho chiesto il tuo parere? Non ti ho chiesto il tuo parere. Siccome è successo anche l'altro giorno quando c'era l'Assessore all'agricoltura che quest'Aula si sta trasformando in una corrida, allora non è che qui uno si alza e contro la Giunta può dire quello che gli pare. Che sia Zedda, che sia qualsiasi persona, posso essere anche io, quando manca di rispetto bisogna, Presidente, che lei prenda provvedimenti perché altrimenti quest'Aula si trasforma davvero in una corrida. È grave che se io non condivido quello che dice l'Assessore… e anche lei, Assessore, le chiederei, visto che si è allontanato, quando un consigliere interviene non è il caso, né lei, né un altro, non si deve rispondere, perché è questo che si deve fare, poi avrà tempo e modo per poter replicare, ma anche noi dobbiamo avere nei vostri confronti un atteggiamento di rispetto perché…

(Interruzione del consigliere Massimo Zedda)

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io, Presidente, le chiedo un attimino nel mentre di verificare questa cosa perché per lo meno vorrei capire se c'è da dire a qualcuno: "Guarda che hai sbagliato" e in prospettiva futura cerchiamo anche noi di contenerci, forse servirebbe a quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente. Mi accodo un po' all'intervento del collega Mula. Caro collega, noi, non so se lei si è reso conto, da settimane, da mesi, stiamo chiedendo al Presidente Pais di fare il Presidente del Consiglio, il Presidente di quest'Aula, e mi sorprendo che lei richiami contegno e ordine quando noi da settimane e mesi stiamo chiedendo al Presidente che contegno e ordine, e anche negli atteggiamenti e anche nell'ascolto e nel silenzio. Se qualcuno non vuole ascoltare gli interventi di questa minoranza può andare fuori. Ieri, di fronte all'ennesima richiesta, ci è stato detto che questo purtroppo è un consiglio di organismi viventi e quindi tutto è ammesso; è ammesso alzarsi, dare le spalle ai colleghi che intervengono, fare capannelli, parlare male… è ammesso tutto! Lei se ne accorge adesso, ma questo sta avvenendo da settimane, da mesi. Credo che quest'Aula sia dando all'esterno, e purtroppo all'esterno se ne sono resi conto, un'immagine bruttissima da Assemblea legislativa, da massimo organo del popolo sardo. Allora riportiamo tutto nei termini corretti, la discussione, gli atteggiamenti, intervenire nel merito. Anche stamattina ci sono stati interventi sull'ordine dei lavori che non ci azzeccavano nulla sull'ordine dei lavori. Nulla! Così come lei, Assessore, proprio parlando di agro, un bravo agricoltore prima di seminare ara bene il proprio terreno, poi semina con attenzione. Lei nella foga di utilizzare Facebook sta seminando zizzania, perché non è mai accaduto che un Assessore… chiunque può scrivere su Facebook, però ci sono ruoli e funzioni e ci sono anche momenti in cui uno è libero di scrivere su Facebook, ma ci sono momenti in cui uno non è che ha una legge importante come questa, cerca, anche da parte della minoranza, un contributo e poi la notte va nel suo ovile e semina zizzania. Lei non è più credibile, Assessore, non è più credibile! Se sta cercando di mettere il popolo sardo contro di noi. Non è più credibile! Perché non può venire qua nei banchi o dietro le tende a chiederci aiuto e poi mette amministratori contro di noi e dice il falso. Questo non è il modo di fare politica da parte di un Assessore, di uno che deve seminare per raccogliere, di uno che deve costruire per raccogliere! Lei continua a darci calci in faccia! E allora se lei ci continua a dare calci in faccia, come qualche altro componente della sua Giunta, non si aspetti da noi sconti.

PRESIDENTE. Devo dare atto all'onorevole Zedda di aver detto esattamente la parola "pensierini", quindi questo è un fatto. Ci tenevo perché la mia correttezza non voglio che sia mai messa in discussione. Avevo percepito male, probabilmente anche indotto in errore, però, ecco, quello che volevo dire all'Aula è che il consigliere Zedda ha detto "pensierini" e non "fesserie", quindi questo va riconosciuto.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 45, viene ripresa alle ore 11 e 07.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n. 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente. "Regole chiare e coraggiose che guardino al futuro e non ai piccoli interessi del momento, che consentano di fermare il consumo del suolo senza produrre ulteriore burocrazia per le aziende. Il nostro è un punto di vista non ideologico che arriva da chi vive quotidianamente la campagna". Assessore, questo non è un brutto e sporco consigliere dell'opposizione, questo è il Presidente della Coldiretti, che vi dice: fate attenzione su quello che state facendo nell'agro perché le campagne vanno coltivate, non costruite. Le campagne vanno messe a produzione sul comparto agroalimentare, non sul cemento. Quello che lei sta provando a fare in tutte le sue piattaforme è provare a giustificare, talvolta anche in maniera molto banale, un grosso errore che state commettendo, e glielo dico perché il rispetto che devono i Consiglieri alla Giunta, ma anche che la Giunta deve ai consiglieri, deve sempre rimanere nel solco della correttezza, perché vedere che si attaccano Consiglieri della Gallura, legittimamente eletti oltretutto e non nominati - questo è un aspetto fondamentale -, quindi Consiglieri che hanno preso i voti, non che sono stati nominati per grazia divina, è sicuramente una cosa che tutti quanti noi non dobbiamo dimenticarci, soprattutto voi. E allora, Assessore, gliel'ho detto qualche tempo fa, smetta di giocare su Facebook, smetta di farsi i selfie, smetta di scrivere cose non vere, ascolti, ascolti lo stesso Capogruppo del PSd'Az. che le ha detto: "Guardi che quello che ha scritto è già superato da un emendamento". Non c'è il problema della proroga del Piano Casa. Forse lei è stato distratto nel non leggere l'emendamento oppure non se lo è fatto spiegare. Mi dispiace. Gliel'ho già detto: spenga il cellulare per una volta e provi a concentrarsi su quello che stiamo facendo, magari dando anche un contributo fattivo, entrando nel merito delle questioni, non solo ed esclusivamente facendo demagogia e retorica, lasciamole fare ad altri, lasciamolo fare fuori da quest'Aula questo aspetto e provi, invece, a costruire un qualcosa, non costruire solo cemento attraverso il cemento, ma costruire un clima e una prospettiva di cui la Sardegna e i sardi hanno bisogno. Perché fino ad oggi tutte le leggi che ha portato qui dentro sono state impugnate, tutte, non ce ne è stata una! Se ne renda conto. Forse ha bisogno di consulenti nuovi, non lo so, o forse deve fare un corso veloce per essere un buon legislatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Purtroppo devo proseguire i miei interventi sulla falsariga di quelli dei miei colleghi in quanto il post di stamattina dell'assessore Quirico Sanna ha scatenato i commenti di vari personaggi, anche amministratori di questa nostra isola. A uno di questi ho risposto in privato perché, come ho detto tante volte, sono entrato da poco in quest'agone politico, ma non scenderò mai a livelli così infimi. Questo non è modo di fare politica, questa è una schifezza, e a queste schifezze noi da questa parte non scenderemo, non rispondiamo con questi toni, e lei, Assessore, glielo ripeto, è Assessore della Regione Sardegna come noi siamo Consiglieri della Regione Sardegna, e ogni passo che lei mette la mattina quando si alza lo dovrebbe ben ponderare, così come facciamo noi. Non si può scendere a questi livelli. Poi è chiaro che lei getta la pietra nello stagno e poi ci sono tutti i pescecani, o presunti tali, che si che si scagliano sulle prede. Io sicuramente davanti ai miei elettori andrò a testa alta e sarò il primo a tendere il braccio per stringere la mano, magari qualcun altro si nasconderà. Il tempo è sempre il consigliere e porta quella che è la verità, sempre è stato così, nella mia vita sempre questo io ho visto e così sarà anche nella politica, in questa mia esperienza politica sarà sempre così, e cerchi lei di fare politica, una politica vera, che non si fa su Facebook. La politica vera si fa qua nelle aule, nel massimo consesso della Regione sarda, qua lo deve fare e qui non deve dire bianco e poi su Facebook scrive nero perché non è da persone credibili, mi dispiace dirlo.

PRESIDENTE. Scusate, va bene tutto, però io non vorrei che questa seduta si trasformasse in un atto di accusa all'assessore Sanna, che non è mio compito difendere. Adesso stiamo intervenendo in fase di dichiarazione di voto sugli emendamenti, però mi sembra che tutti gli interventi a batteria stiano intervenendo sulle dichiarazioni improvvide o meno, o sensate o non so, dell'assessore Sanna su Facebook, quindi vi chiedo di non trasformare questa seduta in un'aula di tribunale, peraltro non appropriata.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Rinuncio

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ennas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ENNAS MICHELE (LEGA). Grazie Presidente. Io volevo portare un elemento che è emerso ieri sera a livello nazionale perché, dato che stiamo facendo un dibattito sul Piano Casa e sugli incentivi comunque all'edilizia, credo che sia opportuno riportarlo in questi termini...

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente! Presidente, metta un po' di ordine!

PRESIDENTE. Va benissimo. Guardate, a me fa piacere che da questa parte ci si sollevi quando si sente rumore da questa'altra, però è quello che avviene sempre quando parlano i consiglieri dell'opposizione e quindi mi fa piacere che anche i Consiglieri di maggioranza provino sulla loro pelle quello che avviene regolarmente dall'altra parte. Grazie. Quindi può proseguire.

ENNAS MICHELE (LEGA). Prosegua lei, ci vediamo dopo.

(Il consigliere Michele Ennas abbandona l'aula)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Allora, Presidente, il caos è in tutta l'Aula. Lei ha la responsabilità che ciò non si verifichi, però non può dire che la maggioranza è quella che crea il caos perché il caos è creato anche dall'altra parte, quindi le chiedo di avere quel giusto equilibrio con tutti, e poi vorrei dire anche alla minoranza che prima parlava di Facebook, parlava del post dell'Assessore, ma ho visto la minoranza più volte parlare sui social, attaccare anche con termini poco ortodossi, poco carini, il presidente Solinas, quindi da che pulpito arriva quella predica, e chiedo a tutti quanti, come ha detto bene lei, che questa non è un'aula di tribunale, dove bisogna puntare il dito all'Assessore, che è un essere umano come tutti quanti, può fare degli errori, ma non deve concludersi questa seduta con un dibattito solo parlando dell'Assessore, deve essere una seduta che deve permettere di migliorare un testo, che potrebbe essere condiviso o non condiviso, ma il tema tocca tutti quanti e chiedo a tutti quanti di avere il giusto equilibrio. Perché onorevole Comandini, si guardi i suoi post quello che ha pubblicato ad agosto, che sembrava uscito da una canzone, con le pinne maschere e boccaglio, quindi la smetta di giudicare gli altri perché è veramente comico vedere un rappresentante di un'istituzione, un onorevole all'interno di una doccia con il boccaglio, con le pinne e con la maschera. Spero che il messaggio sia arrivato ai colleghi dell'opposizione e a tutti quanti e anche a lei, Presidente, grazie che sicuramente porterà avanti questa seduta con attenzione e la massima trasparenza.

PRESIDENTE. Sperando che questa volta lascino parlare in maniera…

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ennas. Ne ha facoltà.

ENNAS MICHELE (LEGA). Grazie Presidente, allora io vorrei portare all'attenzione dell'Aula un elemento che è emerso in questi giorni e che riguarda un altro strumento che coinvolgerà il mondo dell'edilizia che è il superbonus. Allora il Parlamento è di nuovo intervenuto sulla norma introdotta sul decreto rilancio il famoso articolo 119, quello che voglio sottolineare è che però sono state un po' deluse le aspettative di imprese e tecnici che chiedevano una proroga più ampia, noi come partito ci siamo battuti a livello parlamentare per portarla al 2023, questa era anche quello che avevano annunciato loro, cosa che come al solito non è successa, perché si fanno gli annunci e poi si fa altro. E sul fatto di far credere alle persone qualcosa di diverso dalla realtà loro sono maestri quante persone avete sentito dire: mi rifaccio la casa gratis con il bonus del 110 per cento, tantissimi. Non è assolutamente vero, un messaggio lanciato dalla politica degli annunci del Governo giallorosso. Io sottolineo questi aspetti perché, senza entrare nei dettagli tecnici, perché proprio per questo ogni giorno che noi perdiamo, attraverso questo dibattito surreale che avete impostato oggi parlando di Facebook, è un giorno che perdono le imprese, è un giorno che perdono i tecnici. Io non voglio far parte di questo aspetto e quindi ci tengo a sottolinearlo. È chiaro, è evidente che c'è una differenza di approccio, c'è una differenza di visione, però io credo che si possa essere ancora in tempo per ripristinare il clima che abbiamo adottato in Commissione, laddove ci si è confrontati e poi alla fine pur nella contrarietà si è giunti a una sintesi, perché la maggioranza deve fare la maggioranza e la minoranza deve fare la minoranza nel rispetto delle prerogative di ognuno. La pandemia doveva servire a cambiare gli atteggiamenti invece si continua a perpetrare lo strumento dell'ostruzionismo, perché di fatto è questo, quando introduciamo argomenti come parlare due ore, quattro ore di Facebook, parlare di quello che succedeva nel 1994, tra l'altro un anno magico, però il punto non è questo, il punto è che noi siamo qua per dare risposte e le persone si aspettano che questa legge venga approvata. Quello che dico io è una richiesta che faccio all'opposizione in questo senso, abbiamo capito che c'è una differenza, troviamoci oggi per vedere quali sono le cose se è possibile limare, ma non aggiungete danno a quello che già ci sta procurando il vostro Governo a livello nazionale con annunci che poi puntualmente vengono ritirati, questa è la richiesta. Se non lo fate per noi fatelo almeno per i cittadini sardi, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Probabilmente sono stato frainteso, sono stato frainteso e devo spiegare al mio amico e collega Giagoni la differenza dei ruoli, la differenza fra i ruoli di chi svolge il proprio ruolo di consigliere regionale e chi svolge il ruolo da amministratore, è la differenza fra profili, quello che è un profilo politico e un profilo personale di Facebook. Però mi viene difficile spiegarlo all'onorevole Giagoni, perché l'onorevole Giagoni fa parte di un partito dove il suo leader nazionale da Ministro degli interni ballava nella spiaggia di Rimini mezzo nudo nel momento in cui svolgeva una funzione istituzionale, per cui mi viene molto difficile accettare lezioni da chi senza avere dignità e peso utilizzava quei social e quelle immagini da Ministro. Allora collega Giagoni, noi sino a questo momento abbiamo mantenuto un atteggiamento istituzionale, dal primo minuto in cui è iniziata anche la crisi pandemica e non siamo noi ad averla voluta mettere in rissa oggi, non siamo noi, e non si tratta di infrangimenti, perché quando uno scrive un post da Assessore lo scrive, non è un lapsus, non è una battuta, non un intervento è altro. Allora consigliere Giagoni noi siamo disponibili a confrontarci, lo facciamo, siamo qui in silenzio, interveniamo e il nostro non è caos, è entrare nel merito delle cose, però riportiamo tutto al merito delle cose e confrontiamoci su questo, non su altre questioni.

PRESIDENTE. Peraltro comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Saiu.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì grazie Presidente, sull'ordine dei lavori rispetto a quanto ho sentito poco fa, intanto non apprezzo e non ho apprezzato questo modo di rivolgersi all'Aula, perché si fanno le prediche poi si razzola un po' male, però sulla questione del 110 per cento, l'ecobonus quindi stiamo parlando, proprio per questo motivo, soprattutto in questo testo, che viene chiamato Piano casa, okay? Si sarebbero dovute affrontare le questioni che la Sardegna ha in merito all'applicazione nel nostro territorio di quel provvedimento nazionale, che è stato prorogato fino al 2022 perché probabilmente verrà poi applicato, presumo fino al 2023, ma le risorse devono essere certe, chiaro? Quindi c'è una… ascolti io l'ho ascoltata in religioso silenzio e faccio molta fatica ad ascoltarla, quindi per favore guardi non commenti, perfetto va benissimo. Per cui probabilmente si è fatto un passo in avanti per il 2022; ci sono molti professionisti, lo so perché io ho colleghi che mi raccontano, studi professionali con cui ho un'interlocuzione, mi dicono che effettivamente il lavoro è già aumentato tantissimo, persone che avevano cinque pratiche l'anno scorso adesso ne hanno 25, stanno dicendo di no, che non ce la fanno a seguirle tutte, chiaro? Quindi noi avremmo dovuto, secondo me, in un Piano casa come quello che stiamo affrontando mettere in risalto e provare a risolvere alcuni problemi che abbiamo sul territorio; per esempio ci sono moltissimi problemi soprattutto nei condomini relativi alla possibilità di applicare il bonus nelle parti comuni, perché? Perché ci sono dei piccoli, diciamo così, abusi fatti magari da un proprietario che purtroppo mettono in crisi tutto il condominio. Ecco su queste cose avremmo potuto iniziare a legiferare considerato anche il fatto che l'Agenzia delle entrate si è già espressa e che purtroppo il Suape per motivi chiaramente legati alle pratiche amministrative può far fatica a rilasciare autorizzazioni. Quindi su questo avrei voluto investire il mio tempo in Commissione, perché su questo si svincoleranno tante risorse e noi non possiamo farle correre, non sulla costruzione nell'Agro, noi queste cose le abbiamo dette in Commissione e avete fatto orecchie da mercante, per poi sentirmi dire da lei un intervento che onestamente non condivido non comprendo. Però l'abbiamo già detto tante volte, la vostra strada è questa, ognuno semina quello che vuole seminare e poi si raccoglieranno i frutti. Avete vinto siete tanti, siete tantissimi assumetevi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie Presidente, anche per diciamo voltare un attimino pagina all'interno di questo dibattito. Giusto un accenno alla questione del 110 per cento, che se c'è qualcuno che pensa di rifarsi la casa, buttarla giù rifarsi la casa con il 110 per cento evidentemente collega Ennas, questa è narrativa che a lei piace alimentare, ma non ha letto il provvedimento, non ha letto neanche le spiegazioni, neanche lei probabilmente, ma questa è un'altra questione. Ciò che oggi stiamo andando a criticare anzi, Assessore, lei citò un grande sardo ovvero Antonio Simon Mossa un personaggio a cui lei stesso ha sostenuto di ispirarsi diciamo nella propria azione amministrativa e politica. E io di Antonio Simon Mossa ho iniziato a informarmi da quel momento perché comunque sia io sono uno che il compitino prova a farlo al meglio delle proprie possibilità, alcune frasi di Antonio Simon Mossa alcune sue dichiarazioni durante la sua grande opera, e soprattutto variegata opera dall'architettura, la scrittura, mi hanno incuriosito soprattutto perché a mio avviso cozzano con quella che è l'assetto politico istituzionale, la comunicazione politica, il contenuto delle vostre azioni politiche ed anche l'assetto politico e istituzionale che in questo momento sta governando e decidendo le sorti della Sardegna. Antonio Simon Mossa diceva: il nostro obiettivo è la liberazione della Sardegna dal giogo coloniale, la redenzione sociale del nostro popolo, vogliamo conquistare l'indipendenza per integrarci, non per separarsi dal mondo moderno. Ebbene questo messaggio di autodeterminazione, di forza cozza con il modo in cui la politica regionale sta venendo condotta o meglio etero condotta da Villa Devoto ma anche da Palazzi collocati geograficamente ben al di sopra della Sardegna anche della Corsica, magari andiamo verso il nord Italia senza voler fare affermazioni. Oppure un'altra frase che mi è piaciuta: dobbiamo razionalizzare e rendere comprensibile al popolo sardo oggi fuorviato dal funzionalismo dei partiti coloniali, quella intuizione di libertà che lo agita, quella libertà che si chiama indipendenza politica ed economica e giustizia sociale, libertà che significa che i Sardi debbano essere prima di tutto padroni della loro terra, arbitri dei loro destini. Questa frase mi piace tanto e nel farne una disanima, anche se purtroppo c'è poco tempo, soprattutto mi concentrerei all'inizio sulla questione dell'indipendenza politica ed economica. L'indipendenza politica neanche la cito perché sappiamo bene dove andrei a parare e l'ho già detto in varie in varie occasioni, però per quanto riguarda l'indipendenza economica mi ricollego alla questione della bolla speculativa…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Stara. Ne ha facoltà.

STARA FRANCESCO (Progressisti). Io penso che dobbiamo andare sui punti adesso, non possiamo ripetere tutte queste cose fino a farsi… iniziamo una maratona di un film che dura giorni, giorni, giorni, giorni e riprendiamo poi dall'inizio. Cioè andiamo su quello che si è detto, dobbiamo votare i punti, votiamo i punti. Poi dobbiamo rivederci per ridiscutere la legge urbanistica, facciamo così se no ci diciamo che facciamo la maratona notturna, entro il 31 approviamo questa legge, o non l'approviamo quello non importa, però usciamo da questa empasse. Perché sono tre giorni che sento, e sono stato in silenzio, posso capire che ci siano delle divergenze, perché è normale, però quando mi sento che perdiamo tre ore per parlare dei post, tre ore per rimproverare il Presidente, tre ore per parlare di quello, sembriamo indisciplinati ok? Il nostro ruolo ha detto bene qualcheduno è di amministratori, forse qualcuno non ha la convinzione, cosa vuol dire essere amministratori, sia gli Assessori, sia i consiglieri, noi dovremmo amministrare la Sardegna, ma se diamo questa immagine ma che considerazione possono avere di noi. Quindi io confido nel buonsenso delle persone, trovare delle soluzioni, lavoriamo per trovare delle soluzioni per la Sardegna giuste o sbagliate. Giustamente oggi governate voi, quindi vi assumete tutte le responsabilità però anche da parte dell'opposizione ci deve essere un giusto equilibrio nelle cose. Perché non tutto può andar male e non tutto può andar bene. Però io sento che va tutto male, però dico, in Commissione bisogna sedersi, lavorare, trovare soluzioni che permettano di trovare una soluzione che permetta di mettere d'accordo tutti. Oggi noi stiamo parlando di una legge urbanistica che io sinceramente l'avrei posticipata, perché oggi noi avremmo dovuto approvare il Piano Casa, rivederci darci una deroga di otto mesi, lavorare bene su un disegno di legge fatto in un certo modo che vada bene a tutti, perché qua non dimentichiamoci che abbiamo una guerra che stiamo combattendo che si chiama Corona virus, purtroppo è molto più importante oggi concentrarsi su questi temi, temi dell'economia, il problema è questo, dopo il coronavirus ci sarà da discutere il discorso economico. Quindi va bene tutto, però io mi auguro che quest'Aula trovi il buon senso per cercare di dimostrare che siamo dei veri amministratori della Sardegna, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 913.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Ritiro gli emendamenti 925 e 914, e chiedo la votazione segreta per il 926.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 926.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Allora, 26 contrari e 21 favorevoli….

(Interruzione.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, per quanto riguarda l'emendamento numero 786, chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Un attimino, perché abbiamo sempre il pannello acceso e a questo punto si deve spegnere, altrimenti ingeneriamo confusione.

Allora, direi che è necessario prima fare una votazione di prova, quindi senza mettere in votazione niente.

(Viene effettuata una votazione di prova.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, io sull'emendamento numero 786 per il quale è stato chiesto il voto segreto, io invece inviterei il presentatore a ritirarlo l'emendamento, per il semplice motivo che vorrei ricordare, e lo dico in primis a me stesso, che noi come gruppo PSd'Az nel mese di maggio avevamo presentato una legge di Piano casa e per rispetto anche della maggioranza, e non solo dalla maggioranza perché sono stati presentati altri testi, abbiamo deciso di ritirarlo. Questo vuol dire che quando facciamo discussione fra di noi non solo in maggioranza, ma ne condividiamo anche con l'opposizione qualche contenuto, così come è successo, non mi sembra che si debba arrivare in un momento molto importante andare a porci in votazione che ci avventurano magari in un terreno minato, che mi sembra che in questo momento non serva per la serenità un po' di tutti. Quindi io invito l'amico, collega, e ne capisco il sentimento, troveremo il modo per dare risposte, ma non in questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Presidente, un saluto a tutti i colleghi onorevoli e a tutta la Giunta. Io potrei anche ritirare l'emendamento, non ho nessun tipo di problema, solo che col cuore in mano volevo spiegare a tutta la maggioranza e tutta l'opposizione il motivo di questo emendamento. In effetti va anche incontro a quello che voi avete sempre chiesto…

PRESIDENTE. Però, onorevole Cocciu, non è una discussione. Allora c'è un invito al ritiro da parte del Relatore, della Giunta e dell'onorevole Mula, lei deve solamente accettare o non accettare. Purtroppo non è consentita una discussione.

COCCIU ANGELO (FI). No, spero che abbiano capito l'essenza del provvedimento.

PRESIDENTE. L'abbiamo capito tutti. E' chiaro l'emendamento, è scritto in italiano! Quindi, onorevole Cocciu?

COCCIU ANGELO (FI). Ritiro l'emendamento!

PRESIDENTE. L'emendamento numero 786 è ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 915.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AUGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, non vorrei che passasse l'idea che si stesse discutendo di un problema formale riguardo le risposte, o meglio le non risposte della Giunta regionale su questo tema. Il parere della Giunta, che tra l'altro in alcuni casi è richiesto, anzi è sempre richiesto sugli emendamenti, è un qualcosa di estremamente sostanziale. La Giunta non ha scuse riguardo per esempio le ripercussioni che una legge può avere sul resto della normativa e sui fatti concreti. La Giunta ha una connessione diretta con gli uffici, che quindi forniscono anche informazioni dettagliate, e il silenzio della Giunta sulle questioni poste da noi è un tema che è fortemente politico. Poi ovviamente i colleghi hanno sottolineato il fatto che al silenzio in aula corrispondesse anche invece il chiasso su altri mezzi di comunicazione. Si è sempre in tempo per rimediare, però Presidente, il decoro e il rispetto reciproco tra Giunta e Consiglio aiutano anche a lavorare in serenità e anche con rapidità. A nessuno sarà sfuggito il fatto che in questi tre giorni di lavoro attorno a questi temi buona parte del tempo lo si sia perso per le intemperanze da quella parte, non per l'ostruzionismo legittimo da questa parte. Probabilmente senza quella perdita di tempo saremmo molto più avanti nella discussione del testo. Noi non abbiamo l'onere di garantire il numero legale e di portare a compimento i testi di legge, soprattutto quelli che non apprezziamo e che anzi consideriamo dannosi, voi sì. E invece a volte anche per ragioni legate a errori formali, gravi errori formali, vi siete messi i bastoni tra le ruote da soli. Questo ovviamente per quanto riguarda il comportamento dei colleghi, ognuno qui è responsabile di se stesso e del proprio gruppo in merito al proprio operato, per quanto riguarda la Giunta parliamo di altro però, Assessore, lei si ispiri almeno per quanto riguarda il comportamento alla vicepresidenza del Vicepresidente della Regione, che mai ha mancato di rispetto all'opposizione e al Consiglio regionale utilizzando certi termini, che quando ho avuto qualcosa da dire lo ha fatto utilizzando termini e mezzi consoni al suo ruolo. Lo dico anche perché poi è evidente che in alcuni casi i ragionamenti e la discussione sfuggano e rispetto alla sostanza magari anche più interessante non possano che limitarsi invece a discutere di una forma sgradevole e anche inaccettabile quando si tratta appunto di discussioni così importanti. Stiamo parlando di un tema serio, la tutela dell'agro, da parte sua deve dirci come la pensa la Giunta. Non c'è il Presidente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, sempre riportando nel merito della discussione il ragionamento. Gli unici due colleghi della maggioranza che hanno portato all'attenzione i dati, cosa che avrebbe dovuto fare l'Assessore, sono l'onorevole Peru e il Vice Presidente Satta. L'onorevole Peru l'altro giorno ha citato i dati sul consumo del suolo, sono dati veri, la Sardegna si colloca nell'ambito del consumo di suolo in bassa classifica, insieme alla Val d'Aosta, e il vicepresidente Satta ha citato il dato sull'estensione degli ettari utilizzati nell'ambito della zona del Chianti come vigneti. È stato utile ragionare sui numeri, i dati? Io penso di sì, nel senso che quel ragionamento ad esempio ha consentito a me di andare a guardare una serie di studi, quelli dell'Ispra e i dati Istat, in relazione a quei numeri forniti dai due colleghi, e ho potuto vedere che nonostante i numeri fossero veri, se il numero freddo non dava evidenza della realtà delle cose, l'incrocio del dato con la popolazione residente determinava un'inversione della classifica. E' vero che abbiamo un basso consumo di suolo, ma abbiamo quel basso consumo di suolo in relazione alla popolazione residente. Se facessimo lo stesso ragionamento su altre regioni che i colleghi hanno citato, in particolar modo nel numero l'onorevole Peru, l'onorevole Satta si è limitato all'esempio del Chianti quindi nell'ambito della Toscana, invece il dato sarebbe a nostro sfavore. Cioè se noi avessimo lo stesso numero di percentuale di popolazione residente nell'ambito dell'occupazione del chilometro quadrato, noi diventeremo primi per occupazione di suolo. Però sono numeri, per quello dico aiuta perché poi i numeri aiutano a capire cosa? Tutti dicono che il mondo cambierà. Noi abbiamo, al di là dei dati attuali, una proiezione di quel dato nel futuro? Tutti dicono che il mondo dopo la pandemia cambierà, poi nessuno ti dice in bene o in peggio, ma abbiamo una riflessione, un'analisi, su quel che necessiterebbe fare oggi in vista di problematiche del futuro? Questo chiedo. Probabilmente aiuterebbe il dialogo tra noi, la riflessione. Ovviamente non può provenire dall'onorevole Peru o dall'onorevole Satta, doveva arrivare dall'Assessorato, dagli Uffici, da un approfondimento tecnico, ma non c'è stato, è per quello che alla fin fine poi ci si limita a ragionare in astratto, e non invece con un dato che dovrebbe supportare i nostri ragionamenti, anche se su posizioni opposte, ma consentirci di ragionare, riflettere, elaborare strategie nuove, non l'ispirazione a una legge del mille…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, stamattina leggendo la rassegna stampa gli occhi si sono puntati su un articolo, anzi su una serie di articoli che hanno fatto le maggiori associazioni di categoria degli agricoltori. Da una parte alla Coldiretti, come hanno illustrato anche i colleghi, hanno chiaramente fatto riferimento, Assessore, su due esigenze: una su arrestare il consumo del suolo, perché è importantissimo sotto tutti gli aspetti, soprattutto produttivi, di sicurezza e idrogeologico, quello di limitare il consumo del suolo; e soprattutto di pensare a chi vive nella campagna, piuttosto che pensare a chi vuole lottizzare le zone più interessanti da un punto di vista di speculazione edilizia, passandola da agricole ad altro. Io credo che questo deve essere quindi l'appello fatto dalle associazioni di categoria, dalla Coldiretti, dalla Cia, di altre, sia un appello da raccogliere, Assessore. Il consumo del suolo, pensare a chi vive la campagna, ma soprattutto Assessore la forte preoccupazione che con questa legge…

Presidente, gli organismi viventi si stanno muovendo! Solo per avvisarla.

Quindi, l'altra preoccupazione da parte delle associazioni di categoria è la questione dell'aumento di burocrazia, perché una delle cose che più spaventa chi lavora è la burocrazia soprattutto per chi la mattina si deve alzare e andare in campagna a lavorare. Allora Assessore questa legge, che voi state mettendo in discussione, l'articolo 1, il ritorno al decreto del Presidente della Giunta del 1994, rischia di aumentare questa burocrazia e di creare più difficoltà a chi lavora nella campagna, agli uffici comunali, e creare problemi all'interno di un mondo agricolo che invece chiede semplificazione dei procedimenti amministrativi. Oggi la nostra isola per creare lavoro, per consentire a chi lavora di continuare a lavorare, a pensare a produrre, bisogna sburocratizzare con norme leggere, agili, e invece voi ci riportate indietro al 1994, creando anche delle contraddizioni perché il testo non è stato coordinato, ad esempio con la nuova legge sull'agriturismo…

PRESIDENTE. Vedo che anche lei è un organismo vivo. È vivace!

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, sulla questione legata all'emendamento e quindi al testo che stiamo discutendo, io penso questo che le complessità, perché l'onorevole Zedda ha esposto molto bene nell'intervento precedente quello che vuole dirsi quando non si programmano i processi di trasformazione. Ecco, io penso che per noi la grande sfida che ci attende, come politica, è proprio quella di governare i processi, in maniera tale che il futuro non sia qualcosa che viene governato dall'esterno, insomma un po' come è successo con i processi tecnologici, nel senso che la) tecnologia è andata talmente avanti che la politica nella sua lentezza non riesce a governare questi processi. Quindi l'errore, secondo me si impara sempre dagli errori, quando noi abbiamo avuto, faccio un esempio, le multinazionali che hanno inciso fortemente e quindi la politica si è trovata a rincorrere questo tipo di trasformazione, noi non possiamo permetterci di continuare a commettere sempre gli stessi errori, dobbiamo trovare il modo di comprendere in che direzione andrà il cambiamento e provare a incidere per far sì che noi sappiamo in che direzione vogliamo fare andare il nostro cambiamento. Questa secondo me è la sfida più grande che ci attende, per questo secondo me era interessante il ragionamento sui dati analitici che si stavano riproponendo, che si sono riproposti da alcuni consiglieri di maggioranza e che l'onorevole Zedda continuava a chiedere, perché dall'analisi profonda dello stato di fatto del nostro territorio noi possiamo comprendere cosa abbiamo sbagliato nelle programmazioni passate e in che maniera possiamo andare a incidere fortemente nelle trasformazioni future, considerando il fatto che arriveranno anche delle somme ingenti. È chiaro che se noi queste somme non le programmiamo bene adesso, il risultato potrà essere quello di far sì che la politica debba assecondare coloro che hanno magari già pensato, perché ovviamente hanno degli interessi particolari, e quindi noi ci ritroviamo sempre a fare questo passo, ed è sbagliato, ed è questo anche il succo dell'errore di questa legge che stiamo portando…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie, presidente. Sulla scia dell'intervento del collega Zedda che forniva alcuni numeri e alcuni dati, vorrei contribuire a fornirne altri. Il 48 per cento della superficie della Sardegna è montuosa e collinare, è sfruttata la Sardegna per il 60 per cento come prato permanente e pascoli, il 34 per cento per seminativi, mentre il restante 6 per cento circa è occupato da coltivazioni legnose agrarie. In Sardegna vivono 3 milioni di ovini e, in minore misura, i caprini e i bovini. Oltre alla carne, al latte ricavato si produce una grande varietà di formaggio, basti pensare che la metà del latte annuo prodotto in Italia proviene dalla Sardegna, questo è un dato fondamentale, la metà del latte annuo prodotto in Italia proviene dalla Sardegna, e viene gran parte lavorato nelle cooperative dei pastori. Naturalmente qua ci sono delle zone, sto dando dei dati, Presidente, proprio per ricordare ed evidenziare l'importanza della salvaguardia del suolo e del territorio nell'ambito dell'agricoltura, dicevo particolare importanza sia nella grande piana del campidanese per la coltivazione di cereali, avena, orzo e frumento, senza poi contare la coltivazione degli ortaggi, frutta, olive e vite. Ma un dato fondamentale: sapete in Sardegna quanto formaggio viene prodotto all'anno? I numeri sono: 331.907.381 litri circa all'anno. L'intera filiera dell'ovicaprino tra aziende di produzione, trasformazione e indotto ha circa 40.000 addetti, con un valore che sfiora i 400 milioni di euro all'anno. Solo in Sardegna si produce il 65 per cento del latte annuo italiano. Questi sono dati che lei trova, caro Assessore, che non mi sono inventata, ma lei li trova e li può leggere su Wikipedia, li trova…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie, Presidente. Intervengo su questo emendamento perché è uno di quegli emendamenti, così come ho detto anche nel corso dei precedenti interventi, che ci paiono andare nella direzione esatta verso quella nella quale siamo accusati di andare, ovvero quello di fare un ostruzionismo becero e senza senso. Questo emendamento racconta di come all'interno di un quadro pianificatorio dell'attività nell'agro vi sia la possibilità e vi sia l'opportunità di dare ai Comuni la capacità di poter pianificare sulla base della conoscenza, delle loro tradizioni evidentemente produttive, ma anche delle caratteristiche della propria identità territoriale, i termini attraverso i quali, dicevo, si possano fare le eventuali costruzioni o edificazioni a fini residenziali, non con una regola generica e generalizzata in grado di devastare il territorio, ma invece intervenendo appunto su ciò che effettivamente è esigenza di quella specifica porzione di ambito regionale, e quindi di territorio comunale. Su questo quindi il mio voto è favorevole. Nel continuare a dire dell'auspicio che queste ultime ore della fine d'anno possano portare quella saggezza che chiediamo e della quale discutiamo nelle varie interruzioni, nelle varie interlocuzioni che stanno avvenendo, con l'idea di base alla quale mi unisco assieme agli altri colleghi, che si abbia la capacità di guardare oltre, e quindi la finalità vera che questo provvedimento vuole avere, che si decida di fare una proroga o comunque di consentire gli effetti del precedente Piano casa, anche per poco tempo, che questa sia lo stimolo per parlare realmente di legge urbanistica, di legge di sviluppo del territorio, e non una mera somma di provvedimenti d'urgenza che non portano beneficio ai nostri territori, a partire dalle piccole comunità locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Riprendendo l'intervento dell'onorevole Comandini, anch'io stamattina sono rimasto fortemente sorpreso e positivamente anche dalle dichiarazioni di Battista Cualbu della Coldiretti, che parla, dopo aver più o meno velatamente avanzato critiche circa il contenuto di questo Piano casa per quanto riguarda ovviamente la parte che più gli compete, cioè quella dell'agro, dice espressamente che il suo è un intervento non ideologico, che non ha nessuna pretesa egemonizzante, ma solo la consapevolezza di arrivare da chi vive quotidianamente la campagna. L'abbiamo ripetuto tante volte, tantissime volte in questi giorni, quello che manca a questa proposta di legge è il coinvolgimento delle categorie interessate, dei portatori di interesse, di quelli che oggi si chiamano stakeholders, che sono stati ricordo auditi in un'unica giornata con, ovviamente, una videoconferenza per le norme che riguardano il Covid in maniera assolutamente insufficiente, senza tenere conto neanche delle loro dichiarazioni, così, tanto per dire noi abbiamo audito tutti. Evidentemente non tutti erano stati auditi perché ci sono soggetti di grande autorevolezza che in questi giorni esprimono la loro opinione e che auspicano che sia indispensabile devono definire l'urbanistica parlato per l'agro che superi le mutevoli definizioni di imprenditore agricolo, le dimensioni minime del lotto di terreno, e il tassativo rapporto tra volumetria realizzabile e superficie aziendale. E si auspica inoltre che vengano definite norme che escludano possibili contrasti sociali tra insediamento antropizzato e attività agricola, individuando regole specifiche per le nuove periferie e per le aree rurali antropizzate. E quando si fa riferimento a una norma del '94 è chiaro che la differenza tra le zone urbanizzate e quelle dell'agro dal '94 a oggi è fortemente cambiata, e questi rischi di contrasti sono sicuramente evidenti. Ecco perché il mio voto favorevole a questo emendamento, ed ecco perché noi non ci opponiamo al Piano casa in quanto tale, ma questo tipo di Piano casa a cui noi vorremmo a tutti i costi apportare dei miglioramenti nell'interesse dei cittadini sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Io può darsi che non capisca nulla di urbanistica, ma leggendo questo emendamento, cari colleghi, vi chiedo se tutte le cose che avete annunciato in Aula vanno nella direzione veramente che in agro voi siete contrari di volere edificare o quant'altro, perché, correggetemi se sbaglio, questo emendamento dice altro, questo emendamento dice altro, perché dice che si può, fermo restando l'ettaro, ma lo possiamo raggiungere con l'accorpamento di più volumi, senza manco specificare se devono essere dello stesso proprietario, puoi accorpare, e già stiamo dicendo una cosa diversa da un altro principio. In più mi dite, è una cosa che io condivido nel senso che veniva fatta questa cosa, cioè se io faccio un accorpamento di tre appezzamenti e unisco un lotto di 5000, un lotto di 3000, un lotto di 2000, certo puoi costruire perché hai raggiunto il lotto minimo, dovrai costruire, costruirò su quello da 5000, posso utilizzare la volumetria dei 5000, il che vorrebbe dire circa 50 metri quadri, ma posso realizzare comunque. Quindi, la domanda che vi faccio io è: ma siete veramente convinti che le cose che avete detto fino a oggi siano veramente di un'ideologia che l'agro va tutelato e conservato? Perché questo emendamento va in una direzione completamente diversa dalle cose che avete detto.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue MULA FRANCESCO.) Quindi io vi chiedo se volete veramente votarlo, perché io ci farei un pensierino sinceramente come maggioranza, e invito anche i miei colleghi a leggerlo per benino, perché qualcuno pensa forse, non lo so, ma non è stata letta bene la direttiva sulle zone agricole, perché le zone agricole e ti dicono… però ti dicono che devono avere il lotto minimo di un ettaro per il residenziale, e ti rimanda a quella che è la programmazione urbanistica del Comune. Vero, caro collega Ganau, se io adotto un PUC ai sensi del PPR e prevedo nelle norme di attuazione che possa edificare in maniera diversa, e mi viene approvato il PUC, fa fede quello che mi viene approvato nel mio PUC in fase di adeguamento al PPR, ma la direttiva sulle zone agricole oggi ti dice che puoi costruire in un ettaro, fermo restando quanto può essere disposto dagli strumenti urbanistici comunali. Quindi, signori io vi chiedo se siete veramente convinti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie, Presidente. Volevo solo chiosare un po', non dico spiegare perché è esagerata la questione, non avete bisogno delle mie spiegazioni, però noi con gli emendamenti abbiamo provato, ancorché a pezzi, a ripristinare la "8". Quelle righe sono testuali pezzi della "8", che noi a colpi di emendamenti abbiamo provato a reinserire, identiche, noi di lotto minimo non ne parliamo, identiche, no qui non c'è lotto minimo, non ti dice di quanto, e soprattutto introduce il concetto del rimando ai PUC, quindi vi obbliga con questo emendamento a dare retta ai PUC, che è esattamente quello che voi non volete fare, tant'è che avete in mente l'articolo 20 della cogenza di questa legge. Quindi noi qui stiamo dicendo, come diceva la "8", che comandano i PUC, certo se tu lo prendi a pezzi non c'è ombra di dubbio, però il concetto è chiaro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. In merito all'emendamento, l'ha espresso l'onorevole Piscedda, è chiaro che ha fatto fatica l'Assessore con tutto il tempo che aveva a disposizione a creare una norma leggibile, comprensibile applicabile, eccetera, e chiaramente è stato fatto… diciamo che riprendendo la legge numero 8, come ha detto l'onorevole Piscedda, ci sono chiaramente dei problemi applicativi nel momento in cui ci avete bocciato tutti gli emendamenti precedenti. Quindi, siccome questo emendamento andrebbe visto in ordine con quelli che ci avete bocciato precedentemente, è chiaro che applicato all'emendamento che stiamo discutendo, il numero 748, potrebbe essere complicato. Ma, come dice l'onorevole Piscedda, richiama agli strumenti urbanistici comunali. Poiché i Comuni avrebbero anche la possibilità di far sì che nella loro pianificazione ci siano 3, 4, 5, 6 ettari, è chiaro che rimandando al Consiglio comunale la possibilità di applicarlo ci sembrava potesse reggere. È chiaro che inserito all'interno dell'oggetto che stiamo discutendo, potrebbe causare delle difficoltà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie. Ha già spiegato l'onorevole Piscedda da dove nasce questo emendamento, questo emendamento nasce dal tentativo di ricostruire, seppure a pezzi, la legge numero 8. Io mi rendo conto che è un elemento di grossa ambiguità inserire un emendamento del genere nelle norme che stiamo che stiamo approvando, per cui evidentemente ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie, Presidente. È quasi inutile il mio intervento perché è ritirato l'emendamento, ma sarebbe stato interessante se solo si preesistente potesse estendere all'interno lotto e non solo al fondo in cui si costruisce, allora sì, però ormai è ritirato.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame del'emendamento numero 797.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie. Presidente. L'emendamento riporta di fatto l'uso degli edifici in agro per la vocazione agricola, molto banalmente e semplicemente. Pongo poi un'altra questione legata ad un beneficio economico oggettivo, il 110 per cento. Per quello parlo di dati, realtà delle cose e cosa sta accadendo. Segnalo che c'è in Sardegna, e non solo in Sardegna, la creazione di nuove imprese, Newco, nuove imprese S.r.l. che si stanno affacciando sul mercato, chiamano privati, condomini e propongono l'utilizzo del 110 per cento. Cosa che determinerebbe un elemento positivo, nascono nuove imprese, c'è una intrapresa economica nuova, c'è un mercato che si muove nonostante la crisi economica data dalla pandemia. C'è un però, si propone con un serio rischio legato al fatto dell'utilizzo del 110 per cento, concessione a questa nuova impresa del beneficio, quindi l'impresa otterrebbe i benefici economici, e il non approfondimento sulle vicende urbanistiche legate agli abusi presenti negli immobili, i posti di scuola. Il Governo ha annunciato che i controlli sull'utilizzo del 110 per cento saranno per i prossimi dieci anni, sapete come opera il servizio di edilizia privata del Comune di Cagliari, o di altri Comuni della Sardegna o d'Italia ormai? Se c'è l'elenco di chi ha autorizzato il 110 per cento, mica vanno più in loco, non è che si sposta la Panda del Comune e va a vedere, Google Maps, entrano su internet seduti in ufficio, verificano se sul fronte strada c'è una veranda chiusa non sanata, quell'edificio ha beneficiato del 110 per cento vanno a cercare il proprietario e siccome l'impresa ormai è sparita, perché era una nuova impresa creata solo ed esclusivamente per il beneficio del 110, la sanzione sui proprietari di quell'immobile, con la confusione che state creando con questa legge, è il doppio del beneficio ottenuto. Su una palazzina con una spesa di 200.000 euro per l'ottenimento del bonus 110 per cento rischiano di pagare, i proprietari pro quota di quell'immobile, il doppio di quella cifra. Per quello il ragionamento sui dati, la prospettiva, cosa può accadere, attenzione a correggere, a metter mano alle leggi urbanistiche, necessita di approfondimenti e di un lavoro certosino di conoscenza di norme, incrocio di norme con la realtà che ci circonda, verifica puntuale di…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Su questo emendamento noi presentiamo un emendamento dicendo che chiaramente l'uso residenziale in agro non è mai ammesso. Perché? Perché è ovvio che se voi con l'articolo 20 andate praticamente a scrivere che la pianificazione… cioè questa norma è di conseguente immediata applicazione e prevale sugli atti di pianificazione, anche settoriale, e sugli strumenti urbanistici generali, diventa un problema, perché se un Comune pianifica il suo territorio e decide che sulle zone agricole si possano fare determinati tipi di interventi, ma questa norma che va in deroga consente, invece, di fare tutto e il contrario di tutto, è chiaro che anche lo strumento urbanistico perde di significato, nel senso che i piani di per sé hanno proprio la funzione di pianificare, cioè di organizzare e di capire in che direzione deve andare lo sviluppo di quel territorio, cosa si vuole fare su quel territorio, nelle zone E, nelle zone F, nelle zone C, che sono quelle di espansione, nelle zone B di completamento, nelle zone A zone storiche. È chiaro che se noi con leggi abbastanza confuse andiamo a vanificare il lavoro che è stato fatto da alcuni comuni in maniera importante, altri non l'hanno fatto perché preferiscono lavorare con le varianti, perché conviene, invece la Regione ha l'obbligo di dire: "Sapete che c'è? Io vi incentivo". Perché se tutti i Comuni pianificassero il loro territorio noi abbiamo un controllo maggiore, abbiamo la possibilità davvero di incidere sullo sviluppo territoriale e non lasciare al caso quello che accade, che il primo imprenditore che arriva in un territorio ovviamente il Comune, che è sempre più in difficoltà, delle volte si trova anche costretto ad accettare delle proposte che arrivano e lo fa in questo modo. Noi abbiamo questo obbligo. Io avrei messo tanti soldi per la pianificazione, per incentivare le pianificazioni di tutti i territori nella nostra Regione. Questo è lo spirito con cui un legislatore che non guarda agli interessi particolari dovrebbe pianificare il proprio territorio e lo deve fare fin dall'inizio, dai primi mesi di insediamento. Io mi aspettavo, Assessore, quando lei ha detto: "In sei mesi presentiamo la legge urbanistica", ma magari…

PRESIDENTE. Onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIANFRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Con questo emendamento i colleghi Consiglieri vorrebbero evitare una sanatoria, perché di sanatoria si tratta, il cambio di destinazione d'uso da non residenziale a residenziale in zone di pregio anche ambientale, quindi non certo destinate all'edificazione residenziale, trattasi puramente di sanatoria e anche in questo caso prevedendo tale possibilità, nel rispetto anche dei limiti di superficie, ma svincolata da ulteriori requisiti, e quindi da quella che è la vocazione di quel terreno, dall'attività del proprietario di quel terreno, si darà corso ad azioni speculative o si ridurrà, addirittura, il valore proprio dall'attività agricola, del nostro comparto primario, cedendo il passo a finalità certamente meno nobili rispetto al contesto generale dell'area interessata. Col tempo saranno rilevati anche diversi problemi, problemi che riguardano le infrastrutture, quindi la viabilità, i servizi che quei Comuni dovranno garantire in agro, mi riferisco, ad esempio, allo scuolabus, ma anche gli impianti di depurazione che dovranno essere naturalmente adeguati rispetto a un uso residenziale di quell'area, ma anche i servizi di igiene urbana, che dovranno essere garantiti, quindi maggiori costi che poi dovranno essere spalmati su tutta la popolazione, non esclusivamente su quelli che abitano in agro. Quindi per questo motivo i colleghi hanno proposto questo emendamento, per evitare questa sanatoria mascherata.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Satta. Sono concluse le dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 797.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 797.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Per comunicare che l'assenza delle opposizioni dalle votazioni era esclusivamente di matrice politica.

PRESIDENTE. Allora adesso procediamo con l'emendamento numero 928.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Sono ritirati gli emendamenti numero 928, 929, 930, 924 e 923.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 802.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). È ritirato.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 927.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Questo è uno dei temi aperti su cui sappiamo non essere i soli a sollevare preoccupazione. Il fatto che ci sia una difficoltà a far passare l'idea che un intervento del genere possa avere gli stessi effetti in tutta la Sardegna non è un qualcosa di campato per aria, è un qualcosa che è evidente che sia così. Io sono convinto che sia sul tema del lotto minimo, sia sul tema della rimozione dell'obbligo di essere un agricoltore professionale, cioè di svolgere quella professione e di avere dalla terra la propria la propria occupazione, sia condizione necessaria per edificare in agro, ecco, quel tema è un tema che non ci siamo inventati noi. È un tema che anche nella scorsa legislatura aveva avuto ugualmente un sostegno anche trasversale, nel senso che anche nella minoranza di allora quel tema era parso essere estremamente sensibile. E allora quello che si sta chiedendo da giorni non è quello di levarsi dalla testa l'idea di intervenire o levarsi dalla testa l'idea che nel proprio territorio magari, in quello che si conosce meglio, alcune norme possono essere sostanzialmente innocue; quello che vi stiamo dicendo è di fermarsi un attimo, valutare, prendersi qualche giorno anche a gennaio per capire cosa vogliono dirci anche le persone che di agricoltura si occupano. Sono arrivati ormai i comunicati stampa di tutte le associazioni di coltivatori, tutte, comprese quelle che certamente non hanno simpatia per la nostra parte politica o comunque ne hanno meno rispetto che per la vostra. Se non ascoltate noi, almeno ascoltate loro. Forse anche loro possono suggerirvi qualche correttivo capace magari di non inficiare del tutto i desiderata di chi in buonafede propone una soluzione, ma evitare una catastrofe che potrebbe accadere altrove. Io ho segnalato quella dei prezzi. Non c'è solo un problema legato ai prezzi della terra delle zone agricole, c'è anche un problema legato, per esempio, alla svalutazione delle zone contigue a quelle agricole. Le zone C, per esempio, oggi valgono molto meno dell'altro giorno, cioè si sta intervenendo in maniera pesante sull'economia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Questo è vero, lo diceva il collega Agus, è uno dei temi, se non, almeno sull'articolo 1, l'oggetto del contendere. Ebbene, perché tre ettari e non uno? Anche lì stiamo ai dati. Sistematicamente anche nelle audizioni in Commissione Prima, ma anche nella Commissione Urbanistica, è stato ripetuto sull'autonomia, sulle questioni legate allo sviluppo, il riferimento sistematico al Trentino Alto Adige. Qual è l'esempio del Trentino Alto Adige? Il Trentino Alto Adige da sempre, da quando esistono le province autonome di Trento e Bolzano, ha nell'ambito del proprio ordinamento, in deroga, come dicevo prima, sul codice civile, un aspetto legato all'utilizzo dell'agro con l'inserimento di un vecchio retaggio dei secoli passati sul maso chiuso, cioè il lotto minimo indivisibile che non può essere al di sotto dei cinque ettari. Ora i cinque ettari, in base al vostro ragionamento, avrebbero dovuto determinare in Trentino Alto Adige un'assenza di sviluppo. La verità è che quel provvedimento venne chiesto dal Trentino Alto Adige per fondare sul proprio territorio un'economia con vocazione agricola. Attenzione, il Trentino-Alto Adige si caratterizza anche per flussi turistici e tanto altro. Quante sono le imprese che sono sorte sul maso chiuso? 12.500 solo sul maso chiuso. Perché? Perché il Trentino Alto Adige ha evitato con questa norma un elemento che la Banca d'Italia nella sua relazione sulla Sardegna definisce essere uno dei problemi del nostro tessuto imprenditoriale, il nanismo delle nostre imprese, cioè la dimensione talmente piccola dell'intrapresa economica tale da non riuscire a mettere insieme una produzione che possa garantire esportazioni o forniture interne, tanto è vero che in molte realtà anche della Sardegna, in particolar modo nelle coste, è difficile rivolgersi per alcune produzioni a produttori sardi perché la dimensione troppo piccola degli appezzamenti e della produzione impedisce un approvvigionamento di quei beni con dimensioni tali da soddisfare le necessità dei clienti di quei luoghi. L'altro aspetto è quello dell'incentivo che andrebbe messo. Nell'ambito del PSR, Piano di Sviluppo Rurale, andrebbero invece, lasciato l'ambito dei tre ettari, messi incentivi proprio per le imprese per accorpare terreni, formare i tre ettari in modo tale da far attecchire imprese e tra loro costituire consorzi tali da garantire un…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIANFRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Mi ha anticipato nel ragionamento il collega Zedda rispetto alla superficie minima di un ettaro piuttosto che tre ettari. È evidente che qua si dovrebbe conoscere quello che è il sistema di organizzazione delle imprese sarde. Un qualsiasi tecnico serio, un agronomo, un perito agrario che si appresterebbe domani a elaborare una dimensione economica di un'azienda agricola è chiaro ai più che su un ettaro è difficile giustificare un'iscrizione da coltivatore diretto o addirittura da imprenditore agricolo professionale per due ordini di motivi. Uno è che c'è una legislazione nazionale che definisce il percorso per arrivare a quell'iscrizione, cioè l'INPS, ad esempio, non accetta nessuna iscrizione di imprenditore agricolo a titolo principale se da quell'azienda non determina e non trae un reddito inferiore al 50 per cento, o meglio ti chiede anche, nel caso in cui non ci lavora l'imprenditore agricolo, di giustificare con lavori per conto terzi, quindi ordinativi per conto terzi o addirittura avere un assicurato in azienda. Questo cosa ci porta a pensare? Che è difficile coniugare la residenza in agro in un ettaro e giustificare con quella la dimensione la dimensione aziendale ottimale di quell'azienda. Tutte le associazioni di categoria, tutte comprese anche la Coldiretti, quindi che credo che non sia tra quelle associazioni che guardano da questa parte, vi ha detto: fermatevi. O meglio, Assessore, dica chiaramente che questa norma è da considerare per le zone costiere, fatela perché alle zone interne non interessa questa norma, non è vero che ci sia una richiesta affinché si costruisca in agro nei comuni prossimi all'interno o addirittura dell'interno qua si sta creando una disparità tra quelli che hanno investito in zone di espansione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 927.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente, per ritirare la richiesta di votazione elettronica.

PRESIDENTE. Emendamento 781 c'è un invito al ritiro, onorevole Giagoni, Piras o Ennas. Il 781 è ritirato.

Emendamento 796.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 798.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, nel dichiarare il voto favorevole a questo emendamento dico subito qual è l'esempio, nella consapevolezza anche a vostra, l'onorevole Mula l'ha detto l'altro giorno facendo l'esempio del suo Comune di Orosei, cioè c'è addirittura già la consapevolezza che la realizzazione di edifici residenziali nell'agro determineranno le non urbanizzazioni, l'assenza di rete idrica, l'assenza di rete elettrica, le difficoltà sulla raccolta dei rifiuti, le difficoltà relative al trasporto scuolabus, l'inesistenza delle reti e dell'innovazione tecnologica. Quindi stiamo già dicendo a coloro che voi definite essere i beneficiari di questa legge che di fatto vivranno come si viveva nei nuraghi, senza nessun tipo di servizio che i loro coetanei o cittadine e cittadini che vivono in quei territori beneficiano. Cioè stiamo creando delle cittadine e dei cittadini di serie B che a differenza di chi vive in un paese o in una città, che beneficia di illuminazione, delle reti e via dicendo, stiamo dicendo a queste persona andate pure a vivere nell'agro, però vivrete come vivevano gli antichi, senza nessun tipo di ausilio, supporto della pubblica amministrazione negli interventi che riguardano le urbanizzazioni, perché? Perché c'è la consapevolezza dell'impossibilità di urbanizzare tutto l'agro. Noi abbiamo già degli esempi, guardate, che non riguardano l'edilizia residenziale, non riguardano il turismo, non riguardano l'agro nell'utilizzo per vocazione agricola, riguardano i grandi luoghi creati in ogni piccolo comune di sviluppo industriale, andate a vedere che cosa è accaduto nella parcellizzazione dell'uso del territorio con vocazione industriale e commerciale anche nei più piccoli paesi della Sardegna, l'illusione della creazione di attività di impresa e ci sono rimasti solo capannoni vuoti, sarà così anche per quanto riguarda l'utilizzo dell'agro, per quanto riguarda le finalità residenziali, alla fine le persone fuggire da quei luoghi, cercheranno nuovamente riparo nei luoghi dove si vive, nelle città e nei paesi e non nella solitudine della vita in luoghi dove mai l'essere umano ha vissuto se non per una stretta correlazione rispetto all'uso agricolo dei suoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Giusto per dare il contributo al dibattito e non vorrei dire che è una delle poche volte che posso condividere il pensiero col collega Massimo Zedda, nel senso che è già implicito il fatto che io se edifico in agro non c'è nessun obbligo da parte del Comune che io ti debba fare le opere di urbanizzazione, però diciamo che una precisazione quando dice, anche i cambi di destinazione d'uso non devono determinare che io ti debba fare le opere di urbanizzazione, come dire non è che mi fai questa cosa del cambio e poi mi stai in qualche modo obbligando a farmi le opere. È sensato l'emendamento. Però dico è una riflessione che io dico ai colleghi su questo emendamento nulla da dire perché va in quella direzione sulle cose che noi abbiamo sempre detto, sia l'edificazione in agro sia il cambio di destinazione d'uso sicuramente non è lo strumento con il quale tu obbliga il Comune a farti le opere di urbanizzazione, perché non è così e non deve essere così.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, il contesto diciamo di questo emendamento col cambio di destinazione di uso e di conseguenza a intervento poi ultimato, anche se non vi è l'obbligo da parte dell'amministrazione e questo credo che me ne dia atto anche l'onorevole Mula, i Comuni subiranno talmente tante pressioni affinché in quella strada, che quindi avranno talmente tante pressioni Comuni e le Amministrazioni comunali affinché adottino atti e quindi risorse per intervenire in quella strada, ma non solo le Amministrazioni comunali una volta che noi gli concediamo la residenza anche la rete idrica, quindi Abbanoa è obbligata a portare la rete, quindi maggiori costi, così come anche l'illuminazione pubblica. Quindi ci sono dei costi che saranno a carico delle Amministrazioni comunali se venisse approvata questa norma, e quindi non si impedisse in qualche modo che questi maggiori oneri potessero in qualche modo andare a pesare sul bilancio dei Comuni, che veramente noi metteremo in difficoltà serie le Amministrazioni comunali del nostro territorio. Tra l'altro è difficile impedire che poi in ogni ettaro ogni avente diritto possa in qualche modo vantare quella richiesta di avere una strada, di avere quei servizi in quella porzione di territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Soltanto per appoggiare la proposta di sostenere questo emendamento da parte del collega Mula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, chiedo ai colleghi, al collega Mula anzi a lei un minuto di sospensione, per poter parlare col collega Mula, grazie.

PRESIDENTE. Sospendiamo per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 22, viene ripresa alle ore 14 e 23.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, l'emendamento è il numero? Le chiedo gentilmente… 798… un attimo. Sì Presidente, mi sono consultato con i colleghi da parte del Gruppo Lega a favore per questo emendamento, grazie.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento numero 798.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(È approvato)

Pongo in votazione l'emendamento numero 799.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Pongo in votazione l'emendamento numero 800.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 801.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Sì Presidente, su questo emendamento, che in pratica non consente, diciamo, il cambio di destinazione a uso residenziale dei punti di ristoro, in molti territori della nostra Sardegna, soprattutto quella diciamo prossima all'interno negli anni si sono concessi regolarmente la possibilità di realizzare dei punti di ristoro con annessi anche dei posti letto sulla base della normativa vigente sulle strutture di tipo ricettivo in agro. Cosa voglio dire e rimarcare quanto già detto in precedenti interventi all'Aula? Che domani dopo l'approvazione di questa legge probabilmente i punti di ristoro che noi abbiamo in quei territori, e che oggi danno anche un sollievo dal punto di vista dell'occupazione, potrebbero diventare delle residenze e allora quella occupazione che oggi è presente in quei territori diventerebbe una disoccupazione, diventerebbe una disoccupazione e consentiamo a pochi in questo caso, che hanno regolare concessione che sono oggi dei punti di ristoro e strutture ricettive in genere, di incrementare il proprio reddito per poco e quindi non avranno anch'essi probabilmente un reddito diciamo continuo e costante negli anni. Quindi vi chiedo anche su questo, Assessore, di porre un divieto in questo caso, magari se non accogliendo questo emendamento ma pensare di porre un divieto affinché i punti di ristoro non diventino residenza, poi veda lei, io questo glielo sto chiedendo, veda i modi e in quale modo si può mettere questo vincolo.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento numero 801, che è uguale al 920.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 936, ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 783. C'è un invito al ritiro, onorevole Giagoni?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, chiedo una piccola riflessione anche ai colleghi della maggioranza, perché per quanto riguarda questo emendamento, tanto è comprensibile anche come viene trascritto all'interno "ai fini della determinazione della superficie minima di intervento nei terreni che sono stati oggetto di un frazionamento, a seguito di espropriazione con finalità di pubblica utilità, per la realizzazione di infrastrutture lineari come strade, acquedotti, linee elettriche, i mappali residui appartenenti al medesimo proprietario sono considerati contigui.." nelle zone omogenee sarebbe da mettere, e le altre sarebbero da escludere. Io credo che questo è un emendamento che dà la possibilità…. come?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA QUIRICO, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Onorevole Giagoni, quello che lei sta richiedendo è possibile farlo anche con una circolare, quindi la invito al ritiro. Grazie.

GIAGONI DARIO (LEGA). La ringrazio Assessore, esaustivo, quindi la Lega ritira l'emendamento.

Quindi l'emendamento numero 783 è ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 748.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, questo emendamento, il 748, che è stato presentato dalla Giunta è un sostitutivo totale, sostituisce quindi l'articolo 1 con una formulazione parzialmente diversa per quanto nell'ambito dell'impianto ripeta la formulazione del vecchio articolo 1, e quindi ritorniamo pur sempre alle considerazioni precedenti nonostante ci si trovi davanti a un nuovo un nuovo testo, ma di fatto la fotocopia di quello precedente. Bene rispetto alla legge che voi citate nel 1994 il tema all'epoca era il disarmo degli arsenali nucleari delle ex potenze componenti le repubbliche socialiste sovietiche, nel 2015 l'Expo è stato sul cibo, il tema mondiale che ha interessato la discussione per anni, siamo stati noi in Italia a Milano a ospitare l'Esposizione universale sul cibo, ha cambiato completamente i ragionamenti, le riflessioni. Quello precedente era sull'ambiente, il precedente ancora sull'acqua, il precedente ancora sulla vita nelle città, problematica legata alla trasformazione delle città in luoghi che sono diventati attrattori delle tante persone che vivevano nell'agro nel corso in particolar modo del Novecento. In base a questo, cioè il mondo che è cambiato, uno stravolgimento epocale, non era mai stato così, si discute di cibo, di alimenti sani, di biodiversità, di prodotti genuini e non alterati da prodotti chimici, dall'assenza di fertilizzanti e invece prodotti che sono naturali e sani, tutto questo scompare e noi ritorniamo al 1994. E' un elemento che guarda al futuro? Le giovani generazioni, i giovani imprenditori che vorrebbero accedere a quei fondi bloccati dell'Assessorato all'agricoltura si ispirano alla vita e al sistema economico e imprenditoriale del 1994? E' semplicemente antistorico, né più né meno, non è che si debba aggiungere molto altro. Io immagino che il Vicepresidente della Regione vi abbia detto che nell'ambito delle richieste di lavoro e nell'ambito dei giovani con alta professionalità la legge corrisponda alle esigenze dell'Assessorato al Lavoro e dell'Agenzia per il lavoro. Per quello vi dico un dato, non il dato sulla crisi, il dato sulla crisi dell'edilizia è datato 2008 in relazione a speculazione, bolla speculativa, crisi economica mondiale, è cambiato il mondo e voi siete fermi al 1994. Non so quale sia l'ispirazione, se non quella puntuale. Cioè non si guarda a ciò che attiene lo sviluppo in relazione a come ci osservano turisti e altri dall'esterno, ma alle esigenze…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (PD). Presidente, questo è uno dei tanti canguri, così nel lessico delle aule consiliari si definiscono gli emendamenti che hanno solo lo scopo di far decadere altri emendamenti presentati. In questo caso il risultato probabilmente riuscirà perché una volta approvato questo decadranno tutti gli emendamenti presentati all'emendamento originale. Il fatto è che come spesso accade la versione 2, il piano B, contiene degli errori che nel piano A non c'erano. Cioè la legge che era uscita dalla Commissione per certi versi era più chiara rispetto a quella che invece emergerà dall'approvazione di questo articolo. Sicuramente, e su questo non ci sono dubbi, per essere effettivo, per dare i risultati sperati, finalmente aggiungo io, dovrà sporcarsi le mani anche il Presidente della Regione, non metterà il suo voto, avrebbe potuto passare di qui dopo l'inaugurazione che era attesa da settimane dell'ospedale Binaghi, almeno a sancire col suo voto l'approvazione di questo testo. Da un lato vi lascerà soli ad approvare questo testo di cui non conoscete neanche appieno le conseguenze, dall'altro sarà costretto a emanare un decreto per correggere una parte in cui quella legge del 94 demandava ai PUC la possibilità di derogare e quindi di scegliere un limite più alto rispetto all'ettaro compreso in quel decreto. Per cui attenderemo, se questa legge sarà approvata, anche questo decreto del Presidente che quindi sarà pienamente complice di chi ha portato all'attenzione dell'Aula questa norma. Per il resto si è detto molto, molto ha detto l'onorevole Zedda prima di me, il mondo sta cambiando e in queste ore tutti i Paesi, anche quelli più avanzati, più ricchi, quelli che stavano già meglio di noi, si interrogano sul proprio modello di sviluppo, gli unici che fanno riforme senza rifletterci tanto, quasi come se non stesse accadendo niente, e come se non sia già previsto che accada qualcosa nell'anno che inizierà a breve, siamo noi in Sardegna, più di altri. Nessuno ha fatto una riforma sanitaria in Italia, per esempio, e nessuno è intervenuto eliminando alcune regole sui suoli agricoli in un periodo in cui tutti guardano alle speculazioni come principale problema. E potrei dirti anche quali sono le regioni dove ci sono i rischi maggiori. Basta guardare la stampa nazionale. C'è un rischio…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, è da un giorno e mezzo che discutiamo questo articolo, e quindi in automatico questo emendamento, il 748, che arriva a seguito di uno stravolgimento del testo tramite emendamenti in Commissione, e adesso mi è sembrato di capire che arriva anche una proposta di emendamento orale, che cambia di nuovo tutto. Insomma è palese che questo testo sia nato male e potrebbe davvero generare grossi problemi. Oggi mi voglio mettere solo nei panni di un funzionario di un qualsiasi Comune. Io sfiderei ognuno di voi a essere un funzionario che deve prendere delle decisioni su questo testo e deve mettere delle firme e deve dare delle autorizzazioni, state mettendo in grossa difficoltà i professionisti, i Comuni che non hanno risorse e che spesso devono davvero dentro un ufficio piccolo dare risposte e non sanno come fare, perché hanno tanti documenti da analizzare, da guardare, da controllare, con delle leggi che sono davvero di difficile applicazione, li stiamo mettendo in completa difficoltà. Stiamo mettendo in difficoltà i liberi professionisti che dovranno presentare progetti, che diventeranno un ping pong tra la pubblica amministrazione che ritorna poi al professionista, e poi di nuovo per le modifiche si richiederanno… e quindi diventerà un progetto che va avanti e indietro, e le risposte i privati le riceveranno dopo mesi e mesi. Ecco, io sfido chiunque di voi a lavorare con un testo del genere. E mi dispiace perché io probabilmente ne ho esperienza perché lavoro, ho sempre lavorato in uno studio professionale e so cosa vuol dire dover aspettare mesi per avere delle risposte e quindi non poter incassare una fattura, non poter avere i soldi a fine mese perché le fatture ti vengono pagate dopo mesi e mesi, e avevi fatto conto di quei soldi che magari non ti entrano quell'anno e ti entrano in un altro anno, quindi sfasando anche tutto il lavoro che si è fatto. Io non condivido questo modo di operare, ho sempre pensato che chi ha l'obbligo di chiarire le questioni e mettere in sicurezza tutti coloro che poi alla fine devono utilizzare le leggi lo debba fare, perché mi sono ritrovata di fronte a dover applicare norme che poi ho dovuto cambiare, presentare progetti che ho dovuto modificare 55 volte perché c'era sempre un qualche cosa…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Presidente, questo è l'emendamento cardine attorno al quale abbiamo discusso in questi giorni e che modifica integralmente quello che è l'articolo 1 così come è arrivato appunto in Aula. E su questo faccio una sintesi dei gli interventi che ho fatto, annunciando evidentemente il voto contrario, nella misura in cui il titolo che chiama l'articolato appunto come "salvaguardia dei territori rurali" tutto mi sembra tranne che la salvaguardia dei territori rurali per chi li vive, per chi sa come i movimenti della loro della loro gestione necessitano, e sa molto bene che nel momento in cui all'interno della linea dei mille metri, e oltre la linea dei mille metri, si consenta nel primo caso solo per gli imprenditori agricoli, nel secondo caso a tutti, di trasferire la propria residenza sa bene che cosa questo comporti. Io continuo a dire perché non ci si ferma a ragionare dal momento che è stata data la disponibilità in maniera seria, in maniera approfondita, in maniera strategicamente visionaria sullo sviluppo delle nostre campagne, su ciò che veramente le nostre campagne hanno bisogno, lo diceva prima l'onorevole Satta, voi raccontate che queste modifiche sono la richiesta fondante della popolazione sarda, ma sapete che non è vero. Dite delle cose che non corrispondono a quanto la maggior parte delle campagne della Sardegna chiedono, non è così. Quando si parla di sviluppo bisogna impostare delle strategie che siano delle strategie inclusive, che lo sviluppo locale è una scienza che va avanti da oltre trent'anni, e su questo e su quegli esempi bisognerebbe trarne veramente modello cui ispirarsi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, è vero siamo più di due giorni che stiamo arrabattandoci dietro questo emendamento numero 748, che è il primo dei 12 emendamenti presentati dalla Giunta nella Commissione prenatalizia, e non posso che confermare in questo momento quanto affermato nel il discorso che ho fatto in discussione generale, stiamo assistendo a un film fantasy con continui capovolgimenti di fronte, con la maggioranza che si trova in difficoltà quando la minoranza mette in evidenza quelli che sono gli errori macroscopici di questa legge, abbozza delle risposte, si arrabbia o fa finta di arrabbiarsi per poi ritornare sui propri passi, è sicuramente uno spettacolo a cui tutti partecipiamo ovviamente, a cui non ci possiamo esimere, non certo edificante, con cui si sta portando avanti questa norma che sulla carta dovrebbe ridare respiro all'economia regionale. Noi sin dal primo momento abbiamo dimostrato di essere contrari a questo testo, non sicuramente ad una legge che ridia effettivamente respiro all'economia regionale senza però mettere a repentaglio quelli che sono valori fondamentali della nostra storia e della nostra cultura. Quindi è naturale il mio, e quello dei miei colleghi di Gruppo, voto contrario a questo emendamento. Ci auguriamo comunque che nel prosieguo della discussione che a questo punto avverrà nell'anno nuovo, che speriamo tutti sia meno nefasto di quello che stiamo ammazzando, riusciamo a far comprendere a questa maggioranza che quello che viene da questi banchi non è tutto no ideologico, ma di ideologico non ha niente ma è soltanto amore per la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Presidente, anch'io riparto dalle ultime parole dell'onorevole Li Gioi, l'amore per la Sardegna, effettivamente alla fine di tutta questa maratona d'aula siamo tornati all'emendamento numero 748, che di fatto sostituisce tutta la parte precedente sia della "8" sia di quel testo presentato nel "108", a vantaggio di cosa? A noi non è sostanzialmente chiaro. Noi ritenevamo che un tema così delicato qual è quello dell'edificazione in agro sarebbe stato meglio svilupparlo in più commi, perché un argomento così delicato non si può circoscrivere con tre parole, in quelle tre parole poi c'è un rimando ad una direttiva di 26 anni fa, la quale direttiva ovviamente non sconta l'adeguamento ai tempi moderni che necessiterebbe invece una norma come quella che stiamo facendo. Pensate solo - non sto neanche urlando, non voglio disturbare - che stiamo parlando di una disciplina, quella del '94, fatta in assenza anche di PPR, cioè a quel dì non c'era il PPR, non c'era l'obbligo dell'adeguamento da parte dei Comuni al Piano paesaggistico regionale. Quindi immaginate oggi richiamare una tale normativa che non consente ovviamente ai Comuni di operare con serenità. Quindi la preoccupazione che noi abbiamo è assolutamente questa, cioè nell'interesse generale ritenevamo che circoscrivere a tre commi un argomento così delicato non consenta… tant'è che poi quell'articolo 20 che voi mettete alla fine, che dà per cogente questa normativa, di fatto che cosa sta dando cogente? Un rimando ad una normativa del '94. Quindi il gioco perverso che noi vediamo è questo, motivo per il quale siamo preoccupati e per il quale esprimo il nostro voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Devo dire che non utilizzerò tutti i tre minuti concessimi dal Regolamento, ma soltanto per chiosare alla fine di una discussione molto interessante che riguarda l'agro e riguarda il mondo agricolo, e che probabilmente l'assessore Sanna, che è estremamente simpatico e ci ricorda che ha viaggiato ed è andato in giro in tutti i paesi della Sardegna, probabilmente ha avuto in testa un altro tipo di campagna, un altro tipo di sistema rurale, perché la nostra campagna non è come quella toscana, quella marchigiana, emiliana, laddove l'agricoltore vive in campagna, purtroppo troppo spesso i nostri agricoltori in campagna vanno solo a lavorare perché in quella campagna manca ancora tantissimo a proposito di infrastrutturazione, mancano tantissime opere necessarie per rendere vivibile e residenziale quella stessa campagna. Allora, Assessore, l'emendamento sostitutivo all'articolo 1 guarda tutto fuorché il mondo rurale, guarda tutto, ha idea di un altro mondo di sviluppo in cui gli agricoltori non ci sono, assolutamente non ci sono. Allora, da qui, il nostro voto contrario, la nostra resistenza in questi due giorni, e l'auspicio che successivamente, quando andremo a riscrivere, se vorrete il nostro contributo, si riveda la norma per quanto riguarda l'agro, perché avete soltanto aumentato da un punto di vista burocratico, avete riportato indietro le lancette dell'orologio al 2006 e soprattutto avete pensato a una campagna soltanto residenziale e non produttiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, voteremo contro, lo faremo convintamente, ve l'hanno detto le associazioni di categoria, ve l'hanno detto gli allevatori, ve l'hanno detto gli agricoltori, il terreno agricolo si usa solo ed esclusivamente per l'agroalimentare, si usa per l'allevamento, si usa per la coltivazione. Voi invece avete un altro tipo di idea. Detto questo, il prezzo degli agnelli in tutto questo periodo storico è stato tra i più bassi d'Italia, sul prezzo del latte, su cui avevate detto che volevate porre rimedio, non avete fatto niente, non avete un minimo di politica agricola, un minimo di politica agricola. Non si parla di programmazione europea, non si parla di tempi, burocrazia e semplificazione delle procedure per gli agricoltori, non si parla di giovani agricoltori, non si parla di niente che riguardi il mondo dell'agricoltura e dell'allevamento, si parla invece di residenza nelle zone agricole, si parla invece di costruzione di fabbricati nelle zone agricole non per gli imprenditori professionali, per chiunque. Voi state pensando a tutt'altro rispetto che ad uno sviluppo sostenibile, ecologico, che sia all'altezza della situazione che stiamo vivendo. A voi poco importa dell'agricoltura, dell'allevamento, dei pastori, che tanto avete osannato nel periodo della campagna elettorale, a voi importa che poche persone, possibilmente che abbiano soldi, e non idee, facciano qualcosa nella nostra campagna, facciano qualcosa nelle campagne della città e facciano qualcosa nelle campagne delle coste, manco a parlarne di aree interne, mi raccomando, è tutto uguale nella nostra isola, non cambia niente, cambia soltanto la vostra idea di sviluppo, che non c'è purtroppo, e i sardi se ne stanno rendendo conto. Per questo voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie, Presidente. Per preannunciare il voto contrario da parte mia e da parte dell'intero Gruppo Movimento 5 Stelle a questo emendamento, all'interno del quale possiamo dire si racchiude tutto quanto di sbagliato è stato fatto fino ad oggi relativamente all'iter di questa legge, sia nel merito, perché i contenuti non vengono minimamente cambiati, di fatti la vostra proposizione di questo emendamento non rappresenta un ravvedimento, ma semplicemente un abuso, se vogliamo, nel metodo invece per quanto riguarda la volontà da parte vostra di troncare la discussione, di ridurla e di non permetterci di provare nei modi che ci sono concessi a portare all'interno di questo ragionamento la nostra linea e le nostre idee. Mi viene da dire, per agganciarmi al collega Comandini, che l'unica campagna che conoscete non è neanche quella toscana, ma quella elettorale visti i contenuti di questo provvedimento e di tutti gli altri grandi spot che sono stati fatti, i quali poi puntualmente si presentano, non anche disattesi, quanto spesso e volentieri nemmeno attendibili a livello di risultato, a livello di possibilità astratta di ottenere risultati. Prima le citavo Antonio Simon Mossa perché secondo me quello che state perdendo anche nella vostra azione, quei valori di autodeterminazione, di crescita, di un'autonomia che viene usata in maniera del tutto sconsiderata, questo è quanto. Le vostre idee, l'ho già detto, per quanto vengano presentate così rivoluzionarie, in verità mancano di coraggio, mancano di prospettiva, rimanete ancorati a schemi vetusti e non più confacenti al modello di sviluppo che tutto il mondo persegue tenendoci ancorati invece a quanto di più vecchio e quanto di più dimostratosi sbagliato la Sardegna ha avuto, e che ha rappresentato l'ancora che ci ha tenuti legati sicuramente non ad uno sviluppo, ma ad un sottosviluppo, all'interno del quale voi non solo ci volete trattenere, ma forse, probabilmente, con i risultati che nemmeno vi riuscite ad attendere da parte di questa legge, e ci volete ancora trascinare più a fondo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Grazie, Presidente. Come non intervenire sull'emendamento numero 748, non sarà un attacco all'assessore Sanna, ma solo ed esclusivamente la richiesta da parte mia, da parte nostra, come abbiamo fatto tutta la mattina, di ripensare realmente a che tipo di sviluppo vogliamo in Sardegna. Non si può costruire nell'ettaro, non si può costruire vicino alle zone costiere, le zone interne della Sardegna di questo articolo 1 non se ne faranno assolutamente niente, chi fa agricoltura e chi produce, penso a chi produce vino da domani, se vorrà allargare la propria azienda, dovrà purtroppo confrontarsi con terreni che varranno sicuramente molto di più di quanto valgano ora e sicuramente bloccherà anche lo sviluppo di quel tipo di agricoltura e di quel tipo di aziende. La storia ci darà ragione, purtroppo mi auguro che nei prossimi anni non ci sia l'assalto a tutti quei territori e a tutti quei fienili che oggi sono fienili e domani diventeranno ville con questo articolo 1, perché nel comma 3, lo dite in maniera chiara, il cambio di destinazione d'uso può essere fatto anche sulle strutture che non hanno in questo momento una destinazione d'uso residenziale. Quindi più ville, meno fienili, e sicuramente uno sviluppo costiero della Sardegna che continuerà ad erodere tutto quel poco che ancora è tutelato nella zona centrale della nostra isola. La lascio in questi otto giorni con questa riflessione augurandomi realmente che si rientri dalla pausa di Capodanno con una voglia di confrontarsi realmente e di migliorare questo testo quanto più possibile, Assessore.

PRESIDENTE. Abbiamo concluso le dichiarazione di voto.

Metto in votazione l'emendamento numero 748 presentato dalla Giunta. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 748.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Conseguentemente all'approvazione dell'emendamento numero 748, tutti gli altri emendamenti soppressivi parziali e sostitutivi aggiuntivi decadono fino al "744".

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. È chiaro che sia io che l'onorevole Tunis abbiamo sbagliato. Siccome gli interventi sono abbastanza chiari e non altera assolutamente i numeri di approvazione, se si può attribuire il voto… è chiaro che il voto era contrario.

PRESIDENTE. Tecnicamente ne prendiamo atto, ma non è possibile. Permane quindi l'emendamento numero 767, a pagina 59.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Stiamo parlando del "744"…

PRESIDENTE. Scusate, stiamo per concludere, un attimo di silenzio, così… altri sono andati a rifocillarsi, noi dobbiamo ancora mangiare. Allora, "767", pagina 59.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Prima c'è il numero 744, però, sempre aggiuntivo. L'emendamento numero 744 è decaduto, rimane il numero 767 su tolleranza edilizie.

PRESIDENTE. Sono tutti decaduti e rimane in piedi esclusivamente il "767" a pagina 59. Serve altro? C'è il parere favorevole della Commissione su questo emendamento e anche dalla Giunta.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Anche io ho fame, anche io sono stanca, anche per me è Capodanno, Natale, Pasqua e Pasquetta, però io vorrei intervenire su questo tema. Perché c'è un problema, io non condivido questo emendamento. Perché, cosa dice questo emendamento? Intanto non so se è applicabile, andrebbe verificata l'applicabilità di una norma del genere, dove si chiede di incrementare la tolleranza, l'errore che attualmente è sul 2 per cento fino a un 5 per cento, mi sembra di capire, perché qua c'è scritto 9, però è stato corretto al 5 per cento, cioè la soglia di errore. In edilizia esiste una soglia minima di errore, nel senso che quando si progetta ci può essere una percentuale tollerabile di errore, oggi è al 2 per cento, cioè in genere è al 2 per cento, qua si chiede e si porta al 5 per cento. Capite bene che una soglia di errore 5 su un volume x ha un determinato impatto, una soglia di errore del 5 per cento su un volume y ha un altro tipo di impatto. Io onestamente voterò contro, e quindi preannuncio il mio voto contrario a questo emendamento intanto perché non sono certa che si possa applicare in questa maniera e poi perché non ne condivido il contenuto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Faccio mie le parole dell'onorevole Orrù e poi ci terrei almeno ad indicare che da questo emendamento si capisce che la vostra non è una riflessione seria, ma è una tombola. È vero che il periodo natalizio è in vita, però definire l'articolo 1 tris invece che ter attiene esattamente al fatto di aver voluto giocare a tombola con le sorti della Sardegna. Solitamente sono bis, ter, invece l'elemento dell'azzardo ha determinato che invece della scrittura dell'emendamento così come sarebbe dovuto essere voi state cercando un terno al lotto, una tombola nel vano tentativo di correggere le storture introducendone di nuove rispetto a una norma che di per sé è già inapplicabile, e determinerà non sviluppo, ma perdita di posti di lavoro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Semplicemente per accogliere la segnalazione dell'onorevole Zedda sul "tris", abbia pazienza, è stato un refuso, e per specificare che non si sta autorizzando l'approvazione di progetti con una tolleranza sull'errore progettuale fino al 5 per cento, ma si sta andando a riconoscere la tolleranza su progetti che sono stati realizzati con concessioni antecedenti al 1985, ed è un provvedimento che è stato utilizzato da altre regioni e che riteniamo possa essere molto utile anche nell'applicazione e nell'attuazione di quel bonus che tanto è stato chiamato in causa anche in questa discussione, quello del 110 per cento. Pertanto chiedo alla maggioranza di votare a favore di questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 767. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 767.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Giusto per augurare un po' a tutti un buon anno e di ritrovarci l'anno prossimo un po' più in forma.

PRESIDENTE. Ricambio, grazie. Il Consiglio regionale è convocato per giovedì 7 gennaio alle ore 10. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 15 e 10.

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