Versione per la stampa http://www.consregsardegna.it/wp-content/plugins/print-o-matic/css/print-icon-small-black.png

Resoconto della seduta n. 193 del 10/02/2022

CXCIII SEDUTA

Giovedì 10 febbraio 2022

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

Del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 35.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 27 ottobre 2021 (181), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. I consiglieri regionali Domenico Gallus, Dario Giagoni, Piero Maieli, Annalisa Mele, Francesco Mura, Maria Laura Orrù e Aldo Salaris hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 10 febbraio 2022.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/A.

È iscritto a parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). L'articolo 2 tratta di disposizioni in materia di enti locali e politiche territoriali, volevo dire, non sono intervenuto fino adesso, faccio mio il discorso del nostro Capogruppo, onorevole Francesco Agus, rispetto ai ragionamenti generali sul provvedimento. Assessore, rispetto all'approccio generale che in termini appunto di ragionamenti sul documento della Finanziaria sono stati portati avanti e sono da portare avanti, mi unisco anche alla nota di apprezzamento nei confronti della sua persona per la disponibilità al dialogo e soprattutto per i ragionamenti schietti che sono stati portati in seno all'Aula, perché credo che uno dei maggiori e più importanti atti di responsabilità sia quello nel momento in cui si racconta la realtà e si capisce che rispetto a un disegno di una manovra finanziaria così importante poi i margini di movimento, quindi la possibilità di definire una linea politica e quindi strategica, siano talvolta complicati.

Quindi credo che questo atto di coraggioso racconto della realtà aiuti, abbia aiutato e possa aiutare i lavori i lavori d'Aula. In merito, brevemente, all'articolo 2, mi sento di dover comunque rappresentare un tema che io spero che come già ci siamo detti nelle scorse occasioni, anche durante i lavori della Commissione, possa essere sempre più preso in considerazione, il tema delle disposizioni in materia di enti locali deve dal mio punto di vista raccontare e proporre una visione molto più sfidante del tema del rapporto tra Regione ed enti locali e questo perché sempre di più occorre interiorizzare la convinzione che la base organizzativa, civile, politica, sociale della nostra Sardegna, come peraltro del resto d'Italia, si basa proprio sull'attività delle piccole comunità, piccole grandi comunità e sull'attività appunto dei comuni e delle amministrazioni comunali. È un tema che affrontiamo da tempo ma è un tema che ha bisogno anche di risposte concrete, come quella appunto di poter dotare di maggiori risorse le comunità, i comuni e poter così erogare dei servizi, perché il tema dello spopolamento del quale si è parlato nella discussione generale che è presente su vari punti nella proposta finanziaria, ma anche nell'articolo 2 quando si parla di politiche territoriali si sottende questo ragionamento. Io credo che sia anche e non soprattutto, perché il tema è certamente molto vario e complicato, ma anche legato alla sempre maggiore contrazione di servizi che a livello locale si riescono ad erogare e credo che questo sia un ragionamento che deve essere fatto in maniera forte e strutturata, chiediamo agli enti locali sempre maggiori impegni, sempre un numero maggiore di adempimenti, ma non li dotiamo di strumenti, a partire da quelli finanziari, per poter fare e per poter onorare il loro compito. Quindi questo, Assessore, avendo capito che probabilmente la direzione sarà quella di accelerare i lavori rimandando a ragionamenti probabilmente successivi, io credo che questo sia un punto fondamentale, un atto di grande intelligenza e visione istituzionale che parte proprio dalle piccole comunità, dalle piccole e grandi comunità, ma le piccole, lo sappiamo, ritornando sul tema dello spopolamento, sono certamente le più fragili. Vi sono all'interno delle proposte di emendamenti che appunto intervengono su questo tema che vorrei richiamare pur non sapendo esattamente quale sia il destino degli stessi, su questo Assessore ne cito un paio, ma che volevo porre all'attenzione dell'Aula e quindi di conseguenza anche suo. Il tema del rincaro delle bollette dell'energia elettrica, vi è un emendamento che provava e prova a sottolineare il tema, evidenziando quanto sarà difficile per i Comuni dover far fronte a questo rincaro, i fondi per le progettazioni, i fondi per gli strumenti urbanistici, il tema ben trattato, anche se poi riguarda l'articolo 2 bis, dell'indennità dei Sindaci e quindi del ruolo importante delle amministrazioni locali e vi è un emendamento, il numero 492, che però mi è stato detto dagli Uffici essere stato dichiarato inammissibile, ma mi collego al discorso che faceva prima l'onorevole Meloni sul tema degli incendi, non �� un emendamento a titolo oneroso, ma risolve un altro problema oltre a quello che evidenziava l'onorevole Meloni, ovvero della possibilità anche per i comuni ricompresi nel comma 6 dell'articolo 1, ovvero quelli "extra big fire" dei territori già individuati con ordinanza nazionale e poi regionale, consentendo anche a quei Comuni di poter ricomprendere, come già nelle altre aree, i cosiddetti conduttori agricoli a titolo non professionale, ovvero gli hobbysti. Credo che questo sia un atto di grande coerenza rispetto agli interventi generali.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Sull'articolo 2, varando un'espressione usata dalla mia collega stamattina, verrebbe da dire: "Niente di nuovo sul fronte comunale", perché questo fronte è diventato oltremodo un fronte di guerra, la prima linea dinnanzi a una pandemia che per fortuna ora accenna a cedere. Perché lo dico? Perché il fondo unico, e stiamo parlando di 484 milioni di euro, non è stato variato, non è stato incrementato, così come da anni si annuncia, però sono cresciute le spese correnti degli enti locali, sono diminuite le entrate tributarie, non sufficientemente compensate nemmeno con i trasferimenti di origine ministeriale. E quindi è un fronte di guerra, dove i sindaci in prima linea si trovano a dover combattere tutti i giorni in uno scenario di crescente complessità che ha origini anche geo-amministrative, mi vien da dire, tant'è che noi, proprio sul comma 1 dell'articolo 2, abbiamo provato con un emendamento inserendo una lettera, la lettera g) ad invitarvi a considerare la necessità che risiede nel fatto che molti Comuni abbiano altrettante frazioni, laddove i costi si duplicano e si moltiplicano, non ultimo anche i costi delle utenze perché il caro energie, il caro carburanti è sotto gli occhi di tutti, ahinoi, i costi per la gestione delle strutture e delle infrastrutture e quindi dei plessi scolastici, quindi delle reti stradali, quindi delle reti idriche, ma questo emendamento evidentemente non è stato ritenuto ammissibile e di tanto prendiamo atto, una crescente complessità che la programmazione territoriale strategica a valere sulla strategia 5.8, ha provato a fare proprio affrontandola. E su questo versante prendiamo atto con favore, e mi riferisco al comma 2 dello stesso articolo 2, Assessore, il fatto che come CRP abbiate con una manifestazione di interesse invitato le aggregazioni dei Comuni, quindi le Unioni dei Comuni, a rimodulare e a ottimizzare anche in fase di progettazione quelle stesse risorse pur togliendo un milione a quel fondo unico già a nostro avviso scarno e insufficiente. Quella stessa storica complessità che il PNRR ha in qualche modo denudato in questa nostra guerra quotidiana che poi lascerà oltre che debiti per le nuove generazioni, non dimentichiamolo, anche quelle macerie che tutti i giorni sul fronte comunale in qualche modo bisogna recuperare per potervi porre rimedio, su quei temi che le missioni del PNRR esplicitano, quelli appunto dell'inclusione territoriale, quelli della viabilità e della mobilità, quelli del digital divide, insomma tutto quello che riguarda gli enti locali e che sempre di più allontana gli enti locali anche dal centro di potere che è la Regione. Se non ve ne fate carico voi oggi, spero che possiamo farcene carico noi domani di rimpinguarlo e incrementarlo questo fondo unico, riportandolo alla ratio originaria che è finalizzata a dare più autonomia di spesa ai comuni secondo un modello di gestione dei trasferimenti finanziari che così com'è non può andar bene. Assessore, lo dico a lei, lo dico al Vicepresidente e lo dico ai colleghi di maggioranza e minoranza, per questo credo che su questo articolo 2, laddove si parla appunto di fondo unico e non solo, occorra una riflessione più accurata che non può risparmiare nessuno.

È vero come ha detto lei nella sua garbata replica che una legge finanziaria non può farsi carico dei problemi dell'universo mondo, ma deve provare ad entrarci nel merito e non ci sembra che con un fondo unico invariato dal 2007, in sostanza, nel merito dei problemi in questo modo voi ci stiate entrando come noi avremmo voluto, pur prendendo atto, non ultimo appunto dagli interventi sulla programmazione territoriale, della bontà della vostra visione che però noi crediamo al momento non sufficiente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Come appena detto dall'onorevole Corrias, credo che nonostante la bontà della Giunta e dell'Assessore di venire incontro a quelle che sono le criticità estreme direi dei comuni, degli enti locali, non sia sufficiente quello che c'è stato proposto. Io credo che oggi i Comuni, mi riferisco a tutti i Comuni della Sardegna ma in particolare ai Comuni delle zone interne, vivano una situazione drammatica. Le entrate sono diminuite, le spese correnti, come ha appena detto l'onorevole Corrias sono aumentate, non dimentichiamo poi l'emergenza dovuta all'aumento delle energie rispetto alla quale bisognerà fare davvero dei conti molto, molto molto seri. Rispetto a questo articolo io, presidente Pais, mi rivolgo a lei. C'era un impegno preciso da due leggi già approvate nel 2021, in cui si rimandava a questa legge finanziaria la vicenda relativa ai Segretari comunali dei Comuni della Sardegna. Sappiamo che in moltissimi comuni c'è necessità urgentissima di avere la disponibilità, se non per sei giorni la settimana o per cinque giorni anche per un solo giorno la settimana e sappiamo che in molti Comuni non è possibile neanche questo. Quindi noi abbiamo presentato una proposta di legge che poi abbiamo trasformato in emendamento perché si potesse costituire nelle more questo albo regionale.

Adesso, se ho ben capito, questo emendamento ci viene dichiarato inammissibile, io credo che su questo occorra un attimo ragionare perché noi non possiamo prenderci in giro fra di noi e non possiamo prendere in giro chi si aspetta da noi delle risposte rispetto al primo e ultimo presidio di democrazia che oggi abbiamo nel territorio regionale, che sono appunto i Comuni. Rispetto ai comuni d'accordissimo, lo vedremo dopo, sulla indennità dei Sindaci, qualcosa che mi suona un po' male è il fatto che i Sindaci sotto i mille abitanti vengano trattati molto peggio rispetto ai colleghi con più abitanti. Io credo che un sindaco di un piccolo Comune abbia le stesse incombenze se non di più di un Sindaco che supera i mille abitanti, perché sappiamo bene che in quei Comuni il rapporto è diretto col cittadino, e il Sindaco deve fare il sacerdote, lo psicologo, l'avvocato, il maresciallo, deve fare tutto, e quindi non capisco come mai ci sia questa discrasia nel trattamento tra sindaci sotto i mille abitanti. Io insisterei sulla possibilità di aumentare da 48 a 72 le ore dei mandati amministrativi, perché sappiamo che l'80 per cento almeno dei sindaci sono dei dipendenti pubblici, e sicuramente con 48 ore non riescono a svolgere in maniera adeguata quella che è l'importante funzione appunto da sindaco, e anche su questo mi soffermerei un attimino. Come mi soffermerei su quegli emendamenti presentati per mettere i Comuni in condizioni di rifare bella la Sardegna. C'era una legge di qualche anno fa, Sardegna fatti bella, io credo che a quella legge dovremmo ritornare. Se noi passiamo nelle strade comunali, nelle ex strade ferrate della Sardegna, nelle strade provinciali, purtroppo vediamo lo scempio che c'è in quelle banchine, in quelle cunette, in quelle pertinenze, in quei reliquati. E io, ripeto, per quello che dicevamo prima, con le risorse che in questo momento sono presenti nei comuni, non è possibile ripulire quelle aree da quegli scempi. Quindi penserei bene nel voler mettere a disposizione queste risorse. Volevo soffermarmi su qualcosa legato alla sanità, perché poi parliamo di enti locali, stiamo parlando dei nostri cittadini e purtroppo è problema di questi giorni, dei giorni passati e dei giorni a venire, il problema dei medici di base e dei pediatri di base. C'è il bando del 2019-2020 che in autotutela è stato sospeso dall'assessorato regionale alla sanità. Ebbene in questo bando, dopo che è stato riaperto, con l'inserimento di nuove sedi, alle persone e ai medici che già avevano partecipato precedentemente non viene data la possibilità di poter partecipare per poter ricoprire quelle sedi che sono state aggiunte. Io credo che sia una illegittimità di fatto. Io credo che con un'ulteriore dose di buon senso, se non di autotutela, a quelle persone, a quei medici che avevano fatto la domanda rispetto al bando 2019-2020 deve essere data la possibilità di partecipare. Perché davvero se leggiamo i giornali tutti i giorni leggiamo di Sindaci, di cittadini, di genitori di piccoli pazienti disperati perché non hanno la possibilità di avere un medico di base, un pediatra, o la continuità assistenziale notturna, ovvero le guardie mediche, e su questo credo che si possa fare, a prescindere dalle risorse che stiamo mettendo in campo, delle quali parleremo bene poi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Moro. Ne ha facoltà.

MORO PIETRO (UDC Cambiamo!). Presidente, sì, chiarisco ancor meglio il concetto del collega Cocco. Il problema dei medici di base e dei pediatri di libera scelta è un problema che oggi sta toccando un po' tutti i Paesi. C'è stato il bando 2019-2020, che poi è stato sospeso in autotutela, poi riaperto con nuove sedi, però non hanno dato la possibilità ad altri medici di partecipare alle nuove sedi che sono state pubblicate. Questo porterà a dei grossi ricorsi, che danneggeranno i medici che sceglieranno…

PRESIDENTE. Onorevole Moro, no, nel senso che se io do la possibilità di intervenire sul punto a lei, poi devo darla a tutti. Non stiamo parlando di sanità, il suo intervento in maniera surrettizia e anche con capacità…

MORO PIETRO (UDC Cambiamo). Signor Presidente, manca un passaggio Presidente, che volevo dire un attimino, succederà questo, Presidente, si ricordi ciò che le sto dicendo, che io che vado a scegliere una sede, domani arriva lei che non gli hanno sia doveroso fermarci un attimino, ribandire non il numero di sedi, ma ribandire per tutti, anche le nuove sedi.

PRESIDENTE. Grazie per la cortesia!

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, l'articolo 2 e i diversi commi trattano della materia degli enti degli enti locali. Uno quello relativo al recepimento della normativa dovuta ad un intervento nazionale, e cioè sull'aumento delle indennità dei sindaci. Gli altri punti invece trattano di alcuni finanziamenti a favore degli enti locali per quanto riguarda gli enti locali che sono in situazione economica drammatica in relazione a vecchie vicende legate a debiti fuori bilancio, emersi per vicende del passato, espropri e altro. Poi vi è la questione di alcuni finanziamenti che verranno garantiti agli enti locali per quanto riguarda il fondo unico. Ora trattando la materia degli enti locali, ricordo che siamo ancora nel limbo dato dalla legge che avete approvato sulla riforma degli enti locali e che non ha prodotto effetti. L'altro aspetto è che al momento dell'istituzione del fondo unico in legge era previsto l'aumento del fondo unico in base all'andamento delle entrate, questo adeguamento non è mai stato fatto. Nessuno pretende che tutte le risorse non erogate nel passato vengano erogate in un'unica soluzione con questa legge di stabilità, ma iniziare a aumentare la dotazione del fondo unico in relazione all'andamento delle entrate è materia che la Regione non può far finta di non conoscere e non può chiudere gli occhi davanti a esigenze reali. L'altro aspetto è strettamente connesso all'intervento che voi dichiarate essere fondamentale come argine allo spopolamento, poi vedremo i risultati, abbiamo detto nella discussione generale alcuni dubbi e perplessità circa quell'intervento, altri hanno anche dichiarato, colleghe e colleghi della maggioranza, di voler correggere alcune cose che probabilmente potrebbero determinare delle problematiche e degli errori futuri, però il vero tema è che o si mette nelle condizioni i luoghi dello spopolamento… Ricordo poi che il tema più generale è lo spopolamento della Sardegna, perché anche lì bisogna stare molto attenti. Se fosse solamente, ovviamente anche se fosse solo questo sarebbe comunque un problema per tutti noi e per la Sardegna, lo spopolamento legato alle zone interne sarebbe un problema, ma da inquadrare nell'ambito purtroppo dello spopolamento di tutte le zone montane in tutta Europa. E cioè dal Novecento lo spostamento dalle campagne alle città. Noi abbiamo un problema maggiore, questa è la maggiore difficoltà che noi abbiamo davanti, e cioè una difficoltà dell'intero sistema Sardegna, perché è la Sardegna nel suo insieme che si sta spopolando. E il saldo di abitanti di popolazione sarda, se fosse solo uno spostamento da un luogo a un altro il saldo sarebbe zero. Noi abbiamo un segno meno se prendiamo l'intera regione, che significa che mica tutti vanno dalle campagne verso le città, qualcuno va dalle campagne sarde in altre città d'Europa e del mondo, questo è il nostro vero dramma, che attiene allo sviluppo più generale, alle possibilità più generali anche legate all'occupazione. Da qualche parte bisogna pur partire. E' chiaro che vanno inquadrati quindi tutti gli interventi per gli enti locali in un ambito più generale della cornice "provvedimenti per lo sviluppo della Sardegna" e lì comprendere il perché e come risolvere i problemi dello spopolamento. Ne dico uno, i Comuni sono in affanno sul personale e sullo sblocco ad esempio delle pratiche, che arreca un danno per quanto riguarda lo sviluppo locale, e lì forse dovremmo correre ai ripari. Ritorno al discorso di prima, non si vuol fare un intervento di incremento di risorse sul fondo unico tout-court? Si crei un capitolo Fondo unico riservato ai Comuni per l'assunzione di personale, utilizzando anche un'altra leva che è quella del consentire e cedere spazi di spesa, visto che la Regione, e in questi ultimi anni è persino peggiorata la questione, ha difficoltà a spendere, oggettiva. Noi abbiamo uno storico che…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, no intervengo sull'articolo 2, che riguarda le disposizioni in materia di enti locali e politiche territoriali, per seguire il ragionamento che hanno fatto i miei colleghi relativamente all'importanza dell'intervento nei confronti degli enti locali, anche alla luce delle funzioni e dei compiti che stanno sempre maggiormente gravando sulle spalle dei Sindaci e degli amministratori, sottolineando e chiedendo all'assessore Fasolino, e al Presidente che è in aula, di guardare con attenzione il comma 2 di questo articolo. Perché, Assessore e Presidente, nel comma 2 c'è una risposta al problema dello spopolamento delle zone interne molto superiore ai 600 euro del bonus bebè, perché il comma 2 di questo articolo riguarda soprattutto la programmazione territoriale. Allora noi sulla programmazione territoriale, e devo dire per un caso ho il Presidente e l'assessore alla programmazione e il Vicepresidente, sappiamo benissimo quanto è importante la programmazione territoriale per radicare la presenza delle attività economiche delle imprese e delle attività sociali nei Comuni più piccoli della Sardegna. Quindi la programmazione territoriale e i progetti di sviluppo legati alla programmazione territoriale sono fondamentali per bloccare lo spopolamento e creare la fiducia di quelle popolazioni per rimanere in quei territori. Allora noi abbiamo investito molto nella passata legislatura e in continuità noi chiediamo che anche voi investiate su questa strategia che è fondamentale, e abbiamo presentato anche un emendamento, però riteniamo che un milione per continuare a garantire ai soggetti attuatori la possibilità di continuare a portare avanti questa programmazione triennale sia totalmente insufficiente. Cioè significa mettere una goccia in un mare che ha bisogno di più risorse, più sostegno. Allora, Assessore, Presidente, la possibilità di continuare a investire su questa strategia è in qualche modo collegata anche dalle risorse che si mettono a disposizione, per cui vi chiediamo, abbiamo pensato un emendamento, troviamo la soluzione, di mettere più risorse a questa strategia che è stata impostata nella passata legislatura, è importante per creare veramente un argine allo spopolamento ed è importantissima per creare una possibilità che quelle attività economiche, e sono soprattutto le piccole attività economiche, possano continuare a insistere su quei territori. Ricordo e chiudo che la programmazione territoriale poi è partita dal basso, che ha visto la partecipazione dei comuni, ha visto la partecipazione delle imprese, ha visto la partecipazione di quei soggetti territoriali che hanno creduto molto. Per cui, in conclusione, Assessore e Presidente, vi chiediamo di rimpinguare un capitolo importante come quello che riguarda la programmazione territoriale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, articolo 2 sugli enti locali, e tanti colleghi hanno parlato del fatto che il Fondo unico fosse rimasto di fatto inalterato rispetto all'anno scorso e agli anni precedenti. Alcuni colleghi hanno chiesto anche che questo fosse ulteriormente incrementato. Ma la riflessione riguardava il fatto che in un momento di crisi non aver intaccato le risorse dei Comuni fosse qualcosa di positivo, ebbene la realtà purtroppo, colleghi, è che il 2022 per i comuni sarà un anno terribile, perché purtroppo l'aver lasciato la cifra inalterata, a fronte invece di costi crescenti per le amministrazioni comunali, creerà ovviamente dei gravi problemi finanziari nelle casse comunali. L'esempio più eclatante è quello che riguarda le utenze. L'aumento vertiginoso dei costi dell'elettricità avrà ripercussioni sui Comuni, ripercussioni importanti, perché quando l'aumento è del 50 per cento, anche nei conti dei Comuni medio-grandi, quindi quelli che di solito avevano finanze in grado di sopperire a questo tipo di esigenze, la bolletta dei riflettori di una palestra, o delle luci di una scuola, o dell'illuminazione pubblica, soprattutto per i Comuni che ancora non avevano adeguato l'illuminazione a risparmio energetico, rischia di essere una mazzata senza precedenti. E ovviamente i Comuni, incapaci di, perché non hanno strumenti per trovare nuova finanza, perché l'unica cosa che possono fare è aumentare le imposte e non mi sembra il momento, non potranno far altro che, a fine anno, fare quello che di solito si fa in questi casi, cioè rivolgersi alla Regione affinché, con qualche avanzo di amministrazione, sì rimpinguino casse ormai vuote. Ecco, questo tipo di problema è prevenibile, nel senso che oggi noi siamo in grado di sapere pi�� o meno quale sarà l'aumento dei costi che andrà supportato in quest'anno. È vero che lo strumento del fondo unico è qualcosa che ha la Sardegna e non hanno altre Regioni, e quindi dovrebbe fornire già un cuscinetto in grado di attutire questo tipo di urti, ma è anche vero che sui Comuni, oltre appunto le bollette che stanno arrivando e che arriveranno nei mesi prossimi, incidono maggiormente le richieste per un aumento di spesa sociale. Quanti sono i nuovi poveri in Sardegna? Dove possono sbattere la testa le persone che sino a due o tre anni fa avevano un reddito e mai si sarebbero sognati di ricorrere a strumenti assistenzialistici in un momento come questo? Purtroppo sono sempre le casse comunali a far fronte a questo tipo di urgenze. Per cui non illudiamoci di avere l'anno prossimo una situazione inalterata rispetto all'anno scorso, rispetto appunto ai rapporti tra Regione, Comuni, e tra casse comunali e bisogni della popolazione sarda, non ce la faranno. Per cui nei ragionamenti che faremo anche attorno a questo capitolo credo sarà importante tenere in mente questa idea. L'altro punto, e chiudo, riguarda il fatto che questi anni sono state completamente svuotate di funzioni e di risorse gli enti provinciali, è chiaro che si parte da un'idea, quella del superamento delle Province, che come tutti sapete è stata sconfessata poi dal referendum e dall'umore popolare che oggi non sembra più essere quello che ispirò la legge Delrio qualche anno fa, resta però il fatto che le Province oggi per portare avanti quelle funzioni (strade provinciali, scuole di proprietà e su responsabilità delle Province) non hanno più un euro in cassa. Attenzione, io non sono un grande sostenitore del rinnovo di quegli enti, votai contro e sono fiero di aver votato contro, però non è possibile far finta che non ci sia quella necessità nelle nostre comunità: le strade sarde provinciali sono ormai disastrate, è ancora fermo il limite di 30 chilometri orari in molte direttrici; le altre Province delle Regioni a statuto ordinario hanno ottenuto fondi statali, e noi siamo sempre stati privati dalla possibilità di usufruire degli stessi diritti. Attenzione, perché diventerebbe assurdo pensare che, in un momento in cui si pensa a moltiplicare le Province e i capoluoghi di Provincia, non si guardi con un occhio anche al fatto che quegli enti devono fare qualcosa e devono essere in grado quantomeno di garantire la possibilità di arrivare nei piccoli e grandi centri della nostra Regione. Anche quest'anno sono stati presentati degli emendamenti per stimolare il dibattito e chiedere al Consiglio di esprimersi anche su questo tema, perché non è pensabile che il dibattito sugli enti locali sia solo attorno ai capoluoghi, ai costi e ai commissari, mentre è auspicabile che finalmente si guardi ai bisogni dei cittadini e alle funzioni attribuite ora, e anche prima, agli enti provinciali.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 78 e 468, di identico contenuto.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Intervengo in dichiarazione di voto, in quanto non sono riuscito a prenotarmi in tempo per la discussione sull'articolo.

Anzitutto rinnovo anche da parte mia l'allarme lanciato dai colleghi quando sono intervenuti, relativamente ai costi esorbitanti di cui non si tiene conto, che i Comuni dovranno affrontare nel prossimo periodo, relativi appunto all'energia e quant'altro, cosa che stride molto, devo dire, con tante dichiarazioni di vicinanza che questa Giunta ha fatto nei confronti dei Comuni, tanti impegni presi che in questo momento vengono ulteriormente disattesi. Alziamo loro gli stipendi - questa, è vero, è una norma di giustizia, ci si adegua anche alla normativa nazionale, alle Regioni a Statuto ordinario - però questi sindaci si troveranno ad essere dei sindaci che prenderanno uno stipendio un po' più alto ma ai quali nessuno in Regione continuerà a rispondere al telefono. Il problema rimane quello, il problema rimane l'isolamento di questi sindaci, l'isolamento che è una delle cause maggiori della grande emergenza democratica che sta colpendo soprattutto i piccoli centri della Sardegna, piccoli centri dove - ne è sintomo primario ed emblema l'alto numero di casi di commissariamenti che ad ogni giro di elezioni amministrative viene fatto su tanti piccoli Comuni sardi - piccoli centri dove molte persone rinunciano a candidarsi, anche perché chi ha già provato la vita amministrativa all'interno di quei paesi l'ha trovata una vita infernale, non tanto per l'attività in sé e per sé, sintomo di grande vocazione di persone che con impegno civico e spirito ci credono veramente e si impegnano tanto per il sistema in cui si trovano a lavorare e che li lascia veramente soli, isolati. Chiunque di voi si è incontrato con degli amministratori locali, questa è la prima criticità che vi sottopone. Un'ulteriore emergenza che è già stata evidenziata è quella legata al personale: tanti Comuni hanno dei fondi in cassa che non riescono a spendere perché non hanno materialmente la persona che scrive l'impegno di spesa o il bando per riuscire ad investirli, anche questo è un altro allarme che noi riceviamo dagli amministratori locali con cui siamo in contatto.

Il nostro voto sarà contrario, naturalmente non perché non vogliamo elargire dei soldi ai Comuni, soldi che spettano loro, quando perché riteniamo che per queste, e per tante altre ragioni che avremo modo di evidenziare durante il corso della discussione, i Comuni dovrebbero ricevere molto di più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S).Buongiorno, Presidente, è un'esperienza che manca, credo anche a lei, il fatto di essere stati sindaci, io non lo sono mai stata ma se non erro neanche lei. Essere sindaci oggi significa accollarsi, sentirsi sulle spalle il peso di una grandissima responsabilità, a fronte di strumenti che sono sempre meno, e allora in questo articolo, che io ho letto attentamente, una particolarità che mi ha colpito è che gli importi previsti anche in questo assestamento di bilancio sono uguali a quelli dell'anno scorso. Apparentemente non è cambiato niente, in realtà è cambiato il mondo, perché in un anno le spese che tutti gli enti locali devono affrontare sono notevolmente aumentate; i miei colleghi poco fa hanno fatto degli esempi, anche dal punto di vista sociale tutti i Comuni si vedono veramente triplicare le richieste di aiuto da parte dei cittadini che sempre di più rappresentano i nuovi poveri, questi famosi nuovi poveri che sentiamo spesso nominare e che rappresentano una triste realtà. Chi più dei sindaci conosce questa realtà, perché la vive quotidianamente, costantemente, perché la richiesta di aiuto che perviene loro, essendo il primo cittadino e quindi il punto di riferimento del paese o della città, è veramente sempre e costantemente in aumento. Quindi mi sarei aspettata almeno da questo punto di vista un aumento dell'importo previsto, non credo che questo sia un articolo che possa supportare, specialmente dopo il secondo anno di pandemia, e che possa davvero assegnare maggiori strumenti a chi è costantemente in prima linea nel cercare di risolvere davvero i veri problemi dei propri concittadini. Per questo motivo anche io voterò contrario.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 78, uguale al numero 468, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 79, uguale al numero 469 e al numero 198, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 82, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 83, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 84, uguale al numero 236, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 85, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 86, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 87, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 80, uguale al numero 470, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 81, uguale al numero 471, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 89, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 90, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 235, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 63, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 317, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 310, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 199, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento all'emendamento numero 566, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 444, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 507, 508 e 8 sono inammissibili.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 17, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 19, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 20, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 28, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 29, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 32, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 36 è inammissibile.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 37, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 46 è inammissibile.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 47, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 59, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 60, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 61, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 173, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 176, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 184 è inammissibile.

(Proteste del consigliere Antonello Peru)

PRESIDENTE. Il numero 184 è inammissibile, onorevole Peru, non può intervenire.

(Proteste del consigliere Antonello Peru)

PRESIDENTE. È stato dichiarato inammissibile, la faccio parlare su un altro emendamento, può parlare sul numero 202.

PERU ANTONELLO (UDC-Cambiamo). Chi l'ha detto che è inammissibile?

PRESIDENTE. È normativo, è inammissibile.

OPPI GIORGIO (UDC- Cambiamo!). È stato rimesso all'Aula dal relatore!

PRESIDENTE. Tutti quanti sono stati rimessi all'Aula ma è stato dichiarato inammissibile perché è normativo. Tutti gli emendamenti normativi sono stati dichiarati inammissibili.

(Proteste del consigliere Giorgio Oppi)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, in primo luogo, purtroppo, con la velocità che sta avendo, non c'è la materiale possibilità neanche di capire quali emendamenti si stia trattando. In secondo luogo, nel discutere con il Presidente della Commissione, Schirru, prima e con l'assessore Fasolino si era raggiunto un accordo relativamente all'emendamento numero 444, e all'emendamento all'emendamento, relativamente alla manutenzione delle discariche abusive e delle strade provinciali.

Forse l'Assessore vuole intervenire per chiarire, anche perché anche il Presidente aveva preso una posizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Io penso che questo emendamento sia meritevole di una riflessione, non è questo il momento e il modo per poter dare anche il giusto risalto a un argomento di questo tipo, quindi ho parlato con l'onorevole Solinas, con il quale abbiamo deciso che magari lo affronteremo successivamente dandogli magari un più ampio respiro ma soprattutto facendo un'analisi più approfondita per capire come possono essere gestite queste risorse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (UDC-Cambiamo). L'emendamento 184 è stato innanzitutto un emendamento discusso sia in Commissione e sia in Capigruppo dove si trovava l'accordo per rimandarlo all'Aula e approvarlo. Questo emendamento, di cui io ho sottolineato l'importanza anche nella discussione generale, quando dissi che cadevamo dalla padella alla brace (era questo emendamento quindi lei lo deve ammettere) è il riferimento all'articolo 2 della legge 7 del 2021 che istituiva la Città metropolitana di Sassari. Tutti sapete che allo stato attuale la norma è vigente, ma per la pendenza in giudizio non viene applicata e dunque non viene riconosciuto lo status di Città metropolitana del Nord-Ovest della Sardegna. Che cosa comporta questo? Questa è stata la discussione in Conferenza di Capigruppo e in Commissione bilancio, comporta la perdita di tutte le opportunità che sono previste dal PNRR direttamente riservate alle Città metropolitane: da una sintetica e sommaria stima, giusto per sottolinearne l'importanza, sono 3 miliardi gli investimenti dedicati alle 14 Città metropolitane dell'Italia, e sicuramente quella penalizzate è la quindicesima, quindi tutti quei bandi che riguardano la ricucitura del tessuto urbano ed extraurbano, la digitalizzazione, la mobilità sostenibile urbana ed extraurbana. Quindi, con questo emendamento noi che cosa proponiamo? Quello che era previsto già nell'articolo 8 della legge 5 del 2016, che è stato abrogato con la legge 7 del 2021, quella che disciplinava la Città metropolitana, quindi l'articolo prevede e provvede a compensare le perdite e tutte le opportunità dei finanziamenti che subisce il Nord-Ovest che venivano garantite con l'articolo 8 della rete metropolitana, quindi noi perdiamo sia la rete e sia la città, ecco perché dico che siamo caduti dalla padella alla brace. Questo emendamento va ad equilibrare quello che già era previsto nella legge del 2016 all'articolo 8, comma 5. Noi chiediamo (…) questo emendamento: ok, signor Presidente?

PRESIDENTE. Lei è stato chiarissimo. Purtroppo l'emendamento non può essere ammesso, quindi possiamo parlare quanto vogliamo ma l'emendamento non può essere ammesso, non perché lo decido io ma perché la legge finanziaria - cito l'articolo 4 - non può contenere disposizioni che modificano l'oggetto degli interventi e delle leggi di settore e le condizioni di intervento delle leggi stesse, norme di organizzazione degli uffici dell'Amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie sottoposti, eccetera, così come il "118" stabilisce che la legge finanziaria non può entrare nel merito di quelle norme a carattere ordinamentale ovvero organizzatorio: ci sono dei limiti di legge che io non posso travalicare. Nel primo vettore normativo, questo suggerimento, che è corretto, troverà certamente accoglimento.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, solo per chiedere una sospensione di dieci minuti in aula, perché credo che abbiamo non solo noi bisogno anche di chiarire… anche con i rapporti con le opposizioni. Perché mi sembra che stia andando un po' non com'era preventivato, perché alcuni accordi sono stati presi su alcune cose prioritarie e urgenti, ho capito che l'Aula non era a conoscenza, credo che ci dobbiamo fermare dieci minuti, Presidente, e chiederei ai colleghi un attimino di spostarci perché abbiamo bisogno di approfondire un paio di cose, grazie Presidente. Chiedo la sospensione immediata, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo!). Presidente, io volevo dire questo noi siamo buoni siamo taciturni, ci adeguiamo, non ci interessa se una pratica viene considerata, anche come poc'anzi di una struttura vicino a Cagliari valida da parte dell'opposizione noi non facciamo eccezioni siamo sempre disponibili. però abbiamo ritirato. Io ho chiesto una cosa che si faccia però, che le marchette degli Assessori vengano eliminate, perché noi abbiamo ritirato anche pratiche che sono state approvate nella omnibus e che poi per errori dei funzionari e di qualche Assessore in effetti noi abbiamo dato e che noi possiamo ritirare. Però sia chiaro questo, c'è stato un errore perché ieri in tre minuti si è andati avanti, si è andati avanti e sia approvato, si è detto: facciamo una parte, l'approviamo in un certo modo, alcuni li stralciamo altri no. Sarebbe stato opportuno, verificato che siamo in cinque qui determinanti per la maggioranza, almeno dirci che quella non sarebbe andata avanti, se non è un'offesa personale e le offese personali lei sa che personalmente io rispondo in modo diverso, l'ho fatto tante volte, quindi per cortesia dieci minuti di sospensiva e cerchiamo di essere corretti e lei legga più piano, perché io voglio sapere esattamente in quest'Aula sono fatti troppi imbrogli, io ho accusato l'Assessore alla sanità quando tre volte, e anche in Commissione, diceva che non sapeva niente di provvedimenti che ha presentato lui, tant'è che la Commissione sanità all'unanimità ha deliberato che ogni provvedimento che riguarda la sanità che entra in Aula proposto dalla Giunta deve essere riportato in Commissione, se sbaglio correggetemi. Quindi per cortesia rispettiamo i tempi, rispettiamo tutto, rispettiamo le persone e però andiamo con passo cauto, magari chiedendo ai Consiglieri, ai meno poltroni ai più poltroni di essere puntuali, così recuperiamo il tempo che perdiamo in stupidità.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 33, viene ripresa alle ore 17 e 50.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula. Invito i colleghi onorevoli a riprendere posto.

Comunico che l'onorevole Salaris è rientrato dal congedo.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie signor Presidente, penso che sia fondamentale e di fondamentale importanza l'emendamento presentato dall'onorevole Peru, visto e considerato che però lo stesso è inammissibile, si prende l'impegno: uno di fare già un incontro tecnico per capire come si può eventualmente anche senza una norma mettere a riparo quelle risorse che sono di diritto della rete metropolitana di Sassari, e che in questo momento si trovano in uno stallo in quanto manca la normativa; differentemente la settimana prossima si farà un emendamento all'emendamento dove magari cercheremo anche di quantificare queste risorse per renderlo ammissibile, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, poi lei legittimamente può rispondere o no, lei e anche l'Assessore che in questo momento rappresenta la Giunta, però sull'emendamento numero 36 c'era un impegno assunto un anno, fa riassunto sei mesi fa, riassunto tre mesi fa, oggi io ho chiesto, è stato dichiarato inammissibile e va bene inammissibile, io vorrei che lei o la Giunta mi desse una risposta su questo emendamento se perché se non sa da fare diteci non sa da fare, diteci anche perché non sa da fare, perché abbiamo incontrato l'ANCI che ci ha chiesto delle cose, abbiamo incontrato i Sindaci, abbiamo assunto degli impegni e gli impegni sono lettera morta. Quindi vorrei una risposta se è possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Mi sembra di aver capito che il criterio che sta utilizzando per considerare inammissibili gli emendamenti siano quelli previsti dalla legge regionale, quindi non sono ammissibili gli emendamenti contenente contenuto normativo o modifiche di leggi di settore, se non ricordo male. Le chiederei però per le discussioni dei giorni prossimi visto che in questa non è stato possibile di farci avere un po' prima l'elenco degli emendamenti considerati non ammissibili, perché i colleghi durante la discussione hanno avuto grandi problemi di comprensione e non si è capito in alcuni casi se si fosse messo in votazione con una votazione sfavorevole l'emendamento se l'emendamento fosse stato considerato inammissibile. Riguardo invece quelli avente contenuto cosiddetto puntuale, e non mi riferisco al tempo, credo invece che non possano essere ritenuti inammissibili, quindi al massimo si può dare il parere contrario della Commissione, come credo sia stato dato nella discussione, e poi però spetta al firmatario dell'emendamento ritirarlo. Per fare questa procedura però occorre un minimo di criterio e anche un minimo di calma quando si discute, perché la persona che ha presentato l'emendamento deve avere il tempo di leggerne il titolo almeno e dichiararlo ritirato, se non lo si vuole mettere in votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Grazie Presidente, ho provato a dare uno sguardo veloce sull'emendamento numero 36 che è stato dichiarato inammissibile, vorrei dire due parole ma due, per prendere un impegno non solo col collega Cocco, ma io credo con tutta l'Aula, perché stiamo parlando della problematica dei segretari comunali, segretari comunali che non se ne trovano manco con il lanternino e puntualmente vorrei ricordare che esiste qui a Cagliari un ufficio che si occupa proprio delle problematiche dei segretari comunali che puntualmente chiama tutti i giorni, tutti i giorni quei Comuni che a oggi sono sprovvisti di Segretario comunale pur non avendo la possibilità di poterne reperire uno. È un problema veramente, ma veramente serio. Presidente, io chiedo, naturale questo oggi è dichiarato inammissibile, ma prendiamo un impegno, per quanto riguarda noi come partito del Partito Sardo, caro collega Cocco, che nel prossimo dispositivo di legge, che sarà a brevissimo, questo sarà preso non solo in considerazione, ma lo dobbiamo anche approfondire, perché è un argomento veramente, veramente serio che riguarda tutti i Comuni della Sardegna.

PRESIDENTE. Confermo, nel senso che è un argomento che viene reiterato, però è importante che venga affrontato in prima Commissione perché ovviamente inserirlo come emendamento alla Finanziaria… deve essere affrontato in Commissione perché scrivere emendamenti che poi vengono dichiarati incostituzionali non facciamo un servizio alla Regione. Quindi questo deve andare in Commissione e deve essere istruito in Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente, con riferimento all'intervento di qualche secondo fa da parte dell'Assessore in merito all'emendamento dichiarato inammissibile, chiederei, laddove fosse possibile, Assessore, lo stesso impegno sull'emendamento 492, mi sento di dire anche quello che evidenziava prima l'onorevole Meloni, pagina 69, evidenziando la stessa urgenza o comunque una certa urgenza sulla necessità di dare risposte a quei territori che oggi si vedono impossibilitati di concedere una parte dei ristori stanziati con legge precedente con un bando che scade, se non ricordo male, il 10 marzo 2022 quindi vi è un'imminenza particolare quindi risollecito l'attenzione su questo laddove con lo stesso approccio dell'emendamento di cui si è parlato prima, a prima firma dell'onorevole Peru, possa essere valutato un eventuale possibilità di questo genere dal momento che comunque si parla di importanti benefici per i cittadini.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie signor Presidente, allora io posso prendere un impegno su un emendamento normativo che va a modificare una norma e posso prendere un impegno a fare un ragionamento, a portare avanti un ragionamento di questo tipo ma quando poi ci sono degli impegni economici vi dico questo: in un'eventuale legge omnibus o un'ulteriore legge che nascerà da voi Consiglieri si metterà sul tavolo tutte queste esigenze. Poi una scelta bisognerà farla, perché non è possibile altrimenti soddisfare tutto. Io dico che l'impegno morale per fare un ragionamento anche su questa problematica assolutamente.

PRESIDENTE. Però che non diventi un dialogo.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Non ha un impegno, giusto per chiarire con l'Assessore, questo emendamento non ha un impegno economico, è esclusivamente un'esigenza di carattere contingente a valere su quello stesso stanziamento di poter consentire, grazie.

PRESIDENTE. Bene andiamo avanti. Io volevo solamente ricordare che comunque gli emendamenti dichiarati inammissibili sono stati evidenziati stamattina. Ho evidenziato è citato gli emendamenti che sarebbero stati dichiarati inammissibili.

Emendamento numero 202.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 204.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 205.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 206.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non �� approvato)

Emendamento numero 208.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 209.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 231.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 285.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 368.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 453.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Abbiamo detto che il 492, 498 e 514 sono inammissibili.

Emendamento numero 516.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 529.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 546 è inammissibile, privo di copertura finanziaria e quindi inammissibile.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). L'emendamento 492, considerato inammissibile, credo che meriti una riflessione ulteriore, che può avvenire anche nei prossimi giorni, perché è estremamente urgente intervenire per risolvere un problema che si è verificato riguardo risorse già stanziate dal Consiglio regionale. Attraverso un emendamento all'emendamento, cosa che è stata suggerita anche per un emendamento con caratteristiche simili, diciamo su un altro tema ma con la stessa caratteristica di inammissibilità presentato dal collega Peru, è possibile renderlo subito inseribile già in questo testo. Le chiederei di spostarlo in un articolo successivo in modo da avere il tempo nei prossimi giorni di ragionare a un emendamento un emendamento.

PRESIDENTE. No il punto è questo che è inammissibile dal punto di vista normativo, se invece lo rendiamo finanziario…

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Esatto, esatto io sto dicendo un emendamento all'emendamento che quantifichi se però viene considerato inammissibile poi un emendamento all'emendamento non si può presentare in un altro articolo perché viene meno…

PRESIDENTE. È stato dichiarato inammissibile, così come è scritto, ma se noi lo rendiamo finanziario diciamo ex novo sarebbe assolutamente ammissibile come emendamento all'emendamento.

Passiamo all'esame dell'articolo 2 bis. All'articolo 2 bis sono stati presentati degli emendamenti: 530, 491, 318, cui è stato presentato un emendamento all'emendamento 571, 300 sostitutivo totale, 316, 374 e 304. Il 374 e il 304 sono inammissibili.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Schirru, relatore.

SCHIRRU STEFANO (PsdAz), relatore. Grazie Presidente, allora l'emendamento 530, 491 rinviati all'Aula. Il 318, 316, 374, 304 rinviati all'Aula, grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme al relatore

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facolt��.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Per esprimere tutta la mia soddisfazione rispetto alla proposta di incremento delle percentuali delle indennità dei sindaci sul trattamento economico. Ricordo a tutta l'Aula che i sindaci rappresentano il tessuto connettivo del Paese e della nostra Sardegna, quindi è un riconoscimento rispetto al lavoro fatto in passato e al lavoro fatto nel presente, soprattutto in periodo di pandemia. Oltre a queste considerazioni, che sono naturalmente dovute, ritengo comunque, così come ho fatto in Commissione, Presidente, di segnalare a lei e a quest'Aula che l'incremento delle percentuali oltre quelle che sono già definite dal Governo nazionale può evidentemente portare questa legge ad essere impugnata, quindi, a onor del vero, e per essere sempre dalla parte dei Sindaci, ritengo che la percentuale dei comuni sotto i 3000 abitanti che dal 16 per cento, che è quella prevista a livello nazionale, noi stiamo proponendo in questo testo di portarla al 21 per cento, annualmente pesa sul bilancio regionale 2 milioni 277 mila euro circa, così come la percentuale dei comuni dai 3000 ai 5000 abitanti la legge nazionale indica al 22 per cento, noi portiamo questa percentuale al 23 per cento, quindi andiamo oltre quella che è la percentuale indicata dal Governo in sede di approvazione di legge nazionale. Così come anche la percentuale dei comuni superiori ai 100.000 abitanti; la legge nazionale prevede il 70 per cento e noi incrementiamo dell'80 per cento. Allora, tutto questo rispetto al conteggio che ho provato a formulare in rapporto al numero degli abitanti pesa sul bilancio regionale e sfora quindi, oltre alle percentuali dettate dalla legge nazionale, di 2 milioni 361 mila euro all'anno, oltre che stiamo esponendo questa norma ha una quasi sicura impugnazione da parte del Governo nazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Intervengo sull'emendamento numero 571, perché l'ho visto poc'anzi e devo dire che quando tutti quanti i Gruppi hanno presentato un emendamento per quanto riguardava le indennità dei sindaci, hanno ritenuto gli Uffici che la proposta fatta da noi fosse la più attinente e quindi tutti quanti ci siamo adeguati all'unanimità, gradiremmo mettere la firma in questo, perché si tratta soltanto di un modesto riconoscimento a dei Comuni che se no sarebbero escluse, le municipalità. Quindi ritengo opportuno che un po' tutti quanti, per il ruolo che i sindaci a vari livelli esercitano, debbano mettere una firma. Per quanto riguarda il nostro Gruppo riteniamo opportuno che tutti mettano la firma su questo emendamento.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 09, viene ripresa alle ore 18 e 24.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula.

�� iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Io condivido le perplessità del collega Satta e credo che su questi temi si debba evitare una ricerca dell'ottimo che poi non porta nemmeno al buono, perché da anni parliamo dei gravi problemi segnalati dai sindaci, questo Consiglio regionale anche nella scorsa Legislatura provò all'unanimità a migliorare le cose, utilizzando però il sistema normativo presente sino appunto all'approvazione di quanto varato dal Parlamento. Nonostante ci fosse una legge regionale non impugnata, un Regolamento regionale che rientrava pienamente nei limiti della potestà che questo Consiglio regionale aveva, bastò un quesito alla Corte dei conti, se non sbaglio, per rendere inapplicabile quel Regolamento. Ora, il Parlamento ha legiferato, ha sancito dei parametri, quei parametri a mio giudizio, anche in relazione alla recente impugnazione della legge omnibus, sono da considerare come tetti massimi, cioè, secondo me la nostra potestà legislativa potrebbe avere un limite, quello del tetto massimo stabilito dalla norma statale; è possibile, a mio giudizio, per la Regione stabilire un tetto inferiore non superiore. Questa è l'idea che mi sono fatto della cosa, semplicemente perché immagino che tra due mesi, di fronte all'impugnazione della norma, il rischio potrebbe essere quello di avere dei comuni con un segretario comunale che magari è disposto a procedere ugualmente e ad applicare la legge, e degli altri comuni magari che, non avendo un segretario regionale disposto ad applicare ugualmente una legge impugnata, potrebbero continuare col vecchio sistema; c'è qualcuno che magari mette in conto di dover vedersi restituire le somme con qualche anno di ritardo, è accaduto al Comune di Cagliari, i consiglieri di Circoscrizione, forse l'onorevole Schirru in quel periodo era in Circoscrizione, non vorrei sbagliare, e si ricorda praticamente di quel caso dove i consiglieri di Circoscrizione furono chiamati a restituire i gettoni dopo anni, il classico caso di scuola da evitare, perché voi immaginate i sindaci di piccoli comuni che a distanza di anni sono chiamati a restituire indennità che hanno preso in buona fede e, anzi, che hanno preso in grandissima parte per portare avanti il loro compito istituzionale. Quindi riflessione, perché il rischio è quello oggi di imprimere una legge e domani trovarsi in una situazione… e c'è un altro punto che mi preme sottolineare. A livello nazionale c'è un automatismo, che è contenuto anche in questo testo, che lega l'indennità all'essere o non essere capoluogo di provincia; attenzione, perché a livello nazionale i capoluoghi di provincia di solito, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno un numero di abitanti estremamente superiore a quello delle nuove province sarde, intanto nella gran parte dei casi sono un capoluogo per ogni provincia, in Sardegna si è fatta una strana scelta, attenzione che poi quella scelta, cioè quella di avere dodici capoluoghi di provincia o 13, non mi ricordo bene, porta domani a rendere anche questo provvedimento estremamente contestabile. Non è possibile che un sindaco, pur bravo, pur disponibile, pur con grandi qualità, di un comune sotto i 10.000 abitanti prenda molto di più di un sindaco di un comune di 60 mila abitanti, perché solo nella nostra Regione abbiamo capoluoghi di provincia con meno di 10.000 abitanti che rischiano di prendere molto di più invece di città estremamente complesse, che a volte hanno aeroporti, che a volte hanno grandi direttrici di traffico e che si trovano anche ad avere responsabilità superiori. Cioè, il semplice essere capoluogo di provincia che hanno alcuni piccoli comuni dell'Isola, non può portare questi piccoli comuni a prendere 3 o 4 mila euro in più rispetto al Sindaco di Alghero o di Quartu e delle immense responsabilità che si trovano a gestire tutti i giorni, o anche a quelle che può avere un Assessore regionale, perché noi avremo sindaci di comuni di 5-6000 abitanti con stipendi superiori a quelli di un Assessore regionale che mette la firma sul bilancio e su delibere. Attenzione, perché secondo me vale la pena pensarci un po' e riflettere anche per evitare queste storture.

PRESIDENTE. Facciamo in questo modo, sospendiamo l'articolo 2 bis in maniera tale che ciò consenta un approfondimento degli Uffici anche con il MEF e passiamo all'esame dell'articolo 3, a cui sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Schirru, relatore di maggioranza.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Quindi, sugli emendamenti 91 e 435 parere negativo, sugli emendamenti 92, 436, 93, 437, 445 e 447 parere negativo. L'emendamento numero 324 è rinviato all'Aula, 446 parere negativo, 443 rinviato all'Aula, 34 e 51 rinviati all'Aula e poi dal 52 fino al 210 invito al ritiro, 211 rinviato all'Aula dal 212 fino al 300 invito al ritiro, da 319 fino al 366 invito al ritiro, 394 rinviato all'Aula, 464 rinviato all'Aula, 485 rinviato all'Aula, 489, 500, 501, 509, 510, 511 e 512 invito al ritiro, 534, 536, 552 rinviati all'Aula, 527 invito al ritiro e 526 rinviato all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie, Presidente. L'articolo 3 della finanziaria riguarda le disposizioni in materia di opere pubbliche, sicuramente sappiamo bene che le opere pubbliche sono uno dei problemi più gravosi della nostra Isola e che riguardano la stabilità e l'integrità di parti del territorio che sempre di più sono interessate e soggette a problematiche di natura anche di instabilità, per cui, negli emendamenti che abbiamo presentato come Centrosinistra, abbiamo cercato di porre l'attenzione su alcune opere pubbliche che riteniamo importanti, strategiche per il bene della nostra Isola, anche tenendo conto, non c'è l'Assessore regionale dei lavori pubblici, che le somme messe a disposizione sono estremamente insufficienti. Ad esempio al comma 1, laddove si parla di sicurezza di ponti, viadotti e opere d'arte minori, prevedere solo 2 milioni di euro relativamente all'esigenza di mettere in sicurezza i ponti, i viadotti, le opere d'arte minori che molto spesso sono soggette a un'incuria, a una pericolosità, siamo sempre più, ognuno di noi, sollecitati da sindaci e amministratori che ci chiedono di intervenire su queste strutture, io credo che 2 milioni di euro siano insufficienti, che non debbano riguardare… mi fa piacere che sia arrivato l'Assessore perché sto cercando di sostenere l'esigenza di incrementare i capitoli del suo Assessorato, considerando sicuramente l'interesse che riveste il suo Assessorato per quanto riguarda la messa in sicurezza di queste opere, 2 milioni sono estremamente insufficienti per mettere in sicurezza tutte queste opere. Stessa cosa dicasi per le infrastrutture portuali di competenza regionale. Ultima cosa, la dico da cagliaritano, assessore Fasolino, per quanto riguarda non soltanto l'appartenenza alla mia Città, ma per quanto riguarda la presenza a Cagliari di un tema che ha interessato molti consiglieri regionali cagliaritani, molti consiglieri anche della città di Cagliari e non solo, del tema dello Stadio del Cagliari Calcio. Sappiamo benissimo che sul tema dello stadio del Cagliari Calcio, dove il Cagliari Calcio non è soltanto la squadra di tutta la Sardegna, di tutti i cagliaritani, c'è un tema aperto fra Società del Cagliari Calcio, comune di Cagliari e Regione. Noi abbiamo fatto un emendamento sul Cagliari Calcio, non sulla squadra, sul valore e il patrimonio che la squadra rappresenta per l'intera Regione, perché credo che da parte della Giunta regionale qualcosa si debba dire sul futuro dello Stadio del Cagliari Calcio. Nelle dichiarazioni fatte dal Presidente del Cagliari Calcio sulle dichiarazioni fatte anche dal Sindaco del Comune di Cagliari si riportano molte volte in capo alla Regione alcuni impegni che sono stati presi come opera pubblica, in quanto ricordo che lo Stadio è costruito sul demanio regionale, e allora credo che anche uno degli emendamenti che abbiamo presentato chiede, più che mettere a disposizione risorse, di fare chiarezza sul rapporto fra la Regione e gli impegni che la Regione ha preso per la realizzazione dello stadio del Cagliari Calcio. Allora un articolo importante delle opere pubbliche con temi regionali, che riguardano non solo la sicurezza delle strade, dei ponti, dei viadotti, dei porti, ma anche di opere di interesse regionale, le risorse messe a disposizione dalla Giunta probabilmente in una situazione di difficoltà per questa finanziaria sono estremamente irrisorie, quello che chiediamo attraverso gli emendamenti, gli interventi, gli impegni che la Giunta vorrà prendere da parte dell'Assessore della programmazione e dell'Assessore competente per materia riguardano in qualche modo l'impegno di poter rimpinguare queste risorse per la importanza e la strategicità che hanno queste. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Intanto, mi ricollego a quello che hanno detto altri colleghi, parliamo di lavori pubblici e l'articolo 3 si limita, per quanto riguarda le opere pubbliche in Sardegna, a due commi per 2 milioni di euro e 3 milioni, quindi 5 milioni complessivi, e uno di questi, il primo comma, addirittura tratta la questione della viabilità della Sardegna e la messa in sicurezza, di ponti, di viadotti. Probabilmente con 2 milioni di euro si riuscirà a mettere a posto un viadotto, penso che sia totalmente insufficiente la dotazione. Sugli altri elementi, e mi ricollego a quel che diceva l'onorevole Comandini per rappresentarvi che cosa è successo. Con la legge sull'impiantistica sportiva, la cosiddetta legge sugli stadi, il Cagliari Calcio presenta un progetto e una proposta per la realizzazione del nuovo Stadio Sant'Elia, il Comune fa una variante urbanistica, decide che il nuovo stadio dovesse sorgere e tutto quello che è oltre lo stadio, cioè oltre il campo da gioco, le altre funzioni dovessero essere racchiuse nel perimetro del vecchio Sant'Elia, va avanti l'iter. Che cosa diceva la legge sugli stadi, sull'impiantistica sportiva? L'unica cosa che era vietata era l'edilizia residenziale popolare o privata, sono stati in grado. Presenta il Cagliari Calcio il piano economico finanziario, tutto a posto, contributo pubblico da parte della Regione perché il bene è della città di Cagliari su terreno regionale e rimaneva e sarebbe rimasto di proprietà pubblica, viene fatto un iter complesso, primi in Italia a usare quella tipologia di legge e l'offerta della società che riguardava una possibilità di utilizzare il bene per 99 anni viene ridotta a 50 anni, quindi non chissà quando, tra cinquant'anni con l'obbligo di migliorie nel corso degli anni anche da un punto di vista dell'efficientamento tecnico ed energetico. Quindi avremmo avuto nell'ambito del patrimonio pubblico un bene, più 10 milioni di euro messi a correre dal Comune di Cagliari perché lo stadio Sant'Elia è di proprietà del Comune di Cagliari e quindi bisognava consegnare le aree libere. Sono riusciti a fare una variazione urbanistica a iter ormai concluso, di fatto si sarebbe dovuto fare solo il bando pubblico perché l'opera è pubblica per individuare il soggetto che avrebbe dovuto realizzare l'opera e il piano economico-finanziario era perfetto, hanno stravolto il progetto, cosa che il giorno dopo ovviamente che cosa ho immaginato? Che il Cagliari Calcio avrebbe chiesto un risarcimento danni. Se hai stravolto un progetto di un iter di anni con un piano economico-finanziario che prevedeva stanziamenti puntuali e precisi, l'inserimento di alcune attività, abbiamo eliminato discutendo col Cagliari Calcio e col suo Presidente perché la volontà era quella di creare l'ennesima città mercato e gli avevo detto che era esclusa la grande distribuzione che pur la legge non vietava, bar, ristoranti, alberghi, piscine, impiantistica sportiva, hanno fatto una variante urbanistica per definire nell'ambito di quel contesto che era consumo di suolo zero e tutta la sistemazione di tutto ciò che era attorno allo stadio Sant'Elia avrebbe determinato un costo per le casse pubbliche già inserito nel piano di realizzazione del Parco degli anelli di Sant'Elia per 6 milioni di euro. Sono arrivati a una stima approssimativa di 100 milioni per realizzare a Sant'Elia case popolari attaccate allo stadio, stravolgere la viabilità, se guardate il progetto c'è la strada che poi diventa una corsia che passa appiccicata alla Curva Sud, ditemi qual è il questore e il prefetto che autorizzerebbe una cosa del genere in termini di sicurezza sulla legge Maroni.

Una follia totale, tanto che è stato completamente alterato il piano economico-finanziario e oggi la società dice: "Se il pubblico vuole farmi rinunciare ad A, B, C, non sistemare il contesto, non liberare le aree, trasformare la viabilità che invece doveva essere l'accessibilità per la metropolitana e poi un parco tutt'attorno oltre tutto un parco sportivo, inserendo ciò che manca nella città per alcune società sportive e alcune tipologie di sport e via dicendo, basta che paghi, basta che paghi.

Uffici, decine e decine di migliaia di metri cubi di uffici, il Comune di Cagliari non sa che cosa farsene perché non è ancora riuscito a risolvere il problema dei 3500 metri quadri nelle torri dell'Unione Sarda perché non ci sono più dipendenti e quindi abbiamo un sacco di uffici vuoti, il palazzo in piazza del Carmine, aggiudicato sotto la mia consiliatura, ristrutturato, ormai è visibile l'edificio, uffici, e hanno previsto decine di immobili��

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io intervengo per dire questo, nella legge omnibus sono stati dati dei contributi a diverse parrocchie della Sardegna giustamente, però stranamente in quella legge, non so se in buona o in malafede, furono dimenticate tutte le parrocchie della diocesi di Ozieri, nessuna di quelle parrocchie fu beneficiaria di nessuno finanziamento. Quindi io questo lo feci rilevare in una dichiarazione di voto in quella legge e anche lì si rimandò tutto alla legge finanziaria. Oggi stiamo dicendo che in legge finanziaria non possono esserci, come dire, dei dispositivi puntuali cosiddetti, quindi attendiamo che nella omnibus 2, così come l'ha definita l'onorevole Mula, si possa avere qualche riscontro. L'altra provocazione, se provocazione si vuole chiamare, è un emendamento uguale presentato nella legge omnibus che riguarda la strada statale 129, la famosa, purtroppo tristemente famosa strada che ha visto perire sul suo manto di bitume, di asfalto, tantissime vittime, soprattutto in un tratto particolare che è una curva in territorio di Orotelli. Io devo dare atto all'assessore Aldo Salaris che si è impegnato per poter dare una risposta a quella criticità enorme che riguarda quel tratto di strada, so che sono stati fatti anche dei passi avanti e credo che quello che è in capo all'assessore Aldo Salaris sia stato fatto, però approfittando anche della presenza dell'Assessore, chiedo al Presidente del Consiglio di dare la possibilità all'assessore Aldo Salaris che su questo ci dia una risposta in Aula perché è una risposta che si attendono tantissime persone. C'è un'associazione che si è costituita dopo la morte dei fratelli Pintor, in un tragico giorno di Natale, e credo che a tutti i familiari di quelle persone che sono perite su quella strada questa risposta la dobbiamo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). L'articolo 3, per quanto riguarda la finanziaria, sugli interventi sulla sicurezza, sulla manutenzione e sulle opere pubbliche, ovviamente in questa finanziaria non racconta esattamente tutto quanto quello che la Regione Sardegna ha invece nella propria programmazione. Abbiamo un mutuo preso diversi anni fa da 700 milioni di euro, ogni anno abbiamo una riprogrammazione su questi fondi che vengono destinati in base alla progettualità e ai progetti che vengono fatti dai Comuni, dalle province, vero è che tutti gli emendamenti, assessore Fasolino e assessore Salaris, che sono stati presentati per questo su questo articolo, parlano di una tragedia delle nostre strade, delle nostre strade intercomunali, comunali, provinciali, e lo si vede appunto da quelle che sono le proposte dei consiglieri da parte di tutti i gruppi politici. Allora io mi aspetto, se riesce ad articolarlo oggi, dare una visione all'Aula che non può essere quella dei 6 milioni di euro proposti in questa finanziaria, cercare di capire lo stato di attuazione che in questi tre anni c'è stato e a che punto è arrivato in base alle risorse che sono in dotazione di ANAS, di Abbanoa, per il rifacimento non solo di strade ma anche di viadotti per i sottoservizi, insomma, una ripresa che quei soldi deve dare alla nostra Regione, deve dare alla nostra Sardegna una vivibilità e un, come si può dire, un recupero di quello che i nostri paesi hanno bisogno. Perché nell'articolo 10 parliamo di spopolamento, lo abbiamo detto tante volte, la viabilità è uno di quegli elementi base che purtroppo produce spopolamento perché è impensabile continuare a vivere in paesi e in centri dove è difficile raggiungere un ospedale, è difficile raggiungere una scuola. Quindi, quello che chiedo principalmente, è se si riesce a dare all'Aula realmente una visione plastica di quello che sta avvenendo in Regione, di quali sono gli atti che stiamo mettendo in piedi, perché è vero che una finanziaria ovviamente soprattutto per le opere pubbliche non dà nessun tipo di risposta, ma è anche giusto capire a livello collaterale come si sta andando avanti.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Sono contenta che ci sia oltre all'assessore Fasolino anche l'Assessore dei lavori pubblici e quando ho letto l'articolo 3 sono rimasta un po' male, devo essere sincera, perché ho detto: "No, non è possibile che siano così striminziti, così piccoli e che davvero questo articolo preveda solo due commi". E poi li ho letti, ho letto che la Giunta regionale e quindi questo Governo sceglie di destinare solo ed esclusivamente 6 milioni di euro, 2 milioni all'anno per tre anni, 2 milioni all'anno per tre anni, per le opere pubbliche. Non ci volevo credere perché ho detto: "Allora in questa Regione, nella Regione Sardegna, sia la sicurezza, la manutenzione di tutto ciò che è pubblico e che ci circonda è in ottimo stato". Se non fosse altro che all'inizio della legislatura, come Gruppo, abbiamo presentato una mozione con la quale chiedevamo un controllo su tutti i ponti presenti nella Regione Sardegna, lo stato d'arte di tutti i ponti della Regione Sardegna. Oltre a questo abbiamo presentato una richiesta di accesso agli atti per chiedere anche eventuale documentazione tecnica che attestasse anche lo stato dell'arte dei viadotti e dei ponti principali della Sardegna, documentazione che ci è stata rilasciata, nel senso che c'è stata risposta a questa richiesta di accesso agli atti con documentazione tecnica non pervenuta, in quanto mancante. E allora dopo che abbiamo preso atto che la Regione Sardegna non ha dei documenti tecnici che possano attestare la verifica e il controllo per quanto concerne la sicurezza, parliamo di sicurezza, io leggo anche che a distanza di tre anni dove questa mozione non è neanche arrivata nel Consiglio regionale per cui non è stata neanche discussa, quindi dopo tre anni non solo non conosciamo lo stato d'arte delle strade, dei ponti, dei viadotti della Sardegna, ma addirittura noi, anzi voi, prevedete di destinare solo 2 milioni all'anno per la manutenzione. E allora mi chiedo se veramente questa Giunta e questo Governo possano davvero non pensare a tutto l'apparato pubblico, cioè il piano delle opere pubbliche. Cioè, voi state tagliando fuori con questi due miseri commi dell'articolo 3 tutto ciò che è pubblico, parlo delle scuole, parlo delle Chiese che non siano solo ed esclusivamente alcune Chiese ben mirate, io ad esempio mi ricordo e cito quella di Sassari, la Chiesa di Santa Maria che sta aspettando dei finanziamenti regionali da anni e che �� il simbolo della mia città che sta cadendo letteralmente a pezzi, che è il simbolo perché lì si festeggia, arrivano i candelieri per cui patrimonio dell'UNESCO, per cui anche su questo dopo anni di promesse non prevedete niente, parlo delle scuole, parlo degli impianti sportivi, parlo di tutte le opere pubbliche di tutta la Sardegna, per cui io non voglio relegare al mio territorio questo discorso, ma parliamo di tutta la Sardegna. Io non posso pensare che anche in questo vi manchi una programmazione e una visione lungimirante per la manutenzione dell'esistente e mi auguro anche non solo dell'esistente. Quindi veramente, un articolo Assessore che ci delude profondamente perché è veramente il simbolo dell'incapacità di programmare di questa Giunta.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Non sono intervenuto niente questa sera, però i colleghi hanno sottolineato alcuni aspetti che meritano attenzione. Io credo che gli argomenti che i colleghi dell'opposizione hanno sottolineato sono in gran parte conosciuti anche alla Giunta regionale e che probabilmente questo articolo 3 non rende neanche giustizia all'intera programmazione dei fondi che la Regione sta mettendo in campo.

Però è sintomatico rispetto al ragionamento che facevamo qualche giorno fa sulle battaglie anche contro lo spopolamento, perché badate, io in chiusura del mio intervento sulle battaglie contro lo spopolamento ho citato le diseguaglianze che era anche uno dei temi che il presidente Mattarella ha citato durante il suo intervento.

E allora io vorrei fare un appello alla Giunta regionale e all'Assessore dei lavori pubblici in particolare, io mi auguro che in quest'Isola si riesca a mettere in campo un grande piano di edilizia residenziale pubblica perché ridare dignità a una famiglia, ridare dignità a un individuo, significa anche fornirgli un tetto sotto il quale può vivere. Io mi auguro che quest'Isola si rimetta in discussione e un Piano regionale sulle strade provinciali. L'ultimo piano è stato fatto dalla Giunta Pigliaru con l'assessore Maninchedda e purtroppo quelle risorse ancora non sono state spese.

Assessore, da questo punto di vista io credo che debba convocare i commissari delle province per chiedere conto di quelle determinate risorse e chiedere conto anche dei progetti, se sono stati mandati in appalto o meno, perché badate, la situazione delle nostre strade provinciali è disastrosa e fa acqua davvero da tutte le parti. Il deficit infrastrutturale che la nostra Isola sta vivendo non tralascia naturalmente, a proposito di acqua, Abbanoa. Abbiamo un sistema che va rivisto e va rivisto completamente, abbiamo un… però Presidente io non ce la faccio più ad intervenire così, se tutti devono parlare, non c'è nemmeno il numero legale…

PRESIDENTE. Scusate, l'onorevole Lai ha ragione, la faccio recuperare, guardi le do il doppio del tempo.

LAI EUGENIO (LEU). Dicevo, le strade provinciali hanno bisogno di maggiore attenzione, un tema particolare vorrei sottolinearlo sulla questione dei rapporti con l'ANAS. Assessore, durante il suo insediamento uno dei primi interventi che aveva fatto l'aveva fatto proprio riguardante il rapporto che la nostra Regione doveva avere con l'ANAS. Su diverse opere è stato, se non sbaglio e se non erro, anche nominato commissario straordinario il presidente Solinas. Io credo che questo rapporto vada ripreso e vada anche strigliata l'ANAS nelle circostanze in cui si fermi e non completi i lavori o li completi in tempi biblici, e vorrei farle anche una domanda naturalmente oltre a quella che l'onorevole Cocco ha posto in precedenza e a cui auspichiamo anche una risposta. Lei aveva annunciato un accordo con ANAS per le 100 assunzioni che ANAS doveva fare nella nostra isola, lo aveva fatto se non sbaglio a giugno dell'anno scorso. Io vorrei chiederle a che punto sono queste 100 assunzioni che l'Anas doveva fare nella nostra Isola, perché ci sono tanti sardi che in questo momento sono costretti a emigrare e vengono assunti a tempo determinato in altre Regioni d'Italia per il piano neve, così come che la Regione Sardegna non ne abbia bisogno. E allora io credo che in materia di opere pubbliche serva un piano regionale, io credo che successivamente lei ci dirà qualcosa nel suo intervento, un piano delle opere pubbliche che ponga al centro i nostri paesi, le nostre città, che ponga al centro i collegamenti che i nostri paesi e le nostre città devono avere tra di loro e consenta, anche, una lotta alle diseguaglianze e, così come ho detto in precedenza con la questione dell'edilizia residenziale pubblica, permetta ai nostri cittadini di vivere con maggiore sicurezza e un pizzico di speranza in più nei confronti del futuro.

PRESIDENTE. è' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Io devo fare una precisazione. Innanzitutto devo dire che mi sono meravigliato che l'Assessore ai lavori pubblici nella situazione disastrosa in Sardegna, come è stato detto, di fatto abbia mentine, perché sulla base dei dati che io ho ci sono qui 6 milioni, eccetera, ci sono magari 26 milioni per le chiese, ma questo sarà oggetto di attenzione, l'ha detto prima Cocco eccetera, per privilegiare quelli che sono stati penalizzati prima, rispetto ad altri. Del resto questo si fa di concerto, se ancora il sistema è questo, con le Diocesi che interferiscono, dando anche dei suggerimenti, almeno prima era così. Se così non è, ma è giusto che praticamente si faccia un programma, lo si porti nella Commissione competente, in modo tale che praticamente si spendano nel modo più razionale possibile. Però soldi non ne ha l'Assessore e questo mi ha meravigliato molto per la situazione che noi abbiamo in Sardegna, sopratutto riguardo alla viabilità. Qualcuno ha parlato di viabilità provinciale, beh per amore della verità voi sapete bene che la stragrande maggioranza delle Province, nonostante potessero essere nominati i Commissari, molti sono scaduti eccetera, sono ancora gestiti da voi e nessuno dice niente, ne poteva essere fatto dopo l'ultima cosa, sappiamo le cose che si verificano, le sappiamo, non voglio entrare nel merito di questo. Voglio dire semplicemente, Assessore, se lei nel prospetto… no non è una, c'è Torrente, c'è Sulcis, cosa stai dicendo Gianfranco? Se vuoi te li dico io i nomi e cognomi di coloro i quali sono all'interno di queste strutture. Però, detto questo, io ho detto togliete le marchette, da parte non del tuo Assessorato, dalla sanità, di tutti gli Assessorati. Quando vediamo per esempio una societ�� sportiva che può avere determinate cose, eccetera, ed è inserita, io non sono d'accordo, noi non siamo d'accordo! Abbiamo preso un impegno, lo rispettiamo. Io non sono contro nessuno e ritengo che sia giusto che ciascuno magari avanzi una richiesta per avere un'opera pubblica nel Comune vicino o nel Comune gravitante, noi ne abbiamo presentato almeno otto, per Vitalba, abbiamo presentato per la viabilità rurale, abbiamo presentato per Valledoria, abbiamo presentato per la sicurezza della viabilità rurale del Comune di Ploaghe, quindi del nostro Capogruppo, che non prende niente, non prenderà niente. Così abbiamo fatto anche per il tratto, messa in sicurezza della strada Sorso-Sennori, per l'altro problema di Porto Torres. Noi ritiriamo tutto, l'abbiamo detto e vogliamo essere coerenti, ma siamo favorevoli per chi che sia, si farà in seconda fase anche questo, quindi chi li ha messi, se se soltanto una marchetta viene approvata nel settore rurale sia chiaro che le nostre verranno discusse, non le ritiriamo più! In modo che ci sia giustizia per tutti quanti. Si fa un programma, eccetera, e tutti quanti hanno gli stessi diritti, Consiglieri di maggioranza, Consiglieri di minoranza.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, la finanziaria in questo capitolo è oltre lo scarno, però rilevo anche che a essere scarno è anche il carniere delle leggi regionali già approvate che incidono sui lavori pubblici, perché ovviamente la finanziaria dispone nuovi stanziamenti, poi in tabella dovrebbe esserci lo storico. Bacini idrografici, reti di drenaggio, manutenzione e corsi d'acqua e il fondo regionale per l'edilizia abitativa. Si tratta di importi che già nei negli anni scorsi erano sembrati sottodimensionati rispetto alle reali esigenze dell'Isola, anche in relazione ad alcuni aspetti, pensiamo per esempio alla situazione dell'edilizia residenziale pubblica, è un tema che è stato oggetto di mozioni, è stato più volte preso in considerazione nelle riunioni della Commissione, non c'è gruppo che non abbia firmato atti sull'edilizia residenziale pubblica, non c'è gruppo che non abbia stigmatizzato il fatto che in alcuni casi gli immobili di proprietà della Regione cadano letteralmente a pezzi, ci sono già i piani approvati e in alcuni casi mancano solo i cofinanziamenti, io non penso che sia solo la finanziaria delle risposte, però in assenza di risposte durante tutto il resto dell'anno e durante gli ultimi tre anni è obbligatorio chiederlo anche alla finanziaria e non è accettabile che la finanziaria si presenti in Consiglio regionale con due norme. La prima è quella contabilizzata dal Dipartimento di Ingegneria e riguarda la messa in sicurezza dei ponti, hanno già parlato i miei colleghi e credo che sia più che esaustivo. La seconda parla della messa in sicurezza dei porti danneggiati dagli eventi atmosferici e però trascura il fatto che danni da eventi atmosferici sono avvenuti anche in moltissimi Comuni. Ci sono emendamenti puntuali, con il nome del comune e il nome della piazza addirittura, che sono stati presentati semplicemente perché oggi non esiste un automatismo per avere diritto a concorrere, attraverso un bando, una manifestazione d'interesse, o qualunque altro strumento trasparente, per avere dalla Regione un sostegno per riparare appunto quel tipo di opere danneggiato per eventi ovviamente non prevedibili dalle Amministrazioni comunali. E anche quello bisognerebbe trovare il modo di farcelo stare in una legge finanziaria. Perché, ribadisco, l'evitare gli emendamenti non può diventare un evitare la discussione, anche perché poi succede che non si parla dei temi in questo Consiglio e questo Consiglio diventa l'unico posto della Sardegna dove non si parla dei temi, in tutto il resto dell'isola, dall'ultimo dei bar al primo dei salotti, questi temi incidono. Perché è inutile pensare che lo spopolamento si combatta con i voucher, non fanno danno, lo ripeto, non è una politica dannosa, però non è una politica risolutiva. Se per raggiungere un Comune devo passare in una strada che è pericolante ed è rischiosa per chi ci abita chi può permettersi di vivere in quei Comuni? Se facciamo finta di non avere a che fare con una rete stradale di proprietà delle Province, lo ha ricordato anche l'Onorevole Lai, fatiscente per cui la Regione non ha ancora messo un euro a correre per renderla quantomeno percorribile, non stiamo facendo un buon servizio a quelle comunità, ed è bene rendercene conto perché oggi quella carenza spicca. Le strade sono di proprietà delle Province! Noi discutiamo ogni volta per fare i perimetri, per decidere chi fa il Presidente, chi fa il capoluogo, e poi ci dimentichiamo invece che il problema principale è che in quelle Province non ci si può più andare.

Altro tema, e chiudo, il Presidente della Regione, più volte, anzi una volta in particolare, poi ripresa dal sindaco di Cagliari, ha annunciato la disponibilità della Regione ad erogare un finanziamento per la costruzione del nuovo stadio del Cagliari Calcio. Io non so se sia effettivamente possibile, so però che le parole del Presidente della Regione pesano come pietre. Non dico che si possa andare in banca a chiedere un mutuo sulla base di quelle parole, dico però che quelle parole sono state oggetto di discussione in Consiglio comunale del capoluogo, sono state oggetto di risposta da parte del Sindaco, sono state oggetto di articoli di stampa, insomma tutti credono davvero che la Regione finanzi lo stadio del Cagliari. Io mi chiedo se nel 2021 è stata annunciata questa politica e nel 2022 non c'è un euro in Finanziaria, una risposta va data. La risposta può anche essere non siamo d'accordo, non lo possiamo fare, non può essere sempre un rimando, perché poi il rischio è quello di dover illudere imprenditori e anche creare un problema rispetto a delle varianti urbanistiche, a delle decisioni già prese da altri enti. Cioè al netto della campagna elettorale continua che non si ferma mai e vive di dichiarazioni, prima o poi il conto con i fatti va fatto. E se nel 2021 si annuncia qualcosa, uno stanziamento, è la finanziaria 2022 che deve concretizzarlo. Se non c'è qua non ci sarà mai. E allora diciamo che non ci sarà mai e facciamo in modo che chi deve prendere decisioni le prenda a partire da questo punto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, io penso che meritano comunque una riflessione, una risposta le sollecitazioni che sono arrivate dai banchi dell'opposizione. Come detto nelle interlocuzioni all'inizio quando si è parlato in caratteri generale di questa legge abbiamo spiegato che le grandi opere e i grandi investimenti non arriveranno dalla finanziaria, e anche in questo caso già opere finanziate, non sono all'interno della Finanziaria, non sono reinserite all'interno della finanziaria perché sono già magari finanziate. Per il 2022 abbiamo finanziato per le opere pubbliche, viabilità e tutta una serie di altre opere pubbliche, 360 milioni, 250 milioni già per il 2023 con una serie di interventi che poi andremo a fare da oggi al 2023. E in più io penso che la polpa, che le vere risorse dovranno arrivare da quei piani nazionali ed europei che ci dovranno vedere protagonisti. Sicuramente siamo in quella posizione di cui voi avete parlato, però mi è piaciuto, devo dire, l'approccio che è arrivato da quest'Aula, cioè nella critica non c'è stata la polemica sterile, da parte dell'opposizione c'è stata una critica o un interesse a capire le motivazioni che ci facevano trovare in quelle posizioni e capire insieme che cosa si deve fare. Noi dobbiamo cercare di capire quali sono le infrastrutture maggiori che possono servire a quest'isola che non possono sicuramente essere purtroppo condivise con altre Regioni, perché sappiamo cosa stiamo vivendo, però dalla nostra parte abbiamo in più una carta da giocare che è quella dell'insularità, in quel tavolo in cui io credo molto e che secondo me è un lavoro che si dovrà fare con la Commissione consiliare sull'insularità secondo me potranno arrivare una serie di lavori importanti e una serie di risultati importanti. Allora, le principali opere non sono inserite nella Finanziaria, come vi ho detto, ma sono gi�� inserite in una programmazione che abbiamo fatto. Solo con la omnibus noi abbiamo messo per il 2022 250 milioni di investimenti, con la omnibus fatta qualche mese fa. Quindi che li ritroviamo, e oggi in finanziaria ritroviamo solo alcuni accorgimenti a quei finanziamenti già adottati. Quindi questo non basta sicuramente, dobbiamo fare di più, sicuramente, però partiamo da quello che realmente è.

Cagliari Calcio, io penso che la sintesi migliore l'ha fatta, probabilmente anche perché conoscitore più di tutti noi, l'onorevole Zedda. Noi abbiamo riconfermato quelli che erano gli impegni presi dalla precedente Giunta e abbiamo riconfermato quello che era il crono programma, quello che era il business plan presentato dalla Società Cagliari Calcio. Poi, se però non vanno avanti, non possiamo dare delle risorse per un qualcosa che è fermo, e non dipende dalla Regione, questo è sicuro. Noi abbiamo anche ultimamente riconfermato, perché erano in scadenza, le risorse che si erano messe a disposizione dalla precedente Amministrazione, con la disponibilità anche ad aumentarle nel caso in cui ci fosse un progetto meritevole di un aumento di risorse. Quindi siamo affianco al Cagliari Calcio, perché come ha detto giustamente lei, onorevole Comandini, il Cagliari Calcio non è la squadra di Cagliari, è la nazionale per noi sardi, non rappresentano una squadra di club, il Cagliari Calcio è la nostra nazionale, quindi noi siamo affianco a questa società che rappresenta tutti noi Sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniel Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, no, io le vorrei chiedere gentilmente di dare la parola all'onorevole Assessore ai lavori pubblici, Salaris, per poter avere una risposta in merito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente, di questa possibilità, era solo per dire che io erroneamente ho detto che i fondi per l'edilizia popolare erano ferme a 6 milioni, invece risulta da un emendamento del bilancio che sono ridotti a 6 milioni, perché prima erano 13. Quindi c'è un qualcosa su cui è bene che l'Assessore appunto possa entrare nel merito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

SALARIS ALDO, Assessore dei lavori pubblici. Presidente, colleghi, allora per iniziare dal punto che ritengo cruciale data l'urgenza e i fatti tragici che hanno riguardato quel tratto di strada sulla 129, ho avuto modo di confrontarmi con l'associazione nata dopo la morte dei poveri fratelli Pintor, oggi l'approvazione del progetto definitivo è avvenuta da parte di ANAS il 18 dicembre, sono state notificati gli avvisi per gli espropri con scadenza il 4 di febbraio, al 4 di febbraio non è arrivata alcuna osservazione, pertanto entro fine febbraio dovrebbe essersi conclusa la parte del decreto di espropriazione, nel frattempo ANAS sta agganciando all'accordo quadro l'approvazione del progetto definitivo, ma entro il 30 di marzo inizierà ad occupare le aree. Questo è l'impegno che abbiamo preso noi, sul cronoprogramma che ci ha dato l'ANAS e che abbiamo avuto modo di comunicare e conferire con l'Associazione dei fratelli Pintor. Questo riguarda l'intervento d'urgenza, abbiamo destinato oltre 4 milioni di euro per la messa in sicurezza di quel tratto, e soprattutto abbiamo chiesto al Ministero che inserisca nel prossimo contratto opere ANAS l'adeguamento in sicurezza di tutta la 129, soprattutto nel tratto che percorre da Macomer a Nuoro, che è il tratto più trafficato e ad oggi quello più pericoloso, stiamo aspettando che il Ministero ratifichi il nuovo contratto di opere di programma ANAS in modo tale da averne la certezza di poterlo vedere, lì, inserito.

Per quanto riguarda l'edilizia residenziale pubblica siamo stati beneficiari di 46 milioni di euro, che ci arrivano da un fondo complementare. Molti erroneamente hanno indicato la provenienza di queste risorse dal PNRR, è un fondo complementare al PNRR, siamo stati beneficiari, abbiamo fatto un bando che è stato rivolto agli enti locali ed è stato rivolto all'Agenzia regionale per l'edilizia abitativa. Mi dispiace che veramente, e ringrazio l'assessore Fasolino, che ha ben quantificato quello che è l'ammontare delle somme arrivate dall'omnibus e non solo sulla sulle opere pubbliche e sui lavori pubblici, altra parte stiamo discutendo e discuteremo appunto in base alle esigenze che avete dimostrato e che avete fatto emergere anche nella presentazione degli emendamenti, che adesso verranno ritirati ma che comunque riporteremo nella omnibus su partite di carattere generale.

Tenete conto che stamane non c'ero, però ho potuto vedere le agenzie e ho visto che a qualche intervento di qualche collega chiedeva spiegazioni sulla situazione della viabilità collegandola al PNRR, purtroppo il PNRR sappiate che è uno strumento, è un piano di rinascita che purtroppo presenta l'handicap di non prevedere viabilità, pertanto non associate il PNRR alla viabilità perché produrremo disinformazione e in questo momento diciamo che tutto dobbiamo fare tranne che arrivare a questo risultato. Non comprende la viabilità, abbiamo avuto delle interlocuzioni col Ministro del Sud e della coesione, e infatti stiamo cercando di essere parte attiva in quello che è un piano complementare collegato al PNRR sulla viabilità in Sardegna, di "cantierabili". Speriamo di potervi dare a breve delle buone, se non ottime, notizie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Scusate, mi è venuta la voglia di intervenire, perché io sto sentendo, parlando di lavori pubblici, interventi che riguardano il Cagliari Calcio… va tutto bene, vorrei ricordare che il Cagliari Calcio è una delle poche società di serie A che prende i contributi dalla Regione, non li prende nessuno, giusto per capirci che non sono poi così martirizzati. Sento parlare di interventi che devono essere fatti a Cagliari, ma qualcuno forse si sta dimenticando, ma scordatevelo che la provincia di Nuoro, una delle più disastrate, non verrà presa in considerazione, giusto per ricordarvi qualcosa. Quindi, Assessore, poi ci confronteremo su quelli che sono gli interventi che riguardano la nostra provincia, a volte che qualcuno non se ne dimentichi.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli emendamenti.

Metto in votazione l'emendamento numero 91, uguale al numero 435.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Credo che sia opportuno riprendere il discorso per evitare fraintendimenti. I tifosi tifano allo stadio e davanti alla televisione, siamo in Consiglio regionale, dobbiamo discutere un articolo che parla di lavori pubblici, nel merito dell'articolo che parla dei lavori pubblici è inevitabile intervenire per chiedere dei chiarimenti sul perché uno stanziamento annunciato dal Presidente della Regione non sia presente. Lo ha spiegato l'Assessore, lo ha spiegato in maniera���

(Interruzione del consigliere Francesco Mula)

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Però, Assessore, si cerchi avvocati migliori, perché non le stanno facendo un buon servizio.

L'Assessore l'ha spiegato in maniera…

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Pensa ai tuoi di avvocati.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Non ne ho, ho qualche amico che svolge la professione. Non parliamo di avvocati, oggi.

Quello che voglio dire è che l'Assessore ha spiegato in maniera esaustiva il perché non ci sia quello stanziamento: è agli atti, ora lo sappiamo, prima non lo sapevamo. Detto questo, è chiaro che si discuterà di questo tema, anche in virtù degli emendamenti che sono stati presentati da tutti i colleghi, mi è sembrato di aver tenuto una discussione dentro dei binari che sono stati anche apprezzati da chi mi ha preceduto, io e i colleghi, e credo che non debba essere buttato in caciara un tema come questo. Però voglio che sia chiaro: nessuno è venuto qui a fare il lobbista di una società sportiva, nella maniera più assoluta, quindi non dobbiamo valutare che altri stanziamenti ci sono, quali squadre prendono, quali squadre non prendono, arriverà anche l'articolo…

(Interruzione del consigliere Francesco Mula)

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Però, onorevole Mula, se mi deve interrompere ogni volta che parlo, non lo trovo…

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sei intervenuto sull'ordine dei lavori, per dire che cosa?

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Non è sull'ordine dei lavori è sull'emendamento! E adesso inizio a chiedere al Presidente di iscrivermi su tutti gli emendamenti, voglio parlare di tutti gli emendamenti, così abbiamo tempo per spiegarci!

PRESIDENTE. Riprendiamo la serenità, non accettiamo provocazioni, stiamo discutendo in maniera tranquilla, serena, rilassiamoci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Io intervengo sull'emendamento numero 91 perché mi dà l'occasione per riportare al centro dell'attenzione dei colleghi il fatto che uno degli obblighi che abbiamo noi in quest'Aula in qualità di consiglieri regionali è quello di discutere dei temi, cioè noi siamo qui a discutere dei temi non che riguardano chi abita a Cagliari o chi abita a Nuoro ma dei temi che riguardano la collettività della nostra regione, sulla quale quando abbiamo un'occasione come quella della finanziaria, e abbiamo la disponibilità di capire qual è la programmazione della Giunta, abbiamo l'obbligo di chiedere alla Giunta, non in termini di polemica come ha ricordato l'assessore Fasolino, ma in termini di informazione, quali sono anche le intenzioni della Giunta per quanto riguarda opere pubbliche importanti.

Io ricordo ai colleghi della maggioranza che forse questa è la discussione più serena che si è avuta su una finanziaria, non c'è stata assolutamente nessuna polemica, c'è stato soltanto il desiderio e l'intenzione da parte dell'opposizione di conoscere alcune questioni. Il tema del Cagliari Calcio, inteso non come colore rosso e blu della squadra ma inteso come stadio su una proprietà della Regione, il primo che l'ha posto è lo stesso Presidente della Regione, Christian Solinas, l'8 settembre 2021, quando, in una conferenza stampa, quindi non un incontro fra pochi, ha detto con chiarezza "la Regione è pronta a fare la sua parte, la Regione è pronta a intervenire a sostegno del Cagliari Calcio", perché, come ha ricordato sempre l'assessore Fasolino, riguarda l'intera Regione, su una proprietà regionale, su qualcosa che va oltre i colori locali di una squadra di calcio e sulla quale io credo che noi abbiamo la necessità di chiarire.

L'Assessore ha spiegato benissimo, e lo ringraziamo, che la Regione è disponibile a fare la propria parte e che è in attesa di capire cosa fa il privato; credo che per noi questa fosse una risposta esaustiva su una discussione che avevamo iniziato, e questo, ripeto, non è in contrapposizione a Nuoro o a Pabillonis, non è solamente un problema di tifo, è un problema di ruolo che chi è seduto in questi banchi deve svolgere con attenzione, con controllo e con lungimiranza. Quindi è solo questo che abbiamo voluto… per noi era già finita la discussione sul Cagliari Calcio, almeno per quanto mi riguarda sono soddisfatto - come si dice quando si fa un'interrogazione botta e risposta -, però io credo che si debba anche specificare che, va bene che avete fretta, però oltre la mascherina non metteteci anche il bavaglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI UGENIO (LEU). Con mascherina o con bavaglio? Scherzo, Presidente. A seguito degli impegni presi dall'assessore Salaris, ritiriamo l'emendamento numero 34, e a seguito anche delle interlocuzioni che ci sono state riguardanti alcuni interventi che saranno rinviati, ritiriamo gli emendamenti numero 51, 52, 53, 64, 65, 66 e 67.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Mi ricollego al discorso precedente. Onorevole Mula…

(Interruzione del consigliere Francesco Mula)

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Siamo alla follia, siamo agli insulti preventivi. Stavo, cercando, con parole semplici in modo tale che le possa comprendere anche lui, facendomi violenza…

(Interruzione del consigliere Francesco Mula)

PRESIDENTE. Guardi, onorevole Zedda, con le stesse parole semplici si rivolga a me di modo che le possa capire io.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Il progetto era chiuso, il Comune di Cagliari, il Sindaco, ha fatto una variante folle che, da un progetto chiuso che prevedeva interventi del Credito sportivo, risorse private, eccetera, è arrivata a 100 milioni di euro di spesa pubblica. Non siamo noi, l'assessore Fasolino o chi ha governato quella vicenda del passato, ad aver determinato questa follia, chi vorrebbe togliere 100 milioni a tutta la Sardegna per una cosa inutile - uffici, una cosa folle - è il Comune di Cagliari, noi invece abbiamo sostenuto la tesi che, proprio perché non debbono essere sprecate risorse pubbliche sottratte alla Regione (lasciamo perdere Oristano, Nuoro, tutta la Regione), si dovesse riprendere il progetto precedente e non sprecare soldi, perché il Comune ne chiede 60 di milioni per realizzare uffici, il Cagliari Calcio 30 perché il progetto è stato stravolto, più qualcosina, e il progetto precedente era finanziato oltretutto con risorse statali ed europee. Quindi non siamo noi, onorevole Mula, ad aver sollevato un tema per voler determinare sottrazione di risorse alla Regione per destinarle solo a un Comune o per lo stadio, questo volevo chiarire, ma sono altri, sono i vostri che hanno creato una follia, tant'è vero che tutto è fermo. Mi permetto semplicemente di correggere l'onorevole Comandini, perché l'onorevole Comandini ha detto "ora la palla sta in capo alla società": no, la palla sta in capo al Comune, perché è irrealizzabile quel progetto, dovrebbero rifare la variante urbanistica, riportare al progetto precedente, fare la gara pubblica e ripercorrere quell'iter, senza sprecare ulteriori risorse pubbliche che verrebbero sottratte, 100 milioni non sono mica pochi sottratti all'intera comunità sarda, per fare una cosa irrealizzabile, oltretutto, perché vi ricordo che le norme europee prevedono anche il non consumo di suolo, e tutte le altre cose che ho citato escludono la possibilità di fare edilizia residenziale. L'altro elemento che hanno inserito è il supermercato, la città mercato, senza fare conti e calcoli rispetto alla presenza, quindi una ulteriore corbelleria.

Detto questo, l'invito era a risparmiare, non a sprecare, era l'esatto opposto: proprio per non sottrarre le poche risorse che ci sono a tutta la comunità sarda per un progetto che è irrealizzabile ed è semplicemente campato per aria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Nel mio intervento, Presidente, poco fa ho parlato della Sardegna intera. Mi piace pensare di essere consigliere regionale non del territorio di Sassari, non del territorio di Cagliari, non del territorio di Olbia, di Nuoro o di Oristano, ma di essere un consigliere della Regione Sardegna, prova ne sia che la maggior parte degli emendamenti che ho presentato, ovviamente di carattere generale, sono a favore della provincia di Nuoro, eppure io non provengo da Nuoro, ma riconosco, essendo un consigliere della Regione Sardegna che bisogna intervenire nel territorio che in questo momento secondo me è un po' più fragile rispetto agli altri. Mi piace pensare che gli interventi che tutti i consiglieri eletti nella Regione Sardegna fanno in quest'Aula li facciano con uno spirito di unione e di condivisione per tutti i territori della Sardegna: non perché io sono eletta a Sassari devo lavorare solo per Sassari, devo lavorare per tutti i sardi, prova ne sia che proprio i gli emendamenti da me presentati sono proprio per la provincia di Nuoro.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue MANCA DESIRÈ .) E allora, quando esprimiamo determinati commenti veramente mi piace pensare che questi commenti siano solo ed esclusivamente di carattere personale e non qualifichino il ruolo di consigliere regionale, perché sennò sarebbe un ruolo provinciale e non regionale. Quindi bisogna lavorare per Nuoro, bisogna lavorare per Olbia, bisogna lavorare per Buddusò, bisogna lavorare per Lanusei, bisogna lavorare per tutti indistintamente. Lo richiamo all'attenzione dei colleghi proprio per lavorare per tutti i territori della Sardegna, perché, non ce lo dimentichiamo, la Sardegna è unica che abbiamo il dovere di lavorare per tutti, anche per quei paesi e per quei territori che qua non sono rappresentati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Intanto per ringraziare la risposta dell'assessore Salaris e per mettere in rilievo qualcosa che sa già, ha ricevuto da poco una lettera da parte della Provincia di Sassari con una richiesta di 10 milioni di euro per le infrastrutture della viabilità, io capisco bene quello che invece ha detto prima l'onorevole Mula. E' vero, ci sono delle province che hanno bisogno di una programmazione importante, e quindi per i prossimi investimenti io credo che, proprio perch�� il piano di rinascita al suo interno non ha gli investimenti per la viabilità, cercare di fare una programmazione organica su tutte le province, dato che Sassari non ha in questo momento elementi, lo ha detto prima l'onorevole Peru: sulla rete metropolitana, non abbiamo finanziamenti perché la Città metropolitana non esiste, abbiamo una Provincia che in questo momento è a zero, e provincia di Sassari significa arrivare sino ad Olbia, sono oltre 7700 chilometri su cui bisogna fare manutenzione, io mi aspetto per il prossimo documento invece non di sentire province ma di capire esattamente in maniera organica come le poche risorse, perché poche saranno, che dovrà ridistribuire, con quale criterio verrà fatto, onde evitare che invece si creino quelle curve di tifo da stadio con la bandiera della propria provincia. Quindi, arrivi, Assessore, in Commissione con un programma chiaro in modo tale da evitare emendamenti di una curva piuttosto che di un'altra e rimanere a discutere il prossimo documento che portate per quattro mesi, perché si interverrebbe su ogni emendamento e su ogni articolo e non la finiamo più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Penso che sotto questo tema, più che in altri, si rischia in tempi di ristrettezze di alimentare dei campanilismi come quelli che si sono verificati in Aula poco fa, dove si inizia a parlare di Cagliari e poi di Sassari, e di Cagliari Calcio, Olbia Calcio, Oristano e quant'altro. E' importante, e io spero che in futuro venga dato più spazio anche al lavoro dell'assessore Salaris, perché questo si rappresenti in progetti che, per loro stessa natura debbono essere, in vista anche dell'importanza e dell'ampiezza del tema che si sta trattando, di ampio respiro, andando quindi a colpire le problematiche secondo un ordine che non è quello che caratterizza il modus operandi di questa Giunta e di questa maggioranza, di interventi puntuali un po' al di fuori delle logiche di ordine di priorità e dettati da reali esigenze, ma più magari dalla vicinanza di un consigliere regionale al luogo che deve essere oggetto di intervento.

Una menzione sicuramente la vorrei fare anche relativamente all'edilizia popolare e accolgo con piacere l'annuncio dell'assessore Salaris di questi più di 40 milioni dedicati all'edilizia popolare. Io sono stato invitato a visitare una casa in un paese della mia provincia, dove, non sto esagerando, la muffa in alcune stanze copriva completamente il tetto, una casa inabitabile tra l'altro abitata da una persona che aveva anche dei gravi problemi respiratori, e dopo nella stessa palazzina, sempre di edilizia popolare, era nata anche un'epidemia di malattie, per via del fatto che fosse completamente colonizzata dai piccioni attribuibili ai batteri contenuti all'interno delle feci di questi ultimi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PAIS

(Segue SOLINAS ALESSANDRO.) Una cosa invivibile, una cosa incredibile che io ho visto con i miei occhi e che in tantissime abitazioni di edilizia popolare si verifica. Quindi sotto questo punto di vista è indispensabile ed urgente un intervento ampio e penetrante sull'edilizia popolare sarda, perché come nella Provincia di Oristano in tutte le province della Sardegna stanno verificandosi questi problemi e ci sono famiglie che vivono in condizioni inaccettabili e di questo noi dobbiamo sicuramente, nel modo migliore, farcene carico. All'interno di questo articolo poi noi abbiamo presentato ulteriori emendamenti per quanto riguarda, non vorrei ripeterlo, ma la viabilità provinciale, dove ogni provincia anche lì hai suoi problemi, ad Oristano abbiamo la cosiddetta famosa strada di nessuno, nota per la sua tragicità, strada 129, ogni provincia ha questi problemi ed anche lì è inutile pensare o di dedicare le briciole agli interventi che necessitano un impegno che questa Giunta non sta dimostrando…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Solinas, interrompiamo qua i lavori dell'Aula e li riprendiamo martedì alle ore 11.

La Seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 19 e 40.

Aumenta dimensioni caratteri
Alto contrasto