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Resoconto della seduta n. 57 del 09/06/2020

LVII SEDUTA

Martedì 9 Giugno 2020

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

Del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

Indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 11 e 23.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 8 aprile 2020 (52), che è approvato.

Congedi

Per quanto riguarda i congedi, sempre per le norme sul distanziamento anti-Covid, chi è assente è posto in congedo d'ufficio.

Se non ci sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta all'interrogazione numero 470.

(Risposta scritta pervenuta il 5 giugno 2020)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 159, 160, 161.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 497, 498, 499, 500, 501, 502, 503, 504, 505.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero 118, 119.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 275, 276, 277, 278.

PRESIDENTE. Grazie signor Segretario, a questo punto farei una sospensione di qualche minuto per una Conferenza dei Capigruppo.

Il Consiglio è sospeso, ci vediamo nella stanzetta qua affianco, grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 29, viene ripresa alle ore 12 e 21.)

Discussione sulle misure strategiche per il rilancio economico e sociale, ai sensi dell'articolo 54, commi 2 e 3, del Regolamento.

PRESIDENTE. Prego i consiglieri di riprendere posto.

Riprendiamo i lavori del Consiglio.

L'ordine del giorno reca la discussione del documento sulle misure strategiche per il rilancio economico e sociale ai sensi dell'articolo 54 del nostro Regolamento.

Uno dei presentatori del documento ha facoltà di illustrarlo.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente, presidente Solinas, è in particolare a lei che mi rivolgo con questo intervento sottolineando l'alto significato di questa discussione consiliare, richiesta dei Gruppi di opposizione, e tesa a favorire la discussione ed il confronto tra tutte le forze presenti in questo Consiglio per definire le strategie da mettere in campo nella fase 3 attuale e in quella, speriamo prossima, post Covid. Facendo appello al fatto che il Consiglio regionale in tutta la sua storia autonomistica nei momenti gravi di decisione per la Sardegna ha sempre svolto un ruolo attivo nel rappresentare il corretto sentire del popolo e difendere in maniera corale gli interessi della Sardegna.

La rapidità di diffusione del virus, l'alta percentuale di ospedalizzazione hanno messo in crisi il sistema sanitario evidenziando le carenze e l'inadeguatezza ad affrontare la situazione che ha costretto ad un difficile lock down per contrastare la diffusione che ha messo in grandissima crisi l'economia generando un aggravamento mai visto della situazione sociale. In questo contesto è necessario ragionare insieme con spirito costruttivo per superare la crisi ma anche per condividere un percorso che porti ad una nuova organizzazione dei rapporti sociali, dei servizi in grado di convivere col virus e di essere pronti ad affrontare ogni nuova potenziale futura ondata epidemica.

Mi limiterò, per questioni di tempo, ad alcuni dei tanti temi in discussione; in primo luogo credo sia necessario soffermarsi sull'organizzazione sanitaria che necessita, consentitemelo, non già di una nuova rivoluzione gestionale, come si sta proponendo, quanto di una riorganizzazione complessiva che tenga conto dell'esperienza fatta ad iniziare dall'organizzazione interna degli ospedali dove devono essere definiti, in forma stabile, i percorsi interni potenziando i servizi di pronto soccorso, rianimazione, malattie infettive e pneumologia in primis, ma soprattutto favorendo l'immediata operatività dell'attività diagnostica - terapeutica ordinaria. Non si muore di solo Covid e le liste d'attesa per le diagnosi del trattamento di patologie gravi, ad iniziare da quelle oncologiche e cardiologiche, si sono eccessivamente allungate e comporteranno inevitabilmente un incremento della mortalità per queste patologie nei prossimi mesi.

Così pure sarà necessario rivisitare i progetti di edilizia sanitaria in essere anche quelli già avviati adattandoli alle nuove esigenze, ma soprattutto è necessario mettere mano alla riorganizzazione del sistema territoriale completando lo sviluppo del sistema 118, rendendo pienamente operativi i punti di primo soccorso, rivedendo gli standard per la definizione del numero dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, attivando poliambulatori in grado di fornire prestazioni di diagnosi e cura in prossimità direttamente sul territorio, potenziando i servizi di assistenza domiciliare, attivando le case della salute e gli ospedali di comunità. Questa è la strada da seguire per ottenere il massimo dell'efficacia e dell'efficienza nella risposta sanitaria.

Mi si consenta a questo proposito un inciso sulla tanto discussa proposta di passaporto sanitario o certificato di negatività, come lo si voglia chiamare, vede, Presidente, pur comprendendo le ragioni di tutela che stavano alla base della proposta, mi pare che aver continuato a sostenere così a lungo tale necessità per entrare nella nostra isola, per avere accesso alla nostra isola, abbia prodotto come unico risultato la moltiplicazione delle disdette delle prenotazioni e la scelta di altre mete con gravissimo danno per un settore già in grave difficoltà come quello turistico. Le misure proposte apparivano sin da subito non praticabili, i tamponi sono ancora oggi difficilmente disponibili e comunque non garantiscono da un avvenuto contagio successivo, i test sierologici necessitano di un successivo tampone per accettare l'infettività, i test salivari non sono a tutt'oggi validati e quindi non utilizzabili, oltre ad aver avuto il parere contrario dal comitato tecnico scientifico nazionale e ad oggi infatti non risulta nessun tipo di organizzazione per eseguire i test anche su base volontaria agli arrivi. Ed allora la soluzione più praticabile sta nell'organizzazione sanitaria che deve essere potenziata perché sia in grado di cogliere precocemente i soggetti positivi e prevedere l'isolamento loro e dei contatti in apposite strutture idonee, strutture che sarebbero state individuate, ma ancora non note, in quanto la delibera della Giunta non è ad oggi cliccabile, ed a proposito mi auguro che siano smentite le voci che individuano nelle strutture del San Giovanni Battista di Ploaghe una delle sedi, intanto perché questo progetto confligge con il progetto di hospice atteso da decenni nel territorio ed interferisce con l'avvio dei lavori per la messa a norma che sarebbero dovuti iniziare in questi giorni, e soprattutto perché la struttura pare fortemente inidonea in quanto inserita in un contesto che ospita anziani e disabili, quindi soggetti a rischio. Chiedo formalmente, come già fatto con un'interrogazione, di rivedere immediatamente tale soluzione, individuando strutture che non interferiscano con la programmazione sanitaria e mettano a rischio i soggetti deboli ed esposti. Dall'altra, va organizzato al più presto un sistema di informazione capillare da fornire ai turisti sui metodi comportamentali da seguire durante la permanenza nell'isola, unitamente al riferimento di un call center multilingue che possa centralizzare tutte le segnalazioni e dare le indicazioni necessarie, e che si affianchi all'utilizzo dell'App per il tracciamento che però ad oggi non risulta ancora disponibile, come appare non ulteriormente rinviabile la definizione di un protocollo comportamentale in caso di sospetta positività da attuarsi in accordo con gli albergatori. Credo che sia questa la strada da seguire con la massima celerità per limitare al massimo il rischio di diffusione di un virus importato. La pandemia ha mostrato come il nostro sistema di politiche sociali non sia adeguato ad affrontare situazioni straordinarie, gli strumenti di contrasto alle povertà, Reis e reddito di cittadinanza non appaiono adeguati al sostegno delle migliaia di nuove povertà generate dalla crisi economica conseguente alla pandemia, nuova povertà sino ad oggi non conosciuta dai più, per la quale non sono pronti e che inevitabilmente accrescerà il disagio sociale e di rancore verso le istituzioni. Per questo occorre rafforzare il Governo regionale nel contrasto alle povertà, riorganizzando e rinnovando gli strumenti professionali di prevenzione e contrasto che devono tenere conto delle caratteristiche delle nuove povertà che non nascono da problematiche familiari di emarginazione e che non conoscono problematiche delinquenziali, garantendo percorsi di accompagnamento che evitino la caduta nell'area del disagio. Occorre sviluppare nuovi servizi in forte integrazione con le risorse presenti nel terzo settore in grado di favorire la personalizzazione dei percorsi e la multidisciplinarietà, serviranno nuove politiche sociali in grado di assistere le famiglie nelle nuove condizioni di vita e di lavoro, servirà dare risposta ai nuovi bisogni della persona legati alle condizioni di sicurezza, alle nuove modalità di lavoro, doppi turni, supporto all'insegnamento a distanza, assistenza e cura dei minori, supporto genitoriale, tempi di vita e di assistenza, in alcuni casi con opportuna preparazione alcune di queste attività possono essere svolte anche da percettori di sostegno al reddito con adeguato livello d'istruzione, come restituzione alla comunità che li sostiene, con il vantaggio di costruire un'esperienza professionale. La prolungata chiusura delle attività produttive ha causato gravissime difficoltà alla stragrande maggioranza delle imprese con la necessità di interventi a sostegno delle imprese e dell'occupazione che hanno carattere di assoluta straordinarietà. Il Governo centrale ha messo in campo una mole mai vista di interventi per il sostegno dell'occupazione, delle imprese e delle famiglie, anche la Regione sta facendo la sua parte sia pure con risorse limitate. Il tema centrale è quello di non disperdere le risorse, di evitare doppioni con le linee attivate dal Governo. Restiamo in attesa di avere il dettaglio della proposta in merito della Giunta, mentre da parte nostra abbiamo presentato una proposta di legge che prevede un intervento a fondo perduto a favore delle micro e piccole imprese che più di tutti hanno sofferto la crisi e che senza questi supporti rischiano seriamente di non riaprire, e non sono in grado di indebitarsi ulteriormente, seppure con le agevolazioni previste. Crediamo che la proposta abbia la dignità di essere discussa ed eventualmente migliorata e modificata in Commissione, per questo chiediamo un impegno preciso alla maggioranza. La crisi economica comporterà inevitabilmente minori entrate e maggiori spese per il bilancio regionale. Sulla partita entrate e sulle condizioni di agibilità della Regione nella crisi è necessario affrontare la discussione a tutto campo, condividendo obiettivi e costituendo un fronte unico per una contrattazione su temi che diventano essenziali per affrontare in maniera adeguata la crisi. Un tema che può essere comune alle altre regioni riguarda la sospensione del pareggio di bilancio e la rivendicazione di interventi che consentano la contrazione di mutui per la spesa corrente vincolata agli interventi necessari per affrontare questa emergenza, come pure dovrà essere stabilito che i costi aggiuntivi per la spesa sanitaria per l'emergenza restino a carico dello Stato così come sta avvenendo attualmente. Resta inoltre essenziale riprendere la contrattazione sulla vertenza entrate a partire dall'accordo del 7 novembre 2019 su cui ha avuto modo di esprimersi questo Consiglio con un ordine del giorno unitario, che nell'ambito del tavolo tecnico per l'insularità, anche in funzione delle condizioni emergenziali, rivendichi l'anticipazione delle somme previste in erogazione per i prossimi 14 anni. In quel tavolo, accompagnato da una mobilitazione unitaria e straordinaria di tutte le forze economiche, sociali e politiche della Regione, andranno fatte valere le ragioni ben note dell'insularità come condizione di svantaggio permanente. La crisi ancora una volta ha evidenziato che non può essere ulteriormente rinviato un vero programma di sburocratizzazione del sistema regionale e nazionale, istituzionale e bancario per evitare che le buone decisioni della politica possano essere rese inutili o danneggiate gravemente dal gravame burocratico. La crisi economica avrà ripercussioni gravissime anche sui bilanci dei comuni, che vedranno una forte riduzione delle entrate proprie a seguito delle agevolazioni e esenzioni a favore delle attività produttive, bilanci che dovranno trovare adeguato sostegno a livello regionale per evitare una drastica contrazione dell'esercizio delle funzioni essenziali. Oltre agli interventi previsti dal Governo a favore dei Comuni, appare non più rinviabile un adeguamento del fondo unico anche rivedendo le modalità di ripartizione dello stesso. Altra criticità è rappresentata dal mondo dell'istruzione, la scuola è sempre stata lo strumento principale per il superamento delle diseguaglianze familiari e sociali, la chiusura anticipata delle scuole, unitamente all'inadeguatezza della didattica a distanza, ha di fatto sottratto un tempo di conoscenza ai nostri ragazzi difficilmente colmabile. Con il virus dovremo convivere pare a lungo, ed allora è necessario utilizzare strumenti per colmare il digital divide fornendo strumenti digitali, computer e tablet a chi ne è sprovvisto e non può permetterseli per motivi economici, completando la diffusione della rete a banda larga che deve raggiungere ed essere operativa in tutti i Comuni sardi, fornendo adeguato supporto formativo agli insegnanti, ma anche rivedendo il piano di dimensionamento scolastico, consentendo il recupero e la riapertura di molte scuole nei nostri paesi dove sia possibile attivare classi con un numero limitato di adulti, una misura che avrà positiva ricaduta sul fronte della dispersione scolastica, oltre che come strumento di contrasto al fenomeno dello spopolamento. Questo Consiglio deve porsi come obiettivo di mandato una legge regionale per la scuola che regionalizzi il sistema e superi le criticità. Analoga attenzione andrà posta alle misure a sostegno dell'Università, a favore degli studenti universitari va continuata la politica virtuosa che ha garantito in questi anni una borsa di studio a tutti gli aventi diritto, tenendo presente che a causa della crisi ci troveremo di fronte ad una platea più ampia. L'obiettivo resta quello di aumentare il numero di laureati, ancora troppo basso nella nostra Regione, così come andrà rivista l'organizzazione delle mense universitarie in funzione anti-Covid, e la politica degli alloggi per gli studenti con il superamento delle vecchie case dello studente per una scelta di alloggi pubblici integrati nel contesto urbano.

Mi fermo qui ben consapevole di aver dato solo un piccolo contributo ad una discussione ben più vasta con la certezza che i temi accennati saranno approfonditi e sviluppati nel dibattito, e con la consapevolezza di non aver trattato per motivi di tempo temi di primaria importanza come quelli relativi ai trasporti, alla continuità territoriale, alle politiche energetiche ed ambientali, che sono sicuro però saranno esaustivamente trattati dagli altri colleghi. Da questa crisi si può uscire cogliendo l'opportunità per un cambiamento radicale che consenta di accelerare l'evoluzione delle strutture istituzionali, rielaborare i progetti di sviluppo complessivo, individuare priorità sociali differenti e più eque tra le persone, tra noi e l'ambiente di cui abusiamo, in una parola essere in grado, se ricapiterà, di affrontare una pandemia con maggiore capacità di resistenza e di adattamento. Questa è la vera scommessa, trovare strumenti e modalità nuove per definire un futuro sostenibile della nostra isola che possa candidarsi come regione sicura per nuove iniziative economiche sul piano della legalità, della velocità amministrativa e della sicurezza sanitaria. Qualche giorno fa il direttore del Banco di Sardegna dichiarava di non avere mai visto una mole di risorse finanziarie così cospicue a disposizione. Ebbene, dobbiamo sfruttare al meglio queste opportunità, lavorando per un nuovo piano di rinascita che sia in grado di azzerare il gap infrastrutturale, ma soprattutto di costruire un nuovo modello di società più giusto e sostenibile.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). Grazie, Presidente Pais. Presidente Solinas, in questi mesi ha dovuto gestire un'emergenza di portata eccezionale, non è stato facile per lei né per i suoi colleghi Presidenti di Regione, non è stato facile per il Governo nazionale, per i Sindaci, e tanto meno è stato facile per i cittadini. Noi siamo a tre mesi di lockdown, anche qualcosina di più, il Consiglio regionale con i sardi hanno atteso inutilmente tanto tempo, tra annunci e spot, di conoscere quale strategia, quale disegno organico lei e la sua Giunta intendevate mettere in campo per contribuire a fronteggiare prima la grave crisi sanitaria, poi la più grande crisi economica che si potesse neppure immaginare. Ha agito in completa solitudine, lontano dal confronto e distante dai problemi, eppure sarebbe bastato condividere le sue decisioni per evitare tanti di quegli errori che oramai hanno creato danni, hanno creato ritardi ai sistemi economico e sanitario della nostra Isola, per questo abbiamo deciso di chiedere la convocazione straordinaria di questo Consiglio. Il problema che le segnaliamo, Presidente Solinas, è il rischio che la gestione in solitudine, che lei ha privilegiato, possa trasformarsi in isolamento, isolamento dal Consiglio, isolamento dal Governo nazionale, e soprattutto poi isolamento dalla società, e tutto questo in un momento così drammatico non se lo può permettere lei né noi, tanto meno se lo possono permettere i sardi, per gli effetti devastanti che produrrebbe a danno della nostra già provata economia. Allora, con il dibattito odierno vogliamo provare a ricucire i rapporti istituzionali, che lei ha deliberatamente interrotto, ripartendo dall'articolo 37 del nostro Statuto di autonomia: la Giunta regionale è responsabile di fronte al Consiglio. Lei, Presidente Solinas, da quando è iniziata questa drammatica emergenza è la prima volta che si presenta in Aula, e noi ci auguriamo per spiegare con chiarezza i termini dell'azione politica sin qui condotta, la gestione e poi la pianificazione della ripartenza. Ecco, la pianificazione della ripartenza non è una "cosettina" da gestire in solitudine, si capisce. La Sardegna si aspetta un vero e proprio Recovery plan, un Recovery plan per l'Isola per il quale evidentemente occorrerà uno sforzo collettivo qualificato, responsabile, scevro da qualsiasi contrapposizione di tipo pregiudiziale, ideologico e propagandistico, e da quest'Aula bisogna pure passare. Allora, Presidente Solinas, parlare al Consiglio regionale non è solo un dovere politico e istituzionale, parlare al Consiglio significa anche avere la capacità di ascolto, per trasformare le difficoltà, certe volte i drammi, anche quelli di cui ci ha parlato l'onorevole Ganau, in una poderosa azione di riorganizzazione, di riqualificazione e di ammodernamento del sistema pubblico, per non arrivare poi impreparati di fronte ad eventuali altre emergenze. Parlare al Consiglio significa parlare ai sardi, ai loro Sindaci, alle imprese, ai loro rappresentanti, agli operatori del mondo della sanità, dell'agricoltura, significa parlare agli studenti, significa parlare alle loro famiglie; parlare al Consiglio significa condividere l'angoscia di perdere per strada anche una sola impresa, figuriamoci quando fossero tante e il problema rischia di diventare una voragine nella parte delle entrate del nostro bilancio. Significa, ancora, comprendere il dramma anche di quelle imprese che voi non riuscite a vedere e che purtroppo non potranno permettersi nessun prestito, nessun fondo di garanzia per pagarsi il debito. Quelle imprese stanno nella nostra proposta di legge, lo ha detto l'onorevole Ganau, la nostra proposta di legge del fondo perduto, quella che voi con presunzione e superficialità non vi siete neppure degnati di leggere. Allora, parlare al Consiglio significa avere la consapevolezza della forza dell'unitarietà, del coraggio, della responsabilità, perché le grandi battaglie, quelle che si combattono nei confronti dello Stato, per esempio, come la revisione dell'accordo del novembre scorso, avrebbero bisogno di iniziative politiche alte, unitarie e forti, sia sul fronte regionale che parlamentare. In quell'accordo, Presidente Solinas, manco a dirlo ci sta una parte delle soluzioni dei problemi dei sardi, sarebbe stato diverso oggi se non aveste snobbato le nostre preoccupazioni di allora. Presidente Solinas, in questo periodo abbiamo imparato a memoria i dati statistici sui flussi turistici, ne abbiamo compreso meglio le dinamiche, le ripercussioni, calcolate sul rischio del crollo del mercato internazionale. E della fuga dei tedeschi, che da soli valgono il 27,7 per cento, e della ripartenza velocissima dei croati, dei greci, degli spagnoli. Abbiamo imparato persino che quattro regioni d'Italia fanno il 52 per cento del mercato turistico nazionale, che la Lombardia ne fa da sola il 25,2 per cento delle presenze, giusto per capire il significato anche economico delle relazioni interregionali, e lei mi capisce di cosa sto parlando. Abbiamo assistito alla ripartenza decisa delle altre regioni meridionali che competono sullo stesso nostro mercato turistico, e nel frattempo che lei si occupava dei passaporti sanitari e una buona parte dei turisti se ne andava altrove. Allora, ora ci resta poco tempo per recriminare e meno tempo per allineare l'azione politica alle nuove urgenze economiche e sanitarie, che evidentemente sono anche conseguenza di quanto e di come sia stato fatto sin qui. Siamo convinti che perseverare nella solitudine e nell'immobilismo sarebbe un errore imperdonabile, e ancora più grave sarebbe se a ciò si aggiungesse l'inconsapevolezza politica delle opportunità dei nuovi strumenti finanziari varati dalla Commissione europea…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emanuele Cera. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Grazie. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi Consiglieri, intanto ringrazio chi ha voluto questo momento di confronto e auspico che possa tornare utile ad individuare e condividere soluzioni e non si riduca ad uno sterile dibattito che non produce nulla. Come sardo, come amministratore locale, soprattutto nel ruolo che oggi rappresento, non posso che condividere pienamente le preoccupazioni, le ansie e le inevitabili richieste e conseguenti aspettative del mondo produttivo che ha subito un durissimo colpo dalla pandemia Covi-19, che si è riversata in tutto il mondo ma che per noi, Regione, con un già fragile tessuto socio economico, sta avendo effetti devastanti. Lo affermo perché vivo ogni giorno a stretto contatto con chi opera, con una miriade di difficoltà, spesso anche cagionate dalla pubblica amministrazione e dalla farraginosità della burocrazia, aziende che, con tantissima dignità e coraggio, stanno affrontando questa grandissima crisi, e so anche che se una speranza di ripartenza esiste, passa necessariamente dal sistema di micro e piccole imprese che tengono viva la nostra Regione e i nostri specifici territori di appartenenza. Sono quanto mai conscio che il grido di disperazione, che giorno dopo giorno si fa sempre più forte, non nasca con l'intento sterile di esternare la loro sofferenza, signor Presidente, ma trova linfa nella condivisa necessità che le istituzioni, a tutti i livelli, e la politica in generale, hanno l'obbligo di stare vicino al sistema imprenditoriale. Ciò che il coronavirus ha creato è una situazione, come ben sappiamo, eccezionale, inaspettata, e che deve essere affrontata con misure specifiche volte a sostenere e a proteggere le persone, la salute, sostenere le famiglie, le imprese e i lavoratori, una situazione, come ben sappiamo, che ha richiesto, e altri ne richiederà, interventi importanti e rapidi, sia a sostegno del sistema sanitario, costretto a funzionare in condizioni emergenziali e non idonei alla gravità della situazione, sia a supporto dei tessuti produttivi e delle parti più vulnerabili della nostra società. Anche la nostra Regione ha intrapreso da subito iniziative volte a fornire sostegno a tutto il sistema sanitario e al relativo personale, nonché alle persone, ai lavoratori, alle imprese, così duramente colpiti dalla crisi. Sono state attivate, così come ben sappiamo, alcune misure a sostegno delle famiglie, ben consapevoli che non potevano essere esaustive sotto tutto l'aspetto della platea di tutti i soggetti beneficiari. A dovere di cronaca occorre però evidenziare che il Consiglio europeo ha consentito agli Stati membri di adottare misure per reagire alla crisi in modo adeguato, discostandosi dagli obblighi di bilancio che normalmente si sarebbero applicati in forza al quadro del bilancio europeo. Questo alleggerimento ha di fatto consentito al nostro Governo nazionale di lavorare in deficit e di poter utilizzare oltre 80 miliardi di euro per le politiche a sostegno delle famiglie e delle imprese. Purtroppo analoga possibilità non è stata concessa alle Regioni che si troveranno, come ben sappiamo, costrette a fare i conti con una pesante riduzione delle loro entrate a seguito dell'emergenza Coronavirus e contestualmente ad avere difficoltà a chiudere i bilanci senza operare difficili scelte e conseguenti tagli.

Il Consiglio, ancorché coinvolto marginalmente e tardivamente, ha stanziato risorse e attivato procedure per contenere gli effetti della crisi, incrementando gli strumenti di sostegno al credito, di garanzia e di sostegno a favore delle aziende sarde per sostenere il lavoro, tutelare l'occupazione e mantenere in vita il nostro sistema produttivo. È stata anche concessa la moratoria dei finanziamenti alle imprese con sospensione del pagamento delle rate dei mutui e da ultimo la creazione di un fondo per l'erogazione di prestiti con 24-36 mesi di preammortamento e quindici anni, speriamo di più, per la restituzione grazie all'accordo, come ben sappiamo, Regione-Banca europea degli investimenti. L'intervento, che ho sempre considerato offensivo per le partite IVA, ancorché lo abbia approvato, così come tutti voi, è in realtà un intervento pensato in generale per le famiglie sarde a prescindere dalla tipologia di reddito percepito e condivido con voi la necessità che un'attività commerciale, artigianale, produttiva in generale, debba beneficiare di un intervento specifico che come Consiglio dobbiamo valutare coinvolgendo l'Esecutivo, che so sta già approntando specifiche misure, che però non vadano a sovrapporsi a quelle nazionali, poiché sono consapevole che senza un adeguato sostegno al sistema delle partite IVA e delle micro e piccole imprese non avrà la forza di risollevarsi, nonostante l'energia e la voglia di ripartire di tanti imprenditori.

Per ciò che mi riguarda non ho alcuna intenzione di abbassare la guardia o di ritenere conclusa la mia attività propositiva verso le istituzioni coinvolte. Serve coniugare quello che la nostra Regione può ancora mettere in campo con le iniziative che, invece, con lo Stato può programmare per superare questo violento shock che l'emergenza del Coronavirus ha causato alla nostra…

PRESIDENTE. Onorevole Cera, il tempo a sua disposizione è terminato.

CERA EMANUELE (FI). Concludo, Presidente… devo concludere…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà. Prego onorevole Cocco. Ha la parola onorevole Cocco. Prego.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente. Io credo che oggi non sia il giorno delle polemiche, delle banalità, delle divisioni. Io, Presidente, in questi mesi l'ho pensata tanto perché da Sindaco dovevo governare dei processi in un piccolissimo paese e mi creda era difficilissimo, quindi pensavo a lei, a dover governare una situazione senza precedenti, un contesto drammatico che ancora persiste, e per questo dico che oggi noi abbiamo chiesto di poter parlare della ripartenza della Sardegna cercando di essere propositivi, collaborativi, per cercare insieme di trovare quelle soluzioni ai troppi problemi che questo che questo virus ha creato. Di vecchio ha lasciato solo le povertà, che rimangono che rimangono purtroppo ancora, ma che ne ha creato delle altre, e rispetto a questo noi dovremmo porre il massimo della attenzione. Diceva bene prima ma, Presidente, c'è un brusio insopportabile…

CERA EMANUELE (FI). Me ne vado, Presidente, per il suo atteggiamento. Perché se lei dà il tempo agli altri lo deve dare anche a me…

PRESIDENTE. Onorevole Cera, la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che al sesto minuto tolgo la parola.

(Interruzione del consigliere Emanuele Cera)

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cera. Prego onorevole Cocco.

CERA EMANUELE (FI). Abbia pazienza, perché lei si sta comportando…

COCCO DANIELE (LEU). Credo che dovremmo porre il massimo dell'attenzione al…

CERA EMANUELE (FI). …contro il Presidente del Consiglio, perché non è la prima volta!

COCCO DANIELE (LEU). Non esiste, non si può votare contro il Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. Prego.

(Il consigliere Emanuele Cera abbandona l'Aula)

COCCO DANIELE (LEU). Bisogna porre il massimo dell'attenzione alle politiche sociali, far ripartire con forza quelli che erano gli strumenti che in tante risposte erano riusciti a dare sinora, mi riferisco ad esempio al REIS. I Comuni hanno estrema necessità che questa misura possa essere immediatamente riattivata. Si parlava prima di tutto del sistema sanitario. Sono stati adottati dei protocolli, noi questo l'abbiamo detto, ma glielo chiedo, Presidente, perché ricordo a me stesso quello che ho detto all'inizio, dobbiamo insieme cercare di proporre soluzioni positive. I protocolli vanno adottati in maniera uniforme in tutta la Sardegna perché purtroppo risulta che in alcune situazioni, in alcuni presidi, questi non vengano adottati. Mi riferisco in particolar modo all'ospedale di Nuoro, dove continua a consumarsi drammaticamente uno spolpamento di quelle risorse. Noi avevamo avuto degli impegni dall'Assessore, dal commissario in Commissione sanità, che aveva garantito che sarebbe stata sospesa la mobilità in questa fase emergenziale. Ebbene, ad oggi ci risulta che da Nuoro continua un'emorragia di personale, medici soprattutto, mi riferisco in particolar modo alla radiologia che negli ultimi cinque mesi ha visto andar via sette medici che non sono stati sostituiti. Ricordo che Nuoro è ospedale Covid, ricordo che assolutamente al contempo è stato riattivato lo screening e paradossalmente, rispetto a questo, proprio due medici che si occupavano di screening sono stati trasferiti. Ci sono dei paradossi incredibili rispetto ai quali chiedo che lei possa intervenire con la sua autorità. L'Unione Sarda con una raccolta di fondi ha messo a disposizione dell'ospedale di Nuoro un apparecchio portatile di radiologia per poter effettuare gli esami in sala operatoria in pronto soccorso e nelle strutture Covid. Ebbene questo apparecchio è ancora imballato perché l'ATS non ha ancora dato la certificazione perché possa essere utilizzato. Credo che siano dei paradossi che in questo momento non possiamo assolutamente permetterci. Io dico che per ripartire bisogna ripristinare l'ordinario e l'ordinario sono tutte quelle situazioni che purtroppo la pandemia ha interrotto. Mi riferisco al progetto sulle liste d'attesa, mi riferisco agli interventi chirurgici sugli oncologici, agli interventi chirurgici di classe A, che purtroppo sono stati sospesi per dare priorità ai pazienti col Covid-19, però ora bisogna ripartire e bisogna ripartire senza sperequazioni, quello che ho detto prima, considerando allo stesso livello…

Presidente, ma sembriamo al cinema! Voglio recuperare i due minuti che ho perso. E credo che bisogna assolutamente ripartire perché quello che ha detto il collega prima rischia davvero che possa diventare realtà: abbiamo scampato il Covid e potremmo, invece, incorre in altre patologie purtroppo ancora più ancora più letali. Mi riferisco all'Agenzia Forestas, e mi fa piacere che sia presente la vicepresidente Alessandra Zedda, persona di estrema onestà intellettuale. Noi tutti insieme, la maggioranza di questo Consiglio rappresentata dalle due Commissioni riunite ha approvato una risoluzione affinché dei dipendenti trimestrali sospesi dal lavoro il primo ottobre potessero essere immediatamente riattivati. Per una serie di situazioni, e dico chiaramente che questa volta non è assolutamente responsabilità della Giunta regionale, questi operatori, questi dipendenti sono ancora fermi al palo. Sono persone che vivono con tre mesi di stipendio ogni due anni e dal primo ottobre, e siamo a giugno, queste persone rimangono ancora a casa e nulla è stato fatto, nonostante una risoluzione approvata all'unanimità. Credo che su questo, Presidente e Assessore, possiate immediatamente intervenire perché i sindaci, ai quali mando un saluto caloroso e un grande ringraziamento perché in prima fila dal primo all'ultimo giorno, che ancora non è arrivato, di questa fase drammatica, hanno necessità di poter dare risposte ai loro ai loro concittadini e questi quattro sindaci vivono davvero una situazione di ulteriore emergenza non potendo assicurare questi pochissimi mesi di lavoro ai loro concittadini.

Vado alla conclusione… Presidente, ho perso almeno due minuti. Almeno uno me lo deve dare!

PRESIDENTE. Allora, onorevole Cocco, ogni volta che lei ha chiesto il silenzio io ho interrotto il tempo. Purtroppo le devo…

COCCO DANIELE (LEU). Un secondo, ho finito, per dire soltanto che l'altro virus che è stato che è stato combattuto e vinto, mi riferisco al PSA, rischia davvero di farci fare dei…

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Fausto Piga. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Non c'è dubbio che stiamo attraversando la peggiore crisi economica e sociale, dal dopoguerra ad oggi. In Sardegna, durante l'emergenza sanitaria, non abbiamo visto le immagini triste e dolorose di altre regioni e del mondo, e questo è successo grazie al senso civico della stragrande maggioranza dei sardi, grazie all'efficienza della macchina dell'emergenza fatta dal nostro sistema sanitario, Protezione civile, task force regionale, volontari, uomini e donne, che quando molti di noi erano a casa, erano obbligati a stare a casa, loro erano in prima linea. Poi lasciatemi anche rivendicare la scelta di chiudere porti ed aeroporti, che in un primo momento il Governo non ci ha ascoltato, ma poi fortunatamente è venuto incontro alle nostre esigenze. Quella è stata ovviamente la scelta cruciale per contenere la circolazione virale nell'isola, per contenere i contagi e contenere anche i decessi che comunque ci sono stati, che chiaramente quindi questo è il grande rammarico, dispiacere, e a nome di tutti esprimo anche la nostra vicinanza alle famiglie che hanno avuto questo tragico ricordo. Contestualmente al tema sanitario, il Consiglio regionale ha messo subito in campo degli importanti provvedimenti sociali ed economici che hanno visto anche un ampio consenso di tutte le forze politiche che siedono in quest'Aula, c'è stata la legge sulle famiglie, il reddito di emergenza sardo per dare respiro a tutte le famiglie che avevano difficoltà sociali ed economiche a causa del Covid, approfitto anche per sollecitare un monitoraggio delle risorse che i comuni chiederanno, che stanno chiedendo in modo tale per andare celeri con questa misura. Ci sono stati i primi strumenti di garanzia e liquidità per la piccola impresa, la Regione ha sottoscritto l'accordo quadro con le forze datoriali e sindacali che non solo ha dato avvio alla cassa integrazione in deroga, ma che è stata anche la prima in Italia a dare copertura a una serie di categorie che rimanevano escluse dalle misure originarie dello Stato. Purtroppo lo straordinario lavoro iniziale della Regione è stato messo in ombra anche dalle polemiche sui ritardi della cassa integrazione, ma io voglio precisare, non è mai esistito un caso Sardegna, i problemi ci sono stati in tutta Italia, in tutta Italia e spesso sono stati causa di una procedura farraginosa che chiaramente ha chiesto il Governo nella gestione di questa cassa integrazione. Noi ci auguriamo appunto che si arrivi a una modalità, così come promesso, diversa e che quindi si diano anche risposte immediate a tutti i lavoratori.

La Regione non ha mai perso tempo, ha lavorato in uno scenario di difficoltà oggettiva, ha fatto tanto e siamo consapevoli che c'è da fare ancora di più, ma per continuare occorre inevitabilmente il sostegno di un Governo forte, di un Governo autorevole che tracci una visione di sviluppo, un piano di investimenti, un piano di liquidità per le aziende, un abbattimento della burocrazia e della pressione fiscale.

Dispiace constatare che comunque il Governo su questi temi un po' è in difficoltà, è un po' a rilento, tuttavia il mio non vuole essere uno spunto di polemica, né con il centrosinistra, né con i Cinque Stelle che sono nella maggioranza di Governo, ma bensì è giusto per fare un ragionamento, non possiamo pretendere alla Giunta Solinas, al nostro Presidente che ha meno risorse e ha meno strumenti, di fare magari quello che in questo momento non riesce a fare il Governo. Tuttavia la Regione vuole essere complementare al Governo, non vuole essere assolutamente sostitutiva perché non può, vuole integrare le politiche che sta mettendo in campo il Governo ed è in questo perimetro che si sta muovendo anche in questo momento con il provvedimento che abbiamo portato in Commissione bilancio per quanto riguarda il cosiddetto Accordo BEI, un provvedimento importante di accesso al credito agevolato che mette in campo 200 milioni di liquidità a costo zero e a condizioni agevolate, un intervento che dovrà essere d'aiuto a tutte le imprese sarde di tutti i settori produttivi, e speriamo di avere, sia in termini di liquidità e in termini di risorse per investimenti, la possibilità di uscire fuori da questo momento di difficoltà. Come anticipato dall'assessore Fasolino, la procedura prospettata dovrà essere snella, dovrà essere tempestiva, e il nostro obiettivo è quello di dare maggiori risposte rispetto a quelle che sta dando in questo momento lo Stato rispetto alle misure di accesso al credito. Ora il grande tema è la ripartenza, dobbiamo accompagnare il riscatto, la rinascita di tutte quelle attività che hanno sofferto la chiusura forzata o la lenta ripresa. Dobbiamo aiutare le imprese a rimanere aperte, tutte, tutte le imprese di qualsiasi settore, la strada da fare è difficile, ancora lunga, la Regione Sardegna però vuole stare a fianco dei sardi. Forza Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Io dico finalmente: "Bentornato in Aula, presidente Solinas." E il mio non vuole essere un inizio del discorso polemico o solo visto da un'opposizione che crea ostacoli. La mia vuole essere invece una riflessione, per l'alto valore istituzionale e anche rappresentativo che questo Consiglio regionale deve avere in un momento di crisi profonda, non solo sanitaria, ma soprattutto economica. E il senso di responsabilità che abbiamo dimostrato in questi mesi, anche talvolta sottolineando le cose che dal nostro punto di vista non andavano e sono tante, ognuno dei sardi si è fatto la propria idea sulla gestione di questa crisi, sia dal punto di vista sanitario che economico, ma il senso di responsabilità non deve essere confuso neanche da talune fonti sbadate come tentativo di entrare all'interno di una Giunta regionale, di sostituire un partito. Non abbiamo questa intenzione, abbiamo l'intenzione invece di confrontarci sui problemi della Sardegna che sono e restano tanti, al di là degli slogan che abbiamo sentito in questi mesi di difficoltà.

E lo diciamo perché ci siamo abituati a vedere un Presidente della Regione solo ed esclusivamente in diretta sulle trasmissioni televisive, non all'interno di un dibattito all'interno del Consiglio con maggioranza e opposizione che dicono la loro, con la maggioranza e l'opposizione che si confrontano sui temi, sui tanti temi che ci sono sul tavolo, sui troppi temi che rimangono ancora aperti sul tavolo. Perché al di là dei proclami che abbiamo sentito anche poc'anzi, se dovessimo andare a chiedere oggi ad un'impresa, ad un artigiano, ad un lavoratore, quante risorse hanno ricevuto in questo momento di difficoltà economica, la risposta purtroppo è preoccupante, è preoccupante perché la macchina amministrativa regionale non è stata in grado di essere all'altezza dei tempi della crisi economica che stiamo vivendo e purtroppo pare talvolta che anche all'interno di questo Consiglio regionale alcune discussioni sembrano totalmente al di fuori dei problemi che stiamo vivendo. E allora serve il pragmatismo dell'amministratore locale, quello che fa e poi dice, non quello che dice e poi può darsi che faccia, questo abbiamo vissuto in questi mesi. E allora noi chiediamo, Presidente, che lei si faccia interprete di questo Consiglio, avrebbe dovuto in questa fase essere un leader del popolo sardo, provare a non gestire in solitudine la crisi, provare a coinvolgere tutte le forze politiche, provare ad aprire una grande stagione di riforme, provare ad aprire una grande stagione di discussioni e di unità per risolvere i problemi del popolo sardo, perché vede, non interessa che abbia il marchio PSd'Az o che abbia il marchio LEGA, così come le banali discussioni che stiamo vivendo all'interno di questo Consiglio regionale, anche sulle spezie.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SATTA GIOVANNI ANTONIO

(Segue LAI EUGENIO.) Interessa ai sardi la risoluzione dei problemi, interessa ai sardi avere una prospettiva di Sardegna, interessa ai sardi non abbassare le serrande, come sta succedendo, interessa ai sardi avere certezza sui protocolli e sicurezza dei finanziamenti e celerità. Questo interessa, invece stiamo vivendo la fase del pressappochismo, la fase dove si risponde ad un intervento perché c'è l'esigenza, ma non c'è una visione a 360 gradi della Sardegna. Noi chiediamo che lei sia, non un leader perché ci ha dimostrato che in questa fase non è riuscito neanche a tenere unita la propria maggioranza, chiediamo che almeno sia un coordinatore del proprio Gruppo di maggioranza. Perché abbiamo bisogno che le Commissioni consiliari inizino a discutere, inizino a discutere dei problemi della scuola sulla ripartenza. E' indispensabile una legge sarda sulla scuola, per riaprire i plessi scolastici chiusi, non rinchiudere i nostri bimbi nel plexiglass. Abbiamo bisogno di confrontarci sulla situazione dei trasporti, sulla continuità territoriale, ancora ad oggi non è arrivata all'interno di questo Consiglio regionale la vostra idea di continuità territoriale, continuate a rimbalzare la palla sul governo. Noi vogliamo capire e confrontarci con uno spirito naturalmente costruttivo, così come talvolta chiedono, e lo chiedono tante volte con la risatina anche i Consiglieri regionali di maggioranza nei corridoi, non avranno il coraggio di dirglielo quest'oggi in Aula, ma nei corridoi si sente spesso e chiara questa voce. Noi crediamo che sia indispensabile per la Sardegna attivare una fase di riforme, di confronto, leale e costruttivo. Noi crediamo che questa Sardegna meriti di più del suo isolamento sia in termini della propria maggioranza, sia in termini di confronto con il Governo, sia in termini di visione generale di ripartenza economica. Non chiediamo che sia all'altezza di Bonaccini o Zaia, forse è chiedere troppo, chiediamo però almeno che si inizi una fase di discussione seria nell'interesse dei sardi, perché alla fine sono le risposte quello che contano e ad oggi le risposte sono veramente poche.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Schirru. Ne ha facoltà.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az). Presidente, non volevo intervenire ma ero incuriosito anche dagli interventi e volevo provare a rispondere a qualcuno, ma eviterò di rispondere nel dettaglio. Voglio dire che capisco però le perplessità dei colleghi che sono intervenuti, capisco la loro posizione, capisco e rispetto il ruolo dei Consiglieri di minoranza, e sebbene io non sia d'accordo con quanto sia stato detto, comprendo veramente le ragioni che vi hanno spinto a dire ciò. Però credo che in uno straordinario ed eccezionale momento di difficoltà del nostro pianeta noi tutti dovremmo fare uno sforzo straordinario ed eccezionale di comprensione reciproca e di tolleranza. E' molto facile dire mesi dopo cosa si doveva fare, molto meno facile invece essere in prima linea contro un nemico subdolo come questa malattia di cui ancora oggi non sappiamo granché, ed essere sul ponte di comando mentre tutto il mondo che abbiamo conosciuto sino ad oggi si sfalda, si scompone e si frantuma. Non abbiamo linee guida per vivere, per fare tutto quello che sapevamo fare come incontrare chi amiamo, non sappiamo niente, l'unica raccomandazione che ci siamo sentiti dire è quella vecchia di un millennio del distanziamento sociale e della quarantena. La distanza tra persone è la prova provata che ignoriamo quasi tutto ciò di questa malattia e che ancora i medici dovranno molto studiare per capire qualcosa e molti sacrifici saranno ancora da fare.

Molto meno facile, colleghi, doversi trovare ad affrontare senza alcuna consapevolezza, che non fosse il proprio istinto, una vicenda i cui profili sanitario, economico e democratico si sono intrecciati, avviluppati avvolti come mai era successo prima. Profili sanitari, vicende economiche e compressione delle libertà democratiche hanno gravato sul capo di chi aveva ed ha ancora la responsabilità di governare. In questo terribile momento, colleghi, diciamo un po' la verità, possiamo dire senza timore di smentita che le scelte compiute dal Governo Solinas sono state giuste, o forse possiamo non dire di aver intrapreso un dialogo con le opposizioni in occasione della legge di bilancio, aver chiuso la Sardegna al momento giusto, forse l'avremmo chiusa anche prima se il Governo ci avesse dato ragione, aver mantenuto un atteggiamento aperto, ma mai prono con il Governo nazionale, aver tenuto saldo il sistema sanitario e aver atteso le decisioni non proprio tempestive del governo di Roma prima di proporre un pacchetto di interventi, è stato un comportamento saggio? Colleghi delle opposizioni, perché non dire la verità? Ci si accusa di aver ritardato, capisco, ma potevamo parlare prima del Governo Conte, che solo lo scorso venerdì ha portato a casa la conversione del decreto legge, e parlo del decreto liquidità per chi non sa di che cosa stiamo parlando. Sarebbe stato saggio, onorevole Moriconi? Esiste un tempo per ogni cosa, come qualcuno suggerisce, e questo non è il tempo delle polemiche, dei personalismi e dei protagonismi, è secondo noi il tempo della concordia e del dialogo, perché in questo momento abbiamo bisogno di concordare determinate scelte anche con le opposizioni, una collaborazione franca e costruttiva tra le forze politiche, ognuno secondo i ruoli istituzionali che ci sono stati affidati, perché la situazione è grave e bisogna misurare tutto, le risorse, le parole, gli interventi e anche i silenzi.

Noi abbiamo condiviso le scelte del presidente Solinas, e non solo perché dovere di forza di maggioranza, ma perché pensiamo che niente di meglio si sarebbe potuto fare in quella fase sciagurata e terribile. Abbiamo trovato adeguata, pacata e prudente la scelta del Presidente, abbiamo apprezzato la saldezza della Giunta regionale, è stata una fase difficilissima, ma il periodo che ci si apre ora non sarà meno travagliato, noi cerchiamo di affrontarlo con senso di responsabilità ma ai colleghi chiedo comprensione, chiedo collaborazione e l'onestà intellettuale che ho avuto modo di apprezzare in molti di loro in questi mesi, non posizioni preconcette, ma ausilio a migliorare i provvedimenti, raccogliere suggerimenti o punti di vista che noi potremmo aver trascurato inconsapevolmente, ma basta con polemiche sterili, vi prego!

Onorevole Lai, non è davvero il tempo di contrapposizioni inutili, la sfida è alta, ora dobbiamo pensare al bene della nostra comunità, dobbiamo pensare al rilancio delle imprese, portiamo avanti delle risorse che ora sono necessarie per il rilancio dell'isola, possiamo farlo insieme, cerchiamo la collaborazione per l'interesse dei sardi e della Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Presidente, signor Presidente della Regione, onorevoli membri della Giunta regionale, onorevoli colleghe e colleghi, c'è una categoria che ha sofferto la pandemia non per i morti o per i ricoverati, ma per la segregazione e il distanziamento sociale a vantaggio dei nonni e dei genitori, e sono i giovani, e tra i giovani gli studenti, sono rimasti a casa in migliaia ad arrangiarsi, tra connessioni discontinue, strumentazioni insufficienti, e la nuova esperienza della didattica a distanza, affrontata senza un'adeguata formazione dei docenti e degli studenti. I loro problemi, ad eccezione di quelli psicologici, forse anche gravi, non sono però prodotti dalla pandemia, essi esistevano già nella loro strutturalità, e ciò è comprovato dalle drammatiche statistiche dell'abbandono scolastico, ancora 21 per cento della popolazione studentesca all'anno, che va ad ingrossare il fiume alluvionale dei NEET, i giovani che non studiano e non lavorano, stimati in Sardegna nel numero insopportabilmente colossale di 90 mila.

È una crisi permanente, come detto strutturale, del sistema formativo, conseguentemente universitario e conseguentemente della ricerca, e via via di tutta la produzione e della società intera. Ha l'Isola nel suo insieme, cioè la Repubblica tra tutti i suoi livelli di governo, la capacità di dare una risposta capace di invertire in modo significativo la tendenza che ci condanna? Dopo 71 anni di autonomia speciale è evidente che il soggetto protagonista di una politica che origini da un approccio globale sul problema non possa che essere e avere il proprio centro propulsore nella Regione, al di là e oltre le attribuzioni e le competenze formali che, in uno spirito di leale collaborazione, tutte insieme vanno coordinate in un'unica e coerente strategia.

La fase nuova, signor Presidente della Regione, che possiamo aprire oggi deve vedere la Regione capace di mettere insieme tutte le istituzioni repubblicane preposte alla cura dell'Isola, dalle autonomie scolastiche e universitarie agli enti locali, allo Stato, per garantire ai nostri giovani il diritto all'istruzione e allo studio e alla Sardegna nuove generazioni libere e consapevoli.

Onorevole Schirru, noi parliamo la stessa lingua però voi non fate quello che dite, perché oggi noi abbiamo depositato proposte, non abbiamo fatto inutili e sterili polemiche, e un'interpretazione molto dura, veramente eccessiva, del Regolamento ci impedisce oggi di discutere proposte, che però noi abbiamo avanzato e sono depositate nel Consiglio regionale, io chiedo al Presidente della Regione che lui le valuti, le raccolga, le analizzi e vada oltre l'obbligatorio, estenuante, stanco gioco delle parti per entrare nel merito di quelle proposte e cogliere quello spirito che a parole tutti diciamo di voler condurre e sostenere ma che nei fatti oggi vede in quest'Aula negata una discussione pubblica. Noi non ci arrendiamo, con tenacia e senso del dovere continueremo a proporre; le nostre proposte sono pubbliche, sono agli atti di questo Consiglio regionale, e le porteremo avanti nella società non come bandiere contro di voi, non come bandiere contro di lei, signor Presidente, ma fiduciosi che prima o poi ci possa essere un dialogo su di esse, ci possa essere una convergenza che non potrà mancare, nella misura in cui ci saranno però dei comportamenti che non siano contraddittori come quelli assunti oggi. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Annalisa Mele. Ne ha facoltà.

MELE ANNALISA (LEGA). L'emergenza sanitaria è piombata drammaticamente nel momento in cui questa maggioranza stava lavorando per la riorganizzazione di un sistema sanitario al collasso, frutto di politiche di tagli sconsiderati nell'ottica del risparmio a qualsiasi costo e senza nessuna ratio, priva di un minimo di programmazione anche in settori nevralgici, abbiamo scoperto dopo nell'emergenza. Quindi si è abbattuta l'emergenza anche nella nostra regione senza che fossimo preparati ad affrontarne la gestione e le relative conseguenze, ciò nonostante noi riteniamo che l'intervento sia stato immediato e tempestivo. Ricordo ai presenti e soprattutto ai colleghi della minoranza le difficoltà iniziali, sia nel confronto politico con il Governo centrale che non intendeva accogliere le richieste incessanti dal Governo regionale di chiudere il territorio al fine di ridurre il potenziale di rischio del contagio, sia, non dimentichiamolo, i gravi ritardi avvenuti nella fornitura dei dispositivi di protezione individuali per affrontare con un minimo di sicurezza l'emergenza in corso, ciò nonostante il sistema ha retto, e di ciò ne danno atto i numeri, non le parole che posso dire in questa sede. Sarebbe anche ingeneroso non rimarcare che sicuramente anche a margine di un po' di fortuna vi è stato l'impegno incessante profuso da tutto il sistema sanitario, dall'Assessorato alle ASL, con particolare riguardo per gli operatori sanitari già in servizio e gli altri che sono stati reclutati immediatamente, senza dimenticare anche tutta la macchina amministrativa che ha lavorato in maniera incessante. I risultati ottenuti, nonostante le gravi carenze riscontrate, non sono state semplicemente sufficienti ma io direi ottimi, perché siamo riusciti a fare con poco ottenendo un buon risultato. Il risultato positivo a mio avviso poi non è da rapportare con quello che si sarebbe potuto fare avendo risorse, mezzi, strumenti, bensì a quel che siamo riusciti ad ottenere nonostante le forti carenze riscontrate.

Il Sistema sanitario, vorrei ricordare a tutti, non è una macchina che si accende e si spegne con un interruttore, si sospende velocemente però, capite bene, che la ripartenza non ha i tempi della sospensione ma sono ben più lunghi, e questo è un dato di fatto.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue MELE.) Sono stati approvati in Giunta regionale i protocolli per la ripartenza di tutte le attività sanitarie, sociosanitarie e sociali; è stato approvato il piano per il potenziamento della rete ospedaliera, ve lo ricordo: più 100 letti di terapia intensiva, più 115 in terapia sub-intensiva; sei posti in terapia intensiva pediatrica (che non c'erano); sono stati attivati gli adeguamenti strutturali per percorsi separati; vi ricordo che c'è anche attivo il percorso nascita per le donne Covid positive. E poi assunzione di medici, infermieri, OSS e autisti. Tutto questo piano prevede una spesa di 54 milioni, e queste non sono parole, sono fatti. Abbiamo proposto un sistema modulare di conversione e di riconversione dei posti letto in funzione del fabbisogno, significa quindi che una certa percentuale di posti letto prima previsti come posti letto Covid sono oggi riconvertiti in posti letto ordinari attribuiti alle specifiche unità operative di riferimento, ma qualora fosse necessario siamo preparati alla loro immediata riconversione. Quindi stiamo già affrontando con impegno e serietà la ripartenza nel pieno dell'estate, impegnandoci a riaprire con le giuste preoccupazioni i nostri confini regionali, avendo ben presente e chiaro che dobbiamo essere preparati e pronti ad eventuali riacutizzazioni e recrudescenze.

Concludo rispondendo a chi in quest'Aula ci ha accusato la scorsa volta di non aver fatto nulla e di esserci limitati agli slogan, per me questi non sono slogan, sono fatti non sono parole, e se volete, con il poco tempo che mi rimane, vi dico quali sono i fatti: abbiamo investito 54 milioni per il piano straordinario; abbiamo sempre il 20 milioni per l'abbattimento delle liste d'attesa; abbiamo messo in campo 120 milioni di sostegno economico per famiglie e imprese; abbiamo autorizzato spese di 60 mila euro per l'adozione di misure straordinarie nel territorio regionale; abbiamo adottato misure volte a contrastare e contenere la grave crisi economica nella filiera del turismo, ovvero abbiamo fatto delle azioni a favore delle microimprese, piccole e medie imprese; misure di sostegno al reddito e politiche attive del lavoro; finanziamenti straordinari per il versamento degli oneri previdenziali assistenziali; aiuti straordinari per l'attivazione di percorsi di formazione continui; abbiamo messo in campo strumenti finanziari per favorire l'accesso al credito per le micro e le piccole imprese, il tutto per delle risorse di oltre 21 milioni di euro. Ecco, io direi che questi sono i fatti, queste non sono parole, Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Ora che è passata l'ondata di piena, possiamo permetterci, per quanto l'emergenza non sia conclusa, di fare delle valutazioni di quello che è stato l'operato posto in essere nella regione Sardegna fino ad oggi. Un sicuro plauso va a tutti gli operatori coinvolti sul campo, partendo naturalmente dagli operatori sanitari, riguardo tutte le disfunzioni che hanno caratterizzato le maggiori difficoltà all'operato di questi ultimi, io mi auguro che vi sia una seria e impietosa ricerca di responsabilità. Ora dobbiamo iniziare a pensare al dopo, servono politiche espansive e ragionate perché non ci si trovi semplicemente a mettere una pezza ma che rilancino e facciano crescere i settori economici che sono e vogliamo rendere il volano della nostra economia. Per fare questo è necessario un serio coinvolgimento degli enti locali più ampio di un semplice scaricabarile, per come per certi versi è accaduto con le misure di sostegno alle famiglie, sentendo poi anche tra l'altro inopportuni richiami a coraggio e responsabilità verso i Sindaci che ricordiamo e sappiamo tutti essere baluardi delle istituzioni con un altissimo carico di responsabilità e rischi connessi alla carica.

Tante sono state le misure proposte dalla minoranza, la maggioranza ha portato una mole ingente di finanziamenti, anche se non a fondo perduto, come avevamo richiesto. Queste nuove misure saranno caratterizzate, come abbiamo recentemente discusso e avuto modo di capire nella recente discussione, da un maggiore rischio negli strumenti finanziari che verranno messi a disposizione degli operatori economici. Il rischio sì, va bene! L'importante è che la Regione metta a rischio i capitali ma per favorire i più deboli con politiche di favore alle micro imprese e ai giovani, particolare attenzione ai soggetti che risultino essere poco bancabili perché sappiamo tutti che oramai avere per esempio l'iscrizione al CRIF è una sorta di morte civile che ti impedisce di portare avanti qualsiasi intrapresa economica. Con questi fondi, tanti fondi che verranno messi a disposizione bisogna impedire in tutti i modi che vengano portate avanti operazioni speculative, perché di cattedrali nel deserto fatte con fondi regionali ne è piena la Sardegna e vengono fatte da tanti anni, quindi da quello dobbiamo imparare. E altrettanto ferrei dovranno essere i controlli sui soggetti privati coinvolti nell'erogazione di questi fondi, perché è molto importante non mettersi nelle mani di banchieri senza scrupoli, come purtroppo anche questo è avvenuto altre volte anche in Sardegna. Nessuno si aspettava o voleva questa situazione, ma il Covid 19, la crisi economica che da questo scaturirà e la gestione di queste, che verrà attuata da parte della Giunta, sarà a mio avviso, modesto un elemento dirimente per valutare il successo e il fallimento della vostra esperienza legislativa, e la da voi tanto predicata rinascita della Sardegna. Questo passa dal nostro agire, in particolare passa da quello della Giunta. Siamo sotto gli occhi di tutti, trattando problemi gravissimi e mai così sentiti in Sardegna, ora più che mai siamo chiamati a mostrare coraggio e responsabilità con azioni che ci definiranno non solo come politici ma come donne e uomini delle istituzioni quali siamo nel nostro spessore, nella nostra moralità ed attaccamento alla nostra terra. L'opposizione tutta fino ad oggi ha mostrato un senso di responsabilità e spirito costruttivo che non son sicuro a parti inverse si sarebbe tenuto, sono state avanzate tantissime proposte sotto tutti gli ambiti, ma pochissime di queste sono state recepite purtroppo.

Fatte queste premesse gentili membri della Giunta vorrei sottolineare che tante troppe sono state le carenze fino ad oggi mostrate da molti di voi, tanti gli errori e se per questi non c'era spazio prima ora meno che mai, chi sa fare le cose che abbia il coraggio di farle, chi non sa fare, chi si è dimostrato palesemente inadeguato che si scolli o più plausibilmente venga scollato dalla poltrona e lasci spazio a chi può portare un valore aggiunto, auspicando che venga adottato un metodo di selezione quantomeno nei ruoli verticistici che per una volta si discosti un minimo da mere appartenenze partitiche, sodalità e quanto finora posto al criterio cardine di selezione in maniera sfacciata e spesso anche autolesionista.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Mario Mundula. Ne ha facoltà.

MUNDULA ANTONIO MARIO (FdI). Grazie Presidente, Assessori, Presidente della Regione, noto con piacere che oggi i toni sono un po' più accondiscendente di quelli della volta scorsa da parte della minoranza, perché in questi mesi si è detto di tutto e di più, si sono cercate responsabilità anche dove era palese che non ce ne fossero. E questo è stato l'approccio che questa minoranza ha avuto soprattutto in modo mediatico verso questa Giunta nell'emergenza Covid. La verità è che ci siamo trovati tutti, tutti quanti, di fronte veramente a un'emergenza epocale, siamo partiti da zero contro un nemico che non conoscevamo per niente e non conosciamo ancora tuttora, a condurre una battaglia armati di archi e frecce, perché questa è la verità. Noi siamo partiti con gli archi e frecce e i gonnellini degli zulù. Si è sparato a zero su tante cose, si è sparato a zero sulla iniziale difficoltà della distribuzione dei dispositivi di protezione individuale, senza però riconoscere che quei dispositivi ci dovevano essere forniti dalla Protezione civile nazionale che non ce li dava, si è sparato a zero sul numero dei tamponi, su a chi erano stati fatti, si è spesso anche confuso sull'uso che se ne doveva fare dei tamponi. Quindi in questi mesi poche volte l'ho sentita la verità, fortunatamente però d'altro canto ho visto una maggioranza che compatta, al contrario di quello che dice l'onorevole Lai, che sente le voci di corridoio, che noi lasciamo alle comari, questa maggioranza compatta ha messo in campo tutto ciò che è stato possibile e le condizioni del momento ci permettevano per la tutela dei sardi, con senso di responsabilità. Lo stesso senso di responsabilità che dite aver avuto voi, però questo senso di responsabilità, se è riferito alla legge finanziaria, è anche vero che era una scelta obbligata, io vorrei vedere questo senso di responsabilità in altri momenti, perché non approvare in quei dieci minuti la legge finanziaria e farcela, diciamo, andare avanti in Commissione lo avreste dovuto spiegare ai sardi. Quindi questa secondo me è stata una mossa obbligata. Rida pure ma… Da un punto di vista sanitario è innegabile che i risultati sono arrivati, quindi il sistema ha funzionato. Questo sistema sanitario che ha funzionato, che ha portato a questi risultati, è stato poi portato fino all'ultimo nella ricerca di coniugare la salute con rilancio dell'economia, il famoso certificato non Covid, non parlo di passaporto sanitario, che forse ha creato qualche confusione, dava la garanzia alla Sardegna, dove la circolazione del virus è stata talmente poca, siamo un covone di fieno dove basta buttare un cerino, di poter avere con una ragionevole percentuale arrivi di persone sane, e questo non ci è stato permesso. Siamo dovuti ricorrere per forza a misure alternative. In questa fase 3, che ormai è la fase 3, dove non sto lì a rielencare ciò che hanno detto i colleghi sugli aiuti alle famiglie, i mutui a tasso zero della banca. Di turismo oggi non ne ha parlato nessuno, era il cavallo di battaglia dei giorni scorsi, il turismo che veniva dirottato dalla storia del passaporto sanitario, è chiaro adesso abbiamo una ripartenza tra luci e ombre con mille difficoltà, ma non è pensabile imputare alla Giunta o alla Regione la responsabilità perché non ne abbiamo di questa responsabilità. Il turismo è vero riparte come una macchina col freno a mano tirato, ma non abbiamo impostato norme più stringenti di quello che siano quelle nazionali, è vero le prenotazioni sono calate, ma c'è anche un motivo perché sono calate, ci dobbiamo mettere in testa che questa sarà una stagione turistica diversa dalle altre, non poteva essere altrimenti. Non sarà certo la presunta confusione che poteva aver creato il certificato sanitario, noi non siamo ancora usciti dalla pandemia, gli italiani hanno difficoltà economiche perché i soldi che il Governo Conte ha promesso e dove cerca grande condivisione son rimasti sempre sulla carta e per adesso molti hanno anche usufruito nel periodo di Lock down delle ferie. Quindi pochi soldi, poche ferie e poca volontà anche di muoversi. Rimaniamo comunque una delle Regioni più appetibili, una meta sempre appetibili come lo siamo sempre stati, ora ancora di più perché abbiamo praticamente una situazione non Covid; chi arriverà sano in Sardegna non avrà o avrà una scarsissima possibilità di infettarsi. Quindi questa estate la macchina turistica sia delle coste che dell'entroterra sicuramente avrà delle difficoltà ma io sono sicuro che la ripartenza in sicurezza più di quello che abbiamo fatto non poteva essere garantita.

Quindi mi sento anche di ringraziare il presidente Solinas e tutti gli Assessori che so che hanno lavorato alacremente, qualcuno ha preso anche tanti schiaffi in faccia senza motivo, e non ha il riconoscimento poi dei risultati ottenuti, sono sicuro che avremo una situazione migliore, il clima ci faciliterà e noi sapremo far fronte a questa…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie, Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione. Io credo che noi non dobbiamo sprecare la discussione di stamattina facendo la cronaca di quello che è accaduto in questi tre mesi, in questi drammatici tre mesi, in questi schifosi tre mesi, in cui è stato messo a dura prova il sistema sanitario, il sistema sociale, il sistema economico, anche i nostri stessi rapporti. Io credo che sulla gestione di quei tre mesi di emergenza ogni cittadino italiano, ogni cittadino europeo, ogni sardo si è fatto la sua idea, si è fatto la propria valutazione se ci siamo comportati bene o male. Io credo che quindi quei tre mesi sono alle spalle con errori, tanti, con qualche successo, e devo dire, per il ruolo che noi ricopriamo, signor presidente Solinas, anche con una consapevolezza, che la pandemia dovrebbe in qualche modo aver lasciato ognuno di noi, che quando ci troviamo di fronte a emergenze di questo genere le istituzioni, prime fra tutte, devono lavorare insieme. Io capisco molto che in quest'Aula ci si senta ancora legati a quello che si grida a Roma, per cui se a Roma si è contro l'Europa, si è contro l'Europa anche in Sardegna, in Sicilia e in Calabria, o se si è in maggioranza o opposizione in una Regione o al Governo, si deve mantenere lo stesso schema di gioco, però, attenzione, cari colleghi, la pandemia non funziona così, la gestione di un virus, di una cosa brutta, sconosciuta, non funziona con gli stessi schemi di gioco della politica tradizionale, perché se noi facessimo così io non vorrei essere nei panni del presidente Solinas, glielo lo dico. Lei forse ha più bisogno di noi che della sua maggioranza, lei la sua maggioranza ce l'ha già, c'è, c'è un patto elettorale, quello verrà messo in discussione forse più dai suoi alleati che da noi, noi abbiamo un altro ruolo, un'altra funzione. Noi chiediamo sulla pandemia, che vi ricordo che è l'unica emergenza che è presente nella Costituzione, non a caso, non a caso la Costituzione da diversi poteri al premier e ai presidenti delle regioni, ai sindaci, l'abbiamo visto, perché su questo tipo di emergenza gli schemi di gioco sono diversi. Noi credo che la cronaca la conosciamo, potrei fare anche io l'elenco della spesa delle cose che non funzionano, mi sarebbe molto facile, basterebbe leggere lo schema che potrei anche darvi in dono, tolgo anche le virgole per meglio capirlo, in cui è evidente che su alcuni temi, non dico quello di emergenza sanitaria, lo dico solo in una battuta, non c'è il mio amico Nieddu con cui giocavo a calcio, però il fatto di dire che la struttura sanitaria sarda non è stata in grado di affrontare l'emergenza di Covid per colpa della riforma di Aru, io credo che non si avesse ben chiaro cosa avevamo di fronte. Sono crollate altre strutture, altre situazioni di organizzazione della sanità in Italia e in Europa, molte delle quali più vicine a voi, e non dico quali, e alle quali comunque va il nostro rapporto, la nostra solidarietà, a quelle regioni in cui quel sistema è fallito prima del sistema nostro. Io credo che non dovremmo, e lo dicevo prima, ragionare con questa mentalità. Però, una questione molto velocemente, Presidente: io credo che la fase di emergenza sia finita, ma deve essere anche finita la fase in cui continuiamo ad andare avanti soltanto con titoli e proclami. Sui temi delle imprese io ho sentito molti intervenire, colleghi della maggioranza oggi, li ho sentiti in questi giorni, noi stiamo ancora aspettando come voi, come il Capogruppo del Partito Sardo d'Azione che ieri dice che fra quindici giorni arriverà il famoso disegno di legge ancora non cliccabile dopo due mesi, due mesi non cliccabile un disegno di legge. Credo che questi non siano i tempi che in qualche modo sono concessi a una crisi economica dell'isola, non siano un cambio di passo due mesi per vedere cliccabile una delibera, sulla quale dovevano essere messe in campo le misure di contrasto alla crisi economica e sociale del sistema imprenditoriale. Noi quel disegno di legge non lo conosciamo, non lo conoscono i sardi, non lo conoscono le imprese, non lo conoscono le parti sociali. Sono passati due mesi, tralascio, ma perché ne ho parlato diverse volte con l'Assessore del lavoro, l'accordo sulla cassa integrazione in deroga, lo tralascio non per i ritardi del pagamento della cassa integrazione in deroga, su cui sono oggi molto d'accordo con l'assessore Zedda che è andato in crisi un sistema Stato-Regione, ma perché in quell'accordo la Regione si era presa degli impegni con le parti sociali al Titolo terzo per quanto riguarda tutti quei lavoratori, colf, badanti, intermittenti, e tutti quei lavoratori che poi incontrate in Presidenza del Consiglio e a cui prevedete di dare i soldi, però ancora non glieli potete dare perché quell'accordo sulla parte terza non è applicato, non è applicato. In ultimo, del rapporto con le imprese…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Domenico Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (UDC Cambiamo). Grazie Presidente, signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, Assessori, colleghe e colleghi. Intervengo in merito alle polemiche sollevate da più parti nei confronti del presidente Solinas sulla conduzione fatta della gestione derivante dalle eccezionali misure imposte dai DPCM e dalla normativa per il contenimento della diffusione dell'epidemia scaturita dal coronavirus. Io credo sia necessario partire da una considerazione effettiva e fattuale, la quale ci porta a considerare che se la Sardegna è stata risparmiata dalle drammatiche emergenze sanitarie, che in molte regioni soprattutto del nord ha determinato un altissimo livello di letalità del virus e focolai di contagio diffusi in molti territori, molto, se non tutto, lo si debba alla prudente determinazione e azione, determinata azione del Presidente nell'essere tempestivo e immediato ad adottare le opportune ordinanze regionali che hanno preservato la nostra isola dalla diffusione incontrollata del virus. Certo, non è tutto filato liscio, e molto spesso ci siamo ritrovati a rivedere anche nel giro di poco tempo misure e determinazioni già adottate. Questo perché così cangiante e scarsamente prevedibile era la controllabilità della linea di diffusione del contagio, in quanto, lo voglio ricordare, si tratta di un ceppo di virus del quale, ahimè, ben poco sappiamo e su cui le conoscenze scientifiche stentano ancora a giungere ad un protocollo medico unitario e condiviso per via della scarsità delle certezze attuali. Dobbiamo quindi farci tutti un piccolo esame di coscienza per ammettere che si è agito, che il Presidente ha agito sulla base di un quadro scientifico in piena evoluzione, instabile e scarsamente notiziato, adottando comunque misure coraggiose e difficili in un momento che nella nostra storia autonomistica trova forse un singolare riscontro nelle condizioni determinate dalla ripartenza nel secondo dopoguerra. Col senno di poi, certo, potremmo fare considerazioni alla luce dell'esperienza, per quanto breve, maturata che ci porterebbe azioni e misure forse differenti, ma alle condizioni date io credo senza tema di smentite che si possa affermare che il Presidente abbia fatto tutto l'umanamente possibile per prevenire e salvaguardare la Sardegna dalle pestifere conseguenze di un focolaio sardo che avrebbe collassato il fragile e delicato sistema sanitario regionale, certamente non in grado di reggere un urto così dirompente che ha stremato e paralizzato sistemi sanitari di altissimo livello e riconosciuta fama, come quello lombardo, solo per fare un esempio. E credo altrettanto che con onestà intellettuale nessuno possa non affermare che se la Sardegna si è salvata da questo immane disastro umano e sanitario molto lo si debba alla determinazione e perseveranza che il Presidente, l'assessore Nieddu e tutta la Giunta regionale hanno posto in essere mettendo in campo tutto il peso di una serie di misure e atti volti a tutelare la Sardegna dal contagio, certamente in sintonia e corretta collaborazione con le severe misure adottate e poste in campo anche dal Governo nazionale. Se oggi possiamo guardare in un quadro di rinnovata serenità alla ripartenza che si sta avviando con l'incedere delle misure che si stanno e si dovranno adottare per la ripresa economica della denominata fase 2 e di quella della fase 3, forse è il caso di soffermarsi a valutare che tutto questo ci è consentito dal fatto che il sistema regionale, nel suo insieme, ha tenuto e si è preservato grazie all'efficacia delle azioni messe in campo per contrastare e debellare la diffusione del virus nella nostra Isola. Con ciò non voglio dire che nessuno si debba puntare sul petto delle medaglie per aver fatto il proprio dovere, ma che altrettanto sarebbe opportuno valutare, con animo sereno e scevro dalle polemiche, l'operato del Presidente, riconoscendogli almeno il merito di aver agito in tutta coscienza per il bene della Sardegna in un momento storico di particolare e singolare eccezionalità, dove tutto costituiva un precedente senza riscontri col passato. Onestamente, a questo proposito, va anche riconosciuto che le forze di opposizione, in più occasioni, hanno mostrato spirito collaborativo e avanzato molte idee e proposizioni utili, nel quadro di un rapporto corretto e leale della dialettica fra forze di maggioranza e di minoranza, che hanno giovato alla chiarezza nei tanti difficili e drammatici momenti vissuti durante il lockdown. Certo permangono, e ci mancherebbe, differenti visioni strategiche e prospettiche sui temi della ripartenza, ma è qui che ci giochiamo la partita con successo se davvero saremo in grado, nei momenti opportuni, di abbandonare le posizioni differenziate della politica e svolgere lo sguardo verso il bene comune, trovando una unità di intenti sulle linee generali da adottare per la ripartenza. Per questo motivo tutti noi dobbiamo congratularci vicendevolmente, perché se è vero com'è vero che in questo dramma sanitario umano ci siamo entrati assieme, oggi, con la collaborazione di tutti, assieme ne usciremo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, Presidente della Regione, membri della Giunta, colleghe e colleghi. Anche questa seduta del Consiglio arriva in massimo ritardo rispetto a quelle che sono le esigenze del sistema sociale, economico e produttivo della nostra Sardegna. Io devo dire che provo una grande emozione ogni qualvolta è presente in Aula il nostro Presidente della Regione, non per la gestione della fase 1, della fase 2, dell'ipotesi diciamo di gestione della ipotetica fase 3, ma perché ritengo che debba coinvolgere la massima Istituzione sarda, il Parlamento dei sardi, attraverso una collaborazione fattiva, e non snobbare questa Assisi, così come è stato purtroppo fatto in quest'anno e qualche mese di legislatura, non soltanto per la fase di emergenza. I dati di queste settimane dimostra un'attenuazione del virus e anche le riaperture, quella del 4 di maggio, del 18 di maggio, da ultimo quella del tre giugno, in effetti non hanno influito negativamente sul trend positivo rispetto ai dati e in particolare della nostra Isola, dove probabilmente abbiamo un alleato forte, che è il nostro il nostro clima, il nostro il nostro ambiente. Vede, Presidente, piuttosto che sollevare muri verso le altre regioni, verso le altre nazioni, probabilmente sommessamente dico, aggiungo, avrebbe dovuto cogliere questa opportunità per rivendicare una giusta rivendicazione, in questo caso, maggiori risorse dal Governo centrale per attivare quel processo di miglioramento dei servizi socio sanitari, e mi riferisco naturalmente alla possibilità quindi di avere nuove strutture per quanto riguarda i pazienti "grigi", quindi accogliere con sicurezza i nostri turisti, magari guardare appunto a quel turismo nazionale, oggi per forza di cose, dove noi siamo indietro, dove gli ultimi dati pubblicati dall'Istat dimostrano che noi riusciamo a intercettare il 3,4 del turismo nazionale, siamo molto indietro rispetto ad esempio alla Sicilia, ai nostri "competitor" come la Puglia, la Calabria, quindi probabilmente in questa fase, e quindi nella fase della ripartenza, andava curata anche l'immagine all'esterno, e gli annunci, molti colleghi l'hanno già detto prima del mio intervento rispetto al passaporto sanitario, rispetto anche alla possibilità di fare test prima della partenza e dopo l'arrivo, questo ha generato confusione. Lei, probabilmente da buon politico, ha cercato la ribalta nazionale attraverso l'attenzione che è stata riservata da parte dei media sulla sua persona da Presidente della Regione, e questo ci sta anche in politica, però noi a maggio abbiamo riscontrato, questi sono dati dell'Aspal, 24.000 posti di lavoro in meno, in particolare nelle strutture turistico alberghiere, a giugno probabilmente saranno oltre 50 mila posti di lavoro in meno, e sono quasi tutti posti di lavoro strutturati a tempo sempre determinato nelle strutture ricettive, che fanno tre mesi di lavoro e poi riescono a usufruire della NASPI. Oggi quei posti di lavoro sono persi, sono secchi, non sono rinviabili, quindi noi dobbiamo naturalmente fare attenzione a mettere delle politiche in campo che diano risposte, soprattutto oggi, alle strutture di tipo ricettivo, quindi mi riferisco in particolare agli alberghi che necessitano di interventi per quanto riguarda l'accoglienza dei turisti in sicurezza, ma anche adeguare…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, presidente Pais, ben trovato Presidente Solinas, finalmente la rivediamo sul suo scranno. Prima di porgere due precise domande vorrei sinteticamente ripercorrere questi tre mesi durante i quali lei ha svolto in maniera esemplare il ruolo di Bastian contrario, anzi di "Christian contrario" il ruolo confezionato per lei dallo staff di comunicazione del suo capitano, perché è chiaro a tutti che il suo unico obiettivo era quello di dire l'esatto opposto di quanto affermato dal Governo nazionale; se a Roma si accelerava a Cagliari si doveva frenare, e viceversa: chiudiamo i porti, apriamo i porti, chiudiamo gli aeroporti, riapriamo gli aeroporti, senza un senso logico. Parallelamente si consumava la surreale pantomima del passaporto sanitario, divenuto in un battito d'ali certificato di negatività, per poi trasformarsi quasi subito in un'autocertificazione, concetti volutamente vaghi ma rigorosamente incostituzionali; ma cosa ce ne importa dalla Costituzione italiana! Una girandola impressionante di annunci, o meglio, annunciazioni, che ha gettato nella confusione più totale i potenziali turisti, causando la cancellazione di migliaia e migliaia di prenotazioni in hotel, resort, b

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